Voglio lottare
Riferimento alla lettera:
Sono capitata qui per caso, stavo cercando su internet qualche sito che parlava del suicidio e sono approdata qui non sò perchè mi sono registrata o se continuerò a scrivere non ne ho la più pallida idea ma per ora scrivo, non m'interessa d'essere giudicata sicuramente lo sarò ma ormai...
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Data di pubblicazione: 30 Settembre 2005
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Categorie: - Me Stesso
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Sembra di stare su di una nave con l’alternarsi della procella con la calma assoluta. Io preferisco la ccalma perchè ti permette di pensare.
Anais,
hai ragione è inutile far vedere il nostro mondo alle persone
che ci stanno accanto,trovano sempre un pretesto per non
capire le cose le rigirano come gli pare,ci cambiano le parole e le mettono
a loro comodo e piacere!!!Tutti credono d’essere i giudici della
situazione quando alla fine il giudice è il peggio malvivente!!!!
Ricordo d’aver amato per un anno il mio ragazzo,l’ho ospitato 24h
su 24h a casa mia mangiava beveva come c.... gli pareva!!!Mai un regalo
una carezza che poi non fosse accompagnata da un pugno da graffi o da
insulti,ho sempre detto che rifarei tutto nella mia vita,ma non è
vero con lui non ci ritornerei mai!!!Questo per farvi capire
che al mondo anche se ami te la prendi nel….Ania.
* Poi arriva il momento in cui si scrive di un sorriso che si forma sulle tue labbra.
Voglio leggere di quello.**
Lo ha scritto tu, anais, il 21 novembre. Ed era per Ania. Facciamo, pur con questo poverissimo mezzo che è il web, che valga per tutte e tre, papi compreso, che da due giorni non parla.
E anche per noi che leggiamo e solo questo oggi possiamo dire.
Silver
il mondo fa schifo voglio andare via odio tuttto
Certo che la gente è proprio strana,
ho appena ricevuto un’sms dal mio ex ragazzo che m’intimava a non
scrivere di lui,ci siamo lasciati da due anni eppure non fa altro
che perseguitarmi,è tutto strano.Due giorni fa mi diceva ti prego
torna con me,ora non fa che insularmi inventandosi storie d’amori
trovati in chatt perchè lui solo lì rimorchia.Qualche giorno
fa incontrai un mio amico,mi disse:Alina ma come hai fatto a
stare con quello?Non si poteva guardare aveva un’occhio più
grande e uno più piccolo!Si in effetti,come ho fatto non lo sò
credo di meritare di più,sia come intelligenza che come
bellezza fisica….Scusate il mio sfogo=)))Papi,ma che
fine hai fatto?Sono preoccupata!!!Anais,come và la situazione?
Sono tornata da un pomeriggio sbagliato, passato in un centro commerciale. Era urgente accidenti, qualcosa devo pur mangiare e vestire, nella fattispecie indossare un paio di scarpe invernali che lo scarponcino fa passare l’acqua e poco si adatta l’umido ai miei piedi. Ma ho sbagliato. Grave errore. Gente impazzita, caldo, luci forti, niente scarpe no, ho riportato a casa la manica del cappotto nuovo appiccicata di zucchero filato e un paio di piedi doloranti. E la precisa idea che sono scema io a confondermi in questi periodi, nella gente. Non mi nascondo come al solito in questi posti, perché non c’è proprio lo spazio per nascondersi: sono una come tante, inutile tirarsela. Sono figlia di questa società, né più né meno, e nella folla al massimo mi confondo, molto più spesso mi appiattisco.
Rientro in silenzio. Lancio letteralmente il cappotto “appiccicato” sul letto, borsa pesante, telefonino- spengo – portatile in stand by- riavvio- niente, quel lavoro sta ancora lì…non è andato avanti da solo nel pomeriggio…scarpe…togliere…lanciate. Sciarpa che mi strozza, caldo, ora fa troppo caldo, è ora di cena ma non ho fame, la mia stanza si riempie di me in pochissimi minuti. Mi affaccio di corsa di là: stanno ascoltando dei vecchissimi dischi rotti su un altrettanto vecchissimo giradischi. Sorrido. Sono a casa. Faccio le scale di corsa. Per strada lascio cadere pantaloni calze maglione. In bagno arrivo quasi nuda.
