Uomini e donne che non si capiscono
Riferimento alla lettera:
Conoscete il maschiese e il femminese? Due lingue che a scuola non si studiano. Però sono indispensabili perché i due sessi si capiscano. Passo molto tempo a spiegare ai maschi il femminese e alle femmine il maschiese. Ma a volte le mie spiegazioni non bastano, se non c'è un desiderio...
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Data di pubblicazione: 6 Dicembre 2010
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Categorie: - Attualità
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a dirla tutta secondo me facebook è una gran scemata…
comunque a parte questo, sicuramente alcuni trovano apprezzabile ciò che hai scritto, non volevo dir questo.. ma di sicuro altri – visto che sei una bella donna – ti mettono il mi piace solo per farsi notare da te.. così come quelli che ti fanno i fischi per la strada, per dire, o ti dicono le solite cose del tipo “quanto sei bella, ecc..” per attirare la tua attenzione… facebook è territorio fertile per questo tipo di “broccolaggio”..questo volevo dire.
camy
ti ringrazio per i tuoi avvertimenti… ma credimi, sono abbastanza cresciutella per distinguere l’ uomo realmente interessato dal pappagallo di turno. e ho la pretesa di pensare che un certo uomo ( in questo caso il tizio di cui parlavo e che ho frequentato negli ultimi mesi ) potesse avere un “certo” interesse per me se – in un primo momento – lo respingo più volte ( con modi bruschi ) e lui dopo un pò torna di nuovo alla carica ( con modi gentili ). naturalmente, posso aver avuto un abbaglio, o aver giocato male le mie carte…. ( ipotesi più probabile ). o, ipotesi ancora più probabile, anche il mio lui è una “vittima dell’ era moderna” ( per usare un’ espressione in stile “Arancia meccanica” )cioè di quel meccanismo perverso e insano di cui parla golem nel post 325, e per il quale una persona è portata a cercare all’ infinito ( in un febbrile e insensato gioco di conquista proiettato su partners sempre diversi ) ciò che in realtà avrebbe già al proprio fianco per sentirsi “appagato”. con questo non voglio dire di essere perfetta, o che sicuramente sono la donna adatta a lui al 100%. voglio solo dire che, come giustamente sottolinea golem, un tempo per una donna ( ma anche per un uomo ) era molto più semplice farsi apprezzare da qualcuno e farlo innamorare, perchè non si viveva le relazioni in una folle logica consumistica, ma ( quand’ anche non erano fondate su impegni ufficiali ) le si portava avanti perchè comunque le persone si conoscevano, si scoprivano, non si buttavano via come spazzatura, anche dopo averle “consumate”.
Di queste “logiche” distruttive del consumismo sessuale ritengo che siano però “vittime” sopratutto le persone con una mente “chiusa”, quelle cioè che non capiscono che la VERA libertà di oggi di vivere i rapporti non consiste nel cambio infinito dei partners sentimentali e sessuali, ma nello scegliersi a vicenda, nel conquistarsi per QUELLO CHE SI E’, e non per ciò che rappresentiamo nella comunità ( la “brava ragazza” da sposare, il “buon partito” per campare la famiglia ).
P.S. nel caso tu non lo sapessi, “Arancia meccanica” è un bellissimo film del 1970 diretto dal regista Stanley Kubrik
Golem
Non ho sempre tempo per leggerti/vi , però credo che la tua modestia non sia giustificata . Il tuo spessore intellettuale è indiscutibile come la tua capacità di introspezione . Io , vivendo una vita diversa , sono solo un osservatore ! A volte imparziale ed altre maggiormente coinvolto.
E’ anche vero che io ,se il mondo intorno a me cambia ed è cambiato, non posso limitarmi a considerarlo sbagliato o diverso da cosa vorrei, né avrebbe senso chiudermi nel mio guscio ! L’intelligenza è data dalla capacità di adattamento senza tradire sé stessi . Paradossalmente , sono io ad essere in difetto in un contesto mutato.
Del resto vivo la realtà e non la sua trasfigurazione che desidererei .Detto questo, credo ancora che la personalità faccia la differenza e malgrado io pensi di averne , ci sono delle sfaccettature che prima consideravo secondarie e mi sbagliavo! Nel senso che le ritenevo legate alla situazione vissuta nel momento ed al loro libero fluire! E questo fino a quando, per puro caso e recentemente ,mi sono accorto che niente è così casuale , ma il nostro essere contro oppure a favore di qualcosa , nasce dai nostri stati d’animo che, a loro volta ,sono influenzati sia dall’approccio analitico che emotivo a medesime situazioni! Le cose più semplici spesso sfuggono dalla visione d’insieme ed anche l’esperienza , che dovrebbe aiutare potrebbe, invece , diventare un limite .
