Un senso…
Ciao a tutti, sono un ragazzo di 30 anni, nella mia vita ci sono stati dei momenti tristi che mi hanno portato a dipendere da una pastiglia, tutti i giorni io per alzarmi dal letto devo fare uso di uno psicofarmaco che mi alza i livelli della serotonina ( una sostanza che regola l’umore ). Sono 10 anni oramai che conduco una vita che non si può definire tale, quello che faccio è “sopravvivere” nella speranza che prima o poi qualcosa cambi.
Faccio di tutto perchè la mia situazione migliori, mi sforzo in ogni modo…eppure ogni giorno è sempre uguale o peggiore di quello precedente, nell’ultimo periodo sto sempre più chiuso in me stesso, le poche volte che mi concedo un uscita con altra gente mi rendo sempre più conto che è difficile che le persone cosiddette “normali” possano capire o anche semplicemente alleviare la mia situazione. Quindi sempre più spesso mi ritrovo a casa da solo a navigare su internet, cercando qualcosa ( che finora non ho mai trovato ) che mi faccia rinascere un sorriso, che mi dia la voglia di alzarmi ancora e combattere, che mi faccia sentire vivo….
In pratica cerco un senso in questa vita, anche se questa vita un senso non ce l’ha…. come dice Vasco….
Scrivo qui perchè ho letto qualche discussione di questo forum e mi ci sono abbastanza immedesimato ( cosa che mi capita di rado ).
Mi piacerebbe sapere cosa ne pensate voi di questo, qual’è secondo voi il senso, cosa vi sprona ad andare avanti nella vita?
Vi saluto in attesa di discuterne con chi sarà così cortese da rispondere a questo mio sfogo.
Data di pubblicazione: 11 Novembre 2011.
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Categorie: - Me stesso
49 commenti
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Ciao =) . Ho anch’ io un disagio psicologico di cui ora non ho voglia di parlare ma è molto ossessivo a volte e mi da molto da combattere. Ma io trovo il senso nella vita nell’ aiutare gli altri. io capisco la tua sensazione,la sensazione di vivere solo perchè sei vivo,come dici tu di sopravvivere. Non devi sforzarti di cercarlo un senso,così non lo trovi,devi darti piu che puoi la possibilità di fare cose nuove,di vivere esperienze nuove e capire da solo quello che ti rende felice. Sei sotto cura di una psichiatra,un dottore immagino. Hai mai considerato l’ opzione di una psicoterapia? a me ha fatto rinascere.. Non è una cosa come molti pensano che vai li ,parli ti sfoghi e finisce li,ma ti da veramente la possibilità di aprire la tua mente,di capirti moltto di più e di rivalutare le cose che per te sono importanti.Io avevo anche un blocco emotivo,non riuscivo a percepire cosa mi facesse contento a parte qualche cosa,quindi per me se andavo al cinema,uscivo o facevo altro era lo stesso. Ma ero io che non riuscivo a sentirmi o meglio ad ascoltarmi. Io studio medicina,e se mai esiste non ho trovato il senso della vita,ma so che ciò che vorrei è cambiare le cose e aiutare le persone che sono in difficoltà. Potresti provare a iniziare a far volontariato,ho avuto esperienze di persone molto vicine che ne sono davvero entusiasti e quando ne parlano i loro occhi si illuminano. Son un insieme di piccole cose che danno un senso alla vita..
dici che non esci molto,come mai? Cosa ti aspetti dagli altri quando esci? Vuoi sfogarti,vuoi parlare,vuoi divertirti,in quale delle situazioni ti piacerebbe essere?
Io capisco che stai prendendo SSRI per migliorare il tono dell’ umore,probabilmente sono importanti ,perchè sei in una situazione emotiva un po’ difficile per te in questo momento,però non passa tutto con un farmaco,oltre a questo devi riaprirti al mondo. So che potresti pensare che siano parole vuote,ma non lo sono.E se non trovi le forze da solo,vale davvero la pena di farsi aiutare. Molte volte dopo forti dolori ci si chiude,ci si trova un po disorientati ,smarriti. Senza la voglia di fare nulla. Riprendere il mano la tua vita e i tuoi sogni,crearne di nuovi e viverti è la via per riuscire a sorridere di nuovo. Tutti se lo meritano =).
Mi ha colpito il fatto che, come tanti alla ricerca di se stessi ( quello che chiamiamo IL SENSO DELLA VITA), lo cercano su internet. E’ giusto confrontarsi, dialogare… ma tutto questo dovrebbe avvenire nella vita reale! Il mio consiglio è di leggere qualche libro. Il libro ti porta all’introspezione, aiuta a sviluppare la personalità. Prova a leggere Mille soli di Dominique Lapierre, ti aprirà una finestra sul mondo reale, ti indurrà alla riflessione, ti farà venir voglia di leggere ancora.La ricchezza introspettiva è una buona chiave per rapportarsi con gli altri, ma dovrai trovarla da solo, con la riflessione si arriva a scoprire i nostri malesseri. Consideralo come un percorso terapeutico. Non so se hai provato con la lettura, è un ottimo investimento! Se vorrai, ti suggerirò qualche altro libro. Ciao TS
La vita non ha un senso se non quello prettamente evoluzionistico di sopravvivenza della specie. Questo è sufficente per gli animali, noi uomini in quanto esseri raziocinanti, non ci sappiamo accontentare di questo e cerchiamo chissà quale senso nascosto che purtroppo non c’è. Dal momento che siamo a questo mondo e non per scelta nostra credo che dobbiamo cercare di vivere al meglio senza troppi patemi e fare ciò che ci rende felici. Godere anche della semplice passeggiata, trovarsi un hobby, una passione, e passare del tempo con le persone che ci fanno stare bene. Secondo me il segreto è proprio quello di trovare la felicità nelle semplici cose della quotidianità. Magari non è facile ma sono sicuro che tante volte ci auto-sabotiamo, interrogarsi troppo su se stessi sugli altri molto spesso è controproducente anche perchè ti porta a focalizzarti sempre su ciò che non hai, su ciò che non sei e non potrai mai essere. Cercare di pensare meno e vivere di più forse potrebbe essere un buon punto di partenza, per un’esistenza più serena. Non so se sei d’accordo o meno, ma io la vedo così 😉
Ciao!
Lo fa perchè su internet,trovi ciò che le persone a volte nascondono nella vita reale,dove per molti vale la pena di mostrarsi superficiali o non vulnerabili o deboli,stupidamente.
Concordo con te però sul fatto che cercarla su internet è tutto inutile =) si trova vivendo credo proprio
mi dai il nome della pillola?
@ navi e sun
Ho letto con particolare attenzione il tuo problema, Navi. E successivamente la risposta di Sun. Trovo giusto quanto Sun afferma. Amare gli altri senza distinzione alcuna ti fa crescere. È nel donarti che trovi te stesso. È nell’attenzione verso gli altri che riscopri le tue qualità.
