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Si può prendere una cotta a 39 anni ?

di J-Light

Riferimento alla lettera: Ciao a tutti. Ho 39 anni, sono felicemente sposato da 11, non abbiamo figli ma stiamo bene. Siamo una coppia giovanile, abbiamo cura del nostro corpo grazie allo sport e alla giusta alimentazione. Tutto andava bene, anzi, va ancora bene, solamente che da circa 20 giorni sono stato letteralmente investito da...
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Data di pubblicazione: 9 Giugno 2016.

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Categorie: - Amore e relazioni di coppia

112 commenti

  • 76
    maria grazia -

    …o atteggiamenti. Sono semplicemente il risultato del modus vivendi di persone che non hanno il coraggio di prendere in mano la propria vita anche se questo comporta la disapprovazione di chi le circonda, e che poi si sfogano sugli altri. Ti potrei citare decine di casi di mia conoscenza, oltre a quelli che vediamo quotidianamente in questo forum. Non vivete per le apparenze, datemi retta, non ne vale la pena! Vivete PER VOI STESSI/E. Certo, se sarete AUTENTICI troverete sempre qualcuno che non vi approva o che cerca di mettervi fuori gioco ( magari solo per paura o per invidia ) ma non curatevene, non è questo a dovervi fermare.

  • 77
    markus -

    Golem, ma secondo te è così complicato dimostrare di voler bene alla propria donna ? Ed è così complicato per lei capirlo ?
    Il bene si dimostra in tanti modi, anche e soprattutto dimostrando di “appartenere” all’altra persona. Facendole sentire sempre la propria presenza, il proprio esserci, per lei, per noi. Soprattutto nei momenti importanti.
    Chiedere scusa se si è sbagliato qualcosa e ribadirle quando meno se lo aspetta che è lei la donna che abbiamo scelto per accompagnarci nella vita.
    Ci vogliono insegnamenti per fare e capire questo ?

  • 78
    Golem -

    Non è difficile se lei A SUA VOLTA te ne vuole “VERAMENTE”.
    Lo ripeto, l’amore, quando C’È, è un’esperienza semplice, seppure lunga nella realizzazione. Ma ai due richiede di essere “coordinati”.
    Solo in questo modesto forum puoi renderti conto di quanto varino tra loro le varie interpretazioni sull’argomento.

  • 79
    Maldamore -

    Hai trovato solo ora l’amore della tua
    vita oppure ..è solo una cotta.
    Succede a tanti. la routine matrimoniale
    ripetitiva stanca, magari fai pure l’amore
    poco o niente con tua moglie.
    questa è una ventata d’aria fresca,
    finalmente sei vivo!

  • 80
    markus -

    Scusa Golem ma di cosa stiamo parlando? Di chi si fa prete senza vocazione?
    “non é difficile se lei te ne vuole veramente”
    Si presume che se entri in un rapporto, ci stai anni e decidi pure di sposarti forse il sentimento ce l’hai.
    Quando mi sono sposato, sapevo quello che stavo facendo. Non ho pensato a coordinazioni e interpretazioni da studio psicologico. Anni di fidanzamento, di coesione, di discorsi, di chiarimenti, mi avevano indicato che davanti a me non c’era una banboccia immatura e inconsapevole del sapere ciò che si vuole dalla vita e da un rapporto come la maggior parte delle donne di oggi.
    Per cui ho semplicemente pensato che “questa donna mi vuole bene almeno quanto gliene voglio io”
    Sperando nel famoso detto: “un uomo sposa una donna nella speranza che non cambi mai”
    (solo che le donne sposano un uomo nella speranza di cambiarlo)

  • 81
    Golem -

    Sì Markus, come vedi si finisce per dire delle banalità su vicende importanti che incidono poi sul corso della nostra vita. Le speranze di cui parli, infondo dichiarano implicitamente una “carenza” di conoscenza dell’altro, che si somma all’aleatorietá dell’animo umano giá di per sé insondabile.
    Per valutare una situazione come la tua, di cui si intuisce l’esito ma non lo svolgimento, bisognerebbe conoscerne i dettagli, ma è evidente che oltre al tuo “disappunto” si intravede anche la “sorpresa” per qualcosa di inatteso.
    E la sorpresa contiene una evidente dose di “non conoscenza” dell’altro. Tuttavia io, per esperienza personale vista a posteriori, mi sono reso conto che quell’esito di cui ho accennato, lancia sempre dei segnali all’interno del rapporto, più o meno percettibili.
    Le donne normalmente sono molto più brave di noi a non far trapelare certe situazioni, però i segnali “non verbali” li lanciano come tutti. Io ho imparato a coglierli, e ho impiegato anni, anche se nel nostro caso “l’altro” era un “ologramma” più che un uomo in carne ed ossa, e inoltre lontano. Ma comunque rappresentava un bastone tra le ruote nel rapporto, che a causa di “quell’angolo” di privacy (tanto reclamato da certe “teoriche” dell’amore) non faceva ” girare” la relazione come avrebbe dovuto.
    Ripeto, pur non essendo un ragazzino privo di esperienze e con un carattere analitico, avevo ancora MOLTO da imparare della psicologia femminile, e tutt’ora lo sto facendo.
    Allora mi chiedo, se ti é successo quello che penso, tu non non ne avevi nessun sentore? Neppure riconoscibile oggi, a posteriori?

