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Praticamente Mobbing

Lettere scritte dall'autore  

Ho quasi 30 anni, sono una ragazza e a gennaio 2008 sono stata assunta presso un negozio come commessa, commercio terziario, apprendista per 3 anni… Ovviamente dal primo giorno non sono mai stata apprendista, l’apprendista per quanto ne so non può svolgere tutte le mansioni, non può stare a contatto con soldi, non può esser lasciata sola e deve avere sempre, sempre, un toutor accanto, non può fare più di 12 ore di lavoro straordinario al mese né lavorare domeniche e feste…
Ovviamente tutto questo non è mai stato rispettato ma ho accettato, accettato per lavorare, per avere una retribuzione e perché comunque il lavoro mi piaceva, da subito ho instaurato un bel rapporto con titolare, collega uomo e collega donna (moglie del titolare e mia toutor), dal primo giorno ho lavorato 2 anche 3 domeniche al mese, nell’anno e mezzo svolto ho lavorato praticamente tutte le feste, pasqua, ferragosto, primo maggio ecc. pagate a nero e una miseria,
La mia toutor era però presente solo la mattina quindi al pomeriggio anche se lavoravo accanto al collega ero comunque considerata da sola visto la mia posizione di apprendista, fattostà che dopo aver lavorato ogni mese con una media di 190 ore sino ad un massimo di 208, dopo un anno e mezzo hanno cominciato a farmi delle violenze psicologiche non indifferenti, inizialmente graduali, ho sopportato, poi sono peggiorate e ho ancora sopportato, finché le cose sono diventate pazzesche, entravo/uscivo e non mi salutavano come fossi un fantasma, passavano e mi davano spallate come non ci fossi, a volte sgambetti, non c’era più dialogo, mi venivano commissionati un sacco di incarichi impossibili da svolgere nelle 4 ore del pomeriggio, la moglie del titolare era diventata peggio del peggio, cattiva infida.
Ho resistito per 3 mesi lavorando 8 ore con continui sguardi fulminanti e continue riprese su cose che davvero non sbagliavo o non facevo, vedendo che non me ne andavo hanno iniziato, ogni giorno, a prendermi in disparte e aggredirmi per cose che gli venivano riferite dal collega, alla mattina venivo ripresa anche per 45 minuti consecutivi dalla moglie del titolare per cose riferitele dal collega con cui lavoravo al pomeriggio, il pomeriggio venivo ripresa ugualmente dal collega per cose riferitegli dalla moglie del titolare e così via.
Ad un certo punto non soddisfatti ed io “forte”, mi hanno consegnato la prima lettera di contestazione a mano, definita da loro, confidenziale, riportava delle cose oscene, assurde, mai fatte né dette, dopodiché, hanno cominciato a spedirmi la prima vera lettera tramite raccomandata, anche li, cose inventate e assurde, andavo al lavoro e speravo di recuperare visto che comunque nell’anno e mezzo avevamo davvero instaurato un bel rapporto invidiabile, continuo ad andare al lavoro finché cominciano a togliere i soldi dalle casse proprio appena arrivo dietro al banco e tranquillamente lo fanno davanti a me, tolgono 5 10 e 20 €, cosa mai fatta in un anno e mezzo, poi non mi facevano lavorare, stavo dietro al banco e mi facevano da scudo così non potevo servire la clientela e quando chiedevo come mai mi rispondevano che potevo andare a mettere apposto o pulire fuori dal banco o dal negozio stesso,
Ultima mossa per la loro disperazione che non me ne andavo, hanno cominciato a vietarmi di parlare al singolare, come?! Entra il cliente, mi chiede se ho un articolo ed io non potevo più rispondere come avevamo tutti sempre fatto, “no no ce l’ho” ma dovevo rispondere “no non ce l’abbiamo”, praticamente pur di rendermi la vita impossibile mi opprimevano così, io non riuscivo a cambiare l’espressione quindi ogni giorno venivo aggredita, aggredita urlando e con parolacce, non lo facevo apposta ma non potevo resettarmi tipo computer, oltretutto non era italiano rispondere così.
Fattostà che mi è venuto un blocco, non riuscivo più a parlare, ad esprimersi, ero sempre tesa e un poco muso lungo e alla mattina prima d’andare al lavoro mi venivano le crisi di panico, suonava la sveglia e non ce la facevo ad alzarmi, mi alzavo e rimettevo, andavo al lavoro e mi si indurivano le gambe, non riuscivo più a camminare, avevo perennemente bruciore di stomaco, ho perso 6 kg in 20 giorni e ho smesso di dormire, così dopo 3 mesi e 15 giorni infernali un esaurimento mi ha impedito d’andare al lavoro, l’ultimo giorno che mi sono presentata la moglie del titolare aveva iniziato a scrivere la lettera delle dimissioni che io avrei dovuto firmare, cosa che non ho fatto, ho lasciato il lavoro in mattinata, sono andata dal medico che mi ha prescritto farmaci per dormire, per affrontare la giornata e integratori perché non mangiavo.
Sono a casa e in malattia con una seria depressione da più di un mese, sono stata da sindacati e avvocato ma tutti mi rispondono che non c’è niente da fare, che le lettere sono evidenti e abbastanza chiare ma non sufficienti per affrontare una causa per mobbing o richiedere danni biologici, ora mi ritrovo a casa senza fare niente, piangere tutto il giorno, dormire poco, fare degli incubi pazzeschi e ogni tanto pensieri “brutti”, mi hanno tolto la dignità il rispetto per me stessa, la voglia di vivere e l’entusiasmo, tutto questo perché?!Per assumere la sorella del titolare rimasta senza lavoro, ma scherziamo?! Ed io, chi sono, cosa sono, meno di niente?!
Perché nessuno mi aiuta, perché, com’è possibile che non ci sia niente da fare?!
Comincio a non volermi più alzare dal letto, non mi lavo quasi più, non mi curo, non esco mai ma mai da casa a parte per andare dal medico, non pulisco quasi più casa e non cucino più, sto rovinando anche la vita della persona con cui vivo, per favore, qualcuno mi aiuti, devono fare qualcosa a quelle persone… Ho pensato e deciso che se davvero non c’è niente da fare dopo questa lettera parlerò con un gesto, tanto così, che vita è?! Ho dato tutta me stessa per quel lavoro, ore su ore e impegno, venivo sempre elogiata per l’impegno con cui svolgevo il mio lavoro e per i risultati che facevo ottenere all’azienda, e adesso?!
Grazie.