Al tempo stesso è anche vero che nessuno può dare ciò che non ha. Non si può dare amore se non si ha amore. E l’amore è come un piccolo fuoco acceso in noi che può crescere solo se alimentato. Altrimenti si spegne. E devo amare iniziando da me stesso. Dalle piccole cose. Cercando di capire attimo per attimo cosa sono, cosa posso fare, dove voglio andare. È vivendo il presente, essendo totalmente concentrato in quell’atto che compio che inizia la mia guarigione. Perché inizio a prendere contatto con la realtà attorno a me. E così trovo la risposta. Sono amore. Sono nato per amare.
Internet è uno strumento fantastico. Così come i cellulari. Ma entrambi possono creare problemi sociali e danni a volte irreparabili. Ci portano difatti vicino a chi è lontano da noi, per poi farci lontani da chi è vicino a noi… Oggi è comune vedere un gruppo di amici di ogni età che mente socializzano dono tutti impegnati a smanettare col cellulare.
Puoi farcela. Devi solo volerlo e avere il coraggio di modificare ciò che non va bene.
Salutoni!
X Sun:
Forse sono troppo preso da me stesso, dai problemi che ho, per riuscire ad aiutare gli altri…. praticamente se non so aiutare me stesso come posso pretendere di essere in grado di aiutare gli altri?
Per quanto riguarda la cura psichiatrica, diciamo che sono sotto cura nel pubblico, e tanto per farti un esempio dello schifo che fa, avevo appuntamento il 1 marzo scorso, sono mancato e nessuno mi ha cercato fino ad ora, potrei essere tranquillamente morto. So che dovrei presentarmi io, ma ho così poca fiducia in quelle persone che non ho la minima voglia di andarci….
Idem per quanto riguarda la psicoterapia, tu mi dici che apri te stesso, io ti dico che di 5 o 6 che ne ho girati, non ho notato nessun miglioramento e dopo poco ho rinunciato…
Mi aspetto dagli altri solo un minimo di comprensione, che crescendo e aumentando il giro di impegni, oramai è merce rara…
X toroseduto
Leggo moltissimo, passo le notti (perloppiù insonni ) a leggere libri su libri…. Mille soli è per caso il seguito del cacciatore di aquiloni? Se è quello mi pare di averlo letto…
X ioebasta
Il farmaco si chiama Sereupim o Sereupin…
X Smile
Hai centrato il problema, io non amo me stesso, anzi direi piuttosto il contrario… Internet è un ottimo strumento per chi come me non si trova a suo agio al centro dell’attenzione eppure ha qualcosa da dire e tiene in considerazione i pareri altrui disinteressati….
Vuoi che ti dica una cosa, in tutta sincerità?
Dal tuo commento, n° 7, hai un modo di porti molto, davvero molto arrogante. Come a dire: così è, inutile parlarne!
Dici che ti aspetti un minimo di comprensione, ma pensi di essere tu disposto a fartela accordare? Ti poni così nella realtà?
Per quanto riguarda il farmaco, seppure mi faccia schifo anche solo il pensarlo, si chiama comunque ‘sereupin’, un’altra ‘magia miracolosa’…Buono per tutti e sempre: ansia, depressioni, panico, stress posticipato ecc..un minestrone di illusioni e tragicità…ma qui mi fermo, per carità!
Per quanto riguarda lo schifo psichiatrico, concordo, come non concordo…ma cosa ti aspettavi? Che ti salvassero o migliorassero la vita gli psichiatri, gli psicologi, gli psicoterapeuti, psicoanalisti, insomma tutta la vasta e eterogenea gamma degli psicocosi? Pubblici o privati che siano…naturalmente!
A me la psichiatria la vita, l’anima me l’ha devastata, ma in una veste e con modalità che tu nemmeno t’immagini…Giovane, in questo mondo, l’unica cosa che a te, come a me come a ognuno e chiunque, può salvare o quantomeno rendere vivibile e meno tormentata la nostra esistenza è un cuore che si apra a noi, alla nostra perenne attesa e alla nostra speranza…un cuore da amare e che ci ami, solo questo!
E se mai sarai disposto ad affrontare il reale affidandoti solo al virtuale questo cuore non lo troverai…e se pensi che la tua vita si tenga su, magari sopravvivendo, conducendo una morte strisciante per merito o per colpa di una lurida molecola che ingoi per tacitare angoscia e disperazione questo cuore non lo troverai e tu non vivrai mai !
Da parte di uno psichiatra in crisi, ma in crisi vera!
Ascoltati ‘sta canzone va…che a sentire parole e toni come i tuoi non saprei se più incazzarmi o rassegnarmi…
http://www.youtube.com/watch?v=8DPQXtdbP5k
Caro ventolibero, apprezzo molto la sincerità,però per quanto riguarda l’arroganza non concordo con te…
Non sono uno che pretende di conoscere tutto o di insegnare qualcosa agli altri, quello di cui parlo l’ho vissuto sulla mia pelle e quello che ho scritto sono solo le mie sensazioni riguardo a questo.
Io mi pongo nella realtà e non come uno che è sempre pronto ad ascoltare i problemi degli altri, cercando di venirne a capo, dialogando, spesso accantonando i miei di problemi e mettendomi a servizio delle persone.
Poi però quando mi metto a parlare dei “miei” di problemi e vorrei per lo meno una considerazione pari a quella che ho dato io, la cosa viene minimizzata, presa come una stupidata, come l’ennesima debolezza di un uomo come me…. e questo nel corso degli anni mi ha portato sempre più a smettere addirittura di parlare di me stesso nella vita reale, per questo come dici tu: “è inutile parlarne!”
Tu mi dirai che ne parlo con le persone sbagliate….ma io ti rispondo che sono le stesse persone che mi conoscono da quando ero un adolescente, sanno tutto di me eppure quando ho bisogno di sfogarmi hanno altro da fare o a cui pensare.
Per quanto riguarda il mondo psichiatrico posso dirti che mi aspettavo per lo meno di venire tenuto in considerazione non come un numero su una cartella, invece di dover ogni volta che avevo un colloquio dover ripetere qual’era il mio caso….chi ero e da dove venivo.
Mentre sul lato psicologico mi aspettavo un analisi, sentirmi dire qualcosa che non sapevo su me stesso, invece di dover descrivere la mia giornata, cosa avevo fatto e cosa no…. se non addirittura fare i giochini “mimami uno stato d’animo” , su questo lato sarò arrogante come dici tu, ma la laurea in psicologia la danno veramente a cani e porci a questo punto.
Il rimedio universale quindi sarebbe l’amore?
Putroppo non posso disquisire di questo, non avendo mai trovato qualcuno che provasse questo sentimento per me.
