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Gli uomini che fanno la storia

di magirama

Buongiorno direttore! Buongiorno a tutti!
Oggi non so il perché ma mi è venuta voglia di scrivere una lettera un po’ atipica, sicuramente diversa da quelle che solitamente scrivo e diversa dalle risposte che tipicamente inserisco tra i commenti.
Solitamente non guardo il gossip, lo evito assolutamente a piedi pari, ritengo che sia un’inutile pubblicità fatta a gente inutile (i cosiddetti V. I. P. ovvero Very Inutil People) , sostenuta e reclamizzata da giornalisti inutili che scrivono su giornali inutili. Insomma il festival dell’inutilità, dove da una parte c’è il peggio del peggio sociale e artistico che viene paparazzato da professionisti parassiti che si nutrono del sangue, e dei due euro a copia, di lettori rincoglioniti che dovrebbero mettere un attimo in pratica il famoso detto “chi si fa i c***i suoi campa 100 anni”.

Perché parlo di “uomini che fanno la storia”? Semplice, perché se guardiamo giornali e televisioni odierne, soprattutto negli spazi dedicati al gossip, dove si parla di moda, cinema, musica, ormai parliamo di espressioni artistiche abominevoli accompagnate da una buona e corposa striscia di pettegolezzi che ormai non sono più un contorno, bensì la sostanza. Un po’ come andare al ristorante e ordinare la portata principale, una bella bistecca, che poi consiste in un pezzettino minuscolo di carne accompagnata da tonnellate di insalata e patate lesse. Alla fine hai sempre e comunque la pancia piena, però te l’hanno riempita di schifezze e il bello è che ormai quasi non ce ne accorgiamo quasi più.
Perché questa gente dovrebbe fare la storia? La fa… Non sappiamo come, ma la fa. Il motivo? Semplice, perché siamo bombardati da queste porcherie continuamente, siamo esausti, succubi, assuefatti, siamo talmente pieni di questo benedetto gossip che sappiamo se un attore si sposa per la quindicesima volta o se un cantante si fa di crack, ma non sappiamo quali film abbiano fatto o quali canzoni cantino. Oggi fai un film e sei famoso, fai una canzone o un disco e sei famoso, c’è gente che dice di volerti tanto bene che costruisce un’intera immagine sul nulla che rappresenti e ti riempie di quattrini, i quattrini li fa anche lui, poi finita la sbornia vai nel dimenticatoio, ricco e felice, ma hai fatto la storia!!

Insomma, siamo o non siamo il paese dei reality, del grande fardello, dell’isola dei “quasi” famosi, di quegli “amici” che cantano, ballano e si fanno le litigate quotidiane prescritte dal medico?!?
Abbiamo addirittura coniato un termine: “tronista”. Questa parola che a me fa tanto ricordare la parola “rintronato”, ovvero rincoglionito, significa colui che sta sul trono a vantarsi, a vedere le gallinelle che si beccano per lui (un po’ come Cesare ai tempi dei gladiatori) , un ambiente di veleni e anestetici televisivi in cui questa gente vorrebbe farci credere che è lì per trovare un partner. Cari connazionali: SVEGLIA!!! Io oggi, pubblicamente, da questa sede, chiedo agli editori Zanichelli, Garzanti e compagnia bella, di RIMUOVERE LA PAROLA “TRONISTA” DAL DIZIONARIO DELLA LINGUA ITALIANA, poiché io che sono italiano mi rifiuto categoricamente di accettare un concetto di una tale bassa lega nel dizionario della mia lingua madre.
Tronisti… Gieffini… Che brutte parole… Ma quelli che più di tutti adoro sono quegli attori americani che hanno cognome e parenti italiani, che adorano il nostro paese, il nostro cibo, la nostra lingua… Ci vogliono così bene che infatti vivono nella loro villa di Beverly Hills e non masticano una parola di italiano. Questi sono davvero forti. Caro John Travolta, con tutti i soldi dei contribuenti che la Telecom del “Tronchetto” ti ha rifilato per girare due spot di m***a, l’italiano dovevi parlarlo meglio di me!!

Ma vogliamo ritagliare un piccolo angolo rosa?? Certo… Perché non parlare anche delle donne, visto che ormai anche per la pubblicità del dentifricio c’è una donna nuda? Tutte queste showgirl, o come si dice, queste veline, letterine, schedine, stronzine e via discorrendo… Che sono belle, belle, belle, belle… OK, abbiamo capito che sono belle, ma sanno fare qualcosa?? I risultati parlano chiaro, molte di loro, terminata la fase di semplice ragazza immagine, sfornano delle performance da mal di stomaco oppure continuano in qualche modo a sfruttare l’immagine pura e semplice, il gossip e basta. La paladina di queste è senza dubbio la cara vecchia Belen, cos’abbia fatto di buono lo sa solo lei, ma di certo le sue tette contribuiscono a vendere telefonini, abbonamenti, accessi internet, i suoi spostamenti tra Corona e Borriello sono più seguiti dagli esperti degli indici della borsa.
Parlando si “sciacquette”, perché non nominarne un’altra… Ah, la Canalis… In questo dobbiamo dire grazie a George, da quando stanno insieme la vediamo lavorare molto meno ed è un gran sollievo, certo, perché a lui piacciono le donne col cervello! Ogni anno (quindi ogni fidanzata nuova) si parla delle sue possibili nozze, lui, l’uomo che è riuscito a fare un film sul terremoto in Abruzzo senza parlare di terremoti, ma soprattutto, senza parlare dell’Abruzzo… Basterebbe che le donne smettessero di dargliela, si sposerebbe domani stesso!! Oppure si farebbe monaco… Vabbhè dai, ora basta, perché io sono varesotto e poi mi accusano tutti di avercela coi comaschi…

Concludo con l’ultima, mi è capitata sott’occhio stamattina… La ragazza di Cristiano Ronaldo ha detto che si sposano… No, non la cameriera squattrinata madre di suo figlio, bensì la modella russa… Cosa pensavate?!? Certo, perché un grande giocatore del suo calibro, onesto, leale, sportivo, deve dare un esempio da grande uomo di famiglia qual è… Come no… Povero CR9, ha cercato in tutti i modi di battere il record di Cassano ma proprio quando aveva scoperto di essere padre, ha pagato fior di soldi la madre di suo figlio per stare zitta e ora si ritrova con una modella russa mozzafiato tra le mani… Non c’è proprio giustizia…

Questa è gente che fa la storia, gentaglia che con le proprie cazzate personali riempie giornali, televisioni, siti Web, ci ricordiamo più queste cretinate che non le cose importanti… Sapete perché ho voluto scrivere tutte queste cose?? Semplice, perché io non seguo assolutamente il gossip… O meglio, non lo seguo volontariamente e questi sono i risultati. State attenti cari connazionali…

Beh dai, almeno oggi non ho parlato del “nanetto”… Ops, almeno ci ho provato… È più forte di me…

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Categorie: - Attualità Italia

