Scambio di coppia, il gran ritorno

di Seb

Da qualche giorno mi sono iscritto a questo sito. Volevo aggiungere la mia opinione al dibattito tenuto qui, ma non ci sono riuscito, per cui, pur riferendomi a TUTTO quanto letto, apro un nuovo articolo di discussione.
Ebbene, nessuno si è chiesto come mai tanti opinionisti solo per criticare la cosa e nessuno scambista che ha scritto la sua. Non è perchè gli scambisti preferiscono farlo che parlarne?
E fanno bene.
Condivido pienamente e completamente tutto quanto Stefano ha scritto nei vari post, anzi, a volte mi sembrava fossi io ad aver scritto tutto ciò.
Io e mia moglie l’abbiamo fatto la scambio e, se sto qui a scriverlo, è perchè noi siamo dei casi atipici. Ovvero: niente privé, niente sconosciuti, niente incontri al buio ecc… L’abbiamo fatto con amici amicissimi che conoscevamo da moltissimi anni. É cominciato che io e l’altro lui, intimi amici dal tempo delle elementari, abbiamo cominciato a confessarci le fantasie erotiche diffuse per oltre il 60% dei maschietti: immaginare la propria donna farlo con un altro o, meglio, insieme a noi con un altro.
Dopo alcuni anni, dopo averne parlato con le proprie consorti (come dice Willy Pasini nel suo libro “I nuovi comportamenti amorosi – Coppia e trasgressione”, la donna prima non è d’accordo a ciò e poi… ci prende gusto) molto titubanti, l’abbiamo fatto. Imbarazzo all’inizio, ma poi… tanto piacere, affiatamento e complicità. Ci siamo posti il paletto di non esagerare e cioè di farlo max 1 o 2 volte l’anno. La cosa è stata agevolata dal fatto che l’altra coppia vive a 1000 Km da noi e ci si vede solo durante le vacanze estive. Per cui l’estate diventava fonte di gioco trasgressivo agognato per tutto l’inverno. Entrambi 4 cercavamo di curare il nostro aspetto fisico, ci facevamo telefonate fantastiche per tenere “caldo” il morale. E poi quell’amicizia davvero complice. Nei giochi eravamo senza preservativo ben fiduciosi noi di noi. Così per 6 anni, poi…
Una maledetta notte stavamo per essere scoperti dai figli loro e da allora la lei non ha voluto più saperne, cominciando a sentirsi in colpa verso i figli, pur ammettendo che la cosa le piaceva e non la condannava.
Adesso sono quasi due anni che io e mia moglie non facciamo più scambio. La cosa ci manca, anche se non rappresenta la “condicio sine qua non” per vivere soddisfacentemente il nostro sesso.
Abbiamo provato con un altro amico intimo da anni (favorevole anche egli ai giochi a 4, ma con una moglie che non si è mai convinta) a fare un triangolo. Sì, è stato bello, ma la cosa mancava del completamento a 4, specie per me, maschio, non c’era la sensazione di piacere davvero completo.
Quindi abbasso il triangolo per esaltare il quadrato.
In questi giochi si mette davvero alla prova la sensibilità, il self-control, la moralità e l’equilibrio psichico di ciascun singolo, della coppia e dell’amicizia fra le coppie. Una sorta di vero e proprio test, dove subito scopri se in te c’è qualcosa che non va.
Lo scambio non è per tutti. Ora spiego perché.
Ormai senza una coppia con cui farlo, ci siamo guardati intorno e, rifiutandoci categoricamente di andare in privé e di incontrare sconosciuti, abbiamo, in circostanze davvero inaspettate, conosciuto al mare una coppia scambista e, dopo due settimane, abbiamo solo fatto sesso vicini, ma ognuno per conto suo, proprio perché noi non ci fidiamo e temiamo gli sconosciuti. Ad ogni modo con loro è poi nata una forte amicizia (sono davvero bellissimi ed invidiabili i sentimenti che vengono fuori da queste situazioni). Bene, questa coppia, dopo 4 anni che giocava di scambio, si è lasciata e noi, che ne abbiamo vissuto i retroscena e ne abbiamo ascoltato le più intime confessioni, abbiamo scoperto i perché che qui, per discrezione tralascio, ma che, tengo a precisare, non avevano nulla a che veder col sesso. In pratica, grazie alla pratica di scambio, questa coppia (per fortuna solo fidanzata, anche se da anni) non ha superato il test del loro rapporto sentimentale.
Adesso io e mia moglie siamo alla ricerca di un altra coppia, ma senza speranza, perché privé non ne frequentiamo, ambienti particolari nemmeno, non facciamo vita mondana, Internet è pieno di volgarità e i siti per gli incontri sono addirittura a pagamento. Non lo cerchiamo spasmodicamente, però ci manca. Ci manca poter contare che “semel in anno licet insanire”.
Con amici e colleghi, scherzandoci su, ho avuto modo di appurare che moltissimi lo desiderano e non hanno il coraggio di dirlo alla moglie, oppure, peggio, lo farebbero con un’amante, purchè la loro moglie non si tocchi (gelosi!).
Riguardo, poi, ai moralismi fatti da molti, qui il fatto è che si predica bene e si razzola male. Perchè è meglio un gioco in 4 che tradire, perchè, parliamoci chiaro: chi è senza peccato? Tradire sì è vergognoso, abominevole…. Difatti, chi fa scambio è proprio la coppia megasupercollaudata!!! La coppia davvero affiatata e che ama completamente, tanto da separare il gioco del sesso dall’amore, il loro amore indissolubile ed ineguagliabile.
E poi…
cosa cavolo centra il fatto di fare scambio per migliorare il rapporto di coppia?! E come se una coppia decide di divertirsi, di concedersi un divertimento (una cena, una gita, un regalo) non solo per il gusto del piacere ma… per risolvere un problema.
NO! In molti che hanno scritto c’è stata tanta ipocrisia, tanto giudicare, tanto condannare e poi… voglio, voglio proprio vedere fino in fondo, nelle loro fantasie sessuali (sempre che ne abbiano).

