Annoiarsi a lavoro
Riferimento alla lettera:
Buonasera, ho trovato questo sito per caso et voilà eccomi qui. Vi è mai capitato di essere stanchi della vostra vita? Di svegliarvi al mattino e come primo pensiero dire: un'altra giornata di me**a sta per cominciare! Beh, a me capita tutte le mattine. Ho sempre pensato, fin da bambina,...
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Data di pubblicazione: 2 Maggio 2018
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Ciao Dolly! Sono tornata! Dopo un rientro dalle vacanze con un po’ di cose da fare, già settimana scorsa è tornato tutto come prima, noia totale.
Alla fine, dopo averne parlato anche con il mio medico, ho iniziato ad assumere degli integratori per l’umore ( diciamo che da novembre in poi era in caduta libera con ripercussioni anche in famiglia). A distanza di 20 giorni sento i benefici.
Certo è che non posso assumerlo a vita, sia chiaro, al momento godo dei benefici del ritrovato buon umore, vedo che è un buon sostegno per affrontare le lunghe giornate in ufficio.
Ciao Lolly, capisco benissimo come ti senti.
E, purtroppo, non ho soluzioni…io stessa mi arrabatto tutti i giorni cercando anche di trovare cose utili da fare.
Sicuramente fai benissimo a seguire dei corsi ( lo faccio anche io), servono da stimolo e gratificazione personale, sperando poi,di poterli sfruttare in qualche modo.
Sai, anche parlarne con chi vive la stessa situazione è un piccolo aiuto, ci si sente meno soli e capiti.
Per tante persone è difficile capire come si sente chi si annoia al lavoro e tutto ciò che ne segue a livello personale, autostima, umore e compagnia bella!
Ciao cara Chiara, mi fa molto piacere rileggerti! Sono contenta che tu abbia sentito un parere medico, non bisogna sottovalutare certi segnali e soprattutto non c’è nulla di male nel farsi aiutare! Anche io al rientro dalle ferie ho avuto vari ordini da sbrigare, ma ora ho già terminato i miei impegni e sto pensando a come farmi passare la settimana che a breve comincerà. Ora sono in una postazione diversa e non posso farmi gli affari miei (passatemi il termine) a computer altrimenti vengo notata da tutti. Tuttavia sono vicina alla mia collega dell’amministrazione e noto che passa buona parte della giornata lavorativa attaccata al cellulare, anche davanti ai titolari, non si fa il benchè minimo scrupolo! Ogni tanto deve venire il capo a richiamarla all’ordine e dirle cosa fare. Io non intendo cazzeggiare alla luce del sole, ma evidentemente l’avere poco da fare sul posto di lavoro è più comune di quanto crediamo (e non è un bene). Comunque, vedere i colleghi che si fanno i loro mi ha fatto aprire gli occhi…Non sono solo io ad annoiarmi!
Ciao Lolly, benvenuta nella discussione! La tua descrizione sembra combaciare con la mia. Anche io sono una tipa ansiosa e ho timore a buttarmi in qualcosa di nuovo. Ogni cambiamento mi arreca stress e paura, quindi tendo ad adagiarmi in situazioni e dinamiche a me familiari. Inizialmente mi dicevo “un lavoro così tranquillo per cominciare e inserirmi nel mondo adulto va più che bene, almeno non mi stresso e non impazzisco”, ma alla lunga mi sentivo solo molto annoiata. Purtroppo non è mai facile cambiare, specie quando si tratta di cose così importanti! In fin dei conti uno stipendio sicuro lo abbiamo già e chi ci garantisce che altrove ci troveremmo meglio? E’ un terno al lotto. Pensa che tu almeno hai un part-time e non devi stare là tutto il giorno, poi già fare qualche corso è importante! Secondo me ragazze il modo migliore per trovare una situazione occupativa soddisfacente rimane il networking ed il passaparola, l’ho visto anche tra diverse mie conoscenze.
Ciao!Grazie per avermi raccontato le vostre storie,mi fa stare meglio. A causa della mia ansia trovo difficile la convivenza anche con i miei (pochi) colleghi.Sono molto lunatici, a volte mi trattano bene e altre sono scontrosi e maleducati.Non so mai come comportarmi, quando faccio troppo poco non va bene, se faccio troppo idem perchè magari poi faccio degli errori. Mi sembra che lo spirito di iniziativa sia poco apprezzato,quindi ho imparato a fare il minimo indispensabile e solo quando mi viene espressamente chiesto. Chiedo sempre il permesso prima di fare ogni minima cosa, e questo credetemi è frustrante. So però che il problema principale sono io e la mia scarsa autostima. Prendo tutto sul personale, quando in realtà dovrei pensare che IO VALGO, e che se l’azienda mi tiene per fare poche mansioni come fossi una tirocinante, tanto peggio per loro.