L'autore ha scritto 1 lettera, clicca per dettagli sulla pubblicazione.

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31 commenti

Pagine: 1 2 3 4

  1. 1
    Jus -

    Fagli causa rivolgiti ad un buon avvocato specialista nella materia del lavoro.

  2. 2
    EG83 -

    Sono stata sia dal sindacato che da un’avvocato,anzi,2,uno mi ha proprio “eliminata” in 10 minuti mentre l’altro mi sta seguendo ma x misericordia,non fa praticamente niente apparte dirmi di star in malattia fin quando guarisco…dicono tutti che non ci sono i presupposti x fare causa,ne x mobbin ne x richiedere i danni biologici eppure io,apparte la depressione,perdo ciocche intere di capelli,non ho piu’ il ciclo e ingrasso giorno dopo giorno pur mangiando come sempre,mi e’ venuto acnhe un “disturbo” causato proprio dallo stress,ho certificati del mio medico,del medico dell’inps che e’venuto ben 3 volte a visitarmi e un certificato di una specialista di questo disturbo…non so proprio piu’ che fare…mi verrebbe da dire che l’italia fa schifo,come altri posti sicuramente,che le leggi non servono a niente perche’tanto il giorno dopo fanno la contro legge e che bisognerebbe adottare il “fai da te”…
    Se ci fosse qualche avvocato disponibile che ha letto il tutto la prego mi contatti,mi aiuti.(gli avvocati da cui son stata sono quelli appoggiati ai sindacati,quelli che praticamente non pago,o meglio,che ho a disposizione pagando la quota annua ai sindacati)
    Grazie.

  3. 3
    lewis -

    ciao io non sono un avvocato ma ho subito per ben 8 anni e finalmente ho fatto causa ma sono ancora all’inizio, Il mobbing è molto difficile da dimostrare, Innanzitutto dovresti rivolgerti all’ossevatorio del mobbing dell’asl della tua regione fare con loro un percorso di cura per almeno 6 mesi e poi ti rilasceranno una relazione cioè che c’è una connessione evidente fra le vicende lavorative e il tuo stato di salute. Poi ci vogliono le prove, eventuali testimoni nel tuo caso dei clienti.Gli avvocati sanno che è molto difficile dimostrare il mobbing e che c’è bisogno di qualcosa in più di semplici lettere di contestazione. Purtroppo io ti sconsiglierei i sindacati ed avvocati legati a loro, sai io non ho avuto delle belle esperienze sia con i sindacati che con i loro avvocati ho sempre avuto l’impressione che fossero compromessi con l’azienda per la quale lavoro.purtroppo come ti ho già detto la cosa richiede molto tempo quindi cerca di distrarti. di uscire Io sono in malattia da 6 mesi e fra poco ci sarà la prima udienza non è colpa tua se la gente fà delle cattiverie gratuite. Io sono un invalido assunto come tale fortemente ipovedente, ed ho anche la legge 104/92 per me stesso e il mio capo ed altri dirigenti mi hanno sempre applicato di proposito a posti dove veniva messo in evidenza il mio handicap, ho lavorato in mezzo a topi cumuli di spazzatura , sono stato demansionato, coordinato da persone di livello inferiore, questo solo per citare alcuni eventi ma per fortuna posso dimostrarlo con documenti foto filmati certificati medici ecc. Spero di esserti stato di aiuto, Buona fortuna

