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Penso ancora a lei

di kaber

Riferimento alla lettera: Questa è la seconda volta che scrivo nel sito, questa fu la mia prima lettera "La mia vità è cambiata". Scrivo perché pensavo veramente di aver dato un taglio al passato, di esser riuscito ad andare avanti senza dovermi voltare, invece? Invece mi sbagliavo, sono ancora lì che penso a...
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Data di pubblicazione: 16 Giugno 2011

L'autore ha condiviso 2 testi sul nostro sito. Per esplorarli, visita la sua pagina autore kaber.

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Categorie: - Amore

534 commenti

  • 201
    rossana -

    Acqua,
    per me quello che più conta in qualsiasi momento di vita è il proprio equilibrio interiore, sia legato ai sentimenti come a ogni altro aspetto dell’esistenza.

    ritengo giusto esprimere un’opinione, soprattutto se richiesta, e mantenerla o ribadirla in seguito, se permane la stessa. meno utile riprendere casi esposti (e già discussi soprattutto con gli interessati) e farne un campo di battaglia per imporre come assoluto il proprio punto di vista, oppure esautorare con varie modalità chi la pensa diversamente.

    do sempre credito a chi parla di sé e illustra le proprie scelte in un suo momento; molto meno a chi immagina che queste possano valere per l’intero genere umano.

    PS: se le tempeste ormanali si possono e si devono domare, perché non dovrebbe essere possibile domare anche i sentimenti, o per lo meno tenerli a bada come si preferisce?

  • 202
    virginia -

    Rossana, direi estremamente interessante e convincente il tuo commento 200.

  • 203
    Vic -

    Nei primordi della sua esistenza l’essere umano si trovava esposto a pericoli che minacciavano continuamente la sua integrità fisica; questa traccia di sovreccitazione e paura è rimasta attiva e latente, anche se non si manifesta in modo costante.
    Questo spiega perchè molti rapporti siano inquieti
    e fatichino a trovare l’equilibrio.
    Un uomo e una donna che si incontrano, partono da due vissuti differenti.
    Per restare insieme bisogna raggiungere appunto
    un equilibrio che permetta di stare insieme,
    pur restando se stessi.

  • 204
    Yog -

    Vic, mentre ti fai una cultura a buon mercato su questo sito scrauso, la tua compagna sta covando cose vastase.
    Ti ha detto che non è innamorata e che c’è pure un amante francese, vedi tu. Forse ti sta mandando messaggi subliminali.
    Io, dal canto mio, ho un’unica curiosità: il francese ha votato Macron o Le Pen?

  • 205
    pensierodubbioso -

    Possibile che non accettiate altri tipi di amore
    se non i vostri?
    Francesca ha cura di suo marito e dei figli,
    è una buona mamma e moglie pensa alla casa e soddisfa il marito a letto, ma ha diritto
    di sognare , di evadere dalla routine e di cercare
    l’amore vero.
    Magari non potrà realizzarlo, ma non proibiamo i sogni,
    che sono una delle poche cose rimasteci
    in una società in cui la libertà è sempre meno.

  • 206
    pensierodubbioso -

    C’è un mondo….là fuori!

  • 207
    virginia -

    Ha diritto di sognare andando a letto con un altro uomo?
    E questo é amore nei confronti del marito?

  • 208
    Acquassolta -

    Mah…non definirei una brava moglie quella che finge Amore verso il marito e cerca emozioni altrove…Certi sogni sono “proibiti” e se uno/a li vuole fare, addirittura realizzare, sappia che non è carino se c’è’ di mezzo un rapporto di fiducia. Non è facile ammettere che è una colpa, forse perché il gusto sta proprio in questa trasgressione.

  • 209
    Golem -

    “Non è facile ammettere che è una colpa, forse perché il gusto sta proprio in questa trasgressione.”

    Essenziale e cristallino. Come una poesia di Ungaretti.

  • 210
    rossana -

    Virginia,
    lasciando da parte il caso specifico, su cui non mi sembra il caso di continuare a infierire, faccio presente che, se un partner è scontento della sua unione di coppia consolidata, e magari ampliata con la nascita di figli, ha di solito due alternative.

