Tradimento… non possiamo andare avanti a coccole e bacetti
Riferimento alla lettera:
Salve, mi farebbe davvero piacere avere un vostro parere. Convivo da un paio d'anni e da un mese ho conosciuto un uomo (sposato senza figli) che mi ha un po' stravolto la vita, sono attratta molto da lui e la cosa è reciproca, ci sono stati anche alcuni incontri e...
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Data di pubblicazione: 8 Gennaio 2014
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Categorie: - Amore
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Plutone, nessuno colpevolizza una persona che si innamora, bensì il tradimento. La vergona sta in questo.
Anch’io mi sono innamorato varie volte, che credi? Ma mi è successo quando ero libero, perché evito le occasioni di innamorarmi quando sono già impegnato. Tuttavia, se dovesse succedermi quando sono impegnato, lascerei subito l’attuale compagna, perché innamorarsi di un’altra/o può capitare, ma bisogna avere la correttezza e l’onestà di troncare la vecchia relazione, invece di perseguire una storia clandestina.
Se Rachele non deve vergognarsi, se non c’è niente di strano, perché non racconta al suo convivente che ha l’amante? Perché non va dalla moglie dell’amante a dirle che ha una storia con lui e cerca di trombarselo? Tanto, basta che le dica che è innamorata di lui per giustificarsi, no?
Tu piuttosto cambieresti idea se il tuo partner ti cornificasse.
Pulsioni sessuali, cotta, innamoramento finalizzato all’appagamento delle proprie lacune…tutte cose già sperimentate, temporanee, instabili, inconcludenti. L’umanità è fallace sì, ma c’è chi è più fallace di altri e si sente chiamato in causa perché non sa tenersi le mutande addosso. Bestiame da riproduzione usa e getta, ecco a cosa ci si riduce sragionando così. Chi sono io per giudicare? Nessuno, al massimo una noiosa brontolona. E allora avanti tutta! Il recinto è grande, c’è posto per tutti! Godetevela finché dura… L’amore vero sta al piano superiore e chi è in grado di capire ha già capito. Per tutti gli altri, arrangiatevi.
ah rachele vai da quella merda di uomo che ti sei trovata e digli che vuoi essere sco...., molla il tuo convivente e menacela di meno, sei una stronza e meriti di essere messa in croce, non ci sono molti consigli da darti, ormai sei in ballo e balla, speriamo che ti venga reso il favore poi ne riparliamo e scusa se qui c’è ancora gente che ha dei valori, ah scusami non conosci la parola…beh IMPARALA! e per chi dice stronzate che siamo invidiosi vorrei farvi notare che non c’è nulla da invidiare in una storia dove si tradisce e per giunta l’amante non soddisfa, chi invidia certe cose è malato!
Cara Rachele ,vorrei sapere la moglie di quest’ uomo sposato com è ,siete allo stesso livello di bellezza ? tu l ‘hai vista ? Solo questo vorrei sapere forse ti posso dare una mano ,è capitato anche a me la stessa cosa.
Che poi, di fronte a cose così, mi succede sempre (da sempre) di entrare in un atroce dilemma di tipo morale: se vedo il male, o chi compie il male, e questi mi domanda se sta sbagliando, che cosa devo fare? Devo girare i tacchi e fregarmene? Oppure, devo perlomeno tentare di indicare il male e il bene? Ecco. Sembrano sciocchezze, quelle che dibattiamo qua, e invece no. Non è un caso che nel mondo si è perso ciò che è bene e male, e come giustamente qualcuno ha detto qui, se uno osa dire “questa cosa è male”, ecco che viene tacciato di “moralismo”, “invidia” ecc. Ecco, infatti vi è una cultura di menefreghismo, di indifferenza, di mancanza di coraggio nel voler esprimere un giudizio su un dato argomento (ed è talmente ovvio che lo sposato, Rachele, il convivente, la moglie… Faranno un po’ quello che vogliono!), e duramente, se nel caso. C’è, insomma, paura persino di dire ciò che è bene e ciò che è male, ciò che si ritiene giusto e ciò che si ritiene sbagliato. Non a caso c’è grandissima confusione anche in chi è genitore oggi, nell’educazione dei figli… E c’è mancanza di forza, di coraggio, di risolutezza (quando è il caso). C’è un caos pressoché totale, in cui nessuno capisce più niente, ma in cui è chiarissimo però che l’importante sia “fare quello che si sente”. Sul momento. Questa è la massima cultura odierna. Si è persa completamente la bussola… Non potete immaginare, quindi, il piacere di aver visto, qui, il parere pressoché unanime e risoluto contro questa cultura del “fare ciò che si sente sul momento”. Che poi è la cultura dell’infantilismo a vita.
