Un senso…
di
navi
Riferimento alla lettera:
Ciao a tutti, sono un ragazzo di 30 anni, nella mia vita ci sono stati dei momenti tristi che mi hanno portato a dipendere da una pastiglia, tutti i giorni io per alzarmi dal letto devo fare uso di uno psicofarmaco che mi alza i livelli della serotonina ( una...
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Data di pubblicazione: 11 Novembre 2011.
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Categorie: - Me stesso

Lo pubblica l’Apa, Associazione psichiatrica americana, ed è tutto dire…le maggiori multinazionali del farmaco hanno sede lì, ma psichiatri intrallazzati con queste ce ne sono in tutto il mondo.
Penso tu sappia anche un’altra cosa: che si decreta una nuova malattia da inserire negli aggiornamenti a maggioranza e per alzata di mano.
Ora, lo psichiatra è un medico sì, difficilmente rinuncia a quella che è la sua formazione, ma io non chiedo questo, dico solo una cosa: perché spacciare un farmaco sintomatico per farmaco causale o eziologico, cioè come farmaco che, non diversamente da un antibiotico, va ad intervenire sulla causa del disturbo?
Ecco, ogni psichiatra del mondo sa questo, però da quella che è la mia esperienza, tutto ciò viene continuamente mistificato e presentato in modo difforme dalla verità. E allora in psichiatrici ciò che vince è il business, impera sempre la legge del potere e del denaro, sempre!
Io vorrei parlare tanto su questi aspetti, ma lo spazio è quello che è e non è possibile. vorrei parlare dell’angoscia e della disperazione mie personali, perché io prima di ogni cosa sono un uomo, un giovane uomo trentenne che ha i suoi casini e le sue difficoltà, le macerie che deve scrollarsi di dosso, le speranze tradite e le attese deluse, le aspirazioni e i desideri del cuore e della mente.
Ho incitato Navi all’amore, ad agire, ad osare, ed io stesso dopo tre anni mi trovo ancora qui da solo, a pensare sempre ad una persona, che ritenevo e ritengo la persona che può soddisfare la mia necessità di vita autentica e vera.
In navi percepisco un certo complesso anche estetico, ecco io, sinceramente, guadandomi allo specchio, questo complesso non posso averlo, sarei un cretino, perchè ho consapevolezza che la natura non mi è stata matrigna, tutt’altro…mi trovano molto somigliante a Kim Rossi Stuart, e allora…tutto in discesa? No, altroché, sono stato lasciato, mollato con fastidio e disprezzo quasi, e sono tra anni che non ho rapporti sessuali, penso sempre a lei e i sto logorando con questo pensiero fisso, ossessivo…
Scusatemi, ho fatto questa confidenza così intima anche per ritornare al contesto originale, cioè al malessere di Navi, al quale dico: vedi? Non sentirti sbagliato e inadeguato, incapace e imperfetto, è la vita, e la vita spesso è crudele con chiunque, per le più diverse ragioni e sotto diversi aspetti e con le più svariate modalità…
Io all’apparenza avrei tutto: un bel mestiere, che per me non è tale ma è l’essenza stessa della mia vita, anche l’estetica mi gioca a favore, sono considerato intelligente e brillante…ma amico, io mi sento spesso un morto dentro perchè mi rendo conto che mi manca l’essenziale, ciò che è necessario ad ogni uomo su questo mondo…la pace dentro! E la pace dentro, quella te la può dare solo l’amore, solo l’amore!
Alessandro
Alessandroo,ora sto crollando,domani voglio risponderti con una rilettura a mente sana. ma non sapevo fosse per alzata di mano ,concordo sulle tue considerazioni però. Ma davvero non hai prescritto psicofarmaci? immagino che stupidamente a volte i pazienti sian rimasti delusi.A me farebbe molto piacere un eventuale tuo approfondimento su certi aspetti,mi piace affrontare questa discussione.
Hai fatto bene a sfogarti e a parlare di te,poi ti sei quasi scusato,ma a me fa piacere ascoltarti,come dici tu sei prima di tutto un uomo.. e siamo fatti tutti più o meno uguali, siamo tutti con le nostre fragilità più o meno nascoste. Ma anche tu ti sei dato una scossa,hai provato a guardarti intorno o sei completamente centrato su quella lei che ora è lontana?? Io posso capire il dolore,ma non sapendo nè l incipit nè la fine della storia,non posso sapere cosa sia successo ne mi spetta. La pace interiore ti manca solo ed esclusivamente per la mancanza di una donna accanto o per altro?
Probabilmente mi sbaglio,ma quanto ti sei descritto,tra estetica e intelligenza,hai messo in evidenza cio che gli altri pensano di te da fuori e non quello che tu pensi di te stesso.o li fai coincidere?
Probabilmente sarai anche un ottimo attore,con una maschera difficilmente penetrabile dall’ esterno. un po’ come me. correggimi pure se sbaglio e sono solo supposizioni,impressioni.
Buonasera Sun.
Spiego il fatto che tante persone non ci stanno male semplicemente perchè hanno un carattere più forte o magari non se ne rendono nemmeno conto… voi ragazzi vi siete accorti che siamo circondati da una moltitudine di persone veramente ignoranti?
Eppure questi ignoranti stanno bene, non si rendono proprio conto di quello che sono, anzi molto spesso si mettono anche a dare lezioni di vita…
Sun ma gli schemi mentali potranno anche cambiare il tuo modo di fregartene, ma se uno si sente sempre in difetto, disordinato, fuori posto…ci sono pochi schemi che tengano.
Io non posso permettermi di restare a letto, questo è il divieto assoluto, trascino il mio corpo in giro per il paese, faccio dei sorrisi di circostanza, e la gente mi considera “normale”, perchè cecchè se ne dica in questo mondo l’abito fa il monaco…
Ma questa non è vita, è “vegetazione” e ti dirò di più (sperando che legga anche Alessandro ) , molti psicologi mi hanno CONSIGLIATO di viverla così la vita….l’abitudine è rassicurante ed evita l’insorgere di situazioni di crisi di panico…. in pratica come dire: abituatici, tanto nn ne uscirai mai.
Sai all’inizio pensavo anche io di farcela, non sono uno che molla alla prima difficoltà, ne ho viste di cotte e di crude nella vita…ma dopo 10 anni la speranza di farcela si sgretola giorno dopo giorno… rifiuto dopo rifiuto…disinteresse dopo disinteresse.
Mi piacerebbe sapere qualcosa di più a proposito di questi schemi di cui parli (al di là dell’esempio con A e B ), anche se devo ammettere che sono scettico, cambiare la visione che hai delle cose è difficile ( a meno di una lobotomizzazione ).
