Scambio di coppia, il gran ritorno
di
Seb
Riferimento alla lettera:
Da qualche giorno mi sono iscritto a questo sito. Volevo aggiungere la mia opinione al dibattito tenuto qui, ma non ci sono riuscito, per cui, pur riferendomi a TUTTO quanto letto, apro un nuovo articolo di discussione. Ebbene, nessuno si è chiesto come mai tanti opinionisti solo per criticare la...
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Benessimo CB, avete trovato il vostro equilibrio. Vostro, e nessuno ve lo toglierà. Ma non capisco perchè il monogamo dev’essere un ignavo se ha fatto una scelta diversa che lo soddisfa.
Ripeto, io non scambierei niente che riguardi la mia sfera sentimentale, per le ragioni che ho spiegato in precedenza, ma anche se non darei la vita perchè tu possa “scambiare”, parafrasando Voltaire, non te lo impedirò di certo.
Fortunato chi, gradendolo, si trova a disposizione una femmina così disponibile.
non capisco perchè chi non approva lo scambio o fare sesso in tre legge e poi critica….se non sei d’accordo basta non leggere
@CB io vi capisco…quanto mi piacerebbe uscire a cena con voi 🙂
CB, a mio avviso, sarebbe stato meglio approfondire la vostra conoscenza durante il sesso, e facendo sesso, così entrambe le cose sarebbero funzionate, stando appiccicati, per non tralasciare nessun aspetto.
Con tutto il rispetto, vorrei farti alcune domande per capire meglio: in questo amore globale, ami tua moglie come ami i tuoi amici, e viceversa? Cosa distingue il vostro rapporto e cosa “togli” ai tuoi amici che pure fanno l’amore con tua moglie, “pretendendo”, almeno a livello teorico, di essere per lei diverso da loro?
Giustp Frischi. Tu sei uno che capisce le cose.
Golem, hai ragione, infatti la treccani alla voce sarcasmo riporta: Ironia amara e pungente, ispirata da animosità e quindi intesa a offendere e umiliare, che a volte può anche essere espressione di profonda amarezza rivolta, più che contro gli altri, contro sé stessi. Tu naturalmente non hai neppure lontanamente pensato di darmi per l’ennesima volta del cornuto, e te ne sono grato.
Permettimi di chiarirti che il tuo concetto di amore esclusivo, si riferisce ad un’intimità tale, in cui tu e la tua donna, non avete bisogno di parlare, vi comprendete con uno sguardo, un atteggiamento che soltanto voi capite, una cosa che scaturisce tra voi e vi unisce profondamente. Questa situazione di grande intesa e di perfetta unione, io e la mia donna in realtà la percepiamo ancora più intensamente perché fatta in presenza di altri che non possono comprendere, amplificandoci quel senso d’intesa e di complicità a cui ti riferisci.
Ma veniamo a noi, quindi tu provi gelosia, cioè ti senti inadeguato a garantirti l’amore incondizionato di lei. Vedi Golem, le cose più preziose che abbiamo sono dentro noi stessi. Se lei è il tuo gioiello, puoi anche mostrarlo agli altri, perché tanto resterà sempre tuo e nessuno potrà mai portartelo via veramente. Il problema sorge quando tu non nutri quella fiducia in te stesso che convince lei a considerarti il suo paladino.
L’unica cosa che posso augurarti, nel caso, è di non portargli rancore. >>>
>>> Non ti ho ancora sentito esprimere una ragione singolare sulla monogamia, pertanto desumo che si tratti di adeguamento allo stereotipo ufficiale. I tuoi proclami sono scontati e questo mi costringe a quella considerazione.
Milly, come dici abbiamo un DNA che ci conforma ad assolvere i compiti che la natura ha preordinato, poi ci sono delle parti esterne che ci condizionano, si tratta di fattori umani e quindi soggetti ad essere adattati alle esigenze che via via siamo chiamati ad affrontare. La sintonia tra questi due elementi determina il nostro star bene.
Per quanto concerne l’esclusività del rapporto amoroso, credo di essermi già sufficientemente espresso. Ma aggiungerei che: vincere le imposizioni culturali che ci affliggono, mi è costato fatica e non reputo onesto che tu le svilisca con quella punta d’ironia che adoperi.
Riguardo alla libertà, ci sono molteplici interpretazioni ma quella che per me sintetizza meglio questo concetto è stata espressa dal britannico Isaiah Berlin, che riassumo: “La libertà è la capacità di scegliere come si vuole scegliere e perché così si vuole, senza costrizioni o intimidazioni, con il diritto di difender le proprie convinzioni”. inutile dirlo, io e la mia donna l’abbiamo sposata in pieno.
L’amore non è l’unico elemento che interviene nella nostra vita, con la mia donna condivido problemi, gioie, una convivenza costante, una sintonia psichica…, mentre con gli amici esistono elementi dissimili da cui la differenza.
CB, sentirsi cornuti è uno stato d’animo e non una condizione reale. Infatti se passi la mano sul cuoio capelluto non riscontrerai nessuna escrescenza. Io la riscontrerei invece, e durante lo shampoo sarebbe un bel fastidio. Tutto qui
CB. Io non ho bisogno di trovare una ragione valida alla monogsmia; a culo mi ci trovo bene.
Capisci la differenza tra me e te? Tu scegli un menage a trois e ti cerchi o addirittura ci trovi una ragione speciale, io no. Per me è naturale, mi viene spontaneo. Io in gioventù fui “campatore”, come direbbero a Napoli, ma a un certo punto cambiò tutto, quando ho incontrato quella donna che per me contiene tutte le donne. E il resto te l’ho raccontato a rate attraverso le mie idee su cosa sia l’amore.
Non voglio offenderti dandoti del cornuto, sono certo che tu ci credi veramente a quello che dici, ma ripeto, “un gioiello”, come lo chiami tu, io non lo lascio in mano a chi potrebbe trattarlo, anche solo nel pensiero, come un fondo di bottiglia.
Diciamo che sul Treccani dovresti trovare il significato di quello che intendo dire alla voce ” Rispetto”.
Ma io sono un bigotto tradizionalista e uso ancora queste categorie morali, che la Treccani tradurrebbe come modo di comportarsi, direttamente derivato dal latino “mores”.
Ecco, questo è il “mio” mores di affrontare l’amore(s).
Che semplicemente l’opposto del tuo, niente di più.
CB, se ti amasse veramente, dovrebbe essere lei per prima a rifiutare simili pratiche.
