Si può prendere una cotta a 39 anni ?
di
J-Light
Riferimento alla lettera:
Ciao a tutti. Ho 39 anni, sono felicemente sposato da 11, non abbiamo figli ma stiamo bene. Siamo una coppia giovanile, abbiamo cura del nostro corpo grazie allo sport e alla giusta alimentazione. Tutto andava bene, anzi, va ancora bene, solamente che da circa 20 giorni sono stato letteralmente investito da...
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Categorie: - Amore
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….nonostante sia una persona per bene tu sei bene attento e alzi le antenne ogni volta cercando di carpire ogni battito delle sue ciglia. Ma credo che tu sappia caro Golem che le emozioni di una donna sono molto particolari. A volte le cercano quando tu non gliele puoi dare.
Ti faccio un esempio che può apparirti banale e forse stupido, ma in sostanza non lo è. Tu puoi coprire di fiori e belle parole la tua donna, farla sentire importante. Ma lei un giorno potrebbe rinfacciarti di essere stato troppo mieloso. Così come potrebbe rinfacciarti di non averle porto una rosa il 19 marzo di un determinato anno, quando lei ne aveva proprio bisogno.
Caro il mio amico, una donna innamorata del proprio uomo non cederà mai e poi mai alle lusinghe di un altro uomo, manco con il “dalle e dalle”. Ma questo appunto fino a che è innamorata. E l’innamoramento, o meglio l’amore dipende da lei e solo da lei. Tu potresti essere l’uomo più assente di questo mondo e lei ti continuerà ad amare incurante di pressioni altrui. Così come potresti essere l’uomo più premuroso del mondo ma lei preferire il dannato di turno.
Per quanti sforzi tu faccia e per quanti impianti di antenne potrai costruire questo non lo saprai mai. Oppure lo saprai a cose fatte. Oppure potresti saperlo e capirlo in anticipo, visto le qualità delle antenne che hai costruito, senza che purtroppo ciò possa cambiare qualcosa.
Oppure, e te lo auguro, puoi aver avuto fortuna e bravura che si sono intersecati e aver trovato una donna intelligente che ha capito i propri sbagli avendoci sbattuto la testa contro il muro. Vedi caso portoghese. A volte le capocciate al muro fanno male e hai paura di ricascarci.
E la storia con il portoghese, così come l’hai raccontata tu, non è poi così tanto strana e lontana dalla realtà. A molte donne capita di innamorarsi di soggetti così.
Golem, ho fatto un po’ di fatica a mettere insieme le frasi contenute nel tuo post n. 49.
Quel che mi pare di aver compreso è che tua moglie, nel rapporto con il portoghese si è comportata da “crocerossina” quasi in una missione da compiere e portare a termine.
Or bene, da quanto spero di aver capito, questa missione, secondo lei, non è stata portata a compimento. Per cui tua moglie si sentiva ancora in dovere di portare a termine questa “missione”
E tu ritieni che quest’angolo di intimità che lei non aveva mai tirato fuori le impediva il passaggio che la rendesse donna “completa”
Mah, ripeto mah, e sottolineo mah !!!!!!
Tu ritieni che lei abbia omesso di parlarti di quella storia per paura del tuo giudizio ?
E perché mai ? La logica voleva che il tuo giudizio come probabilmente quello di qualunque altro uomo sarebbe stato negativo. Ma lei lo sapeva già.
E infatti il tuo giudizio E’ STATO NEGATIVO, poiché per anni da quanto hai scritto nei tuoi innumerevoli post passati non ti sei fatto capace di questa storia.
Ma se il tuo giudizio è stato negativo non devi colpevolizzarti. Ma non devi neanche giustificare, a mio parere, talune “mancanze” (io le chiamo invece “complicazioni mentali emotive”) femminili, additando la colpa a uomini che non le aiutino a “capirsi”.
Una donna è “complicata mentalmente” per sua natura e non per la paura di pregiudizi maschili o per carenze, sempre maschili, per capirle.
Di stronzi maschi ne esistono e sono sempre esistiti. Ma caso strano le donne sono spesso attratte dagli stronzi. Un motivo ci sarà allora. E non credo dipenda dall’essere stronzi ma dall’essere attratti dallo stronzo.
A me una stronza non attrae se non fisicamente. Ma una donna che mi attrae fisicamente non mi fa perdere la testa, se non per un breve periodo in grado di placare l’ormone.
Per farmi “perdere la testa” ci vuole ben altro. Ci vuole dolcezza, femminilità e condivisione di intenti. Poi se voglio aiutare una “mentecatta” in difficoltà questo è un altro discorso. Cerco di compiere la mia missione senza farmi abbindolare da lei perché innamorarmi di una “portoghese” non fa parte della mia mente “lineare”.
Non so se ho reso l’idea e sono stato chiaro
Caro Markus, una donna ondivaga come quella che descrivi genericamente tu, che si lamenta se eccedi nelle attenzioni o viceversa ti rimprovera il contrario, non ama e neppure è innamorata di quell’uomo.
Vorrei dirti che io non ho paura di perdere un bel niente, perché se domani lei venisse a dirmi che se ne va con un altro, la colpa sarebbe mia soprattutto. Io so quello che do’ nel rapporto, e mi aspetto lo stesso da lei, e so anche cosa ci lega da un quarto di secolo e quanto il superamento di quel sentimento “parassita” risalente al passato ha saldato ulteriormente il rapporto. Quell’attenzione che tu definisci “paura” è solo attenzione, che peraltro a lei fa piacere che ci sia, perché lavorando anche con singoli “studenti”, capita di incontrare anche quello che “osa” qualche avances più “concreta”, forte di una posizione che si ritiene di potere. E purtroppo certe esperienze le ha conosciute prima me, quando era molto giovane e non aveva vicino chi potesse intervenire per pareggiare i conti con quei vigliacchi.
A proposito di quanto ho detto poco fa, rientrando mi ha parlato proprio di un episodio potenzialmente a “rischio” capitato oggi, quindi fresco di giornata. Un manager di una azienda multinazionale ha chiesto alla scuola una insegnante madrelingua, di bella presenza che lo accompagnasse a cena con un cliente americano perché fare da…interprete. “Ho pensato a te” le ha detto la direttrice; “Ah sì, hai fatto male, perché io non sono disponibile a fare la escort poliglotta”, le ha risposto.
Markus, io credo che mia moglie sia innamorata di me oltre che amarmi (sai che per me sono due momento diversi seppure ovviamente consequenziali) ma, come in altre occasioni, non c’entra solo questo aspetto nel suo atteggiamento, c’entra SOPRATTUTTO la sua attuale dignità di donna, e se non dà dastidio a nessuno molta di questa l’ha maturata attraverso il rapporto con me, compreso quello che alcune “femministe” hanno definito il lavaggio del cervello, che io le avrei fatto per capire e farle capire l’assurdità di quel legame nevrotico del passato, che limitava il nostro impedendo di fare il salto di qualità che c’è stato dopo il famoso “passaggio”.
Sia io che lei abbiamo avuto decine di opportunità di un certo “genere”, te lo posso assicurare, ma per diventare “pericolose” devono superare il legame intellettuale che si è creato, e per mantenerlo non abbiamo bisogno di fare i pavoni, basta essere noi stessi.
Markus, si “crocerossina”, “io ti salverò” e affini, ma credo di aver spiegato il perché il giudizio è stato negativo sul personaggio in questione, che non lo sarebbe stato se lei avesse detto subito che non era una storiella senza i risvolti che poi ho scoperto. Ma ho spiegato anche il perché lei fu reticente nel dover spiegare che si era innamorata di un co...... che ne ha umiliato il suo sincero ancorché ingenuo sentimento, peraltro frustrato per oltre 5 anni. Forse la lunghezza del post ti ha fatto perdere qualche passaggio.
Una ragazza esce da una storia del genere umiliata nell’autostima e non certo arrichita, e con la sensazione di “non valere”, ma è difficile riconoscere di aver fatto un errore di valutazione madornale nell’affidare a un idiota i sogni romantici dell’adolescenza e del “primo amore”. La cosa che si fa in questi casi è cercare di limitare i “danni” all’amor proprio convincendosi che: “non era colpa sua se si comportava cosi. Aveva bisogno di altro ammore che io non sono stata in grado di dargli anche per colpa del mio lavoro”.
Quello che ti ho descritto sin’ora è un esempio della labirintica mente femminile, che se forse è servita nella fase evolutiva alla sopravvivenza, per motivi che al momento mi sfuggono, oggi con l’aggiunta di migliaia di anni di cultura maschilista e duemila di quella cattolica le porta spesso a danneggiarsi masochisticamente per sentire di aver “meritato” di essere amate.
