Da qualche giorno mi sono iscritto a questo sito. Volevo aggiungere la mia opinione al dibattito tenuto qui, ma non ci sono riuscito, per cui, pur riferendomi a TUTTO quanto letto, apro un nuovo articolo di discussione.
Ebbene, nessuno si è chiesto come mai tanti opinionisti solo per criticare la cosa e nessuno scambista che ha scritto la sua. Non è perchè gli scambisti preferiscono farlo che parlarne?
E fanno bene.
Condivido pienamente e completamente tutto quanto Stefano ha scritto nei vari post, anzi, a volte mi sembrava fossi io ad aver scritto tutto ciò.
Io e mia moglie l’abbiamo fatto la scambio e, se sto qui a scriverlo, è perchè noi siamo dei casi atipici. Ovvero: niente privé, niente sconosciuti, niente incontri al buio ecc… L’abbiamo fatto con amici amicissimi che conoscevamo da moltissimi anni. É cominciato che io e l’altro lui, intimi amici dal tempo delle elementari, abbiamo cominciato a confessarci le fantasie erotiche diffuse per oltre il 60% dei maschietti: immaginare la propria donna farlo con un altro o, meglio, insieme a noi con un altro.
Dopo alcuni anni, dopo averne parlato con le proprie consorti (come dice Willy Pasini nel suo libro “I nuovi comportamenti amorosi – Coppia e trasgressione”, la donna prima non è d’accordo a ciò e poi… ci prende gusto) molto titubanti, l’abbiamo fatto. Imbarazzo all’inizio, ma poi… tanto piacere, affiatamento e complicità. Ci siamo posti il paletto di non esagerare e cioè di farlo max 1 o 2 volte l’anno. La cosa è stata agevolata dal fatto che l’altra coppia vive a 1000 Km da noi e ci si vede solo durante le vacanze estive. Per cui l’estate diventava fonte di gioco trasgressivo agognato per tutto l’inverno. Entrambi 4 cercavamo di curare il nostro aspetto fisico, ci facevamo telefonate fantastiche per tenere “caldo” il morale. E poi quell’amicizia davvero complice. Nei giochi eravamo senza preservativo ben fiduciosi noi di noi. Così per 6 anni, poi…
Una maledetta notte stavamo per essere scoperti dai figli loro e da allora la lei non ha voluto più saperne, cominciando a sentirsi in colpa verso i figli, pur ammettendo che la cosa le piaceva e non la condannava.
Adesso sono quasi due anni che io e mia moglie non facciamo più scambio. La cosa ci manca, anche se non rappresenta la “condicio sine qua non” per vivere soddisfacentemente il nostro sesso.
Abbiamo provato con un altro amico intimo da anni (favorevole anche egli ai giochi a 4, ma con una moglie che non si è mai convinta) a fare un triangolo. Sì, è stato bello, ma la cosa mancava del completamento a 4, specie per me, maschio, non c’era la sensazione di piacere davvero completo.
Quindi abbasso il triangolo per esaltare il quadrato.
In questi giochi si mette davvero alla prova la sensibilità, il self-control, la moralità e l’equilibrio psichico di ciascun singolo, della coppia e dell’amicizia fra le coppie. Una sorta di vero e proprio test, dove subito scopri se in te c’è qualcosa che non va.
Lo scambio non è per tutti. Ora spiego perché.
Ormai senza una coppia con cui farlo, ci siamo guardati intorno e, rifiutandoci categoricamente di andare in privé e di incontrare sconosciuti, abbiamo, in circostanze davvero inaspettate, conosciuto al mare una coppia scambista e, dopo due settimane, abbiamo solo fatto sesso vicini, ma ognuno per conto suo, proprio perché noi non ci fidiamo e temiamo gli sconosciuti. Ad ogni modo con loro è poi nata una forte amicizia (sono davvero bellissimi ed invidiabili i sentimenti che vengono fuori da queste situazioni). Bene, questa coppia, dopo 4 anni che giocava di scambio, si è lasciata e noi, che ne abbiamo vissuto i retroscena e ne abbiamo ascoltato le più intime confessioni, abbiamo scoperto i perché che qui, per discrezione tralascio, ma che, tengo a precisare, non avevano nulla a che veder col sesso. In pratica, grazie alla pratica di scambio, questa coppia (per fortuna solo fidanzata, anche se da anni) non ha superato il test del loro rapporto sentimentale.
Adesso io e mia moglie siamo alla ricerca di un altra coppia, ma senza speranza, perché privé non ne frequentiamo, ambienti particolari nemmeno, non facciamo vita mondana, Internet è pieno di volgarità e i siti per gli incontri sono addirittura a pagamento. Non lo cerchiamo spasmodicamente, però ci manca. Ci manca poter contare che “semel in anno licet insanire”.