Gli anni scorsi ho avuto modo di lavorare per persone esterne all’azienda ed è stato stimolante! Mi davano tante cose da fare, delegavano con fiducia ma al tempo stesso erano sempre pronti a risolvere ogni mio minimo dubbio o errore, facendomi sentire una vera APPRENDISTA, cioè persona che deve essere formata per un lavoro e che è lì per apprendere! Questo mi ha fatto capire che forse il problema non ero solo io e il mio carattere chiuso (che magari mi fa sembrare strana o antipatica agli occhi dei miei colleghi), ma che “l’ansia sociale” che provo ogni volta in ufficio deriva dalle persone che ci sono dentro e dal loro modo di fare.. Quello che sto cercando di fare ora è lavorare su me stessa per: non sentirmi più in colpa se non ho niente da fare(il mio dovere di essere fisicamente in ufficio lo faccio,da lì in avanti la responsabilità non è più mia se non mi danno da fare) e non sentirmi a disagio a chiedere se posso o non posso fare una cosa(xk alla fine i capi preferiscono…
Ciao Lolly, se può farti sentire meno sola, anche io ho colleghi lunatici, per non dire arroganti. Hanno poca pazienza e capita che rispondano male anche ai clienti per telefono, immagina quante volte ho pensato “se odiano così tanto assistere il cliente, lo potrei fare io al loro posto!”. Oppure c’è sempre il sapientino di turno che deve mettere becco su ogni cosa e pensa di sapere tutto lui dall’alto della sua convinzione. Quindi alla fine anche io spesso ho rinunciato a rendermi utile, non sai mai di che umore sono queste persone. Mi limito a fare il mio e basta. Io non so di cosa ti occupi tu in ufficio, quanti anni hai, se vivi da sola o in famiglia, ma se hai modo di guardarti attorno, io ti esorto a farlo. Magari riesci a trovare una realtà dove a tutti gli effetti puoi imparare qualcosa di più e la tua autostima ne gioverà! Io al momento sto cercando di capire se è lavorare in questo ufficio il problema o se è proprio il lavoro d’ufficio a non piacermi (continua)
Anche su questo converrebbe riflettere. Mi pesa molto passare tutta la giornata seduta davanti al computer e francamente non so più il perchè. Sono confusa, forse il lavoro d’ufficio non fa proprio per me. Purtroppo a 18-19 anni siamo maggiorenni ma non adulti, facciamo scelte legate agli studi che ci condizioneranno il futuro, ma non abbiamo idea di come sia davvero il mondo lavorativo. Quegli anni non tornano indietro e io ora rifletto e capisco che ero solo una ragazzina senza una personalità definita, in realtà non avevo la minima idea di cosa volevo fare “da grande”. Ora come ora penso che se dopo il liceo fossi andata a fare la commessa in un negozio d’abbigliamento forse sarei stata più felice e avrei preso comunque di più! Non lo dico a caso, ho una grande passione per la moda e quando aiuto una mia amica in negozio, il tempo vola e mi piace proprio. Assurdo
Purtroppo non avendo mai lavorato in altri uffici non ho termini di paragone, non so se altrove mi piacerebbe o se lo troverei comunque alienante. Ho voglia di più dinamicità! Però anche io sono frenata dall’idea di cambiare aria, ora che ho una casa da mantenere e responsabilità ho paura a lasciare un posto sicuro e a tempo indeterminato.
Ciao Dolly,a fine anno avevo mandato qualche cv ma non ho ricevuto nessuna proposta..ora come ora, visto anche il livello di disoccupazione che c’è in Italia,so che dovrei sentirmi grata di avercelo un lavoro (sia come sia).Vivendo ancora con i miei posso anche permettermi di avere uno stipendio di lavoro part time in cui faccio poco,ma non potrò continuare sempre così,sia per una questione economica sia dal punto di vista di stimoli. Se ti piace la moda e lavorare nei negozi, potresti iniziare a guardare qualche offerta in giro. Penso che arricchire le proprie competenze e guardarsi attorno in cerca di nuove opportunità sia sempre un’ottima cosa. La paura di uscire dalla comfort zone ci sará sempre,ma come dice un monologo di un film “le tue scelte sono scommesse, come quelle di chiunque altro”.
Ciao ragazze, sto imparando a vivere la giornata in ufficio, quel che viene viene.
Ciao Lolly e Chiara, grazie dei vostri messaggi e consigli. È vero, bisogna imparare a uscire dalla propria comfort zone. Rispondo ad annunci da circa un anno, ma senza essere richiamata. Ricordo che dopo la laurea mi richiamavano in tanti e ora il nulla. Mi guardo attorno e vedo giovani realizzati e intraprendenti e l’invidia, purtroppo, è forte. Così come è forte l’imbarazzo quando a fine giornata il mio compagno mi chiede come è andata. Sono parecchio giù, speriamo di trovare presto un po’ di serenità. I miei mi hanno consigliato di informarmi sui concorsi pubblici, ora come ora non tralascio alcuna possibilità di andare via da qui. Il mio capo mi ha dato un fatturato estero da raggiungere entro fine anno ed è un budget fuori da ogni logica, non lo raggiungerò mai, non ho i mezzi e non so come fare. Tanto vale togliere le tende.
