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Un grande classico: gli uomini preferiscono le stronze?

di roxanna

Riferimento alla lettera: Un must... mai fuori moda.... ironia a parte ....mi piacerebbe davvero tanto capire se i maschietti in generale sono più attratti dalla donna/ragazza che se la tira. O meglio: tirarsela,magari dirgli di no al primo appuntamento, fare le vaghe, permette di acquistare valore agli occhi di un uomo...? Pochi giorni...
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Data di pubblicazione: 28 Marzo 2014.

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Categorie: - Amore e relazioni di coppia - Riflessioni

195 commenti

Pagine: 1 2 3 4

  • 151
    Maria Grazia -

    Guarda Luna, ti posso dire che ad esempio la storia che sto vivendo adesso è cominciata in modo strano, perchè tutti e due, per vari motivi, non volevamo niente di più di un’ avventura. Ero veramente decisa a intrattenermi con questo tizio solo una volta ! lui comunque si dimostrava carino e premuroso e mi mandava i tipici sms di rito dei primi giorni ( che di solito sono i più incalzanti ). Poi…qualcosa è andato “storto”… nel senso che ne io ne lui siamo riusciti a smettere di risentirci e di re-incontrarci… e con questo tizio mi sento completamente a mio agio, sono naturale nel comportarmi con lui, come forse non lo sono mai stata con nessuno ! ma al tempo stesso riesco a rispettare i suoi tempi e a non essere appiccicosa come lo sono stata in passato con altre persone. non credo che la mia sia una tattica, un voler fuggire per vedere la reazione dell’ altro, ma solo un modo per dirgli: “ok, rispetto i tuoi tempi e i tuoi spazi, ma sappi che per te io ci sono. Non so dove, non so ancora per quanto, ma PER ORA CI SONO.” secondo me la reciprocità sta anche in questo, nel rispettare i silenzi e le fughe ( momentanee ) dell’ altro, sopratutto se si vive un rapporto come il mio – cioè basato sul non impegno. Se poi questo rapporto dovesse trasformarsi in qualcos’ altro, forse fuggirò ( per paura di una storia seria ) o forse no… chissà. Adesso lo viviamo così perchè in fondo tutti e due vogliamo viverlo così, in maniera MOLTO GIOCOSA e POCO VIRGINALE… del resto se mi atteggiassi a ciò che non sono, usando REALMENTE DELLE TATTICHE, lui lo capirebbe, e mi percepirebbe per quella che non sono: una donna insicura ed emotivamente dipendente. non tutti però hanno la fortuna di trovarsi sempre esattamente sulla stessa lunghezza d’ onda dell’ altra persona, e certi “stratagemmi”, chiamamoli così, a volte servono da “paraurti” 🙂

  • 152
    Golem -

    Luna ti ringrazio, in realtà mi sono interessato al tema stronzi, per la curiosa attrazione che questi hanno anche nei confronti di donne intelligenti e belle come la mia, riconoscendo ancora una volta che l’attrazione è un fenomeno incontrollabile e imprevedibile, anche in mancanza di quelle caratteristiche estetiche che normalmente sembrano accompagnare questi personaggi, visto che quel tipo non le possedeva, se non negli occhi di chi lo “guardava” in un certo modo.
    Ripeto, al di la della puerilità della mia posizione nei confronti di questa forma di gelosia del passato, continuerò a non capire come si possa mantenere un ricordo, persino affettuoso, di chi non ci ha voluti, e spesso umiliati, approfittando della debolezza che quel genere di innamoramento crea. Io credo sia una condizione soprattutto femminile di cui non si scorge la ragione, se non introducendo delle componenti masochistiche nel carattere. Che cosa si può ricordare di qualcuno che ha solo preso senza dare niente, non riconoscendo così che gli si sta offrendo la cosa più bella che una persona può dare? Perchè una persona si fa saccheggiare impunemente per anni e ricorda il ladro con simpatia? E’incomprensibile.

    Andrea, capisco il tuo commento riguardo al mettersi in casa…
    Per la verità, all’inizio della relazione non conoscevo la situazione nei termini che io percepisco. In realtà non mi è stata comunicata con quei dettagli, perchè era una storia non ritenuta importante rispetto a quella che ha vissuto con me. Una specie di “asilo d’infanzia” rispetto “all’università” che vive con me. Ma ripeto, il problema non è suo, ma mio, in quanto non vi sono stati casi di ritorni di fiamma tali da farmi pensare ad un’incertezza sentimentale nei miei confronti. L’ho già detto: sono due uomini, io e l’altro che appartengono a due mondi sentimentali diversi, di cui ritengo lei sia ben conscia del differente peso, non essendo una stupida. Sa bene quanto valgo come uomo e sa bene quanto l’altro sia un fallito. Ma una passione che ti coinvolge NON puoi buttarla alle ortiche solo perchè si scopre che l’uomo che si è desiderato inutilmente, e che nella fantasia era un eroe senza macchia e senza paura, in realtà era un fesso. Significa squalificarsi, specie se, come ho sostenuto, quello era in fondo un bisogno narcisistico da soddisfare,quindi egoistico anche per lei, data l’ignoranza sentimentale dovuta all’età.
    Comunque, io non faccio calcoli su cosa può succedere con una donna se la amo. E lei la amo

  • 153
    Andrea -

    Inutile dire che la “gentilezza”, quella vera ,non si misura con il denaro. A mio avviso una donna dovrebbe apprezzare altro in un uomo e non il fatto che le paghi cene o che si accolli altre spese.
    Comunque sia sono punti di vista, che delineano però il quadro di ciò che siamo e di ciò che otteniamo dalla vita.
    Per il resto abbiamo visioni troppo diverse per mettersi a discutere ulteriormente di emancipazione, femminismo e maschilismo. A mio avviso sei totalmente fuoristrada e purtroppo per te prenderai ancora tante di quelle facciate… ma ognuno giustamente vive come gli pare..

  • 154
    rossana -

    Andrea,
    verissimo che i punti di vista delineano “il quadro di ciò che siamo e di ciò che otteniamo dalla vita.”

  • 155
    Maria Grazia -

    Andrea, rispetto il tuo punto di vista anche se non lo condivido. e comunque per cavalleria non intendo che uno debba regalarmi un diamante o pagarmi una cena faraonica, ma dimostrarmi tutti quei piccoli gesti che sono segnali di UN VERO INTERESSE: offrirmi un panino, venirmi a prendere invece che farmi fare la strada da sola per raggiungerlo, portarmi un fiore. non credo che avere queste “aspettative” sia pretendere un’ anacronistica galanteria…
    se poi prenderò altre facciate nella vita, pazienza !… ma preferisco prendere tostate vivendo PER COME SONO FATTA IO piuttosto che recitare un ruolo, fingere di essere qualcun altro ! io non sono e non sarò mai la tipa tutta GNE GNE GNE, quella che sogna il principe sul cavallo bianco, o che decide di concedersi solo se ha un anello al dito ( perchè così verrà considerata roba preziosa per pochi… ). Io vivo in maniera autentica, nel bene e nel male, e affronto le conseguenze di tutte le mie scelte.