Un uomo che intraveda la qualità in una di queste donne, e se ne innamori, dovrebbe far di tutto perchè capiscano di non inseguire sogni irrealizzabili, perché come diceva Baglioni in una sua bella canzone “La vita è adesso”.
Il resto l’ho scritto nel terzo post che completava i primi due, ma che non è potuto essere pubblicato contemporaneamente a questi.
Io posso riconfermare le parole di Golem e – in quanto presenza forumistica che interagisce con lui ormai da tempo – posso testimoniare che effettivamente un uomo come lui, quand’ anche ricoprisse nella tua vita solo la veste di “amico virtuale” ( come nel mio caso ) ti aiuta a ritrovare quella dignità e quella consapevolezza che altre situazioni e altri tipi di uomini cercano costantemente di scalfire. non faccio alcuna fatica a comprendere il tipo di percorso che può aver fatto la moglie di Golem, senza distorcerne la dinamica ( come hanno invece fatto volutamente altre utentesse per motivi loro ). Per cui mi trovo del tutto concorde con lui nel dire che in un rapporto i sentimenti devono andare di pari passo con la complicità vera tra i due partner e con l’ evoluzione e la crescita personale dei singoli individui, perchè si possa parlare di AMORE e non solo di COPPIA.
Golem, post n. 53, c’e’ una frase che mi lascia esterrefatto ancorché allibito: “…perché se domani lei se ne andasse con un altro la colpa sarebbe mia…”
Pazzesco! Tu giustifichi a priori quello che potrebbe essere a tutti gli effetti definito un tradimento addossandoti la colpa senza se e senza ma.
Ipoteticamente lei ti tradisce e la colpa é tua. Non ho parole Golem. E sinceramente con tutta la buona volontà non ti capisco.
Mi viene solo da pensare se ragioni così anche al contrario. Nel senso che se tu te ne vai con un’altra la colpa é di tua moglie.
Guarda Golem che quei rapporti di cui ti parla tua moglie non sono assolutamente a rischio. Altrimenti non te ne parlerebbe. Una donna, te lo posso assicurare, se avesse davvero interesse verso qualcuno che le fa il filo stai tranquillo che te lo terrebbe nascosto. Se ti cita il manager a cui serve una insegnante bella presenza e a cui ha risposto in quel modo, probabilmente lei questo tizio non lo può sopportare.
Non farti ingannare da certe cose. Anch’io ci sono cascato e per tanto versi la pensavo come te. Ti auguro vivamente che non ti accada ciò che é accaduto a me.
Ricorda la canzone “la donna é mobile” ascolta bene le parole. Hanno un senso, una verità.
Detto ciò c’e’ una cosa che proprio non concepisco, e torno alla frase iniziale che mi ha lasciato sconcertato: lei se ne va con un altro e la colpa è tua!
A parte l’assurdita’ che ti ho citato ma, a parte ciò mi viene da pensare una cosa piuttosto banale: ma un rapporto di coppia, un matrimonio, una famiglia dovrebbe avere certe le basi dell’amore, che poi sono quelle del voler bene.
Con il tuo discorso tutto invece sembra basarsi su un filo molto sottile: vietato sbagliare, sempre sotto tensione, mai abbassare la guardia, antenne dritte. Altrimenti ne ne vado con un altro !
Che tristezza questo Golem
E poi sai, continuo a non capire perché nella tua testa continua a non accettare il suo amore per il portoghese. Proprio non ti va giù il fatto che lei possa essersi innamorata di un co....... Il mondo, la storia di ieri e di oggi é piena di donne che si innamorano di co....... Molte moltissime di più di quanto siano gli uomini che si innamorano di donne che non valgono un c…..
E spesso si tratta di donne serie ed intelligenti. Ma vale il discorso che ti sto facendo dall’inizio.
Quindi il co...... di turno non ha umiliato nessun sentimento. I co...... di turno continueranno ad esistere per molte donne. Perché la loro…
….mente, quella che tu stesso definisci labirintica é fatta così. E’ una mente predisposta a certe cose.
Non te ne meravigliare troppo Golem e goditi il tuo matrimonio che, da quanto racconti ha raggiunto un equilibrio invidiabile.
Fortuna, bravura, testa sbattuta contro il muro, chi più ne ha più ne metta. Non é importante. Non ti sminuire però e soprattutto non darti colpe solo perché sei un uomo.
Ciao, la tua storia mi fa volare con la fantasia, credo sia molto bello aver provato delle emozioni cosi dolci e tenere, credo sia un bel dono per te. Allora… Negli altri commenti l’argomento ‘correttezza’ e tradimento é già stato sviscerato…io vorrei parlarti di altro, forse mi prenderai per pazza e mi ignorerai come fanno tutti in questo forum ? ma te lo dico lo stesso ? secondo me questa donna tu la conosci da molto tempo, guardarla negli occhi (e l’immagine che ne dai mi ha colpita molto, tristi dici…) ti ha solo fatto “ricordare”… E quante coincidenze! Sei la persona che può esserle utile per far conoscere il suo talento, ma tra poco ti trasferirai e sarà difficile che inizi una relazione tra di voi… Credo che (sono mie sensazioni e credenze tipo reincarnazione, anime compagne ecc.) che questa ‘anima’ hai il compito di aiutarla, le vuoi un bene incondizionato, sei disposto ad aiutarla e nemmeno la conosci! É una cosa bellissima e potente! Aiutala pure, ma poi lasciala andare… Conserverai sempre nel cuore questo incontro, non aspettarti di più… Credo ti sia successo qualcosa di prezioso ? ma non fare l’errore di confonderlo con l’amore, credo si tratti di qualcosa al di la di questo ? ciao
Ciao Marinella
Non ti conosco, nel senso che non mi è mai capitato di imbattermi nei tuoi commenti. Ma come vedi non ti ignoro.
Non mi sento di aprire nessun discorso sugli argomenti citati tra parentesi, tipo reincarnazione e quant’altro.
Però credo di capire quanto stai dicendo. Non so se questo è il caso di J-light, però tra le mie esperienze ricordo di aver provato sensazioni simili.
Markus forse è meglio non esagerare troppo in argomentazioni troppo elaborate e lunghe perché probabilmente si perdono pezzi del discordo econ questi il senso dell’insieme.
Rispondo in maniera didascalica.
Se arrivo a dire che se mi tradisce è “colpa mia” lo affermo per due motivi:
1- perché “amo” la persona sbagliata
2 – perché “non amo” come dovrei la persona giusta.
Mi spiego meglio. Se mi “innamoro” di una persona che invece non lo è “realmente” di me, ma per una serie di motivi questa accetta la relazione, è inevitabile che prima o poi questa persona potrà incontrare chi colmerà la sua mancanza, con quel risultato che ti scandalizza. Ma di chi sarà la colpa? Mia, perché ho “voluto” qualcosa che non poteva funzionare, ignorando tutte le evidenze che avrebbero dovuto farmelo capire.
Nel secondo caso, se io non alimento adeguatamente il rapporto con quelle attenzioni che derivano dalla conoscenza della persona amata, e questa lentamente si sente frustrata nel valore del suo sentimento sapendo di dare il giusto apporto al rapporto, prima o poi troverà chi “la capisce”, e anche qui le conseguenze saranno inevitabili.
Detto in parole povere, un rapporto funziona quando entrambi sono sintonizzati sulla stessa frequenza sentimentale, con la stessa intensità e senza RETICENZE NÈ OMISSIONI.
Ovviamente se mi innamorassi di un altra, mia moglie avrebbe le sue responsabilità, per i motivi che ho esposto nel punto 2, e ci siamo andati vicino durante la crisi, quando le “comunicazioni” tra noi erano “disturbate” per i motivi che ho spiegato.
Negli impegni “d’amore” verso l’altro, è contemplata anche la possibilità della sua “risintonizzazione” sulla frequenza sentimentale aggiornata al presente, quando questa fosse disturbata da trasmissioni spurie che creano difficoltà di comprensione tra i due interlocutori, che alla lunga porta al risultato di spegnere la “radio” o scegliere un’altra “stazione”.
Markus, se tu immagini che nel tuo rapporto, mentre fai quello che ho scritto, l’altra fa altrettanto verso di te i conti tornano. >>>
>>> Che molte donne si innamorino di co...... conclamati non è una novità, mi interessava che lo capisse la donna della mia vita.
