Penso ancora a lei
Riferimento alla lettera:
Questa è la seconda volta che scrivo nel sito, questa fu la mia prima lettera "La mia vità è cambiata". Scrivo perché pensavo veramente di aver dato un taglio al passato, di esser riuscito ad andare avanti senza dovermi voltare, invece? Invece mi sbagliavo, sono ancora lì che penso a...
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Data di pubblicazione: 16 Giugno 2011
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Categorie: - Amore
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Dopo certi interventi, capite cosa voglio dire quando parlo di un forum fatto da persone in equilibrio con sè stesse e non colme di nevrosi ipersentimentali o di moralismi sessuofobici, che infondo sono le facce della stessa medaglia.
Questi soggetti non hanno nessuna intenzione di contribuire al dialogo, ma vogliono solo alimentare la loro ossessione con la partecipazione di eventuali sodali, o ripetendosi come un mantra che le cose stanno in un certo modo, con spiegazioni di natura onirica o completamente inventate, all’interno del quale tuttavia si sentono delle vittime.
Ma un po’ come nel caso thread del “pene piccolo, neppure un eventuale fortuito “plebiscito” alla loro tesi li tranquillizzerebbe. Il loro bisogno è solo quello di stordirsi con la ripetizione ossessiva che le cose stanno in un certa maniera e che la loro posizione è quella di chi è stato costretto a “subire” gli eventi, e non a produrli eventualmente. Cercano insomma un capro espiatorio da incolpare, non avendo il coraggio di guardare le cose per quelle che sono e di mettersi magari in discussione.
Una Acqua che si riconosce in una situazione psicologica descritta da un altro utente, e che forse in precedenza non aveva osservato in un certo modo, e lo riconosce, è una mosca bianca, ma l’ideale interlocutore per chi volesse discutere seriamente in un forum.
>>>
>>> È cosi che dovrebbe essere un partecipante che fa crescere il discorso e lo arricchisce senza soffrire di nevrosi sessuali, gelosie o personalismi. Il resto è solo gente che risparmia i soldi dello psicologo, se non dello psichiatra. Alcuni sono proprio nient’altro che “apparati gastrointestinali” con le gambe, utili al più come donatori di organi.
Golem, la tua spiegazione teorica è come sempre molto soddisfacente, tuttavia non capisco, a questo punto, come dovrei comportarmi. Come giustamente osserva Virginia lasciarsi trascinare dall’istinto ci mette sullo stesso piano degli animali; d’altra parte se invece le redini restano in mano al nostro “moralizzatore” rischiamo di frustrarci ed inibire un desiderio di per se’, ne’ buono, ne’ cattivo. Quindi? Il prendere coscienza che un desiderio di questo tipo non è altro che un capriccio (ambire alla cristalleria, al posto dei sobri soprammobili in legno) un’incapacità di essere soddisfatti e felici di ciò che già abbiamo, dovrebbe automaticamente portarci a rivalutare in modo critico certe”tensioni”, come in effetti Sally ha fatto liberandose definitivamente (forse anche con l'”aiutino” della scomparsa reale del portoghese). Invece io non ci riesco, pur essendo consapevole che è una dipendenza e che,lasciando al pensiero questa sconfinata libertà, credendo di nuotare oceano, ma mi sono invece persa in una grotta dai colori inebrianti dalla quale mi è difficile uscire.
Ognuno di noi porta nel rapporto il se stesso
precedente e deve trovare un nuovo equilibrio.
Le fantasie e i pensieri su altre persone ci sono; in effetti sembrano abbastanza innocui, ma lavorano a livello di subconscio nel profondo
e così magari una insoddisfatta del rapporto del marito si può trovare in un’accasione concreta di possibile
tradimento.
Questo succede soprattutto se si hanno avute
precedenti esperienze sessuali, rispetto a chi non le
ha mai avute e quindi non ha un retroterra reale
su cui basare le fantasie.
E come sempre la tua risposta lo è altrettanto Waterintothecave. Foriera di sviluppi intelligenti.
Durante i famosi “tre anni in Tibet” passati a discutete con Sally, arrivati a quel punto della “ricerca” si convenì che nel caso specifico che la riguardava, la soluzione sarebbe stata quella di mandarla a Cascais, e far si che si reincotrassero, e magari scopassero pure, per vedere l’effetto che fa, come diceva Jannacci in “Vengo anch’io no tu no”.
