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Amo ancora l’ ex dopo 1 anno e sensi di colpa

di Laulippi

Riferimento alla lettera: Lasciata da 1 anno non faccio che vivere nel rimpianto e nei sensi di colpa. Rimpianto x non poter condividere la mia vita con lui. Lui che aveva difetti e ha commesso errori come tutti ma che x me era speciale...era quasi l'uomo perfetto...lui che amavo (e amo) veramente. Sensi...
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Categorie: - Amore

69 commenti

Pagine: 1 2

  • 51
    Golem -

    >>> Il risultato di questa interazione “falsata” è tanto più grottesco quanto è scarsa la consapevolezza e la cultura del soggetto. Allora abbiamo quelli che delegano la loro immagine alle dimensioni del pene, quelli che si comprano o noleggiano il macchinone, quelle che si innamorano di Robert perchè pensano che l’amore sia quello che vedono nei film, e quelle che decantano il ruolo di amante – essendolo – come la punta di diamante della modernità e della liberazione femminile, ma anche quelli che vedono le madonne a Medijugorie come caso limite. Tutti “pregiudizi di conferma”.

    Questa “confusione”, che chiede una ragione del perchè, è il risultato di una scientifica spersonalizzazione sottoculturale del singolo individuo, che deve poter “reagire” agli stimoli del “consumismo” in maniera ottimale per gli scopi di questo, giacchè una visione “critica” delle situazioni inficerebbe i grandi investimenti capitalustici che cercano di ottimizzare produzione e consumo.
    Detto ciò, se questa visione ti persuade, puoi immaginare come questi comportamenti “deviati” si riversino nelle relazioni sentimentali, con i risultati che puoi immaginare in termini di “confusione” anche in quelle relazioni che dovrebbero preludere a dare il meglio di sè, ma quello vero però. Invece questo accade raramente, e quando svanisce il profumo dell’innamoramento e si sente il vero odore dell’altro, i conti spesso e volentieri non tornano.
    Per dire, quel famoso “amore” mitizzato di mia moglie era un poveraccio capitato al posto giusto nel momento giusto, che agli occhi di una giovane donna appariva un “vincente”, quando in realtá ostentava solo “l’impressione” di esserlo, proprio perchè sapeva di non esserlo, come poi è stato dimostrato. Ma a lei piaceva ricordava l’epicitá di certi momenti, più che la figura del personaggio in sè, ricordo di emozioni giovanili come rifugio dalla “monotonia” dal quotidiano. Una delle tante fughe dal reale.
    Conoscere sè stessi e non farsi condizionare dai “pregiudizi” di cui accennavo, in amore come in altri momenti importanti della vita, sono i punti cardine attorno ai quali dovrebbe girare la nostra esistenza per darle un senso che “realmente” fosse nostro, altrimenti avremo vissuto quella voluta da qualcun altro. Cioè NON avremmo vissuto.
    La ricetta è quella di “amare” sè stessi prima di tutto, cioè, “costruire” la propria VERA identitá con lo stesso metodo che poi si userà con l’amore della propria vita: senza barare o fingere di essere. Da soli nel primo caso e in due nel secondo, per arrivare, se si avrà fortuna, a diventare uno solo di due, (il vero miracolo dell’amore) sino alla fine della vita, e quindi di quell’amore. Perchè ciò che vive la realtà muore, dando senso al “percorso” compiuto. Non muore solo quello che NON esiste, come certi amori di fantasia.
    Quel percorso sarà la nostra personale Divina Commedia. Perché se “è Amor che move il Sole e l’altre stelle”, questi si “movono” perché l’amore è VERO, NON SOGNO
    Bye Michelle.

  • 52
    Golem -

    “Sii ciò che sei, perché se fossi ciò non sei, non saresti ciò che sei”
    Dante Alighieri.

  • 53
    Michelle86 -

    Che complicato Golem, pero` si condivido il tuo discorso. A volte, vedendo come molti uomini e donne cercano di conformizzarsi al modello che sembra risultare “vincente” al momento (esempio gente che si fa mille selfie da pubblicare su facebook e instagram…), mi viene voglia di lasciar direttamente perdere perché mai potrei adattarmi a questi nuovi modelli proposti e che sembranno avere successo perché adatti alla visione delle nuove generazioni.
    Mi ritengo abbastanza fortuna perché non tutti quelli della mia di generazione si sono conformati con questo, per cui riesco ancora a trovare persone con cui conversare senza dover postare tutto cio` che si fa o si dice sui social, senza interrompere la conversazione per farsi una selfie e senza stare attaccati a quel c..o di cellulare per tutta la durata dell’incontro.
    Eppure questi sembrano diventati i criteri di attrazione e per dimostrare al mondo quanto si vale.
    A questo punto la domanda che mi sorge spontanea e`: come si sviluppera` questa cosa in futuro?
    Purtroppo una cosa del genere mi sembra possa solo peggiorare nel tempo.. (brividi!)

