Un grande classico: gli uomini preferiscono le stronze?
Riferimento alla lettera:
Un must... mai fuori moda.... ironia a parte ....mi piacerebbe davvero tanto capire se i maschietti in generale sono più attratti dalla donna/ragazza che se la tira. O meglio: tirarsela,magari dirgli di no al primo appuntamento, fare le vaghe, permette di acquistare valore agli occhi di un uomo...? Pochi giorni...
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Data di pubblicazione: 28 Marzo 2014
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Categorie: - Amore
195 commenti
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Cara Rossana le tue analisi sono sempre lucide. È probabilmente vero quello che dici, ma questo mondo dei sentimenti femminili così caleidiscopico e intriso di fantasia e romanticismo, non è una prerogativa maschile. Lo dimostrano questi forum, dove il più semplice dei partecipanti si ferma a dire ” ma chi le capisce le donne”, mentre i più complicati arrivano ai punti che raggiungo io, senza trovare un perché si debba rincorrere e ricordare chi non ti ha voluto. Come ti ho detto, questi forum sono pieni di queste domande, seppure espresse in maniere diverse.
A me non è mai capitato di volere e non avere, anzi, come ho ammesso in precedenti post, se non fosse stato per una certa avvenenza giovanile la mia “pigrizia” e refrattarietà a corteggiamenti infiniti mi avrebbe impedito qualunque rapporto. Ma semmai mi fosse capitato di perdere la testa per una donna che avesse dimostrato verso me solo un lieve interesse superficiale, più vicino all’opportunismo che all’affetto, come nel caso in questione, so come avrei reagito, e nel giro di pochi mesi, non anni, mai piu l’avrei ricordata, figurarsi a distanza di tempo.
Ma ripeto, e’ solo una piccata invidia di natura istintuale, visto che di questa “natura” sono un convinto assertore, ma che mi infastidisce. Non ho motivi di lamentare assenze o disinteresse nei miei confronti, ma certo , non ho mosso né la fantasia né la passione di questa donna come e’ riuscito, suo malgrado, quel ” sogno non realizzato”. Forse l’avrei potuto fare anch’io se non avessi ricambiato adeguatamente dopo averla fatta innamorare, ma nessuno potrà mai accertarlo. Il cruccio è dare e ricevere, nel mio caso, contro dare e non ricevere niente nell’altro, ma continuare a dare. Insomma, vien da pensare che se non ricevi niente in cambio, neanche speranze, e continui a cercarlo, e’ difficile che ci sia qualcun altro che possa valere più di quell’individuo, nel cuore di che lo desidera. Ecco perché mi collocò nella posizione di piano B.
Forse e’ una fisima di noi uomini, che richiamiamo dalla memoria ancestrale il desiderio che per la donna che amiamo vorremmo essere i primi ( e gli unici, possibilmente) mentre per una donna e’ il contrario, vorrebbe cioè, che per l’uomo che ama lei fosse l’ultima.
Se è così, capisci come siamo distanti dal punto di vista degli istinti? Quindi bisogna convivere con queste eventuali verità, ed è questa la ” tolleranza
” che in una coppia e’ necessaria per convivere bene, e di cui accennavo a Kid
Buon finse
Golem,
mi è venuta in mente un’osservazione in più: forse l’innamoramento meno affidabile e più travolgente è proprio quello alimentato dai feromoni nella loro fase esplosiva dei 20 anni, che drogano l’individuo a beneficio della specie.
meglio i successivi, più calmi ed emotivamente più calibrati. ti assicuro che sono enormemente più piacevoli, persino quando non sono condivisi…
Ne sono sicuro. Ma sai che la ” droga”, anche autoprodotta, non fa dimenticare mai il piacere che dava lo sballo. Si tende a dimenticare, invece, gli effetti successivi. Esattamente quello che è successo a lei: restano i pochi bei ricordi, e ha dimenticato i tanti e frequenti dolori.
Se non fosse stata la storia più “emozionante” non credo avrebbe fatto questo consuntivo sentimentale così chiaramente parziale. Il punto è: ma qual’ è l’amore che vuole una donna? Quello pieno di adrenalina perché mai compiuto, o quello all’ossitocina quieto e rassicurante visto che entrambi non si potranno mai avere con lo stesso uomo?
“Si tende a dimenticare, invece, gli effetti successivi. Esattamente quello che è successo a lei: restano i pochi bei ricordi, e ha dimenticato i tanti e frequenti dolori.”
golem scusa ma qui ti devo contraddire: non sempre accade questo. non so il caso di tua moglie ma io, del famoso uomo “distruttore” di cui ti ho parlato, ricordo sopratutto le cose brutte che mi ha fatto, il male sopportato per quei pochi momenti di “soddisfacimento della sete” che lui molto parsimoniosamente mi concedeva. Nel mio caso posso dire che tutti i bei ricordi sono stati oscurati e sporcati dal male che è venuto dopo, dalle umiliazioni, dalle continue fughe seguite dai ritorni, dalla rinnegazione del nostro rapporto che lui puntualmente poneva per “mettere le mani avanti”. in me non è rimasto il ricordo di un sogno mitizzato che non ho potuto concretizzare, ma solo il brutto ricordo di un uomo che mi ha ferito, per quanto quell’ esperienza mi abbia fatto crescere e prendere consapevolezza.
