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La strategia che mi ha portato a morire dentro

Lettere scritte dall'autore  ElisaFanti

Buongiorno mi chiamo Elisa e ho 32 anni. Sono, nata in una famiglia tossica. 2 genitori narcisisti, mio padre anche a tratti aggressivo e manesco. Fino a 17 anni ero una nuotatrice agonistica per compiacere mio padre, non sono mai stata felice. Quando ho smesso lui mi ha tolto la parola e le attenzioni e da quel momento sono ingrassata da 60kg a 116
Durante questo periodo mio padre mi ha trattata mal e umiliata. Lui prova disgusto per le. Persone obese, le considera malate, a detta sua handicappate mentalmente, orribili, ecc..
Nel 2009 ho messo un bendaggio gastrico per far felice mia madre, convinta che così gli scenari che si ripetevano in casa tra botte offese e indifferenze totali da parte del capo famiglia finissero, e perché si sentiva in dovere da brava schiavetto di rimettere tutto in ordine. L intervento è andato male, il bendaggio ha fatto rigetto ed io mi sono ritrovata obesa e dolorante. 8 coltellate di laparoscopia. Nel 2010 incontro l uomo della mia vita che mi accompagna fino ad oggi, perdo molti kg nel giro di 3 anni fino ad arrivare al mio buon peso di 80 kg di salute. Energica, sportiva. Quando ho conosciuto il mio compagno facevo l estetista, un lavoro “da pezzenti” a detta di mio padre. Così non appena ai suoi occhi sono diventata”sei quasi decente ora” mi ha proposto di entrare nella azienda di famiglia ingozzandomi di complimenti e mere promesse.
Ed io, affamata di riconoscimento, di voglia di riscatto, ho accettato. Subito dopo pochi mesi ha rivelatoil suo lato sfruttatore e narcisista nonché sadico. Lavoravo per pagarmi il mio posto in casa e lavoravo ancor di più per mantenere il mio posto in famiglia. Dopo 13 anni di dedizione i numeri parlano chiaro. Sono stata eccezionale. Ho risollevato l’azienda. Ho costruito e imparato tutto da sola. Tra offese e scene di umiliazioni continue finalmente la realtà mi diceva che ero viva e stavo facendo bene.
Ecco che un paio di episodi rivelatori mi hanno riportato agli anni delle violenze fisiche e psicologiche, e in pochissimo tempo il velo è caduto.
Ero completamente sottomessa, addomesticato, sfruttata dalla mia intera famiglia. E con me ho trascinato in azienda il mio compagno. Nel giro di pochi mesi a clquesta parte ho iniziato ad avere fortissimi attachbi di panico, dolori e problemi di varia natura psicosomatica ma che in fondo in maniera più lieve mi avevano sempre accompagnato… Ma. Qualcosa è diverso. Non mi riesco più a svegliare. Mi sento come. Assopita. Non riesco più ad andare a lavoro, ho sempre. Dolori muscolari e. Da 80, peso fermo in tutti questi anni sono tornata a 100 tondi. Penso sempre alle. Catastrofi imminenti. Dal punto di vista tecnico io e mio marito siamo riusciti quantomeno a comprarci una casa, perché prima vivevamo in un appartamento sopra l. Abitazione dei miei genitori, dove vive anche mia sorella. La piccola di casa. Quella invisibile insomma.
Da quando abbiamo preso questa casa mio padre ha iniziato a trattarmi peggio, credo sia convinto che gli abbia rubato dei soldi in azienda x riuscire a comprarla. Cosa che non è ma Se anche fosse di certo c’è che mi hanno sempre Sottopagato e sfruttatto e detta fra noi a tornare indietro glieli ruberei!
Invece io e il mio compagno paghiamo 800 euro al mese perché nessuno dei miei genitori, seppur benestanti, ha voluto partecipare sia emotivamente che economicamente a questa cosa. Una scusa x non darmi niente. La realtà che sono genitori narcisisti privi di empatia o amore.
Ora io e mio marito stiamo cercando una via di fuga dall. Azienda che si sta concretizzando, il punto è che io non rispondo. C’è il pilota automatico che mi consente di vivere apparentemente ma dentro sono morta. Non ho più piacere per niente e temo ogni cosa. Fisicamente passo da analisi a radiografie perché sto sempre male. Febbri, dolori muscolari, diarree stitichezza, cistiti, unghia incarnata ecc ecc una dopo l altra.
Mi sembra di sopravvivere e di aver intrappolato il mio compagno che si merita tanto più di me. Ora x. Lui sono una zavorra. Penso tutti i giorni al. Suicidio anche se non avrò il coraggio di farlo, lo vedo come un pulsante opzionabile. Sono andata da una psicologa olistica che mi tratta con il sistema di rilassamento energetico ma. Sinceramente non vedo risultati. Allora mi chiedo se ho attuato una strategia per incatenarmi da sola alla prigione in cui ho vissuto, se sono stata capace. Di arrivare ad un peso nuovamente invalidante dopo quello che ho passato per il. Rigetto del bendaggio, forse non mi sto suicida do lentamente? Possibile che nulla che prima mi tirava fuori dai brutti momenti ora non funziona più? Cosa mi è successo? Sono forse esaurita? Vi prego se riuscite a intendere tra le righe la sensazione che provo nel vivere dietro ai miei occhi come un pilota che guarda il pilota automatico della propria vita mentre va a picco ma non fa niente x riprenderla in mano,ha i muscoli bloccati. Non solo non riesce, ormai non può più… Bhe allora sapete di cosa sto parlando… E mi potete aiutare…
Le tradizionali “pensa al tuo compagno” pensa alla tua salute, così non puoi fare figli, la tua vita va a rotoli vai a imparare mindfulness, iscriviti a yoga, esci con gli amici, non funzionano!!!! Di solito si ma ora qualcosa si è scollegato…
Grazie x la Vs attenzione
Vi voglio bene