CB, chiedi: perché la monogamia? Perché la maggior parte degli esseri umani ha scelto la monogamia, almeno di fatto. Può darsi che sia per la salvaguardia della propria vita e di quella dell’altro, della propria progettualità o per qualsivoglia altra ragione di ordine pratico e morale, ed è ciò che definisci “insicurezza”. Tuttavia, se il mondo la pensa così e noi ci si decide di andare controcorrente: o si cambia il mondo o si cambia mondo o si resta soli! O ci si adatta.
Anche la tua lei non è meno impregnata e imbrigliata nel retaggio culturale da cui proviene, giusto o sbagliato che lo si consideri individualmente. È solo questione di tempo: l’uomo è un animale sociale e per vivere bene ha bisogno di un partner, di una rete sociale e magari anche di un cane. Se vuoi, ti posto la bibliografia di questo studio scientifico, che così conclude.
Golem, si tratta appunto di un “ammaestramento” che giorno dopo giorno ci hanno fatto, ma tu ne sei inconsapevole; cosa diversa sarebbe se tu avessi scelto liberamente, e quindi avresti delle ragioni che giustificano il farlo, non trovi?
Riguardo al fondo di bottiglia, non credi che non sarebbe un problema? Anzi, ti metterebbe al riparo da furti, perché un gioiello resta sempre tale, anche se non tutti riescono a riconoscerlo.
Milly, ma lei mi ama veramente, così come io amo lei. Il fatto è che lo schema culturale che ci è stato imposto sin dalla nascita prevede che l’amore contenga un sesso esclusivo, ma quale ragione c’è che conferma questo? La natura consente di fare sesso con tutte le persone che stimolano i nostri istinti, cosa che la cultura ci consente per ovvie ragioni, Quando però c’innamoriamo, almeno nella fase iniziale della passione, vediamo quella persona come unico partner. Fino a questo punto la cultura ci è di conforto. Quando però l’amore diventa maturo e il nostro partner viene visto in tutta la sua pienezza, lo stereotipo in cui siamo sommersi ci abbandona, siamo lasciati in balia di noi stessi. La fase matura dell’amore, non tutti la raggiungono e quindi avvengono le rotture che possono evolversi in separazioni, cosa che solo nel 1970 è stata istituzionalizzata, e ancora oggi non del tutto recepita culturalmente; oppure si passa ad una sorta di convivenza forzata, con rapporti amicali, per lo più con risvolti pratici, >>>
>>> quindi con un sesso per lo più dozzinale e possibili tradimenti. Concordi?
Vorrei porre una domanda sia a Milly che a Golem, ed anche se vi sembrerà non inerente e strana, vi pregherei di dare una risposta dettagliata e soprattutto sincera: voi mangereste dei mitili? E degli insetti?
Ho capito dove vuoi arrivare, ma mangiare un piatto di tubetti con le cozze, piuttosto che spaghetti alle cavallette, non ha niente a che vedere con il condividere la propria donna con altri uomini. Le interazioni di natura psicologica che avvengono nella decisione sono di natura talmente diversa che non ha proprio senso proporle, e in ogni caso propongono una visione edonistica del rapporto amoroso che non è esattamente idilliaca per quello che riguarda la donna che si ama.
Il punto è che a te semplicemente “piace” quella “versione” del rapporto con la tua donna e a me no. E neppure a lei.
Io non solo non mi sento condizionato da nessun ammaestramento, e non sai neppure come analizzo certi fenomeni di quella natura, avendo avuto il bisogno di farlo e avendoli risolti con successo. Tu trai conclusioni pregiudiziali che sono solo funzionali alla tua teoria, ma ripeto, quella è solo una tua visione delle cose, che, ripeto ancora una volta, non richiede nessuna lettura in termini neofilosofici. È solo una variante particolare di un gioco sessuale. L’amore non c’entra niente.
Ok Milly, finalmente un monogamo che si chiede “perché” fare la scelta che fa.
Inutile dirlo, io ho diverse cose da obbiettare. Prima di tutto il fatto che la maggior parte segua questa strada non è indicativo, se ad esempio pensiamo che nella seconda guerra mondiale, la maggior parte dei tedeschi seguiva la dottrina nazista, non mi sembra una cosa tanto edificante. Comunque le ragioni della diffusione del monogamismo sono molteplici, come ad esempio il fatto che nella maggior parte del mondo, il numero delle donne e degli uomini è pressoché simile; ma ovviamente si potrebbero trovare altri mille motivi.
Anche la mia donna ha un retaggio monogamo, ma questo non le ha impedito di valutare altre prospettive; basta avere curiosità e voglia di sapere. In fondo conoscere serve proprio a renderci consapevoli delle scelte che facciamo.
La necessità a condividere la propria vita con un partner, anche qui avrei qualche dubbio; nonostante ciò comunque, io e la mia donna siamo una coppia monogama in quanto la nostra vita e la nostra intimità la condividiamo soltanto noi due. Il fatto che in alcuni nostri giochi erotici coinvolgiamo anche terze parti, è assolutamente contingente; diverso è nel poliamore, dove la vita in comune non è più condivisa in coppia.
In riferimento alla bibliografia che proponi, te ne sarei grato, a me piace sempre sapere.
L’Amore è soprattutto una questione di testa e saper controllare i propri istinti, pur riconoscendoli, fa parte della peculiarità dell”intelligenza” umana. Se ci riferiamo genericamente alla “Natura” probabilmente il più forte eliminerebbe fisicamente il più debole, il tutto in una prospettiva apparentemente positiva di selezionare i “geni” migliori per aumentare il benessere del genere umano. Non si tratta di uno stereotipo , ma della capacità di canalizzare e valorizzare alcuni istinti , invece di sperperarli o liberarli in modo incontrollato.
Bravo Golem, e se è lecito, dové che vorrei arrivare? Il fatto che tu non ti senta condizionato da alcun ammaestramento, sta ad indicare solo che l’indottrinamento è ben riuscito. Per concludere, cerchi di convincermi che l’amore non c’entra proprio niente, cosa che dico anch’io da qualche anno almeno, e poi reiteri la cosa continuamente nei tuoi interventi, non ti pare che qualche cosa non quadri?
H2O, il tuo nick sembra suggerire una certa propensione alla conoscenza della natura; e l’immagine che proponi di lei che dà il via ad una gara al grido: “vinca il migliore”, sembra indicare una certa familiarità con essa. Quello che sembra mancare però è la conoscenza profonda di alcuni principi basilari che animano l’uomo; come l’essere vassallo della sua stessa psiche.