“ma qual’ è l’amore che vuole una donna? Quello pieno di adrenalina perché mai compiuto, o quello all’ossitocina quieto e rassicurante visto che entrambi non si potranno mai avere con lo stesso uomo?”
come sempre si dice anche in questo forum, credo che ognuno abbia una sua visione personale dell’ amore “ideale”. rossana preferisce amori “tranquilli” e rassicuranti, io magari preferisco amori più “imprevedibili”. ma in entrambi i casi penso ci sia una regola che non deve mai venire meno: IL RISPETTO RECIPROCO, cioè la comprensione delle esigenze dell’ altro, oltre che DELLE NOSTRE. e per rispettarsi a vicenda, io intendo dire INCONTRARSI A META’ STRADA nel caso in cui le volontà dell’ uno non coincidano perfettamente con le volontà dell’ altro.
Sai perché tu ricordi anche e soprattutto i dolori? Perché ho paura che non hai ancora trovato quel l’uomo che io sono per lei. Te lo dico con un certo orgoglio e senza presunzione, perché sono sicuro ( e me lo dice lei) che con me e’ cresciuta come donna almeno quanto io ho fatto come uomo con lei.
Questo strano fenomeno, che certamente intuirai nel curiosi effetto lenitivo di quegli antichi dolori, ha fatto si’, secondo me, che al suo ormai stabile patrimonio affettivo, si sommasse anche quella passione unidirezionale ma intensa, privata delle delusioni, nella quale però erano presenti quelle componenti ” adrenalina” che il nostro rapporto non ha potuto fornire per la reciprocità del sentimento.
Se, come credo, ciò fosse vero, dimostrerebbe che entrambe le condizioni sono richieste da una persona, una donna specialmente. Questo perché l’emozione dello stato di innamoramento, ancorché motivato dalla componente che è la giovinezza, e’ una necessità sempre presente in alcuni caratteri che hanno vissuto certi momenti, più con la fantasia del principe azzurro che con gli effetti che questo, eventuale, principe regalava. Il sogno deve far parte della propria vita, anche se non arriva da quello con cui la trascorri.
Una lunga relazione, comunque gradevole, come ho già detto non può per ovvi motivi soddisfare questa condizione, pur dando quella sicurezza e tranquillità che è comunque richiesta dai due partner, nella quale si inseriscono elementi di ovvia routine, che con le emozioni che ho citato c’entra come i cavoli a merenda.
Io qui ho letto di decine di donne, di tutte le eta’, che pur essendo state maltrattate e trascurate, e pur avendo una bella storia in corso rimpiangono l’ex in qualche modo, o ne serbano un bel ricordo. Mi sembra troppo frequente questo fenomeno, che mi pareva solo appartenente alla mia storia, per non ritenere che abbia un certo peso nelle relazioni. C’è chi non se ne accorge, perché le donne sanno dissimulare molto meglio degli uomini, e chi, quando lo scopre, si chiede cosa realmente si rappresenta per quella donna.
Per quanto si ami e si cerchi di soddisfare la persona amata, ci si accorge, come ho già detto, che non si riescono a soddisfarne tutti i desideri. E questo non è un bisogno egoistico per far si di diventare insostituibile per quella persona, ma semmai il bisogno di darle tutto quello che serve per farla felice. Ma ti accorgi che non è possibile, perché per poterlo fare, paradossalmente… non dovresti amarla.
golem, a me fa solo piacere se con questa donna hai trovato un perfetto equilibrio, ma concordo con Kid nel dire che le relazioni tranquille e prevedibili, o reali come le chiami tu, siano molto pericolose per il partner che ama di più. e mi pare che sei tu, in questo caso. io ti posso dire che del famoso “distruttore” ricordo sopratutto le cose brutte, ma non perchè le storie che ho vissuto dopo non abbiano avuto nessun peso, o perchè io non ne abbia tratto cose soddisfacenti, ANZI ! ma perchè nessuno mi ha ferito e fatto del male quanto lui. poi certo avrei potuto scegliere – come fanno molte donne – di accasarmi con qualcuno allo scopo di “dimenticare”, ma non è nella mia natura. io penso che ognuno debba guarire da solo dalle ferite della propria anima, e che gli amori successivi debbano essere delle PASSIONI, non delle cure. fermo restando che, come dici tu, a un certo punto si desidera andare oltre la semplice fase di innamoramento per fare un progetto di vita insieme. ma non mi riterrò INCOMPIUTA se questo non accade, o se la storia che sto vivendo ora non si evolve a qualcosa di più rispetto a ciò che è ( un uomo e una donna adulti e consenzienti che condividono bei momenti assieme ). Secondo me gli uomini e le donne maltrattati in amore che continuano a inseguire o a enfatizzare il mito del “maltrattante”, senza riconoscere ( come ho fatto io ) che HANNO AMATO UN BLUFF, non hanno fatto nessun passo in avanti, e non è certo un successivo amore “terapeutico” che risolverà le loro problematiche sospese.
