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Uomini e donne che non si capiscono

di uqbardeva

Riferimento alla lettera: Conoscete il maschiese e il femminese? Due lingue che a scuola non si studiano. Però sono indispensabili perché i due sessi si capiscano. Passo molto tempo a spiegare ai maschi il femminese e alle femmine il maschiese. Ma a volte le mie spiegazioni non bastano, se non c'è un desiderio...
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Data di pubblicazione: 6 Dicembre 2010.

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Categorie: - Riflessioni

1.534 commenti

Pagine: 1 26 27 28 29 30 31

  • 1351
    la verità fa male -

    Ciao a tutti.
    M., non mi dai proprio l’impressione, ORA, di non voler discutere (in generale). Scusami, ma a quanto vedo ora credo di avere frainteso io te. Ciò, sai anche precisamente quando, è accaduto quando tu (e lo confermo) hai secondo me frainteso Giampaolo. Lui stava, secondo me, procedendo in un suo ragionamento: diceva che alla fine qualche certezza, nella vita, ci vuole, e che però non si deve volerla (ricevere) solo dagli altri, ma anche darla, perciò se ti dico domattina alle 8 sono da te è quello.
    Tutto lì. Stava esprimendo una sua idea e non mi pare proprio che volesse (ma ora ho capito bene?) insinuare che TU non sai essere un amico vero, per esempio. Io, avendo interpretato poi che tu hai detto a Giampaolo: non hai capito, e fine, e ti sei rivolto a Rossana (che saluto), ecco che io ho avuto l’impressione che ti ho detto e che non mi hai dato ora: visto che sei stato ben disposto a chiarire, per tua parte. Spero di avere, in qualche modo, chiarito anche io. Vorrei dirti poi che io non ho fatto il conteggio dei post. Leggo tutti con lo stesso interesse, e mi stupisco che tu abbia fatto, mi dici, così tante domande a cui io non avrei nemmeno risposto. Se è così, mi spiace, ma io quelle tante domande o non le ho viste o mi sono sfuggite o non mi sono sentita in grado di rispondere. Per quello che io ricordo ho risposto subito a una domanda che tu hai posto, sulle differenze tra l’uomo disincantato e sull’uomo che parte già pensando di perdere. Non hai detto nulla, ti sei agganciato mi pare a una risposta che ti ha dato Rossana, ma ti assicuro che a me non ha arrecato alcun fastidio questo e sono d’accordo, peraltro, che uno possa avere interlocutori che preferisce. Riguardo l’avere chiesto la mail a Rossana e Maria Grazia, non significa che io non volessi discutere qui. A un certo punto, non so perché, mi è balenato che forse non sarei più tornata qui, e ho chiesto a Maria Grazia la mail per farle un saluto, in caso, anche in futuro, per la simpatia che mi suscita e a Rossana perché le ero particolarmente grata e perché avrei voluto chiederle, in futuro, di come stava, avendo inteso, qua e là, che forse non stava molto bene. Tutto qui. Poi, dimenticavo, ricordo un’altra tua domanda. Riguardo i quadri preferiti. Ma sempre a memoria mi pare che tu avessi chiesto a Rossana? Io ci pensai, ma ero presa da altri ragionamenti.

  • 1352
    la verità fa male -

    Non sono certo esperta di pittura, ma mi interessa, come mi interessa (dovrei dire mi è interessata) la letteratura, e come mi sono interessata (in passato, e molto, visto che l’ho studiata, ma sempre troppo poco) alla musica. Quindi posso solo dirti che Caravaggio mi ha dato l’ispirazione, un suo quadro in particolare, per un “lavoro” (cose che ho fatto per mio conto). Con questo ti saluto cordialmente e ti auguro un buon proseguimento in pace.

    Giampaolo. Tu avevi scritto: “L’ovvio sembra scontato ma oggi non lo comprende quasi più nessuno”. D’accordo, e se rileggi ciò che ti ho scritto, semplicemente confermavo. Ciò che sembra ovvio lo è talmente che però poi alla fine… Dove è? Svanito, pare. Tant’è che allora… E’ scontato, è ovvio, che – diciamo – siamo onesti. Ma poi non lo siamo. E’ scontato, è ovvio, che si debba avere rispetto, però poi facilmente manchiamo di rispetto. E’ scontato, è ovvio, che c’è l’elettricità, io schiaccio l’interruttore, e ho la luce. Sì, ma questo cosa ha comportato? E’ scontato che io amo uno, lui ama me, lo dà per scontato. Non mi dice più ti amo, non me lo dimostra più, perché tanto pensa: ma è scontato, che la amo. Posso anche non dirle più che la amo, tanto io lo so, che la amo. E invece… Poi alla fine, stai a vedere che non la amo più davvero.

    Maria Grazia, non mi hai dato di Talebana!:) Sono molto d’accordo con il tuo ultimo post. Eccetto che tu, purtroppo, come stanno facendo in molti, stai dando soprattutto la responsabilità alla “gente”: che poi siamo noi. E allora ti domando: mi spieghi, esempio, come fa la “gente”, che siamo noi, dopo avere identificato che le banche sono un grosso problema, a non usare le banche, quando tutto il sistema LORO lo hanno creato fondandolo sulle banche? Che significa, che tra poco, cara, tu non paghi nulla con il contante. E siccome in parallelo, ti “ammazzano” con il lavoro senza “garanzie”, cioè il lavoro nero, stai sicura che noi SIAMO e non solo ci SENTIAMO, come tu hai scritto, SCHIAVI. Non è la “gente”, Maria Grazia, ad aver creato un sistema complessissimo… Una società complessissima… Un sistema, mia cara, che per abbatterlo, ci vorranno “gente” come… Einstein… Il quale, già a suo tempo (inorridito di cose a cui lui stesso aveva contribuito, e impauritissimo) aveva fatto marcia indietro… Be’, credo che sia così per la finanza: quando non sono “cattivi”, non hanno idea ora di come uscirne…

  • 1353
    Giampaolo -

    M. (post. n. 1336)
    Credo che a questo punto urga chiarimento.
    Precisiamo intanto che io non ho scritto proprio nulla nel post. n. 1310, poichè quel post lo hai scritto tu, riportando la mia frase scritta nel post n. 1309 indirizzato a Verità.

    La frase incriminata pare sia questa:

    “Eccole le certezze M. Se c’e’ bisogno loro scappano da me ed io da loro. E ridiamo quando c’e’ da ridere. E ci mandiamo affanculo se necessario.
    É già successo e succederà ancora. Sempre!”

    1)Non vedo perchè questa frase debba essere considerata “infelice”

    2) “Quindi quelle frasi che sono state scritte per me nel finale del post 1310, le respingo al mittente.”
    Quella frase, scritta da me nel post n. 1309, l’avevo formulata riferendomi al mio post precedente, il n. 1292, dove parlavo di certezze. Quindi nessun riferimento a te e/o al tuo modo di essere.
    Verità nel suo commento n. 1318 ha compreso quello che volevo dire.
    Spero di aver chiarito l’equivoco.

    Detto ciò mi trovo molto in sintonia con quanto hai espresso nel post n. 1349.

  • 1354
    maria grazia -

    verità
    tranquilla! non c’è bisogno di geni come Einstein per abbattere l’ attuale sistema finanziario. basta solo qualche accortezza… tanto per fare degli esempi, basterebbe non comprare più nulla da chi pretende pagamenti con assegni bancari, boicottare coloro che pretendono una carta di credito per noleggiare un’ auto, servirsi della carta prepagata postale anzichè del bancomat, utilizzare un libretto di deposito anzichè un conto bancario. e se un bel giorno ci diranno che non si può più usare il contante, tanto meglio ! vorrà dire che ci si scambieranno beni e servizi in cambio di ciò che ci serve. nella mia regione lo stanno già facendo ! ci sono associazioni di imprenditori che si stanno organizzando così, e che hanno creato una moneta apposita e indipendente all’ interno del loro specifico circuito, moneta sulla quale il sistema finanziario internazionale non può mettere mano. e tranquilla mia cara che l’ economia sommersa esisterà sempre, perchè è l’ unico vero ammortizzatore sociale. e in questo tipo di economia le banche e i tracciamenti sono esclusi ! questi sono solo alcuni dei tantissimi esempi di alternative agli attuali sistemi monetari più conosciuti nella nostra società. se vuoi ulteriori informazioni in merito, preferisco parlartene più dettagliatamente in privato. un caro saluto

  • 1355
    Golem -

    Buongiorno M. come a tutti
    La tua domanda su cosa sia per me l’amore è ambiziosa e candida nello stesso tempo. Nessuno lo sa, e il florilegio di emozioni costituite intorno a questa parola dall’arte, dalla poesia e dalla letteratura lo dimostra. Come pure lo dimostrano le nostre modeste domande al riguardo.
    L’amore e’ la Shangrila dell’anima, “l’Isola che non c’è” del cuore. Se avessimo la certezza della sua genesi non avrebbe più il fascino che esercita su di noi.
    Tutto ciò ché non ci è chiaro esercita un’ attrattiva irresistibile sull’essere umano, essendo la curiosità il cibo dell’intelligenza, e il mistero alimenta la fantasia, che della prima e’ l’espressione più evidente.
    Questo e’ la prima ragione della delusione d’amore: il confronto con la realtà, in genere mediocre rispetto al ” sogno”. Questo risultato è il tragico contrasto tra l’origine ancestrale degli scopi dell’amore e l’idealizzaziome che l’evoluzione dell’uomo ha costruito intorno a quelle inebrianti sensazioni, e che le varie fasi del processo amoroso hanno creato intorno ad esse.
    È il fenomeno dell’anima più vicino al senso del divino, e chi ha provato certe sensazioni durante l’atto sessuale sa quanto questo possa assumere in certi momenti il senso di un gesto… sacro.
    E lo è, tanto quanto può essere divino l’atto che prelude alla creazione di una nuova vita. Sono indicazioni che la Natura ci ha fornito per dirci che in quel momento stiamo officiando il RITO più importante dell’unico senso riconoscibile che ha il passaggio di un mortale su questa terra.
    Cerchiamo di trovare le ragioni più recondite a qualcosa che ha uno scopo elementare, ma che per l’importanza “vitale” che questo “bisogno” ricopre nella nostra vita, appare irrinunciabile quanto incomprensibile quando ne riflettiamo le ragioni.
    Prendo spunto da una tua considerazione che sottolinea quanto non riusciamo a collocare l’amore nella sua giusta posizione. ” Che una persona tradisca accade, ma in ogni caso ci sono dei limiti che non devono essere superati, altrimenti mi siamo umani ma bestie”. Caro M, e’ proprio perche’ siamo umani che accade quello che lamenti, perché guardi con gli occhi “del l’immaginazione” un fenomeno che in quel momento si sta manifestando con il remoto istinto “animale”.
    È un lungo discorso, che sto portando avanti da qualche anno, quando ho scoperto quei comportamenti ” inspiegabili” in un ” amore ” non ricambiato del passato della donna che “amo”.
    Un saluto.

  • 1356
    la verità fa male -

    Buongiorno amiche e amici.
    Maria Grazia, ti ringrazio per le informazioni. Guarda che io non ho dubbio – le conosco, le ho lette, mi sono informata ecc. – che molte persone si stiano riorganizzando. Gli ecovillaggi (gente, di cui ho letto, che raccontava la loro esperienza: facevamo una vita allucinante, stressante, tutto era diventato una corsa, non riuscivamo a passare il tempo con i nostri bambini…), per esempio. Le banche del tempo, per esempio. Eccetera. Benissimo. Chissà fra quanto tempo, Maria Grazia, queste “piccole” realtà “alternative”, diventeranno una bella fetta di… Realtà.
    La realtà più ampia (che coinvolge milioni di persone…) è complessissima. Per cui tu mi stai parlando (apprezzabilissimo) di iniziative “piccole”, singole, o di piccoli gruppi (che si “salvano”). Io ti sto dicendo che questa economia mondiale ha ucciso, uccide, e ucciderà milioni di persone. Ti sto dicendo che DALL’ALTO (governi) non si sta facendo nulla: ma si è dentro un vortice IMPAZZITO. Te lo dico io. E tu mi dirai? E chi c. sei tu, Dio? Non sono nessuno. Sono una che ha letto qualcosa, ha domandato, ha vissuto sulla pelle. Tutto qui.
    E guarda che io non ti sto dicendo che tu non stai andando nella giusta direzione: tu stai dicendo cose giuste (e le stai mettendo in pratica). Ti sto dicendo che il cassaintegrato, cinquantenne, con la moglie senza lavoro, con due bambini, e un mutuo, non ce la fa, Maria Grazia, non ci arriva, non ha gli strumenti, e quindi si dispera e spesso si butta dalla finestra. Questi DELINQUENTI stanno facendo questo: non che il cassaintegrato, dopo tutto, è pure una testa di c. lui. Questo è inaccettabile per me. Come è inaccettabile che migliaia di Africani, e altri ancora, arrivano qui (quelli non morti annegati o soffocati… Come bestie, Maria Grazia) e scappando da un inferno si devono ritrovare in un altro inferno. E questi DELINQUENTI non fanno NULLA. Chiacchiere, Maria Grazia. Sulla pelle VERA di persone che muoiono, e patiscono le cose più disumane. Siamo andati in Africa, noi Occidentali “evoluti”, abbiamo saccheggiato, abbiamo fatto le nostre belle discariche, e poi ciao… Eh?
    E per avere gli strumenti, il cassaintegrato, dovrebbe essere INFORMATO. E per informarsi, in questa società “sofisticatissima” ci vuole IL TEMPO. Ore di lettura, Maria Grazia. Ore e ore. E che cosa hanno fatto? Hanno distrutto l’informazione e la scuola. E poi la colpa naturalmente è… Del poveraccio.

