Sono un uomo infelice, distrutto dalla gelosia retroattiva
Riferimento alla lettera:
Tutto cominciò più di 24 anni orsono! L'allora mia fidanzata (oggi mia moglie con più di 20 anni di matrimonio felice alle spalle) 19 anni lei e 18 anni io ci siamo conosciuti ed è stato amore a prima vista, grande amore! Il primo anno trascorse in maniera meravigliosa, tanti...
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Data di pubblicazione: 5 Giugno 2007
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Categorie: - Amore
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Buongiorno a tutti,a Luna cui ieri ho replicato il suo interessante post e a Wind di cui leggo un altrettanto interessante inciso.
Cara Wind, la lettura di quei testi che ho citato e che tu ha avuto voglia di vedere parla essenzialmente delle spinte “primordiali” che nascono nei due sessi con modalità diverse che, nei milleni,lentamente, sono state, come dire, “corrette” dalla cultura e dall'”educazione morale”.
Per il maschio primordiale “prevale” il desiderio di accoppiarsi con più femmine possibili per diffondere la specie, possibilmente “belle” secondo i criteri dell’epoca, perchè questo significava sane, e quindi garanzia di figli sani.
La femmina primordiale è più cauta “nell’offrirsi”, perchè deve gestire 9 mesi di gravidanza e la prole che arriverà;il suo è un “investimento” ponderato, quindi opera una scelta “pragmatica”: il maschio più “forte” e più “scaltro”, per la difesa del nido e che le procurasse il cibo, specie durante l’allevamento della prole. La “bellezza” non era una priorità.
Ti ho sintetizzato questi aspetti primordiali e istintivi, perchè da questi discendono tutti i nostri criteri di scelta del partner, criteri che, naturalmente, si sono arricchiti di tutte le componenti “culturali” che la Storia lentamente ha stratificato dentro la Società.Quindi i criteri di 10.000 anni fa per una “femmina” erano “essenziali”: un tetto, il cibo e un maschio che la protegga e la faccia mangiare in pace mentre si occupa dei figli.
Oggi le cose sono più complicate, la “scelta” è più articolata ma è mia opinione (ma non solo mia) che l’azione degli istinti agisca ancora più di quanto immaginiamo nella scelta del partner, “aiutata” poi dalla morale “cresciuta” in ognuno di noi che ne giustifica l’operato razionalmente.
Dico questo perchè, nella lunga vicenda che riguarda la mia storia sentimentale io sarò stato certamente oggetto di “quelle” valutazioni da parte delle donne che ho frequentato e lo stesso vale per la mia lei. A quelle caratteristiche istintuali si saranno certamente aggiunte le dotazioni che la cultura vi ha aggiunto: la simpatia, l’intelligenza,l’estetica anche per gli uomini, eccetera, ma stai tranquilla che anche le nuove dotazioni vengono lette con gli stessi criteri di 10.000 anni fa. Vale a dire che per una donna odierna, un maschio intraprendente (o che appare tale),sicuro di sè ( o che sembra tale)carismatico (o che fa credere di essere) fa l’effetto di un uomo che dà “sicurezza, quindi diventa “attraente” nella prospettiva di una vita “matrimoniale”. Le caratteristiche dello “str..zo”, di cui abbiamo parlato e parlano i testi che hai menzionato, spesso corrispondono a questi stereotipi, e siccome il maschio è pur sempre un “cacciatore”, specie “quelli” di cui sopra, sa bene quali sono le doti che deve mostrare per accalappiare, soprattutto chi tra le “prede” non ha esperienza per riconoscere lontano un miglio il “bluff” che si nasconde dietro quella “recita”.
Ovviamente sto parlando della solita menata >>
>> che riguarda la storia con la mia lei,ma che purtroppo è esemplare per spiegare “l’inspiegabile”, ed è applicabile a quasi tutti i casi che ho letto su questo forum: perché sei stata/o con con questo o quello e hai potuto fare certe cose, prima di me? La domanda da un milione di dollari del GR standard, che ognuno, poi, personalmente coniuga secondo il carattere personale; ma la partenza E’ quella.
Se ripenso alla mia lei e al suo “sciacallo” vedo una ragazza di 20 anni che non aveva nessuna esperienza, romantica, fragile ed insicura,che va all’estero per lavoro, in un paese sottosviluppato rispetto al suo dove conosce un bulletto di 24 anni spiantato, che intravede in questa ragazza una “rivincita” sociale, agli occhi dei suoi pari: farsi una straniera: bella, bionda e più “abbiente” è il top per il suo prestigio da poveraccio. Applica tutte le “strategie” del caso conquistandola con le sue presunte doti, lei ci casca e se ne innamora, e quando comincia inconsciamenete a rendersi conto che il macho che intravedeva per il suo futuro, è solo un povero disgraziato che cerca di aprire le penne della coda di pavone per mostrarsi più di quello che è, è troppo tardi, non riesce ad ammettere di aver fatto un errore così marchiano. Certo, resta sempre quell’attrazione atavica del maschio esotico, che soddisfa il bisogno della Natura di incrociare la specie per migliorare il “prodotto” prole (la famosa chimica) ma non altro.
Confusa dalla mancanza di esperienza si basa solo su “quest’ultima” attrazione e su quante altre femmine cercano il pollo che si sente un’aquila, ritenendo questo un indice di valore, mettendosi quindi in competizione con le altre pretendenti.
L’esperienza, poi, le ha fatto cambiare “standard”, ma non può rinnegare,come ho detto ieri, il richiamo della foresta che la spinse a sceglie quel pesce nell’oceano di pesci,come dice lei.
Io per lei, sono diventato l’uomo che “deve chiedere sempre” non perchè sia uno sfigato, ma solo perchè sono “scontato”, non ho nesun mistero che fa sognare “quella” parte della fantasia femminile. Ripeto potrei essere affascinante come un attore,brillante, “macho” e carismatico, ma la routine quotidiana spegne ogni fantasia quando la banale convivenza, le mutande da lavare e le incombenze della vita prevalgono: manca “l’emozione”, quella di cui parlavo ieri e che ti fa vedere “l’aquila” nel “pollo” che hai davanti solo perchè, il suo negarsi lo rende “prezioso” e portatore di chissà quali qualità, quando è tutta un’illusione. Morale. Sia tu che il tuo ragazzo aveta la fortuna di essere giovani, ma la sfortuna di non avere esperienza, che purtroppo è l’unico vantaggio dell’età. Siete attratti l’uno dall’altra in maniera straziante, diventando una necessità l’uno per l’altra appunto.
Guarirete dalla vostra ossesione quando sarete più in equilibrio con voi stessi, quando ciòè la vostra serenità NON dipenderà dall’altro,quando l’altro si potrà amare per… amore dell’amore.
Io ora mi sento così.
Blu
Ciao a tutti i vecchi (si fa’ per dire) del forum, era un po’ che non intervenivo ma comunque vi ho continuato a leggere in sordina.
Innanzitutto mi complimento con uomo triste e bluvito per essere riusciti ad uscire da questo vortice, cosa che ho tentato di fare anche io da parecchio ma senza mai riuscirci.
La novita’ e’ che abbiamo deciso io e la mia partner di andare a convivere, questo secondo la mia mente avrebbe giovato ad alleviare un po’ le sofferenze, purtroppo cosi’ non e’ stato ed anzi e’ ancora peggio di prima.