.. E’ la tenerezza Che da piu paura.
Golem, purtroppo in questo caso la tua migliore amica non ti dirà mai tutto o tu penserai sempre che mancherà qualche tassello . E cosí , che se ne dica !
“.. E’ la tenerezza Che da piu paura.”
è vero ele !
Golem, anch’io non vedo perche’ l’adrenalina, la passione, la complicita’chimica a piu’ livelli debbano essere prerogativa solo di storie incompiute e non reciproche. Anzi. Concordo con MG che ci sono persone che poi cercano “cure” (o lo hanno sempre fatto, anche quando prendevano il farmaco della dipendenza versione rifiuto) e stanno con chi ama loro e le conferma. E non e’ solo che hanno cercato una “pseudo cura” ma che se non si amano loro difficilmente stimeranno chi stima loro. Personalmente essendo una persona passionale, che vuol dire molte cose, non starei con una persona solo per ragioni ne’ terapeutiche ne’ di sola forma. Anzi, io sono della scuola di pensiero per cui gli incontri nella vita possono certamente farci crescere, stimolarci, insegnarci nuove cose anche di noi stessi e possono crearsi ottime sinergie ma non sono incontri in se’ con il Salvatore, il Medico, il Terapeuta, il Principe che per magia ti risolvera’ problemi, vuoti, insicurezze ecc. Quando dico passionale non vuol dire che adoro l’uomo che ti fa stare male, i piatti lanciati, il darsi calci nel culo o il dover strapparsi il duodeno stando su uno zerbino. Non intendo neanche che non si possa avere una forte chimica e passione anche per l’uomo con cui ti svegli ogni mattina e che per gli altri puo’ essere anche l’uomo piu’ normale o banale sulla faccia della terra. Ed e’ vero che di chi ti fa male, se non sei masochista o hai un’idea tutta tua (generico) che non e’ la mia, ti ricordi il negativo. E il positivo che c’e’ stato ma sporcato dal negativo. Oppure ricordi entrambi gli aspetti, ma non e” che il negativo diventa l’emblema della figata. O che se non.ci si prende a calci in culo che amore e’… Se una persona rimpiange l’ex o la ex burrascosa perche’ si e’ messa poi con qualcuno per cui non provava un vero trasporto, attrazione, amore non possiamo farci nulla. Poteva aspettare di incontrare un nuovo amore. Ma non tutti lo fanno. Ma se una persona non lo ha fatto non vuol dire che si ricorda di piu’ chi ha fatto male rispetto all’amore piu’ sano. E’ che poi non ci si e’ innamorati, presi altrettanto o di piu’ in quell’amore sano e costruttivo. Che poi in se’ ricordare non vuol dire rimpiangere. Sono due cose diverse. Golem, mi pare di capire che tu e la tua donna state insieme da tanto. Posso chiederti se questi pensieri sul suo passato li hai sempre avuti o sono emersi poi e per qualche motivo?
Quando ti dicevo che e’ lei che ha lasciato lui pensavo a questo, vediamo se riesco a spiegarmi… (e nel mio dire “le donne” non voglio dire tutte,perche’ ognuna sa per se’, anche se ho riscontrato cio’ anche in altre. Poi non so se vale anche per gli uomini): anche una donna non masochista puo’ stare con un uomo “problematico” fino a che il trasporto verso quell’uomo e’ molto forte e crede alla sua buona fede. Ma il punto e’ che in generale si sta con una persona quando la si guarda piu’ “col segno piu'” e la si lascia vedendola con piu’ “segni meno”. Con cio’ intendo dire che una donna puo’ anche stare con un uomo difficile, irrisolto e vederlo migliore di quello che e’ o essere legata a lui in una danza di dipendenza e tira e molla, immaginarlo come padre dei suoi figli anche se in quel momento prima dovrebbe andare a farsi cambiare il cervello e i modi di essere. Ma poi ad un certo punto quell’uomo puo’ iniziare a “scaderle” proprio per come effettivamente e’ e per le sensazioni di malessere che provoca. Lui e’ sempre lo stesso, le sue modalita’, il tipo di relazione che propone/impone, ma e’ lei che non ci sta piu’. E non e’ una questione di “resa”, ma e’ cio’ che sente. Capita. E quando capita non e’ questione di negare cio’ che e’ stato, si e’ provato, si e’ condiviso in quel modo. E’ questione che quello era il passato. Tra l’altro io men che meno penso a degli estremi opposti tra l’amore piu’ passionale e irrisolto e l’amore eterno porto sicuro. Anche fuori da logiche particolarmente “perverse” e laddove due persone si trovino e scelgano con amore e passione condividendo grandi affinita’ e costruttivita’ le relazioni sono dinamiche, un continuo divenire, anche chi alla fine magari sara’ stato insieme una vita avtebbe potuto o ha potuto conoscere crisi, aver rischiato di perdersi per strada. Non credo ad un senso di ‘scontata sicurezza’ anche laddove ci si svegli ogni mattina insieme. E non in senso pessimistico, ma nel senso che anche quando stavo, e bene, tanti anni con la persona che amavo e che non amavo di meno perche’ non mi faceva disperare, non pensavo ‘e’ scontato che siamo qui, giorno dopo giorno, lui per e con me e io per e con lui”. Dio p chi per lui voglia di no, ma sono molti i ‘presunti porti sicuri’ che vanno alla deriva.pee cui l’idea che una persona sia Porto Scontato rispetto al “gusto del patema” a mw sembra roba da imbecilli. Soffrire dove si sta bene e’ peggio di pensare che “brivido a xazzo e’ meglio”.
