Sono un uomo infelice, distrutto dalla gelosia retroattiva
Riferimento alla lettera:
Tutto cominciò più di 24 anni orsono! L'allora mia fidanzata (oggi mia moglie con più di 20 anni di matrimonio felice alle spalle) 19 anni lei e 18 anni io ci siamo conosciuti ed è stato amore a prima vista, grande amore! Il primo anno trascorse in maniera meravigliosa, tanti...
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Data di pubblicazione: 5 Giugno 2007
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Categorie: - Amore
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Sì, saluto anch’io con piacere “Uomo Triste”, attraverso il quale ebbi il primo contatto con questo forum. Come Wind, anche a me sembra di aver percepito una certa serenità nelle parole da lui espresse; serenità che, comunque sia stata conquistata, è sempre un indicatore di positività.
In fondo la sua storia ha molti punti in comune con la mia, nelle quali, alla fine del “tunnel” di questa sofferenza, vi è l’emergere di un immagine diversa delle donne che amiamo rispetto all’idea che ce ne eravamo fatti in precedenza.
Sono anch’io molto curioso di seguirne gli sviluppi che si sono succeduti in questi anni; capire se e come anche lui è cambiato e eventualmente sapere com’è ora il rapporto con la donna che le ha fatto nascere la GR, ma soprattutto come egli la “vede” dopo questi anni di sofferenze.
Ma quello che che vorrei conoscere veramente è quale rapporto ha ora con sè stesso; perchè ritengo che questo sia uno dei cardini della svolta che un GR dovrebbe fare per cambiare la propria vita.
Un saluto a tutti e un bentornato a Uomo(spero non più)Triste.
Blu
Wind Girl volevo farti notare che dipendi già da un meccanismo, del quale sei dipendente: quello della GR. Il timore che emerge dal subconscio è normalissimo, è la tensione che si profila di fronte alla prospettiva di un cambiamento. Anche il solo pensarlo genera una ribellione del subconscio, che si è abituato a questo quotidiano inferno personale. Ormai conosci e vivi con sofferente sicurezza una condizione che, tutto sommato, rappresenta uno scenario noto. Se pensi di poterlo modificare la tua parte profonda si ribella, finanche la prospettiva di un miglioramento e di una liberazione produce uno scontro di due volontà. Se vuoi sapere fino a che punto puoi neutralizzare la GR devi fare un tentativo. Dipende da te.
Un caloroso saluto a uomotriste che inconsapevolemente ha dato il “la” per una discussione infinta. Dico questo perché credo che la sequenza di messaggi proseguirà per molti anni ancora, con vecchi e nuovi frequentanti. Mi auguro i vecchi a fare da tutor ai nuovi.
WIND, il tuo quesito spontaneo ci stava, come dice TOLTECA è naturale. TOLTECA ha osservato e sottolineato in modo molto acuto e puntuale il concetto di resistenza. Non conosco nel dettaglio i consigli di tolteca, ma immagino non si tratti di una semplice sostituzione di ‘antifurti psicologici’ e di dipendenze. Non credo si tratti di sostituire una sorta di ‘rituale ossessivo interno’ semplicemente con un rituale esterno. Le tue perplessità son molto comuni in chi soffre. Teoricamente chi soffre di disturbi compulsivi, ansia, panico, depressioni, fobie, dipendenze che limitano e angustiano la vita pur di star bene dovrebbe dire ‘andrei anche a piedi scalzi tra i rovi’ per stare meglio. In realtà molti anche per la paura di smantellare gli antifurti finiscono nella rete passiva di maghi e ciarlatani. In un’altra forma di dipendenza.
ma è il concetto stesso di dipendenza, il sentirsi imprigionati e quindi fragili, a mettere a rischio o a far sentire a rischio. In realtà è proprio lavorando sulle proprie risorse di indipendenza, autostima che una persona scopre ‘un altro mondo’, in sé prima che fuori. Il concetto centrale non è mai la perfezione, ma l’equilibrio. E l’equilibrio è dinamico. Ciò che produce un senso di fissità son però anche le quantità di energie che usiamo per adattarci ad un qualcosa che consideriamo immutabile. Puoi fare molto affrontando realmente la tua gr prima di dire ‘è immutabile’ e anche se il percorso è faticoso lo è comunque la gr stessa. Se anche la tua gr diminuisse soltanto comunque, credo, ci avresti guadagnato. Nessuno di noi è esente da nevrosi. Ma quando una nevrosi, fobia, etc ci limita e abbiamo la sensazione che sia lei a gestirci più ancora che viceversa, per quanto usiamo infinite energie per adattarci e gestirci, spesso, insieme alla naturale paura di toglierci puntelli e antifurti, nasce la voglia di stare meglio e essere più liberi. Di tentare questa scommessa. Per quanto faccia anche molta paura.
