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Uomini e donne che non si capiscono

di uqbardeva

Riferimento alla lettera: Conoscete il maschiese e il femminese? Due lingue che a scuola non si studiano. Però sono indispensabili perché i due sessi si capiscano. Passo molto tempo a spiegare ai maschi il femminese e alle femmine il maschiese. Ma a volte le mie spiegazioni non bastano, se non c'è un desiderio...
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Data di pubblicazione: 6 Dicembre 2010.

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Categorie: - Riflessioni

1.534 commenti

Pagine: 1 25 26 27 28 29 31

  • 1301
    Golem -

    M. la “ghigliottina” delle 10 mi ha tagliato il prosieguo del post precedente, che cerco di recuperare con questo.

    La paura è un buon sentimento invece, l’esempio a cui tu fai riferimento per descriverla si addice più all’insicurezza, che è cosa ben diversa, ed è solo quella che spinge chi ne soffre a volersi garantire l’amore, più per averlo che non per darlo. La paura non è vigliaccheria, perchè solo provando quella e superandola si è coraggiosi. Atrimenti si parla di incoscienza. Ma anche l’insicurezza rientra nelle debolezze umane, verso le quali bisognerà cercare di essere tolleranti, sia che riguardi noi che gli altri. L’idealizzazione di un sentimento come l’amore, che si è formato nei millenni per “santificare” un bisogno vitale come quello della riproduzione, attiene all’emergere del bisogno religioso, del divino, che ogni essere umano prova attraverso le mille sfumature e declinazioni che gli consente il proprio background fatto di cultura, esperienza e intelligenza, fin da quando ha cominciato a guardare il cielo e a porsi delle domande. Ma come in tutte le manifestazioni della “creatività” e della fantasia umana, il risveglio alla realtà è sempre traumatico e deludente, quindi a volte si preferisce continuare a…sognare.
    In fondo Shakespeare lo aveva capito benissimo, forse meglio del grande Wilde, quando scriveva che: “Siamo fatti anche noi della materia di cui son fatti i sogni; e nello spazio e nel tempo d’un sogno
    è racchiusa la nostra breve vita”.

    Quanto alle tue capacità verbo-seduttive non hai dì che preoccuparti, non hanno connotazioni sessuali e affascinano indifferentemente. L’importante è che non diventino lo “specchio” cui accennavo in precedenza, ma d’acqua però, nel quale si può facilmente scivolare. Annegando.
    Comunque il mio filosofo guida è Epicuro, ma credo che lo avevi intuito. Ciao.

    Caro Giampaolo, la tua è una lotta contro i mulini a vento. Se non riuscirai ad accettare questa benedetta realtà, sia la tua che quella che viviamo tutti, cercando di adattartici, sei destinato a vivere il supplizio di Tantalo per il resto della vita.
    Può darsi che una volta ci fossero i valori cui ti riferisci tu e nei quali ti rispecchi, ma se è vero che sono scomparsi, non serve a niente protestare contro il destino baro, ma cercare di trovava una possibile convivenza con la realtà che ci circonda. Non sarà il mondo ad adattarsi a noi, ma il contrario. E ancora una volta devo chiudere con una spiazzante banalità.
    Buon fine settimana.

  • 1302
    maria grazia -

    verità
    tu hai ragione nel dire che è del tutto infondato il pregiudizio secondo il quale la donna vorrebbe la stabilità affettiva, mentre l’ uomo no. anzi spesso è vero il contrario, anche se la nostra cultura rende le donne restìe ad ammetterlo, con tutte le conseguenze e le contraddizioni che vediamo. io CREDO a giampaolo quando dice che le donne – nella maggior parte dei casi – appaiono contraddittorie. ma non appaiono così per i motivi che afferma giampaolo ( instabilità emotiva, inconsapevolezza ), ma perchè la mentalità imperante impone loro di apparire in una cera maniera ( la donna che ha avuto poche esperienze sessuali, la donna che desidera SOLO il matrimonio ) quando invece magari molte sono tutt’ altro. e quando sono tutt’ altro NON E’ PER LOGICHE INDOTTE DALLA SOCIETA’ MODERNA, ma perchè sono persone fatte così ! da qui tutte le incongruenze a cui assistiamo. ora, premesso che TUTTI gli esseri umani hanno bisogno di amare e di essere riamati ( sia quelli tradizionalisti che quelli più trasgressivi ) è chiaro che c’è un errore di fondo nell’ affermare che il matrimonio è necessariamente la FORMA MASSIMA di sublimazione del sentimento amoroso, e che non comporta NESSUN OBBLIGO ( OVVERO NESSUNA IPOTETICA GABBIA ) quando ci fosse in esso vero amore. il matrimonio, pur nella sua concezione più nobile, DI FATTO COMPORTA DEGLI OBBLIGHI, obblighi da cui INEVITABILMENTE nascono delle “gabbie”. dire che il matrimonio non è un onere è una contraddizione in termini, perchè di per sè è la dimostrazione che due esseri umani ( quindi intendo anche i matrimoni gay ) sentono il bisogno di “tutelarsi” in qualche modo dalle “intermperie” che l’ altro potrebbe manifestare nel futuro. e già questo io lo vedo come UN LIMITE nel sentimento dell’ altro nei miei confronti. IL VERO SENTIMENTO a mio avviso è incondizionato, non presuppone delle “clausole”. perchè la messa in atto di una clausola significa automaticamente che io, con il matrimonio, MI VOGLIO TUTELARE DA UN POSSIBILE ABBANDONO perchè in fondo in fondo non mi fido di te, non penso che il tuo sentimento sia abbastanza forte da evitarmi dolori e delusioni in futuro.
    La donna, ma anche l’ uomo, CHE PRETENDONO UN CONTRATTO AMOROSO SCRITTO stanno amando l’ altro di un amore che presuppone UNA CONDIZIONE: tu non dovrai mai lasciarmi altrimenti ti “odierò”, altrimenti dovrai cedermi la casa, i figli, e il mantenimento. MA PER ME l’ amore VERO non presuppone “punizioni” quando il…

  • 1303
    maria grazia -

    … quando il sentimento venisse a mancare.
    riguardo al fatto di essere all’ avanguardia, ti dico anche in questo caso il mio punto di vista. Non pensare che io sia all’ avanguardia da quando avevo cinque anni. No, non è così ! quello di “aprire la mente” è un percorso che io ho fatto crescendo e non è stato un percorso indolore. Come tutte le ragazzine anch’ io mi immaginavo che un bel giorno sarebbe arrivato IL MIO principe a “trarmi in salvo” e che io poi mi sarei dedicata solo a lui. ma ahimè… le cose sono andate diversamente, col passare del tempo mi sono accorta che il mondo andava in un’ altra direzione rispetto ai valori tradizionali che mi aveva trasmesso la mia famiglia d’ origine e tutto l’ ambiente piccolo borghese in cui sono cresciuta. E MI SONO ADATTATA a questo “nuovo mondo” che per tanto tempo ho fatto un’ enorme fatica a capire, proprio perchè ero stata “programmata” secondo una VISIONE TRADIZIONALE: ti sposi a 25 anni, fai figli, e la tua unione dovrà durare per sempre. Scoprendo alla fine che forse, quello in cui in passato avevo sempre creduto ( il vincolo affettivo, l’ amore eterno ) era SOLO UN CONCETTO ASTRATTO E CHE LA NOSTRA NATURA UMANA E’ BEN DIVERSA. ma prima le persone erano intrappolate dalla morale cattolica, che imponeva a tutti certe scelte. ora non più, e di conseguenza la gente si mostra PER QUELLO CHE E’. è questo che io non capivo…La mia non era la “famiglia perfetta”, ma era una famiglia in cui ci si voleva bene e nella quale il matrimonio era considerato qualcosa di “sacro”. per me era impensabile quello che sta succedendo oggi nelle coppie moderne. Ma per sopravvivere mi sono dovuta RESETTARE COMPLETAMENTE altrimenti, un pò come sta facendo giampaolo, avrei continuato a scagliarmi all’ infinito contro i mulini a vento alla ricerca di cose sepolte e perdute, che non fanno più parte dell’ epoca in cui vivo la mia vita adulta. è come quando sono stata costretta a diventare un’ esperta dell’ uso del computer per motivi di lavoro, quando prima avevo sempre odiato questi aggeggi…o imparavo le “nuove logiche” del mondo professionale, o RESTAVO FUORI. non so se il paragone possa essere calzante… spero di si. un grande saluto 🙂

    https://www.youtube.com/watch?v=GL4LLcY3TSc

  • 1304
    M. -

    Golem,

    nel tuo ultimo commento, tolta la frase alla Mandela sul coraggio, tolti i riferimenti a Wilde, tolti Epicuro e compagnia, tolto Shakespeare, di Golem che cosa resta?
    Qual è la TUA idea?
    Qual è la TUA visione?

    In passato è stato detto tutto al contrario di tutto.
    Per esempio Moravia, sulla questione coraggio e paura, diceva esattamente l’opposto di Mandela.
    Tu puoi anche riportare risultati di pensiero fatti da altre persone, ma io sono interessato al TUO percorso logico che ti ha portato a pensarla come Tizio o Caio o come mai nessuno prima.

    Io voglio sapere quello che Golem pensa, a parole e concetti suoi.

    Maria Grazia,
    “con il matrimonio, MI VOGLIO TUTELARE DA UN POSSIBILE ABBANDONO perché in fondo in fondo non mi fido di te, non penso che il tuo sentimento sia abbastanza forte da evitarmi dolori e delusioni in futuro”.
    Credo che la spinta verso il matrimonio sia una enorme fiducia, e non la mancanza di essa.
    Non ti sposo perché non mi fido abbastanza, ma perché mi fido, troppo, direi io.
    E poi ci sono già gli strumenti giuridici per dare una tutela patrimoniale a chi ci sta di fianco, è solo che non sono conosciuti o si preferisce seguire la tradizione del matrimonio.

    Attendo uno scritto di Rossana e di Golem.
    Golem,
    sicuramente l’hai già fatto, ma se così non fosse, leggi il Fedone.
    bellissimo viaggio letterario!
    E poi….la battuta sulla seduzione verso un uomo, era una battuta, appunto.

    Ciao

  • 1305
    Giampaolo -

    M.
    Tu, come noi noi tutti qui nel forum, non leggi l’intero contenuto dei post.
    Ti ho portato l’esempio del “ti passo a prendere domattina alle otto”
    Ma poco dopo ti ho scritto che nella mia vita ho detto “ti amo” una sola volta. E l’ho garantito nel tempo.
    Caro M., l’orizzonte temporale non conta se si sa quel che si vuole.
    E parlando di sentimenti, se si é sicuri dei propri sentimenti.

