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Uomini e donne che non si capiscono

di uqbardeva

Riferimento alla lettera: Conoscete il maschiese e il femminese? Due lingue che a scuola non si studiano. Però sono indispensabili perché i due sessi si capiscano. Passo molto tempo a spiegare ai maschi il femminese e alle femmine il maschiese. Ma a volte le mie spiegazioni non bastano, se non c'è un desiderio...
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Data di pubblicazione: 6 Dicembre 2010.

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Categorie: - Riflessioni

1.534 commenti

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  • 1051
    la verità fa male -

    Ciao Rossana, scusa il ritardo… Grazie per il tuo parere, mi trovi molto d’accordo su cose per me di sostanza, come quando dici che un amore non finisce per pochi mesi di distacco. Come, per me, non finisce di fronte ai “problemi”. Naturalmente, ci sono casi in cui i “problemi” diventano secondari, quello principale, nonché irrisolvibile, diventa il non voler risolvere i problemi… Il non volersi mettere in discussione. Di conseguenza le discussioni, il “dialogo”, in una coppia, non è più tale. Non c’è più. Non c’è più l’interesse dell’altro… Finché muore anche l’essenza… Che è (era) l’amore. L’amore inteso come cosa bellissima, ma impegnativa… Le cose più belle, in fondo, sono due, quelle “gratuite”, donate, o ricevute in dono, e quelle “sudate”, che non ti cadono servite su un piatto d’argento…
    Molti desiderano solo le prime, altri concepiscono amore come esclusive e pesanti responsabilità (possibilmente solo per l’altro…), dimenticandosi di cogliere… Quello che già c’è. Non ho trovato la completezza e io solo in quella ho sempre creduto.
    Un abbraccio

    Maria Grazia, grazie per la risposta che mi avevi dato.

    Colgo l’occasione per riprendere questo tuo passaggio: “qualcun altro – come verità – dice che le dinamiche della coppia moderna non possono più essere quelle di un tempo, se si cercano rapporti autentici. io personalmente concordo con quest’ ultima versione, aggiungendo che i cambiamenti di costume e di modi di vivere a cui stiamo assistendo ( per esempio la parità uomo-donna nel lavoro e nelle mansioni casalinghe ) non dovrebbero essere vissuti in modo traumatico, come molti li vivono, ma essere invece accolti come un passo inevitabile del percorso evolutivo della nostra società”.

    Purtroppo ritengo ormai quasi “naturale” per molti questo viverla in modo “traumatico” (soprattutto uomini, poiché le donne ora “se la godono”, anche perdendo un po’ il senno…). Se, come avevo detto in altro intervento, siamo capitate in un bel casino… (cambiamento epocale), ci vorranno secoli.
    A noi non restava che “scegliere” tra la tradizione (che oggi per forza più facilmente sfocia in qualcosa di “malato”, essendo cambiato tutto…) o di muoversi in questo marasma, senza più schemi. Anche sapendo TU muoverti senza schemi, c’è l’altro… Che non ha idea di come farlo. E quindi… Auguri a noi, e alla nostra solitudine e al nostro (inutile?) coraggio.

  • 1052
    maria grazia -

    “In futuro forse si dovrà, soggetto per soggetto, coppia per coppia, scegliere se si preferisce la verità istintiva di un puro e semplice momentaneo coinvolgimento sessuale, volto al piacere, o se ci si adatta a sottomettersi a regole sociali, che prevedono impegno e fedeltà per un’unione, non soltanto sessuale, di lunga durata.”

    rossana
    temo che questa distinzione netta tra i due diversi modi di vivere che tu descrivi, sia alquanto poco praticabile nella realtà dei fatti. la ragione di ciò è che tutti gli esseri umani ( uomini e donne etero, uomini e donne gay ) sono creature complesse, “tormentate”, il cui lato razionale deve fare i conti con il lato emotivo e sensibile, e viceversa. questo vale per entrambi i sessi, per tutte le età, per tutti i ceti sociali. voglio dire che tutti noi sentiamo l’ esigenza di amare e di essere riamati in modo continuativo e rassicurante, ma allo stesso tempo c’è un “diavoletto” dentro ognuno di noi che di tanto in tanto “rompe le palle” e si fa sentire, e ci fa desiderare di assaporare anche il brivido dell’ imprevisto. la morale imperante della società borghese-tradizionalista vorrebbe soffocare questi nostri impulsi e tacciarli di IMMORALITA’. ma in qualunque modo vogliamo considerarli, CI SONO. e non possiamo non tenerne conto. credo che sia opportuno riconoscere che la famiglia tradizionale ha fallito come punto di riferimento sociale, che i rapporti eternamente monogamici sono solo un’ illusione ( se non in qualche raro caso ), e che il ruolo subalterno che è stato imposto alla donna per secoli ( passiva, rinunciataria, sottomessa all’ uomo )non possa più essere applicabile alla donna di oggi e a quelle delle generazioni future. con buona pace delle suocere scontente delle nuore, e dei maschilisti dell’ ultima ora.

  • 1053
    la verità fa male -

    Non avevo più spazio e concludo, anzi puntualizzo: è in certo modo “naturale” che sia traumatico, siamo ancora, come avevo già scritto, nella piena “distuzione” del precedente. E’ naturale perciò lo smarrimento.

  • 1054
    maria grazia -

    “Auguri a noi, e alla nostra solitudine e al nostro (inutile?) coraggio.”

    il coraggio, cara verità, non è mai inutile. e comunque a me non interessa cosa trovo alla fine della corsa, ma come mi sento MENTRE CORRO.
    ti quoto…. AUGURI A NOI ! 🙂 🙂

  • 1055
    Giampaolo -

    Golem
    Io non ho detto che mi “meraviglio” che la donna ad un certo punto voglia un figlio.
    Ho detto che ho capito tardi il fatto che purtroppo (o per fortuna) la donna ad un certo punto PRETENDA un figlio. Al punto tale che l’amore per il proprio compagno, vero o presunto che sia, va a farsi benedire in nome di quell’istinto.
    Ecco Golem di questo mi meraviglio. Questo ho capito tardi. Il fatto che cioè per una donna, oggi in particolare, conti SOLO l’eventualita’ di diventare madre e non già la perdita del proprio compagno che a questo punto può essere tranquillamente rimpiazzato da un altro uomo che abbia in quel momento lo stesso istinto.
    Per farti comprendere ancora meglio il senso di ciò che mi sembrava chiaro volessi dire ti faccio un esempio che non dovrebbe lasciare dubbio alcuno.
    Nel caso in cui mia moglie fosse rimasta incinta e per una coincidenza sfortunata si fosse presentata la terribile eventualità, prima della nascita, di scegliere tra figlio vivo e moglie morta o figlio morto e moglie viva, non avrei avuto dubbio alcuno: MOGLIE VIVA!
    Questo per dirti che mi meraviglio si. Ma non che una donna voglia un figlio. Ma che baratti questo desiderio con la perdita dell’amore verso il proprio compagno. Questo é ciò che ho capito tardi.
    Spero che stavolta tu abbia compreso.

  • 1056
    Golem -

    Caro Giampaolo. Sono anni che dentro di me si è fatta luce l’importanza che hanno gli istinti nelle decisioni che prendiamo, e che in molti casi riteniamo essere frutto di scelte che vengono dal cuore. Quella della maternità e’ una di queste, da quello che ho potuto osservare nell’esperienza ( felice ) avuta con mia moglie.
    Un uomo può solo “osservare” questo straordinario fenomeno che la Natura ci comanda con i famosi istinti, e che il maschio medio conosce solo come ” attore non protagonista” attraverso l’istinto sessuale che ci spinge all’ accoppiamento, più o meno travestito dall’amore.
    Io ho già avuto modo di dire che tutte le sovrastrutture sociali, morali e sentimentali, che in migliaia di anni si sono aggiunte a questi “immutati” comandi che la natura ci ordina, hanno solo cambiato lo stile con i quali questi si realizzano, ma lo scopo resta sempre quello: la riproduzione e la continuazione della vita. Artisti, pittori, scultori e anonimi innamorati come me, ci vedono la meraviglia delle emozioni che danno i sentimenti che accompagnano le manifestazioni dell’amore, perché l’intelligenza e la coscienza della nostra persona vuole sentirsi partecipe di una decisione che viene dal profondi. Ma siamo solo strumenti pensanti di un disegno che ha milioni di anni di evoluzione. SIM da quando la prima cellula ha cominciato a duplicarsi, sino all’uomo moderno. Più si evolveva la vita, più raffinata diventava la tecnica, e la comparsa dell’amore appoggia civilmente la morale sociale che è cresciuta con la civiltà. Ma nel profondo e nell’essenza le del nostro IO restiamo quegli “strumenti” della natura.
    Di fronte alla scelta di vita o di morte di cui hAi parlato, io avrei scelto come te. Mia moglie no, me lo disse al momento del parto, ma non l’avrei accontentata. Morire pur di far nascere una nuova vita, e far continuare la specie. Se l’istinto non è il vero motore della Vita, qual’ è questo allora?

  • 1057
    Golem -

    “Il coraggio, cara Verità, non è mai inutile. E comunque a me non interessa cosa trovo alla fine della corsa, ma come mi sento MENTRE CORRO.”
    Insomma: il viaggio più che la meta, la scalata più della vetta, l’innamoramento più del raggiungimento dell’agognato amore .

    MG: 110 e lode per la dichiarazione, che a mio modesto parere rappresenta la spinta che giustifica il nostro essere “esseri umani”. Se gli istinti ci spingono a riprodurre la vita biologica attraverso i mezzi che conosciamo, ma con l’utilizzo della cultura del momento storico che viviamo, l’intelligenza dell’uomo viene nutrita dalla curiosità, che è insita nel senso della frase che hai pubblicato, caratteristica che non appartiene in maniera così determinante a nessuna altra specie vivente. In fondo è la logica istintuale dell’ “orgasmo” visto come meta, che dura però pochi secondi, ma che può essere desiderato anche per anni, come nella conquista di “quell’amore”. E’ durante questo “viaggio” che nascono le fantasie e le sensazioni che toccano il cuore, e che finiscono nel grande “zaino” che contiene i sentimenti di cui ci “vestiamo” durante il cammino.
    Questo potrebbe spiegare in parte anche la mia contestata teoria di certi amori inutili, ma comunque “perseguiti” attraverso “l’attesa del piacere” che quel viaggio sta offrendo già prima del raggiungimento della immaginifica meta.

    Se Leopardi nel suo “Il sabato del villaggio” ha descitto benissimo l’attesa della festa, ne ha spiegato anche la delusione che spesso questa porta con sè una volta che “il dì di festa” è arrivato. E conoscendo il recanatese, sappiamo quanto la sua poesia fosse più di una metafora della brama d’amore mai soddisfatta.

