Salta i links e vai al contenuto

Vittima di violenza psichica da parte di mio marito

di gioma

Leggendo un articolo sulla violenza psichica mi sono resa conto di esserne vittima da parte di mio marito.
Egli è da molti anni un professionista stimato ed a questo è arrivato anche grazie al mio aiuto, prima per essere stata l’unico sostegno economico della famiglia, poi per averlo sempre aiutato nella gestione del suo lavoro.
Ha sempre dimostrato un disagio di fronte a molte situazioni in cui bisogna comunicare con colleghi, collaboratori, familiari, abbandonando il campo in situazioni critiche quasi dimostrando infantilismo ed irresponsabilità.
Per queste ragioni all’estremo sono costretta a rimboccarmi le maniche per non distruggere tutto. Nonostante tutto non ha mai detto di aver bisogno di me nel lavoro anzi tutt’altro ma in realtà non è in grado di sopravvivere senza il mio aiuto anche nella quotidianità, per esempio non riesce ad usare nulla di tecnologico, telefonino, sistema di allarme, internet, ecc, Non ritira mai la posta, non risponde al telefono, non accende il riscaldamento, se si rompe qualcosa lo lascia così subendo tutti i disagi e diventa molto aggressivo. Ho provato ad occuparmi di altro e non fare più niente ma ancora peggio. Non vuole frequentare nessuno né con me né senza di me, vuole solo frequentare luoghi dove nessuno lo conosce, cerca sempre l’anonimato,
Nel rapporto intimo le cose vanno bene e dice da sempre di non aver avuto mai la necessità di cercare null’altro perché si sente appagato.
Lo ho sempre visto mettere in atto le solite strategie nei miei confronti: innanzitutto l’aggressività, dice una cosa e ne pensa un’altra e questo mi destabilizza, rifiuta qualsiasi chiarimento, interrompe le comunicazioni e poi il silenzio per giorni settimane ed anche mesi. Il passo successivo è quello di cercare un’alleanza con familiari ed amici ai quali peraltro io mi sono rivolta per chiedere aiuto e riesce ad averla perché lui fuori di casa ha l’immagine di una persona buona, rassicurante e disponibile e riesce a farmi passare per pazza e cattiva. La finisce solo quando io ricomincio a parlargli e far finta di niente dell’accaduto per poi ricominciare di lì a breve.
Tutto ciò mi fa cadere in un forte stato depressivo ed in questa situazione mi sento sola, tradita e abbandonata e molto spesso non ricordo nemmeno come era cominciata perché non c’è mai una ragione vera e propria, poi mangio in modo sfrenato, mangio per tristezza e per “anestetizzarmi” con tutte le conseguenze che si possono immaginare.
Ho bisogno di trovare una strada che non mi porti a distruggermi e farmi distruggere per questo vi chiedo un consiglio ed un aiuto a chi mi posso rivolgere. Attendo con ansia una risposta. Saluti.
Gioma

L'autore, gioma, ha condiviso solo questo testo sul nostro sito.

Lettere che potrebbero interessarti

Categorie: - Famiglia - Salute

31 commenti

  • 1
    VeramenteDisperatissima -

    ciao…
    purtroppo non so darti consigli adatti alla tua situazione.
    Sei una donna adulta, preparata, che non si lascia abbattere;
    sei diventata la mamma paziente di un bambino dotato sì, ma viziatissimo. Devi combattere contro questi giochi di faccia…

    io non so cosa tu faccia nella vita, se hai un lavoro tuo oppure aiuti tuo marito “e basta”. Hai delle amicizie fidate?
    Disponi di soldi solo tuoi?
    Queste sono le basi da sapere per riuscire a darti un consiglio…

    non credo che terapie psicologiche ti aiuterebbero chissà quanto ( visto che poi le tue situazioni concrete devi gestirtele da te), e capisco quanto possa essere frustrante sfogarsi sul cibo, proprio per le conseguenze.
    Cosa vi lega? Figli? Un rapporto pluridecennale?

    QUali sono i TUOI desideri?

  • 2
    Roberta -

    Alcuni uomini in principio vogliono essere aiutati (economicamente,moralmente,ecc.)ma poi sviluppano dentro di loro un rancore e una riconoscenza pari a zero perchè si sentono poco maschi.Adesso ti stà dominando con una non tanto sottile violenza psicologica anche se gli servi sempre visto che è imbranato quasi in tutto;l’unica cosa che devi ben tener presente è il fatto che tuo marito è un uomo malato e ti porterà presto alla depressione se non ci sei già caduta dentro.Scusami ma non vedo niente di buono,faresti bene a mollare gli ormeggi e girare al largo in un punto lontano dove lui potrebbe soltanto annegare…