Guarda il tuo caso : Sappiamo bene come la “vivi” ,ma pensa per assurdo e per un momento che la tua compagna era (seppur sbagliando tu ci racconti) rimasta fedele a qualcosa in cui credeva . Ella era anche un’altra persona in quel momento , diversa da quella che è adesso . Ponendoti nella visione di lei nell’odierno non ti capaciti di quanto sia accaduto nel suo passato .
Ma sovrapponi due immagini diverse!
Quel suo crederci fortemente ,ed escludendo per un attimo l’oggetto della sua devozione (e non conta chi è lui per te, ed ormai è scomparso, ma cosa era lui per lei in quel momento), ha costruito la lei che hai adesso e di cui vai fiero.
Magari nel corso degli anni queste cose le avrai già sentite e non ti hanno lo stesso convinto . Ben inteso io non voglio convincerti ed ho allargato un attimo il discorso per una sorta di analogia trasversale nel modo di porsi verso tante situazioni! Siamo noi a “decidere” che esso sia positivo o negativo ma per questo ne godiamo o ne paghiamo le conseguenze. La prima cosa a cui fare attenzione è il non essere vittime di noi stessi!
Maria Grazia,
“immagino che il discorso valga anche per i maschi, vero ?….” – certo che sì, anche per loro vale lo stesso metro di giudizio, che poi giudizio vero e proprio non è, in quanto in questa società ognuno è libero più che mai di vivere e di morire come gli pare e piace (meglio se lo fa senza fare del male a nessuno).
secondo me, però, la libertà andrebbe gestita con buon senso, tenendo in considerazione che il sesso è una cosa, l’amore qualcosa in più. giusto vivere ogni aspetto della vita nel modo più pieno, dandogli il giusto nome e la giusta connotazione, meno apprezzabile il lasciarsi andare ad eccessi oppure ingannare se stessi.
—
Golem,
vero che oggi tutto è volto al consumismo, e che è inutile opporsi ai cambiamenti, talmente rapidi da sconvolgere in sequenza intere generazioni.
l’essere umano, però, non è mai cambiato più di tanto nei suoi aspetti più significativi e più profondi. e non è che in passato tutto sia stato in ordine e non ci sia stata confusione. credo che anche allora non fosse facile distinguere e scegliere in ambito amoroso.
secondo me, ha sempre fatto e continua a fare la differenza sapere chi sei e cosa vuoi. tutto il resto dipende da un’infinità di fattori, non escluso un pizzico di fortuna. concordo con Kid: “La prima cosa a cui fare attenzione è il non essere vittime di noi stessi!”
Kid, mentre leggo della tua condivisibile ipotesi sulla genesi degli eventi che condizionano le nostre scelte e quindi la nostra vita, non posso tuttavia non notare quanto questi possano assumere, per caso, una direzione diversa per un semplice cambiamento d’umore o di stato d’animo. Infatti tu stesso dichiari di aver compreso con una frase che mi sembra paradigmatica che “…mi sono accorto per puro caso che niente è così casuale”.
Sembrerebbe un ossìmoro ma non lo è, è invece la condizione normale con la quale si compiono gli eventi delle nostre vite, il risultato dei quali eventi è dovuto a un cocktail di una serie di situazioni, volute, ma nelle quali entrano in gioco fattori aleatori occasionali che ne cambiano gli esiti. Come pure casuali, per le quali la nostra personalità interviene in maniera evidentemente soggettiva nella lettura della vicenda, traendo un risultato che con altre personalità (e umori) sarebbe diverso.
Quello di cercare una ragione per ogni situazione, è un bisogno esclusivamente umano, che ha avuto risvolti che hanno cambiato la Storia, a cominciare dalla ricerca del senso della vita attraverso il trascendente. Io sono convinto che dopo la vita si tornerà ad essere quello che eravamo prima di nascere, ma come tutti ci penso, e quando mi fermo a pensare perchè ci penso, mi rendo conto che quel comportamento è un bisogno naturale dell’essere umano. E anche se la ragione non ha prove, l’anima le “trova”, perchè ne ha bisogno, per andare avanti, per darsi uno scopo, per dare un senso a tutto insomma.
