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Trentenni che decidono di andare a convivere senza un lavoro

Lettere scritte dall'autore  white knight

Ma sono l’unico che ha notato che parecchi trentenni (anno più-anno meno non fa differenza) attualmente hanno la bizzarra abitudine di andare a convivere e/o sposarsi (e magari figliare) a fronte però della NON autonomia e quindi NON sostenibilità economica (perchè privi di lavoro o comunque sottoccupati)? Non solo, ma addiritttura tanti (presumibilmente forti del sostegno economico familiare) tornano pure a studiare all’università!! XD XD XD A 30 anni suonati e con un mutuo che non si paga con i 30 e lode!! XD
Ma che roba è???
Il fatto è che poi spesso questi non sono necessariamente figli di papà, ma anche di gente normale… ma che c.... di genitori hanno che gli permettono (e finanziano addirittura) una cosa del genere???

L'autore ha scritto 7 lettere, clicca per elenco e date di pubblicazione.

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55 commenti a "Trentenni che decidono di andare a convivere senza un lavoro"

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  1. 1
    30ennediaoccupatochevaaconvivere -

    Beh saranno anche affari loro ?

  2. 2
    elisa -

    come fanno i genitori a pagare tutto non lo sò, ma quando ho sentito ragazze che volevano sposarsi intorno ai 30 anni, hanno detto che devono sposarsi a quell’età per la questione dell’orologio biologica, tipo a 35 anni, ci saranno più problemi per fare un figlio. E infatti a scuola quando ne parlavano, dicevano vi sposate perchè dovete fare figli.

  3. 3
    white knight -

    @ 30ennediaoccupatochevaaconvivere: naturalmente sì, come lo sono i tossici di drogarsi, o di una partner di metterti le corna (la sua vita sessuale è sua non tua, quindi di che ti lamenti?)… Però questo non significa che sia una cosa buona, giusto? E poi ho la sensazione che tutta questa gente una volta che verrà loro mancare il reddito di “famiglianza” si metterà in coda per quello di cittadinanza (ammesso che non lo percepiscano già) o di suoi surrogati… Quindi forse è affar loro ma NON SOLO loro e temo che lo sarà anche di tutti gli altri…

  4. 4
    gabriele -

    Sembra che tu abbia una visione distorta della realtà: chi ti dice che sia così? Solo perchè alcuni trentenni li hai visti non significa che siano rappresentativi di tutta la categoria. Mi sembra un analisi un pò superficiale. Forse c’è un pò di invidia per possibilità che secondo te loro hanno, e che a te invece, secondo questo pensiero, ti sono state negate? Saresti più felice se questi trentenni che conosci ed hai visto stessero in un certo grado di miseria, magari rispetto a te?
    Mi sembra un pò triste come visione

  5. 5
    Trader -

    Non ho notato un aumento di morti di fame che a trenta anno suonati lasciano FINALMENTE mamma e papà per farsi una vita, benché privi di lavoro. Non ho nemmeno notato che questo fenomeno riguarda chi abbia un partner, piuttosto di chi è single.
    Anni fa ci si lamentava degli eterni bamboccioni, adulti che continuano ad abitare a casa con i genitori.
    Oggi tra genitori che mantengono i figli in eterno, reddito di cittadinanza e sovvenzioni varie, non c’è bisogno di lavorare per vivere, nemmeno se si proviene da una famiglia non ricca. E IO PAAAGO!

  6. 6
    Angwhy -

    Il mondo è cambiato white knight, i miei prima di avere la sciagurata idea di mettermi al mondo hanno atteso di avere entrambi un lavoro in regola e una casa di proprietà.ai giovani d’oggi hanno levato il futuro ormai si vive alla giornata

  7. 7
    Renato -

    Piuttosto di vivere come uno schiavo per mille al mese, prendendo ordini da degli stronzi e combattendo come selvaggi contro colleghi viscidi e leccaculo , pagando affitti astronomici o bollette esorbitanti per una guerra di cui non me ne fotte na sega(o peggio ancora indebitarmi tutta la vita per un mutuo che mi costringerà a vivere e lavorare ingoiando rospi su rospi ) , accumulando zero risparmi e sposandomi per giunta una strega che pretenderà questo e quello e nel frattempo giocherà a fare la fi.. con gli altri …per chiedermi infine il divorzio casa ed alimenti non appena le sarà passata la “fregola” …beh ma beato chi può permettersi di vivere grazie ai soldi della famiglia senza che questa ne risenta, che lo ha fatto crescere in sto mondo de merda e che , al contrario suo, ha goduto dei bei tempi passati potendo vivere una vita dignitosa.
    E che vadano a fare in xxxx tutti quelli che stanno ancoraq a puntare il dito contro questo.

  8. 8
    white knight -

    Interessanti commenti, al momento ce ne sono 6, grazie a tutti! Continuate pure, mi interessa il vostro punto di vista! Concordo con alcuni di voi…

    Un paio di precisazioni per gabriele che non ha letto bene o non ha capito nulla… o tutte e due:
    1) ho scritto “parecchi” e non “tutti”;
    2) Non mi lamento del fatto che questi abbiano possibilità che io non ho, ma semmai del suo (quasi)esatto opposto quando dico che spesso non si tratta di figli di papà, ma anche di gente del popolino ai quali i genitori lavoratori, per via di non rosee situazioni economiche, avrebbero dovuto insegnare a metterci un po’ più di olio di gomito nella vita.

    @Angwhy: può darsi, però se così fosse a me questi sembrano l’orchestra del Titanic che continua a suonare e far festa mentre la nave affonda… E comuqnue non dire quelle brutte cose tipo “la sciagurata idea di metteermi al mondo”: go out and make the difference honey/man (“honey” se sei una ragazza, “man” se sei un ragazzo) 🙂

  9. 9
    Eugen79 -

    È diretta conseguenza del fatto che in italia i sessantenni guadagnano n-volte quanto gli servirebbe, mentre i trentenni non guadagnano nemmeno quanto servirebbe per il proprio sostentamento. Sarà sbagliato, ma le cose sono due: i sessantenni campano ste “nuove famiglie” oppure vedranno la loro stirpe estinguersi

  10. 10
    Angwhy -

    Ti ringrazio è solo un po di dark humour retaggio dei fumetti di tiramolla, interessante invece il punto di vista di Renato, insomma ,allo stato attuale non mi sento di condannarlo.ciao

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