Fanno bene gli uomini che tradiscono!
di
MRC
Riferimento alla lettera:
Ciao a tutti, io ho 40 anni e sono innamorato di mia moglie: la mattina non vorrei alzarmi dal letto solo per poterle stare ancora un po' attaccato addosso; il giorno vivo ogni respiro pensandola ed appena posso mi fa molto piacere riuscire a pranzare insieme facendo l'impossibile per incrociare...
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Categorie: - Amore - Riflessioni
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@Maverick2011
son d’accordo con te…
il mio post era influenzato dal momento diciamo…
erano considerazioni che mi passavano per la testa…ovvio il discorso era generalizante, su tendenze generali, non parlavo di persone precise, a parte quella tipa che ho menzionato che a dire il vero fa pena pure a me…pensa che ho provato a addolcirla un po ma niente da fare, quella ormai é la corazzata potionkin e mi sa pure lesbo militante…brrrrrrrrr
vabbe…”contenta” lei…io di certo non mi faccio metter sotto da quella, ne dalle altre…tranquillo.
resto gentile ma se crede di spupazzarmi in giro come fa con certi si sbaglia di grosso…
poi non dicevo che tutti sono rammolliti, figurati, ma non puoi negare che tanti lo sono al punto di meritarsi certi trattamenti da parte delle donne…
Aleba,
concordo al 100% su tutto quello che hai scritto, e in particolare con queste due affermazioni:
“Purtroppo amare veramente e chiaramente, amare la persona senza barriere…è una cosa rara, troppo rara!”.
“si tratta di modo di amare…e ci sono pessimi modi di amare sia tra i maschi sia tra le femmine.”
aggiungedo che l’amore sembra qualcosa a disposizione di tutti mentre invece raramente è raggiungibile in modo elevato, quello che esula dai ruoli e tende ad essere premio a se stesso.
PER MRC-
come mai, tua moglie non ti ama piu? qual’e’ la causa, riesci a dartiuna spiegazione?
@mrc
comunque, ritornando alla tua lettera, ma basta, prendi le tue cose e vattene.
guarda che ci puó stare una che sa apprezzarti meglio e anche se rimani solo é meglio che stare con una che non ti ama + palesemente.
a meno che non ti piaccia tanto rimanere in questa situazione fino a che lei ti molla sul serio.
@Maverick2011
Ridimmi per benino la storia del libro, ti prego, perché credo mi serva! Se ci fossero indicati anche i metodi per sopravvivere a capi str-zi-issimi, sarebbe a dir poco perfetto
Per il resto, è anche vero che in alcuni ambienti, soprattutto prettamente maschili, un capo donna che non sia esageratamente duro, ha vita molto breve
Molto, molto breve… Non è detto che si debba esserne soddisfatte, ma putroppo, in alcuni casi è così, allora come comportarsi?
@ape: un po’ è difficile spiegare e spiegarmi perchè mia moglie non mi ama più; i motivi possono essere tanti. Proverò ad indicarne qualcuno, in ordine casuale e non d’importanza:
a) per la normalità della vita; può forse essere normale che la focosa passione di due ventenni si trasformi nella serena amicizia di due ottantenni. Nel mezzo ci sono tutte le sfumature della vita.
b) per colpa mia; non ho saputo reggere la sua vitalità e non ho saputo creare ogni giorno quella spumeggiante frizzantezza d’iniziative sempre nuove e divertenti che avrebbero potuto mettermi nella condizione di essere più fascinoso di lei e che quindi lei fosse attratta da me.
c) per colpa sua; perchè come in tutto, dopo un po’, si è stancata di me come di ogni altra novità che ha, di volta in volta, vissuto nella sua vita.
d) per colpa mia; perchè ci sono sempre stato, e sempre ci sarò, quale punto di riferimento nei momenti di bisogno. Ho creato in lei la certezza di esserci: quando ti siedi al tavolo non guardi più la sedia perchè ormai sai che c’è, e non ne apprezzi i pregi finchè magari una volta tanto sbagli misura, o ti fanno uno scherzo, e non cadi col culo per terra.
e) per colpa sua; perchè nella vita ha preso tante batoste e legnate da aver imparato anche a contare solo sulle proprie forze per tirare avanti, tanto che oggi potrebbe fare a meno di me ed anche di qualsiasi altro uomo.
f) per la routine della quotidianità.
g) per una crisi di mezz’età scaturita quasi improvvisamente dopo la recente morte di entrambi i suoi genitori.
h) per colpa mia che la amo troppo da poter cercamene un’altra.
