Penso ancora a lei
di
kaber
Riferimento alla lettera:
Questa è la seconda volta che scrivo nel sito, questa fu la mia prima lettera "La mia vità è cambiata". Scrivo perché pensavo veramente di aver dato un taglio al passato, di esser riuscito ad andare avanti senza dovermi voltare, invece? Invece mi sbagliavo, sono ancora lì che penso a...
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Data di pubblicazione: 16 Giugno 2011.
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Categorie: - Amore e relazioni di coppia
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Dopo certi interventi, capite cosa voglio dire quando parlo di un forum fatto da persone in equilibrio con sè stesse e non colme di nevrosi ipersentimentali o di moralismi sessuofobici, che infondo sono le facce della stessa medaglia.
Questi soggetti non hanno nessuna intenzione di contribuire al dialogo, ma vogliono solo alimentare la loro ossessione con la partecipazione di eventuali sodali, o ripetendosi come un mantra che le cose stanno in un certo modo, con spiegazioni di natura onirica o completamente inventate, all’interno del quale tuttavia si sentono delle vittime.
Ma un po’ come nel caso thread del “pene piccolo, neppure un eventuale fortuito “plebiscito” alla loro tesi li tranquillizzerebbe. Il loro bisogno è solo quello di stordirsi con la ripetizione ossessiva che le cose stanno in un certa maniera e che la loro posizione è quella di chi è stato costretto a “subire” gli eventi, e non a produrli eventualmente. Cercano insomma un capro espiatorio da incolpare, non avendo il coraggio di guardare le cose per quelle che sono e di mettersi magari in discussione.
Una Acqua che si riconosce in una situazione psicologica descritta da un altro utente, e che forse in precedenza non aveva osservato in un certo modo, e lo riconosce, è una mosca bianca, ma l’ideale interlocutore per chi volesse discutere seriamente in un forum.
>>>
>>> È cosi che dovrebbe essere un partecipante che fa crescere il discorso e lo arricchisce senza soffrire di nevrosi sessuali, gelosie o personalismi. Il resto è solo gente che risparmia i soldi dello psicologo, se non dello psichiatra. Alcuni sono proprio nient’altro che “apparati gastrointestinali” con le gambe, utili al più come donatori di organi.
Golem, la tua spiegazione teorica è come sempre molto soddisfacente, tuttavia non capisco, a questo punto, come dovrei comportarmi. Come giustamente osserva Virginia lasciarsi trascinare dall’istinto ci mette sullo stesso piano degli animali; d’altra parte se invece le redini restano in mano al nostro “moralizzatore” rischiamo di frustrarci ed inibire un desiderio di per se’, ne’ buono, ne’ cattivo. Quindi? Il prendere coscienza che un desiderio di questo tipo non è altro che un capriccio (ambire alla cristalleria, al posto dei sobri soprammobili in legno) un’incapacità di essere soddisfatti e felici di ciò che già abbiamo, dovrebbe automaticamente portarci a rivalutare in modo critico certe”tensioni”, come in effetti Sally ha fatto liberandose definitivamente (forse anche con l'”aiutino” della scomparsa reale del portoghese). Invece io non ci riesco, pur essendo consapevole che è una dipendenza e che,lasciando al pensiero questa sconfinata libertà, credendo di nuotare oceano, ma mi sono invece persa in una grotta dai colori inebrianti dalla quale mi è difficile uscire.
Ognuno di noi porta nel rapporto il se stesso
precedente e deve trovare un nuovo equilibrio.
Le fantasie e i pensieri su altre persone ci sono; in effetti sembrano abbastanza innocui, ma lavorano a livello di subconscio nel profondo
e così magari una insoddisfatta del rapporto del marito si può trovare in un’accasione concreta di possibile
tradimento.
Questo succede soprattutto se si hanno avute
precedenti esperienze sessuali, rispetto a chi non le
ha mai avute e quindi non ha un retroterra reale
su cui basare le fantasie.
E come sempre la tua risposta lo è altrettanto Waterintothecave. Foriera di sviluppi intelligenti.
Durante i famosi “tre anni in Tibet” passati a discutete con Sally, arrivati a quel punto della “ricerca” si convenì che nel caso specifico che la riguardava, la soluzione sarebbe stata quella di mandarla a Cascais, e far si che si reincotrassero, e magari scopassero pure, per vedere l’effetto che fa, come diceva Jannacci in “Vengo anch’io no tu no”.