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3.065 commenti a

Scambio di coppia, il gran ritorno

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  1. 3061
    dott50 -

    La verità non l’abbiamo in tasca o in mente; ciò che abbiamo in mente è il tentativo di raggiungere il benessere psicofisico che è soggettivo, anche se in certa misura influenzato dall’ambiente esterno; orbene MM ha raggiunto il suo benessere insieme alla sua compagna attuale con la quale vive un rapporto esclusivo, nel senso che sono appagati l’uno dell’altro e non hanno alcuna necessità di sperimentare variazioni che potrebbero turbare la loro attuale armonia. Uomo in Cammino per sentirsi vivo ed appagato ha necessità di guardare oltre l’orizzonte al fine di gustarsi l’infinito, salvo scoprire che neanche quello che credeva infinito lo appaga (vedi allegra matta); ma non ha importanza come si cerca di raggiungere il proprio benessere e non ha neppure importanza se il benessere è reale o meno, ed infine il benessere non è universale. Io nel mio intimo posso giudicare il rapporto di MM frustrante e patetico, ma il mio giudizio si infrange contro il benessere soggettivo di MM e stessa cosa vale se giudico alla stessa stregua il rapporto di U. con A.W. Non siete d’accordo?

  2. 3062
    Mickymouse -

    Buongiorno signori.
    Sì certo Dott50, la tua precisazione è corretta, ma il pedofilo non la pensa così, è un suo bisogno che a volte, per quel che ho letto, è persino in buona fede, come non lo è in altri casi, quando la qualità dell’individuo è scarsa, cosa che si verifica ovviamente in tutte le manifestazioni sessuali, come possiamo immaginare. Ma anche quando questa qualità fosse elevata si ha che fare pur sempre con una coscienza, quella del “paidos”, non ancora formata, e le conseguenze di un’azione “attiva”, verso una coscienza passiva si possono immaginare senza bisogno di dibatterle.
    In realtà sto osservando l’evoluzione della storia della nostra amica Allegra, della quale mi assumo la presunzione di averne intuito gli esiti, riconoscendo in questi il fallimento di un tentativo di dare un senso a quella potenza erotica di cui accennavo in precedenti post, attraverso mezzi che appaiono di facile fruizione in quanto produttori immediati di piacere.
    Come possiamo immaginare, questa ricerca e questo bisogno nascono evidentemente dal mancato soddisfacimento che si pensa di dover trarre attraverso il rapporto “normalmente” accettato dalla cultura che viviamo.
    La consapevolezza dell’origine di questi bisogni fa la differenza tra il successo di una scelta e il contrario. Ecco perchè tu, Uomo e altri come voi, siete giustamente convinti delle vostre scelte conoscendone i limiti, e molti altri, suppongo, invece non ne hanno percezione, attratti come sono dalla curiosità più o meno trasgressiva della pratica scambistica.

