Si può stare così male per amore?
Riferimento alla lettera:
Salve la mia storia è finita dopo 9 anni. E' già un mese e mezzo, possibile che a lei non gli freghi più nulla di me? Che mi abbia già cancellato? Tutte le cose belle che le ho dato in 9 anni dove sono finite? Credo che nel nostro periodo...
Leggi tutto il testo a pagina 1
Data di pubblicazione: 25 Luglio 2006
L'autore, Quirino, ha condiviso solo questo testo sul nostro sito.Lettere che potrebbero interessarti
Categorie: - Amore
4.144 commenti
Lascia un commento
Max 2 commenti per lettera alla volta. Max 1 link per commento.
▸ Mostra regolamentoI commenti vengono pubblicati dopo approvazione, più volte nel corso della giornata.
I commenti devono essere pertinenti alla lettera e aggiungere un contributo alla discussione.
Non sono ammessi scambi personali o conversazioni tra utenti, né insulti o attacchi personali, contenuti futili, promozionali o di propaganda.
Non copiare articoli da altri siti né riportare integralmente testi protetti da diritto d'autore. Usa un solo nome.
Leggi l'informativa sulla privacy.

Buongiorno Rossana. Naturalmente la differenza tra scambiare delle opinioni e volerle imporre dà la cifra di quelli che possono essere le vere ragioni della partecipazione ad un forum. Non possiamo dimenticare che questi sono spesso dei “rifugium peccatorum” di solitudini, dove si entra per dimostrare di “esserci”, e tutto sommato per avere una relazione, anche conflittuale se serve, ma importante per dare un segno di sè.
Tornando a noi. Ti spieghi più che bene invece, e in fondo diciamo la stessa cosa quando accenniamo alle differenti azioni soggettive che ho assimilato al Yin e Yang.
Quello che resterà un mistero sarà sempre come questi mondi si combinino tra loro per far scattare quella scintilla che chiamiamo amore. Perchè con quella persona, in quel momento e in quel modo. Sembra tutto talmente casuale che vien da pensare che la stessa persona, in un altro momento e in condizioni diverse, non necessariamente potrebbe dare lo stesso esito. E’ come un’estrazione della lotteria: assolutamente casuale.
Si dovrebbe tenere presente come in realtà sia proprio il caso a guidare il nostro destino, a cominciare dal nostro concepimento, anch’esso legato alla casualità dell’incontro dei nostri genitori, a quello spermatozoo, che tra milioni, più o meno fortunosamente feconda quell’ovulo.
Vorremmo spaccare il mistero dell’amore (come tento pateticamente di fare io) per scoprirne i segreti, come fanno i fisici con l’atomo, e come loro, ti accorgi che ogni volta che sei arrivato a isolare i quark dell’amore ci percepisci che c’è qualcos’altro da scoprire, come il bosone di Higgs per la fisica.
L’amore appartiene alla “divinità” della vita, e come per i credenti nella Fede, e forse l’unico mezzo per convivere con questo motore dell’universo è, appunto… crederci.
Un saluto
Certo che ne avete di voglia di raccontarvela voi 2, siete scrittori mancati…
Perchè mancati?
Io sono io,
non posso darti torto: molto mi sarebbe piaciuto avere idee non troppo usurate da mettere sulla carta. malauguratamente, mi manca la fantasia!
sto riflettendo sulla risposta da dare a Golem, che sta volando sempre più in alto… 🙂
PS: forse la differenza più importante fra noi e la gran parte degli altri utenti sta nel fatto che abbiamo interessi e formazioni di base affini.
Perchè se foste scrittori non stareste qui a scrivere su questo forum, o no?
Comunque sono talmente ampie le emozioni che proviamo e diverse, che è impossibile trovare chi ha torto o ragione.
vUOI vedere che tra rossana e golem sta nascendo una nuova storia d’amore?? :)) E’ questo il bello del virtuale no??
GOLEM: quando distinguo il vero amore dal gioco sessuale (alias, avventure), dico solo che il primo cerca la stabilità e la protezione della persona amata, cose garantite solo dall’esclusività del rapporto, mentre il secondo si accontenta della precarietà, si basa sull’indifferenza per mancanza di interesse profondo e, quindi, porta alla promiscuità (quella che MARIAGRAZIA chiama “poligamia”, che tale, però, non è, perchè questa presuppone più donne contemporaneamente mentre la sessuomania prevede una donna per volta).
Ho anche cercato di dire che la stabilità caratterizza ogni forma di affetto, genitoriale, parentale o amicale. Perché? Perché amore significa protezione, rispetto. L’amore occasionale non protegge e non rispetta: in altre parole, non ama.
