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Uno sfogo sul mio triste lavoro

di kamomilla

Views: 3 - Views e voti dal 14 agosto 2026.

Come valuti questa lettera?

Sono una ragazza poco più che ventenne. Una ragazza normale, che con una felpa e senza trucco non notereste di certo in giro, tra la gente. Un’universitaria, che, per vivere, fa un lavoro particolare.
Cominciai a lavorare in un centro estetico qualche mese fa. Nulla di strano, tutto normale all’inizio. Dopo qualche mese, capii finalmente come funzionava lì dentro. I clienti non venivano solo per un semplice massaggio, ma spesso cercavano qualcosa di più, lasciando “un regalino” alla fine del “massaggio”.
Sono sempre stata una ragazza introversa, timida, con pochi (ma buoni, almeno credo) amici. Una ragazza comune, insospettabile. A lavoro, cominciai a trasformarmi. Tacchi, trucco vistoso, vestiti corti. E cominciai a lavorare sempre di più. Il mio lavoro in più consiste ad uno sfioramento con le mani, solo mani. Ma mi sento comunque uno schifo, un oggetto. Quando mi preparo, mi sento una vetrina di un negozio di scarsa qualità, che aspetta di essere sistemata al meglio per essere venduta. Vendo sorrisi falsi, vendo le mie orecchie per ascoltare i problemi e le falsità dei clienti, vendo le mie mani. C’è sicuramente di peggio in giro, ma io ho già perso la mia dignità. Faccio fatica a guardare la mia famiglia quando torno a casa la sera, ma poi penso che è la stessa famiglia che non mi ha mai aiutata ad andare avanti. E lavoro per pagarmi non solo l’università ma anche le visite mediche, per problemi che non sto ad elencarvi. Sono una persona triste, sono un caso perso. Spero un giorno di trovare un lavoro vero, un lavoro serio, mollare tutto e ricominciare da capo, per com’ero prima: una ragazza anonima, che aveva toccato solo un uomo in vita sua: il suo primo e ultimo amore finito anni fa. Sono ridotta malissimo, e per chi punta il dito contro le persone come me, per chi fa queste cose solo per bisogno, vorrei dire soltanto…e se succedesse a te? Se non troveresti nemmeno un lavoro per pulire le scale o spalare la melma, cosa faresti? Cosa faresti per vivere? Meglio non vivere, forse…forse sì. Ma non sono abbastanza stanca ancora. Non ho abbastanza coraggio per compiere atti estremi di questo tipo, perché ho ancora un minimo di speranza che le cose possano cambiare per me, un giorno.

Data di pubblicazione: 8 Dicembre 2013

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Categorie: - Lavoro - Me Stesso

128 commenti

  • 1
    Gabriele -

    Ciao kamomilla

    La dignità prescinde dal lavoro che svolgi e non aumenta e diminuisce in base alla condizione sociale.

    Ti senti probabilmente sporca, svilita, usata, perchè per vivere devi svolgere un lavoro umiliante e che a te non va.

    Lavori in un centro estetico nel quale, per soldi in più, le lavoratrici fanno lavoretti per ingraziarsi il cliente.
    Il problema del “massaggio” è relativo anche alla salute, che potrebbe essere messa a repentaglio se devi soddisfare i clienti con certi tipi di regali.

    Oltre a ciò non devi assolutamente sentirti obbligata a dare questo tipo di attenzione.

    Se tu, ma penso chiunque, non stai bene, non farlo.
    Non penso che tu sia un caso perso, altrimenti non avresti minimamente preso le redini della tua vita in mano.
    Studi e lavori, e da ciò che ho capito, la famiglia non è mai stata di supporto.

    Credi più in te stessa e non buttarti giù se la fuori è una merda.
    Tu vali.

    Ciao

  • 2
    Nanette -

    Io all’università ci ho rinunciato proprio perché costava troppo. Ed era la cosa che desideravo di più al mondo. Ma la mia dignità non la venderò mai.
    Tu e tutte le altre donne come te,continuate a rendere il nostro genere sfruttato e maltrattato.Non pensi a tua figlia,tua madre,tua sorella?Se non ci pensi tu, allora non aspettarti parole di compassione da me. Voi ragazze che guadagnate così mi fate solo schifo.