Io ho capito che la mia gelosia retroattiva è dovuta principalmente a 2 motivi:
– il diverso trattamento rispetto alle ex: a loro faceva un certo tipo di regali, cene( con me non ha mai nemmeno fatto quella di fidanzamento), o presentazioni in casa. Io non sono mai nemmeno stata a casa sua!
-tutti i dettagli intimi che mi ha raccontato: conosco persino la differenza di dimensioni tra le sue 2 ex. Rendetevi conto!!!
Allora mi domando, sono io quella malata? quella che ha fatto male a chiudere? vorrei un confronto con qualcuno perché sto impazzendo!
Carissima Vale, nel tuo messaggio n° 742 hai scritto (cito testualmente): “ma perché noi gelosi retroattivi dovremmo fare astrusi percorsi da strizzacervelli?”
Lettura dispregiativa per indicare possibili percorsi di miglioramento.
Credo che la risposta te la sia data da sola, è la chiusura del tuo ultimo messaggio.
Ciao Tolteca, scusa non ho capito cosa intendi. Io ho provato a fare una riflessione dopo aver letto numerosi commenti, ho cercato di darmi un perché di questo. é solo che anche in questo caso non riesco proprio ad intravedere un mio torto, per questo che chiedevo ulteriori pareri a seguito di una mia successiva riflessione sulla questione.
Vale, la visione torto/ragione non conduce da nessuna parte, è il frutto di modelli etici e morali che, in quanto tali, vedono un vincitore e uno sconfitto (in termini simbolici). In questo caso tra te e il tuo ex non c’è chi aveva torto o ragione, bensì due condotte di vita incompatibili. Finché leggerai queste due diverse storie di vita attraverso le lenti dei codici “santo/peccatore” chiaramente avrai sempre ragione tu… però stai male, segno che vorresti fare a meno di questi giudizi che sono, è vero, parte di te, ma rappresentano una parte che sta fortemente limitando e condizionando le tue possibilità di scelta. La GR deve essere accettata e non respinta, fa parte di te, per cui dopo aver assaporato le frustrazioni che genera dovresti cominciare a portare la tua attenzione su altri aspetti della vita. Tu sei una persona destinata all’amore a alla felicità, con il tuo ragazzo o senza di lui, la felicità non proviene da lui ma nasce in te; il partner è soltanto un catalizzatore. Purtroppo non posso spiegarti in poche righe tutto il percorso che occorre fare, ci vorrebbe troppo tempo. Concludo dicendoti che per sconfiggere la GR occorre diventare “un’altra persona” dal punto di vista affettivo, è un cammino che non si esaurisce in una settimana o in un mese, ma è praticabile e molte persone in questo forum ne sono la prova vivente. Mi pare di aver intuito (da alcune cose che hai scritto) che sei una persona con una spiritualità (correggimi se sbaglio); se è così hai un enorme vantaggio rispetto ad altri gelosi retroattivi. Parafrasando Gustav Jung (quindi senza scomodare verità teologiche o cristiane) chi coltiva una fede ha strumenti efficacissimi per assicurarsi una stabilità e una serenità interiore (leggi anche in chiave psicologica).
ho paura di andare a star ancora peggio se butto giù le barriere che mi sono costruita ultimamente (per combattere la GR)!! ho paura anche di perdere la mia personalità, la mia morale e di amare meno il mio ragazzo… non conosco l’amore senza GR!
comunque sono intenzionata a rischiare!!
per VALE: capisco il tuo dubbio, è difficile capire se si è GR o meno all’inizio, si tende sempre a colpevolizzare gli altri.
devi risponderti tu alla domanda: perchè l’ho lasciato?
lo hai lasciato perchè ti trascurava e non ti corteggiava?
oppure perchè non accetti che lui abbia avuto esperienze sessuali?
se è la prima hai ragione tu!! si vede che non era il ragazzo che faceva per te, era poco maturo o non ci teneva abbastanza a te…
ma se è per la seconda sei GR e hai “torto” te, se di torto si può parlare. diciamo che hai te delle insicurezze che in ogni caso non ti permetterebbero di vivire serena con lui!
Perchè lui ti ha raccontato i dettagli delle sue esperienze? sei stata tu a chiederlo?
Buongiorno a tutti. Vorrei integrare la perfetta comunicazione di Tolteca a favore di Vale aggiungendo anche un piccolo commento nei confronti dei timori di Wind.