  • 1357
    M. -

    Ciao a tutti

    Giampaolo,

    Spiegami questa frase “Ecco le certezze di M”
    Se il primo pezzo di frase “ecco le certezze di M.” non è legata con il resto della frase “Se c’e’ bisogno loro scappano da me ed io da loro. E ridiamo quando c’e’ da ridere. E ci mandiamo affanculo se necessario.
    É già successo e succederà ancora. Sempre!” converrebbe mettere un punto e a capo, e converrebbe anche scrivere a quale post ci si riferisce, soprattutto se, come nel tuo caso, si riprendono cose scritte ben 17 post precedenti.
    Se si vuole essere chiari, ed evitare equivoci, bisogna scrivere in modo chiaro, altrimenti il problema non è di chi non ha capito, ma di chi non si è fatto capire.

    Verità fa male,

    il mio contare i post e le mie domande è stato necessario per dimostrarti, con numeri inequivocabili, e non con le parole, che non è vero che sono incapace di discutere, come scritto da te, così come non sono vere tutte le cose che mi hai scritto in quel post, tant’è che non è stato difficile ribattere a tutto ciò che avevi scritto.
    Io ho studiato per anni in conservatorio.
    Tu che tipo di musica hai studiato?

    Golem, non temere!
    Arriveranno le mie risposte. Entro stasera.

    Ciao ciao

  • 1358
    la verità fa male -

    Ecco perché dico che siamo al “si salvi chi può”. Lo siamo CULTURAMENTE. Ognuno, anche chi ha strumenti: bada a sé stesso. E’ stato distrutto il concetto, alla base, di “collettività”. Di bene comune. Ma tutto questo, al di là della allucinante (per me) PERVERSIONE (di chi è PERVERSO) ucciderà anche chi oggi “domina”: è un progetto di morte in sé, distruttivo in sé. Il parassita fa ciò. Maria Grazia, cosa fanno domani, i figli e i nipoti e i pronipoti delle élite? Si chiudono nel bunker? Vanno sull’isoletta, da soli, e fanno festa? Che fanno? Fanno l’amore tra loro parenti, che fanno? Si riproducono tra loro sull’isoletta? Poi? Quando la terra sarà tutta contaminata e ci saranno fazzoletti “incontaminati”, e gli altri tutti morti, che faranno?
    Il movimento “occupy wall street”, a mio avviso, ha identificato IL PUNTO. Ma dove sono finiti? Tutto, da queste sofisticatissime dittature, viene depotenziato e disperso. Ora usano due sistemi: il manganello vecchia maniera lo usano ancora, e il sangue VERO scorre; poi dopo il manganello, usano sistemi raffinatissimi… Ti disintegrano dall’interno. Tranquilla che nel frattempo milioni di persone sono e saranno… Falciate. E uno dei sistemi, come tu suggerisci, dovrebbe essere partire dal basso, con tante piccole realtà, REAZIONI rivoluzionarie come quelle da te indicate, ma al contempo, non basta, Maria Grazia, ci vorrebbe al contempo qualcosa, qualcuno, dall’alto, e quelli dovrebbero essere degli Einstein, ti assicuro: persone che SANNO, in questa società oramai sofisticatissima, come combattere certe cose. E più vado avanti, meno mi levo dalla testa che non è un caso che Einstein diceva che manco lui aveva idea… Ma che DI SICURO saremmo tornati alle pietre e i bastoni… Non si torna indietro, da questo “sistema” in cui ci siamo “ficcati”, se non tornando indietro, ma sul serio, e parecchio, ma parecchio indietro, a livelli quasi… Primitivi…
    Giampaolo, anche io sono molto d’accordo con il post di M. Terribile ciò che racconta. Temo che a te, Giampaolo, sia accaduto qualcosa di molto simile. Un male terribile che doveva e poteva esserti risparmiato, e come scrive M. ”Che una persona tradisca accade, ma in ogni caso ci sono dei limiti che non devono essere superati, altrimenti mi siamo umani ma bestie” (che poi lo dicevi anche tu prima che M. arrivasse, mi pare).
    Mi verrebbe da dirti, per consolarti, Giampaolo, qualcosa come: perdonateli, perché non sanno ciò che fanno…

  • 1359
    M. -

    Maria Grazia,

    mi sembra di capire che tu segua la politica, e che tu abbia delle idee precise su come “abbattere” il potere della finanza.
    Vorrei chiederti una cosa: cosa ne pensi della democrazia diretta e non rappresentativa qual è la nostra.
    Un tuo parere?

    Ciao

  • 1360
    la verità fa male -

    M., sì, mi hai dimostrato che sei (ed eri: quando io ti ho frainteso) perfettamente in grado di discutere (e ne avevi e ne hai tutte le buone, belle, positive intenzioni).
    Io ho studiato prima privatamente e poi ho fatto un esame di ammissione in una scuola considerata al pari del conservatorio. Al conservatorio non mi avevano preso, perché iniziai a studiare musica… Che ero “vecchia”. Iniziò, purtroppo per me, tutta un’odissea, poiché dovevo lavorare per pagarmi gli studi. Dopo altre lotte, durate anni, perso il lavoro (uno dei primi della lunga lista), dovetti rinunciare definitivamente, dopo una lunga riflessione e un naturale conflitto.
    Preferisco, però, evitare di parlare di cose che ho fatto nella mia vita… Tanto è andata. Conta ciò che si fa ora, e ora io onestamente non faccio nulla. Ora sono persino al punto che non riesco ad ascoltare quasi più musica… Io che non vivevo senza.
    Parlarne mi fa solo male, ma non c’entra nemmeno con la rinuncia di allora. C’entra con le ultime. Le emozioni che la musica ci regala, a tutti, non potrei sostenerle ora. Quindi mi mantengo “salda”, o almeno ci provo, in un silenzio che in qualche modo mi “solleva”, mi calma.

    Ti auguro una buona giornata.

  • 1361
    Giampaolo -

    M.

    Rileggiti la frase tanto incriminata:

    C’è scritto “Ecco le certezze M.”

    E non “Ecco le certezze di M”

    Quindi, perdonami M, (uso il tuo stesso metro): Se si vuole essere chiari, evitare equivoci, ed evitare di attaccare le persone, bisogna non solo scrivere in modo chiaro, ma anche leggere in modo chiaro. Altrimenti il problema non è di chi non si è fatto capire, ma di chi non ha capito.

    Ciao

  • 1362
    M. -

    Giampaolo,

    non si riesce proprio ad andare avanti.
    Mi spieghi quella frase per cortesia?
    Di tutto ciò che ho scritto, secondo te, c’entrano qualcosa le “certezze” che volevi indirizzare a me?

    Verità,

    lo stesso rifiuto per la musica ce l’ho avuto anch’io, proprio come te. Pari pari.
    A volte c’è bisogno di sentire un po’ di silenzio.
    Silenzio dentro se stessi intendo.
    Io sono cresciuto studiando materie storiche, artistiche, musicali, più in generale umanistiche.
    Quindi prima di quell’infausto e contemporaneamente LIETO evento della mia depressione, riuscivo a sentire dentro di me tutta una serie di sensazioni, alcune anche molto forti che riuscivo a ricavare grazie al tipo di educazione che mi sono costruito negli anni, grazie alla sensibilità.
    Poi, ad un certo punto, come ho detto, dentro di me è stata fatta tabula rasa, e quindi per molto tempo non ho ascoltato musica, visto mostre, letto libri, ecc…
    Il mio è stato un silenzio interiore assordante, ma contemporaneamente anche fecondo. Prima morte e poi vita.
    Ti auguro una rinascita interiore.

    Golem!
    io ho scritto: “L’amore, come puro sentimento, è un atto di libertà enorme, e non possono esistere definizioni”
    e tu mi hai risposto: “M spero perdonerai questa mia intromissione, ma non ti sembra che questa tua affermazione tagli la testa al toro? Se è così, che senso avrebbe discuterne?”
    Allora, la mia è una idea personale, e in quanto tale, discutibile.
    Certo, a parer mio tocca a chi la legge cercare di non farsi “tagliare la testa”, trovando delle crepe nel mio ragionamento e, perché no, ribaltarlo.
    “E perché tanta gente, qui e altrove si spacca la testa e il cuore per cercare di trovare il bandolo della matassa di questo ineffabile sentimento?”.

    A questa tua domanda ti sei dato, implicitamente, anche una risposta, quando definisce “ineffabile” il sentimento amoroso.
    Tant’è che è da millenni che l’essere umano cerca di trovare il bandolo della matassa, senza riuscirci, ed io credo che il bandolo della matassa, in realtà, non esista.
    Credo che esistano delle cose che, per loro natura, non potranno mai essere “afferrate” dall’uomo, e questo affascina.
    Perché il sentimento che è stato più oggetto di ricerche ed opere letterarie è proprio l’amore?
    Proprio perché non si riesce a ricavare i suoi confini, è sfuggente, e ciò che sfugge solitamente viene rincorso.
    E’ un po’ come l’atto di fede che chiede di credere anche a ciò che non si riesce a vedere o a spiegare.

  • 1363
    M. -

    …Se al fisico dell’essere umano è dato il “dovere” di mandare avanti la specie, e quindi di occuparsi di qualcosa di finito, alla sua mente è dato il piacere di fantasticare all’infinito. E’ una questione di equilibri.
    Ecco perché non si arriverà mai al dunque. Ecco perché ci spaccheremo la testa, ora e sempre, e la nostra sarà una ricerca infinita del bandolo della matassa.
    Hai presente i racconti contenuti nell’Iliade, in cui gli Dei stavano a guardare gli essere umani, mentre dovevano convivere e combattere con vizi, virtù e dolori che gli stessi Dei mandavano?
    Ecco, io immagino una cosa così.