  • 3
    xavier -

    ma la vogliamo finire di dare consigli strambalati e privi di senso pratico e frutto di publicita’ del mulino bianco. Appena ho letto il titolo mi sono precipitato a leggere la questione, e non riscontro alcuna violenza pscologica, nessuna n-e-s-s-una.Premesso che le tue accuse sono molto gravi, e dal tenore della lettera non si riscontrano anzi, poi se c’e’ dell’altro e’ altra questione.
    Sembra piuttosto che stai parlando di una persona molto affezionata a te, e un po imbranata nella vita comune, introversa, ma che nello stesso tempo lavora per la sua compagna e la famiglia.
    Di certo si intravede qualche difficolta’ che scaturisce in primis da te stessa, forse voresti avere piu’ riconoscimento ed e’ giusto, forse vorresti fare semplicemente qualche cosa di diverso, ed anche questo e’ giusto.
    State passando un momento di crisi, questa si supera con la comunicazione, con l’affetto con il voler parlare senza pensare a inverosimili concetti di violenza piscologica. (almeno per quello che vedo scritto.
    A mio parere a furia di sentirli ripetere in tv una persona si autoconvince di alcune situazioni, tanto da scrivere una lettera con un titolo cosi forte.
    Chiaro che il momento di crisi esiste, ma questo si supera con la razionalita’ e’ il buon senso, non certo con pensieri negativi e soprattutto con applicazioni di concetti spiccioli magari letti in qualche manualetto di terzo ordine. Quindi invece di rivolgerti ad amici o familiari, che servono soltanto a creare confusione armati di buon senso uncominciando da te e capisci il perche’ le cose sono andate in questo modo, riflettendo sul motivo per cui hai scelto questo compagno, tutto il resto verra’ da se….e non ascoltare civette
    Poi se c’e’ dell’altro allora e’ un’altra storia, ma sulla base di quanto hai scritto vedo solo un problema di incomunicabilita’.

  • 4
    gioma -

    Il problema di questa situazione è come lui agli occhi della gente riesce ad apparire una persona buona, comprensiva ed è tutt’altro ,ed il suo comportamento nei miei confronti
    fa si che si pensi di me il contrario di quello che sono, riesce a manipolare le situazioni reali. Io sono apprezzata dalle persone che conoscono solo me e svilita quando conoscono tutti e due .
    Sarà che sono una persona molto aperta,comunicativa e metto in mostra pregi e difetti, sono molto generosa con tutta la famiglia e questo pure è un’altro punto a mio sfavore . Non riesco a controllare le emozioni e si vede tutto quello che provo sempre. Ma come si fa ad apparire diversi da come si è per non essere sempre aggrediti anche da coloro che sono spettatori passivi di questa situazione coniugale? gioma

  • 5
    amico di marija -

    applausi per Xa vi er Xa vi er Xa vi er

    qui dentro di gente che da consigli avendo una cultura che si ferma a letture di fabio volo è pieno…

    ripeto applausi per Xavier…

  • 6
    VeramenteDisperatissima -

    amico di marija ti meriteresti un monumento solo per aver azzecato esattamente il confronto! Bravo! Risata amara..

  • 7
    dany73 -

    Cara amica, innanzitutto premetto , “non sono una psicologa” , ma mi sento di dirti qualcosa perche’ leggendo quello che hai scritto , mi sono spaventata … Sembravi me , qualche anno fa’ … e quindi mi sento di scriverti , sperando che tu possa soltanto cogliere il senso di quello che ti dico , che non e’ un consiglio , ma soltanto una riflessione che devi a tutti i costi fare per il tuo bene e per non fare la mia stessa fine … Sentiamo il bisogno di dare aiuto a queste persone che non ci chiedono niente , le vediamo deboli o no so …. intanto loro con i lori modi stanno accendendo dentro di noi quella dose di depressione che ogni gg diventa sempre piu’ grande e s’impradonisce della ns. testa. Ci sentiamo in dovere di aiutare ,perche’ siamo noi le prime a non star bene con noi stesse, ci accontentiamo del minimo perche’ abbiamo paura della solitudine e non abbiamo il coraggio di vedere i problemi ed affrontarli con razionalita’. Tu non devi aiutarlo , il mio dopo 15 anni di aiuto, dopo che mi ha fatto venire una depressione, dopo che ho sofferto per colpa sua di ansia, di attacchi di panico , e tutte le cose piu’ orribili che non auguro a nessuno , mi ha detto , ma chi ti ha mai chiestio niente ? e lo sai cosa ha fatto ? mi ha gettato come mondezza . Non mi ha mai ringraziato di nulla , mi ha detto che l’ho fatto sentire una nullita’ , e quando non mi ha visto piu’ piacente al 100% perche’ troppo magra e sfinita di tutto , m’ha detto che gli facevo schifo … Troppo magra, sei una larva , ma che caz… m’e’ frega del tuo aiuto chi te l’ha mai chiesto . Mentre mi facevo il culo, cacciavo i soldi , lui andava a mignotte … A loro non faceva mancare niente …. Stai attenta , rifletti , ti prego leggi il piu’ possibile “Sindrome di Stoccolma” , “Dipendenza Affettiva” … Mi spiace dirtelo , ma in questi casi , quello che si vive non e’ amore .. Salvati , io sono viva per miracolo !! ci ho messo circa due anni per capire cosa mi era successo e non e’ stato facile … non ci sono medicine per questo … soltanto la tua testa …!!

  • 8
    xavier -

    vabbe’ dipendenza affettiva, sindrome di stoccolma, si vede che io ho letto un altra lettera, qui mi sembra che il tizio non vada a mignotte, e mi sembra che la vuol un gran bene.
    Delle volte questi siti sono delle trappole, a me ha aiutato molto all’epoca.
    Ma qua veramente ci si ferma a fabio volo.
    Io penso che in ogni cosa tutto sia un problema di comunicazione vedo solo incomunicabilita’da quello che hai scritto. Inoltre i consigli si danno non sulla impronta della propria esperienza in quanto delle volte si possono fare danni.
    I libri di pscologia fanno male, l’ho sempre pensato e quando leggo i pareri qui esternati lo penso ancora di piu’. Penso che si debba parlare, comunicare e ascoltare…….in questo mondo dove tutti pensiamo di essere unici e irripetibili, che uno shampo ci ha detto che valiamo, non capiamo che in un rapporto dopo anni porta per forze di cose delle crisi, allora dobbiamo capire quale sono state le scelte che ci hanno spinto verso queste persone….poi chiaro che puo’ finire ma si deve provare….