Golem,
“Quello pieno di adrenalina perché mai compiuto, o quello all’ossitocina quieto e rassicurante visto che entrambi non si potranno mai avere con lo stesso uomo?”
l’uno o l’altro a seconda dei temperamenti, se questi sono ben definiti (parlo sempre di persone da ritenersi sufficientemente mature). oppure entrambi, se in sequenza temporale di crescita o in persone che non sono dotate dalla natura di caratteri “scolpiti” a tutto tondo.
a causa dei condizionamenti culturali, sono ancora molte le persone che si sposano o s’imbarcano in relazioni che vorrebbero stabili e che sono di fatto incapaci di restare in coppia o di mettere su famiglia.
tanto per far un esempio che dia subito l’idea di quanto intendo esprimere, Rita Levi Montalcini, Massimo Cacciari, oppure parecchi artisti (categoria spesso avulsa da condizionamenti sociali) sanno perfettamente di essere instabili emotivamente, i secondi, oppure non sufficientemente motivati ad una vita di coppia i primi due. ma quante persone normali hanno coscienza di essere inadatte alla fedeltà e alla persistenza richieste da un’unione seria?
così sono anche in gran numero i soggetti che in realtà non sono nè carne nè pesce in questo contesto e vivono le esperienze che capitano sul loro percorso a seconda di come la sorte o il partner le prospettano loro, adattandosi alle circostanze e ai loro mutamenti interiori. il bianco e nero nei caratteri e nella conoscenza di sè è raro mentre molto più frequente è il grigio, senza che questo sia da considerarsi negativamente.
è ovvio che ogni incontro è diverso e fa vibrare corde diverse, modulate sull’età e sulla maturità della persona in questione nel momento in cui vive l’amore.
il maggior inconveniente che puoi lamentare è il fatto che la tua signora non abbia potuto vivere (e consumare) quel suo primo amore, che è quindi rimasto per lei in un’area di sogno. secondo me, la differenza non sta tanto nell’intensità quanto nella conoscenza approfondita di una persona rispetto a come si era immaginata quell’altra.
come nel caso di misurarsi con il rapporto che un vedovo o una vedova ricorda con il partner defunto, non c’è modo di scalfire l’idealizzazione che si può avere del passato. comprendo, però, come sempre ho compreso, il tarlo che ti è rimasto e che non avresti avuto se non ti fosse successo di scoprire parti di vita intime di tua moglie, che non avresti mai dovuto conoscere.
di più e di meglio non saprei dire…
Maria Grazia,
per favore, non classificare chi non conosci. NON preferisco affatto, nè ho mai preferito, “amori “tranquilli” e rassicuranti”. anzi, oserei dire proprio il contrario…
scusa se mi permetto di contraddirti di nuovo, senza pretesa di essere nel vero. secondo me, un successivo amore può essere perfettamente “terapeutico”, e risolvere buona parte dei propri atavici problemi affettivi. niente guarisce più dell’amore.
—
Golem,
“bisogno di darle tutto quello che serve per farla felice. Ma ti accorgi che non è possibile, perché per poterlo fare, paradossalmente… non dovresti amarla.”
come ben sai anche tu, nessuno è mai in grado di dare a un altro essere TUTTO quanto questi desidera. dobbiamo tutti adattarci a realtà più o meno incomplete, che presentano carenze più o meno importanti, come quella che travaglia te.
inoltre, non credo che in passato, essendo rifiutata, tua moglie abbia potuto essere felice. si soffre in un rifiuto: c’è chi è capace di voltargli subito le spalle e chi, invece, come nel caso della donna che continua a mandare sms indesiderati a Kid, non si rassegna facilmente, forse perchè intuisce in quell’uomo qualcosa di particolarmente importante per lei, che magari è importante oggi e potrebbe non esserlo più domani. non parlerei di felicità ma di tendenza a una felicità intuita, a torto o a ragione.
per quanto mi riguarda di persona, non essendo forse mai stata veramente innamorata del mio ex marito, che TANTO dolore mi ha procurato, quando ho incontrato quello che poi è diventato il mio amante, di cui sono stata innamorata, ho dimenticato TUTTO, sia il bene che il male, ricevuto in precedenza. vero rimane che quando rarissimamente ricordo qualcosa della vita trascorsa con il padre di mio figlio tendo a soffermarmi maggiormente sui pochi momenti belli, che però accantono subito, come se restassero “sporcati” dalla sofferenza con cui sono stati conditi.