  • 82
    markus -

    Golem, non era mia intenzione parlare di un mio rapporto. L’ho dovuto tirare in ballo per rispondere ad alcuni tuoi quesiti.
    In quest’ultimo tuo post il n. 81 scrivi questa frase:
    “..Le donne normalmente sono molto più brave di noi a non far trapelare certe situazioni, però i segnali “non verbali” li lanciano come tutti…”
    E già vieni al mio discorso sulle donne…che sono “le donne” in generale, fermo sempre restando che l’eccezione conferma la regola.
    In un rapporto d’amore mio caro Golem, in un rapporto dove cioè c’è bene verso l’altro/a i segnali non verbali non si lanciano. Si parla caro il mio Golem. Il problema, i problemi, se reali e importanti vanno affrontati in ben altro modo che non siano quelli dei segnali non verbali.
    Ma a te pare normale il fatto che stavi per buttare all’aria un rapporto per una storia passata antecedente alla tua perché tua moglie non te ne aveva parlato o perché tu non riuscivi a comprendere il perché del suo amore verso un co...... ?
    Tu ritieni di aver imparato qualcosa dalla psicologia femminile. Ma appunto “qualcosa”. E quel qualcosa è nulla. Le donne (tutte) rimangono un mistero per tutti.
    Ti ho citato la famosa canzone “la donna è mobile” non a caso. Credo tu la conosca. Quelle parole dicono tutto: “muta d’accento e di pensier”
    E se anche stai con le antenne dritte e ti sforzi di far girare la relazione come si dovrebbe e di intuire mutamenti e psicologie la storia non cambierebbe.

    Rispondo per dovere di cronaca e correttezza alla tua ultima domanda: no, non avevo nessun sentore, neppure riconoscibile oggi, a posteriori a tanti anni di distanza !

  • 83
    Golem -

    Markus, posso solo immaginare quello che ti è potuto capitare, e lo so bene che in “casa ” si dovrebbe “PARLARE”. Io ho fatto quello che sentivo di fare per capire e far capire a una donna che cosa stava mettendo a rischio un rapporto ultra decennale con la presenza di una figlia, ma come ti dicevo abbiamo impiegato quasi tre anni, e non é stata una passeggiata come puoi immaginare. E attenzione, la cosa più assurda – e che ha dilatato i tempi di soluzione – e che per lei non c’era niente di strano. Come dire, io ero il marito, quindi impegno, sacrifici, routine, anche serena e affetto se vuoi, quasi “il lavoro” praticamente, e l’altro le “vacanze” , solo immaginarie oltretutto. Un pò come un hobby, il calcetto o il biliardo per noi, volendo generalizzare. Vedi l’esempio che ho fatto su un altro forum dove si presentano queste donne con “amante” al seguito, un paio delle quali vivono più o meno bene anche la vita familiare.
    Prendi Francesca, si capisce che è una brava “ragazza”, che non cerca lo squallore di un rapporto anche solo ludico, anzi, dice di “amare” sia l’uno che l’altro, e ci crede, ne sono convinto, tuttavia mette a rischio una famiglia con due figli per un’illusione della quale NON ha mai parlato col marito. Cioè non si convince che non é né logico né normale fare una vita del genere. Tra l’altro, a proposito di segnali, non capisco come faccia il marito a non rendersi conto delle sue condizioni, che sono impossibili da trattenere nella loro angosciosa evidenza. Questo per dirti quanto riusciamo ad essere ciechi nei confronti anche delle donne che abbiamo al fianco e che vivono con noi, per il semplice motivo che siamo “diversi”, e non riusciamo a intuire situazioni che non siamo in grado di immaginare costituzionalmente, e di questo ogni uomo deve prendere atto. >>>