P.S. quel “manager” mia moglie non lo conosceva da prima per decidere che non le “piaceva”. È bastata la formulazione della proposta professionale per intuirne gli scopi reconditi e non farglielo piacere.
Se la scoprissi così stupidamente “disonesta” dopo 25 anni il vero co...... sarei io, non credi?.
markus, hai ragione. Noi donne siamo portate a innamorarci perdutamente degli stronzi e dei co....... Ma occorre spiegare IL PERCHE’. Forse non lo sai, ma noi donne veniamo generalmente abituate fin da bambine all’ idea del sacrificio, del doverci dedicare sopratutto agli altri invece che a noi stesse ( come viene invece insegnato agli uomini ), e questo genera poi quelle distorsioni relazionali di cui si sta parlando qui ( il famoso tizio inetto e idiota a cui fare da “crocerossina” ). Se la capacità di perseguire i propri scopi personali e di mettere di fronte a tutto le proprie esigenze e aspirazioni in un uomo è vista come una qualità positiva che va incoraggiata, quando in una donna emerge questo aspetto del suo essere lei viene invece, al contrario, colpevolizzata. Come se fosse un’ onta di cui doversi vergognare. Oltre a tutto questo, mettici anche che molte di noi vengono sminuite e svalorizzate già nell’ infanzia e nell’ adolescenza e spesso e volentieri nello stesso ambiente familiare, magari i genitori non lo fanno “consapevolmente” quando hanno questi atteggiamenti, ma questo certamente non ti aiuta a crearti una personalità forte e strutturata. E poi logicamente la scarsa autostima e fiducia in se stesse, porta a vivere amori sbagliati o a legarsi a uomini non degni delle tue attenzioni. Un rifiuto in amore per una donna è più duro da accettare, per tante ragioni. L’ apprezzamento maschile o l’ approvazione della famiglia e della comunità, per una donna sono la riconferma del suo valore, o perlomeno lo sono per le donne che non hanno ancora raggiunto la piena consapevolezza e pace interiore ( e le donne così sono la maggior parte ). Quindi molte preferiscono trascinarsi dietro a storie sofferte piuttosto che prendere atto che quella persona semplicemente non le ama, o è inadatta a loro. Se ne può uscire, ma solo se si accetta di compiere un percorso ( faticoso e non facile ) di autoanalisi e di obiettiva valutazione nei confronti del nostro essere e delle nostre situazioni esistenziali. Solo vedendo le cose sotto una luce diversa, da “spettatrici neutrali” e non più solo da persone direttamente e profondamente coinvolte, si giunge alla chiave di volta per liberarsi di storie, persone e situazioni deleterie e per riappropriarsi della padronanza della propria vita. E a quel punto, sta sicuro che non c’è più spazio per improvvise sbandate e destabilizzanti inversioni di rotta.
Mah non sono così daccordo, anzi, io credo sia tutto il contrario ! A parte naturalmente singoli casi.
Le ragazzine oggigiorno vengono allevate dalle madri come delle principesse e quindi abituate a ricevere continuamente attenzioni e complimenti fin dalla tenera età per i più disparati motivi.
Questo porta alla creazione di donne egocentriche, viziate e narcisiste.
Nello stesso momento però l’egocentrismo credo faccia a pugni con i millenni di selezione naturale della donna, abituata ad essere soggiogata da parte dell’uomo.
E quindi da un lato se cominci a darle attenzioni ne richiedono sempre di più non essendone mai sazie, dall’altro sono attirate da chi le tratta male e dagli stronzi.
Questo conflitto interiore, intriso poi con la cronica mancanza di autostima psico-fisica e dell’ex storico che le ha distrutte emotivamente, porta la maggior parte delle donne attuali ad una sola cosa: pazzia.
Viviamo un’epoca di grande cambiamento nelle relazioni umane con grossi conflitti nei rapporti uomo-donna con risvolti a volte purtroppo drammatici.
Da quello che ho capito, alla veneranda età di 34, è che con le donne essere buoni non rende perché è necessario coltivare il loro conflitto principesse/schiave.
La stragrande maggioranza delle coppie durature si tradiscono e si odiano, eppure.. vivono.
Del perché loro preferiscono vivere così, non lo so. Ma è un dato di fatto che le donne over 30, attualmente, sono proprio da manicomio.
Ricevuto il messaggio Golem, per quanto possibile cercherò di essere più sintetico anche io.
1) Non si ama come si “dovrebbe” Golem: o si ama o non si ama. Non esistono modi per amare.
2) Ovvio che si può amare la persona sbagliata, accade di sovente ciò
In entrambi i casi la colpa non sarà MAI di chi AMA. Perché colui/colei che tradisce NON AMA
Le attenzioni non sono sinonimo di Amore Golem. Perdonami ma una donna ama il proprio uomo o le sue attenzioni ?
Guarda che un rapporto funziona se ci si ama. Alias se ci si vuole bene
Golem quando ci si sposa si fanno delle promesse: “prometto di esserti fedele per sempre, nella buona e nella cattiva sorte, nella salute e nella malattia e di amarti e rispettarti ogni giorno della mia vita”
Chi ha scritto questa breve frase non era un co...... ma qualcuno che, nella sintesi appunto, ha raccolto quella che è l’essenza del rapporto di coppia: amore, fedeltà, e rispetto. In altre parole: voler bene, non tradire, considerare l’altro.
Se tu esci di casa e incontri un’altra e te ne innamori e di conseguenza tradisci il problema è tuo e la colpa è tua. Perché commetti tutti e tre gli errori della promessa: non ami, tradisci, non rispetti.
Tua moglie che non ti tradisce non ha colpa.
Se ultimamente non sei sintonizzato sulla frequenza provi a risintonizzarti fino a che ritrovi la stazione. Se non la trovi ti accerti del perché questa radio non si sente più. Potrebbero semplicemente essersi rotti i ripetitori, quindi non è colpa della radio.
Ma se ami ascoltare quella radio non ci pensi proprio ad andare ad ascoltarne un’altra.
Dubito che tua moglie dopo 25 anni possa diventare disonesta. Per tanti motivi oltre all’amore che non ho dubbi possa provare per te. Ma se succedesse, e non te lo auguro, non saresti un co......, quanto uno che semplicemente ha creduto all’amore.
Maria Grazia
Forse una volta le donne venivano abituate all’idea del sacrificio. Oggi non mi pare proprio.
E le donne continuano ad innamorarsi di stronzi e co.......
Markus, se esci e ti innamori, con un rapporto in corso, significa che il “secchio” nel quale versa il sentimento la tua partner, o ha un “buco” o non si “versa” abbastanza. E lo stesso vale per il suo.
Quando dici che che non c’è un metodo per amare, ma che si ama è basta, è una bella e romantica dichiarazione ma non è realistica. Il partner DEVE capire il valore di quel sentimento, e non è così automatico che se lo conosci tu questo succeda anche a lei. È quella la sintonizzazione a cui mi riferivo.
Molta gente pensa che l’amore sia solo romanticismo e miele, confondendolo con la passione e il desiderio erotico involontario, invece si trova nella ragione e nella volontà il terreno dove può crescere quella pianta che darà i frutti sperati.
Ciao Marinella, ho apprezzato molto il tuo commento.
Il fatto che hai sottolineato che lei abbia gli occhi tristi significa che hai colto in pieno quello che mi ha colpito di lei.
Lei è triste, punto! Sarei disposto a scommettere su questo e anche se lo negherebbe continuerei a crederlo.
Mi rattrista un casino pensare che la settimana prossima le offrirò “un passaggio” professionale e probabilmente sarà l’ultima volta in cui potrò giustificare un contatto senza risultare patetico, a meno che lei lo accetti, a quel punto gli sviluppi non li posso conoscere ora.
Il tempo è medico si dice….spero che abbia cura anche di me.
La ragione deve prevalere sul cuore, bisogna anche avere il coraggio di andare contro il cuore e andare avanti!!
Ciao Markus, spero che J-light stia meglio ?