    Il desiderio (e le “fantasie” che questo fa nascere) è più intrigante del soddisfacimento dello stesso, e questa evidenza la possiamo riscontrare in ogni azione che spesso compiamo per il raggiungimento di un obiettivo, compreso quello dell’amore, dove il piacere che dà la tensione dell’innamoramento è imparagonabile alla quiete della stabilità dell’amore stesso.
    Siamo sempre alla ricerca di quel “viaggio” che c’è nell’innamoramento per sentirci vivi. La vera fortuna consiste nel provarlo sempre con la persona che si ama, altrimenti prima o poi capiterà che vedendo quello “zaino” vuoto, ci infileremo dentro quei “vestiti” per altre mete, anche se sarano solo coltivate con la fantasia. Come succede quando ci si innamora dell’amore. Ciao

  • 1058
    rossana -

    Cara Valinda,
    sono contenta che tu abbia un lavoro, che ti tiene a contatto con la gente, anche se comprendo sia la frustrazione di non avere modo di sfruttare le capacità acquisite con lo studio, sia l’incertezza imperante della precarietà.

    bella, anche, la prospettiva di avere una casetta tutta tua, se la desideri. quanto alle condizioni di salute con le quali spesso ti ritrovi a combattere (come per tutta la vita è successo e ancora succede anche a me), poichè a volte possono essere determinate dalla genetica, dovresti, a mio avviso, imparare a conviverci, considerandole una difficoltà che deriva dal sistema nervoso mentre altri possono patirne anche di più gravi, originate da organi diversi. i “crolli” sono spesso motivati da più problemi che si sommano, e che poi, a poco a poco, tornano ad avere una loro soluzione.

    ti percepisco molto sincera, senz’altro più della media (dote rara), e molto onesta nel tuo “bisogno d’amore”, non soltanto di sesso.

    quanto al sentimento da cui intendi prendere le distanze, fallo se vuoi, come vuoi e con i tempi che preferisci. ogni relazione ha un inizio e una fine e, secondo me, ognuno la deve vivere come meglio sa e può. se così non fosse, non sarebbe nemmeno iniziata.

    un abbraccio.

  • 1059
    angy -

    cari uomini.. alla fine noi donne siamo molto più “strumenti della natura” di quello che credete e che siete voi.. proprio con l’istinto del fare un figlio.. e anche io sceglierei di far vivere mio figlio e non me al momento del parto se ci fossero complicazioni.. non ho ancora figli ma spero di averne.. ma sentire che un uomo, il mio compagno in questo caso, potrebbe ragionare come voi, e invece far morire il piccolino per salvare me, non mi renderebbe per nulla felice.. per nulla.. anche perché non è mica detto che potrebbe venire facilmente un altro figlio, voi la fate facile… salvo mia moglie tanto poi se ne fa un altro di figlio.. no, affatto non funziona così, anche perché quell’esserino che in quel momento muore è unico, non ce ne sarebbe un altro come lui/lei.. anche un secondo figlio dopo quello, pure volendo e se viene, non sostituirebbe mai e poi mai la morte del primo, non funziona così ragazzi.. siete troppo meccanici nelle vostre logiche… io penso che se una donna, nel momento del parto, vi chiede di far nascere il figlio, e non pensare a lei, dovreste rispettarla.. altrimenti VOI di che amore parlate?? ma fatemi capire… rispettare i desideri dell’altro non è segno di amore?? e dov’è il vostro se mettereste al primo posto voi stessi e il vostro egoismo di non perdere la vostra donna? non ritenetevi così speciali e superiori alle donne ritenendo voi sì di sapere amare mentre le donne no perché preferirebbero il figlio… perché dimostra solo molto egoismo questo vostro modo di scegliere…. non credo potreste mai arrivare a capirmi, a capire una donna (anche se non siamo tutte uguali e non tutte la vedono come me) e questo mi dispiace, perché si tratta di un’altra vita, mettere al mondo un’altra vita, perché sì, il mondo va avanti e non possiamo essere highlander che viviamo in eterno.. e noi siamo strumenti della natura nel perpetuare la specie.. anche voi che vi vantate tanto di quanto il vostro istinto di fare sesso sia “salutare”, “fa bene alla salute” “non lo potete soffocare” ecc.. e quindi avete bisogno di far sesso tanto e spesso, anche voi che in questo modo vi giustificate pure di eventuali tradimenti fisici (non dico voi in particolare ma altri uomini sì) non vi rendete minimamente conto che la controparte voluta dalla natura è il nostro desiderio di fare un figlio! sono due istinti complementari che si sposano bene tra loro, anzi gli unici istinti biologici alla base della vita… e se voi in un rapporto senza sesso state mal

  • 1060
    angy -

    state male tanto che arriva sempre il punto che “dovete” tradire la compagna perché il vostro istinto sessuale è troppo forte e invece quella non vuole farlo e ve lo nega, e arrivate pure a mollarla e a innamorarvi di nuovo di un’altra che invece non si nega a voi affatto.. anche per noi è uguale! basta condanne! se non riuscite a capire il desiderio di maternità, che è un istinto molto forte nelle donne, anche quello è legato agli ormoni così come per voi il vostro desiderio sessuale, se non lo capite e lo negate all’infinito alla moglie, compagna o partner, non meravigliatevi poi se quella se ne va con un altro! è la stessa cosa che fate voi quando siete a secco di rapporti sessuali nel vostro menage di coppia! allora riconosciamo a tutti quello che è dovuto, e come voi siete guidati dal vostro istinto di copulare tutti i giorni anche noi abbiamo il nostro… e entrambi siamo vittime, strumenti, della natura, in questo, per questo diciamo entrambi, uomini e donne, che “è più forte di noi”…. spero sia chiaro e che faccia ragionare quel che ho scritto, senza alzare polemiche che non ce ne è bisogno. non c’è da polemizzare di fronte alla “vita”, cioè alla natura e a ciò che ci fa desiderare lei e noi siamo solo uno strumento nelle sue mani. saluti

  • 1061
    rossana -

    Maria Grazia,
    mi fa piacere che per te sia più facile che per Valinda “voltare pagina”. ogni relazione è a se stante, come la persona che la vive, che porta inevitabilmente in essa il suo passato, la sua forza, sia fisica che psichica, e il suo temperamento.

    “la parità uomo-donna nel lavoro e nelle mansioni casalinghe ) non dovrebbero essere vissuti in modo traumatico, come molti li vivono, ma essere invece accolti come un passo inevitabile del percorso evolutivo della nostra società.” – certo che sì, anche se, questo pure, fa capo a persone, che si devono “incastrare” armoniosamente fra loro. leggendo come ora tutto sia più difficile tra uomo e donna, a mio avviso per “colpa” essenzialmente delle donne, mi rendo conto di essere stata superfortunata ad avere relazioni amorose con persone che non hanno mai badato nè ai ruoli nè a una serena ed equilibrata suddivisione di incombenze domestiche. secondo me, non sono queste le difficoltà principali ma ben altre, legate soprattutto ad eccessive pretese da parte delle donne e a carenza di volontà d’impegno da parte degli uomini, complici anche leggi del tutto ingiuste.

  • 1062
    rossana -

    Angy,
    “VOI di che amore parlate?? ma fatemi capire… rispettare i desideri dell’altro non è segno di amore?? e dov’è il vostro se mettereste al primo posto voi stessi e il vostro egoismo di non perdere la vostra donna?” – la tua è la voce dell’amore femminile ad ampio raggio, in cui credo e in cui ho sempre creduto, anche se, personalmente, non sono contraria all’aborto, in determinate situazioni e condizioni.

    il tuo intervento è, a mio avviso, centratissimo, per mettere in evidenza le differenze fisiche, i diversi istinti e i diversi modi d’amare che mettono in serio conflitto uomini e donne. da sempre faticano a comprendersi, persino i/le migliori fra loro.

    grazie! nei miei interventi mi sforzo di non essere troppo diretta ma ammiro chi sa esserlo, soprattutto se si tratta di punti di notevole importanza. credo che una riflessione collettiva in astratto s’imponga: ragionare = egoismo (partita doppia, con aspettative di riscontro); amare = altruismo (partita semplice, senza pretesa di ricevere altrettanto in cambio), indipendentemente da chi, maschio o femmina, si trova sull’una o sull’altra lunghezza d’onda.

  • 1063
    Golem -

    Angy. Io tempo fa ho fatto una dichiarazione che potrebbe essere usata contro di me come una forma di razzismo sessuale. Ho avuto modo di dire, che quando un maschio, un uomo, scopre che oltre al sesso c’è l’amore, entra in un mondo che spesso una donna (lo penso io, non è la Bibbia) non arriva a conoscere, ritenendo che la “civile” realizzazione di certiistinti sia da chiamare amore.
    Io parlo per me , ma posso immaginare che sia accaduto anche a molti altri uomini. Quando sono uscito dalla trappola dell’attrazione sessuale come unico indicatore di “mi piace/non mi piace” tramite le ultime mie donne della vita, e l’ultima in assoluto, si è aperto un mondo che npon potrò mai più negare fin che campo. Se mia moglie morisse, per qualunque motivo io non vorrei più vivere, perchè ormai lei è parte di me, la mogliore peraltro.
    Di fronte alla richiesta che mi fece, se devo scegliere scelgo il bambino (la bambina in questo caso) e tu per favore fai altrettanto, io le risposi che non doveva chiedermi questo, perchè se dipendeva da me decidevo per lei, per a vita di mia moglie. Ma non per l’egoismo di cui parli tu, ma solo perchè è da lei che mi è venuta la conoscenza di quell’amore che mi ha fatto travalicare i rozzi istinti maschili. Rozzi, sì, perche mentre una donna articola insieme a questi istinti i necessari “sentimenti” utili all’allevamento della specie, che si deve protrarre per anni e anni e quindi necessitano di stabilità emotiva, il maschio se non arriva a conoscere BENE quel mondo, resterà sempre “rozzo” al riguardo, anche se è nella più andida buona fede.
    Questo per dire, che l’amore vero che un uomo potrebbe avere la fortun di incontrare, è una scoperta molto più “illuminante” di quello che può fare una donna, che come dice Giampaolo può lasciare un uom che non la asseconda, o morire per metter al mondo un figlio. La prima parte della frase sembra una vigliaccheria, mentre la seconda un enorme gesto d’amore. No: sono le facce della stessa medagli, che come dici tu appartiene all’essere “uno strimento della natura”
    Sotto questo aspetto, un maschio “serve” solo a fornire buoni cromosomi, quindi di scrupoli ne un milione meno di una femmina, che ripeto, spesso si vestono d’amore, in buonissima fede, ma stanno solo seguendo un copione. Se un uomo esce per caso dal suo modesto copione e AMA fuori dall’istinto, è veramente nei guai, perchè di quella donna, DI QUELLA PERSONA, non potrà mai farne a meno. Figurarsi perderla per…

  • 1064
    Giampaolo -

    Ciao Golem
    Sono d’accordo con te per quanto riguarda il fatto che è la natura che comanda gli istinti. E non solo. Comanda tutto quello che ci circonda. Mi rendo conto che due post sono pochi per cercare di far comprendere quello che voglio dire. E forse anche il doppio non basterebbero, perché nella formulazione delle parole si corre spesso il rischio di essere fraintesi. O semplicemente di non riuscire a spiegare bene il proprio pensiero. Ma ci provo ! Ci sono diverse cose che amo fare, e tra queste guardare i documentari sulla natura. Ne ho visti a centinaia nella mia vita, e continuano ad appassionarmi. Ne ho visti dedicati alla riproduzione di tantissime specie animali. Mi soffermavo estasiato nel vedere ogni genere di mamma animale curare “con amore” i propri cuccioli. Ma il narratore precisava sempre che non trattavasi di amore, quanto di istinto naturale. D’altra parte come poter considerare “amore” il gesto di tante mamme animali che abbandonano i propri cuccioli al loro destino perché malati ? Per cui riproduzione = legge di natura = istinto….non amore !
    Nella vita, mi è stato insegnato, e credo anche a te, che “l’uomo è si un animale”, ma che si differenzia dagli altri animali (le cosiddette “bestie”) perché possiede un elemento che loro non hanno: L’INTELLIGENZA.
    In base a questa “sostanziale” differenza mi è stato SEMPRE insegnato che l’uomo (maschio/femmina) è in grado di “domare” i propri istinti. Tirando fuori elementi come la ragione, l’equilibrio, la logica, la calma, il bene, l’amore.
    Gli istinti animali sono tanti Golem, non solo quello materno. Un istinto animale maschile è quello ad esempio di accoppiarsi con qualunque femmina disponibile e consensiente. Ma se venisse attuato quale motore della vita, come hai scritto tu, quanti tradimenti giustificati e soprattutto quanti figli senza un padre ci sarebbero in giro per il mondo, in nome di questo istinto ?
    Quante volte riusciamo a domare un istinto per il quale prenderemmo a schiaffi e pugni o peggio chi ci sta facendo un torto ?
    Con questo non sto dicendo che una donna debba soffocare l’istinto materno. Sto solo cercando di far capire che in nome di un istinto seppur nobile come quello della maternità non può venir meno tutto quello che ci circonda.
    E’ ovvio che tu non concepisca il motivo per cui ti sto dicendo questo, perché tu e tua moglie avete generato una figlia poiché la desideravate entrambi, e non ti si è posto nessun problema.
    Personalmente invece, posso dirti, di…