  • 156
    Aton -

    Dato che i punti di vista contano, vi do il mio: agli uomini piacciono le sbronze (inteso come sostantivo plurale femminile).

  • 157
    Maria Grazia -

    “Dato che i punti di vista contano, vi do il mio: agli uomini piacciono le sbronze (inteso come sostantivo plurale femminile).”

    concordo. è l’ unica cosa che bramano davvero, insieme al calcio, al biliardo e alle serate con gli amici ( uomini ) 😀

  • 158
    Luna -

    MG, manco io vedo la gentilezza o galanteria che dir si voglia come diamanti o cene costose. Nelle persone apprezzo la gentilezza nel condividere il suo panino, accompagnarti sino al portone se la strada e’ buia, avere l’empatia di comprendere un momento di fragilita’ e di stanchezza (e forse tanto piu’ perche’ sono indipendente e “energetica”), portare un pensiero magari di pochi euro e utile o proprio “personalizzato” ma pensato. E vedo la cosa come assolutamente reciproca. Una volta io ho regalato un fiore a un uomo. In seguite piante a chi le amava, perche’ non amo i fiori recisi. – Concordo assolutamente su quel tipo di rispetto, ma anche in una storia di “impegno”. E’ bello condividere con la persona che ami, un piacere se e’ vero, non roba da pistola puntata. Fermo che puo’ essere piacevole (esempio scemo) anche fare shopping insieme non vedo perche’ dovrei obbligare un uomo a diventare matto in un’attivita’ che da sola e’ rilassante e con le amiche divertente. Ovvio che le persone che si amano e stanno insieme si vengono anche incontro e che se due fanno proprio tutto separati qualcosa non va. O se si vuol proprio tenere fuori l’altra persona. Sul disimpegno: ma allora perche’ lo chiami stronzo? – Golem: non so, ognuna/o sa i suoi perche’. Forse in quella storia lei ha anche ricevuto qualcosa, non solo dato e perso. Forse la ricorda con “simpatia”, dei lati; proprio perche’ guarda con indulgenza a se stessa, piu’ giovane, piu’ che a lui. Forse dovresti essere piu’ contento di una distaccata indulgenza piuttosto che di un altro tipo di carico emotivo. E inoltre gli esseri umani sono anche oppositivi: comunque cio’ che abbiamo vissuto fa parte del nostro percorso e quando e se qualcuno ci dice cosa dovremmo farne dei nostri ricordi non ci va. Per noi, non per l’ex in se’. Forse tu avresti avuto bisogno di un certo tipo di complicita” per cui insieme lo “demolivate” o che lei ti rassicurasse di piu’. Ma dicendoti che non era una storia poi cosi importante lei forse pensa di averti detto tutto. Ma anche se ti avesse detto “lo e’ stata”. Come possiamo revisionare il passato parlandone? All”epoca lei pensava lo fosse. Ok, tu dici: ci trova qualcosa di buono. Ma Golem tu pensi sia per la passione ma non e” assolutamente detto

  • 159
    Luna -

    E neppure che nel dirlo vi sia una componente masochistica. Guarda, io non so di che entita’ sia stata la violenza emotiva, psicologica da lei subita. Ma guarda (a meno che una non mantenga la dipendenza, il tira e molla; sia ancora sotto manipolazione, rimpianga ecc) che a me cio” che tu riferisci sa del contrario di cio’ che appare a te. Sa di rielaborazione non dell!inverso. Lei ha chiuso il file in “attivo” per se stessa e non per lui. Con sua serenita” e non per passione. Te lo dico per tanti casi reali che conosco. Anche di persone poi non masochiste. Guarda che restare con rancore e amaro dopo una relazione significa aver in genere rielaborato molto meno che di una relazione vedere un “senso”. Un senso nel percorso. A me sembra piu” sano e liberatorio il percorso di lei. Grave mi parrebbe che soffrisse di sindrome post traumatica o da manipolazione affettiva. Se quella storia e” stata un incidente e anche in senso di qualcosa che fa male io ti direi di essere ben lieto di non aver visto segni in lei e di come ne parla. E te lo dico di cuore perche’ con questa cosa della passione secondo me forse ti tormenti con un presupposto errato. Piu una storia e” disfunzionale piu digerire le sensazioni negative provate e non “l’adrenalina” di cui tu parli e’ un”lavoro”. Un trauma. Poi tu parti da presupposti masochistici e di un certo tipo dandoli per scontati. Ma fidati che non lo sono. Fidati se puoi.ma te lo posso assicurare e non solo in prima persona. Di cuore ti dico; Golem, che stai sovrastimando la cosa e che la cjiave di lettura non aiuta la tua gelosia retroattiva e la piccola nevrosi da competizione che hai con “l”uomo della passione”. Anzi, la chiave ne e’ figlia. Ho avuto molto a che fare con dinamiche, non in senso personale e quindi proiettivo, per non cogliere che forse ti sei un tantino incastrato in un certo tipo di ottica. Se io incontro una donna o un uomo che la mettono come tua moglie leggo la cosa all’inverso rispetto a te. Distacco non legame. Pacificazione con se’, non difesa a oltranza ecc. E la leggo diversamente perche’ conosco le dinamiche dall”interno un po” piu” di te. E non e” un vanto. Ne farei a meno volentieri. Pero’ poiche” approfondirle mi ha portato a parlare con tanta gente che le ha vissutr e ne conosce “i codici” credimi che rielaborare in un certo modo e” piu sano che “illogico”, ha un senso sano no malato o irrisolto. Anzi.

  • 160
    Golem -

    Mah, sai Luna, qui si gira intorno a quello che per un uomo è l’inspiegabile. Anni e anni di attese regolarmente deluse, bugie, inganni e opportunismi, oltre qualche mortificazione che sa più di umiliazione, ma solo alla fine ha dovuto ammettere a malincuore che non c’era niente da fare, rassegnandosi. Ma la cosa interessante è che anche a distanza di anni, di esperienze sedimentate, e di percorsi di crescita, non ha mai preso in considerazione che forse era solo un co...... di uomo, visto che non era neppure Gabriel Garko, nè verticalmente e meno ancora orizzontalmente tra l’altro, cose queste che avrebbero giustificato e alimentato la speranza con una logica comprensibile.