Ma quanto detto non esclude affatto la passione che è prerogativa di una storia d’amore. Anche se ROSSANA sembra dire che la passione potrebbe non esserci, se le persone sono tipi cerebrali, cosa che può capitare, si dice.
Quindi, non intendevo affatto parlare di un matrimonio di convenienza – qui tu e MARIAGRAZIA avete davvero frainteso – privo di istintualità, complicità etc…
La stabilità di un sentimento non è sinonimo di opportunismo
ma è la conseguenza di un amore vero e sincero: chi ama garantisce sicurezza nel tempo alla persona amata.
Né la cosa cambia per il fatto che anche la società, da sempre, mira alla sicurezza della coppia per garantirsi generazioni sane in famiglie stabili (salvo che nelle culture che ammettono la poligamia perché fortemente maschiliste: la poligamia, vorrei ricordarlo, è solo per l’uomo): che poi la legge ammetta separazioni e divorzi traumatici e se ne infischi allegramente di quanto la società desideri e, sostanzialmente, contribuisca con tali licenze ad infliggere inutili e lunghissime sofferenze a coniugi abbandonati e figli devastati, destabilizzati etc., è cosa notoria.
Spero di essermi spiegata, spero.
“quella che MARIAGRAZIA chiama “poligamia””
gabry, non ho mai usato questo termine ! forse ti confondi con un altro utente del forum. io ho solo detto che il nostro desiderio ( dettato sopratutto da convenzioni sociali ) di avere un rapporto esclusivo ( che può anche essere giusto, ma questo si traduce quasi sempre in possesso e invasione nella vita dell’ altro… ), deve poi fare i conti – a lungo andare – con la nostra naturale tendenza a NON ESSERE MONOGAMICI, nè sessualmente, nè mentalmente.
“L’amore occasionale non protegge e non rispetta: in altre parole, non ama.”
cara gabry, nella mia vita ho avuto modo di conoscere tantissimi uomini sposati che affermavano con forza di amare la moglie, ma poi andavano a trans o con ragazze da marciapiede ( anche minorenni ) o si facevano schiere di amanti giovanissime. e non perchè la loro moglie mancasse in qualcosa, ma semplicemente perchè questi uomini erano fatti così. se questo è il rapporto stabile, preferisco gli amori occasionali !
“che poi la legge ammetta separazioni e divorzi traumatici e se ne infischi allegramente di quanto la società desideri e, sostanzialmente, contribuisca con tali licenze ad infliggere inutili e lunghissime sofferenze a coniugi abbandonati e figli devastati, destabilizzati etc., è cosa notoria.”
ti voglio ricordare che però il divorzio è anche l’ unica salvezza per le mogli che si ritrovano dentro casa un marito violento, magari anche adultero, menefreghista e scellerato ! ed è anche l’ unica salvezza per i mariti che si ritrovano ad avere per mogli delle vere streghe !
non vorrei azzardare gabry… ma francamente mi sembri una di quelle donne che, non riuscendo a trovare l’ anima gemella, se la prende con la dissolutezza dei tempi moderni.
Roberto,
hai ragione su tutta la linea ma soprattutto su questo concetto: “è impossibile trovare chi ha torto o ragione”.
—
MaestrodiVita,
fra me e Golem si tratta soltanto di interessi condivisi. a mio avviso, le storie d’amore virtuali sono più pericolose di quelle reali. 🙂
Quindi, se lo fossimo non scriveremmo qui? E con tutti questi congiuntivi a disposizione (quasi una …congiuntivite) non credi che potremmo permetterci più ampi scenari ove sciorinarli?
“Fatti non fummo per scriver su li forum, ma per seguirne storie e anco vicende.”
Maestro: Rossana ama Cristiano de Neuvillette, e il mio naso è di dimensioni normali. E se ciò non bastasse per apparir più sciocco, al fin della licenza io… non tocco. ( Un pò di sana e leggera facezia mi è necessaria, di tanto in tanto) Ciao
Vedi Gabry, forse non è apparso chiaro dai miei ragionamenti che E’ la Natura, L’ISTINTO che “move il sole e l’altre stelle”, e che ha PRODOTTO L’AMORE come conseguenza evolutiva dovuta alla comparsa della COSCIENZA.
Non voglio essere complicato, ma dall’esigenza basica della riproduzione, per cui a un maschio serviva una femmina e viceversa, l’emergere della CONSAPEVOLEZZA, figlia dell’intelligenza, ha fatto nascere anche il SENTIMENTO.
