Quando “l’amore” uccide
di
glosstar
Riferimento alla lettera:
Dedicato a tutti gli amanti delle finte statistiche che “vittimizzano” l’uomo quando troppo spesso è invece la donna a pagare il conto in relazioni di coppia con squilibrati che non sanno accettare la fine di un amore. Ecco la notizia odierna: “Nel giro di poche ore, D.C. ha assassinato due...
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Data di pubblicazione: 1 Luglio 2010.
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Categorie: - Amore e relazioni di coppia - Attualità
146 commenti
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“Dedicato a tutti gli amanti delle finte statistiche che ‘vittimizzano’ l’uomo quando troppo spesso è invece la donna a pagare il conto in relazioni di coppia con squilibrati che non sanno accettare la fine di un amore.”
Non era la certificazione che “le donne sono buone e gli uomini dei malvagi” bensì un “omaggio” a coloro che in questo forum predicano esattamente il contrario inventandosi statistiche che sono il risultato della loro personale acrimonia. Nulla di più. Qualcuno ci ha letto una caduta di stile? Me ne scuso, ma non per questo il messaggio è meno valido, ovvero che TUTTI, uomini e donne – PERSONE — sono “carnefici o vittime” a seconda delle circostanze e non esiste statistica che possa attribuire l’esclusività dell’essere stronzi a uno o all’altro genere.
Da mesi frequento questo forum, e qui io ho sempre argomentando le mie opinioni in maniera esaustiva trovandomi in perfetto disaccordo coi monopolisti della sofferenza. Individui questi, il cui dolore è secondo solo al martirio subito dal figlio dell’Uomo e per definizione quindi, più intensamente devastante di quello altrui al punto di sminuirlo, deriderlo, e punirlo. Una sorta di messianico egocentrismo che porta questa gente a sputare sulle varie Giovanna (o Luigi) che qui chiedono aiuto, anche se poi era stata/o Maria (o Pietro) a ferirli/e in un’altra vita, in un altro posto, in un altro paese. Ma in fondo chissenefrega se le responsabilità sono personali e non di genere, sono tutti colpevoli di tutto.
CONTINUA
Grazie alla loro mente a imbuto, questi soggetti evitano così un’analisi compiuta sulle proprie dinamiche cognitive e comportamentali che sono spesso alla base — o per azione o per omissione — dell’essersi ritrovati in casa puttane o bastardi. Certo un’analisi personale comporterebbe il dover scavare laddove il proprio fondo è più scuro e puzzolente, e magari rimettere in discussione le “consolidate certezze” dei primi 30/40 o magari 50 anni di vita. Costa quindi meno, gettare lo stallatico che ricopre la propria esistenza in faccia agli altri e rimandare il doveroso esame di coscienza a data da destinarsi.
Le storie d’amore nascono e purtroppo molte muoiono prima di arrivare alla destinazione che ci si aspettava. E anche quando si è investito immensamente, accettare che l’eternità ha a che fare col divino dal quale gli umani sono esclusi, è l’abbecedario dell’essere individui consapevoli del proprio limite e per questo umani e maturi. Chi non riesce a riconoscere questa dimensione attribuisce a se stesso un potere che non gli/le appartiene ovvero quello della proprietà sulla vita altrui, e questo nulla ha a che fare con l’amore, neppure quando si è vittima del dolore più lacerante.
Questo il punto centrale.
Gianni
P.s. Ringrazio coloro che in questo e in altri post mi hanno attestato la propria stima (Key, ToroSeduto, The Dreamer, Lyra, Rossana), quelli che mi trovano geniale e divertente, coloro che non hanno condiviso il mio pensare, e comunque TUTTI quelli con le loro intelligenti osservazioni contribuiscono a mantenere alto il profilo del dibattito nell’intero forum.
per rossana: non dipende dal sesso perchè se io che sono uomo so’ che la droga uccide lo sai anche tu che sei una donna,cosi’ per la violenza e tutte le altre cose abbiamo tutti una coscienza unisex che ci fa’ ragionare sulle nostre decisioni. Si tratta solo di scelte, uno o una viene lasciato dicide di odiare l’altro sesso oppure di odiare quella persona oppure di ricomincire prendendosi la sua sofferenza andando avanti.