  • 3
    Lilly -

    cosa non farebbero gli uomini per un po’ di godimento sessuale.. che squallore (gli uomini così). hai tutta la mia comprensione, ti abbraccio! :'(

  • 4
    Angelo9 -

    I commenti 2 e 3 mi sembrano per alcuni versi opposti e sono in sostanziale disaccordo con entrambi, anche se al tempo stesso posso capirli. Se andiamo su “alte” questioni, vorrei dire, Lilly, che tutti gli esseri umani hanno una dimensione sessuale che fa parte del nostro essere e che, a volte, può farci scadere ad un livello meno che bestiale, ma questo vale per tutti, uomini e donne. Tornando all’aspetto pratico,ti dico, kamomilla, che comprendo il tuo dramma ed il fatto che la situazione tu la viva in maniera drammatica ti fa onore, ma a questo punto non è preferibile non fare ciò per cui provi ribrezzo? Non ci si può far sfruttare in questo modo per nessun motivo. Riflettici. Non è escluso che tu possa trovare un’alternativa, forse meno remunerativa ma certamente più dignitosa.

  • 5
    luca -

    Cosa studi all’università???

  • 6
    Elisa -

    Cara Kamomilla..
    Leggo la tua e-mail e sono rimasta di stucco..
    Insomma un ragazza poco più che ventenne che lavora in un centro estetico tipo bordello per guadagnarsi da vivere.
    Allora punto primo io da donna e da difensore delle donne al 100% mi sento di esprimere sdegno verso il genere maschile.. ma la cosa che più mi sconvolge è la tua lucidità nel raccontare i fatti: cioè perché se sei in questa situazioni te ne lamenti in un blog e non vai ai carabinieri a denunciare il fatto? Cioè questo è sfruttamento della tua persona.. per non dire altro! tu licenziati e vai avanti per la tua strada.. Abbiamo visto il caso delle baby squillo dei Parioli e onestamente non credo non si trovi altro da fare! fai l hostess nelle fiere, inserisciti in un impresa di pulizie.. ma smetti di andare li..oppure vai e non lamentartene! Vero oggi i lavori sono contati ma ci sono.. Parli della tua famiglia che non ti aiuta, ma magari sei tu che da adolescente non riesci a trovare dialogo ma solo scontri. Cerca di pensare bene a cosa vuoi e liberati e pregiudizi e delle tue paure.

  • 7
    Andrea -

    E te pareva che non era colpa degli uomini..

    Kamomilla posso dirti che ho conosciuto alcune donne straniere che vivono in Italia, donne giovani che fanno le pulizie, imbiancano i muri, fanno lavori manuali pesanti.
    Si guadagnano da vivere così..certo, faticano molto e rispetto ad altre professioni guadagnano decisamente meno..le alternative però ci sono.
    Moltissima gente per pagarsi gli studi lavora come cameriere, da ripetizioni..non so la tua università, ma ricordo che la mia dava borse di studio discrete ai migliori o comunque ti consentiva di pagare rate molto basse.
    Insomma non credo che uno studente universitario per pagarsi gli studi non abbia altra alternativa se non quella di fare lavori particolari.

    Non è che piuttosto in questa tua lettera ci sia uno sguardo nostalgico verso l’innocenza perduta?

  • 8
    geneve -

    Ciao… Io ti capisco… Ho una situazione famigliare oscena e sto facendo l’università … Che forse a breve dovrò smettere di frequentare ma credimi… Farei qualsiasi cosa per poter continuare a studiare.. Prima facevo la ragazza immagine.. Ora sono stata operata e con riabilitazione e tutto il resto non posso fare niente che non sia rimanere a guardare la mia famiglia che cerca di rovinarmi la vita.. Capisco davvero come ti senti io avevo persino cominciato a bere la mattina appena sveglia.. Se ti va di parlare e sfogarti ti prego non esitare.. Ora ho trovato un ragazzo che mi ama moltissimo e sto cercando di farmi forza anche se sembra impossibile… Ti mando un abbraccio!