Una femmina di 10.000 anni fa aveva bisogno di avere la SICUREZZA che il proprio maschio avesse cura di lei durante la gravidanza, l’allevamento e la cura della prole. Questa necessità VITALE, doveva essere supportata da un atteggiamento di sottomissione e disponibilità, necessaria per ingraziarsi colui da cui DIPENDEVA la sua vita e quella dei figli. Una femmina aggressiva e scostante non avrebbe riscosso molto successo, nè avrebbe indotto il troglodita a fermarsi in quella tana quando già rischiava la pelle per procurarsi il cibo e difendersi dai nemici.
Quindi, la FAMIGLIA, e l’amore in essa cresciuto e sviluppato fino ai modelli che conosciamo, compresa l’impronta cattolica che connota quello occidentale, nasce da una forma di SOCIETA’di MUTUO SOCCORSO. Ma questo non significa che si tratti di una genesi opportunistica, quanto di una necessità vitale che ha trovato così un suo equilibrio di ONESTA convenienza del “do ut des”: io ti offro il sesso, allevo i figli, cucino il cibo e ti aspetto nella tana, e tu procuri il cibo e ci difendi tutti quanti. Partendo da questo primo equilibrio, si è trasportata sino ai nostri giorni secondo le vicende storiche, religiose e politiche che l’hanno formata come la conosciamo, compresa l’odierna tendenza alla “nuclearizzazione” che osserviamo, dovuta ANCHE alla indipendenza economica femminile che si sta imponendo sempre più.
Quando parlavo del binomio passione/amore come incompatibili, ponevo l’accento sul fatto che la prima è mossa da potenti ragioni fisiologiche che IGNORANO la fase “sociale”, chiamiamola così, del rapporto di coppia, che EVENTUALMENTE potrà intervenire successivamente, ma non NECESSARIAMENTE. Anzi spesso mai, perchè OGGI, quasi sempre le follie passionali per un uomo o una donna, sono mosse sì dagli istinti, ma mal indirizzate dai falsi segnali del vero valore del soggetto del desiderio. Cioè i recettori istintuali sono sempre quelli del cervello primordiale, ma i giudizi sono emessi da quello odierno, alterati dalla cultura dell’immagine e dell’immaginario
Golem,
sono andata a rileggere alcuni tuoi post precedenti, per meglio capire l’accenno a Yin e Yang.
sottoscrivo questa affermazione: – quelle storie restano scolpite nel ricordo, perchè non sono frutto di nessuna “costruzione” nè progetto, per cui spesso vengono definite come provenienti “dall’anima” -, che ritengo molto vera. quando scatta una scintilla, provenga essa più dai feromoni o più dall’anima (o spirito o psiche), essa non ha alcuna costruzione, nè progetto, ma mira ugualmente a una costruzione e a un progetto (più o meno temporaneo) che in quel momento razionalmente si ignora, e che probabilmente mai sarà rivelato del tutto alla ragione neppure ai diretti interessati, anche nel corso di un’intera vita.
amore e morte sono i due aspetti più misteriosi dell’esistenza. sull’amore in particolare si sono scritti oceani di parole, senza mai venirne a capo in modo definitivo e soddisfacente. si può analizzare e passare al setaccio più e più volte un sentimento amoroso senza quasi mai riuscire a comprenderne l’essenza più vera o più profonda.
concordo anche su questo concetto: “Perchè con quella persona, in quel momento e in quel modo. Sembra tutto talmente casuale che vien da pensare che la stessa persona, in un altro momento e in condizioni diverse, non necessariamente potrebbe dare lo stesso esito.”, in quanto siamo esseri in continuo cambiamento, evolutivo o involutivo, a seconda dei casi e della maggior o minor stabilità o maturità emotiva. quello che va bene oggi, spesso si rivela non essere più valido anche soltanto dopo qualche tempo, se avvengono grandi passi in controtendenza a come si era interiormente strutturati in precedenza.
il resto, ben più complesso, alla prossima puntata. buon pomeriggio!
Rossana, leggiamo cosa dice Dante quando parla di Francesca da Rimini e Paolo Malatesta e del loro “amore”:
“Amor ch’a nullo amato amar perdona, mi prese di costui piacer si’ forte che, come vedi, ancor non m’abbandona”.
“Il verso appartiene al primo intervento di Francesca e narra del perché lei si innamorò di Paolo. Come altri versi del canto, si presta a molteplici letture.
1.Da una lato vi è la forza dell’amore passionale, che travolge i sensi e non consente a una persona che sia davvero amata di non ricambiare il sentimento; l’amore è di tale intensità, che anche dopo la morte resiste.
2.Dall’altro, l’amore consacrato dal sacramento del matrimonio, quello di Francesca col marito, che non le perdona e non le consente di amare nessun altro;
L’amore è dunque per Dante permeato da contraddizioni naturali ed esiti anche tragici, tanto che pochi versi dopo lo indica come causa della morte di entrambi. Francesca non potrebbe, essendo sposata, amare altri se non suo marito; è però l’amore stesso a costringerla a farlo, e a ricambiare il sentimento sincero di Paolo.