    Ripeto, non ci sono elementi oggettivi, nessuno: è un “cold case”. Comunque niente che possa essere capito dal sesso maschile. L’unica possibilità di dare una spiegazione è quella che in realtà questo elemento fosse una “proiezione” di sogni e aspettative generiche, che casualmente si sono focalizzate sull’ignaro soggetto. Perchè è quasi certo che il medesimo ignorasse cosa lei gli stava dipingendo addosso e cosa intravedesse in lui. Ma sai com’è, essere dei nessuno (dentro o fuori, o in entrambi i posti) quando si è amati, è come essere trasparenti al buio: non si vede. Oppure, meglio ancora, parafrasando un vecchio ma efficace detto: “ogni scarrafone è bello ‘a innamurata soja” e chis’è visto s’è visto.

    Comunque, una cosa è evidente, che quella “fantasia” di cui ho parlato, ma che ancora meglio ha fatto Enrico Ruggeri nella sua canzone, oltre alle tante belle cose che grazie a questa le donne ci regalano, quando è troppo “adoperata” può creare dei mostri, oppure fare il contrario: riesce cioè a trasformare un rospo in un principe azzurro, proprio come nelle favole. Peccato che non possa inviarvi una foto: mi capireste al volo, almeno per l’estetica. Mentre per i contenuti, pare che il nostro campione, dotato di quelle straordinarie ma recondite qualità che lei gli faceva credere di avere, oggi viva di espedienti, alternando questi creativi momenti con qualche “vacanza”, però col pigiama a strisce.
    Chissà, forse lei si sentirà pure in colpa per questo, per non averlo potuto aiutare abbastanza nel far emerge il genio che vedeva il lui, ignorando però un altro famoso detto della immensa saggezza napoletana, che a mio avviso chiarisce perfettamente questa struggente “storia d’ammore”. Che cita così:

    ” ‘E VOGLIA A METTRE RUM: ‘NU STRUNZ NUN PO’ MAI’ DIVENTA’ ‘NU BBABBA”

    Ciao va.

  • 161
    Maria Grazia -

    Luna sai il mio tipo lo definisco stronzo per certi atteggiamenti che credo siano innati del suo carattere: a volte è un pò rude, un pò attaccabrighe e mi fa incavolare 🙂 ma certamente non posso come dici tu definire stronzo un uomo se accetto una storia di questo tipo. Ti ringrazio di potermi confrontare con te in maniera pacata e tranquilla, pur avendo in molte cose un diverso punto di vista. qui – da quello che scrivono molte persone – sembra che se non la pensi come tutti gli altri sei una specie di mostro….

  • 162
    Kid -

    Golem

    L’hai detto tu stesso , non essendoci una risposta univoca , significa che era una attrazione multifattoriale . E ..come hai ben intuito , l’indole criminale in alcune esercita un fascino notevole.
    In genere, e almeno oggi, il “perdente” con le donne è il “buon padre di famiglia ” , non c’è niente da fare . Acquisterà i “punti-stabilità” ma perde indubbiamente i “punti-fascino”! Salvo che non sia un bell’uomo , un po’ figlio di(omissis), e le tenga un po’ sulla corda, cercando almeno l’ammirazione istintiva delle altre donne . Un uomo che abbia tirato i remi in barca con l’altro sesso , adeguandosi alla dimensione familiare e lasciandosi per questo andare mentalmente e fisicamente è bello che “cotto e mangiato” . E’ quasi più importante che la compagna noti visivamente che lui viene apprezzato , anche con gli occhi, dalle altre che qualche ora di sesso in più al mese.
    Almeno , io la penso così! Nel rapporto lungo te la giochi sul piano psicologico , principalmente. Non tanto per la durata in sé , ma circa la qualità della tensione emotiva!

  • 163
    Golem -

    Caro Kid come la giri e come la volti, il bandolo della matassa non lo trovi. Ma non lo trovano neppure loro. Io credo che sia veramente una questione che sfugge alle stesse protagoniste se pensi che, senza falsa modestia, non c’è nessun paragone tra quel personaggio e il sottoscritto. Non solo fisicamente, dove veramente non ci vuole molto, ma sotto tutti i punti di vista. E non lo dico io: lo dice lei! Oltre che all’attrazione ” feromonica”, che molti sottovalutano ma è assolutamente presente nei motivi che attraggono i due sessi, la NON acquisizione del ” traguardo” che si prefiggono, svolge un ruolo straordinario nella fascinazione di cui parliamo. Perché di fascinazione si tratta, avendo le caratteristiche di una specie di “coercizione desiderata”. Io sono quasi convinto che sia presente anche una componente masochistica, altrimenti non so come spiegarmi anni di continue dimostrazioni di menefreghismo mortificante che farebbero desistere qualsiasi persona “normale”, dove ogni presunto passo avanti verso il raggiungimento dell’agognato traguardo, ne contava decine indietro ( parole sue). E nonostante questo, cercarlo ancora, anche con me presente nella sua vita, seppure da pochi mesi.
    Guarda, ti faccio un esempio fresco fresco: di oggi. Su Facebook una mia ” amica”, piuttosto famosa , giornalista e scrittrice, bella donna, brillante, intelligente, sposata con uno della sua portata e con un bel bambino, voleva opinioni ( soprattutto DALLE DONNE del suo gruppo Facebook) sul fatto che ha scoperto che un suo ex ( importante lo definisce) si è fidanzato con una tipa e sperasse che questa fosse una cessa.
    Ora, mi chiedo, ma che te ne frega se non ti interessa più? E’ evidente che se si preoccupa ancora e FA I CONFRONTI, sembra abbastanza probabile che l’ex è ex per colpa di lui, (come nel caso della mia lei. Perche si e dovuta rassegnare come ho detto, e non CONVINCERE) e che quindi le e’ rimasto “il boccone in gola”, anche se ha una vita serena e appagante con l’attuale compagno. Ma qui entriamo nella famosa dicotomia tra quello che una sente come ” il maschio” e “l’uomo” della vita. Ripeto e sottoscrivo sino alla morte: sono due mondi diversi, ma che convivono nella stessa donna, e non è detto che debbano coincidere nella stessa figura del compagno con cui divide il destino
    Guarda Kid, il fascino del criminale dici tu, e ti capisco. Ma in “quel” caso siamo in presenza di un ladro di polli, ma non per scherzo. Ma per lei era Diabolik. De noantri

  • 164
    Kid -

    Golem

    Sì appunto! Come dissi con quell’esempio degli sms, nascono attrazioni ingiustificate basate sul poco/niente , sostanzialmente parlando, che a me ,adesso , spaventano . Ci vedo troppi vuoti da colmare , dietro .

    Ma tu sei geloso di questo ex oppure è una incoerenza della tua compagna che non comprendi . Su quale dei due piani lo vivi questo tuo “cruccio” in prevalenza ?

  • 165
    Luna -

    Golem, bella la trasparenza al buio, la metafora. Secondo me non lo caga. Potrebbe essere benissimo cosi’ e continuo a pensare che purtroppo ti stressi troppo per uno che da un secolo non e’ la’. Tormentandoti quasi come se lei ti avesse lasciato per un cesso di uomo come di lui parli. Ma invece lui e` il passato. Ma Golem anche se lei prima di stare con te fosse stata diversa, ma e’ davvero cosi” importante? Disprezzi quelle parti che credi di vedere in lei al passato o sei geloso, competitivo con un fantasma e quindi…?