  • 9
    michele -

    Per come la vedo io da fuori non possiamo giudicare la tua scelta di rimanere li’…anche perche’ come in tutte le cose bisogna trovarsi dentro per esprimere giudizi…di falsi moralisti con morali spicciole e’ gia pieno il mondo..ma condivido un pensiero comune:la dignita’ non ha prezzo non si svende..tanta gente lo fa e arriva a compromessi pur di lavorare e guadagnare…i soldi han rovinato l’ umanita’!Quindi combatti per metterti nella condizione di fare scelte diverse e riacquistare la tua dignita’ e amor proprio!Appena puoi vai via da li’

  • 10
    KATY -

    Ciao!

    Non metto bocca nè giudico sulla dignità di ognuno.

    NOn capisco (e sottolineo NON CAPISCO, non sto accusando nè lanciando anatemi a nessuno)come si possa continuare a fare un lavoro che ti fa sentire uno schifo per così tanto tempo.

    Io sono una ragazza madre, quindi se non lavoro non rischio soltanto l’università, rischio tutto, dalla casa in affitto alla pagnotta a mio figlio, quindi capisco BENISSIMO il punto SOLDI.

    Però ho lavorato ( nel 2006)sei mesi in un call center outbound,dove vendevamo vini di pessima qualità, e dovevamo praticamente obbligare le persone ad acquistare quello schifo di vini.
    Non ce la facevo, non potevo insistere, era una cosa disgustosa.Mi hanno cazziata non so quante volte perche non vendevo.

    NOnostante il tuffo nel vuoto, e la paura di restare senza lavoro, mi sono licenziata.
    Mi sentivo sporca, scorretta, non ce l’avrei fatta.
    Ho fatto le pulizie in un’altra ditta per un paio di mesi.
    IO lavavo le scale, ci si svegliava alle 5 in punto e il titolare era di una simpatia che non ti dico 🙁

    Ho preferito fare quello, mi sembrava molto più dignitoso.

    Per cui,io credo, c’è sempre un’altra strada.

    SEMPRE.

    Non credo che se davvero desideri andartene, non puoi farlo.
    L’ho fatto io che avevo tutto da perdere!

    ciau

    KATY

  • 11
    Andrea -

    Grande Katy! Hai dimostrato davvero un gran coraggio.

  • 12
    maria grazia -

    “Kamomilla posso dirti che ho conosciuto alcune donne straniere che vivono in Italia, donne giovani che fanno le pulizie, imbiancano i muri, fanno lavori manuali pesanti.”

    scusa Andrea ti posso chiedere, che tu sappia, queste donne come avevano fatto a trovare certi lavori ? come ad esempio l’ IMBIANCHINA? sto cercando anch’ io un lavoro di quel tipo, sia perchè mi consentirebbe di avere un’ entrata fissa ( seppur modesta ) che mi farebbe comodo, e sia perchè mi piacerebbe molto come lavoro. non sai a chi posso rivolgermi ? da quello che vedo in giro è difficile per noi donne accedere a certi lavori. tutt’ al più ti fanno fare la cameriera con orari folli e ti sfruttano per quattro spiccioli. ma io vorrei un lavoro serio, anche come manovale, e che posso fare SEMPRE, non solo per brevi periodi. mi puoi dare qualche dritta ? grazie.

  • 13
    rossana -

    Maria Grazia,
    ho un parente che in questo periodo di crisi “arrotonda” dando il bianco per altri nei fine settimana. è bravo e onesto nel lavoro e la sua famiglia ha un vasto giro di conoscenze amichevoli.

    è impegnato da marzo/aprile fino alla fine di ottobre e non riesce facilmente a soddisfare tutte le richieste. forse è difficile ottenere i primi incarichi ma poi si dovrebbe poter lavorare, almeno saltuariamente.

    buona giornata!

