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Annoiarsi a lavoro

di Anika

Riferimento alla lettera: Buonasera, ho trovato questo sito per caso et voilà eccomi qui. Vi è mai capitato di essere stanchi della vostra vita? Di svegliarvi al mattino e come primo pensiero dire: un'altra giornata di me**a sta per cominciare! Beh, a me capita tutte le mattine. Ho sempre pensato, fin da bambina,...
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Data di pubblicazione: 2 Maggio 2018.

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Categorie: - Lavoro - Me stesso

449 commenti

Pagine: 1 7 8 9

  • 401
    Gia -

    @Chibi mi si stringe il cuore ogni volta che vedo le immagini, forza a tutti!

  • 402
    Chibi -

    È dura… ragazze..noi al momento non abbiamo danni ma solo per una gran botta di culo..non si per quale motivo ma il fiume Savio che scorre poco lontano da casa nostra non ha esondato.
    In tutto il resto della mia città e sulle colline l’agricoltura,gli allevamenti,i vigneti, tutto in malora.
    Frane, paesi isolati..
    Un disastro immane.

  • 403
    Gia -

    Ciao Chibi, come va? Sono contenta che non abbiate subito danni ma per il resto una tragedia vera e propria spero che verranno dati aiuti concreti a tutte le persone che hanno perso tutto.
    Ma ora come funzionano le cose? Riuscite a portare avanti la routine casa/lavoro/impegni vari o è tutto bloccato. Scusami se sono fuori luogo vedendo le immagini non capisco quale potrebbe essere la realtà al momento.
    Vi auguro di tornare al più presto alle vs vite.

  • 404
    Chibi -

    Ciao ragazze come state?
    Continuate ad annoiarvi?
    Io sì tanto
    Sono rientrata lunedì dalle ferie illudendomi che si fosse accumulato un po’ di lavoro nelle due settimane, ma nulla.
    Dopo 2 anni trascorsi così speravo di riuscire ad abituarmi invece ogni mese è sempre più difficile di quello precedente.
    Spero per voi che le cose siano migliorate o che, al contrario di me, siate riuscite ad accettare la situazione.

  • 405
    Gabriele -

    Impossibile che non si sia accumulato niente, possibile che tutti quelli che siano rimasti a lavoro, non abbiano mai detto “eh la collega non c’è al momento, quando rientra” dai, è il classico scaricabarile, così efficienti siete?
    Bada che non sto scherzando , o parlando per battute, la mia è una domanda seria.

  • 406
    Misonorotta -

    Ciao, a me va un po’ meglio diciamo, c’è spesso lavoro da fare, capita ogni tanto che c’è poco da fare ma non mi lamento. Anche io sono rientrata dalla ferie e sto letteralmente facendo nulla per 8h, considerando che sono anche sola in stanza (gli altri sono ancora in ferie) mi godo l’aria condizionata e mi faccio i fatti miei. Al momento non c’è nulla da fare perché sono quasi tutti in ferie e la maggioranza dei cantieri sono chiusi. Al rientro so già che ci sarà da fare e per questo ne sono felice… Mi dispiace che per te la situazione sia sempre la stessa, so benissimo cosa si prova

  • 407
    Chibi -

    Ciao misonrotta la situazione è sempre la stessa, lunedì mattina ho avuto l’impressione di essere impegnata ma al pomeriggio era già finito tutto!
    Io sono sempre in ufficio da sola all’inizio mi piaceva adesso non più, mi pesa non avere rapporti con nessuno…a volte mi mancano anche le discussioni coi colleghi almeno mi sentivo viva!
    Io non ho previsioni di nulla, vivo alla giornata.
    Alle 12.01 sono già in macchina.

  • 408
    ARGO -

    A quanto leggo ad annoiarsi al lavoro sono le donne. Vanno anche in pensione prima le donne. E poi la menano col fantomatico gap salariale. Andate a fare i lavori usuranti che fanno gli uomini così non vi annoiate

  • 409
    Misonorotta -

    A parte il fatto che molti hanno studiato per stare dove stanno, in ufficio ci lavorano anche tanti uomini, quindi il tuo messaggio non ha molto senso. Se uno non vuole fare il lavoro usurante poi si rimbocca le maniche e si da da fare per poter fare un lavoro più “comodo”.