  • 1065
    Giampaolo -

    di aver visto dei drammi familiari, massacri emotivi e personali, compiuti da parte di donne che in nome dell’istinto materno hanno distrutto moralmente e fisicamente uomini rei di non aver avuto in contemporanea lo stesso desiderio di prole delle proprie compagne. Hai citato Valinda e il suo dramma dovuto ad un uomo che probabilmente non l’ha mai amata, ma che comunque le dimostra affetto e amicizia. Io ti parlo di cattiveria, menzogna, falsità, rabbia, tradimento, offese, danni economici, violenze verbali, morali, fisiche compiute in nome di quello che anch’io mi sento di definire come “straordinario fenomeno della natura”
    Allora io mi chiedo e ti chiedo: tutto quello che nel corso degli anni ci è stato insegnato riguardo l’intelligenza, il rispetto, la lealtà, la non violenza, l’amore verso il prossimo, l’onestà, il dolore, la ragione, la logica, l’equilibrio….tutto questo, deve venir spazzato via in nome degli istinti che la natura ci impone ?
    Siamo uomini o siamo bestie Golem ? Dobbiamo seguire le regole del buon vivere o quelle che ci impongono gli istinti naturali ?
    Siamo autorizzati o quantomeno giustificati a distruggere il prossimo, a cancellare mogli, mariti, figli, genitori, amici in nome di un istinto ?

    Angy, anche mia moglie è UNICA non solo quell’esserino che deve ancora nascere ma ancora non esiste. Ed io ti ribadisco che prima della nascita, di fronte a quella terribile eventualità, SCEGLIEREI MIA MOGLIE !
    Poi rispetterei mia moglie se decidesse LEI di scegliere il contrario.
    Ma non puoi accusare di EGOISMO chi sceglie di far vivere la propria moglie !
    Diverso sarebbe il discorso nel caso in cui nel pieno di un incendio dovessi scegliere se salvare mia moglie o mio figlio. Allora si che sceglierei MIO FIGLIO.
    Forse voi ragionate diversamente perché lo portate in grembo e già lo considerate VIVO. Ma non puoi condannare un uomo che cerca di salvare l’AMORE CHE VEDE ! Né tantomeno accusarlo di egoismo.

    E ricorda cara Angy, tutto E’ EGOISMO. Anche desiderare un figlio. Perché è un PROPRIO BISOGNO. E non un atto d’Amore.
    Gli atti d’Amore sono ben altri. Come quello di adottare bimbi in orfanotrofio quando già se ne hanno.

    Perché in quel caso SONO LORO CHE HANNO BISOGNO DI TE E NON TU DI LORO

  • 1066
    rossana -

    Giampaolo,
    “Gli istinti animali sono tanti Golem, non solo quello materno. Un istinto animale maschile è quello ad esempio di accoppiarsi con qualunque femmina disponibile e consensiente. Ma se venisse attuato quale motore della vita, come hai scritto tu, quanti tradimenti giustificati e soprattutto quanti figli senza un padre ci sarebbero in giro per il mondo, in nome di questo istinto ?
    Quante volte riusciamo a domare un istinto per il quale prenderemmo a schiaffi e pugni o peggio chi ci sta facendo un torto ?
    Con questo non sto dicendo che una donna debba soffocare l’istinto materno. Sto solo cercando di far capire che in nome di un istinto seppur nobile come quello della maternità non può venir meno tutto quello che ci circonda.” – concordo, e non hai idea di quanto mi costi allinearmi soprattutto alla prima delle tue affermazioni. sulla seconda, già mi sono espressa.

    per me, ogni volta che ci si trova in conflitto tra istinto e ragione, prevale quello dei due impulsi che ha maggior peso per l’equilibrio vitale complessivo del soggetto interessato. nessuno dei due può prevalere in modo assoluto sull’altro: a volte si tratta anche di mediazioni graduali, che possono poi portare alla decisione definitiva nell’uno o nell’altro senso. tant’è che, quando si dà retta a saggi consigli che non “sentiamo” come appropriati al nostro caso, il conflitto aumenta.

    “Gli atti d’Amore sono ben altri. Come quello di adottare bimbi in orfanotrofio quando già se ne hanno.
    Perché in quel caso SONO LORO CHE HANNO BISOGNO DI TE E NON TU DI LORO”. – scusami se dissento: anche quando vai in orfanotrofio a cercare un bambino lo fai perchè hai bisogno di averne uno, quindi per un tuo egoismo più che non per l’altruismo di volerlo aiutare. torno a ribadire che, secondo me, non si fa quasi nulla per puro altruismo, anche se, pure in questo ambito, ci possono essere diverse gradazioni, più o meno comprensibili, come quello dell’amore di una donna per il figlio che per nove mesi porta in grembo, o quello di una donna che ama pur non essendo corrisposta… non si sceglie nessuno dei due sentimenti d’amore, si è semplicemente coinvolti in essi a seconda delle circostanze, dei propri temperamenti e dei propri bisogni…

  • 1067
    Golem -

    Caro Giampaolo, se hai letto i miei interventi, ricorderai che questi nascono da un insipegabile (per me) comportamento di mia moglie nei confronti di un suo ex che non la voleva, ma che “fruttandonde” la disponibilità che accettava tutto di questo, compreso il fatto che frequentasse altre donne, risevandole il trattamento da piano B o C ancora meglio, usandola e sfruttandola anche economicamente. Eppure lei pendeva dalle labbra di questo individuo, che per inciso non era Gabriel Garko, ma assomigliava fisicamente più a Benigni.
    Lei uno splendore, in tutti i sensi, lui uno schizzetto di uomo, in tutti i sensi. Ma ci ha perso sei o sette anni prima di rassegnarsi. Un pò come la storia di Valinda, ma con la differenza che l’amato di quest’ultima almeno era gentile, educato e comprensivo, anche se il risultao è lo stesso alla fine. Perchè? Tu perderesti sette anni dietro una che non ti vuole? Credo di no. E sai perchè, secondo me. perche noi maschi dal punto di vista sessuale, ci è indifferente questa o quella femmina, e dal punto di vista sentimentale, quando pensiamo ad una famiglia, abbiamo in mente un prototipo femminile come nostra mamma, normalmente una ragazza affidabile insomma.
    Se non si scoprono certi aspetti della relazione che esulano dalla semplice attrazione sessuale, non sapremo mai orientarci realmente su questo insidioso terreno che ha a che fare con istinto e ragione.
    Se una donna intelligente, affidabile dedita e quant’altro, come mia molgie, Valinda e mille altre come loro INSISTONO con un maschio che non le vuole, è perchè, anche se parlano di sentimenti, che ci sono e funzionano molto bene per “convincerle” che è l’amore che le muove, in realtà stanno dando ascolto (a mio avviso) ad un antico segnale della natura, che la coscienza non percepise o non vuole percepire, ma che gli dice che QUELLO E’ L’UOMO CON CUI DEVE RIPRODURSI.
    Non importa che questo sia unp sfaticato, fedifrago incapace o brutto cpome l’asse del cesso. se sentono il richiamo ubbidiscono. Suppergiù come quando noi sentiamo il “profumo della patatina”. Hai voglia a dire che “no io non lo farei mai” ma se quando capita l’occasione pochi la lasciano sfuggire, salvo trovare mille scuse per giustificarsi con la coscienza.
    Per loro è lo stesso, con la differenza che la natutra le impone di “garantirsi” quel maschio perchè hanno bisogno dell’aiuto esterno per gestire per anni un figlio. Ecco perchè le donne appaiono meno volubili di noi in “Amore”…

  • 1068
    Giampaolo -

    Golem

    “Se mia moglie morisse, per qualunque motivo io non vorrei più vivere, perchè ormai lei è parte di me, la mogliore peraltro.”

    Il famoso senso di appartenenza di cui parlavo qualche post fa.
    Le donne di oggi non ce l’hanno caro Golem.

    Un maschio non serve a fornire buoni cromosomi. Il maschio fornisce la vita !
    Forse non è chiaro il fatto che l’elemento vitale è nell’uomo, non nella donna.

  • 1069
    Golem -

    >>> il comportamento apparentemente assurdo che noi giudichiamo con la logica maschile (ma come, puoi avere chi vuoi e ti butti via con uno che non ti vuole?) risponde alla necessità di avere il maschio migliore SECONDO UN PUNTO DI VISTA che nasce dai parametri voluti dai famosi istinti, ma viene assegnato facilmente ai sentimenti. Questi ci sono, è innegabile, ma è la nostra cultura che li fa passare come “portata principale” quando, IN QUEL CASO, è solo il contorno. L’amore a cui pensiamo idealmente nasce da tutt’altre condizioni, in quella caso, a parere mio, è solo una giustificazione che si danno per sdoganare un’attrazione di cui non si spiegano la ragione, stante anche la realta di “rifiutate” che stanno vivendo. Ora, se voglio QUEL maschio, nonostante tutto, è perchè da quel maschio, anche se non lo “sanno” razionalmente, VOGLIONO UN FIGLIO, PERCHE MADRE NATURA LE STA DICENDO CHE QUEELO E’ IL MASSIOMO CHE C’E’. Poi non lo faranno ma il motivo è quello, e Angy riconosce che la femmina è più styrumento della natura di quato lo sia un maschio, che è solo un attore non protagonista come ho già scritto. Quando in un modo o nell’altro sto bambino arriva, non ce n’è più per nessuno se non per la creatura. Ma è giusto così: una volta che c’è si farebbe uccidere (se è normale, perchè ci sono anche le madri matrigne) ma è solo ed esclusivamente a disposizione del piccolo. E il copione della Grande Regista M.N. veiene compiuto. Leicon la sua creatura si sente vincitrice dell’Oscar della femminilità e il marito quello di miglior attore non protagonosta come ho ironicamente scritto in precedenza.
    Ecco perchè ti chiedevo per quale motivo ti meravigliassi della richiesta di una donna di darle un figlio. Perchè e l’unico modo per realizzarsi che una donna ha. Può smetter di amare un uomo duecento, ma un figlio mai.
    Io ho accettato la paternità come desiderio di maternota della mia lei, e oggi sono felice di essere parde di quell deliziosa stronzetta. Ma se fosse stato per me, avrei usato mille volte la tecnica, senza mai realizzare il …progetto. Perchè per un uomo la paternità una scelta, per una donna una necessità. Ciao

  • 1070
    Golem -

    Giampaolo e chiunque abbia letto l’ultimo mio post, scusate i pasticci grammaticali e non, ma scrivevo in fretta per l’incalzare dell’orario di pubblicazione, e non ho corretto la bozza.