  • 9
    Chigurh -

    veramente disperatissima…ma da che pulpito parli ?
    non sei quella che scrive ogni giorno della sua relazione finita…? sei disperata..lo dici tu stesso..
    quindi non sei nelle condizioni di analizzare e consigliare nessuno…
    prenditi una vacanza…

    nella lettera di questa donna un’occhio un minimo esperto può leggere un disagio che può non essere causato dal marito …quello che deve fare questa signora è rivolgersi ad un terapeuta di coppia che possa analizzare come loro siano arrivati a questo punto..e non dare retta a persone come te che pensano che le proprie esperienze valgano per tutti…

    le regole che hai seguito ti hanno portato ad essere disperatissima ed ora vorresti imporle a noi…ma per favore..

    PS
    xavier sei veramente un tipo in gamba complimenti

  • 10
    VeramenteDisperatissima -

    carissimi voi che avete avuto la delicatezza di nominarmi a suffragio delle vostre tesi:

    è proprio percfhé io ORA sono in queste condizioni,
    che conosco le varie tappe per arrivarci.
    Vi ripeto: pvoi parlate di sentimenti che non esistono,
    perlomeno da parte del marito, mentre invece trascurate totalmente le difficoltà che hanno spinto questa donna a sfogarsi qui.

    Invece di parteggiare, perché non offrite delle soluzioni,
    soluzioni che possano rendere meno gravose le responsabilità della nostra amica e che quindi, magari, possono portare a un clima favorevole al dialogo?

    A me non pare che quest’uomo provi amore.
    Semmai rabbia per la sua dipendenza cronica dalla moglie.
    Cos’altro dovrebbe fare questa donna?

    Non so, ditemi, voi uomini che capito così tanto bene le donne da poter parlare per loro…

  • 11
    Roberta -

    Sostengo VeramenteDisperatissima….la sua opinione come avete letto è uguale alla mia e per quanto riguarda xavier qui osannato da molti devo fare più di un appunto.Non è solo un problema di comunicazione e non serve a niente che lui lavori per la famiglia e non vada a mignotte,noi donne ne abbiamo piene le palle di questi uomini che credono di fare il loro dovere solo per il fatto che portano a casa la pagnotta…a noi la società chiede l’impossibile,dobbiamo essere mogli perfette,amiche,amanti da kamasutra,cuoche,sarte,donne di servizio,avere un’occupazione ben retribuita,essere madri ecc. e naturalmente e non per ultimo il fatto di continuare a portare la taglia 42 anche dopo i quarant’anni…bè,siamo veramente STUFE e penso lo sia anche gioma che ha scritto il suo disagio…suo marito è un mollusco e basta,magari andasse a mignotte…

  • 12
    xavier -

    Non posso esimermi da commentare, avrei voluto non farlo.
    Primo per me non esistono uomini e donne, ma persone. Ancora vedo ragionare in termini di stereotopi, Penso che a nessun piaccia veramente la tg,42, io la porto aime’, penso che non sia bello dire “magari vada a mignotte” per un fatto di stile, soprattutto nei confronti di colei che ha chiesto un consiglio, penso che la pubblicita’ faccia male…fortunatamente oggi non si bada alla retribuzione o almeno si spera, ma il problema non e’ questo, ne mi interessa parlare di discussioni tipo uomini e donne, su questo mi sembra che ci siano trasmissioni ben piu’ quotate, ne di come ci vuole la societa’, perche’ sarebbe un discorso sui massimi sistemi, ed alcuni ci hanno impiegato una vita a studiare il fenomeno, dirlo in tre righe sarebbe riduttivo.
    Ho letto un messaggio di aiuto e mi sono permesso, con fermezza ma anche con la tenerezza che mi contraddistingue di dire a questa persona con molto buon senso, attenzione perche’ forse il problema e’ anche tuo, (non da ultimo perche’ sembra che ci viva con questa persona) . Avro’ sbagliato, probabile nessuno ha la sfera magica, ma almeno non ho alimentato tensione, in questi casi un consiglio e’ bene darlo sull’onda del distacco e della pacatezza. Chicurg ha ragione, ma una con un nick che comunica di per se un disagio forte, perche’ tutto e’ comunicazione, come Veramentedisperatissima, puo mai dare un consiglio sereno?, ma lei stessa ogni volta che parla necessita di un consiglio ……di una parola di affetto, di un incoraggiamento delle volte anche il gridare puo far bene, pero’ no in questo caso che reputo il problema piuttosto serio. Inoltre qui non si tratta di sostenere qualcuno, qui fortunamente non si vince e non si perde, si aiuta a pensare a delle possibili scelte o comportamenti da adottare Le scelte non sono mai di per se sbagliate, o giuste. Sono scelte tuttavia da queste possono nascere traumi e sofferenze. Per questo si e’ cercato di dare una soluzione mirante alla comunicazione, alla volonta’di capire il perche’ si e’ arrivati a questo punto. il consiglio piu’ serio lo ha data chigurg, molto maturo., rivolgersi ad un professionista.
    Tutto qui, come si vede un discorso banale, fatto si spera di buon senso, sicuramente non bello come quello dello shampo, ” noi valiamo”, ma questo a prescindere.