Quando vado in giro io penso sempre che la gente mi guardi con un sogghigno, come a dire, e questo come cavolo è messo?
E credimi, sarò anche fissato ma mi sa che tante volte ci azzecco…negli ambienti a parte il tavolo dove sto mi sento osservato, se incrocio lo sguardo di qualcuno penso che mi sta radiografando per poi farsi 4 risae alle mie spalle… l’unica cosa che impedisce a queste persone di essere più esplicite, magari facendosi sentire anche è il fatto che non sono piccoletto…probabilmente han paura a schernirmi in faccia.
La mia mail se ti va è: teslas@tiscali.it
Mi darebbe serenità il fatto di uscire senza dovermi preoccupare di sentirmi male, senza dovermi preoccupare del mio aspetto fisico, mi darebbe serenità essere valutato dalle persone in base alle mie azioni e non per la mia goffaggine…mi darebbe serenità riuscire a dormire la notte un sonno regolare, avere energie da vendere e non dover utilizzarle col misurino per la scarsità di esse.
Queste stesse cose non mi danno stabilità, il fatto di non avere un punto fermo, un punto di riferimento, qualcuno a cui rivolgermi quando non ce la faccio veramente più…potermi abbandonare sotto la protezione di qualcuno che mi vuole bene e di cui mi fidi…
Mi vorrei vedere come una persona che affronta le situazioni a testa alta, che non si sente sempre inferiore agli altri sotto vari aspetti…
Non so se questo può rispondere ma è quello che mi viene…
Alessandro, può anche darsi che io mi sia rassegnato al fatto che per stare un po meglio io debba dipendere da un farmaco.. ma credimi non ne sono felice per nulla, butterei tutto nel cesso in questo momento se non ripensassi a che livello mi ha portato in passato questo gesto.
E’ veramente uno schifo di mondo, sono pienamente in sintonia con questo pensiero…
So che probabilmente il fatto di riuscire ad avere una relazione porterebbe giovamento, a sensazione credo che avere accanto qualcuno che prova un sentimento forte possa spronare a “vivere” con intensità maggiore, il problema è che dove la trovo io una così?
Soprattutto in queste condizioni… come ti ho già detto non ho alcuna esperienza in materia…
Forse ti è sfuggita la domanda sulla sudorazione copiosa e te la ripropongo perchè mi fa stare peggio…
E’ il farmaco che la provoca è semplicemente una cosa psicologica che col tempo se n’è uscita fuori ad aggiungersi al mucchio?
Percepisci molto bene sul fatto del complesso estetico, mi faccio veramente schifo da solo, e questo la gente lo sente a naso, se non piaci a te stesso non potrai mai piacere agli altri…quindi se sei brutto è solo una spirale discendente.
Ma tu mi dici che pur assomigliando al “Freddo” hai gli stessi problemi….beh proprio uguali no, tu per lo meno ci sei stato con quella che amavi, nonostante l’epilogo…
Quindi il consiglio che ti dò io è: dimentica sta stronza e pesca dal mazzo una che ti tratti come meriti….
Ammetti che sei fissato con sto amore però… io mi accontenterei anche di un po di bunga bunga ( questo sconosciuto ).
Navi, è l’ultima volta che intervengo poi tacerò e mi farò da parte: la mia etica umana e professionale mi impongono di non azzardare un qualsiasi maldestro tentativo di psicanalizzare chicchessia per via internet.
La qualifica di psicoterapeuta e psicoanalista l’ho conseguita prima dell’estate, al Cipe di Roma, Centro italiano di psicologia analitica, ma non esercito nè ho volontà di farlo.
Quello che avevo da dirti te l’ho detto, l’ho fatto come uomo e anche ricorrendo a termini e spiegazioni ‘tecniche’, parlandoti di moti emozionali e di traumi e interiorizzazione, basta non posso nè voglio dirti di più.
Non mi era sfuggito nulla, tu sudi perchè hai somatizzato, ormai gli stimoli esterni si fanno riflessi acuti nel tuo corpo, che fa emergere tratti esteriori che altro non sono che i ‘sintomi’ di quel disagio che ti porti dentro.
Lo psicofarmaco, da questo punto di vista, non c’entra un c....! Lo psicofarmaco oltre a non risolvere proprio nulla di quelli che sono i tuoi problemi, altera soltanto i tuoi normali processi fisiologici a carico di fegato, cuore e reni soprattutto, solo questo.
Hai scritto: ‘Ma questa non è vita, è “vegetazione” e ti dirò di più (sperando che legga anche Alessandro )’, e ora scusami: io in tutto il mio dire, quando mi sono soffermato sulle tue difficoltà, cosa ti ho detto? Non ti ho detto che conduci una morte strisciante, una vita non vita se certe dinamiche continuano a perpetuarsi?
Ecco, inutile aggiungere parole su parole no?
Io ora non nè ho più nè il tempo nè la voglia, anch’io ho i miei casini e disastri, anch’io sono un uomo che soffre, anche a me è stato detto da un collega, e non da uno qualsiasi, ma proprio da un collega psichiatra: ‘Alessà, tu stai depresso veramente’, al quale ho risposto: ‘ah grazie, non lo sapevo affatto, ora che facciamo, fluoxetina o sertralina? Ma vai a fanculo vai…’, ecco ho risposto questo…
Se ti avessi accanto, se ti fossi vicino, se potessi guardarti negli occhi, ascoltare la tua voce, percepire i tuoi moti emozionali e i tuoi fremiti non ti parlerei nè di schemi A e B nè di traumi e processi di interiorizzazione, non farei il medico della mente freddo (di quell’altro Freddo mi ritengono quasi un sosia…ma come vedi…) e distaccato, ricorrerei a tutto questo, ma per essere uomo dinanzi ad un altro uomo, due uomini che soffrono e ci provano, insistono, tentano ancora, pur avendo io domani la chemio e poi ancora, sempre, i controlli periodici.
C’è chi ti parlerebbe di Io, super Io e Es, tutte colossali stronzate, che conosco alla perfezione e che per questo detesto con tutta la forza del mio disgusto, perchè non risolvono un c.... di nulla.
Servono solo ad aumentare a dismisura l’ego ipertrofico di uno stronzo di psichiatra plurititolato che dell’uomo che ha davanti se ne fotte supremamente, al massimo con quattro parole senz’anima cerca di farti da educatore, educatore del patologico che modifica e indica nuove azioni e comportamenti.
Educatore del patologico, perchè sente, per suo arbitrio, che i tuoi comportamenti dominanti sono inaccettabili, sbagliati e quindi da curare. Se non l’hai capito, quello psicologo che ti ha invitato alla ‘vegetazione’, proprio questo ha fatto, per evitare…crisi e malesseri, ma l’hai capito o no?
