Annoiarsi a lavoro
di
Anika
Riferimento alla lettera:
Buonasera, ho trovato questo sito per caso et voilà eccomi qui. Vi è mai capitato di essere stanchi della vostra vita? Di svegliarvi al mattino e come primo pensiero dire: un'altra giornata di me**a sta per cominciare! Beh, a me capita tutte le mattine. Ho sempre pensato, fin da bambina,...
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Data di pubblicazione: 2 Maggio 2018.
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Chibi sono in Europa fortunatamente, in un paese che conosco per studio e lavoro e non ho problemi a livello linguistico. Il problema è la situazione incasinata con la chiusura della filiale e l’apertura di una nuova in un’altra città, fortunatamente stanno assumendo in loco. La cosa assurda è che ora sono qui a formare una nuova dipendente, io che sono l’ultima arrivata. Dopo il mese intenso sicuramente ho imparato sul campo e da sola, ma non è stata gestita bene questa emergenza. Rientro in settimana, ho fatto venire con me una collega dall’Italia che mi sostituisce per un po’, in modo da farmi tornare a casa a riposare. Tutto mi aspettavo tranne che un inizio così turbolento, ciò che mi preme capire è cosa mi riserva il futuro, se una volta rientrata avrò del lavoro e quale sarà la mia routine. Sto facendo tutto il possibile in questa filiale estera, spero serva almeno…Vedendo i buoni risultati mi stanno promettendo la gestione della filiale dall’Italia, sarà stato un modo per mettermi alla prova? Mistero e follia.
Gia, qua tutte noi ci siamo passate e comprendiamo come ti senti. L’apatia è un campanello d’allarme, quindi bisogna assolutamente attivarsi per riprendere in mano la propria vita e la propria autostima. Inizia a guardarti attorno a piccoli passi, inizia a smuovere qualcosa, perché purtroppo nulla cambierà all’interno di queste aziende. Il cambiamento va cercato altrove.
Ciao ragazze, grazie per le parole sono di conforto. Avete ragione non mi devo vergognare di nulla anzi sono loro che dovrebbero e sì non cambierà mai nulla all’interno di ambienti come questi.
Però una cosa sta cambiando, sto iniziando a metabolizzare che non vale la pena farmi venire “il sangue amaro” per delle cose che sono al di sopra del mio controllo, cosa intendo? Per esempio ieri ho messo per l’ennesima volta il titolare di fronte alla realtà: più si va avanti più la cattiva gestione degli anni precedenti viene a galla quindi o andiamo tutti verso la stessa direzione o per forza di cose qualcuno/qualcosa deve saltare, sapete quale è stata la risposta? La solita “Mi raccomando, pensaci tu, tieni tutto sotto controllo” questa mattina mi sono svegliata pronta ad affrontare l’ennesima giornata in questo ambiente tossico e avevo già il messaggio del buongiorno “Ciao per favore questa mattina mettimi 500€ sulla carta grazie” sua personale certo, l’esatto opposto di quanto detto ieri.
La vecchia me avrebbe risposto trovando scusanti per ritardare la cosa (anche solo per principio) e probabilmente si sarebbe arrabbiata portandosi dietro rabbia e frustrazione tutta la giornata mentre stamattina ho fatto tre bei respiri e solo una volta arrivata in ufficio ho risposto “Ok”, sì da oggi la direzione è questa “Ok” al primo fornitore che si lamenterà di non essere pagato o di essere pagato in ritardo gli farò notare che i prelievi si fanno alla fine dei pagamenti non prima di iniziare a saldare i conti ma questo lo farebbe un imprenditore/titolare degno di essere definito tale. Sono stanca ragazze di metterci impegno/pazienza/energia come se tutto questo fosse mio, non ho più voglia di lottare perché è come fare un incidente frontale contro un muro di gomma, non ascolta/non vuole ascoltare o ascolta ma non capisce!
Voglio ascoltare il consiglio di Dolly riprendere in mano la mia vita e lavorare sulla mia autostima, ritrovare le mie passioni ed essere meno terrorizzata dal futuro anche perché ho solo 29 anni, ho talmente tanta strada davanti che è assurdo pretendere di avere tutte le risposte/certezze ora, purtroppo ho la tendenza ad essere molto organizzata e seppur reagisco bene di fronte agli imprevisti devo sempre far mille pensieri come se dentro di me cercassi di considerare tutte le variabili per essere pronta.
Già si sei molto giovane e molto responsabile, un titolare dovrebbe sentirsi fortunato ad avere una impiegata che ci mette il cuore e l’anima per l’azienda. Spesso anzi quasi sempre non se ne accorgono. Io lo vedo continuamente. Anche noi abbiamo problemi finanziari ma sembra che nessuno dei “capi” se ne faccia un grosso cruccio. Anche perché “loro” hanno le spalle coperte e le loro finanze sono al sicuro. Se prima non mi davo pace quando vedevo i conti e il bilancio..ora menefrego altamente e non mi faccio più abbindolare dalle loro lacrime di coccodrillo. Non cambierà mai nulla. Ormai è un dato di fatto. Svolgo il mio lavoro senza passione e stimoli, ma non per colpa mia ma loro che mi hanno fatta diventare così. Poi non li sopporto quando piangono sul latte versato, ridicoli.