Ciò che voglio dire è che siamo soggetti a ciò che Nik Boström chiama: “effetto di selezione”, secondo cui le nostre considerazioni sono vittime della selezione dei dati che si considerano. Un effetto derivante dal principio antropico.
Il caso trattato nel mio post 3525 alla pagina 353, potrebbe darti lumi su come quell’effetto di selezione abbia influito diversamente sulle conclusioni a cui sono giunti i soldati e le ragazze.
La nostra mente dunque è veramente così “nostra” come crediamo? Le inferenze della nostra psiche e della nostra cultura veramente crediamo che non abbiano peso? Credo che la cosa più saggia che possiamo fare è quello di ridurre queste inferenze per quanto ci è possibile.
Allora, se concordiamo sul fatto cge l’amore non c’entra niente, ognuno si “diverta” come crede.
Bravo Golem, così devi essere; gioioso e propositivo. L’amore non c’entra con il sesso, così come il sesso non dipende dall’amore. Certo che c’è anche l’amore, il sesso è più intrigante; quella complicità nel gioco sessuale, che nasce dall’intimità emotiva di ogn’uno, rende tutto molto più appagante. Per me poi, quando al sesso partecipano anche degli estranei al rapporto d’amore che esiste tra i due, quella complicità che li anima, si amplifica trasformando il tutto in una festa assolutamente fantasmagorica. Capisco che non tutti osano mettere a repentaglio il loro rapporto d’amore, specie se non riescono ad immaginare questa immensità di gioia che scaturisce da questo gioco. Ritengo che ciò sia frutto di una personale insicurezza che si ha nel rapporto con il proprio partner. Io conosco bene le mie qualità e le mie debolezze, e so anche che la mia compagna ha scelto di stare con me proprio perché così sono fatto, e non per quello che gli ho fatto credere che io sia o per un’immagine stereotipata che lei ha di me. Questa ragione non mi fa temere di perderla; e semmai dovesse succedere una cosa tanto nefasta, sarebbe perché: o ho sbagliato nelle mie valutazioni; oppure perché nei nostri inevitabili cambiamenti caratteriali, non sono stato in grado di mantenere quella reciproca sintonia. Comunque sarebbe una conseguenza della mia inadeguata insicurezza (gelosia), e perciò una mia responsabilità di cui espiarne le conseguenze.
Scusate, nel post precedente ho commesso un errore, quindi ripeto: “Certo che con l’amore, il sesso è più intrigante; quella complicità nel gioco sessuale, che nasce dall’intimità emotiva di ogn’uno, rende tutto molto più appagante.”
Sono stata in un privè col mio ex per curiosità. Non era certo l’amore della mia vita (che non condividerei con nessuna) e quindi mi dissi “Perchè no?” …squallore assoluto! Le coppie che trovi, se vai in un locale di un certo livello, possono essere anche gradevoli, ma alla fine della giostra scambiano solo i cessi! La maggioranza degli scambisti sono degli esibizionisti, si limitano a farlo in stanza con altra gente o al massimo scambiano qualche effusione di gruppo circondati da uomini che si fanno le seghe (e già qui ci sarebbe da alzarsi ed andarsene, pensate alla scena di un tizio brutto che spia la vostra intimità con fare maniacale!)
Ci vuole coraggio a frequentare quegli ambienti lì, e soprattutto bisogna essere di bocca buona, mica tutte le coppie sono bene assortite? Spesso lui è brutto e lei passabile, quindi l’esperienza è positiva solo per uno dei due… che poi io non capisco, se uno vuole trasgredire non è meglio un’orgia da single o un’amante che ti scegli tu? Almeno in questi casi si è sicuri di restare soddisfatti, in coppia uno dei due sicuro non gode per niente, oltre a degradare il partner al livello di bambolotto gonfiabile da regalare ad estranei (magari con l’hiv)
Nel 1912, lo psicologo austriaco Carl Guatsv Jung è stato il primo a parlare di bambino interiore. L’Io bambino è l’aspetto di noi che porta nella nostra vita la giocosità, la creatività, lo stupore, la fantasia, il contatto con lo spirito, ma anche il bisogno e la vulnerabilità.
Antoine Jean Baptiste Marie Roger de Saint-Exupéry, meglio conosciuto come Antoine de Saint-Exupéry augura, nel suo libro più letto: “Il piccolo principe”; di mantenere in vita quel bambino che è in ognuno di noi.
Oggi il web ci dà l’opportunità distribuita di alimentare la curiosità come non mai è avvenuto prima: sia perché ci offre una quantità abnorme di spunti all’esplorazione del mondo che ci circonda; sia perché propone un’infinità di risposte ai nostri perché.
Dobbiamo però tenere ben presente che, come dice Saint-Exupéry, ci sono due cose fondamentali da capire: gli adulti insistono a vedere semplicemente le cose come le vedono; gli adulti non capiscono moltissime cose ma sono convinti del contrario.
Considero ciò semplicemente un atto d’arroganza. Pensavo che lo scambismo, essendo una pratica socialmente non riconosciuta, stimolasse la voglia di conoscerla; si badi bene, non ho detto di praticarla, ma soltanto di conoscerla. Invece devo constatare con mio enorme rammarico, che se ne persegue soltanto il discredito negandole nel contempo, ogni considerazione.
CB: “gli adulti non capiscono moltissime cose ma sono convinti del contrario.”
Vero, ma tra le poche cose che capiscono forse c’è quella di sapere cosa si vuole.
Ma poi, dico, ho una moglie ancora bellissima, e dovrei scambiarla con una ciofeca, visto che neppure io sono un catorcio? Hai letto cosa dice Lucrezia? “alla fine della giostra scambiano solo i cessi!”.
Golem, “forse”; io personalmente ne dubito fortemente, difatti non di rado capita di sentire: “Non era mia intenzione fare questo”. Consideriamo però: “gli adulti insistono a vedere semplicemente le cose come le vedono”. Hai riportato ciò che sentiva Lucrezia: “alla fine della giostra scambiano solo i cessi!”. In realtà hai voluto vedere ciò che volevi; Lucrezia ha riportato una sua visione, più rispondente al tuo concepire, perciò hai glissato quanto riportato da Chiara: “… mentre il mio lui si scopa la semimodella”. Come vedi, le mie perplessità hanno qualche ragion d’essere. Personalmente preferisco: avere una donna che mi fa fremere per ciò che rappresenta, piuttosto che una modella di Valentino; oppure catturare la situazione conviviale che si vive in quel momento; o gustare gli stimoli che si vengono a creare. Cose che mi fanno protendere favorevolmente verso lo scambismo. Con la mia donna poi c’è dell’altro, ma quello fa parte dell’intimità del nostro essere coppia.