Posso però dirti che il fatto di non averlo mai sperimentato a 30 anni (se non a senso unico, se di quello con la A maiuscola si poteva trattare ) è un grosso neo che contribuisce a sgretolare l’autostima già bassa che ho di me stesso.
Il virtuale per me è l’unica valvola di sfogo, forse non essendo in grado di affrontare il reale come vorrei ( senza maschera diciamo, come in qualche modo faccio qui ) trovo molto più semplice stare qui a parlare con dei perfetti sconosciuti, che resteranno tali e non dovrò affrontare nella realtà….
Mi spiace se leggendo quello che scrivo provi solo rabbia o rassegnazione.
Bella la canzone della Oxa
@ventolibero.. esprimi davvero un sacco di emozioni .. sopratutto mi sembri arrabbiato…. ma scrivi quella che è la realtà. Mai stata da uno psichiatra, mi sono rifiutata, ma dopo 8 anni di psicoterapia ( serviti si, ma non a molto) sono ancora qui a chiedermi cosa sia una “crisi vera” ….
un cuore che si apre e donare amore rendono come dici tu, più vivibile l’esistenza, ma posso assicurarti che a volte confondono ancora di più.. ho cercato di donare sempre tanto amore, troppo a volte, che adesso mi chiedo chi sono davvero..
http://www.youtube.com/watch?v=tdft7FAeRm4
ho imparato che non si torna indietro
di tempo ce n’e’ ne avrai ne avro’
sara’ forse questa corsa
che ci fa sbandare un po’
alla prossima fermata scendero’
per cercare di
capire intorno a noi cosa c’e’ ….
E’ vero: la laurea, dalla più inutile a quella in Medicina, la danno a cani e porci, però tu, riguardo a psicologia ecc, parti da un assunto sbagliato: non esiste che un che uno psichiatra, o psicologo, ti dica cose su te stesso, questo è un assurdo, oltre che logico, mito…
Tu ti conosci, tu sai quello che senti, che avverti, quello di cui manchi e senti necessità, e allora, riaggrappandomi al tuo discorso sull’amore, lì dove dici: non posso disquisire di questo, non avendo mai trovato qualcuno che provasse questo sentimento per me’, uno psicanalista, o psicoterapeuta, insomma uno psicocoso che non sia nè un cane nè un porco ma abbia un minimo di consapevolezza del suo mestiere, sai cosa ti chiederebbe? Ti chiederebbe questo: e tu? Tu l’hai mai provato questo sentimento per qualcuno?
Amico, ti sei mai innamorato? Il tuo cuore batte ancora? Direbbe Nietzsche: ‘c’è ancora del caos in te? C’è ancora una stella danzante?’ Ecco la cosa che quello psicocoso ti direbbe su te stesso…non so se è chiaro il concetto…facendoti interrogare su te stesso, ti darebbe di fatto delle risposte!
Non è che le tue parole mi facciano arrabbiare o mi diano rassegnazione così, giusto per, ma vedi, io ho la tua età, diciamo anche che fisicamente non posso lamentarmi, m’è andata più che bene, faccio lo psichiatra, ma mi muovo su delle macerie continue, mie personali…mi incazzo perché non riesco a pensare che un ragazzo, un giovane di 30 anni, si condanni a dipendere da una molecola, che abbia paura della realtà perché ci sono troppi stronzi in giro, che minimizzano, usano scherno, derisione, superficialità…ma che c.... te ne frega? Ti basta questo per diventare estraneo a te stesso? Vivi amico, esci di casa, e se incontri un volto e ti colpisce ti sentirai vivo, magari sarà un volto che incrocia i suoi occhi con quelli di un altro, un volto già impegnato insomma, ma tu ti scoprirai capace d’amore, di invaghirti, innamorarti, appassionarti…rassegnarsi ad uno psicofarmaco come destino e ad internet ad oltranza per esprimerti e liberarti ti priveranno di questo, ti priveranno della vita, ti impediranno di sentirti vivo…equivale a non vivere!
E’ vero, gli stronzi sono innumerevoli, ma la vita, amico, è un tentativo continuo in ogni cosa…bisogna tentare, osare, provare, andare oltre…oltre paure e vergogne, imbarazzi e diffidenze!
Come dice Anthony Hopkins nel film ‘Vi presento Joe Black’, ‘se non hai mai tentato, non hai mai vissuto’…metti nel conto tutti gli innumerevoli e colossali idioti che incontrerai, metti nel conto gli sgambetti, le infamie, le ingiurie, le ipocrisie, le falsità, la disattenzione e l’indifferenza che faranno parte della tua avventura e della tua speranza, metti nel conto le risposte alle tue attese e al tuo desiderio che non riceverai, considera tutto questo e parti, avventurati, vivi, ne hai il diritto ed il dovere!
Se nella vita, nella tua vita, una volta, almeno una sola volta tu, e dico tu, ti sei innamorato, beh allora sai distinguere perfettamente cosa è vita e cosa sopravvivenza, sai che la sopravvivenza significa vita senza senso e sensibilità, una morte strisciante, una lenta e schifosa agonia, e il tuo corpo, che si muove, si agita, afferra, colpisce, respira e corre, solo una mera animazione della materia…non condannarti a questa vita amico, non farlo…
Qualcuno ha scritto queste parole, su come si vive senza amore, su cosa succede quando te ne fai dono…te le dedico…
‘Mangi il pane e non ti tieni in piedi, bevi l’acqua e non ti disseti, tocchi le cose e non le senti al tatto, annusi il fiore e il suo profumo non arriva alla tua anima. Se però ti lasci sfiorare da amore, tutto improvvisamente risorge e la vita ti inonda con tale forza che ritieni il vaso di argilla della tua esistenza incapace a sostenerla’…
Ecco la vita in piena: l’amore! E la vita solo diventa reale e tangibile, come se fossero cadute squame dai tuoi occhi e tutto, attorno a te, si manifestasse per la prima volta, come se ogni suono venisse udito per la prima volta, e il tatto fremesse di gioia alla prima percezione delle cose. Un amore che è offerto a tutti con pari possibilità, un amore che è la sola pregustazione del futuro, il solo reale superamento della morte.
Ma come ho detto sopra, bisogna osare, tentare, andare oltre i limiti della paura!
Abbiamo paura tutti, ho paura anch’io, in bilico su tante cose, precario e fragile in tanti aspetti, ma vivo, vivo perchè è giusto, mi incazzo perchè è giusto, spero e tento perchè gli anni, i miei anni, non devono passare vuoti, il tempo, il mio tempo, non deve essere appiattito, gli atti, i miei atti, non devono essere ripetitivi !
Spero possa essere così anche per te…e lo sarà se tu vorrai che lo sia!
Ascoltala ancora quella canzone della Oxa, non l’ho messa lì a caso…ascoltala e rifletti…
Enduzzo, non ci sei mai stata da uno psichiatra, scelta saggia!