Pantera rosa, ovviamente non so cosa ti sia capitato e chi fosse tra voi la piu’ bella, la tua esperienza la sai tu. Ma, in generale, mi e’ parsa una considerazione… cosi’ da donne. Non perche’ gli uomini siano indifferenti all’estetica, ma quale sarebbe il parametro? Spesso le donne fanno delle competizioni estetiche secondo parametri loro che con quelli degli uomini non centrano una fava. Ma semplicemente perche’ ognuno (anche ognuna) e’ attratto da cio’ che lo attrae, che sia per farci insieme questo o altro che sia. Non e’ assolutamente detto che uno tradisca la moglie con una piu’bellao che semplicemente la veda, la moglie o l’amante, come loro vedono se stesse o tra loro. Ho capito che in certi casi puo’ esserci una differenza estetica piuttosto lampante, ma soprattutto con gli occhi di una donna puo’ non essere cosi’ logica e lampante la faccenda come in effetti e’. Anche perche’ l’attrazione ha regole tutte sue. Poi magari parli per cio’ che lui ti ha detto, non discuto, in un verso o nell’altro. Sai tu. Pero’ persino nei piu’ stereotipati dei mondi che si basassero o anche si basi sulle misure (inclusa la distanza oculare e la forma del naso) temo che una .”regola” cosi’ ferrea non ci sia. / laveritafamale: moralismo o meno cogliere l’attimo non e’ una cosa per cui il cielo sta a guardare, ti fa un applauso e si crea un fermo immagine. Assodato che mentire a qualcuno bello non e’ (perche’ quel qualcuno non gradisce e non puoi pretendere che gradisca, qualunque sia la menzogna… e non gli piace perche’ e’ lui o lei che si cucca la menzogna. E vorrei ben vedere il contrario) anche quando si coglie l’attimo la vita va avanti e lo fa il circostante. Se la mettiamo in termini moralistici: fai quello che ti pare e la paghi in termini moralistici / in termini non moralistici ti possono anche non beccare mai o avrai casini o calci nel sedere o conseguenze semplicemente perche’ a chi hai intorno non gliene frega una fava se tu hai fatto quello che ti girava ed e’ giusto e bello cosi’, pensa cio” che gli va di pensare e sente cio” che sente e di conseguenza reagisce. Fermo che puo’ anche non reagire, fregarsene, o darti una medaglia. Di solito no. L’ipocrisia che io vedo nel “cogli l’attimo” non sta nel fatto in se’ di fare cio’ che gira a chi lo fa
E che magari usa il tradimento per sue compensazioni, per restare o trovare un escamotage per andarsene, ma proprio nell’assioma per cui “cogliere l’attimo” dovrebbe essere sempre positivo. Dipende anche con chi lo.cogli, innanzitutto. Te ne puoi fregare li’ per li’,ma sempre stai avendo a che fare con un altro essere umano. Che e’ chi e’, comunque sia. E il fatto che il resto del mondo, amante, marito, moglie, figli dovrebbero dire “eh beh, ma se ha colto l’attimo… allora non c’e’ niente da dire”. E’ la pretesa magica che ha spesso chi dice di dover cogliere l’attimo, la pretesa a un diritto di controllare gli eventi e il resto del mondo che sta un po’ sulle palle. Si chiama scelta. Scegliamo di continuo, bene e male che sia. E le cose si muovono in varie direzioni. Anche quando scegliamo cose piu’ banali. A me che una persona colga il suo attimo,se non riguarda