  • 84
    Golem -

    >>> Dici giustamente che il mio matrimono sarebbe potuto finire per delle “reticenze”, ed è vero , si era a un passo, ma sarebbe successo senza che io ne avessi mai scoperto la ragione, come spesso succede a molti. Esaurito, spento, morto di morte naturale si sarebbe detto. Un amore che muore? L’amore non muore se c’è, finisce perché non è mai cominciato, pensiamoci bene.
    Ma la cosa più grottesca é che sarebbe stato inspiegabile anche per lei, che non avrebbe mai immaginato che quello “spazio privato” onirico si stava mangiando quello reale. E ovviamente sarebbe giunta a dirsi che “è finito” e basta.
    Le ragioni della fine di un rapporto invece ci sono sempre, io ci ho messo tutta la mia passione, quella vera che arriva dalla volontà, non quella ormonale, per capirlo, e alla fine lo ha capito anche lei, che é una persona molto intelligente oltre che buona. Ma è pur sempre una donna, e come diceva qualcuno, le donne non possono essere capite. Vanno solo amate. Se si riesce aggiungo io.

  • 85
    markus -

    Golem, nei tuoi due lunghi post n. 83 e 84 il sunto, la sintesi é in sostanza quello che ti sto dicendo dall’inizio di questo scambio di opinioni e che cioe le donne (le donne in generale) sono strane, particolari emozionalmente complicate, irrazionali. E per quanto noi uomini vogliamo sforzarci di capirle non ci riusciremo mai. Troppo fuori di logica i loro ragionamenti nell’ambito dei rapporti che mettono in gioco emozioni e sentimenti.
    L’esempio di Francesca, il tuo, il mio. Ma te ne potrei elencare a centinaia, così come altri potrebbero elencartene altrettante centinaia.
    E sia chiaro, parliamo di situazioni nelle quali sono presenti elementi (maschili e femminili) afferenti ad esempi di brave persone. Maniaci, bastardi e gente violenta non vengono considerati in questa cerchia di cui stiamo parlando.
    Come giustamente dici tu le donne vanno solo amate. E ci si riesce, non é difficile. Basta provare vero sentimento.
    Il problema é che loro PRETENDONO di essere capite. Ma come, altrettanto giustamente scrivi anche tu: NON POSSONO essere capite.
    Ma loro non capiscono questa nostra impossibilità. Spesso si rendono conto delle loro stranezze solo quando si confidano ad amici o amiche. Ma durante i rapporti di coppia continueranno a non comprendere i nostri amori veri e razionali.

  • 86
    camy -

    Markus è uno dei pochi che ha capito molto delle donne. Non tende a inquadrarle forzatamente in un meccanismo in cui si possono trovare risposte razionali, come fa la maggior parte degli uomini (compreso golem, che si vanta di aver capito invece ha costruito solo una specie di legge razionale dove ha incastrato la moglie – e vuole farlo con tutte – per darsi, lui, spiegazioni del suo precedente rapporto), ma le accetta per quello che sono, cioè diverse, invece di volerle analizzare come un organismo meccanico. Le accetta come sono e ha capito come sintonizzarsi sulla loro lunghezza d’onda. Complimenti Markus.

  • 87
    Golem -

    Markus, la donna ha il grande compito deciso dalla Natura di riprodurre e proteggere la VITA sul pianeta. Tutto ciò che a noi uomini appare illogico ha invece una lontana ragione in quello scopo fondamentale che travalica qualunque ragionamento razionale. “L’amore” verso il quale a volte molte donne corrono come “lemming” che si gettano dal precipizio, facendo follie per soggetti improbabili, per quanto paradossale possa apparire ad altri “occhi”, ha sempre lo scopo recondito di cui ti parlavo. Così come una madre morirebbe per far vivere il proprio figlio, allo stesso modo una donna che si getta tra le braccia di chi non la vuole, la maltratta e addirittura a volte la uccide, lo fa per un occulto motivo naturale che vede in quel maschio il “migliore” sotto l’aspetto riproduttivo. Il fatto che lo chiami “amore” si spiega con le millenarie stratificazioni culturali che ne hanno “canalizzato” moralmente le irresistibili pulsioni sessuali. Il maschio dal punto di vista della natura è solo una “comparsa” dalla quale attingere il miglior materiale genetico possibile. Con metodi e intensità diverse, il resto è tempo che la donna impiega per procurarselo e farlo “fruttare”. E non potendolo chiamare altrimenti, questo “sforzo” viene definito genericamente amore appunto.
    Invece quello con la A maiuscola, quello REALMENTE umano, richiede SEMPRE l’USO della mente, della volontà e del vero sentimento, e può essere persino svincolato dal richiamo strettamente sessuale, ma lo si conosce solo quando non si è inconsapevolmente schiavi di quegli istinti di cui parlavo. Io l’ho conosciuto così. Ma molti non ne conosceranno mai questo aspetto.
    La fine di molte relazioni ne vede la ragione nel mancato “passaggio” dal richiamo sessuale, “istituzionalizzato” nei mille risvolti “romantici” che conosciamo, alla realtà ontologica, quella con cui si vive la vita in definitiva. Che non tutti “vogliono” o sanno accettare.

