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Quando “l’amore” uccide

di glosstar

Riferimento alla lettera: Dedicato a tutti gli amanti delle finte statistiche che “vittimizzano” l’uomo quando troppo spesso è invece la donna a pagare il conto in relazioni di coppia con squilibrati che non sanno accettare la fine di un amore. Ecco la notizia odierna: “Nel giro di poche ore, D.C. ha assassinato due...
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Data di pubblicazione: 1 Luglio 2010.

L'autore, glosstar, ha condiviso solo questo testo sul nostro sito.

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Categorie: - Amore e relazioni di coppia - Attualità

146 commenti

  • 76
    rossana -

    gio,
    anche a me ha fatto piacere questo confronto con te e ti preciso, se già non l’ho fatto prima, che consciamente non ho il minimo intento di prevalere sull’altra metà del cielo. nè l’ho mai avuto con gli uomini con cui sono stata in contatto.

    ritengo di non avere pregiudizi e cerco sempre di considerare ogni persona per come mi appare, indipendentemente dal sesso.

    il mio principale problema è semmai al contrario: spesso fatico molto a sentirmi “alla pari”. e questa spiacevole sensazione, a volte, mi induce a svirgolare un po’…

    ciao!

  • 77
    gio -

    rossana non ti preoccupare non ti manca niente e spero presto riuscirai a superare questo tuo limite, un ciao anche a te.

  • 78
    glosstar -

    @ gio.

    Libera ha perfettamente centrato il bersaglio. La donna dopo millenni di subalternità imposta, sta ora recuperando spazi e dignità nonostante le resistenze culturali di società machiste tra cui quella nostrana. Da tradizionale “accessorio” della vita maschile, la donna finalmente ha trovato un’identità che la definisce nel mondo con nome e cognome propri e non più come moglie di tizio, o figlia di caio.

    Quanto accade in Italia è già avvenuto all’estero ed è un cambiamento epocale inarrestabile. Al cambiamento si può resistere facendo la mossa dello struzzo, o scegliere di cavalcarlo traendone insegnamento e arricchimento personale. Per poter far questo bisogna però avere una mente fresca e flessibile, cosa che in questa generazione non tutti possiedono, ma che sarà un requisito fondamentale per quelle a venire.

    Specie se cresciuto in ambiti chiusi e conservatori, l’uomo italico ha introiettato il concetto di relazione uomo-donna tipico della generazione precedente che spesso considerava la donna come un’entità utile alla famiglia e all’uomo. Una bambola subalterna e obbediente pronta a soddisfare qualsiasi necessità maschile prima ancora che propria.

    Questo genere di maschio, si sveglia oggi in un mondo che non conosce, che percepisce ostile e nel quale prova un enorme disagio. Così invece di adattarsi alla sfida trasformando il cambiamento in opportunità per creare relazioni paritetiche che finalmente arricchiscano anche se stesso, rinuncia a gestire la mutazione del proprio ruolo e invoca fornelli e pignatte rimpiangendo i “bei tempi andati”.

    Da sempre è una questione di potere, e chi ce l’ha difficilmente lo cede senza resistere. L’unica differenza tra Italia e altri paesi dove questo fenomeno è accaduto o sta accadendo sta nelle modalità di esecuzione.

    CONTINUA

  • 79
    glosstar -

    All’estero la parità avviene nel riconoscimento di uguali diritti per TUTTI –donne e uomini, etero e omo, disabili e non, bianchi, neri e colorati, cristiani, musulmani, ebrei etc. che si ritrovano quindi a iniziare la “gara” dalla medesima linea di partenza e con le stesse opportunità. A vincere quindi è davvero il migliore e non chi è partito 10 metri più avanti degli altri.

    Sono società queste dove ogni cittadino conta proprio purché costituisce una risorsa per l’intero paese che non può e non deve andare sprecata. Non è un caso infatti che le economie avanzate, dalle quali l’Italia latita, sono caratterizzate da classi dirigenti eterogenee ove è la competenza a regnare sovrana e non il genere. In questi paesi, la normalità sta nel vedere sedie importanti occupate da persone capaci siano esse uomini o donne.