    Io ho avuto la sfacciata fortuna di conoscere una donna con la quale ho raggiunto livelli di piacere erotico che nessun “partouze” potrebbe mai darmi, per il semplice motivo che la ragione fondamentale di quel piacere nasce da una comunicazione intellettuale guadagnata attraverso una profonda “conoscenza” cresciuta negli anni.
    Il sesso fisico diventa solo un mezzo, per trasmettere quell’intesa che si manifesta tramite l’interesse verso quella “mente” che mi riserva sempre sorprese da due decenni.
    Io, dopo una gioventù di promiscuità puramente eiaculatoria, ho avuto il privilegio che sicuramente pochi maschi hanno avuto: quello di godere con lei come…una donna.
    So che sembra paradossale ed è difficile anche da spiegare, ma una cosa l’ho capita: che il vero sesso l’abbiamo in testa. Lo diciamo sempre, ma capirlo è diverso

    Quell’esperienza non avrei mai potuto provarla cambiando femmina ogni giorno, ma solo con una donna. La MIA

  3. 3063
    UnUomo.InCammino -

    Di recente ho avuto uno scambio di vedute con un gasista cattolico (non troppo allineato):
    GC.: Le perversioni sono la deviazione dal canonico (o qualcosa del genere).
    UUiC: Le perversioni sono ciò che causa danno.

    Si ricade nel solito conflitto tra il relativismo contestuale dell’etica e l’assolutismo morale.
    Quindi perversione o trasgressione?
    In realtà io riformulo: è ecologico/benefico? Oppure è inquinante/malefico?
    Ma pure io ho una parte morale che crede che l’impatto della sessualità di un adulto su quella di un bambino sia così pesante da modificarla per sempre e che ciò crei dei danni, qui, ora, in questa società del 2014. Si pensi che Maometto e la maggior parte dei greci antichi erano, per i nostri metri di giudizio, dei pedofili.

    La verità la si raggiunge vivendo (e pure camminando, ehehe, molti pensatori sono pure camminatori, c’è correlazione tra capacità intellettiva, reti neuronali e il movimento fisico del camminare) e ciascuno parte da punti diversi.
    I coniugi Zadra, in un loro lavoro molto interessante in cui citano molti casi della loro esperienza plurilustro di consulenza di coppia (neo)tantrica/olistica/psicoterapeutica etc. descrivono come molte coppie sono riuscite a trovare in alcune pratiche erotiche non canoniche un beneficio se non addirittura un vero e proprio percorso terapeutico e guarigione da problemi anche gravi sia personali che relazionali, di coppia.

    In realtà, come osservato correttamente, molte persone non vivono un perrcorso di ricerca, ecologico ma una vera e propria trasgressione. Frequentando (una volta più assiduamente) alcuni forum di LeClubPrive, una comunità di scambisti (mome del tutto improprio ma adottiamolo) mi accorsi di moltissime persone che vivono il sesso oltre per trasgressione.
    Sebbene sia proprio così, io ritengo che sia controproducente nonché inquinante, alla lunga.

    Se ho capito bene, Allegra Matta non è mai arrivata a giocare fino in fondo. E’ andata alcune volte al ristorante limitandosi a spiluccare gli antipasti, si è limitata al “soft”.
    Anche questo non può non essere considerato. L’esperienza dello scambio completo può essere così forte da essere, per alcuni, destabilizzante o anche semplicemente così energetica che ci si limita a non viverla. Dopo un po’ andare al ristorante per limitarsi alle olive e agli affettati iniziali può.. stufare. Sempre considerando che magari si desidera altro, andare ad una serata di tango piuttosto che al ristorante.

  4. 3064
    UnUomo.InCammino -

    Infine una provocazione per Mickymouse a cui, del tutto benevolmente, invidio la duratura intesa di coppia con la moglie, è un dono-risultato meraviglioso quello (io sono sempre così tantricamente e romanticamente innamorato dell’idea di amore che venderei pure l’anima al diavolo per mantenerlo in gioiosa e frizzante vita).

    E se un giorno venissi a conoscenza di un desiderio della tua amata compagna di confrontarsi oltre a te?
    Supposto che anche tu non abbia questo desiderio che è del tutto comune, è congenito alla nostra umanità sessuale che ha una parte più o meno rilevante di tensione eterodirette, estroversa, è naturalmente attratta dalla promiscuità, sia pur in misura che dipende da ogni persona.