  • 88
    Golem -

    La sagace Camy non ha compreso che a me “delle” donne, intese in senso ecumenico, non interessa nulla, e non vedo peraltro come potrei “incastrarle” ammesso che lo abbia fatto con mia moglie. Ho risolto un MIO problema analizzando la situazione in un certo modo, ha funzionato, e a me basta. Non sono Diego che vuole salvare l’umanità, femminile in questo caso.
    Se qualcuno trova le mie conclusioni utili bene, se non le trova utili va bene lo stesso. Io sono a posto, le mie conferme le ho trovate e non mi serve il conforto di chicchessia per esserne sicuro. Dovrebbe essere chiaro da un pezzo.
    Ma ricordo alla nostra Camy che anche le situazioni “irrazionali”, come potrebbero essere certi “ammori”, sono prodotte da ragioni che possono essere lette con l’utilizzo di opportuni “vocabolari”. Qualunque scelta ha una “ratio decidendi” di fondo, sempre, che potrà essere razionale o istintuale secondo i casi e le circostanze, ma se si usa la “lingua” corretta queste ragioni si possono leggere con facilità.

  • 89
    maria grazia -

    il commento n. 87 di Golem delinea perfettamente e lucidamente il tutto, c’è ben poco da controbattere a quello che ha scritto. Ciò che afferma credo sia la pura e semplicissima verità, e non potrebbe essere altrimenti! sennò, come si spiegherebbe la viscerale attrazione o la dipendenza di molte donne verso individui deplorevoli, cinici, non in grado di ricambiare i loro sentimenti, o che arrivano addirittura alla violenza fisica e ai maltrattamenti ? è chiaro che in questi casi intervengono fattori genetici, istintuali o psicologici che andrebbero “corretti” e “indirizzati” nell’ ottica di abbandonare rapporti o passioni umilianti e insoddisfacenti a favore di legami più edificanti e costruttivi. Il discorso che fa qualcuno, circa il fatto di non poter avere la “pretesa” di capire il comportamento dell’ altro sesso secondo logiche “razionali”, in questo caso non ha alcun senso in quanto chi viene a scrivere qui lo fa proprio perchè VUOLE CAPIRE e vuole vederci chiaro. Diversamente, si continua ad essere come dei ciechi che brancolano nel buio. A qualcuno andrà anche bene questa cosa, ma ad altri no! Perseverare ad oltranza nell’ attrazione verso un uomo che ci umilia, ci rifiuta e ci maltratta o accettare situazioni che ledono la nostra dignità di donne ( e anche le illusioni sono tra queste ) non è affatto una cosa normale e prima lo si capisce, prima si può “guarire” e stare meglio. E per guarire bisogna operare un’ analisi profonda di noi stesse, di quello che ci è accaduto in passato e delle dinamiche ( sopratutto familiari ed ambientali ) che possono averci condotto a certe scelte.
    A volte si tratta di fattori istintuali dettati da cause naturali, come dice Golem. Altre volte del clima culturale in cui era imbevuto il proprio contesto di provenienza, altre volte ancora si è trattato di esperienze nel proprio ambito familiare o interpersonale che ci hanno segnato profondamente, altre volte ci sono alla base veri e propri disturbi della personalità, fragilità strutturale o predisposizione alle dipendenze ( le donne che ad esempio fanno uso di eroina, raramente sono donne single convinte, e non è un caso che la maggior parte di loro abbia iniziato a drogarsi per scimmiottare e “seguire” l’ uomo di cui si erano invaghite ).