Ahahaha ma quale nervo scoperto…
Toroseduto,
datti una svegliata… io fino a primavera 2009 non conoscevo neanche l’esistenza di questo blog…
Poi non ho mai capito quale sia il tuo problema, certamente non è il mio successo personale a dirigere le tue frustrazioni… arrivi sputi veleno, e poi accusi gli altri di essere serpenti..
Come al tuo solito sei intervenuto attaccando a vuoto e creando inutile tensione. soprattutto nei confronti di chi il tuo psudonimo non lo ricorda se non lo vede di tanto in tanto elogiare qualcuno in modo quasi morboso.
Potrai anche notare che tra me e glosstar non c’è alcuna offesa personale, e che nessuno ha raccolto la tua inutile provocazione veramente senza senso.
E si mi sa che è galoppante. Attento che alla prossima pernacchia ti parte la dentiera…
@glosstar
senza fare un inutile e noioso giro di forbite parole, continuo a dirti che a mio avviso, la vicenda utilizzata non collima con il punto focale della tua argomentazione. Il delirio di un uomo centra poco il disquisire di amore, amicizia, corna etc.
gio,
sono perfettamente d’accordo con te: ognuno reagisce a modo suo, come meglio può.
non puoi negare, però, che il ricorso alla violenza è sempre un’azione estrema, attuata da un maggior numero di uomini rispetto alle donne che reagiscono con la stessa modalità (per indole naturale, probabilmente).
personalmente, accetto quasi tutto ma non la violenza, soprattutto se messa in atto contro un essere più debole, sia esso donna, vecchio o bambino…
Ciao toroseduto, sono venuti a darti una mano!
Vorrei dirti che ti sei messo nei guai…
Possibile che in tanti anni di discussione,
non abbia ancora capito il tuo ruolo?
Eh! Si amico mio, la vita è tutta una farsa!
A volte finisce in tragedia, a volte in una risata!
So che la seconda ti piace di più.
Posso farti compagnia? daccordo, in due è più divertente.
Sappi però che è l’ultima volta che lo faccio per te.
Non mi piacciono le tue compagnie, Mi deprimono,
continua pure sulla vecchia strada, al bisogno
fammi un fischio, Ciao amico mio, missione compiuta! TS
Rossana il problema che la violenza non è solo fisica, esiste anche quella psicologica.
Non è facile vedere un padre di famiglia che di punto in bianco è privato dei figli, di una casa etc, solo perchè magari sua moglie si è innamorata del collega etc.
Poi per carità, la violenza fisica non si giustifica, ma alla fine la violenza non è solo quella, e di persone che hanno subito ingiustizie gravi ce ne sono tante, sia uomini che donne.
Quante persone ricevono denunce per stalking solo perchè provano a incontrare chi li ha lasciati, magari mandando un sms? In questo caso chi subisce violenza?
La questione è che se un individuo usa violenza fisica significa che i problemi sono diversi e che contano poco le argomentazioni “frivole” che trattiamo in questo blog, e a parte qualche intervento decisamente scomposto e fuori luogo di qualche habituè il topic è piuttosto forzato e privo di contenuti. Fare statistiche da bar su queste deformazioni della vita quotidiana è un esecizio sterile.
Leggere che le donne ci rimettono SEMPRE in qualsiasi relazione ha un senso di anacronistico ’68. Le donne scelgono di essere parte di una relazione, la vivono e, questo forum ne è la prova, quando decidono di dire basta lo fanno, e dato l’elevato individualismo ed egoismo che vige nei nostri giorni, se ci rimettessero sempre sarebbero poco intelligenti a entrarvi in tali relazioni.