Con amici e colleghi, scherzandoci su, ho avuto modo di appurare che moltissimi lo desiderano e non hanno il coraggio di dirlo alla moglie, oppure, peggio, lo farebbero con un’amante, purchè la loro moglie non si tocchi (gelosi!).
Riguardo, poi, ai moralismi fatti da molti, qui il fatto è che si predica bene e si razzola male. Perchè è meglio un gioco in 4 che tradire, perchè, parliamoci chiaro: chi è senza peccato? Tradire sì è vergognoso, abominevole…. Difatti, chi fa scambio è proprio la coppia megasupercollaudata!!! La coppia davvero affiatata e che ama completamente, tanto da separare il gioco del sesso dall’amore, il loro amore indissolubile ed ineguagliabile.
E poi…
cosa cavolo centra il fatto di fare scambio per migliorare il rapporto di coppia?! E come se una coppia decide di divertirsi, di concedersi un divertimento (una cena, una gita, un regalo) non solo per il gusto del piacere ma… per risolvere un problema.
NO! In molti che hanno scritto c’è stata tanta ipocrisia, tanto giudicare, tanto condannare e poi… voglio, voglio proprio vedere fino in fondo, nelle loro fantasie sessuali (sempre che ne abbiano).
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Il tradimento, il triolismo, lo scambio di coppia esprimono il desiderio concreto di praticare un sesso alternativo e trasgressivo, soprattutto nella società attuale italiana (tanto per rimanere in casa nostra), ma perchè esiste questa insoddisfazione dilagante? E la pratica del sesso trasgressivo/alternativo risolve l’insoddisfazione psicofisica delle persone nella società attuale. Sono questi gli interrogativi che ci poniamo ed a cui forse maldestramente cerchiamo di rispondere, senza alcun filosofeggiamento utilitaristico!!
X dott50
Caro amico, non voglio certo sottrarmi alle tue domande, ma prima permettimi una breve riflessione.
Non voglio certo affermare che Pirandello fosse dotato di capacità trascendenti, ma osservando con attenzione ciò che avviene intorno a noi, non mi sento di avvalorare la tua tesi sull’intendersi. Basta rileggere le ultime battute del nostro dibattito per capire che il modo che abbiamo di vedere le cose, sia alquanto dissimile tra noi, ma poi se proprio vogliamo dirla tutta, a me non pare proprio che in questa società i valori ed i comportamenti siano tanto comuni, si sa che ci sono oltre nove milioni di cause pendenti, senza contare tutto ciò che avviene ad esempio quando si è vittime di un tamponamento.
Per ultimo vorrei comprendere da te, quali sono le ragioni di tanto disagio psicologico, se ritieni così facile avere un controllo sulla propria istintività. Io so che la natura non regala mai nulla e che tutto ha un prezzo, se faccio prevalere la ragione sull’istinto, so che ci sarà un prezzo da pagare e se non sono pronto a pagarlo, la punizione sarà un disagio psicologico che non potrò evitare. Ciò che dico non significa che non posso far prevalere la ragione sull’istinto, ma soltanto che la prima dovrà essere in grado di sostenerne il peso e ciò non lo si ottiene con la forza, ma soltanto con un costante e profondo allenamento della ragione stessa. Per avere maggiori dettagli sull’argomento, senza rivolgersi necessariamente alla letteratura psicoanalitica, basta rileggersi quanto ho avuto già modo di scrivere su Es, Io e Super-Io.
So che non avendo un sentire comune, dovremo ritornare su questi argomenti, e non volendo esimermi dal rispondere alle domande a cui tanto tieni, cerchiamo di dare seguito a questa tua richiesta.
Dunque, vediamo un po’, vuoi sapere dell’incesto, premetto che è un argomento che non ho mai avuto modo di affrontare, pertanto mi riservo qualche motivo d’incertezza.
Partiamo quindi dal suo significato, esso raffigura un rapporto sessuale tra persone tra le quali esistono rapporti parentali o di consanguineità. Dalle mie disquisizioni precedenti, si può desumere che il sesso non si pone molti problemi su chi è il motivo del nostro interesse, quindi mi sentirei di dire che da un punto di vista strettamente istintivo potrei essere attratto dal fare sesso con chiunque. Del resto, credo sia molto frequente avere fantasie sessuali rivolte verso cugini o zii, in particolare se si è alquanto coetanei, forse un po’ meno verso fratelli o genitori, ma ciò è presumibilmente dovuto all’enorme familiarità che s’instaura nella vita quotidiana.
Dalla storia si apprende che il ricorso a tale fenomeno era alquanto comune. Spesso si tendeva ad aumentare la coesione sociale proprio incrementando i vincoli di parentela.