me, non cambia una fava. Posso avere le mie idee, ma cosi’ e’ e non posso sapere che senso ha la sua scelta e quali conseguenze, positive, neutre o negative. Anche perche’ legate a mille fattori. quando una persona scrive “sono sposato/sto con ma” chi legge piu’ facilmente si identifica con chi non sa e subisce un tradimento. A meno che in quel momento non stia tradendo. Quando un’amante scrive “non sa se lasciare la moglie, hanno figli” idem, si identifica magari con i figli che stanno per subire una rivoluzione, che magari poi rielaboreranno ma che vivranno, con dolore, da figli. Anche se magari i genitori non vanno d’accordo. Ma che si lascino per qualcun altro e” peggio. Morale o non morale. Ci si identifica con chi subisce senza sapere e non sta scegliendo. Gia’ e’ diverso spesso se una persona scrive: il partner mi maltratta, non mi calcola, mi offende da mane a sera. Ci sono piu’ “agenti”. Non so se e’ solo questione di morale. Per .alcuni si’, ma fondamentalmente pensoche a nessuno piaccia l’idea di essere tradito. Infatti non piace neanche agli amanti di solito l’idea che lui o lei..
Tradiscano con i consorti o qualcun altro. Che il loro “carpe diem” menta a loro. Agli altri va bene, ma a loro no. Se il moralismo si basa sulla regola, giusto/sbagliato, il fatto che a pochi piaccia subire una menzogna e le azioni degli altri mi pare un fatto. Quanto che si sia piu’ disposti a giustificare una propria necessita’ a mentire, agire e basta.
@Plutone (de noantri) scrive: ” L’innamoramento non ascolta, né sa leggere, lo stato di famiglia, ma altri messaggi,”
Quindi facciamo come le bestie,che appena vanno in calore devono correre a copulare? Quindi ce ne freghiamo degli stati di famiglia,della morale,degli ordini precostituiti e del rispetto verso i nostri simili? Quindi tu sei un fot****ssimo rivoluzionario inosservante di tutte le regole,anche le più banali necessarie ad una convivenza civile? Cioè,Plutone delle mie ghette,questo è il tuo modo di vivere? Ma sei un troll o sei Rachele col solito doppio nick? Ma ti rendi conto che stai cercando una giustificazione alle incommensurabili sciocchezze che hai scritto dall’inizio,e incapace di tornare indietro tenti una improbabile scalata sugli specchi capace di far impallidire il più impavido degli spiderman? Ma lascia perdere De Andrè e tutte le tue citazioni,e se proprio vuoi dare una risposta a Rachele rivolgiti a lei,perchè dopo tutto quello che hai scritto per giustificarla e fare il bastian contrario,hai rotto le scatole anche alle pietre.Sei a favore del tradimento? Ecchissenefrega,sarai ripagato con la stessa moneta dai tuoi simili.
A Rachele dico: o il tuo amante è un poco impotente (e li ci sarebbe da andare in analisi),oppure non le piaci abbastanza,poco da aggiungere.
Hai ragione Donovan. Chiudo.
pantera rosa una cosa più stupida non la potevi dire, puoi essere anche fi.. ma un amante vale meno di una calzetta perché gli uomini la moglie non la mollano pure che è brutta e se l’amante di rachele si sente in colpa probabilmente è perché sa che la moglie non si merita questo, ma lui se lo meriterebbe e anche la sua amante che non riesce a scoparselo.