    – la prima, egoistica, di rompere i patti e di tentare una nuova avventura amorosa: scelta di solito ampiamente criticata, in quanto incide, a volte molto dolorosamente, su altri, magari pure del tutto innocenti.

    – la seconda, altruistica, di mantener fede agli impegni assunti, magari anche solo a beneficio della serenità dei figli, trovando un proprio equilibrio emotivo/esistenziale di qualche tipo all’interno o all’esterno della coppia, evitando che altri ne siano al corrente.

    in tale critica circostanza la scelta ottimale può essere decisa soltanto dal diretto interessato, in quanto da diversi punti di vista entrambe le soluzioni sono sia dolorose che controverse.

    quasi certamente l’opzione dipende dal temperamento, dalle occasioni che si presentano dall’esterno e dal benessere d’insieme sperimentato sia nel rapporto di coppia e di famiglia che nella situazione economica e sociale in cui si è immersi.

    per giudicare un singolo caso bisognerebbe conoscerne almeno alcuni dettagli, fermo restando che sarebbe pure preferibile aver sperimentato di persona, almeno in parte, lo stesso tipo di difficoltà.

    più che legittima, comunque, una visione preferenziale sulla prima o sulla seconda alternativa.

  • 211
    Golem -

    Cioè, la prima sarebbe egoistica quando invece si dovrebbe definire semplicemente seria e coerente, se si tratta di amore VERO, e la seconda sarebbe invece altruistica?
    “Sai caro, tu hai più corna di un cesto di lumache, ma resto con te e i bambini per altruismo. Ti farò tante, tante corna, ma resto per amore dell’impegno che ho preso con te e verso la famiglia. Ma se un giorno dovessi scoprire le corna, sappi che il mio è stato un sacrificio”.
    Me cojoni, questa è solo IPOCRISIA, e non solo dalle mie parti. Una delle più squallide direi. Ma non mi sorprende.
    Ma la seconda scelta, non la si potrebbe definire solo “opportunistica”? Altruistica suona come una presa per il culo per quel povero fesso che gli dorme accanto.

    Giustificare un tradimento ottennale, con “innamoramento” e corna annesse, come la ricerca di un proprio equilibrio esistenziale, non mi sembra esattamente altruismo. Neanche se spiegato in maniera “empatica”. Magari serve a giustificarsi qualche trascorso analogo. Ma questo è un’altro discorso credo.

    Questo dimostra come bisogna sempre cercare di non fermarsi alla forma di quello che viene detto, ma pensare SEMPRE al senso di quello che si sta leggendo, e capire da chi arriva il commento. Si può intuire da ciò, che si può far “male” al lettore non solo con l’aggressività, ma più subdolamente nella maniera opposta, se ci si ferma SOLO a quello che sembra.

    Suzy, Acquavera. Ma perché non dite quello che pensate, senza “timori”?

  • 212
    virginia -

    Io parto dal presupposto che il matrimonio é una tra le cose più importanti della vita. Se qualcosa non va bisogna parlarne e, soprattutto, risolvere i problemi.
    In una situazione bisogna sempre trovarsi però l’ipotesi di tentare nuove strade amorose o mantenere gli impegni praticamente facendosi gli affari propri le trovo soluzioni fin troppo facili.
    Ho scelto di sposare mio marito per amore e anche di fronte a delle difficoltà non potrei non mettere in primo piano questa scelta.

  • 213
    rossana -

    Virginia,
    scusa, ma questo: “Se qualcosa non va bisogna parlarne e, soprattutto, risolvere i problemi.” l’ho dato per scontato.

    ammesso che… se ne possa parlare… ci si possa comprendere a vicenda e si desideri davvero entrambi cercare soluzioni a mezza strada, positive per tutti.

  • 214
    pensierodubbioso -

    Lasciare il compagno è traumatico soprattutto
    per lui e i figli che lo vedono come un vero e proprio tradimento, se poi vedessero la mamma insieme
    ad un altro non l’accetterebbero e finirebbero per odiarla.
    La stabilità è uno dei valori più importanti del matrimonio.
    Oltretutto parliamo del caso in cui una donna vuole comunque bene al marito compreso la sua assistenza coniugale (leggi sesso) , anche se la sua mente è impegnata altrove.