E’ vero, l’amore confonde, ma tu preferisci essere sempre lucida? Non c’è geometria nell’amore e nei sentimenti, i sentimenti sono legami che ci rendono parte di una cordata che unisce le reciproche fragilità…se stai per cadere, se stai per sprofondare per la tua fragilità, verrai aggrappata dalla forza di quello che ti è accanto e ti vuol bene e che compensa la tua debolezza…e viceversa!
A me è successo…sono confuso, deluso, incazzato e felice, sereno, pieno di fiducia a un tempo…nè è valsa la pena…!
Auguri a tutti,
Alessandro
Innanzitutto volevo ringraziarti Alessandro,
per il semplice fatto che sei qui a scrivermi, nonostante tu non condivida certi miei atteggiamenti o viceversa.
Non pretendo che uno psicocoso entri dentro la mia testa e ragioni per me, dandomi la soluzione… forse ho visto troppi film dove l’analisi sul lettino funzionava è vero…. ma allora in definitiva a cosa dovrebbe servire la psicoanalisi? Alla domanda se io abbia provato mai amore per qualcuno risponderei che non ne ho la minima idea appunto…non essendo mai stato ricambiato a mio modo di vedere non posso capire cos’era quel sentimento, se solo invaghimento o altro…
Quello che sò è quello che ho vissuto, ovvero solo rifiuti seppur messi a parole dolci, e il senso di abbattimento di quando non riesci a piacere a chi ti interessa… l’impotenza di poter fare qualcosa contro il fatto di non piacere.
Ciao ragazzuoli,ho letto con attenzione i vostri discorsi e ho da fare qualche considerazione. Mi ha colpito molto ventolibero /alessandro come scrivi,come ragioni,sei molto diverso da me,ma diciamo che mi incuriosisce,mi affascina il tuo parlare. Se non son troppo discreto a cosa ti riferisci con macerie personali? cosa non ti soddisfa? Noto una contraddizione però,se sei uno psichiatra e provi questo odio cosi profondo per questa materia,per queste molecole,perchè continui a fare questo mestiere? dal mio punto di vista,e probabilmente mi sbaglierò, continui a dare false speranze a chi crede nel farmaco. E’ un po come un vegetariano che vende carne,ci vedo una contraddizione di base.
Non scrivo queste parole per giudicare,non mi interessaa ,ma per confrontarmi e capire. io in futuro vorrei fare psichiatria e in seguito se avrò tempo psicoterapia.Cosa ti ferma nel tuo lavoro ? Concordo con te sull’ amore e sulle troppe persone stronze o superficiali in giro..Mi piacerebbe avere una discussione con te.
Per quanto riguarda NAVI,io ho un esperienza diversa dalla tua.
Capisco la delusione, nel vederti ancora una volta poco considerato,maltrattato, come un numero,dalle persone dalle quali aspettavi una cura. A differenza dei medici di vecchia data a noi stan facendo corsi di medicina e società ,ci insegnano cosa si aspetta il paziente,come conti la relazione,la comunicazione e non solo la pratica clinica. Sicuramente i medici che non ti han chiamato han sbagliato,ma pensa che hanno clienti su clienti nel pubblico e davvero i ritmi son estenuanti. Non tengo a giustificarli,è sbagliato lo ripeto,ma magari diamo un attenuante.
Però posso dirvi una cosa,personalmente a me la psicoterapia ha cambiato tanto davvero. E se non ha ancora risolto completamente il mio star male,perchè è una cosa che ho creato nel tempo,mi ha dato la forza di cambiare me stesso nelle cose quitidiane che mi fan stare male.Io ho provato un primo psicoteraputa,e non mi trovavo bene,mi sedevo,mi faceva dire cosa avevo fatto,mi diceva cose che sapevo e a mio parer non utili e cosi me ne andavo deluso e arrabbiato. Poi son andato da un’ altra e con questa ho fatto molti progressi. Io son partito presentando il mio star male,e poi con le sedute,aprendomi al 100%, mi ha fatto vedere quante fragilità oltre a quella che avevo portato io avessi dentro.Non è un processo nel quale tu arrivi racconti e lei ti dice ” sei debole qui ,qua e anche la” ma è una consapevolezza che arriva pian piano. Mi ha fatto capire cosa mi fa stare male,e mi ha dato consigli,possibilità di confrontarmi,mi ha dato un nuovo modo di vedere le cose,e ora sto meglio nella pratica mi comporto in modo diverso,piu funzionale. Posso farti qualche esempio se vuoi,ma per darti l’ idea (anche se è una cosa abbastanza leggera). Avevo la costante preoccupazione di quello che gli altri pensavano di me,se dopo un malinteso,dopo aver chiesto scusa,non mi credevano io soffrivo ,ci stavo male,mi martellavo dentro.
ora non è piu così,ora mi viene naturale fregarmene,sentirmi a posto con me stesso ,dopo che ho fatto quello che dovevo. So che probabilmente per te sembrerà una stronzata,ho portato questo esempio che è immediato e veloce,ma a me mi ha permesso di vivere in maniera piu rilassata le relazioni. Questo su tantissimi aspetti di tantissime cose. Un esempio,anch’ esso non molto rilevante al di fuori.Io ho una costante diffidenza verso gl ialtri,a causa di eventi passati,ai miei non ho mai detto molto,e di me parlavo poco,mi vergognavo,mi sentivo debole.Ho scoperto tramite la psicoterapia da cosa deriva probabilmente questa mia diffidenza e mi son reso conto che io non ho fiducia nei miei genitori. Prenderne coscienza e capire i motivi è stato il primo punto di partenza per modificare le cose.Ora son completamente diverso su tutto questo,a volte anzi son troppo espansivo.
Io non mi sono mai amato molto,però la gioia nell’ amare altri l ‘ho riscoperta lo stesso.. E forse è proprio vedendoti utile per gli altri,sentendoti gratificato che ritrovi l’ amore per il tuo essere.
Anche per le persone non dovete guardarla in modo cosi pessimistico.
Io ho vissuto gli anni delle medie e della superiori con persone che mi han fatto sentire semrpe sbagliato,sempre preso in giro,sempre con la voglia di cambiare e cambiarmi!, poi ho conosciuto due persone fantastiche,mi son aperto mi son trovato bene,ed è stato duro anche trovare un equilibri su alcune cose. Da li ho aperto gli occhi e ho visto in tante persone quella cosa che prima non trovavo mai. Inutile negarlo,la fiducia,la vicinanza,l’affetto di crea,quindi abbiamo anche noi molta responsabilità su come ci poniamo e su come impostiamo il rapporto. Attento,c’è differenza tra psicanalisi e psicoterapia. La psicanalisi non è nemmeno riconosciuta.Io sto svolgendo una psicoterapia cognitivo comportamentale. Con la mia terapeuta mi sento a casa ,mi sento capito,provo quasi affetto a volte e rabbia in altri.