Oltre a questi fattori fisiologici, potrei dire che anche da un punto di vista sentimentale, la conoscenza o familiarità, tendendo a favorire i rapporti interpersonali, aiuta al ricorso di pratiche di tipo sessuale.
Ciò che quindi ostacola pesantemente questo tipo di rapporto, è la questione sociale, almeno da due punti di vista: uno di ordine sanitario, in quanto si sa che con l’aumentare della consanguineità, aumenta la probabilità della comparsa di malattie ereditarie; e l’altro di ordine morale, su cui s’innesta anche l’elemento giuridico che persegue penalmente tali tipi di rapporti.
Non conoscendo il tuo interesse verso questo argomento, e considerandolo poco attinente con lo scambismo, ritengo che questa breve divagazione possa essere sufficiente, fermo restando che sarà sempre possibile ritornarci eventualmente sopra.
X Anna
Non posso che compiacermi della presenza di una donna, perché avere un punto di vista dissimile da quelli fino a qui tenuti, può rendere molto più proficuo questo dibattito. Purtroppo però devo costatare che vi è un forte preconcetto di fondo che presumo non possa portare a grandi sviluppi. Se tu ritieni che tenere un atteggiamento così populista possa rendere merito a quanto asserisci, voglio subito smentire il tuo credo.
Parlo ovviamente di me e della mia compagna che non siamo assolutamente annoiati o insoddisfatti e non ci sfiora minimamente l’idea di cercare alcunché al di fuori del nostro rapporto. Concludendo, né io, né la mia compagna soffriamo di disagi interiori, anzi a ben vedere, questo tipo di rapporto così sano e complice, ci aiuta proprio a superare quegli ostacoli che quasi sempre si traducono in veri disturbi psichici. Per quando attiene poi i giudizi, forse non hai letto con attenzione i miei vari post dove non ho fatto altro che esprimere la volontà di comprendere il fenomeno nel suo insieme, ma nel contempo ho dato ferma condanna ai giudizi e pregiudizi che reputo senza alcun contenuto se non quello di essere destrutturanti. Il mio consiglio è quindi quello di portare all’attenzione le personali convinzioni allo scopo di un sano e proficuo sviluppo dibattimentale. Ciò che auspico è che si lascino gli sterili ed inutili pregiudizi, lontani da noi.
Comunque qui non mi pare si faccia filosofia, anche se non la ritengo assolutamente una materia da denigrare, anzi è proprio grazie ad essa che ci distinguiamo dalle bestie.
X Coppia
Ti ho chiesto del rapporto mentale che avevi con l’incesto perchè come giustamente pensavo,non rientrava nei tuoi desideri, così come non rientra nei miei; era però lo spunto per porti all’attenzione il limite che ognuno di Noi può avere nei confronti di una determinata pratica sessuale alternativa e per evidenziare che L’IO autonomamente ed il Super Io in quanto espressione dei divieti sociali, religiosi, etc. hanno motivi validi per frenare l’ES, altrimenti qualsiasi pratica sessuale dovrebbe essere sebbene non esaustiva, soddisfatta. Io non sono mai riuscito a convincere mia moglie che lo scambismo c’entra poco con la fedeltà e con l’amore coniugale, però Lei mi fa spesso notare che non è importante la giustezza universale delle regole sociali, al limite potrebbero anche essere illogiche, ma il fatto che vengano da tutti adottate e rispettate le definisce come un vincolo sociale e solidale che permette loro un comportamento omogeneo. Insomma Lei dice che è più importante che tutti parlino una stessa lingua anche se questa ha un lessico complicato e potrebbe essere sostituita da una di più semplice comprensione. Io dico che l’osservazione è giusta, ma che il linguaggio deve essere dinamico e perciò suscettibile di cambiamenti utilitaristici e funzionali per la società che li adotta
Dott50, ti ringrazio per il tuo tentativo, ma sfondi una porta aperta perché ovviamente concordo sulla validità dell’esistenza dell’Io e del Super-IO. Non sono qui certo a dire che bisogna liberarsene, anche perché non credo che ciò sia possibile. Ritengo solo che sia utile esserne consapevoli, e tenere sotto controllo il loro operato, altrimenti degli estranei penseranno di farlo in nostra vece, come spesso purtroppo succede, lasciandoci vittime di controlli a noi alieni.
Nel Tao si afferma che nel “mezzo” si trova la giusta via, anche se in realtà loro non intendono il “mezzo” come noi occidentali siamo abituati a concepirlo, cioè quello che vi è tra due estremi, bensì come il mozzo di una ruota, sulla cui circonferenza avvengono le cose della vita. In pratica il “mezzo” che loro intendono si trova sempre equidistante da tutto, e non esistono mai estremi nelle cose. Ritornando a bomba, credo che sia evidente che io non condanno nulla e quindi neppure quell’estremo da te indicato come incesto, anche se poi posso non sentirne attrattiva o forse ne è solo mancata l’occasione. Penso infatti che bisognerebbe esserci nei fatti per verificare se si è eroi oppure codardi, così come sancisce lo Zen.
