Annoiarsi a lavoro
di
Anika
Riferimento alla lettera:
Buonasera, ho trovato questo sito per caso et voilà eccomi qui. Vi è mai capitato di essere stanchi della vostra vita? Di svegliarvi al mattino e come primo pensiero dire: un'altra giornata di me**a sta per cominciare! Beh, a me capita tutte le mattine. Ho sempre pensato, fin da bambina,...
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Data di pubblicazione: 2 Maggio 2018.
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Ciao Chibi, come mai solo una settimana? Cerca di farne almeno un’altra! Ne hai bisogno, come tutti del resto.
Io cosa vuoi che ti dica, è tutto come sempre. Al momento calo di lavoro generale, tutti i clienti sono in ferie, il telefono squilla 2 volte al giorno. Nonostante questo chiudono una sola settimana ad agosto! Ed i miei titolari stanno diventando sempre più maniaci del controllo senza un valido motivo, pensa che ultimamente boicottano anche le mie pause. Invidio la mia collega che si è licenziata ed è in giro per il mondo adesso! Al momento ho smesso di inviare CV perché torno a casa la sera che non ne voglio sapere di nulla. Non so se capisci cosa intendo. Cerchiamo di gratificarci nel privato, posso solo dire questo. Ho parlato col mio compagno dicendo che nel weekend ho voglia di fare cose e uscire, ho bisogno di qualche stimolo in più almeno fuori dell’ufficio. Altrimenti mi deprimo. Ti consiglio di fare lo stesso, approfittando al meglio del tempo libero.
Ciao nika, hai scrtitto quello che penso, e ora come faccio a lamentarmi ?
Ciao Dolly! Fortuna che anche questo weekend è arrivato! La settimana è stata lunga e pesante.. sempre più difficile fingere. Prossima settimana rimarrò a casa giovedì e venerdì, purtroppo devo inventare qualcosa, una balla..un po’ mi dispiace, ma la mia salute mentale ne sta risentendo parecchio e non posso fare diversamente.
Mio marito, fortunatamente, mi capisce ed è d’accordo.
Spero di poter fare qualche corso in autunno, così da avere la sensazione di imparare qualcosa di nuovo.
Un altro problema è proprio quello, la monotonia del lavoro, sempre uguale, tutti i santi giorni. L’azienda è piccola, non è mai “cresciuta” di conseguenza è sempre tutto fermo.
Le novità vengono viste come il fumo negli occhi..non sia mai cambiare qualcosa! Sacrilegio!
Fronte ferie sono riuscita ad attaccare alla settimana stabilita il venerdì, meglio di niente..due settimane di fila da noi non sono consentite.
Tu Dolly come stai?
Hai programmato le ferie?
Dove andrai?
Noi faremo un po’ di giorni in Val d’Orcia, il resto nell’entroterra marchigiano.
Ciao Chibi, io rientro oggi da una malattia di due giorni, mi è venuta la febbre dopo la seconda dose. Riflettevo sul fatto che sei molto simile a me, anche io odio prendere ferie o fingere per stare a casa, mi sento in colpa… Siamo persone oneste, non tutti sono come noi. La mia ex collega se ne approfittava alla grande sapendo che tanto c’ero sempre io in ufficio. Comunque stare un po’ a casa ogni tanto fa bene, bisogna staccare. E per fortuna tra poco arrivano le ferie, sto meglio se ci penso 🙂 io girerò il Sud e non vedo l’ora! Ne ho troppo bisogno e immagino anche tu. Il mio problema lavorativo è lo stesso tuo: piccola realtà che in questi ultimi 4 anni non è cresciuta, di conseguenza gli stimoli sono pochi. Ora pensiamo solo alle nostre vacanze e a godercele! Per quanto riguarda l’autunno anche io vorrei fare un corso, tipo di lingue orientali. Ho decisamente bisogno di stimoli e nuove sfide!
Ciao Chibi, come sono andate le ferie ed il rientro? Io ferie passate splendidamente, i problemi sono sorti da quando sono rientrata a lavoro. Uno dei miei capi sta attuando una serie di comportamenti finalizzati a provocarmi e a farmi sentire sotto pressione. Boicotta le mie pause, si lamenta che passo troppo tempo alla macchinetta del caffè (2 pause al giorno da 10 minuti, quando i miei colleghi le fanno durare molto di più), improvvisamente vuole che documenti per iscritto cosa faccio a livello lavorativo, mi controlla in maniera ossessiva sui social e, per concludere in bellezza, utilizza sempre un tono passivo-aggressivo quando si rivolge a me. Mi sto stressando, provo disagio e, purtroppo, credo che l’obiettivo sia proprio questo, spingermi a dimettermi. Nel frattempo continuo a cercare e se non me la sento di andare a lavoro non ci vado. Questo atteggiamento lo ha solo con me, mi conosco e so che prima o poi esplodo. Che gente marcia che c’è al mondo, che schifo.