  • 166
    Golem -

    Ciao Luna e Kid. Vedo che ho dato l’impressione di essere geloso e tormentato, in realtà mi sento tranquillo, vivo bene con lei e siamo in perfetta sintonia. Come ho già detto oltre al resto ci riteniamo i migliori amici l’uno dell’altra. Ma anche gli amici più intimi si portano dentro dei misteri insoluti, che impediscono di completare il quadro della personalità di chi si ha di fronte.
    Non potrei essere geloso di un soggetto come quello che ho descritto, nel momento in cui, per quel lato di competitività maschile che entra in gioco in questi casi, mi paragonassi all’altro, sia come aspetto, carisma ecome risultati conseguiti nella vita, ripeto, non lo dico solo io.
    La mia è quasi una curiosità da scienziato, che vorrebbe conoscere tutto della ricerca che sta conducendo, durante la quale ha SCOPERTO, un aspetto del fenomeno che NON SI ASPETTAVA.
    Io oggi ho capito solo quello che ho già dichiarato, e cioè che nella stessa donna possono convivere due mondi diversi, quello istintuale e quello razionale, che non è detto debbano ABITARE nella stessa “stanza”. Questi mondi possono raramente essere contenuti contemporaneamente nello stesso uomo, ma di entrambi quella donna ha bisogno, l’uno per il soddisfacimento dei moti istintivi più animali, dove la qualità della persona rispetto all’attrazione genetica non ha alcun peso, e l’altro quello diciamo “sociale”, più articolato e complesso, necessario per soddisfare le esigenze, appunto, razionali e più presenti nella vita di tutti i giorni.
    Quest’ultimo e’ quello che si ” mostra ” e che qualifica la donna socialmente, appunto, il primo invece è quello nel quale la femmina è spinta dalla Natura alla riproduzione. Lei NON sa il perché ( e questo spiega le assurdità di quel tipo di frequentazione) ma l’istinto lo sa benissimo, e cioè che quel potenziale incrocio si INTUISCE perfetto per la genetica dell’eventuale figlio che dovesse nascere. Questo ORDINE di madre natura si persegue anche a costo di rimetterci come persona, come succedeva infatti, ma la MISSIONE che l’istinto comanda è superiore a qualsiasi soggettività. In fondo in quel caso e la stessa logica dei kamikaze: sacrificarsi per un fine che trascende il singolo destino.
    Sembra esagerato ma non lo è. La donna ha uno scopo molto delicato nella storia della riproduzione della specie. E se noi possiamo sprecare sperma in quantità lei non può permetterselo, e quando sente quella CHIAMATA, corre, anche se la aspetta un idiota.
    Che ne…

  • 167
    camy -

    Golem.. nessun essere umano può soddisfare tutti i bisogni emotivi di un altro.. ci sarà sempre qualcosa che manca anche se abbiamo il miglior partner che possiamo avere.. e questo non per cattiveria o egoismo o animo piccolo.. ma per la caleidoscopica rosa dei nostri bisogni emotivi.. che a volte possono essere anche in contrasto tra loro.. e non mi riferisco alle donne e basta, ma a tutti.. farò un esempio banale.. magari per un uomo l’equivalente della tua situazione potrebbe essere che quell’uomo ha la migliore donna che potrebbe desiderare da cui essere amato e da amare, eppure magari può trovarsi, suo malgrado, a provare attrazione (solo fisica) per altre donne.. anche se sceglie di non tradire per via dell’amore verso la partner.. per le donne sono più fantasie amorose, come hai detto tu.. comunque secondo me sono “carenze” che si hanno in entrambi i sessi.. perché è normale, perché non esiste il partner perfetto.. e se lo si crede tale lo si sta probabilmente idealizzando…
    quindi alla fine il tuo discorso dell’istinto vale anche per gli uomini.. e soprattutto io non farei la separazione netta che fai tu: da un lato l’uomo dell’istinto, e dall’altro l’uomo della vita, perché appunto per la complessità dell’animo umano le cose possono benissimo intrecciarsi.. a seconda delle fasi della vita.. non c’è una netta distinzione secondo me..

  • 168
    rossana -

    Golem.
    non è che, come a suo tempo avevo forse già ipotizzato, oltre alla tua analisi, che non fa una grinza, possa succedere che ci siano fondamentalmente due tipi di persone: uno, capace di ritirare l’amore quando si rende conto che la persona a cui lo dedica non lo merita o non lo corrisponde, e l’altro che, invece, quando ama, sia pure in modi diversi, ama per sempre?

    appartengo al secondo tipo e ho continuato ad amare fino alla fine, sia pure in modo e in misura diversa, il padre di mio figlio, che mi aveva portata sull’orlo della totale distruzione fisica e psichica. di solito a questo secondo tipo accade di provare attrazione e di amare molto di rado.

    per tua moglie, a quanto sopra, si aggiunge l’evento, difficile da superare, in particolare per una donna bella e intelligente, di non essere riuscita a conquistare la “cima” e a “consumare” il suo sentimento nella frustrazione della quotidianità, mentre nel mio caso si era logorato al punto da indurmi a lasciare l’uomo che avevo sposato.

    probabilmente anche il maschio, quando decide per una femmina con cui costruire una famiglia e un futuro, porta in sè un mix, diverso da caso a caso, di attrazione fisica e di razionalità, così come in ogni essere umano c’è un mix di ormoni femminili e maschili. niente è mai tutto nero o tutto bianco.

  • 169
    Kid -

    Golem

    Pensi che sia un fenomeno solo ed esclusivamente femminile e davvero legato all’istinto più che alla psiche ? Non conosci nessuna persona di sesso maschile che vive o ha vissuto una relazione con una donna inaffidabile , magari bella e traditrice , ma continua a giustificarla ? Donne che son così brave a raccontare di antichi traumi , da farsi prima perdonare e poi coprire per decine di migliaia di euro dal loro compagno, per poi abbandonarlo quando la vita chiede il conto a costui ,per taluno dei loro amichetti, mentendo continuamente all’uno ed agli altri? Le Eva Kant della situazione!? Tantissime belle (e taluna manco tanto ma è soggettivo)donne han ridotto ben prima di raggiungere la quarantina qualche mezza dozzina di uomini sani , seri ed intelligenti, ma fragili sentimentalmente ed emotivamente sul lastrico , oltre ad aver azzerato la loro dignità . Eppure queste povere vittime non vedevano più in là del loro naso! A monte di tutto e ti pongo questa riflessione , non ci sarà forse l’enorme voglia di sentirsi amati da una persona a suo modo irresistibile , e non perché lo sia davvero , ma perché costei colma col suo modo di essere un vuoto preciso che un’altra non potrebbe colmare (come se fosse la prescelta), oltre ad avere indubbie qualità , sia esse fisiche oppure mentali , che la rendono fatale ma irrinunciabile per qualche ragione?