    In Italia questo processo sta avvenendo in maniera distorta e involutiva. Per definizione il Bel Paese non premia merito e competenza, e quindi molte donne usano il corpo e non la mente per far breccia nel sistema di potere maschile. Il risultato è che si ritrovano in un’ancor più degradante gabbia dove più o meno consapevolmente recitano il ruolo assegnato loro dal sistema di potere maschile che oggettificandole le tiene di fatto lontane dalla stanza dei bottoni. E il link al mio post 65 documenta quanto affermo.

    È una vera e propria logica di finta emancipazione dove sebbene la donna decida con chi e quante volte scopa, è purtroppo vero che proprio perché questa indipendenza si realizza in quel solo ambito, ancora una volta si ritrova lontana anni luce dai luoghi dove si prendono le vere decisioni, quelle che contano.

    Dice giusto Met, “basta uscire dall’Italia e l’aria che si respira è completamente differente”. Il 72mo posto nella classifica sul gender gap lo testimonia. È come ci vedono gli altri, ed è tutt’altro che una posizione onorevole per un paese che si definisce progredito.

    Buona serata. G.

  • 80
    francy -

    X Gio..Nonostante le ormai secolari battaglie per l’uguaglianza e per una reale parità di sessi,i pregiudizi e gli stereotipi che tendono a discriminare le donne rispetto agli uomini sono molto attivi..nel reale e anche qui’ ne vedo una buona parte..Classificare le donne perché’ amano desiderano mettersi al pari libertà,che finora a avuto in primis l’uomo..ecco si danno appellativi senza senso…la lista e’ lunga…Ciao

  • 81
    raffaele -

    A me non interessa l’intelligenza.
    A me interessa soltanto l’istinto ed il sentire.
    Io sono un cavernicolo che non si adatta alle mutazioni geno-fenotiche.
    La mascolinizzazione della donna sta portando alla femminilizzazione degli “uomini”.
    Io continuo a cercare la FEMMINA che si nasconde tra 1000, le altre 999 non mi fanno perdere nulla, ma “colei” che dico io potrebbe essere giusta per me. Un inchino ed un baciamano a tale donna senza nulla pretendere. Per la donna vera io sarò suo servo ed un Cavaliere che la difenderà in nome della “SALVEZZA DELLA VERA FEMMINA”.

  • 82
    glosstar -

    @ MET. Riconosco che un titolo più appropriato poteva essere “quando l’ossessione per l’ex uccide”, fatto a cui ho cercato di porre rimedio successivamente spiegando che la dedica era a quelli che l’amore non lo vivono come un dono ma come una proprietà. Ti ringrazio quindi per la puntualizzazione.

    Rispondo inoltre a un tuo post, sottolineando che cambiamento e progresso si favoriscono e si tutelano con leggi che definiscono quali sono i diritti e stabiliscono limiti che se varcati vengono sanzionati. Ed è soltanto dopo, quando quei diritti tutelati per legge diventano valori, ovvero una cultura interiorizzata, che il cambiamento si è realmente compiuto. Questo in Italia deve ancora avvenire.

    Un banale esempio. Negli Stati Uniti, cinquant’anni fa era perfettamente normale e accettato che i neri dovessero viaggiare in fondo all’autobus, e che dovessero bere da fontane diverse. Se oggi c’è un presidente afro americano, è solo perché la discriminazione è finita prima per legge, e soltanto poi nel cuore della gente.

    @ SERGIO. Parlare per slogan, come fa qualcuno, è più semplice ma non spiega nulla. Al contrario, articolare un pensiero, specie quando la materia è vasta, richiede spazio e tempo. Raccolgo comunque il tuo suggerimento e cercherò di evitare di confutare “integrali di Lebeque in discoteca”.