A quanto ho letto fino ad ora negli interventi, sono l’unico che per alleviare il problema cerca di scappare dal proprio partner, invece di soffrire in silenzio; beh io non ce la faccio e’ piu’ forte di me, se lascio la mia “doppia vita” vengo letteralmente sopraffatto dalla GR giorno e notte, invece avendo una vita piu’ libera, cioe’ uscite con gli amici o altre ragazze riesco a vivere in modo piu’ allegro (per modo di dire).
Questo forse mi rende ancora diverso da tutti voi, e’ come se il mio istinto mi chiedesse di fargliela pagare per quello che ha fatto prima, ovviamente con dei tradimenti, ma anche dopo 1-5-10 tradimenti la situazione non cambia, rimane sempre quella che e’ al momento cioe’ pessima forse peggio di prima.
A volte penso di essere io quello sbagliato e di avere dei seri problemi mentali, ma poi ci ragiono e dico se cosi’ fosse sarei in un manicomio, e proprio la GR che ti spinge a fare questo nel mio caso il problema e’ solo sessuale piu’ che amoroso.
Per me poteva aver amato anche 100 uomini, ma quando penso che ha fatto sesso anche solo con 1 divento una bestia e non mi va’ proprio giu’; e lei ripeto ha avuto solo 2 storie serie in vita sua mai storie di una botta e via.
Credo di aver sbagliato qualcosa nella vita, uno come me’ doveva rimanere da solo, per carita’ sono giovane ho ancora tempo pero’ pensando al futuro, nasce la paura di rimanere solo e questo mi scoraggia a prendere una decisione definitiva; anche per il fatto che con un altra ragazza la situazione sarebbe uguale se non peggio.
Forse come dice il buon Tolteca, faccio parte di quella cerchia di persone che non “provano” a risolvere il problema, il mio IO dice che sono troppo giovane per tirarmi giu’ a vivere una situazione che nemmeno il peggiore degli schiavi avrebbe voluto sopportare, e quindi cerca di svincolarsi dal problema nei modi descritti sopra.
un saluto a tutti
leggo sempre volentieri tutti i vostri post, ma non sempre ho modo di rispondere.
sebbene io sia stata ricoperta di complimenti per la mia forza di volontà e voglia di risolvere le cose, in questi giorni mi sento molto simile a Rambo in quello che ha scritto. certo non tradirei il mio ragazzo (perchè mi farebbe star peggio) ma molto spesso nei momenti di crisi e ricaduta ho pensieri che distruggono completamente il rapporto con la persona che amo e mi allontanano da lui, a volte ho anche deciso di lasciarlo (ad esempio ieri)…solo vederlo star malissimo mi ha fatto cambiare idea. in questi giorni sono in questa fase: zero speranza,malessere e voglia di liberarmi per sempre di questa sofferenza che non mi sono scelta. anche io sono giovane (24 anni) e ho tutto il tempo che voglio per trovarmi un ragazzo come dico io, con tutte le carte in regola ed un passato sessuale normale.
il mio ragazzo è l’opposto della persona che ho sempre sognato come mio futuro compagno di vita: come posso vedere il mio principe azzuro in un ragazzo che si è portato a letto donne di cui nemmeno sa il nome? potrebbero essere chiunque, magari le conosco anche perchè lui non si ricorda nemmeno il nome (il cognome non l’ha mai saputo di nessuna, sapeva giusto la città per capire quanti kilometri fare per farsi una scop*ta). chi vorrebbe come padre dei propri figli un uomo così?
quando ci siamo conosciuti io ho buttato in piazza tutti i miei scheletri dell’armadio (anche quei pochi sessuali che ho) proprio perchè non volevo che lui si innamorasse di me senza sapere come sono e lui ha avuto modo di scegliere se accettare il pacchetto o no. ho spronato lui a far lo stesso (perchè sapevo che non avrei accettato certe cose, non le ho mai accettate) ma lui si è presentato come ragazzo bravo e mosso dall’amore, non potevo pensare che il suo passato nascondesse storie così squallide. forse voleva solo fare bella figura e si vergognava, non sapeva che soffrivo di GR, ma di fatto ha permesso che io mi illudessi, mi innamorassi e ora è la causa delle mie sofferenze…
ragazzi… io capisco che la mia GR non deriva da lui perchè è un mio handicap, ma esistono alcuni partner con cui io non avrei di questi problemi (lo so perchè con altri ragazzi non ne ho avuti).
io sono innamorata davvero ma pensare di passare una vita così mi spaventa troppo, lui ancora non ha capito la gravità della mia situazione, pensa che col tempo tutto si possa risolvere, non capisce che è una cosa che col tempo non può che peggiorare se non si cura adeguatamente… più lo conosco (e scopro cose sul suo passato) e più mi fa schifo… e sta nascendo anche la rabbia per il fatto che lui non abbia buttato in piazza come me tutte le cose negative sul suo passato… ma per lui erano anche cose normali, tutto il suo gruppo di amichetti si portava a letto ragazze con cui si erano appena presentati e nemmeno avevano capito il nome… non potrò MAI vedere in lui la persona con cui sarei fiera di mettere su famiglia.
wind, pensa che ad amiche mie è successo il contrario, e cioè che dopo tanti anni, poiché loro erano state la sola e unica donna, andassero in crisi. In crisi di insicurezza con loro stessi. Io penso che l’importante sia avere un partner innamorato e ‘risolto’, rispetto al suo passato. Cosa che per la gr è incomprensibile. Io non capisco bene, scusami, se il tuo problema è ‘potrebbe rifarlo mentre sta con me?’ o davvero solo inerente al suo passato. Guarda che capisco cosa non ti piace che abbia fatto (e quanto carico c’è anche per il fatto che tu, probabilmente, hai estremo bisogno di quel mettere le carte in tavola, e che siano messi in tavola, su certi, specifici aspetti) perché
scusa, WIND, ho avuto un problema tecnico, riprendo il discorso: dicevo, non so bene ovviamente quali siano le complesse ragioni per cui il GR ha bisogno di sapere esattamente quali sono le “credenziali” passate del suo partner (a costo di farsi molto male sapendole), ma ho l’impressione quasi che sia la paura del presente e del futuro, che non si può controllare, a farlo andare così in estremo controllo del passato. Cioè attraverso il solo modo in cui può controllarlo: conoscerlo e soffrirne a morte, e cercare delle strategie (come nel caso di RAMBO) per rispondere all’offesa. In realtà il GR, mi pare, si concentra moltissimo sul passato e non sul presente e il futuro.
Nel presente vive una sofferenza presente, certo, ma legata ad un passato che non si può cambiare. Tuttavia, da un certo punto di vista, è una sofferenza estrema che in qualche modo però sente di poter “controllare” attraverso le sue idee su cosa è giusto e sbagliato, cosa è pulito e cosa è sporco, cosa è accettabile e cosa inaccettabile. In questo modo le sue energie sono concentrate tantissimo, mi pare, in una domanda costante: posso sopportarlo o devo lasciare questa persona? – cioè, in un dilemma che di fatto gli impedisce di vivere realmente una storia al cento per cento, e una vera intimità PRESENTE con il partner, ove per intimità non intendo solo quella sessuale, ma un vero e proprio lasciarsi andare anche alle proprie stesse emozioni, che potrebbero anche essere troppo intense, se si lasciasse andare veramente a quell’amore che dice di provare. Un amore che, come tutti, può vivere dei rischi nel presente e nel futuro, delle cose imprevedibili. Ma il GR sembra non pensarci, ma non nel senso che vive serenamente alla giornata, bensì fossilizzato in un passato che sembra contenere tutti i possibili problemi, le possibili sofferenze da cui si vorrebbe scappare e che si tenta di poter controllare.