Sai cosa ne è uscito da questo topic? Che glosstar ha un’ottima padronanaza grammaticale e terminologica della lingua italiana (per esprimere un concetto di poche parole ha scritto un tomo dell’utet), che io sto sulle palle a Toroseduto (che sudato sudato senza alcun motivo si è affrettato a vedermi in un pantano) e che in questo forum ci sono i gruppetti di amichetti tipo liceo che tra di loro se la suonano e se la cantano (e ma come scrivi bene, e ma come siamo inteligenti e artistici)…. più di questo non c’è alcuna sostanza…
rossana, anche io sono d’accordo che noi uomini usiamo piu’ la forza contro le persone piu’ fragili e da uomo me ne vergogno, ma c’è da dire che invece molte donne usano la bellezza come arma per ottenere e calpestare cuori. Io Come molti altri penso e vorrei solo un mondo senza piu’ distinzioni la donna è un’essere meraviglioso come lo è l’uomo forse un giorno dopo tutte queste battaglie lo capiremo tutti. A me personalmente dispiace solo per i piu’ deboli donne o uomini che siano.
I nomi si cambiano a piacimento in ogni post, lo fanno tantissimi, compresi i tuoi “compagni di merenda” quindi abbandoniamo la ricostruzione storica!
Ma non è di questo che voglio parlare. Io è vero, ho 61 anni.
Con tutti i problemi che porta qust’età. Ho avuto due amori nella mia vita, uno adolescienziale e uno maturo a 27 anni. Per mia indole, ho sempre considerato l’amore tra un uomo e una donna,
la cosa più bella che possa capitare nella vita.
Ho perfino cambiato attività per amore: Il mio lavoro mi portava a stare lontano da casa. 30 anni siamo stati insieme. Abbiamo avuto mille problemi.
Compresa la perdita di due figli!
Nell’affrontare INSIEME queste difficoltà, i pilastri crescevano esponenzialmente, solidi e confortevoli.
Cinue anni fa lei è morta. Per gli altri, per me è stato un arrivederci precoce. Non vado mai al cimitero,ho altre convinzioni che non sto a descrivere qui.
Siamo ancora insieme, su un piano diverso. Non cerco nessun tipo di consolazione, ho due figlie meravigliose. Ho poche certezze, e con queste tiro avanti non vado per lunghe, lo sa fare Glosstart molto meglio di me. Riducendo ai minimi termini il discorso,
riporto un’espressione semplice che ho usato già molte volte: CHI NON AMA SE’ STESSO, NON SA AMARE GLI ALTRI.
Certo si presta a tante interpretazioni, non è l’esaltazione dell’egoismo, al contrario, chi si ama, dà il meglio di sè! E su questo, invito a riflettere i tanti che fanno dell’egoismo la loro bandiera, può essere anche un processo inconscio,una frustrazione o un problema interiore non risolto. Giuro che questa è l’ultima volta che racconto questa storia, è per i nuovi arrivati, con tutti gli altri mi scuso. Non sono graditi ulteriori commenti. TS
Egregio signor diego,
riconosco che il mio stile ironico possa apparire arroganza ben vestita a chi legge indossando gli occhiali da sole in una stanza buia. Tuttavia, se ha letto i miei scritti nel forum, avrà certo notato che offro un supporto a coloro che hanno un reale e urgente bisogno di confrontarsi, mentre al contrario, rispondo con fermezza ai prevaricatori senza distinzione di genere. Ogni qualvolta ho abbassato me stesso al ripugnante livello caro ad alcuni, è stato per rispondere a chi senza rispetto e con volgarità lordava questo spazio comune.
La sua menzione dell’aspirante suicida è quindi ingenerosa e segno che i suoi occhiali scuri, nascondono una mente stanca o forse in vacanza. Preferendole l’handcap visivo a quello mentale, se avesse letto con attenzione avrebbe capito che quella ruvida forma, lungi dall’essere un’espressione di cinismo, era un brusco richiamo alla responsabilità — ancora una volta verso gli altri, fratelli e famiglia – nel tentativo di far fiorire quegli “attributi” che l’amico pareva aver perso. Che non si trattasse di tragedia annunciata ma di bisogno di confronto con qualcuno che lo ascoltasse, è parso infatti chiaro anche ad altri. Ora, alla luce di quanto espresso si rilegga l’intero scambio, non prima però di aver rimosso gli occhiali dal naso.
http://www.letterealdirettore.it/addio-2/
Riguardo alle statistiche in dedica, le sarà molto facile scandagliare il forum e tra un insulto e uno sputo, una vomitata e un rutto, troverà le cifre al minestrone del “autorevole” Andy la cui sintesi finale si risolve sempre nell’attribuzione del 100% dei problemi del genere umano al solo 50% di individui che lo compone. Con un pizzico di acume che certo non le manca, tra quelle convolute perifrasi conoscerà una persona emozionalmente fragile che, trasformato il dolore in rabbia, vive una quotidianità fatta di fame da sottane che, purtroppo non per scelta sua, è aldilà dal soddisfare.
