Scambio di coppia, il gran ritorno
di
Seb
Riferimento alla lettera:
Da qualche giorno mi sono iscritto a questo sito. Volevo aggiungere la mia opinione al dibattito tenuto qui, ma non ci sono riuscito, per cui, pur riferendomi a TUTTO quanto letto, apro un nuovo articolo di discussione. Ebbene, nessuno si è chiesto come mai tanti opinionisti solo per criticare la...
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La cosa che mi fa impazzire è quella che si portano esempi presi “dalla televisione” come probanti di un certo stile di vita “sessuale” in questo caso, per corroborare certe idee su un argomento.
Ma non basta il proprio sentire per sapere cosa piace e cosa no? Quello che “l’ha detto la televisione” è una di quelle cose che dimostra solo la mancanza di idee su un argomento, che peraltro nel caso specifico non richiede un grande sforzo di immaginazione per scoprirlo.
La verità è che quando si brancola nel buio, un cerino acceso sembra un faro.
È significativo scoprire a una certa età che l’amore e il sesso, sono due cose assolutamente separate ed indipendenti, ma si completano a vicenda, come le due facce di una medaglia, ed è questa loro condizione che ce le fa spesso considerare come una cosa sola, anzi spesso le usiamo come sinonimi, facendoci commettere l’errore di non considerare la medaglia che le supporta. È una bella frase che colpisce chi è portato al fascino delle parole, come si è già detto, ma non spiega in cosa quindi consisterebbe la “medaglia”. Speriamo di scoprirlo per chi ancora non lo avesse capito. Io sono a posto per quanto mi riguarda. Grazie.
rossana concordo con te su tutta la linea, anche se tengo sempre a mente che si tratta di una sintonia con il mio modo di vedere e quindi non è da considerare universalmente valido, almeno fino a quando non si hanno dei riscontri oggettivamente comprovabili, e da qui che nasce la mia ricerca.
Riguardo a quanto dici, bisogna considerare ad esempio cosa è significato per i gay vivere la loro condizione in un mondo che riteneva quella posizione, una semplice e volgare “scelta volontaria”, vuota quindi di un coinvolgimento emotivo, spingendo i più ad ergersi a giudici di qualche cosa che si disconosceva.
Se noi consideriamo lo scambismo come una voglia edonica o egoistica o istintuale, non si riuscirà mai a comprendere la reale valenza del fenomeno.
Quelle evidenze che sottolinei, non possono neppure essere prese in considerazione da chi ritiene che una donna non possa poter scegliere gli atteggiamenti ritenuti socialmente sconvenienti per lei, secondo una visione maschilista.
Nella chiusa del tuo post 1141, consideri la questione del giusto mezzo, tra gli eccessi, ma vorrei prendessi in esame il fatto che mentre nella nostra cultura, siamo portati a visualizzare la condizione che descrivi, con una retta su cui ci si sposta, …
… e i due estremi di essa, rappresentano gli eccessi contrapposti, perciò la giusta via si trova al centro della retta in questione. Nella cultura orientale invece, non esistono eccessi, ma la nostra posizione percorre una circonferenza posta sul nostro stesso piano, e la giusta via coincide con il suo centro, lo spostarci quindi da un estremo all’altro, risulta solo apparente, mentre la giusta via sarà sempre equidistante tra tutte le posizioni che assumiamo. Spero non ti sia difficile immaginarlo.
Nella chiusa del post successivo poi, consideri anche tu un calo della libido legata all’età, ma non è così, la libido può presentarsi come più o meno matura, ma non più o meno incisiva. Come dice il sessuologo Emmanuele Iannini nell’intervista che ho segnalato nel post 1122, interessante anche quella di Elisir che segnalo: http://www.rai.it/dl/portaleRadio/media/ContentItem-fd634665-c712-42d3-9d67-d85a4efbc5e0.html.
Golem posso comprendere che ci possono essere discordanze di vedute su un argomento, ma quando la scienza apporta dei riscontri che per loro natura non possono essere che oggettivi, non è più possibile avere discordanze con essi, perché nel qual caso, si tratta di cecità.
Io non mi regolo con la Scienza per valutare il mio sentire CB. Lo posso fare per analizzare un fenomeno, quando un moto psicologico nella sua manifestazione fornisce una risposta sbagliata alle mie aspettative, ma se quel moto soddisfa le mie aspirazioni cosa devo indagare, è evidente che la scelta è giusta per me. È per questo che la tua (e della tua sostenitrice) “ricerca” di avalli “scientifici” ad un banale desiderio carnale mi appare uno sforzo nel voler trovare una “benedizione” ufficiale a qualcosa che non ti convince completamente.
Insomma, se della tua pratica fossi completamente “certo” e sereno non ci sarebbe bisogno di avere conferme esterne, men che meno “televisive”. Basterebbero quelle che senti dentro di te. O di voi, visto che qui siete in due a convergere su tutta la linea.
È curioso come senza volerlo avete creato un rapporto di coppia. E monogamo per giunta. Quasi una nemesi alle vostre convinzioni.
Ciavo.
(Oggi è coperto. Che palle. Speriamo domani. Però ci sono le orecchiette di crusca con sugo fresco di pomodoro “appeso” e cacioricotta che ci aspettano. Libidineeee)
alb se queste sono le argomentazioni, stiamo freschi. Non dovremmo più andare in macchina in treno o in aereo, non dovremmo neppure restare in casa o andare fuori casa, beh si sarà capito, se si ha paura della trasgressione, questa c’impedirà di comprendere la natura del fenomeno. In verità ciò che riporti non è una dimostrazione dell’inadeguatezza di questa pratica, ma semplicemente l’inidoneità di certe persone ad essere uomini. Leggendo le recensioni del Bizarre, risulta che non si tratta di un club privé idoneo alla frequentazione di scambisti, ma piuttosto un locale con escort e prostitute, un ritrovo per singoli che cercano sesso facile e di qualche coppia sprovveduta, per lo più di passaggio, in pratica una versione 4.0 delle vecchie case chiuse. Una situazione comune a diversi di questi locali che sono nati per sfruttare una situazione che fino a qualche anno fa, rappresentava un vero e proprio business. Lo scambismo però non si può considerare guardando questi avvenimenti come dei fedeli indicatori del fenomeno.
Golem il fatto che tu sia felice nel tuo rapporto, non può che farmi piacere, ma qui non si cerca di sapere se si è felici o meno ad essere monogami tradizionalisti o monogami scambisti; si sta cercando di …
… comprendere le valenze del fenomeno: come e quando nasce; le cause che ne stimolano la comparsa; quali effetti può causare….
Mi piacerebbe capire: riporto risultanze scientifiche e dici che non sono attendibili; propongo argomenti di approfondimento e dici che non sono attinenti; suggerisco riflessioni a commento di quanto riportato e dici che non sono logico; riporto libri di specialisti e dici che li interpreto male; indico trasmissioni televisive con interviste e dibattiti sull’argomento e dici che non sono probanti; poi tu dici di “sentire” che è giusta la tua posizione e che un certo numero di sconosciuti sul web riportano sensazioni simili alle tue, e questo dovrebbe convincermi a convertirmi al tuo credo. Non ti sembra di essere un po’ paradossale e anche un po’ presuntuoso?
Comprendo che tu dica che non ci voglia un grande sforzo a capire la tua posizione, ma penso non sia nella direzione che immagini.