  • 410
    Chibi -

    Fanno molto ridere questi interventi, mancano all’appello la fame nel mondo , i marò e poi siamo a cavallo!

  • 411
    ARGO -

    Fatto sta che negli uffici pubblici e privati a lavorarci in maggioranza sono donne.

    Darsi da fare per cosa? Per un lavoretto improduttivo in cui annoiarsi? A fare niente ci si rimbabisce prima.

    Mi chiedo perché vi hanno assunte se non avete quasi niente da fare

  • 412
    Misonorotta -

    Darsi da fare per non fare un lavoro usurante. Che poi le donne che fanno le pulizie, medici, infermiere, camionista ecc non esistono? Non è di certo colpa delle donne se madre natura vi ha donato più forza e resistenza (eccetto le eccezioni che non fanno la maggioranza), quindi è normale che ci siano più operai di sesso maschile, non credi? Poi per quanto mi riguarda, il mio pensiero è che negli uffici di certe tipologie tutti hanno momenti morti, nonostante la gente si vanti sempre con la solita frase: “ho troppo da fare, non ho tempo”. Ovviamente non avere da fare nulla tutto il giorno non è normale ma se una persona non riesce a trovare di meglio si tiene quello che ha, per riuscire a campare, dato che nessuno può vivere senza soldi; e aggiungo se una persona che ha studiato deve ridursi a fare un lavoro usurante per evitare la noia, anche no grazie, preferisco la noia a questo punto.

  • 413
    Ana -

    Qui a Londra ho lasciato un lavoro in finanza perche era troppo tossico, mi annoiava dopo un po di ore e poi per lo stress mi sono caduti i capelli. Dopo pochi giorni ne ho trovato un altro dove pagano meglio e inizio a settembre, poi me ne vado in Jamaica e riprendo dopo le ferie. NOn mi hanno fatto problemi che vado in ferie in Jamaica per 2 weeks.

  • 414
    ARGO -

    Che alle donne piace stare comode lo vedo anche dove lavoro io: i casini peggiori li lasciano da sbrigare a quando in turno c’è qualche uomo

  • 415
    Ana -

    Questo ho potuto farlo solo una volta con il mio ex collega tedesco che per me e’ come un fratello. Prima invece dovevo sbrigarmela da sola, anzi siccome sono nello spettro autistico cercavano di mettermi nella merda cosi mi avrebbero mandata via. Specie quando ho lavorato al bar di un impresario singalese che mi mettevano a fare turni il weekend con clienti ubriachi, molesti, gente che vomitava, chi lasciava la spazzatura per terra, un’irlandese pazzo voleva il cashback e se non glielo davo voleva picchiarmi, un altro che voleva la Guinness con il succo di pomodoro, non l’ho fatta bene secondo lui e me l’ha tirata addosso, bambini che buttavano le patatine per terra, cani che lasciavano le cacche per terra e i peli sui divani. I colleghi uomini singalesi che se ne fregavano. Solo uno irlandese ha detto a quello che mi ha tirato il pomodoro di non farsi piu vedere, altrimenti chiamava la polizia.

  • 416
    ARGO -

    Ana o sei veramente autistica oppure qualcuno davvero bravo a trollare

  • 417
    Gia -

    Ciao a tutti, @Chibi quanto ti capisco! Io sono rientrata che avevo la mail intasata, mi sono sentita super felice ma dopo aver eliminato spam, newsletter, altre cose inutili ed inoltrato qualcosina a chi di competenza mi sono rimaste forse 5 mail da gestire che rimangono comunque in sospeso fino a quando gli altri reparti non fanno quanto richiesto e di conseguenza io posso procedere a mia volta.
    Praticamente mi sono rimessa in pari da 2 settimane di ferie in 2 ore scarse, ad essere abbondante, il livello di frustrazione è già al suo massimo e sono sempre più demoralizzata.
    A tutto questo si aggiunge poi la situazione ai piani alti che dai racconti passati non ha fatto altro che peggiorare quindi il livello di tossicità di questo ambiente è indescrivibile.
    Non lo so mi rendo conto che non posso continuare così e che sto solo prendendo scuse per rimandare l’inevitabile ma già non ho mai brillato di chissà quale autostima con questa situazione è finita sotto terra.