Io credo ora di appartenere alla categoria post-GR, che non significa aver sconfitto la stessa. L’ho già detto, oggi come oggi la controllo dalla “gabbia” in cui sono riuscito a metterla, ma non è che i suoi lamenti e ruggiti non li senta, soltanto non ne sono più vittima come prima. Ma per far questo sono passato attraverso le “Forche Caudine” dell’accettazione di una certa realtà (“realtà passata”: non è un anacronismo per un GR) e una rivisitazione completa di me stesso,il tutto è costato e costa ancora sofferenze inenarrabili, ma ho raggiunto un grado di serenità che ripaga lo sforzo compiuto, che però sono certo non si esaurirà mai.
Tutti i nostri casi hanno un esito identico ma una genesi diversa. Il mio,l’ho detto 100 volte, è più legato alla parte sentimentale che non sessuale, parte questa che diventa un sottoprodotto svilito della prima quando non c’è amore ricambiato da una delle due parti, perchè quella che invece amore dà, ne viene umiliata mentre accetta ciò. Questa è la mia visione dei fatti. Quella “volontaria” umiliazione subita da lei si è ripercossa su di me come fonte di frustrazione nel confronto con il “rivale”, laddove il mio sentimento si scontra con quello inesistente “dell’altro” che pure riceveva amore dalla mia futura lei senza dare NIENTE in cambio.
Detto ciò, per venire più concretamente al tema del post, io ho preso atto della cosa e, amando la mia donna, ne accetto questo suo vissuto come un fatto legato a una “istintualità” che non riusciva a controllare (la famosa chimica) e che la portava anche ad accettare “l’errore” da cui era fortemente attratta, anche se oggettivamente non in possesso di nessuna qualità che potesse far pensare neppure lontanamente a quella “progettualità” che è necessaria per iniziare una vita assieme. Esiste, che lo si voglia o no, una sorta di animalità nei nostri comportamenti più arcaici, e il sesso è uno di questi, che poco o nulla ha a che fare con i parametri razionali. Quindi qui ho capito che non potevo che accettare che la mia lei in quell’individuo vi trovasse il “maschio” che la Natura le consigliava. Insomma, con lui la passione con me l’amore. A volte le due cose coincidono, ed è bellissimo, ma è solo con il secondo che si può vivere insieme, con la prima si ha solo la spinta riproduttiva,che la nostra “morale” sdogana spesso come amore, ma che tale non è.
Poi ho rivisto tutto il mio retroterra caratteriale, anche col breve aiuto di specialisti, e sono arrivato (ancora una volta già detto) a NON dipendere più dalla mia lei per quanto riguarda le MIE sicurezze.
La amo, la stimo, ma non è più il mio “idolo”, e sono convinto che sia giusto così. Idealizzare una persona, dal genitore al proprio partner, significa inevitabilmente averne una delusione. Accettarli con i loro limiti è essere realisti, e… maturi.
Blu
ciao a tutti. Interessante e molto importante il cambio di prospettiva, rispetto al giudizio (e all’interiorizzazione dell’agire altrui) espresso così chiaramente da tolteca e condivido pienamente il discorso sulla fede (non necessariamente religiosa). Tanto è vero che nei momenti di crisi ho proprio avvertito una ‘perdita della fede’ nel senso che io do per me a questo concetto. Bluvito, forse non tutti, ma siamo certamente in molti, ad essere sensibili ognuno per le sue ragioni, al concetto di “amore incondizionato” nel significato però che gli diamo personalmente. C’è anche chi vive con l’impressione, per essere (sentirsi) amato, accolto e accettato di dover fare cose ‘eccezionali’ che sembrano non bastare mai, mentre legge il mondo come popolato da estremi. Individui che ‘subiscono”
questa sua stessa ‘ingiustizia’ e altri che non hanno bisogno di fare NIENTE, semplicemente essere, o essere amati e filtrati attraverso un’indulgenza materna/paterna o da dolce stil novo qualsiasi cosa siano e facciano. E tanto più inconsciamente o per schema una persona è in tensione con sè, in un’esame, una pagella anche di ‘condotta morale’ per dirsi ‘io mi merito, conquisto il bene, l’altrui (mia) accettazione e (mia) accoglienza, stima, assoluzione ‘condizionata’ se faccio così o colà’, tanto più gli salta agli occhi ciò che legge come ‘immorale’ o come una strafottente assenza di quella immane -e spesso inconsapevole almeno in parte- fatica che sente lui o lei invece di fare. Un po’, al di là di una propria serena etica, come chi si chiude in casa a studiare ma non anche con un reale piacere di farlo. Ma ne sente soprattutto l’ansia, la fatica, il giudizio del risultato. E così, non concedendosi mai vere pause, guarda chi ha una condotta diversa dalla sua anche attraverso questo filtro. Ciao wind e vale!