  • 13
    gambit99 -

    mi permetto di entrare nel conflitto…ma lo faro’ in punta di piedi per non disturbare…
    prima di tutto dalla lettera di gioma e come da xavier evidenziato il vostro amore non e’ in discussione ma in pericolo perche’ non vi siete capiti e vi state fraintendendo.
    gioma e’ una donna forte, tutto fare, oserei dire quasi come un uomo(quante donne riescono a mettere a posto o capire qualcosa di tecnologico?) invece il suo uomo e’ una persona fragile e dalle conoscenze limitate. lui ha bisogno di continue conferme da amici,colleghi e moglie. vuole andare sempre in posti nuovi perche’ ha paura che qualcuno vedendolo ripetutamente capisca che e’ un uomo limitato, si sentirebbe osservato. il suo unico punto forte forse e’ il suo lavoro e lui fa leva su questo, forse e’ anche l’unica cosa che le e’ riuscito nella vita. gioma, il consiglio che ti do’ e’ vedilo da questo punto di vista, non ha fiducia in se stesso, fin’ora l’hai spinto sempre tu. tirale via questa timidezza andando in posti che conoscete con amici, voglia o non voglia,oppure invita gli amici a casa per un party!fin’ora lui si sente appagato da te, perche’ e’ troppo timido per conoscere qualcun’altra, ma se la conoscesse che cosa succederebbe?capisci, e’ l’insicurrezza che lo guida, tirala via e sarete due persone adulte e le nuvole saranno alle tue spalle. ti auguro di cuore di farcela e,fallo per me, non mangiare schifezze, piuttosto vieni qui e scrivi!
    un abbraccio

  • 14
    Roberta -

    Per tutti:guardatevi la vignetta di Giannelli sul Corriere della sera on line di oggi,la potete trovare anche nei giorni successivi nella sezione foto del giorno…una strana coincidenza con la mia risposta di ieri,qualcuno la pensa come me,pensavo di essere un’extraterrestre….

  • 15
    gioma -

    Sono anch’io convinta di tutto ciò che ha detto gambit99. Ma come superare tutti i suoi comportamenti.? Come puoi organizzare feste , invitare amici! piano piano non ci sono più nemmeno queste cose. Lui è sempre ostile con silenzi che non finiscono mai, sempre pronto a darmi la responsabilità di ogni cosa ma è bravissimo a salvare le apparenze e si preoccupa a dare una visione diversa delle cose a chi ci circonda. Questo purtroppo porta da parte di alcuni a partecipare all’aggressione in quanto testimoni di questa realtà. Il problema è anche nel mio carattere. Io aperta, purtroppo molto aperta, trasparente, convinta che parlando si trova la soluzione ad ogni cosa e lui furbo, diffidente che rifiuta ogni dialogo. Io poi difronte alla slealtà divento aggressiva e peggioro le cose. Ma ditemi voi come debbo reagire, come si può riuscire ad essere diversi? Vorrei invertire la situazione.

  • 16
    gambit99 -

    Ciao gioma, adesso non per vantarmi, ma dovresti scegliere o trovare un paio di amici come me o come te che capiscano il problema e che sappiano come affrontarlo in modo intelligente, la fame spesso viene non perche’ si ha fame ma perche’ vediamo qualcosa che ci piace. Dovreste trovare qualcosa che lo coinvolga o interessi o scuota, io non vi conosco e quindi non posso darti una ricetta sicura. di sicuro non devi darli la torta in faccia come penso stai facendo in questo momento perche’ altrimenti la aggressiva risulti veramente tu.
    passi semplici ed intelligenti.
    all’inizio puo’ sembrare brutto, imbrogliarlo per vincere questo problema ma alla fine ne potrebbe uscire una bella coppia.
    dovresti cercare fra le cose che vi piaciano e vi danno fastidio, singolarmente ed in coppia e perche’ no anche fra le cose che non avete ancora visto o fatto. quest’ultimo sopprattutto crea complicita’ ed apertura.
    puoi anche scriverle, lasciarti criticare da tutti gli amici che ci sono qui ed alla fine scegliere SOLO TU quello che piu’ ti sembra giusto per la tua realta’.
    ce la puoi fare, non e’ una crisi di amore e perdita sentimenti, credimi. devi solo tenere il timone ed andare avanti.