Questa contraddizione tra precetto religioso e forza naturale dell’amore, contornata dalle tragiche e innocenti spiegazioni di Francesca, struggono Dante muovendolo a un forte sentimento di pietà e comprensione, evidenziata dal finire del canto” (wikypedia)
Ora, non credo che vi sia bisogno di sottolineare che la passione di Francesca per Paolo sia eminentemente istintuale, quindi “sessuale”, certamente legata alla prorompente vitalità ormonal-giovanile dei due protagonisti, agevolata dalla lontananza del di lei marito e fratello di Paolo, Gianciotto.
Si tratta di pura, sana, incontrollabile attrazione erotica, sublimata da Dante attraverso la citazione dalla letturada parte dei due (allegoria del coito), delle vicende amorose di Lancillotto e Ginevra, come imponeva “l’amor cortese” dei tempi. Ma i due “giacquero” insieme evidentemente quanto profanamente, travolti dagli ormoni, dai feromoni o da semplice fame di sesso, semplicemente seguendo gli ordini di Madre Natura.
Infatti Dante, pur condannandoli all’inferno per aver rotto il “patto sociale” del matrimonio, ne ha compassione e lo dimostra attraverso una delle più belle descrizioni in versi di tutta la Divina Commedia, riconoscendo come NON SI POSSA CONDANNARE qualcosa che sembra NON DIPENDERE DA NOI: la passione appunto. E come questa cozzi contro le regole sociali, come quando spesso NON coincide con l’uomo da sposare.
va bene, Golem: mi arrendo! quasi certamente hai ragione tu, anche se personalmente non concordo in tutto e per tutto. 🙂
bella la tua descrizione dell’episodio e dell’opinione di Dante in merito. non ricordavo che fin dalla sua epoca si ponesse in contrasto con convenzioni sociali tuttora molto ben radicate, tanto da condannare, quasi sempre brutalmente e senza attenuanti, gli amanti.
Rossana, non era una sfida ma uno scambio di opinioni, e le tue sai bene che le tengo in grande considerazione. Anzi, le tue obiezioni sono tuttora uno stimolo per integrare una visione di questo aspetto della vita, che viene interpretato dai protagonisti secondo una PERSONALE idealizzazione, umanamente comprensibile, trattandosi di uno dei rapporti, l’amore, che più ci identifica e ci VALORIZZA, dopo quello con la madre o il padre.
Ho voluto citare Dante perché nella sua “Commedia” c’è tutto quello che riguarda il rapporto degli uomini tra la “sacralità” e la “carnalità” della vita. Non a caso fu Giovanni Boccaccio, che col Decamerone aveva avvicinato l’eros come forma di espressione dell’ essenza umana, che la definì “Divina”, per la straordinaria capacità di Dante di essere riuscito a cogliere, e descrivere come sappiamo, quel dualismo immanente nell’uomo tra l’istinto e la ragione, di cui mai tuttavia si intravede la vera, completa essenza nelle azioni e negli scopi che perseguiamo.
Un caro saluto
Golem,
la mia voleva essere una chiosa scherzosa, non avendo altro da aggiungere.
le discussioni portate avanti con equilibrio e correttezza sono un reciproco arricchimento, mai una sfida!
buon pomeriggio!
MARIAGRAZIA: uomini sposati che dicono di amare la moglie e vanno con trans, prostitute etc.? Beh, questi sono proprio gli “amori occasionali” che tu preferisci. Instabili ed egoistici. Uomini non amano, gozzovigliano nel sesso, disprezzando le persone oggetto del loro stesso desiderio (a cominciare da come li chiamano)!
Separazioni e divorzi: non salvezza ma incentivi ad affossare il matrimonio. Da quando la legge li consente, aumentati a dismisura. L’occasione fa l’uomo ladro. La legge non aiuta a risolvere i problemi ma a distruggere le famiglie per rendere l’uomo solo, cioè più debole contrattualmente, economicamente e socialmente. Servono solo al mercato (per ogni separazione: due case, due frigoriferi, due lavatrici etc.), ad avvocati, psicologi, medici etc..
..”Dissolutezza dei tempi moderni?”.
Ti contraddici: se ammetti gli amori occasionali in nome dell’istinto poligamico, perché condanni questi tempi come dissoluti?
GOLEM: ammetterai di essere criptico, talvolta! Binomio passione/amore incompatibili? Ma perché?
