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Penso ancora a lei

di kaber
Trovi il testo della lettera a pagina 1.
Lettera pubblicata il 16 Giugno 2011. L'autore ha condiviso 2 testi sul nostro sito. Per esplorarli, visita la sua pagina autore .
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La lettera ha ricevuto finora 534 commenti

Pagine: 1 5 6 7 8 9 54

  1. 61
    Sottacqua -

    Concordo che fiducia e tolleranza sono due elementi fondamentali in una relazione di coppia. La volontà sta alla base di tutto, ma se la sofferenza e l’insoddisfazione derivanti da cambiamenti, errori o incomprensioni non risolte, anche solo da parte di uno dei due componenti della coppia, superano il limite tollerabile, è inevitabile che si crei una frattura che necessiterebbe del lavoro di entrambi per essere ricolmata. Il dato di fatto è che oggi sempre più coppie (sposate o conviventi) si sfaldano dopo 5-15 anni di vita insieme, forse per incapacità di far fede ad un impegno di cui avevano sottostimato inizialmente la portata. Questo è molto triste.

  2. 62
    virginia -

    Si Adam forse ci siamo intesi male e giustamente se uno deve vivere sul chi va la il rapporto lo autodistrugge.
    Maldamore non penso invece che stare sempre insieme sia controproducente. Certo ognuno deve avere i propri spazi.
    Golem, mi trovi d’accordo, soprattutto dopo una crisi non é proprio il caso di stare separati neanche un istante.
    Ma sai che spesso capita che chi si lascia si dica “restiamo amici?”

  3. 63
    virginia -

    Molto triste sottacqua si.

  4. 64
    Golem -

    “Forse per incapacità di far fede ad un impegno di cui avevano sottostimato inizialmente la portata.”

    Senza forse. E questo si aggiunge la mancanza di volontà di “capire”. E questo secondo punto è la prova evidente che non era amore quella cosa che è finita.

  5. 65
    Golem -

    Virgi, dopo aver superato la crisi siamo diventati inseparabili, davvero i migliori amici l’uno dell’altra, con la piacevole aggiunta dell’aspetto sessuale che non tutte le amicizie possono vantare. Questo a riprova che c’era una carenza di comunicazione che impediva la crescita del rapporto, anche involontaria se la pensiamo collegata alla banalità quotidianità degli impegni e delle incombenze che tutti abbiamo.
    Per me una cosa è certa però, ed è quella di non avere segreti che l’altro non conosca. Avere i propri “spazi” di indipendenza è un’altra cosa rispetto ai segreti, perché questi prima o poi daranno “problemi”
    Io non sono mai rimasto “amico” con le mie ex, e neppure nemico, lo trovo ridicolo e vagamente ipocrita. Sarebbe come dire che l’amicizia viene dopo quella “cosa” che è finita. Semmai è il contrario, giacché un’amicizia vera per quanto mi riguarda è il massimo dell’espressione sentimentale, perché priva di quella “passionalità” ormonale che altera troppi rapporti amorosi.
    Per quanto mi riguarda, i due di una coppia di lungo corso dovrebbero sperare di ritrovarsi “amici” alla fine della vita. L’amore non è disperso in quel caso, ma ha finalmente trovato la serenità che certe passioni non gli possono mai dare. E l’amore a quello deve servire, a darci sicurezza e serenità.
    Per la “riproduzione” bastano l’innamoramento e le ghiandole endocrine. Fanno tutto loro. “Noi” non c’entriamo niente in quel caso.

  6. 66
    Vic -

    Per me avere un mio spazio è fondamentale.
    Poi però l’amicizia è diversa dall’amore.
    Di solito è con gli amici che non si tengono segreti,
    perchè gli amici, quelli veri non giudicano.
    Naturalmente parlo di un’amicizia forte, non delle conoscenze che magari chiamiamo amicizie.
    Con mia moglie il rapporto è un pò conflittuale,
    a volte per cose da poco, lei giudica quello che faccio e questo impedisce
    già di per se il dirsi tutto dato che ciò porterebbe
    a continue discussioni inutili e inconcludenti.

  7. 67
    Golem -

    E no Vic, una compagna, amante e moglie che è anche amica è il massimo, credimi. È una “fusione” totale. Quello è l’amore.

