Una mancanza che distrugge
di
stifler83
…al seguito della mia lettera datata 2 giugno
mi chiedo come sia possibile che una persona ti possa mancare cosi tanto?
Mi ritrovo solo, smarrito, svuotato con i ricordi che tornano a farmi visita senza pietà.
Sono stati solo 2 mesi è vero, ma forse dove abbiamo condiviso veramente tutto..
E ora mi manca, manca terribilmente e nonostante il no contact assoluto mi sento un vuoto che forse mai più nessuna potrà colmare.
Scrivo qui senza un senso apparente, o forse solo per condividere un po’ di questo periodo forse cosi tanto triste quanto nero.
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Categorie: - Amore
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Come già scritto nell’altra lettera, il tuo vissuto non e’ mai stato amore, ma innamoramento che e’ qualcosa che ha che fare solo ed esclusivamente con te stesso e NON CON L’ALTRO. Tu e la tua mente, e inevitabilmente il tuo pisello, avete costruito l’altro su perfetta misura per soddisfare le tue aspettative. Avrebbe forse potuto diventare amore, ma allo stato attuale non e’ e non lo e’ mai stato.
Vissi la medesima identica situazione tua, qualche secolo fa quando mi “innamorai” perdutamente di qualcuno che in realtà viaggiava su piani emozionali e affettivi diversi dal mio. Furono esattamente “9 and 1/2 weeks” in heaven (proprio come il film), fino al giorno in cui uscendo dal mio letto mi disse, “da domani ci vediamo come amici”. Fu una craniata spaventosamente violenta quanto inaspettata. Un dolore lacerante che mi portai nel cuore per molti mesi. Non avevo mai amato nessuno come avevo amato lei, o almeno cosi pensavo all’epoca. (continua)
Ci volle tempo per comprendere che quel che “pensavo fosse amore era invece un calesse” (altro film illuminante di Massimo Troisi), ovvero una costruzione mentale a senso unico nella quale io ero l’attore unico di un film interpretato solo da me. L’altra non c’era e neppure voleva esserci.
Elaborato il lutto della “perdita”, e uso il virgolettato perché non puoi perdere qualcosa che non hai mai avuto, e liberati cuore e mente dal fantasma ingombrante di ciò che avevo costruito io stesso, ho incontrato una donna che voleva me per quel che sono, e non scappava di fronte al proprio sentire, ma al contrario voleva condividerlo. Quella donna divenne mia moglie, e lo rimase per 13 anni. Fu lei a insegnarmi la differenza tra amore, sentimento profondo che accoglie, nutre, accetta, cresce e fa crescere vs. il livello inferiore quello dell’innamoramento costruzione immaginaria individuale che può anche salire al piano successivo, ma nella maggior parte dei casi si auto castra e muore al cospetto della realtà.
Caro Stifler prima il cuore al nuovo che ti aspetta, prima tornerai a amare e a comprendere la differenza. Nel frattempo, non buttare tempo nel cesso delle cose inutili, ascolta il Dr. Yog, saggio e esimio primario di questa clinica.
@glosstar innanzitutto ne approfitto per ringraziarti dell’intervento.
Tu asserisci che io sia in fase di innamoramento, mentre io mi rendo conto che per quella persona ho dato tutto me stesso, lei veniva la primo posto, anche prima di me stesso e alla fine cosa mi sono ritrovato?
So che devo raccogliere i cocci perche sono stato fatto a pezzi e i ricordi mi stanno massacrando.
mi chiedo se questa sia una sensazione comune a tanti e passerà oppure sia destinato a morire dentro per sempre.
Purtroppo sono stato lasciato nella fase più forte del mio innamoramento e sono consapevole che fa un male cane..
Quando il dolore fa “un male cane”, come tu riferisci, il vero medicamento nonché veridica e balsamica teriaca risulta essere la dedicazione allo Spirito, che nel nostro caso non discende spontaneamente dal Cielo (purtroppo), ma va acquistato al super a 20 € la bottiglia.
Tra poco si celebra la festa celtica della Pentanarde, vedi di iscriverti (previa registrazione al sito).