Lasciate perdere, io parlo con cognizione di causa se dico che c’è ancora un divario culturale molto grande tra il modo con cui si allevano i maschi e quello con cui si crescono le figlie femmine. Vi siete mai chiesti, per esempio, perchè ai bambini maschi si regalano giocattoli come robot, automobiline telecomandate, costruzioni e giochi di abilità, mentre alle bambine femmine si rifilano sempre e solo bambolotti su cui simulare il cambio dei pannolini ? Le donna ancora oggi vengono allevate all’ idea di dover compiacere il sesso maschile e di doversi comportare in modo da trovare il famoso “buon partito”, e questo significa spesso e volentieri rinunciare ad avere una personalità propositiva e a coltivare progetti e aspirazioni. Che poi molte donne sfoghino le frustrazioni generate da questa impostazione con atteggiamenti aggressivi, quello è un altro discorso. Ma d’ altra parte i comportamenti prevaricanti e narcisistici non sono prerogativa solo delle donne, e altro non sono che l’ altra faccia della medaglia di ciò che stiamo discutendo. Una donna VERAMENTE forte non manda all’ aria la sua vita per inseguire i suoi ormoni e non subìsce passivamente le conseguenze di una passione amorosa deleteria, e nemmeno si pone con superbia, chiusura mentale e aggressività.
Comunque quando ero piccola e mi regalavano qualche cicciobello, non gli cambiavo mai “il pannolino” e nemmneno lo “accudivo”. Invece puntualmente lo spogliavo, lo smontavo per “analizzarlo chirurgicamente” e dopo aver visto che era “tutto a posto”, lo gettavo tranquillamente dalla finestra. Già allora i miei avrebbero dovuto farsi qualche domanda su quello che sarebbe stato il mio futuro di donna adulta. 🙂
Maria Grazia
Io e mia sorella da piccoli giocavamo con le pistole. La “costringevo” a giocare a pallone e a fare la lotta.
Dopo qualche anno mi ha mandato a quel paese!
Se esci e ti innamori con un rapporto in corso significa che non ami la persona con la quale hai scelto di condividere il resto della vita. E il problema é tuo.
Lei probabilmente continua a versare acqua nel secchio. Ma sei tu che hai un buco (nel tuo di secchio)
Si, si ama e basta. Non c’e’ un metodo. Non si insegna ad amare nelle scuole. Ognuno ha un suo modo. E nessuno ha mai contestato il modo di amare. O si ama o non si ama. Colui che porta una rosa non vuol dire che ama più di colui che la rosa non la porta. Non é l’attenzione che fa l’amore.
Non ci vuole una laurea per capire un sentimento. Non serve che ogni giorno ti si chiede “come stai”. Basta rimboccarti le coperte pensando che hai freddo. Anche quello é un gesto d’amore. Poi se tu non lo capisci perché cerchi altre prove il problema non é di colui/colei che ti ha rimboccato le coperte.
Paradosso : mia madre nella vita non mi ha mai fatto una carezza, mio padre nella vita mi ha fatto tante carezze.
Non ho mai avuto dubbio alcuno che entrambi mi andassero. Ognuno con il suo modo.
L’amore é semplice caro Golem soprattutto quando é vero.
L’amore non é romanticismo e miele e neanche passione e nemmeno desiderio erotico.
É semplicemente voler bene all’altro.
Naturalmente sono daccordo sul fatto che molte donne sfoghino le loro frustrazioni con l’aggressività. E mi ricollego a quello che MG affermava circa la rinuncia alle proprie aspirazioni per inseguire il sogno della principessina nel castello fatato!
Da un po di tempo rifletto anche su talune situazioni che mi sono capitate con alcune donne; aggressive e ciniche senza alcun senso né ragione compiuta.
E in passato entrambe, per seguire il fidanzato, hanno rinunciato agli studi universitari. Inutile dire che poi il fidanzato le ha lasciate e il loro equilibrio psico-fisico è andato a quel paese.
Come dicevo ne conosco un paio di donne così, con una stronzaggine innata e illimitata veramente senza senso.
Una l’ho conosciuta anni fa, una in questi mesi. Inutile dire che dopo aver analizzato le situazioni me ne sto alla larga da entrambe.
Certo che è dura eh.
Ciao J-light, grazie per la risposta. Secondo te che tipo di sentimenti ha risvegliato in te vedere la tristezza nei suoi occhi? A cosa ti ha fatto pensare? Se ti va.. Ciao ?
Sì ok Markus, non sarà la rosa o un tulipano che fa la differenza ma ‘sto bene come lo “dimostri” concretamente, solo dicendolo? Ci dovrà pur essere un modo concreto perché il partner lo capisca o no?
È per questo che vado dicendo che l’amore è un progetto comune che nasce dal cuore e si realizza col cervello. È un “lavoro” che di fa in due ed è nella realizzazione di quell’obiettivo che si intravede e si legge quel “bene” di cui parli, con o senza rose. Quelle le lasciamo alle varie Rosy, Francesca, Dany e consimili che parlano di grande ammore, quando invece stanno vivendo la “vacanza” dell’amore, e in vacanza sono capaci tutti di divertirsi. Così come nella vita ci si realizza lavorando e “amando” possibilmente il proprio lavoro, allo stesso modo non ci si realizza sentimentalmente stando in “vacanza”, anche se piacerebbe a tutti ovviamente.
ets esattamente! Se ci fai caso la dinamica è sempre la stessa: una donna incontra un tizio qualsiasi, se ne innamora ( o pensa di innamorarsene ) alla follia. E, forte anche dell’ educazione e del condizionamento ricevuti, insegue quel sogno d’ amore contro ogni logica evidente in nome del principio secondo il quale “la coppia deve vincere su tutto e che il fine ultimo di una donna è quello di appartenere a qualcuno”. Poi quasi sempre queste storie naufragano miseramente, spesso e volentieri nei modi peggiori con ritorsioni reciproche di ogni tipo e tradimenti fisici o morali. E la tizia in questione, dopo aver rinunciato alla sua autorealizzazione in nome “dell’ ammmore”, va in crisi totale perchè si ritrova solo con un pugno di mosche e con le sue mille frustrazioni, che scarica poi sul malcapitato di turno ( e non parlo solo di relazioni tra i due sessi ). Ma anche per molte donne che riescono effettivamente ad “accasarsi” con il loro “principe azzurro”, non è molto diverso quando a 40/50/60 anni si accorgono improvvisamente di aver rinunciato a progetti personali e ambizioni lavorative in nome della quiete familiare e dell’ accettazione sociale, senza che poi gli venga riconosciuto alcun merito per questo ( come invece loro si sarebbero aspettate ), ma anzi si ritrovano imprigionate in un’ esistenza misera, vuota e insoddisfacente, mentre i loro anni migliori sono volati via per poi fare posto all’ insoddisfazione e alla depressione galoppante. Niente di più ovvio che poi queste donne cerchino una via di fuga in relazioni clandestine ( che loro scambiano per l’ amore della vita ), illusioni di vario tipo, o che scarichino la loro alienazione sugli altri. Specie su chi, a differenza loro, ha avuto il coraggio di VIVERE DAVVERO e di non tradire se stesso in nome delle apparenze e delle imposizioni provenienti dall’ esterno. Certo, Il discorso vale anche per alcuni uomini, e per quelle donne separate o divorziate che si erano sposate e avevano fatto dei figli anche se tutto questo in realtà non corrispondeva con il loro autentico modo di essere ( le mie vicine di casa – quasi tutte stressate e isteriche per via dei figli da crescere da sole e del mutuo da pagare – ne sono un classico esempio ), ma semplicemente per rispondere a un dictat sociale. Ricordiamoci che moltissimi sono ancora convinti che se una donna non si sposa entro i 30 anni è perchè ha “qualcosa che non va”. Inutile continuare a stupirsi di certi comportamenti o…
…o atteggiamenti. Sono semplicemente il risultato del modus vivendi di persone che non hanno il coraggio di prendere in mano la propria vita anche se questo comporta la disapprovazione di chi le circonda, e che poi si sfogano sugli altri. Ti potrei citare decine di casi di mia conoscenza, oltre a quelli che vediamo quotidianamente in questo forum. Non vivete per le apparenze, datemi retta, non ne vale la pena! Vivete PER VOI STESSI/E. Certo, se sarete AUTENTICI troverete sempre qualcuno che non vi approva o che cerca di mettervi fuori gioco ( magari solo per paura o per invidia ) ma non curatevene, non è questo a dovervi fermare.
Golem, ma secondo te è così complicato dimostrare di voler bene alla propria donna ? Ed è così complicato per lei capirlo ?
Il bene si dimostra in tanti modi, anche e soprattutto dimostrando di “appartenere” all’altra persona. Facendole sentire sempre la propria presenza, il proprio esserci, per lei, per noi. Soprattutto nei momenti importanti.
Chiedere scusa se si è sbagliato qualcosa e ribadirle quando meno se lo aspetta che è lei la donna che abbiamo scelto per accompagnarci nella vita.
