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Sono un uomo infelice, distrutto dalla gelosia retroattiva

di uomotriste

Riferimento alla lettera: Tutto cominciò più di 24 anni orsono! L'allora mia fidanzata (oggi mia moglie con più di 20 anni di matrimonio felice alle spalle) 19 anni lei e 18 anni io ci siamo conosciuti ed è stato amore a prima vista, grande amore! Il primo anno trascorse in maniera meravigliosa, tanti...
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Data di pubblicazione: 5 Giugno 2007

L'autore ha condiviso 2 testi sul nostro sito. Per esplorarli, visita la sua pagina autore uomotriste.

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Categorie: - Amore

1.417 commenti

  • 776
    Bluvito -

    Ciao Luna,dovrei ringraziarti, e lo faccio volentieri, per avere finalmente usato il termine più appropriato per definire un rapporto affettivo “sbilanciato” e a senso unico, come una forma di molestia morale e psicologica, forse una delle più odiose. E se ci pensiamo bene è anche una delle cause che innescano la GR quando “guardiamo” retroattivamente il percorso sentimental-erotico dei nostri partner. Perchè, in fondo, è “l’uso” che “altri” hanno fatto di una persona che oggi amiamo; ma è anche quanto questa si sia lasciata “usare”, più o meno coscientemente. Per questo motivo non mi sento di assolvere completamente la cosiddetta “vittima” di questo sottile gioco sado-masochistico, travestito da passione amorosa, dove si preferisce “non vedere” per evitare quelle analisi di se stessi che potrebbero risultare “antipatiche” relativamente ad aspetti del nostro IO, che ci sorprenderebbero, quanto meno, rispetto all’educazione e alla morale che ci è stata impartita. Pochi vogliono vedere il Mr Hide che alberga dento di noi. Di tutti noi, aggiungo. Ma è solo guardandolo in faccia che si può aggiustare il “tiro” nelle scelte che la vita ci impone frequentemente.
    I fattori psicologici che entrano in gioco quando ci piace una persona sono un cocktail inestricabile di imprinting infantili, esperienze pregresse,stereotipi e… scariche ormonali, difficili da leggere singolarmente; ma la mente, il senso critico e l’oggettività di una condizione esistono; solo che,in certi casi, si “vuole” non ascoltarli e non vederla, quindi c’è una volontà, ancestrale quanto si vuole, nell’accettare condizioni di sottomissione se non addirittura di “cattività”.
    Eric Fromm scrisse un bellissimo libro che ha formato la mia prima giovinezza: “Fuga dalla Libertà”. Tratta di come spesso si preferisca rifugiarsi in “sicurezze decise da altri”,quali, per esempio, la religione (vista in senso integralista), i fanatismi politici,persino la fede sportiva, la carriera professionale,e, perchè no, un partner “padrone” che ti “evita” le scelte imponendole.
    Tutte pseudo “sicurezze” prese, già bell’e confezionate, dal “supermercato dell’oblio” di questa nostra moderna cultura del “consumo e dell’apparire”, dove i “prodotti” sono tali e tanti che non si sa mai se quello che si sceglie è quello che realmente si vuole, ma scegliendone uno, ci “rifugia” comunque in una “sicurezza”,che sia o non sia nostra non importa: si “ha” un’identità,inserita in un contesto riconosciuto da molti, e questo basta a tanti per… “essere”. Questo succede anche in “amore”.
    Non posso dimenticare una frase che lessi sui diari della mia donna, mentre cercava in tutti i modi di “guadagnarsi” il suo campione, che si contendeva nei confronti di una rivale :”…non possiamo esserci sbagliate in due”. Uno dei valori del personaggio veniva dato dalla “domanda”, come succede nel mercato di qualunque bene. Quindi, se è così cercato “significa” che vale. Poi era uno spiantato, un ladruncolo, uno sfaticato >>

  • 777
    Bluvito -

    >> un bulletto di periferia che, a sua volta, perdente com’era, al di la della sua ostentata sicumera, ha cercato rifugio nella più tragica delle false sicurezza: la droga.
    La mia compagna è sicuramente una donna coraggiosa, che io stimo ed ammiro per mille motivi, ma non certo per aver dedicato anni e anni dietro un “divoratore di energie” altrui, ma quando parla della sua storia non mostra nessun risentimento verso il suo “aguzzino”.
    Ne è uscita non perchè l’abbia voluto veramente, ma solo perchè il suo “padrone” si è lentamente ma inesorabilmente perduto nella droga, abbruttendosi(ulteriormente)sia fisicamente che psicologicamente. Nel perverso gioco “servo-padrone” che si era venuto a creare in quella relazione,la mia compagna si sentiva più realizzata che nei rapporti più equilibrati che ha “sfiorato” durante la alternante frequentazione del suo “capo branco”; per il semplice motivo che nel rapporto equilibrato doveva prendere decisioni che non le venivano imposte, e alle quali non era abituata. Perchè è questo il problema di “quei” rapporti, non ti fanno “crescere”, ti tolgono autonomia, ma tu non lo sai perchè NON sai cosa voglia ancora dire essere “autonomi”, non hai esperienza in merito. E se ti avvicina qualcuno che, amandoti veramente, dà per scontato che tu sia finalmente tu, ne sei spaventato, preferendo INCONSCIAMENTE, rifugiarti nella “tana” che il famoso padrone ti ha costruito.
    Con me la mia donna è cresciuta ed io con lei, tantissimo, con gli sforzi e le sofferenze che ogni “cambiamento” ogni nuova conoscenza del proprio Sè comporta. Oggi è una donna completa, affascinante e colta oltre che molto bella. Ma dentro di sè non ha mai disconosciuto il suo vecchio “padrone”, nè voluto mai vederlo nella veste di volgare “sfruttatore” quale coscientemente è stato, perchè seppure al prezzo della perdita della “libertà”, LEI in LUI trovava una “sicurezza”. Perversa, nevrotica, malata quanto si vuole ma era una sicurezza, che “allontanava” il tarlo del “dubbio”,della “scelta” che sono i primi passo verso la ricerca della PROPRIA, VERA libertà.