Mi sembrava fossi tu ad imbonire con frasi ad effetto, mentre io cerco di esprimere, per quanto possibile, la realtà che ci circonda. Per quanto riguarda la medaglia a due facce, provo a dare un’interpretazione, sperando che ci prenda: l’essere umano, o meglio, la reazione del sé. Che dici, ci ho preso o devo ritentare?
min.... CB, sono mesi che ti dico che sono contento che tu sia uno scambista più o meno convinto e non ho nessuna intenzione di farti cambiare idea, e perché mai poi, visto che non me ne viene niente in tasca. Io ho solo messo in evidenza che lo scambismo palesa delle carenze relazionali in una coppia, e non il contrario. Non è un’apertura come qualcuno vorrebbe farlo apparire, ma esattamente il contrario. Non fosse altro che il periodico “bisogno” di diversificare è un impegno in più rispetto a chi si basta in due.
Ti ripeto che nella mia “ragazza” trovo tutto quello che mi serve, e paradossalmente è proprio il suo essere sempre “lei” che mi appare sempre nuovo e mai monotono. Come ho già detto, ho superato da anni “l’eccitazione” della novità, anche perchè quelle “novità” si rivelavano delle banali sco.... senza futuro. Un po’ come la logica leopardiana del sabato del villaggio, con le aspettative della “festa” che regolarmente si infrangono sulla banalità che in questa poi si ritrovano, come in tutte le speranzose illusioni di cui molti di noi vivono.
Tranquillo, non ho proprio voglia di convincere nessuno e in nessun ambito. Mi basta essere io convinto di quello che faccio. Ed già questo è un successo.
Golem probabilmente non ti riesci a rendere conto che le tue deduzioni derivano essenzialmente da preconcetti fossilizzati nella tua mente da un credo senza valenza oggettiva. Provo ad evidenziarne alcuni aspetti nella, forse vana speranza, di farti vedere oggettivamente ciò che intendo: “…ma se quel moto soddisfa le mie aspirazioni cosa devo indagare, è evidente che la scelta è giusta per me”. Dovresti chiederti cosa significa: “è giusta per me”; cioè se per te è giusta significa che va bene così? Cioè per un criminale, commettere un misfatto è giusto? Io ritengo che invece non si tratta di una indagine evidentemente non necessaria. Potrebbe esserlo soltanto nel caso in cui il proprio sentire corrispondesse ad un’universalità congenita, cosa non reale, cioè si tratterebbe di un caso di “scienza infusa” che ci è negata.
Proviamo ancora: ‘… “ricerca” di avalli “scientifici” ad un banale desiderio carnale mi appare uno sforzo nel voler trovare una “benedizione” ufficiale a qualcosa che non ti convince completamente’; come si può facilmente scorgere, anche in questo caso si tratta di un preconcetto che si basa su una convinzione non verificata. Il fatto che una persona dice una cosa al solo scopo di trovare “avvalli”, …
… preclude possibilità altre, come il desiderio di rispondere ad un’esigenza d’amore verso il prossimo, che tende a consegnare ad altri la possibilità di un’evoluzione intellettuale; oppure un egoistico piacere di ritrovarsi circondato da persone ricche di valenze individuali. La frase però contiene altri due preconcetti: il fatto che le cose siano dette da persone, in questo caso io, assoggettate da una valenza esclusivamente “carnale”; e del fatto che l’altro sia inidoneo a convincimenti autonomi.
Come già più volte detto, non sono minimamente interessato ad avere “conferme”, in quanto ampiamente soddisfatto da quelle che ho appurato avere dalla scienza.
Golem, ti vedo così innamorato di tua zia che ti prepara le orecchiette che sospetto una sorta di tradimento verso Sally, chi sa se ne è contenta.
Nella nostra realtà sociale attuale, siamo così convinti che la nostra valenza sia essenzialmente correlata all’avere che abbiamo perso ogni collegamento con l’essere, da apparire assolutamente irreali, che viene il dubbio da essere destinati a svanire nel nulla, inghiottiti dal buco nero della futilità, come quel grottesco Ruggero della trasmissione di Giletti. De gustibus non est disputandum.
Dico a CB… Comm.1153… che non voglio fare di tutta l erba un fascio. Ho voluto solo rendere visibile una recente notizia di cronaca che è attinente a questo thread Ma in particolare in questi c.pr. si è consapevoli oppure all opposto non si può sapere .. cosa si potrebbe mettere a rischio, qui è successo, anche la propria incolumità personale, è stato un caso isolato,ma qualche pensiero anche con malignità,per un giudizio in generale mi viene di farlo.
CB: “Dovresti chiederti cosa significa: “è giusta per me”; cioè se per te è giusta significa che va bene così? Cioè per un criminale, commettere un misfatto è giusto?…Dovresti chiederti cosa significa: “è giusta per me”; cioè se per te è giusta significa che va bene così? ”
Vedi amico mio, basta questo esempio per capire che c’è qualcosa che in te non va, e che solo una come quella lei che qui ti asseconda può prendere per buono quello che dici e ritenerlo degno di essere trattato come tale.
Tra me, mia zia e Sally c’è un rapporto poliamoroso sotto il profilo enogastronimico. Ed è l’unico poliamore dove più siamo meglio stiamo.
Ciavo.
P.S. Non conosco la trasmissione di Giletti.
alb, comprendo la preoccupazione, ma bisogna considerare molte cose che determinano gli atteggiamenti degli scambisti, provo a sintetizzarne le più comuni.
Prima di tutto diciamo che lo scambismo si svolge principalmente in abitazioni private o al limite in alberghi, quindi tra persone che hanno già acquisito una certa familiarità tra loro. Le necessità che spingono alcuni scambisti a ricorrere a formule alternative, sono principalmente la necessità ad acquisire nuove amicizie in particolare per i neofiti. Per rispondere a questa esigenza si ricorre spesso a internet, dove si trovano siti con recensioni di locali, o veri e propri siti d’incontro, in alternativa ci sono i car parking sex, i privé o particolari locali deputati come luoghi d’incontro. Quando si è stabilito un contatto con qualche scambista, spesso viene apertamente dichiarata la volontà di avere l’esigenza di accedere a questa pratica e difficilmente si riceve un rifiuto in tal senso. Il passa parola è una efficientissima tecnica che permette di formarsi un’idea alquanto precisa delle offerte disponibili.