  • 1364
    maria grazia -

    ciao M
    è vero io seguo la politica, ma non approvo questo tipo di politica che ci “governa”, volta solo a fregare la brava gente per mantenere i privilegi di pochi. il sistema va cambiato alla radice, come giustamente afferma verità. ma non possiamo aspettarci che questo cambiamento arrivi dall’ alto, o che le piccole realtà alternative per difendersi dal sistema finanziario globale diventino universalmente consolidate ! noi dobbiamo cominciare subito a creare un mondo parallelo per poterci SALVARE, E DOBBIAMO FARLO DA NOI ! verità citava quei cinquantenni che hanno famiglie a carico e che all’ improvviso perdono il lavoro. è una situazione drammatica siamo tutti d’ accordo su questo ! ma non è una situazione da cui non si può uscirne se non con il suicidio, a mio modo di vedere. il problema è che molte persone di quella età fanno fatica a reimmaginare e a ridisegnare un mondo nuovo, un nuovo stile di vita e un futuro diverso per sè e per i propri cari. ragionano rigidamente, secondo vecchie logiche che non li possono più portare da nessuna parte ! e per vecchie logiche intendo anche cercarsi un lavoro che PER FORZA DI COSE NON CI PUO’ PIU’ ESSERE, perchè il mondo sta cambiando radicalmente e non tornerà quello di prima ! alcuni lavori stanno scomparendo definitivamente e bisogna impararne altri. Non credo che a cinquant’ anni questo non si possa fare ! si tratta di darsi una RINVERDITA E DI RIVOLUZIONARE IL PROPRIO PENSIERO. io non appoggio nessun movimento, nemmeno quello di Grillo, perchè proprio non credo che un qualsiasi gruppo socio-politico possa guidare tutta l’ Italia. però bisogna riconoscere ai sostenitori del movimento cinquestelle che loro hanno avuto il coraggio di aprirsi a qualcosa di nuovo, di cercare delle alternative. cosa che chi si ostina a votare i partiti tradizionali non riesce proprio a fare. purtroppo cara verità i cambiamenti importanti ed epocali non si fanno con la logica del “si è sempre fatto così e quindi faccio così”, oppure la logica del “non posso tengo famiglia”… comprendo lo stato d’ animo di chi si sente così, ma in questo modo non si arriva da nessuna parte. in un altro thread ho consigliato a una giovane disoccupata molto avvilita di aprire un’ attività in paesi esteri dove ti finanziano anche senza offrire garanzie e dove ti danno tutte le basi per cominciare. le ho lasciato la mia mail per poterle fornire informazioni in privato su questo…. ma non sono stata minimamente considerata…

  • 1365
    maria grazia -

    ora, è chiaro che in una situazione come la nostra, dove un paese sta affondando, chi vuole DAVVERO SALVARSI dovrà essere disposto a fare cambiamenti drastici, a cambiare il suo modo di ragionare, ad andare anche contro le leggi se necessario, se questo serve a salvargli le chiappe ! questa è UNA VERA E PROPRIA GUERRA, se non lo avete ancora capito, e ci sono dei nemici ( BCE, COMUNITA’ EUROPEA, SISTEMA FINANZIARIO, POLITICI ITALIANI ). che siano dei farabutti lo abbiamo appurato tutti quanti, ma non serve a nulla continuare ad inveire contro i DELINQUENTI E I TIRANNI ( come giustamente li definisce verità ) senza però prendere alcun provvedimento in merito. ma che pensate che per cambiare il mondo ci daranno il permesso ? che capiranno le porcate che stanno facendo e un bel giorno avranno come un’ illuminazione ? questa è gente che va eliminata politicamente e socialmente, anche con metodi non democratici. o, perlomeno, bisogna difendersi dalle loro leggi assurde diventando dei “fuorilegge” ! NON VEDO ALTRE SOLUZIONI ! non mi posso imbattere in una discussione su quali siano tutti i metodi possibili esistenti per riuscire a fare questo, anche perchè non è prudente in un forum pubblico. tutto quello che posso dire è che le persone sveglie si informeranno, faranno delle ricerche, troveranno nuove vie alternative per sottrarsi a questa macchina tritacarne. e per fare questo NON SERVONO MEZZI MATERIALI, MA SCALTREZZA E CERVELLO. per gli altri, per quelli che si ostinano ad aspettare un mondo che non tornerà, mi dispiace ma temo ci sia poco da fare. sono destinati a soccombere, secondo la dura e crudele legge della selezione naturale.

    https://www.youtube.com/watch?v=YR5ApYxkU-U

  • 1366
    Golem -

    M domanda e risposta erano funzionali al mio ragionamento, lo sai.
    Certo è discutibile all’infinito, perchè noi, i poeti, gli scrittori e tutti gli artisti che vi ci sono dedicati, cercano una risposta che non troveranno mai, poichè sognano una “forma” dell’amore che non esiste.
    E’paludata, dalle mille forme che gli diamo noi per i motivi che attengono al bisogno di “divino” che il possesso della coscienza richiede, e ce lo chiede perchè vorremo scoprire che la vita non può avere solo un senso “fisico”. Questo è il prezzo che si paga per la capacità che abbiamo noi esseri umani di porci domande. Ma ci sono domande che non troveranno mai risposte, a meno che non si applichino quelle logiche “naturali” di cui ho accennato, allora tutto trova un senso, seppure questo senso lo si voglia vedere vestito di passione, struggimento e infine di ricordi.
    Non posso sapere perchè la tua, quella di Giampaolo e mille altre donne abbiano “deciso” azioni che hanno sorpreso i rispettivi compagni; forse non lo “sanno” neppure loro razionalmente, ma sono sicuro che la causa scatenante è nata in quei recessi della mente che sono immutati da sempre nell’essere vivente. Credo di saperlo perchè ho “studiato” la mia di donna per un aspetto del suo comportamento amoroso che non immaginavo esistesse, e solo collocandolo nella dinamica degli istinti le tessere si incastravano correttamente nel puzzle.
    Ma non c’è da meravigliarsi, se si pensa che gli istinti funzionano da molto prima che la parte cerebrale che ha prodotto l’intelligenza umana vi si sovrapponesse.
    E’ difficile pensare che un’entità come l’intelligenza, ma con una storia di soli centomila anni, possa interferire con il cervello arcaico che ne ha almeno tre milioni, e che è servito egregiamente agli scopi essenziali per la vita. Senza contare che le capacità della prima si sono sviluppate per ragioni diverse, e più contingenti al miglioramento della qualità della vita fisica del possessore.
    E’ un discorso che può dar fastidio vedere la nostra esistenza condizionata da certi aspetti che paiono NON dipendere da noi, ma non tenerne conto significa fare gli stessi errori che fecero coloro che ritenevano che la Terra fosse al centro dell’Universo.
    L’antropocentrismo è difficile da rinnegare, anche quando riguarda solo noi stessi e la nostra vita. E la sfida di ognuno di noi è sempre quella di voler somigliare agli Dei, da Prometeo sino all’ultimo degli innamorati, che con il “suo amore” si sente in..Paradiso (o all’Inferno).

  • 1367
    rossana -

    per M.
    “Perché il sentimento che è stato più oggetto di ricerche ed opere letterarie è proprio l’amore?” – questa domanda già risponde in modo indiretto a quella che, nebulosamente, ti avevo fatto.

    opere letterarie sì, tantissime; serie ricerche molto meno, se escludiamo la sessuologia, proprio perchè non è un argomento con cui ci si possa misurare con qualche possibilità di risposte non troppo soggettive e/o approssimative.

    Valinda,
    come stai? non importa cosa fai o meno in amore… spero soltanto che non ti senta troppo triste.

    un abbraccio.

  • 1368
    M. -

    Maria Grazia,

    “non mi posso imbattere in una discussione su quali siano tutti i metodi possibili esistenti per riuscire a fare questo, anche perché non è prudente in un forum pubblico”

    Sei una neo BR? 🙂

    Secondo te il M5S che cosa ha proposto di nuovo?

    Che tipo di assetto politico vorresti?
    Fatto come?

    Io sono convinto che la democrazia RAPPRESENTATIVA sia il modello politico migliore.

    Io ho una mia idea sulla crisi politica odierna. Idea influenzata molto dagli scritti di Tommaso Campanella.
    C’è una crisi di potere, a parer mio, una crisi della figura del “capo”.
    L’uomo di potere è tale se ha la stima e la considerazione di chi lo ha eletto, che lo ritiene naturalmente superiore.
    L’uomo che si appresta ad eleggerne un altro, sente la sua inferiorità, che non basata su una democrazia insufficiente, ma è una inferiorità basata sulla conoscenza.
    Chi comanda ha l’obbligo di sapere di più, chi comanda ha l’obbligo di capire di più; e questa inferiorità alla quale faccio cenno, deve essere come l’inferiorità che c’è tra l’allievo rispetto il docente, ossia di quello che si affida al maggior sapere dell’altro.
    Un uomo che non è stimato, che non è ammirato, che non è considerato superiore, non può essere un uomo di potere.
    Oggi la nostra classe dirigente non viene percepita né più sapiente rispetto ai cittadini che li eleggono, né più capace, e nemmeno più lungimirante.
    Quindi c’è un problema culturale, di conoscenza.
    Basta riportare l’esempio di quello che stanno combinando con la riforma del Senato.

  • 1369
    Giampaolo -

    M, scusami, ma io non capisco cosa c’e’ da spiegare.
    Il concetto di quello che volevo dire te lo ha ribadito anche Verità.
    Perché ti stai fossilizzando sul fatto che quella frase era rivolta a te?
    Faceva tutto capo al mio discorso in cui ribadivo, e ribadisco, che nella vita, nei sentimenti, bisogna anche saper dare delle certezze. Non si può vivere solo sull’oggi ci sono e domani non si sa. Per quello c’e’ già la morte a ricordarcelo.
    E ti ho portato degli esempi, prima con quello del “ti passo a prendere alle 8” e poi sul discorso delle “certezze riguardo gli amici”
    Te lo ribadisco, nulla di personale nei tuoi confronti.

  • 1370
    la verità fa male -

    M. ti ringrazio dell’augurio, sei gentile.

    Maria Grazia, apprezzo le tue informazioni, la tua lotta, la tua energia, e la tua disponibilità verso il prossimo. Sì, ho letto quella giovane… Ne ho letti tanti, di giovani… E meno giovani.
    Non è colpa sua, Maria Grazia: insisti a prendertela con chi non ce la fa più… Lo so che tu vorresti vedere “reagire” le persone, ma quelle persone non sono state con le mani in mano, o non hanno reagito, o cercato soluzioni. Si sono fatte un mazzo così: come me. E da qualche parte, qualche volta, qualche risultato lo devi avere, sennò sei il topo che sta sulla ruota che gira… E non è gradevole, sai, farsi un mazzo così, e sempre con il famoso pugno di mosche ti ritrovi, sempre sulla famosa ruota stai a girare (ne ho visti anche più in “alto”, cosa credi che io pensi che sono solo in “basso”? Gli altri sono schiavi ECCELLENTI, hanno studiato, si sono fatti un mazzo così anche loro, e sono schiavi pure loro; e tu che cosa pretendi, Maria Grazia, dal cassaintegrato cinquantenne, dalla donna delle pulizie, dalla cameriera studentessa, dal muratore albanese, dall’africano ambulante, dal ragazzo calabrese con genitori semianalfabeti, dal campano che ha detto no alla droga e a finire male… Che se ne va, e sta nella merda uguale?).

    Succede anche agli animali… Succede alle piante a cui non dai più… L’acqua, la luce…

    Il topo viene messo sulla ruota che gira… Viene sfinito… E gira gira gira… Gli chiudono le porticine dalle quali potrebbe scappare… Alla fine, quando lo hanno sfinito ben bene, quei sadici gli aprono una porticina, per vedere il topo che fa…
    Il topo resta lì, non si muove, è “morto”, anche se è ancora “vivo”… Non reagisce più…

    Tra pochi anni, si stima, la depressione sarà la prima o seconda malattia al mondo… Caratteristica della malattia è che del tutto inutile, anzi deleterio, andare dal depresso e dirgli: reagisci, sei tu che non reagisci, devi impegnarti di più. Non funziona così, Maria Grazia, anche per il topo o le piante… Togli l’aria, togli l’acqua, togli tutto e alla fine muori, mi sembra anche “naturale”, alla fine, sai.

    Per concludere con l’immenso Leopardi: “quella puttana della Malvezzi”. Lasciatemelo dire.