Ciao Dolly, le ferie sono andate bene e sono volate, ovviamente. Il rientro soft, perché le mie mansioni sono sempre quelle e la noia regna sovrana.
Mi dispiace molto per quello che ti sta succedendo. L’impressione, da quello che scrivi, è quella che in qualche modo vogliono spingerti a licenziarti o comunque cercano in qualche modo di metterti sotto pressione e in difficoltà …sai se è successo qualcosa durante le ferie che ha fatto cambiare atteggiamento al tuo capo? Perché questi comportamenti non nascono dal nulla. Certo che nessuno si prende la briga di parlare e trovare una soluzione, ormai nella stragrande maggioranza dei casi l’atteggiamento è quello di portare allo sfinimento psicologico il dipendente. Non ti dico tieni duro perché non è una gara, alla fine il capo è lui e tu non hai voce a meno che tu non trovi il momento per parlargli ( sempre che lui accetti e ascolti le tue parole). Io sono diventata negativa, quando si mettono in testa una cosa non difficilmente…
Ciao Chiara, felice che tu abbia trascorso delle buone vacanze. Personalmente non è successo nulla di strano durante le ferie, in realtà sono già un paio di mesi che si sono impuntati che non devo fare la pausa. La pausa mi è spesso necessaria perché a stare lì dentro mi viene mal di testa e comunque è un mio diritto. Ad ogni modo, ho notato che trovano ogni tipo di scusa per interromperla. Con questo mio capo (chiamiamolo così) c’è però sempre stata un po’ di tensione perché caratterialmente non ci prendiamo e lo trovo subdolo, non mi piace come persona. Inizialmente era un normale dipendente, poi essendo il nipote del titolare è diventato socio. Immaginavo che prima o poi avrebbe fatto la “scalata” ed è sempre stato il mio timore, non ha scrupoli ed è arrogante. Ora con me si sta comportando in questo modo: mi chiede in continuazione di contattare clienti con delle scuse, se sono in malattia mi scrive su whatsapp chiedendo di fare cose di lavoro, devo produrre relazioni scritte,…
In poche parole: mi tiene pressata. La finalità potrebbe essere quella di controllarmi e rendermi più produttiva oppure indurmi a dimettermi per eliminare un dipendente di troppo. Io vorrei che fossero loro ad avere il coraggio di licenziarmi, dato che sono loro ad avermi assunta, io non ho alcuna colpa. All’improvviso vogliono che prepari report di vendita e faccia analisi di mercato che nemmeno so fare. Improvvisamente si ricordano che esisto. Non so, mi sembra tutto strano. Martedì mattina mi hanno fissato una riunione, saremo io, il titolare ed il nipote. Dovrò preparare un resoconto scritto di ciò che ho fatto da inizio anno, statistiche di vendita, eccetera. Molto interessante dato che in 3 anni e mezzo l’azienda non mi ha mai formata su nulla, non ci sono mai stati obiettivi chiari, il nulla. Beh, credo proprio che martedì lo farò presente. Io sarei solo felice se finalmente ci fosse pianificazione, ma questo loro comportamento mi puzza non poco. Non ho fiducia
Ciao Dolly, com’è andata la riunione coi capi?
Fammi sapere…
Ciao Chiara, è stata una riunione positiva direi. Hanno degli obiettivi commerciali e vogliono raggiungerli, quindi hanno cercato di impostare un’operatività che possa aiutarmi in questo. Non pensano di ridimensionare l’ufficio, anzi. Tuttavia Chiara non ti nascondo che non ho più motivazione. Tutte le attività che mi propongono (ricerche internet, telefonare potenziali clienti, ecc.) le svolgo già senza ottenere particolari risultati, il che è parecchio demotivante. Forse sbaglio qualcosa io, ma essendo i nostri prodotti molto tecnici è difficile proporli a distanza. Quando facciamo vendite grosse all’estero, è sempre perché c’è dietro un segnalatore locale che spinge i prodotti e conosce i mercati. Nel mio quotidiano provo a contattare aziende, ma spesso non mi rispondono o tergiversano…Quindi mi demotivo e lascio perdere, mi sento quasi una centralinista. Se avessi saputo che l’azienda non aveva clienti esteri fidelizzati non avrei mai accettato il lavoro, sono sincera.