Che dire purtroppo i dettagli me li raccontava lui senza che io chiedessi nulla! Il trattamento disparitario poi ha influito molto nel rendere più radicata la mia gr. Non credo si tratti di reali colpe. Non mi sento in colpa e non sono insicura, infatti durante la relazione non sono mai stata gelosa di nessuna. Tutto ha influito nel mio caso
Sì, Luna, ho compreso la tua spiegazione della condizione psicologica che si viene a creare in un rapporto “sbilanciato”, laddove uno dei due dà e l’altro riceve, uno “adora” e l’altro è “adorato”, uno “vizia e l’altro” è “viziato”, diciamo così. Ma è appena il caso di dire che si tratta,in fondo, pur sempre di un rapporto nevrotico, dove nessuno dei due cresce veramente, anche se il “ricevente” sembra apparentemente essere il beneficiario assoluto tra i due, quello che ci “guadagna gratis”. Ma non è così.
In realtà, come in un gioco sado-masochistico più o meno esplicito, ognuno svolge un ruolo tacitamente ben definito, nel quale ritrova pur sempre una sua identità. Un pò come dichiarato da Tolteca riguardo noi portatori di GR, che, pur soffrendone, ci arrocchiamo in una condizione che ci dà, appunto, un’identità.
Io, in maniera dilettantistica ovviamente, ma con la massima umiltà che è richiesta quando ci si avvicina alla lettura dell’animo umano, ho cercato le ragioni di questo comportamento apparentemente autolesionistico nella lunga vicenda che ha vissuto la mia compagna con quell’individuo, per il quale è scesa a livelli di umiliazione che non le riconoscevo nella vita trascorsa con me.
Per quale motivo una donna intelligente e sensibile, seppure nella prima giovinezza, si facesse rispettare dai tanti “pappagalli” che la sua avvenenza attirava e “maltrattare” dall’individuo di cui era invaghita, non mi è ancora del tutto chiaro, e forse non lo sarà mai,neppure a lei.
Tolteca molto lucidamente, tempo fa ha posto l’attenzione di certi comportamenti sulla ricerca della figura genitoriale attraverso il partner,cosa che probabilmente ha avuto un ruolo determinante nella scelta che la mia lei fece a suo tempo verso quell’individuo, riscontrandone (o credendo di riscontrarne)elementi di similitudine col carattere paterno, forzandosi a reclamarne “l’amore ,a tutti i costi”.
Ho citato questo esempio, apparentemete troppo personale per il tema che la GR richiede, solo per dire che l’accettazione da parte mia di condizioni psicologiche subconsce che ci “comandano”(poi “ufficializzate razionalmente”) non ritengo siano “moralizzabili”, tali cioè da essere configurate come “colpe” agli occhi di un GR,(ora post-GR) come sono stato nei momenti peggiori della sindrome.
Questa accettazione di una condizione, diciamo, “preterintenzionale” di certi comportamenti “autolesionistici” da parte della mia lei,la assolve in parte ai miei occhi; anche se ho dovuto constatare, con disappunto per il mio “orgoglio” maschile, che quello era evidentemente l’uomo che ha “voluto-inconsapevolmente” (sembra, ma in psicologia non è un anacronismo) al di la della ragione e della più palese evidenza della non-affinità di coppia che vivevano i due.
Quindi,a me ha molto aiutato (ANCHE) questa constatazione; quella cioè che molte nostre azioni non dipendono da una “vera volontà”, e sono pertanto “assolvibili” moralmente, anche se con “gelosa” sofferenza. Che ne dite?