  • 90
    maria grazia -

    L’ accostamento che qualcuno fa tra la dipendenza da droghe e quella causata da sostanze ormonali, a mio avviso è del tutto centrato perchè queste cose anche se sono molto diverse tra loro, producono a quanto pare i medesimi effetti. Non a caso i tossicodipendenti paragonano la “pera” ad un orgasmo. Ma qualunque sia il motivo celato dietro a relazioni “malate” ( matrimoni infelici, rapporti clandestini, rapporti tesi tra genitori e figli, situazioni di sudditanza, ecc… ), occorre INDAGARE ( come farebbe un vero e proprio medico preposto a curare una patologia ) sul perchè ancora troppe donne si fanno raggirare, umiliare, zittire e annicchilire da altri come se niente fosse, e non solo nelle relazioni di coppia. E non c’è da meravigliarsi se poi queste sono le stesse donne che si scagliano ferocemente contro altre donne che invece, a differenza loro, sono fiere, coraggiose e combattive, e non si curano oltre il dovuto delle regole e delle convenzioni ma solo di ciò in cui loro CREDONO VERAMENTE. Il libero arbitrio ? può essere una componente attiva nelle scelte, ma bisogna rendersi conto che una persona depressa, traumatizzata o provata dagli eventi non può avere quel sufficiente grado di lucidità che consente di decidere con cognizione di causa. Quindi, una persona così, qualunque scelta farà ( sopratutto nelle relazioni ) sarà una scelta “stonata” e viziata all’ orgine. Anche per questo in giro ci sono tanti femminicidi in coppia o in famiglia, generati da fraintendimenti, errate convinzioni e precedenti malintesi circa quello che è il significato di “vero amore” o di “valore femminile”. Infatti come molti confondono il vero amore con le (momentanee) “farfalle nello stomaco”, molti ( e molte ) pensano – ancora – che la donna “di valore” sia quella infelice e sacrificata, votata unicamente al dovere e senza stimoli, proiettata solamente verso il riconoscimento e l’ approvazione degli altri nei suoi confronti.
    E, con tutto il rispetto… ma certe persone evitassero di venire qui a scrivere assurdità. Perchè se c’è qualcuno che non è prevenuto nei confronti di nessuno e che accetta tutti per quello che sono senza emettere giudizi sommari e senza pretendere di “incasellarli”, questo è proprio Golem. E tutti i precedenti dibattiti avvenuti in questo sito, lo hanno ampiamente dimostrato.

  • 91
    markus -

    Golem tutto giusto ciò che scrivi nel tuo post n. 87 ma a questo punto dai alle donne dei limiti ancora più grossi. Le releghi in pratica alla sola funzione riproduttiva della specie. Quasi alla ricerca del seme “migliore” per essere fecondate.
    Pedine mosse dalla natura e dagli ormoni incapaci non dico di sottrarsi ma almeno di scegliere in base a cuore e cervello.
    Anche noi uomini “comparse” come li hai definiti siamo deputati dalla natura a procreare. Figurati forniamo il “fertilizzante”. E la natura ci ha deputato a fornirlo a più donne (femmine). Mentre la femmina gestisce la propria gravidanza il maschio é libero di fornire il proprio seme ovunque.
    Ma l’uomo serio, quello non farabutto, il non egoista, quello che ama la propria compagna non fa questo. Contravvenendo alle leggi della natura.
    Mente capace quella dell’uomo di tenere a freno le proprie pulsioni?
    Mentre la donna non ne é capace?
    Al punto tale da buttarsi tra le braccia di un presunto “migliore”?
    Capirei se scegliesse il maschio prestante fisicamente che garantisse i giusti geni per la riproduzione del maschio capobranco.
    Ma così pare non sia visto gli innumerevoli esempi tra i quali quello di tua moglie (parlo del portoghese ovviamente)
    Quindi a questo punto oltre a menti difettose dal punto di vista emotivo e razionale dobbiamo aggiungere anche difetti ormonali?
    Un lavoro davvero duro, allora, il nostro.

  • 92
    Golem -

    Un lavoro durissimo, e spesso inutile. Però forse non mi spiego bene Markus riguardo a certe “pulsioni”, e per questo ho parlato di “morale”, come “civile” modo di applicare certi bisogni. L’istinto esiste in tutti noi, dai piú rozzi ai più raffinati, e le sue istanze NON possiamo ignorarle, ma possiamo “INDIRIZZARLE” attraverso quella morale di cui parlavo, quindi non relego l’uomo e la donna alle pure funzioni riproduttive, ma queste funzioni, comandate dall’istinto sessuale, vengono perseguite attraverso la personale sensibilità, cultura, carattere e ambiente nelle quali si estrinsecano. Dalla preistoria ad oggi l’approccio al sesso è ovviamente cambiato ma non il desiderio di questo. Non c’è più (ufficialmente) il troglodita che “sceglie” la femmina e la trascina per i capelli nella caverna, oggi c’è il corteggiamento, l’innamoramento, il romanticismo ma pure la pornografia, frutto dei tabù che ruotano ancora intorno al sesso legate alle restrizioni religiose che hanno caratterizzato la nostra cultura occidentale. Sono tutte manifestazioni di “interesse” verso una donna “mediate” da quella famosa morale e cultura che caratterizza ogni società. Non di meno nel mondo convivono sia culture sessuali “elementari” come in certe aree del Borneo per esempio, dove non esiste l’amore romantico come lo conosciamo noi, che anche, appunto, le più “elaborate” da millenni di cultura e filosofia, ma la genesi e il fine di quei bisogni sono sempre gli stessi. Come dire che una volta si mangiava il cosciotto con le mani sporcandosi come maiali, mentre oggi ci sono le posate, i piatti e l’etichetta da tenere a tavola, ma si tratta sempre del bisogno di “mangiare”, non so se mi spiego.
    Insomma certi istinti si concretizzano secondo le soggettive personalità e culture ovviamente, ma questo è solo un dettaglio di contorno, la “confezione”, non il contenuto del fenomeno.
    Se ho potuto risolvere il “mio problema”, é perché ho “studiato” questo aspetto dei nostri comportamenti sessuali, ai quali in precedenza non davo l’importanza che invece hanno, perché NON visibili a livello conscio, ma determinanti a livello pratico.
    Come ripeto, qui si avvicendano donne e uomini disperati perche non si capacitano del perché sia “finito” l’amore, non immaginando che probabilmente non c’era nessun “amore” che doveva finire, ma solo un’attrazione sessuale che ha lasciato il posto a un’altra “più meglio” >>>