Ci vogliono insegnamenti per fare e capire questo ?
Non è difficile se lei A SUA VOLTA te ne vuole “VERAMENTE”.
Lo ripeto, l’amore, quando C’È, è un’esperienza semplice, seppure lunga nella realizzazione. Ma ai due richiede di essere “coordinati”.
Solo in questo modesto forum puoi renderti conto di quanto varino tra loro le varie interpretazioni sull’argomento.
Hai trovato solo ora l’amore della tua
vita oppure ..è solo una cotta.
Succede a tanti. la routine matrimoniale
ripetitiva stanca, magari fai pure l’amore
poco o niente con tua moglie.
questa è una ventata d’aria fresca,
finalmente sei vivo!
Scusa Golem ma di cosa stiamo parlando? Di chi si fa prete senza vocazione?
“non é difficile se lei te ne vuole veramente”
Si presume che se entri in un rapporto, ci stai anni e decidi pure di sposarti forse il sentimento ce l’hai.
Quando mi sono sposato, sapevo quello che stavo facendo. Non ho pensato a coordinazioni e interpretazioni da studio psicologico. Anni di fidanzamento, di coesione, di discorsi, di chiarimenti, mi avevano indicato che davanti a me non c’era una banboccia immatura e inconsapevole del sapere ciò che si vuole dalla vita e da un rapporto come la maggior parte delle donne di oggi.
Per cui ho semplicemente pensato che “questa donna mi vuole bene almeno quanto gliene voglio io”
Sperando nel famoso detto: “un uomo sposa una donna nella speranza che non cambi mai”
(solo che le donne sposano un uomo nella speranza di cambiarlo)
Sì Markus, come vedi si finisce per dire delle banalità su vicende importanti che incidono poi sul corso della nostra vita. Le speranze di cui parli, infondo dichiarano implicitamente una “carenza” di conoscenza dell’altro, che si somma all’aleatorietá dell’animo umano giá di per sé insondabile.
Per valutare una situazione come la tua, di cui si intuisce l’esito ma non lo svolgimento, bisognerebbe conoscerne i dettagli, ma è evidente che oltre al tuo “disappunto” si intravede anche la “sorpresa” per qualcosa di inatteso.
E la sorpresa contiene una evidente dose di “non conoscenza” dell’altro. Tuttavia io, per esperienza personale vista a posteriori, mi sono reso conto che quell’esito di cui ho accennato, lancia sempre dei segnali all’interno del rapporto, più o meno percettibili.
Le donne normalmente sono molto più brave di noi a non far trapelare certe situazioni, però i segnali “non verbali” li lanciano come tutti. Io ho imparato a coglierli, e ho impiegato anni, anche se nel nostro caso “l’altro” era un “ologramma” più che un uomo in carne ed ossa, e inoltre lontano. Ma comunque rappresentava un bastone tra le ruote nel rapporto, che a causa di “quell’angolo” di privacy (tanto reclamato da certe “teoriche” dell’amore) non faceva ” girare” la relazione come avrebbe dovuto.
Ripeto, pur non essendo un ragazzino privo di esperienze e con un carattere analitico, avevo ancora MOLTO da imparare della psicologia femminile, e tutt’ora lo sto facendo.
Allora mi chiedo, se ti é successo quello che penso, tu non non ne avevi nessun sentore? Neppure riconoscibile oggi, a posteriori?
Golem, non era mia intenzione parlare di un mio rapporto. L’ho dovuto tirare in ballo per rispondere ad alcuni tuoi quesiti.
In quest’ultimo tuo post il n. 81 scrivi questa frase:
“..Le donne normalmente sono molto più brave di noi a non far trapelare certe situazioni, però i segnali “non verbali” li lanciano come tutti…”
E già vieni al mio discorso sulle donne…che sono “le donne” in generale, fermo sempre restando che l’eccezione conferma la regola.
In un rapporto d’amore mio caro Golem, in un rapporto dove cioè c’è bene verso l’altro/a i segnali non verbali non si lanciano. Si parla caro il mio Golem. Il problema, i problemi, se reali e importanti vanno affrontati in ben altro modo che non siano quelli dei segnali non verbali.
Ma a te pare normale il fatto che stavi per buttare all’aria un rapporto per una storia passata antecedente alla tua perché tua moglie non te ne aveva parlato o perché tu non riuscivi a comprendere il perché del suo amore verso un co...... ?
Tu ritieni di aver imparato qualcosa dalla psicologia femminile. Ma appunto “qualcosa”. E quel qualcosa è nulla. Le donne (tutte) rimangono un mistero per tutti.
Ti ho citato la famosa canzone “la donna è mobile” non a caso. Credo tu la conosca. Quelle parole dicono tutto: “muta d’accento e di pensier”
E se anche stai con le antenne dritte e ti sforzi di far girare la relazione come si dovrebbe e di intuire mutamenti e psicologie la storia non cambierebbe.
Rispondo per dovere di cronaca e correttezza alla tua ultima domanda: no, non avevo nessun sentore, neppure riconoscibile oggi, a posteriori a tanti anni di distanza !
Markus, posso solo immaginare quello che ti è potuto capitare, e lo so bene che in “casa ” si dovrebbe “PARLARE”. Io ho fatto quello che sentivo di fare per capire e far capire a una donna che cosa stava mettendo a rischio un rapporto ultra decennale con la presenza di una figlia, ma come ti dicevo abbiamo impiegato quasi tre anni, e non é stata una passeggiata come puoi immaginare. E attenzione, la cosa più assurda – e che ha dilatato i tempi di soluzione – e che per lei non c’era niente di strano. Come dire, io ero il marito, quindi impegno, sacrifici, routine, anche serena e affetto se vuoi, quasi “il lavoro” praticamente, e l’altro le “vacanze” , solo immaginarie oltretutto. Un pò come un hobby, il calcetto o il biliardo per noi, volendo generalizzare. Vedi l’esempio che ho fatto su un altro forum dove si presentano queste donne con “amante” al seguito, un paio delle quali vivono più o meno bene anche la vita familiare.
Prendi Francesca, si capisce che è una brava “ragazza”, che non cerca lo squallore di un rapporto anche solo ludico, anzi, dice di “amare” sia l’uno che l’altro, e ci crede, ne sono convinto, tuttavia mette a rischio una famiglia con due figli per un’illusione della quale NON ha mai parlato col marito. Cioè non si convince che non é né logico né normale fare una vita del genere. Tra l’altro, a proposito di segnali, non capisco come faccia il marito a non rendersi conto delle sue condizioni, che sono impossibili da trattenere nella loro angosciosa evidenza. Questo per dirti quanto riusciamo ad essere ciechi nei confronti anche delle donne che abbiamo al fianco e che vivono con noi, per il semplice motivo che siamo “diversi”, e non riusciamo a intuire situazioni che non siamo in grado di immaginare costituzionalmente, e di questo ogni uomo deve prendere atto. >>>
>>> Dici giustamente che il mio matrimono sarebbe potuto finire per delle “reticenze”, ed è vero , si era a un passo, ma sarebbe successo senza che io ne avessi mai scoperto la ragione, come spesso succede a molti. Esaurito, spento, morto di morte naturale si sarebbe detto. Un amore che muore? L’amore non muore se c’è, finisce perché non è mai cominciato, pensiamoci bene.
Ma la cosa più grottesca é che sarebbe stato inspiegabile anche per lei, che non avrebbe mai immaginato che quello “spazio privato” onirico si stava mangiando quello reale. E ovviamente sarebbe giunta a dirsi che “è finito” e basta.
Le ragioni della fine di un rapporto invece ci sono sempre, io ci ho messo tutta la mia passione, quella vera che arriva dalla volontà, non quella ormonale, per capirlo, e alla fine lo ha capito anche lei, che é una persona molto intelligente oltre che buona. Ma è pur sempre una donna, e come diceva qualcuno, le donne non possono essere capite. Vanno solo amate. Se si riesce aggiungo io.
Golem, nei tuoi due lunghi post n. 83 e 84 il sunto, la sintesi é in sostanza quello che ti sto dicendo dall’inizio di questo scambio di opinioni e che cioe le donne (le donne in generale) sono strane, particolari emozionalmente complicate, irrazionali. E per quanto noi uomini vogliamo sforzarci di capirle non ci riusciremo mai. Troppo fuori di logica i loro ragionamenti nell’ambito dei rapporti che mettono in gioco emozioni e sentimenti.
L’esempio di Francesca, il tuo, il mio. Ma te ne potrei elencare a centinaia, così come altri potrebbero elencartene altrettante centinaia.