  • 17
    Luna -

    Allora… e la mia è una riflessione generale:
    attenzione agli opposti…
    attenzione, è vero, a voler vedere le molestie psicologiche ovunque, ma attenzione anche a sottovalutare un problema che esiste effettivamente, che è molto più diffuso di quanto si pensi, e che, per sua stessa natura, si diffonde anche perché, purtroppo, una delle caratteristiche paralizzanti della molestia morale è che, per tutta una serie di caratteristiche, e per le dinamiche complesse che si verificano, fa sentire chi le subisce in colpa ed incompreso, nel momento in cui espone il suo disagio e chi non sa di cosa si stia parlando, veramente, anche in buona fede, fa osservazioni che negano una realtà effettiva.
    Sarebbe come se ad una persona che ha un problema serio alle corde vocali si dicesse che ha un mal di gola e che gli basta mangiare una mentina e che andare dal medico non serve a niente. In realtà il medico serve eccome. Ma perché, a differenza di chi non sa di cosa si stia parlando, e anche in buona fede dà consigli, errati, una persona specializzata è in grado di cogliere un problema specifico. Che ha caratteristiche proprie.
    E questo lo sottolineo ancora una volta.
    Il dialogo è la prima cosa, certo, nei rapporti, insieme alla condivisione, al rispetto reciproco, alla voglia di costruire qualcosa insieme, alla capacità di mettersi in discussione, di venirsi incontro e, ovviamente, all’intimità, intesa non solo come sfera meramente fisica. Chiamiamola vicinanza, a più livelli.
    E in coppie in cui si verificano dinamiche di quel tipo (non dico sia questo il caso) c’è effettivamente anche un problema di grossa incomunicabilità.
    Ma, facendo un concreto esempio, ci sono coppie in cui un depresso, una persona affetta da fobia sociale e da acuta dipendenza dal coniuge, inconsapevolmente e/o per continuare a usare le sue dinamiche rifiuta categoricamente il dialogo, ogni forma di confronto costruttivo. E l’altra persona, che appunto è stata tirata su con la convinzione che il dialogo sia fondamentale, letteralmente si ammazza moralmente per cercare una via che l’altro rende effettivamente impossibile. E, stringi stringi, può essere che uno si metta in discussione rivoltandosi come un calzino e l’altro non lo faccia per nulla. Chi è veramente il soggetto debole della coppia?
    Ma, ripeto, il tema è così serio che riassumerne le dinamiche, che variano poi da caso a caso, in poche righe non si può.
    Quello che posso dire è che nel momento in cui percepiamo un disagio, anche se non siamo in grado di decodificare esattamente perché, perché non abbiamo i mezzi per farlo, il nostro disagio comunque è una nostra realtà oggettiva.
    E nessuno, da fuori, può venire a dire che noi non siamo a disagio o che non abbiamo ragione di provarlo, che ce lo stiamo inventando o che la facciamo troppo grossa.
    Quello che è possibile è che non siamo in grado di capire il perché ci sentiamo a disagio, ma il disagio c’è.

  • 18
    Luna -

    Gioma, per quanto riguarda la tua lettera nello specifico, io uscirei dalle etichette di “molestia psicologica”, che di per sè, come mera etichetta non aiuta, ed entrerei nel fatto che evidentemente tu cogli il tuo disagio e una dinamica sbilanciata all’interno della tua coppia. Perché tu ti senta così nessuno di noi è in grado di dirtelo, nè perché si sia creata una dinamica di questo tipo, nè perché siete stati in equilibrio così per diversi anni, con costi e benefici (non parlo di soldi, parlo di emozioni e adattamento ecc) ma ad un certo punto tu abbia iniziato a percepire che questo equilibrio per te era insoddisfacente e hai cercato aiuto da fuori, cercando un confronto con altre persone per capire cosa sta succedendo e come porvi rimedio. Ma, affidando fuori l’interpretazione del tuo disagio, a chi obiettivamente non è in grado di interpretarlo, perché come dici tu stessa, hai l’impressione di non riuscire a rendere effettivamente l’idea di cosa provi e di come sia la vita a casa, ecc ecc, hai aggiunto questa frustrazione al tuo disagio.
    Qualcuno probabilmente mi salterà alla giugulare per ciò che sto per dirti, anche perché magari non sa obiettivamente di cosa si sta parlando.
    Ma io mi sento di dirti questo:
    se chiedi intanto, e puoi farlo con serenità, un aiuto psicologico per te (e non sto parlando di analisi – molti confondono lo psicologo con l’analista, e immaginano che andare dallo psicologo sia stare per forza sul lettino per anni e anni partendo da quando aveva 3 ann – ma sto parlando anche di alcuni colloqui, di una terapia anche di breve durata, di un consiglio specializzato) la cosa non potrà che giovare a te. Perché avrai la possibilità di entrare nel tuo disagio in modo costruttivo, e di sentirti tu più consapevole di cosa senti e di come percepisci ciò che sta accadendo intorno a te.
    E se stai meglio tu, se questo è amore e il problema è solo di incomunicabilità, la cosa non potrà che giovare anche all’equilibrio generale.
    Rimane il fatto che se tuo marito ha dei disagi nell’affrontare la vita, o la socialità o problemi di aggressività, può risolverli solo andando a risolverseli lui. Non sei tu che puoi risolvere la sua insicurezza, ecc ecc.
    Però poiché una dinamica di coppia si fa sempre in due, anche quando sembra che uno detti le regole e l’altro le subisca, una maggiore consapevolezza tua, un maggiore senso di sicurezza tuo nel sapere cosa vuoi, un contatto maggiore e più sereno con te stessa potrà avere comunque un senso.
    Ci hai parlato molto delle sue “strategie”, e di come queste ti mettano in difficoltà. Sei sicura di voler “invertire” la situazione? Forse senti solo il bisogno di un nuovo equilibrio.

    Questa è solo la mia opinione. In bocca al lupo 🙂

  • 19
    cinzia -

    IMPORTANTISSIMO: leggi “la manipolazione affettiva” e “L arte di non lasciarsi manipolare ” di I.N.Aga ma soprattutto “relazioni perverse la violenza psicologica nella coppia” di sandra filippini. ti cambieranno la vita e troverai la forza di andartene. ciao

  • 20
    daniela -

    Aggiungo al consiglio di Cinzia la lettura di “Sottomesse” e di “Molestie morali” di Marie France Hirigoyen. Posso dire che in genere la vittima di violenza psicologica (uomo o donna che sia) ha una soglia di tolleranza molto alta e che si accorge del problema solo quando vi è totalmente immersa. Inoltre il persecutore ha una grande abilità nell’apparire docile e affettuoso e nel suscitare la pietà e la comprensione di quanti lo circondano. Mi dispiace che la disperazione di Gioma sia considerata un sintomo di disagio psichico e quindi un indizio di colpevolezza. Un po’ come dire ” Se stai male è perché te la sei voluta”. Complimenti! A presto Gioma, leggi questi libri e cerca di capire quello che puoi fare, fatti aiutare, parlane, parliamone.