  • 1371
    maria grazia -

    verità
    io non me la prendo con nessuno ! nè tantomeno con chi non ce la fa più ! prendo solo atto di una realtà oggettiva: in una società dura e crudele come la nostra è ovvio che per sopravvivere devi farti “venire la pellaccia” e a volte, PURTROPPO, devi trasgredire a qualche regola. Io da una parte capisco pure quelli che si beccano 10.000 euro al mese per non fare un c.... e che hanno tutto l’ interesse a NON CAMBIARE LE COSE: non sono persone crudeli, sono semplicemente persone PARACULE che hanno capito come gira il mondo e vi si adattano di conseguenza. idem quelli che si arricchiscono operando ai limiti della legalità. Non sto dicendo che TUTTI DEBBANO FARE COSI’, anche perchè sarebbe materialmente impossibile. Ma bisogna riconoscere una volta per tutte che fare i Don Chisciotte della situazione non paga, e non pagherà mai ! si è creata una società individualista, e in una società individualista le cose funzionano così. ognuno pensa per se e solo i più scaltri sopravvivono. se invece vogliamo abbattere tutto questo dobbiamo FARLO TUTTI INSIEME E FARLO SERIAMENTE ! non vi potete aspettare che la democrazia rappresentativa o l’ “eroe” di turno sistemino le cose. Si deve cominciare da noi stessi, e dalle piccole cose pratiche di ogni giorno ! quelli che piangono miseria sono gli stessi che non accetterebbero mai di crearsi un lavoro autonomo dal nulla, o delle cooperative di servizi con altri disoccupati. sono gli stessi che non accetterebbero mai lavori di vendita a provvigione ( gli unici lavori di cui ora si sente davvero il bisogno ma che nessuno vuol fare perchè vogliono tutti la pappa sicura ). Beh non funziona più così, mi spiace… le cose sono cambiate ragazzi. il posto fisso non c’è più, il sistema finanziario basato sulle banche non è più sostenibile per il comune cittadino, e chi vuole realizzare qualcosa deve GUARDARE LONTANO. giusto per fare un esempio… nelle grandi città della Germania vendono appartamenti per 40/50.000 euro. ed è un ottimo investimento per chi vuole aprire un ufficio o avviare un’ attività. basterebbe vendere la casa di proprietà che uno possiede qui in Italia ( e che ormai è diventata solo un peso ), e con il ricavato realizzare questo progetto. ma la gente ti risponderà sempre la stessa cosa: ma è un’ idea folle, non posso vendere la casa in cui sono cresciuto, non posso lavorare in proprio, è rischioso, e poi sono italiano e DEVO vivere in Italia. temo che ragionando così non si va da nessuna parte ! …

  • 1372
    maria grazia -

    M
    lungi da me sostenere teorie di appoggio ai terroristi. anche perchè il terrorismo in Italia, tralasciando la sua crudezza, non è servito a nulla se non a creare ulteriori problemi alla condizione del cittadino comune nel nostro paese. Converrai con me però che la cosiddetta democrazia rappresentativa di cui tu parli di fatto non esiste, ed è solo un paravento per tener buoni gli italiani nell’ attesa ( piacevoli per alcuni, drammatica per altri ) dell’ affondo totale. Posso anche credere che una volta ci fossero dinamiche diverse ed effettivi ideali da difendere, oggi però quel mondo non c’è più, ci sono solo interessi privati spartiti tra anime nere e capitani di ventura. noi comuni cittadini altro non siamo che le pedine di questa scacchiera sulla quale vengono decise le sorti del mondo.
    non mi dilungo sulle cose che ha fatto o non ha fatto il M5S, ma di cose concrete ti assicuro che ne hanno fatte ! poi naturalmente loro devono anche avere la possibilità di andare al potere attraverso il voto elettivo dei cittadini, altrimenti è tutto inutile. il problema è che i movimenti rivoluzionari non andranno mai al potere, perchè il sistema elettivo è più truccato del superenalotto e anche perchè molti cittadini votano male perchè sono rincoglioniti dalle balle che sentono dai mass media !!!
    secondo me in Italia non dovrebbe più esistere un governo centrale, ogni regione dovrebbe liberamente amministrarsi da sè e spartire gli introiti delle tasse solo entro il proprio territorio. e inoltre il nord italia dovrebbe staccarsi a livello secessionistico dal centro-sud. ma ovviamente queste sono solo mie opinioni personali e non ho la pretesa che sia la ricetta magica per salvarci dalla catastrofe ( ormai imminente ). tornando ai rapporti di coppia, che poi è il tema su cui dovrebbe vertere la discussione, sicuramente la situazione generale incide come dice verità, ma poi la volontà di far funzionare le cose penso dipenda sopratutto dai singoli soggetti direttamente interessati. e mi pare che questa volontà, a prescindere dalle condizioni di vita di ognuno, sia sempre più scarsa ….

  • 1373
    Giampaolo -

    Verità,

    “Giampaolo, anche io sono molto d’accordo con il post di M. Terribile ciò che racconta. Temo che a te, Giampaolo, sia accaduto qualcosa di molto simile. Un male terribile che doveva e poteva esserti risparmiato, e come scrive M. ”Che una persona tradisca accade, ma in ogni caso ci sono dei limiti che non devono essere superati, altrimenti mi siamo umani ma bestie” (che poi lo dicevi anche tu prima che M. arrivasse, mi pare).
    Mi verrebbe da dirti, per consolarti, Giampaolo, qualcosa come: perdonateli, perché non sanno ciò che fanno…”

    Eh si proprio così Verità. A mio parere nella vita esistono quattro cose terribili: la malattia, la morte delle persone care, i divorzi, la perdita del lavoro.

    Nel mio caso non è stata solo una separazione. Io credevo in quella donna, ci credevo davvero e cercavo IO di stare attento a non farle del male.

    Non mi aspettavo che lei lo facesse a me, soprattutto nel modo in cui lo ha fatto.

    Mi ha fatto crollare un mondo, il mondo. E non ce n’è un altro di mondo.

    Qualcuno mi ha scritto e mi ha detto che un amore anche se finisce, vale la pena di averlo vissuto.
    Non sono completamente d’accordo.
    Che senso ha aver vissuto un amore che poi ti ha regalato la più cocente delusione della tua vita e le ferite più profonde che niente e nessuno ti ha mai dato ?
    La persona che più ho amato e che dice di avermi amato (???!!!) è stato il presonaggio più feroce, cattivo e falso che io abbia, fino ad oggi, mai incontrato.

    Valeva la pena ? Non credo proprio

  • 1374
    Valinda -

    Ciao cara ROSSANA un abbraccio,
    ho avuto giorni un po’impegnativi e non sono riuscita a scrivere. Sai sto studiando proprio per lavorare nel sociale, servizi sociali ai quali mi pare tu abbia accennato in un post.. ho iniziato a fare un tirocinio nel settore e devo dire che in soli due giorni le emozioni che ho provato sono state davvero forti e significative. spero tanto di potermi realizzare in questo ambito perchè credo davvero sia la strada giusta per me. anche se ancora il percorso è lungo e non certo immediato…

    per quanto riguarda l’amore io e lui ci siamo scritti ma non ci siamo più visti, decisione di vederci poco che abbiamo preso insieme. abbiamo cmq parlato di noi e a quanto pare la sua relazione con l’altra non è partita, ma a me in ogni caso nn cambia nulla. non potrei tornare nella situazione di prima nè essere il ripiego, questo è sicuro.
    ogni tanto sentiamo la malinconia e ci scriviamo. lui dice che anche lui mi vuole bene che gli manca il mio sorriso, il mio corpo, le ore passate con me.. ma che intendeva il ns rapporto come amicizia e sesso e vedendo che a un certo punto a me non bastava più e ci stavo male, ha deciso di interrompere la relazione. già..e cos’altro dovrei aggiungere io? dovrei essere contenta o arrabbiata? a volte mi sembra che stiamo diventando patetici.

    a me quello che avevamo, che eravamo bastava. bastava per provarci almeno a stare insieme. a lui no e non c’è niente che io possa fare per cambiare le cose. tutto qui. alla fine le cose sono molto semplici. tu mi chiedi se sono triste. sì quando non ho la testa impegnata in altro lo sono. sono triste perchè una persona che sento così vicina la devo tenere lontana. sono triste perchè mi manca quello che eravamo e quello che potevamo essere. sono triste vedendo tanti coetanei sistemati mentre io resto al palo e la solitudine diventa cronica. sono triste perchè avrei bisogno di svagarmi, conoscere nuova gente ma non ho le giuste amicizie per farlo.
    è solo che a un certo punto si devono accettare le cose per quelle che sono e andare avanti anche se a tentoni. cresciamo col sogno dell’amore, del lavoro e la vita sociale gratificanti, di un’esistenza piena e felice alla portata di tutti. ma la verità è che non è così, non è detto che questo avvenga per tutti. non è un diritto e non è neppure detto che a comportarsi bene e a fare tutto sempre bene si riceva il giusto corrispettivo. la sofferenza fa parte della vita bisogna prenderne atto e restare a galla.

  • 1375
    la verità fa male -

    Maria Grazia: “la volontà di far funzionare le cose penso dipenda sopratutto dai singoli soggetti direttamente interessati. e mi pare che questa volontà, a prescindere dalle condizioni di vita di ognuno, sia sempre più scarsa ….”

    Sì, sono d’accordo…
    Inoltre, c’è un aumento diffuso di fragilità emotiva. Paure, insicurezze, complessi di vario tipo. Narcisismo “come moda”, false e irrealistiche aspettative ecc. Tutto sempre molto legato ai cambiamenti sociali e la “spinta”, di cui ti ho parlato (pubblicità ecc.) culturale. Tutte cose che incidono pesantemente sulla possibilità di costruire rapporti solidi. Basti pensare che io, ad esempio (al di là dei rapporti sentimentali, nonché dell’aggravarsi della situazione lavorativa) ho visto, vissuto, un cambiamento NETTO, riguardo le amicizie, nel giro di meno di dieci anni. Questa cosa, ma solo oggi, non posso non “notare” che coincida con: la crisi, il peggioramento della situazione lavorativa, l’arrivo di Facebook. Quest’ultimo, se ha avvicinato persone che non si vedevano/sentivano da anni, ha allontanato le persone che erano veramente “in contatto”.

    Giampaolo. Io ti comprendo, ma per essere propositiva, nel tuo caso almeno (visto che io ho problemi di vario tipo), vorrei dirti che credo che la tua situazione sia abbastanza complessa. Si dovrebbe parlarne un po’. In sintesi: affrontandola come stai facendo ora, non ti “sblocchi”. Aggiungo che la mia idea (e può darsi benissimo che mi sbagli) è che è precisamente lei ad averti creato il “blocco”. Il famoso: si poteva evitare. Anzi: si doveva proprio. Sospetto anche in maniera “inconsapevole”.
    Giampaolo, sono stata, qui, in una situazione abbastanza allucinante. Tu lavori, hai una vita, delle sicurezze, degli amici. Hai la possibilità di avere una vita. Bisognerebbe che tu provassi a comprendere l’origine del “blocco”. Ho capito che tu ti definisci “semplice”: ma l’essere umano è complesso. E tantomeno è “semplice” la situazione che lei ti ha creato. Io mi sono dovuta leggere montagne di roba di psicologia. Parlare, confrontarmi con altri, scivere, leggere, infine mi si è accesa la lampadina… E ho dovuto, ma proprio dovuto, parlare col mio ex, per questo “blocco” che mi si era creato, e che mi ha creato lui (e se perché lui era stronzo, o era “inconsapevole”, o un grandissimo ipocrita, o mi amava ancora ma ha rinunciato ecc.: poco cambia ormai, dovevo fare questa cosa). E prima, e dopo, questo, ho dovuto fare un lavoro mentale enorme, veramente stancante.

  • 1376
    la verità fa male -

    Non bastasse che ero arrivata a casa qui per soli due giorni, e ho trovato problemi (di cui già sapevo, in parte, ma non immaginavo…), e mi sono trovata (perché non ho raccontato tante cose)… Che avevo due famiglie distrutte: la mia d’origine e quella che mi ero (credevo) costruita e mi stavo ancora costruendo. Ma ancora non lo sapevo.
    Ero già in quel momento sfinita, ma non basta, travolta dalle preoccupazioni qui e dal terremoto con lui a distanza, ho poi dovuto affrontare il “blocco” che mi si è creato. Ma mica è bastato il “chiarimento” con lui. C’è stato tutto il lavoro di prima, e di dopo, cioè di ora, perché mica è finito. Solo che, almeno, il blocco non c’è più. E stai sicuro che se io avevo un lavoro… A quest’ora stavo mille volte meglio, perché come sai con i soldi si possono fare tante cose e io avrei fatto tutte cose che mi avrebbero fatto bene, te lo garantisco.

    Quindi, Giampaolo, tu dovresti, secondo me, ancora capire certe cose. Non hai elaborato questa faccenda, ancora. O se tu “credi” di averlo fatto, lo hai fatto nel modo sbagliato, in un modo che non “scioglie” certi nodi, essenzialissimi da sciogliere perché tu, per tornare a vivere devi sentirti “liberato”, e non credo che tu ti senta ancora così.

    Quindi ripartirò dall’inizio. Giampaolo, questa donna, il tuo ex grande amore, ti tradisce, non solo, ti fa il MASSIMO MALE possibile immaginabile, che poteva e doveva, evitare almeno di fare. Bene, facciamo con quello che abbiamo. Devi “sciogliere” questo punto. Ti ha buttato addosso un fardello enorme. E tu te lo stai portando ancora…
    Te ne devi liberare, di questa cosa. Facile a dirsi, meno a farsi. Infatti, le persone vanno a finire dallo psicologo perché non sono cose che si possono affrontare così, con io che ti dico due cose e tu ti “sblocchi”. Sono appunto cose complesse. Devi capire dove risiede il PUNTO del blocco, o se tu opponi resistenze tali per cui resti sempre in quel punto in cui ti trovi, che però non è il PUNTO vero su cui tu ti devi concentrare.