Quella è la sua, la loro soluzione, io ti ho detto invece che quell’angoscia non devi tacitarla, che devi ascoltarla, perchè così non ne uscirai mai da quello stato di inerzia che sfocerà, stanne certo, n uno stato d’apatia, e a quel punto…
E qui mi vengono in mente le parole di Alda Merini: ‘ho cominciato a piangere per gioco e poi ho creduto che fosse il mio destino’…a te la scelta di quale può essere il tuo destino.
Penso di aver capito una cosa: tu aspiri a stravolgerti, a cambiarti nelle tue caratteristiche più vere e più profonde…amico questo è impossibile, e in un certo senso a questo aspira quel tipo di psichiatra o psicocoso vario che ti indica la ‘vegetazione’ come soluzione, bello, tranquillo, calmo, pacato, placido e passivo. E’ uno stravolgimento perchè di fatto non sarebbe la vita che è nelle tue possibilità, tu di contro, invece, aspiri a cambiarti per vivere una vita più autentica e vera.
Lo puoi fare, ma ascoltando la tua angoscia e la tua disperazione, vivendola nel contesto di una relazione, non sopprimendola, ma accettando di sentire cosa ti suggerisce in quel momento.
Decidi tu, cos’altro posso dirti…come ho detto, ti ho parlato con tutto l’insieme del mio essere: come uomo, medico psichiatra, psicoanalista e psicoterapeuta, nel senso che certamente ho fatto riferimento a queste discipline, ma più di ogni cosa ho cercato di essere uomo, uomo con la mia umanità povera è imperfetta, mancante e insufficiente.
Poi un’altra cosa mi lascia perplesso: ‘voi ragazzi vi siete accorti che siamo circondati da una moltitudine di persone veramente ignoranti?’…scusa eh, ma io cosa ti ho detto? Non ho fatto altro che dirti che di stronzi, colossali e mastodontici, in giro ce ne sono un’infinità, e che devi metterlo nel conto nella tua avventura di essere e di esistere? Cioè, a questo punto davvero non capisco…
Se non ci capiamo, se non riesco a farmi capire magari, da parte mia è inutile continuare. Io leggo e rileggo le tue parole e quasi, pari pari, riprendi i miei concetti e le mie parole però poi ritorni punto e daccapo, e allora? Internet ha i suoi limiti, purtroppo o per fortuna, io tutto quello che avevo, potevo e volevo dirti te l’ho detto, avventurarmi oltre no…tra l’altro sono sempre stato contrario a tutte quelle colossali idiozie che sono le consulenze, o addirittura le psicoterapie one line, quindi figuriamoci. Un’altra cosa hai detto ricalcando ancora una volta un mio concetto: o ne esci da solo e non ne esci più. E io la prima volta ti dicevo proprio che uno psicocoso non ti risolve né migliora i problemi della vita, è un confronto che può dare visioni diverse, solo questo, e lì sta la terapia.
Auguri
Alessandro
Ale, non capisco perchè debba essere l’ultima volta che intervieni, che ti taciterai, io non voglio nessuna psicanalisi via internet, mi piace solo parlare all’uomo Alessandro…mi piacerebbe conoscere qualcosa di più di questo uomo, perchè lo reputo persona molto intelligente e piena di sensibilità. Fermo restando che la scelta di parlare dei tuoi “c....” è a tua discrezione e capirò certamente se non lo farai.
Per quanto riguarda quello (sperando che legga Alessandro) non era riferito alla vegetazione, bensì a quello che mi fu detto dallo psicocoso di turno… tutta roba che avevamo già detto non lo metto in dubbio, mi era solo tornato alla mente quello stralcio di conversazione e volevo rendertene partecipe…
Non era mia intenzione prendere quello che mi avevi detto e ripeterlo come se fosse una cosa detta da me, anche se quando parlo di sopravvivenza proprio nell’inizio della discussione è a quello che mi riferisco.
Idem come sopra per quanto riguarda l’ignoranza della gente, me lo avevi detto anche tu, solo che mentre scrivevo mi è venuto alla mente quello… ma ti ripeto non è una mancanza nei tuoi confronti bensì un rimarcare quanto ci sia di marcio in questa società…
“Se non ci capiamo, se non riesco a farmi capire magari, da parte mia è inutile continuare. Io leggo e rileggo le tue parole e quasi, pari pari, riprendi i miei concetti e le mie parole però poi ritorni punto e daccapo, e allora?”
Io credo di capire, e mi spiace che tu interpreti come una scopiazzatura dei tuoi pensieri quello che scrivo, io non ho problemi nella teoria ( il fatto che devi uscirne da solo, che sei circondato da stronzi, che una pastiglia ti rovina la vita ecc ) queste cose le so benissimo e le capisco, è quando devo mettere in pratica il fatto di fregarmene e di reagire che ho dei grossi problemi…. forse proprio questo è il punto.
Ti ringrazio ancora una volta per il tempo che rubi a te stesso per concederlo a me…
Sei stato sfortunato,io non ho avuto a che fare con psichiatri o psicologi di questa pasta,almeno non attualmente,nessuno ha mai detto di abituarmi anzi,di combattere e di impegnarmi se voglio star bene e di prendere il farmaco solo se è proprio necessario e indispensabil.Io ho un problema per certi versi simili a tuo perciò capisco quello che vuoi dire. però son a un passo più avanti rispetto alla tua condizione. Poi ti scrivo una mail,ma scusa, tu sei così egocentrico da pensare che tutti stiano li a guardare te,e a parlare male di te e che non abbiano nulla altro da fare? Che tutti si sentono belli e sicuri ? tu probabilmente proietti le tue paure sugli altri,tu credi di leggere nelle loro menti nei loro sguardi,ma probabilmente sei il primo che li fissi negli occhi,per guardare cosa stanno dicendo di te. E se a me una persona mi guarda fissa mi vien da dire “ma cosa vuole da me questo?” ci hai mai pensato? Questa cosa l ‘ho passata anche io e so come ci si sente e come si ragiona,sei completamente focalizzato sul tuo disagio. Lo so perchè dopo che ho fatto passi in avanti vedo le esperienze in modo diverso, e anche i segnali che ricevo dall esterno. Te lo dico io, senza farti pensare troppo,per come sei adesso potresti essere anche perfetto fisicamente ma non ti cambierebbe di molto la vita. Il tuo disagio si ferma alla goffaggine estetica o va oltre?
Guardati intorno,tutte le persone fidanzate o con una buona vita sociale sono tutte belle,senza difetti? rispondimi onestamente. In fondo altrimenti i non belli si sarebbero estinti.E come vedi,lo stesso alessandro non sembra felice di come stia.
