Salta i links e vai al contenuto

Fanno bene gli uomini che tradiscono!

di MRC

Riferimento alla lettera: Ciao a tutti, io ho 40 anni e sono innamorato di mia moglie: la mattina non vorrei alzarmi dal letto solo per poterle stare ancora un po' attaccato addosso; il giorno vivo ogni respiro pensandola ed appena posso mi fa molto piacere riuscire a pranzare insieme facendo l'impossibile per incrociare...
Leggi tutto il testo a pagina 1

Data di pubblicazione: 8 Ottobre 2011 - Views: 2 dal 14 agosto 2026.

L'autore ha condiviso 2 testi sul nostro sito. Per esplorarli, visita la sua pagina autore MRC.

Lettere che potrebbero interessarti

Categorie: - Amore e Relazioni

241 commenti

  • 76
    rossana -

    Maverick,
    questa tua sintesi: “questa è una generazione rovinata dal materialismo, dal consumismo, dalla noia, dalla mancanza di valori veri.” è la più centrata, e quella di cui tutti (maschi e femmine) dovrebbero rendersi conto appieno, se non altro perchè costretti a confrontarvisi ogni giorno, e non solo per quanto riguada i rapporti di coppia.

    quanto al passato, secondo me erano molti i matrimoni resi necessari dalle difficoltà economiche, che si affrontavano e superavano meglio in due. in linea generale (soprattutto prima degli anni ’50) l’amore e il sesso venivano dopo, se venivano… quindi le scelte erano effettuate in modo molto più opportunistico di ora, con conseguente maggior probabilità di stabilità e di durata. il resto della cultura dell’epoca, chiesa inclusa, completava il quadro.

    si deve, poi, tener conto che attualmente ci sono circa 7 miliardi di individui al mondo ma che, ora come in passato, le persone che, senza essere dei geni, vivono consapevolmente la loro vita, con la maturità adeguata alla loro età, non riveste di certo una percentuale altissima, qui come in qualsiasi altro Paese.

    questo per sottolinare ancora una volta il dato di fondo su cui entrambi concordiamo: oggi come oggi nessuno è costretto a farsi una famiglia ma, se decide di farlo, dovrebbe essere in grado di assumersi pienamente ALMENO le sue responsabilità verso i figli, tutelandoli da assurdi conflitti di coppia. le schermaglie di sesso e d’amore dovrebbero avvenire prima, come utile preparazione alla decisione o al rifiuto d’impegnarsi su una strada che richiede pazienza, coerenza e sacrificio. secondo me, troppi intendono ancora il matrimonio come una specie di collocazione di comodo, la donna per interesse e l’uomo per sesso. queste non sono più basi stabili. bisogna adeguarsi ai tempi…

  • 77
    Maverick2011 -

    Ah, dimenticavo un’altra cosa importante…
    Noi qui dimentichiamo anche che – a differenza delle ultime due generazioni precedenti – quelle attuali hanno anche grossi problemi di lavoro, precariato che cresce, difficoltà economiche, tipo di vita sempre più frenetica, incerta, e con sempre meno rapporti sociali autentici e stabili, anche di amicizia.

    Ecco perchè è anche più difficile pensare ad un progetto di vita impegnativo come il matrimonio.
    Che ti sposi se poi magari dopo un paio d’anni non hai più quel lavoro, o devi trasferirti chissà dove, o stai mesi e più senza lavoro, o devi lavorare di sera, mentre tua moglie/marito lavora di giorno?

    Insomma, è anche tempo di guardare in faccia la realtà: da una parte hai i “viziati” veri e propri, che pur avendo tutto sono annoiati ed agoisti, dall’altra hai anche giovani che – pur volendolo – non riescono a progettare un futuro a 2, perchè le incertezze e difficoltà sono troppe.

    E poi, altra realtà sempre più evidente (per rispondere a Rossana): la tendenza a separare sempre più il sesso dai sentimenti, soprattutto per i più giovani.

    Poco tempo fa avevo letto un servizio su alte % di ragazzi sempre più “anaffettivi”: fanno sesso senza alcun tipo di affetto (a volte nemmeno amicizia) verso l’altra persona (vale sia per ragazzi che per ragazze), come esperienza “stimolante” ed eccitante, cambiando spesso il/la partner.

    E allora, a quel punto, cara Rossana, come fai a parlare di matrimonio a persone così?

    Direi che non ha senso, ma perlomeno è molto meglio chi fa così, se lo dice onestamente: sesso ludico cambiando partner, di chi si sposa senza avere alcuna attitudine alla vita a due.
    Almeno uno/a non va a mettere in piedi “matrimoni” che sono solo buffonate.