Chibi se non fossi l’unica impiegata dell’azienda penserei che siamo colleghe e ci scriviamo senza sapere l’una dell’altra. Praticamente è lo stesso qui con la differenza che qui regna un’ignoranza tale che non si piange nemmeno sul latte versato ma di fronte a certe osservazioni/problematiche che emergono si cerca sempre qualcuno al quale scaricare la colpa, colpa di chi di c’era prima di me in ufficio, colpa della banca che non ci concede maggior spazio per muoverci, colpa del commercialista che non ha fatto come doveva ecc. ecc.
Sono arrivata con una situazione dove i conti erano perennemente in rosso perché “giocare” con fido/sconfini di conto era all’ordine del giorno, la normalità era tirare la corda fino a quando la banca non imponeva un rientro, siamo passati in un anno e mezzo/due con la mia gestione ad avere tutti i conti in verde vi dico solo che nella testa del titolare probabilmente è un caso, una forza maggiore, di certo tutto pensa tranne che dietro c’è qualcuno che fa in modo che le cose vado in determinato modo e io arrivata ad oggi mi chiedo ma perché ci devo tenere più io di loro? Perché devo fare conti su conti per quadrare tutto e poi puntualmente arriva lui con la bolletta personale da pagare, la fattura per il cellulare del figlio o un prelievo personale? Ovviamente tutto extra a quello che già è il compenso mensile. Sono stanca di dover rispondere per conto degli errori altrui solo per mantenere una facciata di fronte ai clienti, stanca di sentirmi dire A poi B poi C e vedere che alla fine si fa D.
Se dovessi descrivere questa situazione con un esempio mi verrebbe da pensare ad un secchio d’acqua pieno di buchi ed io che corro da una parte all’altra per tapparli e salvare il salvabile. L’ho sempre fatto probabilmente per carattere, modo di essere e per sopperire ai momenti morti che avrei se gestissi solo le cose di mia competenza ma ad oggi mi chiedo perché? Non ho proprio più voglia, è come se mi fossi svegliata di punto in bianco da un lungo sogno e mi sia resa conto che non ne vale assolutamente la pena.
Io mi dovrei occupare dell’azienda non delle pratiche personali che intraprende e non è capace di portare avanti (in questo momento aspetto la telefonata dall’architetto per la sua pratica di Superbonus 110%) o di mantenere la facciata con i clienti dando risposte sulla produzione quando una persona è pagata per quello ma si nega alle mail/telefonate, dovrei fare il mio lavoro e niente di più ma qui sembra sia tutto dovuto, tutto scontato. Grazie per questi confronti, aiutano!
Ragazze come state? Dopo tanto cercare ho trovato un nuovo lavoro vicino a casa, un part time con due rientri pomeridiani. L’azienda è piccola, sono in ufficio da sola e mi gestisco in autonomia, finalmente posso mettere in pratica anni e anni di esperienza. Ho una collega che lavora da casa e si occupa del commerciale e non ci diamo nessun “fastidio”. I soci e i colleghi della produzione sono persone molto alla mano, si ride, si scherza e lavoro molto serenamente. Dopo anni di noia e apatia in ufficio sono tornata a “vivere”, sentirmi utile e gratificata. Ragazze auguro anche a voi un cambiamento positivo!! Poi vi aggiorno, perché come sappiamo tutti il posto perfetto non esiste!
Ciao Chibi,
Sono davvero felice per te! Ti faccio i miei migliori auguri per il tuo nuovo lavoro. Sicuramente il posto perfetto non esiste, ma un cambiamento era ciò che ci voleva, dona speranza e ottimismo. Come mi dico sempre: peggio di prima c’è ben poco! Quindi un gran in bocca al lupo, vedrai che andrà tutto bene. Le premesse sono già ottime. 🙂
Io anche sto benissimo, sono rientrata dopo il mio periodo all’estero che, per quanto faticoso, è stato molto formativo. Alla fine ero stanca ma soddisfatta del risultato e mi sono stati riconosciuti i miei meriti. Ora sto imparando il lavoro che dovrò svolgere quotidianamente e sono felice, le 8 ore mi volano e mi sento produttiva. Mi sembra di sognare, se penso che stavo rischiando la depressione… Ora sono rinata, non tornerei mai indietro.
A tutti colori che soffrono di noia e apatia sul posto di lavoro dico di non perdere la speranza e cercare un cambiamento in maniera decisa, perseverando, senza abbattersi. Faccio il tifo per…
noi! Là fuori ci sono aziende che hanno bisogno di noi, non sforziamoci di rimanere dove stiamo male. Questo malessere alla lunga ci stremerà e noi non lo meritiamo affatto.