Yog sto morendo ?????
caro yog, spero che un giorno possa tornare qui e riderci su, o meglio, fare del sarcasmo su questa storia, perché io al momento proprio non so dove sbattere la testa
Stifler, ti parlo da Professore: non avere dubbi.
Un giorno potrai tornare qui.
Ma quanto a riderci sopra, è affar tuo. Riuscire a prendere le cose con la giusta ironia (il sarcasmo è quasi equivalente, ma con connotazione negativa e quindi da evitarsi) dipende da un percorso di crescita che tu devi – con tutta evidenza – ancora compiere.
Poi, mica tutti ci riescono: c’è chi continua per decadi a cercare un oggetto dalla scarsa risposta elastica ove frantumarsi il cranio e chi si compra 20 € di narda al super, dormendo sonni tranquilli ed evitando spargimenti di materia encefalica e codici rosso al pronto soccorso.
Convengo che la fregatura te la sei presa, ma ti anticipo già che non sarà l’ultima. Tu puoi decidere solo come reagire.
In fondo, ti sto dicendo che – anche nel tuo specifico e spiacevole caso – vale sempre la Gran Legge del Menga.
Può fare del sarcasmo quando vuole, ma a voi passa il dolore prima o poi e da qua sparite, mentre lui sta qua dentro tutti i giorni a sparare scemenze senza provare alcun dolore…
Traete le vostre conclusioni su chi stia peggio.
j.j. bad non credo che tu sappia se io stia provando o meno dolore… anzi, secondo me non lo sai affatto
..
Sifler, l’unico dolore da cui si può guarire è quello degli altri.
Il Beddu me lo immagino come una specie di cingalese di seconda generazione che, dopo il turno di notte nella fabbrica di dentifricio Dentosplendid, mangia pop corn e ogni tanto scrive cose così, “inutili”, volendo essere magnanimi.
Tu, saggiamente, corri al super.
Stifler,
vero che innamoramento e amore sono due diversi vissuti: il 1° è prettamente emotivo, volto all’infinito e alla perfezione, mentre il 2° è di solito più raziocinante, concreto e orientato alla realtà. radice e successiva evoluzione di un sentimento, con necessari e volontari adattamenti reciproci.
se non ricordo male, Alberoni ha avanzato l’ipotesi che per innamorarsi ci debba essere un vuoto emotivo da colmare, e mi pare che questo ci fosse, nella tua vita più che ben realizzata. lontano dai tuoi affetti famigliari, la scelta di solitudine, era, forse, condizionata dal timore (ammesso) di incappare in nuova sofferenza nell’intraprendere una relazione amorosa.
è successo, tuo malgrado. chissà perché con quella ragazza e non con altre. è quasi sicuro che hai intravisto in lei una positiva proiezione di te, che non è stata ricambiata. capita spesso, purtroppo.
concordo che la durata di un rapporto di coppia è molto meno importante dell’intensità con cui, condiviso o meno, viene vissuto.
con il tempo e le nuove esperienze, che prima o poi torneranno a tentarti, potrai di certo meglio confermare, oppure ridimensionare, l’attuale sentire. il dolore è ora troppo recente per consentire obiettività.
Rossana, dici proprio bene.
hai descritto in sintesi quello che sto provando.
ieri ho passato l’intero pomeriggio a piangere e a chiedermi perché di tante cose.
dicono che piangere faccia bene, ma allo stato attuale il vuoto che ho dentro è devastante e quasi vivo le mie giornate per inzerzia.
mi si sono spezzate le ali nel momento più bello del volo e ora alzarsi da terra è quasi impossibile..
Stifler,
sempre utile chiedersi le ragioni di qualcosa che ci opprime. è parte di un percorso di crescita, derivante da una maggior conoscenza di sè.
anche nelle sofferenze amorose, che sono fra le più aspre e cocenti, a qualsiasi età, il tempo è un medico eccezionale, pur non avendo durate standard sul tema che si adattino a ogni individuo.
il pensiero su di lei resterà finché sarai tu a volerlo mantenere in tale orientamento, per un tuo equilibrio d’insieme, magari inconscio.
se vuoi alleggerire il carico, cerca di distrarti e di accettare da adulto che non sempre tutto accade secondo i nostri desideri.