  • 78
    Maverick2011 -

    Hai ragione, Rossana, in passato l’amore e il sesso (che era più che altro in vista della procreazione per la donna, ed un piacere secondo schemi banali e ripetitivi solo per l’uomo) erano in 2° piano, prima ci si sposava perchè le donne non avevano alcuna indipendenza, e gli uomini col matrimonio entravano nella vera “maturità”, oltre a garantirsi degli “eredi”.
    Però oggi, e anche su questo sono d’accordo, che senso ha sposarsi se le donne possono lavorare (senza dipendere dall’uomo) e c’è poca disponibilità ad assumersi responsabilità, da parte di entrambi?
    Non lo so, però so anche che sono saltati matrimoni di persone che sembravano serie e responsabili.
    Secondo me due dovrebbero convivere almeno 10 anni, prima di sposarsi (lo so che i bigotti storceranno il naso), così almeno possono testare se sono in grado di superare le difficoltà della vita in comune, e la “routine” quotidiana.

  • 79
    rossana -

    Maverick,
    secondo me, purtroppo, le condizioni economiche fanno la differenza in diversi aspetti: dove c’è meno possibilità di avere oggetti materiali, si è forse più inclini a costruire se stessi per far fronte alle difficoltà, che temprano; laddove, invece, c’è abbondanza e conseguente leggerezza, si tende di più a godersi la vita, scavalcando principi e valori.

    al di là dell’indipendenza economica e della pillola, che hanno reso la donna autonoma, in grado di scegliere la propria vita e di vivere liberamente la propria sessualità, come hanno sempre fatto gli uomini (adesso credo sia ancora un po’ confusa, a cavallo delle due diverse culture che l’hanno riguardata nel ‘900), resta la realtà di fatto che costruire sui sentimenti è qualcosa di più emozionante ma di molto più instabile.

    mi sa che ora, più che mai, come ci sono animali che cambiano partner ad ogni stagione e altri (in misura molto più ridotta) che sono fedeli per l’intera vita alla loro scelta di coppia iniziale, gli esseri umani dovrebbero innanzitutto comprendere se sono naturalmente inclini a legarsi in modo stabile e duraturo (sacrifici inclusi) oppure se per loro è preferibile restare liberi e non avere figli da crescere. è una questione di consapevolezza e di chiarezza, prima con se stessi e poi con l’eventuale partner. dopo questo primo snodo, diventa una questione di coerenza con gli impegni assunti, indipendentemente dal matrimonio.

    secondo me, neppure una convivenza di una decina d’anni può assicurare stabilità in un’unione ufficializzata. ho conosciuto parecchie coppie che convivevano benissimo e che si sono poi separate quasi subito dopo le nozze. cambiando la struttura dell’unione, spesso cambiano di conseguenza anche i comportamenti e basta che uno dei due si “adagi” più del previsto per mandare tutto all’aria.

    è un’epoca di grandi mutamenti nei rapporti di coppia. quando si saranno compresi meglio alla luce delle recenti innovazioni e della situazione socio-economica che li determina, si prenderanno forse meno batoste. almeno, così voglio sperare…

    che sia la strada per avere meno unioni di comodo e per mettere al mondo meno figli, visto che la terra è già sovrappopolata?

  • 80
    MRC -

    Ottime le analisi di Maverick2011, Rossana e Kid: hanno ben focalizzato il problema che è molto più radicato di quanto si possa immaginare, perchè ormai legato al costume, alla Società ed al modo stesso di pensare moderno di Uomini e Donne.

    Resta una questione, ancora, da analizzare con più attenzione: come uscire da questo vortice? Come non rimanere schiacciati da quelli che ormai sono i meccanismi quotidiani della vita di coppia?

    Scegliere, a priori, la persona “giusta” con la quale instaurare una relazione che, si spera, sia duratura non è facile: è quasi impossibile, perchè, alla luce di quanto letto e sperimentato, la “giustezza” di una persona si può solo verificare a posteriori, a relazione scoppiata o sopravvissuta agli uragani della vita.

    Cosa fare, cosa dire se il Partner è sordo, per superficialità, scarsa intelligenza o scarso impegno, su questa questione?

    Nelle Università riescono a spiegare l’astrofisica nucleare con i suoi logaritmi incomprensibili, e molti la capiscono e l’apprezzano; possibile che non esista un metodo per insegnare, a chi è già adulto e pieno delle sue certezze e convinzioni, il valore dei sentimenti e la bellezza dei risultati nati dai sacrifici?

  • 81
    Maverick2011 -

    @Rossana

    sulle coppie che “scoppiano” dopo poco (o dopo molto tempo, ma per fortuna sono un po’ più rare) avrei molto da raccontare, cose anche incredibili! (ma assolutamente vere!)…
    Anzi, siccome so che diverse persone che conosco navigano in questo blog, e magari si potrebbero riconoscere (anche se non faccio nomi), con tutti i fastidi che ne deriverebbero, se vuoi potremmo continuare la discussione (che ormai è ristretta a noi due soli) in mail privata, così si può discutere più liberamente.
    La mia mail è
    bobbyfsh@libero.it