Per quanto riguarda i privé diciamo che ci sono alcuni particolari che possono darci un’idea della qualità del locale. Oltre naturalmente al sito dello …
… stesso locale, ci sono le recensioni ed il passa parola; bisogna considerare che molte coppie non sono propense agli incontri con singoli, quindi i locali che permettono un accesso indiscriminato di singoli e/o prezzi di accesso troppo contenuti per le coppie, ammenoché non si tratti di locali aperti da poco e che quindi necessitano d’incrementare l’affluenza di coppie; sono i primi indicatori utili a determinare la qualità dell’ambiente a cui s’intende accedere. Alla reception è possibile informarsi sul regolamento interno. Ricordarsi che si è entrati in un ambiente in cui vi è una certa disponibilità a parlare liberamente, senza remore. Una volta nel locale, è bene accomodarsi in qualche tavolino defilato in modo da poter osservare e rendersi conto, senza correre rischi, del funzionamento del luogo. Sia il personale, ma spesso anche coppie più navigate, tendono a proporsi per offrire consigli e/o scambi di opinioni. Restare sul posto e consumare qualcosa è molto utile per rendersi conto di cosa effettivamente avviene. Un numero eccessivo di singoli, coppie eccessivamente propositive o partner di una stessa coppia troppo disgiunti, normalmente non sono indicatori molto positivi.
i rischi …..anche imprevedibili ci sono sopratutto a livello emotivo razionale mentale sentimentale
individuale,puo’ diventare una dipendenza, se non subito anche a lungo termine, poi ti sembra di esserne immune, e invece ti prendono come un pitone che ti stringe lentamente ,a soffocarti, e non puoi piu’ farci niente.
poi comunque alla fine ognuno e ogni coppia fa e faccia come gli pare.
sono specchi x allodole, simili ai night club con escort, si e’ vero li si paga di piu’, o in altri ambiti ad un casino’ x giochi d’ azzardo,
si c’e’ l inizio con le solite frasi, si va li x curiosita’ poi guardi e basta, ma non si sa come va a finire, cosi’ tra le mura di casa o di un hotel, con gente conosciuta via web, o con siti di incontri per coppie.
sai che ti dico A me alla fine non m’importa proprio niente.veramente.
CB,
“Per quanto riguarda la medaglia a due facce, provo a dare un’interpretazione, sperando che ci prenda: l’essere umano, o meglio, la reazione del sé.” – l’avevo recepita negli stessi termini, sperabilmente corretti, non soltanto per noi due!
quanto alla cultura orientale che rifugge dalla definizione di eccessi in ambito sensuale, questa visione, come giustamente hai intuito, non rientra nelle mie corde. in linea generale sono aperta a ogni esperienza umana, persino le peggiori e le più delittuose, ma rifuggo, per carattere o per formazione culturale, dal “troppo” di qualsiasi cosa o sensazione. caratteristica puramente soggettiva, che non ha la minima intenzione di incidere su chi sente e vive diversamente.
per esperienze dirette e indirette su questo stesso sito, comprendo perfettamente il bisogno di rispetto per scelte e modi di essere soggettivi, spesso giudicati troppo pesantemente, senza reali cognizioni di causa, né autorità o autorevolezza per farlo.
alb continuo dal precedente post.
È alquanto facile per tutti comprendere un po’ l’andazzo osservando le cose che succedono nella sala principale. Il più delle volte è qui che si realizzano i primi contatti e si stabiliscono gli eventuali termini dei giochi. Quando una coppia si sposta dalla sala alle aree calde, il più delle volte vengono seguite a ruota da diverse coppie ed eventuali singoli che per lo più stazionano al bar, questo sta ad indicare, il più delle volte, o che quella coppia è alquanto nuova del posto da stimolare la curiosità degli altri, o è particolarmente fantasiosa e calda.
Spostarsi nella zona calda, spesso costituita da corridoi alquanto stretti da invogliare a dei fuggevoli sfioramenti, affinché si possa saggiare la disponibilità di chi transita. Le camere spesso sono ad accesso libero, ma alcuni locali prevedono diversi tipi di restrizioni, è bene informarsi preventivamente. Si deve tener presente che quasi sempre le persone che circolano al di fuori delle camere possono osservare ciò che avviene al loro interno, e che i singoli presenti provano sempre, ove possibile, a toccare per verificare la disponibilità delle coppie; basta però un semplice cenno di diniego per bloccare ogni ulteriore avance. …
… Le coppie, ma in particolare le donne, stabiliscono chi, come e fino a dove è consentito agli estranei, coppie e/o singoli, partecipare ai giochi.
Si tenga presente che la quasi totalità dei presenti è molto sensibile agli atteggiamenti non consoni, che vengono subito censurati e comunicati allo staff del locale che provvederà a risolvere il problema.
Questa è in linea di massima l’andamento di un privé che naturalmente presenta innumerevoli personalizzazioni.
Golem moolto giusto ciò che dici; soltanto che non ho ben compreso ciò che hai cercato di riportare spacciandolo per una mia défaillance. Ma forse si è trattato di un nuovo modo per fuorviare il focus dalla vacuità delle tue argomentazioni?
Non so perché continui a coinvolgere rossana nella nostra disputa, tra l’altro devo aggiungere, in maniera anche un po’ meschina evitando di nominarla apertamente.
Io sono compiaciuto che lei riesca a trovare le mie argomentazioni interessanti, e presumo che lei non si senta offesa ad essere in questo, accomunata a me, ma ciò non giustifica questo tuo atteggiamento, che trovo sinceramente un po’ infantile.
“Per quanto riguarda la medaglia a due facce, provo a dare un’interpretazione, sperando che ci prenda: l’essere umano, o meglio, la reazione del sé.” – l’avevo recepita negli stessi termini, sperabilmente corretti, non soltanto per noi”.
Invece sembra che lo sia solo per voi due, anche perchè la soggettività di una scelta non può che essere legata al SÉ, come per quella in questione. Però se tutto esposto con un certo stile intellettualistico fa senz’altro la sua porca figura. E invece sono le solite banali ovvietà imsomma, ma ben descritte sintatticamente e quindi apparentemente “autorevoli” per chi si ferma alle apparenze e di queste vive.
Caro CB, ti ho già detto tutto in questi mesi, non c’è bisogno di spostare nessun focus, chi ha imparato a conoscerti ha capito con chi ha a che fare. Quell’ultimo esempio che hai proposto la dice lunga sulla tua capacità di giocare con le parole senza dire niente, ma affascinando chi è portato a fermarsi alla “forma” del contenitore e non al contenuto di questo. Ecco perchè cito la tua fan.
Quanto alle allusioni, che tu trovi meschine, non ti dirò mai da chi ho appreso questa raffinata tecnica.
rossana nel tuo precente intervento hai sottolineato di come la scoperta di alcuni aspetti della propria sessualità, anzi nel caso citato, si è parlato di bisessualità, possa trovare compiutezza proprio frequentando un club privé, ed a questo proposito vorrei dire qualcosa.
Tutti conosciamo quanto sia forte oggi la ricerca del piacere: uscire con gli amici a vedere qualche spettacolo; godersi i piaceri della tavola; ecc.. Esiste però chi tenta da sempre di “moralizzare” questa ricerca ed ovviamente, la forma di repressione risulta tanto più forte, quando più grande è il piacere cercato, e quale piacere è più grande di quello sessuale? Questo costante e forte stato di moralizzazione, si è così tanto fossilizzato in noi da renderci quasi del tutto inerti, convincendoci addirittura che sia naturale auto-reprimerci. Quando si accede in un ambiente scambista, dove tutto ciò che normalmente appare necessariamente da nascondere, è invece vissuto senza alcuna forma di costrizione; veniamo immediatamente assaliti da una sensazione di liberazione da quel costante fardello della moralizzazione sessuale. Si tratta di una percezione molto forte che chi affronta l’esperienza senza una particolare dose d’ansia, può essere portarlo a …
… conoscere parti di sé, talmente represse da sbalordirci addirittura. La sensazione che più d’ogni altra viene riferita dagli scambisti, è infatti proprio il senso di libertà che si prova; dove cioè ogni forma di fantasia repressa trova la sua liberazione, ma non mancano riferimenti della rilassatezza dell’ambiente e dell’educazione che i vari partecipanti hanno nei confronti gli uni degli altri. Vorrei far presente che, traendo spunto dalla mia esperienza, ho costatato che ci sono coppie che frequentano soltanto l’ambiente deputato agli incontri e della conoscenza e che solo in determinate condizioni si spostano nelle zone calde, al solo scopo di guardare.