  • 54
    Golem -

    Michelle, ma se ci pensiamo bene, tutta questa tecnologia ci rende autonomi ma isolati, e l’isolamento non può che produrre solitudine ovviamente, perchè in realtà NON comunichiamo veramente con gli altri: diamo “messaggi “. L’interazione umana ha bisogno di TUTTI i sensi per “capire”. Ma non parlo solo di internet, dove è fin troppo evidente che la mancanza di “contatto” fisico impedisce la “comprensione” completa dell’altro, ma anche di quei rapporti “normali” che però sono alterati dai “messaggi” pilotati di cui ho parlato. Perché manca il “tempo” per il piacere della comunicazione. Ecco perché si delega, anche inconsciamente, ai “segnali”. Macchinone, tacchi 12, estetica, atteggiamenti, denaro e quant’altro. Servono per “accorciare” i tempi dell’approccio se parliamo “d’amore”, ma non solo, perchè “manca” il tempo infatti, giacchè più o meno volontariamente ci riempiamo di impegni.
    Anche i luoghi frequentati sono in realtá centinaia di solitudini che non comunicano. Alcuni anni fa mi iscrissi ad una palesta vicinio casa mia. Ho pagato sei mesi e ci sarò andato cinque volte. Tristissimo. Una fabbrica con catena di montaggio. Tutti seri, impegnati a diventare più “belli”, in una rincorsa della “carota” che quella sottocultura di cui parlavo l’ultima volta ci costringe ad inseguire senza mai raggiungere.
    Dove deve andare oggi una ragazza come te per “conoscere” qualcuno? In discoteca? In palestra? Al “brunch”? Dove? Tutti luoghi codificati da un “rito”, e la ritualitá è sinonimo di recita , di “rappresentazione” non di “verità” non so se mi sono spiegato.
    Si finisce sulla rete, come stiamo facendo noi in questo momento. Si possono incontrate persone piacevoli certo, come lo sei tu e altri su questo forum, ma l’interazione è “VIRTUALE” in tutti i sensi. Immagina invece se questo fosse un forum “vero”, come le piazze dei paesi o delle cittá di diversi decenni fa. Dove la gente per parlare “DOVEVA” incontrarsi le sensazioni che ne derivavano erano assolutamente “totali”. Il vociare della gente, i bambini che schiamazzano, la musica dal bar, le campane che annunciano una funzione, l’odore del cibo che arriva dalle case; capisci la differenza? Immagina me e te in un bar “normale “, davanti a un caffè o ad una bibita a fare questa chiacchierata, senza fretta. Tu che osservi la mia mimica, io che noto come sorridi o come ti siedi. Centinaia di “messaggi” ci dicono molto dell’altro, più delle parole, e tutto accade “naturalmente” perchè sono tre milioni di anni che comunichiamo così. Oggi non più. Siamo on line con decine, centinaia di persone, su FB, Twitter e altri “social” che non sono sociali per niente perchè non creano una vera relazione umana.
    La societá del consumo ci isola scientemente per creare desideri che richiedono denaro, e quindi prodotti, finanza e … consumo, e lo fa perchè se ci dicesse che per essere felici (sereni via) bastano 4 o 5 cose nella vita: salute, un lavoro, una casa e qualche affetto, salterebbe il SISTEMA.
    Bye Michy

  • 55
    Diablo -

    Michelle, in merito al tuo post n. 37.
    Purtroppo, e te lo dico per esperienza diretta ed indiretta ultratrentennale, sono molte le donne di oggi che non conoscono se stesse.
    E se sembra che da un lato facciano del male a se stesse dall’altro fanno del male, e molto, a chi sta loro vicino, che ignaro dei loro malesseri, che spesso nascondono, credono di vivere amori veri. Mentre il realtà c’e’ un sottile quanto diabolico inganno. Ovviamente non mi sembra il caso di Laulippi che anzi, i suoi malesseri li evidenziava con forza.