30 commenti

  • 1
    Lorenzo -

    Non si può fare a meno di parlare del Nanetto, perché l’artefice di tutto quello che hai scritto è lui. Nei cari vecchi anni ’70, quando io ero bambino e il peggio che si poteva vedere in tv (esisteva solo la rai) erano le gambe delle Kessler, la società intera aveva un altro tono. Magari sotto sotto gli scandali erano gli stessi, e anche il livello intellettivo della massa, ma diamine, le usanze almeno erano diverse! Tutti si comportavano in modo più serio. Esistevano sì il gossip, le mode e un certo interessamento per le peripezie del vippume, ma se ne occupavano solo le casalinghe annoiate, e di nascosto, vergognandosene quasi, commentando dal parrucchiere qualche articolo scandalistico. A nessun adulto responsabile, morigerato e lavoratore sarebbe mai passato per la testa di fare commenti in pubblico sul fidanzamento di una soubrette! E i giovani! Quelli in vena di distrazioni avevano il rock e lo spino, per i ribelli c’era l’impegno politico; ma ragazzi dei 70 o dei primi 80 appassionati di gossip non ne esistevano, era inconcepibile, sarebbe apparsa molto peggio che roba da froci. Mi ricordo bene. Poi? Poi è venuto il nanetto con le sue tv. E’ cominciato tutto con “Drive In”. Le tette di Angela Cavagna. Le prime veline burrose, i culi più importanti delle parole. Una trasposizione televisiva dei b-movies di Fenech e Cassini, roba che prima si sgamavano in segreto. Il sottinteso, viva soldi, successo e goduria! fregarsene del resto. Una sorta di legittimazione pubblica della volgarità e del becerume del medio maschio italico borghese arricchito incolto cafone trafficone evasore, una categoria questa, che era giunta anche al potere politico, come elettorato del PSI di Craxi. Un intero mondo sommerso che nei 70, al tempo dell’egemonia culturale del politicamente impegnato e di sinistra, si vergognava quasi di esistere, ed ecco di colpo che grazie alla nuova filosofia e visione del mondo edonistiche reaganiane (in senso straccione) propagandate dai programmi del nanetto, ha scoperto che poteva emergere, finalmente vantarsi dei suoi successi, l’essersi saputi arricchire sulla pelle altrui, e della sua ignoranza, perché la cultura per chi vuole arricchire è solo un ingombro. Il nanetto stesso era (ed è) il dio di questa gente, perché è l’esemplare supremo, quello che è arricchito più di tutti. Come vedi, ciò che lamenti ha cause profonde, discutere come è avvenuto significa rivisitare gli ultimi 30 anni della storia d’Italia, capire mutamenti epocali!…

  • 2
    magirama -

    Ciao Lorenzo. Effettivamente mi trovo d’accordo con te, in buona sostanza abbiamo perso il comune senso del pudore, cose che prima erano riservate a persone di un certo tipo (come le casalinghe annoiate) o che venivano fatte nell’oscurità, ormai sono di dominio pubblico e stanno inquinando la società peggio del petrolio nel Golfo del Messico. Io penso che tutto questo sia parte di un piano, di un regime, inutile che parliamo del Fascismo o del Comunismo, secondo me siamo molto più sottomessi ora, ma con garbo, con amore, tenerci ignoranti e rincoglioniti in questo modo fa comodo a chi ci governa. Il “nanetto”?? Ah beh, ormai la politica non è più tale, ormai l’Italia intera è divisa: da una parte chi lo ama e si sopporta il suo ego immenso, dall’altra chi lo odia ma fatica a trovare il modo di toglierlo di mezzo. Bella roba vah…
    Qualche tempo fa uscì un documentario, “Videocracy”, una serie di immagini e spezzoni che documentavano questo decadimento mediatico… Guarda caso, dopo che ha fatto un po’ di scalpore e che solo SKY si è degnata di mostrarlo agli abbonati Cinema, è scomparso, è stato insabbiato, nascosto. Scommetto che le reti Mediaset o RAI (soprattutto col nano al governo) non lo trasmetteranno mai in chiaro, così come i giornali e le case editrici (sempre del nano) non lo pubblicheranno mai… Ma lui non è il paladino della libertà, o sbaglio?? Sai cosa mi ha dato più fastidio? Quando questo film è uscito, Striscia (trasmissione che a volte fa anche cose utili, diciamolo) si è posta a difesa del regime, denunciando il fatto che alcune immagini non fossero legate alle loro emittenti… Grazie tante, 3-4 sequenze non erano roba loro, peccato che le altre 80-90 fossero di Fininvest prima e di Mediaset poi… Visto?!? Giustificando una parola, giustifichi l’intero discorso.
    Sento sempre dire che se la TV fa schifo è perchè questo vogliamo… Sono balle!! La verità è che la TV è pietosa e noi ci lamentiamo, però la guardiamo ugualmente! Siamo abitudinari, preferiamo farci bombardare di m***a piuttosto che tralasciare questa abitudine. Noi abbiamo un’arma, il telecomando… E’ vero, ma qualcuno lo usa?!? Onestamente, quanti di noi, sprovvisti di SKY o Mediaset Premium (ormai questi sono un MUST per vedere roba decente), spengono la TV quando manda delle porcate e prendono in mano un buon libro?? Quanti lo fanno?!?
    Inutile che ci lamentiamo, il gossip è tra noi e ci sommerge di stupidaggini, è un modo che ha il regime per controllarci.

  • 3
    silvana_1980 -

    Già, e nella vita reale aldilà dei mondi televisivi e milionari, vedi cose molto simili poi.
    E allora nascono la Belen dei poveri, la Paris Hilton dei poveri..il problema sostanziale è che non avendo “regni” a disposizione per ostentare le loro cosine ti trovi co sti fenomeni di invasione degli ultracorpi al lavoro, al supermercato
    …Siamo seri…noi tutte donne sappiamo che al supermercato sol tacco 12 e la minigonna pareo…non è la sua: per abbassarti a prender le cose sugli scaffali gliela fai vedere a tutti compreso quello che affetta i salumi e quando devi portare le borse pesanti potresti avere un cedimento strutturale
    Al lavoro poi…se indubbiamente non è bello vedere la siura che viene a lavorare in vestaglia da casa, ciabatte (e mancano soli i bigodini in testa)…non è bello vedere neanche quella che si tira a mo di serata in discoteca…minigonna giro passera, top a livelli di reggiseno o poco più, atteggiamento da vamp “ce l’ho solo io”. Ci vorrebbe un minimo di equilibrio. No. Non c’è.
    A volte mi domando…oh…ma ste qua…credono di essere al grande fratello?
    Tralascerei il discorso “bave che cadono” da parte degli “uomini che fanno la storia”, è quasi una conseguenza naturale…come quello di apparire le bamboline gonfiabili, o le quasi badanti di X…e come quella che poi in realtà anche se non son brave, vanno bene lo stesso. Tengono alto il morale delle truppe. Oggetti di rappresentanza.
    Intanto i soldati semplici in trincea lavorano veramente e vivono veramente con i loro alti e bassi…sti qua fan passerella. Alti e bassi loro? No, solo “alti” per loro…i periodi mogi-bassi per loro equivalgono alla sconfitta e quindi alla loro definitiva scomparsa dalle scene.