Ora, WIND, mi rendo conto che forse non sono riuscita a spiegarmi, e magari tornerò a dirlo “meglio”.
E’ stato RAMBO a farmi venire anche questa riflessione. Non sta a me, RAMBO, “giudicare” la tua GR, spero che si capisca che il mio intento non è assolutamente questo. Rifletto su quello che hai scritto. E’ evidente che soffri, ed è evidente che fai una grande fatica per stare in equilibrio. Non ti conosco quanto ti conosce Tolteca per poter dire “non affronti”. A leggerti sembrerebbe, scusami, proprio di no. Ciò che affronti è una fatica enorme per cercare di gestire qualcosa che è dentro di te, non fuori. ecco perché non trovi pace. Quando tradisci non tradisci per qualcosa che lei TI FA (non c’eri) ma cerchi di compensare il fatto che è la tua GR a farti soffrire. Io non giustificherei tanto più un tradimento per qualcosa che ho fatto dieci anni fa, mi segui?
Le opzioni che ti dai sono: restare/soffrire/tradire – andarmene/rinunciare/soffrire.
Soffrire/soffrire.
In questo senso no, non affronti. Non si tratta di soffrire cercando equilibri sofferenti.
Ciao e buongiorno a tutti. Risento Rambo che combatte con la sua Gr, cercando soluzioni che gli allevino le sofferenze, e lo stesso Wind; e voglio solidarizzare con loro NON come ex GR, ma come post GR.
La differenza consiste nel fatto che, “temo”, che la sindrome non scomparirà mai dentro me, ma, come ho già detto su questo forum, ora so almeno di poterla controllare.
Come? Facendo altro, impegnandomi in nuovi progetti e interessi, anche banali se si vuole, ma, (e lo dico per la centesima volta) mettendo me stesso al primo posto dei miei interessi. Non egoisticamente, attenzione, ma solo come accettazione del fatto che mitizzavo troppo l’immagine della mia compagna, come inconscia proiezione dei miei ideali femminili.
La “caduta degli dei”, che è derivata dalla scoperta di un “passato” di lei che immaginavo diverso, mi ha fatto fare un bagno di “umiltà” per quanto riguarda una visione, forse un pò presuntuosa, che avevo di me e di quanto mi “spettasse” sotto il profilo sentimentale.
La mitizzazione del partner, o dell’ideale di partner che più o meno consciamente ci portiamo dentro, è SEMPRE portatrice di delusioni. Lo è stato per la mia lei che aveva proiettato sul mentecatto “sogni” cresciuti nell’adolescenza e naufragati per conclamata insipienza del soggetto; ed è successo a me con lei per eccesso di “madonnizzazione” nei suoi confronti.
Questi “sogni” sono retaggi propri dell’età giovanile; che è bello che si protraggano nel tempo, come nel mio caso, ma che prima o poi sono destinati a finire. “I sogni finiscono all’alba” si dice, ed è vero. Anzi, prima finiscono meglio è, perchè la realtà prima o poi presenta il conto, e tanto più è salato quanto più è durata l’illusione .
Rambo, Wind, siete così giovani che vi state ancora “conoscendo. E’ chiaro (come lo era per me)che l’immagine proiettata dal partner diventava un indicatore importante del valore e la stima che ognuno ha di sè; quasi come il possesso di uno “status simbol”. Non può e non deve essere così se si vuole stare bene; e lo dico perchè con me sembra abbia funzionato.
Per quanto mi riguarda, oggi sapere che la mia lei ha perso la testa per anni per “un idiota che non vedeva essere un idiota”, non mi fa quasi più effetto. Che sia stata “la chimica”, l’istinto o la proiezione dei suoi sogni, incarnati in un poveretto che ignorava di essere visto in quella maniera così idilliaca, è ormai quasi più che irrilevante. Tutto quelli che possono essere stati “errori”, nostri e dei nostri partner, sono in realtà “lezioni” che la vita ci dà per diventare quelli che siamo diventati.
Voi siete ancora in corsa nell’imparare, data la vostra giovane età, ma come potete vedere ne a me ne a Uomo Triste mancano ancora le occasioni, nonostante l’età. E’ tutto in divenire,continuamente.
Cercate di trovare fiducia nei vostri mezzi,da soli. Non delegate ad altri il giudizio e il valore che dovete avere di voi stessi.Quando riuscirete a “volervi bene” è fatta. La GR sarà un ricordo.
A presto
ciao razzi/e
anche a me è capitata la stessa cosa, sono anche io vittima della GR. Ma in sintesi quel è il metodo migliore per uscirne? È utile rivolgersi ad uno psicologo? Per me sarebbe molto umiliante a 40 anni, con due figli grandicelli, raccontare di notti insonni perchè penso mia moglie tra le braccia di un altro. Ho provato a combattere, dedicandomi anche a molteplici attività che impegnassero corpo e mente (corso di inglese, calcio, palestra ecc…) ma alla fine il malessere ritorna sempre. Mi rincuora in parte sapere di non essere l’unico a soffrire per queste cose che, a mente lucida, riesco a definire delle vere sciocchezze. In altri momenti invece perdo il controllo di me stesso e così facendo sto deteriorando il nostro rapporto di coppia, isolandomi e trattandola male. arrivo a pensare che l’unica via di uscita è mollare tutto ed andarmene via da lei. È assurdo che per una stupidaggine del genere ci si possa rovinare la vita. Ho paura anche a parlarne con lei perché penso possa giudicarmi immaturo e di conseguenza deluderla.
Ciao “Solo”. Se ti prendi la briga di leggere uo pò di post degli ultimi mesi ti accorgerai che uscirne non è facile.Io come al solito parlo per me, e, sapendo quale tormento sia la GR, spero di dare qualche consiglio per alleviarla, ma per farla scomparire…beh. Intanto ti invito a leggere il saggio di Tolteca, (trovi le indicazioni per averlo nei post precedenti, di 8/12 mesi fa) che oltre ad essere un autorevole “moderatore” in questo forum, ha studiato a fondo la fenomenologia di questa sindrome infame.
Io ci convivo, ma non l’ho uccisa, è bene che lo ribadisca. Lavoro soprattutto sulla mia autostima, gratificandomi come posso, nel lavoro,nelle amicizie e nella cura di me, non solo fisica. La GR esordisce spesso come causa di una diminuzione dell’autostima, durante periodi di insicurezza o cambiamento. Un migliore equilibrio del rapporto con se stessi è comunque importante.
L’aiuto psicologico può avere un ruolo per inquadrare da dove nasce il problema, e io ne ho usufruito per un pò, e sono più vecchio di te, quindi non credo che tu debba vergognarti di niente laddove cerchi l’aiuto di uno specialista. Piuttosto, è difficile trovarne di bravi, questo sì, ma si può sempre cambiare. Poi, bisogna “ritarare” l’orgoglio maschile, in questo caso,anche pensando che quando lei faceva certe cose, noi (maschi) magari ne facevamo di analoghe. So che questa regola vale poco per il GR, ma è un primo passo per riprendere contatti con la realtà e soprattutto l’attualità.
Non so che rapporto tu abbia con la tua compagna, ma se ti vuole bene e cerchi di parlarne con sincerità non potrà non capirti, altrimenti dovrai trarre altre conclusioni sulla tua relazione.