Non è uno scherzo, io sarei stato pronto a farlo, e forse l’ho già scritto in precedenza. Quella sarebbe stata la soluzione golemesca per vedere cosa succede quando la fantasia incontra la realtà. Purtroppo lui era tornato al mittente qualche anno prima.
Ma la tua situazione, pur nascendo dalla stessa istanza basica, mi sembra – anzi si È- strutturata diversamente. Tu hai bisogno di attenzioni che sfocino nel rapporto fisico, mentre lei aveva bisogno di un rapporto fisico che sentisse come completamento delle attenzioni. Non so se mi sono spiegato.
Tu mi appari come una donna normalmente disinibita che gode senza pregiudizi del sesso, ma a cui mancano forse gli aspetti di contorno che riguardano il corteggiamento e quindi la propria “desiderabilità”. Sei più “normalmente sanguigna” di Sally, pur avendo una fantasia creativa come la sua, con relative e adeguate cultura e intelligenza annesse. Lei no, o almeno non lo era normalmente carnale, e le ragioni le ho spiegate abbondantemente in precedenza.
>>>
Vic cosa intendi per “se stesso precedente”? Io non ho un retroterra reale in quel senso, quindi secondo la tua ipotesi per me dovrebbe essere difficile trovare una base per le mie fantasie. E invece dalle mie sorgenti sgorgano continuamente fantasie…
>>> Ho dovuto mettere in discussione la MIA visione del rapporto maritale, che interpretavo stupidamente in termini “tradizionali”, e credo tu capisca cosa intendo dire. Insomma lei non sapeva quello che “le serviva” che, non conoscendolo, lo assimilava “all’amore Harmony”, e non a un bel pomeriggio di sesso VERO, condito di amore e di quella intesa intellettuale che ne accresce il desiderio, creando quel mix insostituibile di cui parlo spesso. Una volta liberato faticosamente dal pudore diseducativo inculcatole, quel desiderio EMINENTEMENTE sessuale, ma deviato dalla bugia romantica che lo “mondasse” dello “sporco”, ha trovato la strada per manifestarsi con soddisfazione. Fortunatamente con me.
Cosa significa tutto questo Agua? Che tuo marito in un modo o nell’altro deve avere un ruolo in quello che “dovresti fare”, perché in realtà il problema vero è quello che “dovreste fare”.
Se tu “farai” da sola, il tuo problema non si risolverà comunque. Tu devi mettere nello stesso “piatto” passione e morale, che attualmente sono “portate” diverse, ma, per come mi appari, lo puoi fare solo con un uomo per volta, e il primo della lista è “lui”.
A,B, C,D o M, rappresentano quel che tu “vuoi” da quel lui?
Nessun M o D potrebbe riproporti, neanche volendo, quello che “emotivamente” significa tuo marito per te, ma tuo marito può, se vuole, darti quello che tu stai cercando da loro. Lo penso da quando ci parliamo io e te.
Acqua io non credo che nessuna donna e nessun uomo nel corso della vita non sperimentino più di un certo numero di attrazioni sessuali istintive verso un’altra persona. Gli uomini, forse per caratteristiche naturali, in misura maggiore.
Difficilmente se non impossibile, noi donne possiamo essere attratte da un altro uomo nel momento di maggiore passione che stiamo provando verso il nostro compagno. Quando naturalmente cala la passione, complice la quotidianità, verso il nostro compagno, potremmo tranquillamente essere attratti da quelli che da sempre potrebbero essere i prototipi maschili di ognuna di noi.
Così come uno sguardo del tuo “M” possa stimolarti. Mentre invece non lo farebbe mai il Sig. “T”, “B”, “K” e via dicendo.
Anche a me é capitato di essere attratta da un certo Sig. “X” anni fa, quando ero già sposata con mio marito. Aveva caratteristiche fisiche e tratti somatici per i quali per mie caratteristiche potevo esserne attratta. Ci siamo incrociati qualche volta per motivi di lavoro e posso anche dire che il suo modo di parlare e interagire era ancora più attraente. Non c’e’ stato seguito se non qualche caffè. Un’attrazione naturale ed istintiva come quella che ho avuto per mio marito. Solo che in quel momento “X” era la novità a fronte della quotidianità.
Ma nessun segnale che qualcosa non andasse nel mio matrimonio né che fossi pronta a una nuova esperienza amorosa.
Si, certamente, avrei potuto soddisfare un istinto sessuale, un desiderio…
di fare l’amore con quel tizio che aveva tutte le caratteristiche fisiche per potermi attrarre.