Golem la trasmissione di Giletti a cui mi riferivo, segnalata da rossana, è “non è l’arena” del 8/04/2018 e la puoi trovare qui, posizionando poi il cursore alle circa 2:58:50:
https://www.youtube.com/watch?v=xyR3GbbjNU8
in realtà qui puoi anche trovare le precedenti, del 18/03/2018 e del 25/03/2018:
https://www.youtube.com/watch?v=uW3WhqNXWwo
https://www.youtube.com/watch?v=eMovBvbbds8
in particolare quest’ultima potrebbe darti utili motivi di riflessione. Oltretutto chiarirti per sempre quanto sbagliata sia la tua idea che trattasi di un mio concepire personale.
CB, la TV -una certa TV- serve a far “audience”, quindi ad attrarre pubblico che guarderà gli spot pubblicitari e muoverà l’economia del consumo che vi sovraintende. È naturale che più è “stuzzicante” il tema più saranno gli spettatori, e il fenomeno scambistico è stuzzicante, come tutto ciò che gira intorno al sesso, lo sappiamo bene, e da sempre.
Ti sto ripetendo da mesi che non ho niente da scoprire da un’attività che non mi attrae e non ha niente di innovativo, se non come sdoganamento semiufficiale di un desiderio che è solo la manifestazione di un’ossessione sessuale, che porta in sè voierismo e bisessualità se non omosessualità. Pratica lecita, sì, ma che sarà sempre relegata nell’ambito delle aberrazioni sessuali. A maggior ragione quando si tratta di mettere in gioco un rapporto che si vuole ritenere d’amore. Come ti ho già detto, il presunto milione di “scambianti”, in termini antropologici non significano niente di più di quanto significhino i praticanti del tiro con l’arco. È un “passatempo” piacevole per chi lo pratica. Ma non torneremo a cacciare con la faretra in spalla così come non ci ameremo in dodici.
La tua limitata “corte” ti compiace perchè vi è portata per natura, non illuderti.
rossana ovviamente hai visto giusto, ma io ho un po’ ironizzato su ciò che aveva scritto Golem a riguardo.
Personalmente anch’io sono contrario agli eccessi, al troppo, anche se comprendo che si tratta di valenze personali; in pratica, ciò che è eccesso per me, potrebbe non esserlo per te e viceversa; ma non solo, c’è anche da considerare che il me di oggi, non vede la stessa valenza del me di ieri. Ciò che voglio dire, non è che le culture orientali rifuggano la concezione degli eccessi, ma li vedono in una luce più elastica di quanto siamo soliti fare noi nella nostra cultura; per loro, trattandosi di una rotazione, ogni elemento è considerato come l’avvio di un nuovo ciclo.
Noi qui stiamo provando a riflettere sulla sessualità in genere ed in maniera riflessa di quegli aspetti che in qualche modo ne vengono coinvolti, come ad esempio l’amore. Vorrei riportare recenti cognizioni scientifiche che potrebbero aiutarci a delineare meglio le modalità in cui essa si sviluppa. Cerco si banalizzare per renderlo più comprensibile.
Tutti noi abbiamo, per così dire, un acceleratore ed un freno nel cervello; per agire su questi comandi possediamo una specie di programma emotivo che possiamo ridurre a tre condizioni basilari che…
… si possono riassumere in: aspettativa; godimento e voglia. La situazione quindi è questa; accade qualcosa di rilevante di cui il cervello ne viene informato, si attiva quindi l’aspettativa, è come se ci si ponesse la domanda: “ehi, questo è interessante”. Nella fase successiva si attiva il godimento che ne determina la piacevolezza, al grido: “ehi è piacevole”. Infine, se lo stimolo va oltre un certo limite, si passa al successivo livello che è la voglia, al grido “ooh, ne voglio ancora”.
Approfitto di queste poche righe rimastemi, insufficienti per il prosieguo, per dare a Golem qualche indicazione di verità.
Considerando le banalità e le ovvietà che dico, mi piacerebbe imparare a concepire qualche argomento un po’ più concreto e fattivo, ma ho qualche difficoltà a scorgerne. Come ti ho già detto, mi sembri estremamente simile a quel Ruggero del programma di Giletti che rossana aveva già indicato e che io ti ho riportato in precedenza.
Vedi Golem, tu mi hai già detto tutto, ma a me è sembrato questo tuo tutto, si possa ridurre a un tuo sentire e nulla più, mi sarebbe invece tanto piaciuto avere qualche elemento su cui riflettere.
Comunque sono contento di non dire niente, affinché non biasimarmi per chimeriche scelte.
Caro CB, il mio sentire per me è più che sufficiente per sapere se una cosa mi piace o meno. Direi che su questa base si è regolata l’umanità per millenni, e lo fanno persino gli animali, pensa un po’. In realtà, questa elementare logica ha definito lentamente il concetto di bello e di buono, che in fondo sono sinonimi.
Devi sapere che quel concetto di bellezza è collegato a quello di “sopravvivenza”, anche se le sovrapposizioni culturali ne hanno fatto perdere gli antichi riferimenti, che tuttavia permangono all’interno di quei giudizi. Certo, quello che è bello per me non lo è per te, ma vi sono indicatori, che almeno in termini strettamente numerici, e al di là dei gusti personali, ci dicono qual’è il “bello” (o il buono) prevalente, che poi è quella caratteristica che ha tracciato la “qualità” di una cultura, che nel caso che trattiamo riguarda la nostra.
Ora, che tu vada a ravanare nella cultura orientale, o in quella dei Sumeri per cercare una ragione recondita alle tue scelte, potrà affascinare la tua modesta “corte” ma non uno come me, che non si fa abbindolare dalla “confezione” quando questa è piena solo di orpelli, come gli specchi per allodole che prepari tu, e scusa la presunzione. >>>
>>> Andare a pescare qua e là senza tenere conto del PERCHÉ certe culture hanno prodotto certi effetti, peraltro discutibili per l’interpretazione che vuoi dargli, conferma a chi di cultura e lucidità ne ha un minimo sindacale solo una cosa: che sei un imbonitore. Ma attenzione, non di altrui candori, ma dei tuoi. Perchè io sono convinto, tanto da metterci la mano sul fuoco, che tu hai tanti di quei problemi con la tua identità sessuale, ma altrettanta vergogna proveniente da un’educazione sessuofobica, che hai “voluto” trovare una soluzione scientifica al tuo “bisogno”. È una cosa che ti ho già detto ma che ti ripeto, perchè ne sono sempre più convinto mano a mano che leggo quello che scrivi.
Tu, come tanti, hai bisogno del conforto sociale di non essere un “diverso”, perchè è quello il tuo vero problema, e non lo scambismo; quello è l’ologramma, non il vero “focus”. Risolverlo “scientificamente” ti fa sentire assolto razionalmente, se poi te lo confermano “gli altri” lo sarai pure socialmente. Allora che fai per superare il muro della “moralità” occidentale ? Ti leggi superficialmente tutto quello che trovi su Internet e fai un patchwork che somiglia a una tesi. Una ci crede, ma mille no. Più uno: me.