    Scusatemi tutti se sono stato complicato come temo,e grazie per avermi concesso la vostra attenzione, essendo pronto a chiarire qualunque dubbio inmerito a quanto ho scritto.
    Un grande saluto a Luna e tutti voi.
    Blu

  • 778
    LUNA -

    BLU, grazie a te per la risposta. Non conoscevo quel saggio di fromm. Vero quel che dici sulla fuga/rifugio e vero che quelle relazioni non fanno crescere, e hai fatto tutte osservazioni interessanti, e naturalmente la persona e la situazioni la conosci tu. Vedi, però, io leggendo quella frase ‘non possiamo essere sbagliate in due’ non avrei letto tanto la questione della domanda quanto mi avrebbe colpito la parola ‘SBAGLIATE’. Mi ripeto, Blu, non conosco la tua compagna, non sono in lei, non ero nella sua storia, però se è vero che in noi esistono molte parti esiste anche la manipolazione. Il discorso, certo, è molto complesso. Io non mi sento di passare di ‘assoluzione’ perché non vedo le cose sotto un’ottica gr. E so per esperienza (la mia, certo, e di molte persone che conosco) che

  • 779
    LUNA -

    che chi vive quelle esperienze nella maggioranza dei casi deve proprio assolversi da una serie di colpe fittizie che non ha. E fa anche molta fatica a riconoscere di aver subito delle violenze e manipolazioni, a individuarle. Ciò non significa assolutamente rinunciare all’autocritica costruttiva. Ma una persona che funziona in un certo modo, cioè chi ha una certa dinamica molesta, funziona così di suo. E non ha bisogno di incontrare una persona masochista o che vuole perdere tempo per incasinarle la vita. Di base no. Anzi. A volte il problema sta in un’invidia inconscia per le qualità e la solarità e sensibilità che l’altro o altra ha. La persona non si ‘usa’ ma si tenta di distruggerla, convincendola di essere straordinariamente mancante e quindi colpevole e inadeguata. E l’inganno dell’uso è una trappola. Da cui in realtà la persona paralizzata e disorientata tenta di liberarsi. Mettendo in luce un anche più ‘logico’ piano di sensibilità che è però proprio quello che il molestatore non sa gestire. E’ la ricchezza dell’altro a spaventarlo, non è che lo coglie sfigato e usabile. Quello è l’inganno, innanzitutto della sua nevrosi (o psicosi) basata sul controllo. – io son ZERO masochista. E il mio ex è andato in tilt dopo dieci anni. Nella mia vita ho sempre coltivato e guardato avanti. E la mia storia era normale. Lui è andato in tilt per paure e traumi legati al suo vissuto famigliare. Lui ha avuto il terrore di crescere ancora, non io. Certo che pure io mi son guardata dentro, eccome e vedo i miei perché. Ma vedo anche che mi ero trovata di fronte a un suo problema ogettivamente più grande di me

  • 780
    Bluvito -

    Cara Luna, ho molto apprezzato la tua disamina psicologica della situazione che la mia compagna può aver aver vissuto, vista dalla parte delle donne. Ho spesso richiesto il loro punto di vista in questo forum,essendo, esse, spesso le principali protagoniste di vicende come quella che ho descritto, “vittime” o schiave” inconsapevoli di un amore senza sbocchi.
    “Donne che amano troppo”, come il titolo del libro che tu hai citato nel tuo precedente post. Purtroppo però, per motivi non del tutto chiari a noi “maschi”, c’è in loro un’insondabile istinto che le spinge ad occuparsi del destino di quegli individui che ne mortificano il bellissimo sentimento che sono pronte a regalargli. La splendida canzone di Mia Martini, “Minuetto”, descrive mirabilmente questo enorme amore che offrono a uomini che non ne sanno cogliere la grandezza, mai. La dedizione, che forse può apparire masochistica nei confronti di questi ladri d’amore,è vista da questi ultimi come una forma di “debolezza” e non di grandezza (come un uomo con i veri attributi coglierebbe) non rassegnandosi a constatare la pochezza dell’uomo di cui si credono innamorate, e così facendo ne fomentano l’egoismo e l’arroganza. Amano troppo, appunto.
    Capisco bene e condivido la tua tesi della invidia inconscia che questi mentecatti provano verso chi “dà” tutta se stessa in cambio di vederli felici, ma non si può chiedere di riconoscere un diamante a chi conosce solo pezzi di vetro: non noteranno mai la differenza, e se qualcuno di questi, per caso, riesce ad intuire che in quella donna c’è qualcosa di più che non l’egoismo cui loro sono abituati, preferiscono “chiudersi” nelle loro famose egocentriche sicurezze, NON volendo crescere. Purtroppo troveranno qualcun’altra “donna che li amerà troppo” che sostituirà la loro ultima “balia” se questa dovesse abbandonare la lotta di farsi…amare da loro.
    Quali siano i motivi profondi per cui magnifiche donne (perchè di solito questo sono) perdano spesso anni della loro vita dietro questi pezzenti, è qualcosa che ancora non sono riuscito a comprendere, e forse mai ci riuscirò. La mia lei, come ho già detto, non me lo ha saputo dire perchè fosse continuamente attratta da un individuo così palesemente vuoto; solo poche tessere del metaforico mosaico di quella “storia” sono emerse: “era una missione, era come un fratellino”; “tessere” dalle quali mi sembra di intravedere una forma di istinto materno, di voglia di dedizione per riportare il suo sfuggente amato sulla via dell’equilibrio, lontano dalla droga e dallo “sbando”. Forse per sentire di “guadagnarsi” qualcosa che si deve avere con fatica, quasi come una sorta di espiazione di chissà quali colpe. Non so,e mi piacerebbe capirne di più.
    Non trovo scuse invece per i “molestatori morali”, perchè sanno lucidamente di “rubare”, e sono dei vigliacchi perchè lo fanno verso chi gli apre il cuore “gratis”, con fiducia. Non sono nè mai saranno uomini, ma trovano donne pronte a sacrificarsi perchè lo diventino. Blu

  • 781
    WindGirl -

    BLU e LUNA vi ringrazio per i “complimenti” e la dolcezza con cui mi scrivete… comunque non volevo dire che scrivete male voi, duro fatica io a seguirvi perchè sono poco informata e molto spesso anche stanca quando trovo 5 minuti per stare al pc, quindi la concentrazione è davvero scarsa…