  • 14
    maria grazia -

    ti ringrazio rossana per l’ incoraggiamento. ma è durissima credimi ! quando cominci a mettere annunci e a distribuire volantini in giro proponendoti per questi lavori, poi quando telefonano dicono che si aspettavano un uomo e che per questo tipo di lavoro cercavano un uomo. stessa cosa se vuoi fare l’ autista, il manovale, ecc… e d’ altra parte non è neanche facile trovare lavori considerati femminili ( la commessa, la segretaria, ecc… ), oppure ottenere degli incarichi in altri ambiti dove tradizionalmente occorre meno forza fisica e più competenze intellettuali. I posti nelle imprese di pulizie ormai sono occupati tutti dalle straniere, che accettano di lavorare per paghe ridicole ( tipo 1 o 2 euro l’ ora ). paghe che certamente noi italiane non possiamo permetterci di accettare, dovendo pagare i tributi e non vivendo in baracche abusive fatiscenti come molte di loro. Insomma, è’ un casino ! Ecco perchè io – pur ammirando Katy e il suo coraggio – non me la sento di giudicare chi svolge certe attività particolari. posso solo provare dispiacere per loro e vicinanza umana, immaginando quanto possa essere sgradevole dover rinunciare alla propria dignità pur di guadagnare qualcosa.Chi fa del facile moralismo è perchè sta bene e fondamentalmente non ha grossi problemi. Io la vedo così.

  • 15
    rossana -

    Maria Grazia,
    ti capisco molto bene. forse potresti proporti in ambienti diretti da donne, come saloni di bellezza, parrucchiere, asili, precisando nel volantino offerta il tuo sesso e dando garanzie di affidabilità. credo che molto dipenda dall’inizio del giro, che poi si allarga da solo. io già sarei la prima a preferire un artigiano donna nel contesto dell’imbiancatura, che non richiede particolari energie fisiche o esperienze pratiche.

    ho letto solo ora la lettera da Katy, che ammiro da tempo.

    un abbraccio a tutte e due!

    PS: Emily Dickinson ha scritto: “l’acqua è insegnata dalla sete”, ed è scontato che chi non ha provato la sete non può comprendere il valore dell’acqua…

  • 16
    maria grazia -

    grazie rossana della dritta la terrò a mente. anche se, francamente, non credo che cambierebbe qualcosa. comunque dato che le ho provate tutte, proverò anche questa !

    “l’acqua è insegnata dalla sete”

    bene. SONO UN’ ESPERTA DI ACQUA, DI CIBO, E DI TUTTA LA FLORA E LA FAUNA !…

    buon sabato sera.

  • 17
    maria grazia -

    comunque ross sto pensando seriamente di cambiare sesso e di diventare un uomo. dico sul serio ! per me la vita da donna è troppo problematica. mi sono preclusi i lavori che mi piacciono di più ( perchè ritenuti tradizionalmente maschili ) e non mi riconosco nel ruolo che la società assegna alle donne ( un ruolo prevalentemente passivo, caratterizzato dalla NON iniziativa e dalla dipendenza dal maschio ). inoltre c’è una forte componente omosessuale in me, per cui mi sento molto attratta anche dalle donne. E poi nessun uomo mi amerà mai per quella che sono. gli uomini disprezzano la mia personalità volitiva e il mio carattere impetuoso. mentre le donne al contrario sarebbero piacevolmente colpite dal mio modo di essere. per loro sarei un “uomo alfa”, e non una femminista isterica! insomma, credo proprio di essere nata in un corpo che non mi appartiene ( perlomeno a livello “socio-identitario” ). non è escluso quindi che tra qualche tempo firmerò i miei commenti con il nick: MARIO.

    ciao 🙂

  • 18
    rossana -

    Maria Grazia,
    ammetto che abbastanza spesso anch’io avrei voluto essere un maschio. per gli uomini tutto si risolve abbastanza facilmente nel lavoro e negli immancabili hobby, residuo di giocosa infanzia, che in linea di massima possono permettersi di coltivare anche durante la vita di coppia.

    per una donna normale (e per normale intendo non facente parte della società medio-alta): doppio lavoro e vita personale, sociale e mentale, FINITA dopo la maternità, con annessa impossibilità di rifarsene una nuova, nell’eventualità che una prima scelta fosse abortita.