  • 215
    Itto Ogami -

    Una donna non vale così tanto da rovinarsi la vita.
    Una automobile o una moto invece sono un’altra cosa !
    ah ah ah ah

  • 216
    Suzanne -

    Concordo con Golem, di altruistico non ci trovo proprio nulla. Spesso è semplice paura per se stessi, di perdere un mondo magari consolidato negli anni che ci dà comunque un senso di protezione, anche se non ci rende felici. Credo che ogni scelta sia sempre e comunque un preservare prima noi stessi.

  • 217
    Golem -

    “Virginia,
    scusa, ma questo: “Se qualcosa non va bisogna parlarne e, soprattutto, risolvere i problemi.” l’ho dato per scontato.”

    Ah mbè, allora tutto prende un’altra piega.

    DiplomaNzia. Una nuova materia da insegnare allo IULM nel corso di laurea di “Scienza nelle Communicazioni”. Con due emme, come amore.
    Incredibile.

  • 218
    Acquavalle -

    Non è altruistico: è una situazione di comodo che permette di salvare capra e cavoli, ma senza benefici per nessuno. Io stessa so perfettamente che la mia “evasione” è (stata)un atto egoistico, funzionale a distrarmi da insoddisfazioni di coppia che al momento non ho voglia di affrontare per motivi di stanchezza fisica e mentale. Non la ritengo dannosa essendo ora pienamente consapevole della sua “natura” e dal momento che è sempre stata una pura (o impura) fantasia, pur avendo avuto, a valle dello shock emotivo causato dall’incontro fortuito con l’idealizzato, la forte tentazione di averne un assaggio nel reale (fortunatamente e mio malgrado, poi non ottenuta).
    Sono sicura che chi non è soddisfatto della sua vita di coppia e cerca altrove “relazioni”, soprattutto se nel mondo “virtuale” , ha un alta probabilità di trovarne a bizzeffe: interagendo in una chat, per esempio, prima o poi nascerà una sorta di apparente empatia causata dal proprio desiderio di colmare i propri gap emotivi: ciò portera’ all’autoconvincimento che si tratti di quello/a “giusto/a”, in grado di realizzare i nostri sogni incompiuti. Se la storia viene vissuta solo parzialmente e non ha modo di evolversi liberamente, il gioco (mentale) è fatto e rimarrà per sempre un amore non vissuto e “cristallizzato”, basato su ipotesi non verificabili, pertanto non vero.

  • 219
    pensierodubbioso -

    Tutte le scelte inconsciamente o no tendono a preservare prima noi stessi, questa è la realtà se si ha il coraggio di guardarla.
    Non possiamo decidere i nostri sentimenti, possiamo sacrificarci se vogliamo o ce la sentiamo,
    in una famiglia l’impegno è stare vicino al marito e i
    figli, ma i sentimenti e le emozioni non possono essere
    ferreamente controllati a meno di perdere il nostro tratto umano.

  • 220
    Acquavalle -

    La vera forza d’animo sta nel resistere a questo tipo di tentazioni, focalizzandosi, invece, sulla valorizzazione di ciò che già abbiamo. I sensi di colpa non servono, basta riconoscere le nostre debolezze, senza per forza fustigarci. E’ così e basta: può succederci ogni giorno di innamorarci di un altro, ma di tratta di essere coerenti con una scelta fatta a monte e di sperare che anche il nostro compagno la rispetti con lo stesso impegno. Se invece ci trovassimo nella condizione di mettere in dubbio la scelta iniziale a livello sostanziale, per esempio riconoscendo che non siamo in grado di accettare totalmente l’altro con i suoi pregi e difetti, dovremmo interrogarci seriamente sul significato di continuare un rapporto che per noi è carente e ci rende infelici e quindi avere il coraggio di interromperlo per dedicarci alla nuova relazione con corpo ed anima.

  • 221
    Itto Ogami -

    Ma perché buttare nel cesso la donna traditrice ?