    Scommetto che ho fatto un gran casino e tu ora sei più confuso di prima, ahahah 🙂

    Ci vuole molta volontà, poi, Giampaolo, per uscirne. Guarda, io potrei dirti: sai, io dopo questa cosa con lui, ho chiuso. Non starò più con nessuno, fine dei giochi. E ti ripeto che se io avevo un lavoro… Sai dove ero ora? A curare, e “amare” tutte le cose che ho curato e “amato” nella vita, in più ne avrei fatte altre, come sempre ho fatto in vita mia. Non posso, ahimè.

  • 1377
    Giampaolo -

    Ciao Verita
    Parto dalla fine del tuo post.
    Guarda che ho ripreso a fare, a curare ed amare, le cose che mi piacevano già da diverso tempo.
    Ne faccio di cose sai? E per fortuna, come giustamente dici tu, ho un lavoro. Anzi sti spendendo troppo, non mi precludo nulla, devo darmi una regolata perché “sforo” spesso. Sto spendendo davvero troppo e non va bene.
    Ma, detto questo, c’e’ un “ma”. Non so cosa intendi per “blocco”, non l’ho capito in realtà.
    Posso solo dirti che il pensiero di quanto é successo mi perseguita. Ci penso sempre purtroppo.
    Non é tanto un lutto, quanto un trauma.

  • 1378
    la verità fa male -

    Giampaolo ciao. Io non ho dubbi che tu abbia fatto e faccia cose che ami e ti impegni (pure spendendo troppo eh eh), ma come vedi:

    “Mi ha fatto crollare un mondo, il mondo. E non ce n’è un altro di mondo.”

    “Posso solo dirti che il pensiero di quanto é successo mi perseguita. Ci penso sempre purtroppo.
    Non é tanto un lutto, quanto un trauma.”

    Ora, io non sono una psicologa, per cui uso dei termini inappropriati, termini che “mi vengono” dalla mia esperienza: ma credo che la sostanza non cambi.

    Se leggi la frase “non c’è un altro mondo”, capirai che c’è un “blocco”. Ti pare?
    C’era il mondo di prima e non c’è un altro mondo, per te. Stai facendo cose PRATICHE, anche belle, ma dentro di te, non stai PROCEDENDO. Si “ricomincia” a vivere quando ci si “libera”, quando si “sciolgono” certi nodi, certi PUNTI. E tu, con ogni evidenza, non lo hai ancora FATTO. E lo DEVI fare: se vuoi VIVERE. Ma davvero.

    Quindi proseguo a cercare, insieme a te, di “sbrogliare” un pochino la matassa. Ma ti ripeto, fin d’ora, che lo devi VOLERE. Altrimenti non servirà a nulla.

    Vogliamo dare il nome di “trauma”. Va bene, non cambia nulla. La sostanza non cambia. DEVI affrontare questo trauma. Dopo che lo avrai fatto uscirà il tuo dolore. Tu lo devi lasciar scorrere, il tuo dolore! Sennò te lo tieni lì, a vita!

    Allora, io sospetto questo. La tua “cara” ex signora ti ha buttato un fardello addosso, e tu te lo stai ancora tenendo e persino accarezzando! Te lo tieni lì, e te lo accarezzi notte e giorno!

    Lei ti ha addossato la colpa di tutto, e tu te la stai tenendo dentro questa cosa. Ciò ti impedisce sia di vedere le cose COME SONO, come SONO ANDATE, sia di vivere ORA!

    Devi decidere chi ERA lei al momento che è successo tutto. Non puoi affrontare la cosa con l’impostazione che LEI era SEMPRE quella di prima, che tu conoscevi e amavi. Così non ne esci. Sai cosa sospetto che tu stia facendo: che tu sei ancora al punto che LEI ERA sempre LEI, e quindi lei ti ha fatto di tutto, ma tu stai lì, ad accarezzare una IMMAGINE di lei, che non esiste!

    Vuoi rovinarti la vita per una IMMAGINE?
    Per conservare, a vita, quella immagine?
    Non vuoi accettare che lei era un’altra, da quel punto in poi. E se lo dici, che lei era un’altra, tu NON LO ACCETTI, perché a quel punto dici: mi ha distrutto la vita! E perché lo dici, perché sei incapace, ancora, di CAMBIARE un punto di vista.
    Ti fai del male così, Giampaolo.

  • 1379
    la verità fa male -

    Il mio ex è diventato un altro: quando gli ha fatto COMODO. O quando non gli servivo più. O quando ho avuto un crollo psicofisico e avevo problemi in famiglia. O quando la sua ex famiglia, che gli ha fatto la guerra da sempre, siamo stati travolti, si sono “insinuati” pesantemente nella nostra vita, nel nostro amore, finché LUI non ce l’ha fatta più. Dopo che IO non ce la facevo più. Anche perché non posso farmi carico di problemi di persone persino a me estranee che entrano in casa mia, ma poi non vogliono risolvere i LORO problemi tra LORO, ma ci devono buttare in mezzo me, non solo: identificando Me come il loro VERO (ah ah) problema. Non ho fatto che ((crollando al suolo, perché io sono stramazzata al suolo, perché AMANDOLO sono andata avanti finché non sono stramazzata) SPOSTARMI di lì. E il mio ex mi ha addossato la colpa della NOSTRA FINE. E io certe persone non le ho nemmeno nominate… Sono certa che nella tua storia, se fosse stata GESTITA la FINE in una maniera un po’ diversa, un po’ più umana, ora non staresti così. Perciò ti dico che devi tornare indietro, e ricominciare da lì. Penso che tu abbia “saltato” passaggi importanti. Devi scioglierli, certi “nodi”. Il mio ex è diventato un altro in tre mesi? Diceva, piangeva, affermava di amarmi, si disperava. Convintissimo che se stavamo così male era perché ci amavamo e dovevamo stare insieme. Dopo pochi mesi ti dice che “è cambiato”. Comprendi? Parlava di una relazione per la vita. E io mi sono data varie spiegazioni, tutte purtroppo negative, ma sono tutte validissime spiegazioni. Una fra queste è che DI SICURO lui aveva iniziato a “cambiare” da prima, vivendo sotto lo stesso tetto e “costruendo” ancora (ah ah ah… Col cavolo che stava costruendo… Stava distruggendo… Sotto sotto… E se era convinto di star costruendo, non sentiva ragioni che tutto ciò era FRAGILE, quindi…). La tua ex “signora”, caro Giampaolo, “lavorava” per sé, da un certo punto in poi, stando sotto lo stesso tetto e continuando a dirti “ti amo”. Tu vuoi rovinarti la vita per questo? Dici che allora per venti anni “mentiva”? No, Giampaolo, non “mentiva”: gli andavi bene. Solo che, dettaglio… quando certi “cambiano” si mostra la qualità della PERSONA, che è indipendente DA NOI. Lei aveva “risolto”, aveva un altro, e quindi? Che bisogno c’era di dimostrare rispetto, gratitudine, BENE nonostante tutto? Nessuno. PER LEI. Ciò accade o ai deboli o agli opportunisti o ai disturbati di mente… O le tre cose insieme…

  • 1380
    rossana -

    ciao Valinda,
    grazie per le notizie. non immaginavo che nella circostanza in cui ti trovi potessi non essere triste: l’importante è che tu non lo sia troppo. e poi di solito fa bene sfogarsi un po’…

    “non è detto che questo avvenga per tutti. non è un diritto e non è neppure detto che a comportarsi bene e a fare tutto sempre bene si riceva il giusto corrispettivo. la sofferenza fa parte della vita bisogna prenderne atto e restare a galla.” – utile presa di coscienza della realtà, che contribuiamo a formare tramite il nostro temperamento. realtà è anche il tipo di rapporto che si è venuto a creare con l’uomo di tuo interesse, che è bene tu tenga sempre presente.

    in bocca al lupo per il futuro!

  • 1381
    Giampaolo -

    Verità,
    Hai ragione su tutto.
    Ma credimi non è facile.
    Parli di un’immagine da cancellare….verissimo !
    Difficilissimo scrollarsi di dosso quell’immagine.
    E sai perchè ? Perchè non comprendo, non capisco.
    E io sono sempre uno che nella vita quando si è fatto delle domande, si è dato sempre delle risposte.
    In questo caso non ci riesco. Almeno non a tutto.

    Poi sai che c’è Verità ? Ci sono delle cose, accadute dopo che è uscita di casa che mi mandano ancora più fuori strada.

    Parli di opportunismo, debolezza e disturbi mentali. La terza forse no. Ma alle prime due ci ho spesso pensato.

    Ma nella mia vita le ho sempre riconosciute in tempo le persone così. Soprattutto quelle false. Stavolta come mai non ci sono riuscito ? E caspita, ci vivevo insieme !
    I conti non mi tornano, capisci Verità ?

    Allora continuo a domandarmi: ma ho fatto davvero qualcosa di male ?
    Ma anche qui i conti non tornano.

    Se riuscissi a far “tornare i conti” forse riuscirei a sciogliere quei nodi di cui tu parli.

    Ma la cosa più strana è che anche alle persone a noi vicine i “conti non tornano” !
    Ancora adesso a distanza di anni mi capita di sentirmi chiedere “ma come mai ? cosa è successo ?, possibile ? io ancora non ci credo !” Strano no ?

  • 1382
    Valinda -

    Ciao ROSSANA grazie e auguri anche a te per la tua vita e le tue cose 🙂
    Realtà è anche il tipo di rapporto che si è venuto a creare con l’uomo di mio interesse..sì è vero, anche se faccio sempre un po’di fatica a rapportarmi a lui. Dice che la nostra è una storia strana e complicata. A me invece sembra tutto fin troppo semplice..io volevo starci insieme seriamente, lui no. I fatti sono questi, indietro non si può tornare ma mi sembra che non stiamo neppure andando avanti. Non ci vediamo, non ci telefoniamo ma siamo sempre lì a dirsi che era bello stare insieme, la malinconia,però, ma..sempre troppi ma. E mi chiedo che senso ha tutto questo. Ma in fondo io cosa volevo lo sapevo e sulle sue decisioni non ho nessun potere.
    Prima volevo essere la sua ragazza ma adesso troppe cose sono successe, troppe ferite..anche se lui volesse non so se mi fiderei e mi sentirei un ripiego. Per questo mi sembra di non andare avanti anche se in realtà forse lo stiamo facendo parlando, confidandoci, mettendo tutto nero su bianco.
    Io e lui ci conosciamo da quasi due anni e non ci siamo mai persi di vista. E non sono certo state tutte rose e fiore, anzi. C’è ancora attrazione, ci vogliamo bene, parliamo di tutto, ci conosciamo anche nei nostri difetti, quando siamo insieme sorridiamo sempre siamo contenti. Cos’altro serve per amare ed essere amati? Io vedo in giro tanta gente che si accontenta di molto meno.
    Forse a un certo punto bisogna solo dirsi che è andata così, che non era destino..mettere tutto in un cassetto e riaprirlo quando i ricordi non faranno più male. E questo vale per tutti noi credo.

    È vero sfogarsi fa bene grazie ROSSANA un abbraccio.

    un saluto a tutti.

  • 1383
    Golem -

    Il fallimento di un rapporto diventa insostenibile quando l’altro è stato una proiezione delle proprie aspettative, e non viene accettato come individuo capace di prendere decisioni che possono anche apparirci assurde.
    In questi casi la domanda che si pone il tradito che si e’ comportato “onestamente” come Giampaolo e’: “come può aver fatto questo”, che tradotta in altri termini significa: “come si è permesso/a di aver fatto questo a me”, il che sottintende un’opinione di se’ prevalente rispetto alla dualità che il rapporto di coppia comunque contiene, nel quale NON è prevista nessuna possibilità di soggettività che non sia funzionale a quel l’idea di “mondo”. In fondo e’ come se questa persona facesse parte di un personale patrimonio, e quindi fosse una “proprietà”.
    Il tradimento visto nei termini appena spiegati dimostra la volontà del “tradito” di aver pensato di ricrearsi un proprio “mondo sicuro” già sperimentato, al quale era stato probabilmente abituato dalle figure genitoriali, “mondo” entrò il quale l’altro è solo un ulteriore tassello dell’antico, rassicurante mosaico emotivo che si vuole reiterare.
    Se si conosce solo “un mondo”, che si è tentato di ricreare in un rapporto di coppia, e questo crolla, al di la delle colpe del traditore, bisognerà interrogarsi sul ruolo che si pensava dovesse svolgere quest’ultimo. Ma soprattutto capire se questo coincideva con la personalità dello stesso.
    Io so solo una cosa, che si lascia un “mondo” solo quando in questo si “vive” male. Altrimenti nessuno si “suicida” per cattiveria verso un altro. Si abbandona un luogo perché non si riesce più ad esprimersi, e quindi a vivere. Pensiamoci.

