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Annoiarsi a lavoro

di Anika

Riferimento alla lettera: Buonasera, ho trovato questo sito per caso et voilà eccomi qui. Vi è mai capitato di essere stanchi della vostra vita? Di svegliarvi al mattino e come primo pensiero dire: un'altra giornata di me**a sta per cominciare! Beh, a me capita tutte le mattine. Ho sempre pensato, fin da bambina,...
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Data di pubblicazione: 2 Maggio 2018

L'autore ha condiviso 2 testi sul nostro sito. Per esplorarli, visita la sua pagina autore Anika.

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Categorie: - Lavoro - Me Stesso

449 commenti

  • 176
    Erica -

    Ciao Dolly, ciao Chibi, a proposito di concorso pubblico, penso che anche io tenterò quella strada… come dite voi, se devo essere annoiata e scontenta della mia vita lavorativa, almeno avere garanzie e tutele non guasterebbe! E nel frattempo impiego il mio tempo qui in ufficio cercando altre soluzioni lavorative.. fortunatamente sono in una postazione “privilegiata” in cui riesco a farmi i cavoli miei più o meno indisturbata, ma questo non aiuta più di tanto a diminuire l’amarezza ed il senso di colpa dati dal fatto che le mie giornate sono vuote. Anche io avevo il miraggio del lavoro impiegatizio ma mi rendo conto che non è tutto rose e fiori come pensavo… spero davvero che le cose cambino o che sia io a riuscire a cambiarle…

  • 177
    Chibi -

    Ragazze visto che potete sfruttate la possibilità del concorso, alcune mie amiche l’hanno fatto recentemente e al momento sono soddisfatte, nel senso che noia per noia nel pubblico possono anche prendersi ferie e permessi senza problemi.
    Io ho solo un diploma e non ho modo di fare concorsi.. quindi vi sprono a farli anche per me!

  • 178
    Dolly -

    Ciao ragazze, buongiorno.
    Chibi hai ragione, per forza di cose si sviluppa una visione disincantata del mondo lavorativo e ci si rassegna, accettando ciò che viene. Nella vita ci vuole un pizzico di fortuna e questo vale anche per il lavoro. Puoi essere laureato, parlare bene 3 lingue, ecc. ma se finisci nell’azienda sbagliata sei una risorsa sprecata. Al contrario, puoi essere poco qualificato, ma se finisci a lavorare in una realtà che sa formare e valorizzare, cresci professionalmente. Puoi imparare partendo da zero, conosco diverse persone a cui è successo. Io ho passato l’estate a cercare e fare colloqui senza successo, purtroppo non ho nemmeno conoscenze/agganci e mi sono stufata.
    Erica prova a tenere sott’occhio i bandi del tuo comune. Ci si prova, comunque male non fa! Poi bisogna studiare e fa sempre bene riprendere in mano i libri, a me manca molto apprendere. 🙂

  • 179
    Chibi -

    Dolly hai ragione su tutta la linea! Quindi buttatevi a studiare per i prossimi concorsi!

  • 180
    Erica -

    Ciao ragazze, anche io ho solo il diploma, ma terro’ comunque d’occhio i bandi, a volte qualche posizione per diplomati, seppur più rara, salta fuori. Chibi hai ragione, sicuramente con il passare del tempo ed affrontando situazioni spesso spiacevoli e complicate, ci si rassegna e si finisce per accettare quello che viene, pur di lavorare ed avere uno stipendio, avendo spesso anche la paura di trovare di peggio nel caso si decidesse di cambiare. Questo è anche il mio timore, ma poi penso che a 25 anni ho davvero voglia di mettermi in gioco ed imparare e che non posso davvero rassegnarmi a questo, almeno non adesso e senza aver provato altre strade. Dolly hai ragione anche tu, la fortuna serve sempre, in qualsiasi ambito della vita, anche se io mi sento totalmente sfiduciata al momento, spero che mettendoci del mio, arrivi anche un briciolo di fortuna, servirebbe a tutte noi.