  • 1306
    Golem -

    Si M. L’amore non e’ atemporale, lo dico implicitamente quando sostengo che siamo noi assieme a lui a passare. Se tu hai raggiunto, come dici, una autonomia indipendente dall’amore, e’ esattamente il momento in cui amerai veramente. L’indiffernza al bisogno e la condizione perché ‘l’umanità” presente nell’amore emerga rispetto all ‘istinto, anche se questo vigilerà sempre sullo svolgimento della missione e farà comunque sentire il suo ” pontificato”.
    Io ci sono arrivato grazie a lei, la mia donna, a questa autonomia. Questo miracolo e’ frutto della sinergia che miracolosamente si viene a creare tra due anime simili, delle quali una potrebbe essere ancora alla ricerca di quell’equilibrio che tu hai raggiunto per motivi opposti ai miei. Attraverso il dolore.
    Io no l’ho raggiunta attraverso il suo amore. Quello che ti lascia libero di scoprire chi sei veramente. Che c’è senza bisogno di cercarlo, che colma quelle carenze di attenzione che non hai avuto quando avresti dovuto, che ti ama anche quando meriteresti di non essere amato. Allora cresci e ti completi e capisci che per poter amare veramente…non devi avere BISOGNO di amare. Avrai accettato la realtà e te stesso in quella realtà e sarai in equilibrio con entrambi. Non sarà la sete a spingerti verso la bevanda ma il piacere della degustazione, non la fame ma l’appetito ad apprezzare le sfumature di sapori di quel piatto.
    In fondo e’ la base della filosofia di Epicuro che non ricercava il piacere edonistico come e’ stato stravolto nel suo significato originario da chi non ha saputo cogliere la vera essenza del suo pensiero. Quello di godere delle piccole cose, per estrarne l’essenza piu’ intima, fino a fargli dire ad uno dei suoi discepoli: ” qualche volta portatemi un pezzo di pane e un po’ di formaggio perché io possa scialare “.

    Un cordiale saluto.

  • 1307
    Golem -

    M. credo di aver risposto nel post precedente alla tua domanda postami contemporaneamente al momento in cui scrivevo il mio messaggio. Se non fossi stato chiaro lo sarò successivamente. Ciao e grazie per l’indicazione su Fedone. Non basta la vita per leggere tutto.

  • 1308
    M. -

    Giampaolo,

    io leggo tutti i post che sono stati scritti da quando ci sono anch’io, in avanti.
    Compresi i tuoi.
    Do l’idea di uno incapace di capire cosa voglio dalla vita?
    Hai detto ti amo una sola volta nella vita?
    Va bene. Com’è andata a finire? Cos’ha garantito, questo, di diverso da chi ha detto ti amo più di una volta, e tutte le volte che lo ha pronunciato?
    In fin dei conti io non trovo tanta differenza nei risultati che si possono raggiungere in un rapporto.
    O una cosa funziona o non funziona, non ci sono altre vie.
    La differenza la fa il modo in cui ti vivi l’inizio, il durante e la fine.
    Per quanto riguarda me, non accadrà mai più di rincorrere una persona; cosa che ho fatto.
    E’ stato un grande errore questo mio rincorrere, ma mi sono perdono.

    Io sono disincantato, le frasi alla bacio perugina non mi toccano più, eventuali promesse le respingo al mittente.
    Se in futuro dovrò fare i conti con la fine di un rapporto, non mi interessa dilaniarmi per un amore che è finito, so di avere la forza di affrontare tutto, e nemmeno mi sottraggo a questo.
    Non mi SOTTRAGGO a nulla per PAURA di soffrire.
    Questa cosa la fanno i codardi.
    Io chiedo verità e coerenza con i propri sentimenti, e GARANTISCO verità e coerenza a chi mi sta vicino, nel momento in cui mi sta vicino.
    Garantisco la verità e la PRESENZA di un sentimento, fino a quando questo durerà.
    Non voglio sopportazione, frustrazione, finzione in un rapporto.
    Ne vedo tante di persone che sopportano, che hanno preferito tradire la propria natura, castrare la propria esistenza, per paura di vedere le cose per quelle che erano, per incapacità di tagliare il cordone ombelicale.
    Io non voglio diventare come loro. Privi di forma. E sostanza.
    In fin dei conti che cosa ci differenzia?

  • 1309
    Giampaolo -

    Verità, non credevo di avere così tanti punti in comune con te (rif. Post n. 1300)
    Gli amici non sono quelli di Facebook (ennesima cazzata del 2000). Gli amici sono reali e non virtuali.
    I miei, almeno ultratrentennali ci sono sempre stati. Quando c’era da ridere e quando c’era da piangere. Quando anni fa mia moglie fece la bastardata, loro c’erano. Mi telefonavano: “come stai?” E se mi sentivano un po’ giù partivano. Anche se si trovavano a 100 km di distanza. Da soli o in compagnia per stare con me un’ora o un giorno. Ed erano tutti sotto la bara di mio padre, insieme a me, quando é venuto a mancare.
    Per questo non ci sto a certe cose. Perché ho vissuto, e vivo sulla mia pelle, quelli che sono i valori veri della vita.

    Eccole le certezze M. Se c’e’ bisogno loro scappano da me ed io da loro. E ridiamo quando c’e’ da ridere. E ci mandiamo affanculo se necessario.
    É già successo e succederà ancora. Sempre!

  • 1310
    M. -

    Eccole le certezze M. Se c’e’ bisogno loro scappano da me ed io da loro. E ridiamo quando c’e’ da ridere. E ci mandiamo affanculo se necessario.
    É già successo e succederà ancora. Sempre!

    Non hai capito nulla, Giampaolo, ma va bene così

  • 1311
    Giampaolo -

    M. Continuiamo a non capirci e a fraintenderci
    IO ho detto ti amo una sola volta, e IO ho garantito. L’imponderabile non dipende da me ma dagli altri o da eventi esterni. Io promisi a lei di non cambiare e non l’ho fatto a tutt’oggi.
    Se é andata a finire male non l’ho deciso io. Posso aver sbagliato qualcosa perché nessuno é perfetto. Ma non ho mai fatto mancare la mia presenza, il mio amore, la mia lealtà, il mio rispetto, la mia fiducia. La mia passione, il mio impegno. Tutto ciò che avevo garantito, perché non sono un extraterrestre ma solo un normale essere umano, con i suoi pregi e difetti, ma che sapeva ciò che voleva.
    Spero di aver chiarito.

  • 1312
    la verità fa male -

    Giampaolo, Maria Grazia, devo dire che siete riusciti a farmi ridere e non poco, quindi grazie.
    Giampaolo, un bacio anche a te. Maria Grazia, tu mi farai ammattire… Ah ah ah. Ma sei un soggetto, di una simpatia… : ) Ti sei RESETTATA, Maria Grazia? Ma tu non sei un computer, mia cara. Sei un essere umano. E magari, ci si potesse “resettare”. Non abbiamo il cervello del computer… Anche se ci si sta avviando… Per quello dico che stiamo diventando dei mostri ibridi… E non “comunichiamo” con i sì/no; mi piace/non mi piace… Siamo (eravamo) organismi meravigliosi e complessi, ricchi… Ma ci siamo persi, e di brutto… Detto ciò, torno su ciò che mi dici riguardo il matrimonio, le garanzie, gli obblighi, i contratti. Cerco di non incartarmi troppo, su queste cose, che poste in una certa maniera, possono diventare fuorvianti. Allora ti dico questo: in QUALSIASI rapporto, Maria Grazia, tu hai piaceri e… Come si dice: oneri. L’amore incondizionato della mamma, è, in certa misura, un modo di dire, per differenziarlo dagli altri, ma per convenzione. ANCHE la madre ama, talora, con fastidio, sentendo l’OBBLIGO, il PESO. Ciò non significa che così lei non ami.
    Se tu hai un amico, mia cara, che ti chiama in un momento in cui tu ti volevi andare a fare la tua bella partita a biliardo, tu ti sentirai OBBLIGATA, a rinunciare alla partita, e ad ascoltarlo o a raggiungerlo per dargli una mano. Non avevi proprio voglia, quella sera, di cose pesanti, avevi altri programmi, ma dopo il FASTIDIO, umanissimo, il tuo cervello, in breve, si “adatta” alla nuova situazione, e stai vicino al tuo amico, e dopo non ci pensi più, che sia un fastidio, un peso. Lo fai e basta, e ti riorganizzi. Le relazioni umane sono così. Non siamo “oggetti” nello spazio, che vagano, e ogni tanto ci scontriamo e ci incontriamo, così, per caso. Siamo (eravamo…) “animali sociali”. Quindi mia cara, gli obblighi ci sono eccome (contratto o no), e chi lo nega vive… Su Marte : )
    Tornando all’amore genitoriale. Tu pensi che il famoso “amore incondizionato” dei genitori sia una cosa “leggera”? Che non pesi loro mai niente? Che sia tutto solo e sempre un idilliaco PIACERE? Se sì: stai su Marte : )
    Pensi che un figlio non abbia, talora, il PESO, del genitore? Gli “pesano” le sue aspettative, il suo carattere, i suoi condizionamenti, nonché la sua condizione MATERIALE (che sia ricca o povera). Gli pesa quando il genitore ha problemi. Ma non significa che il figlio non ami.

  • 1313
    la verità fa male -

    Maria Grazia sempre.
    Tu hai vissuto il matrimonio dei tuoi genitori come una GABBIA. Loro lo vivevano così, anche se si volevano bene. Non hanno avuto gli strumenti, la consapevolezza, per uscire da un meccanismo negativo che tra loro si era innescato (nonostante si volevano bene). Tu hai vissuto questa “oppressione”, e sei scappata. E ora identifichi il matrimonio con questa oppressione: che per te sarebbe sicura, sarebbe inevitabile. E giustamente non la vuoi ripetere.

    In realtà il matrimonio riuscito non è così. E per opporti a questo tu TEORIZZI che cosa, l’estremo opposto. Accusi il matrimonio, dici che sono cose astratte, e non ti accorgi che la tua teoria è ESTREMAMENTE ASTRATTA. E’ una cosa che non sta né in cielo né in terra. Non esiste, Maria Grazia, quell’amore che tu teorizzi e pretenderesti. Così ti condanni a non trovarlo. Perdonami, ma ti dico quello che penso.