E sia chiaro, parliamo di situazioni nelle quali sono presenti elementi (maschili e femminili) afferenti ad esempi di brave persone. Maniaci, bastardi e gente violenta non vengono considerati in questa cerchia di cui stiamo parlando.
Come giustamente dici tu le donne vanno solo amate. E ci si riesce, non é difficile. Basta provare vero sentimento.
Il problema é che loro PRETENDONO di essere capite. Ma come, altrettanto giustamente scrivi anche tu: NON POSSONO essere capite.
Ma loro non capiscono questa nostra impossibilità. Spesso si rendono conto delle loro stranezze solo quando si confidano ad amici o amiche. Ma durante i rapporti di coppia continueranno a non comprendere i nostri amori veri e razionali.
Markus è uno dei pochi che ha capito molto delle donne. Non tende a inquadrarle forzatamente in un meccanismo in cui si possono trovare risposte razionali, come fa la maggior parte degli uomini (compreso golem, che si vanta di aver capito invece ha costruito solo una specie di legge razionale dove ha incastrato la moglie – e vuole farlo con tutte – per darsi, lui, spiegazioni del suo precedente rapporto), ma le accetta per quello che sono, cioè diverse, invece di volerle analizzare come un organismo meccanico. Le accetta come sono e ha capito come sintonizzarsi sulla loro lunghezza d’onda. Complimenti Markus.
Markus, la donna ha il grande compito deciso dalla Natura di riprodurre e proteggere la VITA sul pianeta. Tutto ciò che a noi uomini appare illogico ha invece una lontana ragione in quello scopo fondamentale che travalica qualunque ragionamento razionale. “L’amore” verso il quale a volte molte donne corrono come “lemming” che si gettano dal precipizio, facendo follie per soggetti improbabili, per quanto paradossale possa apparire ad altri “occhi”, ha sempre lo scopo recondito di cui ti parlavo. Così come una madre morirebbe per far vivere il proprio figlio, allo stesso modo una donna che si getta tra le braccia di chi non la vuole, la maltratta e addirittura a volte la uccide, lo fa per un occulto motivo naturale che vede in quel maschio il “migliore” sotto l’aspetto riproduttivo. Il fatto che lo chiami “amore” si spiega con le millenarie stratificazioni culturali che ne hanno “canalizzato” moralmente le irresistibili pulsioni sessuali. Il maschio dal punto di vista della natura è solo una “comparsa” dalla quale attingere il miglior materiale genetico possibile. Con metodi e intensità diverse, il resto è tempo che la donna impiega per procurarselo e farlo “fruttare”. E non potendolo chiamare altrimenti, questo “sforzo” viene definito genericamente amore appunto.
Invece quello con la A maiuscola, quello REALMENTE umano, richiede SEMPRE l’USO della mente, della volontà e del vero sentimento, e può essere persino svincolato dal richiamo strettamente sessuale, ma lo si conosce solo quando non si è inconsapevolmente schiavi di quegli istinti di cui parlavo. Io l’ho conosciuto così. Ma molti non ne conosceranno mai questo aspetto.
La fine di molte relazioni ne vede la ragione nel mancato “passaggio” dal richiamo sessuale, “istituzionalizzato” nei mille risvolti “romantici” che conosciamo, alla realtà ontologica, quella con cui si vive la vita in definitiva. Che non tutti “vogliono” o sanno accettare.
La sagace Camy non ha compreso che a me “delle” donne, intese in senso ecumenico, non interessa nulla, e non vedo peraltro come potrei “incastrarle” ammesso che lo abbia fatto con mia moglie. Ho risolto un MIO problema analizzando la situazione in un certo modo, ha funzionato, e a me basta. Non sono Diego che vuole salvare l’umanità, femminile in questo caso.
Se qualcuno trova le mie conclusioni utili bene, se non le trova utili va bene lo stesso. Io sono a posto, le mie conferme le ho trovate e non mi serve il conforto di chicchessia per esserne sicuro. Dovrebbe essere chiaro da un pezzo.
Ma ricordo alla nostra Camy che anche le situazioni “irrazionali”, come potrebbero essere certi “ammori”, sono prodotte da ragioni che possono essere lette con l’utilizzo di opportuni “vocabolari”. Qualunque scelta ha una “ratio decidendi” di fondo, sempre, che potrà essere razionale o istintuale secondo i casi e le circostanze, ma se si usa la “lingua” corretta queste ragioni si possono leggere con facilità.
il commento n. 87 di Golem delinea perfettamente e lucidamente il tutto, c’è ben poco da controbattere a quello che ha scritto. Ciò che afferma credo sia la pura e semplicissima verità, e non potrebbe essere altrimenti! sennò, come si spiegherebbe la viscerale attrazione o la dipendenza di molte donne verso individui deplorevoli, cinici, non in grado di ricambiare i loro sentimenti, o che arrivano addirittura alla violenza fisica e ai maltrattamenti ? è chiaro che in questi casi intervengono fattori genetici, istintuali o psicologici che andrebbero “corretti” e “indirizzati” nell’ ottica di abbandonare rapporti o passioni umilianti e insoddisfacenti a favore di legami più edificanti e costruttivi. Il discorso che fa qualcuno, circa il fatto di non poter avere la “pretesa” di capire il comportamento dell’ altro sesso secondo logiche “razionali”, in questo caso non ha alcun senso in quanto chi viene a scrivere qui lo fa proprio perchè VUOLE CAPIRE e vuole vederci chiaro. Diversamente, si continua ad essere come dei ciechi che brancolano nel buio. A qualcuno andrà anche bene questa cosa, ma ad altri no! Perseverare ad oltranza nell’ attrazione verso un uomo che ci umilia, ci rifiuta e ci maltratta o accettare situazioni che ledono la nostra dignità di donne ( e anche le illusioni sono tra queste ) non è affatto una cosa normale e prima lo si capisce, prima si può “guarire” e stare meglio. E per guarire bisogna operare un’ analisi profonda di noi stesse, di quello che ci è accaduto in passato e delle dinamiche ( sopratutto familiari ed ambientali ) che possono averci condotto a certe scelte.
A volte si tratta di fattori istintuali dettati da cause naturali, come dice Golem. Altre volte del clima culturale in cui era imbevuto il proprio contesto di provenienza, altre volte ancora si è trattato di esperienze nel proprio ambito familiare o interpersonale che ci hanno segnato profondamente, altre volte ci sono alla base veri e propri disturbi della personalità, fragilità strutturale o predisposizione alle dipendenze ( le donne che ad esempio fanno uso di eroina, raramente sono donne single convinte, e non è un caso che la maggior parte di loro abbia iniziato a drogarsi per scimmiottare e “seguire” l’ uomo di cui si erano invaghite ).
L’ accostamento che qualcuno fa tra la dipendenza da droghe e quella causata da sostanze ormonali, a mio avviso è del tutto centrato perchè queste cose anche se sono molto diverse tra loro, producono a quanto pare i medesimi effetti. Non a caso i tossicodipendenti paragonano la “pera” ad un orgasmo. Ma qualunque sia il motivo celato dietro a relazioni “malate” ( matrimoni infelici, rapporti clandestini, rapporti tesi tra genitori e figli, situazioni di sudditanza, ecc… ), occorre INDAGARE ( come farebbe un vero e proprio medico preposto a curare una patologia ) sul perchè ancora troppe donne si fanno raggirare, umiliare, zittire e annicchilire da altri come se niente fosse, e non solo nelle relazioni di coppia. E non c’è da meravigliarsi se poi queste sono le stesse donne che si scagliano ferocemente contro altre donne che invece, a differenza loro, sono fiere, coraggiose e combattive, e non si curano oltre il dovuto delle regole e delle convenzioni ma solo di ciò in cui loro CREDONO VERAMENTE. Il libero arbitrio ? può essere una componente attiva nelle scelte, ma bisogna rendersi conto che una persona depressa, traumatizzata o provata dagli eventi non può avere quel sufficiente grado di lucidità che consente di decidere con cognizione di causa. Quindi, una persona così, qualunque scelta farà ( sopratutto nelle relazioni ) sarà una scelta “stonata” e viziata all’ orgine. Anche per questo in giro ci sono tanti femminicidi in coppia o in famiglia, generati da fraintendimenti, errate convinzioni e precedenti malintesi circa quello che è il significato di “vero amore” o di “valore femminile”. Infatti come molti confondono il vero amore con le (momentanee) “farfalle nello stomaco”, molti ( e molte ) pensano – ancora – che la donna “di valore” sia quella infelice e sacrificata, votata unicamente al dovere e senza stimoli, proiettata solamente verso il riconoscimento e l’ approvazione degli altri nei suoi confronti.