Ma mentre facciamo questo, ci sfugge che la vera ragione di quella domanda nasce da un umano, egoistico bisogno di sopravvivenza, e non dal Desiderio di amore verso quel Dio che dovrebbe rispondere alla nostra domanda. In questo senso mi sono posto più volte la sacrilega domanda se è Dio che ha creato noi, o se non siamo noi che abbiamo bisogno di creare Dio.
E’ lo stesso nelle relazioni del più profano amore “terrestre”, nel quale l’oggetto della nostra passione, interesse e scopo sentimentale, è in fondo lo “specchio” nel quale proiettiamo la “nostra” immagine idealizzata. E tanto più è severa questa immagine che abbiamo di noi, tanto più siamo esigenti al riguardo.
Certo, quando parli di quell’esperienza della mia lei, non ho dubbi che questa abbia contribuito a renderla la donna che oggi è con me. Ma lo è,(quanto lo sono io con lei) in quanto ” E'” con me, quanto non lo sarebbe stata se fosse stata con lui. Caso e “cocktail”, sempre
Mah sai Rossana, mentre si vive si è comunque e continuamente ” vittime di noi stessi”, dove quel noi va visto come la somma di tutte quelle situazioni anche indotte da altri, che sommate fanno la nostra esperienza, e attraverso questa che miglioriamo l’affinamento della conoscenza di sè.
Ogni scelta è una scommessa, anche quelle calcolate, comprese quelle che riguardano l’ambito amoroso. Lo è anche quando diamo una veste sentimentale al moto dei famosi istinti, traducendoli in motivi che la nostra coscienza ritiene “voluti”, quando sono indotti da un’entità che in fondo non ci appartiene se ci pensiamo bene.
Noi stiamo facendo una discussione su una realtà contraddittoria, come quella che viviamo, nella quale la facilità di rapporti risulta alla fine una “mancanza” di rapporti.
E’ vero, l’essere umano non è cambiato molto nelle sue manifestazioni fondamentali, e proprio per questo che si cercano “contatti” nelle maniere compulsive che sono state descritte nei post precedenti, come pure nella maniera che si utilizza su questi forum, sui quali si presentano però SOLO delle menti, senza la presenza fisica della persona. Ma i “Fori”, le Agorà, le piazze facevano incontrare “tutta” la persona, che comunicava con l’altro anche attraverso il corpo, lo sguardo, le inflessioni del tono della voce. Ancora oggi in Grecia c’è un’espressione che spiega la voglia di “incontrarsi”, di esserci, anche solo per “sentire come tira l’aria”; si dice Agorazein.
Quello che voglio dire e ribadire è che se ieri le difficoltà nelle relazioni umane, di qualunque genere, erano legate a difficoltà contingenti, oggi queste sono “volute” scientificamente, in una moderna e micidiale variazione tecnologica del “divide et impera”. E ciò che deve imperare sempre, è l’insoddisfazione e possibilmente la solitudine, che muoveranno i desideri materiali e sentimentali, e con essi la macchina economica che si nutre di e attraverso questi. E’un pò la logica fordiana, dove si pagavano bene gli operai perchè acquistassero le auto che producevano. Ma non lo stavano facendo per loro, anche se lo credevano, ma per il loro padrone.
Non essere vittime di “sè” stessi con queste condizioni di fondo, è un’impresa che riesce a pochi, perchè lo scopo di questo sistema è proprio quello di impedire di farci comprendere quale sia il nostro vero SE’. E quando quello che “usiamo” ci sta nuocendo, ma non lo sappiamo, scoprire a un certo punto quello vero può persino rivelarsi una beffa, e farci sentire più soli.
Anche io trovo ottimi i commenti 319 e 320 di Camy.
Anche io mi rifaccio ai discorsi di Kid e Golem, il potere contrattuale di un uomo “medio” non è paragonabile a quello di una donna “media”. L’occhio sociale che gravava maggiormente sulla donna serviva da un lato e riequilibrare questo scompenso naturale.
Questa è l’idea che mi sono fatto e ciò che osservo guardandomi intorno, purtroppo, e lo sottolineo, non fa che confermare ogni volta ciò che già penso. Quante volte avrei voluto essere smentito!
Anche perchè se non fosse come dico io, ci sarebbero molti meno single e molte più coppie felici. Invece c’è gente che arrivata ad una certa età, dai 30/35 in su, è praticamente incapace di mettersi in gioco e costruire una vita di coppia.