    Poi mi dici che giustamente ieri le donne non potevano fare esperienze sessuali, non erano libere. Va bene. Ma che dici, ora ci siamo o no? A questa liberazione? Che dici? Che una ventenne oggi ha già avuto tanti uomini come una quarantenne? Ma quante “esperienze” sessuali vogliamo fare? Ma che siamo, dentro a un film porno? Con attori e attrici porno? Che tra un po’, con tutti i casini che abbiamo e le cose a cui abbiamo da pensare, tra un po’ siamo sempre lì, sul pezzo, a fare sesso, ma dai. Che tra un po’ ci siamo dimenticati che viviamo settanta anni, che non possiamo avere 5 matrimoni e 14 figli, in una vita. E ci siamo dimenticati che un giorno è fatto di 24 ore. Dormiamo, lavoriamo (chi lavora), mangiamo, facciamo cose. Io quando lavoravo dovevo perdere un sacco di tempo solo per andare a lavorare (e tornare). E allora. E qua pare che è tutta una festa, si fa sesso, ci si diverte, e intanto la gente crepa di fame. Non hai mai sentito di donne separate che si sono suicidate con i bambini perché non avevano lavoro, e il marito non c’era più. Non hai sentito che lui è impazzito o è finito in un monolocale, o ha ammazzato i bambini, pure lui. Non è che siamo tutti Berlusconi o figli suoi, eh? La maggioranza delle famiglie, se fallisce nel matrimonio, se perde UN LAVORO, è fuori, andata, finita. Ma non vedi che è tutto finto. E intanto ci massacrano. Ci isolano. Ci rincoglioniscono. Tv, Facebook, finzione. Così nessuno far niente perché… Eh, mi vergogno… Devo far vedere che va tutto bene…

  • 1314
    maria grazia -

    verità
    anche tu mi metti sempre di buon umore ! lo dico senza malizia intendiamoci 🙂
    i tuoi interventi sono sempre lucidi e mirati ma al tempo stesso spassosi e divertenti.
    da buona appassionata di informatica quale io sono ( da tanto che odiavo i computer e l’ elettronica ) mi viene naturale usare termini come RESETTARE 🙂 ma ti assicuro che nei sentimenti e nelle passioni sono ancora molto, TROPPO umana ! 😀
    vedi cara verità, la società sta andando a rotoli proprio perchè si ostina a continuare a inseguire metri di riferimento che ormai sono crollati mostrando tutte le loro falle ( la famiglia, l’ unione tradizionale di ispirazione patriarcale, lo status symbol della ricchezza e del successo carrieristico ). Io non dico per partito preso che sia sbagliato sposarsi o avere poche esperienze sessuali. Una persona può benissimo essere più felice di altre anche sposandosi a 20 anni o rimanendo vergine, per assurdo. ma queste scelte bisogna farle per PROFONDA CONVINZIONE, E NON GIA’ PERCHE’ VENGONO IMPOSTE DA CANONI MORALI. io sono contrarissima anche alle ragazzine che cominciano ad avere rapporti sessuali a 14 anni solo per non “restare indietro” rispetto alle loro amichette “fighe” che si atteggiano da adulte. come anche ai ragazzini maschi che cominciano ad avere i primi rapporti sessuali a 12 anni perchè bombardati dalle pressioni degli amici e dai film porno. quindi io non ne faccio una questione di appartenenza di genere perchè la promiscuità è ugualmente sbagliata che la pratichino i maschi o che la pratichino le femmine, se viene praticata con NON COSCIENZA ! qui invece si fa sempre un discorso “puritano” sul fatto che LE DONNE, NELLO SPECIFICO, non dovrebbero avere troppi partner sessuali nella loro vita perchè questo denoterebbe una mancanza di valori. NON E’ COSI’ ! la mancanza di valori non sta nel numero di partner, ma come si vive quel rapporto con quella persona IN QUEL DETERMINATO MOMENTO. non so se riesco a farmi capire… l’ onere di cui io parlo – riferito alle unioni ufficializzate come anche alla semplice amicizia, non è quello di STARE VICINI ALLE PERSONE A CUI VOGLIAMO BENE QUANDO HANNO BISOGNO DI NOI. io questo non lo sento come un sacrificio ! è una cosa che faccio con IMMENSO PIACERE se tengo davvero a una persona. ma devi anche comprendere che se poi un bel giorno quel sentimento ( che sia di amore o che sia di amicizia ) finisce, io poi non mi posso sentire obbligata/o a condividere la mia vita quotidiana con…

  • 1315
    maria grazia -

    ….con quella persona, per non incorrere in spiacevoli conseguenze. magari se ho contratto un vincolo mi prendo le mie responsabilità nei limiti di ciò che posso fare per aiutare il mio ex coniuge in caso di grave difficoltà, o per continuare a stare comunque vicina ai miei figli. se siamo persone corrette e con buoni valori questo lo si fa, si mantiene un rapporto civile e collaborativo ANCHE DOPO. ma non mi posso sentire obbligata a corrispondere qualcosa che non sento più: l’ amore vero, il trasporto, la simbiosi chimica, fisica e psichica con il mio ex. non si può paragonare il rapporto genitori-figli con il rapporto passionale tra due coniugi, sono due cose completamente diverse. un compagno o un amante può sparire a un certo punto del tuo cammino. UN FIGLIO CE LO HAI PER SEMPRE E IO SAREI FELICE DI AVERLO PER SEMPRE, PER ME NON SAREBBE MAI UN PESO ! IN NESSUN CASO !
    le persone che “sclerano” completamente e che arrivano persino ad uccidere il coniuge o i figli, sono persone che hanno contratto il vincolo matrimoniale e la responsabilità dell’ impegno di una famiglia solo per seguire un canone, ma quando lo hanno fatto non avevano in realtà idea a cosa andassero incontro ! beh… io a questo punto preferirei vedere che certe persone non adatte a sposarsi o a metter su famiglia facessero davvero dei “porno” a destra e a manca piuttosto che vivere una vita CHE NON E’ LA LORO, per la quale non sono veramente portati e che gli causa solo oppressione, nevrosi e sofferenza ! preferisco vedere una persona che per sua indole decide di star sola e di scopacchiare a destra e a manca, piuttosto che vedere gente che a un certo punto IMPAZZISCE perchè ha fatto scelte non consone per la propria natura ! non ti pare ?…. dicevano bene gli hippies degli anni 60 quando proclamavano “FATE L’ AMORE E NON FATE LA GUERRA” ! e intendevano anche questo: evitare le guerre ( spesso truci ) che succedono anche in famiglia per l’ ostinazione di voler seguire a tutti i costi i dettami morali e la tradizione del matrimonio.

  • 1316
    Giampaolo -

    M. Commento n. 1310.
    Probabilmente sei tu che non hai capito nulla.
    Ma va bene così!

  • 1317
    rossana -

    M.,
    fin dal tuo primo post ho apprezzato non solo le capacità d’analisi e di sintesi ma anche i concetti chiave espressi su un argomento così complesso e soggettivo. Approvarli quasi tutti incondizionatamente sarebbe piaggeria; riprendere i pochi aspetti sui quali potrei avere qualcosa da osservare sarebbe come cercare il pelo nell’uovo.

    Non avendo la tua cultura (studi classici?), ho impiegato molti anni ad arrivare ai punti fermi acquisiti. Continuando a leggerti potrò forse meglio consolidarne alcuni e/o approfondirne altri…

    In passato tutto era più semplice, non solo nei sentimenti, ma anche allora esistevano rari rapporti amorosi autentici, immersi in un’anonima marea di altri più formali, se non reciprocamente opportunistici, tutti egualmente ammantati d’invidiabile perfezione il più a lungo possibile.

    Espressioni di singole persone (in quanto di meglio ognuna di esse è in grado di dare), gli amori capaci di superare l’innamoramento e di resistere al tempo continueranno a essere rari, sia quelli rivestiti di sacramento religioso o di semplice convalida civile che quelli racchiusi in già meno stabili convivenze oppure vissuti in modo totalmente libero, come eterni fidanzamenti. Non è l’involucro ma quanto in esso contenuto, che solo gli interessati possono conoscere con relativa chiarezza, a fare la differenza.

    Mi fa piacere che nuovi uomini e nuove donne si affaccino in modo più onesto e più consapevole sull’eterna piattaforma dell’amore ma mi chiedo nel contempo, abbastanza confusa, se ci sarà ancora chi vorrà mettere al mondo dei figli e, in caso affermativo, dove si potrà collocarne la crescita e su chi ricadranno maggiormente l’impegno e la responsabilità nei loro primi 15/18 anni di vita…

    Buona domenica a tutti!

  • 1318
    la verità fa male -

    M. e Giampaolo.Mi sono riletta i vostri interventi per cercare di capire dove è sorto il fraintendimento. M., Giampaolo (correggimi se sbaglio Giampaolo) volendoti dire che nei rapporti, non solo amorosi, ma anche di amicizia, occorra essere affidabili, e che quindi se si parla di amore allora lo si dimostri e se si parla di amicizia (o più banalmente anche di un impegno preso, che potrebbe poi essere di lavoro o altro) lo si dimostri, ti ha fatto l’esempio delle 8 del mattino, che se ti dice che viene viene, a meno che non gli succeda qualcosa di grave. Dico cose banali, e infatti… Siamo all’ABC, scusate… Perché se un “amico” mi dice “non sentirti sola, ti voglio vedere”, poi mi chiama tra sei mesi e mi domanda “che fai di bello”, scusate di nuovo… Ma ci stiamo a prendere… Eh?

    M., mi è venuta in mente una scenetta. Giampaolo ti telefona e ti dice: allora siamo d’accordo, domani vengo alle 8. E tu, per tutta risposta, gli hai detto: Eh, facile così! Domani, sì, facile! Ti voglio vedere, io, sul lungo termine, tra dieci anni! Se poi, ci vieni, la mattina, alle 8! : )))

    Il che, scusami, ma fa intendere che tu non hai inteso ciò che Giampaolo ti stava dicendo…

    Maria Grazia, se ti metto di buon umore ora che ho l’umore nero, e ce l’ho da quando ti “conosco”, figuriamoci che risate ci saremmo fatte quando stavo bene! : )
    Se dici davvero… Che dire, mi fa piacere, davvero.
    Tu che mi sia simpatica non c’è dubbio. Stavo quasi per proporre a Giampaolo guarda… Di venire in spedizione punitiva da te, per darti una RESETTATA UMANA come si deve. : )))
    Che qua, se non ci sbrighiamo, mi diventi un’aliena del tutto, in men che non si dica. Che poi non sapevo dei computer… Io mi credevo che tu lavorassi nel settore trasporti, con tutti sti camionisti e i bar con biliardo in cui ti fermi! 🙂

    Tornando seria. Tu scrivi: le “scelte bisogna farle per PROFONDA CONVINZIONE, E NON GIA’ PERCHE’ VENGONO IMPOSTE DA CANONI MORALI”.
    Certo. Ma ora ti pare che ci sia “profonda convinzione”? E poi ora c’è il “canone i-mmorale”, spesso poi finto.
    L’esperienza sessuale poi che significa? No, perché secondo me una che fa l’amore con uno per dieci anni, ho la vaga sensazione che “pratichi” molto di più di un’altra che negli stessi dieci anni è stata con una trentina di uomini per una notte o giù di lì… Poi oh, ognuno fa come crede. Si fa per dire, perché il problema è che pochissimi fanno “come credono”. Fanno – o fanno finta – come “gli altri”. Che chi saranno… Mah?