  • 21
    francesca -

    se sono quà forse sono consapevole di essere vittima .. e qui mi fermo perchè non trovo un termine per definire di che cosa.
    Non sono una ragazzina ho 40 anni due figli e un matrimonio che dura da 18 anni.
    Chi è lui ? non lo so onestamente non lo so..
    dispotico certamente e poi generoso..responsabile certamente ma sempre e solo per cio che concerne il materiale. Lo amavo. Non lo amo piu. Non permette a nessuno di essere autonomoanche nelle cose banali,lavoriamo entrambe eppure è sempre lui a comprare ..( conto in comune)
    Sono arrivata ad odiarlo.
    Ad aver paura .
    Violento ?
    No pazzo !
    usciamo con parenti mi accusa di guardare addirittura i mariti delle mie cugine addirittura il compagno di mia madre.. quello di turno possiamo dire.
    Le sue frasi sono io ti ho fatto sempre fare una bella vita e tu?
    sei una brutta persona ….tr..maledetta…schifosa…
    ti rovino così impari a vivere.. minaccie e cattiverie..per poi giustificarsi che è colpa di due bicchieri in piu… nooooo..io ho assimilato tutto io non ho mai regito e adesso lo odio con tutta me stessa..ho solo paura..fanno molto male certe cose…geloso anche dei rapporti con le amiche.. di tutto…
    scrivo piango..mi batte forte il cuore…

  • 22
    daniela -

    Francesca sei in pericolo!. Non importa quanto ci sia di tuo in questo disagio (è la scusa preferita dei violenti psichici), ma senz’altro stai portando il carico per due. Parlane, informati, chiedi aiuto, trova la forza di andartene!!!. Noi siamo qui e ti ascoltiamo.

  • 23
    Heartache -

    Come ti capisco io ho 28 anni non sono sposata ma convivo da due con un “uomo” che è tutto furchè questo, più grande di me,e penso che in tutto questo tempo se n’è approfittato della mia bontà d’animo,della mia sensibilità ,facendomi sentire sempre in colpa,sbagliata ecc ecc è da due settimane che forse ho aperto un pò gli occhi anche se ogni tanto ho qualche ripensamento,e dopo aver lottato x cercare di essere “perfetta” ai suoi occhi(cosa impossibile perchè per lui sarò sempre il contrario) ,mi sento depressa,svuotata,insicura più di quanto lo sia mai stata,amareggiata ,usata, non amata,e la cosa peggiore che forse mi sono convinta di essere sbagliata e che nessuno può amare una persona così vuota e stupida come me ,non credo più in niente e nessuno ,nonostante ho varie persone vicino che mi vogliono bene (da prmettere che vivo all’estero e nn ho la mia famiglia vicina)non credo più nell’amore e x questo anche io uso il cibo come piacere,come sfogo,per compensare il vuoto interiore, per poi svuotarmi di tutto…vorrei che qualcuno mi aiuti da uscire da questo tunnel grigio per poter ritornare a vedere il sole risplendere..grazie di avermi letta…

  • 24
    rosa 31 -

    Sono una donna salva x miracolo da un carcinoma ,purtroppo e tutti i medici mi ripetono che devo avere persone positive accanto allora io vorrei un vs. parere ho un marito che esce quando gli pare, va a mare esce con amici, va a giocare a pallone e non vuole andarsene da casa non vuole separarsi ma vuole comunque fare una vita da scapolo,ci sono giorni che la mia stanchezza è talmente grande che non riesco neanche a camminare bene, dovrei ripetere tutti gli esami e so che devo farlo, ma la mia stanchezza fisica è accompagnata anche da quella psicologica…sto cercando con tutte le mie forze di reagire e finalmente sono riuscita a capire che riuscirei a vivere senza di lui con dolore ma con la forza di capire che non è giusto sentirsi dire che c’è pura indifferenza …ma io mi chiedo come può una persona sposarsi avere figli e non rispettare la moglie come si può condurre una vita così senza un minimo rimorso di coscienza …credo di avviare una separazione legale a breve è l’unica soluzione…

  • 25
    LUNA -

    Heartache: ciao, ti ho letta oggi. sia la tua attuale percezione di te che i “ripensamenti” sono sintomi dovuti al fatto che sei stata nel frullatore della violenza morale. Sono frutto anche di un disturbo post traumatico e del tuo adattamento ad una situazione in realtà insopportabile.
    E’ purtroppo normale che tu ti senta così ora. Sono contenta che tu abbia intorno delle persone che ti vogliono bene e che ti possono aiutare anche a ricordarti che quello in cui ti sei guardata per due anni e continui a guardarti ancora è uno specchio distorto.
    Persone con cui puoi trovare occasioni di respiro e di calma, di ri-centratura e di un tuo rientro anche nelle confortanti piccole banalità della vita (nel senso che chi vive nelle molestie psicologiche e morali perde anche la rilassatezza e l’automastismo in senso buono delle cose banali come prendere un caffé con le amiche… anche quando ci va rischia di perderlo perché è sempre troppo concentrato sulla tensione e sul giudizio e sulla prevaricazione e con un sistema di difesa in allarme… quindi non riesce a godersi il presente e le proprie sensazioni anche piacevoli).
    Per recuperare le tue energie e la tua percezione di te ti fa bene spostarti da chi ti ruba le energie e le distorge.
    L’ideale sarebbe spostarti del tutto, quella è la vera cura (il passo fondamentale, per poter recuperare il tuo equilibrio, perché anche le compulsioni, come noti tu, sono un sintomo di malessere. Non di malessere perché tu non vai bene, ma perché vivi una situazione di sofferenza e frustrazione, e il tuo “sistema” lo percepisce, e si ribella o compensa come può). Se ora non riesci o non puoi spostarti del tutto, cerca di coltivare il più possibile degli spazi di maggiore calma e positività, anche grazie alle persone che ti vogliono bene.
    Un abbraccio.