Ciav.
condivido golem – 1167 1170 e in alta percentuale l’ 1174
Ho visto i 3 video proposti da cb -non e’ l arena-
nella puntata del 18 mar al 3h,19’la p.star ferrari afferma che fare del sesso un °°mestiere°°se cosi’ si puo’ dire come fa lei,e’ pesante stressante da un punto di vista mentale e psicologico.Questa affermazione fapensare.
Giletti sa fare il suo,con gli ospiti,e per fare salire l’audience della massa critica.
Poi come al solito,direi all’italiana,si va da un estremo all’ altro, cioe’ dall’integralismo cattolico,che co......,al libertinaggio individualista senza freni,che palle, il tutto e’ una strategia calcolata x fare audience.
Con continue interruzioni polemizzanti fra gli ospiti che non lasciano finire di esprimere un concetto o un pensiero.
Ho sentito cmque alcuni cose che condivido.
E’ un nuovo fenomeno di costume,su cui ci sara’ sempre da parlarne,approfondire,anche pke non e’ tutto rose fiori come hanno presentato,c’e’ il rovescio senza nessun dubbio,anche fra le coppie piu’ disinibite.
Pero’mi rimane una sensazione a pelle,piu’mi acculturo,di questo fenomeno scambista che e’ quello di vendere LA MERDA X CIOCCOLATA finissima.Ripeto come un mantra o un rosario ognuno poi fa cio’che…
Golem, essere convinti di qualcosa non è motivo sufficiente a riconoscerla come giusta, valida, universale, condivisa, …. Ciò che la rende considerabile, è che sia assoggettata a leggi immutabili che sono solo quelle della natura, e non già i valori umani che si modificano nel tempo. La bellezza ad esempio non ha alcuna valenza, tant’è che gli artisti non sono più interessati a rappresentarla. Sulla bellezza infatti non c’è dibattito proprio perché non può esserci. Del resto sei costretto ad ammettere che ciò che è bello per te, potrebbe non esserlo per me.
Il fatto che tu consideri il numero degli aderenti a qualcosa, è di una futilità assoluta; questo sì che è una ricerca di consenso. Di fatto non si può neppure determinare un metodo per scegliere quali numeri considerare, i metodi statistici infatti riescono a determinare solo ciò che non è.
La monogamia tradizionale ha esclusiva valenza sociale, non è infatti considerata immutabile né dalla natura, né da tutte le società umane. Certo tu puoi sceglierla e ritenerla giusta, ma non hai alcun diritto a considerarla come una scelta universale.
Quando una o entrambe le posizioni prospettiche di un dibattito, si fondano su un credo, non è possibile giungere ad alcuna conclusione;…
… si accetta o meno il credo, ma non si può determinane la valenza.
Qui di specchietti per le allodole ne vedo soltanto nelle tue elucubrazioni esuli da valenze. Il mio ravanare in altre culture serve solo a farti rendere conto che la tua visione è legata esclusivamente ad un credo; il fatto che tu non consideri valide le scelte poligame presenti in altre culture, mostra nei fatti, che la tua posizione è relativa ad uno specifico credo e non ha valenza universale alcuna.
Golem finalmente hai ammesso che subiamo una cultura sessuofobica, soltanto che io me ne dissocio, mentre tu ci cadi dentro a pié pari, e quindi di problemi devi averne tu che ne sei succube, e non io. Vedi Golem, io potrei dirti senza problemi che sono gay, o bisex, o qualunque altra cosa, perché non ritengo alcuna di queste condizioni manchevole di alcunché, ma sono sicuro che per te non è la stessa cosa. Non so proprio che farci, ti lascio alle tue insane convinzioni.
alb mi piacerebbe commentare ciò che dici, ma mi rendo conto che ciò comporterebbe un disperdersi del nostro percorso cognitivo, dico perciò che è futile pensare all’audience, ma risulta invece utile cogliere le modalità e i contenuti degli interventi, per farsi un’idea da coltivare.
CB, analizzare con attenzione quello che scrivi è una lezione per chi vuole avere un esempio concreto di incoerenza e lucida paranoia. Non ti accorgi nemmeno che mentre stigmatizzi quella che a te appare una posizione preconcetta tu ne proponi una peggiore.
Come puoi asserire che essere convinti di qualcosa non è motivo sufficiente a riconoscerla come giusta, valida, a maggior ragione se quella posizione dà piena soddisfazione come nel mio caso e in quelli di milioni di altre persone per altre milioni di situazioni. E quale altra posizione si dovrebbe andare a cercare se si è in perfetto equilibrio?
Tu peraltro quello che stai proponendo è una condizione che ti soddisfa se ne sei così entusiasta, quindi seguendo la tua logica non appena raggiunta dovresti immediatamente disconoscerla in ragione della tua anacronistica logica, che in realtà è un’arrampicata sugli specchi per tentare di far apparire sensati i tuoi deliri.
Poi, gli effetti della cultura sessuofobica riguardava te, non me, e il fatto che sia stata una caratteristica della nostra come di altre culture non vuol dire che siamo “usciti” tutti traumatizzati da quell’esperienza. >>>
>>> Non te ne accorgi nè tu e neanche la tua ingenua corte, ma nei tuoi assunti ti proponi come metro di paragone assoluto mentre decanti le qualità taumaturgiche delle tue scoperte, ignorando – se non come prova, almeno come indicazione di massima – che c’è altro oltre lo scambismo, che piace ad altra gente, e per le stesse ragioni che pubblicizzi tu, e “quell’altro” è molto ma molto più praticato del tuo hobby, che non era così frequentato neppure quando la cultura sessuofobica non esisteva ancora.
E poi, chi ti sta dicendo che essere gay, bisessuale, o gerontofilo sia una “diminuzione”, io ti ho detto che noto in te gli effetti aberrati di una non accettazione reale della tua identità sessuale. Non ci vuole uno psicologo per capire che se tu fossi in pace con te stesso non saresti ossessionato dal noto tema.
Indaga invece sugli effetti della sessuofobia e di una certa educazione ipocrita e perbenista che forse hai subito, come feci io per un problema che riguardava il mio menage, perchè è quello il tuo problema. Solo mettendo a fuoco certi effetti sul tuo SÈ accetterai quello che sei e la pianterai di triturarci i maroni con la “scoperta del secolo”, e potrai TU finalmente godertela in solitudine. No, in gruppo.
Ciavio.
Golem m’inchino dinanzi a tanto ingegno e chiedo umilmente lumi in quanto credo di non aver bene compreso la sua illuminante teoria: una persona quindi che vive profondamente bene, e con enorme soddisfazione il suo credo, semmai condiviso da milioni d’altre persone, si può ritenere che sia nel giusto, mentre chi invece cerca giustificazioni, quindi vive come un malato le sue frustrazioni che tendono a sovvertire l’ordine naturale delle cose, semmai con soltanto uno sparuto gruppo di seguaci, non è nel giusto.
Ho capito bene? Quindi devo desumere che Hitler o il cardinale Roberto Bellarmino, erano nel giusto, mentre Galileo ed Eintein, meschini, vivevano nell’errore. Che dire Golem, in pochi mesi sono passato dal meravigliato allo sbigottito, passando dalla terra piatta di MG al fondamentalismo di Ruggero alla tua fantasiosa teoria.
Non c’è che dire, sono senza parole e ti auguro lunga vita nella tua illuminante carriera di…. Personalmente sarò eternamente grato a Galilei che si è immolato per consentire a noi di uscire dal buio dell’ottuso credo.