  • 1319
    la verità fa male -

    E mi torna in mente, molto spesso, il film “Il conformista” di Bertolucci…

  • 1320
    M. -

    Rossana,

    per quanto riguarda le mie considerazioni, se c’è accordo nel generale, cerca e dimmi pure la discordia sul particolare. Cerca il pelo nell’uovo.
    Mi piace molto la precisione ed il confronto, purché privo di ovvietà. Non voglio cose tanto ovvie, da scadere nel banale.
    Mi piacciono i discorsi crudi, brutali, e non ricamati.

    Rossana tu hai fiuto! Sì, ho fatto studi anche classici, e continuo a studiare tutto ciò che mi piace.
    La parola d’ordine è: approfondire.
    In pochi giorni hai fiutato più di una cosa sul mio conto. Forse è “colpa” dell’intuito femminile.
    Tra tutti quelli con cui ho scambiato opinioni qui sopra, tu mi sembri la persona più affine a me come pensiero, e quella più capace di comprendermi.
    Probabilmente tu sei più grande di me, quindi mi interessa molto una tua opinione su tutto.

    Per quanto riguarda la ricaduta di responsabilità dei propri figli, ora più che mai ricade sui genitori.
    Non ci sono alternative, perché il nucleo familiare allargato di una volta non c’è più.
    I nonni o gli zii non vivono più nella famiglie dei propri figli o nipoti, e quindi hanno un ruolo marginale.
    Marginale nella presenza, intendo.
    Le famiglie diventano sempre più piccole, e l’unica figura che non può tirarsi indietro è proprio quella genitoriale.
    Le spalle coperte non ce le ha più nessuno, e per questo credo che i nuovi figli saranno più svegli di quelli vecchi.
    Il tempo delle certezze è finito, quindi “se te la sai cavare, te la cavi, e se non te la sai cavare, ti arrangi”, parola di mia nonna, classe 1916.
    È stata una Donna incredibile.

    Saluti
    M.

  • 1321
    M. -

    La verità fa male,

    “…l’esempio delle 8 del mattino, che se ti dice che viene viene, a meno che non gli succeda qualcosa di grave. Dico cose banali, e infatti… Siamo all’ABC”

    Io,

    “Non voglio cose tanto ovvie, da scadere nel banale.”

    Ecco, appunto.
    La tua e la mia considerazione casca a pennello, e sancisce una diversità completa nel modo di percepire le cose, di ragionare, di discutere.
    Binari paralleli.
    Non capisco da cosa nasce l’esigenza di scrivermi una cosa ovvia.

    “o più banalmente anche di un impegno preso, che potrebbe poi essere di lavoro o altro) lo si dimostri”

    Gli impegni vanno mantenuti, certo.
    C’ è qualcuno che può asserire il contrario?

    “volendoti dire che nei rapporti, non solo amorosi, ma anche di amicizia, occorra essere affidabili”.
    C’è qualcuno che può negare l’importanza
    dell’affidabilità in qualsiasi tipo di rapporto personale?
    Ma di che stiamo parlando?

    Sono ragionamenti-ivolucro, questi. Non vanno a sviscerare nulla e non rivelano nulla che non possa essere facilmente visto da tutti.

    “Perché se un “amico” mi dice “non sentirti sola, ti voglio vedere”, poi mi chiama tra sei mesi e mi domanda “che fai di bello”, scusate di nuovo… Ma ci stiamo a prendere… Eh?”
    Ecco, questa è una di quelle tipiche persone che meriterebbe sonori calci nel culo, ma dati bene!
    Gli amici sono un’altra cosa.

  • 1322
    Giampaolo -

    Verità, commento n. 1318.
    E già, proprio come dici tu.
    L’esempio del “ti passo a prendere alle 8” era inteso per far capire che se si prende un impegno lo si deve rispettare. A meno che non dipenda da noi.
    E non c’entrava l’arco temporale. Che d’altra parte avevo già contemplato citando il fatto di aver preso un impegno ben più lungo (con mia moglie) e di averlo a tutt’oggi rispettato.
    Parlavo di garanzie insomma, di certezze, che un uomo che sia uomo, a mio parere, in certi frangenti deve saper dare.
    Fermo restando che va vissuto il presente, così come proclamava il buon Lorenzo. Visto che del doman non v’é certezza!
    E l’esempio dei miei amici mi sembrava calzasse ancora meglio visto l’orizzonte temporale addirittura superiore a quello del mio matrimonio. 40 anni mi sembra un orizzonte temporale discreto. O no?
    Ma va be. Come dice il buon M……non fa niente!

  • 1323
    maria grazia -

    “Maria Grazia, se ti metto di buon umore ora che ho l’umore nero, e ce l’ho da quando ti “conosco”, figuriamoci che risate ci saremmo fatte quando stavo bene! : )”

    questo è poco ma sicuro mia cara ! 😉

    “Stavo quasi per proporre a Giampaolo guarda… Di venire in spedizione punitiva da te, per darti una RESETTATA UMANA come si deve. : )))”

    quando volete ragazzi ! basta che non vi scandalizzate per la mia vita tutta rock n’ roll, sesso e bar di bassa lega ! 😀

    “Che qua, se non ci sbrighiamo, mi diventi un’aliena del tutto”

    credimi .. ci somigliamo più di quanto pensi 😉 ma non devi stare male per questo ! 😀

    “Che poi non sapevo dei computer… Io mi credevo che tu lavorassi nel settore trasporti, con tutti sti camionisti e i bar con biliardo in cui ti fermi! :)”

    sono una cattiva ragazza ma mi piace apprendere e studiare ! 🙂

    “L’esperienza sessuale poi che significa? No, perché secondo me una che fa l’amore con uno per dieci anni, ho la vaga sensazione che “pratichi” molto di più di un’altra che negli stessi dieci anni è stata con una trentina di uomini per una notte o giù di lì”

    verità
    su queste cose nessuno può avere certezze assolute. può darsi che molte donne single abbiano poche esperienze sessuali, come ce ne possono essere altre che fanno sesso regolarmente, magari in storie non ufficiali o addirittura “clandestine”, cioè con persone già impegnate. non partire dal presupposto che siccome una non è sposata o fidanzata ufficialmente, ha solo storielle occasionali. io ho frequentato regolarmente per cinque anni sempre lo stesso ragazzo, e anche se non stavamo insieme ufficialmente in quel periodo facevo sesso solo con lui. e non perchè me lo chiedesse lui di fare così, ma perchè lo volevo io ! perchè se mi interessa una persona poi per me tutti gli altri non esistono.
    l’ unica cosa bella di questo mondo, è forse proprio che l’ umanità è complessa e variegata e le dinamiche che regolano la vita di una moltitudine di persone non si possono racchiudere in copioni ripetitivi e standardizzati. La realtà va sempre ben oltre ciò che comunemente ci si immagina.
    nella vita di noi donne single, oltre agli amanti fissi che amiamo ma che non ci vogliono per un impegno ufficiale, c’è anche un’ altra categoria, il cosiddetto “soccorritore”, ovvero quel tipo di uomo che magari non amiamo alla follia, ma con cui c’è un buon feeling umano e istintuale e anche con costoro si possono stabilire “relazioni” durature nel tempo.

  • 1324
    maria grazia -

    concludendo: la leggenda secondo la quale la donna single sarebbe una specie di femmina disumanizzata che se li passa tutti e ha solo incontri fugaci, è una convinzione tanto diffusa quanto falsa !
    e questo è solo uno dei tantissimi punti sul quale c’è ancora troppa NON CONOSCENZA delle dinamiche dei rapporti moderni tra i due sessi.

  • 1325
    la verità fa male -

    M., scusami, ma tu non hai compreso, con OGNI evidenza, una cosa SEMPLICISSIMA che ti ha detto Giampaolo, dicendo a lui, peraltro, che “non capisce”. Perdonami, ma questo modo di “discutere”, a me, non piace. Anzi, *non è* discutere. Se non ci si capisce ci si spiega, se si sbaglia ci si scusa e se addirittura non si è capito NOI non si può dire all’altro “tu non hai capito”. Eh. Io ho cercato di indicarti dove, e dovendo scadere io veramente nell’ovvio… Ma solo perché stavo cercando di fare un favore a te, sai M. Poi, se questo allora DEVE (perché tu non intendi vedere DOVE hai frainteso) significare che io dico cose ovvie e tu cose profondissime e originalissime… Allora non mi resta che salutarti, visto che tu non hai alcuna intenzione di discutere e lo hai dimostrato. Ah, un’ultima cosa, che non mi piace: in una discussione pubblica ci si rivolge a tutti. E non ci si “sceglie” gli interlocutori che più ci aggradano o ci sono affini. Altrimenti ci si scambia una mail e ci si parla in modo privato. Francamente, se devo dirti, gli atteggiamenti snob li ho sempre sopportati poco bene, e temo proprio che non inizierò a sopportarli ora… Solo che, vedi, è difficile per me trovare un luogo in cui poter discutere, come si dice, veramente, civilmente e rispettosamente. Se devo “discutere” come fai tu, torno a distribuire “like” su Facebook, che faccio prima.

    Rossana, ho conosciuto persone che hanno studiato, ma che non hanno nulla né da dire né da dare. Non sentirti da meno di chi ha studiato, specie oggi, che proprio non è cosa…
    Se le persone “che hanno studiato” (classe dirigente: delle peggiori al mondo…), qui in Italia, avessero un valore, stai tranqilla che l’Italia non si troverebbe al punto in cui è. Anche perché i geniali che “hanno studiato”, avrebbero trovato il modo di far fuori questa classe dirigente di parassiti, e invece no… Stanno a studiare, chiacchierare… Insomma, fanno come quegli altri: che quando c’è da fare qualcosa, ma sul serio, per la collettività, si dileguano tutti. E tornano a “coltivare i loro studi”, i “loro interessi”, il “loro orticello”, tanto il posticino di lavoro, o la rendita di papino e mammina, ce l’hanno.
    Maria Grazia, ahahahahaha! Certo che ci somigliamo. Però io sono una frana al biliardo. Sai che una volta ho provato? Incredibile! Difficilissimo! Non sono nemmeno riuscita a tirare! Deprimente. : )
    Però giocavo a calcio da bambina…

  • 1326
    la verità fa male -

    Giampaolo, oltre alla affidabilità, ci vuole tanta, ma tantaaaaaa pazienza. : ))

  • 1327
    rossana -

    Verità,
    amando la psicologia e avendone qualche nozione di base, a volte riesco a capire abbastanza di una persona non tanto da quello che scrive ma da come lo scrive. ciò non avviene quando questa è descritta da altri. cerco, comunque, di darti una generica risposta.

    “Posso dire, per esempio, che inizio a vedere come se avesse PIU’ PERSONALITA’. Cambia continuamente IDEA, obiettivo, umore, sentimenti…?” – i veri e propri traumi, tanto per intenderci, sono assimilabili agli abusi sessuali subiti da bambini e rimossi, magari mai rivelati a nessuno, che nella vita adulta rendono distorto il relazionarsi con l’altro sesso. oppure all’aver assistito a omicidi o a violenze particolarmente efferate, che poi non si è riusciti a elaborare in modo da ritrovare un equilibrio interiore nella propria quotidianità. ma, anche, carenza d’affetto nell’infanzia in soggetti particolarmente sensibili, così marcata da non aver permesso lo sviluppo di un’adeguata autostima. non sono facili da individuare ma danneggiano molto, in vari modi, la personalità di chi se li porta dentro, a volte pure inconsapevolmente.