Decido in una frazione di secondo che va riempita la vasca di acqua bollente. Niente doccia. Sono lenta oggi. E va bene così. Mi immergo mentre l’acqua continua ancora a scorrere, è quasi a metà vasca. Passo i primi cinque minuti a bagnare e giocare con i capelli. Ho in mente il solito motivetto che mi perseguita da giorni… escribeme con tinta de violetas…immergo la testa. L’acqua entra nelle orecchie. Mi arriva il suono ovattato dei dischi rotti al piano di sotto. Riemergo. Dondolo con il corpo. Il bagnoschiuma, odore di borotalco, comincia a fare schiuma. Asciugo le mani. Prendo il mio libro. Ogni tanto recupero la voglia di leggere, e quando accade, mi capita di leggere in tutti i momenti e in tutte le posizioni e con chiunque davanti. Stavolta il merito va alla Serrano. Antigua, vita mia. Storia di due donne, violeta e josepha, di questa città e di questa realtà che mi sta scorrendo ora sempre più nelle vene.
Mando giù senza fiatare, due, tre capitoli, mentre continuo a dondolarmi nell’acqua. Recupero i miei riccioli. Tanti, neri neri. Tutta la città, la confusione, gli odori, la gente, stanno andando via attraverso i pori della mia pelle, passano, si sciolgono nel bagno odoroso. Io riesco solo a chiudere di nuovo gli occhi, continuare a sperare che presto non avrò più bisogno di questi battesimi per sentirmi di nuovo pulita di una confusione che non mi appartiene e che non mi fa vivere come vorrei.
Ciao Ania, ciao tutti. Sono qui, ma meno perspicace di Silver, mi avevano molto turbato i
tuoi messaggi.
E’ vero, oggi come oggi spesso si cercano cose futili nella vita. Forse è per riempire la mancanza
di veri obiettivi.
A volte, e capita anche a me, ci si lascia scivolare via le cose solo per non pensare, non riflettere
non soffrire, non fare scelte. Forse è più facile fare così. Se io dico a mia moglie “non ti amo più”
lei come reagisce? Si incazza? Piange? Lotta? cerca di riconquistarmi?
No. MI dice solo resta con me lo stesso.
E poi è vero che non l’amo piu? Non lo so.
E poi è facile dirle che non l’amo piu? No. E allora, magari, ci si lascia vivere ancora, sperando che
non venga mai il momento dell’insofferenza e del totale disaccordo, men che meno dell’odio.
E il tempo scorre e si continua vivere le cose senza viverle veramente.
Fai bene Ania a conservare i tuoi veri desideri per tirarli fuori al momento giusto.
Vuol dire che hai degli obiettivi veri. E anche la tua sofferenza, in fondo, significa che vivi davvero.
Il mondo fa schifo? Non lo so. La vita fa schifo? Credo di no.
E’ semplicemente la vita.
La felicità esiste? Non lo so, secondo me esistono momenti di felicità, non esiste la felicità totale
Non lo so. Ma se esistesse e io non avessi saputo imboccare il giusto bivio al momento giusto?
Beh, in fondo non cambierebbe molto, non sapendo cosa ho perso, non posso soffrire.
Ciao, un bacio.
Carissimi,
mi viene in mente un’immagine. Avrete certamente visto quei teloni tondi che usano i vigili del fuoco quando una persona si deve lanciare dall’alto.
Noi di questa squadretta (il blog di voglio lottare)teniamo il telone e a turno, uno di noi si butta e gli altri lo accolgono al volo.
Fatico a immaginare le facce, quindi le invento.
Ania ha i capelli viola, e saltabecca da un sito all’altro (e da un umore all’altro) lasciando inconsapevoli tracce.
Anais con i ricci neri danza perfetta tra congiuntivi e punteggiatura mentre un carrello di ipermercato la insegue con 144 flaconi di bagnoschiuma tutti della stessa marca.
Silver brizzolato XL con la bici scassata, il giubbottone con mille tasche strapiene non si sa di cosa.
Papi in completo grigio scuro, camicia celeste buttondown e cravatta battistoni detta ascoltatissimo la linea ma non la segue.