  • 82
    rossana -

    MRC,
    secondo me, la scelta di base è sempre la stessa, solo che oggi si va delineando più chiaramente in seguito alla possibilità di sciogliere unioni abbastanza facilmente:
    1) se sei un soggetto che sceglie una vita tranquilla in compagnia di un AFFETTO profondo, con cui condividere buona e cattiva sorte e mettere su famiglia, orientati su chi ha le tue stesse preferenze ed aspettative (ben consolidate, con annessi e connessi).
    2) se sei uno che ama cambiare, che si annoia di un lavoro o di una passione e ne persegue sempre di nuove, cerca AMORE libero, a tempo da definirsi nei fatti, apprezzandone le emozioni, che sono nella maggior parte dei casi sintomo di scarsa durata e di instabilità.

    in nessuno dei due casi pensa che possa essere per sempre. si finisce con il dare ad ogni relazione la patente di perfezione e di eterno per renderla più piena. può essere altrettanto bella considerandola in ogni suo momento, senza pretendere che da esseri finiti possano sempre derivare relazioni infinite, che esistono, sbaragliando tutti, ma sono assolute rarità, determinate a volte non soltanto dalle persone interessate ma anche da eventi esterni più o meno favorevoli.

    a mio avviso, niente è più rischioso di un rapporto a due fra maschio e femmina, che sono mondi così diversi fra loro. siccome, però, è anche una sfida a cui è difficile sottrarsi, sia per l’istinto sessuale, potentissimo per la prosecuzione della specie, che per l’innato bisogno di amore in senso lato, che è la forza che muove l’universo e dà senso all’esistenza, in questo confronto con se stessi attraverso il confronto con l’altro si gioca non soltanto la propria vita, come in guerra, ma spesso la propria anima, se non si è capaci di comprendere se stessi e l’altro nella sconfitta, che giunge prima o poi.

    si deve prendere atto che si è voluto vivere un sogno a due, che può finire. si deve essere in grado di conservare quanto di buono e di bello si è vissuto nella memoria, senza distruggere ed annullare tutto soltanto perchè non è durato per sempre, come accade soltanto nelle favole o nei romanzi d’appendice, che sviano dalla cruda realtà.

    si può implorare l’AMORE ma non si potrà mai costringere nessuno a darlo, se non di sua spontanea volontà e per il tempo che riterrà opportuno. in un secondo momento ci si può accontentare dell’AFFETTO, che può essere anche molto ricco e vitale, concesso più facilmente nei modi e nei termini ritenuti adeguati dal soggetto in questione ma che raramente potrà essere dato in modo totale (anima e corpo), come tende a fare l’AMORE, nella sua caducità.

    una brace accesa non riscalda molto ma dura a lungo. una fiammata rischia di scottare pur durando soltanto una manciata di minuti…

    nell’uno e nell’altro caso resterebbe poi da esplorare il grado di intimità, non soltanto fisica, a cui una coppia è in grado di pervenire (sempre più scarso di quanto non si creda), ma questo sarebbe un ulteriore approfondimento…

  • 83
    Kid -

    @ Mrc

    Nelle Università riescono a spiegare l’astrofisica nucleare con i suoi logaritmi incomprensibili, e molti la capiscono e l’apprezzano; possibile che non esista un metodo per insegnare, a chi è già adulto e pieno delle sue certezze e convinzioni, il valore dei sentimenti e la bellezza dei risultati nati dai sacrifici?

    Sai quante volte c’ho pensato , anche riflettendo sulla possibiltà di farlo diventare , non voglio dire un lavoro , ma qualcosa di simile.
    Diffondere l’educazione sentimentale , individuare quali “materie”
    possano facilitare lo stimolo, la comunicazione e la comprensione tra Uomo e Donna per porre le basi per la costruzione di un rapporto sano. Non voglio dire perfetto o duraturo , ma sano . Già l’evitare di farsi del male , sarebbe in bel traguardo. In un certo senso , non è sufficiente essere persone equilibrate od oneste o con buone intenzioni se non si comprendono , per es , le proprie differenze o i meccanismi mentali che possono far , a volte , vedere il mondo con occhi diversi . Ne riparleremo , in caso…

    Rossana

    Quotone e applauso!..Un post da salvarsi sul Pc!

  • 84
    Luca -

    Ciao Rossana,

    non sono qui per farti la guerra questa volta, condivido in parte quello che dici e in parte no, l’uomo è la donna sono due mondi ben distinti che sentono il bisogno di incontrarsi per le reciproche proeizioni dell’amore che ogniuno ha, diverse..scostanti e contradditorie e volatili quelle femminili, troppo logiche, razionali e primitive se vogliamo quelle maschili.. e per questo che secondo me l’amore non è esiste non è mai esistita e mai esisterà, esistono, è come una vittima e un carnefice, ce sempre chi da più amore e chi meno, chi fugge e chi insegue in un meccanismo a tempo destinato a incepparsi e dissolversi.