Ci sono uomini e donne ormai allergici ad ogni tipo di relazione stabile o perennemente insoddisfatti della persona che hanno trovato.. questo dipende dal concetto di relazione che abbiamo oggi..
“continuerò a fare quello che ho sempre fatto: cioè imbastire relazioni SOLO CON UOMINI CHE MI PIACCIONO, a prescindere da quello che possono darmi, assumendomi ovviamente la responsabilità per le conseguenze delle mie scelte.” Direi che allora sei a posto, hai scelto la tua strada e te ne assumi le conseguenze, per cui null’altro da aggiungere, solo che a questo punto non puoi più lamentarti degli uomini in genere, per come sono e per ciò che non ti danno, perchè l’hai scelto tu.
” la libertà andrebbe gestita con buon senso, tenendo in considerazione che il sesso è una cosa, l’amore qualcosa in più. giusto vivere ogni aspetto della vita nel modo più pieno, dandogli il giusto nome e la giusta connotazione, meno apprezzabile il lasciarsi andare ad eccessi oppure ingannare se stessi.”
personalmente, se io dovessi fare sesso con tutti quelli che – più o meno velatamente – me lo chiedono, passerei le mie giornate impegnata in amplessi amorosi. invece rossana sono una di quelle persone che di sesso ne fanno davvero poco, ahimè. ma d’ altra parte è così quando sei per la QUALITA’, E NON LA QUANTITA’. Avere facebook o essere allegra ed espansiva e di mentalità aperta, non significa essere pronta a saltare in tutti i letti… il discorso che tu fai è giusto, ma credo che certe persone non vogliono confondere di proposito il sesso con l’ amore. ma semplicemente si ritrovano innamorate della persona con cui fanno sesso, e con la quale avevano deciso in un primo momento di non avere legami impegnativi. penso che quando iniziamo una qualsiasi storia ( d’ amore o di sesso ) non possiamo sapere a cosa ci porterà. i rapporti non possiamo preventivarli, tutto quello che possiamo fare è tirarci indietro se ci accorgiamo di amare una persona che non può ricambiarci. ma io non me la sento di colpevolizzare gli uomini e le donne che finiscono per innamorarsi della persona con cui vanno a letto. fa parte dell’ essere umano, e sarà sempre così.
L’ unica cosa che davvero non sopporto è l’ ipocrisia: uomini che si atteggiano a impavidi solitari e single incalliti ( con te, donna forte ed esperta ) ma subito dopo te li ritrovi ancorati alla “verginella” di turno giovane e inconsapevole della vita perchè “piace alla famigghia”, uomini che lamentano la superficialità delle donne, ma poi frequentano solo squinziette di 20 anni perchè sono fresche e gnocche, donne che dicono di cercare un uomo con un buon carattere e che non sono interessate all’ aspetto fisico, ma poi se ti vedono andare in giro con il figo di turno si mettono le mani nei capelli maledicendo il destino e chiedendosi perchè a loro non è capitato. perchè a te ! ( ragazza qualunque.. ) e non a loro ( donne fantastiche e superlative… ). come direbbe Christian… CHE TRISCTEZZA !….
E’ probabile che non avrò occasione di collegarmi più tanto spesso a questo sito, per cui approfitto di questo thread per salutare alcune ottime persone qui presenti con cui ho avuto il piacere di avere degli scambi interessanti.
Per cominciare volevo salutare Andrea e Kid, e augurare loro di trovare quello che cercano… la felicità e serenità di cui hanno bisogno e che da molto tempo inseguono nella loro vita.
Saluto anche Rossana, che ha condiviso con me qualche opinione e che ho avuto il piacere di leggere spesso. Una donna molto equilibrata e dall’animo delicato, e anche a lei vorrei augurare quiete e serenità, e di poter trovare quell’affetto di cui tutti abbiamo bisogno per condividere la nostra vita. E vorrei anche dirle che quando raggiungerò la sua età sarei felice se assomigliassi a lei.
Per quanto mi riguarda è stata un’esperienza interessante e ricca, essere capitata su questo sito esattamente un anno fa, un’esperienza che mi ha lasciato ottimi insegnamenti..
Altre persone con cui ho avuto il piacere di dialogare in passato – anche se non so se leggeranno – sono state Fabrizio, a cui auguro ogni bene, e Samuel Bellamy che, come Golem, è un uomo molto intelligente.