Teniamo il telo e dibattiamo: Melissa P., il mondo fa schifo o no (io dico NO!), l’acqua entra negli scarponcini, soltanto Margherita Buy si può innamorare dello pscicologo e consolarsi con Verdone?
Boh!
Ciao. E’ finita la lavastoviglie. Chissà se il coperchio della pentola a pressione ha fermato la pala di sotto.
Con affetto
Silver
Silver,l’innamoramento dello psicologo non esiste viene
tecnicamente chiamato transfert cioè il paziente che proietta
le sue emozioni verso il terapeuta.Mi dispiace aver dannaggiato papi,
non ne combino una giusta in questo periodo…Forse è meglio che io non
scriva più.Grazie a tutti ciao
ahahhaha!!
silver!niente di più vero!
riccioli neri inseguiti da bagnoschiuma!
che poi questo bagnoschiuma è curioso!
E’ davvero al borotalco e pensa…c’è una persona a me cara che vive dall’altra parte del mondo (sudamerica) via webcam ci mostriamo la spesa e lui compra l’identica marca di bagnoschiuma che uso io in Italia!abbiamo riso per un quarto d’ora…
no, la vita non è come la vede Melissa P.
a me piace vederla come la descrivevi tu l’altra notte dalla tua finestra…
bacio
Silver, mi stupisci, lo sai che il coperchio della pentola a pressione non si mette in lavastoviglie.
Si rovina la guarnizione….
Sai, sono un po’ stufo di seguire la linea…anche se la conosco…
Ciao.
ania, perchè reagisci cosi?
siamo allegri stamane…sfrutta questo piccolo momento…
ti abbraccio.
Cara ania,
secondo me ti piace talmente scrivere che non vi rinuncerai facilmente.
E poi Papi lo leggo più tranquillo e anche Anais s’è fatta una risata con i 144 bagnoschiuma tutti uguali.
Quanto al coperchio della pentola a pressione, Papi ha beccato al volo che stavo dicendo una bugia. Non lo metto mai in lavastoviglie (ma mi serviva l’allegoria della pressione in quella pentola che è la nostra vita).
Quello che fa fermare la mitica pala inferiore sono i manici, specialmente dei coltelli del pane. Io, a tale proprosito, ho bucato in diagonale le retine plastiche separatrici all’interno del cestellino delle posate. In questo modo, disponendo appunto in diagonale i coltelli lunghi, posso stare tranquillo. I cucchiai e le forchette di legno, che a casa mia usiamo a profusione, li ho tagliati direttamente all’altezza giusta.
Però anche nella lavastoviglie vedo un’allegoria (e sono due!). E’ la difficoltà a percepire i segnali deboli delle persone. Insomma, da fuori sembra che tutto vada bene e poi all’improvviso scoppia il dramma. Come, appunto, quando dopo 73 minuti mi accorgevo che la Candy non aveva lavato nulla. Preferisco, quando serve, il fuoco d’artificio dello show down.
Quanto alla Buy che si innamora dello psicologo, mi era venuta in mente quando l’ha scritto Ania e non ho potuto fare a meno di citare uno dei film che fanno sganasciare tutta la mia famiglia (Maledetto il giorno in cui ti ho incontrato, appunto di Carlo Verdone).
Sento bussare: è Grazia che viene a prendere il trasportino del gatto.
Bacioni a tutti
Silver
…trattato su una lavastoviglie: regole e comportamenti.
autore: silver.
anno edizione: fine 2005 inizio 2006
che mito…
Papi,
mi ha criticato dicendo che l’ho fatto stare male,
tutti ora scrivete per le cose sue,bene cambiate titolo
a questo blog e mettetici tutti i sentimenti di papi..
Visto che da quando è arrivato lui tutto và storto!!Io è come
non esistessi più tutti dietro a lui che fa i capricci,
non gli si può dire quello che pensa perchè altrimenti và in
crisi non mi piace più!!!Silver posso scrivere benissimo nel
mio diario segreto stai dietro a papi ciao
Ehi Ania NON SCHERZARE. Tu non hai danneggiato nessuno, anzi, al contrario, caso mai mi hai datouna mano.
Non ti preoccupare che quanto a danneggiarmi (moralmente) ci so pensare da solo…
SCRIVI!