Non è uno scherzo, io sarei stato pronto a farlo, e forse l’ho già scritto in precedenza. Quella sarebbe stata la soluzione golemesca per vedere cosa succede quando la fantasia incontra la realtà. Purtroppo lui era tornato al mittente qualche anno prima.
Ma la tua situazione, pur nascendo dalla stessa istanza basica, mi sembra – anzi si È- strutturata diversamente. Tu hai bisogno di attenzioni che sfocino nel rapporto fisico, mentre lei aveva bisogno di un rapporto fisico che sentisse come completamento delle attenzioni. Non so se mi sono spiegato.
Tu mi appari come una donna normalmente disinibita che gode senza pregiudizi del sesso, ma a cui mancano forse gli aspetti di contorno che riguardano il corteggiamento e quindi la propria “desiderabilità”. Sei più “normalmente sanguigna” di Sally, pur avendo una fantasia creativa come la sua, con relative e adeguate cultura e intelligenza annesse. Lei no, o almeno non lo era normalmente carnale, e le ragioni le ho spiegate abbondantemente in precedenza.
>>>
Vic cosa intendi per “se stesso precedente”? Io non ho un retroterra reale in quel senso, quindi secondo la tua ipotesi per me dovrebbe essere difficile trovare una base per le mie fantasie. E invece dalle mie sorgenti sgorgano continuamente fantasie…
>>> Ho dovuto mettere in discussione la MIA visione del rapporto maritale, che interpretavo stupidamente in termini “tradizionali”, e credo tu capisca cosa intendo dire. Insomma lei non sapeva quello che “le serviva” che, non conoscendolo, lo assimilava “all’amore Harmony”, e non a un bel pomeriggio di sesso VERO, condito di amore e di quella intesa intellettuale che ne accresce il desiderio, creando quel mix insostituibile di cui parlo spesso. Una volta liberato faticosamente dal pudore diseducativo inculcatole, quel desiderio EMINENTEMENTE sessuale, ma deviato dalla bugia romantica che lo “mondasse” dello “sporco”, ha trovato la strada per manifestarsi con soddisfazione. Fortunatamente con me.
Cosa significa tutto questo Agua? Che tuo marito in un modo o nell’altro deve avere un ruolo in quello che “dovresti fare”, perché in realtà il problema vero è quello che “dovreste fare”.
Se tu “farai” da sola, il tuo problema non si risolverà comunque. Tu devi mettere nello stesso “piatto” passione e morale, che attualmente sono “portate” diverse, ma, per come mi appari, lo puoi fare solo con un uomo per volta, e il primo della lista è “lui”.
A,B, C,D o M, rappresentano quel che tu “vuoi” da quel lui?
Nessun M o D potrebbe riproporti, neanche volendo, quello che “emotivamente” significa tuo marito per te, ma tuo marito può, se vuole, darti quello che tu stai cercando da loro. Lo penso da quando ci parliamo io e te.
Acqua io non credo che nessuna donna e nessun uomo nel corso della vita non sperimentino più di un certo numero di attrazioni sessuali istintive verso un’altra persona. Gli uomini, forse per caratteristiche naturali, in misura maggiore.
Difficilmente se non impossibile, noi donne possiamo essere attratte da un altro uomo nel momento di maggiore passione che stiamo provando verso il nostro compagno. Quando naturalmente cala la passione, complice la quotidianità, verso il nostro compagno, potremmo tranquillamente essere attratti da quelli che da sempre potrebbero essere i prototipi maschili di ognuna di noi.
Così come uno sguardo del tuo “M” possa stimolarti. Mentre invece non lo farebbe mai il Sig. “T”, “B”, “K” e via dicendo.
Anche a me é capitato di essere attratta da un certo Sig. “X” anni fa, quando ero già sposata con mio marito. Aveva caratteristiche fisiche e tratti somatici per i quali per mie caratteristiche potevo esserne attratta. Ci siamo incrociati qualche volta per motivi di lavoro e posso anche dire che il suo modo di parlare e interagire era ancora più attraente. Non c’e’ stato seguito se non qualche caffè. Un’attrazione naturale ed istintiva come quella che ho avuto per mio marito. Solo che in quel momento “X” era la novità a fronte della quotidianità.