CONTINUA
Avrà inoltre modo di respirare il misogino disprezzo per l’oggetto dell’inarrivabile desiderio che il nostro personaggio ostenta come una medaglia, e percepirà la straordinaria somiglianza tra il di lui atteggiamento e quello della Volpe di una delle più celebrate favole del poeta Esopo, La volpe e l’uva.
Se invece di dissimulare in mendaci pseudonimi, il nostro si limitasse a fare i conti col proprio lutto son certo che un margine di miglioramento potrebbe essere in vista anche per lui. Fino ad allora, continuerà la mediocre recita dispensando eruditi consigli a menti di pari livello e grado. A riprova si legga l’intero scambio tra il più talentuoso dei discepoli, tale Raffaele, et alter:
http://www.letterealdirettore.it/modello-tom-nicon-uccide-amore/
Il mio mantenere alto il profilo e dritta la schiena lo può rilevare lei stesso nei commenti all’intera corte dei miracoli (post 24/26, 34, 35, 36, 41) a cui fa seguito il messaggio “personalizzato” e chiaro (post 46/47) all’indirizzo di colui che aveva degradato la discussione al livello di un bordello. Tra del talentuoso discepolo potrà gustarsene una di squisito sapore veneto, “Magnamela tuta… Magnamela tuta…”, sapore che io ho solo riproposto in chiave culinaria.
Lette quelle righe potrà decidere se sentirsi rappresentato dai Raffaeles — famiglia di trogloditi che giustificano l’omicidio “passionale” – o piuttosto da molto, molto Veneti Serenissimi personaggi della statura di Marco Polo, Palladio, Fogazzaro, Foscolo, Vivaldi, Albinoni, Mantegna, Canaletto, Tiepolo o se preferisce Alessandro Del Piero. Gente questa che non solo ha illuminato la sua terra ma offerto un immenso contributo all’arte e al pensiero umano. Lascio a lei decidere in compagnia di chi preferisce degustare il suo prosecco.
CONTINUA
Al suo “cosa ha voluto dirci con l’inutile e provocatorio intervento” riprendendo quanto spiegato nel post pubblicato in simultanea al suo. La tragedia in questione è la disgraziata conferma che vi sono persone che vivono l’amore come una proprietà e non come un dono, e pertanto sono incapaci di accettarne la fine. Senza arrivare quindi allo stalking, agli abusi psiciologici, alla violenza fisica e all’omicidio, se lei non dormisse dietro quegli occhiali, forse si sarebbe accorto che questo forum pullula di individui che si riuniscono in club ove, come castrati al canto, intonano la litania del sedotto e abbandonato, declinandola in statistica tesa a giustificare misoginia e disprezzo per chi non la pensa come loro, le donne prima e i “rinnegati” come il sottoscritto, poi.
Vuole mantenere altro il profilo? Invece di nascondersi dietro al dito rispondendo a me, si occupi di replicare a questi piccoli individui. Vede signor diego, come ho affermato in molte istanze, gli stronzi non hanno sesso, lei infatti ha pieno titolo per dissentire dalle mie opinioni, ma quando parla di benzinai attribuendo a me lo spargimento del combustibile, dovrebbe ancora una volta pulire gli occhiali e fare visita a uno di questi club. Lasci però i cerini a casa, perché se lei non è come loro, rischia di trovarsi coi peli bruciati, e non mi riferisco a quelli che le crescono in testa.
Mi sia infine consentito di affermare che se tutti abbassassimo i coltelli, ci accorgeremmo che tra uomini e donne, sono più le cose che unisco che quelle che dividono a cominciare dalla complementarietà delle forme anatomiche per finire con gli aspetti caratteriali che completano e fanno di una coppia molto più che la somma delle singole unita. Per poter far ciò bisogna volare alto arrivando almeno dove il rancore è solo uno stupido sentimento che anestetizzato il sentire, rende aridi e soli.