Ciao ragazze che bello leggervi così felici del cambiamento, capendo pienamente cosa avete passato e il malessere che avete provato sono proprio contenta che abbiate trovato una dimensione che fa al vostro caso.
Io nessuna novità, qui procede praticamente tutto come al solito ma ai piani alti iniziano a capire le problematiche, di chi sono le colpe e soprattutto che non c’è più tempo da buttare, vedremo se ci saranno fatti oltre alle parole!
Dal mio canto ho raggiunto una consapevolezza di fatto molto basilare: l’azienda non è mia e se le cose vanno male o dovessero finire male è più interesse dei piani alti intervenire che mio quindi perché io dovrei rovinarmi l’esistenza? Per carità! Io continuo a fare il mio lavoro, intervengo dove posso per salvare il salvabile e dove non posso fare nulla lascio perdere ma a differenza di prima non mi impunto, lascio correre!
Devo dire che sono settimane che le giornate volano e anche se scappa qualche discussione con un collega negligente esco dall’ufficio consapevole di aver fatto il mio e anche di più e mi sento in pace con me stessa.
Spero che con l’arrivo del caldo mi torni anche quella voglia di uscire, vedere gente, fare cose che con la pandemia ho un po’ perso abituandomi a poltrire sul divano e forse si chiude il cerchio di questi ultimi due anni. Non voglio lamentarmi visto che c’è chi ha perso molto ma penso che possiamo permetterci tutte di dire che siano stati davvero pesanti.
Buongiorno ragazze allora vi aggiorno sulla mia situazione…dopo due mesi e aver messo a punto tutta la contabilità, documenti vari mi trovo da capo…il nulla.
Le giornate sono abbastanza noiose e monotone per non dire che ci sono state mattine dove ho rischiato seriamente di addormentarmi!L’aspetto positivo è che sono vicino a casa e in ufficio da sola, così non devo fingere più di tanto! Però sinceramente la cosa è avvilente….ad esempio settimana scorsa ho come avuto una crisi, un attacco di ansia molto molto forte con extrasistole!Evidentemente il mio corpo si è ribellato. Ora assumo degli integratori per cercare di stare tranquilla a volte mi sveglio di notte pensando a cosa fare la mattina dopo in ufficio … guarda non so se ridere o piangere!
Sinceramente mi sono anche rotta di cambiare…
Credo che sia ingiusto nei confronti di tutti quelli che al momento non hanno un lavoro o lo stanno cercando. Non puoi passare la vita professionale a crogiolarti nel fatto che ti “annoi” al lavoro, e poi vedere tutti i vantaggi del tuo lavoro attuale, ovvero che sei vicino a casa e che in ufficio sei da sola, c’è gente che deve farsi km e km e tu ti annoi, potrebbe capitare anche te di dover andare a km di distanza, quindi se ti annoi ed hai dei “buchi” trovati da fare, magari confrontandoti prima coi tuoi capi, un archivio da riordinare o cose da catalogare ci sono sempre…
Ciao Chibi,
Che dire, mi dispiace molto che ti ritrovi in una situazione identica a quella di prima, immagino la frustrazione. Il tuo ruolo è rigido e limitato alla contabilità o puoi proporti per fare anche altro? Io fossi un datore di lavoro apprezzerei la buona volontà nell’offrirsi per dare una mano anche in altri ambiti. Per il resto, come al solito, bisogna stringere i denti e pensare agli aspetti positivi (vicinanza a casa, orari, ecc.), ma so che è dura.
Io al momento mi trovo nella situazione totalmente opposta a quella di prima: dal poco lavoro al troppo lavoro. Da quando sono arrivata mi sono ritrovata coinvolta in situazioni difficili che nessuno mi aveva preannunciato (una filiale estera in chiusura, sono stata all’estero oltre un mese, ecc.) e ho addosso molte responsabilità. Faccio un lavoro totalmente diverso da quello dei miei colleghi in ufficio per far fronte a questa situazione di emergenza che sembra non risolversi, è molto stressante. Sto facendo del mio…
Meglio, ma vorrei tanto fare il lavoro per il quale sono stata assunta, che non è questo. Sono in mezzo solo a dei problemi e per una persona appena arrivata è alquanto too much. Aggiungiamoci anche che nessuno dei miei colleghi (furbi) vuole darmi una mano in questo casino, sono proprio sola nella gestione a distanza di un’intera filiale. E non sarebbe mio compito! Credevo che un’azienda grande fosse ben organizzata, beh mi sbagliavo di grosso. Per chiudere in bellezza, la mia capo ufficio (l’unica che mi dava una mano in tutto ciò), è andata in pensione e me l’ha detto dall’oggi al domani. Quindi ora sono letteralmente cavoli miei, sono sola. Le 8 ore non mi bastano, sono presa da mille cose in contemporanea. In sostanza: sono passata da un estremo all’altro. I miei colleghi lavorano, ma tranquilli, il clima è sereno. Spero davvero che mi tolgano questo problema da dosso quanto prima, perché è ingiusto! Nessuno se ne vuole occupare e chi è nuovo non ha scelta. Mi sembra di lavorare qui da 10 anni.