  • 4
    magirama -

    Adesso poi è venuta fuori una questione assolutamente squallida e vergognosa: si chiama digitale terrestre. In tutto il mondo, il passaggio da analogico a satellitare è stato diretto ed immediato, in Italia invece andiamo a inventarci delle “trovate geniali”, questa è una di quelle. E’ vero, il digitale terrestre serve per vedere male pagando quello che prima vedevi bene gratis. Inutile girarci in giro, questa cazzata è stata creata apposta per vendere nuovi decoder e nuovi televisori, è stata fatta perchè Mediaset ha voluto lanciare una sfida comemrciale a SKY. Ora, io non sono qui per fare propaganda all’emittente di Murdoch, ma Mediaset Premium a mio modo di vedere è uno specchietto per le allodole: ancora non è diffuso su tutto il territorio nazionale (e questo è vergognoso), ha una tecnologia scadente, una programmazione molto più scarsa di quello che sembra, in pratica serve solo per toglierti da quella valanga di fango e melma che sono le reti in chiaro per farti vedere qualcosina di migliore “sgraffignandoti” 15-20 euro al mese. Questa è l’Italia mediatica.
    Tornando al gossip, io penso che comunque sia un fenomeno globale e non solo italiano. Sono fermamente convinto che in paesi come USA, Inghilterra, Germania, ci sia anche chi fa di peggio, forse la gente ne è meno succube che in Italia. Ormai è inutile, quello che fa nella vita privata un attore o uno sportivo è più importante della sua carriera stessa, toglie spazio a cose più importanti. Un esempio? Quando volete farvi del male, guardate un’edizione di Studio Aperto… 5 minuti di cronaca (rigorosamente nera e nostrana), 5 minuti di storielle strappalacrime, 15 minuti di minchiate tra sport e gossip. Io stesso l’ho detto, non seguo il gossip, mi fa schifo, eppure come faccio a sapere tutte le cose che ho scritto sopra?? Puro e semplice bombardamento mediatico, pura assuefazione.
    Ormai i giovani sono figli del consumismo e dell’immagine prima di tutto, come hai detto tu Lorenzo, l’uomo dev’essere ricco, profumato, ben vestito, arrogante e cafone, la cultura e l’intelletto vengono dopo, sono optional. Oggi ciò che conta è diversirsi, essere al centro del proprio piccolo gossip, avere il “videofotino” bello, apparire, solo apparire. Perchè studiare e sbattersi? Ormai il modello sono i calciatori, le veline e quei genitori imbecilli che non si fanno scrupoli a trattare i propri ragazzi come fenomeni da baraccone purchè vadano in TV, diventino ricchi e famosi.
    Quanta ipocrisia… Mamma mia…

  • 5
    magirama -

    Grande Silvana! Benvenuta nel club! E’ bello vedere che qualcuno ancora sano c’è in giro. 🙂

  • 6
    glosstar -

    “La fine di una civilta’ non e’ mai avvertita da coloro che la vivono”. Giorgio Gaber

  • 7
    glosstar -

    “Il programma Striscia la Notizia è stato premiato varie volte per la satira che porta avanti (sul fatto indaga la procura della Repubblica di Trepalle) quindi è doveroso citare qualche servizio tipo che mostra la feroce satira del programma:

    · ennesimo servizio di ospedale/carcere/scuola finita o quasi in un angolo sperduto della Repubblica costato millemilamilionidimiliardi di euro, servizio che anziché terminare con un’intervista ai responsabili di tale spreco finisce con una battuta. La gente a casa polemizza, si indigna, ma un secondo dopo dimentica tutto grazie alle veline.

    · Ballantini si traveste da Michela Brambilla, da Valentino, da frigorifero classe C e va in giro nelle serate di alta e inutile società a scherzare con degli snob che più snob non si può che nessun italiano ricorda da millenni.

    ·giornalisti d’assalto svelano una truffa epocale: un mago che dice di predire il futuro…udite udite…non lo predice! I giornalisti mostrano le prove con cui incastrano il mago. Come se ce ne fosse bisogno.

    ·Satira verso i giornalisti: servizio di mezz’ora in cui viene msotrato l’errore di un giornalista che recita “roba da fa accaponare i capelli” o ” il premier Berluscano”. Il servizio è mostrato per anni.

    ·Dulcis in fundo, in nome della concorrenza, Striscia la Notizia mostra spesso errori di programmi concorrenti, ma agli occhi del solito sobillatore comunista rivoluzionario altro non è che pubblicità verso i programmi Rai.”

    Tratto da Nonciclopedia.

    http://nonciclopedia.wikia.com/wiki/Striscia_la_notizia
    .

  • 8
    Lorenzo -

    Qualcuno ha obiettato che la degenerazione dei costumi degli ultimi 30 anni non può essere solo opera del nano, perché qualcosa di simile è avvenuto nel resto dell’occidente (vedi la Spagna, dove è anche peggio di qua: lo so perché frequento la comunità latinos). Devo precisare: è vero che il nano ha pilotato con le tv, da noi, questa mutazione storica, ma se il popolo italiano fosse rimasto negli anni 80 quello che era nei 60, austero, dignitoso e idealista, avrebbe rifiutato di seguire i suoi programmi-spazzatura, e lo avrebbe mandato in malora. Il problema è che quel popolo era già sul punto di trasformarsi, gli serviva solo un piccolo aiuto. Questo è il vero problema, la disponibilità passiva di interi popoli, non solo quello italiano, già 25-30 anni fa a diventare la massa di lobotomizzati moralmente afasici che vediamo ora. Come si spiega? Secondo me la causa sta nel ’68. In quel periodo si sono diffuse nelle masse, in forma volgarizzata, idee che erano distruttive verso tutti i vecchi valori: la famiglia, la coppia, l’amore, il matrimonio, il lavoro, la religione, la partecipazione politica. Era una critica giustificata, perché nell’ideologia perbenista degli anni 50 c’era molto di falso e oppressivo. Ma la critica non ha prodotto un “uomo nuovo” con nuovi valori. Ha solo delegittimato i vecchi. E eliminati i freni morali, quello che viene fuori è la parte più subdola, ottusa e meschina dell’uomo. E’ stato ancora prima dell’avvento del nano, che il peggio dell’italiano medio, per limitarci a noi e lasciar stare il resto dell’occidente, reclamava e voleva finalmente venire alla luce. Era come qualcosa che brontolava nella pancia dei borghesi, dei benestanti, dei cafoni arricchiti. “Finiamola con le vecchie storie, i valori eterni di Dio, della Famiglia della Legge! Nessuno ci crede più. Che senso ha continuare con questa commedia? Lo scopo della vita è sol far soldi e godersela e fottersene di tutto! Giù la maschera, una buona volta!” Il nano ha mostrato a tutti un intero mondo di fiction – ciarpame tipo dallas – in cui la maschera nessuno l’aveva più. E tutti si sono sentiti incoraggiati a toglierla. E chi credeva ancora nei vecchi valori ha cominciato a sentirsi un co......, perché gettate tutte le maschere, si è scoperto che i ricchi erano tutti gente che dei valori se ne fotteva. E siamo arrivati dove siamo adesso. Ormai chi crede nella legalità o nel matrimonio è reputato poco meno che un idiota. Certo non fa carriera, coi suoi ideali!…