  • 181
    Erica -

    Condivido anche la riflessione sul fatto che spesso sono le aziende che valorizzando o sminuiscono le persone, spesso senza criterio e senza logica. Persone preparate e con tanta voglia di fare vengono relegate in un angolo, mentre altre per motivi che vanno dagli agganci personali alla fortuna, appunto, al fatto di trovarsi “semplicemente” nel posto giusto al momento giusto (che poi per tanti così semplice non è), vanno avanti tranquille e serene. Spero di trovare anche io una realtà che valorizzi, almeno un minimo, la mia persona. Non pretendo di diventare manager o chissà che, ma so anche di essere volenterosa e capace quel tanto che basta per ricoprire un ruolo serio ed un poco strutturato, con mansioni concrete che mi facciano passare la giornata e mi facciano sentire utile. Credo che basterebbe questo a tutte noi, che non penso sia tanto, ma evidentemente agli occhi di tanti, e anche di una parte di aziende a cui evidentemente non importa nulla, sembra di chiedere la luna.

  • 182
    Dolly -

    Si ragazze, non preoccupatevi di avere solo il diploma. Io tento un concorso per il quale viene richiesto solo il diploma come titolo di studio. Ora più che altro dovrò trovare il tempo di studiare di sera o nel weekend, in ufficio non posso perché tutti vedono cosa faccio.
    Erica tu lavori full time? Condivido ciò che hai scritto, anche a me basterebbe fare qualcosa di un minimo concreto. Anche se non si tratta di parlare le lingue che ho studiato, mi accontenterei. Basta far passare ste 8 ore senza doversi angosciare! 😀

  • 183
    Erica -

    Ciao Dolly, io ho un contratto da 35 h settimanali, fortunatamente! Lavoro dalle 9 alle 17 con un’ora di pausa. Pensa addirittura che il mio capo mi aveva chiesto di passare ad un full time, per aumentare gli sgravi fiscali di cui beneficia l’azienda con la mia assunzione, pur vedendo e sapendo che le mie mansioni sono poche e veloci da svolgere. Assurdo, ovviamente mi sono rifiutata. Ormai anche alcune delle mie colleghe notano la mia insofferenza. Purtroppo mi viene difficile anche parlare di questa situazione in famiglia e con amici, chi è oberato di lavoro non capisce e sicuramente mi giudica lamentona ed insoddisfatta per nulla. A volte mi sembra di scoppiare.

  • 184
    Dolly -

    Ciao Erica,
    So cosa provi, gli altri non capiscono, per loro è inconcepibile, com’è possibile che ti pagano per fare così poco? Eppure è tutto vero. Per me l’ufficio è una prigione. Fare tutta la giornata è diventato un incubo, ormai ne ho le scatole talmente piene che mi basta trovare un altro lavoro con un orario migliore, portare a casa qualche soldo e stop. Questo dopo 4 anni (primo lavoro dopo università), tu almeno lavori lì da poco, quindi non abatterti! Di cosa ti occupi in azienda? Non c’è proprio modo di migliorare la situazione, magari proponendoti anche per altre mansioni?
    Se anche le tue colleghe hanno poco, significa che c’è un problema di fondo e anche questo non mi sorprende…La ns condizione si verifica più spesso in aziende piccole, con titolari che non hanno grandi capacità manageriali!

  • 185
    Chibi -

    Ciao Erica, si forse è più frequente nelle aziende piccole..anche nel mio caso è così, l’azienda è molto piccola e l’età media molto elevata, compresa quella dei titolari!
    Al momento non ho alternative e alla fine in qualche modo ho imparato ad accettare la situazione. Anno scorso a novembre ero depressa, e molto ansiosa, tanto da dover assumere un medicinale da una parte per aiutare l’umore dall’altra per cercare di vivere le giornate con più serenità.
    Molti non capiscono, pensano sia semplice fare sera, magari aggiungo io!…ma non è così e noi ci capiamo.
    A volte mi domando come sia possibile non rendersi conto di avere del personale qualificato e tenerlo lì a vegetare, altre volte mi dico ma chissenefrega! Faccio il mio compitino e ciao!