    volevo spiegarvi la mia situazione per avere un vostro parere.
    io vi ho sempre parlato della mia GR, ma non vi ho mai detto che anche il mio ragazzo ha delle ossessioni, un po’ diverse dalle mie, ma sono comunque paranoie che gli fanno vedere la mia persona in modo distorto, confondendo eventi passati con il presente e riducendo la mia personalità ad una nullità. Ad esempio crede che tutti (e dico tutti) i miei amici maschi mi siano amici solo perchè conoscendo i miei punti deboli e le mie insicurezze possano così approfittarne per portarmi a letto nel momento di mia maggior debolezza, della serie “hai ligato col tuo ragazzo, io non sono come lui, vieni con me che ti faccio star bene” e crede che io sia veramente così ingenua da farmi monopolizzare. Magari solo perchè gli ho detto che qualcuno in passato ha tentato (ripeto TENTATO) di far leva su alcune mie insicurezze per ottener qualcosa. esempio di quello che gli passa per la testa: WindGirl si sente insicura sulla propria sensualità, trova uno sbruffoncello che le dice che è bella e sensuale, sa adularla meglio di quanto il suo fidanzato sa fare e lei decide di andarci a letto per sentirsi più sicura. Questa visione di me ce l’ha in particolare in alcuni momenti di crisi in cui io mi sento solo accusata ingiustamente. Per il resto del tempo so che lui mi stima, mi considera intelligente e piena di valori ma quando l’ossessione prende il sopravvento non conta nulla.
    Capisco cosa vuol dire stare dall’altra parte, prendersi accuse (per noi) senza senso, ma so anche cosa vuol dire avere un’ossessione. conoscendo entrambe le realtà dovrei riuscire meglio di chiunque a capire lui e a capire me stessa… invece non so come gestire i suoi momenti di crisi e non so “guarire” me stessa. L’unica cosa che faccio quando lui tira fuori quei discorsi è sottrarmi, dirgli esplicitamente “io in questo circolo vizioso non ci voglio entrare, non voglio sentirmi colpevole per una cosa non reale”, la cosa che però ho notato è che in quei momenti la mia GR quasi svanisce, quando mi sottraggo ai suoi giochetti mentali trovo sollievo anche dai miei. è come se scuotendo lui scotessi anche me stessa dicendomi “anche tu sei così patetica con la tua GR, smettila!!”. Il sollievo dalla GR ha anche l’effetto collaterale di farmi “addormentare” mentalmente, cioè non è che comincio a pensare positivo, non penso proprio più, perdo personalità, emozioni e mi spengo, mi godo solo il momentaneo sollievo (normalmente di poche ore o giorni).
    Non riesco a sottrarmi alla GR senza sottrarmi da me stessa.
    Vorrei avere un vostro parere su questo!!

  • 782
    Vale -

    Io ormai credo di aver capito che essendo asessuale, per non vivere più episodi di gr dovrò cercarmi un ragazzo come me. Un ragazzo senza passato con il quale scrivere insieme le nostre pagine partendo da zero. Non credo esistano altre soluzioni per me.

  • 783
    LUNA -

    BLU: non mi riferivo ad un’invidia riferita alla capacità di darsi, perché chi dà veramente troppo in realtà sottrae a sè, e anche la generosità “eccezionale” può nascondere paradossalmente un ricatto morale (“ti ho dato così tanto, ho sopportato così tanto, ti ho “coltivato” così tanto, ti ho aiutato così tanto… quindi tu NON PUOI lasciarmi. – Naturalmente non funziona così. Ma non tanto o soltanto per un fatto di “zerbinaggio”, ma anche perché anche questo tipo di generosità può essere una forma di manipolazione e dopo un certo tempo una persona se ne accorge e la avverte con disagio, o anche perché se, per manifestare un certo tipo di “generoso controllo” scegliamo una persona fortemente irrisolta o dipendente, anche questo stesso aspetto potrà creare una serie di problemi…).
    L’invidia di cui parlo è per una serie di qualità personali, risorse personali, che vanno al di là del rapporto stesso. Sono caratteristiche che l’individuo possiede in modo indipendente, e per questo spesso, proprio per questo, viste come un “pericolo”.
    Ovviamente perché la molestia morale possa “funzionare” bisogna che dall’altra parte ci sia qualcuno che la subisce. Tuttavia quello che intendevo dire (a parte che la cosa non riguarda solo le donne. forse può esservi una prevalenza, ma consideriamo anche che per un uomo è ancora più difficile ammettere di aver subito molestia da una donna. D’altra parte diversi molestatori morali maschi sono figli di madri molestatrici morali, quindi io vedo utile fino ad un certo punto interrogarsi sul genere, quanto più sulle modalità e sul vissuto personale e sul motivo per cui, ad un certo punto, per esempio, le difese non sono scattate).
    La “cultura popolare” è molto attaccata ancora a luoghi comuni tipo: alle donne piacciono gli str… o all’idea che vi sia una serialità nello scegliersi un certo tipo di individui, per cercare di dimostrarsi qualcosa o che. Che vi siano effettivamente persone (uomini e donne) attirati da un certo tipo di personaggi e situazioni, e anche con una certa serialità, non spiega di per sè però una vasta casistica che esula assolutamente da queste prerogative.
    Al contempo è anche diffusa l’idea che il molestatore morale annusi la debolezza di una persona e quindi la scelga in base a questo criterio. In realtà, se è vero che la molestia attecchisce su una confusione o dei punti deboli (che siano pure il fatto di non riuscire a comprendere bene il guaio in cui ci si trova) molto spesso il molestatore si manifesta con carattere innocue o persino inverse alla sua reale “natura”, e sceglie (o meglio ci prova) persone che hanno esattamente quelle caratteristiche che, per l’appunto, invidia: sensibilità, estroversione, indipendenza, capacità di iniziativa, successi in vari campi. Ti cito ad esempio una mia conoscente, la quale era una persona assolutamente in gamba, solare e che aveva avuto in precedenza relazioni normali e reciproche e positive. Il suo “incubo” si presentò come un raggio di sole