    ora non mi capita più sovente di vedere spose felici sul sagrato dalla chiesetta del mio paese. in passato, quando mi accadeva di vederne una, provavo PENA per lei. la vita di un uomo continua in modo abbastanza lineare; quella di una donna cambia drasticamente nel dare alla luce uno o più figli.

    tuttavia, non disperare: se ho trovato chi ha voluto e saputo amarmi per quello che sono, anche a te potrebbe prima o poi accadere d’incontrare la persona che ti può capire e apprezzare. il mio ex marito mi disprezzava; il mio amante mi ha riconciliata con me stessa e nel nostro rapporto abbiamo trovato insieme tutto il bene del mondo.

    in questo contesto, si può ben dire che sia questione di fortuna o di destino!

    un abbraccio a te e a Mario! 🙂

  • 19
    Cicci -

    Ah..Ah..Ah..Ah e io mi firmerò “Ciccone”…,

    magari diventiamo famose/i… che ne dici?

    Un abbraccio e un saluto.

  • 20
    maria grazia -

    ross che ti posso dire… si vede che ormai io sono stufa di sperare, ritentare e ogni volta ripartire da zero dopo l’ ennesimo rifiuto sentimentale o dopo l’ ennesimo fallimento economico. non ho più le forze, non lo più la voglia di ricominciare continuamente dal nulla, come se tutto quello che mi sono costruita prima e tutta l’ esperienza che ho maturato non contassero nulla. la mia percezione è che alle donne non si attribuisce valore aggiunto, nemmeno a quelle che come me hanno età ed esperienza. e, sebbene comprendo che non si finisca mai di imparare, penso sia sbagliato partire dal presupposto che una donna nel lavoro “non merita” in quanto donna, è che PIU’ CHE INSEGNARE DEVE IMPARARE in quanto detentrice della patata. per me quel famoso triangolino che ho in mezzo alle gambe ( e che stando ai cori unanimi maschili avrebbe dovuto garantirmi una vita più facile rispetto ai colleghi uomini ) sta cominciando a diventare una maledizione, un’ arma a doppio taglio, e comincio ad essere esausta.
    Tu hai toccato un punto importante: IL DISCORSO FAMIGLIA. condivido assolutamente il tuo punto di vista sul diverso livello di peso e di responsabilità che una figliolanza comporta per una donna rispetto che per un uomo; e aggiungo che le donne della mia età cominciano ad essere considerate VECCHIE per diventare mogli e madri, mentre se fossi un uomo, sarei più avvantaggiata anche in questo: sarei ancora considerato appetibile per il “mercato”, avendo un lavoro stabile, una discreta posizione e un discreto modo di fare potrei trovarmi una donna che accetti di essere la madre dei miei figli, quei figli con cui mi sarebbe piaciuto perpetrare la mia specie, e che non ho potuto avere per via della mia difficile situazione di donna single, bisfrattata dagli uomini e dal mondo delle carriere. mentre così, rimanendo donna, non importa quanto io sia in gamba e non importa cosa ho o non ho realizzato e quali conoscenze ho raggiunto: per gli uomini rimango MERCE DI SCARTO, non più appetibile, troppo “indipendente” (tradotto: PERICOLOSA ) e troppo “navigata” per essere una compagna affidabile.
    insomma, da domani mi sa che comincio a mettere da parte i soldi per l’ operazione…

    cicci/ciccone
    se diventiamo famose potremmo fondare un duo comico 🙂

    un grande abbraccio anche a voi !

  • 21
    Hurin -

    E’ chiaro che alcuni lavori siano prettamente maschili, come altri lo siano per il genere femminile.

    Un carpentiere, un muratore… e magari pure un imbianchino, sono lavori in cui bisogna avere forza, resistenza alla fatica… quindi nn facili per una donna, visto che FISICAMENTE è inferiore ad un uomo!
    Mi sembra abbastanza normale… ad ognuno il suo, in base alle proprie caratteristiche fisiche, mentali e genetiche.