La nota positiva è che mi sto facendo realmente le ossa e ho tirato fuori risorse e capacità di problem solving che nemmeno io credevo di avere.
Ragazzi, che dire. Si viene pagati per lavorare poco e ci rimettiamo la salute, oppure si lavora troppo rispetto a quanto dovremmo e ci rimettiamo la salute. Ma la via di mezzo esisterà bene dico io??
@Dolly, un buon modo di vederla è che ti hanno assegnato un compito a te che sei nuova, e soprattutto una donna, io sono felicissimo che ti abbiano affidato tali responsabilità perché, disolito le donne, in campo amministrativo sono le migliori, e te lo meriti. Immagino tu abbia delle difficoltà, ma pensa a questo, piuttosto che fare l’elenco (presunto) di ciò che ti manca per svolgere questo compito. Poi, se non sei abituata alle trasferte o al prendere decisioni, datti tempo, l’esperienza verrà.💪
@Gabriele ti ringrazio per le tue belle parole, mi incoraggiano molto. Hai sicuramente ragione e anche io sono felice abbiano riposto questa fiducia in me, una giovane donna appena arrivata in azienda. I primi tempi mi hanno messo molto alla prova e se non fossero rimasti soddisfatti avrebbero certamente ridimensionato le mie mansioni. Spero col tempo di migliorare in tante cose, ad esempio nella gestione dello stress. La pressione è tanta, sicuramente è una sfida bella tosta!
Ciao Dolly, comunque non c’è mai una via di mezzo!
O troppo o niente…e in ogni caso possono lo stesso creare delle difficoltà!
Purtroppo mi capita spesso di “cazzeggiare” su internet per passare il tempo…e la cosa non mi piace per niente.
Ma è così, ne prendo atto e ciao.
Beh, leggo la classica frase fatta “mancanza di rispetto per chi il lavoro non ce l’ha”, ma senza voler fare i bacchettoni, il mio consiglio é che se il posto di lavoro sta diventando deprimente, si continua a restarci fintanto che non si trova altro, ovvero si inoltrano candidature ad altre aziende con una prospettiva migliore, senza lasciare il posto di lavoro prima di una conferma d’assunzione. Il lavoro occupa la maggior parte della nostra vita (di regola, a chi va bene, 5 giorni su 7), deve piacere per piacersi nella vita. La questione dei bassi salari, a mio avviso, se si deve lavorare solo per sopravvivere arrivando a fine mese senza 1 euro in tasca, beh, vuol dire che non si è al posto giusto. Bisognerebbe anche smetterla con la scusa del “é già tanto che c’è il posto di lavoro”, ma cosa vuol dire? Giustifichiamo paghe da fame per la speculazione di pochi sulle disgrazie di tanti? É la mentalità che è sbagliata. Non é un reato essere felici e soddisfatti nella vita, anche in quella professionale.
Si sono d’accordo con Beh, non è mancanza di rispetto, anzi…fosse per me riorganizzerei tutto qui dentro ma non posso…devo stare al mio posto!
E il mio posto è fatto di una piccola parte.
Più che altro noto sempre di più che la mentalità dell’imprenditoria italiana del settore artigiano è poco lungimirante…..hanno paura dei cambiamenti, per cui vanno avanti sempre nello stesso modo giusto o sbagliato che sia, sicuramente per chi come me vuole crescere, in questo tipo di aziende non è possibile.
In parte lo sapevo, ho accettato principalmente per la vicinanza, avevo bisogno di recuperare tempo e denaro speso in benzina!
Ormai mi sono rassegnata, l’ho scritto solo così per aggiornare la situazione a Dolly.
Sono scelte: c’è chi lavora in un posto che non piace senza stimoli, ma il salario tutto sommato è buono, quindi se lo fa andare bene. Poi c’è chi ha la fortuna di lavorare con soddisfazione sia professionale sia finanziaria. Invece non capisco il senso di chi resta in un’azienda che tratta male i dipendenti sotto ogni punto di vista, nessuno stimolo, nessuna crescita, oltretutto con una paga di m****. Certe ditte dovrebbero rimanere senza manodopera sull’orlo del fallimento per capire che stanno sbagliando, ma purtroppo troveranno sempre “disperati consenzienti” e nulla cambierà.
Si in effetti non hai tutti i torti….certo rispetto ai “fasti”del passato non è che abbia chissà quale stipendio…come dicevo la mia scelta è motivata dalla vicinanza. Certo stimoli pochi per i miei gusti, ma alla fine il pomeriggio libero mi permette di poter seguire la famiglia senza dover chiedere troppo ai nonni. Diciamo che ho trovato un buon compromesso. Però non hai tutti i torti..anzi..io sono drastica come sei tu. Certe aziende dovrebbero fallire per gli stipendi da fame, per il poco rispetto nei confronti dei propri dipendenti a livello di sicurezza…in questi anni ormai ho visto di tutto, e il più delle volte non mi è piaciuto. Nel piccolo poi è più facile rendersi subito conto delle cose che non vanno.