    Non lo so , chiedo a te! Ci son comportamenti distruttivi ,anche economicamente, in moltissimi uomini . Eppure la amavano e nessun “alert” da parte di un caro amico è riuscito a fargli cambiare idea !

  • 170
    rossana -

    quoto Kid, che per me è uno dei migliori esempi dell’uomo “moderno” in senso positivo (mi piace ed apprezzo molto anche Lola, quale rappresentante femminile del nuovo modo di vivere e considerare il rapporto di coppia).

    forse l’amore più profondo, quello con l’A maiuscola, è davvero cieco: risponde a bisogni interiori di varia natura talmente forti, che non tengono quasi per niente conto della ragione.

    Goethe ha affermato che le leggi sono importanti ma che in certi casi non possono contrastare determinati impulsi. così è in alcuni tipi d’amore. mi viene il dubbio che sia così anche quando si uccide a seguito di circostanze che risultano, appunto, accecanti.

  • 171
    Maria Grazia -

    “La mia è quasi una curiosità da scienziato”

    secondo me invece la tua golem è semplicemente una curiosità da INNAMORATO, e sinceramente non ci vedo nulla di strano in questo. tutti noi a volte nella vita ci siamo portati dietro il fantasma delle storie passate delle persone con cui stiamo, è umano, è abbastanza normale se ti interessa seriamente la persona. Sopratutto se questi fantasmi ( che fossero re o regine, oppure ladri o ladre di polli ) hanno lascianto UN SEGNO. secondo me tutto quello che puoi fare è cercare di non pensarci più, e allo stesso tempo cercare di essere per la tua compagna non solo il “migliore amico” e l’ uomo su cui può sempre contare, ma anche quello che potrebbe anche scomparire un giorno se tutto non fila liscio. In un rapporto, che piaccia o meno, ci vuole anche un pizzico di imprevedibilità e sorpresa, tensione e passione ( fermo restando che questi NON POSSONO ESSERE gli unici ingredienti che costituiscono un vero legame ). Fai in modo che la tua donna non ti veda SOLO come il “buon padre di famiglia onnipresente”. e vedrai che il ricordo del “ladro di polli”, semmai ci fosse ancora, svanirà completamente nei meandri del suo passato !…

  • 172
    Golem -

    Cari amici, il dualismo è una COSTANTE della vita. Notte e giorno, vita e morte, maschio e femmina, luce e buio, gioa e dolore e anche… istinto e ragione. Sono le opposte polarità che creano l’energia con la quale si alimenta l’esistenza umana.
    Il sesso e il sentimento sono quelle POLARITA’ di cui sto discutendo, e sono le uniche dicotomie che miracolosamente si possono fondere in quello che diventa, a mio avviso, l’unico vero AMORE che solo così si può definire tale. Ma è raro, come ripeto, gli altri sono monchi dell’uno o dell’altro e tuttavia vengono chiamati amore a loro volta. Che sia la spinta sessuale tinta di rosa e di romanticismo, quanto, all’opposto, certi amori platonici che sconfinano anche nella Fede, con tutto il rispetto per chi crede. Il bisogno di entrare in CONTATTO col nostro polo opposto, che come un magnete ci attrae, e’ tale che non appena “percepiamo” certe emozioni prendiamo a dargli quel nome, anche se è l’istinto che sta CHIAMANDO, per la famosa MISSIONE. Tutto questo a causa della nostra mancanza di esperienza al riguardo. È chiaro che se sapessimo qual’e’ l’amore vero sapremmo come muoverci all’interno di esso; ma nessuno lo sa, almeno fintanto che scopre che “quel” rapporto, con quell’uomo o con quella donna, è realmente DIVERSO da quelli precedenti.
    Anche in questo caso, pochi accedono a questo livelli di conoscenza, al quale ritengo di essere, fortunosamente, giunto io, perché non mi trascino rimpianti di nessun genere né ho provato attrazioni fatali.
    Lo è anche per la mia lei? Dice di si. Ma quell’aspetto della storia che ho raccontato, descrive una vicenda talmente coinvolgente e protratta nel tempo da farmela giudicare come appartenente all’equivoco dell’amore letto attraverso il famoso istinto.
    È logico che se si fosse completata con l’altra “metà”, sarebbe stato il famoso AMORE completo di cui ho parlato .
    Anche se l’amore si completa con un altro partner, razionalmente, quel lato istintuale resterà sempre legato a quell’episodio, e non si può neppure criticarlo o ritenere colpevole chi lo ha vissuto, perché l’istinto non è moralizzabile. È innocente: ” e’ ” e basta. Quindi si constata un’evidenza ma non si può ritenerla una speculazione tale debba inficiare un rapporto, che tuttavia, per quella ragione, non potrà mai essere “totale”, anche se E’ il rapporto della vita.
    Rispondo a Kid concordando sul fatto che quello che ho raccontato succede anche agli uomini. Certo: nessuno e’ maschio o femmina al 100%.

  • 173
    Golem -

    Certo MG che c’è anche l’innamorato in quella ricerca. Se non ci fosse, la stessa avrebbe un valore diverso. Ma solo chi ama vuol sapere quanto e COME è amato, quando si vengono a conoscere certi aspetti del proprio partner CHE NON SI IMMAGINAVA potesse avere. Sono questi, proiettati su un ladro di polli , ma non sul l’uomo della vita che fanno riflettere sugli argomenti che ho esposto, riconoscendone le caratteristiche dicotomiche che ho citato. Non ho nessun dubbio ne’ sul mio valore ai suoi occhi, ne’ in assoluto come uomo, e meno ancora del suo sentimento nei miei confronti. Se avrai letto il mio penultimo post comprenderai come possono esistere entrambi ma non necessariamente nella stessa persona.
    Quanto alla retorica del padre di famiglia, ti assicuro che sono ANCHE quello, ma non certamente nell’accezione pietistica che di solito si esprime. Mi spiace dover apparire presuntuoso ma sono esattamente il contrario, e ne ho ancora riscontri.
    Non c’entra niente essere realmente il bello e dannato, il maschio virile e sicuro di se’. Quello che conta e che sia LEI che ti vede così, anche se sei, e dimostrerai di essere, solo uno sfigato. E un perdente come si è verificato. Ma come diceva qualcuno ” non si cancella un’emozione” anche se è un ladro di polli ad avertela data.

  • 174
    rossana -

    Golem,
    per me è più difficile cancellare un sogno che un’emozione. di sogni si vive, quasi sempre!