Xmrc
Sei stato chiarissimo e’ obbiettivo, ti sei guardato dentro e’ hai gia’ trovato delle rispose.una serie di problemi, hanno mandato all’aria il vostro equilibrio, mi trovo nella stesa situazione, e sai che cosa ho capito? Che quando ,io ,stavo male lui c’era ed mi e’ stato accanto ,ed ora, che c’e un problema di coppia molto simile al tuo, e’ giusto che sia io ad andare incontro a lui, cercando di capire, senza aggredirlo e farlo sentire in colpa perche’ c’e’ qualcosa che non mi garba. Se ci tengo davvero a lui il primo passo ora lo devo fare io.
Ma mi do del tempo, senza fretta, le cose devono venire piano piano, riuscendo a capire quali sono le sue esigenze, ma ricorda, non essere assillantee appicicoso( mio marito con me lo e, e mi da’ molto fastidio, perche’ mi da l’impressione che mi voglia controllare, e questo mi fa distaccare ancora di piu e a ricercare spazi miei). Cambia abitudini, fai sport,prenditi degli spazi tuoi senza essere troppo egoisti pero’, perche’ lei non deve sentirsi abbandonata a se stessa, ma nemmeno sentirsi troppo soffocata.
l’equilibrio e’ una linea troppo sottile, se non la sai cogliere nel modo giusto, va tutto al diavolo e poi ritrovarla, diventa un processo molto lungo.
Quando succedono ste’ casini,poi,la maggior parte delle volte, viene spontaneo mandare tutto all’aria, perche’ l’unica soluzione facile e’ meno impegnativa e’ la separazione, ma perche’ non avere il coraggio di sapersi mettere in gioco e capire quali sono i problemi di fondo?
C’e un tempo per tutto, bisogna solo rispettarli i tempi.
Ape
@Almost imperfect:
il libro si intitola: “Il metodo anti-stronzi” e l’autore si chiama Sutton.
Ebbe un enorme successo, perchè dimostrò che nelle aziende che danno spazio a dirigenti arroganti e intimidatori, per quanto “brillanti”, poi si lavora malissimo, e alla fine quelle stesse aziende sopportano costi enormi.
Quanto al capo-donna, chi ha detto che una donna dovrebbe essere arrogante, antipatica, sleale, odiosa, anzichè preparata, equilibrata, positiva, simpatica, competente, per potere avere successo sul lavoro, ed essere apprezzata anche dai suoi collaboratori?
Ciao Maverick,
colgo lo spunto per dirti che ho potuto lavorare e interfacciarmi sia con dirigenti uomini e donne, io non faccio distinzioni di sesso, cerco di vedere la competenza, cio che noto è che il piu delle volte se il capo o dirigente è anche una bella donna è un problema piu per se stessa che per gli altri, nel senso che cerca di non apparire solo bella ma anche preparata, esagerando e innescando un meccanismo di compensazione,(e magari lo è anche preparata) ma cosi facendo scende nell ‘essere egocentrica e arrogante, avendo l’effetto contrario su chi gli sta intorno, l’uomo devo dire che in generale è più freddo e meno emotivo e sa gestire con buon senso le situazioni, le donne con cui ho collaborato ho visto che nelle situazioni di stress diventano molto emotive e poco razionali, e questo può creare problemi sia nell’armonia del team di lavoro sia con chi si intefaccia con lei.
Esperienza assolutamente personale.
Probabilmente perchè sono ancora poco preparate e devono ancora identificarsi in questi ruoli, oppure semplicemente non sono portate di indole a farlo..non so e non spetta ame giudicarlo, era solo uno spunto.
@Luca
Io ti posso solo dire che ho visto e vedo un’infinità di fesserie compiute da dirigenti uomini, e non di rado proprio per ragioni personali: lotte di potere con questo e quello, volontà di favorire amici (anche se inetti), simpatie e antipatie personali, servilismo verso la proprietà dell’azienda (e incapacità di opporsi a iniziative idiote), ecc.
Quindi se ci mettiamo l’emotività e la mancanza di obiettività, cioè decidere avendo a cuore solo il bene delle aziende, possiamo riempire gli armadi con la lista delle fesserie commesse da uomini per “emotività”.
Sicuramente le donne – essendo fatte di carne e nervi come noi – non sono immuni da errori dovuti ad emotività, ma siccome i posti dirigenziali in Italia sono ancora al 90% almeno in mano a uomini, non me la sento proprio di dire che gli uomini sono computers infallibili, e le donne sono tutte emozione e sentimento.
Ho trovato anche donne piuttosto fredde, autonome e distaccate, magari molto più di certi uomini che avevano sempre bisogno di avere l’approvazione del loro gruppo, essendo incapaci di decidere con la loro testa.
Piuttosto, credo sia vero che spesso le donne sul lavoro tendono a lavorare peggio quando ci sono solo donne, rispetto a posti di lavoro in cui ci sono solo uomini.
Vedo che le donne tra loro tendono un po’ spesso a litigare, a differenza degli uomini.