Ma nessun segnale che qualcosa non andasse nel mio matrimonio né che fossi pronta a una nuova esperienza amorosa.
Si, certamente, avrei potuto soddisfare un istinto sessuale, un desiderio…
di fare l’amore con quel tizio che aveva tutte le caratteristiche fisiche per potermi attrarre.
Ma a che pro? E per fare cosa? Magari non avrebbe neanche saputo coinvolgermi come mio marito. E poi perché? Io con mio marito stavo (e sto) bene, lo amavo (e lo amo) e sicuramente condividevo delle cose che con quel tizio chissà se le avessi o meno condivise.
L’istinto é animale e lo conserviamo dentro di noi, ed é quello che inizialmente serve alla natura per far si che ci si riproduca.
Non so voi, ma io mi sono sposata in Chiesa e, prima di sposarmi, ho frequentato il corso prematrimoniale durante il quale il sacerdote di queste cose ce ne parlava ampiamente.
“Non penserete mica che il vostro uomo o la vostra donna siano gli unici al mondo in grado di poter attrarre la vostra attenzione. Ce ne saranno altri, anche durante la vostra vita matrimoniale”
E ci spiegava il perché, prendendo anche ad esempio gli uomini che per legge della natura sono preposti a “fertilizzare” tutte le donne “pronte” che gli capitino a tiro.
Ma se così fosse, ci ripeteva, saremmo uguali alle bestie, per i quali non vige nessuna regola né sentimento.
E il sentimento é quello che fa la differenza per far si che un istinto rimanga tale a fronte non tanto della ragione ma proprio dell’amore e della scelta che si é fatta verso una determinata persona.
Acquasotterranea.
Il “se stesso precedente” è rappresentato dalla
vita fatta prima dell’incontro con l’altro,
Entrambi vivono nello stesso periodo, ma come in due mondi paralleli che non si toccano.
Quindi parlo di percorsi di crescita, scuole fatte,
emozioni avute, sensazioni avute ed eventualmente,
storie avute.
Non parlo solo di storie reali, ma anche parto della mente e della fantasia, che ingigantisce le cose.
Io per un certo periodo mi ero invaghito di una mia compagna di scuola, un amore puramente platonico.
Pensavo però che lei mi ignorasse del tutto, non mi aveva mai nemmeno parlato e io non avevo
il coraggio di prendere qualche iniziativa.
Un giorno nel corridoio mi ha detto “ich liebe dich”,
lei era nel corso di tedesco, io in quello di inglese, ma capii cosa aveva detto (si capiscono sempre queste cose…)
Dopodichè mi diede un bacio sulla bocca e scappò… io restai lì come
un baccalà:)
Allora ero molto timido…poi la scuola finì.
La reincontrai diversi anni più tardi, entrambi
eravamo sposati…ci abbiamo riso su.
Non c’era stato nient’altro fra noi.
In quanto al retroterra di mia moglie in quel senso,
beh era vergine, aveva avuto solo una cotterella
giovanile, del tipo di quella descritta sopra da me.
(No non era un francese…;)
< Io invece avevo conosciuto la mia prima fidanzata,
Era una maestra e durante il fidanzamento si era poi laureata con 110 e lode.
Comunque questo fidanzamento mi aveva aiutato a superare la mia timidezza (nulla può sostituire la pratica).
Parlando di fantasie, mia moglie aveva quella del famoso amante immaginario francese…pur senza esperienze, tranne la cottarella in cui non era andata
al di là di qualche bacio.
Che l’abbia trasfigurata nel suo immaginario?
Può essere…
Le mie riguardavano attrici tipo Ursula Andress.
Probabile che tu sia una persona che fin dall’infanzia sia portata a fantasticare.
Virginia: “E il sentimento é quello che fa la differenza per far si che un istinto rimanga tale a fronte non tanto della ragione ma proprio dell’amore e della scelta che si é fatta verso una determinata persona.”
L’Amore, i sentimenti. Quello che si “sente”.
Forse non immagini quante donne innamorate, che stavano bene col fidanzato, che poi hanno sposato in chiesa, e oggi è un amato marito, hanno disatteso quel “protocollo”. Con me. E non come la giovane mamma nel treno.