  • 9
    Lorenzo -

    Naturalmente non pretendo che quello che scrivo sia la bibbia… Non sono uno storico dei costumi.
    Il fatto è che questa trasmutazione epocale l’ho vissuta in pieno, essendo classe 70, e non riesco a spiegarmela come vorrei.
    Se penso a com’erano le cose nel mondo dei ragazzi nell’88/89 rispetto all’80/81 mi trovo di fronte a una differenza di intere ere geologiche dei ricordi, a un cataclisma, uno spostamento di continenti. E’ come se nel giro di 7-8 anni ne fossero trascorsi 50.
    I valori e i costumi del 1980 erano ancora quelli della vecchia italia: lavoro, sobrietà, rispetto delle regole, poche chiacchiere e molti fatti, nulla promettere e tutto mantenere, dedizione, sacrificio, altruismo – disprezzo per la raffinatezza, per l’eleganza, per l’esibizionismo da fighetti.
    Nel 1988 più o meno, tutto ormai era diventato come ora.
    Mi rode, mi ossessiona, perché i passaggi intermedi li ho vissuti tutti, eppure non riesco a connetterli in una catena causa-effetto.
    A volte mi sembra uno strano sogno, come se tutti, me compreso, fossimo stati assuefatti a dosi sempre crescenti di una strana droga morale: individualismo in salsa italiota, noncurante e straccione.
    Cambiavamo, e neanche ce ne accorgevamo! I comportamenti stavano al passo con la moda, tutto qui. E di moda in moda, anno dopo anno, siamo diventati come siamo adesso. Erano le mode che diventavano sempre più idiote e spregevoli, all’incirca come ogni anno le canzoni di successo erano un po’ meno belle di quelle dell’anno prima.
    Di moda in moda siamo arrivati al punto che nell’anno in cui mi sono diplomato (1989) l’unica cosa che contava era avere in fretta la patente, un macchinone a spese di papi per rimorchiare, sbronzarsi ogni sera in una discoteca diversa, provare di tutto nel sesso, anche gay e trans, essere tirati a lucido e firmati da testa ai ai piedi, sapere tutto dei programmi tv più insulsi e del gossip sui protagonisti… Tutto uguale ad oggi. Mi ricordo come fosse ora.
    Dieci anni prima sarebbe stato inconcepibile un comportamento del genere, in ragazzi di 18-19 anni.
    Allora, dopo il diploma, si entrava all’università, per farsi il mazzo (e non dare un esame ogni due anni, tanto per la facciata) oppure si filava dritto a lavorare. E niente buffonate, niente atteggiamenti da damerino, niente cazzate sulle labbra. La vita era una cosa seria.
    Esiste tra voi qualcuno che è sui 40 e ci è passato?
    Davvero, io non mi capacito.

  • 10
    magirama -

    Quoto Glosstar alla grande. Azzeccatissima la tua citazione di Gaber così come le critiche rivolte a Striscia. Io sostengo che in certi casi abbia i connotati di una trasmissione utile, il problema è che lo strascico che solleva non è di alcuna utilità. Non è altro che una trasmissione di cartone che in mezzo alle cazzate (tipo satira politica, imitazioni, filmini idioti) pretende di mostrare cose importanti (truffe, sprechi pubblici), il tutto con inviati pronti a inscenare aggressioni se solo l’intervistato sbadiglia o ad accanirsi su fatti di cui non si sono nemmeno documentati, il tutto presentato da due presentatori idioti, con due ridicole ragazze che oltre a fare una televendita e un orribile balletto, non fanno altro.
    Sul fatto che i due presentatori siano lì a fare i pagliacci non ci piove, ma io ho trovato di pessimo gusto la trovata di Iacchetti delle ultime edizioni in cui all’inizio di ogni puntata si inventa una gag, un lavoro o un’attività assolutamente insensata, con il motto di voler combattere la crisi. Io la trovo un’offesa bella e buona alle famiglie che non arrivano a fine mese, un’affronto disgustoso che non fa assolutamente ridere, fatto soprattutto da uno che di sederi ne ha leccati parecchio per essere lì. Sapete una cosa? Io vivo proprio vicino a Luino, lo stesso paese del “Signor Enzino”, proprio quello che lui decanta tanto… Ebbene, qualcuno l’ha visto, qualcuno lo conosce di persona, ma vi posso garantire che dalle mie parti non è tanto amato, non gode di una fama molto simpatica.
    Io mi domando… E’ necessario l’intervento di Striscia per convincere la gente a non andare da maghi, chiromanti, guaritori o ciarlatani simili?? E riguardo le truffe?? E per gli sprechi, una volta indignati, cosa cambia?? Chi se ne frega di vedere Ballantini che fa il cretino travestito in mezzo a tutti quegli snob?? Altra cosa squallida, quest’anno facevano vedere i calciatori che sforavano il limite di velocità in auto… Bell’esempio per i giovani!! Invece di condannarli, mostrare una pattuglia che li multava o ritirava la patente, quelli di Striscia lo facevano vedere come qualcosa di figo, qualcosa di accattivante… Complimenti!
    Tralasciando il modo scandaloso che hanno per giustificare le cose, perchè quando hanno ragione è facile, quando hanno torno devono deviare l’attenzione su altro, è ridicolo pensare che il ruolo della velina sia ambito da tutte le ragazzine e che per questo si svolgano solenni selezioni che ci brasano i maroni.

  • 11
    magirama -

    Inutile girarci attorno, Striscia fa parte del regime, fa parte di quei prodotti del “nanetto” che ci anestetizzano, che ci rendono abitudinari, che sminuiscano o strumentalizzino le critiche pur di nasconderle o girarle a proprio favore.
    Un esempio dei danni?? Quando ero bambino io, le trasmissioni serali iniziavano alle 20.30, ricordo ancora gli spot. Oggi invece iniziano alle 21.00, anzi, alle 21.15 o 21.20 ad andare male… Vi siete mai chiesti il perchè?? E’ la cosiddetta guerra del “prime time” ed è una strategia, perchè se uno guarda Striscia o simili fino alla fine, poi tende a rimanere su quel canale, perchè verosimilmente sulle altre reti la trasmissione è già iniziata, quindi ti sorbisci il grande fratello o fiction altrettanto oscene. Capito il trucco??
    Detto questo, mi collego al discorso di Lorenzo, che peraltro condivido. Io purtroppo questo decadimento l’ho visto coi miei occhi, l’ho sofferto durante l’adolescienza e lo sto soffrendo ancora oggi. Io sono classe ’81, quindi quando ero ragazzino e iniziavo a mettere il naso fuori, ormai il danno era fatto, poi quando sono cresciuto, ho studiato e ho fatto l’Università, ho visto quando effettivamente fosse già malata la società.
    Forse il nano ha avuto un’influenza relativa e possiamo coinvolgerlo, lui con le sue televisioni, più come aggravante che altro, però ha avuto un ruolo importante e questo mutamento (che forse era un po’ da arginare) si è manifestato appieno. Hai ragione, ci siamo tolti la maschera, ci siamo mostrati per quello che siamo. Forse un tempo c’era troppo bastone, oggi c’è troppa carota.
    Io sinceramente non mi ci trovo a mio agio in questo ambiente, solo apparenza, solo copertina, solo immagine, basta essere belli, danarosi, con la bocca bella larga per fare uscire le stupidaggini e hai successo, se poi ti sai divertire in un certo modo (discoteca, locali in, alcool o droga a go-go) allora sei un partito perfetto. Ragazzi arroganti e fighetti, ragazze vanitose e arriviste, ormai si viaggia su questi binari. Cosa deve fare oggi una persona (come posso essere io, sui 30) che ha studiato, che ha dei valori, che ha un minimo di cultura e che vuole seriamente farsi una famiglia?? Vieni visto come uno sfigato, come una perdita di tempo, a parole sembri essere nel giusto e quello che tutti vogliono, però se no sei abbastanza entusiasmante non vai bene.
    Ci sono troppe tossine… Troppe tossine…