BLU, concordo con la questione ‘ruolo’ e ‘identità’. Anche nella più apparente passività ‘svolgiamo’ un ruolo in qualche modo attivo, non fosse altro di adattamento e nelle ragioni per cui ci sentiamo spaesati o incapaci di difenderci adeguatamente. Ecco perché anche quando andiamo da uno specialista per un’altra persona, cioè per capire come funziona l’altro, magari cambiarlo, gestirlo, gestirci in base a, notando (magari la punta dell’iceberg o i sintomi de) la nevrosi altrui scopriamo che siamo lì per noi stessi. La questione famigliare, genitoriale a cui fai riferimento ha certamente un suo senso e fondamento, anche se ovviamente (chiaro, si riassume e esemplifica)
Come promesso eccomi; dopo 5 lunghi anni dalla pubblicazione della mia lettera un bilancio della mia storia può avere una notevole valenza, anche se ogni storia e ogni persona sono da ritenersi diverse, uniche. Vado direttamente al dunque per non tenere sulle spine chi mi sta leggendo: sto ancora con mia moglie, quest’anno a luglio sarà il nostro 25 anno di matrimonio, tutto bene voi direte, in un certo senso sì, ma un’analisi a freddo è doverosa da parte mia. Ho letto con interesse molti interventi di Tolteca e mi trovo daccordo su tutti i punti da lui affrontati, vorrei aggiungere qualcosa però rivolgendomi a tutti quelli che stanno vivendo fasi acute della GR: è mia opinione che la gelosia retroattiva non è una malattia! Parlo almeno per me e per la mia esperienza di vita; non ho avuto un’educazione rigida e restrittiva, non esistono in me limiti di carattere religioso, non ho problemi di nessun tipo con la mia autostima, anzi, ne tantomeno insicurezze o ansie esistenziali, non ho nessun tipo di problema con l’altro sesso. Ci son cascato anch’io, voi direte perchè? Troppo perfezionista! Le cose le ho volute sempre fare bene e mi hanno sempre dato fastidio le cose riuscite male, immaginate quanto fastidio mi da il pensare che la donna della mia vita habbia fatto tutto prima con un altro, ma a differenza delle cose materiali che puoi disfare, distruggere, annientare, vendere, quando c’è di mezzo l’amore tutto ciò che può essere razionale e materiale cede il passo. Morale della favola: con i sentimenti o ci pensi prima quando non sei emotivamente troppo coinvolto oppure te ne fai una ragione e soffri tutta la vita. Si avete capito bene, “soffri” perchè è una cosa umana e naturale che ti dia fastidio sta cosa, è innaturale il contrario al massimo. Però devi imparare a conviverci perchè come qualcuno giustamente ha asserito ci sono cose nella vita anche ben più importanti. Ognuno sviluppi i propri metodi ma vi posso assicurare che è umano e fisiologico essere infastiditi dal passato discutibile del partner. Devo aggiungere che in questo mondo ci sono tantissime persone che non vengono e non verranno mai raggiunte da tale problema, penso ai miei genitori che hanno passato una vita assieme ed entrambi hanno avuto un rapporto in esclusiva, penso ai miei nonni, penso a tante e tante coppie che conosco anche giovanissime; ho un collaboratore giovane che l’anno prossimo si sposa, lui 28 lei 27, assieme da 10 anni rapporto in esclusiva, coppia modello, ma potrei continuare; bene, loro non capiranno mai questo tipo di sofferenza. Quello che voglio dirvi è sostanzialmente questo: “è una cosa umana”!!! Devo anche ammettere che mia moglie ha cambiato pure tipo di atteggiamento a riguardo, non scendo troppo nel dettaglio per non essere prolisso, ma ha ammesso in pieno i suoi errori di gioventù ed ha capito totalmente il male che incosapevolmente mi ha addossato; del resto è una donna splendida e di null’altro potrei accusarla. Un caloroso saluto a tuttti.
BLU, dicevo della questione famigliare… anche se ovviamente ogni individuo ha la sua storia interiore a sè.
Diciamo che non è solo che si può andare a cercare un certo tipo di partner per conquistarlo come dicevi tu, non essendo riusciti a “conquistare” il genitore, o che si può inconsciamente cercare di rivivere (ma sarebbe inconsciamente più per risolverlo, anche se manca la consapevolezza di ciò) un trauma…
c’è anche il fatto che si può NON riconoscere un partner con alcune caratteristiche perché si ha una famigliarità con quelle caratteristiche. Non è quindi che si cercano, ma non si riesce ad individuarle in tempo. Oppure per esempio un figlio che in famigiia ha incarnato spesso il ruolo del “risolutore” dei conflitti senza rendersene conto anche in coppia, di fronte alla tensione e il conflitto, potrà sentirsi portato a ricoprire quel ruolo. Comunque sia la molestia morale e psicologica o affettiva non presuppone per forza che via sia, nella vittima, o comunque insomma in chi partecipa ad un drammatico passo a due, dell’autolesionismo di base o ricercato inconsciamente.
Se sei interessato all’argomento ti consiglierei il libro Molestie Morali di Marie-France Hirigoyen spiega molto bene delle dinamiche, sfatando anche dei luoghi comuni.
UOMOTRISTE: anche l’ansia, la depressione, come il pensiero ossessivo e compulsivo sono umani, certamente. ciò non significa però che non siano manifestazioni di disagio. Sono ovviamente contenta per te per l’equilibrio ritrovato con tua moglie e le risposte che ti dai, ma la mia (personale, certo) opinione è che la questione non sta in cosa un partner ha fatto prima di noi, ma nella nostra sensibilità a riguardo e nel modo in cui affrontiamo questa nostra ipersensibilità. Altrimenti nessuno potrebbe più mettersi con nessuno, oggidì, tranne che nei primi anni di liceo, senza vivere la cosa come una malattia. Eppure per quanto un certo livello di fastidio e gelosia sia comune a tutti, chi più chi meno, chi si lamenta della sua GR ne parla come di un disagio quasi invalidante. E qui sta la differenza. E così ne parlavi tu nella tua lettera.