Ma dove risiede la differenza tra quest’ultima e quelle che hanno soddisfatto il desiderio? E tra quelle che possono avermi desiderato come tu con X e non l’hanno fatto, essendo io disponibile?
Una di queste (Barbara) l’ho sentita solo tre giorni fa per una questione lavoro, e la conosco da più di trent’anni. Ne abbiamo riparlato con un po’ di ironia, ma credo di sapere cosa le è passato per la testa. Bella (ex) ragazza, anche intelligente e simpatica, della Bassa Padana, di chiesa e tradizionalista, “eine fidanzaten, eine mariten”. Ha seguito il “protocollo” veramente? Si è comportata “veramente” come consigliava il parroco? È stata leale? Ma non col marito, con se’ stessa. No, e lei da un pezzo lo sa, ma ora è troppo tardi.
È facile “credere” di amare, ma ancora più facile scoprire (con sorpresa) il contrario. Non sempre si è “sentito” bene quello che si sarebbe dovuto sentire.
Un Amplifon dei VERI sentimenti le avrebbe aiutate? Ai “poster” l’ardua sentenza.
Virginia,
“E il sentimento é quello che fa la differenza per far si che un istinto rimanga tale a fronte non tanto della ragione ma proprio dell’amore e della scelta che si é fatta verso una determinata persona.” – e meno male che, nonostante la rivoluzione sessuale anni ’60-’70, ancora si valorizza il sentimento, meno facilmente sostituibile del sesso!
e NON è affatto vero che una passione ha sempre caratteristiche infantili o di crescita. mi piace pensare che, come ha scritto un poeta, “non conosce l’utilità, non conosce alcuna specie di benefizio, alcuna specie di vantaggio. Vive, come l’arte, per sé sola.”
—
PS: quando mi sono separata, all’inizio degli anni ’80, sia io che mio figlio abbiamo subito l’ostracismo dell’intero paese, a cui si è aggiunto, per me, quello della quasi totalità dei numerosi colleghi di lavoro (alcuni, se minimamente era loro possibile, evitavano persino di salutarmi).
mi ha fatto piacere constatare che la mentalità generale ha fatto qualche passo avanti, nel rispetto della libertà privata altrui.
Aspetta aspetta Itto, te lo dico in francese allora : “mon paternaire”, che significa compagno di gioco. Perché l’amore è anche gioco, risate, complicità, sesso, estasi, vita che arde, mbriacarsi di vino bbbono, e non quel greve macigno di obblighi contrattuali e doveri coniugali che ci propini. Io ho avuto una famiglia anomala e indegna, ma la tua cos’ha combinato per produrre questo risultato? Ti chiudeva in cantina per allontanarti dalle “cagne”?
“Povero diavolo, che pena mi fai!” (Cit. di qualche cantante…Yog, ricordi il nome ? 😉
Suzanne,
io non mi sono riferito a te, come a nessun altro di questo sito.
E’ proprio perché sono finiti i doveri e gli obblighi che “gioco risate ecc ecc ” finiscono MOLTO presto, e qualcuno invece “soffre piange si dispera ecc” come il sito dimostra (basta leggere le lettere).
Il dovere spaventa solo chi non è capace di attuarlo, così come ho scritto.
Si sceglie di amare e quindi anche di “sentire” : se ci si mantiene coerenti con questa scelta non si avrà ‘ il desiderio di ascoltare altra musica. Nel momento in cui altre esotiche armonie diventano udibili, è implicito che vi sia il rischio di perdere la traccia e che quindi sia opportuno provare a risintonizzarsi.
Soundintothewater, forse ricorderai che “scegliere”di amare era la chiave di volta delle mie contestate idee sull’amore. Ma questa scelta si può effettuare solo se siamo sobri dalle lusinghe dell’innamoramento e delle “droghe” naturali che lo alimentano. È chiaro che se si confonde l’amore con queste ultime, e non si comprende che le stesse svolgono un ruolo naturale che con l’amore adulto c’entra poco, non si farà mai il passaggio alla dimensione vera di quel sentimento. Come si può leggere da questa “romantica” frase che segue, che lo in sostanza riconduce l’amore alla passione ormonale e quindi “animale” infondo, come quando la passione… “non conosce l’utilità, non conosce alcuna specie di benefizio (benefizio?), alcuna specie di vantaggio. Vive, come l’arte, per sé sola”. Con queste illusioni in testa possiamo state tranquilli che quella scelta non sarà mai “sentita” realmente, ma solo “emotivamente”, e il “benefizio” se lo prenderà la vita vera, che di quelle poesie piene di retorica “glicemica” non sa che farsene, se non farle “pagare” a tempo debito. Come spesso abbiamo visto su queste pagine.