La cosa del piacere se ti piaci è vera ma in parte,è vera dal momento in cui più sei sicuro di te più sei espansivo e trasmetti felicità e quindi piaci, ma non è detto. Io non mi piaccio,ma piaccio abbastanza, perchè ne ho auvto conferme..ora son fidanzato.. Ma prima rifiutavo ogni conferma positiva con scuse,perchè io proiettavo il mio buio interiore. Su questa cosa sto cambiando.
Il cambio di mentalità di schemi è una cosa che non puoi capire finche non ne avrai sperimentato …Anche io li reputavo impossibile o distaccati dal mio stare male. Non so come spiegartelo,ma se vuoi saperlo,prima stai male poi non stai male piu o stai meno male,e dai più importanza a tutte le altre cose che hai dimenticato nel tuo star male. E’ difficile,è faticosa,richiede un grande sforzo e una gran volontà di star bene..Poi se vuoi vivere sempre solo con il farmaco questa non vita fai come vuoi,ma vale la pena riprovare quella strada davvero.
AL di la di quello che ti ha detto Alessandro,che rispetto e ammiro per molti vers, a me confronti o non confronti mi ha dato una mano nel reale, quindi non ci sono filosofie che reggono,almeno per me. E io senza la mia psicoterapeuta,non credo sarei arrivato così velocemente a questo punto. Da solo non l ‘ avrei fatto.
E poi se posso dirlo, vi sbagliate entrambi. Il mondo è pieno di merde,di stronzi,ma ci son tante persone a posto
ma non ti permetti di apprezzarle e conoscerle,forse scappi forse non vuoi vederlo . Io ho vissuto il cambiamento e non credo che in 3 anni nel mondo ci sia stato un boom di persone buone tutte attorno a me.
Come ti dicevo i rapporto si costruiscono,anche la fiducia e l’ affetto si costruisce.. Ma ci vuole impegno,come tutte le cose positive. E se io dovessi dire che ho solo persone schifose attorno,direi una cazzata, si ognuna ha i suoi difetti,ma mi hanno dato tanto,mi son state vicino e io son stato vicino a loro,ho passato bei momenti.Non mi aspetto che tu ci creda o capisca,perchè tu sei parte del vecchio me stesso,tu sei chiuso nella tua gabbia e non hai voglia di cercare le chiavi,però ti posso assicurare che se togliessi quei maledetti occhiali scuri vedresti i colori veri.
Credo che alessandro veda in te la stessa cosa che vedo io. Tu sei chiuso nella tua idea,funziona tutto in teoria,ma non ci credi con il cuore,quindi ritorni alle stesse premesse iniziali e alle stesse insicurezze. E a lui questo fa innervosire o cmq fa perdere la voglia di ripetere la cosa. Oh io lo conosco bene questo meccanismo, si lo conosco bene. Ho messo 5 mesi a sfidare la mia psico su tante cose,a far lo stesso che fai tu ad andare avanti per tornare indietro.La psicoterapia che ha studiato Ale cmq è diversa da quella che sto facendo io,per intenderci la psicanalisi parte da freud, la cognitivo comportamentale è un po piu pragmatica.
Sinceramente anche io ho detto ciò che avevo da dire ….
Per quanto riguarda gli schemi, mi ha fatto ridere quanto hai detto ” ma se uno si sente sempre disordinato,fuori posto,etc”
Ti sei mai chiesto perchè ti senti sempre disordinato etc? Questo è di per se uno schema mentale sbagliato,derivato dal passato forse. Uno sicuro di se perchè si sente sicuro ?
le proprie credenze di base.. quelle sbagliate,irrealistiche o esagerate possono essere modificate.
Ma devi prima ascoltarti.
Anche li,continui a giudicare tutto in base alla tua esperienza.
Così se hai trovato 3-4 psicologi pessimi,via tutti gli psicoterapeuti,hai conosciuto 20 persone stronze,via tutte le persone,hai subito un rifiuto, verrai sempre rifiutato.
Capisci che sei tu in prima persona che ti spezzi le gambe? Io dopo almeno 10 anni di amici di merda ,di tradimenti ho trovato la mia casa.
esempio pratico forse piu facile.Sto attualmente facendo un trattamento con delle lenti speciali da vista (ortocheratologia) . Sono stato in ballo un anno,tra prove e controprove, quando il tempo massimo era 3-4 mesi . A un certo punto volevo lasciare perdere,non avrei mai avuto la soluzione,non era adatta per occhi come i miei. E invece proprio l’ ultimo tentativo,concordato con l applicatore,abbiam trovato la lente adatta.Se mi fossi arreso non avrei ottenuto quello che volevo,e mi sarei fatto l’ idea che il mio occhio non poteva avere quel trattamento.Ora,ricordo tutta la fatica che ho fatto e i giorni in cui non vedevo bene etc,ma credo ne sia valsa la pena.
Io non ci sono rimasto male per il fatto che tu abbia rimarcato e ricalcato alcuni miei concetti e parole, al massimo di questo posso esserne lusingato più che infastidito, perchè ne percepisci la verità…
Io resto perplesso per un’altra cosa: sei consapevole di questo e non fai nulla per uscirne, e parlando e parlando ancora e poi sempre, stiamo punto e daccapo. E’ questo che mi fa incazzare. Vuoi che ti faccia la psicoanalisi, o la psicoterapia, cosa ti aspetti?
D’altra parte, in un certo senso l’ho già fatto in uno dei miei primi interventi, dando risposta hai quali tu stesso hai detto che le mie parole sono state più esaurienti di qualsiasi cosa avessi sentito nel corso dei tuoi tanti incontri con diversi terapeuti…allora non oso immaginare cosa ti abbiano detto questi qua, se delle poche parole scritte da me su un sito ti son sembrate più esaurienti di tutte quelle ascoltate in quegli incontri. Non ti sembra di esagerare? Volevi sapere la ragione di tutto quel sudare in quei particolari contesti, t’ho risposto, va bene così o no?
Poi dici di sapere degli stronzi che ci sono, che una c.... di pillola non ti risolve nulla ecc, ma quando io azzardo una sorta di ‘psicoterapia’ per cercare di destarti da un certo torpore ecco che ripiombi nel nulla, nel vuoto, nel niente…e allora? Sto riferendomi in particolare ai miei interventi nei post 16 e 17…ma a quanto pare non hai capito nulla…Amico, scusami la domanda, ma alla prima seduta, ti hanno mai posto questo interrogativo: cosa ti aspetti da questa psicoterapia? Te l’hanno mai fatta questa domanda? Se non esplicitamente tu l’ahi in qualche modo percepita? E tu te la sei mai posta? Ecco, questa prima domanda è propedeutica, diciamo essenziale a tutto il seguito del percorso terapeutico.