Probabilmente le mie parole ti saranno semnbrate vuote o lontane,false forse, come sembravano a me dall’ esterno. Ma io ti sto dicendo la mia esperienza,io non ho motivo di dirti una cazzata,non ti conosco,non ho conseguenze nella mia vita nè in positivo nè negativo. Datti una seconda possibilità.Quando parli di rifiuti,vedo in parte la tua fragilità. quante persone ogni giorno ricevono un rifiuto,tantissime. Però non la vivono come la vivi tu. Ora,capisco che dopo tanti rifiuti ci si chiude etc,ma non è detto che la tua impostazione sia giusta. Ti prego,mettiti in discussione, prova a ipotizzare che anche se come ti poni,come pensi ti sembra giusto e funzionale, magari non lo è.
Se vuoi ti lascio la mail,se hai voglia di farmi domande se vuoi non mi hai risposto ,cosa ti senti mancare? cosa non trovi quando esci? cosa vorresti? Cosa fai per cercare di trovare una soluzione? Può essere che ad alcune di queste domande tu non sappia nemmeno risponderti,perchè sei focalizzato solo su quello che non va. un caro saluto
Navi, tu chiedi a cosa serve la psicoanalisi…proviamo…hai fatto alcune sedute, se di psicoterapia o psicoanalisi non l’ho ben capito(e qui, a parte la sortita della psicanalisi che non è riconosciuta, Sun ha ragione a dire che sono cose ben diverse) e assumi un antidepressivo, quindi il tuo malessere (il termine disturbo non mi piace) rientra nella categoria delle nevrosi.
Freud ha sostenuto che la psicoanalisi si riferisce a queste, dove chi ne soffre mantiene l’unità dell’io, che non si divide, che ha percezione di se stesso e del mondo, della realtà che gli è intorno e che vive però con disagio e sofferenza.
Ecco il punto: tu hai sentito quel trasporto di cui parlo, che sia stata una passione improvvisa oppure un sentimento più profondo e costante oppure ancora un invaghimento superficiale poco conta: qualcosa ti ha colpito, interessato, e ti ha anche ferito, perchè la tua speranza è stata delusa da una risposta che, per quanto dolce, non è stata quella che ti aspettavi.
Se ora ti avessi di fronte, ti chiederei: in quel momento, prima della risposta o dell’esito, come ti sentivi? Se dici bene, allora questo conferma le tesi di chi sostiene che, soprattutto per le nevrosi, sono i condizionamenti ambientali a regolare i normali processi biologici del cervello. Se ti sei sentito meglio in quel momento, vivo, presente a te stesso, consapevole del tuo sentimento e di ciò che desideravi, è successo che quello stato di gioiosa e insieme ansiosa attesa e speranza hanno provocato un aumento della serotonina portandola entro normali livelli fisiologici e quindi l’umore ne ha giovato.
E questa che sommariamente e maldestramente sto facendo ora sai cos’è? E’ psicoterapia, vale a dire uno stimolo a riappropriarti di te stesso, che si inserisce nel contesto del discorso sul farmaco: se non hai stimoli, sproni, motivazioni, se non sei consapevole di quelle necessità che ti portano a desiderare, ad aspirare, a reclamare perchè troppo deluso, ne ricavi un abbattimento che ti rintana nel nulla, così si abbassano anche i livelli di serotonina, così pensi, devi pensare purtroppo, che il farmaco è il tuo destino, la tua salvezza, la tua vita.
Passando dallo sprone (psicoterapia) alla comprensione (psicoanalisi), il sintomo che emerge, che tu avverti ma di cui, ovviamente, non sei consapevole, l’isolamento, la paura, il timore di nuove incomprensioni, nuove indifferenze, nuove non risposte alle tue attese insomma, sono dei meccanismi di difesa, che ti permettono ancora la vita per il fatto stesso di lamentarti della vita che conduci, ma ovviamente la rende dolorosa e la limita, di fatto una vita non vita.
Dai traumi subiti dall’esperienza del vivere, esistenziale, ti difendi rinunciando ma sentendoti insoddisfatto, e quindi vivi una vita limitata…cosa posso dirti di più? Ecco: non farla diventare una vita mancata! I meccanismi difensivi servono a vivere, come vedi, ma certo non a vivere bene, perchè ti senti manchevole, insufficiente, monco.
Devi riscoprire quella forza ad agire per soddisfare quei bisogni che senti essenziali ad una vita autentica, piena, vera. La vita di tutti e di ciascuno si fonda su delle attese che possono trovare risposta oppure negazione, e come detto, quest’ultima condizione è la premessa esistenziale per il trauma.
Tu ci sei già passato, e se ho compreso bene un pò la situazione e la sua dinamica, il discorso sia motivazionale sia ricorrendo un pò ai ‘ferri del mestiere’ te l’ho fatto, concludo dicendoti soltanto questo quindi: non ti fossilizzare su quel trauma.
Cambia psicoterapeuta o psicoanalista, resta nel pubblico ma vai altrove, i Csm (centri di salute mentale) accolgono chiunque, anche chi non rientri nella loro zona di competenza, e prova a fare quel percorso di sprone e di conoscenza di cui molto sommariamente ti ho appena parlato.
Auguri davvero!
Sun, riguardo le macerie, giusto per non essere prolisso, l’ultima che si aggiunge alle tante è questa: combatto contro il cancro. Ti basta?
Venendo alla ‘contraddizione’, beh classico modo di ragionare, da bravo aspirante psichiatra.
Nella psichiatria domina l’organicismo, e se anche nei corsi di specializzazione si studiano gli indirizzi psicoanalitici, si accenna brevemente alla psichiatria sociale ecc, lo psichiatra resta, anche contro ogni evidenza, prima di tutto un medico, per lui è il cervello e le sue molecole che non ingeriscono come dovrebbero, tutto di fatto si riduce alla sinapsi giusto per capirci, almeno tra medici.
Io ritengo il farmaco, gli psicofarmaci la soluzione di nessun male, e sai bene che in psichiatria i farmaci hanno effetto solo ed esclusivamente sintomatologico e non certo causale, non curativo.
E come detto nella risposta a Navi, spesso, soprattutto nel campo delle nevrosi, è l’ambiente e l’esperienza che in esso la persona vive a incidere profondamente sui processi cerebrali, pensa solo alla depressione reattiva.
Il discorso è complesso, non posso certo svilupparlo qui, ma la contraddizione appartiene a chi nega tutto questo, e parla di malformazione endogene alla base di ogni tipo di disturbo psichico.
Qui si inserisce la mia ripulsa per (certa) psichiatria, perchè così facendo, scoprendosi incapaci o non disposti a farsi accanto a chi vive crisi tremende, col farmaco ci si lava le mani, e se quello insiste bene, contenzione e iniezioni depot.