Non si può vivere da adolescenti in un corpo di adulto. Certe emozioni sono legate a quelle stagioni della vita preposte alla riproduzione. E ci si riproduce fino a quarant’anni se va bene. Però nessuno impedisce di pensarla diversamente.
>>>
>>> La vita è una sola e se ne fa quel che se ne vuole. Purché poi “ne regrette rien”.
L’amore adulto ha bisogno di emozioni adulte, che sanno riconoscere quelle dell’adolescenza, dandogli il giusto valore. Emozioni che arrivano dai fatti, dal lavoro quotidiano che si fa per “farlo” quell’amore. Sognarlo con le frasi ad effetto non fa crescere niente, se non la voglia di sesso in certe educande che lo temono per quello che è. Ci dice solo che chi le sostiene l’amore adulto non l’ha mai vissuto, e neanche sognato infondo, ma solo immaginato come fosse quello dei romanzi.
Amelie docet.
Scusa Golem, ma, quando a me capitò la situazione con il Sig. “X”, io pensavo a mio marito. E il sentimento per mio marito era più forte dell’attrazione che provavo per “X”.
Non so di quale parroco parli, ma se stai facendo riferimento al sacerdote che ci ha fatto il corso pre-matrimoniale, lui non ci ha dato nessun consiglio se non parlarci di come va la vita e il mondo da secoli e secoli.
E’ facile credere di amare? Può darsi. Dipende su cosa ti basi. Se per qualcuno di noi l’amore é passione allora penso sarà facile prima o poi scoprire il contrario. L’amore, secondo me, é composto da un insieme di cose, che parte dall’attrazione ma che poi si manifesta realmente quando ti accorgi di appartenere all’altra persona per idee, emozioni e vicende vissute insieme,, nonché valori e condivisioni varie.
Se sposi una persona ma pensi ad un’altra evidentemente manca questo insieme di cose.
Così come se incontri una persona sul treno e siccome ne sei atttatta, decidi di andarci a letto. Vuol dire che manca qualcosa che é sempre mancato e che probabilmente tu già sapevi.
E poi conta l’indole. Non tutti siamo uguali e non tutti siamo propensi a tradire il nostro partner.
Personalmente non baratto una notte d’amore con un sentimento che dura da anni.
Allora ho capito male Virginia. Tu non ci saresti andata a letto mai, perchè l’immagine di unicità che avevi di tuo marito, era prevalente su qualunque “curiosità” extramatrimoniale, e l’idea di un pomerggio con mister X non ti ha neppure sfiorato la mente.
Io avevo capito che ci fosse una mezzaidea verso “l’incognita”, ma che quella di infrangere il “Protocollo” ti ha fermata.
Vedi Virgi, io penso che quando vi sono “buchi” invisibili nel “sentiero” che ha tracciato il rapporto, ogni tanto si affaccia “lo stradino” che vuole riempirle. E quello stradino è un tipo rozzo, poco capace di gestire i suoi comportamenti, e così che quando lo vedi attrezzato per andare a “riempire le buche”, fa notare che qualcosa su quel “sentiero” è incompleto, anche se non appare.
Non so chi ha detto che quando sei preso da una persona non ne vedi nessun’altra, ma in effetti quella è una semplice verità che taglia la testa al toro, e non parlo della cotta dei 16 anni.
Lo dico solo come nota di cronaca, ma molte unioni sono tenute in piedi seguendo convinzioni che hanno deciso “altri”. “Protocolli” dell’amore (ma non solo) che se seguiti “alla lettera” ci fanno sentire a posto.