Qua di cazzate ne sto già sentendo abbastanza, ste cose non si improvvisano nè si riducono a schemi A e B, andateci piano. Psicoterapia non è un generico consigliare o incitare, attenzione. E in questo contesto si inseriscono poi affermazioni assurde che dicono: ‘l’indirizzo cognitivo – comportamentale è più pragmatico’, che significano sta sortite? Allora ecco il discorso di stamattina: facciamo gli educatori? A parte che io non ho mai detto di seguire l’indirizzo freudiano, ho citato Freud perchè con lui è nata e per dire che si applica principalmente alle nevrosi, punto.
E comunque, se a qualcuno può interessare, diciamo che mi sento vicino al metodo fenomenologico – descrittivo, che con Freud non c’entra nulla, ma lasciamo perdere ste stronzate.
Tu vivi attacchi di panico, è come vivere con un mostro dentro, ecco io non posso sapere con che frequenza si verificano questi attacchi, con che grado di intensità e con che modalità, come emergono all’esterno. Non so in che tempo avverti uno stato di ansia anticipatoria, cioè la preoccupazione penosa e costante che l’attacco possa ripetersi.
Questo malessere è scatenato da una conflittualità inconscia, che certamente va indagata.
E’ lì che risiede la ragione del tuo sentirti osservato, è da lì che origina un principio di ‘delirio reattivo’ (scusa il termine tecnico) che ti fa pensare che se non fossi di buona stazza come sei quello scherno che tu percepisci castrato emergerebbe in tutta evidenza.
Il delirio reattivo può portare anche alle manie di persecuzione, alla paranoia…ora, tu col farmaco taciti questo, l’ansia arriva, tu la percepisci, ne conosci già esiti e manifestazioni e quindi una pasticca e tutto passa…e fin qui ci siamo. Il discorso però è questo: come affrontare alla radice la causa, l’origine e superarlo, e questo, ovviamente, dovrebbe farlo la psicoterapia. Quello che io voglio dirti è questo: bisogna dare senso ai propri disagi, ma sappi una cosa importante: dare senso al proprio dolore, all’incertezza, alla vita, non ne sradica i traumi, quelli ci sono, sono stati vissuti e lì rimangono. La psicoanalisi serve a dartene consapevolezza, la psicoterapia ad aiutarti a non fossilizzarti su questi.
Un dogma freudiano vuole che gli uomini nel loro agire siano animati dal principio di piacere. Ecco, qui sta il punto: tale principio che rimanda ad una necessità rimanda alla relazione, all’incontro, ma questo comporta una mediazione che deve avvenire tra l’istinto e la società, cioè gli uomini, gli altri, che lo limitano e regolano nel loro agire, a quel punto scopri la tua identità, chi sei e cosa vuoi. In termini tecnici: l’Io (quello che tu sei e che agisca nella società e si rapporta con gli altri) è il compromesso tra i bisogni dell’Es (il piacere libero, cioè l’istinto) e super Io cioè delle regole sociali, di quegli imperativi che fondano la civile convivenza e le relazioni interpersonali.
Tu, in questo momento, ti trovi in uno stato di ‘narcisismo inverso coattivo’, cioè sei isolato e emarginato per via del tuo esserti fossilizzato sulle tue difficoltà, per via della paura che ha preso il sopravvento e ti blocca, quando può essere solo superata, sai come? quando sta arrivando la crisi, in un contesto di socialità e rinunciare al farmaco cercando di regolare le pulsioni del momento. Ecco, quello sarebbe lo sbocco pratico del percorso psicoterapeutico.
Freud ha teorizzato che la coazione a ripetere è una difesa per affrontare (non affrontandolo) il nuovo che non essendo stato mai vissuto ha il rischio dell’errore, mentre ciò che si è fatto serve a rassicurare in quanto già fatto e di conseguenza ripetibile senza imprevisti.
E tu perseveri nell’inerzia, perchè la paura è più forte della tua necessità di vivere, e non agisci. La ‘coazione a ripetere’, porta ad assumere gesti o comportamenti ripetitivi che non hanno un movente e una logica entro un rapporto di realtà. La ragione è nel tuo trauma non nel mondo, non negli altri, perchè questo mondo e questi altri ci saranno sempre, magari sempre peggio, ma questo è…tu devi soltanto trovare la tua ‘linea mediana’ come ho cercato di dirti e dimostrarti…più di questo…
Alessandro
Ciao Sun, io non parlerei di sfortuna per quanto riguarda i miei incontri psicologici o psichiatrici, vivo in un centro piccolo ( che se vuoi ti dirò in privato ) e quindi le opportunità sono molto ridotte…. In aggiunta a questo la mentalità della gente qui è chiusa, la malattia mentale viene vista come follia e quindi da evitare come la peste.
Per esempio quando si sta in sala d’attesa dallo psicologo la speranza è sempre quella di non incontrare nessuno che si conosce…
Io solitamente non fisso nessuno, il mio sguardo è sempre rivolto verso il basso, se non addirittura coperto da occhiali scuri da sole quando le condizioni meteo lo permettono.
Quando casualmente però il mio sguardo passa rapidamente in rassegna il contesto in cui mi trovo noto spesso di essere osservato…sicuramente gran parte di questo è paranoia, ma credo che tu sappia come ci si sente e quanto ci si può convincere di questo.
Se mi guardo intorno vedo persone pessime che hanno un’ottima vita sociale e partner che non ci si capacita di come possano trovare qualcosa in esse.
E ancora persone che stanno assieme non per amore ma per consuetudine.
Quello che cerco di fare è di fregarmene, e se guardo il risultato rispetto a qualche anno fà devo dire che sto imparando a farlo…solo che ci sono giorni più pesanti di altri in cui non riesco proprio a fare a meno di pensare di essere osservato o additato.
Io non dico che tutti siano degli stronzi, anche se lo penso della maggior parte, ci sono ovviamente le eccezioni, e probabilmente hai ragione tu dicendo che dipende dal modo in cui interpreti il rapporto con le persone.
Però crescendo mi sono accorto che anche le person più vicine, stringi stringi, pensano solo a loro stesse… la maggior parte delle volte che ti danno una mano cercano anche un tornaconto personale e questo magari lo scopri solo dopo…
Ale, io reputo che il solo fatto di alzarmi dal letto e affrontare la giornata sia qualcosa che faccio per uscirne, certo forse per te continuare a parlarne è deleterio ma a me fa bene perchè eviscero il problema e mi costringo a considerarlo reale, non ad accantonarlo nel dimenticatoio usando le energie solo per stare in piedi e muovermi come un automa.
Tu dici che io non ti ascolto o non ti capisco o anche che ripeto quello che mi dici, ma tu mi ascolti?
Ti ho detto che non voglio nessuna psicoanalisi o psicoterapia….vorrei solo fare quattro considerazioni con un uomo, non con la sua laurea.