La sensazione che provo nei tuoi confronti, è che consideri il sesso un banale accoppiamento con un bel corpo, cosa che non ti permette di scorgere la sfolgorante qualità dell’evento. Il fatto che consideri il tuo modo di concepire il sesso come una fantastica unione tra due bei corpi che si amano, mi fa pensare che tu non riesca neppure a concepire l’esistenza d’altro.
CB. “la sensazione che provo nei tuoi confronti, è che consideri il sesso un banale accoppiamento con un bel corpo…”
Curioso. Era quello che pensavo di te.
Significa usare le persone per il proprio piacere, come oggetti senz’anima con la dignità di un rifiuto. Credo che la dignità umana sia ben altra cosa!
Non importa se sia consenziente, conta che “tu” in generale, faccia la cosa giusta. L’altro può acconsentire per bassa autostima ad essere calpestato ma sta a te comportarti con rettitudine ed amore vero, quello fatto di fedeltà e rispetto reciproci.
La sacralità del corpo non va violata, né con la crudeltà né con l’abuso, seppur l’altro lo possa e lo voglia permettere.
Ciò che ne deriva è lo svuotamento psico-emozionale che porta alla distruzione anche fisica. Il rispetto e la giustizia, la fedeltà e il prendersi cura dell’altro non sono un optional, ma la strada per la realizzazione del sé e quindi per la felicità.
L’esclusività in amore fa parte della psicologia dominante dell’essere umano. In sostanza, se lo rendi senza identità è come se lo avessi ucciso, prima dentro che fuori.
Mamma mia, Golem…
Cuore, belle frasi e bei concetti, peccato che l’assunto che ne è fondamento, non ha realtà. Guarda che io faccio una cosa giusta, in quanto segue i dettami della natura di ogni vivente, anche se tu dissenti per un adeguamento ad una particolarità della cultura da noi vigente. Il fatto che l’altro o per meglio dire l’altra, come tu l’intendi, acconsenta al mio volere, e soprattutto che abbia poca autostima di sé stessa, a me sembra un’idea senza costrutto; in base a cosa tu puoi giudicare questa condizione?
Mi piacerebbe anche capire il tuo concetto di rettitudine ed amore vero, credi che io possa essere meno fedele, retto, e provare meno amore di te? In base a cosa puoi giudicare ciò?
La sacralità del corpo poi, cosa significa; distruggere il proprio corpo con un lavoro usurante, che porta via i migliori anni della vita, che significato ha secondo il tuo pensiero? Mi piacerebbe osservarti per valutare quanto rispetto, giustizia, fedeltà e impegno metti nel prenderti cura dell’altro, e non soltanto del partner, ma soprattutto; di questi valori che hai elencato, quanto ne utilizzi in rispetto dell’unica sacralità che ci appartiene, che è la casa che compete ad ogni forma di vita?
In generale, la perversione comporta lo snaturare ciò che è di sua natura buono per renderlo appetibile per un appetito malsano. È come il chiedere che le pietre diventino pane ? cioè che tutto sia commestibile, perché non si riesce a saziare in modo sano e sobrio la propria naturale fame d’Amore, per mancanza di autostima.
Chi si presta a farsi trattare alla mercé di un oggetto per la soddisfazione dei più bassi istinti di un altro o dei suoi stessi è senz’altro un uomo che si reputa di poco valore, perché la dignità umana sta nell’ accettare ed amare sé stessi e l’altro nella propria interezza cioè in anima (la sua interiorità) e corpo, col comprendere le sue esigenze interiori senza adulterarne sentimenti ed identità. La prova del nove ne è la sofferenza che ne deriva, di cui qui è pieno di casi. Parla la realtà, le chiacchiere stanno a zero!
Chi mette in discussione la natura stessa ha evidentemente subìto abusi che si illude di “legalizzare”, ma il male resta male, anche laddove la massa lo mistificasse chiamandolo “bene”, e non è neanche questo il caso, perciò una buona cura dell’autostima in questi casi così delicati è sempre consigliabile.
Cuore, dici sul serio? Prova a riflettere con attenzione su ciò che esprimi, perché ho la sensazione che tu stia confondendo le cose, e non di poco. Hai un tuo credo, che io ritengo non abbia alcuna attinenza con la realtà, e pretendi con esso di giudicarmi senza neppure conoscermi. Tu presumi che io non sappia cos’è l’amore e mi giudichi su questo, io invece nutro forti dubbi che tu conosca realmente l’essenza ed i valori di ciò che elenchi: perversione; buono e cattivo; bene e male; amore; autostima; valore; dignità; identità; sofferenza; natura.
Personalmente qui ho trovato soltanto aggressione da parte di chi come te “SENTE” di essere nel giusto, senza una riprova. Persone che parlano di valori alti riportando soltanto uno scema stereotipato di una verità non ben identificata; trovo molto indicativa la tua frase: “Parla la realtà, le chiacchiere stanno a zero!”.
Io non conosco i valori veri delle cose, non ho stima e valore per me e per chi mi sta intorno, ho subito abusi, sono sofferente e dovrei anche seguire una terapia psicologica. A te non pare di soffrire troppo di presunzione?
Credo che rileggendo quanto ho postato fino a qui, non si possano avere dubbi sulla mia completa ammirazione per la natura e che quindi non mi sognerei mai e poi mai di criticarla e contrastarla. Come ho avuto già modo di dire più volte ad altri, prova a non ascoltare solo te stesso, e soprattutto il tuo falso credo.
Rispondere a qualche mia domanda, ti terrorizza?
Ho letto CB, come posso spiegarti cosa è l’ elettricità? La vedi e basta! O il vento. O lo senti e ne vedi gli effetti o niente.
Tu vuoi mettere un sacco di confusione dappertutto. Io non ti giudico ma sei tu che vai mettendo confusione. Chiediti: sono felice? No. Come potrei migliorarmi? E vedrai che le risposte le trovi negli stereotipi che neghi.
Perché vuoi scoprire la acqua calda se già si conosce?!
Io non ti giudico. Non è mia abitudine. Ti ho invitato velatamente anche a vivere il bello del Dio che ama, che vivo io, ma se insisti si vede che non hai la forza di rinnegare le schifezze che generano il male. Non possiamo rifare la storia. Siamo il frutto di una storia, di bene e di male. Non sei il primo essere vivente nato, non siamo nati oggi.