Operando nel settore progettazione e costruzioni, è complicato introdurre i nostri prodotti nei progetti all’estero. Da sola senza aiuto è veramente complicato…Non credo che i miei titolari se ne rendano conto. In Italia abbiamo una rete agenti strutturata, che procaccia ordini. I miei colleghi si limitano a fare un back office. Poi aggiungici che non ho competenze tecniche, mi sento anche in imbarazzo a dialogare con professionisti del settore, oltretutto in una lingua che non è la mia. Insomma, le difficoltà sono tante e io sogno di lavorare in una realtà più stimolante, magari in un settore meno tecnico e di mio interesse. A 28 anni ho più chiaro quali sono i miei interessi, a 20 ho scelto determinati studi senza convinzione. Tornassi indietro cambierei molte cose, ormai non ho più la possibilità di tornare all’università. L’unica è provare a formarmi da sola, studiare e approfondire in autonomia.
Ciao Dolly! Ma sei giovanissima! Guarda non ti fossilizzare in un lavoro che non ti appaga, io ormai mi sono rassegnata ( ne ho 45 ), ma tu no, non farlo.
Dopo la riunione coi capi cosa hai deciso di fare? Ti confesso che io non saprei da che parte farmi…
Io il solito…noia..ovvio
Oggi poi me ne sarei andata
Ciao Chiara,
Ho apprezzato la volontà da parte del mio titolare di impostare il lavoro e renderlo più metodico. Al momento sto cercando di seguire l’impostazione che ci siamo dati, cerco di generare io contatti, telefonare, fare ricerche…Non è facile, sono sola, l’azienda è piccola, si fa tutto a distanza. Ma ci provo, non ho alternative al momento. La cosa che mi preoccupa di più è il sentirmi sempre stanca, mi pesa andare in ufficio e 8 ore qui mi debilitano. Onestamente non so se sia questo lavoro a farmi sentire così oppure se sia il lavoro d’ufficio in generale il problema. Non lo so perché non ho metri di paragone! Sta di fatto che ultimamente mi pesa stare fuori casa tutto il giorno. Le mie colleghe donne se ne stanno andando tutte, siamo rimaste io e un’altra ragazza che ultimamente prende sempre ferie e permessi e in ufficio non c’è quasi mai! Anche a lei pesa stare qui evidentemente. Ti confesso una cosa: abitassi ancora coi miei avrei valutato di ridurre orario per guardarmi attorno con più calma.
Comunque questo senso di stanchezza che mi accompagna da mattina a sera mi preoccupa. Sto sempre a guardare l’orologio, bruttissimo. Anche a te capita Chiara? Se si, come combatti questa sensazione?
Solo per curiosità, davvero ci mancherebbe, ma perché non vi scrivete in privato?
Angwhy, fanno bene a dialogare in pubblico. Pur non essendo coinvolto, mi interessa conoscere queste diverse situazioni che capitano nella vita, proprio perché non mi sono mai successe. E potrebbe intervenire qualcun altro nella stessa situazione.
Scusate, non è mia intenzione annoiare postando sempre qui. A tutti gli effetti stiamo portando avanti lo scambio solo io e Chiara, ma se altri vogliono contribuire, ben venga. Mi interessano anche pareri di persone che non vivono in prima persona la situazione. Non credo ci si possa scrivere in privato qui, o sbaglio? Non mi va di scrivere esplicitamente il mio indirizzo mail per privacy.
Esatto…non voglio lasciare il mio indirizzo.
Ciao a tutti/e, a distanza di circa un mese dall’ultimo messaggio mi unisco al club di chi in ufficio si annoia e si ritrova con poco da fare. Sono stata assunta come segretaria presso l’azienda in cui attualmente lavoro circa 3 mesi fa. Le mie mansioni sono poche e veloci da svolgere e noto che anche per altre colleghe, sia dell’amministrazione che del commerciale, è così. Io lo trovo terribilmente noioso e degradante. Sono arrivata con buoni propositi e aspettative, dopo anni da commessa, speravo di poter migliorare la mia qualità di vita, in termini di orari soprattutto ed anche di imparare un nuovo mestiere, essendo una persona curiosa che ama mettersi alla prova in diversi ambiti. Mi ritrovo invece stanca, annoiata e senza stimoli, combattuta tra la voglia di cercare altro, e la paura si lasciare un indeterminato con uno stipendio non alto, ma quantomeno discreto e soprattutto sicuro. Ho letto tutta la vs. conversazione e vorrei sapere come e se, la vs situazione è cambiata
Ciao Erica! Benvenuta nel club! La mia situazione lavorativa è noiosa da ormai due anni.. lavoro part-time con due rientri per cui la cosa dovrebbe essere più facile da sopportare ma non sempre è così!
