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Trentenni che decidono di andare a convivere senza un lavoro

Lettere scritte dall'autore  white knight
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L'autore ha scritto 7 lettere, clicca per elenco e date di pubblicazione.

55 commenti a "Trentenni che decidono di andare a convivere senza un lavoro"

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  1. 51
    Trader -

    è inutile. Insomma, meglio studiare lettere alle superiori per diventare un valente ingegnere, medico, chimico, non un disoccupato con una buona cultura su Dante.
    Suzanne disprezza il sistema, come se il problema del trovare lavoro fosse di poco conto, come se fosse più importante fare ciò che piace nella vita. Menziona Barbero, ma quanti diventano come Barbero? E’ come consigliare ai giovani di giocare a calcio, menzionando Messi. Attenzione ad iscriversi a lettere per inseguire delle chimere.

    Golem, io conoscevo l’omonimo scrittore Pierluigi Straneo, che è riuscito ad avere successo nella vita con la laurea in filosofia, che combinazione che capiti in questo discorso!
    Golem, succede sempre così, ogni categoria disprezza le altre. I medici disprezzano gli psicologi, gli ingegneri sono convinti che solo loro hanno dovuto studiare difficilissima analisi matematica. Gli ingegneri edili sfottono gli architetti. in realtà tutti hanno un ruolo.

    Comm. 49: grande white knight!

  2. 52
    Golem -

    Trad, io non disprezzo gli ingegneri, li vedo per quello che sono, e quelli che ho stimato ho scoperto poi provenire dal Classico. Io provengo da studi “proletari” per contingenze familiari, vuoto colmato solo in età adulta, ma la mia famiglia di origine traboccava di libri e giornali, che io leggevo avidamente per la curiosità che ancora oggi mi caratterizza. Ho lavorato con decine di ingegneri, ottimi ragazzi, ma quando tra questi c’era un fesso era inarrivabile nella fessagine, anche per quanto era facile prenderlo per il culo. Ne avevo uno che faceva il supervisore dei lavori, e regolarmente voleva vedere le foto degli scavi e della posa dei tubi, in ogni condizione: una rottura di palle. Allora mi sono fatto un bell’album fotografico standard con ogni tipologia di scavo e posa, e per ogni progetto gli allegavo, fotocopiate, le foto standard corrispondenti a quelle tipologie, ma erano sempre le stesse, e ci cascava! Un fesso del genere si era comunque laureato in ingegneria, capisci? In altre Facoltà non passava. Umanistiche in testa.

  3. 53
    Suzanne -

    Golem, condivido totalmente i tuoi commenti, in particolare come la poesia sia laddove l’occhio sa coglierla. Non per tutti. Non è un caso se i filosofi del passato erano al contempo matematici;la struttura del pensiero logico che ne rappresenta il sostrato è la medesima in entrambe le discipline. Non si intraprende un percorso scolastico, soprattutto universitario, solamente per inserirsi nel mondo del lavoro, altrimenti basterebbe un istituto alberghiero. È innanzi tutto un cammino di formazione personale, e l’arricchimento che ho tratto dal frequentare filosofia, seguire le lezioni, dialogare con professori e compagni, non la cambierei con nessun altra laurea piú spedibile a livello sociale. Dipende sempre da quello che si cerca nella vita e dalla capacità di arrangiarsi di ciascuno di noi.
    In percentuale, la maggior parte dei miei amici sono ingegneri e spesso mi scontro con la loro rigidità di vita, sebbene siano persone molto intelligenti.

  4. 54
    Trader -

    Golem, abbiamo avuto un percorso più o meno uguale: anch’io ho origini familiari umili e ho conseguito la laurea da adulto, lavorando fuori casa.
    Non conta solo se si ha frequentato un liceo classico piuttosto che uno scientifico o un ITIS. Conta anche che tipo di liceo classico si ha frequentato. Nella mia città, oltre agli istituti tecnici e magistrali, ci sono un liceo classico e uno scientifico per i “fighi”; un classico e uno scientifico per i “poveri”. Sono considerati studenti poveri sia nelle capacità intellettive che di status sociale, come se chi ha soldi debba essere anche più intelligente, in realtà è l’ambiente del liceo più rinomato che forma macchine da guerra più preparate dell’altro liceo. In questo liceo si usa un metodo di insegnamento duro. La mole di compiti assegnati quotidianamente impegna gli studenti fino a sera tarda. Per esempio, d’estate io non avevo compiti, mentre al classico per quei novanta giorni di vacanza solo per greco danno CENTO versioni…

  5. 55
    Trader -

    da tradurre (servono un paio d’ore a versione). Chi si iscrive a quella scuola china la testa sui libri per cinque anni senza tirarla mai su. Non riprendi mai fiato. Questi studenti, arrivati all’università, si mettono a ridere quando devono studiare cinque libri per un esame. Chi frequentava questa scuola, mi racconta che l’ambiente in questo liceo classico ti costringeva a rigare dritto. I professori insultavano gli studenti che non studiavano, consigliandoli sprezzantemente di andarsene in una scuola per plebei, come l’altro liceo classico o un istituto tecnico. Lo studente interrogato che non sapeva rispondere veniva umiliato dal prof, i compagni di classe gli sputavano in faccia. Per forza che poi chi esce da quella scuola, chi sopravvive a quella scuola, è una macchina da guerra.

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