Ma a che pro? E per fare cosa? Magari non avrebbe neanche saputo coinvolgermi come mio marito. E poi perché? Io con mio marito stavo (e sto) bene, lo amavo (e lo amo) e sicuramente condividevo delle cose che con quel tizio chissà se le avessi o meno condivise.
L’istinto é animale e lo conserviamo dentro di noi, ed é quello che inizialmente serve alla natura per far si che ci si riproduca.
Non so voi, ma io mi sono sposata in Chiesa e, prima di sposarmi, ho frequentato il corso prematrimoniale durante il quale il sacerdote di queste cose ce ne parlava ampiamente.
“Non penserete mica che il vostro uomo o la vostra donna siano gli unici al mondo in grado di poter attrarre la vostra attenzione. Ce ne saranno altri, anche durante la vostra vita matrimoniale”
E ci spiegava il perché, prendendo anche ad esempio gli uomini che per legge della natura sono preposti a “fertilizzare” tutte le donne “pronte” che gli capitino a tiro.
Ma se così fosse, ci ripeteva, saremmo uguali alle bestie, per i quali non vige nessuna regola né sentimento.
E il sentimento é quello che fa la differenza per far si che un istinto rimanga tale a fronte non tanto della ragione ma proprio dell’amore e della scelta che si é fatta verso una determinata persona.
Acquasotterranea.
Il “se stesso precedente” è rappresentato dalla
vita fatta prima dell’incontro con l’altro,
Entrambi vivono nello stesso periodo, ma come in due mondi paralleli che non si toccano.
Quindi parlo di percorsi di crescita, scuole fatte,
emozioni avute, sensazioni avute ed eventualmente,
storie avute.
Non parlo solo di storie reali, ma anche parto della mente e della fantasia, che ingigantisce le cose.
Io per un certo periodo mi ero invaghito di una mia compagna di scuola, un amore puramente platonico.
Pensavo però che lei mi ignorasse del tutto, non mi aveva mai nemmeno parlato e io non avevo
il coraggio di prendere qualche iniziativa.
Un giorno nel corridoio mi ha detto “ich liebe dich”,
lei era nel corso di tedesco, io in quello di inglese, ma capii cosa aveva detto (si capiscono sempre queste cose…)
Dopodichè mi diede un bacio sulla bocca e scappò… io restai lì come
un baccalà:)
Allora ero molto timido…poi la scuola finì.
La reincontrai diversi anni più tardi, entrambi
eravamo sposati…ci abbiamo riso su.
Non c’era stato nient’altro fra noi.
In quanto al retroterra di mia moglie in quel senso,
beh era vergine, aveva avuto solo una cotterella
giovanile, del tipo di quella descritta sopra da me.
(No non era un francese…;)
< Io invece avevo conosciuto la mia prima fidanzata,
Era una maestra e durante il fidanzamento si era poi laureata con 110 e lode.
Comunque questo fidanzamento mi aveva aiutato a superare la mia timidezza (nulla può sostituire la pratica).
Parlando di fantasie, mia moglie aveva quella del famoso amante immaginario francese…pur senza esperienze, tranne la cottarella in cui non era andata
al di là di qualche bacio.
Che l’abbia trasfigurata nel suo immaginario?
Può essere…
Le mie riguardavano attrici tipo Ursula Andress.
Probabile che tu sia una persona che fin dall’infanzia sia portata a fantasticare.
Virginia: “E il sentimento é quello che fa la differenza per far si che un istinto rimanga tale a fronte non tanto della ragione ma proprio dell’amore e della scelta che si é fatta verso una determinata persona.”
L’Amore, i sentimenti. Quello che si “sente”.
Forse non immagini quante donne innamorate, che stavano bene col fidanzato, che poi hanno sposato in chiesa, e oggi è un amato marito, hanno disatteso quel “protocollo”. Con me. E non come la giovane mamma nel treno.
Ma dove risiede la differenza tra quest’ultima e quelle che hanno soddisfatto il desiderio? E tra quelle che possono avermi desiderato come tu con X e non l’hanno fatto, essendo io disponibile?
Una di queste (Barbara) l’ho sentita solo tre giorni fa per una questione lavoro, e la conosco da più di trent’anni. Ne abbiamo riparlato con un po’ di ironia, ma credo di sapere cosa le è passato per la testa. Bella (ex) ragazza, anche intelligente e simpatica, della Bassa Padana, di chiesa e tradizionalista, “eine fidanzaten, eine mariten”. Ha seguito il “protocollo” veramente? Si è comportata “veramente” come consigliava il parroco? È stata leale? Ma non col marito, con se’ stessa. No, e lei da un pezzo lo sa, ma ora è troppo tardi.