    “E rientra, sempre più, in RUOLI: sa che cosa gli viene chiesto, ed ESEGUE. Ma chi gli sta VERAMENTE accanto capisce che NON C’E’…” – quanto descrivi nel secondo passaggio sembra più il disadattamento di una persona insicura, che, trovandosi in una situazione più complessa di quanto non le sia possibile reggere, cerca di destreggiarsi come meglio può, nell’ottica di non scontentare nessuno. i ruoli fanno parte della vita di tutti e il temperamento non dovrebbe variare troppo nel passare dall’uno all’altro. una semplice terapia d’appoggio, che metta ordine fra diritti e doveri, dovrebbe poter aiutare, se il soggetto ne sente il bisogno.

    spero di averti dato un orientamento, su cui, però, sono bel lontana dal mettere la mano sul fuoco.

  • 1328
    Giampaolo -

    Verità, e si per carità, hai ragione, oltre all’affidabilità, ci vuole taaaanta pazienza.
    Ma anche per il discorso che tu facevi sulle cose ovvie.
    L’ovvio sembra scontato ma oggi non lo comprende quasi più nessuno.

  • 1329
    la verità fa male -

    Rossana, ti ringrazio.
    “amando la psicologia e avendone qualche nozione di base, a volte riesco a capire abbastanza di una persona non tanto da quello che scrive ma da come lo scrive. ciò non avviene quando questa è descritta da altri.”

    Con i miei esempi però volevo darti un’idea: una scena calata nel reale. E’ difficile da spiegare. Mi è capitato di notare in qualcuno (persone poi che ho compreso fossero instabili o disturbate) come una specie di “sdoppiamento”, di assurda e repentina “assenza”, anche se tu eri lì, e si stavano facendo le cose più normali. “Assenza” che, bada bene, si capiva che era diversa da quella usuale che si può riconoscere in chi “ha pensieri”, preoccupazioni, stress ecc. Come una specie di black-out, in cui tu ti accorgi che l’altra persona non se ne accorge nemmeno: in quel momento non c’è proprio, tu te ne accorgi… Lasci perdere, fai finta di niente, e dopo un po’ quella persona “torna normale”… In questo senso ti domandavo se QUESTO e non come uno scrive… Può essere il sintomo, insieme ad altri, di un trauma che ha già fatto seri danni… Di cui la persona per buona parte nemmeno si accorge, non sa, e magari più che altro sente un’inquietudine diffusa, di cui non si spiega, e non riesce più, sotto sotto, a sentirsi bene, a suo agio, un po’ in tutte le situazioni e gli ambienti, e se prima magari si giustifica (tipo: il lavoro non mi piace, quindi è normale che io non mi trovi bene) dopo non riesce più a trovare il bandolo della matassa, poiché inizia a stare male anche in situazioni in cui potrebbe stare bene (esempio, relazioni, tempo libero ecc.).

    Immagino di essere stata complicatissima.
    Ci sono state cose difficili, per me, da capire (e in certi casi, francamente, mi sono detta che: o c’era un disturbo piuttosto profondo, o un trauma altrettanto profondo… Cose che, ovviamente, non potevo capire! Non essendo una psicologa…).
    Comunque molte grazie, sei stata molto gentile. Per me può bastare così, a meno che a te non venga di aggiungere altro.

  • 1330
    la verità fa male -

    Maria Grazia, di nuovo. Mia cara simile : )
    Tu scrivi: “la leggenda secondo la quale la donna single sarebbe una specie di femmina disumanizzata che se li passa tutti e ha solo incontri fugaci, è una convinzione tanto diffusa quanto falsa !
    e questo è solo uno dei tantissimi punti sul quale c’è ancora troppa NON CONOSCENZA delle dinamiche dei rapporti moderni tra i due sessi.”

    Spero che tu non ti riferisca a me e a ciò che ho scritto, perché non penso proprio cose del genere (donna single disumanizzata, per dire). Sto dicendo che siamo in una nuova dittatura, che utilizza questa pseudo-libertà, in ogni campo (facciamo quel che ci pare eccetera) per rincoglionire le persone… Che sono convintissime (peccato: solo nella loro ostentazione, che tutto va bene, e siamo felici così, e le cose me le scelgo io, decido io eccetera eccetera) non ho capito bene di che cosa, a questo punto (ah già: forse che tutti dovremo morire, già…) mentre io addirittura ho il vago sentore che ci siamo messi in un bel casino… E non vedo “proposte”. Vedo un bel “tiriamo a campare”, “adattiamoci”, “si salvi chi può”. Il che mi pare un po’ pochino… Per la grande “civiltà” d’Occidente.

  • 1331
    maria grazia -

    “Spero che tu non ti riferisca a me e a ciò che ho scritto, perché non penso proprio cose del genere (donna single disumanizzata, per dire)”

    ciao verità 🙂
    quando ti ho dato quella risposta non mi riferivo a te in particolare, dal tuo discorso ho solo preso lo spunto per affermare che molti pensano determinate cose della donna single, ma si tratta appunto, nella maggior parte dei casi, di cose non vere, e comunque tu sei libera di pensare quello che vuoi. Le mie tesi non sono un attacco a chi eventualmente non dovesse pensarla come me, ma un sunto di quello che ho appurato in base alla mia esperienza di vita. e che può non collimare, ovviamente, con altri punti di vista.
    io non credo alle visioni “complottistiche” che mirano a distruggere i valori dell’ unione tra le persone e della famiglia tradizionale. secondo me oggi molte persone hanno semplicemente capito che sposarsi non conviene in base a deduzioni logiche, e non perchè si stanno stravolgendo in malo modo i buoni e antichi valori ( che io non credo fossero così “buoni” ). le persone che sanno amare di più e amare meglio, pur prendendosi un impegno secondo me sono proprio quelle che non mirano a incastrare i sentimenti in precisi schemi e strutture, che non tendono a etichettare le persone da scegliere per ottenere una qualche “garanzia” di gestione del rapporto. oggi gli amori più fallimentari non sono quelli che hanno qualcosa di “rivoluzionario”, ma sono quelli vissuti da persone che si ostinano a voler seguire un vecchio copione molto in auge in tempi passati ( i tempi dei presunti buoni e antichi valori, appunto ). questo a mio avviso è una segnale di evoluzione e di cambiamento della società, e non di involuzione, o del “si salvi chi può”. spero che quando critichi la società occidentale tu non esprima implicitamente ammirazione per la società orientale, nella quale vige l’ oscurantismo e l’ ignoranza più assoluta, nella quale vengono negate all’ individuo le più elementari libertà e dove la donna subisce violenze e oppressioni di ogni genere, situazioni che per noi donne occidentali sarebbero assolutamente insostenibili. bisogna accettare che la libertà di cui possiamo godere ha un prezzo, e questo prezzo è, a volte, la solitudine, l’ “apparente deserto” di cui tu parlavi e che vediamo intorno a noi. Le persone sono rincoglionite dalle logiche di mercato e dalle fisse consumistiche, e questo è un altro triste aspetto della nostra società libera.

  • 1332
    la verità fa male -

    Maria Grazia
    “spero che quando critichi la società occidentale tu non esprima implicitamente ammirazione per la società orientale, nella quale vige l’ oscurantismo e l’ ignoranza più assoluta, nella quale vengono negate all’ individuo le più elementari libertà e dove la donna subisce violenze e oppressioni di ogni genere, situazioni che per noi donne occidentali sarebbero assolutamente insostenibili. bisogna accettare che la libertà di cui possiamo godere ha un prezzo, e questo prezzo è, a volte, la solitudine, l’ “apparente deserto” di cui tu parlavi e che vediamo intorno a noi.”

    A questo punto al prossimo commento suppongo che tu mi darai di Talebana? : )
    Suppongo, ancora, che per Oriente tu intenda il Medio Oriente: realtà che non conosco, e che comunque non posso considerare esclusivamente come tu la dipingi (violenze e oppressioni e basta) dal momento che qualche informazione “positiva”, di quelle realtà, mi giunge… E quindi, in Medio Oriente, le donne studiano, si laureano, lavorano ecc.
    In ogni caso, vivo nella realtà dell’Occidente e in una realtà in cui le persone, tu scrivi, “sono rincoglionite dalle logiche di mercato e dalle fisse consumistiche, e questo è un altro triste aspetto della nostra società libera”, e non mi pare proprio che sia una società libera. Ovviamente la libertà assoluta non esiste e non esisterà mai. Ma forse a qualcosa di un po’ più “umano” ed “evoluto”, dopo secoli e secoli… Potrebbe pure esistere. Stiamo regredendo: con altissima tecnologia…
    Tu hai detto, giorni fa, che il sistema capitalistico sta crollando. Ma è già crollato. Adesso siamo nella finanza e nell’economia (e nei “rapporti”) virtuali, Maria Grazia = economia finita e morte di PERSONE. TANTE. Ma gli esseri umani che crepano sono ancora VERI. Ma cosa importa? NULLA. Questa è la realtà, in Occidente come altrove.

    Giampaolo, a forza di dare per scontate le cose… Si è visto come è finita.
    Diamo per scontata l’energia (e così, non importa se poi tappezziamo la terra di centrali nucleari e ficchiamo sotto terra di tutto), si è dato per scontato che tutti avremmo avuto i “diritti” (al lavoro eccetera), e per finire si è dato per scontato che se l’altro ci ama o ci è amico, e ce lo dimostra, non importa poi dimostrarlo noi: tanto è scontato che si ama o si è amici…

    Ah, Maria Grazia, per finire: la solitudine esistenziale, di ognuno di noi, è una cosa, quella sociale (isolamento sociale, divisioni, egoismo, classismo, mafie), un’altra.

  • 1333
    Giampaolo -

    Ciao Verità
    No aspetta, io non ho detto che le cose si devono dare per scontate.
    Ho detto che l’ovvio non lo considera più nessuno, riferendomi a M che ha parlato di ovvietà.
    Ma di dove sei, posso saperlo ?