  • 186
    Erica -

    Buongiorno ragazze, anche la mia azienda rispecchia purtroppo le caratteristiche che avete nominato: è piccola ed il titolare è anziano e terribilmente “quadrato”, quindi chiuso ad ogni tipo di dialogo e cambiamento. Dolly, io mi occupo di segreteria generale, quindi centralino ed email, ed anche dello show room aziendale, dove esponiamo i nostri prodotti, quindi rifornisco cio’ che manca, sistemo e preparo ed invio campioni di prova per i clienti. Detto così, sembra una gran cosa forse, ma credimi che sono tutti compiti semplici e di breve durata, per cui non occorre assolutamente una persona che stia qui tutta la settimana, per buona parte della giornata. Hai ragione, io sono qui da poco quindi non dovrei sentirmi così, ma sono davvero scoraggiata. Non penso di riuscire a “tenere botta” per degli anni.

  • 187
    Erica -

    Purtroppo non ho modo di ampliare le mie mansioni, anzi, considera che faccio già di più rispetto a quanto dovrei. Al mio capo interessa che l’azienda proceda secondo i suoi canoni e che ognuno faccia cio’ che lui decide, il margine di decisione per noi è davvero poco, formare risorse non è minimamente nel suo interesse, per cui se ti annoi o ti senti in gabbia, ma tutto procede come deve, sono cavoli tuoi. Pensate che è talmente ottuso e quadrato che a volte ha anche da ridire su come rispondo al telefono. Ho lavorato a stretto contatto con il pubblico per anni e mi sono sempre districata piuttosto bene e ora mi ritrovo ad avere l’ansia e a misurare le parole per una semplice telefonata. In più vedo che questo stato di apatia a lavoro mi rende deconcentrata, stanca e nervosa anche fuori. Sono distratta, faccio errori stupidi e mi dimentico le cose, come se il mio cervello non si accendesse mai per davvero.

  • 188
    Erica -

    Chibi hai ragione, a volte penso anche io che dovrei accontentarmi di portare a casa il mio stipendio e stop. Alla fine non lavoro in miniera, di cosa mi lamento? Se questa situazione sta bene al mio datore di lavoro, perchè dovrei farmi problemi? Eppure non riesco, non è nel mio stile, mi costringo ma non ce la faccio. Ed è anche questo conflitto a farmi stare male forse. Se non mi facessi domande ed andassi avanti senza pensarci, starei meglio. Poi penso anche al mio futuro, stare qui senza imparare nulla è controproducente e mi precluderà altre occasioni. Dalla mia ho solo il fatto che non essendo il primo lavoro, almeno un mestiere, quello della commessa, l’ho imparato. Un “paracadute” ce l’ho, ma nel frattempo comunque il tempo passa ed io mi ritrovo inchiodata qui senza sapere come muovermi. Vi ringrazio per la comprensione, se leggerete tutto, almeno qui posso sfogarmi e non devo fingere che vada tutto bene.

  • 189
    Dolly -

    Si Chibi, io ora la vivo come te, faccio le mie due cose e fine. Non ne parlo nemmeno più con i miei cari, tanto la situazione è questa ed è inutile raccontare sempre le stesse cose.
    Ora come ora non mi interessa più trovare un super lavoro in cui posso parlare le lingue dalla mattina alla sera. Il motivo? La vedo un’utopia e, soprattutto, sono stanca. Questo lavoro mi ha resa stanca e demotivata, con poche energie. Il mio obiettivo ora è trovare un lavoro normale, con una paga decente, che mi lasci del tempo per occuparmi della casa, faccende quotidiane e hobby. In previsione di crearmi una famiglia. Quattro anni fa, fresca di laurea, mi sarei data della matta a fare questi ragionamenti, volevo entrare in azienda, impegnarmi e dare il massimo! Ora dico: voglio un part-time e poco sbattimento 😀