Questa la mia esperienza su questo sito, che credo si concluda qui, essendo da ora in poi molto affaccendata nella mia vita quotidiana, ma ottima esperienza comunque, di cui ho un bel ricordo grazie alle persone sopra citate che l’hanno di sicuro arricchita, come hanno arricchito la mia vita ognuno di loro in modo diverso con il proprio contributo.
Auguri a tutti e buona vita!
Camy
Camy,
mi dispiace che ti debba allontanare dal sito: ti ho sempre letta volentieri. spero che tornerai qualche volta, almeno di tanto in tanto…
grazie per le belle parole che hai avuto per me. mi fa piacere, soprattutto, che tu abbia espresso il desiderio di assomigliarmi quando avrai raggiunto la mia età, cosa che quasi certamente sarà più che possibile.
ricambio auguri di bene e di realizzazione di quanto può renderti felice.
un abbraccio.
camy
non credere di avermi umiliata ( come tenti sempre di fare ) non menzionandomi nel tuo messaggio di congedo rivolto al forum. hai solo dimostrato ( per l’ ennesima volta ) di essere una persona immatura, rigida e chiusa nelle sue piccole convinzioni e false certezze. dato che non avrai più modo di frequentare molto il mondo virtuale, ti invito ad avere un atteggiamento meno infantile nel mondo reale, imparando a tenere conto anche e sopratutto dell’ opinione di chi non la pensa come te, e che non ti dice solo le cose che vuoi sentirti dire, perchè è quello il vero arricchimento. aprire la mente, riflettere e ragionare sulle cose, invece che prendere per buoni i dogmi che ci hanno insegnato a idolatrare per convenzione, credo che sia un importante passo verso la presa di coscienza e il proprio “risveglio”. auguro anche a te di ottenere quello che desideri ( qualunque cosa sia )e di essere felice, ma sopratutto ti auguro di non vedere più come un “nemico” chi sa controbattere alle tue argomentazioni in modo deciso e dignitoso. difendere la propria dignità ( seppur solo in un forum ) e il proprio punto di vista non è da persone stronze ( qualità che forse mi attribuisci.. ) ma da persone FORTI. e se nella VITA REALE non impari a confrontarti ANCHE con questo tipo di persone, sarai sempre e solo una perdente. i più cari saluti.
Maria Grazia che cosa c’entri tu? ho solo menzionato le persone che per me sono state più significative, con cui ho scambiato molte opinioni, o che ho letto molto spesso concordando più volte con i loro punti di vista, lungo tutto questo anno che ho passato qui. riguardo te non ti conosco a sufficienza e non ti volevo giudicare, volevo solo consigliarti ma nient’altro, e non ce l’ho con te in nessun modo, nonostante è quello che continui a pensare. per cui auguro anche a te senza problemi una buona vita.
Rossana, grazie. ricambio l’abbraccio.
“ho solo menzionato le persone che per me sono state più significative”
senza dubbio ! 😉
Ciao Camy . Non mi va di chiederti in pubblico ma ti ringrazio per il gentile pensiero che ricambio fino in fondo .
Un abbraccio .
Kid
Camy, in bocca al lupo. E non dire “crepi”, perchè, tanto per non smentire il mio stile aneddotico, questa frase la si pronunciava come augurio di migliori cure, visto che erano quelle che la lupa riservava ai suoi cuccioli quando, prendendoli con la bocca, li trasportava in un luogo più sicuro, e non invece come oggi intendiamo quel gesto. Ciao
riprendo i concetti espressi da Golem e da Andrea nei post 331 e 332 per aggiungervi un tassello, a mio avviso, abbastanza importante.
per comodità espressiva lo riprendo un testo anonimo, pubblicato più di vent’anni fa:
“Chi si sposa (oggi, in Occidente) sposa un individuo malato, si dispone a convivere con un essere anormale, atossicato dall’ambiente dentro e fuori, che ingoia farmaci, amputato d’anima fin dall’infanzia. Meglio saperlo e non prepararsi assurdamente a convivenze di buona salute. Si va a curare e ad essere curati, a tollerare e a essere tollerati. Dopo un po’, quasi sempre si comincia a dar calci ai muri della clinica e ad impugnarne le sbarre, in una sfrenata perdita di reciproca pazienza, scoprendo nell’altro malato una crescente incapacità d’intendere perfino le parole più comuni che balbettiamo.”