  • 56
    Laura -

    @diablo è vero che manifestavo i miei malesseri ma è altrettanto vero che ho esagerato con gli atteggiamenti e modi e ho fatto errori che una persona matura non dovrebbe fare..e forsè non c s ‘accontenta” mai…non c sarà mai una persona fatta perfetta e apposta x noi…e a volte anziché pretendere che l’altro assomigli il più possibile alle nostre aspettative bisognerebbe vedere quanto altro di bello e appagante ci dà. Io continuo a dirmi di averci perso un ragazzo speciale. E ora mi trovo a lottare contro questo mio carattere che m ha portato a perdere lui

  • 57
    Laulippi -

    I malesseri li manifestavo ma forse avrei dovuto prendere il buono che aveva…di pregi ne aveva tanti ma forse non ci si accontenta mai…la persona perfetta per noi fatta a nostra immagine e somiglianza non esiste…ma il problema è che se sapessi di non aver commesso errori e di non essere stata esagerata non starei a questo punto ma mi direi “ok tu lo hai amato ma x lui non è stato così”. Invece no mi rigiro nelle colpe e non mi perdono il non averlo fatto stare bene e sereno nella relazione

  • 58
    michelle -

    Diablo,
    Senza dubbio senza consapevolezza si fa del male a se stessi e agli altri.
    E appunto il discorso che facevo anche con Golem riguarda quello, cioe` comportarsi in un determinato modo in nome dell’amore, quando tutto e` fuorché amore.
    Credo sia appunto piu` una tendenza femminile purtroppo, forse perché le donne in generale sono piu` in cerca di affetto e senso di sicurezza rispetto agli uomini, e quindi spesso si buttano in relazioni senza pensare bene alle conseguenze future.

  • 59
    michelle -

    Laura,

    Quando ci sentiamo tristi, arrabbiati, frustrati ecc.. e` fondamentalmente perché i nostri bisogni (fisici ma soprattutto psicologici) principali, che sono sicurezza, affetto, stimoli/cambiamento, riconoscimento, autonomia e coerenza con nostri valori) non vengono incontrati.
    Tu razionalmente puoi dirti quanto vuoi che la persona che hai al tuo fianco e` brava, buona, gentile, di valore ecc.. ma se la tua parte emotiva non sente questo, non ci sara` verso di fartela andare bene.
    Se poi ci aggiungi il fatto che spesso quando siamo piccoli i genitori ci insegnano a reprimere questi bisogni essenziali, giudicandoli male o appunto non soddisfandoli adeguatamente, cresceremo con una bassa autostima e non ci accorgeremo nemmeno di quali siano questi bisogni, per cui tenderemo a metterci in situazioni in cui le persone a noi vicine non li rispetteranno (e come potrebbero, se nemmeno noi stessi lo facciamo?), e a reagire in mado molo perché le emozioni represse in un modo o nell’altro spingono per uscire allo scoperto.
    Per questo ti ho fatto il discorso del connettersi con la parte piu` profonda di se` stessi e capire di cosa davvero si ha bisogno per poter prima di tutto prenderti cura di te, rispettarti e darti tutto cio` di cui necessiti emotivamente, e in secondo luogo affiancarti a qualcuno che a sua volta riuscira` a vederti per cio` che sei veramente e, di conseguenza, a rispettarti e darti cio` di cui hai bisogno.
    Secondo me al momento hai una grande occasione che e` appunto quella di esplorare parti di te che non avevi considerato prima.

  • 60
    Diablo -

    Michelle, ma questo fa male e non sai quanto a chi sta dall’altra parte e che magari è convinto che l’altra persona stia bene.
    Spesso, al giorno d’oggi, le donne si innamorano dell’amore e non della persona che hanno a fianco.
    La persona a fianco, in questo caso un uomo, è un essere umano e non una figura astratta.
    Con tutti i pregi e difetti che un essere umano può avere.
    Noi siamo, molto spesso, più razionali e tendiamo ad amare l’altra persona per quello che è. Fermo restando che alla lunga, con una donna troppo diversa da noi, non resistiamo troppo.
    Ma credimi Michelle quando ti dico che è devastante sentire una donna che hai amato e che credevi ti amasse, che ti rinfaccia il tuo trascorso con lei, perché in sostanza subiva ed accettava, facendoti però credere il contrario.