In attesa che questo si compia, la saluto distintamente.
Gianni
Il tuo modo di affrontare le discussioni prescinde dalla tua storia, che essendo tua non riguarda nessun altro e pertanto a meno che tu non lo richieda espressamente non deve ricevere commenti, rispetto, interesse o altro: è tua intima e personale.
Quello che non capisco però è se la tua storia intima e personale, che tutti devono assolutamente conoscere, deve implicare il fatto che puoi entrare a gamba tesa a gioco fermo, o meglio deve essere una scusa per poter dire ciò che vuoi senza che gli altri possano replicare, dato che al momento giusto è usata per troncare la discussione…
La tua storia personale e il tuo commentare i post centrano poco tra loro, come centra poco il fatto che devi decidere tu o meno se gradire commenti, non sei al ristorante.
Se non vuoi commenti non la scrivere, e nonostante io mi auguro che ciò che hai subito non mi sfiori neanche minimamente, perchè non riesco solo minimamente ad immaginare il dolore che hai provato, a volte mi sembra che sia utlizzata per rimarcare il tuo stato di uomo di mondo, padre, nonno o zio che ha sempre qualcosa da dire e da insegnare, e gli altri a loro malgrado devono accettare, dimenticando però che hai semplicemente vissuto come tutti gli altri e che tutti hanno la loro storia.
@Glosstar:
eddai, mi sei sempre stato simpatico, però ti posso dire che il tuo modo di scrivere, per quanto ricercato e bello da leggere, è fuori luogo?
é come se confutassi l’integrale di Lebesgue in una discoteca, non fregherebbe a nessuno e tutti continuerebbero a ballare…
Mentre tu ti inorgoglisci per i tuoi giri di parole, gli altri pensano: embè che voleva dire?
Come direbbero gli anglosassoni: easy. Falla facile e probabilmente invece di ricevere giusto qualche e-mail di complimenti da pochi, i più ti comprenderebbero meglio e apprezzerebbero di più ciò che vuoi trasmettere…
gio,
hai ragione: c’è molto male al mondo, connotato in diverse forme sia al maschile che al femminile.
secondo me, quando ci capita qualcosa di buono, non ne parliamo e anche sulla stampa non fa notizia. mentre ci dilunghiamo su quello che ci fa soffrire. di conseguenza, a livello di coppia, le donne sono ferite da uomini e gli uomini da donne…
questo fa sì che nel discutere si prendano spesso posizioni di genere, che hanno poco senso, ma che derivano da vissuti non ancora del tutto superati.
voglio dire solo un paio di cose.
la prima: giusto per specificare la maggior parte delle risposte che ho dedicato allo zerbino sfigato sono state censurate.
detto questo per me è ora come una femmina, è semplicemente da ignorare e piuttosto non so come sia possibile invece che questo soggettone (inteso come personaggione da città, quello che tutti additano come lo sfigato di turno e scansano e che qui invece ha trovato terreno fertile per farsi ammirare da chi lecca il posteriore), abbia scritto tre commenti, uno dietro l’altro, dato che c’è scritto in modo evidente puoi inserire al massimo 2 commenti “in attesa di pubblicazione” per lettera.
la seconda:
a me fa piacere che qualcuno qui pensi che io sia rancoroso o altro.
ahhaahah, forse non avete capito che non vivo qui sopra.
io ricerco solo sesso e lo ottengo spesso con femmine diverse, del resto non me ne frega nulla, dell’amore e di idiozie vane: fin quando non ci sarà una legge che le castiga, non darò modo ad alcuna di sfruttare la propria discrezionalità contro di me, perchè conosco le femmine come le mie tasche e solo uno sfigato senza esperienze può parlare a vantaggio delle femmine.. perchè non le conosce.
sono certo che questo soggettone è uno sfigato.. e lo è.
e fara la fine del video che vi ho postato nell’intervento precedente.
perchè non sa nulla delle femmine e non le ha mai trattate, è evidente.
detto questo non devo più aggiungere altro, tanto i pc si chiudono e poi chi fa sesso.. lo sa solo lui.