Fammi tutte le domande che vuoi, ma cercare di manipolare o di sottomettere l’interlocutore per me è tempo sprecato da ambo le parti. Se poi credi che se ne possa ricavare del bene, prego!
La natura è bellezza e genera piacere che non provoca sofferenza; la natura di cui tu parli è Amore e l’Amore non dà sofferenza altrimenti va combattuto ed allontanato perché non è Amore, perché ciò che dà la vita è il buono, il bene e se qualcosa contraddice QUESTA natura dell’uomo, volta alla ricerca del bene, allora è male e contrario alla natura che tu tanto decanti, contrariandola nella sua profonda essenza, che non è SOLO guardare l’uccellino nostalgicamente seppur sia un inizio.
Cerchi l’Amore ma non è questa la strada, quella dello scambismo e della promiscuità. Questi sono gli abusi di te stesso che tu stesso hai permesso. Il resto non è colpa tua, ma questo sì. Cerca l’Amore vero!
Scambi la sicurezza di sé per presunzione!
Io ti elenco ciò che per esperienza mi genera il bene. Tu la metti sul piano personale per mettermi in difficoltà. Fai pure. A me non interessa granché: quella fase l’ ho passata a 16 anni. Perciò, sono tutto quello che vuoi. Non cambia cmq la mia essenza che è ben stabile.
CB,
mi sembra di poter capire abbastanza bene il tuo punto di vista. Non sempre lo scambismo è sinonimo di fallimento di coppia, come non sempre la monogamia, soprattutto se forzata dalla visione stereotipata del rapporto amoroso o dalla possessività di uno solo dei partner, è sinonimo di unione perfettamente riuscita. tutto è sempre relativo, legato alla maturità, alla capacità d’introspezione e all’onestà con se stesse delle persone in questione.
la mia sintesi GENERALIZZATA del rapporto di coppia è la seguente: vi può essere attrazione puramente sessuale in tutte le stagioni della vita; in gioventù spesso si sperimenta un’attrazione a fini sessuali, che però quasi sempre include anche aspetti emotivi (istinto di riproduzione, che contempla raramente, almeno all’inizio della conoscenza, fini di futura stabilità); attrazione essenzialmente emotiva, più matura, che si estende poi al lato sessuale, volta a mettere su famiglia e a condividere obiettivi nel futuro (istinto di aggregazione, favorito e cristallizzato da costumi ed esigenze sociali).
Superati i 20 anni, credo che ognuno sia perfettamente in grado di sapere cosa sta vivendo con l’altro e quanto questo sia bene o male per lui. Nessun tipo di condivisione dovrebbe mai essere forzato e, tanto meno, nessuno dall’esterno dovrebbe poter giudicare, in base alla sua visione dell’amore, come si manifesti per un altro questo sentimento, che di fatto, di per sé, ha ben poco a che vedere con la pura sensualità.
Mi piacerebbe rispondere adeguatamente a tutte le questioni sollevate sia da Cuore che da rossana, ma purtroppo lo spazio è quello che è e quindi non posso che provare ad essere sintetico.
Cuore, “Chiediti: sono felice? No. Come potrei migliorarmi? E vedrai che le risposte le trovi negli stereotipi che neghi.”; alla prima domanda io rispondo difformemente a quanto presupponi, infatti dico: “SI”; alla seconda invece, rispondo che non è negli stereotipi che vedo la soluzione, ma bensì nello studio.
Riguardo a: “… che vivo io, ma se insisti si vede che non hai la forza di rinnegare le schifezze che generano il male”; se questo non è un giudizio nei miei confronti, non capisco cosa sia.
La natura non rappresenta quell’amore che ti ostini a voler immaginare. Il leone che uccide i leoncini perché ha spodestato il capobranco, è anch’esso un atto d’amore, anche se tu non riesci a riconoscerlo. L’essenza della natura non è essere buona ed amorevole, la natura ha permesso la comparsa dei predatori come delle prede, per lei non esiste buono e cattivo, questa è una discriminante prettamente umana.
Lo scambismo non è innaturale in quanto esiste da sempre tra gli esseri sessuati, al fine di rendere più performante la riproduzione.
Una particolare cultura umana, per rispondere ad alcune specifiche esigenze sociali, mette al bando questa pratica.
L’amore buono, è una classificazione stereotipata di una certa cultura umana e non è assolutamente rispondente alla natura, >>>
>>> che è fatta di costruzione e distruzione; di vita e di morte.
Non ti avvedi che gli assiomi che tu adoperi per costruire le tue convalide o condanne, sono semplici convincimenti coatti. Dedurre da essi una verità non potrà mai portarti da nessuna parte, non ti sarà quindi mai possibile comprendere l’ignoto se l’unico strumento che adotti e quello dedotto da queste convinzioni.
rossana, anche se con qualche leggera limatura qua e là, posso concordare con te la tua analisi. La sola cosa che obbietterei con fermezza, è il fatto che: superati i 20 anni, si sia perfettamente in grado di sapere cosa si stia vivendo con l’altro. Personalmente credo che la piena consapevolezza di noi stessi non siamo in grado di raggiungerla mai. I grandi maestri di molte di quelle che noi indichiamo genericamente come filosofie orientali, tentano di raggiungere l’illuminazione, che non è altro che quella chimera della consapevolezza del tutto. Questo non deve però farci desistere dalla ricerca di un certo grado di essa, perché questa non è una qualità assoluta, essa non è un valore che esiste o meno, ma piuttosto è una dimensione che possiamo accrescere in noi stessi. La consapevolezza non ha una valenza di tipo digitale (Vero o Falso, Si o No), ma piuttosto analogica (un susseguirsi di valori discreti, 1-2-3-4…). Se fossimo così consapevoli, non si spiegherebbe l’esistenza dei fallimenti.
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“In realtà hai voluto vedere ciò che volevi; Lucrezia ha riportato una sua visione, più rispondente al tuo concepire, perciò hai glissato quanto riportato da Chiara: “… mentre il mio lui si scopa la semimodella”.