Però credo che sia meglio avere (senza “quote rosa”) luoghi di lavoro misti, tutti uomini o tutte donne è una tristezza.
@Maverick2011
Infatti non parlavo nè di arroganza, nè di maleducazione, comportamenti che non dovrebbero governare i rapporti interpersonali, ma di durezza, nel senso che non sempre c’è spazio per lasciarsi andare un pochino e spesso, anche una battuta detta proprio per riderci, diventa un tormento; simpatiche si, ma putroppo anche distaccate e sveglie (mai cadere in doppi sensi). Ma più che altro durezza nel saper affrontare i commenti e gli apprezzamenti legati ad altri ambiti, prettamente sessuale o sentimentale, senza doversi sempre sentire in obbligo di chiedere scusa agli altri. Non reagire, o non reagire malamente, a queste provocazioni non sempre è facile, ci vuole proprio tanta durezza d’animo… E in più, far si che un gruppo di uomini ti ascolti e ti riconosca come proprio “leader” a prescindere dall’essere donna, posso assicurarti che richiede un notevole sforzo morale.
Dipende poi dal significato che si da alla parola “comando”, di certo sbaglia chi si pone questa meta come unica verità da perseguire e vive come se tutti i giorni avesse una guerra da vincere
@MRC
sei in una posizione che non invidio per niente… Cosa conti di fare? Avete parlato tu e tua moglie?
@Almost-Imperfect
Non so in quale contesto aziendale tu debba lavorare, ma il semplice fatto che abbia accennato a certi str..zi, mi fa pensare che l’ambiente non sia dei migliori.
Ma allora in certi ambienti (da cui me ne sono andato da anni, e non lavorerei manco mi offrissero tutto l’oro del mondo) non è questione di uomini e donne, è proprio il clima pesante, ostile, fantozziano (pieno di ruffiani e zerbini disposti a tutto per la “carriera”) ad avvelenare i rapporti, e allora anche una battuta viene usata non per rendere il clima più piacevole, ma per attaccare chi l’ha detta, o metterlo in cattiva luce coi capi dai soliti vermi.
Di solito questo accade in aziende grandi e piene di servi, vermi e lecchini dei capi (i quali sono diventati capi come nella mega-ditta di Fantozzi, a forza di leccate e rospi e umiliazioni subite).
Ma ti posso assicurare che esistono anche ambienti di lavoro (di solito più piccoli e familiari) in cui – per fortuna – ci sono dirigenti (uomini o donne, non c’entra il sesso) e titolari simpatici, cordiali, che amano le persone creative, intelligenti, vivaci, indipendenti, e non i manichini lecchini, e gli yesmen, e si rendono conto che un ambiente di lavoro disteso, cordiale e amichevole favorisce il rendimento di tutti.
Insomma, se c’è gente che ama lavorare nei lager nazisti, con i capi che sono kapo’ o ufficiali delle ss col dobermann, sono affari loro, ci stiano.
Io piuttosto che lavorare lì andrei a mangiare bacche nei boschi e a chiedere l’elemosina.
Quando ci avevo lavorato (un paio di volte molti anni fa), poi era finita che li avevo trascinati davanti al giudice, e mi avevano anche dovuto sganciare un bel po’ di soldini, non essendo io il tipo che sopporta gli str..zi, ed essendo normalmente aziende gestite da ignoranti che violano una quantità di leggi,(e non ci vuole niente, col registratore nascosto, a procurarsi le prove).
Certa gente mi fa solo pietà, anche se poi se la tira perchè a forza di ruffianate ha ottenuto una “promozione”, e ha comprato (a rate) l’auto bella.
Ma quale auto? Di un “grande” manager che guadagnava 2 milioni di euro l’anno, ed è morto qualche anno fa, ora non resta manco il ricordo, anche sui motori di ricerca nessuno parla più di lui…
…azzarola Maverick
bella grinta…
Lavoro in un’azienda media ho un capo fuori di testa, ma veramente fuori, a livelli che a volte ci tiene a ricordarci che lui non sbaglia mai e che nella sua posizione ci può offendere come e quando vuole. Non hai idea che numeri escono quando si fanno le riunioni per il punto della situazione! Io sto sotto, a gestire il settore che dovrebbe essere lo specchio e l’anima della mia ditta, ma che non sempre riesce a dare il massimo.