    Penso che da uomo la frase migliore per i nostri tempi sia una frase di Baudelaire
    “gli uomini che stanno bene con le donne sono quelli che sanno stare benissimo anche senza di esse.

    forse serve il distacco per un “nuovo” approccio , o forse dobbiamo “distruggerci” a vicenda per ricomnciare..chissà

  • 85
    rossana -

    grazie, Kid, un apprezzamento da parte tua mi è particolarmente gradito. adesso si potrebbe (forse) bere insieme quella fatidica birra virtuale di cui si vagheggiava mesi fa…

    cerco di non chiudere la mente in stereotipi, pur avendo le mie idee. essendo una passionale, tendo personalmente all’assoluto e al sogno ma non dimentico mai che siamo fatti di fango e che siamo sempre responsabili, in un modo o nell’altro, sia di quello che facciamo che di quello che ci deriva dal prossimo (in quest’ultimo caso solo in parte, ovviamente).

    condivido la tua idea di necessità di dedicare maggiore attenzione all’educazione sentimentale. anche per questo scrivo sovente in merito qui, in base alla mia esperienza e modo di sentire. l’esigenza è in questo momento particolarmente sentita, trovandoci a vivere un periodo di grandi cambiamenti e di conseguenza di grande confusione, e già trova parziali risposte in parecchi libri sul tema delle diversità uomo-donna pubblicati di recente. non è che spieghino tutto (cosa peraltro impossibile) ma un aiuto lo danno di certo.

  • 86
    rossana -

    ciao Luca,
    facendosi la guerra (attitudine prettamente maschile) non si va da nessuna parte: il più debole soggiace semplicemente al più forte, fisicamente o mentalmente che sia. meglio ragionare confrontandosi: in tal modo qualcosa s’impara sempre da entrambe le parti, e ne guadagna l’armonia.

    hai perfettamente ragione nel ritenere che “ce sempre chi da più amore e chi meno, chi fugge e chi insegue in un meccanismo a tempo destinato a incepparsi e dissolversi.”. nel caso dell’amore vale più che mai il principio che “chi non risica non rosica”. poi, si può benissimo decidere di non intrattenersi in giochi pericolosi, spesso mortali per lo spirito…

    quanto al tuo aforisma, è già una forma di conoscenza scegliersene uno fra la miriade di frasi e di sintesi sul tema. quello che io preferisco è di Marguerite Yourcenar: “L’amore è un castigo. Siamo puniti di non aver saputo restare soli.”.

    voglio sperare, non per me ma per i giovani, che possa avvenire una stabilizzazione delle attitudini e delle aspettative femminili, ora un tantino fuori dalle righe, e che maschi e femmine possano impegnarsi in un futuro non troppo lontano in un nuovo approccio, più soddisfacente per entrambi.

  • 87
    Maverick2011 -

    Sapete qual è il problema? (vedo che il dibattito torna a ravvivarsi).
    Il problema è – lo ripeto – la poca femminilità (non fisica, ma mentale) e allegria della gran parte di donne italiane.
    Chi lo capisce non va a portarle all’altare, o davanti al sindaco.
    Qualche settimana fa alla radio un noto conduttore (non dico il nome) intervistava un ascoltatore che aveva sposato una russa, con cui nell’ultimo mese aveva fatto sesso 100 volte (!), era lei che era così “focosa” a suo dire.
    Ora, trovatemi voi una moglie italiana così…ma manco a fare le selezioni in tv!
    Mi veniva da sorridere (ma c’è poco da sorridere) pensando al povero MRC, che si tiene ancora nel letto una che si gira dall’altra parte e lo considera trasparente, ma cacciala a pedate, metti un annuncio e prenditi una russa, o brasiliana!!

    E anche a leggere le lettere di Rossana (non me ne voglia), che sta a volte alle 22.38 la sera tardi a scrivere lunghe lettere davanti ad un pc, piene di teorie fumose, e poi ha perfino paura a scrivermi in privato a tu per tu (pensando magari che dal computer esca un bruto selvaggio che la sevizi), dove volevo (senza censurarmi, come sono costretto a fare qui) farle esempi di coppie scoppiate che conosco, alla fine esce rafforzata la mia convinzione (mica solo mia), che è anche quella che Roberto Vecchioni espresse in una canzone (donne con la gonna): ragà l’omo è omo, della donna manager fredda come un ghiacciolo, o della “signorina Rambo” dolce come un muro, un uomo non sa proprio che farsene, lasciate stare, oggi è il settore femminile della “curva” che ha problemi, e tanti!

  • 88
    Luca -

    Rossana,

    seppure continuo a vedere le cose diverse da te e rispetto comunque cio che pensi..la guerra è necessaria secondo me, avolte è putroppo necessaria è necessaria anche tra sessi.., e non ci si può lamentare se da una parte e dall’altra ci siano “vittime morali” o ancora peggio vittime vere e proprie, quando vuoi cambiare qualcosa (vedi emancipazione femminile etc..femminismo inversione dei ruoli e di consueguenza aumento della misoginia , maschilismo) e quindi vuoi rivoluzionare e personalmente nel modo sbagliato secondo me..facendo la stessa cosa che facevano i loro aguzzini..in tutte le rivoluzioni la storia ci insegna che non sono mai state pacifiche, bisogna mettere in conto le vittime sempre.