  • 418
    Gia -

    Sento in continuazione di persone che lasciano il lavoro di punto in bianco spesso senza nemmeno un piano B e davvero non lo dico tanto per e io invece mi sento inerme di fronte a questa situazione risucchiata da una realtà che detesto ma non mi sento altezza per provare ad uscirne quindi la frustrazione non fa altro che aumentare.
    Dapprima ho fatto i salti mortali per tentare di arrivare ad un punto zero e porre una fine alla cattiva gestione degli anni passati, poi la pandemia, poi la faida interna che va avanti da anni ma è degenerata nell’ultimo, il tutto condito da cattiva gestione dei carichi aziendali, gente che fa esattamente il c**** che vuole, produzione gestita senza criterio con conseguente creazione di costi che non dovrebbero esserci e chi più ne ha più ne metta.
    Ormai la noia è il problema minore, mi sento sempre in ansia nell’attesa della telefonata/sms di turno con la str****a del giorno inventata al solo fine di creare/inventarsi problemi e mettere zizzania

  • 419
    Gabriele -

    Addirittura faide che vanno avanti da anni, mi viene una domanda ma a me non è mai capitato che colleghi anche più anziani mi dicessero che ci sono faide, o che ci fossero beghe fra colleghi che qualcuno mi chiedesse da che parte stai. Sono disponibile con tutti. Poi può darsi che pensino di farmi dispetto mettendomi straordinari al Sabato, ma evidentemente non sanno che venendo dalla promozione trovo normalissimo ogni tanto fare straordinari al Sabato, tanto più che il principale mi ha preso in simpatia, perché capita che al Sabato siamo sempre i soliti tre…

  • 420
    Gia -

    @Gabriele la faida di cui parlo è a piani alti tra chi dovrebbe mandare avanti l’azienda sulla carta, avevo già scritto qualcosa in passato. Sono parenti e per anni sono andati avanti tra battibecchi e litigi vari, la cosa è andata via via peggiorando arrivando al degenero totale nell’ultimo anno, non si rivolgono la parola, realtà inventate a proprio tornaconto, di tutto e di più, non voglio entrare nei dettagli perché arriveremmo a Natale.
    Non c’è da chiedersi con chi schierarsi perché da una parte c’è una persona presente con cui si può discutere anche dei problemi seppur dal lato pratico la gestione degli stessi viene delegata alla sottoscritta, dall’altra un elemento che oltre a non fare praticamente nulla non si presenta nemmeno fisicamente convinto di essere il capo del mondo e pretendendo soldi su soldi che per quanto mi riguarda si potrebbe anche prendere senza problemi…se solo ci fossero!

  • 421
    Gia -

    Purtroppo per via della mia mansione ne sono ovviamente coinvolta in prima persona e spesso non ho modo di tirarmene fuori ma devo ingoiare il boccone amaro e sentirmi il monologo sul problema inventato del giorno, lamentele su cose assolutamente non di mia competenza ecc. ecc.
    Data questa situazione ai vertici aziendali ne consegue poi tutto il resto, non essendoci una figura che gestisce l’azienda ognuno alle dipendenze si sente autorizzato a far ciò che vuole, a chiedere/pretendere di tutto e di più ecc. ecc.
    Se hai mai letto un qualsiasi articolo sulla definizione di ambiente lavorativo tossico sai di cosa sto parlando, in genere sono ad elenco puntato, ecco per come stanno le cose qui dentro potremmo fleggare via via ogni punto e non sto esagerando!