    @ ROSSANA. È vero che in Cina le donne per secoli si son viste legare i piedi, ma loro condizione è radicalmente cambiata con l’avvento del comunismo di Mao che per legge –che in realtà era il risultato di una necessità economica perché tutte le braccia servivano– equiparò entrambi i sessi. Tra le “Tigri economiche” asiatiche, la Cina è l’unico paese che garantisce la totale parità di diritti tra uomo e donna.

    G.

  • 83
    gio -

    per glossar, tu sei un uomo e ragioni per l’uguaglianza di entrambi i sessi, ma altri uomini la pensano come te, e non meritano di subire ancora, se tu scrivi in questo modo fai intendere che tutte le donne in un modo o nell’altro hanno sempre subito, ma non è cosi’.
    Perchè con questo ragionamento molte donne prese dalla rabbia si accaniranno contro quegli uomini che magari le rispettano facendogli pagare colpe che non hanno.
    Poi mi chiedo un’altra cosa,conoscendo ormai la mentalità malata di uomini di potere, perchè le donne continuano a sottomettersi a loro, perchè non cominciano a ribellarsi a quel tipo di uomo che le riempie di attenzioni,soldi e complimenti solo per averle schiave? Non comincia forse li la prima ribellione.
    Su un’altra cosa non sono daccordo, sul fatto che in altri paesi premino i piu’ meritevoli, Tutti meritiamo di vincere,anche se la vita ha degli scompensi a volte enormi ovvero chi nasce in africa e deve morire di fame e ci chi nasce Cristiano Ronaldo e si fa pitturare le unghie dei piedi.
    Tendere la mano a chi vediamo sta sotto di noi è il modo migliore di vivere e stare bene tutti.
    Non fare a gara a chi è il migliore il piu’ bravo il piu’ inteligente il piu’ in qualsiasi campo.

    @Francy, puo’ essere che siano piu’ uomini che tendono a prevalere sulle donne, nessuno tranne dio puo’ conoscere i pensieri di tutti noi, e cosa siamo noi per condannare o prevalere su un sesso piuttosto che un altro, non deve diventare una guerra di parte anche se un po’ gia lo è, ma bisogna entrare nell’ottica “io sono un uomo ma potevo nascere donna” quindi porto rispetto per quello che mi è stato concesso ovvero la libertà, rispettando la libertà di chi vive su questo mondo perche’ vale quanto me.

  • 84
    raffale -

    Glosstar che sofistico che sei, in poche parole ti dico che le donne che tu descrivi sono le tedesche e le svedesi, nel frattempo gli uomini diventano tutti froci e si baciano in bocca con la lingua come ho visto qualche mese fa a Berlino.
    Tu Glosstar non hai capito nulla e di fronte all’emancipazione pazzoide femminile sei disposto a diventare gay ed a farti sco.... dalle donne. Ti faccio le condoglianze di fronte a questa tua scelta.
    Tratta da puttana la principessa, tratta da principessa la puttana.
    Finora le mie teorie non hanno mai sbagliato.
    E’ l’uomo che scopa la donna e non la donna che scopa l’uomo.
    Gli uomini sono stati creati per dominare la donna a letto e fingere di lasciar decidere alle donne in altri ambiti.
    L’italia in questo e’ numero uno, all’opposto in altri stati nordici “emancipati” prolificano i frocini…

  • 85
    diego -

    si è partiti strumentalizzando un fatto di cronaca per enfatizzare una presunta e perenne forma di violenza nei confronti della donna e si è finiti col parlare della carenza femminile in cariche o ruoli decisionali; che attinenza c’è dietro questo ragionamento? si può affermare quindi che nel Burundi o nella Repubblica delle Banane del caso la violenza non esiste, perchè la loro posizione si distingue dalla nostra zona cesarini?
    Inoltre citare paragoni in questa discussione come la discriminazione dei neri d’america mi sembra assai azzardato e fuori luogo, vogliamo arrivare a convincerci che la prossima concubina verrà lapidata al Marassi come è usanza negli stadi di Kabul? Vogliamo ancora credere che in italia la donna è discriminata e sottomessa ignorando la quantità di leggi che la tutelano e delle quali spesso ne è fatto abuso? Perdonatemi, ma continuo a ripetere che dietro questi ragionamenti c’è una sana dose di fomentazione di cui ignoro la ragione che finisce col confondere le idee ed a questo proposito non posso che condividere la considerazione di gio nel suo post n.83; è assurdo voler ridurre il già delicato rapporto tra uomo e donna ad una frenetica competizione per il dominio, non credo sia questo il fine che voglia perseguire un individuo normalmente responsabile, non è certo la misoginia o la discriminazione il sentimento per cui proviamo ambizione e non è certo la sete di rivalsa dei diritti negati in passato che contribuirà a rendere più facile la convivenza.