    Il prezzo lo pagano entrambi gli eserciti, e non esiste una mediazione..perchè la mediazione consiste nel compromesso, è il compromesso vuol dire rinunciare e alla fine auna parte di se stessi ..se uno dei due schieramenti non rinuncia la guerra continua, non tanto magari per conquistare ma anche solo per non “farsi pisciare sulla porta”. diciamo che chi ama di più in questa sorta di “conflitto” metaforico..parte già sconfitto..si proprio il contrario di quello che ci isegnano i libri i film sull’amore..
    Non so se sia stata l’emancipazione, il rammollimento del maschio, il clima ;-)..ma evidentemente è stato perso qualcosa per strada …oppure si è voluto perdere di proposito

  • 89
    rossana -

    Maverick,
    nell’aprire questo thread sul mio pc sono le 10,12, e ti ho scritto in privato almeno una mezz’oretta fa, pur consapevole che a ben poco servono le esperienze indirette. a mio avviso, ogni caso è a sè stante. il numero di essi, non certo quantificabile in assoluto in base alla sola cerchia di amici e conoscenti, può semmai indicare una tendenza ma non può essere un concreto termine di prova.

    perchè ti attacchi agli orari in cui scrivo che, se permetti, riguardano soltanto me? e anche ai tempi in cui decido di aprire o meno rapporti virtuali privati? anch’io, come tutti, ho impegni a cui attendere e priorità nelle mie giornate e/o nottate…

    adesso mi dispiace persino d’averti contattato. non sono in cerca di diatribe infinite, nè con te nè con altri. quando mi va, e se mi va, esprimo la mia opinione. se poi consideri fumose le mie teorie, non hai che da saltare a piè pari i miei post.

    chi è vuole, è sempre libero di cantarsela e suonarsela come gli pare… se solo questo va cercando…

    PS: quanto alla ragazza russa dai voraci appetiti sessuali, oserei, timidamente, farti presente che esiste anche un malessere che si chiama ninfomania…

  • 90
    rossana -

    Luca,
    anch’io rispetto i tuoi punti di vista.

    ribadisco soltanto che in un rapporto di coppia equilibrato i compromessi possono, e direi devono, avvenire da entrambe le parti. altrimenti non è più amore, e nemmeno affetto.

  • 91
    Maverick2011 -

    @Rossana
    hai ragione, e mi scuso per la frase infelice “fumose teorie”, e ho avuto modo di scriverti in privato per chiarire con te il malinteso.
    Più che altro – e lo dico a beneficio degli altri forumisti – la mia paura è che – quando si parla di vicende così delicate e personali – poi si tenda a volere cercare di spiegare queste situazioni generalizzando (“le persone A sono così, quelle B sono cosà”) e volendo trovare una spiegazione, o una “teoria” che valga per tutti, quando ogni caso è diverso.
    Anche io – me ne rendo conto ora – ci sono un po’ caduto, quando scrivevo che le straniere sono più “affidabili” per formare una famiglia.
    Sì, forse “in generale” le donne che vengono da paesi poveri e non consumisti come quelli occidentali hanno altri valori familiari rispetto alle italiane, però anche qui è facile generalizzare, puoi trovarti la donna straniera che viene in Italia per fare “la bella vita” (o almeno che spera di trovare chi le permette di vivere bene), e la donna italiana che si sbatte dalla mattina alla sera con lavori pesanti e dignitosi per dare da mangiare ai figli…
    Insomma, ogni caso è diverso, credo faremmo bene a non dimenticarlo.

  • 92
    rossana -

    Maverick,
    nessun problema: a volte sono precipitosa anch’io. non accetto, però, che si cerchi di sminuire l’interlocutore attaccandolo su aspetti personali, che poco hanno a che vedere con l’argomento su cui si sta dibattendo.

    si cerca tutti di schematizzare, e fino ad un certo punto ci può anche stare, altrimenti è difficile poter esprimere concetti su un tema così vasto. resta ovvio e scontato che, siccome ognuno di noi è un mondo, non si può generalizzare più di tanto.

    avere le idee chiare in partenza (ben pochi le hanno) può essere d’aiuto ma non è certo una garanzia, data l’inconstanza degli esseri umani, spesso anche non perfettamente caratterizzati, e l’imprevedibilità di eventi esterni che possono indurli a cambiare. basta che uno dei due si trovi ad evolvere o a regredire rispetto a quanto si era riproposto di cercare in un rapporto di coppia per mandare a monte un’unione. vedi la moglie di MRC, che prima era tutta vezzi e ben disposta al sesso e ora, invece, è refrattaria all’alcova.

    secondo me è il “per sempre” e la troppa letteratura rosa a falsare la realtà, che è cambiata nel nostro paese dopo il boom economico degli anni ’50-’60. non ci sono più necessità economiche e precetti religiosi a cementare le coppie, che devono oggi reggersi per forza sul dialogo e sulla libera scelta soggettiva.

    mi rendo conto che mi vado ripetendo. quindi chiudo qui!