>>>
>>> Quella “viaggiatrice” ferroviaria che incontrai molti anni fa, sono sicuro che fosse salita sul treno certa di “amare” e rispettare il marito, e fosse anche una brava mamma. Sono certo perché durante la chiacchierata, per le cose che diceva sembrava di vedere certi post di questo forum dove si legge di “leggerezza e perdita di valori della società” “poca serietà” e “mancanza di responsabilità”, non immaginando che a un certo punto le arrivasse la “sorpresa” della Natura che le ha smosso chissà quale subconscio. Ma che per la verità ha sorpreso più me, che davvero non mi passava per l’anticamera del cervello un bel niente, perché avevo una ragazza amata che mi aspettava a Milano e che sarebbe morta in un incidente due anni dopo. E di storie così folgoranti potrei citarne altre.
Aveva 30 anni e due figli, e ha scoperto 3 o 4 ore dopo essere salita sul treno, che forse non era vero che amava il marito “completamente”, “veramente”, visto che stava infrangendo il protocollo. O forse ormai l’aveva già infranto. E comunque voleva infrangerlo. Glielo chiesi e mi disse “Si, lo voglio”. Non parliamo di quelle che sono andate oltre; ma non conosco quelle che non lo hanno fatto perché “seguivano il protocollo” ma lo avrebbero infranto volentieri. A parte Barbara.
Hai capito cosa ho voluto dire? È vero che non si può fare un processo alle intenzioni, ma quelle intenzioni dicono molto sulla qualità di “altre” scelte. Almeno a me.
Ciao
Virginia ha ragione, ma il tema va esplorato più a fondo.
Dottor Golem, qui a Vergate conosco uno che si è riprodotto a 73 anni (di cognome mi pare faccia Gitto o Vitto, una cosa così) barattando una katana del 1200 con una prestazione in treno, peraltro ad alta velocità, e dice che si sente come un adolescente.
Ad un esame obiettivo mostra effettivamente un discreto tono muscolare, scarsa compromissione del visus e manifesta una notevole compliance che non mancherà di giovargli. La invito a riconsiderare il ruolo del ADH e del TFSH negli anziani.
Viriginia, infatti, non sempre, la condivisione di valori e il senso di appartenenza all’altro si realizzano pienamente: si parte con questo progetto e pieni di buone intenzioni. Tuttavia, soprattutto se l’amore nasce in fase adolescenziale, si crede fermamente che tutto prima o poi convergerà nel migliore dei modi, mentre spesso succede che i naturali ed inevitabili cambiamenti nostri e dell’altra persona e quelli causati da eventi esterni, creino delle incompatibilità. A questo punto se “il sentimento” è abbastanza forte si abbandonerà l’idea del perfetto incastro per cercare di consolidare il rapporto attraverso una lavoro di mutuo adattamento.
Se l’amore è solo scelta, dovrebbe funzionare lo stesso, anche se imperfetto. Purtroppo la razionalità non vince sempre. Per quanto “si voglia” comportarsi in un modo, succede che quella che tu chiami “indole” , ovvero l’istinto, può confonderci. Mi chiedo se sia effettivamente così drammatico assecondarlo, se in quel momento proprio non se ne può fare a meno. In fondo si tratterebbe soprattutto di sesso.
Con questo non intendo dire che tradirei mio marito per togliermi uno sfizio: penso che non lo farò mai. Probabilmente farei come Suzy e scapperei non appena la fantasia si dovesse avvicinare troppo alla realtà.
Golem , depurarsi da queste fantasie non è semplice, soprattutto se questa propensione è insita nel proprio essere da sempre.
So che questa incapacità di “tagliare” deriva da pigrizia mentale e immaturità, probabilmente anche da egoismo. Effettivamente è una dipendenza vera e propria e quindi per liberarsene servirebbe un lavoro duro. Una soluzione facile potrebbe essere quella di creare le condizioni che la fantasia si realizzi in modo che poi ci si trovi davvero davanti ad un bivio e che scegliendo la strada “giusta”, si dimentichi per sempre quella “sbagliata”, opportunità che mi è stata negata. La cura palliativa invece consiste nel crearmi altre distrazioni per distogliere il focus dalla mia fantasia principale. Questa evidentemente non sta funzionando perché mi sento sempre più confusa è disponibile a mettere in discussione alcune mie convinzioni “morali” che prima ritenevo inossidabili con il rischio, prima o poi, di incasinarmi sul serio.