  • 784
    LUNA -

    affabile, presente senza essere invadente, sorridente e positivo in un momento della vita di lei in cui lei era un po’ confusa avendo scoperto di avere il diabete e si domandava se fosse il caso, dopo aver viaggiato tanto per il mondo, di fare una vita più tranquilla. Costui, con un sorriso a 45 denti, e anche un’aria protettiva, riuscì a farsi largo in ciò, piano piano, ma anche con una certa rapidità, girando la questione su “debolezza”, “inadeguatezza” sino a giungere a “egoismo” e “cattiveria e insensibilità” e “incapacità di avere una relazione normale” (cioè, ogni cosa che lei faceva per se stessa o in modo indipendente era considerato come “colpa”). Dopo sei mesi (non sei anni, sei mesi) vissuti accanto a questo sorridente personaggio, tra l’altro tipo giacca e cravatta e successi professionali a gogò, e riconosciuto socialmente come una bella personcina da tutti coloro che non gli erano mai andati troppo vicino, lei era seduta sul divano di una mia amica, piangeva con i singulti e in totale stato confusionale. Sei mesi. E se non avesse avuto il coraggio di confessare come si sentiva a qualcuno (comunque sentendosi lei quella sbagliata, ormai, ma comunque portata, sepure in modo autocolpevolizzante, a dire “sto male”) forse sarebbe stata ancora lì a farsi ammazzare per anni. Come mai lui era riuscito a farle questo? Lei non stava cercando un aguzzino, nè stava cercando di salvare qualcuno. Non cercava neanche una medaglia o un amore impossibile. Stava paradossalmente cercando la serenità. Ma era in un momento di difese più basse. E fu quando venne fuori questo casino che emersero anche delle sue cose riguardante la famiglia di origine. Tuttavia se non avesse incontrato lui e non ci fosse stata quella reazione chimica probabilmente avrebbe potuto vivere in un certo equilibrio su certe sue cose, o forse sarebbero comunque emerse. Ma di certo non andò consapevolmente a cercare un “detonatore” perché, mi ripeto, tutto pareva all’inizio che ciò che in seguito si rivelò. Ora probabilmente lei saprebbe riconoscere delle stonature anche in quel apparentemente pacifico e solare inizio, ma non possiamo rimproverarci per non aver riconosciuto qualcosa di cui neanche sapevamo l’esistenza prima che ci arrivasse addosso.
    Ovviamente non cito questa storia per dire che è quella della tua compagna. Però mentre tu parli di quanto lui la mise sotto lei dice che lui le pareva più debole di lei, a quanto ho capito.
    E questo può essere pure dovuto ad una sindrome da crocerossina, però di per sè il fatto di sentire un’attrazione per qualcuno o di provare un istinto di protezione per qualcuno non significa matematicamente voler gettarsi all’inferno.
    La cosa importante mi pare è che lei ne sia uscita, considerando anche la sua parte nella vicenda da un punto di vista costruttivo.
    E che voi due siate sereni 🙂

  • 785
    Bluvito -

    Ciao Wind e Luna. Visto che Wind ha chiesto un parere anche a me, dico la mia al riguardo che, non ci crederai,aiuta più me a scaricarmi e sentirmi utile, più di quel poco che posso fare per chi mi legge.
    Cara Wind, quando il tuo ragazzo ti “avverte” circa quei miserabili tentativi dei tanti “sciacalli vestiti da uomo” di cui è pieno il mondo, non sta sbagliando del tutto, perchè è vero che sia possibile che certi personaggi sfruttino momenti di “debolezza” di una giovane donna per “estorcere” una sc….ta. Purtroppo ce ne sono talmente tanti in giro che una ragazza, giovane come sei tu, finisce per credere che siano tutti così. Ovviamente non è vero, ci sono uomini che hanno l’orgoglio di “conquistare” una donna su piani diversi e sono “leoni” rispetto agli sciacalli di prima. Ma così come in natura quei regali felini sono rari in confronto al branco di canidi opportunisti, sono altrettanto rari gli uomini veri, ma ci sono. Probabilmente il tuo ragazzo lo è a sua volta, infatti lui non ti sta accusando, ti mette solo in guardia, perchè sà quanto purtroppo la psiche femminile possa essere sensibile alle lusinghe e alle false promesse dei troppi mentecatti in circolazione; soprattutto quando si trova in un momento di insicurezza, di solitudine o incertezza. Lo dico,e non per la prima volta, per esperienza indiretta. La solita “storia” vissuta dalla mia lei, che pur essendo stata,allora come oggi,una ragazza sensibile ed intelligente, non ha evitato all’epoca di cadere nella “trappola” dello sciacallo di turno, rimanendoci 6 anni, pur di non riconoscere l’errore.
    Tu devi accettarti e volerti bene,e sentirti contenta di come sei veramente, perchè si capisce che sei una ragazza sensibile (anche troppo)e intelligente oltre che modesta. E quest’ultima caratteristica ti farà “crescere”; la presunzione, quella non fa crescere, non le incertezze,certe insicurezze, che sono “normali alla tua età. Figurati.Vivi Wind, fai onore al tuo nickname.
    Cara Luna, mentre ti riconosco un’ammirevole capacità nel descrivere certe dinamiche psicologiche che riguardano le relazioni interpersonali, e affettive nello specifico, ho utilizzato le tue interpretazioni di queste ultime sposandole al commento che ho voluto fare a Wind, laddove la figura dello “sciacallo” l’ho utilizzata anche per descrivere, con un epiteto, nuovo ma efficace, la figura di quell’individuo di cui la mia lei si innamorò a suo tempo.
    Concordo pienamente con quanto tu sostieni. E’ certo che lo “st..zo vero” non si mostra come tale, ma sapendo di esserlo, e conoscendo bene gli obiettivi che si prefigge, sa quali siano le “vittime” cui puntare. E in genere queste sono proprio quelle persone che non lo meritano. Quelle che tendono candidamente a credere a quanto gli viene detto, che intravedono chissà quali valori dietro quelle qualità millantate, che servono solo per speculare, da vigliacchi quali sono, sulla buona fede e le speranze di chi di loro si…fida.
    Questi sono i veri traditori >>>

  • 786
    Bluvito -

    <<< non esclusivamente quelli che, per qualunque motivo, infrangono una promessa di fedeltà, specie se questo accade quando vi siano conflitti interiori e insicurezze che tutti, prima o poi, proviamo. E' la "premeditazione" che differenzia lo "sciacallo", il molestatore morale", dal resto del mondo che ti fa soffrire, ma che NON lo fa volontariamente, non premeditatamente, appunto.
    La descrizione che hai fatto della tua conoscente, che un bel giorno si è resa conto ( sei mesi: niente confronto ai sei anni della mia lei)che il "principe azzurro" aveva dentro la "Bestia", e non il contrario come nella bella fiaba che conosciamo, non è nè il primo nè l'ultimo dei tanti casi, che sono più frequenti di quello che tu dichiari, mi permetto di aggiungere, ma che non appaiono tali, per lo stesso motivo per cui dicevo a Wind che se hai incontato solo uomini di m…da, solo "scarafaggi", non ti immagini che possano esistere "farfalle". Ecco perchè, quando chiesi a mia moglie come mai una donna come lei potesse frequentare un individuo così insulso mi rispose:"…perchè non sai cosa c'era in giro".
    E terribile pensare che donne di valore, belle persone, debbano "accontentarsi" e inventarsi così un amore con un pezzente, che non sapeva coglire la bellezza di un sentimento così innocente, anzi ne approfittava considerandolo una "debolezza", saccheggiando così la ricchezza che invece gli stavano offrendo. Ma chi è abituato al trogolo (dove mangiano i maiali) non si saprà mai sedere a tavola come si deve, è inutile. E l'effetto "crocerossina" che tu citi, tanto frequente purtroppo nelle donne, non fa altro che fomentare il comportamento di questi personaggi, che si sentono "rassicurati" nel loro volgare stile di vita.
    Certo la mia lei oggi saprebbe riconoscere a chilometri di distanza "lo sciacallo",come quello che ha frequentato, ma non credere che quest'ultimo lo abbia completamente ridimensionato, nei termini che meriterebbe; no, e lo percepisco da come lo descrive. C'è sempre in lei il rimpianto di non averlo "redento", di non essere stata "capita", ma sentendosi essa stessa in colpa per questo, non perchè abbia considerato che aveva a che fare con un imbecille, e che quindi era impossibile che un pollo potesse mai diventare un'aquila solo perchè lei ci vedeva chissà quali ali e voleva farlo… volare alto. Sempre un pollo restava.
    Ma al di la delle mie più o meno ironiche metafore: sì Luna, si fanno esperienze, si prende atto del "fallimento",si pensa di aver "capito, si trova finalmente l'uomo che ti ama e ti fa crescere, ma la "crocerossina" di un tempo si sentirà sempre in colpa di non aver salvato il "paziente", senza mai voler ammettere che quel "paziente" in realtà era solo un "malato immaginario".
    Luna,(e dimmi se sbaglio)credo che per una donna sia difficile riconoscere di aver sprecato l'AMORE, specie quando quell'amore è stato il primo della tua vita. Quello che non si scorda mai.
    Un salutone a te, a Wind e a tutto il "gruppo".
    Blu