    Comunque, a proposito del famoso senso di appartenenza di cui parli tu e che le donne non avrebbero. Io non generalizzerei, ma è certo che se mia moglie dovesse gettare dalla torre me o nostra figlia, anche se so volare (ma con gli aerei) so che sarei io a dover saltare.
    Ma è coerente, è giusto così, per lo stesso motivo per il quale mi disse quella frase nel caso ci fosse stata la necessità di scegliere ta lei e la vita della bambina. Non aveva dubbi, e, come ripeto, solo riportando tante azioni, (scelta del partner “riproduttivo” che non ti vuole compreso) a quegli “irrinunciabili ordini” naturali mi sono spiegato tante “assurdità”, così come sono osservate dalla logica maschile. Ma non per questo siamo migliori di loro, solo diversi, e solo negli istinti, ricordiamolo. E poichè, come ho già detto senza tema di smentita, gli istinti non rientrano in nessuna categoria morale, gli stessi non potranno MAI essere giudicati buoni o cattivi, ma immanenti. Una donna che lascia un uomo che non vuole farla diventare madre, che insiste con chi non la vuole per i motivi che ho cercato di spiegare, e che morirebbe per far nascere una creatura, non è nè pazza, nè sconsiderata, nè ingrata, ma solo un essere umano femmina che conta di diventare donna seguendo quello che LEI ritiene un moto che viene dal cuore, solo perchè sente che non arriva dal cervello. Ma viene sempre dal cervello, anzi da “un cervello”, uno antico, le cui decisioni non passano dallo “sportello” dove devi dichiarare i “perchè”. Perchè quando quel cervello si è formato, quello “sportello doganale” non c’era ancora, e quel cervello, è abituato a percorre sempre lo stesso “corridoio”, prima di “uscire” all’aperto, corridoio che non è stato mai inglobato nella “costruzione” dell’altro cervello, quello recente.
    Ciao

  • 1071
    maria grazia -

    sono d’ accordissimo con Angy
    l’ amore VERO E AUTENTICO non prevede contropartita. viene donato spontaneamente, a piene mani, e in maniera del tutto disinteressata. normalmente questo tipo di amore esiste solo tra genitori e figli, ma non è escluso che si possa essere disposti persino all’ estremo sacrificio ( quello della propria vita ) anche per un’ altra persona ( il proprio partner ad esempio ), anche se questi casi sono molto più rari. In ogni caso anch’ io se un bel giorno dovessi scegliere tra il salvare me stessa e il salvare la vita a mio figlio, SCEGLIEREI ASSOLUTAMENTE LA SECONDA ! e preciso che non sono una donna ossessionata dall’ idea di diventare madre come molte mie coetanee.

    “Dobbiamo seguire le regole del buon vivere o quelle che ci impongono gli istinti naturali ?”

    giampaolo, ti voglio solo ricordare che anche in nome delle “regole del buon vivere” imposte dalla società, dalla morale e dalle religioni, quasi ogni giorno vengono compiute grandi atrocità, perchè ci si impone di dimenticare ad ogni costo che prima ancora che componenti di un nucleo familiare e cittadini di uno Stato ( con determinari costumi e determinate leggi ) siamo innanzitutto esseri viventi dotati di impulsi di cui niente e nessuno potrà mai privarci del tutto. Forse la soluzione è cercare ( anche faticosamente ) un equilibrio tra i nostri istinti e la necessità di reprimerli, o quanto meno di arginarli ai minimi termini. un saluto

    “Perchè per un uomo la paternità una scelta, per una donna una necessità.”

    golem
    noi donne, conscie del fatto che sempre meno uomini vogliono impegnarsi in un rapporto di coppia e nè tantomeno nel riconoscimento di una paternità, ci stiamo già predisponendo per non aver bisogno della presenza maschile dovendo crescere un figlio. questa, unita alla necessità di indipendenza per la donna, è la ragione base per cui le società future tenderanno sempre più ad un ritorno al matriarcato ( e per fortuna ! dico io… ). sono d’ accordo con te sul fatto che spesso ci uniamo a uomini per noi interessanti ma “sfuggenti” perchè istintivamente intravediamo in loro lo “strumento” ideale per il proseguio della nostra specie.

  • 1072
    angy -

    Giampaolo non diciamo eresie.. come se noi non ci mettessimo il 50 % del DNA, te prego non puoi davvero pensare quello che hai scritto.. è ovvio che la vita la danno INSIEME l’uomo e la donna altrimenti saremmo organismi che si riprodurrebbero da soli, come certi batteri… ma per fortuna non siamo batteri, siamo più evoluti, e il discorso di Golem è un po’ troppo estremo secondo me.. magari quando ho più tempo rispondo meglio, comunque non accettare l’istinto materno di una donna, se ce l’ha, o l’stinto sessuale di un uomo (voglio vedere se con tutto il vostro grande amore, se la vostra donna non ve la desse più, voglio vedere se questo amore non subirebbe contraccolpi in voi uomini, mi pare utopia) significa non accettare l’essere umano che si è scelti come compagno/ compagna.. sono cose che fanno parte di noi, non si può rinnegarle.
    Rossana grazie dei complimenti.

  • 1073
    Giampaolo -

    Golem

    “Perchè? Tu perderesti sette anni dietro una che non ti vuole? Credo di no. E sai perchè, secondo me. perche noi maschi dal punto di vista sessuale, ci è indifferente questa o quella femmina,”

    Ma cosa dici Golem, ma chi l’ha detto che dal punto di vista sessuale ci è indifferente questa o quella femmina ? Ma stai scherzando ?

    E se fosse vero quello che hai detto in relazione che le donne vanno dietro ad un uomo che non le vuole perché è un antico segnale della natura che dice loro che QUELLO E’ L’ UOMO CON CUI RIPRODURSI, a quel punto io dovrei avere almeno dieci figli sparsi per il mondo !!!! Ma già te lo avevo detto in un altro post.

    Sai quanti profumi di “patatina” ho sentito durante venti anni di rapporto con mia moglie. E quante sarebbero state disposte a “darmela” ? Almeno il doppio delle dita di due mani. Eppure mi son tirato indietro, ho domato l’istinto per un semplice motivo: AMORE. Amore verso mia moglie !

    Le donne appaiono meno “volubili” di noi uomini in Amore ? Ma sei sicuro Golem ? Non è così assolutamente ! Le donne sono emotivamente instabili. E’ un dato di fatto. E cancellano e sottolineo cancellano un sentimento di anni in base a nuovo emozioni.

    Per la donna è una necessità, per l’uomo è una scelta. Forse è vero. E questo dimostra ancora una volta come l’uomo sia spinto più dal sentimento reale che dalle emozioni momentanee. Una donna vuole un figlio per completarsi. Un uomo non ne ha bisogno. Ma quanti uomini padri ho visto essere più padri loro che mamme le mamme.

    Ribadisco pertanto un concetto espresso più volte: un uomo ama la propria donna per quello che è non per quello che vorrebbe che fosso. E dimostra ancora una volta quanto un uomo che sia uomo scelga la propria donna per la vita. Non un mezzo per riprodursi ma semplicemente una compagna con la quale condividere la vita, con o senza figli

    Golem concludo dicendoti che l’amore per una donna nell’arco dei secoli è stato decantato da artisti e poeti. Poco mi risulta essere stato fatto da donne nei confronti degli uomini.
    E questo la dice lunga.

  • 1074
    Golem -

    Giampa’ una e’ uguale all’altra se NON sei innamorato, si capisce. È chiaro che tu eri o sei innamorato di tua moglie (o la tua donna) che ti ha corrisposto, sembra, sino alla faccenda dei figli. Io stavo facendo l’esempio di una donna che vuole QUELL’UOMO anche se questo non la vuole per via di quell’istinto che io ritengo la causa di certe “assurdità'” viste dal punto di vista maschile.
    Io non starei con ina donna neanche un mese in quelle condizioni neppure se mi piace ma non corrisponde, e ti chiedevo se tu, come succede a molte donne faresti lo stesso, o passeresti anni per … averla.
    Per questo ritengo che quando un uomo accetta la paternità non usa l’istinto ma la consapevolezza. Nello stesso tempo non mi sento di dire che una donna che segua l’istinto ( il più importante nel caso della maternità) sia una pazza, come non lo è se si fissa con uno che non la vuole. Fa parte di un’indicazione che le viene dal profondo e che le fa accettare sia la mortificazione di chi non la vuole che la morte pur di mettere al mondo una nuova vita. Entrambe le condizioni sono funzionali ad una “richiesta” che sente di soddisfare. La prima perché “sente” di volere a tutti i costi quel maschio sappiamo perché, la seconda perché quel figlio VALE più’ di se stessa. Paradossalmente questi eroismi sono da ammirare se, tuttavia, non portassero molte di queste donne a indirizzarsi su strade sbagliate per quella vita che poi devono vivere tutti i giorni, magari con il maschio ” giusto” per la loro natura e istinto” ma uomo sbagliato per la relazione quotidiana. Spero di essermi spiegato.
    Giampaolo, l’instabilita’ emotiva di una donna si manifesta proprio quando si accorge che qualcuna di quelle “scelte” istintive NON funziona, e quindi cercano di compensarla diversamente. Noi siamo molto più semplici, che non vuol dire migliori, ma solo diversi, te lo ripeto.
    Maschi e femmine sono fatti per scambiarsi i cromosomi ma non per vivere insieme. Quella è stata un’evoluzione antropologica partita qualche decina di migliaia di anni fa, da una necessità di aiuto reciproco, e che lentamente ha portato al gruppo, alla tribù e alla società così come la conosciamo, dove la “famiglia” ne rappresenta la cellula. Solo l’uomo e la donna (spero sia chiara la differenza) riescono, quando possono, a vivere insieme, ma solo se si incontrano come PERSONE. Quindi il sesso non nasce con l’intento della convivenza ma quello della riproduzione, dove nel maschio il desiderio del godimento…

  • 1075
    Golem -

    … è la ricompensa che la natura mette come esca per far si che il maschio cerchi la femmina per accoppiarsi. Poi si è aggiunto l’amore che è una scoperta culturale, che fornisce altri piaceri, più contingenti. Ma se non ci fossero queste ricompense col cavolo che ci accoppieremmo, e di conseguenza la specie si estinguerebbe. Per la donna e’ lo stesso, solo che lei deve saper amministrare bene l’accopiamento, perché ha pesi e responsabilità maggiori del maschi. Inoltre non può produrre miliardi di ovuli come noi produciamo spermatozoi. Sono qualche centinaio in una vita. È una questione di mercato. Dove la scarsità del numero impone l’oculatezza dell’investimento. Esattente come se fosse denaro. Se hai i miliardi li sperperi, ma se hai solo qualche centinaio di euro stai attento a come li spendi. Ecco perché dicevo che quando vedono “quello giusto” lo vogliono a tutti i costi. Ma l’essenza di una donna restano spre i figli, checché se ne pensi. Ma per avere questi, e quindi realizzarsi, vogliono il maschio giusto, poi l’uomo giusto e infine di potersi dedicare, ANCHE, all’allevamento del bambino. Ripeto, questa e’ la condizione base dalla quale e per la quale una donna può fare quelle cose che a NOI sembrano sciocchezze, ma che invece hanno una ragione istintuale BEN PRECISA, che tu hai credo constatato come immagini.
    Per capire questo aspetto e accettarlo bisognerebbe essere femmine. Se sei maschio non le capirai come maschio manco scannato,
    ma non stanno sbagliando solo perche’ NON LE CAPIAMO, stanno facendo quello che gli è richiesto dalla loro natura. E qui che deve presentarsi l’uomo che accetta o meno questa realta’. come ho fatto io e posso dirti, felicemente. Coiao.