In merito a quanto ho riportato, il lui della coppia che si esprime così sulla semimodella è, a tutti gli effetti, un rospo. Bassino, minuto, con la testa grossa, le mani da femminuccia e pure mezzo calvo. Non mi piace commentare il fisico, ma qui si fraintende e devo farlo: pure la moglie è zero attraente, anzi, purtroppo è quello che si può definire un autentico “cesso” (anche se magra e con un seno abbondante, quindi adattissima allo scopo, lo scambio al buio). Questa coppia qui, sono certa che fuori dal privè non riceve nessun tipo di avances o attenzioni, non entra nel gioco quotidiano del flirtare, del ricevere un complimento o un corteggiamento. L’impressione che ho io nettissima è che lui non abbia mai smesso di essere attratto dalle belle donne e di desiderarle, pur avendo affianco una moglie che lo ama, e che abbia deciso di frequentare i club scambisti per poter “mettere le mani” gratis su qualche bel bocconcino. La moglie accetta perchè lo ama disperatamente. È una cosa tristissima…e così sono la maggior parte delle coppie che ho visto.
Quindi confermo Lucrezia, l’esperienza non assolutamente mai piacevole per entrambi i partner ed è questo l’errore che porta le coppie scambiste a scoppiare
La natura ha l’inclinazione a cercare il bene, anche attraverso il male, sia la natura animale che quella umana. Il bene non è farsi “spodestare”, come insegnano pure i leoni! Un sistema che non è unito in sé stesso e non persegue il suo bene, è pervertito, cioè cerca la sua stessa morte e non il suo bene. È sbagliato cercare il bene nel male!
Sei felice? Bene per te, ma lasciami il beneficio del dubbio, soprattutto a lungo termine.
Non ti giudico! Non giudico te come persona ma esprimo un parere sui fatti che OVVIAMENTE può essere anche negativo!
Se tu te la prendi, anche quando io parlo genericamente, come quando disprezzo il tradimento, di sé e dell’altro, pensanti entrambi e non animali soggetti ai propri istinti, perciò sofferenti perché consci del proprio bene, anche istintivamente, che viene riconosciuto e tradito,forse ti senti in difetto e vorresti farci sentire pure me, ma non è un mio problema, seppur empaticamente me ne dispiaccia! Saluti.
Aggiungo, quanto è patetico che un uomo sposato e bruttino, si vanti di essere riuscito a farsi una “semimodella” nel privè, grazie alla moglie? Intanto, se fosse stata davvero bella, quella sarebbe stata un modella e non una “semi”, inoltre la coppia che si è gentilmente prestata ha avuto in cambio sua moglie, che non è certo un belvedere e che fuori dal club nessuno guarderebbe mai!! Tutto è relativo quindi, se ci dobbiamo basare su degli sfigati che con la scusa dello scambismo cedono i cessi che hanno affianco…stiamo freschi!
Chiara, nel post 3499 hai scritto che: “Adesso lui racconta entusiasta di quando la moglie ha abbordato la “semimodella” francese e lui è riuscito a farsi la grande sco....…”, in patica, tra gli scambisti c’è una semimodella francese in giro che si è fatto questo tuo amico brutto, grasso e basso? perché non cerchi di scoprire dove frequenta, mi piacerebbe farmela anch’io, alla faccia della mia compagna.
Trovo tutto un po’ paradossale, non trovi anche tu?
Bene, ritorniamo a noi, grazie alla concorde visione di Chiara, Milly, Lucrezia, Cuore e Golem, abbiamo appurato che tutte le persone buone e belle sono monogame, mentre i brutti e cattivi sono scambisti; i meridionali sfaticati e ladri; quelli di colore negri ed incivili…
Personalmente ho vissuto sulla mia pelle questo becero razzismo e devo dire che non è bello, anche se molti lo ritengono un fatto acclarato e giusto. Ritengo invece che il piacere non è un valore assoluto; d’inverno provo piacere nel coprirmi dal freddo, mentre d’estate, lo provo nello svestirmi. Albert Einstein ha dedicato tutto sé stesso per dimostrarci che ogni cosa è relativa, anche ciò che consideriamo assolutamente incontrovertibile lo è, come una dimensione o il tempo. Posso ritenere che il piatto più buono, sia lo spaghetto a vongole, ma certo non posso nutrirmi mangiandolo sempre, e solo quello; ma poi, la cucina peruviana, ad esempio, non rientrando nella mia cultura, >>>
>>> non la considero neppure; non sapendo neanche se esiste un piatto di quella cucina che possa competere in gusto, con gli spaghetti a vongole. Comunque bisogna tener presente che sto sempre considerando un mio personale gusto. Bisogna infine anche considerare che nel passare degli anni, i miei gusti cambiano.
Ritengo che chiunque consideri immutabili le cose, e le voglia fermamente imporre agli altri, compia soltanto un atto di presunzione. Personalmente non intendo assolutamente convertire nessuno allo scambismo, il mio interesse è piuttosto quello di esprimere da dove prendono spunto le mie convinzioni, affinché gli altri ne possano approfittare per crescere; mi rendo però conto che, non tutti sono in grado di comprendermi. Se tutti coloro che non capiscono la mia lingua, e sono la maggior parte degli uomini, non riescono a capire ciò che esprimo, ciò non significa che dica castronerie, e questo mi conforta.
Parlano i fatti CB: si sta male nella realtà, quando non ci si attiene alle regole del bene e dell’evitamento del male. L’assuefazione al male è l’istupidimento che precede il diluvio della sofferenza morale e della morte, interiore e fisica. Il male è la sofferenza che conosciamo tutti, anche se si nasconde bene, ma prima o poi viene fuori per quello che è, dolore e morte, che nessuno di noi vorrebbe! Il bene tutti lo riconosciamo tale e tutti facciamo il possibile per assicurarcelo per noi e per coloro ai quali auguriamo salute e vita.
La fedeltà in amore, per quanto detto nella premessa sustante, è esigenza, parte costitutiva e identità dell’Io e NON UN GUSTO; valore che ne aumenta l’autostima e porta l’Io al benessere fisico e morale. L’amore quando è in funzione del bene proprio e di quello altrui, come, invece, NON è il piacere/strumento di egoismo, che separa e divide anche in sé stessi, può vincere gli istinti animali, di cui pure siamo costituiti, a favore di un’unione salda, leale e fiduciosa e stabile, che genera benessere in sé e nella coppia e nella comunità circostante.
La fedeltà è delle persone intelligenti che si amano e che si rispettano, come dimostra uno studio di cui non ricordo gli autori, è di persone che costruiscono saldamente il loro nido per proteggere sé stessi e chi amano, auspicabilmente da ogni male cioè dai nemici del loro amore.
La fedeltà è una scelta libera dell’amore.