    Forse alcune persone riescono a superare i vincoli della coppia monogamica esclusiva.
    Ora, io non ho fatto studi di psicologia e sessuologia, sebbene abbia letto un bel po’.
    Allora, l’esperienza clinica dice che una parte drammaticamente alta di coppie perde la libido e, ancora esperienza clinica, un divergere, un uscire in qualche modo (ci sono mille modi di uscire dall’esclusività) spesso ha, a breve e medio termini, effetti positivi sulla libido della coppia e quindi rigeneranti sulla loro vita erotica. Sul diario della ex-coppia ho ancora un tot di riferimenti in letteratura.

    Ci può essere una “terapia della libido” così?
    Sappiamo che comporta dei rischi, no!? In Project Management uno dei comandamenti è che i progetti ad alto valore aggiunto sono rischiosi.
    Cosa fare?!
    Ancora, si passa da una dimensione pratica, tecnica, relazionale dell’eros, anche delle sue non canoniche manifestazioni, a quella di amore :- Voglio il tuo bene e il mio bene, di visione nel tempo, cosa possiamo fare per far andare bene la nostra coppia che ha questo e quel problema (grave))?

    Infine un’ultima provocazione.
    Perché pensare alle pratiche non canoniche, sia pur energetiche e rischiose, come buona pratica di vita e non come pratiche terapeutiche a problemi ormai conclamati? Prevenire meglio che curare!
    Se l’amore è così malaticcio e fa acqua da tutte le parti, possiamo fare qualcosa di ecologico per renderlo più robusto e sano, vario, interessante, appassionante, vivo? Se l’eros è così tutta la coppia ne giova e se la coppia sta bene, la più piccola cellula della società, stanno meglio i figli, gli amici, si rende meglio al lavoro, etc etc.

  5. 3065
    Mickymouse -

    Buongiorno Uomo. Mah, sai, io non riuscendo a “sentire” certe pulsioni non riesco a decodificarle nei termini che hai ben espresso. Quando citai mia figlia e le sue scelte sessuali, mi riferivo alla possibilità che potesse incontare chi, come me, può sentire la pienezza di un rapporto sentimentale attraverso quel suo partner, nello stesso modo che io e la mia compagna percepiamo l’uno dell’altro.
    Ho accennato alla “fortuna” di quell’incontro, perchè, prima di quello, la mia ricerca di emozioni si manifestava attraverso quella promiscuità di cui accennavo, che tuttavia mi lasciava sempre insoddisfatto di “qualcosa”.
    Quel qualcosa è stato colmato dalla straordinaria personalità della mia donna, corroborata da una bellezza estetica che tuttora permane, che tuttavia è perfettamente in armonia con la sua bellezza caratteriale.
    Dopo aver trascorso i nostri primi anni seguendo le istanze ormonali della relativa gioventù, l’affinità intellettuale si è sovrapposta lentamente agli stimoli tradizionali, innescando un desiderio che può nascere senza preavviso da una battuta, una situazione o semplicmente uno sguardo pieno di significati che solo la nostra collaudata intesa riesce a comprendere, andando a richiamare il desiderio sessuale come ultimo e più completo mezzo di “comunicazione” di quel momento, solo “nostro”.
    E’ questa unicità semantica della nostra comunicazione e dei suoi effetti, se mi consentite il parolone, che non riusciamo ad immaginare possibile con nessun altro. Tali e tante sono le sfumature di piacere che ci dà, sino a quel fenomeno che, in alcune occasioni, non mi sarei mai aspettato di provare.
    Dubito che mia moglie potrebbe mai comunicarmi quello che paventi, tuttavia non si può escluderlo. Ma per quanto mi riguarda, e per quello che ORA provo io, sinceramente non credo che potrei accontentarla: non sarei a mio agio, quanto non potrebbe esserlo lei immagino.
    Certo la visione ecologica del sesso nei termini che tu descrivi perchè mai non dovrebbe essere prevista come soluzione ad una rivitalizzazione efficace? Ma ripeto, bisogna conoscerne bene le motivazioni e i limiti. Credo sia un arte difficile da gestire, tenendo conto di tutte le istanze istintuali e morali che ruotano intorno al sesso e della possibilità che si compongano in maniere imprevedibili anche per il più accorto, colto e emancipato fruitore delle pratiche di cui parliamo.
    Temo che Allegra stia vivendo questo aspetto della sua vicenda, da come la percepisco, ma posso sbagliare.

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