Ciao ragazze, sono a casa per un appuntamento e mi è venuto in mente di passare di qui. Chibi mi spiace leggere che dopo poco ti sia trovata da capo temo che sia così un po’ per tutte nel nostro settore in piccole realtà, una volta seguite le varie routine mensili il lavoro scarseggia, forse sono cambiati i tempi rispetto al passato e tante cose sono molto più veloci rispetto ad una volta, non so, a me salva che salto da un problema all’altro e quindi in linea di massima riesco ad occuparmi la giornata ma se tutto filasse liscio e se io facessi solo la mia parte sarei nella medesima situazione.
Leggendo i vari messaggi io non credo che sia ingiusto nei confronti di chi non ha un lavoro o lo sta cercando ammettere di annoiarsi al lavoro, lo sarebbe se il non fare nulla o poco fosse sfruttato a proprio vantaggio per cazzeggiare metà giornata e portarsi a casa lo stipendio, ma da questi messaggi io non vedo altro che uno sfogo dal quale emerge l’esatto contrario…
“Vorrei avere una mole di lavoro che copra X ore, sentirmi utile, appagata, soddisfatta” sottolineare i vantaggi che questo “noioso” lavoro porta con sé, trovo che sia incosciamente un auto pacca sulle spalla come a convincersi che “nonostante non abbia sufficiente attività per coprire la giornata” la strada casa/lavoro è breve, “nonostante sia spesso obbligata a non fare nulla” non ho colleghi dai quali dovermi nascondere ecc.
Temo che ogni realtà vada vissuta per essere realmente capita, non è sempre vero che si può trovare altro da fare perché non dappertutto è concesso “uscire” dalla propria mansione, il mio lavoro in parte comporta gestire archivio e scartoffie varie ma è parte della routine nel momento in cui sono “ferma” l’ho già fatto e anche parlare con i capi non è sempre così scontato. Certo chi non ha un lavoro penserà “piuttosto di niente meglio piuttosto”, ma infatti siamo qui puntuali ogni giorno, cinque giorni su sette, non non si tratta di ingratitudine…
Ciao ragazze e ragazzi,
Chiedo un vostro consiglio spassionato nonché punto di vista personale.
Questo nuovo lavoro mi sta esaurendo e rendendo emotivamente nervosa e triste. Non voglio scrivere l’ennesimo papiro, ma sono in mezzo solo a dei problemi e sto perdendo ogni energia e motivazione. Mi becco tutti i malumori e insulti all’azienda dai clienti, devo gestire gli ordini, il trasporto, aiutare i dipendenti nuovi della filiale a distanza, aiutare l’amministrazione in problemi di contabilità che non mi competono e potrei andare avanti per ore. Il tutto perché, a discapito della fama dell’azienda, non sono capaci di mettere in piede una struttura decente nel paese interessato e assumere un dannato direttore di filiale. O meglio, sono dei mesi che dicono che devono assumere un direttore e sono sei mesi che fanno ricadere tutto il disastro generato sulla nuova assunta malcapitata (io). Ora, il mio contratto scade a fine luglio e io non so più che fare. Mi rovino la vita per chissà…
Quanti altri mesi sperando che trovino una soluzione o abbandono la nave?
Stanno gestendo il problema da cani e le mie speranze verso un futuro roseo qui dentro vengono sempre meno. D’altro canto i miei colleghi lavorano a un ritmo medio e sono sereni, il che mi fa penare che un domani possa stare bene anche io qui. Ma se così non fosse? Se si trattasse dell’ennesima delusione?
Io sono stanca e ho paura di cadere in depressione. Ci sto mettendo tutto l’impegno del mondo ma lavorare così è infattibile. La direzione qui mi dice di tenere duro, che si risolverà e potrò presto fare il lavoro per cui sono stata assunta. Tuttavia io sono dentro a questo casino e so bene che sono problemi grossi, che non si risolvono dall’oggi al domani… Ho paura di continuare a rimanere coinvolta. Il commento dei miei colleghi è: “purtroppo sei stata assunta nel momento peggiore”.
La mia precedente situazione lavorativa e l’attuale sono entrambe frustranti, ma in maniera diversa. L’elemento comune è la disorganizzazione totale.
Ciao Chibi,
mi spiace davvero leggere queste parole perché immagino quanto speravi in un cambiamento.
Temo che sia improbabile che di punto in bianco la situazione cambi, specialmente se i problemi sono tali e non sciocchezze.