    Meglio tenersela! Parola di Alberto Sordi !

    https://www.youtube.com/watch?v=lf2j763CVV0

  • 222
    rossana -

    Pensierodubbioso,
    mi piace il tuo nick e sono contenta di non essere la sola a non avere mai assolute certezze.

    essendomi trovata nel caso in questione, pur riconoscendo che ognuno attua le scelte che meglio gli consentono di conservare un decente equilibrio di benessere interiore, quando queste sono almeno idealmente possibili, potrei tutt’al più distinguere fra scelta “altruistica” e scelta “opportunistica”.

    nella prima c’è spesso un’inclinazione di fondo naturale, magari in un temperamento poco passionale o poco indipendente, oppure anche solo l’idea che la serenità dei figli sia la più importante, anche per se stessi. la seconda, invece, ricalca né più né meno TUTTE le scelte fatte con il raziocinio di cercare agi e stabilità.

    poiché la scelta del partner appartiene in ultima battuta alla donna, ritengo che siano parecchie le donne che, dopo aver sperimentato la scarsa affidabilità dei “belli e dannati”, di solito dai 15 ai 30 anni, passa poi all’orientamento di un’unione più ragionata, com’è logico che sia per mettere su famiglia.

    non mi pento di aver fatto a suo tempo la scelta “egoistica” ma spesso mi succede di chiedermi se avessi il diritto d’infliggere la sofferenza che mio figlio ha patito, pur avendo mantenuto costanti contatti con il padre.

    anche se la mia preferenza rimane quella che ho attuato, non giudico negativamente chi magari si sforza di mettere in atto l’altra, ritenendola più adatta a sé e al suo nucleo famigliare.

  • 223
    Vic -

    E’ giusto parlarne, ma non sempre
    si può, a volte l’altro può cercare di evitare il confronto.
    Comunque l’aspetto sessuale è uno dei principali componenti, ma non il solo, l’aiuto reciproco
    specie nei momenti di bisogno è altrettanto importante,
    e anche la stabilità del rapporto lo è.
    Negli anni si impara a conoscere l’altro
    e quindi si tratta di accettarlo, pregi e difetti.
    Non si possono ovviamente conoscere i pensieri e
    quindi vanno esaminati i fatti.

  • 224
    Acquastress -

    Rossana,
    a mio parere i figli percepiscono se nella coppia c’è malessere e finzione. I figli non vedono i pensieri, ma assorbono i fatti. Per cui se in casa aleggia un clima costante di nervosismo e avversione o , anche peggio, un ‘ indifferenza mal camuffata, i figli ne risentono sicuramente e in modo continuo.
    Probabilmente, invece, la sofferenza che deriva dalla fase iniziale di separazione dei genitori viene assorbita gradualmente se la coppia, una volta divisa, riesce a mantenere un rapporto amichevole e di rispetto reciproco, anche solo per amore del figlio (come sicuramente avrai fatto tu con il tuo ex compagno).

  • 225
    Golem -

    Acquafree. Sono tutte scuse quelle dei figli. Mia madre non si è potuta separare perché non lavorava. Una donna bellissima in tutti i sensi “schiava” dei tempi. Ma una donna che lavora non ha scuse, se non quelle che si inventa. Avevo 15 anni quando dissi a Franca di farlo, che l’avrei aiutata io. Pensa che candore, e semmai l’avesse fatto sarei rimasto con lei in ogni caso. Ma non c’era neppure il divorzio. Mancavano anni per quella svolta. Io e mia sorella “sapevamo” da quando io ne avevo 10 di anni e lei 7. Cosa vuoi “far finta” per i figli. I ragazzi “sentono” tutto, e più crescono più se ne rendono conto, e abituarli a “fingere” per cose così importanti li porterà all’infelicità. I figli vogliono vedere le persone che li amano
    serene e non mortificate. Ritenere “egoistico” chiudere un matrimonio fallito è solo una menzogna. Egoistico lo è, ma non nel senso che è stato indicato inizialmente.
    Come al solito, perorare una causa relativa ad un problema esistenziale per ritrovarvi un’assoluzione è infantile a mio parere, e altera la validità dell’eventuale discussione che dovesse derivarne. E il lettore in cerca di consigli non ne trarrà nessun giovamento. Semmai il contrario.
    Parliamoci chiaro, una situazione come quella della nostra amica calabresotta che “ama” per corrispondenza e scopa quando le capita, ma si “sacrifica” per la “famiglia”, si spiega e si giustifica solo con l’immaturità sentimentale.
    Ipse dixit ad usum delphini.
    Ciao

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