  • 1384
    maria grazia -

    giampaolo
    credo che nessuna analisi riguardo alla tua storia possa essere più lucida ed obiettiva come quella scritta da verità. probabilmente tu fai fatica ad accettare che a un certo punto la donna che tanto amavi e in cui hai investito tutto si sia trasformata ( o si sia rivelata ) in una persona opportunista. o semplicemente una persona che a un certo punto, non provando più quello che provava prima, non ha avuto il coraggio di essere chiara e sincera. non per giustificare il comportamento della tua ex moglie, che indubbiamente è stato ingiusto e scorretto nei tuoi confronti… ma ho come l’ impressione che questo suo limite non fosse solo insito in lei, nella sua natura, ma nascesse anche da una difficoltà creata dal fatto che FORSE tu ti aspetti molto dalle persone che ami e che hai vicino, tendendo a costruirti un’ immagine idealizzata di loro, che certamente non potrà mai essere attinente al vero, in quanto poco sostenibile sul piano pratico e meramente umano. ti sei mai posto la questione in questi termini ? ciao

  • 1385
    Giampaolo -

    Golem,

    Il tradito non si pone la domanda tradotta in “come si è permesso di fare questo a me”

    Il tradito è solo DELUSO dall’altra persona. Ma non perchè si pensa che l’altra possa essere un patrimonio personale e quindi una PROPRIETA’ !

    Non credo proprio che una persona scelga il/la proprio compagno per crearsi un mondo sicuro. E non credo nemmeno la si consideri come un tassello.

    Credo che le cose siano un tantino più semplici. Si sceglie il/la proprio compagno in base ad attrazione e compatibilità. Un semplice incastro.

    Ti trovi bene con il corpo, la mente, e i gusti dell’altra persona.

    Non ho mai pensato che la mia compagna dovesse svolgere un ruolo. Non ho mai pensato di “plasmarla”

    Anzi è lei che fondamentalmente si è presentato dicendo “questo è il mio ruolo, questo il mio modo di fare, questo il mio modo di essere”

    A me piaceva LEI e quello che LEI proponeva.

    Se non mi piaceva LEI, se non mi piaceva quello che proponeva, cambiavo strada.

    Non ho bisogno di pensare al fatto che se si lascia un mondo è perchè in questo mondo ci si vive male. E’ normale che sia così

    Io non vado ad abitare in un seminterrato di 50 mq. Perchè so che non ci resisterei più di tanto. E se sono costretto a farlo, lo dico che lì ci sto stretto. Facendo presente che appena possibile mi trasferirò in un appartamento più grande e situato più in alto.

    Ma se chi lascia un mondo dove vive male è la stessa persona che aveva proposto di vivere in quel mondo.

    E di punto in bianco scappa da quel mondo.

    E lo fa senza aver manifestato disagio alcuno.

    Rinnegando successivamente ciò che aveva scelto in precedenza.

    Allora il PROBLEMA, quello VERO, sta in chi LASCIA quel mondo.

    Pensiamoci !

  • 1386
    la verità fa male -

    Giampaolo, leggi attentamente ciò che ha scritto Golem. Guarda Giampaolo te lo ripeto, che sono cose complesse. Io credo che tu dovresti prendere in considerazione una psicoterapia, per “sciogliere” quei nodi di cui anche tu ora ti rendi ben conto.

    Golem, sono d’accordo: “Io so solo una cosa, che si lascia un “mondo” solo quando in questo si “vive” male. Altrimenti nessuno si “suicida” per cattiveria verso un altro. Si abbandona un luogo perché non si riesce più ad esprimersi, e quindi a vivere. Pensiamoci.”.

    Io ci ho pensato eccome. Sono mesi che ci penso. Mi tocca. Nonostante il problema mi sia venuto dal mio ex (dico per la maggiore; visto che col cavolo potevo pensare ai miei, di problemi: lui si prendeva tutto lo spazio; non solo: precisamente per i miei problemi, di sicuro lui non poteva aiutarmi, e non che io volessi il suo aiuto, dico intendendo che non doveva mettermi i bastoni tra le ruote per risolverli!).

    Vorrei perciò dirti che riguardo il mio ex… Lui stava, dopo essersi “presentato” come un altro (quello che da sempre, presumo, avrebbe voluto essere e fare; quello che lui “immaginava”, attribuendo inconsciamente la responsabilità del fallimento del suo matrimonio alla moglie, e lei faceva uguale se non peggio…), spostando completamente la relazione su il SUO, ahimè, modello genitoriale… Pensa che all’inizio, e per del tempo, diceva che era terrorizzato di diventare, essere, come suo padre… Al contempo mi disse che gli ricordavo sua madre, su certe cose. Bene. Dopo un inzio assolutamente “democratico”, “libero”, eccetera, mi diventa come suo padre e io stavo davvero diventando come sua madre. Tutto questo “grazie” a una somma di problemi che io da persona responsabile ho pensato di aiutare prima lui a risolvere, ma per urgenza. Che ha fatto lui? Ha creduto che andasse bene così! Capito il genio?
    Dopo un po’, e precisamente quando lui mi aveva “conquistata” e aveva avuto molte “prove” del mio amore, inizia a “trasformare” il nostro rapporto in una “replica”.
    E io non ci sto, assolutamente!

    Ho fatto un lavoro enorme su me, per non ripetere gli errori dei miei genitori, e ora mi dovrei adattare a SUE decisioni, a sue repliche? Ma nemmeno per idea!
    E poi, dopo un lavoro enorme su me, a causa dei miei genitori, ora secondo QUESTI (lui, moglie, figli) io ricomincio a essere messa in un casino, di a me perfetti estranei per giunta? Ma nemmeno per sogno.

  • 1387
    la verità fa male -

    Quindi Golem, visto che mi ci sono spaccata il cervello, ti dico una delle interpretazioni, e che nel mio caso non è andata precisamente come tu hai scritto in generale (nel passo riportato). Lui, il mio ex, si è creato, e parecchio grazie a me, il “nuovo mondo” che “sognava” da sempre (ma come sappiamo sognare è una cosa, realizzare e vivere un’altra, oppure possiamo dire che realizzare i sogni non è facile, e siamo tutti bravissimi, finché siamo lì solo a sognare…), poi il “mondo vecchio” lo “tirava”: c’era il suo modello, e c’era la famiglia vera che lui si era creata (il fallimento… Della prima sua “replica”… Con ruoli invertiti: lui era sua mamma, lei l’aggressiva padre…), in più una montagna di sensi di colpa: che ovviamente, stratificati a tonnellate, ti fanno perdere ogni riferimento… Chi sono? Cosa sento io? Eccetera.
    Gli ho fatto capire che lui o cambiava, o proseguiva con me nel nuovo mondo (che in parte eravamo già riusciti a creare), o cambiavamo insieme, fianco a fianco, o altrimenti non sarei stata disposta, assolutamente, a replicare quei casini (per quello bastavano la ex moglie e i figli, che infatti opponevano enormi resistenze).

    Dunque lui, pur con l’astuzia (una astuzia del tutto inutile CON ME: perché a me non la si può venire a raccontare, visto che se una cosa conosco BENE, sono queste cose… Che ho iniziato a vedere a cinque anni) ha voluto attribuire a me bla bla bla. Mentre il problema VERO lui non l’ha voluto affrontare.

    Quando ha capito che io NON MOLLAVO, allora – pur stando molto male entrambi – ha mollato.
    Ed è tornato, semplicemente, nel suo “vecchio mondo”. E io uguale.

    E il suo “male”, Golem, è che ha toccato dei limiti suoi che non riusciva a superare. E allora mi doveva buttare dentro una vita che io non volevo assolutamente: cambiandomi le carte in tavola, in corso d’opera. E NEMMENO, almeno, COMUNICANDOMELO. No, doveva essere persino SOTTINTESO. Perché lui NEMMENO questa responsabilità voleva prendersi.
    E quando io allora andavo in altra direzione, allora lui si scatenava, e si disperava.
    Ha fatto e detto di tutto: meno fare ciò che sentiva veramente, in vita sua, meno dire la verità. La semplice verità.
    E allora lui, tra un po’, stai sicuro che andrà da una, a dirle che “vuole cambiare vita”, mentre dovrà cambiarla lei. E dopo i “bei sogni”, in peggio. Perché lui è una persona negativa: nei FATTI.

  • 1388
    la verità fa male -

    Giampaolo, “Ma nella mia vita le ho sempre riconosciute in tempo le persone così. Soprattutto quelle false. Stavolta come mai non ci sono riuscito ? E caspita, ci vivevo insieme !
    I conti non mi tornano, capisci Verità ?”.

    I conti tornano sempre, prima o dopo: per la mia esperienza. Devi fare un grosso lavoro FINCHE’ i conti ti torneranno, vedrai.
    Scusami, ma sai quante volte io mi sono sbagliata sulle persone? Non è che ti succede una volta, Giampaolo, e allora la vita ti è finita.

    Se tu lavori in proprio, ti scegli un socio. Siete amici, va tutto a gonfie vele per venti anni, finché non capisci che il socio ti ha fregato. Ti ha lasciato debiti che tu devi pagare. Che fai? Ti tocca pagare – pure – i debiti. E ti tocca pure pensare: va be’, per venti anni almeno, ho lavorato. E ho lavorato e guadagnato bene. Sennò che fai, ti spari?

    Seguendo l’ipotesi, del tutto probabile, di Golem, diciamo: tu sapevi che cosa volevi e hai cercato ciò che volevi, che si avvicinava al tuo “modello”. Bene. Non c’è nulla di male in questo. Peccato che lei forse non conosceva lei stessa. Il “modello” ormai le andava stretto, è sempre una “persona” e non un modello. Comprendi?

    Magari ti puoi togliere il “fardello” che lei ti ha buttato addosso: le colpe erano tutte tue, se lei non sapeva PRIMA che cosa voleva? Erano tutte sue perché lei è cambiata DOPO? No che non erano tutte colpe sue, se era cambiata. Ma che lo dicesse, però.

    Anche il mio ex ha fatto così, Giampaolo. Ma tu devi capire che ci sono persone che vogliono uscirne “pulite” di fronte al partner e di fronte… Al mondo intero. E che non sanno ciò che vogliono o credono di avere strumenti che non hanno in realtà.

    Io me ne sono sempre fregata, di questo. Mi prendo le responsabilità di un cambiamento, se c’è. E lo dico. Se l’altro è “ignaro”, o sta proseguendo, o crede di star proseguendo, su un’altra strada, COMUNE. Mi sembra il minimo, questo. Se ho amato, se ho stimato una persona: mi sembra il minimo.

    Ma mancano le basi. L’ABC, del rispetto, in generale, oggi, e tutto questo è molto legato alla non consapevolezza di sé. Quindi torneremmo in discorsi già fatti… Se tutti cominciano a fare come “gli altri”, le cose peggioreranno, in questo senso. Se siamo umani, dimostriamolo, e non comportiamoci da bestie. Come dicevi anche tu e M.
    Però, se lo hanno fatto, Giampaolo, si deve andare, e non voltarsi più. E’ vita di loro, è cosa di loro.

  • 1389
    Giampaolo -

    Maria Grazia,

    “…ma ho come l’ impressione che questo suo limite non fosse solo insito in lei, nella sua natura, ma nascesse anche da una difficoltà creata dal fatto che FORSE tu ti aspetti molto dalle persone che ami e che hai vicino, tendendo a costruirti un’ immagine idealizzata di loro, che certamente non potrà mai essere attinente al vero, in quanto poco sostenibile sul piano pratico e meramente umano. ti sei mai posto la questione in questi termini ? ciao…”

    Assolutamente no Maria Grazia. Io non avevo idealizzato nulla. Mi attenevo a ciò che lei era e diceva. Mi fidavo così come lei si fidava di me.
    Non me la sono mai posta questa questione perchè non è mai esistita !

    Verità,

    Psicoterapia ? Ci ho provato.