Voglio sottolineare che tutto ciò che esprimo è solo frutto di mie interpretazioni e quindi non intende avere assolutamente una valenza dogmatica. Chiarito ciò, cercherò di dare qualche spunto di riflessione sull’argomento che hai accennato.
In natura, perché si concretizzi la vita, necessita che vengano trasmesse una grande quantità d’informazioni, ma il sistema adottato a questo scopo, presenta un grave “problema”, almeno così lo interpretiamo noi. Le regole attraverso cui le informazioni vengono trasferite possono essere “trasgredite”, cioè diventa possibile che ci siano alterazioni che generalmente chiamiamo “mutazioni genetiche”.
Grandi civiltà del passato si sono dissolte perché il disconoscere le regole che ne erano il fondamento, è divenuta prassi, in pratica ogni trasgressione porta ad un cambiamento e quando questo si dimostra vantaggioso, si trasforma esso stesso in nuova norma.
Pertanto tua moglie ha ragione come anche tu, quindi la verità sta nel mezzo.
Mi permetto d’intervenire anche riguardo all’accenno sulla fedeltà e l’amore coniugale. Mi è spesso capitato di vedere grandi dibattiti su questo argomento, in modo particolare quando di mezzo c’è lo scambismo. Ritengo che ciò nasca da una cattiva cognizione dell’amore. Una cultura becera fatta di fotoromanzi, film strappalacrime, romanzetti rosa, modi di pensare populistici e cognizioni religiose, portano a creare un amore fantomatico totalmente dissimile dal vero. Questo è un amore che espande all’infinito la fase dell’infatuazione, dove non esiste altro, oltre l’amore stesso, dove i due innamorati sono attratti l’un l’altro, quasi esclusivamente dall’aspetto fisico, tanto che tradire diviene sinonimo di andare a letto con parti terze.
– Continua –
In questo tipo d’amore, anche i sentimenti diventano fisici, è sintomatico il comandamento: non desiderare la donna d’altri. La realtà è molto diversa, la fedeltà è un venir meno alla fiducia data. Sono infedele quando alla mia donna prometto una cosa e poi non mantengo la parola data. Sono infedele quando tengo un contegno tale da suggerire alla mia donna di essere in un modo ed in realtà sono tutt’altro. In verità la fedeltà non è un’esclusività del rapporto con la propria donna, ma molto più generale; sono fedele: alla nazione; ai genitori; ai figli; agli amici; verso chiunque abbia ricevuto una parola ed essa viene mantenuta.
Come accennavo nel post 2498, nella terza fase dell’amore romantico, che chiamerei amore maturo, si ama per ciò che si è. Si amano i pregi ed anche i difetti, si ama la persona senza ma e senza però. Sarò infedele solo se avrò mentito sul mio essere, costringendo il partner ad amare un mio falso. Sarò infedele nel momento che farò una cosa che il mio partner non si aspetta che faccia.
Se io e la mia donna siamo complici in qualche cosa, qualunque cosa, non possiamo essere infedeli, forse potremmo esserlo nei confronti di altri, ma non certo tra noi, proprio perché non si sta tradendo nessun patto. La religione sancisce che un uomo ed una donna che si amino, devono vivere insieme e sottoscrivere un vincolo, qualora non lo rispetti, si diventa traditori. Quell’accordo però mi è stato estorto perché è con il mio partner che io devo suggellare l’intesa, è soltanto tra noi, in comune accordo, che dobbiamo stipularlo, e possiamo anche cambiarlo se entrambi così decidiamo. E nulla e nessuno può costringerci ad accordarci diversamente da ciò che liberamente e in comunione vogliamo, a meno ché, così facendo, non violiamo i diritti altrui.
Se la mia donna ha terrore di volare e per me invece è la vita, io non posso obbligarla a volare, come lei non può impedirmi di farlo, a meno ché uno di noi non decida diversamente. Se però io l’assicuro che rinuncio al volo e poi vado di nascosto a farlo, allora l’avrò tradita. Se un giorno abbiamo deciso insieme di abbandonarci ad ogni sorta di fantasia sessuale, e lo facciamo, non vedo proprio dov’è il tradimento, se non nell’atto sottoscritto in chiesa, ma di fatto disconosciuto.