  • 190
    Dolly -

    Erica qui puoi sfogarti, noi ti capiamo. Io capisco benissimo come ti senti, la frustrazione in passato mi ha portata ad avere attacchi di rabbia e pianto fuori dal lavoro. Quindi figurati… Provavo anche invidia verso gli altri e mi chiedevo: perché sempre io devo essere sfortunata? A dire il vero ancora adesso mi rode, perché noto che più mi avvicino ai 30 e meno mi prendono in considerazione…Quindi temo che come area Export non troverò più. Ma cerco di tirare avanti e di darci poco peso.
    Cerca altro, probabilmente sei giovane e con tante possibilità. Nel frattempo cerca come impiegata o commessa, leggi per i concorsi, eccetera. Bisogna tentarle tutte. Anche per noi arriverà il momento buono!
    A me piacerebbe anche aprire un mio negozio perché amo la moda e l’estetica ma questo è più un mio sogno…

  • 191
    Erica -

    Dolly capisco bene i pianti isterici e gli attacchi di rabbia… li ho avuti anche io! Il confronto con gli altri purtroppo è inevitabile e spesso pesa. Anche io vedo amici e conoscenti della mia età o poco più che sono felici di cio’ che fanno, si sentono realizzati ed hanno una vita piena. Però come dici tu, la ruota prima o poi deve girare e deve toccare anche a noi, per questo alterno momenti di sconforto ad altri in cui mi dico “se è andata bene agli altri, deve andare anche per me” e prendo un po’ di coraggio… Mi fa piacere leggere che ti piacerebbe aprire un negozio, è anche il mio sogno! Ma l’ideale nel mio caso sarebbe una libreria o una cartoleria. Ho lavorato per un breve periodo in una libreria ed è stato un lavoro che mi ha dato tantissimo, sia a livello professionale che umano… tosto e impegnativo, ma la soddisfazione era tanta… ecco vorrei tornare a sentirmi così un giorno…

  • 192
    Alessandra Roscio -

    Buongiorno…… mi chiamo Alessandra e scrivo dalla
    provincia di Torino dove lavoro come “impiegata” in
    una nota Multinazionale Svedese nella prima cintura
    della citta’…. Non ho un particolare curriculum, mal’Azienda dove lavoravo prima era stata assorbita dalla succitata Multinazionale….. per questo motivo
    sono riuscita ad entrare…..
    Le cose sono andate benino finoa due anni fa, quando
    la Società ha deciso di cedere la Contabilità alla
    Spagna….. ed ha quindi chiuso di fatto gli uffici, relegandomi in quello che restava del Finance e togliendomi ogni lavoro….. Così, adesso, tutte le mattine mi alzo alle 5,00 per venire qui a guardare il Computer dove on arrivano
    nemmeno più le E-mail….. Ho quasi 59 anni…. mi hanno proposto 26 mesi di Naspi ed i Soldi per pagarmi i Contributi….. senza stipendio…. come posso scappare da questa situazione insostenibile?

  • 193
    Erica -

    Buongiorno Alessandra, mi dispiace molto per la situazione in cui si trova. Purtroppo non ho consigli pratici ed oggettivi da darle, mi rendo conto che non deve essere facile. Il fatto che comunque le abbiano proposto la Naspi è sempre meglio di nulla. Non conosco però la sua situazione personale ed i suoi bisogni/spese quotidiane, quindi la Naspi potrebbe essere sufficiente per un periodo, come potrebbe non bastare. Io le consiglio di valutare questo… se la Naspi potesse permetterle di stare a casa e risparmiare per esempio, le spese del viaggio per andare a lavoro, e comunque di vivere dignitosamente e nel frattempo guardarsi un po’ attorno, io la valuterei… Inoltre prenderei in considerazione anche quanti anni la separano dalla pensione, anche questo puo’ aiutare nella valutazione…

  • 194
    Dolly -

    Buonasera Alessandra,
    Mi spiace molto per la situazione che sta vivendo. Concordo con Erica, la Naspi è da valutare a questo punto, ma dipende anche dalla sua condizione personale. Le manca molto alla pensione? Inoltre bisognerebbe vedere se in famiglia può contare su altre entrate, anche questo è un elemento importante…Non si abbatta!

  • 195
    il_raddrizzatore_delle_gambe_dei_cani -

    Alberto Moravia dev’essere il nostro faro: “La noia” testimonia un’irriducibile volontà di non scomparire (per citare fuori luogo l’enciclopedia Grolier), mentre l’essenza di Renato Zero che canta “E ci sei” spiega tutto il resto, del quale non possiamo parlare qui.