  • 1334
    maria grazia -

    verità
    lungi da me pensare che tu sia talebana ! 🙂
    vedi io penso che oggi stiamo vivendo una sorta di nuovo far west. ma non è il far west delle pistolettate e dei cowboy a cavallo, ma è il far west della tecnologia e della finanza, del mercato senza regole che, assurdamente, pensa di dettare delle “regole”…è una schiavitù in qualche modo indotta da noi stessi e dalle nostre fissazioni ( devo comprarmi l’ auto nuova per piacere alle ragazze, devo fare carriera per far contenti i miei genitori, devo poter consumare e poter spendere altrimenti sono un fallito, devo… e non: VOGLIO ).ma se le persone continueranno a fare le cose PERCHE’ DEVONO, E NON PERCHE’ LE VOGLIONO VERAMENTE, è chiaro che ci sentiremo sempre degli SCHIAVI, a prescindere dagli assetti costituzionali, politici e finanziari che governano la vita del paese. da questo tipo di schiavitù di cui tu parli, da questo “far west” si può uscire. come? semplice! proprio come facevano i cowboy ribelli del far west di due secoli fa per ribellarsi al tiranno della contea… RIBELLARSI AL SISTEMA, FARE LE COSE CHE VERAMENTE SENTIAMO, E NON FARE DETERMINATE SCELTE PERCHE’ LE FANNO GLI ALTRI. La gente ad esempio si lamenta delle banche, ma continua a depositarvi i propri soldi. Si lamenta del sistema fiscale, ma non cerca sistemi alternativi per non versare tasse ingiuste allo Stato italiano. La gente occidentale insomma è “schiava”, ma la sua schiavitù è sopratutto mentale. volendo si può uscirne !
    Diversa cosa è la schiavitù in cui vigono regimi dittatoriali e religiosi. In quel caso non ti puoi ribellare, se non al costo della vita o di guerre truci, e mi pare che la faccenda sia un pò differente dalla nostra…

  • 1335
    M. -

    verità,

    “questo modo di “discutere”, a me, non piace. Anzi, *non è* discutere”.

    Da quando ho iniziato a scrivere (2 luglio) ho fatto, compreso questo, 20 interventi, contenenti circa 21 quesiti.
    A questi 21 quesiti, da te, che ti reputi una persona in grado di discutere “veramente, civilmente e rispettosamente”, non mi sono arrivate altrettante risposte.
    Quindi da una persona che, a parer tuo, non è capace a discutere sono state fatte più domande rispetto al numero dei post scritti, mentre da te, persona molto incline allo scambio epistolare, meno di 21 risposte.
    Sulle parole si possono creare degli equivochi, ma i numeri parlano chiaro.

    ” in una discussione pubblica ci si rivolge a tutti”.
    Mi sono sempre rivolto a tutti in generale, ed in particolare:
    7 volte verso Rossana
    3 volte verso di te
    5 volte verso Golman
    4 volte verso Giampaolo
    1 volta verso Maria Grazia
    0 volte Valinda

    “E non ci si “sceglie” gli interlocutori che più ci aggradano o ci sono affini. Altrimenti ci si scambia una mail e ci si parla in modo privato”
    Infatti sei stata tu a scegliere degli interlocutori con i quali scambiarti la mail. Non io.

    “Allora non mi resta che salutarti, visto che tu non hai alcuna intenzione di discutere e lo hai dimostrato”
    Incoerenza: accusi me di non avere intenzione di discutere, ma poi chi mi si ritrae da una discussione con me, sei tu e non io, e lo fai con tanto di saluto.

    “una cosa SEMPLICISSIMA che ti ha detto Giampaolo”.
    Una cosa detta con talmente tanta semplicità che ti sei sentita in obbligo di fare il di lui surrogato, e di certo non per indicarmi la retta via “o ho cercato di indicarti dove, e dovendo scadere io veramente nell’ovvio… Ma solo perché stavo cercando di fare un favore a te, sai M.”

    Così come tu hai espresso una affinità maggiore con alcuni utenti che scrivono qui, così io l’ho espressa verso Rossana, e sono liberissimo di farlo.

  • 1336
    M. -

    Sempre per Verità,

    Ecco dove nasce quello che tu hai indicato come equivoco, anche se di equivoco non si tratta.

    “Eccole le certezze M. Se c’e’ bisogno loro scappano da me ed io da loro. E ridiamo quando c’e’ da ridere. E ci mandiamo affanculo se necessario.
    É già successo e succederà ancora. Sempre!”

    Questa frase è stata scritta da Giampaolo nel post n. 1310.
    Allora: a me dà molto fastidio quando una persona attribuisce a me cose false.
    Mi dà fastidio quando una persona vuole riassumere ragionamenti altrui, con conclusioni proprie, per di più errate.
    Se la conclusione di Giampaolo fosse stata la mia, se avesse fatto parte del mio pensiero, ti assicuro che non avrei avuto nessuna difficoltà ad esprimerlo, e lo avrei fatto.
    L’esempio del “ti passo a prendere alle 8”, non c’entra nulla.
    non è quello il punto.
    Non mi piace essere imboccato con conclusioni che non sono mie.

    Fortunatamente conduco la mia vita in una maniera più seria e responsabile rispetto alla infelice frase del post 1310.
    Più di una volta mi è capitato di fare da colonna portante ad amici di una vita o parenti che, per varie questioni dolorose, si stavano sgretolando.
    Quindi ho riso con loro ed ho pianto con loro quando le cose non andavano bene, e si sono concluse tragicamente, di certo non li ho mandati affanculo com’è stato scritto.
    Le MERDE scappano nel momento del bisogno, non io.
    Le MERDE ci sono solo nei momenti in cui si ride, non io.
    Le MERDE non hanno il coraggio di mandarsi “affanculo” quando le cose giungono a termine.
    Non IO.
    Quindi quelle frasi che sono state scritte per me nel finale del post 1310, le respingo al mittente.

    E lascio a te, Verità, lo snobismo, caratteristica che non mi appartiene.

  • 1337
    rossana -

    M.,
    ieri ho tirato giù quasi tutti i post che hai scritto in questi giorni, per avere una visione in sequenza dei molti punti che hai trattato, in modo quasi inconfutabile. so che ti devo delle risposte più concrete di quelle che finora ti ho dato ma non è facile nè risponderti, nè evitare quanto può essere ovvio per te e non per me.

    mi ripropongo di trattare un aspetto per volta su cui ritengo valga la pena soffermarmi dopo adeguata riflessione: non sei un interlocutore con cui è semplice confrontarsi… dammi un po’ di tempo e le risposte e/o osservazioni arriveranno.

    nel frattempo ho letto su Wikipedia la sintesi del Fedone, che ho trovato davvero interessante, soprattutto nel seguente enunciato: “Dimostrazione di questa superiorità dell’anima sul corpo è anche il fatto che è la prima a governare sul secondo, e non viceversa.” (F. Trabattoni). grazie per averlo segnalato.

    una domanda, però, te la pongo anch’io: c’è qualcosa di umano che ritieni più soggettivo dell’amore?

    a presto!

  • 1338
    rossana -

    per M.:

    “Io non conosco la tua età, ma vuoi dire che la Rossana dei 20 anni è uguale a quella di adesso?
    La tua visione sul futuro di quando avevi 20 anni è uguale a quella che hai adesso?
    Sarà cambiato qualcosa, si saranno evolute certe considerazioni, o no?
    Sarai maturata, saranno nate in te nuove esigenze, nuove mancanze, o no?”

    Ho più del doppio della tua età e non potrei, nemmeno volendolo, essere uguale a quella che sono stata in passato. Tuttavia, la mia visione (non del futuro) ma di quanto avrei allora desiderato trovare nel futuro, e di quanto ancora oggi vorrei, è rimasta sostanzialmente la stessa, così come non sono cambiate le inclinazioni più significative del mio temperamento, quelle che ne denotano gli elementi di fondo che si ribaltano nelle aspettative, non solo di coppia ma anche di vita. Forse appartengo alla tipologia di persone che non cambiano molto in quanto per esse è essenziale.

    Di certo sono maturata, più o meno intorno ai 35 anni, ma soprattutto, nell’incappare nelle esperienze amorose – non sempre propriamente scelte – che mi sono trovata a vivere, ho acquisito maggior conoscenza di me stessa e maggior consapevolezza di persone ed eventi. In amore mentre si vive spesso non si riesce a ragionare più di tanto (scelta del male minore). Lo si fa a posteriori, quando si deve apprendere e interiorizzare la lezione che ogni rapporto ci lascia. Esperienza che a poco servirà, per noi stessi, nelle relazioni future…

  • 1339
    rossana -

    per M. (2)
    “per quanto tempo la COPPIA deve guardare nella stessa direzione?
    Per tutta la vita?
    E se ad un certo punto, uno dei due, coerentemente con la natura mutevole dell’essere umano, iniziasse a cambiare visione? Se ad un certo punto uno dei due inizia a guardare da un’altra parte, che succede?”

    Non sarebbe male se una coppia potesse continuare a guardare nella stessa direzione per il resto della vita (tristi e solitari sono gli anni della vecchiaia, ora particolarmente lunga e non meno avvilita del passato da acciacchi) ma sarebbe pure pretenzioso pretenderlo. Se uno dei due inizia a cambiare visione, in aspetti importanti del condividere la quotidianità e/o i progetti, anche quelli a suo tempo ritenuti compatibili, dopo essersi sforzati entrambi di ritrovare un equilibrio di coppia, se possibile, non resta che lasciar andare chi non desidera più restare.

    Il prezzo più alto ricade inevitabilmente su chi non è cambiato o non ha cambiato visione, e nella maggior parte dei casi non sono noccioline (ragione e cuore non camminano sulla stessa falsariga)… Anche chi si allontana paga un prezzo, più o meno salato, in relazione a quanto di sé aveva investito nel rapporto e al senso di sconfitta che gli deriva dalla sensazione, più o meno sofferta, di aver sbagliato a scegliere, di aver perso tempo e buttato “perle ai porci”. D’altronde tutto si paga a questo mondo: basterebbe essere consapevoli fin dall’inizio che si tratta di un’unione a tempo, eventualmente rinnovabile, come qualcuno già ha proposto d’impostare, nero su bianco, affinchè non possano sorgere malintesi e siano evitate sofferenze inutili.

    A mio avviso, è molto importante l’età in cui assume una decisione con la prerogativa che sia di una certa importanza, anche magari in previsione di figli. Non meno di 30-35 anni per la donna e non meno di 35-40 anni per l’uomo. Se fatta a questa età, una scelta può essere più consapevole e più duratura. Cosa a parte sono le grandi manovre di prova, senza pretese, utili soltanto a conoscere se stessi e un minimo assaggio di cosa può dare e togliere l’amore…

    tutto ovvio e banale per i più, e in particolare quasi certamente per te: nient’altro che comune buon senso! approfondimento di parole e concetti più che validi sulla carta ma nella maggior parte dei casi parecchio più difficili da mandar giù nella realtà.

    PS: per evitare di ripetermi troppo, posso chiederti da quale numero di post hai cominciato a seguire questo thread?

  • 1340
    rossana -

    per M. (3):

    Concordo sia su “Ed il nostro tempo non sta facendo altro che alzare il velo dell’ipocrisia che ha sempre coperto questi amori-eterni.” che su “la poesia è cosa diversa dalla realtà.”