Una cosa ti consiglio con tutto il cuore:cerca d evitare di “sapere” più di quanto tu già non sappia. I GR hanno una maledetta capacità di creare dei “film su misura” per alimentare la sindrome di cui si soffre. Evita con tutte le tue forze di cercare oltre nel passato della tua lei, perchè ricorda: il geloso trova sempre PIU’ di quello che cerca, e si rovina la vita.
In bocca al lupo. Blu
torno a scrivere dopo giorni di agonia, ebbene sì le mie paranoie sono tornate, non forti come prima ma abbastanza da mandarmi in crisi, per mandarle via ho dovuto faticare molto sottraendo energie per la mia vita quotidiana (sono sempre più distratta e meno produttiva nello studio).
benvenuto Solo40… non so rispondere alla domanda, ancora nessuno di noi ha trovato una soluzione definitiva e duratura per questo problema. Perchè vedi come un’umiliazione parlare con uno psicologo?
ma soprattutto vedi tanto umiliante informare tua moglie di questo problema? il fatto di trattarla male è un “normale” sintomo e magari spiegarle pian piano tutto potrebbe evitare litigi inutili… da quanto tempo ne soffri?
rispondo alla domanda di LUNA: non ho paura che il mio ragazzo rifaccia qualcosa che per me è negativo. non accetto che lo abbia fatto.punto! per me una sua storia di sesso (con la sgualdrina di turno) passata è dolorosa come un tradimento ora, non sto esagerando, per me sarebbe lo stesso dolore. Non temo affatto un tradimento, sia perchè non è da lui sia perchè non mi farebbe provare dolore più di quanto ne provo ora.
è vero che vivo quasi solo nel passato e per non stare male molto spesso devo fare un’operazione di distacco psicologico dal mio ragazzo… e tante volte mi si annullano anche altre sensazioni positive però, come la voglia di vederlo e di fare tutte quelle cose che normalmente amo fare con lui. di sicuro tutto questo non è sano!
altra cosa: io non starei mai con un ragazzo che non ha avuto altre esperienze perchè anche questo mi creerebbe comunque paranoie, avrei il dubbio che con altre potrebbe trovarsi meglio e che prima o poi potrebbe cadere in tentazione…ho bisogno del paragone ma pretendo che sia positivo per me ed in più non accetto le “botte e via”.
Blu: sto cercando di seguire i tuoi consigli dedicandomi a coltilvare le mie passioni e la mia persona, ma per ora sto altalenando tra giornate apparentemente quasi serene (quasi) e giornate disastrose… trovo rifugio solo nella musica che mi fa distrarre dalla realtà. anche io credo sia impossibile eliminare la GR dalla nostra testa, spero però di poterla controllare riuscendo ad avere più fiducia in me stessa e non delegando a nessuno la mia sicurezza. Per ora non ci sto riuscendo… forse è proprio per la mia insicurezza che pretendo dal mio ragazzo la perfezione. il mio ragazzo deve vedere in me il massimo e me lo deve dire e dimostrare ma soprattutto deve essere un massimo assoluto: presente passato e futuro!! avevo idealizzato la figura del mio ragazzo e quando ho scoperto che era uno schifo totale ero già innamorata persa. te dici che hai fatto un bagno di umiltà accettando il passato della tua donna… io non riesco a trovare il giusto compromesso tra umiltà e sicurezza…
devo ancora lavorare troppo!!
Ciao Wind; ho un figlia solo qualche anno più giovane di te,e immaginarti con questa sindrome con tutta la vita che hai davanti francamente angoscia pure me: devi trovare la forza per non farti dominare dalla GR, e sono sicuro che ce la farai.
Tu hai fatto cenno alla tua “insicurezza”,beh,il punto è quello, almeno per quanto mi riguarda, ma temo che in fondo tutti i GR soffrano di una forma di insicurezza dei propri mezzi,una sottovalutazione delle proprie capacità che li porta a fare i più disparati confronti con chiunque, compreso con il passato.
A dimostrazione di quanto sostengo,ricordo uno (forse l’unico vero) psicologo che mi è servito che mi disse: ” vede lei è il tipico esempio di persona che non sa valutare esattamente le proprie qualità. E’un uomo piacente, pilota aerei, ha una buona cultura, riesce ad essere brillante e piacevole eppure… non si piace. Lei NON capitalizza i tanti successi mentre eccede nel sopravvalutare gli insuccessi”. Beh è stata una frase che mi ha fatto riflettere, perchè il GR (almeno io) è severissimo nel giudizio che ha di se, NON si basta mai. In questo giudizio entrano, per forza, anche gli affetti, l’amore, quella persona che, in un modo o nell’altro, diventa comunque un riferimento di “valore”, che può essere di natura fisica (lui è bello e a scelto me che sono la più bella per lui),come pure intellettuale e morale. Quindi se lui/lei che adoriamo ha scelto noi è perche siamo il top. In un non GR la cosa si ferma lì e ti godi il tuo amore, nel GR partono i “confronti”, laddove non si sarebbe mai voluto che il nostro idolo avesse mai dovuto condividere alcun momento intimo con nessun altro che non fossimo noi.
Questa evenienza non solo oggi è quasi impossibile che possa verificarsi, ma (e ti sembrerà strano detta da un post GR) a mio parere non è neanche auspicabile, perchè, prima o poi, chi non ha fatto esperienze che insegnano a conoscersi e a crescere,quelle esperienze andrà a cercarle. Sai quanti ne conosco di amici e conoscenti che sono stati fidanzati 10/12 anni, prima volta per tutti e due e poi dopo un anno di matrimonio, bumm!! Scoppiato tutto. L’ho già detto in altre occasioni: non si nasce “imparati”.
Tu Wind ti sottovaluti,e non te lo dico per incoraggiarti, l’esperienza che mi viene dall’età fa capire molte cose delle persone, e so che la tua “ipersensibilità” è un indice di intelligenza che, nel caso della GR, indirizzi contro di te e chi ti ama. Cambierai sentiero col tempo, come sono riuscito a fare io con la “volonta”, anche se la GR non mi ha abbandonato, come ho avuto modo di dire, ma NON comanda più lei.
Un altra cosa che mi disse quel professore fu: “Lei si sforza di voler dimostrare a questo e a quello quanto vale; la smetta, alla sua età non deve dimostrare più niente a nessuno. Se avesse 20anni le direi che se ha qualcosa da dimostrare lo deve sì fare, ma a sè stesso…”
Hai capito Wind? Sei tu al centro della tua vita, non il tuo lui, che pure ami. Vogliti bene e cambierai.
Un piccolo inciso sull”umiltà”. Certo, ho abbassto il mio livello di orgoglio da datato macho mediterraneo, ma ho anche ridimensionato la troppo mitizzata immagine che avevo della mia lei.
Mi rendo conto che ha frequentato e si è innamorata di un imbecille che ha tenuto nel cuore per sei anni. Ma l’immagine che lei aveva del mentecatto era un’immagine idealizzata. Lei vedeva in quel povero sfigato quello che desiderava nei suoi sogni di giovane donna senza esperienza, che non voleva ammettere di aver fatto un errore a concedersi per la sua “sacra” prima volta ad un sbruffoncello.