  • 1390
    Golem -

    Cari amici io ho imparato, come tutti, che si finisce di conoscere e di conoscersi solo quando si finisce di vivere, e a volte si diparte con la sensazione di non aver che cominciato a capire.
    Queste “mutazioni” della prospettiva dovute alla nuova conoscenza con la quale si osserva la realtà, cambiano inevitabilmente il giudizio che su questa si ha.
    Giampaolo non comprende il comportamento della moglie, ma come nel caso della scena di un delitto senza testimoni, dai fatti si possono trarre delle conclusioni. La moglie ha cambiato mondo, senza esservi costretta pare, in quanto EVIDENTEMENTE non si riconosceva più nel primo. Movente? E questo se non lo ha compreso Giampaolo, difficilmente potremo farlo noi. Infatti le mie sono solo ipotesi basate sull’atteggiamento incredulo di lui, che in un modo o nell’altro ha subìto un fatto che non immaginava neanche lontanamente.
    Tempo fa ho avuto modo di dire che stando con mia moglie da due decenni, basta un insignificante dettaglio, che sfuggirebbe anche a Sherlock Holmes, perchè io, e ancor di più lei, ci si accorga che c’è qualcosa di diverso tra noi. Di solito è così in chi si frequenta da anni, ma succede anche tra amici e persino tra colleghi.
    Il fatto che Giampaolo non abbia percepito NIENTE che facesse pensare all’epilogo che conosciamo, dimostra due cose: o che non c’era una VERA comunicazione tra i due, o che lei abbia recitato per anni. Ma la domanda è: che convenienza c’è nel portare avanti una recita? Una vita da principessa di Monaco? L’ingresso nel jet set arrivando da un ceto sociale molto più modesto? Non credo, anche se molte donne dimostrano di gradire questo genere di scambi del tipo “do ut des”. Ma senza voler offendere nessuno, a occhio e croce non mi pare il caso di questa donna.
    Allora, se non è impazzita come dice Giampaolo, cosa può essere successo? Quello che ci DICE la logica: nel mondo di Giampaolo lei non si identificava più.

    Caro Giampaolo, se non puoi sapere il perchè, o addirittura non vuoi, ammesso che conoscerlo servisse a farla tornare, o davvero volti pagina, come io, Verità e altri in un modo o nell’altro ti stiamo consigliando, oppure devi interrogarti sul fatto che tu, anche inconsapevolmente, abbia prodotto in lei quella decisione che ora ti fa soffrire. Insomma, converrai con me che un maledetto motivo ci deve essere? Lascia stare che secondo te quando si dice “ti amo” dovrebbe essere per sempre, perchè come vedi NON è così, anche se quando lei te l’ha giurato lo pensava.
    >>

  • 1391
    Golem -

    >>>
    Certo che il problema sta in chi lascia IN QUEL MODO Giampaolo, ma se mai servisse a darti pace (e almeno a me servirebbe) dovresti cercare di capire quali possano essere state le cause di quello che tu ritieni un “suicidio”, nel lasciare in quel modo il “vostro” mondo, mentre per lei dev’essere stato il contrario: rinascere a nuova vita. Per forza Giampaolo.
    Nessuno che non sia il nuovo San Francesco, (Santa Chiara in questo caso)lascia i beni terreni per andare a vivere vestito di un saio di juta, in una grotta. Tua moglie non stava più bene con te, e il motivo lo sa solo lei, visto che non l’hai capito neppure tu e ancora meno noi.
    Il dramma è che la dimostrazione che non vi capivate, sta proprio nel fatto che in questo momento siete convinti entrambi di avere ragione! Solo che lei sa il perchè, e tu no.
    Io nell’altro post ho accennato al fatto che non è raro che una nostra convinzione riguardo ad una certa cosa, seppure nella massima buona fede, diventi “tossica” per un’altra persona. Ho un’esempio pratico che mi riguarda, quando, appena nato e primo nipote delle due famiglie materna e paterna, le zie cercavano di calmare i miei pianti, di cui non si capiva la ragione, dandomi frequentemente il succhiotto immerso nello zucchero. Io stavo buono per qualche tempo e poi ricominciavo, perchè il “problema” stava evidentemente altrove, ma io non parlavo e loro, le zie, si basavano su un’esperienza dettata dalla “tradizione”. Risultato? Intossicazione da iperglicemia acuta con complicanze sulla funzionalità epatica. Salvato a sette giorni dalla nascita dall’abbandono di “quel mondo “. Mio malgrado però.
    Morale, il gesto delle zie era amorevole, ma l’ignoranza e la supponenza che la tradizione (che chissà quanti neonati aveva fatto tornare, con amore, “al mittente”) le consentivano come azione, stava dando l’effetto contrario di quello che si sarebbero aspettate.
    Per questo ho detto che a volte siamo noi i protagonisti di certi episodi che ci rovinano la vita. Non sto facendo un giro di parole per dirti che nella tua vicenda sei tu, anzi se devo essere sincero per come l’ho potuta leggere posso trarre solo le considerazioni logiche che ho detto. Ma se fosse successo a me, io una TAC del rapporto e del mio modo di essere stato con lei me lo sarei fatto. Magari ne uscivo più pulito di prima, ma quanto meno avrei cercato di capire “cos’hai trovato in lui di tanto bello che io non hooo” come diceva quella canzone anni ’60
    Verità:il tuo era solo un manipolatore

  • 1392
    Golem -

    Scusa Valinda se mi intrometto. Ma a te sembra maturo un uomo che sta così bene con te ma … non vuole stare con te? Prima parlavo con Giampaolo del fatto che sua moglie se ne sarà andata perché non stava bene con lui. Che per quanto assurdo possa apparire a Giampaolo e’ un fatto che fa ” tornare i conti” secondo me, anche se nessuno sa di quali numeri si tratta. Ma nel tuo caso qual’ è il senso? Pensa di trovare una ” più meglio ” di te quando una coppia quel rapporto di affinita’ lo raggiunge se è fortunata?
    Io è mia moglie abbiamo quel rapporto, ed è quello che ci tiene insieme, convinto come sono che il suo amato portoghese oltre a non essere ” disponibile” era solo la rappresentazione di un’attrazione fisica non soddisfatta, che come ho detto fa vedere più di quello che c’era.
    Anche lui come il tuo non la maltrattava come succede in certe storie violente, anzi sapeva blandirla come si deve. Ma lo faceva per averla a disposizione continuando a fare i fatti suoi, e per sei anni prima di incontrare me, e comunque lo ha cercato anche dopo! Quella ragazza, per quel soggetto, era un piano B o C, detto da lei, e lui era tanto ” gradevole” come modi quanto stronzo ed egoista nei fatti, e alla fine lei si sentiva umiliata. Ma gli ” voleva bene” e finiva per dimencare, lo perdonava e si accontentava. E lui ( e tutti quelli come lui) quello cercava. Ti senti di serie B o C? A me non sembra, quindi agisci di conseguenza, perche’ credo che sia piu giusto, per il rispetto che devi a te stessa.
    Se tu smettesti di preoccuparti del fatto che le tue coetanee sono sistemate e via discorrendo, con la tua semplicità e dolcezza ma sentendoti ” libera”, potresti trovare veramente chi ti merita, e non elemosinare e rimpiangere un amore che non è mai nato, e mai nascera’, e’ evidente, perché, come per fare i bambini, bisogna essere in due a volerlo.
    E quando troverai quell’uomo, per favore, cerca di non avere piu’ contatti ne’ pensieri verso quel ” sogno mai realizzato”, altrimenti ti comporteresti col tuo VERO amore, come il sogno sta facendo con te e con le donne che frequenta. Ciao e auguri.

  • 1393
    Giampaolo -

    Golem, a parte il discorso figlio, non c’e’ altro.

  • 1394
    Giampaolo -

    Golem, no credo che continuiamo a non capirci.
    Una persona può non stare più bene con l’altra.
    Ok, ammettiamo che ci sta.
    Ma tu questo lo devi dire caspita! Devi dire chiaramente all’altra persona con la quale avevi deciso di condividere la vita cosa ti balena nella testa.
    Forse sono io che mi spiego male, ma lo ripeto fino alla noia: fino a un giorno prima non c’era nell’aria il minimo sentore che potesse succedere quello che é successo.
    Avevamo comperato casa un mese prima Golem lo capisci?
    E non si compra casa con chi non vuoi più stare!
    Mi spiego o no?
    Non é questione di San Francesco o Sant’Attanasio.
    Non é questione di suicidio.
    Io la chiamo falsità, bugia, tradimento, slealta’, cattiveria, opportunismo, omerta’. Tutto questo messo insieme.
    Esisteva un problema da risolvere e si chiamava figlio. Ma andava risolto, discusso, argomentato.
    Quello era il passo successivo non la fuga.
    Se ci sto male é perché non capisco come una persona come lei possa aver fatto una cosa del genere.
    Io, i miei genitori, i miei suoceri, i nostri amici, i nostri parenti, nessuno è sottolineo nessuno ha notato un accenno di crisi, un suo malessere o cose del genere.
    Tu stai male? Soffri? Sei infelice? Ok, fallo vedere, fallo capire. Parla, discuti, litiga. Fai capire che qualcosa non va per davvero !
    Cosa dai, compri casa con tuo marito e poi te ne vai dalla mattina alla sera.
    Golem su dai! Come si può giustificare o capire una cosa del genere?

  • 1395
    rossana -

    Giampaolo,
    ti ripropongo alcune interpretazioni del comportamento di tua moglie:
    1) Ognuno dà il tipo d’amore di cui è capace (difficile pensare che oggi una donna si sposi “per sistemarsi” economicamente). Dopo 8 anni di fidanzamento magari può farlo con una decisione non proprio più del tutto autonoma, incapace di opporsi o di sopportare oltre la pressione in senso tradizionale dei familiari ma, a 30 anni, dovrebbe essere in grado di volerlo fare, accettando il TIPO DI VITA a due delineato.
    2) Potrebbe essere parte del suo temperamento la tenerezza e l’espressione costante di affettuosità. Ciò non toglie che, se non sei al primo rapporto amoroso, dovresti poter capire se una persona ama o meno. Inutile e poco costruttivo negarlo a posteriori.
    3) Potrebbe trattarsi di persona insicura o abituata da sempre ad accettare i punti di vista dei genitori. Persone amabili e gentili ma prive di carattere, che tendono a conformarsi il più possibile a quanto viene loro richiesto.
    4) E’ scontato che quando si desidera costruire un rapporto si mostri i lati migliori di sé, così come quando si vuole chiuderlo possa succedere di esprimersi in eccesso in senso opposto. Fa parte della normale dinamica relazionale: la realtà della persona sta nella parte centrale, che hai probabilmente avuto sotto gli occhi per anni. Si può recitare per qualche mese ma non per 20 anni. Lei è stata come la ricordi agli inizi ed è anche come l’hai conosciuta alla fine.
    5) E’ possibile che fosse immatura e che amasse di più l’idea dell’amore che non la persona che l’incarnava. E’ una trappola amorosa in cui quasi tutti cadono quella di voler enfatizzare il proprio rapporto per renderlo unico, perfetto, invidiabile. Di solito la si alimenta in due, per poi vederla svanire all’improvviso, come una bolla di sapone. Una vita non può essere definita che a fine percorso, e un amore non può essere classificato che dopo la sua conclusione, a volte al termine della vita stessa di uno dei due partner.
    6) Negli anni (non pochi) questa donna può essere cambiata, forse più in grado di prima di sapere come avrebbe voluto la sua vita, rivitalizzata dalla presenza di un figlio. L’amore cresce o diminuisce nel tempo, a volte fino a scomparire del tutto, se il TIPO DI VITA, e non soltanto la persona, non risponde più alle proprie più vitali esigenze. La scorrettezza di mentire o di agire come se nulla fosse cambiato è indice di scarsa sicurezza e d’incapacità di assumersi le proprie responsabilità.

  • 1396
    la verità fa male -

    Giampaolo. Puoi provare un altro psicoterapeuta, e un’altra terapia (ce ne sono tante). Non è detto che tu abbia trovato lo psicoterapeuta giusto.