Negli ultimi mesi ho iniziato ad apprezzare aspetti del mio lavoro, parolone, che ignoravo..ho un bellissimo rapporto con colleghi e titolari, mi lasciano in pace e nessuno mi stressa. Ecco, ora vado in ufficio con uno spirito diverso, le giornate a volte sono terribilmente lunghe ( anche le 4 ore), ma non so come sono molto più serena.
Sto diventando saggia..per non dire vecchia!!! E poi mi sono stufata di inviare curriculum..ad ogni colloquio manca sempre qualcosa.. mi dispiace non usa questo programma, oppure non conosce questo aspetto amministrativo..e che due…! Basta sto lì dove, alla fine vado bene a tutti e non si aspettano che io sappia fare l’impossibile.
Ciao Chibi! Mi fa piacere sapere che stai accettando meglio la situazione, per me invece purtroppo non è così, ogni giorno che passa diventa più pesante. Anche qui il clima è sereno e positivo, ma non basta… a volte mi sento talmente sola ed inutile che mi viene da piangere pensa un po’… aggiungi poi che mi faccio 30 km di strada all’andata ed al ritorno… insomma non pochi per venire qui a scaldare la sedia… A volte ho davvero nostalgia del negozio… stare in mezzo alla gente mi teneva sicuramente più impegnata che questo ruolo. Penso che terrò duro altri 2 mesi, fino al 2022, poi devo per forza trovare una soluzione, altrimenti rischio di ammalarmi… però che palle cambiare costantemente lavoro! Un posto normale esiste? 😉
Ciao Erica,
Posso immaginare come ti senti. Passare da un lavoro dinamico e a contatto con il pubblico ad uno sedentario e poco stimolante… Giustamente tu pensavi di migliorare la tua condizione e ora sei delusa. Le persone pensano che il lavoro impiegatizio sia l’impiego ideale, da privilegiato, ma dipende sempre dal contesto in cui ti ritrovi. Lo so per esperienza personale. Per quanto mi riguarda, al momento sono più impegnata di prima a lavoro, ma quanto durerà? Tra poco potrei trovarmi a morire nuovamente di noia. Ho fatto molti colloqui con agenzie del lavoro e perdo solo tempo. Ho deciso di tentare un concorso pubblico, perché se il lavoro dev’essere poco stimolante, tanto vale svolgerlo avendo tutele e privilegi che nel privato non hai! Poi mi piacerebbe mettere su famiglia tra un paio di anni e l’attuale lavoro mi ruba tutta la giornata, sarebbe incompatibile. Ci ho riflettuto, se finissi in un’azienda più grande e strutturata, mi chiederebbero comunque orario full time, ecc. Io sono già stanca così, figuriamoci! Vedremo come andrà il concorso 🙂
Ciao Dolly, ciao Erica!
Dolly bravissima, prova con un concorso! Giustamente nel pubblico la tutela c’è sotto tutti gli aspetti..e se ti annoi pazienza, sicuramente non devi fingere di essere impegnata!
Ragazze, oggi come oggi fare l’impiegata è diventato noioso e frustrante senza nessun tipo di coinvolgimento e tutela.
Sinceramente non cerco neppure corsi da fare..non vengono presi minimamente in considerazione.
Il resto al lavoro vivo la giornata senza avere nessun tipo di aspettativa.
Ciao Dolly, ciao Chibi, a proposito di concorso pubblico, penso che anche io tenterò quella strada… come dite voi, se devo essere annoiata e scontenta della mia vita lavorativa, almeno avere garanzie e tutele non guasterebbe! E nel frattempo impiego il mio tempo qui in ufficio cercando altre soluzioni lavorative.. fortunatamente sono in una postazione “privilegiata” in cui riesco a farmi i cavoli miei più o meno indisturbata, ma questo non aiuta più di tanto a diminuire l’amarezza ed il senso di colpa dati dal fatto che le mie giornate sono vuote. Anche io avevo il miraggio del lavoro impiegatizio ma mi rendo conto che non è tutto rose e fiori come pensavo… spero davvero che le cose cambino o che sia io a riuscire a cambiarle…
Ragazze visto che potete sfruttate la possibilità del concorso, alcune mie amiche l’hanno fatto recentemente e al momento sono soddisfatte, nel senso che noia per noia nel pubblico possono anche prendersi ferie e permessi senza problemi.