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18 commenti

Pagine: 1 2

  1. 1
    catasterismo -

    Ciao Elisa, buongiorno.
    Io ho vent’anni e non so come aiutarti. Ho sempre pensato però che far sentire una persona capita e non da sola nel proprio dolore rende forse un po’ più “forti”. O comunque nella condivisione del dolore si crea una sorta di “okay non sono l’unica, ci posso lavorare”. Non so se mi sono spiegata… Comunque vorrei aiutarti facendoti compagnia. La sensazione che descrivi la capisco totalmente. Mi sento così anche io ogni giorno. Faccio cose perché il mio corpo vive, ma non ho il controllo vero di me e alla fine non mi importa tanto. Sono entrata in questo stato di apatia dopo la morte di mio fratello un anno e mezzo fa. Odio il fatto di essere viva, e non penso di avere la forza di passare altri ottant’anni o quanti me ne restano con la consapevolezza ben chiara in mente che lui sia morto. Proprio per il fatto che io ho visto la morte, sento e conosco pienamente e mi sento permeata dell’importanza della vita. Della grandiosissima possibilità che la vita…

  2. 2
    catasterismo -

    Preferirei un miliardo di vite piene di dolori e di difficoltà a una vita con la morte.Fidati di me anche se non mi conosci:dalle disgrazie della vita si può imparare si cresce si viene rafforzati e si provano infinite emozioni sia terribili che meravigliose,la morte invece è nulla è basta,non dà una seconda possibilità.Finisce lì e basta.Da quello che hai scritto capisco che sei una donna forte che si è sempre rialzata,che ha saputo trasformare le situazioni che la circondavano e ricavarne il meglio.Sei una persona che le ha attraversate le difficoltà, ci sei passata in mezzo.E tutto questo fa di te una donna forte e meritevole di ammirazione.Continua a lottare, non finire tutto.Le persone non si scaricano di questo sono certa.Riprendi la carica da un bacio del tuo compagno o dai colori del tramonto;fatti smuovere dall’enorme magnificienza delle montagne o dalla sconfinatezza del mare;lasciati commuovere dai gesti degli umani che aiutano i più più deboli o dagli occhi dei bambini.

  3. 3
    catasterismo -

    Hai tante emozioni che puoi provare. L’uomo non è fatto per andare col pilota automatico, ma per sperimentare tutti i suoi sensi e essere parte del creato. Non pensare più al suicidio: è un insulto alla bellezza che sei e che ti porti dentro.
    Buonanotte. Spero di esserti arrivata.
    Catasterismo.

  4. 4
    Annalaura -

    Ciao Elisa, ho 24 anni e della vita so sicuramente molto meno di te, anche perché, per fortuna, non mi sono mai ritrovata ad affrontare tutte le atroci difficoltà che ti hanno attanagliata.
    Crescere in una famiglia di anaffettivi è una tragedia, una tragedia vera e propria, che ti lascia segni indelebili nell’anima. Sono esperienze che minano l’autostima di una persona, giacché la famiglia dovrebbe essere il porto sicuro, il faro che guida nelle avversità. Nel tuo caso hai dovuto contare solo su te stessa e, per certi aspetti, è stato un bene che tu abbia lavorato nell’azienda paterna, così hai dimostrato a te stessa che sei una persona in gamba, capace e che non deve mai mettere in dubbio il suo valore.
    I consigli più validi te li ha forniti la ragazza della lettera precedente (che stimo per la forza che possiede): dai un senso a tutto il dolore che hai provato, continuando a vivere. Sei una donna che ne ha viste di tutti i colori, per cui ora devi aggrapparti alla VITA con…

  5. 5
    Annalaura -

    …tutte le forze che ti sono rimaste. Il fatto di avere un compagno al tuo fianco è fondamentale, perché con lui potrai costruirti una famiglia tutta tua, fare viaggi, esperienze di cui prima magari ti sei privata. Capisco, seppur in parte, il senso di apatia e il blocco che senti. Per questo ti dico che, se ti senti così svuotata, secondo me dovresti parlare con uno psicoterapeuta, qualcuno di competente che possa indicarti un’altra strada.
    In conclusione, ti suggerisco di vedere su YouTube i video di Raffaele Morelli e di acquistare qualche suo libro. E’ uno psichiatra che infonde speranza nelle persone che non riescono più a trovare uno scopo.
    Tu VALI ed è il momento di crederci con tutta te stessa.