Un tempo che ormai definirei storico, appartenevo ad un classico gruppo di amici in piena tempesta ormonale ed a volte, capitava d’incontrarci furtivamente per goderci qualche filmino porno raccattato chi sa dove e chi sa come. Un giorno ci capitò di vederne uno in cui, una ragazza bellissima, subiva continue e violente aggressioni da un gruppo di energumeni. La nostra eccitazione era massima e vedere quelle scene ci sembrava una cosa stupefacente, ed anche se quella violenza non rientrava nel mio modo di concepire il sesso, non posso negare che condivisi quell’eccitazione generale che quasi si palpava nell’aria. Come spesso accadeva quando non avevamo materiale da visionare, ci ritrovavamo a parlare di ciò che avevamo visto e capitò così che, anche di quel film se ne fece un gran ciarlare. Non so chi, e non ne conosco le ragioni, ma qualcuno quasi giurò che si trattava di scene reali, e la mia ingenuità del tempo mi portò a credergli. Molto tempo dopo ci si ritrovò e rivedere quelle stesse scene e la mia risposta fu totalmente diversa, non più eccitazione, ma un forte moto di rigetto s’impossessò di me, non sopportavo vedere quella ragazza così umiliata, e fui assalito dalla tentazione di fuggire e da quel giorno l’assiduità a frequentare quel gruppo d’amici decrebbe.
Ho voluto raccontare quest’episodio perché si comprendesse come un semplice accadimento culturale può influire sull’intero costrutto emotivo. Sottolineare come sia possibile che una prospettiva può completamente stravolgersi soltanto per un apparentemente innocuo accadimento, come quello di avere una persona che si ritiene degna di fiducia, che ci assicura sulla veridicità di una questione. Del resto tutti siamo consapevoli del fenomeno del “branco”. Ritengo che l’unico modo per evitarci di cadere in questa forma di distorsione, sia quello di prestare massima attenzione a ciò che si giudichi “verità”, e solo un’analisi oggettiva può consentire di non cadere vittime di questa che, non esiterei a chiamare “atrocità”.
Per non cadere vittime delle partigianerie dello scambismo, non resta altro da fare che conoscere cosa esso è realmente, al di là delle nostre pulsioni personali, cosa naturalmente difficile ma necessaria, del resto nella natura, si sa, nulla è dato gratis.
Fedeltà e Lealtà non sono proprio sinonimi e forse avresti dovuto usare quest’ultima parola: ad es. dire alla propria moglie che si è attratti sessualmente da sua sorella e che alla prima occasione utile cercherai di portartela a letto può essere un segno di lealtà (o di arroganza) verso la propria moglie, ma non di fedeltà. Sono d’accordo pienamente sulla distorsione della realtà vissuta in contesti diversi.
Tempo addietro, ho raccolto una testimonianza che vorrei qui proporre per comprendere come è vario il mondo dello scambismo.
Un uomo benestante, solo al mondo, e vicino alla soglia dei settanta; per mantenere in ordine la sua casa, assunse una quarantenne straniera (casualmente anche carina) che, anch’essa sola, si sistemò in quella casa tenendola sempre linda e pinta, quasi fosse sua. Con il tempo, il suo impegno si è trasformato in un rapporto che andava ben oltre quello di badante, tanto che lui sentì il bisogno di lasciargli in eredità, dopo la morte, tutti i suoi averi. Ben presto però, si rese conto di non essere in grado di soddisfare completamente quella donna, e per paura che essa potesse sentire il bisogno di qualche cosa in più, decise di arricchire il loro menage con l’introduzione di qualche alternativa che permettesse a lei di trovare piena soddisfazione ed a lui di mantenere un certo controllo sul rapporto. Non sto a dire nel dettaglio come si siano svolti i fatti, ma presumo che tra i lettori si possano subito generare due schieramenti: tra chi consideri quell’uomo un depravato; e chi invece lo giudichi un benefattore.
In realtà lo scambismo, il triolismo o la gang bang, non sono solo puro divertimento, ma contengono anche specifiche ragion d’essere che mantengono il rapporto in una stabile posizione di equilibrio.
Naturalmente ho riportato ciò, non per giudicare questa condizione anomala, ma solo per sottolineare quanto possano essere varie le ragioni che spingono a ricorrere a questo fenomeno. Noi perciò dobbiamo chiarire che quando si parla di scambismo, intendiamo quello non dettato da anomalie sociali o psicologiche di chi vi ricorre, ma poniamo la nostra attenzione a quello che possiamo provare a definire “ scambismo puro”, cioè dettato da una consapevole e condivisa scelta d’azione. Questo tipo di rapporto è frutto essenzialmente, di una comunione dei partner nella ricerca di un piacere fisico ed emotivo comune.