Faccio un lavoro prettamente maschile e coordino un’intera squadra di uomini, più qualche collega donna (con le quali mi trovo benissimo), abituati fino ad ora ad essere “comandati” solo da altri uomini. L’inizio non è stato facile, sempre sotto esame, ma anche adesso non sempre le cose vanno come dovrebbero, ci sono volte in cui mi sembra di dover recitare una parte che non mi si addice. Imporsi è difficile, cerco sempre di risolvere i conflitti senza arrivare allo scontro aperto, ma credimi, alcune volte passo intere giornate ad arrovellarmi il cervello per riuscire a trovare una soluzione più “dolce”, che rispecchi anche il mio modo di essere. Allora mi dico: era meglio se cominciavo a battere i pugni sul tavolo e se matteggiavo un pò…
Però il mio lavoro mi piace, apprezzo e stimo molti di quelli che lavorano con me e cerco di vivere ogni ostacolo o sfida come un motivo di crescita, con alti e bassi; d’altronde la vita non è mai perfetta… La nota che fa stonare tutto ovviamente è lui… Ma ci vorrebbe un intero post per descrivere il terrorismo che ci fa, soprattutto a qualche mio collega, dei quali è riuscito a trovare il punto debole e che non lascia vivere; attaccandosi alla sfera del personale, se sa che può porre gli altri in una posizione di debolezza ed inferiorità. La cosa più infima che si possa fare… Quando penso al mio ufficio mi viene in mente una grande piscina, dove ognuno è costretto ad affogare gli altri per non andare a fondo; ed io, che mi faccio sempre un sacco di s…e mentali sui valori e sul rispetto, fatico il doppio per cercare di salvare almeno quelli, o quelle a cui ho imparato anche a voler bene.
Ma com’è che siamo finiti su questo argomento???
@Almost-Imperfect
Ecco, uno così o lo aspetti fuori (come nei film) con un bel gruppo di “amici” che lo gonfiano di mazzate come una zampogna, oppure ti prendi il registratore, registri una per una le sue idiozie da demente frustrato, e poi lo porti al giudice del lavoro (o magari prima lo fai sentire ai titolari dell’azienda) dicendo: “Ecco il mio capo è un malato di mente paranoico e frustrato, e dovrebbe essere ricoverato in manicomio, altro che potere insultare chi vuole perchè lui non sbaglia mai, e altre idiozie”.
Ma io con uno così non lavorerei un secondo.
Vabbé Maverick2011 e vero che su certe cose non ci si deve passare sopra, ma a lavoro, quando non sei un libero professionista, o non hai una tua attività, può succedere di trovare gente così. Di posti di lavoro né ho cambiati diversi, ho trovato capi e colleghi di tutti i tipi, inizialmente me ne andavo e cambiavo, però la mia esperienza, anche se poca, mi ha insegnato a non sfuggire più le situazioni spiacevoli, ma a cercare di affrontarle; anche perché oggi è così, ma domani potrebbe cambiare… Preferisco cercare di imparare a gestire bene persone e rapporti, secondo me è molto più utile.
Certo se poi le cose dovessero proprio peggiorare anche per me, correrei ai ripari.
Poi, di questi tempi, il lavoro sta diventando un lusso per pochi e lo stipendio sicuro un miraggio. Diciamo che in ogni cosa c’è il rovescio della medaglia.
Apprezzo chi come te è in grado di fare scelte coraggiose e buttare tutto all’aria per difendere i propri ideali; io tendenzialmente sono molto più riflessiva e cerco di soppesare ogni aspetto di una questione prima di prendere una decisione, visto che poi sono poco incline a tornare sui miei passi.
@Almost-imperfect
Mah, a me sembra che contro un personaggio simile si potrebbero prendere MOLTI provvedimenti efficaci, se si comporta così.
Prima di tutto non capisco perchè non vi coalizziate, voi che lavorate con lui, per opporvi tutti insieme davanti alla direzione.
Se domani voi trovaste uno che vi spegne le sigarette sulle mani, cosa fareste? Stareste zitti e buoni solo perchè dovete lavorare? E se ci fosse un capo che si mettesse le mani nel naso in continuazione, o sul sedere di qualche segretaria, cosa fareste? Lo lascereste fare? E allora se quello è uno che insulta (e tra l’altro è un reato penale), denigra e viola la riservatezza e la dignità delle persone, la prima cosa da fare sarebbe andare tutti insieme dai titolari e dirgli: “O lui, o noi!”.
D’altra parte questo è uno dei suggerimenti del libro che ti consigliavo: protestare insieme, e fare capire che un imbecille solo sta rovinando l’ambiente e rendendo impossibile lavorare.
Se poi gli altri hanno paura, o temono ritorsioni, puoi sempre farlo tu, se ci tieni. Se quello fosse un parente stretto o congiunto dei titolari (figlio, nipote, cugino, marito ecc.) e fossi sicura che non lo riprendono, allora vedi tu. Non credo proprio sia così dappertutto, io conosco posti di lavoro in cui uno così verrebbe cacciato….
@Maverick2011
tra dire e fare c’è di mezzo il mare… Qualcuno ha paura, qualcuno tra poco va in pensione (forse…), qualcuno c’ha il suo tornaconto.