  • 86
    gio -

    raffaele quindi la tua teoria sarebbe tratta male chi ti vuole bene e dai tutto te stesso a chi non gliene frega niente di te.
    Un giorno ti accorgerai da solo di quanto ai torto, adesso non serve a niente dirtelo.

  • 87
    glosstar -

    Quando il dito punta la luna, lo stolto guarda il dito. Se lei sposta lo sguardo, noterà che il mio messaggio, per nulla confuso, sollecitava infatti uguali diritti per TUTTI, (il maiuscolo c’era anche allora) cosa che l’Italia nega ad alcune categorie più che ad altre.

    Siamo infatti un paese piegato su se stesso capace solo di dire no. No a chi vuol vedere prevalere la competenza professionale sulla raccomandazione politica o familistica. No a chi aspira a uno stato davvero laico, plurale e equidistante ove non sia il denaro pubblico a mantenerne il clero ma il volontario contributo dei fedeli. No a chi reclama il riconoscimento civile della propria affettività non volendo o potendo contrarre matrimonio. No a chi vuole ricorrere alla fecondazione assistita per nutrire un desiderio di genitorialità che una scarsa fecondità gli nega. No a chi giunto al termine della propria vita in condizioni disperate vuole porre fine all’inutile sofferenza con legittima e trasparente dignità. Siamo figli di un paese che risponde no a chi chiede QUALSIASI istanza di cambiamento con cui abbiamo difficoltà a misurarci.

    La menzione sugli Stati Uniti era un esempio di facile comprensione anche per lei. Scrivo di questo paese perché è la realtà che vivo e “l’azzardato” paragone è più che pertinente perché spiega che è la legge a cambiare la cultura di un paese ponendo standard a cui la mentalità comune è OBBLIGATA ad adeguarsi. Le norme sui diritti civili, hanno infatti posto fine alla discriminazione, ma la mentalità razzista è cambiata solo quando le generazioni successive a quelle leggi, mescolandosi sull’autobus e bevendo alla stessa fontana hanno scoperto la normalità di tali gesti. E questi valori sono oggi così radicati da essere un patrimonio comune a tutti gli americani, di destra o di sinistra.

    Qui è impensabile porre la bella presenza, l’età o lo stato civile tra i requisiti di una qualsiasi inserzione di lavoro, cosa che nessuno trova scandalosa nel Bel Paese. Un altro esempio?

    CONTINUA

  • 88
    glosstar -

    Anni fa sostenni un colloquio di lavoro con una nana (e non tutta tana, come si dice dalle sue e dalle mie parti), una di quelle col testone e i braccini corti che a mala pena arrivava al tavolo. Era la persona che rappresentava l’azienda, un’importante agenzia di pubblicità, scelta e pagata per la sua competenza e non certo per la presentabilità. In Italia, persone cosi non spingono neppure il bidone del rusco.

    Molte leggi che equiparano i diritti individuali restano da varare, e tra quelle approvate la mentalità italiana tarda a recepirne il valore –questo forum ne è l’esempio– al punto di scambiare culi e tette in tv per pari opportunità dimenticandosi quindi che l’upper management italico è saldamente composto da chi si rade la mattina. Certo qualche donna ci arriva sgomitando enne volte più della controparte maschile. Altre prendono la scorciatoia allargando le gambe, e qualcuna arriva finanche ai ministeri, a dimostrazione che il potere assegnato loro non è frutto di un diritto proprio, ma è debitore del maschio che lo ha concesso. Grottesca infatti la nomina a ministro alle pari opportunità di chi per ottenerne la sedia, tale opportunità ha svilito gattonando sotto la scrivania del sultano.