A me parecchio tempo fa è capitato che per gestire il cliente e non farlo attendere giorni per avere dei riscontri ho iniziato ad interfacciarmi con chi di dovere per fare da tramite e dare risposte celeri ed esaustive, doveva essere un modo per “tamponare” il problema dei clienti che lamentavano che chi di dovere non rispondeva, ecco da lì non ne sono più uscita, nonostante sulla carta la figure siano chiare a tutti io ricevo quotidianamente domande sulla produzione nonostante abbia più volte chiarito i ruoli non c’è nulla da fare è un loop senza fine perché dall’altra parte c’è la disorganizzazione totale e quindi il cliente viene da me in cerca di risposte pur sapendo che non dovrebbe.
Penso che se “da ultima arrivata” ti sono state date numerose responsabilità è difficile che tu riesca a mollarle da qui a breve, anche perché mi sembra di intuire che le problematiche siano agli occhi di tutti i tuoi colleghi che non hanno la minima intenzione di sgravarti, almeno in parte, da qualche responsabilità e/o problema.
Il fatto che abbiano visto in te una persona all’altezza di gestire questo “casino” è apprezzabile certo, ma fino ad un certo punto, una persona non può gestire la qualunque ed essere costantemente sotto stress, fidati ci sono passata e non è vita.
Se pensi di non ritrovare energia e motivazione o addirittura la depressione, lascia subito, nessun lavoro vale la tua salute.
Il consiglio che ti do, che ripeto a me stessa costantemente, è impara a lasciar correre, arriva dove puoi e fai tutto al tuo meglio, ci sarà sempre la giornata no, ma non impuntarti su problemi più grossi di te.
Ciao ragazze, innanzitutto scusate, i messaggi precedenti erano in risposta a Dolly ma ho fatto confusione 🙂
Come va? @Dolly sei riuscita a prendere una decisione?
Io sono passata di qui perché avevo bisogno di sfogarmi è da una settimana che c’è una “guerra” interna ai piani alti, o meglio scontri e diatribe ci sono da sempre ma questa volta ho il presentimento che si ripercuoterà sull’azienda. Ai piani alti abbiamo padre e figlio che da sempre discutono perché hanno una visione completamente diversa dall’azienda il padre è più inquadrato nella sua metodologia anni 80 con la quale porta avanti da 30 anni e più la sua azienda mentre il figlio ha un’ottica più “moderna” per l’altra azienda nella quale sono soci entrambi peccato però che sia tutto fumo e niente arrosto (molti dei problemi di cui vi ho parlato nascono da questa situazione), ora sembra siano arrivati ad un punto di non ritorno causa motivi economici.
Il figlio vorrebbe aumentare le proprie entrate perché ha preso degli impegni che in alternativa non riuscirebbe ad onorare ma il padre non vuole sia perché l’azienda fa già fatica così (causa andamento economico post pandemia) sia perché suo figlio non fa assolutamente nulla dalla mattina alla sera a parte presenza quando si presenta e spesso di due cose che fa ne sbaglia quattro (oltre al fatto che dopo averlo enormemente aiutato gli aveva detto di valutare bene fino a dove spingersi).
Da una settimana a questa parte non si presenta proprio al lavoro (in linea di massima viene e poi se ne va con qualche scusa o fa avanti e indietro tutto il giorno) ma io stamattina sono venuta a conoscenza che nell’assenza si è attivato con chi di competenza per farsi aumentare la retribuzione mensile e temo che quando lo saprà suo padre scoppierà il finimondo.
E’ da tutta mattina che provo a concentrarmi ma l’unica cosa che riesco a pensare è: ma dove ***** sono finita? Scusate il francesismo ma è dovuto.
Praticamente di fronte al no del padre (che sulla carta ha il potere di decidere) ha chiamato le paghe per farsi aumentare lo stipendio pur sapendo che aumentandolo non è detto che l’azienda riesca a contenere un ulteriore costo in aumento ma ci rendiamo conto? Di fronte a questa cosa non riesco a non rivivere con il pensiero tutte le situazioni in cui l’unica cosa da fare era prenderlo a schi4ffi ma per intelligenza ed educazione facevo finta di nulla o sviavo l’argomento.
A questo punto depongo le armi, è inutile che faccio i salti mortali per coprire le mancanze di tutti se poi i presupposti sono questi.
Dovreste sentirlo quando si definisce “imprenditore”, poi devo spiegargli come usare lo scanner, ho la nausea credetemi.
Vi aggiorno prossimamente!
Già mi ricorda la situazione dell’azienda dove lavoravo prima. I nipoti tutti giovanissimi, vagabondi,senza titoli di studio, con in testa solo i soldi per vacanze, abbigliamento e i nonni e la mamma dall’ altra parte che li foraggiavano in continuazione. La mamma poi era peggio di loro, lavorava lì solo perché diversamente i genitori non le avrebbero dato il denaro necessario per il loro tenore di vita. E i dipendenti a lavorare come schiavi, in un ambiente vetusto, con sedie mezze rotte, un’officina sporca, attrezzature datate… perché? Perché se avessero speso per rinnovare l’azienda ci sarebbero stati meno soldi per figlia e nipoti, anche loro poi ogni tanto si aumentavano lo stipendio! Sono contenta di non lavorare più li. Almeno adesso lavoro con gente onesta, molto.