Poi,le tue frasi successive obbligano ad un impegno interpretativo notevole: la passione sarebbe mero istinto fisiologico che raramente porterebbe ad una formalizzazione del rapporto di coppia (la tua spiegazione è INCOMPRENSIBILE: “…le follie passionali…mosse sì dagli istinti, ma mal indirizzate dai falsi segnali del vero valore del soggetto del desiderio”.
ROSSANA:”..l’opinione di Dante..fin dalla sua epoca si poneva in contrasto con convenzioni sociali tuttora molto ben radicate, tanto da condannare, quasi sempre brutalmente e senza attenuanti, gli amanti”.
Mi stupisci:la soluzione, secondo te, sarebbe accogliere gli amanti a braccia aperte?
Scena grottesca a tre (se non peggio): la moglie torna a casa e trova il marito a letto con un’altra. Che dovrebbe dire? “Prego,faccia pure quel che vuole con mio marito (mia moglie). Vi aspetto di là con tè e pasticcini”. Sceneggiata da teatro di Ionesco…
Poi, a te e GOLEM, farei notare che l’adulterio è condannato da sempre e da tutte le culture e religioni,molto prima di quella cristiana.
Infine: mi sembra che le corna non piacciano a nessuno.
O forse voi sareste così tolleranti anche nei fatti, così da approvare l’ingresso di intrusi nel letto altrui? Ma questa tolleranza varrebbe..solo per gli altri..?
Gabry buongiorno. Mi permetto di dire che, al di là della mia capacità espressiva, credo che la tua interpretazione delle mie argomentazioni, sia condizionata dai tuoi, legittimi, principi morali. Ma un conto è quello che, secondo le personali visioni, vorremmo che fosse un rapporto sentimentale, un’ unione, un matrimonio, e quello che in realtà E’.
Io sto conducendo una mia personale ricerca al riguardo, da circa due anni, e credo di avene spiegato i motivi,e durante questo periodo le “sorprese”, emerse in merito alla questione, per come la interpretavo prima di allora, sono state tante. Se penso a quelle che erano le mie idee sull’argomento prima che cominciassi questa mia modesta ricerca, mi rendo conto che queste erano più che altro frutto di luoghi comuni e idee “prefabbricate”, provenienti in parte della cultura tradizionale di matrice cattolica, e in parte da quella mass medilogica, ma MAI riflettute razionalmente attraverso la lettura delle ragioni profonde, ancestrali che ci spingono a compiere certe scelte.
Come avrai compreso, io sono un convinto sostenitore dell’azione degli istinti nelle scelte che facciamo e nelle azioni con le quali queste scelte perseguiamo. Ma sostengo anche che queste richieste istintuali vengono filtrate dalla componente morale, che deve esprimersi secondo le NORME che una certa società si è data, per consentire una convivenza che altrimenti, senza il “filtro morale”, sarebbe in preda al caos e all’anarchia selvaggia degli istinti appunto. Cosa però che di tanto in tanto capita. Uno di questi casi l’ho spiegato con il semplice esempio di coloro che “perdono la testa” quando si innamorano, giudicati in questo modo da coloro i quali, in assenza di quella bramosia istintuale giudicano come “irrazionale”, spesso oggettivamente, quella storia. Cosa che capita anche ai protagonisti una volta rientrati in possesso di quella “testa” che avevano perso.
Ora, da cosa viene eccitato questo istinto che ci fa fare delle follie per questo o per quella? Da diversi fattori certamente, ma tutti principalmente fisiologici: la giovane età (ma non obbligatoriamente) e la voglia di sesso che nasconde la necessità riproduttiva che madre natura ha inserito di “defualt” nel nostro istinto. Prima, molto prima che comparisse la coscienza!
Faccio una piccola digressione per spiegare come riteniamo normali certe cose quando, osservate da un certo punto di vista, mostrano le loro reali finalità.
Ti sei mai chiesta perchè fare l’amore è…
…bello? Perchè anche solo il pensiero di quell’atto è gradevole? E perchè molti maschi, una volta raggiunto lo scopo provano quasi un senso di ripulsa verso la femmina con la quale hanno copulato? Pensaci.
Un etologo ti saprebbe dare subito la risposta: è un riflesso condizionato dall’aspettativa del premio. Insomma se la natura, con l’istinto sessuale non avesse posto come PREMIO per quel gesto, necessario alla riproduzione della specie, il GODIMENTO, anche solo immaginato, ma chi si prendeva la briga di fare quella fatica che NON SERVE alla “propria” sopravvivenza?