L’industria psicofarmaceutica ha un giro d’affari assurdo che tu nemmeno t’immagini, e se entri in un Spdc ti renderai contro dei disastri esistenziali che il business produce su deboli e inermi.
già quando ho conseguito la specializzazione nella mia tesi denunciavo questo, e infatti mi diedero del matto al solo sentire il titolo di quel lavoro: ‘La complessità dell’umano in bilico tra i facili entusiasmi e i meschini interessi della psicofarmacologia’.
il sofferente non crede nel farmaco, assume il farmaco, è diverso.
Ci siano casi in cui è necessario, certamente, come la schizofrenia paranoidea, ma anche lì…
Alessandro
Caro Sun, io non mi aspetto una “cura” dagli psicologi, sarebbe bellissimo se esistesse una parolina magica e tu “guarisci”, non credo più nelle favole, so perfettamente che in questo tipo di patologie mentali puoi chiedere aiuto ma quello che deve fare qualcosa sei tu ( a differenza di altre branche della medicina dove ti affidi a un chirurgo per esempio ).
Io ho avuto la sfortuna di avere a che fare con molti simili al tuo primo psicoterapeuta, anche io me ne andavo deluso e scazzatissimo…
Io le mie fragilità, anche parlandone non ho avuto modo di analizzarle, se non con l’input di prendere una pastiglia quando si presentavano difficoltà.
A me non sembra assolutamente una stronzata la cosa che dici del pensiero degli altri, è così anche per me, anche senza che io ci litighi, io mi sento sempre giudicato dagli altri, in base anche solo al mio aspetto fisico…arrivare a riuscire a fregarmene sarebbe a dir poco strepitoso per me….
Voglio ringraziarti del fatto che ti interessi a quello che dico e ti assicuro che le tue parole non mi sembrano ne false ne vuote, anzi, sono frutto di un’ esperienza tua personale che per certi versi sembra molto simile alla mia.
Questo conferma il mio pensiero che si può arrivare a capire una persona che ha dei disagi mentali, se si è passati per la stessa strada… altrimenti ci si ritrova a sentire cose del genere: ” non sai quanto ti capisco, anche io ho avuto un esperienza del genere: quando per una settimana dopo che mi sono lasciata/o col compagno son rimasta chiusa/o in casa a piangere”.
( sarò stronzo o arrogante a dire così, ma per me la depressione è tutt’altra cosa ).
Ti rispondo ora. Mi sento mancare la stabilità, la serenità per affrontare la giornata ( che comunque affronto ugualmente).
Quando esco non trovo l’interesse per nulla, trovo solo sguardi che interpreto sempre come negativi.
Faccio poco per cercare una soluzione, cerco di stare in piedi anche se il cervello mi dice di restare a letto, cerco di stare su e di mantenere per lo meno un lavoro…
Cosa vorrei? Vorrei riuscire a essere più superficiale, più freddo, più cattivo….credo che le persone che riescono ad essere così abbiano una vita molto più semplice….
Caro Alessandro, io ho fatto delle sedute, credo di psicoterapia… (scusate la mia ignoranza se ho citato la psicoanalisi), così facendo una stima stima approssimativa direi una 50ina con 3 o 4 psicologi diversi.
Giusto per capire di cosa parliamo, visto che sei anche uno del settore mi sembra d’obbligo un prologo.
Fino all’età di 18 anni non ho mai sofferto di alcun disturbo che richiedesse l’aiuto psicologico….poi dopo l’insorgere di una colite nervosa, e qualche episodio di malessere ingiustificabile a livello fisico sono entrato in questo magico mondo…. Subito i miei malesseri sono stati catalogati come crisi di panico, e trattati dalla psicologa della mutua ( senza per altro consulti psichiatrici ) a botte di xanax e “descrivimi la tua giornata”….”porta dietro il farmaco e usalo in caso di bisogno” ( effetto placebo )ecc ecc.
Coperto dal farmaco la cosa sembrava attenuarsi e questa non aveva più tempo da dedicarmi, cosicchè mi rimbalza da un’altra psicologa sua amica ( pagando un tiket ). Dopo poche sedute con questa non si è instaurata la minima fiducia e il rapporto si è interrotto, nonostante il mio medico mi prescrivesse sempre lo stesso il farmaco.
Dopo qualche tempo vado da uno psichiatra, che mi fa prendere effexor e non mi indirizza da nessuno per una terapia psicologica…. passa il tempo e io mi imbottisco, finchè dagli esami del sangue risultano valori sballati e questo mi dice che può essere per quel farmaco, il genio però non me lo fa interrompere gradualmente, mi inserisce il cypralex facendomi smettere questo in 3 giorni…. seguono grossi svarioni e una settimana d’inferno infermo sulle gambe anche mentre camminavo…. Questo mi fa perdere fiducia ancora di più e andare avanti solo con le prescrizioni del mio medico per i farmaci.
Dopo un anno circa decido di smettere di prenderlo gradualmente per disintossicarmi, ma l’esperimento è disastroso e mi ritrovo oltre che con le crisi di panico in forte depressione…. Interviene mia madre e mi porta da una psichiatra nota qui in zona a pagamento, questa mi da il sereupin e mi indirizza da una sua psicologa a livello ospedaliero.
Questa dopo qualche seduta mi vuole far fare un corso di autostima dalla sua allieva e mi smolla a lei…. faccio anche sto benedetta cazzata di autostima che non mi serve a nulla ( però con le pastiglie stavo meglio )… poi mi convocano e mi dicono che per esubero pazienti devono spostarmi in un altra sezione, quindi da un altro psichiatra che mi conferma il sereupin, e mi vede una volta ogni 3 mesi….avanti così per molto tempo finchè non presentandomi a un appuntamento non mi ha più richiamato e io non lo cerco…. Eravamo scesi a 30 mg di sereupin, ora io me lo son ridotto a 20 mg e sto in piedi…. questo è più o meno tutta la storia in breve.
Io ci aggiungo che prendere una pastiglia da 10 anni non è la mia massima aspirazione…. credo che mi abbia anche distrutto qualcosa a livello ghiandolare perche sudo copiosamente in + situazioni
Il sudore aumenta se mi viene fatto notare o se è una situazione in cui mi sento a mio agio….oltre naturalmente al normale caldo… questo però prima non mi era mai successo.
A volte di notte mi sveglio e ho il cuore a mille, mi manca l’aria e mi sembra di morire, devo fare grossi respiri e cercare di calmarmi sperando che la cosa scemi ( anche questo credo sia dovuto più che altro alla diminuzione delle pillole ).
Passiamo alle tue domande: nell’attimo prima di una risposta come mi sentivo? Se per bene intendi adrenalinico posso dirti di si, ma ero in ansia per l’esito e questo mi portava ad essere nervoso, intrattabile ecc ecc. Poi quando scoprivo che l’esito era negativo…. puoi immaginare la depressione più nera. Mi ricordo una volta, dopo essere uscito con una che mi piaceva con un pretesto e avendo ricevuto a fine serata un palo in fronte ( via sms ), con la macchina da portare a casa e i lacrimoni giù per le guance, dovetti fermarmi e chiamare un amico per calmarmi un po.