    ROSA: ciao, mi dispiace. Mi dispiace perché c’è di mezzo anche la salute, cioé, nella violenza morale e nelle situazioni ad alto tasso di frustrazione c’è di mezzo sempre, ma nel tuo caso più che mai tu hai proprio bisogno di prenderti cura di te, ora, e di non vivere lesive frustrazioni.
    @ma io mi chiedo come può una persona sposarsi avere figli e non rispettare la moglie come si può condurre una vita così senza un minimo rimorso di coscienza…

    la tua domanda è ovviamente lecita e comprendo che ti generi dolore. Quello che mi pare importante, più importante però, ora, è che ti sia scattato il salvavita. Dopo la tua esperienza senti ancora di più cosa ti fa male e cosa ti fa bene, cosa ti toglie energie, non sei più disposta a sopportare l’egoismo di un’altra persona, qualsiasi siano le sue ragioni, perché percepisci quanto sia lesivo per te. In sintesi: vuoi vivere. E questa “forma” di vita per te non è vita, è solo fatica, tempo energie salute buttata al vento, emozioni negative senza spazio per quelle positive.
    Rosa, spero che tu possa avere presto un po’ di serenità e lo spazio per volerti bene, in ogni senso, salute inclusa, e per dare vita ad positivo e sano

  • 26
    LUNA -

    rinnovamento, movimento al posto di una situazione stagnante che evidentemente non riesci proprio più a sopportare.
    Un abbraccio.

  • 27
    IDEM -

    Sono nella tua stessa situazione. Le uniche cose che divergono ma sono altresì un aggravante della situazione sono che ho due bambine, non ho più intimità con mio marito e per ultimo che lui arranca nel lavoro perchè ha fatto delle scelte sbagliate (da me non condivise) e quindi è anche frustrato e la ricade su di me.
    Qualche mese fa volevo chiedere la separazione ma ora non ho più il coraggio perche’ mia suocera sta molto male…e quindi se chiedo la separazione diventerei più “cattiva” di quello che sono ora per lui. Subisco tutti i giorni le sue umiliazioni (me ne dice di tutti i colori anche davanti alle bambine), sbaglio tutto quello che faccio ma lui non riesce neanche a cambiare una lampadina.
    Basta…perchè ce ne avrei di cose ……
    un bacio

  • 28
    Andrea -

    Mi domando come potrò continuare a sopportare una situazione così pesante. Deve sempre trovare qualcuno di “debole” su cui sfogarsi con insulti che rivolge ke a mia mamma anziana.
    L’Ho lasciato e sono andata a vivere con mia madre e mio figlio con noi. Se possibile il suo atteggiamento è peggiorato aspetto la maggiore età di mio figlio per chiedere la separazione ed il divorzio.
    Denunciare senza scappare non serve i Centri antiviolenza territoriali io non li ho mai consultati,ma so che esistono nelle varie provincie. Hai la mia completa solidarietà vedo rispecchiato l’atteggiamento di mio marito..

  • 29
    Isa -

    leggendo le lettere sopra mi è arrivata una fitta al cuore, perchè sto vivendo esattamente la stessa situazione. Donna 54 anni sposata in seconde nozze con uno stimato professionista, decantato da tutti come un “talento” naturale, con una intelligenza a dir poco galattica.. ma non è così. La violenza psicologica che usa nei miei riguardi è folle..non manca occasione per offendermi in maniera velata, ha alzato le mani un paio di volte conaatteggiamenti a dir poco brutali…forse ho sottovalutato la cosa, forse sono prorpio scema.. ma non sto vivendo affatto. le mie priorità non contano, le mie voglie neppure, ma alla fine mi sto chiedendo perchè sono ancora qui ad elemosinare quello che non ho e non avro’ piu’. Quindi cara Amica (se permetti) ti capisco e ti comprendo bene. ma posso solo fare questo altro credo di non saperlo piu’ fare. ultimamente leggendo di nascosto le sue mail, ho visto che si sta mettendo in bella mostra con una psicologa conosciuta attraverso amici comuni. Leggendole, oltre ad uno stizzo di rabbia, noto una gentilezza una cortesia un modo di fare che nei miei riguardi è totalmente assente. Bipolare? no, oseri dire manipolatore e falso. vive in costante attesa di un sms, di una mail.. macinavo nella mente di parlare a questa signora, ma a che pro? dirle che chi gli sta davanti con me è compeltamente diverso? dirgli di smetterla? forse dovrei avere il coraggio di dirlo a lui ma ho paura del dopo, del ricominciare, del dove andare, di cosa fare. mi sto anullando da sola, mi sto isolando anche da me. mi chiedo se mai avro’ il coraggio di mandarlo a quel paese con el sue pazzie e le sue manie. (già ce ne sono tante…)sono arrabbiata con me stessa perchè ho sbagliato perchè ho dato troppo e perchè sono qui che mi faccio male solo del male. per concludere: ho paura. Tutto qui. ciao