Se la mia compagna ed io amiamo un reciproco “stuzzicamento” erotico, e siamo liberi da costrizioni esterne imposte tramite morale o altro, non vedo quale divieto possa essere addotto a ché ciò non avvenga. Ritengo che rinnegare un simile fenomeno derivi esclusivamente da preconcetti culturali. Come nel settecento era impossibile concepire la minigonna in quanto avulsa da ogni realtà, così avviene oggi per lo scambismo, nelle menti di quanti, vittime di pregiudiziali cognizioni sociali, si dissociano da esso, portando ovviamente, a giustificazione della loro avversione, soltanto motivi dogmatici. Nei miei vari post a partire da marzo 2012, ho cercato di portare alla luce diverse motivazioni oggettive sulla qualità di questa pratica, e mi piacerebbe molto riuscire a cogliere altrettanto da chi sostiene l’avversione ad essa.
Il caso da te riportato evidenzia un accordo leggittimo per una utilità reciproca. se due coniugi praticano scambismo è un loro comportamento sessuale comprensibile anche se non da tutti condiviso. L’unica cosa che non condivido è la tua convinzione che chi non pratica scambismo lo fa solo per un retaggio culturale e religioso; non ti accorgi che così asserendo diventi dogmatico/assolutistico anche Tu? Magari il rapporto sessualle con la moglie è appagante ed esaustivo; non credi?
Caro dott50, non posso che concordare sul fatto che esista una differenza tra lealtà e fedeltà, anche se ritengo che trattando di tradimento, sia più appropriato parlare d’infedeltà. Nell’esempio che tu citi, è giusto dire che si tratta di lealtà, almeno fino a quando si esprime sinceramente come stanno le cose, ma quando invece si tradiscono le aspettative, cioè si attua ciò che si vuole senza alcuna condivisione, indipendentemente dalla lealtà o meno a palesarlo, come io indicavo, allora ritengo che si tratti più propriamente d’infedeltà.
Per meglio chiarire ciò che ho espresso, prendiamo il tuo esempio: “dire alla propria moglie che si è attratti sessualmente da sua sorella e che alla prima occasione utile cercherai di portartela a letto può essere un segno di lealtà (o di arroganza) verso la propria moglie, ma non di fedeltà.”. A determinare la differenza tra lealtà e fedeltà è l’asserzione: “cercherai di portartela a letto”. Difatti si è leali nel dire ciò che si prova, ma portarla a letto, suona come “indifferente” a ciò che la moglie pensa di quanto andremo a fare. Se lei quindi non condivide che tu lo faccia, ma lo farai comunque, allora si tradirà la sua aspettativa, cioè saremo leali, ma infedeli.
Non metto in dubbio che il rapporto con la moglie possa essere appagante e quindi esaustivo anche nella monogamia, ma io rivolgevo l’attenzione all’avversione allo scambismo che è cosa diversa. Una coppia che trova nella monogamia un suo appagamento, non necessariamente avversa lo scambismo; non ritengo siano condizioni consequenziali. Trovo che l’avversione nasca da altre fonti che a me sembra individuare in cognizioni preconcette derivanti da fattori legati alla cultura, quindi di carattere morale, sia di ordine sociale che religioso, a meno ché non siano dettate da fattori psicologici, derivanti da discordanze tra il proprio essere ed interferenze esterne, cioè tra Io e Super-Io.
Se nel rapporto creato tra la mia compagna e me, c’è lealtà, cioè correttezza e sincerità, non necessariamente si deve essere o monogami o scambisti. In entrambi i rapporti posso trovare lealtà verso il partner, allo stesso modo può esserci fedeltà o infedeltà, dipende dal tradire o meno il patto lealmente stabilito tra i partners.
Il fatto poi di provare avversione per il rapporto opposto, non può essere che derivante da una cognizione preconcetta di partigianeria o tifoseria. Se vivo la mia condizione di coppia, di qualunque genere essa sia, in maniera libera da costrizioni pregiudiziali e/o distorsioni psicologiche personali, non posso che trovare indifferente gli altri tipi di rapporti. In questo caso, si considera chi pratica le altre scelte, semplicemente come spinti da condizioni derivanti da diversi modi di concepire le cose, senza misurarne la qualità.
Nel momento che si è disposti a dibattere, argomentando le ragioni delle proprie scelte, si è in un ambito costruttivo e leale, e ciò vale indipendentemente da quali scelte si sono poste in essere.