Pantera rosa sei perdonata se hai meno di 11 anni.. ma se ne hai qualcuno in più.. bhe bella mia sei proprio messa male.. poi non lo sapevi che le mogli sono sempre brutte, grasse, rozze, ignoranti, vipere, cattive e FRIGIDE??? le donne più belle sono le amanti.. e non solo sono belle oltre ogni dire.. ma sensuali, passionali, intelligenti, dolci, giovani 😉 così belle che non riescono a trovare uno straccio di uomo tutto loro e devono per forza prendere quello delle altre…vabbè però loro AMANO… eh sì che sanno amare e sanno anche mandar giù……..tutte le stronzate che raccontano loro i poveri uomini bistrattati dalle mogli carnefici.. AAAHHH… se non ci fossero le amanti…chissà sti uomini come sarebbero tristi….
@pantera rosa..
“VORREI SAPERE SE SIETE ALLO STESSO LIVELLO DI BELLEZZA”.
Ma….???????????????????????????????????????????
Che razza di domande sono?
Creiamo un catalogo (anche on line) con i differenti criteri di bellezza
alta
grassa
bassa
bionda
rossa
e le probabilità di corna per ogni prototipo di donna.
Sei grassottella? Sarai tradita con una giovane filiforme.
Sei bionda? Allora lui correrà dietro ad una mora.
Sei glabra? No, lui sicuramente è da “donna baffuta sempre piaciuta”.
Ho scritto ovviamente cose ridicole, ma la tua domanda era spaventosa.
Luna, moralismo, secondo me, è essere intransigenti sulla pelle degli altri… Dire ciò che è bene o giusto o sbagliato (per un altro) ma utilizzare un parametro, poi, diverso per noi… (es: Rachele fa schifo a tradire e non dovrebbe farlo/ma io posso farlo ed è tutto ok…). La tua frase “Ci si identifica con chi subisce senza sapere e non sta scegliendo”, mi pare risolutiva. Personalmente, inserendomi nel tuo discorso, “cogli l’attimo” non è sbagliato: ma per noi stessi. Esempi: io colgo l’attimo perché prendo un treno e cambio vita. Io colgo l’attimo, prendo un aereo e decido di cambiare paese e vita. Io colgo l’attimo e decido di cambiare lavoro (sapendo di avere un’alternativa, ad esempio, per poter sfamare comunque i miei figli…). Non posso cogliere l’attimo, invece, sulla pelle degli altri. E quando non si tratti esclusivamente di me, senza coinvolgere altri. L’altro genere di “cogli l’attimo”, invece, è puro infantilismo. Vivere senza mai prendersi le responsabilità. Senza mai tenere in conto che, coinvolgendo anche altre persone, si hanno delle responsabilità (e maggiori, non minori…). Ovviamente questa responsabilità deve essere reciproca e condivisa. Ecco che quello che tu evidenzi in quella frase diventa essenziale: l’altro deve essere libero di “sapere” e di “scegliere”, come e quanto noi.
E’ una “leggerezza”, che rasenta quasi il “candore” (che tale non è), a colpirmi, talora. Si tratta di totale inconsapevolezza, in realtà. Si usano gli altri, per cui si crede di essere “furbi” e intelligenti… Di sapere raggirare gli altri. Al tempo stesso, invece, non si ha nessunissima idea di ciò che si è, di ciò che si vuole, e di ciò che si sta facendo. Ecco, che solo ammettendo, ok, siamo al livello delle bestie, io posso dire ok, va bene così, chi se ne frega? Ma solo per ammettere che non siamo “evoluti”, allora, ma proprio per niente. Quindi va bene, se siamo animali… Chaplin fa dire a un bambino, in un film, che gli animali non hanno confini, non girano con il passaporto in tasca… Sarebbe già molto, allora. Perché noi pretendiamo di essere superiori alle bestie, vogliamo il passaporto (o i certificati matrimoniali), ma poi no, non lo vogliamo più, e finiamo per – ridicolmente – sembrare degli animali che girano con passaporti e certificati in tasca che hanno voluto. Anche questo, per me, è un bel dilemma…
PS: sono Chiara, abbiamo avuto modo di parlare in altra lettera…
ciao anche a me è capitata la parte del tuo lui. tanta ansia prima di “concludere”, un sentimento incontrollabile. alla fine ho troncato la cosa.