  • 787
    LUNA -

    BLU, come ti dicevo non amo tanto riferirmi a ‘uomini’ e ‘donne’, ma non perché neghi in assoluto che vi siano delle ‘differenze’ bensì perché comunque penso che, tanto più in certe dinamiche, sia più utile riferirsi a persone e percorsi. Tu non sei ‘gli uomini’, io non sono ‘le donne’. Per fare delle analisi e riflessioni ovviamente certe considerazioni per “insiemi” e ‘sottoinsiemi” servono. Tuttavia non è in quanto “donna” e “quindi”, non principalmente almeno, che la tua lei non ha riconosciuto lo sciacallo. Direi la stessa cosa, beninteso, di un uomo che non avesse riconosciuto una sciacalla. Inoltre sicuramente chi agisce una maggiore slealtà e stronzaggine ragiona in un suo certo modo. Ma quanti si guardano allo specchio ammettendo un proprio freddo e calcolato meccanismo? Anche nel riconoscerlo (ma spesso lo nega) lo autogiustifica. – rispondo alla tua domanda: penso che per CHIUNQUE possa essere difficile riconoscere di aver sprecato l’amore. Anche perché forse è una ferita narcisistica. E quindi ognuno risolve tra sè e con sè la questione. Dando ragioni che incatenano o liberano. Il fatto del primo amore: posso anche ricordare la mia prima gita a firenze. Ma ciò non fa di essa la migliore o imparagonabile. Tanto più se in quella un colombo mi avesse cacato in testa. Il ricordo

  • 788
    Vale -

    Sapete credo che davvero ci facciamo troppi problemi. Se proviamo tutto questo è veramente solo colpa nostra o forse siamo stati portati a questo punto? Sarò fissata ma ormai credo che con un ragazzo non vergine non ci potrei stare. Il mio precedente ragazzo ( che mi cerca ancora) non ha avuto l’educazione nemmeno di risparmiarmi certi particolari..oltretutto essendo asessuale non potrei fare altro che cercare uno come me. Che peccato perdere tempo e soffrire, quando potrebbe essere confluito nella ricerca della nostra felicità. Siamo sinceri, anche coloro che dicono che la questione li lascia indifferenti..ma nessuno gradisce davvero un partner dalla vita promiscua. Il mio ex era andato a fare sesso mentre il padre della fidanzata veniva operata. Capisco che la colpa maggiore in questo caso ricada su di lei, ma lui non è mica un ragazzino da non poter ragionare! La somma di tutte queste componenti portano alla gr. Io sono fortunata sul sito di aven sto conoscendo un ragazzo asessuale, e vergine. Amo ancora l’altro ma so che non abbiano fututo. Quanto è difficile la vita per i “diversi”, quanto bisogna lottare per la propria unicità.

  • 789
    LUNA -

    i ricordi, dicevo, non sono un monolite, un blocco unico, per quanto possiamo conservare una sensazione ‘prevalente’ e ‘riassuntiva’. Il primo amore non si scorda mai vuol dire tutto e niente. Perché alla tua compagna sia rimasta la sensazione di non essere riuscita a fare determinate cose non necessariamente riguarda l’altro più che se stessa, e quanto questa sia una sensazione di reale rammarico (e con quale peso) o una semplice considerazione, secondo un suo, di lei, parametro, o una rielaborazione totalmente pacificata. Certo, da fuori, genericamente potrei dire che il liberarsi dall’idea ‘salvifica” nei cfr di una persona problematica e molesta è un passo importante, che è spesso connesso al riprendersi la propria vita e autonomia. Poiché la cosa, mi dici, lei l’ha ampiamente fatta può darsi che la lettura che tu fai delle sue parole su quella storia, che include mi pare (forse fraintendo) l’idea che lei non si renda conto sino in fondo della negatività del ‘personaggio’ sia invece per lei ‘vedo la cosa con tale sereno e pacificato distacco da non aver bisogno di mettere in primo piano la rabbia e il disprezzo (emozioni utili a realizzare il distacco) o il rancore (emozione dipendente). In realtà, rifletto in generale, il gr si sente più

  • 790
    LUNA -

    ‘rassicurato’ da, mi sembra di capire, o va comunque in cerca di conferme di distacco di chi ama rispetto a figure passate considerate emotivamente o sessualmente prevalenti (prevaricanti, ma nei suoi riguardi, del gr, anche ove scatti una proiezione ‘è prevaricante su me in TE’) in ampie e più eclatante manifestazioni di ‘demolizione’ della situazione passata o del soggetto, non considerando però che, nel processo di rielaborazione personale della fine di una storia non solo un’ampia necessità interiore di ‘demolizione’ e accentuazione degli aspetti negativi presuppone un attaccamento da sciogliere ma è anche una delle prime fasi utili al distacco e alla rielaborazione piuttosto che una fase finale. In sintesi è più naturale che io ‘demolisca’ a parole chi ho lasciato (o mi ha lasciato ieri) anche per realizzare un mio distacco emotivo che io parli con la stessa energia negativa di qualcuno che percepisco ormai staccato da me o di qualcuno di cui mi importa relativamente. E’ a distacco avvenuto che riusciamo spesso a considerare anche il neutro o positivo pure in un’esperienza negativa. Ed è una cosa molto diversa dal buonismo dipendente o da una ciecità. E’ piuttosto una nostra pacificazione interiore rispetto a. -wind: quindi anche lui, intendi, ha le sue paure che proietta sulle situazioni? Vale: ognuno di noi ha le sue unicità. La visione del sesso non funge da solo discriminante nel mix di variabili che formano i singoli individui. Vergine di per sè non equivale ad asessuale. Perché ti definisci asessuale? E, se posso, in che senso?