Confesso che a volte faccio fatica a seguire tutti i paroloni o termini medici e probabilmente li interpreto male, però a tratti li comprendo e ci trovo un umanità che mi fa pensare che sarei molto più incline ad aprirmi con uno come te.
Alla prima seduta a quanto mi ricordo quella domanda non mi è mai stata posta e io non l’ho mai percepita come domanda posta da loro…. l’ho percepita al massimo come domanda personale a me stesso posta nel seguente modo: Servirà a qualcosa venire a questi appuntamenti?
E mi sono risposto… se non sarà solo un banale resoconto della mia giornata e si riuscirà a capire qualcosa dei meccanismi di questo disagio forse potrò buttare nel cesso le pastiglie e vivere meglio.
Ciò non è accaduto come ti ho già detto.
Al di là di tutto il resto mi sarebbe piaciuto parlare un pò di più di questa sudorazione anomala, perchè quando l’ho chiesto alla psichiatra mi è stato detto che era perchè era caldo!!!!! E questo mi fa solo girare i co.......
La tua spiegazione mi ha soddisfatto molto di più, il problema però resta e vorrei capire se esiste un modo di farla tornare normale o devo aggiungerla semplicemente come ulteriore disagio al mucchio.
Visto che come ti ho detto non voglio una terapia online ( che sia tu che io vediamo come una stronzata ) ti parlerò dei miei attacchi di panico per un ultima volta visto che mi sembravi interessato e poi non parleremo più di queste cose.
Gli attacchi, contrastati credo dalla pastiglia non si verificano frequentemente, quando capita è quasi sempre di notte, mi sveglio e ho il cuore che mi rimbalza nel petto, solitamente la gola secca, brividi, nausea…. so cosa mi sta succedendo ma questo non sminuisce minimamente il fatto che io mi sento morire… se mi alzo è peggio, l’unico modo che ho di combattere è cercare di stare tranquillo, fare respiri profondi e aspettare che passi.
Generalmente dopo 5-10 minuti la cosa scema e se riesco mi rimetto a dormire, altre volte rimango sveglio fino alla mattina per il timore che torni e io non sia pronto ad affrontarlo.
Durante il giorno la cosa si presenta in maniera più blanda ma altrettanto fastidiosa.
Capita che al mattino mi sveglio e ho un senso di debolezza, di testa vuota, tachicardia… se devo uscire provo quella che tu chiami ansia anticipaoria, ovvero non sto proprio male ma sento che può arrivare da un momento all’altro…. se me ne sto a casa tranquillo solitamente passa, se esco è più facile che venga ma… anche no.
Generalmente esco uguale, come ti ho detto a volte passa, altre invece mi ritrovo in un bar o simile ad affrontare il malessere… se c’è qualche amico che conosce la mia situazione gli dico di distrarmi, di accompagnarmi a casa anche…mentre se sono solo cerco di affrontarla al meglio…
Altre volte esco, arrivo al cancello di casa e torno indietro…
Nel corso degli anni ho imparato a convivere con il mostro dentro di cui parli, ma lui è li, pronto a saltare fuori quando meno me lo aspetto e a cogliermi impreparato.
Per questo è così difficile separarsi da quella pasticca, il mostro può stare a cuccia anche per mesi ma la consapevolezza è che non se n’è andato.
Paura della paura, questo è il sunto della cosa.
Ok, ora ho concluso, non ti stresserò più con parole su parole che alla fine valgono meno di uno sguardo.
Grazie per la comprensione.
…’Ti ho detto che non voglio nessuna psicoanalisi o psicoterapia….vorrei solo fare quattro considerazioni con un uomo, non con la sua laurea’…
…’La tua spiegazione mi ha soddisfatto molto di più, il problema però resta e vorrei capire se esiste un modo di farla tornare normale o devo aggiungerla semplicemente come ulteriore disagio al mucchio’…
Amico, questa è contraddizione, questo è stacco dalla realtà, questo è principio di psicosi…qua non ne veniamo più a capo, io a ‘sto punto non so più cos’altro dirti, a questo punto mi arrendo davvero.
Non so più se la tua è una sfida che rimanda sempre al punto di partenza perchè hai da ingannare il tempo o se è incapacità oggettiva a comprendere tutte le miriadi di parole tecniche e non tecniche che ti ho rivolto, e quindi interpretazione distorta della realtà e quindi psicosi (altro che attacchi di panico)…basta, ma basta davvero.
Francamente sai che c’è? Mi sento preso per il culo da te, ecco, proprio questo, perchè non credo assolutamente che tu sia uno psicotico…
Sono felice di averti divertito…ma pensi che tutti abbiano a disposizione il tempo che hai tu? Giovane, io nemmeno un’ora fa sono rientrato dalla chemioterapia…e dai su, abbi pazienza…che adesso i co…… sono girati a me davvero!
Sai come ti farei passare tutti i tuoi attacchi e tutti i tuoi complessi …, e tutta la tua voglia di prender e per il culo le persone, lo sai come?
Non facendoti vedere certe cose, catapultandoti direttamente in certi ambienti, di forza…a te mi sa tanto che proprio questa terapia ci vuole…
http://www.youtube.com/watch?v=A535K-IjVjg
Ma come? ti parlo come essere umano e non ti va bene, ti parlo come psichiatra e non ti va bene, ti parlo nell’insieme di quello che sono e non ti va bene…e basta no?
Vedi grande sofferente, io avevo fatto domanda per poter essere applicato in una qualsiasi di queste strutture, in una qualsiasi delle 6 dislocate in Italia, per provare a dare senso al mio essere uomo e psichiatra…c’è un c.... di tumore che mi sta logorando e non si può dare seguito alla mia richiesta, che è stata bloccata…vedi? Vedi? E a te, per i tuoi problemi che a confronto dei miei e di quelli che vedi in quel video sono delle colossali stronzate, non sta bene …in qualsiasi modo ogni parola ti venga detta? Basta va…
S.P. Se vuoi essere rispettato, impara a rispettarti, perché se avessi rispetto verso te stesso non prenderesti così in giro la gente e quindi questa non ti sarebbe contro…ci mancava ora che ripetessi a pappagallo anche il discorso della paranoia giusto per stare in tema…
Mah… rimango sconvolto io caro Alessandro, avevo già notato che ti ritieni onnipotente e hai la conoscenza infusa… che quello che dice la gente tu lo avevi già detto…
Non so proprio che dire, se la metti come sfida a chi sta peggio in due patologie completamente diverse devo farti i miei complimenti…
Il tuo tempo è oro… le perle che dai ai porci è tempo sprecato.
Forse hai ragione, rispetto ai tuoi di problemi i miei sono inezie, ma non sto parlando di tumori…. sto parlando del tuo delirio di onnipotenza.