Ciao Gia, anche nell’azienda per cui lavoravo prima si verificavano situazioni molto simili. Era molto piccola, gestita da padre con rispettivi figli e nipote al seguito. Assistevo quotidianamente a scene assurde, ad esempio: titolare che litigava con figli 30enni perché invece di lavorare guardavano film a pc o stavano al cellulare, ad un certo punto hanno tolto anche l’applicazione per timbrare perché la figlia timbrava l’entrata nel parcheggio dell’azienda ma saliva in ufficio un’ora dopo…. Cose ridicole che alla lunga stancano e che ti fanno proprio pensare: ma dove c***o sono finita??
Non hai lavoro da fare e questo ti avvilisce ?
studia e prenditi la laurea… ovviamente nei momenti di non lavoro.
Ciao ragazze, praticamente mi sembra di capire che il modus operandi di queste piccole aziende (spesso a conduzione familiare) sia lo stesso un po’ ovunque, stesse dinamiche e conseguenti problematiche. Ad essere sincera da una parte mi consola non essere l’unica in questa situazione o ad esserci passata anche se dall’altra è agghiacciante.La situazione procede come immaginavo, il rapporto padre/figlio ormai è ad un punto di non ritorno e il secondo tra qualche giorno raggiungerà il mese di assenza, nessuno l’ha più visto e/o sentito a parte la sottoscritta per richieste di anticipi/saldi su retribuzioni neanche maturate. Io ho deciso di “ignorare” il problema e di stringere i denti fino alla fine del mese, poi dovremmo chiudere per ferie le tre settimane centrali di agosto a meno che non ci siano grosse commesse dell’ultimo minuto che richiedano di riprendere prima.
Mi viene da sorridere perché anche su questo tema io non sono mai stata d’accordo, ho proposto più volte di fare le ferie a turni così i dipendenti avrebbero la possibilità di prendersi una pausa “quando vogliono” (e magari non nel mese più caro di tutti) e soprattutto l’azienda non avrebbe il “blocco” per un mese che poi subirà a settembre, ma figuriamoci se qualcuno mi ascolta. Praticamente tutti sanno che le settimane di chiusura saranno quelle ma verrà ufficializzato due giorni prima, completamente senza senso!
@Ladypulcina, se parli con me sì, mi avvilisce perché non esiste un’organizzazione di nessun tipo, è tutto gestito male e i carichi di lavoro non sono distribuiti nella maniera corretta, ogni mio sforzo atto a migliorare le condizioni non porta da nessuna parte perché ad ogni passo avanti se ne fanno quattro indietro. In linea di massima io ho attività da fare per tutta la giornata e quindi sono sempre occupata ma non è normale che passi metà o addirittura più della metà del mio tempo a gestire pratiche non di mia competenza, a fare il lavoro di altri e/o a gestire pratiche personali dei titolari (o parenti) che nulla hanno a che vedere con l’azienda. Ps. Una laurea già ce l’ho ma probabilmente manco se lo ricordano!
Buongiorno a tutte! Sono rientrata oggi dopo due settimane di ferie…speravo di avere la scrivania piena di scartoffie e invece nulla….
Non riesco nemmeno più ad apprezzare il fatto di essere in ufficio da sola perché riuscendo a gestire molto bene quel poco che ha da fare passo la maggior parte del tempo o a parlare da sola o navigando su internet.
Chiaramente la cosa mi deprime molto, in più negli ultimi mesi in famiglia ci sono stati problemi relativi alla salute dei miei genitori e la noia dell’ufficio ha acuito la mia preoccupazione al punto che ho dovuto iniziare una cura per tenerla sotto controllo.
Le sto provando tutte, dalla meditazione, alla mindfulness fino a recitare il Rosario.
Mi sto esaurendo, non ho più la forza di andare avanti così.
@chibi, senti, non so come fare per dirtelo senza sembrare brusco o non so, un pò str***o, ma mi viene da dirtelo quando leggo questi commenti. Hai la fortuna di avere un lavoro stabile, e fai una questione infinita dicendo che non c’è niente da fare, ma chi lo dice? Non hai fatto il pensiero, che i tuoi capi o superiori o colleghi anziani vogliano vedere anche che spirito di iniziativa hai? Vedere se proponi, o sistemi cose dell’ufficio, anche se non ti viene espressamente richiesto, questo pensiero non l’hai fatto?
Ciancionare su internet tutto il giorno te lo sconsiglio, anche se usi mezzi tuoi, perché se vai col computer aziendale, i tuoi capi vedono probabilmente che stai a concionare su internet e di certo non farà piacere. Se usi mezzi tuoi comunque, il problema c’è perché alla fine devi rendere conto di quello che hai fatto durante la giornata. Quindi, piantala.🖖
Carissimo Gabriele, ma vedi di andare a quel paese.