spostando l’osservazione dal matrimonio al rapporto di coppia, il risultato appare oggi persino peggiorato. in sede medica appaiono di continuo nuove diagnosi di disturbi vari, apparentemente di scarsa importanza ma in realtà sempre perniciosi per relazioni sane e serene.
rossana
il quadro che descrivi è alquanto pessimistico e desolante, anche se in molti casi corrispondente alla realtà. bisogna però ammettere che restano ancora numerose le coppie felici, e sono di solito costituite da individui semplici, umili, di mente aperta e di buon cuore, che sanno adattarsi alla vita con spirito positivo e sanno vivere l’ amore con gioco e non solo con il senso di pesantezza del dovere. il non adattarsi alla complicata vita di oggi porta spesso a conseguenze tragiche ( divorzi violenti, femminicidi ). L’ amore dev’ essere un sentimento spontaneo verso l’ altro e al tempo stesso uno spontaneo star bene, non la sopportazione di cose che non ci piacciono. altrimenti, tanto vale andare nelle missioni o fare del volontariato, dove c’è realmente bisogno di “soccorso umano”. purtroppo tanta gente – persa nella folle logica del consumismo sessuale che la libertà di oggi permette – ha un senso esagerato del sè, è affetta da un’ insoddisfazione perenne perchè ogni volta che trova un partner, è convinta di poterne trovare subito dopo uno migliore, e non ci si ferma mai in questo meccanismo eterno e infernale. sono dei poveretti/e, gente destinata all’ insoddisfazione perenne e al vuoto, un giorno soffriranno e moriranno da soli ( oppure accanto a qualcuno che hanno scelto solo per apparenza, perchè rispondeva a certi canoni dettati dalla società ); persone piccole, fallite, il nulla materializzato in individui in carne e ossa. meglio non curarsene.
Cara Rossana, oggi spesso siamo così alienati e disturbati dalla cultura (o sottocultura se preferisci), di cui ho ampiamente parlato nei giorni scorsi, che è persino difficile convivere con sè stessi, immaginiamoci cosa significa farlo in due.
Spesso si arriva a “conoscersi” quando ormai è troppo tardi. E comunque per riuscire in questo intento è necessario anche possedere un bagaglio di nozioni, cultura e esperienze, ben organizzate dentro la propria testa, in maniera da riuscire a comprendere veramente per cosa vale e cosa non vale la pena di vivere.
Siamo bombardati da troppi “suoni” che ci disturbano per “ascoltare” la nostra voce interiore.
La libertà fisica che l’uomo ha conquistato con secoli di lotte e sofferenze della schiavitù che proveniva dalla “povertà”, è stata sostituità da un’altra schiavitù ben più perversa e subdola, che ci proviene, attraverso i mass media, dalla cultura di cui accennavo, che si nutre delle nostre vite, facendoci credere che le scelte che facciamo siano veramente ciò che desideriamo.
Se pensassimo a cosa serve veramente durante un’esistenza per vivere da “uomini”, credo bastino le dita di una mano per ricordarcelo: la salute, un lavoro (che piaccia possibilmente) una casa, del cibo sano in un ambiente analogo, e gli affetti, amore compreso. Cinque, non di più.
Ma questa società crollerebbe se avessimo questo atteggiamento di sobrietà, per le cose come per l’amore. Non è neppure il caso di sottolineare che incentivare in modo subliminale la promiscuità e la compulsività sessuale in termini di consumismo, al maschile e al femminile,più o meno usa e getta, è uno di più grandi
business che si conosca. Se non si riuscirà a percepire la differenza tra quel sesso di cui sopra e l’erotismo, i mezzi per “lavorare” intorno alla coppia, già ulteriormente provata dalle odierne difficoltà economiche, mancheranno definitivamente. Ci sarà una società occidentale di “soli”, prodotti dal “divide et impera” del duemila, fagocitata dalle culture di recente immigrazione, con legami famigliari discutibili ma saldi nelle regole. Mentre noi, come già successo circa 1700 anni fa, declineremo come fece l’Impero Romano, ormai rammolito dagli agi e dalla corruzione. Il tutto mentre i barbari scendevano dalle fredde e inospitali lande nordiche e saccheggiavano Roma Caput Mundi.