“Dio p chi per lui voglia di no, ma sono molti i ‘presunti porti sicuri’ che vanno alla deriva.pee cui l’idea che una persona sia Porto Scontato rispetto al “gusto del patema” a mw sembra roba da imbecilli. Soffrire dove si sta bene e’ peggio di pensare che “brivido a xazzo e’ meglio”.”
il punto Luna è questo: che se una persona SOFFRE in un rapporto ( anche il cosiddetto “rapporto sicuro” ) VUOL DIRE CHE EVIDENTEMENTE BENE NON STA ! che in quel rapporto manca una qualche componente passionale ed emotiva che lo renda saldo. E il più delle volte tale componente si sviluppa solo se si è FATICATO per conquistare una data persona ( uomo o donna che sia ). Non chiedetemi se questo è giusto o sbagliato, perchè non lo so. Non chiedetemi se è da masochisti, perchè non lo so… io so solo che è così, la mia lunga esperienza nelle storie sentimentali mi ha sempre riconfermato questa “logica” e ormai ho smesso di cercare di oppormi a quelle che ANCHE SECONDO ME sono delle insensate leggi della natura. Tu hai perfettamente ragione nel dire che le persone che dovrebbero attrarci di più sono solo quelle che ci fanno del bene, ma come hai ammesso anche tu negli ultimi due post, la realtà è ben diversa. E capire a fondo certe dinamiche, anche magari discutendone in questo forum, ci aiuterà forse a soffrire meno se ci troviamo a vivere certi rapporti. Per il resto sono d’ accordissimo con te: NON ESISTONO STORIE SICURE IN SENSO ASSOLUTO, pensare che una persona non ci lascierà mai solo perchè oggi è perdutamente innamorata di noi è da idioti. Ecco perchè non credo e non crederò mai nel matrimonio come “contratto”. E concordo con te anche nel fatto che ricordare una persona che ci ha fatto del male NON SIGNIFICA RIMPIANGERLA.
Ciao a tutti. Vorrei che fosse chiaro che per quanto riguarda il caso di cui ho parlato, non sto pensando che il problema sia SUO, ma MIO. E mi spiego.
Sono certo del suo amore, me ho avuto più di una dimostrazione, e sono certo anche che quella storia non ha lasciato strascichi particolari, altrimenti si sarebbero manifestati come sosteneva Elvis: continuando nella disperata ricerca di averlo. Il problema nasce dal tipo di AMORE che si mostra. Spesso crediamo di amare ma stiamo solo rappresentando, nell’oggetto di quel l’amore, un ideale narcisistico che soddisfi solo noi stessi. Cerchiamo cioè chi ci faccia star bene colmando quei bisogni che sentiamo impellenti. È un PRENDERE non un DARE.
Evidentemente quelle sensazioni che un altro può aver dato, per i motivi contingenti che ho spiegato, legati alla “indisponibilità”, sono una dotazione che a me manca per motivi opposti, pertanto è un ragionamento di natura quantitativa, più vicina ad una gara ad essere il migliore che non alla specialità del rapporto. In questo senso, questa carenza che io percepisco, appartiene al lato egoistico dell’amore, quel l’amore narcisistico di cui parlavo, atto a soddisfare la propria autostima più che dimostrare l’aspetto della DONAZIONE, che il sentimento non egoistico di prima non prevede.
Quando si vuole “garantirsi” l’altra persona, volendosi ritenere indispensabili a questa attraverso le manifestazioni che ho spiegato, la si sta privando della libertà che nel vero amore invece è sempre presente.
In questo
Nel caso vissuto prima di me, lei stessa si stava comportando in quel modo, stava cioè riproducendo su quel’uomo l’immagine di un ideale che le doveva ” servire” a colmare quei bisogni che ho definito narcisistici, e che se li avesse colmati, prima o poi avrebbero fatto emergere la vera identità del soggetto, con risultati quasi certamente spiazzanti, sotto il profilo sentimentale. Allora sarebbe bastato un gesto, un calzino di colore sbagliato o un qualunque comportamenti non gradito, che il castello di illusioni sarebbe crollato. Questo e un fenomeno molto frequente negli innamoramenti di quel genere, ma che spesso resta anche nelle convivenze più lunghe, se non si scopre la differenza tra il volere la donna o l’uomo che “ci serve” rispetto a quelli che amiamo per quelli che sono, passato compreso.
Quindi io mi rendo conto che quella mia ricerca ha solo lo scopo di colmare quella mia parte narcisistica che ho ritenuto offesa dal vissuto…
… precedente di lei, e che solo quell’orgoglio non compatibile col vero amore sente come importante, ma non lo è evidentemente, se non in quanto facente parte di un percorso che l’ha portata a me.