  • 1076
    rossana -

    Golem,
    scusa se ritorno sul tema della relazione di tua moglie: non credi che, se avesse voluto un figlio dal portoghese (ritenendolo istintivamente, sine qua non, il maschio più adatto per riprodursi), in sei/sette anni di relazione avrebbe potuto avere tre o quattro cuccioli?

    per me, cercava altro… e non era una povera Cenerentola, ignorante in senso buono, bruttina e non corteggiata da nessuno, priva d’indipendenza economica, di gratificazione lavorativa e del sostegno affettivo di familiari e amiche… tutti aspetti che avrebbero potuto portarla a una coazione a ripetere lo stesso tipo di scelta “sfortunata”, coazione che non è si è verificata…

  • 1077
    maria grazia -

    “Golem concludo dicendoti che l’amore per una donna nell’arco dei secoli è stato decantato da artisti e poeti. Poco mi risulta essere stato fatto da donne nei confronti degli uomini.”

    giampaolo
    è stato provato anche il grande amore delle donne per gli uomini nel corso dei secoli, e sono centinaia gli scritti e le poesie a testimonianza di ciò. tieni anche presente che in tempi passati le consuetudini del patriarcato volevano che fossero solo gli uomini a esporsi nel corteggiamento e nella celebrazione dei sentimenti, perchè si riteneva che se la donna avesse avuto gli stessi comportamenti dell’ uomo innamorato, palesando le sue passioni, si sarebbe in qualche modo umiliata ed esposta alla pubblica vergogna ( un pò come si pensa oggi delle donne che “fanno la prima mossa”, o che sessualmente si concedono piuttosto rapidamente, o che amano troppo uomini che dimostrano di amarle poco, o di non amarle affatto ).
    anche l’ amore di questi grandi poeti e scrittori che tu citi era spesso e volentieri un amore non ricambiato e infelice, eppure nessuno ha mai detto a questi uomini che si stavano buttando via, che si stavano umiliando. al contrario i loro poemi e i loro canti d’ amore sono stati glorificati dalla storia. questa è una delle tante dimostrazioni di come, dall’ avvento del patriarcato, la figura della donna sia stata annullata e sminuita al punto tale da ridicolizzarne persino i suoi aspetti più nobili ( come ad esempio l’ amore incondizionato per un uomo ).

  • 1078
    Golem -

    Rossana ciao, figurati, non mi dispiace. Cosa cercasse non lo so e francamente non sono sicuro che neppure lei lo sapesse razionalmente. Certo lo voleva sposare, e chiaramente la sua condizione di disoccupato cronico ( per ambizioni legate alla presunzione di se, non per mancanza di lavoro) e il lavoro itinerante di lei impedivano un progetto, anche perché lei avrebbe dovuto lasciare la sua attività artistica, come ha fatto con me. Ovvio che voleva una famiglia e un “nido” dove accogliere i cuccioli, e per questo che fu contenta quando lo zio di lui gli trovo un posto in banca. Poi fu licenziato perché spacciava anche li. Ma non è bastato a farle capire con chi avesse a che fare., neppure quando da cameriere si mise a clonare le carte di credito dei clienti, finendo al fresco per un bel po’. Solo l’ultimo anno, vedendolo rovinato fisicamente per motivi che puoi intuire, fu lui a farle la proposta, ma lei capì che nonostante “l’amore” non avrebbe mai potuto affrontare il futuro con un uomo del genere. Immagino proprio per i “cuccioli”. Inoltre lui aspirava ad una moglie ricca che lo mantenesse, lo ha detto perché lei ne ha riportato sui diari questo edificante aspetto. Ne ha seguito le vicende attraverso comune conoscenze fino a due tre anni fa, quando ho scoperto come stavano le cose ( compreso che lo aveva anche cercato passando per Lisbona prima di venire a vivere con me) rispetto a quello che mi era stato detto, ma lo sai. Lo ripeto, e’ una cosa che travalica la logica più elementare, che posso spiegarmi solo nei termini che ormai tutto sanno a memoria. Ma certo non saprò mai quali invisibili qualità del personaggio possono aver trasformato una donna come lei, che sapeva muoversi e difendersi nella vita di tutti i giorni con intelligenza e dignita’, in una stupida, detto dalle amiche più care e riconosciuto da se stessa, allora come oggi. Ha detyo solo una cosa di qyella storia, che quell’iomo per lei era diventato ” una missione”, ma non so di che genere, e neppure lei lo ha specificato, e’ un mistero per lei per me e per tutto quelli che conoscevano quella vicenda. Ma pagherei qualunque cifra per soddisfare questa curiosità, che come dice MG appartiene piu ai lati oscuri di ognuno di noi che al classico amore come la mia “ingenuita’”maschile mi avrebbe fatto pensare prima di scoprire quanto alcune donne siano incomprensibili, anche a loro stesse. Un salutone.

  • 1079
    Golem -

    Ciao MG, hai parlato con Giampaolo di amori maschili non ricambiati, che nessuno a mai dichiarò inutili. Hai ragione: dominio che li definisco così. In realtà gli amori non ricambiati, assieme a quelli impossibili, sono stati forse i più trattattati dalla letteratura e dalle arti. Addirittura c’è un aforisma S i Alessandro Morandotti, se non sbaglio, che dice che solo l’amore nono ricambiato e vero amore. Ma possiamo capire il perché l’arte in generale usi la drammaticità della situazione per trasferire l’emozione che ne deriva agli usufruitori, che tutti, me compreso non può non percepire empatia mente come coinvolgenti. Non c’è un romanzi, un quadro o una qualsiasi opera dell’animo umano che sia diventata famosa perché parlava di una storia d’amore serena. Non fa “audience”. In fondo io stesso invidio il sentimento ” gratuito” che quell’uomo riceveva da mia moglie. Ma nel ricordarti che gli amori maschili non ricambiati nell’arte sono pochissimi( io non ne ricordo uno) voglio spiegarti che solo nell’ossevazione oggettiva, e nel l’analisi fredda di questi episodi relazionali che emerge l’inutilità di questi rapporti, da entrambe le parti, tra l’altro. Così come tu hai detto che più che la meta finale e’ il viaggio che ti interessa, allo stesso modo un amore difficile diventa attraente come lo e’ un qualsiasi oggetto raro o prezioso, quindi difficile quanto una meta da conquistare. Ma anche qui e l’ardua “viaggio” per quella metà che affascina e attrae. Se la metà alla fine fosse raggiunta, passata la festa, si ricorderà lo “sforzo” e la sofferenza, non il trionfo, il sacrificio che si è compiuto non il premio, che diventerà, da quel momento, banale, dal momento in cui si e’ azzerata la sofferenza pagata per raggiungerlo.
    Ma tutte queste “deliziose” quanto sofferte sensazioni non servono a niente, perché appartengono alla sfera dell’immaginifico, la stessa che ci spinge ad andare a teatro a vedere Madame Butterfly o Tosca, o al cinema a vedersi ” Innamorarsi” con Maryl Steep e DeNiro, o a leggere di Anna Karenina. Sono evasioni, non amori. Mi sembra che questo possa dimostrare che la vittima morale di queste storie, in fondo non sia il o la NON ricambiata ma il disgraziato che non ricambia , che suo malgrado sta recitando il ruolo necessario a trasformare lui o lei nel protagonista della straziantemente divertente romanzo d’amore. Un indizio me lo ha dato proprio la mia lei, quando frequentando in tempi diversi, una volta chiuso con…

  • 1080
    Golem -

    … questi, tornava a bussare alla porta dell’innarivabile sogno d’amore mai realizzato.

    L’amore o il sogno che bene o male ognuno di noi ha, nel quale la donna mi sembra più coinvolta dell’ uomo medio, , non è mai banale, ma sempre epico, unico, assoluto, e non come potrebbe essere quello di un rapporto classico, come i tanti che vediamo intorno a noi e come di solito e’ nei fatti.
    Questa e’ per me l’inutilta’ di questi rapporti. Ma parlarne nei termini che ho fatto io significa smontare un’immagine troppo utile a certi moti dell’anima di cui tutti bene o male abbiamo bisogno, e che come dicevo sono stati spunti per le opere di cui ho parlato in precedenza, per i quali paghiamo il biglietto per avere certe emozioni.
    Spero di aver chiarito meglio a quale tipo di ” inutilità” mi riferivo, visto che mentre il primo e’ frutto della fantasia, quello vero deve essere frutto della realtà. Per funzionare. Ciao cara.

  • 1081
    rossana -

    Maria Grazia,
    “anche l’ amore di questi grandi poeti e scrittori che tu citi era spesso e volentieri un amore non ricambiato e infelice, eppure nessuno ha mai detto a questi uomini che si stavano buttando via, che si stavano umiliando. al contrario i loro poemi e i loro canti d’ amore sono stati glorificati dalla storia. questa è una delle tante dimostrazioni di come, dall’ avvento del patriarcato, la figura della donna sia stata annullata e sminuita al punto tale da ridicolizzarne persino i suoi aspetti più nobili ( come ad esempio l’ amore incondizionato per un uomo ). – ottima osservazione sul tema che interessa Golem! da lui già smontata in senso generale, in parte condivisibile, ma che mi ripropongo di approfondire con casi specifici (non per lui ma per me).

    al momento, dispongo di soli 2 esempi conclamati d’amore “inutile”: quello di un uomo quarantenne, che ha lasciato la convivente, la famiglia, gli amici, il lavoro e la regione per trasferirsi vicino a una lei che si era prima offerta e poi ritratta. sono quasi sei anni che vive poco lontano da casa sua, senza vederla e senza parlarle, perchè lei non ne vuole più sapere di lui. è tremendamente solo, e si accontenta di evitare di attingere ai suoi risparmi con saltuari lavoretti estivi. ho cercato di dissuaderlo in modo duro ma non c’è stato verso. asserisce di essere sereno così (meglio il sogno, privo di speranze, che la rinuncia), e che questo per ora gli basta. nel suo sentire, nessun’altra donna potrebbe dargli quello che lei possiede, pur essendo consapevole dei suoi innumerevoli limiti e difetti. per me, caso estremo, già raccontato in altri post.

    forse la sola differenza in questo tipo d’amore è che l’uomo di solito sfrutta la disponibilità sessuale della donna mentre questo non avviene nel caso inverso.

    l’altro è quello di una donna di “ieri”, innamorata di un uomo che non la corrispondeva e che era partito soldato. morto in guerra lui, non ha voluto prendere in considerazione nessun altro. bella e corteggiata da molti, anche insistentemente, ha preferito vivere serenamente nel sogno d’amore che quest’uomo aveva suscitato in lei.

    casi limite? eccezioni che confermano la regola? o punte di iceberg, che hanno la loro ragione di essere, in misura meno invasiva, nella più banale delle quotidianità? sì, sempre di sogni si tratta, ma chi ha detto che a volte anche di questi persone adulte non possano scegliere di vivere? e che, se un albero non dà frutti mangerecci, non ha una sua utilità?

  • 1082
    rossana -

    Verità,
    i tuoi post sono per me molto impegnativi. ho sempre timore di farti più male che bene…

    “Non ho trovato la completezza e io solo in quella ho sempre creduto.” – questo sembra l’epitaffio di un amore, e magari così sarà, con tua grande sofferenza. se puoi, prima di gettare la spugna, prova a metterti davvero nei panni dell’uomo che ti sta deludendo e a immaginare il peso che i suoi legami con la precedente famiglia possono avere su di lui, lasciandogli poche forze per affrontarne altri. magari è immaturo ma magari potrebbe essere soltanto incapace, al momento, di reggere più di tanto o di avere quel tanto di fiducia nel futuro che spinge a lottare. la completezza, nel senso di trovare in un essere umano tutto quello che si vorrebbe è un’utopia: già è tanto se in una persona si può soddisfare un 70-80% delle proprie esigenze, senza contare che alcune sono più importanti di altre… quasi certamente sai benissimo da sola tutto questo e le mie sono parole superflue, che nemmeno esprimerei se non sentissi, fortissima, la tua difficoltà a staccarti da quest’uomo.

    “Anche sapendo TU muoverti senza schemi, c’è l’altro… Che non ha idea di come farlo.” – osservazione a mio avviso centratissima: oggi è l’uomo a trovarsi in maggiori difficoltà, nell’opporsi o nel seguire tirato per i capelli cambiamenti per lui difficilissimi da interiorizzare! comprendere equivale quasi sempre a mediare e a essere pazienti, se si ritiene che ne valga la pena…

    un abbraccio.