Rossana, come darti torto, una parte di me sa che deve accettare ciò che è successo, ma è una parte molto in fondo.
l’altra naviga tra ricordi e flashback di tutto quello che è successo.
esempio banale:
metto una maglia blu e puntualmente ricordo quella che aveva lei dello stesso colore…
è.sempre cosi, ogni giorno…
sembra un vero e proprio tormento.
PS ti ringrazio per il tempo che mi stai dedicando
Senfter, però basta fare il tragico. Ti si sono rotte le ali perché hai liberamente cabrato ignorando la legge di Bisenzio? Hai compromesso, sia pur transitoriamente, la nocicezione per eccesso di acido gammamminobutirrico e il bitartrato di potassio per os non aiuta?
Finché non puoi volare, corri. Ti passa, ti passa, figurati.
caro yog, capisco la tua e la vostra ironia, ma ricordati che nessuno di noi è immune da certi sentimenti, compresi quelli che io sto provando.
Spero di no, ma un giorno potresti ritrovarti al posto mio e credimi, non avresti altro che l’unico desiderio di far si che tutto possa tornare a farti star bene
Stifler,
molto comprensibili i ricordi che ti perseguitano ovunque.
succede quando si è costretti a elaborare una perdita. sensazioni che sto provando anch’io, a seguito di un vero lutto.
porta pazienza: prima o poi la vena del ritorno al passato si esaurirà e tornerai al presente, con proiezioni nel futuro.
Rosanna, di sicuro la tua perdita è peggiore della mia, anzi, non è proprio paragonabile.
Ciò che hai scritto mi ha dato molto sollievo, e dopo tanto tempo è l’unica cosa che leggo che mi ha fatto stare bene.
sono una persona che purtroppo ha bisogno di rassicurazioni e queste per me sono botte di vita..
grazie Rosanna
Stifler,
mi fa piacere esserti stata di sollievo.
non è detto che la mia perdita sia peggiore della tua: nessuno può valutare o quantificare il dolore altrui.
il tuo è un lutto di gioventù; il mio, di vecchiaia. tu, ancora non sei allenato a perdere; io, lo sono forse già anche troppo…
resto l’unica esponente della mia famiglia d’origine ma in un figlio, nella sua compagna, in parecchi nipoti e in qualche amicizia ho modo di alimentare affetti e di avere, in casi di necessità, degli importanti punti di riferimento di vario genere.
cerca di non isolarti troppo e di mantenere al meglio delle tue capacità e possibilità le relazioni che senti maggiormente arricchenti.
grazie a te, per la tua comprensione.
Ciao Rossana, io credo che l’essere umano di suo non sia abituato mai ad una perdita, soprattutto quando essa si tratta di un lutto.
Tu purtroppo, se cosi posso dire, mi sembra di aver capito che hai perso già troppe persone e questo ti fa maggiormente capire il ruolo che noi abbiamo in questa vita.
Per quanto riguarda me, beh, che dire, attuando il NO CONTACT assoluto sto cercando di ammazzare del tutto il sentimento rivolto a lei anche se a volte ho dei cedimenti assurdi e mi manca come l’aria.
esco, conosco persone e mi tengo occupato più che posso, ma non ti nego che i ricordi mi massacrano spesso e sono come dei pugni allo stomaco.
Sai mi sembra tutto cosi insuperabile, e pure dicono che tutto passa.
grazie ancora di tutto Rossana..
ti abbraccio
Stifler,
è vero che tutto passa, così come è purtroppo anche vero che, quando è impossibile apportare cambiamenti, a tutto si fa una specie di abitudine o di corazza difensiva.
un dolore psichico è solo in parte come una ferita fisica. come questa, richiede i suoi tempi e a volte molte cure per migliorare e guarire. con la differenza che le cicatrici sulla carne non danno più sofferenza mentre ALCUNE pene emotive, nel ricordo, SE molto sentite e profonde, mantengono nel tempo una parte del senso di perdita che si è provato nel momento in cui sono state vissute.
nel lutto, sia d’amore che di morte, la parte di noi che si era proiettata sull’altro, se ne va con lui, ed è questa egoistica privazione ad arrecare dolore.
fai bene a mettercela tutta per reagire. fra pochi mesi tutto sarà meno pervaso dal suo ricordo e comincerai a sentirti meglio.
un abbraccio.