Quindi, lei ha, malvolentieri, ridimensionato quell’idilliaco sogno d’amore, e io, ora, ho ridimensinato lei come essere vivente, soggetto a fare scelte sbaglite, dalle quali ha imparato. l’ho ridimendionata, fatta scendere dal piedistallo, ma non per questo le voglio meno bene, anzi, finalmente la vedo per com’è con i suoi tanti pregi e pochi difetti. Se poi l’idiota sia stata la passione della sua vita o meno sono fatti suoi se ha avuto le fette di slame sugli occhi. Ha dato le perle ai porci, ma si è rifatta con me. Pensaci. Ciao, Blu
grazie delle rispsote. se dovessi peggiorare mi rivolgerei sicuramente ad uno psicologo. meglio sentirmi “umiliato” che rovinare una famiglia. la vedo come una umiliazione perchè imamginavo che lo psicologo potesse giudicarmi immaturo, fuori dalla realtà. mettendomi nei panni delllo psciologo pensavo: come può uomo maturo, con figli, una vita modesta ma appagante, rovinarsi l’esistenza per queste “cavolate”?. nel mio caso credo si peggio delle altre esperienze lette perchè in realtà mia moglie non ha mai avuto rapporti sessuali completi con i suoi ex. alcune volte ne ho parlato a mia moglie del mo stato ma non sono mai entrando nello specifico perchè ritenevo fosseo cose futili e dicsoneguenza temevo di essere giudicato male. lei ha capito la mia sitauzione, non minimizza, anzi, mi spinge a parlare, mi incoraggia per uscire da questo stato che ci sta logorando. oltre a trattalra male sono arrivato al punto di pensare di non avere più rapporti con lei.
di questa “malattia” credo di averne sempre sofferto da quando stiamo innieme non ne ero cosciente. a vent’anni circa io ero fidanzato con una sua amica e
lei con un mo amico, ci siamo conosciuti perchè lei era la ragazza di un mio amico. dopo varie volte che ci siamo presi e lasciati con i nostri rispettivi ex io e lei abbiamo cominciato a frequenatrci come amici e mesi dopo dopo come fidanzati. all’inizo ero soddisftatto di aver avuto la meglio sul “rivale”. anche lui era nuovamente singe dopo aver avuto altre storie, e le gironzolava nuovamente attorno.
alla lunga la sensazione soddisfazione è stata sostituita dalla GR. per me è stato il primo amore. provavo sensazioni uniche soltando standole vicino, mi ritenevo fortunato che una come lei avesse “scelto” uno come me. ma non capivocome mai una come lei si fosse fatta prende re in giro da uno come lui. con il suo ex, nonostatnte tutto, siamo rimasti buoni amici.
il fatto di frequentarlo non mi pesava. si è sempre comportato bene e non c’è mai stato motivo di dubitare di nulla. dopo un inizio in cui ero geloso ma innamoratissimo, tutto è adnato nel dimenticatoio. decenni di tranquillità i pensieri sono ritornati a galla.
non c’è la ricetta magica per uscirne, rileggendo tutto credo di aver capito che per il mio caso il vero problema sia capire la causa, non curare il male. nel senso che queste sensazioni di malessere della GR sono apparse in un momento del percorso vita in cui ci accadono cose furoi al nostro controllo, in cui sono diventato meno sicuro di me stesso, in cui ho perso l’autosimara. credo sia è inutile cercare di curare il male cercando di farci confortare dal partner e sentirci dire cose piacevoli per ridimensionre i nostri pensieri contorti.
peggio ancora sarebbe restare soli allontanando la persona che amiamo perchè, premttendo che non è gisuto far soffrire chi ci ama, restando soli si rimurginano mentalmente pensieri che si ingigantiscono sempre più. ho notato che “parlarne” mi sta ha aiutato a “ragionare”. grazie
Rambo sono nella tua stessa situazione ed infatti ho tagliato i ponti. Luna tempo fa mi chiedevi cosa voleva dire essere asessuale? bè significa non avere interesse per il sesso, infatti io pur avendo 24 anni sono vergine! Il mio ex lui continua a farsi sentire, ma credo che talvolta la gr sia causata dal comportamento sbagliato degli stessi partner, talvolta non ci amano davvero..almeno così credo sia stato nel mio caso.
Ciao Solo, intervengo di nuovo per sottolineare che anche tu hai visto esordire la tua GR in una fase di “incertezza” e di insicurezza dei tuoi mezzi e capacità. Il terreno di coltura della GR è stato quello, per me e credo per tutti.
Il fatto che in un momento di fragilità psicologica si possano insediare pensieri parassiti come la GR non deve meravigliarti; succede esattamente come per le malattie fisiche, diciamo così: quando si abbassano le difese immunitarie ci si ammala più facilmente.
Il “confronto” col cosiddetto rivale non significa altro che la ricerca di una conferma del proprio valore agli occhi del proprio partner, relativamente al rapporto che questo/a ha potuto avere con altri prima di noi.
Bisogna uscire da questo circolo vizioso, non cercando la propria autostima nel “io sono meglio di lui o lui è meglio di me”, perchè sono confronti che non significano niente, nè migliorano realmente il giudizio che ognuno di noi deve avere di sè, e poi… su quali parametri si può giudicare?
A mio parere devi cercare di star bene con te stesso a prescindere da tua moglie. Con me sta funzionando te lo assicuro. Ci vuole tempo ma bisogna lavorare su di sè come se si volesse bene ad “un’altra persona”. Dedicarti alle cose che ti piacciono, coinvolgendo anche lei, essere positivo verso il futuro, fare progetti di qualunque genere, da un viaggio alla ristrutturazione della casa o a qualunque cosa che può farti veramente piacere; trovare insomma momenti di libertà con te stesso.
Il tuo timore che lo psicologo possa giudicarti è infondato, ma dimostra la tua paura del giudizio altrui e quindi la tua attuale insicurezza, che spiega la GR nei termini che ho dichiarato in precedenza. Lo psicologo è lì per aiutarti non per giudicarti, ma cercalo bravo.
Vedi come è strana la GR? Tu sei geloso di una donna che non ha neppure avuto rapporti completi con gli ex, e ti sei chiesto come potesse quella donna, che tu ami, essersi potuta “perdere” dietro un imbecille. Tu non troverai mai una risposta a questa domanda. Io me lo sto chiedendo da anni riguardo la mia lei che è veramente una persona stupenda, in tutti i sensi e da sempre, anche quando era una ragazza, ma ha perso la testa per diversi anni per un individuo senza qualità che la vita ha dimostrato essere un fallito: un buffone e per giunta brutto, quindi…
Non cercare di capire il cuore delle donne, non lo capisce nessuno, neppure loro. Pensa a quanto vali tu e non confrontarti con nessuno.
Guarda, voglio salutarti e incoraggiarti con una bellissima frase di un famoso pirata: Samuel Bellamy, un personaggio veramente “libero” che se ne fregava dei confronti con chiunque, anche con le potenze marinare dell’epoca. La frase è questa: “Io sono un principe libero, e ho altrettanta autorità di fare guerra al mondo intero, anche a colui che ha cento navi per mare”.