Poi se non erro lì la questione era che avevi saputo solo in seguito delle cose che riguardavano il suo passato. Fermo restando che nessuno ha l’obbligo di raccontare il proprio passato e può scegliere di non raccontarlo non perché se ne vergogna ma perché dallo stesso modo in cui il partner lo domanda si capisce cosa potrebbe farlo stare male, è chiaro che lo scoprire che una persona ci ha mentito crea uno stato di confusione e malessere.
Però è diverso da pensare che una persona debba farsi perdonare da noi per qualcosa che ha fatto ancora prima di conoscerci.
L’idea che sia così invece, al di là del disagio della gelosia, è una cosa che ricorre moltissimo nei GR.
E certe giustificazioni sono un po’ come la differenza tra il dire che a nessuno piace stare in un ascensore bloccato per giustificar che non si sopporta di prendere l’ascensore neanche per due piani.
Uomotriste forse proprio come i tuoi nonni o genitori, o esattamente anche come i miei genitori io cerco un rapporto di esclusiva. Non si parla solo di gr, ma anche del fatto che purtroppo queste persone dal passato promiscuo certamente non riescono a dare al “nuovo amore” tanto quanto hanno dato al precedente. Se leggi i miei commenti capirai cosa intendo. Sei fortunato però di aver trovato una donna che ti ha compreso, e questo non è da tutti. Un saluto
per uomotriste e vale:
secondo me non dipende dal passato discutibile… conosco persone che stanno con partners che hanno avuto vite sessuali molto attive ma non hanno nessun tipo di problema, addirittura ne parlano con disinvoltura dicendo “si è già divertito, ora vuole una storia seria con me”. come se contasse solo il presente, cosa per me impossibile da pensare!!
il problema siamo noi! non so se è una malattia vera e propria ma non è di sicuro una cosa che fa vivere in modo sano… io mi considero “malata” avendo un vero e proprio disturbo ossessivo. non so voi cosa avete, quali sono i vostri sintomi, quindi parlo dei miei: i miei “film” le altre persone non li hanno. fino a prova contraria un film (in cui il mio ragazzo fa sesso con le sue ex amanti) che gira in testa non è una cosa “sana”. Ora ho imparato a bloccarli ma è molto faticoso e i concetti negativi rimangono, per me un passato discutibile mette in discussione il presente. magari siamo noi quelli sani e gli altri menefreghisti… fatto sta che siamo diversi e fuori dalla normalità!
Parlavo con mia mamma (che è anche una donna di sani principi che si è concessa solo a mio padre, mentre mio padre non ha avuto solo lei) e le ho chiesto se lei avrebbe accettato come partner un uomo che in passato ha fatto il porno attore e mi ha detto “se non lo fa più sì!!”. cosa assurda!! e così ragionano tutti quelli che mi circondano… non so se avete fatto sondaggi anche voi…
Anche a me sembrano assurdi tutti gli altri e mi sento giusta io, però analizzando il mondo mi sono accorta che sono io la strana!