Si tradisce per mille motivi e con mille sfumature, da quelle premeditate a quelle impreviste. Tradiscono tutti, dalla disoccupata al presidente degli Stati Uniti, da sempre: è nell’istinto umano, e potrebbe persino capitare anche a quelli che su questo forum si sono scandalizzati, indicando come ci si dovrebbe comportare in certe situazioni, che di per sè spesso non sono controllabili dalla ragione; ma loro sono convinti che ci riuscirebbero.
Insomma, è la solita storia: come in tutte le situazioni c’è sempre l’eschimese che crede di sapere come si deve vivere all’equatore.
Golia, a parte che stai affermando il falso affermando “tutti fanno così”. Ma partendo dalla tua affermazione (falsa e assoluta: perché TU la ritieni valida per 7 miliardi di persone…): io posso, ragionevolmente, pensare allora che il “traditore” oggi, un giorno dalla parte del “tradito”, reagirebbe parecchio ma parecchio sdegnato, nonché sconvolto… E non sarebbe un tantino assurdo? O anche IPOCRITA e anche MORALISTA? In ogni caso: se tutti tradiamo, facciamolo per un mesetto al massimo, eh? Quando siamo “confusi”… Dopo si chiude con la persona che si è già tradita o che si vorrebbe tradire con un’altra persona. Si può avere necessità di un minimo di tempo, prima di chiudere con un convivente o uno che si è sposato (spesso avendo dei figli), questo lo si può comprendere. Ma quando, dentro di noi, si è capito perfettamente che si è innamorati persi… E a chi si pensa, in realtà, dopo si deve pensare anche all’altro, eh? E chiudere con quello a cui non si pensa proprio… Poi, se uno vuole diventare una sorta di schizofrenico dalla doppia vita, problemi suoi eh? E se vuole rafforzare, per così dire, suoi disturbi psichici, nonché la sua personalissima viltà… Problemi suoi. Il tradito, scoprendo di essere tradito da anni… Saprà ben valutare con chi è stato. E se il personaggio ultra-vile, incurabile, avrà continuato a stare a metà, per anni, ci penserà il tradito a mandarlo dove deve. Poi, in caso di due che pensino come te “così fan tutti”, sarà bene allora che si mettano d’accordo dall’inizio… Che possono, entrambi, andare con chi vogliono, credendo alla tua teoria assoluta: la libertà è appunto una scelta. Anche questa deve essere condivisa. Molto spesso, invece, il “traditore” vuole mettere te in gabbia (la sua), ma lui vuole essere “libero”. Il che è, per me, pura follia. E non vedo perché dovrei relazionarmi, o condividere la mia vita, con un folle.
72 anni, vedovo, mai tradito nessuna donna.
Le mille sfumature e i mille motivi sono frutto della tua debolezza
ma sono affari tuoi.
Se ognuno dovesse seguire il proprio istinto non saremmo nemmeno civilizzati
…Golia…
quando il signore spartiva l’intelligenza; tu giocavi a nascondino e non ti hanno piu’ trovato….
Ma l’hai lettere la lettera ? scritta in un forum pieno di persone che soffrono per la fine di una storia… e che ha come leitmotiv :
sono triste perche’ l’amante non mi chiava a dovere…
Ah e vedi di non offenderti : ho risposto seguendo la mia aggresssivita, parte dei miei istinti naturali. Come hai ben scritto ci sono situazioni che non sono controllabili dalla ragione, questa e’ una quindi un sincero e istintuale:
ma vedi d’andattene…
Eschimesi!
Davide, come potrei mai offendermi. “Cosa c’è di più sublime che essere giudicati stupidi da un idiota” ( vedi nota 1).
Ah, anche tu…senza offesa.
Le vostre idilliache teorie si scontreranno sempre con la realtà fatta di fallaci esseri umani, e il fatto che vi sentiate diversi non vi fa migliori, ma solo diversi, appunto (oltre che poco informati).