Sono tutti bravi a lamentarsi, ma a parte me ed un altro mio collega, nessuno apre bocca quando c’è un problema, o quando fa il tiranno.
I capi sanno tutto, ci sono stati episodi di richiamo per problemi avuti con un mio collega e i suoi familiari, però è un personaggio che fa comodo.
E’ competente in molte cose, ha le mani in pasta in così tanti interessi che secondo me, se affonda lui si porta dietro un bel pò di gente; troppa forse. Quindi tutti si lamentano, ma tutti lo temono. Andrà così finché non arriverà qualcuno al di fuori dei giochi che vorrà scozzare un pò le carte.
Per quanto mi riguarda cerco di mantenere la situazione in una dimensione “quasi vivibile”, anche perché, fortunatamente, anch’io servo a lui e perché sa bene che in un futuro non lontano potrei chiedere il trasferimento.
Lo so che ogni giorno mi mette alla prova e che ogni suo atteggiamento, positivo o negativo, è studiato apposta per ridefinire i “ranghi”, è subdolo, devo solo riuscire a sgamare tutti questi giochetti e non caderci.
In ogni caso la mia intenzione è quella di rimanere lì fino a che dal bilancio finale avrò un mio tornaconto, poi si vedrà.
Comunque il libro mi sa che me lo compro, a parte l’utilità, mi hai incuriosito
@Almost-Imperfect
Insomma, quello che hai descritto tu è un classico caso collocabile tra il mobbing e la dequalificazione. Quel tizio sa di avere un potere contrattuale, e lo usa per maltrattare e dequalificare (e credo che faccia anche comodo alla direzione, in tal modo quello riesce a “bloccare” qualsiasi esigenza – anche economica – dei collaboratori a vedere rispettata e riconosciuta la propria professionalità) chi lavora con lui.
E poco importa che lo faccia abitualmente, e con più persone, e non precisamente per indurre un collaboratore a dimettersi, ma solo come “tratto caratteriale”.
Quel che è certo è che in un caso del genere, se uno si procura le prove (esempio registrazione delle sue sfuriate, o dei suoi insulti e vessazioni varie) e le porta al giudice del lavoro, meglio ancora dopo essersi procurato certificati medici allegando depressione, ansia, insonnia, malesseri vari, ecc. a causa del clima invivibile creato da quello, sicuramente il giudice li condanna al risarcimento del danno biologico, in funzione anche della durata ed estensione dei comportamenti insultanti e vessatori tenuti dal tipino.
Questo è ciò che farei (e in passato avevo fatto) io, anche perchè aziende simili non meritano di lavorare.
La direzione dovrebbe dire al tipino: “Senti caro, se tuo padre ti menava, o la moglie ti cornifica, ecc., sono affari tuoi, ma tu non venire qui a sfogarti sui colleghi, altrimenti puoi andartene fuori dalle palle.”
Se un’azienda è seria si comporta così, altrimenti se copre un imbecille solo perchè porta clienti e lavoro, per me non merita pietà.
@Maverick2011
Non riesco a mettermi in conflitto aperto, penso a tutte le possibilità che potrei avere, ma anche alle perdite e considerato soprattutto che il lavoro mi serve per andare avanti, non ho il coraggio di rischiare. Anche se in alcuni periodi mi sento quasi un’automa…
Ciao a tutti! io per curiosità volevo chiedere a mrc se le cose sono migliorate con la moglie. se hanno deciso che ruoli assumere (mamma papà dirigente subordinato, mammo bambinaio donna in carriera )o se vige il ancora casino e apatia.
POi volevo sapere se sei riuscito tu a ritagliarti degli spazi e mi farebbe piacere anche sapere se aggredisci verbalmente la moglie.
Comunque spero che questo perido riporti giustamente tanta serenità a te e alla tua famiglia. in bocca al lupo.
Ciao Olivia, ho taciuto per un po’ perchè gli argomenti di questo forum erano andati fuori binario.
Con mia moglie va un po’ meglio, o almeno credo: in realtà organizzo i nostri ritmi lavorativi in mado da fare in tre settimane il lavoro di un mese (significa 14 ore di lavoro effettivo al giorno), poi lascio organizzata l’ultima settimana per portare tutta la famiglia dai parenti in Terronia. Queste accelerate dei ritmi e poi queste settimane d’immobilità (bighelloniamo insieme fra parenti, amici, e mercati vari) da un lato non le danno modo, qui al nord, di angosciarsi (le cose da fare non le lasciano tempo, perchè, giustamente non rinuncia a palestra, estetista, parrucchiera ed amiche varie); dall’altro, giù al sud, il solo osservare la quotidiana vita degli altri le fa apprezzare alcune mie doti, anche se non me lo riconosce apertamente. Certo, la casa e letteralmente sottosopra: valigie sempre dietro la porta, perchè non facciamo in tempo a metterle via che già servono nuovamente; panni da stirare ovunque (abbiamo gli armadi vuoti!) e sulla brillantezza della pulizia soprassediamo…
Di mio continuo i corsi di ballo, ma ho dovuto rubare tempo alla palestra per star dietro al lavoro.