  • 93
    Maverick2011 -

    @Rossana

    Sì, è vero, oggi non ci sono più ostacoli legali come negli anni ’50-’60 (impossibilità di divorziare), nè una visione “sacrale” del matrimonio, o necessità economiche (donne senza lavoro che si sposavano per uscire dalla famiglia di nascita e non restare “zitelle”) a tenere unite le coppie.
    A proposito di quanto scrivi sul dialogo e la libera scelta, mi veniva in mente una interessante “provocazione” di una sociologa (di cui mi sfugge il nome), che qualche anno fa aveva sostenuto che il grosso problema della mentalità di oggi, soprattutto per le donne, è quello di credere che ci si sposi perchè si trova “il principe azzurro” o il “grande amore che ti fa stare sulla nuvoletta rosa”. Insomma, mentre una volta spesso non ci si sposava per amore (ed era eccessivo), oggi molte si sposano anche “con troppo amore”. Ma l’amore e la passione iniziale poi sfumano, mentre l’ideale sarebbe costruire un matrimonio su una grande amicizia e affinità di base. Amicizia non significa che non ami quella persona, però significa che non la idealizzi, che ne vedi anche i limiti e difetti, e soprattutto che parti da idee e interessi comuni, caratteri compatibili, obiettivi simili, ecc.
    Questo potrebbe essere un matrimonio tra persone mature e responsabili, che senz’altro avrebbe maggiori probabilità di essere costruito su basi solide.

  • 94
    Kid -

    Rossana e Maverick

    Vorrei aggiungere qualcosa alle vostre riflessioni, tutte condivisibili.
    Mi accorgo, oggi , che occorre sempre scindere la persona interiore , cioè “come è fatta”, quali sono i suoi principi e come ci tiene a presentarsi dall’essere umano,che deve spesso scendere a compromessi con se stesso (Che certamente possono “rovinare”,di conseguenza ,la vita ad altri )sempre in lotta tra quello che vorrebbe essere e quello che sempre non puo’,sempre e coerentemente, essere.
    La vita è così semplice e complicata, perchè è il nostro approccio, che sempre cambia, il quale è,a sua volta ,influenzato da tante variabili,da continue piccole scelte,di opportunismo , convenienza ed egoismo o all’opposto di coerenza e di dedizione senza profitto, che,nella maggior parte dei casi,riguardano solo noi stessi anche se toccano anche gli altri .
    Ma del resto,questo è legittimo , perchè a nostra volta , subiamo le loro.
    Passando avanti,perchè il discorso su questo punto potrebbe allargarsi ulteriormente,fino a toccare l’argomento della consapevolezza di una scelta,da cui scaturisce anche l’impegno morale nei confronti di chi ne è parte conseguente,fino all’argomento che si è accennato dell’educazione sentimentale , credo che a monte se lo sfaldamento dei rapporti interpersonali sia dettato da una rivoluzione sociale , che come dici bene Rossana , potrà e dovrà trovare un punto di assestamento , quando le nuove generazioni,in futuro , decideranno , forse ,di non voler ricadere negli errori delle vecchie (cioè quelle attuali ),occorrerebbe, secondo me, intanto,rivedendo una legislazione familiare iniqua.
    Ferme restando i pari diritti e responsabilità nei confronti dei figli , si dovrebbe pareggiare il conto anche nei rapporti tra i genitori , abbreviando le lungaggini per arrivare al divorzio , ristabilendo un equilibrio patrimoniale piu’ consono , nel caso che ognuno voglia intraprendere la propria strada .
    Prendiamo l’esempio di Mrc , il quale si sente ormai chiuso in una gabbia , e mi chiedo perchè debba subire i risvolti pratici , oltre quelli emotivi di un atteggiamento altrui? Perchè quest’uomo si debba trovare quotidianamente nella ambivalenza di avere una moglie, un “socio”in azienda , una madre dei suoi figli ma non piu’ una compagna , che per non fingere , lo ferisce pero’ costantemente sputandogli la realtà in faccia .
    Allora ,che questa persona sia “costretta” a decidere! Perchè non puo’ essere tutelata nel poter conciliare quello a cui tiene con quello che non vuole piu’, calpestando , volontariamente o meno ,l’emotività altrui.Nessuno è obbligato ad amare , lo sappiamo ma che sia obbligato a scegliere per la sua vita,anche su iniziativa altrui e che questo avvenga ,velocemente,senza questo stillicidio emotivo quotidiano:E’anche giusto tutelare la dignità di chi subisce le scelte altrui. A noi uomini non fà paura il matrimonio in sè ma fà paura sentirci ostaggi altrui, in tutti i sensi. Come oggi lo è Mrc !

