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Cosa si fa quando ti manca terribilmente una persona?

Lettere scritte dall'autore  Naive
La lettera è pubblicata a Pagina 1

L'autore ha scritto 5 lettere, clicca per elenco e date di pubblicazione.

90 commenti

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  1. 41
    rossana -

    Michela,
    secondo me, in amore non si dovrebbe mai fare confronti.

    due anni sono un tempo utile per l’attendibile rodaggio di una relazione amorosa. se si va oltre, in linea di massima significa che si sta sufficientemente bene con il/la partner e che s’intende porre delle solide basi per il futuro.

    spesso la leggerezza nei rapporti con l’altro sesso presenta conti salati. così come è generalmente nell’indole femminile sforzarsi di comprendere più di quanto sia equilibrato fare in qualsiasi interscambio affettivo.

    ho qui accennato più volte ai miei vissuti di coppia ma si tratta di esperienze avvenute in periodi temporali così diversi da quelli attuali da non potervi più attingere grandi spunti d’interesse.

    ha fatto piacere anche a me intrattenermi un po’ con te, pur non avendoti scritto niente di cui già non fossi a conoscenza.

  2. 42
    Michela -

    Rosanna ciao, si effettivamente ritornando indietro, la prima lettera risale se nn sbaglio nel 2013,ho notato un tuo intervento fra l’altro. Beh’il tempo passa ma la storia in certi campi nn cambia. Quando ci sono in gioco i sentimenti specialmente.
    Non ho voluto di proposito approfondire la mia storia, per nn annoiarvi e avrei rischiato di uscire fuori tema. La fine di una relazione è comune alla vostra ma è nato fin dall’inizio in modo sbagliato. Un futuro con lui ci sarebbe stato ma nn nei termini canonici.Poi se ci sarà l’occasione, chissà in un’altra lettera ci ritroveremo:)
    Sono solo curiosa di una cosa, se ho compreso bene ci sei passata anche tu in una situazione simile, a distanza di tempo, ora sei felice?

  3. 43
    Michela -

    Rettifico.
    Rossana,scusami 😊

  4. 44
    rossana -

    Michela,
    ho 74 anni e sono single da quasi 30. Sono stata una giovane moglie per 12 anni e un’amante per altri 12. Non rinnego nessuna delle due esperienze. Scelte liberamente, in modo più istintivo che razionale, com’è nella mia indole.

    Il 2° partner era il meglio che potessi sperare. Ho voluto salvaguardare mio figlio dalla presenza in casa di un estraneo che gli avrebbe creato conflitti con il padre. Quando ha raggiunto la maturità ed è stato capace di ragionare con la sua testa, per il mio amante, ultrassessantenne e con problemi di salute, era tardi per affrontare la separazione e convivere con un giovane che non aveva contribuito a crescere.

    Sono stata io a lasciarlo, per orgoglio, ma in realtà non ci siamo mai lasciati del tutto, pur non frequentandoci più con l’impegno e l’assiduità di prima.

    Sono serena, appagata per aver vissuto a lungo molto intensamente, sia in privato che nel sociale. Conservo stupendi ricordi del mio amore più maturo e più profondo.

  5. 45
    Michela -

    Rosanna, ti ringrazio per essere riuscita a condividere con semplicità e coraggio le tue esperienze di amore. Quasi come se avessi vissuto due vite, due donne ma solo con il secondo credo che sei stata e sei veramente te stessa. 30 anni single, caspita! Ma eri giovanissima, come oggi 74.
    Quando si ama, nel senso più largo del termine, nn si è mai troppo “vecchi”. Anzi, forse si sa finalmente cosa si vuole veramente.
    E si ti dico che la mia storia è molto simile alla tua non ci crederai. Amanti, io giovane e sposata con figli, lui single 27 anni in più di me. Con la differenza che la vivo male e con grandi sensi di colpa. Forse alla fine è meglio che sia andata a finire così.
    La vera differenza tra me e te, che sei tu che hai lasciato, dici per orgoglio. Chissà se poi ti sei mai pentita e chissà se potevi recuperare. Vero che hai aggiunto che di fatto nn è mai finita tra voi…ma sinceramente non vorrei ritrovarmi in questa situazione del tipo “vorrei ma nn posso”.