    Laulippi, tutti noi commettiamo errori, li commetto io, li hai commessi tu. E’ vero, la persona perfetta non esiste, però non hai fatto altro che manifestare il tuo malessere verso ciò che non ti andava bene. E, a mio parere hai fatto benissimo
    E credimi quando ti dico che non sono gli errori fatti o non fatti a determinare se era amore o no.
    E’ un po’ come con un figlio: pensi che un genitore non commetta mai errori nei confronti di suo figlio ? E questo vorrebbe dire che non lo ama ?
    Togliti dalla testa i tuoi sensi di colpa perché non è quello il problema.

    Laura, anche a te dico che non credo che il tuo ex ti abbia mollato perché manifestavi i tuoi malesseri.

  • 61
    michelle -

    “Ma credimi Michelle quando ti dico che è devastante sentire una donna che hai amato e che credevi ti amasse, che ti rinfaccia il tuo trascorso con lei, perché in sostanza subiva ed accettava, facendoti però credere il contrario.”
    Diablo, lo posso immaginare. Purtroppo le relazioni sono complicate e dipendono da tanti fattori, e direi che su questo sito ce ne siamo accorti un po` tutti!
    D’altro canto fa male anche quando una donna passa mesi o anni con un uomo incapace di impegnarsi davvero in una relazione, di stabilire una connessione emotiva autentica, ma che continua a farti credere il contrario.. Di cose che fanno male ce ne sono tante, ma con l’esperienza si puo` imparare a riconoscerle e a capire gli altri e se` stessi sempre meglio fino a trovare il giusto equilibrio e magari anche la persona per noi.
    Cos’altro possiamo fare?

  • 62
    rossana -

    Michelle,
    “Tu razionalmente puoi dirti quanto vuoi che la persona che hai al tuo fianco e` brava, buona, gentile, di valore ecc.. ma se la tua parte emotiva non sente questo, non ci sara` verso di fartela andare bene.” – si può decidere di stare in coppia in modo razionale, e può andare più che bene, se la scelta è condivisa e sostenuta da sufficienti dosi di impegno e di buona volontà. molte unioni sono di fatto basate su un sano raziocinio, e sono sia serene che durevoli. basta che nessuno dei due non cerchi e non voglia altro, sia nel presente che nel futuro.

    l’amore, invece, come qualsiasi sentimento che non sia basato soltanto sul dovere o sul volere, presume caratteristiche spontanee, spesso inconsce, come nei rapporti fra genitori e figli, sempre colorati da maggiori o minori sintonie, al di là del desiderio di volerli considerare tutti uguali. al sentire non si comanda, e se si è onesti almeno con se stessi si sa riconoscere quanto è genuino da quanto è costruito.

  • 63
    rossana -

    Diablo,
    “Noi siamo, molto spesso, più razionali e tendiamo ad amare l’altra persona per quello che è. Fermo restando che alla lunga, con una donna troppo diversa da noi, non resistiamo troppo.” – concetto che condivido. le donne, invece, tendono maggiormente a ingannare se stesse e il prossimo. forse non lo fanno nemmeno consapevolmente, ma purtroppo ancora lo fanno troppo spesso. come se senza un uomo al loro fianco non avessero modo di essere apprezzate o di avere l’importanza sociale che desiderano… e sono anche facilitate dal poter cambiare “cavallo” molto più frequentemente di quanto possa accadere a un uomo di pari livello economico e sociale…

  • 64
    ets -

    @Diablo, parole sante. Parole sante.
    E’ successo anche a me che la mia donna mi dicesse ogni giorno “ti amo” e “vivremo assieme” e “avremo dei figli” etc etc etc. Super attaccata, super gelosa, super smielata, etc etc etc.
    Dico, faceva tutte queste moine ogni santo giorno. Anzi, mi rimproverava perché a suo dire io non le dicevo mai parole dolci o carinerie o cosa.
    Ma ho sempre creduto che i fatti valevano più della parole e sono solito dimostrare con i fatti i miei sentimenti più che con le parole. Non sono molto bravo con queste.
    Poi quando ovviamente entrò in calore per il nuovo fidanzato mi ha gettato tanto di quel veleno che sono rimasto veramente sbalordito, praticamente mi ha rinfacciato il tempo che ha trascorso con me dal primo all’ultimo giorno.
    La mia faccia era tipo così: ^_______^
    Sono seguiti anni devastanti in cui ho fatto un bel percorso di crescita, ora ne sono fuori, ma è stata molto dura per un sacco di variabili psico/sociali.
    Il reintegro sociale del fidanzato maschio abbandonato mentre la donna è già con il nuovo e reinserita immediatamente nel tessuto sociale doverbbe essere normato e regolamentato dalla legge 🙂