  4. 4
    lipsia -

    Ciao cara, spero che tu stia un po’ meglio. Non è che non ci sono i presupposti per il mobbing, è che davvero dovresti trovarti un avvocato, davvero con le palle e se tutto quello che hai raccontato è documentabile, se hai delle diagnosi meglio anche se di uno psicologo, forse qualche possibilità potresti averla.
    Non so di dove tu sia, ma hai mai pensato di rivolgerti al reparto di medicina del lavoro presso qualche ospedale?
    Qui a Milano, ce n’è uno presso il Policlinico e sono sicura che trattano anche queste problematiche.
    Il mio consiglio: sfruttati la malattia fino in fondo, per il tuo contratto sono 180 gg.
    Non dare le dimissioni, ma fatti licenziare così potrai avere la disoccupazione (non quella ordinaria) per almeno 8 mesi.
    Intanto cerca di rimetterti, la salute è troppo importante e tu sei così giovane e meriti sicuramente una vita migliore di quella che stai conducendo. Caccia via i brutti pensieri e riprendi a vivere,
    Così non concluderai nulla, la depressione è una brutta bestia e le medicine non servono a granchè, ci sto passando anche io per una serie di motivi, mi rendo conto che, a volte ci vorrebbe davvero una bacchetta magica per annullare tutto. Ma non l’ abbiamo.
    Abbiamo l’ ottimismo in qualche angolo recondito della mente, come ha scritto una amica. Bisognerebbe tirarlo fuori.
    Ma forse non ne abbiamo il coraggio e ci fa più comodo andare avanti così? Parlo anche per me sai. Però mi sto accorgendo che giorno dopo giorno, la sofferenza diminuisce e sono un pochino più fiduciosa.
    Spero che possa essere la stessa cosa anche per te.

    Un abbraccio

  5. 5
    Jus -

    Sono un avvocato ma sarebbe difficile occuparmi di persona della tua questione perchè non credo che tu sia della mia stessa città.
    Comunque ti consiglio di impostare la cosa nel modo seguente:
    1) se davvero ti senti male e questo ti rende inidonea al lavoro allora sei costretta a fare malattia e ben venga la c.d. visita fiscale;
    2) se loro ti dovessero licenziare senza giusta causa allora potrai chiedere la reintegrazione o delle indennità;
    3) in ogni caso fai vertenza perchè da quanto tu hai raccontato ci sono tutti i presupposti del mobbing (per il quale puoi chiedere un risarcimento del danno), inoltre puoi chiedere tutti gli straordinari e i festivi non retribuiti.
    Spero ti esserti stato utile.

  6. 6
    EG83 -

    Dimmi solo una cosa proprio schiettamente…
    mi posso fidare dei Sindacati CGIL e dei loro Avvocati,Avvocati che non prendono niente o quasi,perchè se devo esser sincera credo che nessuno faccia niente x niente e cavolo,gli Avvocati hanno poco tempo e sempre tante Cause,immagino che preferiscano occuparsi di Cause pagate interamente che Cause pagate con una quota da 40 € ai Sindacati…bhò,non vedo grande impegno da parte loro,soprattutto dell’Avvocato che l’unica cosa che mi ha detto di fare è di stare in malattia il più possibile,si grazie e dopo?!Quando scadranno i 6 mesi o quando se guarirò del tutto mi troveranno idonea a ritornare al lavoro cosa faccio?!
    Qui x me non è una questione di soldi ne di orgoglio,è una questione di Giustizia,Serietà,Moralità,scherziamo,x dare il posto ad altre persone frustrare e ferire così altre persone,violentarle psicologicamente e rovinargli la Vita in questa maniera tanto da toglierli tutti i diritti,vivere dormire mangiare passare belle giornate uscire e soprattutto,lavorare,mi hanno tolto il Diritto di lavorare,un bel lavoro oltrettutto,il più bello per me sin’ora,e nessuno fa niente?!
    Per MOBBING si intende tutto quello che ho subito io,tutto…e l’Avvocato mi risponde che non ho le prove per collegare che il mio malessere è dovuto al Lavoro?!
    E secondo lui io dopo un’anno e mezzo di lavoro dove ne io ne i miei Titolari si son mai lamentati,ne lettere ne contestazioni prima d’ora,e con un’altro anno e mezzo di lavoro davanti…prendo sclero vado dai Sindacati dal Medico,dall’Avvocato e sto in Malattia,con la Crisi che c’è adesso oltrettutto,a cosa può esser dovuto,a me che son pazza deficiente e ad un certo punto sclero?!
    Nooooo,non ho mai avuto problemi,mai,mai medicine mai disturbi del sonno mai niente neanche in Famiglia…
    mi dica,è così riguardo ai Sindacati e ai loro Avvocati,che non essendo pagati non si impegnano come penso io oppure no?!
    Me lo dica la prego perchè penso ogni giorno d’andare sul Campanile.