Sì, la fedeltà è una scelta libera dell’amore. È una decisione, un impegno della volontà, un lavoro per non esporre l’amore al rischio della morte cioè della fine che genererebbe morte interiore a sé ed all’altro,come quando si perde una persona cara. La vita è imperfetta e non è esente dalla morte, ma la fedeltà è già qui un assaggio SCELTO di eternità, per chi crede nella vita!
Ma secondo il tuo.auterovole parere CB, l’assioma che vai dichiarando sarebbe quello che il monogamo, ancorchè felice di esserlo, corrisponde a un individuo condizionato da stereotipi e luoghi comuni, mentre lo scambista avrebbe superato questa sciocca barriera culturale, dando libero e sano sfogo alla tendenza poligama che è immanente nell’essere umano. Non prendi minimamente in discussione che un monogamo “scelga” di essere tale perché trova tutto quello che serve nel suo rapporto esclusivo.
Ti avrò scritto venti volte che quando ero libero ho saltato la cavallina allegramente, frequentando anche più donne contemporaneamente. Ma era “ginnastica”, non amore. Uno sfogo sessuale sostenuto dall’energia della gioventù che mi era concesso per mia immeritata fortuna da un bell’aspetto, e dal fatto che perdipiù non ero del tutto stupido probabilmente. E ancora oggi vi sarebbero buone possibilità in quel senso, pensa.
Poi un bel giorno trovo una donna che mi completa, con la quale soddisfo tutti i miei desideri, con un sentimento reciproco che ci lega che è il vero motore del desiderio sessuale. Una donna che oltretutto è ancora una gran femmina nonostante gli “anta”. Ma mi dici per quale motivo dovrei scambiarla con qualche cesso o qualche ninfomane di cui non so niente? >>>
Cuore, non so cosa tu vedi di bene nella natura; in un terremoto; in uno tsunami o in un tifone o addirittura in un’esplosione di una stella o nello scontro tra due galassie. Ripeto, il bene ed il male sono valori umani, termini irreali che noi assegniamo alle cose, non esiste un bene o un male assoluto ed universale. Il tuo pontificare su questi valori, io lo ritengo un atto di presunzione. Capisco che tu possa nutrire qualche dubbio sulla veridicità delle mie affermazioni; questo però ti è concesso solo se hai la possibilità di osservare qualche discrepanza di esse rispetto a fatti incontrovertibili, non certo rispetto ad un tuo credo che è una qualità del tutto personale. In questo caso si dimostra soltanto arroganza.
Chiara, come ho già espresso in precedenza, gli occhi vedono le cose che gli capitano d’innanzi e la mente raccoglie ciò che gli serve, non possiamo pensare che quella è la realtà, perché è troppo parcellizzata. Qualche tempo fa ho conosciuto un pizzaiolo di Imola, di origini siciliane, che aveva appreso il suo lavoro da un modenese; esso pretendeva di spiegare ad un napoletano che la sua pizza era migliore di quella napoletana. Io veramente non so dove in questa storia si annidi la realtà.
Personalmente non comprendo la tua richiesta di aiuto, visto che hai già molto chiara la tua avversione a questo mondo; vuoi forse che ti suggerissimo un modo per convincere questo “tuo uomo” a cambiare il suo modo di concepire la vita?
>>> Ma lo capisci che non ha senso, se non per uno come te che ha quella passione che, secondo me, gli proviene da qualche turbe sessuale provocata da chissa cosa e chissà quando?
Quelli sono posti laidi a prescindere dalle tue illuminate idee. E a te eccita il laido. Che però non ritieni di definire tale perchè, presuntuosamente, gli vuoi dare un’aura progressista e persino aristocratica, quando invece è semplicemente decadente.
Essere scambisti, voieur, esizionisti e affini è una devianza della maturazione sessuale, è inutile che tiri in ballo le culture orientali, estrapolandone contenuti che poi applichi con leggerezza alla tua tesi credendo così di dimostrarla. Non funziona così, a meno che non abbia a che fare con soggetti come Frischitto.
Ti ho mai raccontato che many years ago scopavo una tizia che aveva un marito che si masturbava mentre lei si faceva la doccia, guardandola dal buco della serratura? Ecco, quello apparteneva alla sconfinata categoria dei sessuofobi ignari. Gente che non ha superato una certa fase della maturazione sessuale. La poveretta, peraltro molto “bona”, e bisognosa di sesso come tutte le donne sane, si rivolse a me, ed io, allora single, la “aiutai”. Ma sono certo che il marito sapesse e forse si eccitava al pensiero, ma non era presente. Io sono un “lupo solitario” e non solo in quei momenti. Lei di uomo ne voleva uno solo, e non che la scambiasse, ma che la scopasse, ma non usando quello della serratura come buco.
Una cosa NEGATIVA come l’infedeltà, per quanto possa essere buona l’intenzione con cui la si esegue, perché si vorrebbe ricercare il bene, mettendolo a disposizione di tutti per difendersi psicologicamente dalla paura di perderlo, non smette di provocare il male, e l’atto che la realizza risulta negativo, perché danneggia la persona, con perdita dell’autostima e quindi, della sua identità! Perciò, è contro la natura stessa dell’Io e distrugge chi tradisce e chi è tradito, producendo l’effetto disperante che si voleva evitare: lo si perde per l’ennesima volta nella vita, sentendosi traditi ed umiliati per aver nutrito l’egoismo altrui nella speranza di “ingraziarsi” il boia!
L’esclusività è necessaria al rapporto di coppia, per proteggerlo dalle aggressioni emotive e confondenti della violenza “legalizzata” che gli viene inflitta, scambiando, per debolezza e per carenza di autostima, il male per bene.
Solo dopo essere morti dentro è possibile tradire l’amore ed essere traditi senza sentire nulla: quando si è morti, nulla più causa dolore, ma questo non è amore. Non è amore neanche verso sé stessi l’usare sé e l’altro come due oggetti non pensanti e senza sentimenti. Infatti, segue il vuoto, per la disintegrazione dell’Io e del suo nucleo identitario.
Con questo, concludo e vi saluto. Buon proseguimento!
Cuore, non comprendo tutta questa tua supponenza che esprimi nei miei confronti, come se solo tu fossi in grado di comprendere i valori che indichi; in verità a me dai la sensazione di non conoscerli per niente. Sulla Treccani trovi: “: bene – Tutto ciò a cui viene attribuito valore, pregio, dignità qualsiasi…”; in pratica è un valore che “viene attribuito”, perciò non ha alcuna valenza di universalità come tu vuoi far credere. Il male ovviamente, essendo il suo contrario, presenta la stessa valenza. Per quanto riguarda la fedeltà, non avendo mai tradito la fiducia accordatami dalla mia compagna, io mi ritengo degnamente fedele alle sue aspettative.