  • 12
    wolverine -

    Che dire…purtroppo è la pura e semplice realtà! I “vecchi e cari ” regimi ormai sono stati sostituiti da uno nuovo…quello “rincoglionista generale”, basato sul lento ma inesorabile allontanamento del popolo, ormai troppo impegnato a rincorrere il vacuo e l’effimero, dalla REALTA…
    Una volta, tanto tempo fa,(…sono del ’70 come te Lorenzo, capisco cosa intendi…) lessi un fumetto di fantascienza che parlava di una pseudo società decadente dove tutto era collegato ai media, alla tv…mai avrei pensato che questa cosa potesse diventare reale. Una società fondata sulla fuffa, sul vince chi vola più basso e si sporca di più(…truffolo docet…), tutto questo condito da una buona dose di vouyerismo di trumanshowiana memoria. Massi, che ci frega di come va il mondo, basta avere tette e membri a normativa CE e l’ultimo iphone da ostentare, che ci frega…tanto se l’Italia piange, gli altri non ridono…
    che tristezza…

  • 13
    Lorenzo -

    E’ interessante notare una cosa che forse non c’entra niente, eppure potrebbe! Gli anni 80 dell’edonismo reaganiano e craxiano di D’Agostiniana memoria (non per niente D’ago – spia è tuttora il più grande interprete del gossip smutandato e del fancazzismo italico, è stato lui il primo!), questi mitici 80 che hanno partorito l’italia schifa di oggi, hanno visto un’impennata del debito pubblico quale prima era avvenuta solo durante le guerre mondiali! Dal 55-60% sul PIL di fine anni 70, in linea col resto d’Europa, siamo passati in 12 anni al 120% (crollo della lira e svalutazione, 1992, Italia a un pelo dalla bancarotta!) ovvero al punto in cui siamo adesso, con questa montagna di titoli in groppa, con interessi da scucire, 70 miliardi di euro all’anno, che strangoleranno le nuove generazioni fino al giorno del giudizio! Davvero, più ci penso, più questi ruggenti anni 80 mi sembra siano stati lo scenario di una sbornia colossale, di uno sbracamento come non si era mai visto né immaginato nella storia di questo Paese, da parte del popolaccio e degli intellettuali come della classe dirigente, tutti insieme senza freni, come un enorme mandria di maiali che erano stati repressi per secoli e liberatisi dal recinto si sono sfrenati, precipitandosi a trombare, gozzovigliare, vomitare ovunque balordaggini, imbrodolarsi nella più beota imbecillità, le “bestie trionfanti” che si nascondevano nel ventre di noi italiani, e da allora regnano incontrastate! Ed è significativo che questo accumularsi di debito sia stato dovuto da un lato alle spese legate al clientelismo politico (la sbornia! i benefit degli ammanigliati!) ma dall’altro, in misura ancora maggiore (documentarsi) da mancate entrate, ovvero dal morbo dell’illegalità e dell’evasione, che in quegli anni hanno dilagato – ancora la furbizia, esplosa come malattia nazionale! eccessi di spese e carenze di entrate che determinavano ogni anno un deficit peggiore a cui i governi craxisti e dc ladri, ciechi, ubriachi e pazzi nell’euforia generale rimediavano non con buone leggi ma buttando sul mercato ogni anno nuove montagne di titoli! finché il mondo non ci ha presentato il conto, che adesso noi tutti paghiamo con manovre tremontiane e lacrime di sangue mentre i lestofanti, politici e non, dei ruggenti 80 hanno intascato i dividendi, li hanno depositati alle isole cayman e se li godono! una pensione d’oro come minimo… A che è servita tangentopoli? Non poteva servire a niente, visto che gli italiani sono quel sono.

  • 14
    Lorenzo -

    Detto in una frase, come accade sempre nella storia di un popolo “tutto si lega”.

  • 15
    magirama -

    Io penso che questo c’entri eccome. Più guardo questa società e più penso che se siamo ridotti così è perchè c’è chi ha interessi in merito, non c’è nulla da fare. Purtroppo il boom economico e il consumismo ci hanno forgiato in un certo modo, hanno generato in noi una certa mentalità, che fa di noi dei consumatori modello, tante formichine che corrono, corrono, corrono, a cui basta mettere in testa idee di mode, divertimenti, necessità, bisogni (moltissimi dei quali, rigorosamente futili) ed ecco che il gioco è fatto. Il consumismo (e penso, anche il capitalismo) sono finiti da un pezzo ma giustamente gli ultimi “invitati alla festa” non vogliono restare senza una bella fetta di torta, dopotutto sono istruiti da imprenditori e politici vecchio stile, falsi, corrotti ed arrivisti, finchè c’era da mangiare andava anche bene, ora siamo al collasso, ma questa gente preferisce distruggere una nazione e la sua cultura piuttosto che rinunciare ai propri vizi. Non c’è da meravigliarsi, stiamo parlando di gente che pur di far soldi venderebbe anche la propria madre. Un esempio? Le banche, gli strozzini legalizzati per eccellenza. In piena crisi, i manager si spartivano i dividendi e non stiamo parlando di bruscoletti… Così come le industrie, preferiscono licenziare 2000-3000 dipendendi che si guadagnano la pagnotta e che hanno la famiglia a carico, piuttosto che far fuori manager o amministratori delegati che guadagnano milioni per non produrre nulla, ormai questa gente si toglie dai piedi solo se strapagata… Dovrebbero cacciarli a calci in c**o!!
    Ormai siamo dei burattini, siamo tanti “topi da città” che vivono in buchi di case e che lavoriamo senza magari sapere chi ci controlla, per chi lavoriamo, dove vanno a finire i nostri soldi, dobbiamo essere felici di avere una vita minimamente dignitosa (se ce l’abbiamo) e spendere quei quattro soldini che abbiamo in tasca, acquistare oggetti inutili, soddisfare piccole esigenze. Un po’ la colpa è anche nostra: siamo in crisi, gli italiani sono al collasso, eppure non rinunciamo alle vacanze, al ristorante, agli abiti firmati… Stiamo ancora troppo bene forse??
    Ora, cosa c’entra tutto questo con la lettera originale?? C’entra, perchè il gossip e le porcate televisive fungono da anestetico, perchè una cazzata vista in TV te la ricordi, distrae, fa compagnia, ti maschera la realtà. Un bel paio di tette o una battuta di qualche comico cerebroleso ti fa sentire felice e ti fa dimenticare la m***a in cui viviamo.