  • 422
    Chibi -

    Si Gia è proprio così lavori in un ambiente tossico…

  • 423
    Chibi -

    Sapete cosa mi sta succedendo, sono diventata insofferente a tutto,la noia e la routine in ufficio mi stanno creando dei forti disagi, sapete trascorrere tante ore da sola al lavoro non è salutare. Me ne sono resa conto perché non tollero più nemmeno le battute del mio titolare a sfondo sessuale o comunque con doppi sensi,riferite sempre all’aspetto fisico, all’ età, delle donne ( quelle poche che passano da lì per motivi di lavoro o che incontra lui fuori dal lavoro). Prima a fatica le sopportavo,adesso proprio mi disgustano. Bisogna che alla prima occasione glielo dica… perché sembra un assatanato. Non le fa in loro presenza, ma appena mettono il piede fuori dall’ufficio parte col suo corollario di critiche o “complimenti” spinti con termini a mio avviso too much!
    Lo vedo si e no 2-3 volte al giorno se va bene ma è solo di quella.

  • 424
    Gabriele -

    @Chibi, penso che il tuo capo sia, spero non ti offenderai, perché non è questa l’intenzione ciò che letteralmente si definisce un cafone, una persona che sa perfettamente che il fare battute sminuendo una categoria, o altre persone, o di genere, sia ammissibile in una società. Sa che è sbagliato, sa che dovrebbe avere dei “filtri inibitori” però essendo cafone, pretende che tutto il mondo debba fare spallucce o finta di niente. Sicchè. Praticamente con questi atteggiamenti si è calato le braghe, perché è come se dichiarasse la sua incompetenza e la sua totale assenza di essere “uomo”. Sarà pure il tipo che si vanta in giro o in palestra, delle “avventure” che ha avuto ora con quella ora con l’altra.
    Avevo un conoscente che frequentava la mia stessa palestra, che ogni volta dichiarava al mondo, vantandosi con gli altri, delle sue avventure, finché un giorno l’interlocutore designato fui proprio io, e io gli dissi che un uomo o ragazzo che ha necessità di fare pubblicizzare…

  • 425
    Gabriele -

    …pubblicizzare con tanto di nomi, la propria vita sessuale non aveva nessun rispetto da parte di nessuno e che probabilmente andava molto più spesso in solitaria, piuttosto che con donne disponibili, perché una donna intelligente di certo non è così stupida da accontentarsi di trenta secondi.
    Non l’ho più visto. Poi comunque a me non capita mai di fare battute sulle donne, o battute per sminuire, o sbandierare ai quattro venti, disolito lo fanno gli uomini misogini e che delle donne non amano proprio un bel niente. L’unica cosa che puoi fare, purtroppo è fartela scivolare addosso, oppure metterti a ridere a crepapelle, come in Harry ti presento Sally, solo che invece di fingere un orgasmo, fingi una risata argetina, così magari smette.

  • 426
    Chibi -

    Si Gabri hai ragione è un cafone… all’inizio non gli davo molto peso anche perché si tratteneva, poi col tempo ha iniziato come dire ad allargarsi, dovevo dargli l’alt da subito.. comunque alla prossima battuta lo stoppo e metto le cose in chiaro.

  • 427
    Misonorotta -

    io ho un collega uguale al tizio che hai descritto della palestra, peraltro sposato e con due figlie. Va girando vantandosi le sue avventure magari anche facendo vedere le foto delle suddette tipe. Dubito siano tutte storie vere, però fa veramente ribrezzo vedere un uomo sposato e padre comportarsi in quel modo. Peggio dei ragazzini delle medie/superiori.

  • 428
    Gia -

    Mi vengono i brividi a leggere di questi atteggiamenti, la penso esattamente come Gabriele anche se sarei andata ben oltre il termine cafone.
    E’ proprio un qualcosa che non tollero e non concepisco.. ancor più in un ambiente lavorativo, con un rapporto titolare/dipendente. Rimango allibita che si metta a fare allusioni sulle donne con una dipendente donna, senza nemmeno pensare che tu potresti chiederti se fa lo stesso su di te quando non ci sei.. almeno la decenza di farlo con un altro uomo, non lo giustificherebbe ma potrebbero almeno avere la stessa sensibilità, cosa che comunque non è scontata come dimostra Gabriele.
    Nulla mi fa uscire di testa come le persone che non capiscono i confini del rapporto instaurato, battute di queste tipo presuppongono per lo meno un certo grado di confidenza, ma chi ti ha dato sta confidenza?
    A me è successo qualcosa di vagamente simile con un ex collega, è bastato guardarlo in un certo modo che non si è più permesso.