Questi sono gli uomini,non quegli sfigati che le nostre ex hanno potuto frequentare.Cerchiamo di assomigliare al pirata: riprendiamoci “NOI”
Cia Blu, grazie ancora, ripeto che parlarne mi sta aiutando moltissimo. in parte avevo capito il mio problema ma non credevo fosse un “male” comnue a così tante persone. io in realtà già mi stavo dedicando ad altre attività ma in questo modo stavo escludendo lei dalla mia vita. l’isolamento però mi riconduceva nei soliti pensieri velenosi allontanandomi dalla realtà. vedevo lei come la mia mente voleva farmela vedere e non come è nella realtà, dolce, premurosa, carina, innamorata e disposta a tutto per aiutarmi. mi sono destato quando ho l’ho vista piangere accusandomi di non amarla più e di trattarla come una estranea. così per brevi periodi ritornavo ad essere un marito “normale”. ma dopo pochi sprazzi di lucidità ricadevo nel buio. ora sembra che le cose si stiano incanalando sul binario giusto e sto cercando, come tu consigli, di tenere lo sguardo rivolto verso il futuro. cercherò di rimettere in moto i tanti progetti che avevo messo in pausa e spero di riuscire a non voltarmi più indietro. per adesso mi acontento di questo, tra un po spero di raggiungere la consepevolezza, come il pirata Samuel, di poter dichiarare guerra a tutto il mondo.
Rispondo a Vale, si il tuo ragionamento e’ giusto nel senso che tagliando i ponti automaticamente togli ogni sofferenza.
Pero’ tieni anche conto che non puoi rimanere da sola tutta la vita, e nel momento in cui troverai un uomo, beh e’ difficile che esso sia vergine come te……….quindi il problema e’ meglio affrontarlo che scappare da esso.
Ciao Solo,fai benissimo a confidarti con lei, e non sentirti un debole se manifesti il tuo disagio con chi ti vuole bene o con “gli addetti ai lavori”. La GR è un maledetto tarlo che quando si insedia è difficile da estirpare, ma se lo “vuoi” veramente la puoi chiudedere in una gabbia e lasciarla lì. Sentirai i suoi “ruggiti” di tanto in tanto, ma saprai come tapparti le orecchie, poi il tempo dovrà fare il resto. Inoltre, permettimi di dirtelo, il tuo caso è davvero limitato, con tutto il rispetto. Tua moglie non ha “consumato” con nessuno mi sembra di capire, si potrebbe definire un “flirt”, non una cosa seria. Se andiamo (come hai fatto) a vedere i vari post di chi ha scritto capisci facilmente la differenza.Io, per esempio, ho scoperto una relazione importante della mia lei che mi era stata descritta come una cottarella estiva quando invece è durata oltre 6 anni, durante i quali lei ha sopportato il menefreghismo, e l’opportunismo di quel mediocre personaggio di cui ho accennato, sino a giungere a livelli di umiliazione incomprensibili; e nonostante questo lo cercava sempre. E’ per quello che ti dicevo che è inutile cercare le ragioni che possono aver spinto una donna a fare certe cose, non capiremo mai perchè si ostinano a frequentare uomini che le offendono, che non le amano. Anche la mia lei è stata paziente e tollerante con me, anche se io ormai la fase acuta l’ho superata, ma il prezzo che ho pagato, come ho già detto, è stato quello di ridimensionare la sua immagine su un piano più realistico, non più idealizzato com’era prima. Ho compreso che NON si può essere tutto per la persona che si ama, ma non per questo non la si deve amare se si prova quel sentimento. Così come non si può decidere di innamorarsi, non si può neppure decidere di “disinnamorarsi”. Sono sentimenti che trascendono la volontà.
Tua moglie ha scelto te senza incertezze da quello che riesco a capire, e anche la mia me, ma quell’amore non corrisposto le ha segnato una stagione della sua vita, e non sono certo, nè mai lo sarò,che sia convinta che sia stato un errore amare un balordo che neppure la voleva:l’amore non si rinnega mai.
Di recente le ho detto che se lui l’avesse sposata (cosa che lei desiderava) sarebbe stata una buona moglie anche per lui. Certo non amata,sfruttata,e non sarebbe mai cresciuta nella stima di sè, come ha ammesso essere successo con me, ma si sarebbe accontentata, non sapendo che poteva esserci un uomo che la poteva trattare con amore. Per lei quello era l’amore, essendo innamorata.
Quindi il mio problema nasceva da un confronto tra chi NON la voleva, e a cui ha dato tutto di sè sin dalla prima volta, e chi, come me, l’ha voluta ma ad un certo punto non si è sentito più desiderato quanto l’altro.
Ora abbiamo chiarito, resta l’amore e la stima, ma lei NON è più il centro della mia vita. In quel punto ora ci sono io, senza egoismi nè opportunismi, ma con la sana voglia di volermi bene. In questo senso so che almeno io non mi “tradirò” mai.
Rambo il mio problema è più complesso probabilmente, perché oltre a soffrire di gr sono asessuale.
Gli asessuali costituiscono solo l’1% della popolazione mondiale, per cui non è semplice trovare una persona come me.
Attualmente sto frequentando il sito degli asessuali italiani, ed ho trovato un ragazzo interessante, ma abita lontano da me per cui anche se rispecchiasse davvero i miei requisiti sarebbe difficile costruire almeno per ora qualcosa di più serio.
So bene che il mio probabilmente sarà un futuro in solitudine, in fondo sono molto solitaria anche se sinceramente non so come vederla questa situazione tra molti anni, quando ahimè non sarò più giovane; d’altra parte preferisco ciò ad una vita con “la bile alla gola” in quanto oltre a vivere i sintomi comuni della gr, so di non poter dare al partner ciò che un’altra qualsiasi ragazza potrebbe soddisfare.
Dovresti cercare i motivi più profondi che ti spingono a questo, se questa ragazza è stata davvero amorevole con te, o se sei egocentrico o in fondo insicuro. A volte può anche essere il segnale che purtroppo quel partner proprio non va.
SOLO, non puoi metterti nei panni del tuo psicologo… lo stai facendo da persona che si vergogna delle sue difficoltà, che usa il giudizio e un suo (cioè tuo) parametro di giudizio, cosa che lo psicologo non fa.
Lo psicologo non giudica i disagi di questo tipo, se ha studiato per essere utile a risolverli è perché sa che sono di questo mondo, non pensi? Sarebbe come se tu pensassi che il dentista, che è lì per curare i denti, ti giudicasse perché sei andato lì con una carie.
La differenza sta anche anche nel fatto però che uno psicologo non ti giudicherebbe nemmeno se tu avessi dieci carie perché non ti lavi i denti e mangi cioccolata prima di andare a dormire.
La scelta di andare o no da uno psicologo è ovviamente personale.
Sai tu. Però se la vedi come un’umiliazione non è certo per come lo psicologo guarderebbe te, ma perché stai usando un metro di giudizio, tu, troppo severe nei confronti di te stesso. (il che si ricollega anche al discorso di BLU).
RAMBO/SOLO: allontanarsi dalla persona amata per un PROPRIO malessere, proiettato all’esterno, non è una soluzione. E non solo perché non si può stare soli tutta la vita, ma perché, tanto più perché il problema sta dentro di sè e non nella relazione stessa con l’altro, si sostituisce ad un malessere il malessere di una forte frustrazione, nei confronti di se stessi e dell’altro.
Il che non fa, probabilmente, che diminuire (conscio o no che sia) l’autostima, a causa dell'”evitamento” che, appunto, aumenta il senso di frustrazione e di limite.
Una soluzione, reale, non implica una frustrazione.
Da persona che è stata allontanata per un problema interno all’altro e proiettato posso dirti che, per quanto esista il libero arbitrio e ovviamente ogni persona sente quello che sente, e vede le situazioni dal suo punto di vista, è difficile vedere come “un gesto d’amore” il fatto che una persona ti lasci e abbandoni o ti tenga lontano/a invece di cercare di affrontare, in modo reale e costruttivo, un suo problema.