Io ho solo un diploma e non ho modo di fare concorsi.. quindi vi sprono a farli anche per me!
Ciao ragazze, buongiorno.
Chibi hai ragione, per forza di cose si sviluppa una visione disincantata del mondo lavorativo e ci si rassegna, accettando ciò che viene. Nella vita ci vuole un pizzico di fortuna e questo vale anche per il lavoro. Puoi essere laureato, parlare bene 3 lingue, ecc. ma se finisci nell’azienda sbagliata sei una risorsa sprecata. Al contrario, puoi essere poco qualificato, ma se finisci a lavorare in una realtà che sa formare e valorizzare, cresci professionalmente. Puoi imparare partendo da zero, conosco diverse persone a cui è successo. Io ho passato l’estate a cercare e fare colloqui senza successo, purtroppo non ho nemmeno conoscenze/agganci e mi sono stufata.
Erica prova a tenere sott’occhio i bandi del tuo comune. Ci si prova, comunque male non fa! Poi bisogna studiare e fa sempre bene riprendere in mano i libri, a me manca molto apprendere. 🙂
Dolly hai ragione su tutta la linea! Quindi buttatevi a studiare per i prossimi concorsi!
Ciao ragazze, anche io ho solo il diploma, ma terro’ comunque d’occhio i bandi, a volte qualche posizione per diplomati, seppur più rara, salta fuori. Chibi hai ragione, sicuramente con il passare del tempo ed affrontando situazioni spesso spiacevoli e complicate, ci si rassegna e si finisce per accettare quello che viene, pur di lavorare ed avere uno stipendio, avendo spesso anche la paura di trovare di peggio nel caso si decidesse di cambiare. Questo è anche il mio timore, ma poi penso che a 25 anni ho davvero voglia di mettermi in gioco ed imparare e che non posso davvero rassegnarmi a questo, almeno non adesso e senza aver provato altre strade. Dolly hai ragione anche tu, la fortuna serve sempre, in qualsiasi ambito della vita, anche se io mi sento totalmente sfiduciata al momento, spero che mettendoci del mio, arrivi anche un briciolo di fortuna, servirebbe a tutte noi.
Condivido anche la riflessione sul fatto che spesso sono le aziende che valorizzando o sminuiscono le persone, spesso senza criterio e senza logica. Persone preparate e con tanta voglia di fare vengono relegate in un angolo, mentre altre per motivi che vanno dagli agganci personali alla fortuna, appunto, al fatto di trovarsi “semplicemente” nel posto giusto al momento giusto (che poi per tanti così semplice non è), vanno avanti tranquille e serene. Spero di trovare anche io una realtà che valorizzi, almeno un minimo, la mia persona. Non pretendo di diventare manager o chissà che, ma so anche di essere volenterosa e capace quel tanto che basta per ricoprire un ruolo serio ed un poco strutturato, con mansioni concrete che mi facciano passare la giornata e mi facciano sentire utile. Credo che basterebbe questo a tutte noi, che non penso sia tanto, ma evidentemente agli occhi di tanti, e anche di una parte di aziende a cui evidentemente non importa nulla, sembra di chiedere la luna.
Si ragazze, non preoccupatevi di avere solo il diploma. Io tento un concorso per il quale viene richiesto solo il diploma come titolo di studio. Ora più che altro dovrò trovare il tempo di studiare di sera o nel weekend, in ufficio non posso perché tutti vedono cosa faccio.
Erica tu lavori full time? Condivido ciò che hai scritto, anche a me basterebbe fare qualcosa di un minimo concreto. Anche se non si tratta di parlare le lingue che ho studiato, mi accontenterei. Basta far passare ste 8 ore senza doversi angosciare! 😀
Ciao Dolly, io ho un contratto da 35 h settimanali, fortunatamente! Lavoro dalle 9 alle 17 con un’ora di pausa. Pensa addirittura che il mio capo mi aveva chiesto di passare ad un full time, per aumentare gli sgravi fiscali di cui beneficia l’azienda con la mia assunzione, pur vedendo e sapendo che le mie mansioni sono poche e veloci da svolgere. Assurdo, ovviamente mi sono rifiutata. Ormai anche alcune delle mie colleghe notano la mia insofferenza. Purtroppo mi viene difficile anche parlare di questa situazione in famiglia e con amici, chi è oberato di lavoro non capisce e sicuramente mi giudica lamentona ed insoddisfatta per nulla. A volte mi sembra di scoppiare.