    Ma poi perché dormire? Lord Bertrand Russell definiva spregevole chi si lascia annoiare. E io in effetti emulo il Jovanotti del 1991.

    Ma voi credete davvero che sia facile?
    Io vi esorto a sorbire una tazza d’infuso alla noce, e poi riflettere sul dramma. Ma non sul Dharma: ché ve ne sarebbe, da dire.

    Comunque meglio Naspi che troppi idranti.

  • 196
    Chibi -

    Buonasera Alessandra, mi unisco ad Erica e Dolly, faccia tutte le considerazioni del caso, ma la valuti in termini di costi/benefici.
    Capisco benissimo che in ogni caso non è facile prendere una decisione.
    Mi dispiace molto per la sua situazione, se vuole sfogarsi qui, noi ci siamo!

  • 197
    Chibi -

    Ciao ragazze, come state?
    Come procede la noia?
    La mia ha alti e bassi..ogni settimana mi riprometto di stare a casa qualche giorno ma poi prevale il senso del dovere e non lo faccio.
    Al momento aspetto con ansia le ferie di Natale, che poi per me sono si e no 3-4 giorni…ma come si dice piuttosto che niente..
    Speriamo che non chiudano di nuovo, o che non tornino i colori nelle regioni!

  • 198
    Erica -

    Ciao ragazze! Mi fa piacere risentirvi, anche per me alti e bassi. Alcuni giorni passano più veloci, altri sembrano non passare mai… anche io aspetto con ansia le ferie natalizie… e confido nel 2022 per poter sganciarmi da questo posto e trovare qualcosa che mi appaghi almeno un po’ di più, anche se a volte ho l’impressione di essere “bloccata”… vorrei fare, stravolgere e andare e poi mi freno…è un paradosso, non so se capita anche voi, sicuramente queste giornate grigie e nebbiose (almeno qui in quel della Pianura Padana) e quest’apatia fanno tutt’altro che bene… speriamo che passi! Anche io Chibi a volte ho proprio voglia di stare a casa, ma anche per me prevale il senso del dovere, anche se qui non sono per nulla indispensabile quindi non penso si sentirebbe la mia assenza più di tanto… anche questo è proprio un bel controsenso…

  • 199
    Dolly -

    Ciao ragazze, mi fa molto piacere sentirvi. Io uguale a voi e nemmeno io riesco a fare la furba e a starmene a casa, mi sento praticamente in colpa. Le giornate passano lente e la nebbia padana non giova allo spirito, anzi… Aumenta sonno e pigrizia! Dovrò fare un colloquio importante a breve e ragazze non vi nascondo che sono agitata… È un’azienda storica della mia città, molto grande e solida. So che è una grande opportunità e prima di farmi film devo aspettare il colloquio, ma se dovesse andarmi bene dovrei fare la scelta e farla velocemente. Devo valutare tutto e passerei da una realtà minuscola ad una spa, ufficio composto da una risorsa…Sono elettrizzata, ma se dovessi passare da un estremo all’altro? Però potrebbe essere la mia occasione, non voglio farmi frenare dalla paura.

  • 200
    Erica -

    Wow Dolly mi sembra un’ottima occasione! Ti capisco quando dici che la paura frena, ma bisogna superare questo ostacolo, che spesso è più grande di quel che sembra ed è solo nella nostra mente. Fai benissimo a fare il colloquio, anche solo per tenerti “allenata” a sostenerli, poi male che vada senti quello che hanno da proporti e se non ti convince resti dove sei, intanto ti sei tolta un dubbio, che potrebbe ripresentarsi in futuro, se ora non facessi questo colloquio. Io purtroppo a volte penso a “come sarebbe andata se…” visto che nella mia “carriera” lavorativa c’è stato più di un bivio e alcune decisioni importanti da prendere…e anche io mi rendo conto che a volte la paura di sbagliare e di buttarmi mi hanno frenata… mi sono ripromessa di non rifare più questo errore, ragionare sempre con la propria testa e seguire sempre se’ stessi, lasciando da parte freni e paura, se una cosa davvero ci attira e vogliamo metterci in gioco.

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