    Devi provare a venirne a capo, di questa storia. Soprattutto della FINE con lei. Tu dici, il figlio, non c’è altro. Allora io ti dico una cosa: lo sai che le persone possono “punirti” per una cosa che non hai dato loro, per una ferita, una delusione ecc.? Non sai che possono tenersi le cose dentro? Oppure che possono, dal loro punto di vista, avertele dette le cose, e, sempre secondo loro, TU non ascoltavi? E dunque, sempre secondo loro, TU non le amavi? Allora ipotesi: lei vuole il figlio. Te lo fa capire (a modo suo), ci soffre. A un certo punto non solo ci mette una pietra sopra, ma addirittura entra in crisi con TE. Pensa, sente, che TU non la ami. Può tornare questa cosa? E’ “abbastanza logica” per te? Dopo questo, non basta. Lei sente che tu le hai arrecato un danno notevole. Ti odia eccetera. Ha sentimenti negativi nei tuoi confronti. Nel frattempo, siccome annaspa e si sente annegare, va a cercare soluzioni da un’altra parte. Le trova. Continua con te, mentre “cova” quei sentimenti negativi con te. Fatica, nonostante tutto, a staccarsi da te. A momenti avrà pure dei sentimenti contrastanti, si sentirà in colpa verso di te. Tuttavia il sentimento dominante è negativo: ha rancore e VUOLE punirti.
    E ti “punisce” per il male che le hai fatto. Facendoti tutto il male possibile. E infatti, mi pare, ci è riuscita. Questa è un’ipotesi.

    Vedi, io ad esempio cerco di non “punire” le persone, per ciò che non mi hanno dato, fatto ecc. Credo nella “libertà”. Perciò, se tu mi CORRISPONDI nei sentimenti, vuoi realizzare progetti di coppia importanti, ecc., bene, ma SE NON VUOI/PUOI, amen. E se dici che lo vuoi, e io ho “sentore” che non lo vuoi, bisognerà poi che io lo capisca da sola (e questo, di non dirlo, è un DOPPIO tradimento: tra persone “grandi”, ma ognuno ha i SUOI limiti…).
    Quindi estrapolo questa tua frase: “Devi dire chiaramente all’altra persona con la quale avevi deciso di condividere la vita cosa ti balena nella testa.” Io posso essere d’accordo: in linea di principio. Il mio ex diceva – e fino a un certo punto lo ha dimostrato con i fatti: altrimenti non mi muovevo di qui… – che voleva le stesse cose mie, e viceversa io dicevo che volevo le stesse cose sue. Addirittura ha continuato a dirlo fino alla fine: attribuendo a me una decisione (di chiudere). QUESTO mi confondeva enormemente…

  • 1397
    la verità fa male -

    Certo che era, come dice Golem, un manipolatore. Tra le altre cose.
    Quando io ti dico, utilizzando la tua espressione “i conti tornano sempre”, non intendo che poi, facendo i conti, lui ha avuto 10 e io 10. E magari. Significa che se ti metti lì a “ricostruire” tutto, anche dandoti varie interpretazioni (come ho fatto io), ma tutte “verosimili”, poiché l’altro, mancando di sincerità, essendo “punitivo”, eccetera, ROMPE le comunicazioni VERE (anche stando sotto lo stesso tetto), vedrai che le cose “ti tornano”. E quando ti tornano, solo a quel punto, puoi iniziare seriamente ad accettare che la cosa è finita. Non solo: che non poteva andare. Ti ho detto che è faticosissimo. Come è faticoso stare, vivere, con l’altro. Perché l’altro ha una SUA logica. E tu DEVI capirla. Il mio ex, ahimè, ha una “logica”, infine, disturbata… Oppure ha la logica dello “stronzo”. Oppure del “parassita”. Per dire. Ovvio che io lo credevo, come tu la tua ex moglie, una persona onesta, sensibile, intelligente, solo “sfortunata” in amore, come già vi avevo detto una volta.

    Ora so perché: è “sfortunato” in amore.

    E la frase di Golem: “a volte siamo noi i protagonisti di certi episodi che ci rovinano la vita” calza a pennello su di lui…

    Calza a pennello anche su di me: visti i risultati. Avrò sicuramente dei problemi. Tuttavia, siccome non mi sono rincoglionita del tutto, e siccome per arrivare a lui ho fatto una superselezione… E siccome io, essendo persona PRESENTE A ME STESSA, so quello che ho fatto… Non è che ora posso mettermi in croce, e massacrarmi, anche per PROBLEMI ALTRUI. Dunque so che ho avuto le migliori intenzioni, so che ho amato, so che ho costruito, so che quello che dicevo, pensavo, facevo, era VERO. Non solo: era FELICE. E so, ORA, che per lui (anche se negava e nega) NON era così PIENAMENTE. E so che io sono partita, da qui dove mi trovo, senza FARDELLI pazzeschi, e casini mentali pazzeschi, che invece LUI aveva, eccome. Aveva dei fardelli pazzeschi. Ha dei casini mentali pazzeschi. Ti basti che io non mi sono MAI, in vita mia, portata dietro “fantasmi” di ex. Lui ne ha… Una collezione. Adesso ci ha aggiunto me, alla collezione. Non ha capito NEMMENO, che tanto gli ho voluto bene, che all’ultimo “chiarimento”, al limite gli davo una mano per “liberarsi” almeno del mio, di fantasma, e di chiudere PER BENE. Non ha voluto, o ha inteso SOLO che io volessi tornare con lui. Ma io non sto ai “sistemi malati” suoi. Dunque lui viva pure coi fantasmi. Io no.

  • 1398
    Golem -

    Ciao Giampaolo. Deve essere chiaro che nessuno – e l’ho già detto – nega che tua moglie si sia comportata male con l’azione proditoria che ha mostrato. Come i Giapponesi a Pearl Harbour ti ha attaccato senza la dichiarazione di guerra. Ma come i giapponesi, anche lei aveva maturato la decisione per motivi che ti sfuggono ma che si possono immaginare.
    Non so se la faccenda del figlio si sia risolta in un atto solo o è andata avanti per un pò come mi viene da pensare. Il fatto è che conoscendo ormai da qualche anno cosa combina l’istinto femminile nella mente delle nostre donne, l’impossibilità intravista di realizzare un bisogno, che evidentemente si è presentato in lei in maniera imprevista, ha cambiato la visione di quel mondo di cui parlavo.
    Solo voi potete sapere quanto può avere inciso nella decisione finale. Io penso moltissimo.
    Naturalmente ogni carattere si mostra in maniera differente nella richiesta di soddisfazione di un bisogno che richiede la presenza di un terzo.
    Io credo che quel bisogno sia talmente intimo che chiedere ad un partner “per favore, facciamo un figlio” significhi umiliare un’esigenza dalla quale si percepisce il proprio valore come persona e come donna. Sentire di dover, eventualmente, insistere per una cosa così fondamentale per una donna, ne svilisca il desiderio, in quanto la stessa “conta” di essere assecondata con gioia da chi ritiene che la ami. Non so se mi sono spiegato.
    Queste sensazioni sono molto intime, e non c’è un solo uomo che possa dire di averele provate, io per primo, che a mia volta di fronte alla richiesta di mia moglie mi spaventai per poi razionalizzare e accettare con gioia, appunto, il suo desiderio. Gioia oggi ribadita dalla presenza di mia figlia.
    Io credo che tua moglie non si sia sentita capita nel profondo, ritenendo, forse, che il tuo probabile atteggiamento di rifiuto (sbaglio?), fosse indice di un egoismo non compatibile con le tue dimostrazioni di amore. Spero anche in questo caso di essere stato chiaro.
    Ci sono persone che non mostrano all’esterno le proprie emozioni, e non mi aspetto che tua moglie andasse in giro a dire che voleva un figlio ma tu non l’accontentavi. Temo che si sarà sentita “tradita” da te, altrimenti, ripeto, non si lascia un luogo dove ci si sente realizzati.
    Se tu non hai percepito niente, lei è stata bravissima a celare i suoi sentimenti, ma che tu qualche sensazione di disagio di questa donna non l’abbia sentita, almeno all’inizio, francamente mi appare molto strano.

  • 1399
    rossana -

    Giampaolo:
    Non puoi esimerti, come tendi a fare, dall’esaminare la tua parte di “colpa” che ha contribuito allo scacco, anche se questa fosse soltanto intorno al 20-30% dell’insieme negativo. Nessuno in questi casi è del tutto esente da errori.
    1) Ammetti di essere razionale e lineare. Forse proprio per questo ti ha attratto una donna più emotiva e insicura. Ma, pur non volendo identificare chi dei due abbia “scelto di più l’altro”, parte del tuo “sbagliare” può essere stato non aver compreso a fondo la tua partner né all’inizio, né durante il rapporto. Vero è che non si conosce un essere umano se questo non passa al vaglio di circostanze rivelatrici. Peccato veniale, ma sempre carenza, abbastanza comune nel sesso maschile, poco incline all’analisi psicologica del prossimo.
    2) Essendo molto fermo e sicuro di te su alcuni concetti fondamentali, non sei incline a provare a metterti nei panni della partner. Tu sei tu, con l’aggravante che lei dovrebbe essere più simile a te di quanto in realtà non sia. Lei, con i suoi difetti è una creatura con cui hai sentito di esserti fuso ma che non era parte di te (nemmeno i figli lo sono). Ne consegue che ti dovresti sforzare di più a vedere il suo punto di vista e a comprendere i suoi cambiamenti di rotta.
    3) Nessuno può garantire che un sentimento non possa cambiare o che si possa volere qualcosa di diverso da quanto si era ritenuto ottimale in precedenza. A mio avviso, se si è maturi quando si sceglie, la propria aspirazione di vita non cambia molto mentre può cambiare di più il gusto della persona che si desidera al proprio fianco. Sono le due facce della stessa medaglia.
    4) Il problema di un figlio, da desiderarsi in due, non si risolve facilmente, molto meno facilmente di giungere a definire un luogo in cui abitare gradito ad entrambi. Secondo la mia esperienza, volendo tua moglie averne uno ed essendo tu lento nel prendere una posizione definitiva in merito, è stato saggio il suo intuito di rivolgersi altrove, anche se avrebbe dovuto farlo in modo più corretto, evitando di addossarti colpe che non hai.
    5) Poiché il rapporto è giunto a conclusione, non ti resta che prenderne atto e cercare il più possibile di comprenderne le ragioni. Tu solo le puoi conoscere nella loro essenza più profonda. A me sembra che tu abbia sì subito un trauma ma che, nel contempo, tu non sia particolarmente interessato a guardare oltre. […]

  • 1400
    la verità fa male -

    Rossana: “L’amore cresce o diminuisce nel tempo, a volte fino a scomparire del tutto, se il TIPO DI VITA, e non soltanto la persona, non risponde più alle proprie più vitali esigenze. La scorrettezza di mentire o di agire come se nulla fosse cambiato è indice di scarsa sicurezza e d’incapacità di assumersi le proprie responsabilità”.

    Perfettamente d’accordo.

    Golem: “Io credo che quel bisogno sia talmente intimo che chiedere ad un partner “per favore, facciamo un figlio” significhi umiliare un’esigenza dalla quale si percepisce il proprio valore come persona e come donna. Sentire di dover, eventualmente, insistere per una cosa così fondamentale per una donna, ne svilisca il desiderio, in quanto la stessa “conta” di essere assecondata con gioia da chi ritiene che la ami. Non so se mi sono spiegato”.

    Perfettamente d’accordo. E’ UNA delle ragioni per cui non ho fatto un figlio.
    Aggiungo che mi pare che la maggioranza delle donne che ha avuto un figlio, lo ha avuto con questa “umiliazione”. Mi pare che “culturalmente” questo atteggiamento degli uomini (non tutti ovviamente) debba FINIRE.
    E aggiungo che esiste l'”istinto” di riproduzione anche nell’uomo. Finiamola di metterla giù come una “concessione”. E’ sbagliatissimo questo. Come è sbagliatissimo, per me, vedere ancora donne (tante) che fanno “pressioni” (e si umiliano) per fare una cosa (un figlio!) che dovrebbe essere del tutto “naturale” per entrambi. Una cosa naturare e GIOIOSA. Altrimenti che si lasci perdere.
    Ecco perché dicevo che è aumentata l’infelicità. Certo, sono tante le ragioni, come sappiamo. Ma c’è ANCHE questa. Che non è una cosa da poco, e infatti vediamo le separazioni, i rinfacci… I “ti ho dato un figlio perché TU lo volevi”… Alla base, in tutti questi pazzeschi casini, c’è sempre la mancanza di responsabilità. Di non volersi prendere, PIENAMENTE, la responsabilità, di ciò che SI SCEGLIE, SI FA, SI DECIDE.
    E alla base ci deve (dovrebbe) essere la responsabilità, e la GIOIA di quella responsabilità.

    Invece la responsabilità, per la maggiore, è vissuta come PESO. E se è un peso, bisognerebbe farsi qualche domanda. Significa che non c’è FELICITA’, alla base.

    Non ci si sposa e si fanno figli per fare contenti gli altri.

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