  8. 68
    virginia -

    Golem, immagino che tu debba aver superato una crisi non da poco visto che solo successivamente siete diventati inseparabili, amici, e con l’aggiunta dell’aspetto sessuale.
    La comunicazione credo sia la base principale in un rapporto, anche se rimango convinta che nonostante ci sia non riusciremo mai a capire i veri segreti dell’altro. Vic concordo.
    Golem concordo quando dici che la passione altera i rapporti amorosi perché la immagino come una nebbia che ti impedisce di vedere in che modo é realmente fatta l’altra persona. Ma viene da sé che un rapporto importante debba superare questa fase. Quando un rapporto termina per calo di desiderio vuol dire che tra la coppia non é mai esistito altro.
    É anche vero che spesso i figli nascono per caso, ma normalmente anche lì noi c’entriamo qualcosa. Un figlio non si fa con il primo con il quale siamo smossi da impulsi ormonali. Siamo animali si ma il cervello per decidere lo abbiamo a differenza loro.
    Un compagno dovrebbe essere anche il migliore amico ma non é quasi mai così. É una speranza anche quella.
    Probabilmente con gli amici, come dice Vic, certi rapporti sono diversi.
    Ho visto coppie di amici, in apparenza ben salde, separarsi dopo essersi rinfacciati di tutto di più. Segno evidente che, anche inconsciamente magari, si faceva finta di accettare le cose dell’altro.
    É una delle cose che mi fa più paura, visto l’andazzo dei rapporti di coppia. Finora vivo un matrimonio sereno. Mai avuta una crisi per fortuna. Capisco mio marito e credo e spero che lui faccia altrettanto. Nonostante gli impegni comunichiamo quanto credo sia necessario e anche di più. Basterà a non finire nel marasma di molti?

  9. 69
    Vic -

    Golem
    Non è il mio caso.
    Mia moglie passa dall’essere serena e sorridente,
    alla rabbia per motivi banali un minuto dopo.
    Inoltre è una persona che si preoccupa molto del giudizio della gente e delle apparenze.
    Io invece non mi curo molto di ciò che pensano le persone.
    Questo è un aspetto in cui siamo molto diversi.
    Il periodo pasquale è stato piuttosto stressante
    per me per questi motivi e ha avuto anche ripercussioni sul piano personale.

  10. 70
    Golem -

    Virginia, è una storia complicata che non è possibile riassumere in poche righe in tutti quelli che sono gli aspetti significativi della vicenda, peraltro lungamente e ferocemente discussa su questo forum sino a tre mesi fa circa. Diciamo che fondamentalmente vi erano degli stereotipi comportamentali da parte di entrambi che hanno impedito il salto di maturazione che si rende necessario quando la “festa è finità”, e il matrimonio imbocca la via dell’abitudine e dei pressanti impegni quotidiani in una grande città come Milanobe con una bambina da allevare. A questo si sono sommate certe fantasie adolescenziali di una sua antica storia, mai iniziata e mai conclusa, ma solo desiderata, che era diventata per lei un rifugio dove ritrovare le sensazioni delle emozioni amorose della prima giovinezza, non comprendendo che quelle illusioni non erano altro che l’immaginario romantico dell’amore, quello di certi film o romanzi, e non quello vero, quotifiano, fatto di progetti comuni, sostegno reciproco e superamento delle difficoltà che la vita ci mette di fronte.
    A questo si sommava un certo pudore nei momenti intimi retaggio di una educazione che io definisce vittoriana, essendo lei inglese.
    Ci stavamo allontanando senza rendercene conto, quando un giorno, prima io e poi lei abbiamo deciso di mettere tutte le carte in tavola e fare il punto della situazione, per capire se ci fossero i presupposti per continuare.
    Abbiamo impiegato circa tre anni (non parlandone tutti i giorni, ma quando era il momento) ma ne siamo usciti come nuovi, ma soprattutto lei sivè liberata da quello che definito un “dente da latte”, cambiando atteggiamento sia verso il sesso che verso la figura maschile, scoprendo un mondo dei sentimenti che non conosceva ma soprattutto una “se stessa” che non immaginava esistere, sia come femmina che come donna.
    >>>

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