Ciao Erica,
So cosa provi, gli altri non capiscono, per loro è inconcepibile, com’è possibile che ti pagano per fare così poco? Eppure è tutto vero. Per me l’ufficio è una prigione. Fare tutta la giornata è diventato un incubo, ormai ne ho le scatole talmente piene che mi basta trovare un altro lavoro con un orario migliore, portare a casa qualche soldo e stop. Questo dopo 4 anni (primo lavoro dopo università), tu almeno lavori lì da poco, quindi non abatterti! Di cosa ti occupi in azienda? Non c’è proprio modo di migliorare la situazione, magari proponendoti anche per altre mansioni?
Se anche le tue colleghe hanno poco, significa che c’è un problema di fondo e anche questo non mi sorprende…La ns condizione si verifica più spesso in aziende piccole, con titolari che non hanno grandi capacità manageriali!
Ciao Erica, si forse è più frequente nelle aziende piccole..anche nel mio caso è così, l’azienda è molto piccola e l’età media molto elevata, compresa quella dei titolari!
Al momento non ho alternative e alla fine in qualche modo ho imparato ad accettare la situazione. Anno scorso a novembre ero depressa, e molto ansiosa, tanto da dover assumere un medicinale da una parte per aiutare l’umore dall’altra per cercare di vivere le giornate con più serenità.
Molti non capiscono, pensano sia semplice fare sera, magari aggiungo io!…ma non è così e noi ci capiamo.
A volte mi domando come sia possibile non rendersi conto di avere del personale qualificato e tenerlo lì a vegetare, altre volte mi dico ma chissenefrega! Faccio il mio compitino e ciao!
Buongiorno ragazze, anche la mia azienda rispecchia purtroppo le caratteristiche che avete nominato: è piccola ed il titolare è anziano e terribilmente “quadrato”, quindi chiuso ad ogni tipo di dialogo e cambiamento. Dolly, io mi occupo di segreteria generale, quindi centralino ed email, ed anche dello show room aziendale, dove esponiamo i nostri prodotti, quindi rifornisco cio’ che manca, sistemo e preparo ed invio campioni di prova per i clienti. Detto così, sembra una gran cosa forse, ma credimi che sono tutti compiti semplici e di breve durata, per cui non occorre assolutamente una persona che stia qui tutta la settimana, per buona parte della giornata. Hai ragione, io sono qui da poco quindi non dovrei sentirmi così, ma sono davvero scoraggiata. Non penso di riuscire a “tenere botta” per degli anni.
Purtroppo non ho modo di ampliare le mie mansioni, anzi, considera che faccio già di più rispetto a quanto dovrei. Al mio capo interessa che l’azienda proceda secondo i suoi canoni e che ognuno faccia cio’ che lui decide, il margine di decisione per noi è davvero poco, formare risorse non è minimamente nel suo interesse, per cui se ti annoi o ti senti in gabbia, ma tutto procede come deve, sono cavoli tuoi. Pensate che è talmente ottuso e quadrato che a volte ha anche da ridire su come rispondo al telefono. Ho lavorato a stretto contatto con il pubblico per anni e mi sono sempre districata piuttosto bene e ora mi ritrovo ad avere l’ansia e a misurare le parole per una semplice telefonata. In più vedo che questo stato di apatia a lavoro mi rende deconcentrata, stanca e nervosa anche fuori. Sono distratta, faccio errori stupidi e mi dimentico le cose, come se il mio cervello non si accendesse mai per davvero.
Chibi hai ragione, a volte penso anche io che dovrei accontentarmi di portare a casa il mio stipendio e stop. Alla fine non lavoro in miniera, di cosa mi lamento? Se questa situazione sta bene al mio datore di lavoro, perchè dovrei farmi problemi? Eppure non riesco, non è nel mio stile, mi costringo ma non ce la faccio. Ed è anche questo conflitto a farmi stare male forse. Se non mi facessi domande ed andassi avanti senza pensarci, starei meglio. Poi penso anche al mio futuro, stare qui senza imparare nulla è controproducente e mi precluderà altre occasioni. Dalla mia ho solo il fatto che non essendo il primo lavoro, almeno un mestiere, quello della commessa, l’ho imparato. Un “paracadute” ce l’ho, ma nel frattempo comunque il tempo passa ed io mi ritrovo inchiodata qui senza sapere come muovermi. Vi ringrazio per la comprensione, se leggerete tutto, almeno qui posso sfogarmi e non devo fingere che vada tutto bene.