  • 16
    toroseduto -

    Ciao magirama.
    Condivido come al solito,la tua esigenza di portare un tema diverso in
    questo blog. Ringrazio te e gli altri di avermi fatto conoscere quello che passa in televisione. Mi conforta il fatto di aver fatto la
    scelta giusta molti anni fa. Ho un solo canale sintonizzato RAI TRE.
    Prima davo uno sguardo anche su RAI UNO. Per la famosa questione mai risolta del conflitto d’interesse, il nano adesso fa il bello e cattivo tempo anche in RAI. Considerando la tv un elettrodomestico, come usava dire Eduardo De Filippo, non vado oltre un’ora al giorno,
    il tempo di vedere il TG3. L’informazione preferisco cercarla sui quotidiani.
    Ritrovo fra i commentatori Lorenzo. Mi fa piacere che si sia evoluto,
    il suo esordio su questo sito non fu molto felice.

    http://www.letterealdirettore.it/il-mio-suicidio/

    Sto aspettando ancora le scuse, ebbi addirittura i complimenti da andy! Dato che non cerco mai la lite, non è nelle mie corde, scrivo qualcosa quando capita, cercando di dare una mano a chi è in difficoltà, sono un “68” in servizio permanente e faccio risalire tutti i guai che stiamo attraversando all’uccisione di Aldo Moro. ” La notte della Repubblica”
    Di Sergio Zavoli, un reportage diluito in molte puntate. Penso che pochi di voi l’abbiano visto. Erano altri tempi, La RAI svolgeva pienamente il suo ruolo di servizio pubblico. Oggi sarebbe molto attuale, farebbe capire tante cose e come si sia arrivati in questo pantano affollatissimo. Stiamo toccando il fondo, i tempi sono maturi,
    si parla di P3, io preferisco parlare di R3, nel senso di III Repubblica. Gli uomini ci sono, ho letto molto sulla Puglia negli ultimi tempi. Ciao magirama, leggi e rifletti sul link che ho messo sopra. TS

  • 17
    Lorenzo -

    L’evoluzione del debito pubblico italiano da fine ‘800 a oggi la trovate descritta qui: http://www.delpt.unina.it/stof/15_pdf/15_5.pdf
    Degno di attenzione il grafico finale! Più che una rappresentazione di cifre, mi sembra proprio il diagramma temporale perfetto delle condizioni del paese, sotto tutti i punti di vista. Situazione di merda tra 1880 e 1900 con una politica coloniale nefanda e abortita, poi una parentesi felice nell’età di Giolitti, poi l’abomininio insensato della grande guerra, poi un anno o due di sollievo postbellico (il crollo verticale del debito si ottiene con la svalutazione), poi merdissima, il Fascio e la seconda guerra… poi la ricostruzione e il boom, 1950-1975, gli “anni più felici della nostra Storia” (il grafico è lì a dimostrarlo), poi dapprima lento, poi dal 1980/83 sempre più rapido, lo sbracamento generale, lo sfacelo. I governicoli di sinistra qualcosina avevano fatto, tra il 96 e il 2001, per riparare i danni, ma poi il nano ha trionfato, e rieccoci al 118%…

  • 18
    Lorenzo -

    Era così bella questa discussione, così concreta, solida, reale, diversa dalle masturbazioni sentimentali che riempono pagine e pagine di questi forum… è un peccato che sia finita, e quelle continuino sempre. Diamine, finalmente si poteva parlare un po’ di come le classi privilegiate sodomizzino da mane a sera i poveri cristi previa anestesia mediatico-televisiva – ma ecco che la pausa di lucidità tra una narcosi intramuscolare e l’altra si è conclusa e l’unico sveglio sono rimasto io. Tutti gli altri hanno ripreso miseri e rassegnati a farsi inchiappettare (modalità tipiche di questo kamasutra: essere disoccupati ma anche operai o impiegati pagati una miseria, disabili dimenticati dalle istituzioni ma anche semplici malati gettati in pasto alla sanità pubblica, povere coppie oberate dal mutuo ma anche pensionati che a fine mese non tirano, nonostante abbiano sgobbato una vita, gente rimbambita dalla cretinate gossip ma anche gente lucida e consapevole che sa di non poter far niente… tutti inculati dai poteri dominanti, tutti fottuti dai ricchi!) Lo so che scrivere su un forum non risolve niente, ma prendere coscienza dello stato deplorevole del proprio buco del culo sarebbe già qualcosa; potrebbe servire a escogitare una terapia se non per tutti per qualcuno di noi, quantomeno.

  • 19
    colam's -

    A me risulta che il Fascismo ha risolto il problema del debito pubblico ereditato dall’Italia Giolittiana e dalla Prima Guerra Mondiale, per poi mantenerlo a livelli di quota 80 non ostante la crisi del 29. Questa opera di controllo e risanamento (ricordo anche la Lira forte a “quota 90”) e’ stata messa a male infatti, e come si evince dal tuo interessante link, con la caduta del Regime.

    Poi con la svalutazione post bellica ed il boom delle 30 gloriose ovviamente e’ andato tutto bene, perche’ il sistema economico che tutt’ora i nostri potenti vogliono applicare funziona solo con una continua e forte crescita, il che non e’ ovviamente possibile in eterno.

    Percio’ secondo me l’esperienza storica ci insegna che e’ ora di tornare ad una economia “rinnovabile”, “ecocompatibile” e “sostenibile” .. Il che non vuol dire altro, secondo me , che ritorno alla terra e tendere all’autosufficenza.

  • 20
    fabio -

    non so quanto sia nel tema stesso del thread ma avrei associato a quanto tempo fa
    trovai su internet questo link che voglio riproporvi che a me e’ sembrato
    particolarmente interessante e di attualita paragonandolo ai nostri tempi..
    http://www.aspoitalia.it/attachments/258_traduzioneimperoromano_ugobardi_jul2009.pdf

  • 21
    Lorenzo -

    Sono andato al link proposto da Fabio e avrei molto da commentare, difficile condensare in un paio di post. Ci provo. La tesi dell’autore è che ogni sistema sociale complesso reagisce alle sfide dell’ambiente aumentando la propria complessità fino a un massimo (picco) in cui essa costringe a un dispendio insostenibile di risorse. Nel caso dell’impero romano, il picco è identificato con l’età di Marco Aurelio, alla quale sarebbe seguito un periodo di inevitabile disgregazione (semplificazione) che fin dal principio non avrebbe potuto portare ad altro che a sistema più semplice e sostenibile, quello medioevale. Non sono uno storico, ma credo che uno storico avrebbe molto da obiettare. L’autore sorvola sul IV secolo, il Basso Impero, considerandolo nient’altro che una tappa sul cammino del declino, una sorta di mostro che corrodeva le basi su cui era fondato. Esso è comunque caduto, ma che dovesse avvenire per necessità non è scontato, e comunque non si può spiegare con disinvoltura con dei grafici. Molti storici, in particolare Santo Mazzarino, hanno fatto notare che il Basso Impero è stato una civiltà completamente nuova, non uno stadio della decadenza dell’antica. I mutamenti rispetto all’epoca di Marco Aurelio erano enormi: dalla religione, all’arte, al sistema amministrativo, e soprattutto quello economico. Uno dei cardini dell’articolo è che l’impero, a partire dal “picco” del II secolo sia andato costantemente impoverendosi. Questo è falso. Al tempo di Costantino le riserve di metalli preziosi erano tali da permettere a questo sovrano una riforma epocale: mettere alla base del sistema monetario l’oro al posto dell’argento (coniando il famoso “solidus”). Questa moneta mantenne il proprio valore inalterato per ben 7 secoli, prova che la “ricchezza” dell’impero rimase costante, anche dopo le invasioni, quando ne sopravviveva solo la metà orientale. Al principio lo stato del basso impero era forte, molto più forte di quello del II secolo, sotto tutti i punti di vista. Non era scontato che si dissolvesse. Se è accaduto non è stato per la mancanza di ricchezza o risorse, ovvero l’insostenibilità dovuta a un eccesso di complessità di cui parla l’articolo. Non ne esiste alcuna prova, si tratta di una interpretazione a cui non crede nessuno storico serio. Le crepe del sistema erano altre. La discussione è su quali fossero; non vi è concordanza, ma alcune correnti di opinione. Il cristianesimo ha avuto un ruolo, i barbari un altro, ma ci sono altri fattori…