  • 175
    Golem -

    Cara Rossana, capisco e apprezzo sempre le tue considerazioni, ma vorrei aggiungere una ulteriore sottolineatura a questa mia “recherche”, che a molti potrà apparire ossessiva, e forse lo è.
    C’è stato un altro che ha perseguito con lo stesso metodo il tentativo di conoscere a fondo l’oggetto del suo amore, perseguendo quella “Recherche” con la R maiuscola, data la distanza siderale tra lui e me: Marcel Proust.
    Nel pezzo intitotalo “All’ombra delle fanciulle in fiore” l’autore descrive con dovizia di particolari le sfumature caratteriali di Albertine, che ama in maniera sconfinata, senza tuttavia riuscirne a possedere completamente la personalità. Anzi,a mano a mano che riteneva di averne individuato gli aspetti più reconditi, si rendeva conto di intravederne, per questi motivi, molti di più, a lui sconosciuti ed imprevisti.

    “Albertine è per eccellenza ciò che Proust chiama un “être de fuite”, e cioé un personaggio la vita del quale rimane in gran parte opaca e che resta misterioso, e da ciò la necessità, per il Narratore, di andare a caccia della verità per sapere realmente chi essa sia.”
    Quello che lo muove in questa ricerca è un solo desiderio: amare completamente e sconfinatamente tutti gli aspetti di questa donna, evitando anche di tralasciarne anche quelli che potrebbero confermargli l’impossibilità di essere amato da lei allo stesso modo.
    E’ la condanna di chi ama l’altro con tutto sè stesso. Anche a dispetto di sè stesso.
    Un abbraccio.

  • 176
    rossana -

    Golem,
    “E’ la condanna di chi ama l’altro con tutto sè stesso. Anche a dispetto di sè stesso.” – concordo.

    bisogna però tenere distinti amore e possesso. spesso se le circostanze non ci pongono di fronte a determinate situazioni, nessuno può dire quale potrebbe essere la nostra reazione. e, se nemmeno noi siamo in grado di conoscere noi stessi, ancor più difficile sarà analizzare e comprendere a fondo in ogni circostanza il comportamento di chi amiamo.

    ricambio l’abbraccio.

  • 177
    Kid -

    Golem

    Bel post! Non ho letto però quel testo , così vado ad intuito , secondo le mie conoscenze: E’ comunque un desiderio utopistico quello della conoscenza completa del partner ! Forse ricalca quello dell’aver voluto essere l’unico uomo/donna della sua vita , ma sarebbe comunque imperfetto nella sua stessa essenza , potendo esistere desideri trattenuti nella mente , non palesati all’esterno e neppure vissuti con la fisicità , come lo sono gli amori platonici , le forti affinità elettive o la semplice e mera attrazione per qualcun’altro!
    Cose che capitano comunemente nella vita di una qualsiasi coppia!

    Io penso che ogni donna abbia la fortissima propensione a vivere nel presente ma una altrettanto difficile propensione a dimenticare il passato . Del resto la donna è “fatta” di emotività che rivela anche , ed a dimostrazione di ciò , in sterili gelosie mentali, poiché prive di riscontri fattuali , verso una ex partner del proprio compagno solo nel sentirla nominare, anche per un accadimento contestuale al presente . Diversamente , quanto le donne parlano dei loro ex sembra che esercitino un neutrale ed interessante diritto di cronaca! Quando è noto che non sia argomento assolutamente gradito.
    La risposta di questi strani labirinti mentali e “viaggi in cerca di risposte” è semplice : Ciascuno istintivamente è portato a credere che l’altro pensi , viva e provi emozioni esattamente come accade a sé stesso , ma non è così!

  • 178
    Golem -

    E sì caro Kid. Il vero problema nasce dal confitto che tutti viviamo tra la forza bruta degli istinti e quella più o meno raffinata della ragione.

    Immaginiamo il giovane Proust, attratto da queste “fanciulle in fiore” dalla più naturale delle ragioni, ma inevitabilmente condizionato dalla sensibilità che ha creato i capolavori della letteratura che conosciamo. Come poteva, Lui, non addentrarsi nei misteri dell’amore e cercare di carpirne il senso attraverso le sfumature del carattere di Albertine, al fine di assecondarne sia i desideri che trovarne la chiave del suo cuore? Senza riuscirvi peraltro.
    In uno dei suoi tanti aforismi sintetizza in pieno questa sua ossessione: “si ama solo ciò che non si possiede completamente”.

    Kid, in quella frase c’è tutta la storia di mia moglie col suo ex e di altre milioni di donne che come lei “corrono” con la fantasia. Ma pure di uomini come Proust e, più modestamente, come me, se cerco l’Albertine che c’è nella mia donna. In fondo, se ci riflettiamo, il mistero attraverso il quale o con il quale affrontiamo l’amore, sembra quasi una necessità dell’anima innamorata per dare una dignità divina ad un fenomeno banalmente umano, tanto lo sentiamo sublime e assoluto nel crederlo UNICO.
    Se Marcel avesse “scoperto” tutto di Albertine l’incanto dell “recherche” sarebbe svanito, e il viaggio si sarebbe compiuto, con l’effimera soddisfazione dell’alpinista che ha conquistato la vetta, e che in quel momento non ha più niente di affascinante e MISTERIOSO.
    Dovremmo riconoscere che alla fine, nel titolo del suo capolavoro che pochi al mondo sono riusciti a leggere completamente (io per primo) c’è il senso di quanto stiamo dicendo, e che Lui ha confermato. E’ più affascinante la ricerca di una verità che non la verità disvelata. E più importante il viaggio che la meta. E’ più coinvolgente cercare l’amore, immaginandoselo sublime se è necessario, che raggiungerlo. Rendendosi conto, mentre ci provi, che quando quell’amore è vero la SUA vetta NON la raggiungi mai. E quando non la raggiungi per i motivi che ho raccontato, immaginare che vero lo sarebbe stato.

    E’ “questo” misterioso perchè non raggiungiamo mai “la vetta” che ci fa riempire queste pagine, e ha spinto Proust a scrivere la sua “Recherche”. E voglio credere che la mia ossessione nasca in fondo dal bisogno di tenere vivo in quel modo l’amore che ho per lei. Sommandolo alla parte più stabile legata alle affinità. Forse solo così, nella sua incompletezza, diventa…completo.

  • 179
    Aton -

    Ottimo Golem. Te lo dico asciuttamente, come si conviene tra maschi, ma prendilo come un attestato di stima. Quoto tutto, e al di là del verbo “quoto” che in questo senso è solo miserrimo anglicismo , hai detto tutto magistralmente bene.

  • 180
    Golem -

    Asciutto e virile: apprezzo. Sono d’accordo sull’atroce “quoto” Aton. L’ho usato una sola volta e in tono ironico. Mi e’ insopportabile almeno quanto il K invece di “ch” e X al posto di “per” . Pensa: Nino Bixio che diventa Nino… Biperio. E Bettino Craxi?