  • 1083
    rossana -

    Golem,
    in passato ci siamo scambiati molte mail sul tema di tuo interesse, impegnandoci entrambi al massimo. oggi, però, non sono più quella di ieri: in certe visioni ho progredito; in altre sono indietreggiata. non sempre si può essere coerenti al 100% con i pensieri, se la coerenza porta alla rigidità.

    per me, la frase che taglia la testa al toro nella vicenda di tua moglie è la seguente: “fu lui a farle la proposta, ma lei capì che nonostante “l’amore” non avrebbe mai potuto affrontare il futuro con un uomo del genere.” – tutto il resto dovrebbe svanire di fronte a questo, che è un fatto: cima conquistata, interesse finito!

    “e’ un mistero per lei per me e per tutti quelli che conoscevano quella vicenda.” – scusa se dissento: può essere un mistero per tutti ma di certo non lo è del tutto per lei. da DONNA sensibile e intelligente ha intuito molto bene, fin dalla prima volta che te ne ha parlato, nascondendoti la durata e l’importanza del rapporto, quali avrebbero potuto essere le tue reazioni in proposito. sono “bugie bianche”, ovvero menzogne e/o omissioni (che non sono zuppa ma pan bagnato), che una donna, fino a ieri (e forse anche oggi), è quasi costretta a dire, se vuole salvaguardare il più possibile l’integrità di un sentimento in cui crede. gli uomini stessi di solito sanno altrettanto bene che non è proprio tutto tutto vero quello che vien loro detto su certi temi, per farli stare tranquilli. è un vecchio, spiacevole gioco delle parti, che spero tanto possa presto finire.

    tua moglie conosce probabilmente molti dei perchè di quella storia ma, secondo me, fa benissimo a non esplicitarli più di tanto, in quanto, non hai diritto di esserne a conoscenza. così come non avresti dovuto permetterti di leggere i suoi diari: sai che sono cose che non si dovrebbero fare, anche se capisco le ragioni per cui a volte si fanno. rispetto è anche accettare che ci siano piccole zone riservate nell’intimità del partner, senza volerle a tutti i costi sviscerare.

    potrai esaminare centinaia e centinaia di casi, analizzarli e discuterli, catalogarli e trarne le possibili assonanze ma non riuscirai mai a sapere cosa quella relazione è stata veramente per lei. insisto e mi ripeto, sperando che tu desista dall’indagare: non tutto è accessibile dall’esterno nella molteplice realtà di dettagli personali che possono fare la differenza in un qualsiasi tipo di sentimento amoroso.

    un abbraccio.

  • 1084
    Giampaolo -

    “Giampa’ una e’ uguale all’altra se NON sei innamorato, si capisce”
    Ma assolutamente no Golem ! Una donna non vale l’altra nemmeno se non ne sei innamorato !
    Se una donna mi interessa davvero, anche se non mi corrisponde, farei di tutto per averla. Si ci perderei mesi. Anche qualche anno. Poi dopo averle tentate tutte direi stop.

    Mi rendo conto di essere stato frainteso in molte cose riguardo il discorso della maternità. Ma l’avevo messo in preventivo.Cercherò di farmi capire più tardi.
    Nel frattempo vorrei chiarire alcuni punti.

    Ribadisco intanto la mia ferma convinzione riguardo la scelta vita/morte nei confronti della donna amata a discapito di un figlio che ancora deve nascere. Non mi sento egoista per questo. E sinceramente non credo nemmeno che la maggior parte delle donne sceglierebbero di morire piuttosto che far morire il nascituro. Sono successi casi in cui donne hanno preferito morire, donne che addirittura hanno rifiutato di curarsi un cancro pur di mettere al mondo un figlio. Ma si tratta di casi di cui hanno parlato in tv. Non credo proprio che tutte le donne lo farebbero.

    Vorrei ricordare e vorrei farlo notare soprattutto a te Golem, che vedi spesso tutto rosa nel mondo femminile, che l’aborto è stata una conquista della donna. Donna che SCEGLIE di non far nascere un figlio. E allora veniamo a parlare di egoismi maschili, di necessità naturali, di qualcosa che si sente dentro ?
    Eh no ! Ho visto donne abortire perché non si sentivano pronte a crescere un figlio, perché avevano una malattia, per paura, perché non volevano un figlio dall’uomo con cui si erano rapportate, e anche per violenza sessuale.
    Ho visto le stesse donne che anni prima avevano abortito perché non si sentivano pronte a diventare madri, cambiare idea e fare un figlio anni dopo.
    Ho visto la mia stessa ex moglie rifiutare la possibilità di diventare madre in un momento in cui si pensava fosse incinta, sostenendo la tesi che non si sentiva pronta. Mentre io lo avrei accettato pur non sentendo il desiderio. E non l’ho mai accusata di nulla.
    La stessa donna che anni dopo mi ha tradito, lasciato, assalito verbalmente, accusandomi di averla ferita per non aver esaudito il suo desiderio che nel frattempo era sopraggiunto.
    Ho visto donne, tante donne, numerosissime donne, centinaia di donne, desiderare fortemente un figlio, poi portarlo dalla baby sitter o dai nonni, continuare a coltivare i propri interessi, e continuare a non essere mai presenti.
    Ho visto uomini…

  • 1085
    Golem -

    Buongiorno Rossana. Puoi immaginare il motivo per il quale lui, in quello stato, le abbia fatto quella proposta?
    Ritieni che fosse una consapevole dichiarazione di riconoscimento di un sentimento questa volta ricambiato, o un’altra dimostrazione di parassitismo, solo più disperata delle precedenti? Ci siamo capiti vero Rossana?
    Nessuna vetta conquistata, ma semmai un’ulteriore dimostrazione di un errore di valutazione sull’uomo, indotta, probabilmente, dai motivi di cui parlo spesso, ma difficile da accettare. Non dimentico quando mi parlò di quel momento, il senso di pena che aveva negli occhi nel descrivere lo stato fisico di quel ragazzo.
    Era esattamente il contrario di quello che mi scrivi Rossana, per lei era la dimostrazione di una sconfitta. Forse il fallimento della missione di cui accennavo in precedenza, il fallimento di un amore che non chiedeva niente se non “il bene” di quell’oggetto amato. Il massimo che una donna, una persona può dare, eppure nel contempo…inutile.
    Capisco Morandotti quando scrive il suo aforisma osservando questo aspetto adamantino di un sentimento eroico. Non si può che ammirare, come ho scritto, chi ha questa forza. Ma è la trama di un romanzo, che probabilmente, in altri modi e con altre persone, ha portato quell’allora giovane uomo ad essere semplicemente un bambino viziato, come lei stessa lo ha malvolentieri definito una volta, durante i nostri discorsi.
    Volerne vedere gli aspetti romantici, scapigliati, creativi, corroborati dall’uso degli stupefacenti, così trendy per sottolineare lo stile di “dannato” del soggetto, significa andarsi a cercare quegli ingredienti melodrammatici che fanno una storia NON BANALE. Accettarne poi la vera essenza di bambino viziato, opportunista, mediocre e lenone, significava invece spogliare la vicenda dell’aura di struggente romanticismo di cui la fantasia di lei lo aveva vestito, dove la previsione era “l’happyend” che aveva visto mille volte nei film della sua adolescenza, come coronamento degli amori sofferti e tribolati.
    Forse si rese conto che quel “bi-sogno” aveva contribuito ad illudere lui di essere uno speciale, come probabilmente aveva fatto qualcun altro prima di lei, salvo quello zio, che pragmaticamente cercò di fargli capire com’era la vita.
    Io sono convinto che ci sia anche questo aspetto in lei, che ne giustifica l’attenzione verso il destino di quell’uomo negli anni successivi. Ma come dici tu, non si saprà mai.
    Io con lei parlai di me senza omissioni. Lei no Rossana

  • 1086
    maria grazia -

    rossana
    ti ringrazio per aver chiarito nei tuoi ultimi post la questione degli amori non corrisposti ( o non corrisposti in maniera sufficiente ) e anche la situazione che riguarda golem, su cui avrei voluto tornare. sono assolutamente d’ accordo con te sul fatto che, dall’ esterno, difficilmente si può entrare nel merito di tutto ciò che viene vissuto in prima persona dai diretti protagonisti quando nascono queste situazioni. sebbene io concordo con golem sul fatto che gli istinti di “procreazione” e di perpetuazione della specie giocano la loro parte, penso che però sia riduttivo ricondurre tutto a questo, e bollare questi amori travagliati e sofferti come momenti di totale mancanza di lucidità, o situazioni DEL TUTTO INUTILI, come sono stati definiti. quando ci innamoriamo di qualcuno entrano in gioco una molteplicità di fattori, di accadimenti, di piccoli e grandi episodi che – casualmente o meno – ci fanno apparire una data persona “insostituibile”, al punto che alcuni ( come i casi da te citati ) preferiscono vivere la loro vita in solitudine piuttosto che cercare di ricreare dei legami con qualcun altro. io dico che l’ amore NON E’ MAI UN SENTIMENTO INUTILE, quand’ anche non è ricambiato o delude le nostre aspettative ( come ad esempio nel caso dell’ uomo in cui ho riposto per cinque anni le mie speranze di un futuro insieme ). Sono comunque esperienze che servono a farci crescere e a farci conoscere la vita e noi stessi, e ti posso dire che se tornassi indietro rifarei tutto quello che ho fatto, rifrequenterei QUELLA PERSONA, e non un altro che magari vuole offrirmi amore eterno e acclarato ma per il quale io non provo nulla. Tra l’ altro è stata questa stessa esperienza con il ragazzo “bello e dannato”, il confrontarmi con molti suoi comportamenti odiosi e inaccettabili ( che io riconoscevo in modo obiettivo, per quanto lo amassi. e anch’ io a mio modo l’ ho umiliato, per ripicca ) a farmi rivalutare alcuni ragazzi buoni e sensibili che prima di allora avrebbero voluto amarmi senza riserve, ma che io ho liquidato rapidamente, trovandoli noiosi.
    rimane il fatto che golem ha ragione quando dice che questi amori ci appaiono più speciali di altri proprio in virtù dell’ impossibilità di realizzarli appieno, e questo fa sì che finiamo per “mitizzarli” in una sorta di dimensione del “sogno”, del chiedersi come sarebbe stato se le cose si fossero messe a nostro favore.

  • 1087
    maria grazia -

    “Anche sapendo TU muoverti senza schemi, c’è l’altro… Che non ha idea di come farlo.” – osservazione a mio avviso centratissima: oggi è l’uomo a trovarsi in maggiori difficoltà, nell’opporsi o nel seguire tirato per i capelli cambiamenti per lui difficilissimi da interiorizzare! comprendere equivale quasi sempre a mediare e a essere pazienti, se si ritiene che ne valga la pena…”

    rossana
    noi donne a mio avviso non abbiamo alcuna difficoltà ad attuare quella mediazione di cui parli, se amiamo veramente un uomo e pensiamo che “ne valga la pena” ( a prescindere dalle qualità effettive del soggetto ); penso però che oggi molti rapporti non funzionano perchè a fronte di questa nuova – e sacrosanta – esigenza della donna di autoaffermazione anche fuori dal contesto familiare, l’ uomo ( al di là di qualunque ragionamento e asserzione ) sia ancora ancorato all’ idea di “dominio” che il suo amore per una donna “deve riuscire a esercitare”, se è davvero un “vero uomo”. questa concezione del rapporto, ereditata da secoli di predominio maschile, è dura a morire nella logica maschile, perchè assicurava all’ uomo una serie di vantaggi che con l’avvento delle lotte per la parità dei diritti non possono più essere dati per scontati. quindi il punto non è tanto in che percentuale la donna riesca ad “ammansirsi”, ma in che misura l’ uomo riesca a comprendere le nostre necessità al di là del quadretto amoroso/domestico. e secondo me questa capacità, nella maggior parte dei soggetti maschili è ancora troppo esigua, se non del tutto inesistente.