  • 65
    maria grazia -

    il mio precedente commento è stato bannato. forse perchè ritenuto un pò troppo “diretto”.. stavolta cercherò di essere più DIPLOMATICA, secondo la tradizionale linea voluta da qualcuno/a. e mi limiterò a dire che “essere oneste con se stesse e con gli altri” significa, SOPRATUTTO, non cambiare continuamente bandiera a seconda dell’ interlocutore che si ha davanti, e significa anche saper riconoscere un amore passionale e non adeguatamente ricambiato PER QUELLO CHE E’: una scarica ormonale. niente di più e niente di meno.
    Detto questo, non credo che alle donne interessi così tanto poter cambiare facilmente cavallo, specie se entrano in fissa per uno solo di questi “stalloni”.

  • 66
    Diablo -

    Ets
    Purtroppo mi dai l’ennesima conferma di quanto sostengo io e la mia esperienza ultratrentennale.
    Come si suol dire : cambiando l’ordine degli addendi il risultato non cambia.
    Nella maggior parte dei casi le donne oggi sono così.
    Fortunato chi incontra quelle rare donne diverse che ormai sono una chimera.

  • 67
    Laulippi -

    @Michelle io non penso che lui non fosse x…altrimenti dopo 1 anno credo che non lo desidererei o rimpiangerei. Credo che molto dipenda dal mio essere…a volte ho corso troppo,altre ho messo il carro davanti ai buoi creando ansie e paure…invece dovevo lasciare che lo cose arrivassero e accadessero. Purtroppo hanni giocato molto le mie insicurezze…se stringiamo alla fine il succo d tanti comportamenti/atteggiamenti credo sia dovuto a questo…e la paura d perderlo ha fatto sì che lo perdessi. E lui che doveva fare x far si che io m sentissi realmente appagata?

  • 68
    michelle -

    Ciao Laulippi!
    Si ti capisco, anche a me in passato e` capitato che le mie insicurezze non mi permettessero di vivere le relazioni in modo sereno e mi spingessero in un certo senso a pretendere troppo dall’altra persona. Questa e` sicuramente una cosa su cui lavorare e su cui sto lavorando adesso. La paura viene prima di tutto dal non bastarci da soli e quindi porta ad attaccarci a qualcuno su cui proiettiamo il nostro ideale di felicita`, cosa sbagliata perché l’altra persona sente il peso di queste cose, e non vuole sentirsi responsabile per tutto. Qui la relazione e` gia` squilibrata.
    Allo stesso tempo, pero`, nel nostro percorso di crescita ci leghiamo inconsciamente proprio a soggetti che risvegliano in noi in modo forte queste insicurezze, come per costringerci a rendercene conto e ad affrontarle. Non direi che le persone che incontriamo nel nostro cammino e che rimpiangiamo debbano essere le persone per noi.. anzi. Il rimpianto e` un altro modo per rimanere fissi in una posizione che non va da nessuna parte. Finché rimpiangi qualcosa o qualcuno che fa parte del passato, se ci pensi, non fai alcun passo in avanti. Non ti impegni nel presente perché continui a guardare indietro..
    Pensa a cio` che stai facendo per te stessa in questo momento.. piangere su cio` che non e` andato ti serve a qualcosa? ti fa stare meglio? No..
    E` ora che tu inizi a prendere in mano la situazione, che inizi a pensare a te stessa, a lavorare sulla tua serenita`, cosí che un giorno, quando una persona degna di stare al tuo fianco arrivera`, sarai pronta per vivere il tutto in maniera diversa.
    Non c’e` altra via per arrivare a questo.. Ma il fatto che tu veda cosa non e` andato e` gia` un passo importantissimo che ti indirizza nella direzione giusta per te.

  • 69
    Laulippi -

    Piangere non mi fa stare meglio ma proprio perché ora.sono consapevole d tutto questo sto anche cosi. Appunto che continuo a darmi la colpa x quanto d sbagliato e pesante ho anche involontariamente dato a lui. E non riesco a perdonarmelo e ad accettarlo. Perché ora lui a me col senno del poi non me lo ridà nessuno…e quando arrivi a dire “è lui la persona giista” come s fa?

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