    Saltar di palo in frasca, pare sia un’arte diffusa nell’intero forum dove dalla lettera iniziale, spesso il discutere si evolve fino a raggiungere “Marassi e zona cesarini”. Dall’iniziale misoginia infatti, ora qualcuno è passato a celebrare l’omofobia senza accorgersi che se a Berlino i gay possono baciarsi, è solo perché in quelle strade, a differenza delle nostre, non vengono “pettinati” col bastone.

    Un “individuo normalmente responsabile” non scriverebbe di “fomentazione” indossando l’abito del buonista peloso e riconoscerebbe invece che l’Italia dei diritti è un paese che arranca. Lei al contrario, egregio signore, non solo tace la sua autorevole condanna a misoginia e ora anche a omofobia, ma come al solito si ferma ad ammirare la cornice senza osservare la tela.

    G.

  • 89
    glosstar -

    Molte delle norme che equiparano l’uomo e la donna, sono state varate DOPO la nascita della maggioranza dei lettori di questo forum. Non c’è da sorprendersi se ancora non siano parte del patrimonio culturale di tutti. Ci vorranno generazioni, come ci sono volute in quei paesi che questo percorso lo hanno realizzato prima di noi.

    G.

    1946. Le donne votano per la prima volta
    1963. Abolita l’esclusione delle donne dall’impiego statale e pubblico e cancellato lo “ius corrigendi”, il diritto del marito a battere la moglie per comportamenti contrari alla “morale pubblica”
    1966. La pillola può essere prescritta solo a fini terapeutici e non come antifecondativo, la contraccezione è infatti un “reato contro la stirpe”
    1968. L’adulterio non è più reato. Per le donne era prevista la carcerazione fino a 2 anni, l’uomo era punito solo se l’infedeltà diveniva pubblica e quindi offensiva contro la morale e la famiglia
    1970. Approvata la legge sul divorzio. Prima ci pensava la Sacra Rota con l’annullamento e il conseguente disconoscimento dei diritti per il coniuge debole e persino per i figli
    1971. Approvato il divieto di licenziare le madri in gravidanza e fino al compimento del 1mo anno del bambino. In quell’anno viene anche legalizzata la vendita della pillola
    1974. Referendum abrogativo della legge sul divorzio. Bocciato, la legge resta
    1975. Nuovo diritto di famiglia che equipara i coniugi. Fino ad allora è l’uomo a decidere tutto grazie alla patria potestà, e alla potestà maritale
    1977. Uguali diritti, uguali salari. Legge sulla parità nel lavoro
    1978. L’aborto è legale
    1981. Abolito il delitto d’onore che prevedeva fino a 7 anni se l’uomo uccideva la moglie, la figlia, la sorella “nello stato d’ira determinato dall’offesa arrecata al suo onore” Per l’omicidio del marito in circostanze analoghe, l’ergastolo per la donna
    1996. La violenza sessuale è riconosciuta come reato contro la persona e non più contro la morale

  • 90
    rossana -

    glosstar,
    grazie soprattutto per la scaletta con le date.
    non ne ricordavo una, in particolare, e non avevo gran voglia di mettermi a cercarla…

  • 91
    gio -

    Glossar le leggi non vengono fatte dall’uomo medio che da millenni ha sempre dovuto subire gli abusi di potere e i lavori forzati o quasi, ma da uomini di potere come nel nostro governo alla quale molte donne si vendono per poter fare la bella vita. E non di certo l’uomo medio che le manda nella tana del lupo.
    Per quanto mi riguarda al governo potrebbero mettere solo donne l’importante che abbiano a cuore il bene comune.
    Quello che ti ribadisco e che stai parlando alle persone sbagliate, chi ci governa abusa delle leggi e degli uomini e di conseguenza le iene e gli avvoltoi si cibano delle carcasse.