  • 791
    Bluvito -

    Cara Luna,il tuo intento “moderatore” è apprezzabile, e condivido che non debbano esserci differenze tra sciacalli e sciacalle, che agiscono conseguentemente su entrambi i sessi, ma non nella stessa proporzione, mi consentirai. Infatti si sente parlare poco del…crocerossino. L’accettazione, con le relative conseguenze di strazi, incomprensioni e sofferenze, mi sembra più appannaggio del sesso femminile. Senza voler cercare statistiche, basta vedere la bibliogarfia sull’argomento che tratta principalmente se non esclusivamente casi al femminile. Esemplare è il libro che abbiamo già citato “Donne che mano troppo”. C’è qualcosa, in quel “gettarsi” nelle braccia del carnefice che sembra riguardare più l’altra “metà del cielo” e quali ne siano le cause è qualcosa che non si comprende mai appieno, ma è certo che “lo st…zo” ha qualcosa in più che attrae. La mia compagna ( e chissà quante altre come lei) si sarà interrogata mille volte sul perchè sentisse “quella attrazione magnetica” che non si spegneva, nonostante le ripetute dimostrazioni di egoismo e menefreghismo del suo “obiettivo” amoroso. Che si trattasse di una sfida, attraverso la quale dimostrare a se stessa un “valore di mercato” come donna, o addirittura una “necessità” di sofferenza,( che esiste, per quanto assurda sembri) non credo che lo scoprirò mai; sia per la mancanza di mezzi culturali adeguati che forse per la presenza, in quei sentimenti, del famoso cocktail di pulsioni che spaziano dall’istinto puro sino alle immagini che ogni ragazza si fa di un ideale maschile, sulla base della propria educazione ed esempi ricevuti dell’immagine maschile. Citavo tempo fa una frase di Freud,non uno qualunque, che si rassegnava a non aver capito, dopo oltre trentanni di studi della psiche femminile,cosa veramente volesse una donna.
    L’innamoramento verso uno “sciacallo” provoca innanzitutto una caduta della propria autostima, provocando “sensi di colpa”, come a tutti i soggetti che non si sentono accettati da chi “dovrebbe ” amarli. Tipico è il caso dei bambini trascurati,che, seppure non necessariamente maltrattati fisicamente dai genitori, si sentono sempre colpevoli delle cose che non vanno in famiglia, ma cercano continuamente un riconoscimento, anche modesto, dal genitore. Si “accontentano” perchè ne dipendono sia fisicamente che psicologicamente. Lo stesso accade in certe relazioni “amorose”, dove il ricatto è più palese, ma le conseguenze le stesse: “sono schiavo di questo sentimento, non riesco a fare a meno di te e mi accontento”.
    Non dimenticherò una dichiarazione della mia lei, che si accorgeva di provare “meno attrazione” verso lo sciacallo quando questo le dimostrava un pò di interesse in più, cercandola, quando lei non si faceva sentire da un pò; quasi come se lui perdesse “prestigio”. Preferiva la “subordinazione”, l’ansia dell’attesa, l’incertezza: quello era il suo vero ruolo. C’è chi “vuole un padrone”,forse per via di quella fuga dalla libertà di cui accennavo. Che dire? >>

  • 792
    Bluvito -

    Io temo di dover ammettere che, per quanto nevrotica e paradossale, relazioni come quelle che ho descritto,soprattutto per la figura che io identifico come “vittima”, sono comunque “storie d’amore”, e quindi “indimenticabili”, soprattutto se poi è la prima. La componente sado-masochistica insita nella relazione, rende la vicenda molto simile a quanto possiamo riscontrare nell’ ampia casistica della produzione artistica che spazia dalla tragedia greca sino all’opera lirica, per quella più colta, e, attraverso la letteratura, sino alla filmografia, per finire con le canzonette e i romanzi cosidetti “rosa”. Non troviamo, in questo exursus un solo esempio di relazioni “normali” se ci pensiamo bene. L’eroina tragica, che va da Penelope, la paziente moglie di Ulisse, ad Anna Karenina, madame Buttefly,sino alla Traviata,per fare un esempio,personaggi che non vivono storie precisamente “normali” in cui la componente della sofferenza e della “tragicità” le rende epiche,e guarda caso le protagoniste sono sempre donne, donne che “soffrono per amore, con o senza epilogo cruento.
    Insomma,le storie normali, quelle non interessano nessuno. quelle servono per “sposarsi” e fare la vita banale e noiosa di tutti i giorni. Capisci ora perchè la mia lei non dimenticherà mai il suo “sciacallo”? Purtroppo lei si sentiva e “voleva” vivere un amore come la Karenina, o madame Butterfly in quella storia, ma ha dovuto accontentarsi di un cialtrone portoghese per viverla, che con Pinkerton noi maschiacci veri diremmo: “non assomigliava neanche nel pis…re”. E’ quella la vera tragedia.
    Ora devo “volare”, ci risentiamo.Grazie per i tuoi interventi
    Ciao a te e a tutti. Blu
    Un abbraccio a tutti

  • 793
    LUNA -

    BLU, il discorso sulla letteratura di genere e i modelli culturali sarebbe lunghissimo. E hai citato, in realtà, anche cose come il ‘rosa’ che propone in realtà dai suoi albori (ha avuto in seguito sviluppi e ramificazioni) un modello e un’impostazione diversa da quella da te citata. Anzi, pure opposta. Di uomini che pure si accoppano per donne sciacalle la letteratura non difetta. – la sindrome da crocerossino, come tu la chiami, esiste. E ne trovi ampi esempi anche in questo forum. – ‘donne che amano troppo’ e ‘lettere di donne che amano troppo’ son libri che mettono in luce in particolare il problema della dipendenza affettiva, della co-dipendenza, del perché una persona, anche per il suo vissuto possa ‘auto-ingannarsi’ e compiere certe scelte e agire certe modalità. Ma, mi ripeto, secondo me, se sei interessato all’argomento, anche in modo più generale, potrebbe esserti utile leggere ‘molestie morali’ o testi come ‘la manipolazione affettiva – quando l’amore diventa una trappola’ di isabelle nazare-aga. Perchè ‘insisto’? Leggendoli forse ti risulterebbe più chiaro. Anche perché non è necessario amare, di base, troppo, o ‘non sapere cosa c’è in giro’ per finire in una trappola. Per quanto, usciti dalla trappola (assai complessa) si diventi in grado di annusarne una a sei km.