Ciao Rossana e grazie ancora per il tuo post.
purtroppo a mio sfavore giocano diverse carte.
il tempo, in primis, dato che mi ritrovo a 35 anni e mezzo da solo e con sempre più meno possibilità di intraprendere una conoscenza che possa poi sfociare in amore e in secondo luogo la consapevolezza di essere orientato verso la solitudine..
non so perché, molte persone alla mia età sono già orientate al domani, io mi devo ancora riprendere da uno shock dove dopo 2 mesi sono stato totalmente devastato.
Tempo Rossana, tempo, quello che mi sta consumando giorno dopo giorno e che vorrei mi chiudesse per sempre questo male che mi porto dentro.
non ho più nessuno, mi sento vuoto e in momenti come questi vorrei veramente sparire.
prima di questa storia sono uscito da una di quasi 3 anni dove alla fine si, c’è stato dispiacere, ma l’ho superato alla grande nel giro di un mese.
ora, una storia di 2 mesi che non poteva andare avanti, mi ha totalmente messo in ginocchio e mi sta tagliando totalmente la vita..
come siamo strani noi umani…
grazie ancora di tutto Rossana, i tuoi interventi per me sono veramente preziosi..
Ti abbraccio
Ciao stfler, alla stessa tua eta’ ho vissuto esattamente la tua stessa esperienza.Mettiamola cosi: Purtroppo sei fortunato.Sembra una contraddizione e lo e’,ma ti trovi obbligato a sperimentare tuo malgrado il vuoto che e’ il solo principio creatore del cosmo.Poi ci sara’ il raccolto.Devi odiare chi ti ha negato la felicita’.Non e’ facile trovarsi nella tua situazione perfetta,hai tutto quello che serve devi approfittarne.Sei uno in ginocchio che raccoglie diamanti..Le cose cambiano solo quando ci arrivi da solo a capire come funziona.Sei solo una radio ricevente,non sentirti responsabile dei sentimenti che provi,non li crei tu.
Essì Senfter, sei una radio ricevente. Speriamo supereterodina. Non perdere la sintonia e non giudicare le stazioni radio che chiudono in due mesi, perderesti tempo.
Da quello che scrivi, Stifler, sospetto che quello che ti preoccupa e ti deprime così tanto sia proprio il Tempo. Tu hai paura di rimanere solo perché hai 35 anni e non sei più giovane come una volta. Si spiegherebbe infatti perché la fine di questa storia di 2 mesi ti ha così intristito, mentre da quella di 3 anni, in passato, ti sei ripreso senza troppi problemi. Poi naturalmente, è vero anche quello che scrivono gli altri, che è più l’intensità di una storia a contare, che non la sua durata, quindi è normale che soffri.
Ma c’è una bella notizia per te. 35 anni oggi cosa vuoi che siano? Non è più come una volta quando ci si sposava a 20 anni! Molta gente anzi oggi ha fin troppa fretta di sistemarsi e poi va incontro a delle delusioni. Io ho 35 anni proprio come te e la donna giusta per me (almeno spero) l’ho trovata solo l’anno scorso, dopo più di una relazione andata male. Quindi non deprimerti, hai ancora moltissime frecce al tuo arco! Troverai un’altra donna, se davvero lo vuoi! Buona fortuna!
Guarda, io ho 40 anni e due divorzi, e devo dirti che ci ho preso gusto. Non è mai tardi per nulla, si semina, si aspetta, ed IN un giorno si raccoglie.
Il tuo vero problema è questo:
“non ho più nessuno, mi sento vuoto e in momenti come questi vorrei veramente sparire.”:
Non deve essere così: hai una volontà per decidere e cambiare la situazione. Il caso non è il creatore del tuo destino! Il modo in cui puoi risolvere è: buttandoti nella mischia responsabilmente, per pescare nel mare di opportunità, le persone che meglio possono ora continuare ad accrescere la tua consapevolezza. Lei ha fatto il suo. Ora tocca a qualcun’altra, ed agli amici, nuovi o vecchi che siano, meglio nuovi, i quali non devono mai mancare: rete sociale presente ogni giorno di sostegno. Forza! Comincia a pescare!!! Forza!!!