  7. 7
    lipsia -

    Il mobbing purtroppo è una cosa che qui in Italia è ancora presa molto sotto gamba, ma se non sbaglio ci sono anche dei numeri verdi a cui rivolgersi per avere consigli migliori di quelli che posso darti io. Questo è quello della Lombardia:
    800905356

    Capisco la tua rabbia,e per quanto riguarda gli Avvocati dei sindacati, credo che tu abbia perfettamente capito come funzionano le cose. D’ altronde siamo in Italia, che cosa ti vuoi aspettare?
    Non siamo tutelati nemmeno per i problemi causati dalla malasanità, figurati per questo.
    Quello che non devi fare è ammalarti.

  8. 8
    EG83 -

    Come vorrei che fosse possibile scegliere di non ammalarsi,purtoppo il Cervello lavora sempre,da solo e di notte,pochi giorni fa durante la notte dopo l’ennesimo incubo ma…incubo nel vero senso della parola,mi sono svegliata che stavo soffocando,non respiravo più e non sapevo neanche come fare,non riuscivo più a coordinare la respirazione,ero tutta sudata e ghiacciata,ho fatto una pozza d’acqua su tutto il materasso come se mi avessero tirato dell’acqua,ero quasi cianotica e avevo un dolore allo sterno al seno al petto dentro terribile,il cuore batteva fortissimo che lo sentivo in testa,tutto questo da sveglia è durato un minuto forse meno ma x riprendere a respirare il mio compagno mi ha dato un pugno,non molto forte,tra il seno,solo così ho ripreso a respirare,pensavo di morire cavolo e poi di corsa in bagno a rimettere…
    anche se passano giorni a cui non penso proprio la notte la mente lavora e faccio incubi,pur prendendo dei psicofarmaci molto forti,sia x affrontare la giornata che x dormire,nemmeno quelli mi fanno dormire x l’intera notte,ora ho paura d’andare a letto,mi vengono gli attacchi di panico anche alla sera x questo e x esser sincera,preferirei morire piuttosto che coricarmi.
    Ed io in tanti anni di lavoro facevo qualche giorno l’anno di malattia x le influenze nel periodo invernale,ho spesso lavorato a nero,poco pagata e anche 15 ore al giorno,non mi vergogno perchè se un lavoro mi piace non mi interessa di tutto il rsto,contratti diritti ecc,mi presento al lavoro sempre grintosa sorridente ed energica proprio perchè scelgo sempre il lavoro che mi piace,purtroppo non riesco a lavorare x lavorare,deve piacermi,e così do più che me stessa,in questo lavoro ho dato il meglio del meglio,ore su ore,tutte le feste,e questo mi viene fatto?!
    Se mi dicessero di scegliere se 100mila € di risarcimento o fargli fare 10 mesi di Galera ciascuno giuro su Dio che sceglierei la Galera,qui non si tratta di € ma di giustizia,se mai pagano continueranno all’infinit

  9. 9
    lipsia -

    Mi dispiace tanto leggere della tua sofferenza, purtroppo è vero la nostra mente lavora indipendentemente producendo anzi facendo tanti danni. Gli attacchi di panico cesseranno, perchè a un certo punto sarai così stremata, che il panico non saprà dove prendere l’ energia?
    Dicono che gli attacchi di panico non sono altro che energia che non sappiamo dove incanalare (Sarà vero?)
    Più o meno nella tua situazione ci sono passata anche io (ho appena avuto la lettera di licenziamento, senza troppi complimenti.
    Le apnee notturne di cui soffri (pericolosissime) e il vomito devi cercare di farli finire, perchè sono la cosa più debilitante in una fase depressiva. E anche imbottirti di medicinali, a cosa serve?
    A toglierti la voglia di reagire….la combattività.
    Scusa sarebbe tanto terribile per te accettare una lettera di licenziamento? Capisco che è ingiusto, ma quando i datori di lavoro fanno una scelta..che per noi non è motivata, le strade non sono molte. Poi sta a te decidere su quale ti conviene proseguire.
    Credimi, io dopo un mese sto meglio, ma ho ancora bisogno di aiuto,
    però se posso fare qualcosa, sono qua….
    Ciao

  10. 10
    Jus -

    questo onestamente non te lo posso dire se ti puoi fidare o meno non conoscendo nè i soggetti e nè avendo visto le c.d. carte;
    comunque in ogni caso da quello che tu hai scritto ribadisco la mia impostazione riportata al commento 5.

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