Da questo semplice esempio puoi capire come il lento sopraggiungere delle norme sociali che hanno normato i nostri comportamenti (specie quelli sessuali) hanno modificato “l’espressione” con i quali vengono messi in atto, rendendoli moralmente accettabili, MA NON LA SOSTANZA. La sostanza è quella che maschi e femmine si cercano per accoppiarsi, che l’accoppiamento produce bambini che hanno bisogno di cure, che la femmina da sola non può cercare il cibo per sè, nè durante la fase di gravidanza e ancora meno durante l’allevamento. Che quindi ha bisogno di chi lo faccia per lei e la protegga assieme alla prole, offrendo al candidato appunto, sesso al preponderante istinto maschile oltre alle cure e al confort ambientale. Da qui la famosa associazione di mutuo soccorso di cui accennavo, che in migliaia di anni, essendosi dimostrata di successo per la sopravvivenza sia della specie che della società si è configurata secondo le dinamiche MORALI E SOPRATTUTTO ECONOMICHE più convenienti a quel particolare ambito antropologico.
Ti riporto la mia frase:
“..le follie passionali mosse sì dagli istinti, ma mal indirizzate dai falsi segnali del vero valore del soggetto del desiderio”.
La traduzione è che se una donna (in questo caso) oggi è ancora soggetta a sentirsi attratta senza spiegarsi il perchè da un tipo, fino a perdere la famosa testa, è perchè dentro di sè l’istinto le sta dicendo che quel maschio ha le caratteristiche adatte a quei bisogni primordiali, cosa che oggi è quasi sempre FALSA. E’ una recita che il maschio ha istintivamente imparato per accoppiarsi, utilizzando anche i parametri massmediologici dai quali veniamo quotidianamente bombardati.
In definitiva passione e amore sono due momenti diversi perchè hanno scopi diversi: il primo riproduttivo, il secondo “sociale”.
E siccome il primo è antisociale, difficile che coincida con chi si AMA.
Paolo e Francesca lo dimostrano.
Continuerò.
Graby, avrai capito che questa mia ricerca nasce da un’esigenza personale, ed è tutt’ora in corso, quindi suscettibile di integrazioni e modifiche, anche perchè non sono un sociologo, quindi la materia, pur interessantissima, è relativamente nuova per me, ma da quando me ne occupo ho sicuramente chiarito certi aspetti del fenomeno che vado trattando, anche con il riscontro autorevole di studi fatti da scienziati e letterati, di cui Dante in questo caso è il più eminente rappresentante.
Se tu obiettassi che Francesca sta “amando” Paolo, oltre a ricordarti la famosa frase con la quale si rivolge al Sommo Poeta, dove dichiara che NON POTEVA RESISTERE a quella richiesta di amore (di sesso) da parte di Paolo, tanto lui era “insistente”, non dobbiamo dimenticare che la stessa aveva sposato il fratello di lui, per imposizione famigliare. Quindi in Paolo vedeva la “passione” che non provava per Gianciotto, declinata come “amore”, in quanto il ceto sociale, l’educazione e la “morale” del tempo non le consentivano di esprimersi diversamente, come farebbe tranquillamente e legittimamente oggi Maria Grazia ad esempio, ma era il SESSO, quindi l’istinto, il vero responsabile della storia con il Malatesta.
Forse quel bisogno avrebbe potuto esprimerlo anche con altri che le avessero fatto “sangue”, ma era quello che in quel momento aveva a disposizione, come accade a molti di noi, in ufficio, in palestra, all’oratorio o sul pullman che prendiamo tutti i giorni. E qui entra in gioco il “caso” di cui Rossana a postato alcune domande in un altro thread. Il Caso, che è una delle componenti immanenti delle nostre scelte, sia che esse siano guidate dall’istinto che dalla ragione.
Mi permetto di intervenire anche sulla tua obiezione rivolta a Rossana, visto che la sua era una considerazione ad un concetto espresso da me attraverso il pensiero dantesco. Credo che Rossana constatasse solo quanto anche ottocento anni fa, quando la morale cattolica aveva già imposto delle regole “sull’amore”, queste venivano disattese dalla forza della “vita”, tramite l’istinto di cui parliamo, che lo ripeto: NON è NE’ BUONO NE’ CATTIVO: E’ e basta.
Sono i mezzi con cui questo si realizza che cambiano nei secoli. 10.000 anni fa prendendo con la forza la femmina, che è ancora attratta, anche solo “simbolicamente”, da quella caratteristica maschile, tanto che i latini hanno coniato la frase “vis grata puellae” per spiegare quanto la forza virile, anche millantata, accenda il desiderio femminile…
… e con questo mi riallaccio ai famosi “equivoci” nei quali incorrono molte donne scambiando certi “vis millantatori” come maschi con le famose caratteristiche ataviche, solo perchè questi percepiscono che la femmina è sensibile a livello profondo a certi segnali. Ma oggi non siamo nel paleolitico, e l’errore tra quello che sembra e quello che si è, porta molte di queste donne, vittime di quell’equivoco, a scrivere e a lamentarsi su questo forum delle fregature che hanno preso. Ma non capiranno mai il perchè se non capiscono che chi le ha fregate non è il loro “campione”, ma quell’istinto, (sempre lo stesso, ieri come oggi) che ha dato via libera agli ormoni e … all’amore. Che amore non è, in quel caso, ma solo la “veste” sociale che giustifichi a sè stessi che non si è vittima di un bisogno in fondo…animale, ma assolutamente naturale, vitale.