  • 93
    Golem -

    >>> Bello, brutto il nuovo “ammore? È relativo, specie per le donne. Quando parte la “chimica”, “ogni scarrafone diventa bello all’ammore suie”.
    Quando “lei” mi fece vedere la foto del suo “dream of love”, per il quale stava finendo un matrimonio, stante l’avvenenza di questa donna, ancora più clamorosa all’età in cui si frequentavano, mi aspettavo una specie di attore alla Banderas dal fascino tenebroso o giù di lì. Macché, era il gemello tonto (ma davvero) di Benigni. E lei lo trovava bello e carismatico, te lo assicuro.
    Ecco, per concludere, questi “fenomeni” fisiologicamente rappresenterebbero i “maschi” che la natura “impone” a certe femmine, spesso al di lá della loro “volontà”. Ma essere invece “l’uomo” di una donna è tutt’altra cosa, perché richiede una scelta che pur non escludendo l’aspetto istintuale va “oltre”, e coinvolge la “coscienza”. Che non è più istinto animale incoercibile, ma SOLO ed esclusivamente dotazione umana.

  • 94
    markus -

    Golem, ogni scarrafone e bello a mamma sua. Realtà, parole vere, come tante altre che sono state scritte in epoche passate. Saggi detti che testimoniano il fatto che anticamente ci capivano qualcosa di vita. A differenza delle epoche recenti.
    Quindi perché meravigliarsi se tua moglie amava il gemello brutto di Benigni?
    Sapessi quante donne ho conosciuto, e conosco, che stanno con soggetti simili.
    Ma non credo proprio che sia la natura che le impone certe scelte.
    Ma proprio così burattine in mano agli ormoni (o alla natura) vogliamo descriverle?
    Ma possibile che noi uomini abbiamo (o dobbiamo avere) le capacità di frenare i nostri impulsi sessuali che la natura “ci impone”, allo scopo di “fecondare” qualsiasi donna, mentre loro non sono capaci di valutare l’uomo che hanno davanti, smosse da tempeste emotive, ormoniche e irrazionali?
    Possibile che noi dobbiamo essere bravi e capaci ad individuare la donna giusta per mettere su famiglia e capace di essere moglie e madre?
    Possibile che spesso gli uomini si trovano costretti a lasciare donne, magari avvenenti e che ci attraggono sessualmente in maniera pazzesca perché ci accorgiamo che difettano di altre qualità o sono semplicemente “stronze”?
    Perché loro, a quanto scrivi, sono così limitate e dipendenti da non riuscire a capire ciò che magari é evidente?
    Ovviamente, ammettendo sempre che ci può fregare chiunque, sia la brava donna che il bravo uomo.
    Ma premesso ciò, come mai le donne in particolare debbono essere così “giustificate e capite” causa la loro sottomissione alla Dea Natura, mentre noi uomini dobbiamo essere così bravi a disobbedirle?
    I conti non tornano?
    Ma chi sei tu Golem (uomo in generale) per avere la capacità di far capire alla tua donna, grande e vaccinata, che il sosia brutto di Benigni era un co......? Perché lei donna, moglie e madre intelligente e in gamba, non vede questa cosa che, da come la descrivi appare così evidente?
    Ma dove sta scritto che per avere una relazione stabile e sicura con una donna che amiamo davvero dobbiamo essere in grado di comprendere un battito di ciglia, un silenzio di due minuti, o una risposta cifrata, o i segnali non verbali?
    Perché non possiamo essere liberi di poter avere un periodo di nervosismo, pensiero o stress che per forza di cose può renderci distratti senza essere accusati di disattenzione?
    Ho conosciuto tantissime donne nella mia vita. Anzi credo proprio di aver vissuto sempre in mezzo alle donne. Fin dai tempi…