È facile “credere” di amare, ma ancora più facile scoprire (con sorpresa) il contrario. Non sempre si è “sentito” bene quello che si sarebbe dovuto sentire.
Un Amplifon dei VERI sentimenti le avrebbe aiutate? Ai “poster” l’ardua sentenza.
Virginia,
“E il sentimento é quello che fa la differenza per far si che un istinto rimanga tale a fronte non tanto della ragione ma proprio dell’amore e della scelta che si é fatta verso una determinata persona.” – e meno male che, nonostante la rivoluzione sessuale anni ’60-’70, ancora si valorizza il sentimento, meno facilmente sostituibile del sesso!
e NON è affatto vero che una passione ha sempre caratteristiche infantili o di crescita. mi piace pensare che, come ha scritto un poeta, “non conosce l’utilità, non conosce alcuna specie di benefizio, alcuna specie di vantaggio. Vive, come l’arte, per sé sola.”
—
PS: quando mi sono separata, all’inizio degli anni ’80, sia io che mio figlio abbiamo subito l’ostracismo dell’intero paese, a cui si è aggiunto, per me, quello della quasi totalità dei numerosi colleghi di lavoro (alcuni, se minimamente era loro possibile, evitavano persino di salutarmi).
mi ha fatto piacere constatare che la mentalità generale ha fatto qualche passo avanti, nel rispetto della libertà privata altrui.
Aspetta aspetta Itto, te lo dico in francese allora : “mon paternaire”, che significa compagno di gioco. Perché l’amore è anche gioco, risate, complicità, sesso, estasi, vita che arde, mbriacarsi di vino bbbono, e non quel greve macigno di obblighi contrattuali e doveri coniugali che ci propini. Io ho avuto una famiglia anomala e indegna, ma la tua cos’ha combinato per produrre questo risultato? Ti chiudeva in cantina per allontanarti dalle “cagne”?
“Povero diavolo, che pena mi fai!” (Cit. di qualche cantante…Yog, ricordi il nome ? 😉
Suzanne,
io non mi sono riferito a te, come a nessun altro di questo sito.
E’ proprio perché sono finiti i doveri e gli obblighi che “gioco risate ecc ecc ” finiscono MOLTO presto, e qualcuno invece “soffre piange si dispera ecc” come il sito dimostra (basta leggere le lettere).
Il dovere spaventa solo chi non è capace di attuarlo, così come ho scritto.
Si sceglie di amare e quindi anche di “sentire” : se ci si mantiene coerenti con questa scelta non si avrà ‘ il desiderio di ascoltare altra musica. Nel momento in cui altre esotiche armonie diventano udibili, è implicito che vi sia il rischio di perdere la traccia e che quindi sia opportuno provare a risintonizzarsi.
Soundintothewater, forse ricorderai che “scegliere”di amare era la chiave di volta delle mie contestate idee sull’amore. Ma questa scelta si può effettuare solo se siamo sobri dalle lusinghe dell’innamoramento e delle “droghe” naturali che lo alimentano. È chiaro che se si confonde l’amore con queste ultime, e non si comprende che le stesse svolgono un ruolo naturale che con l’amore adulto c’entra poco, non si farà mai il passaggio alla dimensione vera di quel sentimento. Come si può leggere da questa “romantica” frase che segue, che lo in sostanza riconduce l’amore alla passione ormonale e quindi “animale” infondo, come quando la passione… “non conosce l’utilità, non conosce alcuna specie di benefizio (benefizio?), alcuna specie di vantaggio. Vive, come l’arte, per sé sola”. Con queste illusioni in testa possiamo state tranquilli che quella scelta non sarà mai “sentita” realmente, ma solo “emotivamente”, e il “benefizio” se lo prenderà la vita vera, che di quelle poesie piene di retorica “glicemica” non sa che farsene, se non farle “pagare” a tempo debito. Come spesso abbiamo visto su queste pagine.
Non si può vivere da adolescenti in un corpo di adulto. Certe emozioni sono legate a quelle stagioni della vita preposte alla riproduzione. E ci si riproduce fino a quarant’anni se va bene. Però nessuno impedisce di pensarla diversamente.
>>>
>>> La vita è una sola e se ne fa quel che se ne vuole. Purché poi “ne regrette rien”.