Spero di aver chiarito il perchè dell’incompatibilità tra “quella” passione e l’amore, che invece è un’evento RARISSIMO, ed esiste solo quando è scevro da tutte quelle componenti “fisiologiche” che ne paludano la vera forma. L’amore tra DUE PERSONE è una “COSTRUZIONE” consapevole (quindi intellettuale) che ha già superato la fase della “rimodellazione” ad uso sociale del puro desiderio sessuale, di cui ho discusso, dove la componente dell’attrazione erotica, fin quando dura, è successiva alla scoperta del vero “essere” dell’altro, e non dell’immagine che l’istinto o le regole morali ci proiettavano di questo soggetto.
Ovviamente questo richiede che prima di tutti si sia “conosciuto” SE’ stessi, altrimenti gli equivoci si sommano. Ma quest’ultimo è un traguardo cui pochi, a mio avviso, giungono nella vita.
Quest’ultimo è una, e forse LA più importante, delle cause di separazioni, divorzi e violenze che trasformano coppie che dicevano di amarsi, in nemici giurati che si condannano inconsapevolmente al fallimento della vita. Perchè, spesso non per loro colpa, finiscono per conoscere sè stessi “strada facendo”, ricercando, mentre sconvolgono la vita di coppia e le promesse fatte, la soddisfazione delle nuove esigenze che sono emerse con quella nuova conoscenza di sè e di cosa vogliono, o “vorrebbero” dalla nuova vita che intravedono.
Non voglio esprimere opinioni sul divorzio che mi sembrano superflue a questo punto. Ma certo non credo che l’imposizione forzosa di una regola che agisca sul “libero arbitrio”, ancorchè conquistato a “rate” come ho appena spiegato, serva a rendere migliori le persone o il mondo. Bye
Gabry,
concordo con te che “L’occasione fa l’uomo ladro”. la libertà è stupenda ma difficilissima da gestire, se non si è imparato a farlo attraverso la formazione o l’esperienza.
per me la scelta fondamentale, in amore come più o meno in tutto il resto è: verità, con tutto il bene e il male ad essa connessi oppure forma, che ricopre e falsa la sostanza? ognuno di noi, più o meno inconsapevolmente, si orienta sull’una o sull’altra delle versioni, entrambe più che rispettabili, forse anche in rapporto alle esigenze del proprio temperamento.
quanto agli amanti, non li approvo nè li giustifico più di tanto: cerco di comprenderli, quando mi sembra che il caso lo meriti, cioè quando almeno uno dei due esprime un sentimento profondo e sincero. certo è che avrebbero DOVUTO non tradire, nel senso di allontanarsi prima dal partner con cui non hanno trovato benessere, ma chi sono per giudicare la debolezza umana?
—
Golem,
hai visto che, per non inquinare questo thread con un argomento a cui hai fatto cenno ma troppo lontano dal tema qui trattato, ho aperto una discussione su casualità-causalità?
secondo te, l’istinto (che teoricamente dovrebbe essere orientato all’autoconservazione, alla riproduzione e all’autorealizzazione), se ascoltato, volge sempre al bene o, in alcuni casi, trovandosi un po’ sperduto in quest’epoca molto diversa da quella in cui ha avuto origine, può portare anche fuori mano, o meglio al peggio?
questo è per me un “momento comunicativo”, e mi sto divertendo davvero molto!
Rossana, io, ma non solo, sostengo che l’istinto NON è moralizzabile, essendo mosso da necessità FONDAMENTALI, come la SOPRAVVIVENZA tout court, quindi il nutrimento, il benessere (un riparo e il calore e tutto ciò che da benessere) e la riproduzione, che alla vita e alla sopravvivenza di questa è legata, al di là della caducità del singolo soggetto.