un saluto a tutti quelli che stanno scrivendo, soprattutto a LUNA e BLUVITO… a dir la verità capisco molto poco quello che scrivete, non perchè scrivete male voi ma perchè di psicologia non so proprio nulla e molto concetti non li seguo… recupererò!! 🙂
wind, mi dispiace se risulto poco chiara. Non è mia intenzione! Forse, perdonami, svolgo ‘peggio’ dei concetti perché sto vivendo un mio periodo più impegnativo e quindi anche la stanchezza, nonostante le buone intenzioni, forse mi rende involontariamente più ‘criptica’. E’ vero che certi concetti, se non affrontati prima, possono risultare più oscuri al momento, però se hai la sensazione di entrarci poco mi dispiace. Comunque tu invece hai spiegato molto chiaramente perché vedi come un disagio la tua gr. Il ‘sondaggio’ può esserti utile anche a isolare i tuoi film come una manifestazione d’ansia (cioè una tua interpretazione della realtà e una reazione di cui puoi mettere anche in conto di fare a meno, dandoti un’apertura maggiore di reazioni, sensazioni, considerazioni) ma più che metterla su un piano di normalità/anormalità vedrei la cosa in un’ottica di maggiore o minore serenità individuale. Se la tua gr è per te un disagio e lo affronti costruttivamente sarai tu a sentirti più serena
VALE: chi lo dice che le persone dal passato ‘promiscuo’ non riescono a dare al nuovo amore quanto al precedente? Questa è un’idea della gr, non è un’incontrovertibile, assoluta verità. Però chi la vede così pensa di ‘possedere’ questa verità assoluta, per quanto gli causi frustrazione e disagio anche fino al dolore. E’ il ‘bello’ è che pensa di possedere una sua verità che però starebbe in qualcun altro. ‘io SO che TU’. In realtà gli individui non sono un’indistinta massa di persone che, a seconda abbiano avuto relazioni sessuali o sentimentali, funzionano TUTTE allo stesso modo. E peraltro c’è anche chi non sa dare e darsi al suo amore pure fosse l’unico da sempre e su un’isola deserta. Il gr nega l’esistenza anche di un’educazione sentimentale che un’individuo può vivere e conoscere nel corso della sua vita, acquisendo e non perdendo pezzi di sè attraverso esperienze. Anch’io vivo l”idea della coppia e dell’amore come i nonni e i genitori ma l’esclusività non è un concetto retroattivo. Se parliamo del fatto che non starei con una persona che REALMENTE fa dei confronti, palesa dei sospesi, ti do ragione. Però il concetto che hai espresso in senso generico è da gr. Perché non si basa sui fatti, sul rapportarsi con una specifica persona e il modo in cui si rapporta con il suo passato ma su un’idea precostituita.
Fa piacere risentire “Uomotriste” a distanza di 5 anni con un ritrovato equilibrio emotivo. Mi ritrovo in quello che ha scritto, in quanto a mia volta credo di aver trovato lo stesso equilibrio, per la necessità e il desiderio di voler “vivere”, che in fondo, in maniera differente accomuna tutti i partecipanti a questo forum,altrimenti non ci ritroveremmo qui a parlare, anche a lamentarci, ma tutto sommato a vedere tra le righe di queste decine di post se si intravede una luce in fondo al tunnel della GR.
Uomotriste ha “accettato”, come io stesso ho fatto e sto facendo con il passato sentimentale della mia compagna, ma non ne sono uscito indenne, non sono più quello di prima, e non so se anche per l’iniziatore di questo forum sia la stessa cosa.
Si esce come da un “lutto”; in parte rassegnati e in parte induriti e anche un pò più cinici, ma in definitiva più maturi e realisti, dopo che “l’idealizzazione” del partner scompare, per far posto al fatto che non si potrà essere “l’unico” per nessuno in fondo.
Vale ha citato una piccola ma significativa frase,nella quale io mi ci ritrovo e, penso, anche voi se ci pensiamo bene, che cita grosso modo così:” quanto è stato dato in precedenza dal proprio attuale compagno/a, ad altri partner, non può essere dato a noi, e comunque non nello stesso modo”.
Questa “privazione” noi Gr, o post GR, che si sia, la sentiamo in maniera evidentemente esasperata, ma la sentiamo, e da lì parte l’ossessione.
Di recente ho scritto su un mio “diario”, che un giorno la mia donna leggerà, che ha fatto bene a non parlarmi, all’inizio del nostro rapporto (peraltro nato con un “colpo di fulmine) di quella sua storia nei termini che io, poi e per caso, ho scoperto nella sua intensità, perchè probabilmente mi sarei sentito nell’impossibilità di muovere i suoi sentimenti sino a quegli estremi; dove accettava cioè un uomo che non la voleva ma che lei voleva,il quale, approfittando vigliaccamente di questa sua “debolezza”, le ha mortificato l’identità di di donna e di persona, soprattutto dal punto di vista della dignità morale oltre che di quella sessuale. Un errore, qualunque fossero stati i motivi che la spingevano verso quell’individuo, figura paterna o altro che fosse.Infatti lei ha glissato con me “solo” su quella “storia” e non sulle altre due, dove c’era reciprocità nel rapporto.Infatti non posso sentirmi geloso di chi,in qualche modo, le ha voluto bene. Verso questi, paradossalmente, lei ha sentito meno trasporto, tanto che quando finivano queste storie era sempre “lui” che cercava.
Uomotriste ha ragione nel dire che il GR è in fondo un perfezionista, lo è soprattutto verso il proprio partner, nel quale proietta gli ideali di “perfezione” del proprio oggetto d’amore, non sopportando,(nel mio caso per esempio) che sia stato umiliato, squalificato, da qualcun altro. Non so se per U.T. e per voi vale la stessa logica che ho espresso.