Se ami qualcuno puoi non reggere i sintomi di un suo problema se la persona implode in un problema e non fa nulla (di concreto, costruttivo) per uscirne, mentre sei più disposto anche a sostenerlo nella risoluzione di un suo problema verso una vita più serena per lui stesso ed entrambi.
Non sto giudicando nè il malessere nè il fatto che vi siano delle resistenze ad affrontare il problema in modo diverso, però credo che sia ciò (anche) che vi sta dicendo BLU. E cioé che non esiste solo l’implosione in un malessere e l’evitamento. Ma un approccio in cui l’altro non è solo una proiezione di un malessere, ma una persona con cui condividere un percorso.
BLU, ho capito cosa intendi con la frase che hai citato, ma preferisco l’idea di dichiarare pace a tutto il mondo 😛
VALE: fermo restando che ognuno vive la sessualità (o la sua assessualità) come lo sente, tu sei veramente certa di essere asessuale? Non vorrei essere invadente e non rispondermi se non te la senti. Perché la mia domanda,
credimi, non parte assolutamente da un presupposto per cui la asessualità non possa esistere o che debba per forza essere (passami la parola) “corretta”.
La mia domanda deriva dal fatto che ho conosciuto persone che pensavano di essere asessuali e non lo erano. La loro asessualità non era una condizione permanente, ma una fase della vita.
Al contempo penso che ogni individuo ha la sua storia, la sua emotività e quindi non esiste una defizione, seppure ci siano dei “sottoinsiemi” che possono aiutare il dialogo, il confronto, la riflessione.
Cioé esiste la GR e possiamo parlarne, esiste il disinteresse per il sesso e possiamo parlarne, e via dicendo, ma al di là delle analogie in quell’1% a cui tu fai riferimento davvero tutti (ignoranza mia, eh! non lo so) hanno le stesse ragioni, sensazioni, intenzioni?
Non provi desiderio, davvero, dentro di te, o vivi in un certo modo la sfera del desiderio quando implica un contatto più ravvicinato con un’altra persona, per esempio?
Comunque sia il GR di per sè, a quanto ho capito, ha delle sue proiezioni che gli causano malessere rispetto alla relazione con l’altro (e con se stesso, in primis).
E’ ovvio però, sono d’accordo con te, che se io mi relaziono con una persona che in continuazione fa dei paragoni, per esempio (e c’è chi per un SUO modo di essere, anche una SUA insicurezza, lo fa), la mia GR potrà pure rendermi più sensibile a ciò, ma di fatto anche una persona non GR potrebbe provare fastidio, frustrazione e pensare che quella non sia la persona adatta a lui/lei.
D’altra parte se una persona soffre di GR è chiaro che sta meglio se il partner non va a girare il coltello nella piaga, ma poiché tanto più è radicata la GR tanto più è facilissimo che ciò avvenga, anche senza far niente, in modo retroattivo, immagino che la soluzione, pur cercando un partner possibilmente compatibile in generale (cosa che accomuna TUTTI, non solo i GR) la soluzione, come dicevo sopra, non sta nel non vivere una storia o vivere una storia che ruota attorno alla GR di uno dei due partner, ma nel fatto che lo stesso GR faccia ciò che può per rendersi libero, lui stesso, il più possibile dall’incubo di questo malessere, liberando così la sua possibilità e anche quella del partner di vivere una relazione più serena, avendo molte più energie a disposizione per vivere altro oltre al controllo della GR.
Mi spiego? forse no.
Ma diciamo che se tutti abbiamo delle nevrosi nel momento in cui una nevrosi invade troppo la nostra vita, le nostre energie, la nostra visione del mondo, noi stessi e dei rapporti con gli altri forse merita, invece di farla diventare la nostra “padrona”, attraverso l’evitamento, la rinuncia, l’adattamento, una gestione che ci sfianca, tentare invece altre strade costruttive per riportarci in equilibrio. Come dice BLU non è che la sua GR è scomparsa, ma non comanda più lei. Penso ci sia un’enorme differenza. Che non ha a che fare con il valore di una persona, ma del suo maggiore benessere. E libertà.
Il tema della vita di coppia come obbligo sociale ha sempre racchiuso un grande interesse per me. Restare soli tutta la vita è certamente una opzione riservata a persone molto particolari (né migliori né peggiori) solo emotivamente autonome. Tra le più eccelse menti della storia spiccano gli asessuati e quelli disinteressati alla vita di coppia: Alessandro Magno, Pico della Mirandola, Torquato Tasso, Michelangelo, Milton, Locke, Newton, Kant, Tesla, per citarne solo alcuni. Qualcuno forse si sposava solo per obblighi sociali, come Dante Alighieri, che in tutta la vita non dedicò neanche un misero verso alla moglie, segno evidente che forse “sopportava” la vita coniugale. Dico questo perché se contempliamo questa eventualità (quella di vivere soli ma appagati) immediatamente riscopriamo una dimensione di forza e di autonomia. Accettare l’idea che siamo “unici e noi stessi” soli o accompagnati, ci permette di vivere senza proiettare sul partner inutili aspettative. Leggo negli interventi che chi si muove nella direzione della riscoperta dell’autonomia emotiva (Bluvito) sta procedendo bene. Il geloso retroattivo non può vivere in simbiosi con il/la partner, deve radicarsi in altre strategie di convivenza emozionale, la simbiosi come scambio equilibrato di due organismi affettivi su questo terreno non è praticabile. Il geloso retroattivo ha bisogno di respirare maggiormente fuori dalla coppia che nella coppia; di camminare di più da solo che a braccetto; deve cercare più spazi personali e meno spazi condivisi. La coppia per lui/lei sarà un rifugio e mai un eden; laddove cercasse il paradiso nel rapporto di coppia non lo troverà, per lo meno non nei termini illusori edificati dall’inganno contemporaneo, che spaccia la coppia per un “luogo di massima realizzazione individuale”. Più autonomia emotiva = più serenità.
Tolteca ha sottolineato perfettamente la condizione in cui attualmente mi trovo e che mi sta portando,seppure lentamente,alla scoperta di una serenità e una consapevolezza che prima non c’era, anche prima dell’esordio della GR: la mia autonomia emotiva.
Non è paradossale se dico che la “visuale” che oggi ho della mia compagna è assolutamente più appagante di quanto non fosse prima, in quanto semplicemente più “vera” rispetto a quelle che potevano essere le mie proiezioni “ideali” su di lei, provenienti forse dalla educazione e da retaggi culturali.
Amando profondamente la mia donna, non sarebbe stata una soluzione l’abbandono, ma solo una dichiarazione di sconfitta, che inoltre non avrebbe mai risolto la mia GR. Era necessario lavorare “dentro” di me
Come ho già avuto modo di dire ho dovuto riconoscere in me stesso una quota di orgoglio “male indirizzata”, sicuramente derivante da una cultura “maschilista” dove i pesi e le misure non sono mai identici nei due generi maschili e femminili; disequità spesso accettata e “incoraggiata” dalle stesse donne cresciute IN quella cultura.
Leggevo oggi una frase che mi ha colpito: “essere uomini non significa andare a letto con le donne”. Credo di ritrovarmi in questa definizione, che spesso ha caratterizzato un mio modus vivendi; non necessariamente legato “all’esercizio” di cui sopra, quanto alla prevalenza di una certa “machità” rispetto a quelle che dovrebbero essere le peculiarità di un uomo maturo, che sa accettare gli altri mantenendo la propria individualità.