L’istinto può essere ascoltato “civilmente” e quindi soddisfatto secondo le dinamiche che evitino conflitti con la famosa morale, oppure ignorato per la forza dirompente che IN QUEL MOMENTO prevale su ogni altra cosa. Ecco le cosiddette follie amorose, più o meno rivoluzionarie rispetto all’immagine che si aveva e si dava di sè al gruppo sociale e alla cultura di appartenenza. Oppure assolutamente anarchiche,incontrollabili e antisociali, come è il caso degli “sciacalli” durante i disastri naturali, o il cannibalismo in Russia subito dopo la Rivoluzione dei Soviet, o come nel caso degli studenti sudamericani precipitati sulle Ande, che si nutrirono dei corpi delle vittime, superando uno dei tabù più potenti. Ma anche come nel caso delle aggressioni sessuali, da quelle santificate col vincolo matrimoniale a quelle estemporanee che sentiamo periodicamente. I freni inibitori delle norme sociali vengono “aggirati” quando l’esigenza contingente e le condizioni di mancanza di controllo e sanzioni morali lo permettono.
La nota di Gabry “dell’ occasione fa l’uomo ladro” lo dimostra nella sostanza dei fatti. Sia che si tratti di “rubare” un altro accoppiamento sessuale perchè nessuno ci vede, quanto il televisore della casa crollata col terremoto.
Naturalmente la “civiltà” del soggetto ha un ruolo importante nella modalità di realizzazione di quel bisogno, nel caso dei disperati russi che mangiavano i bambini, (anche perchè non potevano mantenerli), ha un aspetto brutalista che non è presente nell’episodio, per esempio, degli studenti sudamericani, dove la loro cultura cognitiva ne ha giustificato le ragioni, anche dal punto di vista “morale”.
Mi sono riferito ai segnali sessuali inviati da un certo “tipo” maschile, che vengono letti dall’istinto femminile. Come ripeto l’istinto NON è suscettibile di “aggiornamenti” se non in ambito evolutivo come specie animale, e così è da quando migliaia di anni fa maschi e femmine si riproducevano (e quindi trasmettevano le loro caratteristiche ai posteri) SOLO se erano di un certo tipo.
Oggi l’istinto è sempre quello ma non lo è più la vita. E così si “fraintende” il segnale.
“Oggi l’istinto è sempre quello ma non lo è più la vita. E così si “fraintende” il segnale.”
questa tua ultima frase golem secondo me riprende un punto davvero interessante, che rappresenta la chiave interpretativa della “confusione” che caratterizza i rapporti odierni!
Ma certo Maria Grazia. Il passaggio tra la la “prevalenza” degli istinti e la comparsa delle culture e della morale ad esse collegate, non è stato e non è indolore. Si parla della sessualità e della figura femminile che ne ha sempre rappresentato la parte più importante, soprattutto per la capacita di generare figli. Questi rappresentavano la forza e il futuro di quella famiglia nelle società patriarcali e maschiliste che ci hanno preceduto, pertanto era assolutamente necessario che la gestione di colei che doveva assicurare una discendenza “sicura” andava necessariamente “istituzionalizzata” dalla società di quel momento. Le norme religiose furono le prime ad occuparsi del problema, e sappiamo come. Non di meno l’istinto reclamava sempre i suoi bisogni, e con le stesse modalità degli albori, ecco perchè i rapporti sessuali extraconiugali erano nella stessa percentuale odierna, e la prova erano le migliaia di bambini che venivano abbandonati nelle cosiddette “ruote degli esposti”, presso conventi e chiese.
Immagina che una percentuale notevole di cognomi italiani sono originati da questo fenomeno: Esposito, Proietti, Del Prete,Diotallevi, Benenato, e potrei andare avanti dalla A alla Z quasi all’infinito. Tutto questo cominciava nell’alto Medioevo, quando con si rendeva necessario binomare le persone che cominciavano a circolare per l’Europa, dopo le scorribande dei barbari.
Oggi che la donna è libera dai timori di gravidanze non desiderate e nei Paesi occidentali ha anche raggiunto una certa indipendenza economica, questa libertà acquisita ha privato una certa categoria di maschi di prerogative che solo sino a mezzo secolo fa non pensava di perdere. E i risultati si vedono, anche su questi forum.
Così come ci sono ancora le donne che ho citato, che dipendono da una genetica che le fa interessare, almeno come attrattiva sessuale, a quei “machi” che immaginano in certi personaggi che ho ampiamente descritto, allo stesso modo trovi uomini che non trovano mezzi per relazionarsi con donne “liberate”.
Generalizzando su comportamenti che essi ritengono destabilizzanti per la famiglia, non pensano che questa è cambiata radicalmente in 50 anni e che oggi uomini e donne sono una diarchia, anzi una “democrazia” in una famiglia, se si decide di dividere la propria vita con un altro.
Certo, oggi la sottocultura dell’immagine seleziona molto il maschio che solo ieri non aveva bisogno di estetica per trovare una donna. Ma, almeno di questo le donne non hanno colpa.