E, con tutto il rispetto… ma certe persone evitassero di venire qui a scrivere assurdità. Perchè se c’è qualcuno che non è prevenuto nei confronti di nessuno e che accetta tutti per quello che sono senza emettere giudizi sommari e senza pretendere di “incasellarli”, questo è proprio Golem. E tutti i precedenti dibattiti avvenuti in questo sito, lo hanno ampiamente dimostrato.
Golem tutto giusto ciò che scrivi nel tuo post n. 87 ma a questo punto dai alle donne dei limiti ancora più grossi. Le releghi in pratica alla sola funzione riproduttiva della specie. Quasi alla ricerca del seme “migliore” per essere fecondate.
Pedine mosse dalla natura e dagli ormoni incapaci non dico di sottrarsi ma almeno di scegliere in base a cuore e cervello.
Anche noi uomini “comparse” come li hai definiti siamo deputati dalla natura a procreare. Figurati forniamo il “fertilizzante”. E la natura ci ha deputato a fornirlo a più donne (femmine). Mentre la femmina gestisce la propria gravidanza il maschio é libero di fornire il proprio seme ovunque.
Ma l’uomo serio, quello non farabutto, il non egoista, quello che ama la propria compagna non fa questo. Contravvenendo alle leggi della natura.
Mente capace quella dell’uomo di tenere a freno le proprie pulsioni?
Mentre la donna non ne é capace?
Al punto tale da buttarsi tra le braccia di un presunto “migliore”?
Capirei se scegliesse il maschio prestante fisicamente che garantisse i giusti geni per la riproduzione del maschio capobranco.
Ma così pare non sia visto gli innumerevoli esempi tra i quali quello di tua moglie (parlo del portoghese ovviamente)
Quindi a questo punto oltre a menti difettose dal punto di vista emotivo e razionale dobbiamo aggiungere anche difetti ormonali?
Un lavoro davvero duro, allora, il nostro.
Un lavoro durissimo, e spesso inutile. Però forse non mi spiego bene Markus riguardo a certe “pulsioni”, e per questo ho parlato di “morale”, come “civile” modo di applicare certi bisogni. L’istinto esiste in tutti noi, dai piú rozzi ai più raffinati, e le sue istanze NON possiamo ignorarle, ma possiamo “INDIRIZZARLE” attraverso quella morale di cui parlavo, quindi non relego l’uomo e la donna alle pure funzioni riproduttive, ma queste funzioni, comandate dall’istinto sessuale, vengono perseguite attraverso la personale sensibilità, cultura, carattere e ambiente nelle quali si estrinsecano. Dalla preistoria ad oggi l’approccio al sesso è ovviamente cambiato ma non il desiderio di questo. Non c’è più (ufficialmente) il troglodita che “sceglie” la femmina e la trascina per i capelli nella caverna, oggi c’è il corteggiamento, l’innamoramento, il romanticismo ma pure la pornografia, frutto dei tabù che ruotano ancora intorno al sesso legate alle restrizioni religiose che hanno caratterizzato la nostra cultura occidentale. Sono tutte manifestazioni di “interesse” verso una donna “mediate” da quella famosa morale e cultura che caratterizza ogni società. Non di meno nel mondo convivono sia culture sessuali “elementari” come in certe aree del Borneo per esempio, dove non esiste l’amore romantico come lo conosciamo noi, che anche, appunto, le più “elaborate” da millenni di cultura e filosofia, ma la genesi e il fine di quei bisogni sono sempre gli stessi. Come dire che una volta si mangiava il cosciotto con le mani sporcandosi come maiali, mentre oggi ci sono le posate, i piatti e l’etichetta da tenere a tavola, ma si tratta sempre del bisogno di “mangiare”, non so se mi spiego.
Insomma certi istinti si concretizzano secondo le soggettive personalità e culture ovviamente, ma questo è solo un dettaglio di contorno, la “confezione”, non il contenuto del fenomeno.
Se ho potuto risolvere il “mio problema”, é perché ho “studiato” questo aspetto dei nostri comportamenti sessuali, ai quali in precedenza non davo l’importanza che invece hanno, perché NON visibili a livello conscio, ma determinanti a livello pratico.
Come ripeto, qui si avvicendano donne e uomini disperati perche non si capacitano del perché sia “finito” l’amore, non immaginando che probabilmente non c’era nessun “amore” che doveva finire, ma solo un’attrazione sessuale che ha lasciato il posto a un’altra “più meglio” >>>
>>> Bello, brutto il nuovo “ammore? È relativo, specie per le donne. Quando parte la “chimica”, “ogni scarrafone diventa bello all’ammore suie”.
Quando “lei” mi fece vedere la foto del suo “dream of love”, per il quale stava finendo un matrimonio, stante l’avvenenza di questa donna, ancora più clamorosa all’età in cui si frequentavano, mi aspettavo una specie di attore alla Banderas dal fascino tenebroso o giù di lì. Macché, era il gemello tonto (ma davvero) di Benigni. E lei lo trovava bello e carismatico, te lo assicuro.
Ecco, per concludere, questi “fenomeni” fisiologicamente rappresenterebbero i “maschi” che la natura “impone” a certe femmine, spesso al di lá della loro “volontà”. Ma essere invece “l’uomo” di una donna è tutt’altra cosa, perché richiede una scelta che pur non escludendo l’aspetto istintuale va “oltre”, e coinvolge la “coscienza”. Che non è più istinto animale incoercibile, ma SOLO ed esclusivamente dotazione umana.
Golem, ogni scarrafone e bello a mamma sua. Realtà, parole vere, come tante altre che sono state scritte in epoche passate. Saggi detti che testimoniano il fatto che anticamente ci capivano qualcosa di vita. A differenza delle epoche recenti.
Quindi perché meravigliarsi se tua moglie amava il gemello brutto di Benigni?
Sapessi quante donne ho conosciuto, e conosco, che stanno con soggetti simili.
Ma non credo proprio che sia la natura che le impone certe scelte.
Ma proprio così burattine in mano agli ormoni (o alla natura) vogliamo descriverle?
Ma possibile che noi uomini abbiamo (o dobbiamo avere) le capacità di frenare i nostri impulsi sessuali che la natura “ci impone”, allo scopo di “fecondare” qualsiasi donna, mentre loro non sono capaci di valutare l’uomo che hanno davanti, smosse da tempeste emotive, ormoniche e irrazionali?
Possibile che noi dobbiamo essere bravi e capaci ad individuare la donna giusta per mettere su famiglia e capace di essere moglie e madre?
Possibile che spesso gli uomini si trovano costretti a lasciare donne, magari avvenenti e che ci attraggono sessualmente in maniera pazzesca perché ci accorgiamo che difettano di altre qualità o sono semplicemente “stronze”?
Perché loro, a quanto scrivi, sono così limitate e dipendenti da non riuscire a capire ciò che magari é evidente?
Ovviamente, ammettendo sempre che ci può fregare chiunque, sia la brava donna che il bravo uomo.
Ma premesso ciò, come mai le donne in particolare debbono essere così “giustificate e capite” causa la loro sottomissione alla Dea Natura, mentre noi uomini dobbiamo essere così bravi a disobbedirle?
I conti non tornano?
Ma chi sei tu Golem (uomo in generale) per avere la capacità di far capire alla tua donna, grande e vaccinata, che il sosia brutto di Benigni era un co......? Perché lei donna, moglie e madre intelligente e in gamba, non vede questa cosa che, da come la descrivi appare così evidente?
Ma dove sta scritto che per avere una relazione stabile e sicura con una donna che amiamo davvero dobbiamo essere in grado di comprendere un battito di ciglia, un silenzio di due minuti, o una risposta cifrata, o i segnali non verbali?
Perché non possiamo essere liberi di poter avere un periodo di nervosismo, pensiero o stress che per forza di cose può renderci distratti senza essere accusati di disattenzione?
Ho conosciuto tantissime donne nella mia vita. Anzi credo proprio di aver vissuto sempre in mezzo alle donne. Fin dai tempi…
…della scuola, eravamo due ragazzi in una classe di 16 donne. Ho avuto amiche, colleghe di lavoro, innumerevoli relazioni, nonché zie, parenti sorelle e quant’altro. Ammetto di essermi trovato in sintonia caratteriale e mentale con donne oggi 70/80 meno. E, in parte, con donne nate all’epoca della prima guerra mondiale (anche se avvertivo un po’ di distanza)
Ma con quelle che oggi hanno dai 30 ai 60 sono palesemente in difficoltà. Proprio non le capisco.