Sinceramente non riesco a capire dove ci porterà quest’ulteriore dispendioso e snervante tentativo di tenere in piedi un rapporto sentimentale travolto da tutto ed in primis da noi.
Tutto questo, forse, non ci sarebbe stato se, come dice il poeta (Baglioni) in merito ai rapporti extraconiugali e più precisamente con le meretrici, “sapessi andarci io!!!”
da quanto ho capito siete benestanti quindi oltre che dal punto di vista etico non tradire la moglie può anche essere un comportamento corretto da tenere nel caso di controllo su di te da parte sua per eventuali azioni legali.
quindi è meglio che non la tradisci.
però da quanto scrivi sembra appunto un periodo di trasformazione. comunque vi siete trovati io con quei ritmi sarei già in pappa!=)una coppia di supereroi woderwoman e flash!=)
comunque fossi in te proverei a farla ingelosire.
nel poco tempo che avete a disposizione libero, me la porterei a ballare.
ma tu non farla ballare con te. almeno non subito. prima fai il galante con le altre compagne di corso (dovresti essere pieno di danè qualche zitella ci sarà che ci prova). poi dopo un ora che ti sei divertito la fai ballare. insomma prova a farla ingelosire, magari qualcosa succede!questa è un idea poi ovviamente vedi te..!
comunque ancora in bocca al lupo e tanta serenità per queste feste!
Boh questa cosa del farla ingelosire non mi convince tanto. Soprattutto non credo che portarla a ballare e mollarla da una parte sia una soluzione al problema; di certo non è da persone educate. Non è che poi lei, stufa di aspettare si mette a ballare con un altro cavaliere? Magari stare in un angolo a fare la polla non le va…
Che c’entra, dai; se stessero insieme da poco o fossero due ragazzetti magari potrebbe anche essere, ma non penso che nel loro caso sia la soluzione giusta.
A me sembra che MRC stia cercando di dare il massimo e che si impegni veramente, non credo che potrebbe fare di meglio, anzi direi proprio “tanto di cappello”. Sì via, mica tutti sarebbero disposti a mettersi così in gioco. Per me si merita proprio di recuperare il rapporto e di continuare felicemente la vita con la sua famiglia
Auguri, Buon Natale a chi ancora è rimasto qui.
Io ho chiesto a Babbo Natale nulla di materiale, ma attenzioni e carezze per tutto il resto dell’anno: ho ricevuto, invece, un maglione ed una camicia. Spero sinceramente che a voi sia arrivato per Natale quello che avevate chiesto.
Auguri di nuovo
MRC,
da moltissimo tempo ho imparato a non aspettarmi granchè dal Natale (direi da quando, poco più che bambina, dopo aver trascorso anni e anni, nell’avvicinarsi della festa, esprimendo a TUTTI i miei famigliari il desiderio di avere una bambola e ricevendo una gonna a pieghe scozzese, che avrei volentieri calpestato, tanta era la rabbia e la delusione che mi aveva invasa nel veder frustrate ancora una volta le mie aspettative. in precedenza erano stati guantini, messale, velo da mettere sui capelli per andare in chiesa e libro di poesie). la mia famiglia, oltre a non eessere ricca, era anche sorda!
solo negli ultimi due anni, però, sono riuscita ad esorcizzare del tutto il Natale, non aspettandomi proprio più niente da nessuno, e sono stata molto più serena del solito…
auguri di buon anno a te e a tutti “quelli rimasti”, come li identifichi tu, senza grandi aspettative, in cerca soltanto di equilibrio e di serenità, in tutto e per tutto.
@rossana,
è la stessa cosa che penso anch’io. Preferisco godere delle “sorprese” che mi vengono fatte, senza aspettarmi niente di particolare. Per le cose materiali, ciò che mi serve o mi piace, cerco (quando posso…) di comprarmelo da sola, almeno sono certa che sarà proprio come lo voglio.
Quello che è importante e che ho avuto la fortuna di avere, anche quest’anno, è la mia famiglia vicina; nonostante non potessi tornare a casa per via del lavoro, si sono tutti smobilitati per venire da me ed ho passato veramente delle bellissime feste, senza dover per forza fare niente di che: un pranzo come tanti, senza esagerare e nel pomeriggio una passeggiata. Questo è stato il mio natale.
Ma la mia famiglia è la cosa più importante.