  • 95
    rossana -

    Maverick,
    pienamente d’accordo su questo concetto: “Amicizia non significa che non ami quella persona, però significa che non la idealizzi, che ne vedi anche i limiti e difetti, e soprattutto che parti da idee e interessi comuni, caratteri compatibili, obiettivi simili, ecc.”.

    il problema in questo contesto rimane nel fatto che le persone (maschi e femmine) sono oggi sempre più superficiali e meno mature, poco consapevoli e PER NIENTE abituate ai sacrifici. in linea di massima hanno avuto tutto il necessario e tutto il superfluo senza il minimo sforzo. come pensare che si possano adattare a non volere sempre di più?

    inoltre, identificano come amore qualsiasi infatuazione, cotta, idillio, flirt, ecc…, non distinguendo più le varie specie di rapporto. c’è talmente tanta solitudine e tanto vuoto in giro che ogni zucca viene subito vista come una stupenda carrozza, mentre invece, come diceva un film di Troisi, il più delle volte è soltanto un calesse…

  • 96
    rossana -

    Kid,
    condivido al 100% questa tua riflessione: “Mi accorgo, oggi , che occorre sempre scindere la persona interiore , cioè “come è fatta”, quali sono i suoi principi e come ci tiene a presentarsi dall’essere umano,che deve spesso scendere a compromessi con se stesso (Che certamente possono “rovinare”,di conseguenza ,la vita ad altri )sempre in lotta tra quello che vorrebbe essere e quello che sempre non puo’,sempre e coerentemente, essere.”

    questa, per me, è anche la ragione per cui alcune persone che si comportano in modo pessimo a volte non lo fanno con colpa, nel senso di volerlo fare, ma finiscono per farlo, loro malgrado, perchè aspirano ad essere interiormente con una certa dirittura, che non hanno e quindi non sono poi in grado di mantenere.

    quanto alle leggi, è perfettamente vero che andrebbero riviste e che al momento l’uomo si trova nettamente svantaggiato. non per niente in america, da cui stiamo copiando economia e stili di vita, sono già in voga da tempo i contratti pre-matrimoniali. siamo indietro, come sempre, con la sola separazione dei beni, che già è qualcosa, e con l’affido condiviso dei figli, che è un altro piccolo passo in avanti.

    purtroppo, però, le leggi non anticipano i costumi ma li seguono, sempre con ritardo. fino a qualche tempo fa erano decisamente a sfavore della donna:
    – fino al 1969 l’adulterio della moglie era reato;
    – fino al 1975 (data della riforma del diritto di famiglia) esisteva la “patria potestà” esclusiva del marito nei confronti di tutti i componenti della famiglia, compresa la moglie sulla quale aveva la “potestà maritale”;
    – fino al 1983 era in vigore il cosiddetto “ius corrigendi” del marito nei confronti della moglie (la poteva picchiare protetto dal codice).

    adesso sono molto squilibrate in senso opposto. qualcuno dovrebbe pensarci e porvi rimedio ma, a quanto pare, i nostri politici sono in tutt’altre faccende affacendati…

  • 97
    MRC -

    CASPITA!!!
    La discussione ha finalmente preso un bel tono, grazie in particolare a Rossana, Kid, Maverick2011 e Luca che hanno saputo elevarla con osservazioni e spunti molto profondi.
    Vi leggo sempre, con attenzione, anche perchè, in alcuni giorni, mi rendo conto che il tempo che mi dedicate, occupandovi di questo forum, è molto più di quello che spesso mi concede mia moglie (lavoro, figli e convivenza quotidiana a parte…)!
    E’ successo, però, un fatto nuovo e mi piacerebbe leggere il commento anche di chi si è taciuto molti post più in su: tipo Cash, Luna, Violet, Sarah ed Olivia.
    Siamo stati una settimana in meridione, da parenti ed amici; per qualche giorno le ho fatto staccare la spina dal lavoro, dalla palestra, dal corso di ballo, dalle assemblee a scuola, dai vari corsi dei figli, dalla casa, dal lavare e stirare… insomma da tutta questa frenesia che ci circonda.
    Ci siamo tuffati in dietro nel tempo, un’altra vita, altri ritmi; è stato come tornare agli anni ’80 quando i cellulari non ci avevano ancora rovinato l’esistenza. Mia moglie ha visto ed osservato parte di quella sana ed obsoleta mentalità di una volta, con annesse litigate per gelosia, col rispetto del “mio marito/mia moglie non vuole…”, con la voglia ancora di ritrovarsi tutti insieme la domenica a pranzo.
    Durante la permanenza e soprattutto il rientro a casa ha metabolizzato ogni aspetto ed ogni atteggiamento del maschio “antico” confrontandolo con me e ringraziandomi apertamente per quello che sono e che faccio (è stato molto gratificante!).
    Le donne anche solo di una generazione fa vivevano un’esistenza sottomessa e spesso infelice mascherata dal quel sacro vincolo del matrimonio.
    L’effetto, però, di riconoscere ed apprezzare tante concessioni e qualche privilegio si sta già affievolendo; dopo i primi due/tre giorni in cui era visivamente cambiata, o meglio tornata quella solare e sorridente di un tempo, ora ha già ricominciato a premere sul pedale dell’acceleratore; e vai che si sta man mano riempendo nuovamente la vita di tutti i carichi e gli impegni di questo mondo.
    E per me cosa rimane? Ma cosa vuole dimostrare con questo suo atteggiamento? E poi a chi ha bisogno di dimostrarlo?
    Questo mondo non mi piace, io voglio scendere qui!!