  • 1088
    Golem -

    Ciao Maria Grazia. Ho letto il tuo post.
    Se mi consenti volevo solo puntualizzare il “quando” un amore è inutile a mio parere più che il perchè.
    Certo, un moto sentimentale sentito non apparirà mai nella lettura che io gli ho dato, anche quando non sarà ricambiato. Anzi,come abbiamo constatato appare ancora più struggente proprio per le emozioni che in quella bramosia non trovano soddisfazione.
    Al di là del fatto che un amore del genere è come un seme di rosa piantato tra i sassi, l’inutilità più clamorosa la si ha quando si sta amando “l’immagine” di un uomo(in questo caso)e non quello che in realtà è realmente quell’uomo.
    Ho già spiegato come il piacere di certe emozioni sentimentali, ma in realtà di origine sessuale, venga sublimato attraverso le opere d’arte, operistiche, filmografiche e letterarie. Questo bisogno emotivo è più raffinato mediamente nelle donne che negli uomini (interessante la scena di “Pretty Woman”, di loro due a teatro, dove lei si commuove sino alle lacrime mentre la Traviata implora “amami Alfredo”. Lei, puttana e madonna: il paradigma del desiderio sessuale maschile. Lui:l’eroe), e da qui la necessità di vivere il “sogno” come dici tu.
    Si può viverlo, ma tenedo presente che si tratta di sogno e non di realtà. E’ lo scambio tra queste due evidenze che rende inutile e a volte dannose quelle esperienze. Se ti è capitato, come temo, che qualcuno di quegli attraenti “pirati” si sia rivelato in realtà un povero fesso, ti renderai conto di quello che sostengo circa le perniciose conseguenze che questo equivoco può portare.
    Nello specifico che mi riguarda, quella donna che poi divenne mia moglie, e che so essere stata SEMPRE molto esigente circa la qualità INTELLETTUALE delle frequentazioni, ha creduto di intravedere nel personaggio di cui si invaghì, doti “speciali” secondo certi parametri istintuali e sottoculturali di natura massmediologica. Ai quali ha aggiunto la “trama” di cui ho parlato che ha dato una veste da tormentato romanzo d’amore, ma che nella sua fantasia si sarebbe dovuto concludere con il lieto fine di cui dicevo a Rossana. Ma questo lieto fine non è mai arrivato, nè mai sarebbe potuto arrivare, perchè lui non era il genio maledetto che la sua fantasia le faceva “vedere”, ma un povero disgraziato dedito alla droga, e neanche tanto sveglio se si è cacciato nei guai come ho descritto, per finire fallito a vivere di espedienti.
    Lei però ha trascorso sette anni ad aspettare che il genio sbocciasse, rinunciando ai “banali” >

  • 1089
    Giampaolo -

    Maria Grazia, sei troppo ancorata a certe convinzioni di “dominio dell’uomo”. E non ne capisco oggettivamente il motivo.
    Un uomo medio normale di oggi non cerca nessun tipo di dominio. Ma un rapporto sereno basato sulla reciproca fiducia.
    Posso portarti il mio esempio asserendoti di non aver mai esercitato nessun tipo di potere sulla mia ex moglie. Libertà di pensiero, di espressione e di parola, di muoversi di agire, di lavorare ecc. ecc. ecc.
    Qualche divergenza di opinione ? Penso ci possa stare !

  • 1090
    rossana -

    Golem,
    “Io con lei parlai di me senza omissioni. Lei no Rossana.” – capisco la discrepanza ma, tu non sei lei, e soprattutto non sei donna, di solito molto più sottoposta al giudizio del partner dell’uomo. ho mentito anch’io al mio ex marito, non su precedenti relazioni ma su un altro vissuto, per lui persino più importante, e meno male che l’ho fatto e che non ha mai avuto modo di scoprire la verità perchè altrimenti, ne sono più che sicura, nel primo caso e ancor più nel secondo, molti momenti belli della nostra vita insieme sarebbero stati guastati da un qualcosa su cui nè lui nè io avevamo più potere. e su cui io, in tutta sincerità, non avevo che una colpa MOLTO relativa, per uno sbaglio ai miei occhi doloroso ma insignificante. non mi avrebbe MAI creduta, benchè durante il nostro matrimonio non abbia avuto motivo di ritenermi insincera (non lo sono proprio, per indole: al punto che se mento in qualcosa riesco a tempi brevissimi a sbugiardarmi da sola). ci sono cose che urtano non la ragione ma il sentimento, e le donne le subodorano al volo, evitando che diventino inutili rovelli senza fine (quelli sì, proprio inutili). tutti commettiamo errori, più o meno gravi, poi si cambia e se ne commettono altri ma difficilmente gli stessi già sperimentati una volta. tu non ne avevi proprio nessuno da farti perdonare?

    inoltre, è diverso il modo di concepire un rapporto di coppia, non solo tra uomo e donna ma tra individuo e individuo, anche senza andare a cercare di scoprire chi ama meglio o chi ama di più (in ogni rapporto c’è chi bacia e chi porge la guancia).

    secondo me, dovresti soltanto non far ricadere sul passato quanto si è presentato come crisi tre anni fa: in una lunga relazione possono succedere momenti di basso cabotaggio, in tutti i sensi. ma innanzitutto dovresti porti una domanda: se io fossi stato tanto stupido da perdermi in una lunga e tormentata relazione con una vamp problematica, scriteriata, senza cervello, drogata, presuntuosa e arrogante, come purtroppo succede, anche se magari non a te, lei come avrebbe reagito? molto probabilmente ti avrebbe compatito o si sarebbe fatta una risata!

    sei (apparentemente) più forte e più sicuro di te, e quasi certamente lei ti ama proprio per questo. lascia andare il passato: quell’acqua non macina più. nel contempo, però, non avere la pretesa di ritenere che non abbia mai macinato. non hai incontrato una quindicenne al primo innamoramento e spesso, in amore, è difficilissimo persino capire se stessi.

  • 1091
    Golem -

    >>> pretendenti che si mostravano per quelli che erano, ricambiando il sentimento. Finita la storia con questi, tornava a cercarlo, sperando che quelle “doti” finalmente avessero dato i frutti che lei “immaginava” che lui avesse. INUTILMENTE, perchè semplicemente non li aveva.
    Lei quindi sognava un amore vero, concreto, una famiglia, dei figli e quindi una vita “normale” con un uomo che “non esisteva”. Ricordo che scriveva:” voglio vederlo mangiare, dormire, lavorare (?)”, a dimostrazione di come ci credeva di aver trovato l’uomo giusto. Ma stava vivendo un sogno, non la realtà. Quando ha tentato con lui l’ultima carta, lasciando un fidanzato perplesso al quale ha fatto capire che il suo cuore stava da un altra parte, si è trovata di fronte un relitto umano di trentun’anni. Lei ne aveva ventisette, e improvvisamente si è resa conto che mentre lei sognava, la vita andava avanti, lasciandola con un pugno di mosche in mano. Certo la sua bellezza non l’avrebbe privata di richieste, ma se pensiamo che nonostante questa ha avuto solo tre storie in quasi trent’anni, possiamo capire quanto fosse esigente in ambito sessuale e sentimentale, cose queste mai disgiunte dentro di lei.
    Sapeva che a quel punto le “chances” di realizzare il sogno di una famiglia con l’uomo speciale diventava difficile. Aveva progettato il futuro “con un’illusione”, per sognare una vita brillante con un tipo speciale che in realtà era un povero disgraziato che fingeva di essere ciò chè non era, autoconvincendosi di questo attraverso il “feedback” che riceveva da questo tipo di donne, ma da lei soprattutto.
    Dove sta l’utilità di questa storia? Lui si è rovinato credendosi un supereroe, quando la vita, che non è romantica, gli ha detto brutalmente chi era in realtà. Lei ha buttato via sette anni di mortificazioni, delusioni e umiliazioni, per non riuscire ad aiutarlo a dimostrare l’impossibile, che cioè aveva trovato il famoso campione col quale fare tanti bei piccoli portoghesini, incassando invece, da sè stessa, un: “sono stata una stupida”.

    Ricordo che un giorno, prima ancora che scoppiasse la crisi, parlandomi del Portogallo si vedeva vecchia e vestita di nero mentre trascinava la borsa della spesa per una delle tante salite della bellissima Lisbona, come in un racconto di Pessoa. Ho capito dopo, quando ho saputo la “verità”, che quello è stato un suo raro momento di lucidità. E visto come sono andate le cose a quel “sogno”, è certo che sarebbe finita così. Ma non era un libro di Pessoa

  • 1092
    Giampaolo -

    Sono donne anche queste !

    https://www.youtube.com/watch?v=LRfV9p5FiA0

    https://www.youtube.com/watch?v=nsKDSIgUg5c

    https://www.youtube.com/watch?v=4ZjF-6mabms

    https://www.youtube.com/watch?v=kGTplmmldBs

    https://www.youtube.com/watch?v=SEPTIjIVlyI

  • 1093
    rossana -

    Maria Grazia,
    concordo in tutto quanto hai espresso nel tuo post 1086, e soprattutto, ovviamente su: “l’ amore NON E’ MAI UN SENTIMENTO INUTILE” – se si va a leggere la definizione della parola su un dizionario, questa risulterà più o meno come segue: “L’amore è un sentimento intenso e profondo, di affetto, simpatia e adesione, rivolto verso una persona, un animale, un oggetto, o verso un concetto, un ideale.” oppure: “Dedizione appassionata ed esclusiva, istintiva e intuitiva fra persone, volta ad assicurare la reciproca felicità o la soddisfazione sul piano sessuale”, senza precisare, in nessuno dei due casi, che non è tale se il sentimento o la dedizione sono poco o per niente ricambiati.

    “come sarebbe stato se le cose si fossero messe a nostro favore.” – temo che nella maggior parte dei casi l’unione si sarebbe dissolta, a tempi più o meno brevi, a seconda delle circostanze. già spesso un rapporto di coppia ha il respiro corto quando inizia con i migliori presupposti da entrambe le parti, figurarsi quello che nasce zoppo. gli zoppi, però purtroppo esistono, anche se in natura sono per fortuna meno numerosi dei rapporti squilibrati!

    mi è parso di notare un tenue legame fra me, te e la moglie di Golem: una certa propensione alla trasgressione, che in te, però, sembra essere più forte e più persistente… riflettici su, se ti va…

  • 1094
    maria grazia -

    giampaolo
    il tuo disappunto rispetto al mio post è del tutto comprensibile. questo perchè gli uomini non si rendono nemmeno conto di attuare tutti quei comportamenti che in un modo o in un altro mirano a limitare la libertà della loro compagna. è significativo che quando ho dichiarato di avere più amici uomini rispetto ad amiche donne, e che adoro i passatempi tipicamente maschili ( biliardo, poker, tiro a segno ) si siano sollevati tra i partecipanti uomini di questo forum commenti di disappunto. eppure… non c’è niente di male ad avere molti amici maschi, o a passare le serate davanti a un tavolo da biliardo. queste cose non presuppongono necessariamente un tradimento, come invece è stato affermato. ecco, io penso che gli uomini di oggi CREDONO DI ESSERE PER LA PARITA’ DEI DIRITTI, MA IN REALTA’ NON LO SONO. fintanto che una donna fa solo le cose che loro ritengono CONVENIENTI, va tutto bene. ma nel momento in cui rivendica il suo diritto ad esprimere la sua personalità vera ( anche quando questa esce un pò dagli schemi ) iniziano i problemi, i litigi, gli scontri. per questo affermo che secondo me l’ uomo è ancora indietro – come dice anche rossana – nel metabolizzare i cambiamenti della donna di oggi rispetto a quella del passato.
    non ho invece capito cosa intendi dimostrare con i video che hai postato. qui nessuno sta dicendo che le donne sono creature perfette e immacolate. io poi… sto dicendo esattamente il contrario ! cioè che non siamo angioletti ma siamo PERSONE E BASTA: con tanti difetti e tanti limiti. e i difetti a volte possono sfociare in atti violenti come in quei casi.