E probabilmente sono quelle per cui oggi sempre più spesso si parla anche in forum come questi.
Quindi, la natura, e tante altre cose si é fatta sentire in maniera così evidente solo su di loro?
No calma Markus, non facciamo le vittime. Noi maschi abbiamo problemi non inferiori alle nostre “ragazze” riguardo gli “ordini” di mamma natura, ma paradossalmente una certa promiscuità maschile non è vista come un difetto dalle donne, ma come un valore di mercato “elevato”, che spinge altrettante donne ad illudersi di poter “cambiare” il tombeur de femmes, e aggiudicarselo proprio per quel frainteso valore maschile implicito che sembra apparire dalle conquiste che colleziona. Ma stiamo parlando sempre di indicatori di natura “animale”, e non di qualità umana. Il fatto è che quando siamo sotto l’effetto del famoso ormone facciamo (o fanno, visto che parliamo di comportamenti femninili) di tutto per trovarvi anche quelli “straordinari”, forzando dei segnali che se non fossimo sottoposti alla “dittatura” fisiologica di cui discutiamo sarebbero insignificanti. Un artista, un genio incompreso, un pensatore, un uomo sensibile, un “pirata”, sono i ritratti fatti da donne sotto l’effetto delle ghiandole endocrine di depressi, psicopatici e insicuri, che magicamente appaiono in una veste risplendente che nessuno nota tranne l’innamorata, che è l’unica che “pensa” di riconoscere la vera natura del soggetto, e che solo lei potrà far emergere quelle qualità se lui si lasciasse “ammare”.
Stai tranquillo che questo succede anche al maschile, e seppure in modi diversi si tende ad idealizzare l’oggetto del nostro desiderio fatto di carne ed ossa, pieno di difetti e problemi come tutti quelli che vengono al mondo.
Uno dei motivi di tanti drammi dell’illusione che molti di noi si trascinano per decenni, per non essere stati amati o essere stati lasciati da questa specie di “supereroi”, come nel caso di mia moglie e tanti altri, nasce proprio dal fatto che tendiamo a misurare il nostro valore attraverso il loro “presunto” valore, solo perché NON abbiamo voluto vederli nella loro VERA dimensione, che è l’unica che ci può consentire di coltivare un vero rapporto su basi concrete e non mitizzate.
Guarda Francesca, poverina, lei non se ne rende conto di aver messo Bob su un piedistallo e che se lo frequentasse con la stessa frequenza del marito diventerebbe un pirla qualunque come me, o chiunque altro vedi al cesso la mattina, russa quando dorme e si lamenta da moribondo quando ha l’influenza.
>>>
L’amore VERO prevede che si conosca la “norma” della persona di cui siamo innamorati, e non l’eccezionalità (peraltro SEMPRE illusoria) dell’altro, perché dai sogni prima o poi ci si sveglia e la realtà non è mai come l’avevamo immaginata. E anche noi maschietti non siamo esenti da certe illusioni, sia verso noi stessi che verso l’altra, e le tante dichiarazioni di delusione che leggo o si intuiscono su questo pur modesto palcoscenico, nascono solo da quello di vedere e credere ciò che NON è.
Io vengo definito un cinico, e forse lo sono, ma questo mio brutale realismo mi garantisce una serenità che altri non hanno, e quella cerco. La felicità sperata da molti è come la fortuna: cieca. La serenità invece ci vede benissimo, e va da chi vive la realtà, non la fantasia delle favole dell’amore con due M.
“Ammetto di essermi trovato in sintonia caratteriale e mentale con donne oggi 70/80 meno. E, in parte, con donne nate all’epoca della prima guerra mondiale (anche se avvertivo un po’ di distanza) Ma con quelle che oggi hanno dai 30 ai 60 sono palesemente in difficoltà. Proprio non le capisco.”
markus, io ho 41 anni ( quindi rientro in quella fascia di donne che tu affermi di non capire ) e continui volutamente a non dare alcuna importanza ai miei interventi e a non rispondermi, sebbene ti abbiano fornito – credo – tutte le risposte che stai cercando. Che non sia proprio questo il tuo problema con le donne della mia generazione ? Lo SMINUIRCI e l’ IGNORARCI ?…
La mia non è una lamentela, sia chiaro. Non mi interesse suscitare l’ interesse unanime. è solo una mia semplice curiosità…dal momento che sembri attuare quello stesso comportamento che lamenti nelle donne di oggi: l’ incapacità di ascoltare. Naturalmente non sei obbligato a rispondermi.
“Ma dove sta scritto che per avere una relazione stabile e sicura con una donna che amiamo davvero dobbiamo essere in grado di comprendere un battito di ciglia, un silenzio di due minuti, o una risposta cifrata, o i segnali non verbali?”
Infatti non è così.
Ciao Maria Grazia
Ti chiedo scusa se non ti ho risposto in precedenza. Non ti ho ignorato. Ma ero preso dal batti e ribatti con Golem.
Del resto non ho risposto neanche a Camy. Solo a Marinella mi pare. Contavo di risponderti comunque.
Quindi é escluso che il mio problema sia quello di sminuire le donne della tua generazione. Anche perché i miei contatti quotidiani con il mondo femminile coprono quella fascia di età che va dai 30 ai 60. Un po meno sotto i 30 un po’ meno sopra i 60.
Purtroppo però confermo di avere delle difficoltà di comprensione.
Ma non credo per colpa mia. Non penso almeno. Anche perché mi sembra di riscontrare in altre persone le medesime mie critiche.
Riguardo le tue risposte fornitemi non mi sembrano diverse da quelle di Golem. Per cui se ho saltato qualche passo ti prego di ripetermelo.
Per quanto riguarda l’ultima frase del tuo post n. 89, vorrei tanto che la risposta fosse quella che hai scritto. E cioè : “infatti non é cosi”
Magari fosse come tu hai scritto. Invece mi sono sempre trovato in difficoltà in quel senso. Nonostante mi fossi impegnato molto nel cercare di comprendere.
Non so se sono limitato. Può essere. Ma non capisco allora perché in altri ambiti non ho questi problemi. Mentre trovo molto riscontro in ciò che dico riguardo questa situazione.
D’altronde un largo, larghissimo numero di donne che conosco e con le quali non ho relazioni sentimentali mi confermano quanto sostengo (purtroppo) riguardo la “stranezza” femminile.
Ti auguro un buon sabato mentre a Golem risponderò più tardi.
markus, non ti devi scusare di nulla ci mancherebbe! Sono ALTRI qui, quelli che dovrebbero scusarsi.. ma no lo faranno mai, visto il loro Ego-centrismo. Ti ripeto, la mia era solo una piccola curiosità e ti ringrazio del riscontro. In effetti, qualche punto diverso rispetto a Golem l’ avevo scritto, ma non credo sia necessario starlo a ribadire, è tutto nero su bianco riga per riga. Quello che secondo me è davvero importante da evidenziare, è che nelle relazioni oggi non ci sono più necessariamente regole e tappe prestabilite come avveniva una volta, e capisco che questo possa creare non poche difficoltà a chi invece è abituato a ragionare “per schemi” ( come forse lo sono la maggioranza degli uomini ). Ma vedi, come tu stesso mi fai capire, hai difficoltà con le donne odierne proprio perchè non ne comprendi il “linguaggio” e le “logiche”. Quello che ti chiedo è: Hai mai provato a entrare VERAMENTE nel LORO mondo ? a “sondare” il loro pensiero e la loro visione delle cose ? Hai provato, per esempio, ad andare oltre le apparenze e i luoghi comuni quando incontravi una qualche donna che ti intrigava ma che al tempo stesso ti disorientava ? Dico questo perchè per quella che è la mia esperienza di donna, tanti dicono di sforzarsi di comprendere ma in realtà sono ancora troppo pochi gli uomini in grado di riuscire veramente a fare questo. Ed è un passaggio FONDAMENTALE ( per quanto faticoso ) per riuscire a instaurare conoscenze e relazioni costruttive. Cioè relazioni basate su una complicità autentica e non sul semplice “fare coppia”. Ovviamente ci dev’essere “rispondenza” dall’ altra parte e bisogna parlare la “stessa lingua”, altrimenti non ci si CAPIRA’ mai, e questo vale sia nei rapporti sentimentali che in quelli di amicizia/conoscenza fra le stesse donne.