Ho scritto questo perché temo che molte ottime persone che scrivono su questi forum, forse in buona fede sentono offeso quel lato narcisistico di cui accennavo non essendo potuti arrivare, per circostanze incontri e esperienze infelici, anche durante l’infanzia, a porsi nella condizione di essere liberi e mantenere libero l’oggetto del loro “amore”. In definitiva il desiderio di possesso che si manifesta nel far si che LUI o LEI ami, produce proprio l’effetto contrario. L’amore e’ una scelta libera che si fa continuamente e non si può che sperare che continui a vivere nell’oggetto del nostro amore. Nessuno si può costringere ad amarci o ad amare, neanche e soprattutto umiliandosi pur di averlo. Quel miracolo arriva e basta, e come arriva può andarsene. Ma è lui a decidere tutto, noi possiamo solo sperare che ci scelga.
Purtroppo ho poco tempo per seguire il sito.
Comunque rispondo al commento 85 di MG.
“la parità è una cosa, LA CAVALLERIA un’ altra. e quella, ragazzi, non passerà mai di moda. mi spiace !”
Secondo me in una coppia che si dichiara paritaria ed emancipata, in cui entrambi i soggetti sono autonomi, non devono esistere concetti del genere. Perchè nasconde in realtà una forma di sottomissione femminile nei confronti del maschile. Oppure se esistono i cavalieri, con i modi cavallereschi (aprire lo sportello, pagare la cena e tutto il resto..) devono esistere anche le dame. Per il cui il cavaliere accompagna la dama a casa dopo la cena, ma la dama deve comportarsi quindi come tale, stare a casa in attesa del cavaliere, niente uscite con le amiche o flirtate con altri, niente passato/presente sessualmente “effervescente”. La dama inoltre deve mostrarsi volta all’accudimento di lui e della casa, mentre lui è in diritto di poter avere una vita sociale attiva. Ti piace ancora come descrizione? Perché ne avevi dimenticato un pezzo..
Ovviamente ciò che ho scritto serve a mettere in risalto le incongruenze di una certa tipologia di pensiero, che vorrebbe avere tutti gli onori e nessun onere.
In realtà tale preconcetto, esiste anche in noi uomini. Riporto due righe di Golem.
“Forse e’ una fisima di noi uomini, che richiamiamo dalla memoria ancestrale il desiderio che per la donna che amiamo vorremmo essere i primi ( e gli unici, possibilmente) mentre per una donna e’ il contrario, vorrebbe cioè, che per l’uomo che ama lei fosse l’ultima.”
Esatto. Anche questo è un controsenso, ed è lo stesso concetto in chiave maschile di quello espresso da MG. Sembra dire “le dame non passeranno mai di moda, mi spiace! “
Spesso anche io mi sono ritrovato immerso in questo dualismo. Da un lato razionalmente pensare ad una donna emancipata con alle spalle il proprio vissuto, dall’altro intimamente ambire a qualcosa di prezioso, qualcosa per pochi. E’ per questo che le donne che si “svendono”, sempre ancestralmente parlando, perdono quel fascino. Penso che questi sentimenti inconsci, siano molto più frequenti di quanto immaginiamo e agiscano anche su noi uomini. Come una donna sente una forte attrazione per lo stronzo, per ciò che sembra avere di prezioso (spesso a torto), un uomo ricerca nella donna qualcosa di unico. Forse alla base di tanta discordanza sentimentale c’è anche questo.>>>
>>> Detto in modo cinico, perché dovrei mettermi in casa una donna che magari intimamente ancora venera uno di quei bambocci arroganti, con il culto del fisico e dall’apparire? In quel senso in molti uomini manca l’attrazione mentale verso molte donne anche belle o sexy. Non si tratta quindi di paura delle donne indipendenti, quanto piuttosto la ricerca di altro.
Comunque sia, dal mio punto di vista, improntare la propria vita alla ricerca della passione, porterà all’innamoramento ma non all’amore. C’è poco da fare e ognuno è libero di prendere la propria strada conscio del fatto che tutto non si può avere.
“Maria Grazia,
per favore, non classificare chi non conosci. NON preferisco affatto, nè ho mai preferito, “amori “tranquilli” e rassicuranti”. anzi, oserei dire proprio il contrario…”
scusa ma da quello che scrivi sembra proprio il contrario. inoltre sei stata TU PER PRIMA A CLASSIFICARE, prima definendo immature le persone che vivono amori che secondo la tua visuale sono INCOMPIUTI e non comprensibili, e poi dicendo che io voglio avere sempre ragione solo perchè sostengo le mie opinioni.
“scusa se mi permetto di contraddirti di nuovo, senza pretesa di essere nel vero. secondo me, un successivo amore può essere perfettamente “terapeutico”, e risolvere buona parte dei propri atavici problemi affettivi. niente guarisce più dell’amore.”
non hai assolutamente capito quello che volevo dire. pazienza !