    Vera la prima affermazione, sempre con le dovute, rare ma pur esistenti eccezioni. Vera anche la seconda, sulla quale, però, proporrei un minimo di tolleranza. Se prima si voleva considerare le unioni amorose tutte zuppa, ora mi sembra poco corretto voler far apparire crema quello che altro non è, fino a prova contraria, che pan bagnato. Non basta che uno dei due sappia quello che vuole e sia onesto con se stesso e con l’altro. Bisogna essere in due a vivere con pienezza emozioni autentiche!

    Puoi cambiare nome all’amore, considerarlo, giustamento, come lo senti tu e non un altro (due persone che si amano sinceramente non lo faranno mai nello stesso modo), esprimere le tue idee con la pacatezza dei miei anni o con la durezza dei tuoi, quasi certamente inaspriti da una sbandata che ancora fa male, ma la sostanza non cambierà: la sincerità starà sempre alla sincerità; la falsità e l’opportunismo, per non considerare l’insicurezza e la fragilità, se presenti in uno dei due partner, mineranno sempre le fondamenta del sentimento. Essere e apparire sono difficili da distinguere. Nemmeno vivendo un’intera vita con una persona potrai mai essere sicuro di chi hai avuto al tuo fianco.

    Secondo me, se l’innamoramento è profondo, sarebbe forse anche crudele negargli l’istintivo, momentaneo anelito all’infinito e all’eternità. Sarebbe come dire: “siamo uniti nell’amore ma non legati da un’intesa di fedeltà”. Certo non è il caso di promettere e giurare a vanvera ma nemmeno di ridurre, fin da subito, quella che è la sensazione più sorprendente e quasi magica che un essere umano possa vivere alla polvere che prima o poi diventerà. Sarebbe come negare la vita mentre appena si sta iniziando a percepirla. Dal mio punto di vista non si tratta di essere più o meno romantici ma di non esagerare in nessuno dei due atteggiamenti.

    nonostante sia da tempo “fuori dai giochi”, continuo a interessarmi al rapporto amoroso di coppia perchè lo considero un argomento con tali e tante sfaccettature da evitarmi la noia, che invece provo in altri settori. non mi limito a leggere la marea di opinioni, spesso controverse, che sono state scritte: mi piace soprattutto indagare le storie reali di persone reali. vivere non solo la mia psicologia ma anche quella altrui in un ambito così variegato…

  • 1341
    M. -

    Ciao Rossana,

    prima di rispondere alla tua domanda, vorrei consigliarti di leggere il “Fedone” tradotto da Giovanni Reale.
    Reale traduce e si esprime in maniera semplice che è poi l’unica maniera che viene utilizzata da chi ci tiene a far capire ciò che scrive o che dice.

    So di non essere un interlocutore semplice, e di non aver toccato argomenti da bar, però sono sicuro di ricevere da te delle osservazioni e delle riflessioni profonde, e non scritte così tanto per, anche solo per il fatto di essere più grande di me, e quindi hai sicuramente un bagaglio di esperienze di vita superiore al mio, e questo mi piace, perché non c’è maestra di vita migliore se non la vita stessa.
    Avevo già intuito il tuo lato riflessivo, cosa confermata da quanto mi hai scritto prima, ossia “mi ripropongo di trattare un aspetto per volta su cui ritengo valga la pena soffermarmi dopo adeguata riflessione: non sei un interlocutore con cui è semplice confrontarsi… dammi un po’ di tempo e le risposte e/o osservazioni arriveranno”.

    “c’è qualcosa di umano che ritieni più soggettivo dell’amore?”.

    Bella domanda, e nemmeno facile.
    Personalmente ritengo che l’amore, in quanto sentimento, sia oggettivo.
    L’amore è sempre amore, da millenni, ed in tutti gli angoli del mondo.
    È un sentimento universale.
    È soggettivo il modo in cui si risponde al sentimento, e le risposte sono coerenti con il proprio temperamento.
    Sottolineo la parola temperamento, e non carattere, in quanto sono due cose diverse.

    L’amore è come il LA che viene suonato nelle orchestre per permettere ai musicisti di accordare i propri strumenti.
    Il la, la nota musicale, è sempre quella, uguale per tutti, ma poi, ogni musicista, accorda il proprio strumento in base alla scala musicale che deve suonare.
    Lo stesso vale per gli esseri umani.
    Ad un richiamo oggettivo come l’amore, ognuno risponde a modo suo, in maniera soggettiva.
    Alcuni si rimbambiscono completamente, altri conoscono meglio se stessi, altri si annientano, altri si adeguano, altri consolidano il proprio essere.
    Per questo non esiste un modo oggettivamente giusto nel vivere l’amore, poi io sono convinto della relatività delle cose.
    Per me tutte le cose sono relative, e poi, ognuno, in base alla propria cultura, in base alla società in cui vive, sceglie che cosa mantenere relativo, e cosa trasformare in assoluto. Ed ecco qui che, da questa scelta, nascono i valori.
    Credo anche nell’esistenza di regole umane, o divine, universali
    Tu credi che l’amore sia oggettivo?

  • 1342
    M. -

    Ricollegandomi a quanto detto prima, non sono mai stato d’accordo, ed ho sempre guardato con diffidenza chi dava delle definizioni di amore.
    Per vari motivi.
    1. Definire significa limitare, e per me l’amore come sentimento non ha confini.
    Chi è in grado di dire con oggettività dove inizia e finisce quel sentimento?
    Credo nessuno.
    2. Chi dice “l’amore si vive così, l’amore si vive cosà”, per me parla senza riflettere.
    Se la maniera di vivere un sentimento è soggettiva, allora non si possono dare delle definizioni oggettive.
    Ciò che vale per te può non valere per me.
    L’amore, come puro sentimento, è un atto di libertà enorme, e non possono esistere definizioni.

    A presto!

  • 1343
    rossana -

    per M. (4):

    “A me importa che una persona ci sia nel mio adesso.
    Del domani non mi importa.” – Quanto sopra è perfettamente condivisibile finchè non si pensa di formare una famiglia. Se questo è l’obiettivo comune, esso si proietta necessariamente nel futuro. In quanto donna, che ha cresciuto un figlio da sola, sconsiglio VIVAMENTE altre donne a fare la stessa cosa: l’esperienza mi ha confermato, brutalmente, che i figli hanno bisogno di avere entrambi i genitori, non a part-time ma a tempo pieno, sempre che siano genitori che valga la pena di avere al proprio fianco. Le ricadute che si possono avere da figli cresciuti come bagaglio al seguito, poco desiderato anche soltanto da uno dei due partner, possono essere DEVASTANTI. E sono effetti di cui ci si rende conto molto tardi, quando non si può più fare quasi nulla per porvi rimedio. Sono responsabilità anche più serie di quella che ci si assume nei confronti del partner al momento della scelta amorosa. Non si è quasi mai responsabili soltanto per se stessi. Ed è spesso difficile fermarsi alla prima puntata di uno spezzone della propria vita.

    “Avrei voluto essere oggetto della stessa brutalità della verità, ma evidentemente questo è un lusso concesso a pochi, e comunque non a me, ma poco mi importa ormai.” – questo lusso ti sarebbe stato probabilmente concesso se avessi scelto di accompagnarti a una persona matura e sicura di sé almeno quanto tu appari ora. Di solito si nasconde dietro un dito e accusa l’altro la persona debole, priva di carattere ed essenzialmente irresponsabile, indifferente alla sofferenza che può infliggere ad altri (magari anche solo per carenza di consapevolezza).

    “Paradossalmente io non ho perso niente. Paradossalmente, quando si affronta un abbandono, ci si sente strappare via qualcosa di sé, ma non è così!” – permettimi di dissentire: hai perso qualcosa anche tu, se non altro la tua ingenuità, che ha, ai miei occhi, grande valore. Ti assicuro che non c’è niente di più bello che poterne conservare almeno una parte, o ritrovare lo stupore di certe sorprese dopo averlo perduto.

    “Credevo anche che la risposta più giusta da dare a certa gente fosse l’indifferenza. Invece no.L’indifferenza presuppone la conservazione di un ricordo di una cosa che è stata, ma che ora non è più. La risposta più giusta è l’oblio, la non esistenza di quella persona su questa terra.” – le reazioni in questi casi sono, come sempre, diverse da soggetto a soggetto, e tutte rispettabili. […]

  • 1344
    rossana -

    […] Personalmente preferisco sforzarmi di comprendere e, se possibile, di perdonare nel tempo il male ricevuto, conservando il ricordo non soltanto della persona ma anche di quanto di bello ho avuto da lei. Rimuovere e annullare non mi sembra che porti a visioni serene ed equilibrate di sé e dell’altro: non sbaglia mai uno soltanto dei due, e da tutti si può avere qualcosa di buono e di arricchente.

    d’accordo sull’oggettività dell’amore, che ognuno vive a modo suo, più che soggettivamente. ma… la domanda era: secondo te c’è qualche altra emozione che si possa vivere, se non soggettivamente in senso assoluto, almeno in modo altrettanto soggettivo di come si declina in ogni persona il sentimento amoroso? in altre parole, ci sono altri ambiti altrettanto complessi e personalizzati in cui un individuo abbia modo di sperimentare se stesso?

    mi sa che entrambi siamo abbastanza pignoli e riflessivi, se non altro nell’uso più che accurato dei vocaboli (cosa ormai rarissima, quasi antidiluviana): sì, temperamento non è la stessa cosa di carattere, anche se a volte mi succede di usare l’uno per l’altro, se l’attenzione è concentrata su un concetto più importante, che sto tentando di esprimere.

    anche per me tutte le cose sono relative, così come credo in alcune regole (umane, divine, universali). bello e chiarissimo l’esempio del LA e degli accordi su di esso basati! abbiamo visioni sostanzialmente così simili che il confronto fra di noi quasi quasi rischia di essere abbastanza privo di reale utilità.

    buona serata a te e a tutti gli altri utenti del thread!

    PS: finito di leggere “L’essenza del Cristianesimo” di Feuerbach, cercherò in biblioteca il “Fedone” nella versione che mi hai suggerito, sperando di non doverlo acquistare. grazie per l’ulteriore precisazione!

  • 1345
    M. -

    Rossana,
    Pagina 123, commento 1227 in poi.

    La frustata dalla mia penultima relazione, l’ho presa, certamente, ma ho compreso una cosa.
    La cosa che mi ha fatto più male non è stato l’abbandono, la presa in giro, la sofferenza amorosa, perché queste cose le provano tutti, ma poi passano.
    La cosa che mi ha davvero devastato, è stata la mia perdita d’identità.
    I pensieri che facevo, le mie reazioni, i lati di me stesso che sono stato costretto a vedere, le nuove realtà che mi si schieravano davanti agli occhi, e che non potevo schivare, avevano raso al suolo tutta la mia persona.
    Mi guardavo allo specchio e non mi vedevo.
    Non c’era più il Massimiliano di sempre.
    La cosa più brutta non è perdere una persona da niente, ma perdere se stessi.
    Ecco perché mi concentro su di me, che non rimango in situazioni castranti per la mia natura.
    Perché io mi sono giurato di non perdermi mai più.
    Quando ho iniziato ad acquisire per la prima volta il vero me stesso, che è quello che sono, io sono come rinato.
    Io sono nato il 7 giugno 1981 per morire ucciso a fine giugno del 2012.
    Poi sono rinato, per due volte.
    Una volta con la donna che ho accanto, ed una seconda volta con mia figlia.
    La mia durezza, mi ha dato molto di più di quello che poteva darmi quello che ero prima.
    Sui rapporti umani ci sono molti luoghi comuni che devono cadere, devono.
    Non si può più rincorrere un modo di vivere le cose che era solo di facciata.
    Sarebbe come cercare di fermare l’acqua con il retino.
    Inutile.