Non vado oltre… anzi ti auguro ogni bene possibile.
Alessandro,
il tempo che impiego a leggerti non è mai sprecato. oggi ho persino annotato a parte alcune tue affermazioni che vorrei non dimenticare.
riguardati e abbi cura di te.
un grande abbraccio.
Ciao Rossana,
sei sempre troppo carina con me, grazie. Dal giorno in cui mi iscrissi a Medicina c’è stato in me un trasporto così intenso che non sono mai riuscito a contenere. All’epoca poteva anche essere l’entusiasmo degli inizi, i sogni e gli ideali di quella giovane età, di quel sole in tasca e di quella vita tutta ancora da inventare, ma ancora oggi cerco la mia libertà. Per questa carica ideale, per questo pathos estremo, per questa continua tensione emozionale che ho dentro,spesso mi sento sbagliato, perché ho consapevolezza che tutto questo mai mi farà vivere quella serenità che pure penso un po’ di meritare. Potessi affidarmi a un Dio, gli chiederei solo un po’ di pace dentro. Mi faccio prendere e trasportare, coinvolgere, trascinare e compromettere, e non vedendomi sostenuto, mi chiedo se sia utile insistere nella solitudine dei miei punti di vista che pure, obiettivamente, spesso mi appaiono sacrosanti. Non è immodestia, sai bene che ci sono cose oggettive la cui verità non può essere negata.Oggi è come se nulla ci tocchi più, come non ci riguardasse da vicino, non ci coinvolgesse in prima persona. Nulla più ci interpella, ci chiama in causa, ci appassiona, ci tormenta, ci impegna.Pur con la mia giovane età, guardandomi attorno con occhi attenti e partecipi, avendo provato a gettare uno sguardo sincero su quanto mi è attorno, ho capito che davvero la vita non è una nave tranquilla che scivola via da sola verso il porto della felicità. Su di essa in ogni momento, istante, attimo tutti siamo impegnati come timonieri, con la responsabilità di definire la rotta dei nostri percorsi. Tocca a noi decidere quale esperienza fare dell’amore, come affrontare i giorni della solitudine, che tipo di felicità ricercare, che significato dare ai nostri insuccessi, come investire le nostre qualità a favore della vita di tutti. Per fare questo non basta, nel mio caso, una laurea in medicina e chirurgia né una qualifica di psichiatra. Ciò che mi è più lontano della psichiatria come disciplina e pratica medica è proprio questo: il pensare di avere parole e risposte sempre valide per tutto, capaci di soddisfare ogni domanda. La verità, spesso, è che ci sono risposte che non possono essere affidate alle parole, le senti dentro con tormento, e se ci credi davvero, le vivi andando oltre, oltre ogni ignavia e pavidità dei più, oltre la mediocrità degli egoismi, oltre ogni indifferenza e violenza subita, oltre ogni sfregio ricevuto. Vai, continui, procedi, con la fiducia di sempre, con il peso della tua storia, dei tuoi limiti, delle difficoltà che ti ostacolano e rallentano, ma cerchi sempre di proseguire sui tuoi sentieri del giusto.C’è sì l’ignavia e la pavidità, l’indifferenza e il menefreghismo, vince spesso la logica assurda e meschina del ‘quieto vivere’, ma anche quando non ci si oppone a questo andazzo impunito e impudente, anche quando incroci le braccia e ti lasci trasportare dalla corrente non smetti mai di essere il responsabile della tua vita.
Tante persone ti possono aiutare, nessuna ti può sostituire nel rischioso mestiere di vivere. Le mie, come quelle di chiunque, sono vele che sfidano la furia dei venti, e bisogna imparare a giocare d’astuzia con loro per condurre la nave nel porto, e pazienza se poi, come dice De Gregori, ‘lentamente qualsiasi barca prima o poi ritorna a riva, ma mica sempre trasporta un carico con qualcosa nella stiva’. L’importante è che dopo il rischio delle onde, che sia alzano alte e minacciose, a un qualche porto per attraccare si arrivi. E c’è bisogno del vento, perché ti trascini, ti trasporti, ti diriga.
Ognuno ha il suo vento, il mio lo devo sempre cercare, scoprire, inseguire. E questa è solitudine, la solitudine che percepisco quando non mi sento compreso di fronte a discorsi del tipo: ‘ Alessandro, ho sempre apprezzato la tua lucida intelligenza, la tua vasta cultura, la tua attenta sensibilità, ma per favore, rilassati, non pensare sempre agli affanni del mondo. Puoi salvarti solo se provi ad essere più superficiale, puntando su altro magari’. Risposi: tipo? E quello: ‘Dio santo Alessà, ma ti sei visto? Hai consapevolezza del tuo aspetto? Con i capelli biondini, con quella faccia alla Kim Rossi Stuart, gli occhi azzurri, con l’ 1,81 di altezza, il fisico snello ti lamenti anche? Fai il malinconico? Sei anche medico, un titolo importante, quando pensi di farla finita?’
Capito? Per via delle fattezze fisiche e del titolo, la mia vita dovrebbe scorrere liscia e tranquilla! Capito con chi ho a che fare? Capito lo spessore di certe persone che, purtroppo, sono la maggioranza?
Ora che dovrei fare? Andare a dirgli: visto? Tutto giusto ma vedi la vita? C’è questo piccolo dettaglio che ho un tumore, che ho una cicatrice da 86 punti di sutura, per un taglio di netto in verticale sull’addome, c’è che faccio la chemioterapia, che ogni sforzo un po’ più sostenuto mi sfinisce. Hai visto questa c.... di vita? E tu mi proponi di fare il fotomodello? Mi dici che va tutto bene perché sono snello, perché assomiglio a quell’attore, perché sono alto 1,81, perché ho i capelli biondi e gli occhi azzurri? E perché sono laureato? Ma vai a farti fottere!
Gli avrei risposto questo. Non mi lamento, davvero, anzi ti parlo di cose concrete, di problemi pratici e quotidiani, di quel senso di solitudine che sento, per quella presenza superficiale, ‘non profonda’ di alcuni, che ti priva del necessario sostegno, della fondamentale comprensione.
Pazienza, andiamo avanti, sperando sempre che il vento continui a spirare e ad agitarmi, e che mai mi permetta di lasciarmi andare e rassegnare alla facile, comoda e meschina filosofia del ‘laissez faire’, lascia
andare.
Ci sono queste parole appassionate di un sacerdote che ho sempre amato, al di là del suo essere credente in qualcosa che io non sento e non vivo, per l’uomo che è stato: don Tonino Bello, ha scritto queste parole che mi auto dedico, perché è davvero esile lo scarto tra me, medico in difficoltà e tormentato e i tanti eroi della loro vita dannata che come medico e come uomo ho incontrato e cercato, per provare ad essergli di aiuto e di conforto, di sostegno e di incoraggiamento.