  • 181
    rossana -

    Golem,
    mi fa piacere che la tua tesi (istinti verso ragione) sia salda, anche se indugia sul tema per trovare ulteriori conferme.

    io propendo di più per la soddisfazione di bisogni emotivi interiori oppure di pulsioni fisiche, a seconda dei casi, della struttura caratteriale e della maturità della persona e in questione. come te, classifico entrambe le concretizzazioni sotto l’etichetta di istinti.

    credo di comprendere il sentimento che anima la tua “recherche”. forse esso è in parte conseguenza di un retaggio culturale, che porta l’uomo a voler essere l’unico per la donna che ama mentre ha abituato la donna ad accettare abbastanza spesso, soprattutto in passato, che il suo compagno possa avere altre donne purchè continui a tornare da lei.

    quanto ad Albertine, nel libro “Dalla parte di Swann”, Swann, che è l’alter ego di Proust, non sembra per niente contento del suo matrimonio. la sua ricerca di parti oscure in sua moglie pare del tutto conclusa nella noia della routine, da condividere con una donna molto diversa da lui, a dispetto del precedente innamoramento.

    di certo il mio è un punto di vista molto antico per questi tempi: non ho mai avuto niente da “cercare” nel passato dei miei compagni. forse che non li ho amati? a me pare di sì, soprattutto il secondo.

    ho provato una punta di gelosia retroattiva per l’amore giovanile dell’uomo che non ha corrisposto il mio innamoramento senile. che fosse perchè non provava per me l’attrazione che avevo per lui? oppure perchè mi rendevo conto che in gioventù tutto è più sincero, più profondo, più vero?

    per me continui a cercare conferme che possano darti la sicurezza di essere veramente amato, essendo consapevole che l’amore di tua moglie non è della stessa ampiezza onnicomprensiva del tuo. tensione, questa sì, di grande innamoramento.

    stupendo, comunque, il tuo post 178 e la descrizione che fai di argomenti difficilissimi da sviscerare.

  • 182
    Golem -

    Ciao Rossana. Io navigo a vista nel mondo dei sentimenti, come tutti credo. Nella ricerca della soddisfazione di una necessità, come quella che mi caratterizza, entrano in gioco i riferimenti che possediamo, e attraverso questi cerchiamo di dare forma ad una immagine dell’oggetto amato che si conformi alle aspettative che derivano da quei riferimenti. E’ inevitabile: dipingiamo con i colori che abbiamo a disposizione..
    Ma la tragedia, se così possiamo chiamarla, è che l’amore, quando arriva, non nasce da quei “riferimenti”, da quei colori che la vita e l’esperienza ci hanno concesso sino a quel momento, ma da un mondo di cui ignoriamo l’esistenza, anche se basta girare lo sguardo sul cuscino per vederne i contorni.
    Quando incontri quel mondo, ti accorgi che quello che bastava “prima” per catalogare un rapporto come amore, ora è insufficiente, tante sono le sensazioni nuove che si srotolano dentro di noi, come tele dipinte con “colori” che non conoscevamo, nè pensavamo esistessero.
    La reazione di fronte a questa meraviglia è, in fondo, infantile, come quando si è in un luna park pieno di luci e suoni magici che non vorresti mai abbandonare, e non vorresti che chiudesse mai.
    Allora mentre sei sulle giostre stai pensando all’ebbrezza dell’ottovolante, ma appena sceso entri nelle stanze degli specchi magici, e quando sei lì ti torna in mente l’ingresso del tunnel della paura, dove chissà quali sensazioni scoprirai.
    La persona amata diventa questo ai tuoi occhi: il luogo infantile dove ogni cosa meraviglia e spaventa, eccita e diverte, è pericolosa o rassicurante, ma di tutte queste sensazioni non vuoi perderne l’esperienza. Le vuoi “possedere”.
    L’esempio della conquista della vetta, che si rifà ad una visione adulta del valore del “viaggo” più che della meta stessa, vale anche per l’esempio che ho appena riportato. E’ la meraviglia che dà “l’esperienza della conoscenza” che non la conoscenza stessa, la scoperta, anzi, meglio, la “speranza” della scoperta di una nuova emozione, di una giostra che non sapevi che esistesse, di un tunnel ancora più terrorizzante ma che è ancor più affascinante proprio per questo.
    Questo succede in alcuni di noi quando amiamo e siamo innamorati nello stesso tempo, evento rarissimo nel quale io mi sono imbattuto.
    Non mi interessa che lei mi ami quanto la amo io, mi interessa che si lasci amare, e che mi conceda il lusso di quelle meraviglie, anche se mi “spaventeranno”.
    Lui questo chiedeva ad Albertine in quel libro. E lo capisco.

  • 183
    rossana -

    Golem,
    tutta la situazione e lo stato d’animo che ti concerne mi conferma due aspetti fondamentali del sentimento amoroso:

    1) “E’ la condanna di chi ama l’altro con tutto sè stesso. Anche a dispetto di sè stesso.” – questo dovrebbe valere anche per chi ama una persona che non merita tanta dedizione, forse semplicemente perchè in questa intuisce una parte di se stessa. qualsiasi scelta non risponde quasi mai a un solo criterio, anche se segue in definitiva a una o più ragioni preponderanti.

    2) che un’unione di coppia regge nel tempo in modo libero e ottimale se e quando almeno uno dei due partner conserva un’aura, anche minima, dell’innamoramento che l’ha spinto verso l’altro. non necessariamente questo deve essere per forza dettato, con tutto il rispetto per Proust, dall’attrazione derivante da parti oscure non ben conosciute. a volte può bastare “esserci e non esserci”, mantenendo buona parte della propria indipendenza in senso lato ed evitando di farsi considerare scontati.

    ammirevole il tuo intento di far vivere a tua moglie emozioni simili a quelle che l’hanno accompagnata per un periodo della sua gioventù, ma temo che questo non sarà mai possibile: lei non è più quella che è stata e tu non hai le caratteristiche dell’uomo che a suo tempo ha desiderato.

    tu e tua moglie siete stati molto fortunati: goditi questo immenso dono nei fatti, allontanando, se puoi, il passato dai tuoi pensieri. come anche tu hai riconosciuto, l’amore è il mistero che tende all’infinito, irraggiungibile per chiunque nella sua totale pienezza.

  • 184
    Golem -

    Rossana, ho letto le tue riflessioni, sempre molto pertinenti, e a mia volta mediterò sulle tue parole, che arricchiscono la lettura di quel mistero che cerco di svelare a me stesso.
    Risponderò, ma oggi voglio augurarti una buona Pasqua, con tanto affetto. Ciao

  • 185
    rossana -

    puoi senz’altro avvicinarti al mistero che racchiudi in te; molto più difficile, se non quasi impossibile, farlo con altrettanta approssimazione in un altro essere umano, chiunque egli sia.

    arrenditi e “lasciati dondolare”. la serenità è per te a portata di mano: non allontanarla tormentandoti inutilmente! intuizioni, supposizioni, deduzioni, non sono che elucubrazioni. contano i fatti, che già hai la fortuna di vivere. se fossi in te, mi sforzerei a non voler cercare di meglio o di più.