  • 22
    maria grazia -

    “ad ognuno il suo”

    bene hurin. e allora non ci si deve meravigliare e scandalizzare se molte donne arrivano a fare certe scelte, come ad esempio la ragazza protagonista di questa lettera. io direi invece di cominciare a cambiare le cose ALLA RADICE, in modo che vengano date PARI OPPORTUNITA’ agli uomini e alle donne che VOGLIONO LAVORARE ONESTAMENTE, A PRESCINDERE DAL LORO SESSO. in quanto nessun fondamento scientifico stabilisce che una donna non possa guidare un TIR o imbiancare un muro. a stabilire questo è solo LA CULTURA RETROGRADA E MASCHILISTA di questo paese !

    a proposito… per una donna NON E’ FACILE nemmeno prostituirsi ! ti assicuro che noi preferiamo fare i muratori o i camionisti. ma capisco che voi uomini volete vederci occupare altri “RUOLI”….

    https://www.youtube.com/watch?v=ZyzMBj6QSgY

  • 23
    rossana -

    Maria Grazia,
    capisco la tua amarezza, che mi sembra più o meno la stessa che affligge Esse, anche se tu l’affronti in modo ben diverso.

    da sempre le donne hanno avuto il meglio sul fronte della realizzazione personale quando agli uomini è toccato il peggio (leggi guerre o decimazione del sesso maschile a causa delle stesse). i passi in avanti verso l’emancipazione femminile, in occidente negli anni delle due guerre mondiali e nell’impero di Roma ai tempi di Augusto, sono avvenuti più a seguito di quanto hanno saputo dimostrare in assenza dei loro uomini che con le parole.

    al rientro del cosiddetto “sesso forte”, però, sono state ricacciate nei loro subalterni ruoli abituali. ora, che questo sembrerebbe in parte superato, è subentrata questa tremenda crisi, e chi ne fa le spese per primo sono i ceti più deboli. la donna in ambito lavorativo debole già era rimasta fin da prima di questo brutto momento: vedi la differenza di salario per l’espletamento dello stesso lavoro.

    c’è poco da fare: sono tempi durissimi e sono in molti, non solo donne, a tirare avanti con estrema fatica.

    sul fronte personale la questione è più legata alla sorte e al carattere che a tutto il resto. la maggior parte delle donne finisce con l’accontentarsi in un’unione volta alla maternità: chi non lo fa, e fa bene a non farlo, ha senza dubbio una strada in salita che, con il passare del tempo, non può che farsi sempre più ripida.

    in queste circostanze le parole che possano dare sostegno ma non posso e non so fare altro…

    un grande abbraccio.

  • 24
    mr x -

    Parla per te. Io ho conosciuto diverse prostitute che preferivano molto di più aprire le gambe che prendere ordinazioni in un ristorante o fare le pulizie o badare ad un anziano. Come al solito fai la tuttologa senza sapere un cazz0!…MG ti svelo un segreto: non tutto è da riferire a te. Capito? smettila di parlare come se tutto sia da riferire a te, tu non sei nulla sei una goccia nell’oceano.

  • 25
    Hurin -

    @ MG

    Ti rispondo giusto perchè qualcuno potrebbe essere influenzato da ciò che dici!
    Perdonami, ma come ti ho già detto, tu hai grossi problemi e nn vuoi farti curare… quindi nn sai ciò che dici.

    Cosa centra, parlare delle prostitute sfruttate, con il problema del lavoro femminile! Nn centra nulla! Anche l’uomo viene sfruttato, lo sai? Tutte quelle persone che lavorano in nero, extracomunitari senza alcuna assicurazione per gli infortuni! Ma sai quante morti ci sono? No! Nn lo sai.. e nemmeno io, perchè tutto viene nascosto, visto che sono clandestini e lavorano in nero! Ma quindi che parli a fare?!?

    Inoltre… visto che parli delle prostitute, ma sai quante decidono di loro spontanea volontà di farlo per guadagnare mille duemila euro al giorno?!?!?? Ma almeno stai zitta!!!

    E per finire, la prostituzione femminile, ci sarà sempre (perchè la natura ci ha creato in un certo modo) ed alcuni paesi più sviluppati come li chiami tu, la attuano legalmente, in maniera da rendere le cose più sicure, sane e poter attingere un bel gruzzolo per le finanze dello stato!

    Quindi?!?!? Ma rifletti prima di parlare oppure no??!

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