  • 92
    raffaele -

    COMMENTO 91 (GIO’)

    Ma invece di star li a lamentarti del nostro governo o espatriare come fanno coloro che già hanno ceduto…
    freghiamo il governo no?… ihihihih!

  • 93
    glosstar -

    @gio.

    Il governo di un paese e’ espressione di chi lo abita. L’Italia non e’ una dittatura e i cittadini esprimono “liberamente” col voto da chi desiderano essere rappresentati.

    E se si identificano nei farabutti e a questi chiedono di governarli, non possono poi dire
    “piove governo ladro”.

    G.

  • 94
    gio -

    glosstar, io non sono di nessuna fazione politica, ma come vedi o sale la sinistra o la destra, pensano a tutelare i loro averi e a procurarsene degli altri.
    Ci sono persone con sani principi che vorrebbero portare un po’ di giustizia in questo paese, ma non trovano spazio perchè sotto ci sono troppi interessi economici. E sai benissimo che se si vuole portare alla pari il tutto bisognerebbe togliere a tutte queste persone che ci governano. E secondo te loro sarebbero disposte a lasciare il bottino nelle mani del popolo affamato, o rinunciare al proprio trono?

    Raffaele@ quando freghi il governo non freghi i politici ma i soldi pubblici della gente che paga le tasse. L’onestà continua ad essere il modo migliore di vivere. Altrimenti fai il loro stesso gioco.

  • 95
    raffaele -

    Giò dici che è meglio non fregare il governo… ed hai ragione tu, da sempre ho rispetto per le regole di convivenza civile.
    Guarda ti dico una cosa riguardo alle donne ed alla mia eterna lotta con loro: Sembro stronzo, impulsivo, pazzo a volte, ma non mi offendo mai quando una donna mi dice psicolabile, tu sei pazzo ecc. se in qualche occasione mi faccio prendere troppo dalle emozioni… perchè alla fine vuol dire che mi ama.

    xGLOSSTAR
    Quando parlo di “frocini” ti dico che purtroppo non è un termine inventato dal sottoscritto. Quando scrivo “frocio” non è un termine altrettanto suggerito dal sottoscritto. Io ho il massimo rispetto per donne e uomini nati con una psicologia non consona proprio aspetto fisico ed esteriore.
    Anzi diciamo che se un gay ci dovesse provare gli potrei dire che se vuole posso fare la parte attiva… anche se gli uomini (seppure con psiche femminile) non è che mi piacciano, per nulla!

    Poi continuando a leggere bene i tuoi post noto che condannil’Italia a favore di nazioni dove c’è più parità tra uomo e donna, dove contano le capacità individuali e non le raccomandazioni, ok fin qui e sono d’accordo.
    Popoli nordici come Svezia, Germania, Norvegia ecc.
    Ma c’è un però: non mi va lo statalismo assoluto, tu caro Glosstar sei a favore dello stato contro l’individuo secondo me. Tu sei per la perfezione dello stato, delle regole. Sei per una centralizzazione del potere come fecero i vari dittatori nella storia. In nome dello stato e della sua perfetta efficienza si “uccide” la libertà dell’individuo.
    E’ meglio uno stato imperfetto, ma ricco di menti stravaganti ed anarchiche.
    L’Italia è sempre stato (nonostante gli eterni casini compiuti dal nostro governo) fucina di grandi menti ed artisti.
    Ed infatti tutti gli artisti sono anarchici e scappano dalle nazioni dove lo Stato con il suo potere assoluto crea indisposizioni nelle menti libere.
    Noi italiani ce ne siamo sempre fregati se uno stato funziona, anzi siamo degli eterni casinisti indisciplinati che non ci facciamo sottomettere da alcun potere, solo questa è libertà.
    Ora che l’Italia vive la crisi economica, ma soprattutto l’oppressione burocratica statale non siamo più felici come prima.
    Con la UE, con l’Euro e con la volontà di adeguarci alle nazioni emancipate noi italiani non andiamo d’accordo.
    Cambiare il nostro modo di fare, la nostra bella famgliola all’italiana per copiare svizzeri o svedesi che sembrano automi in funzione dello stato è un grave errore

  • 96
    gio -

    raffaele, l’unica cosa che conta per me è il rispetto per le persone non per le regore che molte volte sono ingiuste.
    Se sapessimo rispettare ogni individuo non servirebbero neanche piu’ le regole, se sapessimo che di fronte a noi c’è un altro me vivremmo tutti bene e abbonderemmo di tutto cio’ che la terra offre di buono.