  • 794
    LUNA -

    ma se è vero che esistono persone che di base, per dei loro irrisolti, vanno proprio inconsapevolmente a cercarsi determinate situazioni, e anche in modo seriale, perché credono che amare troppo sia amare e anche il solo modo di tentare disperatamente di farsi amare, accogliere, confermare, se è vero che ogni rapporto scatena la “reazione chimica” tra i reagenti di due individui ed è un passo a deux, se è vero che ciascuno di noi può avere i suoi nodi da sciogliere e trovarseli di fronte tanto più quando si trova in una determinata situazione, e se è vero che una persona nella vita può ritrovarsi a leggere la norwood e ritrovarsi o anche in ‘la principessa che credeva nelle favole di m. Grad -se non erro- io ‘insisto’ perché trovo fondamentale avere, se interessati, una visione più completa dei meccanismi della trappola. Non basata solo su un auto-inganno. Ma anche su una confusione indotta e su una reazione. La tua compagna, mi dici, ha cominciato la sua educazione sentimentale da una trappola anche perché era una donna incastrata nei suoi auto-inganni di chi pensa che amare troppo sia la sola via percorribile. E poi ha sciolto anche l’autoinganno. Io però non lo ero. Non ero una donna che ama troppo. E MAI sottolineo MAI ho pensato che il mio compagno fosse PIU’ attraente quando era più stronzo o irraggiungibile. E’ chiaro che le sue modalità mi hanno fortemente destabilizzata, intrappolandomi. E che se io avessi avuto una serie di chiavi di lettura che oggi ho non sarebbe successo. Ma se non le avevo era anche e proprio perché non immaginavo neppure che certe dinamiche contorte e distorte esistessero. E quando nella vita mi era capitato di incontrarle (ad esempio nel caso di una ex “suocera” super molestatrice morale, per gelosia nei miei cfr) a istinto avevo percepito e a istinto mi ero difesa nel modo adeguato ma un nome alla cosa non sapevo darlo (avevo 18anni@. E” chiaro che le dinamiche del mio ex hanno trovato terreno fertile nella mia sensibilità, empatia e in certe mie cose che dovevo osservare. Ma nel modo più assoluto non ero sadomasochista, non cercavo relazioni burrascose e, per quanto io abbia una propensione per ‘il sociale” e di protezione istintiva per i più deboli ciò non è mai stato in chiave dipendente

  • 795
    LUNA -

    blu, ovviamente non discuto l’esperienza personale della tua compagna, il suo, vostro percorso, le risposte specifiche che si è, vi siete, ti sei dato. Tra l’altro stimo il fatto che tu, oltre ad aver cercato delle ‘chiavi’ per il tuo disagio le abbia cercate anche per il suo. Lo vedo intelligente, sensibile, costruttivo. Ci vedo un lavoro di squadra e di crescita, tra voi, individuale e comune, e il vero amore è anche questo. Se specifico una serie di cose, e mi scuso se siamo usciti dall’argomento centrale (ma in realtà parlare di gr significa, mi pare, affrontare anche argomenti come la nostra e altrui idea di amore e relazioni, aspettative emotive, esperienze passate rilette e esperienze presenti, e comunque ciascun individuo non è solo un gr, ma vive in un più ampio contesto anche emotivo) è perché, portando la tua/sua esperienza hai fatto anche delle osservazioni su un tema complesso e più ampio. Per tua sfortuna :p è un argomento di cui mi ‘occupo’, uscendo dal personale, da diversi anni. Ciò non significa ovviamente che io sia ‘sapientina’ a riguardo. Ma intendo dire che veramente, tra forum, realtà, testimonianze (di uomini e donne), esperienze condivise, studio, e anche in connessione con altri argomenti quali la dipendenza, i modelli culturali o stereotipati in senso più ampio etc, e pure in chiave interdisciplinare son anni che “ci bazzico”. Non voglio dire ‘so’, voglio dire ‘mi interesso’.

  • 796
    WindGirl -

    per LUNA: sì,anche il mio ragazzo ha delle insicurezze che in passato non ha mai avuto, con me gli sono saltate fuori!

    per BLU: quando hai citato quella serie di libri mi hai dato il “la” per costruirmi in testa un’altra spiegazione della mia GR. Le donne (parlo in generale e per stereotipi) hanno questo mito dell’uomo che le fa soffrire e inspiegabilmente ne sono attratte, quasi tutte le ragazze che conosco hanno letto quei libri e incosciamente sono affascinate da quel tipo di relazione… gli uomini in genere fantasticano invece su altro, principalmente sul sesso, quelli che conosco io sono attratti dalla pornografia e dalle donne che hanno un corpo e una sessualità volgare e esplicita. anche i miei familiari sono così, e fin da piccola sono stata mitragliata da discorsi inconsciamente maschilisti. Blu non si sente l’ “uomo che non deve chiedere mai” quindi pensa che la sua donna non possa vederlo attraente. Wind non si sente la porno star quindi non si sente attraente per il suo uomo. è un discorso fine a sè stesso ma mi sento molto vicina alla tua mentalità da questo punto di vista!!
    altro discorso: immaginavo che ti saresti sentito vicino al mio ragazzo per il fatto di “temere” gli sciacalli che ci sono a giro, ma una cosa è dispiacersi per il passato, un’altra è pensare che io ora sia così immatura e ingenua da cadere tra le braccia di uno sciacallo. stesso discorso vale per la tua donna…hai detto tu stesso che ora lei riconoscerebbe lontano un miglio che quello scemo è solo uno scemo!! quella del mio ragazzo non è GR è paura del presente!

    per VALE: la maggior parte delle nostre insicurezze è solo frutto della nostra mente che si fa condizionare dalle situazioni, tu come tutti noi sarai stata influenzata troppo da alcune situazioni fin da piccola… ma perchè ti definisci asessuale? perchè se non provi attrazione per gli uomini vuoi trovare un ragazzo?? è questo che non capisco…