    Ciao ciao

  • 1346
    Golem -

    ” L’amore, come puro sentimento, è un atto di libertà enorme, e non possono esistere definizioni.”
    L’amore e’ un fatto oggettivo che ognuno lo interpreta in maniera soggettiva? Sbaglio? A me sembra ovvio, e lo dico senza polemica, sia chiaro.
    M spero perdonerai questa mia intromissione, ma non ti sembra che questa tua affermazione tagli la testa al toro? Se è così, che senso avrebbe discuterne?
    E perché tanta gente, qui e altrove si spacca la testa e il cuore per cercare di trovare il bandolo della matassa di questo ineffabile sentimento?
    Io sono su queste pagine per capire certi aspetti della manifestazione Prodi, quella che riguarda gli amori non corrisposti, che sfidano le leggi della logica, del buon senso, e del “ritorno”, che ci si aspetterebbe quando si ama.
    Da oltre due anni cerco di capire perché si persegua un obiettivo che non corrisponde ai nostri sentimenti, ma contro ogni ragione, anche quelle più sentimentali, questi amori sembra fornire un intensità al ” rifiutato” che nessun amore ricambiato pare riesca a dare. Ho usato maschile , ma la prevalenza e’ decisamente femminile in questo settore.
    Io sono uno strenuo sostenitore del ” brutalismo” istintuale che muove anche gli animi piu’ raffinati, e che dietro il film degli amori la regia sia sempre degli istinti. Poi certo, il temperamento, la cultura , l’educazione e l’ambiente nel quale si vive esprimo quel l’antico bisogno coniugandolo nelle maniere anche sublimi che cominciamo. Ma è una costruzione che l’intelligenza fa per ” passare” le varie dogane morali, etiche e religiose ma lo scopo E’ SEMPRE QUELLO.
    Questa koinè istintuale spiegherebbe ( a me) perché una donna perde tempo, energie e dignità dietro un uomo che non la vuole. Perché l’istinto le dice che quel maschio e QUELLO GIUSTO per certi reconditi scopi riproduttivi. E poiché tu saprai meglio di me che una donna inconsciamente SA DI DOVER BENE INVESTIRE le proprie capacità riproduttive, meglio di un maschio che può invece dissiparle, si spiega il perché di certe ” insistenze”. Ci pensano le sovrastrutture culturali di cui sopra a dargli una veste di struggente amore, ma lo scopo di tutta la recita e’ (per me) solo sessuale.
    Ieri leggevo un articolo che riguardava Giacomo Leopardi, uno dei poeti più delicati e romantici che conosca. Sappiamo della sua difficoltà con le donne, e di come esprimesse il suo desiderio con versi incantevoli. Durante la sua permanenza a Roma, parlando di quanto sperava…

  • 1347
    Golem -

    … Di ” trovare” in quella grande città, in confronto alla provinciale Recanati, sbotto’ con un amico dicendogli che alla fine. ” le romane non la danno”.
    Alla faccia, dei suoi meravigliosi quanto struggenti versi, che hanno accompagnato la sua solitudine, devo dirti che l’ho amato ancora di più per questa ” brutale ” ammissione, che sotto la sua irripetibile arte nascondeva solo una sana, rurale voglia di sco..... Ciao.
    P. S. Non se tenuto a rispondere visto che ho fatto il ” portoghese”.

  • 1348
    maria grazia -

    ciao M
    post 1345: nessun commento sintetizza meglio la mia esperienza personale ! escludendo naturalmente il punto che verte su tua figlia, non avendo avuto io figli. condivido in tutto e per tutto il sunto secondo il quale il percorso del vero amore non si esplica accettando situazioni castranti per la nostra personalità, ma riappropriandoci di noi stessi, di quello che ci era stato tolto quando non eravamo abbastanza “duri” verso chi mirava a fagocitarci.

    Rossana
    senza dubbio non tutte le donne si trovano in una condizione che consente loro di crescersi un figlio da sole con serenità e senza problemi troppo pesanti, come anche è senz’ altro preferibile la presenza di un padre, se quest’ ultimo assolve egregiamente al suo dovere di buon genitore. purtroppo però non sempre è così. La sola presenza di entrambe le figure ( madre e padre ) da sola non basta a garantire una crescita sana del bambino se questi genitori hanno comportamenti sbagliati e lesivi nei confronti dei figli, o negligenze serie. senz’ altro tuo figlio – che ha avuto accanto una madre saggia, generosa ed equilibrata, seppur “sola” – è cresciuto molto meglio ( ad esempio ) del mio ex dei cinque anni, che viveva sì con entrambi i genitori, ma da bambino veniva brutalmente bisfrattato e malmenato dal padre, mentre sua madre era una figura del tutto passiva e indifesa rispetto a queste violenze. tutto ciò ha causato in lui un effetto devastante sulla sua personalità di adulto ( una persona problematica, incline alla violazione delle leggi, all’ abuso di alcool e droghe e con perenni problemi nei suoi rapporti con le donne, specie quelle forti e risolute ). ma, senza soffermarsi su questi casi “estremi”, è molto comune vedere famiglie tradizionali che non sono poi così adatte a crescere un figlio. penso che un buon genitore da solo possa fare molto di più di due genitori cattivi o semplicemente mediocri, anche se magari in buona fede ( un pò come lo sono stati i miei genitori ). quindi anche su questo discorso, temo di dovermi trovare in disaccordo rispetto ad alcuni precetti “positivisti” sulle unioni tradizionali. un caro saluto anche a te.

    “Alla faccia, dei suoi meravigliosi quanto struggenti versi, che hanno accompagnato la sua solitudine, devo dirti che l’ho amato ancora di più per questa ” brutale ” ammissione, che sotto la sua irripetibile arte nascondeva solo una sana, rurale voglia di sco....”

    sai golem è quello che ho sempre pensato anch’ io di tutti i grandi poeti della storia 🙂

  • 1349
    M. -

    Rossana,

    sul discorso dell’importanza delle figure genitoriali non puoi che trovarmi d’accordo.
    Io ho avuto la fortuna di crescere in una famiglia molto unita, definendola “nonnacentrica”, proprio perché mia nonna era la persona più anziana della famiglia, attorno alla quale ci riunivamo. E per tutti intendo zii, zie, figli, nipoti.
    Hai presente le foto di una volta dove al centro c’erano seduti i nonni e tutto attorno stavano in piedi i loro figli, ed i loro nipoti?
    Ecco, la mia famiglia è stata ed è così.
    Credo fermamente nel valore della famiglia, sia come luogo di formazione personale, che di protezione.
    La mia aspirazione è quella, un domani, di avere anch’io una foto in cui ci sono io seduto al centro con la mia compagna, vecchi, e tutti i miei cari attorno. Presenti e futuri.

    “non si è quasi mai responsabili soltanto per se stessi”.
    Vero se riferito ad un rapporto genitore-figlio.
    Quando si decide, in modo consapevole, di diventare genitori, bisogna avere la schiena dritta per onorare l’impegno preso nei confronti di una nuova vita.
    In questo caso la responsabilità è doverosa.
    In altri tipi di relazioni la responsabilità sarebbe auspicabile, ma non la vedo con lo stesso grado di doverosità rispetto ad un figlio.

    Per quanto riguarda la mia vecchia relazione, io ho avuto più colpe della mia ex, e l’origine delle mie colpe la individuo proprio nella mia ingenuità.
    Nel mio arrivare a pensare “tu mi ami, sei la persona della quale mi fido di più al mondo, sai tutto di me, sei pura d’animo, e non potrai mai farmi del male”.
    Errore commesso, prezzo pagato.
    Mentre lei, ti assicuro Rossana, non ha pagato nulla, ed era consapevole di quello che faceva.
    Avevo perso mia nonna da poco, la mia zia preferita iniziava la sua battaglia contro un tumore già in metastasi, e lei, da un giorno all’altro, mi lasciava per stare con un altro, mi riempiva di bugie, negava tutto e dava a me del pazzo quando le dicevo che era una traditrice.
    Sai cosa mi rispondeva quando le dicevo ciò che non è stata in grado di nascondere? “Sei pieno di cazzate”.
    Bugie a raffica. Avrei preferito una verità sbattuta in faccia, piuttosto che essere schiacciato in un limbo fatto di dubbi.
    I dubbi ti massacrano.
    Mi sono ODIATO per aver permesso ad una persona di prendermi in giro in quel modo.
    Ad un certo punto ho iniziato a pensare che fosse giusto e sacrosanto il dolore che provavo. Era la giusta punizione per me.
    Che un rapporto finisca ci sta, che una persona tradisca, accade, ma in ogni

  • 1350
    M. -

    caso ci sono dei limiti che non devono essere superati, altrimenti non siamo più umani, ma bestie.
    A me non dispiace non essere più come prima. Mi sento bene, ora, con il mio nuovo me, diciamo così.
    Più in linea con la mia reale natura, ed ho ritrovato “lo stupore di certe sorprese dopo averlo perduto”.

    Tornando alla tua domanda originale, devo rifletterci.
    Però tu fammi un esempio.
    Dimmi di quali emozioni parli. Ce ne sono parecchie.
    Se vogliamo tenere il discorso sul generale, ti posso dire che ogni emozione è un banco di prova per se stessi, una possibilità di sperimentazione.
    Il dolore dell’anima è sicuramente un tipo di emozione che permette ad un individuo di sperimentare se stesso. Senza ombra di dubbio.
    Non credo che sia un caso che, proprio il dolore, sia stato oggetto di tantissime opere artistiche, in senso generale.

    Perdonami se non ho risposto in modo esauriente alla tua domanda, ma aspetto un tuo aiutino per capirla meglio, e ti risponderò sicuramente.

    Ciao Golem!
    Io rispondo anche a te, certamente!
    Ma non adesso perché non posso, ma domani.
    Ti dico solo che un passaggio che hai scritto mi ha fatto sorridere molto (in senso positivo del termine), ed il passaggio è questo:

    “E perché tanta gente, qui e altrove si spacca la testa e il cuore per cercare di trovare il bandolo della matassa di questo ineffabile sentimento?”

    Comunque condivido in pieno la tua tesi!!!

    Golem per te cos’è l’amore?

    buonanotte a tutti

    M(ax)

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