  • 22
    Lorenzo -

    Uno su cui tutti concordano, secondo me decisivo, è l’indebolimento dell’esercito. Per farla breve, se all’epoca di Costantino era possibile reclutare nella popolazione soldati motivati ed efficienti, ciò era divenuto impossibile un secolo dopo, poco prima del crollo finale. L’esercito “romano” era a quel tempo divenuto una marmaglia di barbari infidi (non si poteva fare altro ormai che reclutare mercenari). Perché nessun abitante dell’impero era più disposto a rischiare la vita per difenderlo? Questo è il nocciolo. Lo stato del IV secolo, a differenza di quello di un secolo prima, era odiato dal popolo. Si era tramutato in un mostro burocratico che pompava tasse e imponeva corvé, senza offrire in cambio né pace né giustizia, al punto che, come riportato dai cronisti del tempo, la povera gente invocava i Barbari perché lo distruggessero! Le cause di questa trasformazione sono anche le cause della caduta. Quali? Ti dirò la mia. La società del basso impero si divideva in due classi: il popolo e un’elite di ricchi che comprendeva i possidenti e i funzionari (ciò era anche una conseguenza dell’economia basata sull’oro introdotta da Costantino: ricchi erano ormai solo coloro che possedevano oro). Era sparito quel “ceto medio” di proprietari che forniva i soldati: oppressi dalle tasse costoro si mettevano al servizio dei potenti per farsi proteggere dalle vessazioni. Questa minoranza di ricchi cercava di impedire in tutti i modi che i propri uomini venissero arruolati nell’esercito. Lo stato doveva supplire arruolando mercenari. Questo comportava una spesa che imponeva un aggravio fiscale, il quale faceva sì che ancora più contadini si mettessero sotto la protezione dei potenti, e così via. Ma non solo. Il continuo aumentare delle tasse avveniva anche al di là di ogni necessità, per l’avidità e la corruzione della classe dirigente. L’arbitrio di costoro non poteva essere frenato dallo stato perché essi “erano” lo stato, i suoi amministratori ed esecutori delle leggi. Una piccola minoranza si arricchiva sempre più, le masse si impoverivano e non avevano più interesse a difendere uno stato che essi identificavano con l’organo di dominio di classe degli sfruttatori. Questi sviluppi non credo fossero dovuti a un eccesso di complessità del sistema, come vorrebbe far credere l’articolo. Il problema stava nella mancanza di senso dello Stato di questa elite, che perseguiva ormai solo i propri interessi. Si possono svolgere tutti i paralleli che si vogliono col presente!

  • 23
    fabio -

    lorenzo non so come la pensi tu ma a me quell’articolo ha dato molto da pensare e
    da come poi l’ho interpretato ci sarebbero tantissime analogie col sistema attuale..in
    primis la mancanza stessa del senso dello stato,dove appunto una strettissima
    oligarchia segue ciecamente ormai solo i suoi stessi interessi e la progressiva
    cancellazione del ceto medio,quello stesso che appunto avrebbe fatto da “collante”
    in precedenza..
    un altra cosa che a parer mio si palesa e’ l’inevitabile trasformazione delle cose in perenne mutamento e riprendendo l’articolo su questo punto anche se il basso impero poteva considerarsi forte le basi su cui poggiava non erano pero piu le stesse.

  • 24
    Lorenzo -

    La differenza di fondo tra il punto di vista (rispettabile) dell’articolo ASPO e il mio è che secondo il primo la decadenza di una civiltà sarebbe una sorta di necessità matematica, una volta raggiunta una certa sperequazione tra le risorse disponibili e il livello dei consumi, mentre secondo il mio tutto dipende esclusivamente dai difetti degli uomini, soprattutto dai membri della classe dominante. Se l’analisi dell’ascesa e del declino delle civiltà può dare un insegnamento è proprio questo: l’ascesa è contraddistinta dal fatto che le elites svolgono un ruolo creativo, positivo, di esempio per tutti e perfino sacrificio per il bene della comunità (vedi, per restare a un esempio romano, il numero spaventoso di perdite sofferte dall’aristocrazia durante le guerre puniche.) La stagnazione inizia quando l’elite ha raggiunto i propri obiettivi e si volge al godimento del proprio status, al puro vivere di rendita (come al tempo dei Giulio-Claudi). Quando infine questa classe detentrice del potere degenera allo stato parassitario (i ricchi del basso impero) il sistema si disgrega, indipendentemente dalle risorse e dalle ricchezze della civiltà nel suo insieme. Vedi la sorte della Russia zarista al tempo della rivoluzione bolscevica. Il tramonto delle civiltà non origina mai da problemi economici, ma dallo sfacelo morale delle caste dominanti, che si arroccano nei loro privilegi e se sembra loro necessario sfasciano lo stato, pur di non perderli. Se Diocleziano e Costantino come fondatori del basso impero hanno una responsabilità storica, è appunto di avere enormemente aumentato il peso di questa elite parassitaria, istituendo giganteschi apparati burocratici, un sistema di tassazione iniquo, un’economia fondata sull’oro che elevava automaticamente al rango di potentissimi i possessori di oro, cioé i ricchi, e infine riconoscendo rango e prebende a un’istituzione improduttiva e altrettanto “piramidale”, la Chiesa cristiana. Dato l’egoismo, l’avidità e la corruzione di tutti costoro, era scritto che la sorte dell’impero fosse indebolirsi sempre più per la disaffezione delle masse, ma i problemi economici non sono le cause di questo processo, semmai le conseguenze. La radice del male, ripeto, sta nella putrefazione morale della casta dei potenti. Nel tardo impero, non solo i capi militari ma perfino i supremi amministratori civili erano quasi tutti barbari. La un tempo gloriosa aristocrazia romana non era più capace nemmeno di questo!

  • 25
    fabio -

    se ti puo interessare da un occhiata a questo link,ce anche un articolo -de reditu-
    che ha a che vedere in qualche modo con gli ultimi post

    http://www.giornaledelribelle.com/

  • 26
    Lorenzo -

    Ci hai preso alla perfezione, sono un grande seguace di Massimo Fini. Cosa te l’ha fatto capire?