  • 429
    Chibi -

    Il mio titolare non si vanta nulla in questo senso, però sono battute anche pesanti e allusioni continue riferite a donne che incontra quotidianamente, ad esempio la barista oppure l’impiegata di un nostro fornitore o cliente. Si benissimo che sono argomenti all’ordine del giorno tra uomini ma, in quei 5-10 minuti di pausa caffè evito sia lui che i ragazzi della produzione perché è sempre di quella.
    Già non parlo con nessuno se poi il massimo dei discorsi sono quelli, ciao, rimango nel mio ufficio.
    Comunque oggi è venerdì e fino a lunedì mattina non ne voglio più sapere! Buon weekend

  • 430
    Chibi -

    Si è vero non avevo sinceramente realizzato che si è preso una libertà nei miei confronti…cavolo, ora che ci penso sono ancora più arrabbiata anche con me stessa.
    Tante volte ho pensato come voi che poi in mia assenza faccia gli stessi commenti, anzi è molto probabile.

  • 431
    Gabriele -

    @Chibi, mi dispiace che tu debba sopportare queste cose, anche perché c’è un rapporto professionale, tra l’altro con gerarchia e rapporti che non sono alla pari, perché accennavi al fatto rapporto titolare-dipendente. Per quanto mi riguarda, ho sempre avuto una vita normalissima, nella quale mi è capitato di fare pure il modello per una sartoria, e quindi pensavo essendo “modello”che avrei assistito a molta superficialità fra i colleghi modelli e modelle, in realtà paradossalmente c’è molta più profondità d’animo che in altre situazioni o settori. Ho conosciuto un ragazzo, col quale poi è nata una bellissima amicizia, modello di intimo, quindi fisico perfetto, quasi scultoreo, che aveva comunque dei complessi di inferiorità, perché purtroppo pieno di nei, e io invece manco a pagarli oro, ci siamo trovati a cambiarci e lui mi ha detto, “c.... Gabri, ma hai una pelle stupenda!”.
    Cioè è stato esplicito, e io gli ho detto “Mattia pure tu stai da intimo perfetto” che è un…

  • 432
    Gabriele -

    …complimento vero ed autentico. Sembra che le cose che ho raccontato non centrino nulla, ma la mia domanda è: se fra modelli, si è così, come dire sinceri e pudici allo stesso tempo, senza essere cafoni, ovvero senza sbandierare ai quattro venti la propria vita sessuale, perché altrettanto questi uomini-adolescenti coi quali avete a che fare, non possono fare altrettanto? Evidentemente perché gli manca. Un uomo vagamente soddisfatto della propria vita, anche sessuale, và in giro nella maniera più serena possibile, e che abbia o meno delle donne sue pari o superiori non gli fa proprio un bel niente, si lavora e basta.
    Poi c’è sempre la questione del punto di vista a rovescia: l’uomo fa il cafone, ma la donna che eventualmente ha avuto a che fare col cafone, che cosa direbbe? Sarebbe contenta di sentirsi oggettivata, alla pubblicità ed alla berlina di tutti? Io non credo. Quindi questi uomini sono adolescenti frustrati, che mi dispiace vanno in solitaria, non che ci sia niente di…

  • 433
    Gia -

    Chibi non prendertela con te stessa, hai reagito come avrebbero reagito in tanti di fronte ad un rapporto che non è sullo stesso livello anche a me capita di sorridere o comunque esprimere una sorta di consenso quanto il titolare fa certe battute, nulla a che vedere con esternazioni sulle donne, ma comunque uscite poco piacevoli e infelici che al di fuori del contesto lavorativo di certo non farei finta di condividere, diciamo che non potendo rispondere lo compatisco.
    Questa settimana ho raggiunto una sorta di resa dei conti con me stessa, ho capito quanto questa situazione mi stia facendo male anche al di fuori del contesto lavorativo e ho deciso che le cose devono cambiare, so che potrebbe sembrare una scusa ma mi sono data come ultimatum la fine dell’anno, dopodiché che sia per un altro lavoro, che sia perchè vado in Naspi o che sia perché rassegno le dimissioni non ho intenzione di continuare così anche nel nuovo anno.