L’amore adulto ha bisogno di emozioni adulte, che sanno riconoscere quelle dell’adolescenza, dandogli il giusto valore. Emozioni che arrivano dai fatti, dal lavoro quotidiano che si fa per “farlo” quell’amore. Sognarlo con le frasi ad effetto non fa crescere niente, se non la voglia di sesso in certe educande che lo temono per quello che è. Ci dice solo che chi le sostiene l’amore adulto non l’ha mai vissuto, e neanche sognato infondo, ma solo immaginato come fosse quello dei romanzi.
Amelie docet.
Scusa Golem, ma, quando a me capitò la situazione con il Sig. “X”, io pensavo a mio marito. E il sentimento per mio marito era più forte dell’attrazione che provavo per “X”.
Non so di quale parroco parli, ma se stai facendo riferimento al sacerdote che ci ha fatto il corso pre-matrimoniale, lui non ci ha dato nessun consiglio se non parlarci di come va la vita e il mondo da secoli e secoli.
E’ facile credere di amare? Può darsi. Dipende su cosa ti basi. Se per qualcuno di noi l’amore é passione allora penso sarà facile prima o poi scoprire il contrario. L’amore, secondo me, é composto da un insieme di cose, che parte dall’attrazione ma che poi si manifesta realmente quando ti accorgi di appartenere all’altra persona per idee, emozioni e vicende vissute insieme,, nonché valori e condivisioni varie.
Se sposi una persona ma pensi ad un’altra evidentemente manca questo insieme di cose.
Così come se incontri una persona sul treno e siccome ne sei atttatta, decidi di andarci a letto. Vuol dire che manca qualcosa che é sempre mancato e che probabilmente tu già sapevi.
E poi conta l’indole. Non tutti siamo uguali e non tutti siamo propensi a tradire il nostro partner.
Personalmente non baratto una notte d’amore con un sentimento che dura da anni.
Allora ho capito male Virginia. Tu non ci saresti andata a letto mai, perchè l’immagine di unicità che avevi di tuo marito, era prevalente su qualunque “curiosità” extramatrimoniale, e l’idea di un pomerggio con mister X non ti ha neppure sfiorato la mente.
Io avevo capito che ci fosse una mezzaidea verso “l’incognita”, ma che quella di infrangere il “Protocollo” ti ha fermata.
Vedi Virgi, io penso che quando vi sono “buchi” invisibili nel “sentiero” che ha tracciato il rapporto, ogni tanto si affaccia “lo stradino” che vuole riempirle. E quello stradino è un tipo rozzo, poco capace di gestire i suoi comportamenti, e così che quando lo vedi attrezzato per andare a “riempire le buche”, fa notare che qualcosa su quel “sentiero” è incompleto, anche se non appare.
Non so chi ha detto che quando sei preso da una persona non ne vedi nessun’altra, ma in effetti quella è una semplice verità che taglia la testa al toro, e non parlo della cotta dei 16 anni.
Lo dico solo come nota di cronaca, ma molte unioni sono tenute in piedi seguendo convinzioni che hanno deciso “altri”. “Protocolli” dell’amore (ma non solo) che se seguiti “alla lettera” ci fanno sentire a posto.
>>>
>>> Quella “viaggiatrice” ferroviaria che incontrai molti anni fa, sono sicuro che fosse salita sul treno certa di “amare” e rispettare il marito, e fosse anche una brava mamma. Sono certo perché durante la chiacchierata, per le cose che diceva sembrava di vedere certi post di questo forum dove si legge di “leggerezza e perdita di valori della società” “poca serietà” e “mancanza di responsabilità”, non immaginando che a un certo punto le arrivasse la “sorpresa” della Natura che le ha smosso chissà quale subconscio. Ma che per la verità ha sorpreso più me, che davvero non mi passava per l’anticamera del cervello un bel niente, perché avevo una ragazza amata che mi aspettava a Milano e che sarebbe morta in un incidente due anni dopo. E di storie così folgoranti potrei citarne altre.
Aveva 30 anni e due figli, e ha scoperto 3 o 4 ore dopo essere salita sul treno, che forse non era vero che amava il marito “completamente”, “veramente”, visto che stava infrangendo il protocollo. O forse ormai l’aveva già infranto. E comunque voleva infrangerlo. Glielo chiesi e mi disse “Si, lo voglio”. Non parliamo di quelle che sono andate oltre; ma non conosco quelle che non lo hanno fatto perché “seguivano il protocollo” ma lo avrebbero infranto volentieri. A parte Barbara.