    Ricambio gli auguri e l’affetto, scusandomi per la mia predilezione per la schiettezza.

  • 186
    Golem -

    La schiettezza è solo apprezzabile, altro che scusarsi. A presto.

  • 187
    Golem -

    La schiettezza è solo apprezzabile, altro che scusarsi. A presto.
    P.S. So di essere fortunato con una donna come lei. Forse è questo che non le “perdono”?

  • 188
    Dottor -

    rossana

    ciao,tanti auguri di serena pasqua a te e tutti i signori/e qui,ciaoo

  • 189
    rossana -

    ciao Dottor,
    grazie per gli auguri, molto graditi, che ricambio.

    da me fa freschino ma oggi è tornato il sole!

  • 190
    Maria Grazia -

    http://www.lapersonagiusta.com/trovare-la-persona-giusta/stronza-felice-seduzione-attrazione/

  • 191
    rossana -

    Golem,
    Fuerbach così descrive (prima di Freud) l’Io e il Non-Io: “L’uomo sta con il suo Io o coscienza sull’orlo di un insondabile abisso che tuttavia non è altro che la sua propria essenza inconscia che viene a lui come un’essenza estranea”.

    l’autore di una tesi su suoi scritti a carattere religioso, così sintetizza il tema degli istinti: “La dimensione del bisogno, dell’istinto di sopravvivenza, è certamente inclusa nel concetto che tuttavia Feuerbach estende anche alle componenti tipiche della vita psichica e radicate nel carattere dell’individuo che si danno nei talenti e nelle predisposizioni. Feuerbach utilizza esemplificativamente il caso dell’impulso a poetare, in cui l’io avverte l’impulso al poetare che volontariamente soddisfa, sebbene l’impulso stesso e la capacità di soddisfare l’impulso, cioè il talento, risiedano nell’inconscio, nel non-Io”.

    so che questo tema è di nostro comune interesse ma ti ho riportato quanto sopra soprattutto per precisarti che, in definitiva, la penso come te, con la sola variante che tu sembri dare maggior importanza a impulsi vitali di riproduzione mentre io tendo ad includere (forse per esperienza diretta) impulsi, talvolta compulsivi, che possono riguardare con altrettanta forza dirompente bisogni psichici.

    da notare, in ultimo, che per Fuerbach la parola “bisogno” contenteva una valenza di “necessità”.

    spero di aver portato un nuovo tassello alla tua ricerca, che ammiro.

  • 192
    Golem -

    Vedi Rossana, la faccenda degli istinti, a mio modesto parere, è sottovalutata, un pò com’è successo per lo studio del Medioevo da parte degli storici, che ce lo hanno riportato come un periodo buio e oscuro, quando invece è stato il momento nel quale è nato “l’uomo nuovo”, che ci ha condotti a vivere il Rinascimento così come lo conosciamo.
    Per quel poco che ho intuito, gli studiosi si sono concentrati più sulle manifestazioni che mostrava la “coscienza” che non quanto questa fosse influenzata dal quel motore che sono appunto gli istinti.
    La cosa è spiegabile nel momento in cui la società industrializzata, e la rivoluzione sociale che questa portava con sè, ha fatto emergere la necessità di analizzare la nevrosi che nasceva dalle elementari esigenze di benessere e sopravvivenza (anche della specie) che tutti perseguiamo, nel momento in cui si interrelavano con la nuova morale e i costumi che si andavano delineando. Costumi e morale completamente differenti dalle dinamiche limitate che la società agraria aveva tracciato in migliaia di anni, sottoposte queste alle regole della religione che però cominciava a secolarizzarsi, anche attraverso i metodi di produzione del cibo non più dipendenti dai capricci della natura, ma dall’organizzazione industriale decisa dalla mente dell’uomo.

    Tuttavia, se guardiamo la storia dell’evoluzione dell’uomo, non possiamo non notare che questo ha appoggiato la propria sopravvivenza soprattutto sugli istinti, ai quali ha aggiunto quell’accidente evolutivo che si chiama intelligenza, per migliorarne l’efficacia nel raggiungimento del soddisfacimento dei bisogni che questi richiedevano. Ma non dobbiamo trascurare il fatto che l’intelligenza che ha prodotto la società organizzata nella quale viviamo, ha solo cercato di incanalare la forza bruta degli istinti, al fine di limitarne gli eccessi “antisociali” (quindi dannosi per il “gruppo”) che questi possono produrre. Che questi eccessi spaziassero dall’omicidio sino alla promiscuità sessuale, tutto ciò che poteva alterare l’equilibrio della società economicamente organizzata veniva “moralizzato” col metodo “premio/punizione”, che sappiamo essere efficace in ogni comportamento etologico per indirizzare i risultati comportamentali. Le religioni in questo senso hanno avuto un ruolo che non è il caso di discutere tanto è chiaro lo scopo.
    Dobbiamo immaginare il nostro Io come la punta di un iceberg e gli istinti come la parte immersa. Ma quando ci “guardiamo” vediamo solo quella punta.

  • 193
    rossana -

    Golem,
    concordo su tutto quanto espresso nel tuo post 192, e, come già sai, in particolare sul fatto che “l’intelligenza che ha prodotto la società organizzata nella quale viviamo, ha solo cercato di incanalare la forza bruta degli istinti, al fine di limitarne gli eccessi “antisociali” (quindi dannosi per il “gruppo”) che questi possono produrre.”

    buon pomeriggio!

  • 194
    rossana -

    … niente fa aggiungere!

  • 195
    Denise -

    Ho recitato entrambi i ruoli spesso anche con lo stesso uomo in modo alternato per capire fino a che punto questa cosa fosse vera, e cioè, che gli uomini preferiscono le stronze. A volte ho iniziato una relazione facendo la brava ragazza, ma sono stata costretta a correre al riparo fin da subito, sfoderando la stronza per non perderlo. Più delle volte ho iniziato recitando il ruolo della stronza, dovendo cambiare ruolo in seguito solo perché non sapevo come scaricarlo dopo che non mi piaceva più… In fondo anche le stronze hanno un cuore e lo usano a l’occorrenza con chi se lo merita. Alla fine in base ai miei ripetuti esperimenti di laboratorio, la conclusione a cui sono giunta è che: Gli uomini preferiscono le stronze. Mi fanno ridere quelli che s’incazzano quando leggono opinioni simili. La mia è basata su fatti reali.
    NON SONO MAI STATA MOLLATA FINCHÉ HO RECITATO IL RUOLO DA STRONZA, MAI! E L’HO FATTO DIVERSE VOLTE, CON LA FREDDEZZA DI UN SERIAL KILLER, solo per la curiosità di sapere se davvero gli uomini preferiscono questa categoria di donna.

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