Evidentemente non hai letto tutti i messaggi precedenti e non perdo tempo a risponderti.
Io ci passo frequentemente da Paese, c’è un treno regionale veloce ogni mezz’ora, il punto è che io i commenti li ho letti, e ti ho scritto anche a Maggio una cosa simile, pure io come tutti ho dei tempi morti a lavoro, ma di certo non bichellono come fai tu, aspettando che qualcuno mi dia un compito anche più banale, per poi fare finta di lamentarmi su un forum, dimenticando di essere una privilegiata che fa un lavoro di ufficio, 5 giorni su 7, quindi settimana feriale, in alcuni campi non è così potevi lavorare su turni anche nel fine settimana che so, la Domenica notte dalle 18.00 all’1.00 di mattina, invece ti tocca la disgrazia dell’orario di ufficio dalle 9.00 alle 12.30 e dalle 14.30 alle 18.30 o simile, è verissimo è proprio una disgrazia. E naturalmente sei vicinissima a casa. Che dolore!🖖
P.s.: Spero che tu non stia utilizzando mezzi telematici della tua azienda per scrivere i post🖖
P.p.s.: Dovresti trovare il modo di confrontarti con i tuoi capi sull’argomento, so che hai già provato a farlo, ma forse c’è qualche collega che puoi aiutare o cliente che puoi seguire meglio, quasi in esclusiva, hai pensato anche a questo? Oppure hai paura di troppe responsabilità e preferisci subire tutta la noia possibile?
Ciao Chibi, ti capisco benissimo io durante le ferie ho raggiunto la conclusione che tutto il mio malessere deriva da questa situazione lavorativa in cui sono capitata quasi per sbaglio e dalla quale, ahimè, non è per nulla facile uscire. Ho iniziato le ferie con la prospettiva di resettare i mesi precedenti e mi sono accorta che senza lo stress/noia/frustrazione che accumulo nelle ore in ufficio sono una persona completamente diversa, non ho ansia, scatti di nervosismo se le cose non vanno come voglio, non ho difficoltà ad addormentarmi e in generale sono più motivata ed entusiasta anche nelle piccole attività quotidiane.
Mi spiace per i tuoi genitori spero si risolva tutto per il meglio.
Ricordati che nulla vale la tua salute, se proprio non riesci più a resistere trova il modo di andartene anche a costo di restare senza lavoro per qualche tempo se la tua situazione economica te lo permette.
Rimango sempre sconcertata quando sembra che questa situazione sia dovuta da noi, leggere di quello che dovremmo fare e/o non fare come se non ci fossimo già inventate di tutto, come se non fosse umiliante inventarsi attività che sai non servire a nulla altrimenti già le faresti.
@Gabriele forse non è chiaro che se non fossimo consapevoli della nostra “fortuna di avere un lavoro stabile” ce ne saremmo già andate a gambe levate senza pensarci due volte e comunque anche basta con questa storia, sembra che quella giustifichi tutto. Ti consiglio di informarti un po’ sulla sindrome di bore-out cos’è, da cosa è causata e le conseguenze sulla persona.
Non si tratta di “Ciancionare su internet tutto il giorno” o di “fare finta di lamentarsi su un forum” ma di due righe di sfogo dove anche un estraneo in forma anonima che risponde “Ti capisco, anche io sto vivendo questa cosa” ti consola, certo una magra consolazione ma del resto andiamo avanti così no? Piuttosto di niente…
Ma il punto è questo, Gia, come fai a pensare di cercare comfrorto su internet mentre stai a lavorare o durante orario di ufficio, io non dico che non siate brave nel vostro lavoro, non metto in discussione questo aspetto, metto in discussione, il fatto di subire i tempi morti, dalle descrizioni che fate, di come trascorrete il tempo professionale, sembra un problema di tempi morti, più che altro, anche perché problemi con colleghi str***i non ne avete, i capi, da quello che dite vi trattano bene, sta anche a voi prendere dell’iniziativa, e da dipendenti creare delle situazioni nei quali farvi considerare indispensabili, invece di aspettare passivamente, solo questo ho suggerito.
Gabriele per fortuna che ci sei tu con i tuoi consigli, non so come farei senza!
Grazie Gia, hai risposto in maniera corretta ed esaustiva.
Sono talmente rassegnata che mi sono anche stufata di fare proposte…sono mesi che mi offro per fare ordini, controllo magazzino…la risposta è che non hanno bisogno di queste mansioni.
Per cui me ne sto facendo una ragione.
Ormai alla mia età e con la mia esperienza se un datore di lavoro vuole “sfruttare le mie competenze lo fa, diversamente va avanti alla vecchia maniera.
D’altronde non posso e non sono nessuno per fargli cambiare idea, non c’è riuscito nemmeno il commercialista!