  • 95
    markus -

    …della scuola, eravamo due ragazzi in una classe di 16 donne. Ho avuto amiche, colleghe di lavoro, innumerevoli relazioni, nonché zie, parenti sorelle e quant’altro. Ammetto di essermi trovato in sintonia caratteriale e mentale con donne oggi 70/80 meno. E, in parte, con donne nate all’epoca della prima guerra mondiale (anche se avvertivo un po’ di distanza)
    Ma con quelle che oggi hanno dai 30 ai 60 sono palesemente in difficoltà. Proprio non le capisco.
    E probabilmente sono quelle per cui oggi sempre più spesso si parla anche in forum come questi.
    Quindi, la natura, e tante altre cose si é fatta sentire in maniera così evidente solo su di loro?

  • 96
    Golem -

    No calma Markus, non facciamo le vittime. Noi maschi abbiamo problemi non inferiori alle nostre “ragazze” riguardo gli “ordini” di mamma natura, ma paradossalmente una certa promiscuità maschile non è vista come un difetto dalle donne, ma come un valore di mercato “elevato”, che spinge altrettante donne ad illudersi di poter “cambiare” il tombeur de femmes, e aggiudicarselo proprio per quel frainteso valore maschile implicito che sembra apparire dalle conquiste che colleziona. Ma stiamo parlando sempre di indicatori di natura “animale”, e non di qualità umana. Il fatto è che quando siamo sotto l’effetto del famoso ormone facciamo (o fanno, visto che parliamo di comportamenti femninili) di tutto per trovarvi anche quelli “straordinari”, forzando dei segnali che se non fossimo sottoposti alla “dittatura” fisiologica di cui discutiamo sarebbero insignificanti. Un artista, un genio incompreso, un pensatore, un uomo sensibile, un “pirata”, sono i ritratti fatti da donne sotto l’effetto delle ghiandole endocrine di depressi, psicopatici e insicuri, che magicamente appaiono in una veste risplendente che nessuno nota tranne l’innamorata, che è l’unica che “pensa” di riconoscere la vera natura del soggetto, e che solo lei potrà far emergere quelle qualità se lui si lasciasse “ammare”.
    Stai tranquillo che questo succede anche al maschile, e seppure in modi diversi si tende ad idealizzare l’oggetto del nostro desiderio fatto di carne ed ossa, pieno di difetti e problemi come tutti quelli che vengono al mondo.
    Uno dei motivi di tanti drammi dell’illusione che molti di noi si trascinano per decenni, per non essere stati amati o essere stati lasciati da questa specie di “supereroi”, come nel caso di mia moglie e tanti altri, nasce proprio dal fatto che tendiamo a misurare il nostro valore attraverso il loro “presunto” valore, solo perché NON abbiamo voluto vederli nella loro VERA dimensione, che è l’unica che ci può consentire di coltivare un vero rapporto su basi concrete e non mitizzate.
    Guarda Francesca, poverina, lei non se ne rende conto di aver messo Bob su un piedistallo e che se lo frequentasse con la stessa frequenza del marito diventerebbe un pirla qualunque come me, o chiunque altro vedi al cesso la mattina, russa quando dorme e si lamenta da moribondo quando ha l’influenza.
    >>>

  • 97
    Golem -

    L’amore VERO prevede che si conosca la “norma” della persona di cui siamo innamorati, e non l’eccezionalità (peraltro SEMPRE illusoria) dell’altro, perché dai sogni prima o poi ci si sveglia e la realtà non è mai come l’avevamo immaginata. E anche noi maschietti non siamo esenti da certe illusioni, sia verso noi stessi che verso l’altra, e le tante dichiarazioni di delusione che leggo o si intuiscono su questo pur modesto palcoscenico, nascono solo da quello di vedere e credere ciò che NON è.
    Io vengo definito un cinico, e forse lo sono, ma questo mio brutale realismo mi garantisce una serenità che altri non hanno, e quella cerco. La felicità sperata da molti è come la fortuna: cieca. La serenità invece ci vede benissimo, e va da chi vive la realtà, non la fantasia delle favole dell’amore con due M.