Qui non si fa l’apologia del tradimento, ma del fenomeno come una delle tante espressioni dei dubbi che costellano la vita delle persone, e degli errori che si commettono vivendo. Tra queste persone non ci sono solo i volgari personaggi che le vostre descrizioni vorrebbero far apparire come tali, ma individui che cercano delle soluzioni, anche sbagliando, perchè non tutti hanno la “fortuna” di avere le dogmatiche certezze che avete voi.
Il dubbio, invece, comunque e dovunque emerga, è stato il terreno di coltura dell’intelligenza, della Scienza, della crescita e della civiltà, quella cui allude Benito, che è così orgoglioso di non avere debolezze e non cedere all’istinto. Uomo tutto d’un pezzo, come il suo più noto omonimo.
Gli ricordo che la lotta tra l’istinto è la ragione è una costante, ed è tipica degli uomini, perchè hanno entrambe le cose dentro di loro, ma non sempre la seconda prevale sul primo; ed è da qui che nascono i conflitti, i tradimenti e gli errori, cioè la vita degli esseri umani. A proposito di istinto, persino Cristo sulla croce ha avuto paura di morire, figuratevi il popolo che voleva salvare quante debolezze si porta appresso. Salvo voi, naturalmente.
Il tema del tradimento, in senso lato, è molto più vasto e sfaccettato di quello che le vostre dichiarazioni farebbero intendere, compreso quello banale descritto in questo thread, signori “sottuttoio”.
Magari, per curiosità, cercate di vedere il mondo come Giordano Bruno ogni tanto, e non come Savonarola. Il monumento l’hanno fatto all’eretico e non al moralizzatore, chissà perchè.
Pensateci, e forse riuscirete a capire meglio perchè vi hanno tradito, e magari trovare che c’era qualcosa anche in voi che ha fatto sì che quel tradimento avvenisse. Chissà.
Note (1)
Georges Courteline, tratto da: “La filosofia di Georges Courteline, 1922”
Bella retorica ma che incongruenza… dai del “sotuttoio” agli altri quando il tuo post e’ strapieno di pomposi accostamenti e citazioni….
Sei empatico con le ragioni di chi tradisce ma subito pronto a stigmatizzare e mettere in croce le reazioni degli altri senza minimamente considerare dove e come questa lettere e’ stata scritta…
Io saro un esquimese ma tu sei un marziano…. perche puoi fare tutta la filosofia che vuoi :
« Il dubbio, invece, comunque e dovunque emerga, è stato il terreno di coltura dell’intelligenza, della Scienza, della crescita e della civiltà”
Ma la sostanza e’ che il dubbio esistenziale di questa lettera, e’ come far alzare (anzi scusami crescere) l’arnese all’amante.
Bè i pomposi accostamenti o le citazioni sono oggettivi, non me li invento io, mentre le tue, come di altri, convinzioni, sono appunto vostre, quindi discutibili se non ti disturba.
Ho detto nel post precedente che il contenuto della lettera è banale se non sbaglio, ma il merito no, non lo è, perchè l’oggetto della questione è presente quotidianamente nelle nostre vite, da vittime o da carnefici, dipende.
Il punto è che le vittime spesso non si rendono conto di essere state loro ad aver armato la mano del carnefice, e fintanto si sentiranno “solo” traditi, non capiranno mai perchè è successo. Altro che empatizzare coi traditori, sia che siano semplicemente assillati dalla crescita del “coso” del loro amante o che abbiano motivi più seri e strazianti. La differenza sta solo nella qualità del soggetto e come questo manifesta il tradimento, ma le ragioni possono nascere dagli stessi motivi.
Comunque riassumo il mio pensiero. La prima cosa che deve fare il traditore è capire perchè è arrivato a tanto, e quello che deve fare il tradito è scoprire quanto ha concorso perchè venisse tradito, perchè, credimi: una cosa è conseguenza dell’altra.
E fammi chiudere con una banale verità, e cioè che si è sempre in due a recitare nelle tragedie, ed ognuno fa la sua parte, e anche se il pubblico simpatizza per le “vittime”, quasi mai sono completamente innocenti.