  • 98
    Maverick2011 -

    @Rossana + Kid

    Condivido ovviamente tutte le vostre riflessioni, solo con un importante distinguo a proposito della situazione di MRC.
    Voi sostenete che le leggi attuali – senz’altro abbastanza sbilanciate nella tutela della donna, poichè in gran parte modellate sulla riforma del diritto di famiglia del 1975 (quindi ormai vecchie di oltre 35 anni), quando le donne erano molto più “deboli” di oggi – non tutelerebbero MRC in una situazione come la sua.

    Ripeto, non è così, perchè il rifiuto sistematico della sessualità coniugale, da parte di uno dei coniugi, a meno che non sia giustificato da situazioni comprensibili, quali ad esempio una malattia, NON è ammissibile, e già negli anni ’70 la Cassazione si era pronunciata in proposito, anzi una sentenza del 2005 lo ribadisce con queste parole: “non si può dubitare che il rifiuto, protrattosi per ben sette anni, di intrattenere rapporti affettivi e sessuali con il coniuge costituisca gravissima offesa alla dignità e alla personalità del partner e situazione che oggettivamente provoca senso di frustrazione e disagio, spesso causa di irreversibili danni sul piano dell’equilibrio psicofisico”.
    In questo caso era stato l’uomo a rifiutare per anni di fare sesso con la moglie con cui era in cattivi rapporti.
    Quindi, come vedete, per la giurisprudenza rifiutare per anni il sesso al coniuge è addirittura una GRAVISSIMA offesa alla sua dignità (e infatti è un’umiliazione continua: se una persona non ti piace più devi essere onesto/a e separarti, non puoi tenertelo lì perchè ti dà lavoro (MRC) o perchè ti stira le camicie (se è una donna che viene privata del sesso coniugale).
    Insomma, in questo caso MRC ha TUTTA le legge dalla sua parte, io gliel’ho già detto, vada da un avvocato matrimonialista, e la sua “signora” vedrà che il giochino è bello quando dura poco ed è ora che la finisca di fare la furba per le apparenze.

  • 99
    rossana -

    MRC,
    mi fa piacere che tu ammetta quanto segue: “Le donne anche solo di una generazione fa vivevano un’esistenza sottomessa e spesso infelice mascherata dal quel sacro vincolo del matrimonio.”

    nella frase successiva, però, la parola “concessioni” mi piace poco…

    esistono persone iperattive per le ragioni più disparate: strafare per non pensare e non confrontarsi con se stessi, voler apparire ed emergere dalla massa (forse il caso di tua moglie), autogiustificarsi per eludere impegni assunti di maggior rilievo, dare esempi costruttivi ai figli o ai dipendenti, autocompensarsi per qualcosa che si è perduto, essere al passo con i tempi (i bambini di oggi sono spesso oberati d’impegni fin dalla tenera età), paura della morte o semplicemente un modo naturale di essere, ed altri ancora… dovresti sapere la motivazione o le motivazioni che spingono tua moglie ad agire così, se non si tratta di una sua indole di fondo, che comunque ti esclude.

    Maverick,
    credo che MRC sappia che può ottenere la separazione con colpa. il punto è che non mi sembra orientato a volersi dividere dalla moglie…

  • 100
    Kid -

    Maverick

    Giusto una risposta veloce ,alla tua testimonianza .
    Premesso che la Cassazione è un baraccone , sempre piu’ contraddittoria ,in ogni campo, e lentissima a cogliere i cambiamenti sostanziali , aggiungo che , e forse questo non l’hai colto , non importa solo la tutela ma il tempo necessario per ottenerla .
    Questo è l’aspetto piu’ sconvolgente , in questo campo . Per me un anno di separazione, dovrebbe essere il tempo massimo per giungere al divorzio.

    Mrc

    Meno male che un grazie lo hai avuto . E questo scaccia un po’ i dubbi infondati di quelle che , ovviamente , quando una donna non ama piu’ dan sempre la colpa all’uomo . Beato femmist-autobiasimo!
    Per il resto , credo che tu debba scuotere sta specie di sequoia fossilizzata nella sua (e non piu’ vostra ) vita.
    Finchè sà che non ti perde , non saprai mai quanto è alla frutta il tuo rapporto . Ad un certo punto , nel mentre che ci sei per alcune cose , devi iniziare anche ad allontanarti per altre, senza minacciare nulla o fare proclami, per carità .