  • 27
    fabio -

    me li sono letti tutti,anzi divorati i libri di massimo fini !
    secondo me e’ uno fra i primissimi pensatori contemporanei e autentico giornalista,
    uno che la realta,oltre ad averla intuita con la massima lucidita e lungimiranza te la
    spiattella cosi come’ senza nascondersi dietro a un dito,come fanno praticamente
    tutti!..sara’ stato proprio questo che mha fatto capire che stai sulla stessa lunghezza
    d’onda.

  • 28
    Lorenzo -

    Allora non sono solo al mondo! Quando mi capita di avere qualche discussione sullo stato dell’Italia e si arriva a dibattere argomenti come la droga, la depressione, l’ingiustizia, la corruzione, l’inquinamento, mi tocca sentire che la colpa è di questa o quell’altra causa remota o presente, e che però si potrebbe rimediare facendo questo o quello e se intervengo per dire: no! la colpa è del sistema, dell’intera civiltà industriale per come si è strutturata negli ultimi due secoli – mi prendono per pazzo… Bisognerebbe piuttosto cercare di diventare paesi più civili, tipo Svezia o Norvegia… “Guardate una società perfetta o quasi come potrebbe essere quella svedese o norvegese – rispondo – immaginate che il mondo sia tutto un’immensa Norvegia, onestamente amministrato, con equa ripatizione dei redditi, giustizia per tutti, protezione dalla culla alla tomba. Cosa credete che avverrebbe? Un’epidemia di suicidi, perché i tassi scandinavi di depressione e malattie mentali sono tra i più alti al mondo. Una desolazione culturale senza eguali, avendo omologato tutto al modello scandinavo, per splendido che sia. La rovina della Terra, perché se i consumi fossero quelli di sei miliardi di scandinavi occorrerebbero le risorse di otto pianeti per soddisfarli! Se questa visione, la visione di Fukuyama, si realizzerà un giorno, povera la nostra specie!” “Ma allora che vorresti fare? Tornare al feudalesimo? Al neolitico? Alle caverne?” La mia risposta è quella di Fini: ciascuno dovrebbe avere della terra, produrre da sé quel che gli serve, nei limiti del possibile, ritrovare il legame con la natura e l’orgoglio di non dover dipendere da nessuno! E non dover vendere agli altri le proprie braccia! I contadini del Medioevo vivevano poco, sgobbavano come bestie e avevano un sacco di malanni ma erano molto più felici di noi, e soprattutto avevano molto più amor proprio. Noi moderni ci siamo venduti l’anima per un po’ più di salute e di comfort. E dopo esserci così rammolliti fisicamente, abbiamo perso la dignità. Per qualche euro in più venderemmo la madre. Qui sta il busillis! E più si è corrotti, avidi e interiormente marci, più ci si fa strada e carriera! Il più marcio di tutti diventa il capo supremo di una nazione… Non faccio nomi. Il mondo alla rovescia. Abbiamo ragione di temere i musulmani. Per loro esiste ancora qualcosa di più sacro del denaro. Allah e l’amor proprio virile. Sono anime di signori e non di schiavi. Mi fermo, se no ho un travaso di bile…

  • 29
    fabio -

    🙂 eh si non posso che concordare!
    schiavi senza nemmeno la consapevolezza di esserlo…appunto senza anima!
    in italia secondo me siamo (ancora per poco) nella fase di transito: da schiavi
    senz’anima a schiavi effettivi nel senso proprio materiale del termine,basta vedere
    l’ultimo atto della fiat che fara da apripista a tutti i lavori ancora disponibili..il
    mondo sta diventando un immensa cina dove non esistono piu regole e le minime
    tutele,quelle che fanno una vita dignitosa.
    conosco dei coreani che lavorano con me (non mi trovo in italia,da 7 anni) e mi
    hanno raccontato un po le cose del loro paese..li dovresti vedere quando lavorano!
    sembrano delle macchine!..al loro paese sono abituati a lavorare fino a 12 ore al
    giorno e se gli viene richiesto di fare dei straordinari e’ implicito il fatto che sono
    obbligati a farli e senza retribuzione! se il capo di qui gli dice; devi fare questo e
    quello,la loro mentalita ormai collaudata e’ quella di obbedire cecamente agli
    ordini superiori,spesso infatti pur avendone diritto,non prendono pause se devono
    portare a termine cio che gli sarebbe stato detto di fare e per loro risulta
    normale!…e questa non e’ fantascenza ma la pura realta che vivono in casa loro e
    che piano piano si sta travasando da tutte le parti!

  • 30
    magirama -

    Ciao a tutti. Purtroppo bisogna dire che siamo un popolo che si lamenta molto ma che non riesce a essere padrone del proprio destino, è vero, diamo la colpa a questo e a quello e certe volte non ci rendiamo conto che il vero, solo ed unico responsabile di tutto questo degrado, è il sistema stesso. Però, questa tecnica di “deviazione dell’attenzione unita al rincoglionimento”, è un’arma di autodifesa del sistema stesso. Un esempio del perchè va tutto male? Semplice, perchè veniamo da un magnifico mese di partite di calcio che come strascico hanno lasciato solo una spogliarellista paraguayana che ha capito di poter sfruttare la propria bellezza per fare soldi, è impossibile non notarla nemmeno volendo, è d’appertutto… Poi ci lamentiamo che le ragazzine si spogliano e si prostituiscono invece di studiare, beh, chi glie lo fa fare di sbattersi sui libri, prendersi una laurea e poi andare a friggere le patatine al McDonald’s?? Pensiamo alle vacanze, ci tiriamo il collo pur di andare in ferie e non dimentichiamoci del calcio mercato, di questi tempi sembra che il pasaggio di un giocatore da una a un’altra squadra possa decidere il destino del mondo… Ma per favore!!!
    La verità è che la politica è in ferie e nell’oscurità sta esaurendo le ultime malefatte di stagione o sta architettando le prossime… Questo governo ridicolo è alla frutta?? Ben venga, tanto, questo o un altro non cambierebbe assolutamente NULLA…
    Lo schiavismo è uno dei peggiori sintomi di una società sottomessa e in cui gli ideali sono forzati in modo infimo e meschino, prendere Norvegia o Corea come esempi consiste nel valutare due realtà sicuramente differenti ed entrambe assolutamente estreme, comunque non da assumere come modelli.
    Io penso semplicemente che sarebbe ora di togliere di mezzo certa gente, falsa e corrotta, che governa ogni cosa e che davanti ci fa credere che vada tutto bene, che meglio di così non si può, ma che dietro fa delle porcate schifose mettendosi in tasca fior di interessi. Bisognerebbe mettere sotto la luce le loro malefatte, toglierli di mezzo con la forza, prendere a calci questi giornalisti e questi media “burattini” che servono solo a tenerci buoni.
    Io sono convinto che se i politici, i dirigenti, gli industriali e compagnia bella, fossero onesti, ci sarebbero opportunità per tutti, ogni nazione sarebbe florida, tutto filerebbe liscio… E’ un sogno, tutto qui, però ci stanno davvero tirando all’osso, siamo al limite della sopportazione.

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