Golia, certo, il dubbio. E allora? Se uno ha dubbio di non amare più il convivente o il marito o la moglie, esprima il suo dubbio al diretto interessato. Viceversa, se ha il dubbio ma agisce eccome… Fingendo di avere dubbi… Scusami, ma a casa mia questa si chiama viltà, doppio gioco, ipocrisia, doppia morale… Altro che dubbio. Su, non prendiamoci in giro. Impariamo a chiamare le cose col loro nome. Il tradimento esiste perché si tradisce un patto, un matrimonio, ecc. Si tradisce una scelta che si è fatto. Quindi, per cortesia, non raccontiamocela. Io posso cambiare, dubitare, non amare più. Ma prendere in giro qualcuno, ignaro, non è corretto. E’ una scelta per due, è una scelta sulla pelle di un altro. Comodo. Altro che dubbi. Sai quali sarebbero invece i dubbi, che il vile si guarda bene dall’evitare? Il dubbio di lasciare qualcuno di cui poi ci si potrebbe pentire di avere lasciato. Questi sono i massimi “dubbi” che può avere un vile. Altri non ne ha. Di cosa sia bene, male, giusto, sbagliato, corretto, scorretto, non gliene frega niente. E molto spesso fa la commedia, quando si confida con gli amici, per dire: oddio, mi sono innamorato/a di un’altro/a, che tragedia che MI capita… E ora che faccio? CHI scelgo? Cosa MI conviene? QUANDO mi conviene separarmi e mettermi con l’altro? Quando DIRE TUTTO (quando sono un po’ più certo, eh eh…). Oppure no, aspetta, mi tengo tutti e due… Finché si può… Ecco i dubbi. Sai che dubbi scientifico-filosofici…
E certamente “Tra queste persone non ci sono solo i volgari personaggi che le vostre descrizioni vorrebbero far apparire come tali, ma individui che cercano delle soluzioni, anche sbagliando, perchè non tutti hanno la “fortuna” di avere le dogmatiche certezze che avete voi”, certamente.
Penso di avere fatto dei distinguo, infatti. Un conto è che uno o una entra in crisi per un’altra persona, e in breve cerca una soluzione, un conto è chi comincia a tradire, poi sai… Da cosa nasce cosa… E tradisce per anni (e credo di sbagliare di poco, credo, nell’affermare che nella maggioranza dei casi: o si solleva, in breve, il problema, o si finisce in certe situazioni per anni… Facendoci finire gli altri).
Dogmatiche certezze io non ne ho. Arrivo a comprendere un tradimento in lunghi matrimoni o convivenze, pensa te, come sintomo di una crisi che però si deve voler risolvere, e in due (e casi ne esistono tanti… Di tradimento, in lunghi matrimoni, e risoluzioni), ma infatti, quando un tradimento è vissuto veramente come una crisi, o una tragedia dal traditore stesso, stai tranquillo che il tradito se ne accorge e credo che ne tenga in conto (penso che siano i casi in cui avviene più facilmente il perdono, non credi?).
Ma di chi tradisce senza alcun problema, con totale leggerezza e con usuale frequenza… (solo finché non sia tradito lui…), che si deve pensare, scusa? Che qualcuno lo ha obbligato a sposarsi, convivere, fidanzarsi, con reciproco patto di fedeltà? (perché così funziona solitamente, sai? c’è un patto. E se non si prova più amore vi è il patto di dirselo, altrimenti va da sè che non vi sia alcun tradimento, se i patti erano altri).
Chi obbliga quella persona a restare con quell’altra? Nessuno. E chi obbliga, scusa, il tradito a stare col traditore? Non ti pare che sia il traditore, che non parla (ma fa…) a obbligare il tradito a stare comunque con lui…? Quindi, chi obbliga chi? Chi TOGLIE la libertà a chi? Fatti un po’ di queste domande… Fatti venire qualche dubbio…
Poi, se vuoi negare una evidenza, fai pure eh? Il tuo cervello è tuo e puoi usarlo come credi.