Si Chibi, io ora la vivo come te, faccio le mie due cose e fine. Non ne parlo nemmeno più con i miei cari, tanto la situazione è questa ed è inutile raccontare sempre le stesse cose.
Ora come ora non mi interessa più trovare un super lavoro in cui posso parlare le lingue dalla mattina alla sera. Il motivo? La vedo un’utopia e, soprattutto, sono stanca. Questo lavoro mi ha resa stanca e demotivata, con poche energie. Il mio obiettivo ora è trovare un lavoro normale, con una paga decente, che mi lasci del tempo per occuparmi della casa, faccende quotidiane e hobby. In previsione di crearmi una famiglia. Quattro anni fa, fresca di laurea, mi sarei data della matta a fare questi ragionamenti, volevo entrare in azienda, impegnarmi e dare il massimo! Ora dico: voglio un part-time e poco sbattimento 😀
Erica qui puoi sfogarti, noi ti capiamo. Io capisco benissimo come ti senti, la frustrazione in passato mi ha portata ad avere attacchi di rabbia e pianto fuori dal lavoro. Quindi figurati… Provavo anche invidia verso gli altri e mi chiedevo: perché sempre io devo essere sfortunata? A dire il vero ancora adesso mi rode, perché noto che più mi avvicino ai 30 e meno mi prendono in considerazione…Quindi temo che come area Export non troverò più. Ma cerco di tirare avanti e di darci poco peso.
Cerca altro, probabilmente sei giovane e con tante possibilità. Nel frattempo cerca come impiegata o commessa, leggi per i concorsi, eccetera. Bisogna tentarle tutte. Anche per noi arriverà il momento buono!
A me piacerebbe anche aprire un mio negozio perché amo la moda e l’estetica ma questo è più un mio sogno…
Dolly capisco bene i pianti isterici e gli attacchi di rabbia… li ho avuti anche io! Il confronto con gli altri purtroppo è inevitabile e spesso pesa. Anche io vedo amici e conoscenti della mia età o poco più che sono felici di cio’ che fanno, si sentono realizzati ed hanno una vita piena. Però come dici tu, la ruota prima o poi deve girare e deve toccare anche a noi, per questo alterno momenti di sconforto ad altri in cui mi dico “se è andata bene agli altri, deve andare anche per me” e prendo un po’ di coraggio… Mi fa piacere leggere che ti piacerebbe aprire un negozio, è anche il mio sogno! Ma l’ideale nel mio caso sarebbe una libreria o una cartoleria. Ho lavorato per un breve periodo in una libreria ed è stato un lavoro che mi ha dato tantissimo, sia a livello professionale che umano… tosto e impegnativo, ma la soddisfazione era tanta… ecco vorrei tornare a sentirmi così un giorno…
Buongiorno…… mi chiamo Alessandra e scrivo dalla
provincia di Torino dove lavoro come “impiegata” in
una nota Multinazionale Svedese nella prima cintura
della citta’…. Non ho un particolare curriculum, mal’Azienda dove lavoravo prima era stata assorbita dalla succitata Multinazionale….. per questo motivo
sono riuscita ad entrare…..
Le cose sono andate benino finoa due anni fa, quando
la Società ha deciso di cedere la Contabilità alla
Spagna….. ed ha quindi chiuso di fatto gli uffici, relegandomi in quello che restava del Finance e togliendomi ogni lavoro….. Così, adesso, tutte le mattine mi alzo alle 5,00 per venire qui a guardare il Computer dove on arrivano
nemmeno più le E-mail….. Ho quasi 59 anni…. mi hanno proposto 26 mesi di Naspi ed i Soldi per pagarmi i Contributi….. senza stipendio…. come posso scappare da questa situazione insostenibile?
Buongiorno Alessandra, mi dispiace molto per la situazione in cui si trova. Purtroppo non ho consigli pratici ed oggettivi da darle, mi rendo conto che non deve essere facile. Il fatto che comunque le abbiano proposto la Naspi è sempre meglio di nulla. Non conosco però la sua situazione personale ed i suoi bisogni/spese quotidiane, quindi la Naspi potrebbe essere sufficiente per un periodo, come potrebbe non bastare. Io le consiglio di valutare questo… se la Naspi potesse permetterle di stare a casa e risparmiare per esempio, le spese del viaggio per andare a lavoro, e comunque di vivere dignitosamente e nel frattempo guardarsi un po’ attorno, io la valuterei… Inoltre prenderei in considerazione anche quanti anni la separano dalla pensione, anche questo puo’ aiutare nella valutazione…
Buonasera Alessandra,
Mi spiace molto per la situazione che sta vivendo. Concordo con Erica, la Naspi è da valutare a questo punto, ma dipende anche dalla sua condizione personale. Le manca molto alla pensione? Inoltre bisognerebbe vedere se in famiglia può contare su altre entrate, anche questo è un elemento importante…Non si abbatta!