Archiviamo “l’infedeltà annunciata” che non sembra meritare ulteriori commenti. L’incomprensione, ancor più che l’avversione da parte dei monogamici rispetto allo scambismo, può più semplicemente derivare dalla mancanza nei monogami, di sollecitazioni mentali in senso scambistico od ancor più estesamente verso pensieri sessuali trasgressivi; perciò è anche comprensibile un loro preconcetto verso bisogni che non avvertono: Dalle mie parti si dice: “Il sazio non può capire chi è affamato”. Credo Tu sia un pensionato laziale; dimmi se sbaglio
Dott50, amico mio, trovo interessante l’ipotesi sulle sollecitazioni erotiche dei monogami, anche se a me pare un po’ azzardata una valenza genetica. Mi riservo d’indagare, anche se temo che essendo troppo generalizzato e così strettamente legato allo spazio ed al tempo, mi fa supporre che ci debba essere un fattore più circoscritto alla società che li accomuna. Il fatto poi che gli scambisti siano indicati con il termine “trasgressivi” rafforza quest’ipotesi.
Io ho vissuto per la maggior parte a Bologna, anche se sono Napoletano, ma avendo la famiglia un po’ a Roma ed un po’ a Napoli, da poco mi sono trasferito a circa metà strada in maniera da raggiungerli più facilmente.
Se ti va d’intraprendere un dibattito più ampio e variegato, potremmo trovarci in PV, io sono su alice, così si potrà anche evitare che questo forum si limiti solo a noi due.
Voglio solo dire che le sollecitazioni erotiche dei monogami naturali sono proiettate solo vs il/la prorio/a patner, se poi questa spinta sessuale sia anche genetica non te lo so dire, sicuramente è per lo più acquisita; a tal proposito vorrei ci capissimo su di una cosa, quando parliamo di istintualità innata di vita o di morte che sia, si intende la “libido”, ossia LIBIDO=ISTINTO SESSUALE DI VITA/ISTINTO AGGRESSIVO DI MORTE. Se ad es. prendiamo l’istinto sessuale (di vita) alla nascita consiste nella LIBIDO cioè “nell’eccitazione sessuale potenziale” che rispetto al comportamento sessuale futuro attraverso le fasi di maturazione(fase orale, anale, fallica) necessita di esperienze vissute, perciò anche l’ES di ogni persona dipende in gran parte dalle esperienze inconscie fatte dall’individuo dopo la nascita. Quando ero universitario, per un lungo periodo abbandonai quasi del tutto gli studi, per il gioco d’azzardo e frequentavo assiduamente le bische clandestine; l’eccitazione che provavo la sera, quando si avvicinava l’ora di andare in bisca la possiamo definire LIBIDO. Non so che cosa sia PV; se vuoi ti do il mio indirizzo mail al quale puoi scrivermi, però noto che di tanto in tanto qualcuno si intromette nel forum…cmq
Noooo fate pure…oramai siete così amici, potreste anche scambiarvi le mo…oops magari già lo fate…ahahahah…(battuta goliardiica)…!!!
Cmq Dott, cercavo una frase che facesse capire un po’ il senso del mio pensiero…quando hai scritto “Il sazio non può capire chi è affamato”, mi sono riconosciuto nel sazio, piccola modifica: “Il sazio non può capire chi è affamato, figuriamoci gli ingordi…”…!
Buona continuazione…
X STE
premesso che non ho nessuna moglie da scambiare, noto che cmq segui la discussione nonostante ne avversi l’opinione mia e di coppia B. Non ti sembra di coltivare una curiosità fin troppo morbosa per l’argomento?
dott seguo la discussione semplicemente perchè mi arrivano le notifiche sulla mail e non so come disattivarle…
Inoltre non ho ne voglia e tempo di continuare una discussione dove le posizioni di ognuno sono nette e contrastanti tra loro, sinceramente non reputo di avere nulla da imparare e nulla da insegnare…!
Comunque se ti da fastidio non rispondo più…
Ah…vedo solo ora il tasto “Modifica le tue sottoscrizioni”…
Arrivederci…
Dott50, scusa il mio atteggiamento, ma forse c’è ancora qualche motivo d’incomprensione nelle nostre espressioni che ci ostacola ed io ambirei dissolverli. In ciò che volgarmente indichiamo come cervello, ci sono diverse parti o strutture che ci permettono il nostro governo; alcune sono fisicamente identificabili, altre lo sono funzionalmente, come la mente. La suddivisione in Es, Io e Super-Io è di quest’ultimo tipo. L’istinto di vita e quello di morte, nascono nell’interazione di queste parti della nostra mente, perciò non risulta perfettamente corretto quello che affermi. Non è l’Es in quanto tale ad avere esperienze inconsce, ma piuttosto la triade nel suo complesso. Durante lo sviluppo di questo meccanismo si attraversano diverse fasi evolutive come hai indicato; quasi sempre avviene che queste non siano perfettamente oltrepassate o almeno non con pieno successo, diciamo che l’esame quasi mai è superato con il massimo dei voti e ciò crea qualche disfunzione più o meno grave.