  • 797
    Bluvito -

    Cara Luna, non sai quanto invece apprezzi le puntualizzazioni che gentilmente mi comunichi. Ho chiesto più volte il parere delle donne su questo forum,donne che nella maggior parte dei casi erano i capri espiatori della sindrome che titola questo forum. Inoltre non considero affatto una sfortuna il fatto che tu bazzichi da anni gli aspetti diciamo, “periferici” delle relazioni sentimentali, anzi: è un benefit.
    Dico questo perchè non avendo mai sofferto prima d’ora di questa sindrome mi sono interrogato a lungo sull’argomento, e, dopo aver affrontato ME stesso, con i risultati che avrai letto, ho tentato di capire perchè una donna come quella che amo e stimo da 24 anni abbia potuto viver una storia così assurda per la sua dignità. Perchè nella vita di tutti i giorni, nonostante la giovane età, riuscisse a muoversi con equilibrio e difendersi dai molestatori classici, ma cambiasse identità di fronte a quell’individuo. Perchè, soprattutto, frequentando anche altri giovani uomini che le dimostravano affetto e rispetto, alla fine non li trovasse interessanti, (sembra proprio per quelle caratteristiche) e finisse poi per tornare dallo “sciacallo”, che, di fronte a quella palese dimostrazione che gli veniva fornita del “potere” che lei in questo modo le riconosceva, aumentava la dose di egoismo e di “abuso” nei suoi confronti a livelli incredibili che lei “accettava”! Non so se si possa parlare di masochismo da parte di lei, ma non trovo una definizione migliore.
    In questo senso capisco perchè non volle parlami di quel suo rapporto nei termini che poi ho conosciuto; ma che ripeto, seppur superato, non sembra essere stato da lei “ridimensionato”: nè la storia, nè l’uomo. E’ come se quell’individuo avesse comunque “soddisfatto” un desiderio inconscio che “doveva” essere vissuto solo in quel modo e con quel tipo di personaggio. E’ un mistero.
    Certo la letteratura rosa nasce con presupposti diversi,lo capisco, ma
    la finalità è sempre quella di avere storie d’amore “emozionanti”; come poi queste vengano coniugate dai singoli protagonisti, nella vita, ovviamente è soggettivo, ma il fondamento è sempre il bisogno di “emozione”, di quell’adrenalina che molti maschi cercano nel “pericolo” (io quando volo la cerco) e molte donne “anche” nell’amore. La coniugazione di queste “necessità” passa, altrettanto ovviamente, attraverso il filtro del proprio vissuto precedente e dei vari imprinting soggettivi, di cui abbiamo accennato, ma purtroppo la vita coniugale raramente offre queste possibilità.
    Sono convinto che la mia lei mi ami senza incertezze, ma, a parte il mio tradimento, di cui ho dato le ragioni, non credo di averle mai potuto offrire “quelle” emozioni, ecco perchè, a mio parere, non riterrà mai realmente che “quello” sia stato un amore sprecato,e mi permetto di aggiungere,non solo per ragioni “narcisistiche” come indicavi tu.
    Era un amore “trasgressivo”, e come tale forse portatore di una forma di “perversa libertà” dai clichè imposti da una >>>

  • 798
    Bluvito -

    <<< educazione tradizionalista e sessuofobica, come quella che la mia lei ha avuto, quasi una forma di " liberazione" dai tabù subiti, chi lo sa; oppure era… quella semplice, animale "reazione chimica" di cui ho già accennato, per cui sto cercando giustificazioni psicologiche che non esistono nella realtà.
    La considerazione freudiana di cui accennavo nel mio precedente post rimane: "cosa vuole veramente una donna?"
    Luna, ti ringrazio per la bibliografia che hai citato e che in parte non conoscevo. La procurerò presto, e mi fa piacere che, pur amplissimo nei suoi possibili sviluppi, tu abbia posto l'accento di come la GR sia legata ai tanti aspetti dell'eros femminile, così poco conosciuto
    da parte di noi maschi.
    Per concludere ti sembrerò forse maschilista e iperbolico, ma nella ricerca che sto conducendo per comprendere meglio l'animo della donna che amo, mi sto rendendo conto che non ci sono Universi o profondità marine così inesplorabili come il cuore di una donna.
    E forse è un bene, perchè è questo mistero che vi rende così maledettamente affascinanti. O forse siamo noi uomini, innamorati, i veri masochisti
    Un salutone.
    A presto, Blu

  • 799
    LUNA -

    WIND, mah… Io non mi riconosco nell’attrazione verso chi dà sofferenza e tormento. Ovvio che non sarà così facile dire ‘oui, c’est moi!’ :p ma anche durante le peggiori burrasche, nel periodo in cui avevo la mia strizzacervelli, questo aspetto non è mai emerso. E gliel’ho pure chiesto, per quanto sentissi che non era così. Perché mi conosco, ma anche perché nelle mie relazioni precedenti le sensazioni di malessere certamente non erano state un collante, semmai uno scollante! Per quanto io abbia sempre cercato di affrontare i problemi e risolverli, se tengo a qualcuno o qualcosa, ad un progetto o un’idea (non sono una fuggitiva, anche la vita mi ha insegnato a distinguere meglio ‘le cause perse’) e non ho mai avuto il concetto che una relazione serena sia ‘una palla’ e per forza poco stimolante o noiosa o poco passionale. La passione e l’attrazione non fanno rima con casini. E un uomo non è meno stimolante perché sorride e sa cosa vuole dalla vita. Il mio primo amore, asessuale, come direbbe Vale, in giovanissima età (e che per inciso non rimpiango, non idealizzo, riconoscendo sia le qualità che i difetti che MI ha personalmente manifestato e nella vita in genere) aveva una malattia sin da quando era piccolo, casini in famiglia ed è stato pure un po’ teppista. Sarebbe facile dire AAAH, VEDI? E invece NO.

  • 800
    LUNA -

    la sindrome da crocerossina non solo non c’entrava un tubo ma non l’ho mai manifestata. Perché io non ho mai ‘dato peso’ alla sua malattia. So che lui ha amato anche questo. Non è che non mi preoccupassi e anzi, anni dopo, ho compreso di più quanto temessi che davvero potesse morire giovane (è sposato e ha un figlio 🙂 ) anche perché lui esorcizzava la sua malattia e la paura con grande ironia. Ma MAI l’ha usata come un ricatto, mai si è posto nella posizione del più debole e mai, per quanto la sua malattia facesse anche parte della nostra quotidianità, io l’ho identificato con essa o ho pensato ‘io ti salverò’. I suoi problemi lo avevano reso più intelligente e sensibile per la sua età. Avevamo 17 anni e parlavamo di tutto. Quando dico che era più intelligente e sensibile c’è chi mi dice “sei fuori?” perché ha fatto anche scelte opinabili nella vita. Ma a ME ha regalato il suo lato migliore. E il nostro è stato un amore senza sesso per l’età ma non privo di passione. Perché la passione e l’attrazione non stanno solo nel sesso, wind. Una persona, donna o uomo che sia, non esprime passionalità facendo o solo facendo ‘numeri da circo’. Forse per un gr leggere ciò che dico del mio ‘primo amore’ è “rivoltante” ma come ho detto per me non è un confronto o un rimpianto. Peraltro il nostro ‘primo amore’ non è legato alla cronologia. Ognuno sa chi è il suo grande vero amore, primo nel senso di ‘al primo posto’, che è la cosa più importante.

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