PS: mmmmm le gonne a pieghe scozzesi! le odiavo talmente tanto che quando mia madre provava a mettermele non volevo uscire di casa
Mi ricordo bene: mocassino nero con le frangine e nappine in cima, calza rossa di filanca coprente (e visto che ero secchina mi facvano tutte le pieghe nelle ginocchia), gonna scozzese con spillone e maglioncino intonato.
Per finire, visto che avevo i capelli riccissimi, due belle trecce alla pippi calze lunghe, con frangetta perennemente indomabile…
Se non è un trauma infantile questo!
hai ragione, Almost-Imperfect: gran brutta cosa i traumi infantili! sono così lontani eppure sempre così maledettamente presenti!!!
@Alm-Imp
Mi ricordo bene: mocassino nero con le frangine e nappine in cima, calza rossa di filanca coprente (e visto che ero secchina mi facvano tutte le pieghe nelle ginocchia), gonna scozzese con spillone e maglioncino intonato.
Per finire, visto che avevo i capelli riccissimi, due belle trecce alla pippi calze lunghe, con frangetta perennemente indomabile…
Mi ricorda vagamente Venerdì della Famiglia Adams!!! Treccine e spillone!!!!
Ti ci mancava una piccozza visto che come da come la racconti “era tutta in salita!”….fin da bambina…(Intendo con l’altro sesso!)
@ Rossana
Dillo a me che sognavo di fare il cow-boy e mio padre mi regalava ogni natale il cinturone da sceriffo ma mai le pistole!( Non sopportava il rumore quando si sparava piombini e io che ogni anno ci speravo fino all’ultimo). Quindi la mia pistola era la mano a “elle” o uno schiaccianoci aperto che manco stava nella fondina …hahahaha!..Chi volevo ammazzare? Manco le mosche!..Tristezza!!!
In ogni caso anche noi maschietti in quegli anni facevamo schifo..
Idem scarpine con frangina o mocassino con fibbia frontale + pantalone a zampa prevalentemente marrone (Brrr!), stretto in vita che sotto portavi per forza slip strettissimi che se ti rigavano la vita , figuriamoci quanto comprimessero il resto, nella prima età dello sviluppo(….) + lupetto a collo alto beige (Modello Br)+ capello scrimolato ed incolto (…Ma definito sbarazzino) con basetta finta (Perchè erano capelli non barba) che quando vedevi tua madre un pettine fuggivi , perchè se ti catturava , ti metteva seduto e iniziava , non a pettinarti , ma a rastrellarti il cuoio capelluto , tanto ci doveva mettere la forza per snodare quella massa informe , che era piu’ incasinata del pelo di un pastore bergamasco..
facendo un male cane! Appunto …
Ps:
Ne approfitto per fare gli auguri ad entrambe .
@rossana
trauma più che altro per chi guardava… ihihihih
io ero ignara… il concetto bellezza non mi sfiorava proprio
@kid
era tutta salita si, ma poi ho cominciato anche a godermi la discesa ;=)
vero sai? venerdì è un paragone calzante, accidenti ora che ci penso ci si assomigliava proprio, oh siurrrr
ma non dirmi che non avevi anche tu il fucile con le mollette dei panni ed elastici per cartucce! Che poi serviva giusto per darlo nelle gambe a qualcuno, oppure per ammazzare le mosche
io mi ero fatta anche la versione a più mollette
ah grazie per gli auguri! ricambio
No lol .
Magari il fucile , c’avevo questa , ad un certo punto :
http://commodore80.splinder.com/post/17028751/p6-elastic
La P6 elastic …”Così fantastic !”
..Hehehe…
No, no macchè, il mio fucile era molto più casalingo e rudimentale. In pratica una tavoletta di legno su cui si inchiodava una molletta per panni, si fissava un chiodo in cima e poi si metteva l’elastico in trazione tra chiodo e molletta, che funzionava da grilletto
Tipo questo qui:
http://www.youtube.com/watch?v=pxwPXds64zM
ciao Kid!
grazie per gli auguri (che ricambio) e per aver raccontato la tua frustrazione natalizia, che mi ha molto consolata della mia… 🙂 chissà che prima o poi non mi riesca di ripensarci con un sorriso!
non mi sono dimenticata dei tuoi progetti a lunga scadenza. purtroppo, tanto per cambiare, mio figlio sta attraversando problemi di salute un tantino più pesanti del solito. attendo che si senta meglio per consultarmi con lui.
un abbraccio.
@ Rossana
…Mi spiace , speriamo che si risolva tutto , quanto prima.
Non ti preoccupare per il resto , ancora avrei cose da risolvere e piccole battaglie da affrontare , prima di poter prendere un ‘altra strada .