  • 97
    raffaele -

    Condivido Gio’, bel commento.
    Le regole non servono e quando ci sono mi piace fare l’indisciplinato ed andare contro le regole anche se non sarebbe giusto… ma secondo chi non sarebbe giusto? Il capo ovviamente.
    Sai i capi non mi sono mai piaciuti nemmeno durante il servizio militare dove il maggiore stupido comanda al capitano più intelligente soltanto perchè invece di avere le tre stelline ha la corona + una stellina.

  • 98
    libera -

    Su Repubblica di oggi in prima pagina un interessante esame sociale del fenomeno riportato con due esempi nella lettera di glosstar.
    Michela Marzano parla di fine del ”dispotismo domestico” che però ha condotto a una violenza che non è solo dei pazzi, mostri, malati ma che appartiene a tutte le categorie sociali, trattandosi spesso di uomini che non riescono ad accettare l’autonomia femminile. Molti di questi delitti sono descritti come sintomo del ”declino dell’impero patriarcale”, e come unico modo per sventare la minaccia della perdita.
    Come dire che l’autonomia decisionale femminile porta a un corto circuito della ragione nel maschio che sfocia in violenza fisica. Non per niente negli ultimi nove anni le vittime di questa violenza sono aumentate del 300%, e quasi il 32% delle italiane l’ha subita almeno una volta.
    Non resta che sperare nelle nuove generazioni (forse) non cresciute nel mito dell’uomo re indiscusso della sociaetà ma in una sana ed equa ripartizione dei famigerati ”ruoli”.

  • 99
    gio -

    Raffaele è proprio cosi chi ci comanda il piu’ delle volte sono i primi a fregarsene delle regole tanto nessuno gli dice niente.
    C’è troppo abuso di potere in giro.
    speriamo un giorno saremo liberi da tutte le meschinità che avvolgono l’umanità.

    Libera qui nessuno vuole una donna come badante, è giustissimo voi valete quanto noi uomini, ma non fate lo stesso sbaglio che ha fatto l’uomo a credersi di piu’ della donna. e solo questo l’errore in cui state rischiando di incappare.Perchè presi dalla rabbia e dal rancore nei confronti del genere maschile si rischia di inglobare tutti gli uomini. Mica ci volete estinguere se è cosi’ glossar deve venire con noi (scherzo)

  • 100
    rossana -

    libera,
    il dato che cercavo nella scaletta postata da glosstar era la data in cui in Italia la legge ha proibito al padre di famiglia di correggere a suon di botte, se necessario o utile, la propria donna: 1963. senza parlare, poi, del cosiddetto “diritto coniugale”, supportato anche dalla Chiesa…

    non sono passati nemmeno 50 anni, e le vicende che ora stanno emergendo sempre più frequenti si riferiscono a due fenomeni evolutivi contrastanti:
    – il primo è legato a una maggiore sensibilizzazione collettiva, supportata dalla legge, che consente più di prima la denuncia di fatti incresciosi che si verificano da sempre fra le mura domestiche. non è che la punta di un icebserg, come è successo a suo tempo per lo stupro e come sta accadendo anche per la pedofilia.
    – il secondo, in contrasto al primo e alla crescente autonomia decisionale che le donne (ora spesso autonome economicamente) vanno assumendo, induce il maschio a reazioni di estrema violenza, distruttive sia per la donna che per se stesso, sapendosi comunque condannato a priori.

    anni di transizione pesanti, per entrambi i sessi…

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