Capisco benissimo il vostro stato d’animo che è quasi del tutto simile al mio.
Continuate a cercare e non tralasciare nulla, non è detto che l’unica soluzione sia solo il lavoro impiegatizio..per carità è ancora molto ambito ma non dà più tante soddisfazioni.
Al momento ho smesso di inviare CV ( tanto non mi chiama nessuno!) e come scrivevo vivo alla giornata ( al lavoro,intendo).
Questa pandemia di certo non aiuta, se prima nel weekend c’era modo di staccare, uscire e vedere gli amici…ora la vita sociale si è drasticamente ridotta e al lunedì mattina la ripartenza è dura!
Personalmente mi sento abbastanza triste e demotivata, (la cura che mi ha dato il medico aiuta ma non fa miracoli), poi i questo ultimo anno ho imparato a fingere e fare buon viso a cattivo gioco davanti ai colleghi e ai titolari.
È dura si. Annoiarsi e trovarsi quotidianamente in situazioni così apatiche, dove non si ha la possibilità neppure di decidere se spostare una penna, può realmente portare a…
e stati d’animo vicini alla depressione.
Al lavoro mi sento totalmente inutile, una passacarte che non può decidere nulla perché tutto passa solo esclusivamente dai titolari.
È molto frustrante.
Una cara amica psicologa mi ha detto che solo nel momento in cui accetterò il fatto che non posso modificare la situazione in ufficio, mi sentirò meglio.
Invece, io vivo di rimpianti, mi manca l’azienda dove lavoravo prima e dove ero responsabile di un ufficio…era bello e stimolante trovare soluzioni alternative, parlarne con le colleghe, decidere in autonomia..insomma mi sentivo viva e piena di entusiasmo. Poi,l’azienda ha deciso di spostare la sede in un’altra regione, così ci siamo ritrovati senza un lavoro. È giàtanto che ho trovato questo…ma c’è una differenza enorme…ed io faccio tanta fatica ad adattarmi..non credevo..ma è così.
Ciao Chiara, è normale che tu faccia confronti con il tuo precedente posto di lavoro, specialmente perché la differenza (da quanto scrivi) è abissale. Sfido chiunque a non fare paragoni! Il consiglio che ti ha dato la tua amica (quello dell’accettazione) è quello che danno molti psicologi in svariate situazioni, ma non è facile se tutti i giorni si combatte con la monotonia. È una tecnica che può essere utile ad affrontare le giornate, ma non risolve il problema alla radice. Comunque anche io credo che il Covid abbia peggiorato la situazione, la prospettiva di un weekend di svago aiutava l’umore, ora anche io è come se non avessi più molto entusiasmo in generale. Secondo me la pandemia ha influito negativamente anche su questo aspetto e ha favorito il rimuginio! Prima uscivo di più e pensavo meno, proprio perché mi distraevo. Anche quella era una “strategia” (forse inconsapevole) per tirare avanti. Vi ritrovate anche voi?
Ciao Dolly, si mi ci ritrovo in pieno… infatti mi capita spesso di rimuginare, cosa che prima della pandemia non mi succedeva…
Tengo duro!
Teniamo duro!
Il weekend,ormai, non lo considero più…a casa ci rilassiamo, ma, devo dire che non stacco più di tanto… anche il tempo non aiuta..
Sicuramente, ci sono tanti fattori che ingigantiscono la situazione.
Comunque ragazze, una domanda è d’obbligo, voi cosa fate per passare le ore in ufficio?
Il mattino generalmente passa abbastanza bene, il pomeriggio..stendiamo un velo pietoso..
Il telefono che non suona, un gran silenzio..concilia il sonno! Difatti mi ritrovo spesso a sbadigliare e sbuffare…
Ciao Chiara, a chi lo dici! Vivendo in pianura padana, la nebbia è all’ordine del giorno e sicuramente influisce sull’umore 🙂 Un insieme di fattori che certamente non ci aiuta, come giustamente dici tu. Speriamo in un miglioramento nei prossimi mesi magari, andando incontro alla bella stagione e (si spera) a una maggiore libertà
Abitando e lavorando a due passi dal mare, non vedo l’ora arrivi un po’ di sole…anche solo vedere i turisti per strada mi mette di buon umore!
Ciao Chiara, sei romagnola? Che bello, io adoro la Romagna…ho bellissimi ricordi di infanzia in vacanza con i miei nonni e appena riesco torno sempre. Per me come la riviera romagnola non c’è niente! Ecco, ripensando a quei posti che fanno parte della mia vita mi torna sempre il sorriso 🙂
Si, sono romagnola!!!
Dai che bello! W la Romagna 😊
Ho realizzato che il mio problema, oltre alla noia, è che non ho libertà di movimento…non ho autonomia. Anche se so perfettamente cosa fare e come gestire il mio lavoro, devo sempre avere la conferma da parte della titolare.
Per me è difficile lavorare in queste condizioni, mi sento come in gabbia…
Io che sono sempre stata indipendente, puoi immaginare quanto mi stia stretta una situazione simile.