Un abbraccio anche a te 🙂
“non ho peli sulla lingua e dico quello che ho dentro la testa così com’è.e per lo stesso motivo sto sul c…. a molti.ma chi se ne frega,del resto.me li pulisco nelle chiappe”
Narcissus… mi sento molto in sintonia con te! e del resto è sempre ILLUMINANTE rilevare i giochetti arzigogolati ma sopratutto i misteriosi quanto “inspiegabili” CAMBI DI VISUALE di certa gente “assertiva” per convenienza!.. un caro saluto. spero di rileggerti ancora.
Mi sono piaciuti molto anche gli interventi di Luca e di MRC. Non condivido tutto quello che hanno scritto, ma apprezzo l’ indipendenza e l’ onestà di pensiero che hanno dimostrato. il resto, spiace dirlo, è tutta fuffa!
Li ho letti tutti. Istruttivo.
“Faccio un lavoro prettamente maschile e coordino un’intera squadra di uomini, più qualche collega donna (con le quali mi trovo benissimo), abituati fino ad ora ad essere “comandati” solo da altri uomini. L’inizio non è stato facile, sempre sotto esame, ma anche adesso non sempre le cose vanno come dovrebbero, ci sono volte in cui mi sembra di dover recitare una parte che non mi si addice. Imporsi è difficile, cerco sempre di risolvere i conflitti senza arrivare allo scontro aperto, ma credimi, alcune volte passo intere giornate ad arrovellarmi il cervello per riuscire a trovare una soluzione più “dolce”, che rispecchi anche il mio modo di essere. Allora mi dico: era meglio se cominciavo a battere i pugni sul tavolo e se matteggiavo un pò…”
Almost, se non lo hai già fatto, hai semplicemente bisogno di leggere questo libro: “Le brave ragazze vanno in paradiso, le cattive dappertutto”. Lo ha scritto l’ autrice tedesca Ute Ehrhardt, e tratta proprio di questi problemi.
Per “cattive” in questo caso non si intende ragazze e donne spietate, isteriche o stronze. ma donne decise, sicure di sè, consapevoli, che non si lasciano destabilizzare da nessuno, che sanno il fatto loro, sanno come devono farsi rispettare! Leggere quel libro per me è stato illuminante.
“Sicuramente su una cosa possiamo essere tutti d’accordo, e cioè che nessuna formula o accordo matrimoniale potrà mai garantire nulla, se manca la capacità e la volontà di ENTRAMBI (basta uno solo a fare fallire tutto, anche se l’altra persona è la migliore del mondo).”
esattamente, Maverick. esattamente!
Non meritano coloro che non danno, sia maschi che femmine. Dare ad oltranza a chi non rispetta e apprezza il tuo donare, non ti rende migliore, un bravo marito ma uno stupido e disperato che cerca tramite il suo dare eccessivo di colmare la lacuna di ciò che lei non riscambia con te. E ti renderà egoista o renderebbe, qualora tu dovessi chiudere una storia e ricominciare con una prossima. Ecco perche detesto certi (quasi tutti) uomini e molte donne. Cominciate a distinguere, chi non da va illuminato. Se continua a buttare le perle che riceve, fa parte dei porci. E quindi va mollato seppur non sia facile, affinche non faccia spegnere la tua vena donativa. Il vero errore non sta in lei, lei è ingrata, irriconoscente, superficiale e cieca. Tu che vedi sbagli di più. Fai esaurire risorse che un”altra troverebbe preziose.
biancabianca tu hai perfettamente ragione. il problema è che le persone che non danno nulla, spesso esercitano molto più fascino delle altre, risultano più “interessanti”. pazzesco ma è così.
Biancabianca. Una sintesi per me perfetta di come dovrebbero chiudersi certe situazioni che ci l’amore non hanno niente a che vedere. Farsi rispettare per avere rispetto.
Ma la vita quante sorprese…ho trovato questo sito proprio perché mi facevo la stessa domanda….ma al femminile però.non lo dico per scherzo,davvero.sono nella tua stessa identica situazione,solo ke sono una donna….ke nn riceve un briciolo di dolcezza o una carezza…ma nemmmeno una parola,nulla….allora é proprio vero: Nella vita hanno la meglio gli/e stronzi/e….punto.
Patt,
nella vita c’è sempre la possibilità di scegliere. quando ci si adagia su una situazione, è perchè non si vuole cambiare, avvinti da un forte collante istintivo, che impedisce di agire diversamente. spesso si “sceglie” fra due mali quello che in quel momento riteniamo minore… si può non avere le forze necessarie a nuotare controcorrente o a staccarsi dall’appiglio traballante a cui ci si è ancorati.
quante volte persone sagge, che non volevano altro che il nostro bene, ci hanno consigliato bianco, e noi abbiamo deciso, più o meno consapevolmente, di fare nero? gli equilibri sono soggettivi e ognuno non può che cercare il proprio giorno per giorno, per non sentirsi colare a picco.
un abbraccio.