  • 434
    Gia -

    Sono più serena perché ho cambiato atteggiamento ed ho iniziato a mettere i problemi in mano a chi di dovere invece di riferirli una volta trovato il modo di gestirli. Per via dell’impicchiata del fatturato dopo le ferie come ogni anno ci sono problemi con le scadenze di settembre, ho preparato un prospetto e l’ho consegnato alla proprietà e sono in attesa di indicazioni, ovviamente sono consapevole che nessuno busserà alla mia porta offrendo ipotesi per tamponare il problema, ma va bene così è l’ennesima dimostrazione di come viene gestito tutto quanto qui dentro, mi assumo la responsabilità di portare avanti tutto senza il minimo supporto per poi venire a sapere tramite vie traverse che “nascondo/nascondiamo le cose” bene per quanto mi riguarda può saltare tutto sto mese se non mi viene detto come procedere, mio stipendio compreso.

  • 435
    Chibi -

    Questa settimana sono a casa con la febbre e mi sto un po’ spurgando…e sto cercando di farmi forza a inviare un po’ di curricula perché non ho più molto entusiasmo.
    Gabriele capisco il tuo discorso e lo condivido, anche secondo me chi ha bisogno di fare questo tipo “battute” nasconde molta frustrazione e insoddisfazione ma non non più disposta ad accettarle.
    Pensa che settimana scorsa ho fatto in colloquio di lavoro deprimente..il titolare dell’azienda ha fatto battute infelici sulla mia età..mai visto prima,sono rimasta basita ..me ne sono andata senza salutare.
    Da quel momento ho iniziato ad avere una gran Inc….Ra.. e poi, forse la febbre è arrivata di conseguenza.
    Gia anche io preparavo report su report ignorati dalla direzione, non c’è peggior cieco di chi non vuole vedere.
    Salvo poi svegliarsi tutto in una volta e cadere dalle nuvole!

  • 436
    Gia -

    Chibi e ti credo che ti sei in*****, io davvero non capisco cosa c’è di sbagliato in questo mondo, non voglio generalizzare ma il discorso dell’età mi fa davvero innervosire, trovo che nel mondo del lavoro le persone andrebbero valutate in base alle competenze se una persona sa fare quello che deve che importanza ha l’età anagrafica? Specialmente con delle regole che ci vogliono in prima linea fino a 70 anni. Tuttavia mi rendo conto che il sistema non funziona in base al merito e che ci vuole anche una buona dose di fortuna infatti la mia frustrazione dipende in parte anche da questo, ho 30 anni e non voglio restare ingabbiata per poi trovarmi al palo quando non sarò più appetibile nel mercato del lavoro, me ne rendo conto!!

  • 437
    Gia -

    L’ultima frase del tuo commento è il titolo che posso dare a questa settimana, una volta obbligati a guardare la realtà in faccia sembrava quasi fosse una novità del giorno, allucinante considerando che è così ogni mese da sempre e da ben prima che arrivasse la sottoscritta.
    Sono stata anche chiara sul fatto che non so quanto ancora posso reggere questa situazione (e non parlo del discorso finanziario) e mi sono tolta una macigno, l’idea di aver pre-allearto delle possibilità che me ne vada mi ha dato un senso di leggerezza. Mi faccio forza sul fatto che anche questa settimana è quasi finta, riguardati Chibi, buona guarigione!