Golem, l’assioma che riferisci, io non l’ho mai né dichiarato né sostenuto, anzi, se leggessi con più attenzione ciò che scrivo, non dovrebbe esserti sfuggito che condanno sempre e comunque ogni tipo di supponenza, compreso quindi il giudizio su: “tutti quelli che…”. A me piacerebbe che le persone fossero tutte consapevoli delle scelte che fanno, senza condizionamenti esterni, cosa che purtroppo avviene molto di rado. Lo scambismo, se perseguito in modo consapevole ovviamente, consente di superare un condizionamento in ambito sessuale molto diffuso. Se ci sono individui che scelgono di essere monogami consapevolmente, per me ben vengano, ci mancherebbe altro. Il fatto è che spesso mi trovo a discutere con monogami che lo sono soltanto perché così prescritto, adducendo assiomi stereotipati, >>>
>>> oltretutto pretendendo di essere nella ragione. Questo mi disturba molto, ed in egual misura sono nauseato anche dagli scambisti che lo fanno per le ragioni che adduci tu e tanti altri monogami.
Una cosa che spesso viene alla luce e mi lascia perplesso, è che i rapporti sessuali siano liberi fino a quando si è singoli poi, quando si stabilisce un rapporto di coppia stabile, tutto cambia, Ciò che prima era concesso, ora diviene proibito, come se nell’idea stessa di coppia stabile, sia implicito un accordo di fedeltà che quindi viene sancito dall’esterno della coppia. Considero questo un’inammissibile ingerenza che proprio non comprendo. Personalmente ritengo che gli unici ad avere diritto a stabilire i termini del rapporto debbano essere i componenti la coppia. L’amore tra i partner, la fedeltà tra gli stessi, e il rapporto erotico esistente tra i due; non cambia, sia se si è monogami, sia se si è scambisti, l’unica vera differenza è che mentre per i primi, i termini dell’accordo vengono sanciti automaticamente dalla cultura vigente, subendoli; per i secondi è la coppia stessa a definirne i limiti. Se nei rapporti amicali degli scambisti, sono ammessi anche giochi in cui la sessualità può essere inclusa, donando una ulteriore qualità derivante dalla sensazione di libertà dai vincoli istituzionalizzati, oltre una complicità ed una intimità ancora più spinti, questo è una questione che è giusto spetti soltanto a loro stabilire.
Cb, facciamola semplice: se avessi incontrato uno come te che voleva mettermi le corna, sai dove l’avrei mandato prima ancora che finisse di pensarlo e con un bel calcio?
Io non accetterei mai che il mio rapporto d’intimità e di amore che mi dà il primato nel cuore di quella persona, venisse condiviso con CHICCHESSIA! E spero di essere stata più chiara stavolta!
Per quanto riguarda il male e il bene, pure qui facciamola semplice: il male ti fa male e lo eviti perché ti fa soffrire e il bene ti fa bene e lo cerchi. Il piacere: ora ti fa bene, per cinque minuti, e poi ti fa male anche per il resto della vita. Distingui tra piacere breve e bene duraturo!
Sono supponente? Esserlo o non esserlo non mi cambia niente! Se per te lo sono: grazie!
Per quanto riguarda la fiducia: la tua lei ti dà fiducia mentre tu la cornifichi? Certo, è come la sindrome di Stoccolma! Da evitare.
CB,
concordo con:
– “non esiste un bene o un male assoluto ed universale”;
– “gli unici ad avere diritto a stabilire i termini del rapporto debbano essere i componenti la coppia”;
– “come se nell’idea stessa di coppia stabile, sia implicito un accordo di fedeltà che quindi viene sancito dall’esterno della coppia”.
quanto alla consapevolezza che si può avere di sé, è vero che questa difficilmente potrà mai essere totale ma, secondo me, se si è adulti, si dovrebbe essere in grado di distinguere, almeno a grandi linee, la pura e semplice sensualità dalla sensualità unita ad altri elementi, sia emotivi che di condivisione di progetti di vita.
gli americani e gli anglosassoni sono in tal senso più onesti di noi, nel definire linguisticamente il rapporto primario di coppia: “fare sesso”, e non “fare l’amore”, che al sesso può essere, e non essere, collegato.
riprova ne è che, nell’attrazione giovanile istintiva, che include sesso e sentimento, questa può venire a cadere quando viene meno il gusto sensuale, mentre nella forma di attrazione più matura, che nell’emotività include anche la sensualità, la coppia corre il rischio di dividersi quando non sono più condivisibili gli iniziali progetti di vita.
per me sei una persona molto evoluta, mentalmente libera, che leggo sempre volentieri e da cui spesso ho qualcosa da imparare.
CB: ” Golem…non dovrebbe esserti sfuggito che condanno sempre e comunque ogni tipo di supponenza”.
Non mi è sfuggito che lo dichiari, ma non mi è sfuggito neppure che non lo pratichi. E lo si capisce quando dici che ti piacerebbe che lo scambismo venisse visto in maniera diversa dichiando che “A me piacerebbe che le persone fossero tutte consapevoli delle scelte che fanno, senza condizionamenti esterni”.
CB, non so più come spiegartelo. Io sono felice del mio “regime” sessuale e non mi sento per nulla condizionato da un bel niente, specie dopo aver avuto tutte quelle esperienze di cui ho accennato ieri.
Tu, come molti coi quali ho avuto modo di dialogare su questo forum, hai una visione “tubolare” delle cose, o quanto meno dell’argomento di cui parliamo.
Ci sarebbero decine di esempi che dimostrerebbero che la tua è una posizione di retroguardia e non del contrario, come con enfasi vorresti dimostrare
I tentativi della cultura hippy negli anni ’70 della coppia aperta si sono rivelati un fallimento. Leggi al riguardo.
Te lo ripeto sino allo sfinimento: goditela la tua passione, ma non farne la “scoperta” che cambierà il mondo.
C’è gente che si fa pestare a sangue per “godere” del sesso, io invece me ne schioppavo una dietro l’altra, anche lo stesso giorno, mentre tu scambi la “tua” donna. È tutto lì, un banale modo come un altro di “venire” quando l’ormone si fa sentire. C’est tout.