Hai capito cosa ho voluto dire? È vero che non si può fare un processo alle intenzioni, ma quelle intenzioni dicono molto sulla qualità di “altre” scelte. Almeno a me.
Ciao
Virginia ha ragione, ma il tema va esplorato più a fondo.
Dottor Golem, qui a Vergate conosco uno che si è riprodotto a 73 anni (di cognome mi pare faccia Gitto o Vitto, una cosa così) barattando una katana del 1200 con una prestazione in treno, peraltro ad alta velocità, e dice che si sente come un adolescente.
Ad un esame obiettivo mostra effettivamente un discreto tono muscolare, scarsa compromissione del visus e manifesta una notevole compliance che non mancherà di giovargli. La invito a riconsiderare il ruolo del ADH e del TFSH negli anziani.
Viriginia, infatti, non sempre, la condivisione di valori e il senso di appartenenza all’altro si realizzano pienamente: si parte con questo progetto e pieni di buone intenzioni. Tuttavia, soprattutto se l’amore nasce in fase adolescenziale, si crede fermamente che tutto prima o poi convergerà nel migliore dei modi, mentre spesso succede che i naturali ed inevitabili cambiamenti nostri e dell’altra persona e quelli causati da eventi esterni, creino delle incompatibilità. A questo punto se “il sentimento” è abbastanza forte si abbandonerà l’idea del perfetto incastro per cercare di consolidare il rapporto attraverso una lavoro di mutuo adattamento.
Se l’amore è solo scelta, dovrebbe funzionare lo stesso, anche se imperfetto. Purtroppo la razionalità non vince sempre. Per quanto “si voglia” comportarsi in un modo, succede che quella che tu chiami “indole” , ovvero l’istinto, può confonderci. Mi chiedo se sia effettivamente così drammatico assecondarlo, se in quel momento proprio non se ne può fare a meno. In fondo si tratterebbe soprattutto di sesso.
Con questo non intendo dire che tradirei mio marito per togliermi uno sfizio: penso che non lo farò mai. Probabilmente farei come Suzy e scapperei non appena la fantasia si dovesse avvicinare troppo alla realtà.
Golem , depurarsi da queste fantasie non è semplice, soprattutto se questa propensione è insita nel proprio essere da sempre.
So che questa incapacità di “tagliare” deriva da pigrizia mentale e immaturità, probabilmente anche da egoismo. Effettivamente è una dipendenza vera e propria e quindi per liberarsene servirebbe un lavoro duro. Una soluzione facile potrebbe essere quella di creare le condizioni che la fantasia si realizzi in modo che poi ci si trovi davvero davanti ad un bivio e che scegliendo la strada “giusta”, si dimentichi per sempre quella “sbagliata”, opportunità che mi è stata negata. La cura palliativa invece consiste nel crearmi altre distrazioni per distogliere il focus dalla mia fantasia principale. Questa evidentemente non sta funzionando perché mi sento sempre più confusa è disponibile a mettere in discussione alcune mie convinzioni “morali” che prima ritenevo inossidabili con il rischio, prima o poi, di incasinarmi sul serio.
Si Acquifera, è una dipendenza, “una droga”, un “rifugio”, ma tu non sei messa male come succedeva a Sally, o come certi nick che abbiamo conosciuto, tu ne sei conscia. Ma qualcuno che ti aiuti a capire il PERCHÈ “ti droghi” devi trovarlo, visto che mi pare non ce la fai con tuo marito. Non basta questo luogo. Questo al massimo può servire a mettere a fuoco il problema, (se si ascoltano i soggetti “normali”) ma la soluzione sarà solo tua, vostra. Evita solo di parlarne con i cretini di tutte le categorie sennò ti incasinano veramente.
In realtà non puoi nè devi eliminare le fantasie e la tua “poiesis”, perché fanno parte del tuo essere “fatta” di Acqua, deve cambiarne la natura, cercando di capire perché tendi a magnificare gli aspetti che tu ritieni “misteriosi” nella gente, e perché “certi” uomini smuovano determinati livelli di immaginazione, quando nella realtà siamo quasi tutti dei “tarelli” visti da vicino. Devi cioè capire da dove ti arriva questa idealizzazione sessual amorosa.
Sarebbe interessante osservare se l’insorgere di quei “film” metaerotici che ti fai sia collegato a momenti e situazioni emotivamente particolari per te, forse legate a emozioni antiche o a chissà che cosa, oltre la routine assassina, o sia solo idealizzazione da inesperienza amorosa, e curiosità da bisogno di “conoscenza”. >>>