  • 30
    Layla -

    Salve a tutti, leggendo le lettere ho capito di essere più o meno nella stessa situazione. Ho 23 anni e un bambino di 13 mesi, mio marito ne ha 33, siamo sposati da quasi 2 anni… Lui lavora e io no… Lui insiste col fatto che non devo lavorare perchè devo badare a mio figlio e alla casa. La mia famiglia lo adora! E io lo amo tantissimo e non riesco ad immaginare una vita senza lui, però vorrei che cambiasse atteggiamento, mi fa diventare isterica e arrabbiata, triste e negativa, quando litighiamo. Lui provvede ad ogni minima cosa indispensabile sia a me che a nostro figlio, anzi ci vizia!! E fin qui ok… Ma quando litighiamo si trasforma, viene fori un lato cattivo che nn conosco, mi umilia è capace di farlo anche davanti alle persone o alla mia famiglia, è successo che mi ha messo le mani addosso, mi da la colpa di tutto cio che succede TUTTO… Mi dice che non mi sopporta più e che se lo fa è perchè ama suo figlio! Io a mia volta rispondo e mi abbasso al suo livello, (sono molto impulsiva e sensibile) scoppio in lacrime e poi torna con un regalo e mi coccola, come se non fosse successo niente. Senza di me lui non ci starebbe perchè ho tentato di andarmene, tornare dai miei ed era disperato ha chiamato i miei ed ha fatto la vittima dicendo che sono io cattiva! Sbaglio sempre ai suoi occhi…anche se mi impegno costantemente ad essere quello che vuole lui, mi impegno per far sembrare la casa accogliente e ordinata tutti i giorni un piatto diverso, ma lui vuole sempre di più.. La cosa più brutta che mi ha detto è che sostiene di avermi cambiato la vita in meglio mentre prima facevo una vita di m**** e che ora devo ringraziare Dio, quando io ho cambiato a mia volta la vita a lui da una parte, l’ho tirato fuori da una situazione spiacevole prima di sposarci. Poi ci tiene alla sua privacy per dire, cell e portafogli non glieli devi toccare anche se non lo dice esplicitamente però la mia borsa ed il mio tel li conosce bene lui!!! È come se sentisse di sua proprietà ogni cosa che compra (perchè io non ho un cent e quindi a casa è tuuuuutto comprato da lui). Rigira le frittate, le sue colpe le addossa su di me! Ha tirato fuori il peggior lato di me perchè sono facilmente influenzabile e se intorno ho energia negativa divento maleducata, isterica e nervosa… Ma ripeto è capace di farmi dimenticare tutto.. Poi pretende di scegliere cosa mi devo mettere addosso (ho un fisico molto prorompente quindi è geloso) i miei jeans li compriamo insieme poi

  • 31
    Layla -

    Mi dice che non li posso mettere “c’hai il c*** strizzato dentro quei jeans e te ne vai in giro tranquilla? Ma sei sposata? Ma perchè non mi rispetti?” Ma se li abbiamo presi insieme? Allora mettiti una giacc lunga. Quella maglietta ti sta stretta sul seno se la rimetti ancora la brucio mi dice! Ma non è colpa mia seno e sedere li ho, e inevitabilmente mi stringono in quei punti, ma cosa devo prendere una taglia superenorme quindi devo fare schifo? Mi proibisce i tacchi alti! Una volta ad una serata tra amici che doveva essere divertente mi sono ritrovata a stare in un angolo da sola e con il cappotto perchè non ero vestita adeguatamente, ho perso una vita sociale io non posso uscire con le mie amiche! NON SE NE PARLA! E se lo faccio una volta ogni morto di papa, lui mi tartassa di telefonate e mi offende e minaccia finchè non mi alzo e me ne torno a casa! Poi io torno nervosa e gli rispondo male o addirittura lo offendo e si scatena l’inferno, o semplicemente si sente di aver vinto e quindi mi fa parlare finchè non mi stanco. Una volta in preda alla rabbia mi sono messa a distruggere tutto… E lui però ha distrutto me! Anche se ci sono tutti sti problemi non riesco a staccarmi da essa, ne sono dipendente, non immagino una vita senza lui anche perchè con la crisi che c’è non riuscirei mai a crescere un figlio sola!

Lascia un commento

Max 2 commenti per lettera alla volta. Max 3 links per commento.

Se non vedi i tuoi ultimi commenti leggi qui.


▸ Mostra regolamento
I commenti vengono pubblicati alle ore 10, 14, 18 e 22.
Leggi l'informativa sulla privacy. Usa toni moderati e non inserire testi offensivi, futili, di propaganda (religiosa, politica ...) o eccessivamente ripetitivi nel contenuto. Non riportare articoli presi da altri siti e testi di canzoni o poesie. Usa un solo nome e non andare "Fuori Tema", per temi non specifici utilizza la Chat.
Puoi inserire fino a 2 commenti "in attesa di pubblicazione" per lettera.
La modifica di un commento è possibile solo prima della pubblicazione e solo dallo stesso browser (da qualsiasi browser e dispositivo se hai fatto il Login).

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

 caratteri disponibili