Ce ne sono di parallelismi con quello che accade oggi, non trovi,?
ciao Golem,
sì, i parallelismi ci sono quasi tutti. l’Europa si avvia alla fine, come accadde in precedenza a tanti altri imperi. tutto inizia e tutto finisce…
mi ritengo fortunata di aver vissuto la gioventù e la maturità in uno dei momenti migliori del dopoguerra. tutto era più semplice e più stabile, rapporti di coppia inclusi.
vero, anche, che oggi è già parecchio difficile cavarsela da soli, sia a livello materiale che psichico. le coppie armoniose e serene ci saranno comunque sempre, anche se, come sempre, rarissime. oggi, forse, meno durature di ieri…
Meno durature per via delle dinamiche economiche di cui abbiamo già accennato. E’ inevitabile che la moltiplicazione delle “possibilità” che l’attuale società apparentemente offre, creano situazioni di crisi per le relazioni che, non dimentichiamolo, vengono lette sempre con una visuale istintivamente “egoistica”. Laddove una unione non sia approdata ad una fusione spirituale dei due partner, l’eventualità di un “miglioramento” intravisto attraverso una delle tante occasioni che oggi possono presentarsi, sia di natura sessuale quanto economica, apre le porte di una possibile crisi. Ma poichè quell’opportunità è in realtà frutto dell’illusione che questa cultura prospetta, secondo il “sistema” della creazione surrettizia del desiderio e delle aspirazioni personali, il fallimento quasi sempre è duplice, sia per quanto riguarda quello che si lascia che quello cui si va incontro, in quanto in entrambi i casi la “visuale critica” della situazione è alterata dall’illusione.
Un segnale inquietante di questo condizionamento di cui parlo, lo trovi ben rappresentato dall’infinito thread “sul pene piccolo”. Non ci vuole Freud per capire come queste persone che dibattono da anni sull’argomento, siano vittime di questa cultura dell’apparire, immaginando di delegare alle “dimensioni” di uno strumento la loro capacità di essere uomini. Esagerando, è come se uno scultore si lamentasse dello scalpello se non sa scolpire. Ma questa gente sembra convinta che sia così. E se questa non è una sindrome legata alla spersonalizzazione indotta attraverso le ragioni che ho cercato di spiegare, qualcuno mi dica da dove arriva, visto che NESSUNA cultura ha mai delegato la virilità alla lunghezza del pene. Anzi, già in epoca ellenistica le grosse dimensioni di questo erano indice di animalità. I Bronzi di Riace lo confermano.
E’ un grave problema quello della alterazione della realtà cui stiamo assistendo, che tocca la qualità delle relazioni umane come pure quella del singolo con il proprio sè. Probabilmente gli storici del 2100 la collocheranno più precisamente nelle cause del fallimento di questa società. Per il momento abbiamo due possibilità: quello di esserne ignari, immaginando di vivere nel migliore dei mondi possibili, salvo non comprendere il perché della continua insoddisfazione che pervade le nostre esistenze. Oppure aver capito l’inganno e soffrire ugualmente mentre si cerca di rimanere sè stessi in un mondo che ti vuole massificare. Non c’è scelta.
Un caro saluto.
Caro Golem,
concordo sull’analisi a livello macro, lucida ed esaustiva, e soprattutto sulla chiosa conclusiva:
“Per il momento abbiamo due possibilità: quello di esserne ignari, immaginando di vivere nel migliore dei mondi possibili, salvo non comprendere il perché della continua insoddisfazione che pervade le nostre esistenze. Oppure aver capito l’inganno e soffrire ugualmente mentre si cerca di rimanere sè stessi in un mondo che ti vuole massificare.”
un abbraccio.
Maria Grazia ma quando la finirai di contraddirti ?
Ma un filo logico nel discorso di come intendi il rapporto di coppia lo vorrai seguire prima o poi ?
Giampaolò,
secondo me, non è che Maria Grazia si contraddica negli aspetti di fondo della questione: l’intento mi sembra ottimo; è la strada per raggiungerlo che mi appare tortuosa e sviante.
d’altronde, ognuno a modo suo! e con l’ausilio o la difficoltà del temperamento che si ritrova…
Rossana facci caso: leggiti i post in cui Maria Grazia ha parlato del rapporto di coppia uomo/donna…..in realtà non si capisce come lei lo intenda. Fa un mischia mischia di tutto, dice tutto e il contrario di tutto. Una volta è contro il rapporto tradizionale, una volta no ! Fa un gran casino. Ma glielo ho sempre detto, sin dai suoi primi scritti !
Ciao