Provo molta tenerezza per Wind, che col suo candore nel dichiarare di “non capire” >>
gli astrusi concetti che a volte si esprimono su questo forum (i miei più degli altri, temo) a dimostrazione di quanto la mente GR elabori pensieri forse più di quanto dovrebbe. Qualcuno ha detto che il geloso trova più di quello che cerca, e forse la causa sta proprio in questa architettura della mente GR.
Wind però mi trasmette con quelle sue parole e con la sua modestia nel dichiarare che “recupererà”,una grande e giovanile voglia di vivere. Una energia che,quando avrà superato,accettato sè stessa per quello che è e che vale (che mi pare tanto)sarà in grado di godere pienamente il suo rapporto con l’uomo che ama, perchè mi appare come una giovane donna che vuole e sa dare tanto.
Wind, io sono riuscito a “liberarmi” dagli artigli della GR proprio lavorado su me stesso, l’ho già detto, e mi permetto di ribadirlo perchè ne vedo gli effetti. Certo, ho detto anche che non sono più lo stesso Blu di prima, ma il cmbiamento è una costante della nostra vita. Forse mi manca un pò il “caciarone” che ero prima, ma le caratteristiche fondamentali sono sempre quelle. Sono un pò più smagato, più cinico, sicuramente più realista, ma sicuramente e finalmente sereno ed è un enorme traguardo.
Come dice della sua compagna U.T., anche la mia compagna è una donna stupenda e come dice lei, il merito della sua crescita sta principalmente nell’amore, la stima e l’ammirazione che le ho dato in tanti anni di convivenza, ampiamente da lei ricambiati.
Il fatto di aver scoperto che ha vissuto una storia con un uomo che non ha saputo amarla,non è stato in grado di vederne la “bellezza” umiliandone l’amore che lei le offriva, può offendere il mio orgoglio di “maschio” ma non scalfisce la stima che come uomo ho di lei. Lei con me ha trovato un terreno fertile, e i “semi” che metaforicamnte vi abbiamo piantato hanno dato frutti ricchi e “saporiti”. L’altro era il “deserto” e tale è rimasto. Lo compiango, per aver buttato via un tesoro, che invece ho trovato io.
Spero sia così anche per voi un giorno.
Un abbraccio a tutti.
Blu
BLU, la tua è una chiara e sentita dichiarazione d’amore e tu hai fatto un percorso importante. Credo anche, da quello che ho capito, e se ho capito bene cosa le è successo, che tu abbia avuto e abbia accanto una donna capace di guardarsi dentro, forte e coraggiosa. Perché incontrare ‘un deserto’ e probabilmente la molestia morale e psicologica è innanzitutto un trauma da riparare e rielaborare in se stessi prima ancora che il problema della gr e dell’orgoglio maschile ferito nel partner. Comprendo, per quel che posso, da ciò che scrivi, come tu avevi interpretato il suo passato, il senso del suo passato PER TE anche nell’autoreferenzialità della gr. Capisco che, amandola, hai fatto un percorso per comprendere lei, non solo la tua gr. Tuttavia non posso fare a meno di empatizzare con lei (non in quanto donna, ma persona) per aver forse dovuto combattere due battaglie, spero non contemporanee. Ignoro infatti a che punto del suo percorso fosse lei, rispetto alla sua complessa e faticosa rielaborazione di una situazione traumatica vissuta mentre la tua gr girava il coltello, mettendola, involontariamente, sotto una luce nella quale lei aveva il bisogno e il diritto di non sentirsi.
Chi vive un’esperienza come quella della tua compagna ci guadagna a guardare l’esperienza ‘violenta’ e ‘desertica’ non in un’ottica di passività e colpa, o ‘mi meritavo di, perché’ o ‘ciò mi ha tolto la dignità perché’ bensì sotto una luce diversa in cui anche il concetto di ‘co-responsabilità’ non è in un’ottica lesiva, colpevolizzante, bensì semmai, rivelando certe dinamiche si integra perfettamente con il diritto all’integrità della sacrosanta autostima. Vedi blu, come tu affronti qui il tema e il punto di vista della gr io da anni in questo forum, anche, affronto il tema della molestia morale, emotiva e psicologica, dinamica complessa al di là dei classici luoghi comuni anche sul perché le persone possano ritrovarsi, anche inaspettatamente e al momento inspiegabilmente ad ‘amare troppo’. Ma in realtà quel libro che ti citavo spiega molto bene certi meccanismi, ‘assolvendo’ in parte le “vittime” pur in una costruttiva visione di ‘co-responsabilità’. Spesso la difficoltà sta proprio nel riuscire a mostrare, spiegare, a persone in forte confusione e sofferenza, i confini tra dinamiche e responsabilità e un significato costruttivo e ‘liberatorio’ di questo termine.