Scrive don Tonino: ‘tu sei il simbolo di tutti gli innocenti della terra che la
ferocia umana uccide sulle strade del dovere. Tu sei il simbolo di tutti i
poveri che, ridotti a scorie da eliminare, pagano in silenzio il tributo a
una civiltà impietosa che discrimina i fragili e stritola gli anonimi. Tu sei il
simbolo di tutti gli oppressi del mondo, di tutte le vittime del sopruso, di
tutti i torturati dalla fame, il cui gemito di agonizzanti non è raccolto da
nessuno, e muoiono rassegnati senza neppure l’illusione eroica di servire
una causa. Tu sei il simbolo di tutti quelli che sono travolti dal fiume
sommerso dell’ingiustizia, verso cui confluiscono i rigagnoli delle nostre violenze private e che la nostra ammutolita coscienza lascia tranquillamente annegare’.
Quando andavo a Bologna, per l’impegno con l’Associazione dei Medici di
Strada, avevo ‘l’ illusione eroica di servire una causa’. Mi ci impegnavo
con sincerità, con passione, con estrema fiducia in quello che facevo, mi sentivo non utile ma vivo a contatto con tossici, barboni, sbandati, disperati di ogni tipo, cercavo di stargli accanto, di aiutarli. A Genova li ho portati con me in barca a vela, a Tellaro a farci lunghe nuotate. Ho aperto le porte del reparto, sempre chiuse, e ricevuto gli sguardi malevoli degli infermieri, i rimbrotti del primario nonché i richiami della direzione sanitaria, perché i ‘matti’ vanno custoditi, tenuti chiusi, controllati, e già di quell’episodio ti ho detto. Ho fatto il medico nelle stazioni, nei giardini di periferia, nei casolari di campagna che fanno da ricettacolo per quelle vite che nessuno vuole avere vicino a sé, ignorate e dimenticate.
L’ho fatto con amore e per amore…ma ora…e poi lei..
Caro Alessandro,
sento a pelle tutto il tuo dolore e la tua solitudine. e non ho parole che ti possano sollevare. però, ti sono vicina, con il cuore.
Concordo con te: “Tocca a noi decidere quale esperienza fare dell’amore, come affrontare i giorni della solitudine, che tipo di felicità ricercare, che significato dare ai nostri insuccessi, come investire le nostre qualità a favore della vita di tutti.”
hai avuto il GRANDE dono di avere in te una ghianda di passione, che ha germinato e ha dato i suoi frutti. sì, lo so, una goccia in mezzo al mare ma è lei che ti ha guidato e, forse, è ancora lei che ti sta mettendo alla prova.
purtroppo, non è sempre detto che la passione si accompagni all’estasi. ma quanto avrei voluto avere una passione come la tua, da dedicare agli altri, non a se stessi, come succede a tutti noi per quel misero fuocherello che a malapena riscalda i nostri giorni.
è risaputo che più della metà degli esseri umani ha un’intelligenza inferiore alla media. come puoi pensare di essere compreso e sostenuto da molti? come psichiatra saprai meglio di me quanti sono in media gli esseri umani emotivamente maturi. e allora, cosa ti puoi aspettare dai più?
la difficoltà più grande per te sarà incontrare una donna che ti possa capire e che “sposi” in te anche la tua passione. non so se il destino te la vorrà concedere ma so che a molti l’ha negata. se avessi l’età giusta e potessi attrarti, vorrei esserti compagna di vita. lo sono stata per una dozzina d’anni di una persona che, come te, inseguiva sogni, molto meno nobili dei tuoi.
non ti perdere d’animo. è un brutto momento ma passerà. tornerai a sentirti più forte e ad andare avanti per la tua strada, che è stata segnata da prima che tu nascessi. tu sei Alessandro!
molto belle le parole di Don Tonino. mi annoterò anche quelle…
con affetto
Grazie Rossana! Sto male, non solo nel fisico, nell’interiorità più vera e profonda, tutto mi appare inutile e vano. Ogni sforzo, ogni passione, ogni entusiasmo…però ho cercato di spronare gli altri a continuare, ad insistere, ad agire, a fare, ad essere…oggi debbo farlo con me…sono a Genova, ci sto da quando ho concluso col mio incarico lavorativo giù, nella mia città, nei luoghi della mia infanzia e dei miei affetti più forti e più puri…
Anche se si naviga a vista, si va avanti come sempre, come sempre ho fatto…esistono le ‘gerarchie’ dei dolori e dei problemi, altroché, esistono eccome…esiste quella paura che anche uno psichiatra sente e prova, quella che ti fa tremare di rabbia e di sgomento davanti ad un referto che ti parla di carcinoma, quella che ti assale con un fremito gelido all’ingresso di una asettica e gelata sala operatoria per uscirtene con l’addome tagliato in due, a te medico che sai cosa ti accadrà e cosa ti aspetterà…esiste quella paura fatta di rassegnazione di fronte ad un referto istologico che parla di ‘elevata possibilità di recidiva con rischio metastatico’, esiste esiste…e qua tutti che vogliono morire, tutti che si sentono persi, tutti nel nulla e nel vuoto…ci sono problemi e problemi, se si capisse questo, se ci si provasse a rendersi aperti e disponibili verso ciò che, oggettivamente, supera e va oltre le nostre difficoltà e i nostri dolori, forse, dico forse, il mondo, questa società orrenda e meschina, sarebbe un poco, solo un poco migliore…più giusta, più umana, più serena, una società più libera per una vita più degna di essere vissuta, pur con tutte le sue difficoltà!
A presto,
Alessandro
Alessandro,
sei soltanto umanamente provato, e a ragione. e anche spossato. non è una barzelletta lottare contro il cancro! normale che si diventi nervosi e irritabili!
se ci riesci, per un po’ pensa solo a te stesso, a darti il meglio che puoi in tutti i sensi (anche a tavola), a rilassarti e a ricaricare le tue energie, che torneranno. anche riguardo alla malattia, pensa più che puoi in positivo.
ho una nipote che ha più o meno la tua stessa età, con due figli piccoli, che porta avanti a muso duro una battaglia come la tua. a volte non si può fare a meno di lottare, e sperare…
tua sorella ti sta vicino almeno a parole? spero proprio di sì…
un abbraccio.
PS: esiste eccome la gerarchia dei dolori, benchè ad ognuno, egoisticamente, il proprio sembri sempre il più grande e il più difficile da superare.
mia sorella ed io facciamo a gara per aggiudicarci la palma della più sfortunata… spesso lascio vincere lei, solo perchè è la più vecchia!!! 🙂