  6. 6
    ElisaFanti -

    Prima di tutto vorrei ringraziarvi tantissimo. Ogni vostra parola per me ha un peso e un potere grandissimi, da qui percepisco quanto sono stanca. MI sembra di esseri seppellita dentro di me, nascosta in fondo al mio stesso corpo. Ogni tanto mi chiamo ma non rispondo poi arrivano le vostre parole ed Ecco mi la’ sul fondo”eccomi ci sono forse ce la posso Ancora fare”si.. Conosco ormai la Strada.. MI sono rialzata molte volte. Ho imparato da sola a mie spese dove ti porta la fame d amore…e cio Che vi ho racconta to è solo una parte della mia vita.. Ho gia toccato il fondo molte volte, mi sono circondati da persone peggiori dei miei genitori, persone Che mi hanno depredata della mia ingenuity fuori da quella famiglia, che hanno sfrittato la mia bonta d animo è come dicevo prima, la mia fame d amore. Chi ha vissuto come me si sente sempre una sopravvissuti e riconoscere chi sta sopravvivendo per quello lo aiuta. Ecco leggendovi mi sono RESA conto Che forse chiedere aiuto è la…

  7. 7
    ElisaFanti -

    Scusate la scrittura poco chiara, ho un telefono inglese Che traduce a modo suo e il T9 Rema contro!
    Dicevo Che la Strada è sicuramente chiedere aiuto, non voglio perdere cio Che di buono ho impara to. MI sembra di aver gia vissuto 4 vite e questa stanchezza mi fa credere di aver finito… Poi pero mi sussurrate di prendere forza da un bacio, da un tramonto, da morelli, e io prometto Che ci provero’. Grazie per il tempo che mi avete dedicato. Grazie per con fermarmi Che la compassione è una dote rara e non un inganno della mente debole. Ora non ho la forza di provarci per me, provo a farlo per voi mi riesce meglio. Provo a farlo per il mio compagno Che sta dedicando la sua vita per tirarmi fuori da queste sabbie mobili… Spero di svegliarmi da questo torpore.

    Inoltre vorrei dedicare un pensiero per TUO FRATELLO catasterismo…

    Non so dove si vada quando il corpo muore, ma se mi affido all idea Che siamo tutte entita Che vivono in corpi terreni, bhe spero che lui sia Ora in…

  8. 8
    ElisaFanti -

    e che sia dove vuole essere. Ha fatto un percorso qui sulla terra, forse breve per poterti dare la sensibilita’ Che ti mancava. Parlo della sensibilita di vedere quanto sia breve in realta la vita. 80anni sembrano molti ma io credo delle volte Che siano pochissimi. MI sembra Che la vita scivoli via veloce mente, in un attimo ho 32 anni un momento dopo 50…capisci cosa intendo? Senza il suo passaggio tu non avresti avuto la fortuna di avere una visione cosi chiara della vita è forse lui ha vissuto per questo. So cosa intendo quando dici che ti pesa ogni giorno stare qui, da sola, lo capisco.. È una delle mie paure piu grandi. Vivere mi fa paura. Per quello dico Che avere il pulsante “stop” mi fa stare meglio. Non voglio premerlo, perhhe in fondo ogni giorno vedo come va e credo Che anche tu debba vederla cosi. Un giorno per Volta. Se guardi troppo Avanti la paura Vince. Se guardi indietro la tristezza Vince… Forse il segreto è restare nel presente x noi.. Ti abbraccio

  9. 9
    Annalaura -

    Sono contenta di leggere che le nostre parole ti hanno infuso un po’ di speranza. E’ rincuorante sapere di essere stati utili, seppur in minima parte.
    Ti auguro un futuro luminoso. Purtroppo le cicatrici del passato non si possono cancellare, però dagli insegnamenti che hai tratto puoi costruirti una nuova esistenza, all’insegna dell’amore che tanto ti è mancato.
    Considerati fortunata a non essere diventata come i tuoi genitori, visto che alcuni caratteri sono il risultato di come si è stati cresciuti. E’ stato un bene per te esserti distinta.

  10. 10
    Angela85 -

    Ciao elisa la tua lettera mi ha colpita perché mi rifetto molto al tuo stato d animo.mi sento spenta anch’io. Ho avuto una vita difficile anchio e mio fratello non è venuto neanche al mio matrimonio cosi senza motivo.quindi condividiamo lo stesso disagio.come è possibile che genitori e fratelli possano trattare i cari dello stesso sangue come animali?credo che non abbiano cuore .capisco come ti senti. Non mollare.io avevo chiuso i rapporti con mio fratello poi mi ha chiesto perdono e gli ho dato una possibilità. X un anno è andato bene il rapporto adesso rapporti formali.sono sicura che troveremo la nostra luce e ritornerai a sentirti viva .ho 36anni e sono pugliese.di dove 6?tra l altro ho perso anche le amicizie. Sei una persona empatica. Hai un marito quindi pensa a lui.io penso a mio marito e questo che mi fa andare avanti. Nn mollare.hai tanto da dare.un abbraccio

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