Premettendo che il tuo discorso sui perchè della psicoterapia è molto più esauriente di qualsiasi cosa mi abbiano raccontato durante le sedute di cui sopra, devo confessarti che più il tempo passa più vita mancata ho alle spalle e più il fardello si fa pesante… più il carico si ingrandisce più ti tira a fondo…. è bello pensare di poter reinventarsi ma ci sono vincoli quali un lavoro, una famiglia ecc non ti permettono di prendere e andare a rompere il mondo ( per non dimenticare il dipendere da una c.... di pasticca ).
Grazie del continuo sprone che mi dai, ma qui o ne esco da solo o non ce ne esco…. oramai sono allergico a ogni tipo di medico della mente, non riuscirei proprio più ad aprirmi….forse per arroganza come dicevi in principio tu…
Mi dispiace davvero per il cancro 🙁
hei Ventolibero mi dispiace davvero per il cancro,non so cosa significhi a livello personale,ma mio papa ci lotta ancora e in famiglia ci son stati vari casi. Io ti auguro tutto il meglio e pregherò per te,anche se non so se ci credi..Forza però,non ci conosciamo ma ti offro la mia vicinanza emotiva. Mi sento abbastanza a mio agio con te,nonostante percepisca questa rabbia e questa grinta assieme che un po’ mi destabilizza. Credo tu sia uno dei non tanti medici che fanno davvero i medici,non solo con pastiglie e parlar tecnico,ma anche improntando una relazione.Se mai farò lo psichiatra,ammetto che mi ha un po demotivato, non ho assolutamente intenzione di finire cosi. So il giro di affari dell industria psicofarmaceutica, della percentuale di gente con conflitto di interessi per determinare le patologie del dsm soprattutto nel disturbo dell’ umore,e il giro dei farmaci,ci stanno educando,con il nuovo ordinamento,allo schifo che è essere medici freddi,improntandoci verso una visionepiù umana ,pur avvisandoci che sarà compito nostro mantenerlo,per quello che gl impegni permettono,ma questo lo saprai meglio di me dato che ci lavori. Io ,avendolo passato,non credo che ogni disagio psichico sia derivante da cause endogene o errori di sinapsi,io credo ci sia una componente organica che magari determina una migliore resistenza,ma credo che poi ,a parte certi casi e malattie,ci sia un grande ruolo giocato dalle esperienze e dagli schemi che abbiamo per affrontarle.
Io questo l ‘ ho provato sulla mia pelle,il mio star meglio l’ ho vissuto io,senza farmaci e questo spero mi rimarra a mente per essere un buon medico,uno che sappia aiutare davvero chi ha bisogno .
Io ho trovato questa brava psicoterapeuta,e lo stesso psichiatra da cui son passato prima di lei( dopo il primo psicologo) ,mi ha detto che potrebbe darmi un farmaco dell umore,ma è meglio che prima provi con la psicoterapia,e di impegnarmi a fondo,mi ha spiegato come la terapia funzioni.Credo sia stato onesto e non sbrigativo. Lo psichiatra è prima di tutto un medico,ma come mi hanno insegnato, la facoltà ti deve dare le basi,ma poi sei tu che decidi in che direzione andare. Le competenze cliniche le devi avere,ma io voglio fare psicoterapia perchè so che uno psichiatria non ha le competenze sufficienti,nonostante legalmente possa farlo.e questo a detta di quello prichiatra. Il farmaco può dar una mano pero,ecco perchè voglio avere competenze anche su questo settore.
Navi, guarda per quello che posso dirti io,la psicoterapia che mi è stata fatta è per certi versi simile ma per certi molto diversa,più pratica e pragmatica,anche se lo scopo è quello di darti coscienza di te. Ma a me è servito come confronto,mi ha smontato tanti schemi mentali che prima avevo, come quelli degli esempi. Come spieghi che ci siano persone che non ci stanno male? è perchè hanno schemi mentali diversi e anche tu puoi averne,cambiando quelli non funziona. è stato praticamente il contrario dei processi di apprendimento che ho avuto dalle esperienze mie passate,che ora ho capito che son state fortemente condizionate dal mio pormi,dal mio affrontarle,dai miei pensieri dai miei schemi. Conosco le tue sensazioni,e se queste cose che ho passato (che oggettivamente,non sono le cose peggiori,ma le ho vissute malissimo,e credo che su questo siam simili emtrambi) e spero che Dio voglia questo, possono aiutarmi per capire chi soffre ed essere utile,ben vengano,acquistan un altro senso ai miei occhi.Io credo tu non abbia avuto fortuna nei medici o psicologi che hai trovato,ma non scoraggiarti. Non hai alternative,non puoi permetterti di buttarti giu. Ecco,questo mio perfezionismo e voglia di non mollare è stato da un lato la mia piaga da un lato il motivo per il quale ora non sono chiuso in me stesso e ho trovato un po di luce.
Io immagino la tua sensazione nell alzarti senza voglia,immagino il sentirti trattato come un numero su una cartella,sbattuto qui e li,ma ti posso garantire,che non sono tutti cosi.E ce ne fossero anche solo 10 bravi,tu devi trovarli..Lo sento la tua delusione,il tuo sconforto,ma forza,io credo di essere sulla strada giusta,e tu puoi farcela tranquillamente.
Comprendo anche l’ ansia del momento in cui aspettavi la risposta,anche io son fatto cosi. davvero ti capisco .
La vita è tua,riprenditela.. essere freddo,cattivo,scordatelo, ci puntavo anche io,ma non ci riuscirai mai. E ora che sto meglio credo che non vorrei mai essere cosi,come dici tu quello è un tuo modo ideale per essere non sfiorati da cio che ora ti fa male. Essere superficiale,non lo sarai mai e ringrazia il cielo di esser cosi. Però puoi cambiare gli schemi che ti fan provare quelle emozioni cosi spiacevoli,puoi non soffrire più per tante cose,puoi cambiare la tua visione,e vivere bene. In piu avresti anche la marcia di aver passato qualcosa di non facile,avresti la maturità .
Non hai la serenità,è difficile trovarla per tanti,ma trovare un po di equilibrio e di tranquillità è fattibile.Anche trovare l ‘ entusiasmo e la voglia di affrontarla è possibile. Continua ad affrontarla,per non cadere giu,anche se fa male,e vai a fare sta psicoterapia,cercalo uno che ti da fiducia.Io ti consiglio la cognitivo comportamentale,per come mi son trovato. Di dove sei? se mi dai una mail posso darti qualche dritta,e se sei della mia zona,posso mandarti dove vado. Non provi interesse per nulla,questo è il problema. Però dici che fai poco per risolvere.