Maria Grazia,
mi sembra ormai appurato che qui la sola che ha facoltà d’intendere sei tu! in tutti i sensi e in tutti i contesti.
ripeto un’ultima volta il mio pensiero in sistesi:
– ho definito, e continuo a ritenere, immature le persone che agiscono con tattiche nella fase del corteggiamento.
– mi considero libera di pensarla come sopra, così come tu sei libera, quanto me, di considerare in modo diverso le persone che amano seguire tale atteggiamento.
tutto il resto sul tema, o derivante da esso, è per me superfluo e/o privo d’interesse.
per favore, dedicati ad altro e smettila di battermi in testa.
buon proseguimento!
“Secondo me in una coppia che si dichiara paritaria ed emancipata, in cui entrambi i soggetti sono autonomi, non devono esistere concetti del genere. Perchè nasconde in realtà una forma di sottomissione femminile nei confronti del maschile. Oppure se esistono i cavalieri, con i modi cavallereschi (aprire lo sportello, pagare la cena e tutto il resto..) devono esistere anche le dame. Per il cui il cavaliere accompagna la dama a casa dopo la cena, ma la dama deve comportarsi quindi come tale, stare a casa in attesa del cavaliere, niente uscite con le amiche o flirtate con altri, niente passato/presente sessualmente “effervescente”. La dama inoltre deve mostrarsi volta all’accudimento di lui e della casa, mentre lui è in diritto di poter avere una vita sociale attiva.”
Andrea, presumo che tu sia abbastanza intelligente per capire che hai scritto delle palesi e plateali idiozie !!! cosa centra la gentilezza maschile verso una donna con la SOTTOMISSIONE FEMMINILE ?….
“Sembra dire “le dame non passeranno mai di moda, mi spiace! “
Andrea, essere una dama non significa essere una donna sottomessa, come affermi tu ! una donna emancipata che vive liberamente le sue esperienze, può benissimo essere anche una gentildonna dai modi aggraziati. anzi di solito sono proprio le donne sessualmente libere e professionalmente affermate ad avere dei modi eleganti e femminili. questa non è una regola assoluta, ovviamente. ma di solito è così !
“Spesso anche io mi sono ritrovato immerso in questo dualismo. Da un lato razionalmente pensare ad una donna emancipata con alle spalle il proprio vissuto, dall’altro intimamente ambire a qualcosa di prezioso, qualcosa per pochi”
per favore spiegami perchè anche una donna emancipata non potrebbe essere PREZIOSA per qualche uomo, perchè non ci arrivo ! …..
“Forse alla base di tanta discordanza sentimentale c’è anche questo.”
togli pure il forse !
“perché dovrei mettermi in casa una donna che magari intimamente ancora venera uno di quei bambocci arroganti, con il culto del fisico e dall’apparire? In quel senso in molti uomini manca l’attrazione mentale verso molte donne anche belle o sexy. Non si tratta quindi di paura delle donne indipendenti, quanto piuttosto la ricerca di altro.”
ma chi ha detto che le donne indipendenti ed emancipate debbano essere necessariamente delle bellone superficiali ??? mah ! …
“Comunque sia, dal mio punto di vista, improntare la propria vita alla ricerca della passione, porterà all’innamoramento ma non all’amore. C’è poco da fare e ognuno è libero di prendere la propria strada conscio del fatto che tutto non si può avere.”
diciamo che la vita NON ANDREBBE MAI IMPRONTATA, MA VISSUTA ! secondo me è sbagliato partire dal presupposto di cercare solo le grandi passioni che colpiscono subito, ma è altrettanto sbagliato pensare che il vero amore debba seguire per forza schemi precostituiti, del tipo: IO SONO IL MASCHIONE CACCIATORE, MI TROVERO’ LA RAGAZZA CASTA E PURA, LEI DOVRA’ ASPETTARE A DARMELA E NON DOVRA’ AVERE UN ATTEGGIAMENTO TROPPO FRIZZANTE, ALTRIMENTI NON E’ UNA DONNA PREZIOSA… le impostazioni mentali alla fine sono solo le prigioni interiori che ci impediscono di vedere le cose nella loro vera essenza, e di apprezzare le esperienze della nostra vita per quello che ci danno, non per quello che SECONDO NOI DOVREBBERO DARCI.
@rossana
io sto solo rispondendo a quello che tu mi scrivi. sarò io a decidere se dedicarmi ad altro, e non certo tu !
se la mia persona ti irrita tanto sei liberissima di ignorarmi, ma non puoi pretendere di rinnegare ciò che hai scritto. O che quello che scrivi debba essere inteso in un’ altra maniera. quelle che per te sono “tattiche”, per qualcun altro costituiscono il suo naturale comportamento. tu non concepisci di innamorarti di persone sfuggenti e latitanti ? ok ! buon per te ! ma non significa che chi si innamora di queste persone è un immaturo/a che bada ancora alle tattiche oppure che è una persona con grosse problematiche. Spero di essere finalmente riuscita a spiegarmi ! ….