continuate pure a rispondere a sto coso che qui ha trovato la sua dimensione di fallito compiaciuto e per inteso: è una palla pesantissima quando scrive, il suo stile è soporifero, non ci vuol nulla a scrivere per far teatro come fa lui, ma personalmente nel farlo mi sentirei uno sfigato secchione, quelli coi brufoli che alle medie vengono sfottuti da tutti, ecco perchè, guarda che caso, mi sa tanto di tale personaggio.
guardi con tutta la buona volontà, ma i suoi interventi proprio sono difficili da digerire; a parte la forma prolissa che ha per esporre il suo pensiero che tanto mi ricorda una tortuosa circolare bancaria, è il tono molto spesso offensivo che usa per intervenire che mi fa pensare che lei sia qui solo per mettersi in evidenza, per far bella mostra del suo forbito gloss-ario appunto, lei probabilmente si sente il primo della classe, autorizzato in quanto tale a insultare coloro i quali lei presume siano suoi subalterni; il suo tono è anomalo, lei sa rivolgersi con particolare dolcezza ed attenzione con chi vuole, in special modo col genere femminile a prescindere da qualsiasi sia l’argomento di discussione, per poi si scatenarsi con fiumi di parole dal contenuto pesante, lontane da qualsiasi accenno di rispetto, usate volutamente per aggredire chi si permette di dibattere su argomenti o figure a lei care; il suo atteggiamento non è pacato, i suoi argomenti non sono casuali; questo post ad esempio lei lo ha aperto per voler maliziosamente provare che la donna è in assoluto vittima dell’uomo, scegliendo all’uopo un fatto di cronaca ed al primo intervento non sintonizzato sulla sua stessa frequenza, boom! è scoppiato, ha iniziato a vomitare insulti, a elargire sentenze, si è permesso di chiamare in causa anche la madre del malcapitato autore di quell’intervento, caduto nella trappola che lei mr.glosstar aveva teso. Lei gode, lei si sente grande, lei si sente gratificato in questi frangenti, magari si ingrasserà anche perchè lei si crede il moralizzatore, il giustiziere. Ci dica una cosa mr glosstar: perchè ha
voluto parlare della violenza sul genere femminile con l’enfasi ed il coinvolgimento di una adolescente in preda alle prime delusioni sentimentali facendo percepire tra le righe che l’uomo è sempre violento e comunque in colpa? Per proporre e confrontarsi su argomenti assai delicati come questo non crede sia doveroso assumersi le responsabilità del …
…vespaio che si và a scatenare? Da cosa desume che l’uomo è violento e la donna subisce assolutamente? Vogliamo parlare di violenza? lei è capace ad ascoltare altre campane? nelle serie di interventi che si sono succeduti ho perso il conto di quanti hanno risposto che la violenza in una coppia molto spesso inizia proprio dal genere femminile e finisce con l’esasperare e generare altra violenza; chi decide su chi ha sbagliato? lei? lei conferma o no che la donna è ancora grottescamente considerata discriminata in questo paese? lei conosce il numero di persone separate? conosce le leggi che regolano la materia e come vengono interpretate? lei conosce il numero di padri che non vedono più i loro figli per volontà non dei giudici ma delle loro ex mogli? lei crede che questi siano tutelati? lei pensa che tutti questi uomini siano dei violenti?
Perchè se una donna butta giù dal balcone il figlio di due anni è una depressa mentre se un uomo alza le mani su una donna è un violento? perchè se un’insegnante a scuola fa filmare le sue grazie dagli alunni non succede nulla ed un uomo accarezza un bambino corre il rischio di esser etichettato come un pedofilo? perchè alle donne c’è sempre una giustificazione? o meglio perchè per l’uomo non c’è mai altra versione se non quella che sia un violento?
quali sono i termini, le condizioni per la convivenza tra uomini e donne? crede che se rimangono gli attuali il profilo della nostra società abbia dei target positivi?