  • 98
    maria grazia -

    “Ammetto di essermi trovato in sintonia caratteriale e mentale con donne oggi 70/80 meno. E, in parte, con donne nate all’epoca della prima guerra mondiale (anche se avvertivo un po’ di distanza) Ma con quelle che oggi hanno dai 30 ai 60 sono palesemente in difficoltà. Proprio non le capisco.”

    markus, io ho 41 anni ( quindi rientro in quella fascia di donne che tu affermi di non capire ) e continui volutamente a non dare alcuna importanza ai miei interventi e a non rispondermi, sebbene ti abbiano fornito – credo – tutte le risposte che stai cercando. Che non sia proprio questo il tuo problema con le donne della mia generazione ? Lo SMINUIRCI e l’ IGNORARCI ?…
    La mia non è una lamentela, sia chiaro. Non mi interesse suscitare l’ interesse unanime. è solo una mia semplice curiosità…dal momento che sembri attuare quello stesso comportamento che lamenti nelle donne di oggi: l’ incapacità di ascoltare. Naturalmente non sei obbligato a rispondermi.

    “Ma dove sta scritto che per avere una relazione stabile e sicura con una donna che amiamo davvero dobbiamo essere in grado di comprendere un battito di ciglia, un silenzio di due minuti, o una risposta cifrata, o i segnali non verbali?”

    Infatti non è così.

  • 99
    markus -

    Ciao Maria Grazia
    Ti chiedo scusa se non ti ho risposto in precedenza. Non ti ho ignorato. Ma ero preso dal batti e ribatti con Golem.
    Del resto non ho risposto neanche a Camy. Solo a Marinella mi pare. Contavo di risponderti comunque.
    Quindi é escluso che il mio problema sia quello di sminuire le donne della tua generazione. Anche perché i miei contatti quotidiani con il mondo femminile coprono quella fascia di età che va dai 30 ai 60. Un po meno sotto i 30 un po’ meno sopra i 60.
    Purtroppo però confermo di avere delle difficoltà di comprensione.
    Ma non credo per colpa mia. Non penso almeno. Anche perché mi sembra di riscontrare in altre persone le medesime mie critiche.
    Riguardo le tue risposte fornitemi non mi sembrano diverse da quelle di Golem. Per cui se ho saltato qualche passo ti prego di ripetermelo.
    Per quanto riguarda l’ultima frase del tuo post n. 89, vorrei tanto che la risposta fosse quella che hai scritto. E cioè : “infatti non é cosi”
    Magari fosse come tu hai scritto. Invece mi sono sempre trovato in difficoltà in quel senso. Nonostante mi fossi impegnato molto nel cercare di comprendere.
    Non so se sono limitato. Può essere. Ma non capisco allora perché in altri ambiti non ho questi problemi. Mentre trovo molto riscontro in ciò che dico riguardo questa situazione.
    D’altronde un largo, larghissimo numero di donne che conosco e con le quali non ho relazioni sentimentali mi confermano quanto sostengo (purtroppo) riguardo la “stranezza” femminile.
    Ti auguro un buon sabato mentre a Golem risponderò più tardi.

  • 100
    maria grazia -

    markus, non ti devi scusare di nulla ci mancherebbe! Sono ALTRI qui, quelli che dovrebbero scusarsi.. ma no lo faranno mai, visto il loro Ego-centrismo. Ti ripeto, la mia era solo una piccola curiosità e ti ringrazio del riscontro. In effetti, qualche punto diverso rispetto a Golem l’ avevo scritto, ma non credo sia necessario starlo a ribadire, è tutto nero su bianco riga per riga. Quello che secondo me è davvero importante da evidenziare, è che nelle relazioni oggi non ci sono più necessariamente regole e tappe prestabilite come avveniva una volta, e capisco che questo possa creare non poche difficoltà a chi invece è abituato a ragionare “per schemi” ( come forse lo sono la maggioranza degli uomini ). Ma vedi, come tu stesso mi fai capire, hai difficoltà con le donne odierne proprio perchè non ne comprendi il “linguaggio” e le “logiche”. Quello che ti chiedo è: Hai mai provato a entrare VERAMENTE nel LORO mondo ? a “sondare” il loro pensiero e la loro visione delle cose ? Hai provato, per esempio, ad andare oltre le apparenze e i luoghi comuni quando incontravi una qualche donna che ti intrigava ma che al tempo stesso ti disorientava ? Dico questo perchè per quella che è la mia esperienza di donna, tanti dicono di sforzarsi di comprendere ma in realtà sono ancora troppo pochi gli uomini in grado di riuscire veramente a fare questo. Ed è un passaggio FONDAMENTALE ( per quanto faticoso ) per riuscire a instaurare conoscenze e relazioni costruttive. Cioè relazioni basate su una complicità autentica e non sul semplice “fare coppia”. Ovviamente ci dev’essere “rispondenza” dall’ altra parte e bisogna parlare la “stessa lingua”, altrimenti non ci si CAPIRA’ mai, e questo vale sia nei rapporti sentimentali che in quelli di amicizia/conoscenza fra le stesse donne.

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