Io con i cestelli delle lavastoviglie ho sempre problemi…. li buco tutti con le posate… e così si bloccano le pale!
Ciao.
complimenti per le lunghe conversazioni. Quota non è facile superarla. Devo dire che molte volte la conversazione è intrigante anche se è ristretta a due attori principali ed a varie comparse. Quando sarà abbastanza lunga la conversazione nè trarremo un libro. Che ne dite?
Luc,
noto un sano sarcarmo nelle tue parole,
io ho già scritto un libro quest’estate…
Le mie ferite provocata da me stessa oggi per punirmi dei miei
sbagli bruciano…Non serve disinfettarle è giusto che io soffra come
ho fatto soffrire ingiustamente chi mi stà accanto.Papi,
desidero veramente parlare con me,ti lascioa la mia email
privata così potrai contattarmi privatamente nei modi che vuoi
tu.. alinatvb@libero.it aspetto tue notizie
..ania veramente io ho parlato solo di me…
ma se non era contemplato nel 3d, mi scuso.
Anais,
no tu sei così vicina a me che non oserei dirti nulla di male,sei
così dolce.Non riesco a scrivere molto ho i tagli che mi fanno male
E perché cambiare 3d?
Ania,
quel *voglio lottare* che è diventata la nostra testata serve a tutti. Me compreso. Che a volte ho bisogno di per lottare contro me stesso o per me stesso, che poi è la stessa cosa.
L’immagine del telone dei vigili del fuoco, pur tra gli scherzi della mia fantasia, non disegna questo nostro stare insieme?
Una volta a Milano c’erano le case di ringhiera, con le porte aperte allineate sul ballatoio. Chi sapeva che un vicino aveva un problema metteva la testa dentro almeno una volta al giorno per vedere se poteva essere utile. Poi magari chiamava anche un’altra persona: *Dài, andiamo a trovarla, così ti distrai anche tu*.
Oggi abbiamo il web, ma il sentimento è lo stesso: ti vogliamo e ci vogliamo bene.
Non sei d’accordo, ania?
Ciao a tutti
Silver
Ania, ma CHE TI HO FATTO? NON VOLEVO FARTI MALE…
DAVVERO?!
ania, sono ancora nello studio, gli occhi mi fanno male.
a quest’ora non ho finito ancora di lavorare. Eppure ho scelto la mia vita, ho scelto il mio lavoro e quello che sono, nonostante tutto. C’è tempo. Ancora tanto tanto tempo per stare bene. Devi crescere per imparare a guardare in faccia il tuo dolore e tirarne fuori la consapevolezza di esistere.
Si Silver,
hai ragione ho esagerato troppo,
ma SCUSATEMI TUTTI non potete capire la fatica che stò facendo in
questo momento nello scrivere al pc,sia qui che in privato o in un’altro forum
mi sono tagliata su tutto il braccio e mi fa un dolore pazzesco che non mi porta
neanche alla concentrazione di ciò che scrivo
ania,
ti prego: cosa sono queste ferite e questi tagli di cui parli?
Mi è tornato il groppo in gola e sono qui a scriverti quando per te magari è ancora prestissimo (penso).
Ho anche il rimorso di avere scherzato ancora, con l’aggravante che questo Sito processa le nostre mail in un ordine cronologico suo e quindi a volte quello che scrivo stride con il commento precedente e sembro un cinico pazzo che si diverte.
Io racconto sempre queste piccole cose quotidiane (la lavastoviglie, i nipotini che mi dicono che sono un po’ vecchietto, il trasportino del gatto, i bimbi che passano nel giardino…) perché io amo il quotidiano. Perché penso che nella vita, l’acqua dell’acquario nel quale ogni persona si muove, siano proprio le cose piccole e quotidiane. Per me il successo, l’eccezione, la cosa eclatante sono, appunto, l’eccezione. Una specie di fulmine lontano dietro i monti: lo guardi e poi torni a tagliare le erbacce col pennato. Anche nel lavoro sono stato sempre una formichina, sfuggendo le ribalte (anche se qualche volta mi ci sono trovato), e amando le persone. E così, da pensionato, tra le mille Associazioni di Milano, mi sono scelta la più semplice e quotidiana.
Ti abbraccio forte forte.
Silver L.