Alberto Moravia dev’essere il nostro faro: “La noia” testimonia un’irriducibile volontà di non scomparire (per citare fuori luogo l’enciclopedia Grolier), mentre l’essenza di Renato Zero che canta “E ci sei” spiega tutto il resto, del quale non possiamo parlare qui.
Ma poi perché dormire? Lord Bertrand Russell definiva spregevole chi si lascia annoiare. E io in effetti emulo il Jovanotti del 1991.
Ma voi credete davvero che sia facile?
Io vi esorto a sorbire una tazza d’infuso alla noce, e poi riflettere sul dramma. Ma non sul Dharma: ché ve ne sarebbe, da dire.
Comunque meglio Naspi che troppi idranti.
Buonasera Alessandra, mi unisco ad Erica e Dolly, faccia tutte le considerazioni del caso, ma la valuti in termini di costi/benefici.
Capisco benissimo che in ogni caso non è facile prendere una decisione.
Mi dispiace molto per la sua situazione, se vuole sfogarsi qui, noi ci siamo!
Ciao ragazze, come state?
Come procede la noia?
La mia ha alti e bassi..ogni settimana mi riprometto di stare a casa qualche giorno ma poi prevale il senso del dovere e non lo faccio.
Al momento aspetto con ansia le ferie di Natale, che poi per me sono si e no 3-4 giorni…ma come si dice piuttosto che niente..
Speriamo che non chiudano di nuovo, o che non tornino i colori nelle regioni!
Ciao ragazze! Mi fa piacere risentirvi, anche per me alti e bassi. Alcuni giorni passano più veloci, altri sembrano non passare mai… anche io aspetto con ansia le ferie natalizie… e confido nel 2022 per poter sganciarmi da questo posto e trovare qualcosa che mi appaghi almeno un po’ di più, anche se a volte ho l’impressione di essere “bloccata”… vorrei fare, stravolgere e andare e poi mi freno…è un paradosso, non so se capita anche voi, sicuramente queste giornate grigie e nebbiose (almeno qui in quel della Pianura Padana) e quest’apatia fanno tutt’altro che bene… speriamo che passi! Anche io Chibi a volte ho proprio voglia di stare a casa, ma anche per me prevale il senso del dovere, anche se qui non sono per nulla indispensabile quindi non penso si sentirebbe la mia assenza più di tanto… anche questo è proprio un bel controsenso…
Ciao ragazze, mi fa molto piacere sentirvi. Io uguale a voi e nemmeno io riesco a fare la furba e a starmene a casa, mi sento praticamente in colpa. Le giornate passano lente e la nebbia padana non giova allo spirito, anzi… Aumenta sonno e pigrizia! Dovrò fare un colloquio importante a breve e ragazze non vi nascondo che sono agitata… È un’azienda storica della mia città, molto grande e solida. So che è una grande opportunità e prima di farmi film devo aspettare il colloquio, ma se dovesse andarmi bene dovrei fare la scelta e farla velocemente. Devo valutare tutto e passerei da una realtà minuscola ad una spa, ufficio composto da una risorsa…Sono elettrizzata, ma se dovessi passare da un estremo all’altro? Però potrebbe essere la mia occasione, non voglio farmi frenare dalla paura.
Wow Dolly mi sembra un’ottima occasione! Ti capisco quando dici che la paura frena, ma bisogna superare questo ostacolo, che spesso è più grande di quel che sembra ed è solo nella nostra mente. Fai benissimo a fare il colloquio, anche solo per tenerti “allenata” a sostenerli, poi male che vada senti quello che hanno da proporti e se non ti convince resti dove sei, intanto ti sei tolta un dubbio, che potrebbe ripresentarsi in futuro, se ora non facessi questo colloquio. Io purtroppo a volte penso a “come sarebbe andata se…” visto che nella mia “carriera” lavorativa c’è stato più di un bivio e alcune decisioni importanti da prendere…e anche io mi rendo conto che a volte la paura di sbagliare e di buttarmi mi hanno frenata… mi sono ripromessa di non rifare più questo errore, ragionare sempre con la propria testa e seguire sempre se’ stessi, lasciando da parte freni e paura, se una cosa davvero ci attira e vogliamo metterci in gioco.