Ci rendiamo conto realmente di cosa scriviamo quando andiamo a toccare certi argomenti? abbiamo la cognizione per poterlo fare o vogliamo comparire autorevoli a tutti i costi?
un saluto
rossana leggiti se hai voglia il commento numero 42 di diego lo trovo molto veritiero e non di parte ma di giustizia come dovrebbe essere perchè uomo è donna devono avere lo stesso valore sociale.
anche perchè chi ci sta piu’ rimettendo in queste “stupide” battaglie sono le persone che piu’ amiamo, i nostri figli.
gio,
hai perfettamente ragione, e lo scrivo anche senza rileggere il commento di diego. ma in questo caso, pur essendo le donne privilegiate (si fa per dire, generalizzando, perchè con i figli in casa è molto più difficile rifarsi una vita o avere degli spazi propri), è la legge ad essere ingiusta, e la cattiveria umana, in generale a far del male ad entrambi i sessi, sia a chi, potendolo fare, non passa gli alimenti nemmeno per i figli, che a chi, potendo e dovendo farne a meno, esige alimenti pure per sè.
nel tempo le regole del gioco dovranno cambiare. le leggi sono a rimorchio dei costumi sociali e attualmente sono profondamente inique in questo contesto. soprattutto nel senso che le donne, quando scelgono la loro autonomia, autonome devono esserlo anche economicamente. al momento il matrimonio è una vera trappola per l’uomo.
e i figli sono quelli che più ne fanno le spese, anche se adesso si è già orientati agli affidi condivisi, che hanno maggior rispetto per il padre. sono d’accordo: molti sono i crimini bianchi perpetrati a danno dell’uomo nelle separazioni, ma non sono mai tanto violenti quanto la morte fisica. se non altro, lasciano sempre qualche spazio alla speranza…
Voglio precisare 2 cose. La prima è che sono sempre dell’idea espressa nel mio primo post, che questo argomento, non doveva essere
tirato in ballo.Tre morti, sono troppi,la serie si sta allungando, viviamo in un’epoca balorda. su questo blog, non siamo
all’altezza di tenere a bada gli istinti “bassi”. Sconfiniamo in quello che non abbiamo la capacità di gestire, la personalizzazione di un evento tragico. Easy, dice Sergio OK, ma bisogna anche riconoscere il limite oltre il quale sarebbe saggio
“stare nei ruoli”. La seconda è riconoscere i propri limiti, purtroppo questo richiede una cultura non alimentata dai vari titoli
che si possono sfoggiare in un curriculum. Dalla consapevolezza dei limiti nasce la saggezza. Che in questo specifico caso si può
identificare nella capacità di un singolo individuo di considerarsi limitato o illuminato. E’ un processo che normalmente si
metabolizza con l’età. Oltre l’illuminato, vedo il GENIO. Brutta cosa nascere con un nome pesante. Un Mozart, beneficiato di un
estro creativo innato, unico e riconosciuto da tutti.Ma invidiato e reso fragile dalla perfidia di chi non possedeva questo talento unico. Uno Scumacher pazzo, come sono pazzi tutti i piloti di formula uno, ha ucciso le corse, si metteva lì davanti e
non c’era gara. Tutti outsider. Un Maradona, universalmente riconosciuto come il più grande giocatore di calcio di tutti i tempi.
Però fragile, come tutti i numero uno. Odiato e inviso in quell’altro circo estraneo al suo genio : La Vita. Io sono fiero di
considerarmi un outsider, lui non lo sa, voi tanti detrattori di glosstar, esaltate alcune qualità, demolite quello a cui voi,
come me, non siete capaci di arrivare, aggirando, pestando i piedi: offendendo…non riuscite a stare dietro! Qualcuno vorrebbe
demolirlo, buttarlo fuori…ho paura che ci riuscirete. Lui si espone in prima persona, è un fiume in piena. CONTINUA
CONTINUA
Noi piccoli laghetti appantanati, vogliamo veramente allontanarlo da questo blog? Rischiamo di restare al buio.
E badate, sto scrivendo su una lettera
che non avrei mai voluto commentare! TS
Rossana, c’è da dire una cosa io odio la violenza perchè è una debolezza, ma credimi che tante volte la malignità le provocazioni che alcune persone usano su altre persone riescono a rompere la stabilità, ti faccio un piccolo esempio, uno studente tartassato dai compagni per anni entra a scuola e fa’ una strage, cosa vuoi dirgli lo sa’ solo lui cosa ha dovuto sopportare, lo so’ che è sbagliato agire cosi’ ma volevo farti capire come molte persone a volte ricorrono a dei gesti estremi.