  6. 46
    Michela -

    …Forse sbaglierò, nn sono per le comode mezze misure. Ma tu avrai avuto dei giusti motivi, scusami se può sembrare il mio tono di chi ti giudica e ti condanna.
    Ma alla fine sei stata felice delle tua scelta? Te lo chiedo perché il mio timore è vivere eventuali rimpianti che il tempo nn ti restituisce. Infine, mi stupisce che sei tu ad aver messo fine e non come molti di noi che si ritrovano qui sono stati lasciati. Può essere mai che chi lascia soffre veramente? Non so se mi spiego bene…

  7. 47
    rossana -

    Michela,
    il tradimento crea spesso sensi di colpa. il mio è durato meno di tre mesi; poi mi sono separata da mio marito, con cui la vita di coppia era dimezzata da circa otto anni.

    forse, per amore di nostro figlio, che frequentava le elementari, non mi sarei mai separata se non avessi incontrato, senza cercarlo, l’uomo che mi ha indotta a mettermi in primo piano, per la prima e unica volta.

    non volevo che un amore, un’accoglienza totale e completa. lui, di sua spontanea volontà, promise e progettò un futuro a tre. non aveva figli e riversò sul mio molte attenzioni. nei primi anni di relazione il bimbo veniva con noi in lunghi viaggi, nonostante che il padre lo sobillasse contro l’uomo con cui l’avevo sostituito.

    sono stata io a ridurre la loro frequentazione e a rinviare i progetti del mio amante, più vecchio di 20 anni, chiedendogli poi di realizzarli quando si presentavano accettabili per la mia quotidianità. non mi pento d’averlo fatto, nel rispetto di un figlio ormai adulto e di stupidi pregiudizi sociali.

  8. 48
    rossana -

    segue per Michela

    ho sofferto molto e a lungo nel prendere la decisione d’interrompere il rapporto. con il senno del poi e un briciolo maturità in più, avrei forse potuto agire diversamente, mantenendo equilibri soddisfacenti per tutti, pur se gravanti essenzialmente su di me, ma in quel momento, non sono riuscita ad avere tanta chiarezza e lungimiranza.

    a mio avviso, non solo in amore, ogni storia è a sé e non paragonabile a nessun altra, così come ogni individuo è unico e diverso da tutti gli altri. per cui, nelle relazioni affettive c’è chi soffre nel lasciare, così come c’è chi soffre poco o niente nell’essere lasciato.

  9. 49
    Michela -

    Cara Rosanna, scusami se nn volutamente ho riaperto una fase bella ma delicata della tua vita. Ho voluto però farti tante domande, nn perché la mia curiosità sia fina a se stessa, ma ho colto dalle tue lettere e dai tuoi consigli che la tua esperienza non fosse così lontana dalla mia. E saresti stata l’unica a comprendermi senza giudicarmi. Non credo che siamo le sole ne saremo le ultime. Ma avevo bisogno di capire cosa poteva esserci “dopo”, dopo la fine di una relazione intensa.
    Il dopo di una storia che ti ha toccato nel profondo. Siamo giustamente diverse, vero. Ciò che ti rende migliore rispetto a me è che tutto sommato un lieto fine nella tua storia c’è. Hai avuto il coraggio di amare fino in fondo, di uscire allo scoperto. Forse è vero c’è il retrogusto che le cose potessero andare meglio. Diversamente. Forse nn hai poi ritrovato quell’uomo che inizialmente ti aveva promesso un futuro in tre insieme come una famiglia.
    Chissà la paura e l’egoismo di rimettersi in gioco…

  10. 50
    Michela -

    …hanno preso il sopravvento. Ma immagino che cmq sia andata, oggi vi vogliate bene.
    Non so se mai questo accadrà tra me e il mio”ex”amante.
    Vorrei almeno salvare e custodire quello di quanto più bello ci sia stato. Non so, ma vorrei imparare a trarne una lezione…la dipendenza da qualcuno mai, neanche da chi ti sembra l’unico senso della tua vita, neanche da chi ti faccia sentire che tu sia l’unico senso. Dipendenza,può diventare una schiavitù. Non è poi più Amore. Scusate se ho abusato di voi. Di questo spazio. Tu cara Rosanna per la tua preziosa e delicata vicinanza.
    Grazie, grazie.
    Se e quando puoi mi farà piacere risentirti. Anzi se hai un ultimo consiglio, ti ascolto. In ogni caso ci ritroveremo in qualc’altra lettera 🙂

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