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Di tartarughe ed altri strani pensieri

di John May

Mi piacerebbe dialogare, fare domande e ottenere risposte, meglio se criptiche, sono più interessanti ed a libera interpretazione. E poi la libera interpretazione forse permette di dare alla risposta un maggiore senso emotivo. Di fronte a me vorrei ci fosse l’animale saggio per antonomasia, la tartaruga. Non una qualunque, quella della storia infinita.

No, non la vedo appesa alla mia tenda e per gli amici amanti dello splatter e della durezza, posso dire di averne avute due da bambino, morte entrambe per una mia distrazione. Inutile dire che i miei non me ne comprarono più.

A Morla eviterei di raccontare l’incidente accaduto alle sue simili, non vorrei rimanesse male. Anche se a rigor di logica dovrebbe in qualche modo saperlo. Che poi le tartarughe quando si accoppiano fanno una fatica bestiale e versi assurdi, ora non c’entra nulla ma mi è venuto in mente. Il maschio cerca di arrampicarsi sul carapace della femmina con lei che sguscia via. Anche di questo sarebbe meglio evitare di parlargliene,  non so quante altre tartarughe della sua specie siano viventi, non vorrei si sentisse sola e magari un po’ nostalgica.

Vive a lungo, da tantissimo tempo e questo dovrebbe essere garanzia di vasta sapienza, anche se non per forza è così. Affascina pensare che abbia assistito ai principali accadimenti della storia del mondo.

Ad ogni modo vorrei fosse qui e mettendo caso di avere a disposizione tre domande, cosa potrei chiederle? Come potrei giocarmele? Voi cosa chiedereste? Scelta difficile.

Vediamo, le chiederei da cosa derivi il senso di inquietudine che da sempre mi accompagna. Chissà se saprebbe darmi la risposta di cui ho bisogno.

E poi perché pur amandosi sia così difficile comunicare.

Infine le chiederei perché non c’è più la coccinella appesa alla mia tenda. Vorrei che tornasse.

Lettera pubblicata il 22 Giugno 2017. L'autore ha condiviso 2 testi sul nostro sito. Per esplorarli, visita la sua pagina autore .
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Categorie: - Me stesso - Riflessioni

La lettera ha ricevuto finora 2 commenti

  1. 1
    suzanne -

    C’è anche la tartaruga Cassiopea che aiuta Momo a sconfiggere gli uomini grigi…

    Probabilmente in un futuro non troppo lontano ti risponderebbe che l’inquietudine deriva da un’anomala produzione di endorfine o da una forma di “disabilità cerebrale”, mentre l’aspetto comunicativo funziona nelle persone con gli stessi bilanciamenti chimici.
    Per ora, mi piace pensare che l’inquietudine derivi da quello scarto tra la nostra finitudine e il desiderio inappagabile di andare “oltre”, mentre la comunicazione vera, quella autentica, è possibile solo tra due persone fatte della stessa “materia d’anima”.

    https://youtu.be/wORnJFdnniE

  2. 2
    rossana -

    John,
    “meglio se criptiche, sono più interessanti ed a libera interpretazione. E poi la libera interpretazione forse permette di dare alla risposta un maggiore senso emotivo.” – anche per me sono le più coinvolgenti, proprio perché esulano da un buon numero di banalità.

    dal mio punto di vista, un certo grado d’inquietudine spesso deriva dal senso di precarietà insito nell’esistenza umana oppure dallo scarto, per niente infrequente, fra lo schema costruito mentalmente per il proprio futuro e le difficoltà che si contrappongono alla sua realizzazione. ci viene messo in testa che tutto debba essere rose e fiori; invece, talvolta sono in maggior numero, e più aggressive, le spine. ed è pure normale che sia così!

    la comunicazione che preferisco è quella che non necessita di parole, cioé quando si può stare vicini ore e ore, senza bisogno di parlare. oppure, anche, quando ci si comprende al volo, prima di aver terminato di esprimere un concetto. con il resto del mondo, invece, comunicare significa tradurre i propri pensieri in parole e tradurre le parole altrui con il proprio dizionario verbale. tutto complicatissimo, che raramente raggiunge un vero e proprio risultato, senza l’intuizione o la tolleranza.

    in famiglia sopravvive una ormai vecchia tartaruga, libera nel suo recinto erboso, che spesso supera scavandosi brevi tunnel, al fine di andarsene a spasso in paese. ben conosciuta da molti, è facilmente intercettata e riportata allo spazio assegnato…

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