CB,
“La monogamia tradizionale ha esclusiva valenza sociale, non è infatti considerata immutabile né dalla natura, né da tutte le società umane. Certo tu puoi sceglierla e ritenerla giusta, ma non hai alcun diritto a considerarla come una scelta universale.” – concordo, con l’aggiunta che spesso i costumi di coppia adottati nei secoli da diverse società possono essere condizionati da situazioni economiche e di genere facenti capo alle società stesse.
come nei condizionamenti pubblicitari, o politici, che tutti subiamo ogni giorno senza averne la minima consapevolezza, anche qui basta ripetere lo stesso ritornello un giorno sì e uno no, sia su un’idea/scelta che su un utente, per finire di lasciare un qualche tipo d’impronta nella mente dei lettori abituali.
questo vale anche per il magnificare di continuo se stessi e i propri successi, sia in amore che nella vita in genere, per sentirsi i migliori, lottando, se del caso, con le unghie e con i denti, per non essere riposizionati nella massa, di cui, inevitabilmente, si fa quasi tutti parte. non è questo atteggiamento indice di profonde insicurezze?
più passa il tempo e più mi convinco che l’appannaggio all’incertezza/inquietudine spetta a chi più si presenta sicuro di sé.
CB, dovremmo smetterla di battibeccare sul solito argomento, perchè tu hai un modo assolutamente impossibile di affrontare i dibattiti, portando esempi paradossali per giustificare le tue scoperte e paragonare queste a quelle che hanno cambiato il mondo.
A prescindere dal fatto che una personale convinzione laddove non venga imposta in maniera coercitiva diventa ingiudicabile da terzi, non so come puoi pensare di fare un parallelismo tra quelle figure storiche e te, con tutta la simpatia per la tua allegra paranoia.
Il valore in positivo o in negativo di una scoperta è comunque dato da un riconoscimento “numerico” nel momento in cui ha realmente avuto un impatto sulla cultura, e vale anche se quel riconoscimento dovesse arrivare a posteriori, come nel caso di alcuni di quei nomi che hai citato. Ma tu non hai scoperto niente CB. Tu stai parlando di un banale piacere di natura edonistica, non del futuro erotico dell’umanità. È come leccare un cono gelato con quattro gusti invece di due o giocare una partita di tennis a doppio misto, non sei il Copernico dell’erotismo CB. Rassegnati.
Ciavocià.
“La monogamia tradizionale ha esclusiva valenza sociale, non è infatti considerata immutabile né dalla natura, né da tutte le società umane.”
Ma no!? Chi l’avrebbe mai detto che nulla è immuabile. E chissà che un giorno non riprendiamo a camminare a quattro zampe e a esprimerci con suoni gutturali.
Fatto sta che quella valenza sociale non è una cosuccia che si è decisa da un momento all’altro e si cambia così, ma è frutto di almeno 10mila anni di civiltà, dove la monogamia faceva parte di quella selezione di “utilità e bellezza” di cui si è già parlato e che ha portato alla società che conosciamo. Dover ricordare ancora una volta che questa è il risultato di un lungo compromesso tra istinto e ragione è davvero penoso dopo migliaia di parole sull’argomento sesso/amore. Ma certo che quando ci si vuole far notate, le opinioni possono adattarsi alle circostanze.
Questo vale anche per gli autoconvincimenti riguardo alle sicurezze e insicurezze altrui. Anche in questo caso, come per le ricerche “mirate” sui “segni di poliamorismo”, si trova la soluzione più “utile” al caso. Che poi, se c’è uno che da mesi canta lo stesso ritornello un giorno sì e uno no, questo è il poliamorista. O per lui non vale come al solito?
rossana trovo la tua prima osservazione corretta, anche se personalmente mi sentirei di dire che a ben vedere si tratta sempre di un condizionamento di tipo economico. Quando infatti le società erano ancora basate sullo scambio di prodotti, sulla raccolta e sulla caccia, quando cioè non si concepiva ancora il senso della proprietà privata, i rapporti tra maschi e femmine erano semplicemente vissuti in maniera libera ed individuale; l’essere umano era considerato per quello che era in sé e non per il valore che rappresentava. In pratica i rapporti sessuali erano vissuti oltre che per la procreazione, che spesso era vissuta quasi come una conseguenza; i rapporti erano principalmente di piacere fine a sé stesso, senza quindi la necessità di una definizione di coppia.
Riguardo ai condizionamenti, diciamo che noi siamo fisicamente conformati ad essi, infatti presentiamo quelli che sono stati chiamati “neuroni specchio”, pertanto la cosa non dovrebbe sconvolgerci. Il punto è che purtroppo anche qui, sorgono problemi derivanti dai bisogni economici che spingono gli uni a condizionare gli altri al fine di averne un profitto personale. Naturalmente quando parlo di economia non parlo esclusivamente di soldi per intenderci. >>>
>>> Se ci pensi, anche il ricercare consenso è una sorta di profitto; si cerca di emergere dalla massa per averne un guadagno in visibilità, in potere e quant’altro.
Golem trovo affascinante questo dibattito; le sole note negative sono: la limitazione dello spazio; del tema trattato; e dei tempi di pubblicazione. Quando mi colpevolizzi di essere sessuofobico, in realtà questo è legato al tema che trattiamo, del resto anche tu sei qui a parlare di sesso, anzi se non fossi io di tanto in tanto a spostare un po’ il focus dell’argomento, staremmo a discutere esclusivamente di quello. Devi sapere che gli psicotici si ritengono essenzialmente sani, riconoscendo agli altri le loro psicosi e le loro fobie; dovresti provare a chiederti se hai dei riscontri comprovabili dei tuoi convincimenti o sei semplicemente mosso da un tuo sentire.
Personalmente mi sembra d’intravedere una certa psicosi nel reiterare le tue convinzioni su mie presunte condizioni sessuofobiche.
Ti ripeto per l’ennesima volta, io riporto semplicemente le conoscenze e le scoperte di scienziati che le hanno pubblicate, semmai posso adattarle alle necessità del thread. Riguardo poi ai miei modi impossibili, rifletti; qualcuno sembra comprendermi.
CB, tutti abbiamo i neuroni a specchio, ma tu devi averne molti di più della media, visto che non fai altro che ribaltarmi esattamente le stesse considerazioni che faccio su di te. Per esempio, per quale motivo le caratteristiche dello psciotico che si sente sano non dovtebbero valere per te? Tu ti ritieni “sano” con le tue teorie sullo scambismo? E con le scoperte degli scienziati messe insieme come in un Frankestein della logica? Sì, tu ti ritieni sano, è ovvio, ma per me sei solo un simpatico paranoico, che qui giustamente è in sintonia con un altro caso come il suo.
Caro CB, tu, che lo voglia o no, sei cresciuto nel brodo di coltura di questa cultura, e scusa il gioco di parole, e quelle tue teorie – ma soprattutto la pratica – sono il risultato di un “abuso” che attiene alla morbosa applicazione educativa di certi principi di quella cultura. Hai capito cosa voglio dire. Quindi, oltre a cercarti gli scienziati che ti fanno i pezzi per il tuo patchwork, cercati anche quelli che parlano delle aberrazioni sessuali e le loro cause. Così giusto per vedere se c’è un altro pezzo che puoi cucire in quella copertina di Linus che ti sei confezionato.