Maria Grazia,
“liberissima di ignorarmi” – ecco: farò proprio così! avrei dovuto già farlo da un paio di giorni ma non è mai troppo tardi!!!
Golem, voglio rileggerti con piu’ calma e meno stanca, ma in effetti ho sempre pensato che il problema fosse piu’ tuo che suo. E mi sono anche chiesta se lavorare su questo tuo problema, nei confronti del suo vissuto (essendo piuttosto un problema che TU vivi in relazione con la questione), piuttosto che analizzare lei (e lui) non ti allegerirebbe di molto. Penso comunque che la tua testimonianza, dal tuo punto di vista, sia interessante. Sai perche’ anche? Non dico sia il tuo caso, ma a volte si parla troppo o con leggerezza o poca chiarezza del proprio passato proprio perche’ lo si considera semplicemente aneddotico o integrato. In realta’ pero’ nessuno ci legge dentro al punto da sapere la collocazione emotiva e di senso che diamo ai nostri trascorsi e ricordi e quindi, involontariamente, possiamo dire o non dire qualcosa che colpisce il narcisismo o le insicurezze ecc altrui. Non e’ una cosa che possiamo controllare e vi sono anche insicurezze patologiche o semplicemente personali. Trovo pero’ che per quanto il passato dovrebbe stare nel proprio tempo e una relazione sarebbe piacevole non ne fosse appesantita, possa valere la pena di spendere un tot di tempo, ove necessario, per evitare o chiarire malintesi, comprendere la reale collocazione del passato rispetto al presente e quindi chiudere il file. / MG forse siamo semplicemente diverse e del resto nessuno e’ uguale. Io non vedo proprio la passione o il forte peso “emotivo” connessi alla “fatica della conquista”..innanzitutto credo che non sia tanto la questione di chi ci chiama 10 volte o e’ stitico nel chiamare ma di chi lo fa, ribaltando la questione. Se nutro un certo interesse per una persona, anche un interesse embrionale che sia, mi fa piu” piacere e piu’ emozione che a chiamare sia quella persona. Mentre un sms che non arriva ecc mi crea piu’ :/ ma non perche’ cio’ mi intrippa di piu’, ma perche’ quella persona mi interessa di piu”. Mentre posso dare meno importanza o cmq su un altro livello ai sms o chiamate di chi e’ un amico, un conoscente, piu’ “figo” o meno che sia o provare anche un senso di invasione se una persona esagera a imporsi…
In modo realmente invadente. Il modo in cui uno si pone conta,certo, ma non e’ solo legato all’essere/non essere. Nei primi e seguenti contatti con una persona sveli e l’altra persona, e non solo volontariamente, delle cose di se’. A me una persona in generale inaffidabile, maleducata o leccaculosa non piace, lo sfuggente/stronzo non solo non mi attira di piu’, ma mi da’ sensazioni semplicemente sgradevoli. Mentre se uno e’ semplicemente indipendente in senso sano e risponde anche ore dopo con educazione (che abbia un interesse o no) mi da’ una migliore sensazione. Perche’ io per prima tra mille cose posso dover segnarmi sull’agenda anche banalita’ o cose da fare legate a qualcuno a cui tengo o non poter chiamare/rispondere, ma una certa base di affidabilita’ (generica) e di rispetto e considerazione per l’altra persona per me e’ naturale e la trovo importante. Dunque un certo tipo di narcisismo egocentrico non mi piace. Mentre, piu’ di mille manfrine, mi colpisce semmai un reale atto di gentilezza. Che sia ricordarsi di darmi un’informazione che ho chiesto. Inoltre non ho una visione della passione uguale fatica. Tutte le mie relazioni molto chimiche o comunque importanti sono iniziate con non una fuga di uno o dell’altra, ma con una reciprocita’. Che non vuol dire zerbinaggio o mandare rose rosse, ma semplicemente che due che si piacciono creano le occasioni per avere altri contatti o si comportano ‘con un certo riscontro’ quando si incontrano. E non la vedo una questione di tattiche o ipocrisia o di essere virginali il fatto che quando qualcuno ti interessa magari non glielo dici in faccia dopo 3 minuti, ma comunque in altro modo (e nell’annusarsi a vicenda) lo stai comunque dimostrando. Io non sono una che insegue, ma neanche fuggo di fronte a chi mi interessa. Quindi mi e’ probabilmente molto piu’ compatibile chi e’ spontaneamente diretto in tal senso. Anche in quell’annusarsi. Nell’avvicinamento. E non e’ questione di tattiche, il fatto che una persona anche mediamente sicura di se’ sia un po’ piu’ “in crisi”, si chieda “gli interesso o no/meglio chiamare o no” quando ha davanti chi e’ in qualche modo speciale non e’ tattica. E’ che la posta emotiva e’ diversa. Tuttavia la passione e la chimica emotiva anche molto forte l’ho sempre vissuta come andarsi reciprocamente verso e un piacere in questo. La convergenza dell’energia anche chimica in senso piu’ ampio io la sento (e non con dipendenza) molto piu’…