  • 438
    Gia -

    Chibi come va? Ci sono novità? Io qualcosa sì ma non dico nulla per scaramanzia.
    Diciamo che fino a fine anno è continuato tutto sempre allo stesso modo c’erano dei piani (contorti e difficili) per tentare di risolvere la situazione ma quando siamo rientrati ci siamo trovati il colpo di scena, la situazione ribaltata, costretti a “cambiare rotta” per rispettare la gerarchia. Il mese di gennaio è stato l’apice della follia, ho iniziato a starci male fisicamente, stress a mille, nausea, ansia costante, costretta a fare cose sbagliate, illogiche o assurde solo per rispettare l’ordine impartito, ho patito troppo l’essere costretta ad andare contro me stessa. Si sono però create delle situazioni che mi portano domani ad avere un colloquio e se tutto va bene lascerò la nave prima che affondi del tutto (credo manchi davvero poco). Sono un po’ nervosa a buttarmi nel vuoto uscendo dalla mia comfort zone ma è davvero necessario ed un occasione così non l’avrei nemmeno immaginata. Speriamo che Dio me la mandi buona! Ti aggiorno se passi ancora di qui.

  • 439
    Chibi -

    Ciao Gia!
    Sai che anche io sono in fase di cambiamento..e ti dirò non è stato per niente facile decidere ma alla fine penso di aver fatto la scelta giusta.Al momento sembra così. Ormai mi ero abituata ai tempi blandi e dilatati dell’ufficio dove ho lavorato fino ad un mese fa e la mia paura era quella di non essere più capace a lavorare seriamente!
    E invece è come andare in bicicletta, se hai le basi buone e buona volontà si può fare!
    In bocca al lupo Gia e credi in te stessa e nelle tue capacità! Ti abbraccio forte!

  • 440
    Gia -

    Ciao Chibi, è ufficiale ho dato la dimissioni e tra poco meno di un mese inizierò il nuovo lavoro.
    Sono elettrizzata mi credi? Non voglio illudermi anche perché dopo questa esperienza ho una visione del mondo del lavoro completamente disillusa ma poi penso che anche se non sarà tutto rosa e fiori sarà senza dubbio un ambiente sano, con persone responsabili, con gerarchie da rispettare vere e proprie e seppur mi troverò col tempo ad avere delle responsabilità sono certa che non avrò più addosso il peso di tutta l’azienda, mi sembra un sogno. La sensazione che provo ora mi ha fatto capire ancora di più quanto fossi arrivata al limite e quanto stessi vivendo una “non vita” trascinandomi con forza in ufficio ogni mattina, andare contro noi stesse quotidianamente ci spegne, ci consuma ed è assurdo quanto anche solo il proiettarsi da qui a un mese mi abbia completamente cambiato la prospettiva.

  • 441
    Gia -

    Guardandomi indietro mi rendo conto che avrei dovuto trovare il coraggio di prendere questa decisione ben prima di arrivare a questo punto ma come hai detto tu devo imparare a credere di più in me stessa e nelle mie capacità. Mi mordo la lingua se ripenso a tutto la m*** che ho mangiato per star dietro ad una persona che veramente non si merita nemmeno il saluto, tuttavia voglio concentrarmi sul futuro e non restare avvelenata dal passato. Mi affido al karma confidando che farà il suo corso. Tu invece? Hai cambiato? Come ti trovi? Raccontami 🙂

  • 442
    Misonorotta -

    Gia ma di dove sei?? 😮 Una mia amica si è appena dimessa e la storia è simile, mi sembri lei a tratti 🤣

  • 443
    Gia -

    @misonorotta ti credo in questi anni leggendo qui e la i vari forum ho capito che sono situazioni che capitano più spesso di quanto una si immagina e più di quanto dovrebbero. Sono agli sgoccioli, ancora una settimana, non mi smembra vero e sono a pezzi da questo ultimo periodo ma molto fiduciosa sul futuro e con tanta voglia di rimettermi in gioco, uno dei motivi che in questi anni mi bloccava era, conoscendo il mio carattere, l’ansia da prestazione che sentivo all’idea di ripartire da zero che potrebbe sembrare una sciocchezza ma chi soffre d’ansia sa di cosa parlo, al momento invece zero, sono talmente arrivata al punto di rottura qui dentro che sono in pace con me stessa e non mi spaventa il cambiamento (almeno per il momento).