Ciavisterio.
Golem ritieni di aver vissuto da viveur e quindi di averne provate di ogni, credi di sapere tutto quello che c’è da sapere sulla banalità del sesso; ma posso assicurarti che con simili premesse, in realtà non si è neppure iniziato a salire sulle pendici dell’Everest della sessualità.
Personalmente ho verificato con un esperimento, se così si può dire, come superare certe inibizioni che neppure immaginiamo esistere, ma prima provo a fare una premessa. Una condizione che tutti vivono più o meno nel sesso, è l’oppressione della sua valenza moralizzatrice; siamo convinti che esso va vissuto in intimità, dove la promiscuità è condannata dal buon senso. Trasgredire questa visione, fa immediatamente immaginare gli uomini dei malati e le donne delle puttane. Nello scambismo questo muro d’ipocrisia viene abbattuto e i partecipanti possono vivere un momento di vera e completa sessualità, dove il gioco è solo funzione a sé stessi; chi segue questa pratica vive una condizione in cui non si è soli, ma ci sono dei presenti che non soltanto non giudicano, ma addirittura si divertono e semmai partecipano, e questo è un momento magico difficile da immaginare se non lo si vive. >>>
>>> Il mio intento però era di verificare se si potesse evidenziare questa valenza, quindi veniamo all’esperimento; noi siamo così fortemente influenzati dall’economia, che ho voluto inserire nel rapporto anche questo aspetto, così ho predisposto un bel premio per la donna presente che avesse eccelso nella sua performance, o per la coppia; ho poi formato una giuria tra i presenti che non se la sentivano di partecipare. Il risultato è stato entusiasmante, non solo perché i partecipanti si sentivano liberi come sempre se non di più, ma addirittura perché incitati e premiati. In pratica tutti i partecipanti, giuria compresa, erano ampiamente “giustificati” nel loro agire. Questo aspetto l’ho inserito come evento speciale in serate particolari di alcuni club che ne hanno tratto enorme profitto in termini di frequentazioni. Ritengo interessante riflettere su questo aspetto.
CB,
vero: l’aspetto economico, in tutti i suoi aspetti, che ben hai delineato, ha sempre un peso pressoché determinante sui contesti sociali, anche se si tende ad occultarlo o a sottovalutarlo.
ho fatto riferimento ad adattamenti di genere nei rapporti di coppia perché avevo letto da qualche parte (non ricordo dove) che la poligamia di una certa società era basata, ANCHE, su un gran numero di presenze femminili, prive di risorse esistenziali, rispetto al numero di quelle maschili, decimate da recenti guerre. nelle realtà sociali è tutto più complesso e articolato di quanto di primo acchito possa sembrare.
quanto al confronto, SECONDO ME, questo è tale quando entrambe le diverse visioni vengono esposte, senza la presunzione di ritenerle le UNICHE vere e degne di rispetto. quando si insiste per prevalere con il proprio punto di vista su quello altrui, NON è più confronto ma tendenza a giudicare e ad imporre valutazioni SOGGETTIVE.
la sessualità è vita, in tutti i sensi. se si può considerare che giovani fanciulle vergini si pieghino a visioni d’amore ottocentesche per sfogare i sensi, non capisco perché non si possa ipotizzare che donne mature possano desiderare nuove esperienze sessuali, né più né meno dei maschi.
CB, tu sei fantastico. Hai fatto un “esperimento” in una situazione già “condizionata” dal contesto come quella che hai candidamente descritto, e pretendi di proporla come indicatrice di una tendenza allo scambismo?
Amico mio, ti ho già detto che tu tendi a vedere solo quello che vuoi e l’ingenuità con la quale tu parli di quel “test” come prova della bontà delle tue ipotesi lo conferma.
Non so più cosa dirti, se non ricodarti l’esempio della pulce ammaestrata che secondo scienziati come te diventava sorda quando le venivano tolte le zampette e non obbediva più agli ordini dell’addestratore.
Caro CB, io credo che tu debba continuare a dialogare con Rossana, che è l’unica che può seguirti, io non ci riesco. In più volevo anche ricordati che non mi sono mai definiro un “viveur”, ma solo uno che ha “conosciuto” e frequentato parecchie donne, per una serie di fortunate coincidenze, e ne ho viste abbastanza di situazioni per sapere quelle che mi soddisfano e quali no, tanto da non avere necessità di cercarne del genere che proponi tu.
Non insistere, e goditi i tuoi esperimenti, che ti confermano quello che vuoi sapere. Ma lo confermano solo a te però.
Ciavo ancora.
“La sessualità è vita, in tutti i sensi. se si può considerare che giovani fanciulle vergini si pieghino a visioni d’amore ottocentesche per sfogare i sensi, non capisco perché non si possa ipotizzare che donne mature possano desiderare nuove esperienze sessuali, né più né meno dei maschi.”
E chi lo ha negato. Qui il merito è se lo scambismo e il poliamore siano la soluzione ai presunti limiti della monogamia.
Usare artifici lessicali per alludere con malignità alla “solità” questione, ma “senza farsene accorgere”, ormai è una tecnica conosciuta da tutti dello specifico utente. Una donna adulta e stagionata che voglia farsi trombare in un privè o in un partouze privato da più maschi, non è una novità, ma non rappresenta nessuna liberazione femminile davvero significativa il fatto che oggi lo si manifesti senza pudori. Ma soprattutto non è neppure un’alternativa alla monogamia quando questa è gestita dall’amore adulto e stagionato. Sono due mondi diversi. Nel primo è solo il sesso il fine ultimo, nel secondo il sesso è una componente di un insieme infinitamente più complesso.
Certo che sarei curioso di vedere quella donna matura e stagionata quali maschi attrarrebbe in un contesto orgiastico. Sarebbe interessante.
Golem hai ragione, ma prova ad approfondire ancora un po’ la tua osservazione e forse potresti anche risponderti da solo. Questa volta provo a darti una mano, giusto per non farti affaticare troppo. La risposta alla tua domanda, la si trova in ciò che ho detto; hai trovato dei riscontri alle tue convinzioni o si tratta semplicemente di un sentire giusti i tuoi convincimenti? La mia posizione è avvalorata da sostanziali riscontri, anche se tu ovviamente li snobbi come vuoti di valori; ma quale valore hanno i tuoi riscontri, te lo sei chiesto? È una vita fa che ti ho detto che le tue affermazioni potevano essere ribaltate. Io ho ricevuto la tua stessa educazione sessuofoba, soltanto che io, quale curioso quale sono, l’ho disassemblata, verificata, confrontata, studiata ed alla fine ne ho riassemblato le parti con nuove caratteristiche più confacenti al vero.
Riguardo all’ultimo post, come al solito valuti le cose con i tuoi soliti occhialini sessuofobici. Prima di tutto diciamo che nello scambismo non esiste un condizionamento culturale sessuofobico in quanto la società non lo sostiene, anzi lo condanna, tuttalpiù è rilevabile nelle singole persone, una sorta d’insofferenza alle regole. La verifica in realtà evidenzia >>>
>>> quanto le persone subiscano il fascino del fattore opportunistico, quindi non attinente allo scambismo in quanto tale. Peccato che qui non sia possibile fare dei disegnini.