Anche io come ti ho detto ho provato questa sensazione di non ho voglia di far le cose,tanto non mi piace,non mi diverto,tanto starò male . Ma questo è quello che ti mantiene il problema. Tu stai male ma non sei il tuo star male. Tu non sei il tuo malessere.. Come ti dicevo ti sei troppo bloccato e fossilizzato. Devi pian piano riscoprire quello che ti fa felice, e devi far luce su quello che invece ti fa star male,e sugli schemi mentali che ti fan interpretare le cose in modo diverso.
Per farti capire la cosa degli schemi,che a me non era chiara.
Tu dici che ti importa molto il giudizio che una persona ha di te.
Prendi due persone,A e B.
A è come te,quindi se litiga con qualcuno o vien criticato,si sente sconfitto deluso,insoddisfatto,e ci sta male.
B invece è un po piu superficiale,queste cose non gli fanno nulla,ma nel caso in cui sbaglia qualcosa nel suo lavoro si sente frustrato,triste, inutile.
C’è un evento attivante, che causa delle emozioni, e le emozioni vanno a influire sui pensieri.Infatti quando sei triste,pensi in modo diverso rispetto a quando entusiasta . Ma le stesse emozioni sono modificate dalle tue credenze e dalle tue esperienze passate.
B non sta male quando viene criticato perchè non sente nessuna emozione negativa, A si. Viceversa nel caso dell altro evento.
So che ora come ora per te è come se indossassi degli occhiali con lenti rosse addosso e io che ti chiedo di che colore è un foglio bianco .lo vedrai sempre rosso. Ma se io ti mettessi le lenti trasparenti tu lo vedresti bianco. Ecco fidati che tu puoi modificare gradualmente le tue lenti degli occhiali. scusami per questo esempio mal riuscito,ma è quello che mi viene ora in questo momento.
Ecco m iha colpito quello che hai detto sul fatto che quando esci vedi occhiate negative. Anche per me era cosi. Ora solo in poche cose,e ne prendo più distanza. ma per la maggior parte era influenzato dai miei pensieri,dalle mie paure e dal mio odio verso me che proiettavo agli altri. E poi affrontando le cose in modo diverso ho avuto conferma che eran mie costruzioni. ti è mai capitato di uscire e pensare “sicuramente avran detto di me questo”,”gli starò antipatico” e di esserne convinto? a me spesso.
Un altro rapido esempio,brutto anche questo ma che un po forse rende l idea..
sai quando sei in giro e senti frasi volanti no,quelle frasi mezze dette o cmq percepite.
Facciamo finta che io son grasso e mi faccio problemi per questo.
Sento in giro “ccione” io avrei pensato convinto ” mi stan dando del ciccione”. Un altro che invece si sente sempre mal vestito, avra la certezza di aver sentito mortaccione. uno che non ha paranoie probabilmente dira che non ha capito niente. Magari la parola pronunciata è stata riccione..
Questo esempio è per farti capire come cio che pensi influenzi come ti relazioni,quello che percepisci dalle relazioni con gli altri.
Magari poi ti faro qualche scan di un libro che ho comprato molto semplice ma esplicativo =).
E comunque non ti sei ancora risposto e non l hai fatto anche a me.
Mi dici non mi sento mancare la serenità. Ribaltando la domanda. Cos’è che ti da serenità? cosi ti manca per avere stabilità? Se non sai ancora le risposte vale la pena di cercarle da solo o meglio con qualcuno che ti guidi.
è come se alla domanda cosa ti piace fare?
io ti avessi scritto : mi piace fare le cose che mi rendono felice.
Il prossimo passo è cosa mi rende/renderebbe felice? in che situazione mi vorrei vedere..
Navi, tutto quello che hai detto conferma tutto quello che io ho detto: ti sei rassegato a dipendere da un farmaco, ormai la logica è questa: uno psicofarmaco come destino.
E’ per tutti così, per tutti coloro che nel loro percorso di angoscia e disperazione non hanno trovato uno sguardo, un volto, una voce e delle mani disposte a farsi compagni di un cammino accidentato e pieno di inciampi e cadute, e allora, quando con una molecola che dall’esterno interviene a tacitare un sintomo che da disagio e malessere, è chiaro che se ne ricava vantaggio: quel sintomo scompare, ma tu mica torni a sentirti vivo. Hai paura, avverti la crisi, la ricaduta, l’avvicinarci di panico e tensione ed allora ecco la boccetta ‘salvavita’…che schifo di mondo eh?
Ti avevo scritto che quando eri in attesa di una risposta, vivevi il momento con un misto di gioia e di ansia, e tu questo l’hai ripetuto, ed è da lì che devi ripartire. Bada: io non ti sto dicendo di smettere il farmaco, sto soltanto cercando di farti prendere consapevolezza che tacitare il sintomo non consente un ritorno alla vita vera che è possibile solo quando ci si sente e ritiene presenti a se stessi. E si può essere presenti a sé stessi solo nel contesto di una relazione, di una richiesta e di un’attesa.
Percepisco in te paura ma allo stesso fatalismo, affronta la paura perché tiene vive le tue richieste, supera il fatalismo (la concezione del farmaco come indispensabile) sennò non vivrei più.
Non so più cos’altro dirti, posso soltanto farti i miei auguri più sinceri.
Brevi cenni personali, anche in risposta a Sun. La farmacologia, la psicofarmacologia, la conosco bene anch’io, l’ho studiata anch’io, proprio per questo gli psicofarmaci mi ripugnano. Tu parli di rabbia e grinta mie che ti destabilizzano, beh mi spiace, di grinta non ne ho, ma di rabbia sì, e tanta.
Non ho mai prescritto psicofarmaci, ho conosciuto psichiatri che sulla ricetta, dopo il nome del farmaco, scrivevano: per sempre!
In questo ‘per sempre’ paziente e familiari leggevano, ‘nero su bianco’, la sentenza: questa malattia diverrà cronica!
Ecco il meccanismo psicologico perverso degli organicisti: dando ad intendere questo, la persona vede nel farmaco la salvezza, se non dal male in sé, dalla devastazione totale del male, in quanto, consapevoli che quel farmaco non cura, ne avvertono però la capacità di contenimento.
Dato che la paura c’è sempre, dato che nessuno, come detto sopra, si fa accanto sostenendo e accompagnando il sofferente in un percorso di superamento del disagio, affrontandolo alla radice, andando alla causa, lo psicofarmaco verrà visto come la soluzione definitiva.
il discorso è lungo e complesso, ma si inserisce in quella che nel marketing si chiama: ‘fidelizzazione del consumatore’. In questo caso la fede nel farmaco, in quel farmaco.
Dato che lo nomini, penso che tu sappia da chi sia edito e rivisto il Dsm, Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali, la bibbia degli psichiatri organicisti.