Con questo non voglio giustificare altri che invece usano la violenza o la forza contro le persone piu’ deboli per dimostrare la propria superiorità.
Tutto il putiferio di uomini sconvolti, stravolti, arrabbiati, offesi e increduli nasce da una cosa sola: e cioè che SEMPRE fino a pochi anni fa, OGNI cosa era appannaggio del genere maschile, e la donna aveva poca o nulla voce in capitolo. Semplicemente esisteva come oggetto di piacere e compiacimento per l’uomo e come contenitore della progenie maschile, utile solo al perpetuarsi dei suoi geni e del suo nome. Poichè appunto questo andazzo è esistito da sempre, oggi, che sono solo pochi anni che non è più così, l’uomo si trova a doversi adattare ad una dimensione troppo nuova e bizzarra da accettare con facilità e rapidità dopo millenni di statico dominio assoluto. Per cui si può capire come le coscienze più lente si trovino in enorme difficoltà a capire e accettare che, ”OH! anche la donna si è messa a fare così! Dopo che per millenni i nostri avi ne hanno fatto tutto ciò che hanno voluto proprio alla nostra generazione doveva toccare di vivere questo terremoto! Proprio a noi doveva toccare di non essere più padroni di cotanta inferiore creatura!’
Che il naturale cambiamento porti con se in molti casi anche del malsano residuo di una sorta di ‘prevaricazione a rovescio’ è inevitabile conseguenza di ogni reazione di causa-effetto che si rispetti. La sfida consisterà nella capacità di vedere nel nuovo la fonte di una possibile rinascita a 360 gradi del rapporto fra uomini e donne e quindi tra persone. E quindi, di una visione totalmente rinnovata della vita e delle relazioni tra esseri viventi. Ma tutto questo è ancora molto lontano…
Titoli inutili (se li avessi tu…), pantani, genialità e outsider…
Tutto questo per me si chiama: Delirio.
E’ solo un blog qualsiasi, io mi chiedo se è normale “pomparsi” per così poco…
Faccio parte di uno schieramento fazioso, sì, quello dei liceali che si mandano le mail per complimentarsi, non certo per il linguaggio usato però, che, a differenza di quanto viene detto, è comprensibilissimo e non lascia spazio a tante interpretazioni.
Non amo gli schieramenti, neanche quelli su internet dove i buoni stanno con i buoni e chi condivide le stesse esperienze si “raggruppa” per raccontarsi il proprio vissuto di violenza subita; basta cliccare su “mi piace” e senti solo una campana, tanto da convincerti, come suggeritomi proprio dal buon glosstar, dell’esclusività del dolore.
Non voglio offendere nessuno, ma è facile, troppo facile, fare di un’esperienza devastante uno strumento di difesa. Basta non sposarsi più, basta non avere più figli, non far vedere il conto in banca, considerare le donne meretrici e così all’infinito.
Spero che la discussione si chiuda al più presto, per i motivi già menzionati, ma non posso non dire che la lettera, sì provocatoria, non voleva rinnegare il dolore di nessuno, non voleva offendere né prendere le difese delle donne, ma a quale scopo poi, ciascuno ha la sua esperienza, ci possiamo solo confrontare per scoprire quante realtà ci circondano.
La lettera era solo un invito a farsi carico, ciascuno di noi, delle proprie responsabilità circa la vita che conduciamo, senza fare come a scuola, accusando il compagno di banco alla maestra.
Siamo feriti, ok, sanguinanti, d’accordo, e poi? La nostra esperienza si conclude a questo? IL nostro vissuto è un fardello che non riusciremo mai a superare? Non siamo, in parte, responsabili di quello che ci capita? Del mancato superamento del dolore, dell’attirarci sempre e solo bastardi/e. Tutto qui. Che sembra poco, ma se lavorassimo un pò su noi stessi, invece di fare gli offesi con chi ci vuol male, forse saremmo persone migliori e potremmo gioire ancora, se non di più per quello che la vita ci riserva.
Basta saperlo vedere, ma gli strumenti non te li regala nessu