Quando ho compreso che dipendevo troppo dall’immagine “idealizzata” di mia moglie, e che questa era solo il frutto di una forma immatura, ancorchè in buona fede, di amore, ho intravisto il famoso “sentiero” di cui ho accennato in precedenza,che ripeto: HO VOLUTO imboccare, e che mi sta portando verso quell’autonomia emotiva di cui parla Tolteca, con il risultato dell’equazione: autonomia emotiva=serenità.
Quando di recente sostenevo che la mia lei NON è più al centro della mia vita, a qualcuno può suonare come una forma di rivincita egoistica. Si sbaglierebbe: è esattamente il contrario. Mi accorgo ora di quanto egoista lo fossi prima; di quanto quella forma di possesso e gelosia non fosse amore vero, seppure in buona fede, ma un “surrogato” non criticabile” del tipo: “come si fa a dire che non la ama se ci tiene così tanto?”. Ammettiamolo invece: la gelosia è una forma di egoismo, anche se può apparire lusingante. Portata agli estremi che i GR provano, è distruttiva, e io non volevo distruggermi nè distruggere una donna che mi ha dedicato la vita, che stimo fortemente e che non lascerei mai.Quindi non c’era scampo, o “suicidarmi” sentimentalmente o cominciare una nuova “way of life”. Ho scelto la seconda, e ogni giorno migliora il mio stato d’animo e la mia autonomia.
E’ per questo che citavo la frase di Samuel Bellamy, non certo per aspirazioni belliche, ma perchè non mi spaventa più niente, perchè ora sono padrone di me stesso.
Blu
BLUVITO e TOLTECA: per alcune persone, non necessariamente GR, l’idea di un’autonomia cozza talmente con l’idea di coppia da vivere in due estremi opposti: rifuggire totalmente da ogni relazione, temendo di venire fagocitati, soffocati, impediti, lesi, sentendo un cappio al collo solo all’idea di, oppure il sentirsi in colpa, traditori di un ideale, quasi di perdere la propria stessa idea di amore, anche ad andare a bere un caffé con un’amica o un amico, di avere un passatempo, di non vivere totalmente in funzione di.
Nessuno dei due opposti è sinonimo di libertà, per quanto i fuggitivi del primo tipo (parlo appunto di estremi, per semplificare) si possano fare portatori del loro vivere liberi (ma rinunciare per “terrore” è identico a dire di no con consapevole e reale serenità?), anche adducendo motivazioni come “gli uomini sono tutti prepotenti/le donne sono tutte castranti” ecc, e per quanto i secondi spesso dicano di essere felici di un loro “sacrificio estremo” (non necessario) e possano anche guardare storto coloro che, serenamente, riescono a non sentirsi in colpa, nè vengono fatti sentire in colpa, se fanno un corso di taglio e cucito o vanno a vedere una partita allo stadio e non vivono queste cose come scollamento dalla coppia, e non dimenticano la persona che amano certamente.
Il problema di idealizzare qualcuno, BLUVITO, o l’idea della coppia e dell’amore è che spesso impedisce di conoscere veramente chi abbiamo davanti, ma anche di evolvere nella propria educazione sentimentale e relazionale.
Fermo restando che ciascuno di noi ha una sua idea dell’amore e della coppia, che gli deriva non solo dal carattere, dalla personalità ma anche da ciò che ha visto in famiglia e che in qualche modo tende a “ripetere”, o considerare come modello naturale o come modello invece da cui discostarsi e non ripetere, permettendoci di conoscere noi stessi e l’altro nella vita reale, e non solo attraverso i nostri ideali e modelli, penso ci facciamo un favore, di espansione, e lo facciamo anche a chi condivide la vita con noi.
Quindi non stento a credere che BLUVITO si senta molto più libero oggi, e nel senso che intendo io, e niente affatto meno innamorato, di quando era prigioniero di ideali, ma anche di schemi lesivi.
Personalmente ho sempre dato importanza al sentimento, agli affetti in genere, alle relazioni umane. Ho gli stessi amici da trent’anni, avendo coltivato i rapporti con chi lo ha reciprocamente fatto con me, ma mi piace accogliere anche nuove, positive, amicizie nella mia vita.
Le relazioni di sesso non hanno mai suscitato il mio interesse, e le relazioni d’amore sono sempre serie, quotidiane, connotate da una forte condivisione che non ho mai vissuto però come una reciproca “fagocitosi”. Per me la libertà è importante, lo è sempre stata fin da quando ero bambina. Ma non ho mai visto la libertà come un qualcosa in antitesi con l’amore. Anche perché per me la libertà non è
una “libertà sessuale”, o il fatto di prendere decisioni fregandomene dell’altro o cose del genere.
Ci sono degli interessi che sono nati in me quando ero piccolissima e che ho sempre portato avanti nella vita.
Fanno parte della mia personalità e sono interessi che fanno parte anche del mio equilibrio.
Il fatto di averli, e di viverli in autonomia, cioè di non avere bisogno dell’amore per viverli e coltivarli, non fa di essi qualcosa che toglie qualcosa al mio amore per una persona nè fa di essi qualcosa che voglio vivere al di fuori della vita di coppia.
Prova ne sia che non ho mai cercato qualcuno che avesse gli stessi miei identici interessi o facesse il mio lavoro, non è mai stato un discriminante, ma al contempo mi sono sempre innamorata di persone che rispettavano quei miei interessi “nati con me” come parte della mia personalità e anche del mio equilibrio.
Se domani mi innamorassi di un medico, che sin da bambino ha saputo che avrebbe voluto curare le persone e salvare delle vite umane e fossi gelosa del fatto che lui ama la sua professione rovinerei la mia vita e la sua. Se mi innamorassi di un medico e fossi gelosa del fatto che si chiude negli sgabuzzini con le infermiere durante i turni di notte (se fosse vero, intendo) sarebbe una cosa totalmente diversa.
Se io avessi una mia autonomia emotiva, pur amando e considerando comunque un tesoro prezioso la mia relazione, e vivessi una relazione con una persona che vive allo stesso modo, probabilmente riuscirei ad incontrarmi con questa persona sia sul piano del sostegno anche quando uno dei due, indifferente se uomo o donna, deve correre di più e l’altro, che arriva prima a casa, mette a cucinare la cena o porta i figli all’asilo, sia sul fatto di organizzarsi per trovare quel prezioso tempo, appena possibile, per vivere uno spazio di coppia di reale importanza e qualità.
Le coppie che hanno un certo margine di autonomia emotiva non sono meno unite di quelle che non ne hanno. Sono invece spesso coppie in cui gli individui hanno la sensazione di poter evolvere e di evolvere al contempo insieme alla coppia.
E non credo che questo sia un ideale, perché conosco coppie così. Ed è anche la dimensione di coppia che io ho vissuto (e che ha vissuto anche chi stava con me) finché qualcosa è scattato nell’altra persona. Una forma di gelosia non retroattiva, ma comunque una forma di gelosia per cui anche il fatto che io stessi preparando una tesi di laurea era considerato “un tradimento”.
Quasi che io amassi di più i libri (che pure mi appassionavano, e meno male, perché altrimenti alla fatica e l’impegno si sarebbe aggiunto un senso di frustrazione che avrei portato anche nella coppia) della persona che invece amavo. Ma fu una sua insicurezza, perché sino a quel momento aveva vissuto serenamente il mio, nostro modo di essere.