  • 444
    Gia -

    Nelle ultime due settimane abbiamo raggiunto dei picchi di follia che non vi sto nemmeno a dire, mi sento come se stessi saltando da un treno deragliato poco prima dello schianto e la sensazione che provo è indescrivibile. Davvero non mi capacito come sia riuscita a sopportare tutto questo per così tanto tempo e in parte mi colpevolizzo di non essermi “svegliata” prima. Lo so che è facile parlare ora ma davvero avrei dovuto reagire anni fa e invece ho soffocato me stessa, il mio carattere e tutto per restare in un ambiente malsano, tossico e senza un futuro. Sono talmente nell’ottica di tagliare ogni genere di rapporto che se penso al dovermi interfacciare dopo essermene andata per sollecitare l’ultimo stipendio/trattamento di fine rapporto mi sale la nausea, arrivo al punto da pensare per non dover sentire nessuno “tenetevi i soldi”, sì do per scontato che se mai li vedrò sarà solo dopo vari solleciti da parte mia perché saranno usati come “ripicca” al mio essermene andata e visto il livello dei ragionamenti sentiti in questi anni è sicuro che andrà così.

  • 445
    Chibi -

    Gia come stai? Io ragazze sono passata dalla noia dei precedenti lavori alla totale disorganizzazione di quello attuale. In questo momento non ci crederete ma rimpiango la noia, una azienda di pazzi.Non mi capacito di come si possa lavorare così ma soprattutto l’azienda è solida, diciamo che per i tempi che corrono è tanto. Voi che fate? Cosa mi raccontate?

  • 446
    Ellen -

    Ho riletto quel mio commento del 2017/2018 dopo per fortuna la mia vita è migliorata oggi sono una professionista diversa più libera e mai più vorrò stare 8 ore a fare nulla e sprecare la mia esistenza per qualcuno che non eleva il mio potenziale né lo capisce. Auguro a tutti il meglio , abbiate sempre la forza per cercare il meglio per voi

  • 447
    Chibi -

    Mi fa molto piacere! Queste sono belle notizie. Nel mio caso sono passata da un estremo all’altro, se non altro la giornata scorre velocemente rispetto a prima. L’organizzazione fa acqua da tutte le parti, e si corre per porre rimedio.
    Al momento me lo faccio andare bene che solo per l’orario e la vicinanza a casa.

  • 448
    Gia -

    Ciao Chibi, come stai?
    È un po’ che non mi collego, quante cose da raccontarti! Hai novità da febbraio?Io sto meglio, ma non è stato un cambiamento radicale: le giornate oscillano tra il troppo e il nulla cosmico da fare, a volte mi sento quasi di troppo.
    Mi sono inserita in una realtà già molto strutturata, dove farsi spazio ed essere presa in considerazione è difficile, sia una questione di abitudini che per via del mio carattere che tende sempre a fare un passo indietro.
    Lavoro a stretto contatto con una collega con il doppio dei miei anni, in azienda da sempre. È molto preparata ma poco incline a trasmettere le sue conoscenze. Non gliene voglio fare una colpa: è da trent’anni che lavora da sola.
    Pensavo di aver trovato un posto dove mettermi alla prova, e poter dimostrare che valgo, soprattutto a me stessa. A volte ci riesco, ma spesso no.

  • 449
    Gia -

    Conclusioni?
    Ho trovato il lavoro perfetto? No.
    Ho risolto il problema dei tempi morti? Assolutamente no — con la differenza che qui, nei momenti di pausa, non posso nemmeno gestire il mio tempo come vorrei.
    Mi sono pentita del cambiamento? Neanche per idea.
    Ho praticamente zero responsabilità e, rispetto a prima, vengo pagata decisamente meglio, ma sopratutto non ho più a che fare con certe persone instabili.
    Forse il problema sono io, che non riesco mai a essere davvero soddisfatta.
    Magari ho una percezione distorta di come gli altri mi vedono e tendo sempre a vedere tutto in negativo.
    Per ora mi accontento, cercando di vivere questa esperienza per quella che è.
    Considerando anche l’età del titolare, dubito che l’azienda avrà una lunga vita davanti — dieci anni, forse.
    La prendo quindi come una tappa, una delle tante che affronterò nel mio ancora lungo percorso lavorativo. Un abbraccio

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