Rocco Siffredi ha fatto sesso con più donne di quante noi potremmo mai fare, eppure non credo si possa affermare che le conosca più di noi, addirittura dirò di più, che non è neanche detto che conosca il sesso meglio di noi.
Vedi Golem, tu insisti sul sapere ciò che vuoi; anch’io ho vissuto con una moglie bella, che mi colmava il cuore e che non mi sognavo nemmeno di condividere con chicchessia, ma poi le cose cambiano ed oggi mi è perfettamente chiaro che vivevo in un sogno in cui mi avevano calato e che non mi apparteneva.
rossana vorrei suggerirti una riflessione su quanto dici: Galileo Galilei, ha affermato le sue convinzioni fino al punto di rischiare la propria vita, perché aveva la presunzione che fossero uniche, vere e degne di rispetto. In realtà la tua riflessione è giusta, ma merita un supplemento di attenzione. Ciò che decreta la differenza di posizione, in realtà è la motivazione di quella presunzione; se si fonda su un credo, ed il dibattito si chiude per sfinimento; o su dati oggettivi e si finisce con la presa d’atto delle parti.
Caro CB, io ho disassemblato altre aberrazioni che riguardavano la “visuale” erotica della donna che amo, anzi l’abbiamo smontata insieme. Ma se lo si è fatto è perchè c’era qualcosa che non “girava” nel rapporto d’amore, e il fatto che ora funzioni bene, e soddisfi entrambi, vuol dire che abbiamo scoperto le cause di quel problema.
Qui sono stato accusato di voler usare il mio caso come universalmente valido, quando ho più volte ripetuto che non mi interessava che lo fosse, per ovvi motivi legati ai mille fattori che differenziano una relazione dalle altre. Ma se gli effetti di una certa “azione”, educativa in questo caso, avrà inevitabilmente un risultato diverso sui diversi soggetti, non si esclude che attraverso l’analisi di quei certi soggettivi comportamenti (spesso però molto simili tra loro) non si possa risalire ad una causa comune, come lo è quella della morale sessuale di stampo cattolico della nostra cultura, che il sesso lo ha sempre demonizzato è benedetto solo se accompagnato all’ammore. Questo ha creato molti equivoci riguardo alla manifestazione delle prime “pulsioni” adolescenziali, che nelle ragazze ammodo di un tempo significava: desiderio sessuale+innamoramento = amore. >>>
>>>. Questo è il grande equivoco “a monte” sul quale bisognerebbe lavorare, perchè è il risultato di quella prima aberrazione che porta per reazione all’altra aberrazione della promiscuità senza soluzione di continuità, come lo è lo scambismo. Che ripeto, è solo una reazione esagerata ad una visione distorta del rapporto sessuale, che quando diventa un ossessione adrenalinica ha evidentemente il carattere di certe tossicodipendenze. Le cause vanno sempre ricercate nel passato, perchè ogni parossismo ideologico – vedi il caso delle e dei fanatici religiosi che spesso si avvicendano su questo forum – nasce da più o meno volontari “abusi” legati all’educazione del soggetto che li ha subiti.
Quei pochi psicologi che sanno lavorare, scavano nel passato per capire il presente di chi seguono, ma come ho detto più volte, chi si rivolge allo scambismo non ha risolto nessun problema col sesso solo perchè lo pratica senza freni e con degli sconosciuti, ha solo cambiato la “polarità”. È l’altra faccia della medaglia dei tipi alla Itto, te lo ricordi? Ossessionato dalla “purezza”. Anche in quel caso il sesso come ossessione.
Certo, se poi c’è qualcuna che non “lo vede” da decenni e si butta in un privè, va capita. Cià
Golem guarda che sei tu che travisi, insistendo a ritenere che si stia tentando di asserire che lo scambismo o il poliamore siano la soluzione ai limiti della monogamia. Quello che qui si sta affermando è che la monogamia non è il fondamento della società, in quanto non ha le valenze che si crede. Ad essa poi, ci sono delle alternative, che ad esempio potrebbe essere il poliamore; lo scambismo invece, è una formula di sessualità, all’interno di una coppia, più matura di quella espressa nella monogamia tradizionale.
Il tuo modus operandi di inserire in un discorso un tuo concetto come se fosse assoluto, mi sembra alquanto puerile, specie dopo che ti è stato più volte contestato. Prendi ad esempio: “… non è neppure un’alternativa alla monogamia …”; difatti non lo è, ma tu subdolamente suggerisci che i monogami così la vedano; ma poi prosegui: “… è gestita dall’amore adulto …”; come se nello scambismo non ci possa essere amore, o almeno non quello adulto che ovviamente si può conoscere soltanto se si è monogami, ma chi l’ha detto.
Insomma Golem tu non fai che giudicare chi non si attiene a ciò che tu ritieni giusto, asserendo tue convinzioni come fossero pietre miliari del comportamento umano.
CB, che la monogamia non sia un valore per la società perchè non avrebbe le valenze che si crede lo dici tu. La monogamia sarà anche stata “sfruttata” in maniera maschilista, non c’è dubbio, ma se ha avuto il successo che sappiamo, favorendo l’economia e la sopravvivenza, il valore ce l’ha eccome. Stai tranquillo che se il poliamorismo ne avesse avuto di più oggi ti amavo, Rossana avrebbe 12 mariti e Rossella 30, tutti impazziti per cercare di capirla. Ma non lo ha avuto nè mai avrà il successo della monogamia, perchè questo aspetto attiene “all’umanità” che ha configurato i sentimenti intorno a delle esigenze assolute, come quelle che riguardano le dinamiche della sopravvivenza, che prevale su ogni altro aspetto, anche quando si è trasformata in etica e morale. Tu ti immagini una società poliamorosa a gestire l’educazione di un figlio? Hai idea di come sarebbero le relazioni umane, con tutti i caratteri e gli umori e le variabili soggettive che entrano in contatto e cosa succederebbe? La tua è un’utopia fantascientifica che vuole giustificare il poliamore come obiettivo per moralizzare lo scambismo, ma non funziona. Lo scambismo esiste perché c’è la monogamia che ha “regole”, che in quanto tali ad alcuni danno >>>
>>> il piacere di essere trasgredite. A tutti direi, è una forma di libertà anarchica che sta alla base del nostro essere umani, a partire da quella mela che Eva offrì a Adamo, che è l’allegoria del nostro emanciparci dalla “dipendenza” dalla Natura.
Il poliamorismo, ammesso che diventasse “utile” alla vita del futuro, conterrebbe comunque una componente “egoistica”, come la contiene la monogamia, che ne ha moralizzato con la religione la rappresentatività, infatti la Sacra Famiglia è monogama. Ma ammettiamo che questa Sacra Famiglia si è rivelata un fallimento perchè “Giuseppe” vuole ciulare qualcun altra, visto che è stanco della solita “Maria” e a lei fa sangue quello stronzo di “Giuda”, come si può riproporre una soluzione che contenga anche una valenza etica e sociale che funzioni?
L’ipotesi del poliamore come soluzione che sia anche un valore etico riconosciuto richiede un passaggio culturale spaventoso, e lungo almeno quanto quello che ha condotto alla monogamia, suppergiù 10mila anni, perchè non si può decidere a tavolino un cambiamento di qualcosa che ormai è nel nostro DNA. Te la senti di aspettare tutto quel tempo? Io no, e inoltre sto bene “mono”.
Scambia senza fantafilosofia CB, è meglio.