Se consideriamo il rapporto sessuale, è possibile individuare tre ordini di grandezza su cui agisce: individuale; sociale; e naturale. Diciamo che quelli sociali vogliono essere una sorta di prevenzione alla conservazione della collettività, ma la sua insita arroganza dovuta alla sua natura prettamente umana, la porta a superare i suoi limiti, trasbordando spesso sia nell’ambito individuale che in quello naturale. In realtà sia quelli individuali che quelli naturali sono ampiamente sufficienti al loro scopo, quelli sociali perciò si trovano ad essere un aberrante duplicato di questi. Un’interferenza disarmonizzante che spesso crea confusione, in modo particolare a livello psicologico e sociologico.
Tempo addietro ebbi l’occasione di leggere che la sessualità nell’uomo, proprio per le attività mentali di quest’ultimo, svolge un notevole compito nello sviluppo della personalità ed in particolare per l’evoluzione in senso sociale, comprendendo: l’affettività, l’emozionalità e la relazionalità. In pratica essa, a differenza di ogni altro tipo di piacere che dipende da recettori periferici particolari, è subordinata direttamente al sistema nervoso centrale, soprattutto a livello corticale. Questo spiega l’aspetto essenzialmente psichico della variabilità individuale della stessa. Il riconoscimento della sessualità come fattore determinante ad uno sviluppo non solo personale, ma anche e soprattutto sociale, deve far comprendere come, alla repressione della sessualità, corrisponde una repressione allo sviluppo sociale. Un bambino allevato in un ambiente circoscritto e limitato, non potrà mai raggiungere una sua personalità completamente matura, come una sua limitazione alimentare non gli consentirà di avere una struttura fisica adeguata. La principale necessità sociale dovrebbe quindi essere quella di espandere le libertà legate alle fantasie individuali, quindi sessuali, artistiche ecc…, al fine di ottenere un miglioramento individuale e quindi anche globale.
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Del resto è universalmente riconosciuto che le civiltà si sono sviluppate in relazione agli scambi, non solo commerciali che ne erano la ragione scatenante, ma soprattutto per quelli umani che permettevano uno sviluppo complessivo più avanzato ed armonico. Avere una società chiusa, limitata nelle sue negoziazioni, ne riduce enormemente lo sviluppo, sia a livello individuale che collettivo, un po’ come avviene in quei paesini rimasti fuori dal mondo, abitati per lo più da “buzzurri”.
Personalmente credo che sarebbe molto costruttivo imparare a distinguere le nostre convinzioni basate su fatti oggettivamente concreti da quelle invece dogmaticamente trasmesseci senza adeguate verifiche. Queste ultime spesso ci creano problemi a livello psicologico proprio perché nella nostra vita reale abbiamo modo di sperimentare la loro disarmonia con la realtà. La pratica di meditazione sui koan Zen potrebbe darci interessanti spunti di riflessione in questo senso.
Nel post 2515 di ste, si può notare un tipico esempio di: né concetto, né non-concetto, come espresso nelle pratiche Zen. Notare che non si tratta di opposti tra essere e non essere, ma propriamente nell’opposizione tra “non essere” e non “non essere”. Il detto riportato, che in napoletano è: ‘O sazih nun crer’ ‘o riun’; che sta ad indicare che chi possiede, ha difficoltà a comprendere chi non ha, viene trasformato in una qualità che non possiede; difatti è indicando un senso non contenuto, espresso con:“ingordi”. Risulta chiaro che l’intero costrutto modifica totalmente l’escatologia del significato inserendo valori del tutto alieni, ma presenti nella mente di chi li esprime. Il termine “ingordo” inserisce un senso non espresso di “non ingordo”, associandolo al “sazio” che così ne diventa l’espressione. In questo modo il monogamo viene innalzato a livello qualitativo a chi non ha bisogno, contrapponendo così la condizione di bisognoso allo scambista. Questa digressione permette di comprendere perché spesso si esprime il concetto di critica che è subliminare in molte espressioni, creando disappunto che spesso viene indicato poi come incomprensibile, invertendo la posizione della vittima con quella del carnefice.
Ad esempio, considero il valore di chi pratica il naturismo, come valore in sé, mentre chi tende a condannare un simile atteggiamento lo interpreta come pratica trasgressiva, tramutandola in “nudismo”, valore socialmente spregiativo.
Nell’olismo, si tende ad evidenziare i rapporti che intercorrono tra le cose :”se stappo un fiore, da qualche parte c’è una stella che piange”, purtroppo però è ancora troppo radicato il concetto meccanicistico, in cui si vede lo specialista come una superiorità qualitativa. Il risultato è che quando vado dal medico generico, dicendogli: “dottore ho un malessere di cui non comprendo le origini”. Questo mi manda a fare una serie di esami, curandomi per far rientrare nella norma i valori trovati alterati, trascurando così la causa del malessere che percepisco.