Rimani pure nelle tue certezze. Anzi, scusami, dubbi…
Golia
tu sei uno di quelli che dice: “se ti ho tradito è colpa tua!”. no, si può anche chiudere un rapporto se non va, se dopo aver provato a risolvere i problemi non si riesce comunque ad andare avanti. è questione di responsabilità delle proprie scelte e non tutti sono in grado di prendersele, quello sì.
le tentazioni ci sono nella vita, ma non si può seguire i propri istinti autogratificandosi senza tenere in minimo conto chi è coinvolto come nostro partner. comunque forse non lo sai ma con il tradimento si spezza la fiducia che molto difficilmente si recupererà in quella coppia. ovvero il tradito difficilmente potrà di nuovo fidarsi del traditore, seppure a parole possa dire il contrario, che lo ha perdonato ecc.. sono cose istintive, non ce la si fa. da quel momento il rapporto di coppia muore definitivamente secondo me. altro che le colpe si dividono in due! certo che lo si fa ma non con le coltellate alle spalle, ma discutendone, arrivando a un punto, a una soluzione se c’è, che può essere anche di lasciarsi. insomma secondo me il tradimento uccide l’amore e questo è istintivo nel tradito.
comunque sia chi sente il bisogno di tradire allora non ama già più il partner, e quindi informarlo di questo sarebbe più corretto prima di porre in atto il tradimento. poi ognuno sceglie come comportarsi nella vita: se essere corretti o essere scorretti, fa parte della propria etica, non c’entra nulla l’istinto che vuole essere soddisfatto come dici tu.
Golia, a parte il tuo vedere un rapporto di amore solo come un rapporto tra vittima/carnefice, il che già dimostra una tua visione abbastanza (per essere gentile) ristretta, assoluta, nonché falsata di una realtà molto più ampia (ti ricordo ancora, sommessamente, che siamo 7 miliardi di persone, e che le relazioni di amore non sono quelle di vittima/carnefice; relazioni sadomasochiste, ammazzamenti, tradimenti seriali ecc., ma che esistono ancora persone che hanno rapporti direi “normali”, nel senso di una scelta comune, concordata, matrimonio, convivenza, fidanzamento, ognuno a casa sua con libertà di andare a letto con chi si vuole ecc., e tutto senza problemi o tragedie. E’ lecito poi pensare che queste persone siano anche forse la maggioranza, dal momento che se così non fosse, il mondo che già a moltissimi appare come un inferno, lo sarebbe sul serio… Significherebbe uscire di casa e vedere cadaveri per strada…).
Ma va bene, mettiamo anche, per assurdo, che al mondo ci siano solo questi rapporti di amore (!) vittima/carnefice; traditore/tradito, e prendiamo per buono che, come tu scrivi, “La prima cosa che deve fare il traditore è capire perchè è arrivato a tanto, e quello che deve fare il tradito è scoprire quanto ha concorso perchè venisse tradito, perchè, credimi: una cosa è conseguenza dell’altra”, ma qui stai sottintendendo che già il traditore (bontà sua) abbia rivelato il tradimento, oppure che il tradito (magari dopo anni…) abbia aperto finalmente gli occhi e abbia scoperto tutto (urlando, peraltro: mea culpa mea culpa!).
No, perché, dico: mi va benissimo anche prendermi parte di responsabilità, per assurdo, di essere stata tradita: purché me lo si faccia almeno sapere. Come faccia io a prendermi la responsabilità di essere stata tradita se nemmeno lo so, solo Dio lo sa.
Ma ti prego, non rientrare dicendo che i traditi, tutti i traditi (per te tutte “vittime”, con colpe, si capisce) sanno perfettamente di esserlo e fanno finta di niente, perché ti anticipo che sì, alcuni lo sanno e fanno finta di niente e altri proprio no. E questi ultimi, sono proprio quelli che più facilmente chiudono (hai presente? Mai sentito parlare di tutto ciò?) la relazione, quando hanno ricevuto la grazia di venire a sapere… E senza nemmeno stare lì tanto a fare le vittime.