    “mi è parso di notare un tenue legame fra me, te e la moglie di Golem: una certa propensione alla trasgressione, che in te, però, sembra essere più forte e più persistente… riflettici su, se ti va…”

    rossana
    credo che la trasgressione che tanti intravedono in me altro non sia che un modo diverso, alternativo, di vivere e di concepire le cose della vita rispetto alla maggior parte delle persone. ma noi viviamo nell’ epoca dell’ omologazione, e non del libero pensiero. per cui le donne, o meglio le persone come me, la cui visione si distingue da quella della massa, vengono in maniera semplicistica additate come “trasgressive e troppo ribelli”, se non addirittura come pazze e cattive. La mia è un’ osservazione e non una critica al tuo esposto, sia chiaro.
    Concordo in tutto e per tutto con quanto affermi nel post n. 1090 !
    un caro saluto.

  • 1095
    Golem -

    Cara Rossana, apprezzo come sempre la tua saggia visione delle cose, anche perché il consuntivo di questi anni di relazione e’ positivo, e paradossalmente devo proprio allo svolgimento di quelle vicende se abbiamo potuto incontrarci io è lei. Ma come sappiamo le bugie o le omissioni spesso vengono a galla, e la mia vicenda lo dimostra. In questo senso il peso che hanno avuto e’ diverso da quello che avrebbero avuto se ne avesse parlato liberamente all’epoca, anche perché avrebbe dimostrato che la cosa era stata ” digerita”. Invece la sensazione a posteriori e’ stata quella di un boccone che non aveva ancora mandato giù, e la fermata a Lisbona con la ricerca di contatti con lui, poco prima di venire a stare con me, mi sembra abbastanza significativa.
    Perché mai avrei dovuto nasconderele una storia ” passata” MA finita, seppure con una femme fatale che mi aveva fatto tribolare? Quando si nasconde qualcosa i motivi possono essere tanti, compresi quelli che ho paventato io.
    Se la pur piaceve vita che credo di averle dato, oltre alla compagnia di un uomo non stupido (o forse si?) che, anche grazie a lei, ha raggiunto non pochi obiettivi, non le ha fornito quelle sensazioni che si vivono nell’incertezza non è bastata, non mi meraviglia che, seppure per umana carità si sia informata per anni di come andavano le cose di quel sogno d’amore mai realizzato.
    Forse le donne hanno più bisogni emotivi di un uomo, e forse se quella eccitante “trasgressione” non la si può, ovviamente, avere nella piacevole ma banale vita coniugale, non mi meraviglia che si ricorra ad un ricordo emozionante. Non mi meraviglia ma mi delude, e mi chiedo quale sia la differenza con quei mariti che per ritrovare un po’ di eccitazione erotica ricorrono alle prostitute. Questi ultimi sono giustamente additati come laidi maiali traditori, mentre una donna che mantiene un ricordo “d’amore” con un altro e’ solo un’inguaribile romantica. È’ strano non trovi? Il rapporto dopo certe considerazioni assume tutto un altro aspetto, nel quale, come ebbi modo di dirti, si vede la propria figura assumere quella di “alternativa”. E ti assicuro che per quanto possa ritenermi evoluto e comprensivo, e’ una posizione nella quale non mi sento a mio agio. Nessuno lo sarebbe, credo, neanche una donna innamorata. Ciao e buon fine settimana.

  • 1096
    maria grazia -

    golem
    per quanto riguarda me, credo che nessun ragionamento logico e razionale ( se per razionalità intendiamo il buonsenso applicabile ai rapporti amorosi ) potrà mai farmi desistere da cercare di conquistare il “pirata” della situazione che di volta in volta mi si ripresenterà nella vita. come ti dissi a suo tempo, la mia predilezione per “i bulli” e i gli adorabili “mascalzoni” me la porto dietro fin da bambina e credo di non poterci fare molto per annullarla. per “mascalzoni” non intendo solo quegli uomini che hanno un aspetto attraente e che si atteggiano a malandrini in maniera palese, ma intendo anche quelli che sono sostenuti nelle loro manifestazioni di affetto e piuttosto sfuggenti – perlomeno all’ inizio della conoscenza ( anche se magari hanno un aspetto da studioso o da “nerd” patito dell’ informatica.. ). ovviamente poi dietro questa “durezza” il “pirata” di turno deve dimostrare anche CONSISTENZA INTERIORE perchè la storia vada avanti. a volte questa consistenza c’è stata ( come per il mio ex dei 5 anni ), altre volte no ( come nel caso del camionista ).
    detto questo, non ritengo inutile nessun amore che ci troviamo a vivere, nemmeno quelli non corrisposti. e non tanto perchè di solito ci danno più brividi e più emozioni di quelli rassicuranti, ma anche perchè secondo me queste esperienze sono necessarie per poi apprezzare meglio chi si presenta successivamente, e si dichiara disposto ad AMARCI DAVVERO E FINO IN FONDO. come ha detto rossana anche tu ti saresti potuto innamorare di una donna volubile, irresponsabile, capricciosa e superficiale, o che aveva brutti vizi. se fosse successo a te invece che a tua moglie, ti sei chiesto in che misura questo ti avrebbe poi portato ad apprezzare di più la donna che ora hai accanto, e a maturare interiormente ? da quello che ho potuto constatare vi sono anche molti uomini ( e non solo donne ) la cui vita è stata segnata da amori infelici, e questi uomini ne sono usciti molto più devastati di noi donne.

  • 1097
    Golem -

    Maria Grazia, mi sarei potuto innamorare ma non è successo, e non è un caso, visto che come tanti ho conosciuto e frequentato diverse donne in vita mia. Come ebbi modo di dire tempo fa, non ho mai avuto un” tipo” femminile a cui tendere. I motivi per i quali sono stato attratto dalle donne che mi sono piaciute non hanno mai esulato dalla personalità di queste. Ma la personalità aveva prima di tutto una componente di intelligenza, e in secondo luogo quella della della semplicità, intesa come equilibrio. Ho frequentato biblicamente qualcuna di quelle femme fatale di cui ho accennato, ma credo che siano state loro a fare tutto, io mi sono adeguato in ragione solo della mia mascolinità. Mi sono spiegato vero? Devo dire che quel tipo di donne, che potrebbero corrispondere al pirata al femminile, conosciute a fondo erano solo apparenza e fondamentalmente insicure, oppure semplicemente stronze. Le vere ” femmine” al 100% avevano altri atteggiamenti e… sguardi, mantenendo molto più di quanto sembravano promettere. Ho l’impressione che questo valga anche per i maschi, ma l’unico “pirata” dichiarato l’ho conosciuto attraverso mia moglie , e avrai letto che fine ha fatto. Poi ne ha conosciuto un altro, che non faceva tutta quella propaganda, ma i fatti. A questo pirata piace molto un vero pirata, Samuel Bellamy, che morì a soli 29 anni lasciando, oltre alle navi saccheggiate, diversi pezzi di letteratura e poesie. Era un uomo libero in tutti i sensi e una delle sue frasi famose che De Andre’ ha trascritto sul suo album ” Le nuvole” cita così:
    ” io sono un principe libero, e ho altrettanta autorità di fare guerra al mondo intero quanto colui che ha cento navi per mare”. Era così quel pirata che ha incontrato mia moglie, prima ancora di scoprire quella frase, e lei lo ha constatato. Scoprendo la differenza tra i buffoni travestiti da ” pirata” e gli uomini.
    Ciao e a presto.

  • 1098
    Giampaolo -

    Maria Grazia non pensi che certi disappunti che tu chiami di convenienza possano essere solo esempi di gelosia? A volte fai molta confusione. E ti fai opinioni tutte tue…anche su di me.

    Con quei video ho voluto soltanto far notare che la violenza é anche e soprattutto donna. Non sono riuscito a postare un video di stamattina visibile su libero.it in cui una donna del new jersey picchia selvaggiamente un’altra donna davanti al suo bambino. Guardalo.

  • 1099
    maria grazia -

    @golem
    “Ho frequentato biblicamente qualcuna di quelle femme fatale di cui ho accennato, ma credo che siano state loro a fare tutto, io mi sono adeguato in ragione solo della mia mascolinità. Mi sono spiegato vero?”

    certo golem ti sei spiegato benissimo 🙂

    “Le vere ” femmine” al 100% avevano altri atteggiamenti e… sguardi, mantenendo molto più di quanto sembravano promettere. Ho l’impressione che questo valga anche per i maschi”

    si golem ! vale anche per i maschi ! SOPRATUTTO per i maschi.

    “Poi ne ha conosciuto un altro, che non faceva tutta quella propaganda, ma i fatti.”

    ma allora sei un pirata anche tu ! 😉

    ” io sono un principe libero, e ho altrettanta autorità di fare guerra al mondo intero quanto colui che ha cento navi per mare”

    è bellissima, e mi ci rispecchio perfettamente !

    un caro saluto 🙂

    @giampaolo
    “Maria Grazia non pensi che certi disappunti che tu chiami di convenienza possano essere solo esempi di gelosia?”

    certo ! si tratta di gelosia pura e semplice ! ma il punto non è questo. il punto è che se gli uomini si fossero realmente evoluti in merito alla parità dei sessi rispetto ai diritti civili e alla vita sociale, non si dovrebbe temere che in una partita di biliardo o in un’ uscita serale con amici, la propria compagna finirà irrimediabilmente a fare sesso con qualcuno.

    “la violenza é anche e soprattutto donna”

    questa frase a mio avviso è molto opinabile, ma sopratutto è poco dimostrabile. dall’ avvento del predominio maschile infatti la donna ha sempre avuto un ruolo passivo e subalterno nella società rispetto all’ uomo. questa condizione non le ha permesso di esprimere appieno le sue potenzialità, sia nel bene ( l’ economia, la politica, le grandi invenzioni ) sia nel male ( le guerre, la violenza, il crimine ). questa situazione non ci permette di valutare con obiettività la propensione della donna alla violenza rispetto all’ uomo, ma su internet tempo fa ho trovato un trattato molto interessante sull’ argomento, che spiegherebbe in maniera obiettiva la scarsissima presenza della donna nella storia degli atti criminali:

    http://w3.uniroma1.it/dcnaps/bisi/criminalit%E0.htm

  • 1100
    maria grazia -

    @giampaolo
    in ogni caso resta il fatto che secondo i dati statistici, mentre le violenze al maschile ormai non si contano più, quelle al femminile rimangono ancora casi che suscitano scalpore proprio per la loro sporadicità; andando indietro nel tempo, gli storici hanno definito l’ epoca in cui vigeva il matriarcato ( quando in pratica le donne dirigevano – con grande saggezza e senso pratico – la gestione della vita familiare e lo sviluppo della comunità ) come L’ ETA’ DELL’ ORO, in contrapposizione al periodo del patriarcato, descritto invece, sempre dagli storici, come un periodo di oscurantismo, in cui prevalevano la supremazia della violenza, la competizione sfrenata basata sopratutto sulla brutalità, la legge del “più forte” ). e questo, caro giampaolo, la dice lunga sulla questione… sia se parliamo di maggiore propensione della donna alla violenza, sia se parliamo di un presunto maggiore equilibrio e buonsenso insito negli uomini….

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