Si Acquifera, è una dipendenza, “una droga”, un “rifugio”, ma tu non sei messa male come succedeva a Sally, o come certi nick che abbiamo conosciuto, tu ne sei conscia. Ma qualcuno che ti aiuti a capire il PERCHÈ “ti droghi” devi trovarlo, visto che mi pare non ce la fai con tuo marito. Non basta questo luogo. Questo al massimo può servire a mettere a fuoco il problema, (se si ascoltano i soggetti “normali”) ma la soluzione sarà solo tua, vostra. Evita solo di parlarne con i cretini di tutte le categorie sennò ti incasinano veramente.
In realtà non puoi nè devi eliminare le fantasie e la tua “poiesis”, perché fanno parte del tuo essere “fatta” di Acqua, deve cambiarne la natura, cercando di capire perché tendi a magnificare gli aspetti che tu ritieni “misteriosi” nella gente, e perché “certi” uomini smuovano determinati livelli di immaginazione, quando nella realtà siamo quasi tutti dei “tarelli” visti da vicino. Devi cioè capire da dove ti arriva questa idealizzazione sessual amorosa.
Sarebbe interessante osservare se l’insorgere di quei “film” metaerotici che ti fai sia collegato a momenti e situazioni emotivamente particolari per te, forse legate a emozioni antiche o a chissà che cosa, oltre la routine assassina, o sia solo idealizzazione da inesperienza amorosa, e curiosità da bisogno di “conoscenza”. >>>
>>> Ma potrebbe essere che con tuo marito siate diventati lentamente dei “soci” di un’impresa famigliare. Succede, lo sai, e va chiarita la cosa. Io quello ho cercato di capire in casa mia. Non l’avessimo fatto, oggi eravamo una delle tante coppie “mature” che dopo oltre 20 anni si lasciavano, senza capire il perchè. D’altronde le relazioni di amore si aggiustano più con la testa che col cuore.
Ma non riesco a capire perché non puoi ritornare a parlarne con tuo marito. Il problema è lì e lo scansi. Non comprendo come potresti evitare un confronto con lui, in ogni caso.
Una cosa è chiara però, ed è che in un modo o nell’altro ti senti in “gabbia”. Sembra la gabbia di un passero furbissimo che avevo raccolto cucciolo e nutrito con lo stuzzicadenti. È cresciuto in casa quando ero un ragazzo. “Joe il Passero” si chiamava, e la sua gabbia aveva sempre la porta aperta. Girava per le stanze, spiluccava sul nostro tavolo quando si mangiava e poi andava a scagazzare qua e la per la gioia di mia sorella e le maledizioni di mia madre.
Scappò due volte, forse proprio per il “sesso”, per il richiamo della Natura, e per due volte torno dopo qualche giorno a rifugiarsi nella “sua” comoda gabbietta dove trovava cibo e un “caldo” giaciglio.
Morì una notte di primavera “schiacciato dall’amore” di mia sorella, che ogni tanto tentava di farlo dormire vicino a lei. Peccato, perchè era simpatico.
Ciao
——–
Interessante Professor Yog, ADH e TSFH?
La libertà privata
comprende il modo d’amare,
che NON può essere
uguale per tutti.
Insisto nel testimoniare
una specie d’amore
“non passione folgorante
e non stanca routine”
per niente illusoria,
né immatura.
Ha accresciuto di senso
la normalità dell’esistenza
ed è rimasta per decenni
pressoché immutata,
nella lontananza
come nella vicinanza.
Può succedere che
un rapporto di coppia
si delinei nel tempo
con la spontaneità
priva d’obiettivi concreti
che l’ha caratterizzato
fin dall’inizio.
L’attrazione sessuale,
pur così importante,
può essere tutto e niente.
E’ indispensabile RADICE,
su cui talvolta
s’innesta e perdura
l’umano SENTIMENTO amoroso,
NON sempre animato
dal solo istinto di procreazione.
Acqua, la perfezione non esiste ed é anche normale che gli incastri non siano perfetti. A maggior ragione come puoi pensare che una qualsiasi novità possa essere il pezzo mancante?
Se l’amore nasce in età adolescenziale si avrà il vantaggio di crescere insieme. Normale anche che dall’adolescenza all’età adulta ci sia un cambiamento sostanziale ma é pur vero che poi bisognerebbe stabilizzarsi e non cambiare testa di continuo. Io credo che sia un discorso più di indole personale. Se si é volubili si resta tali.
Ma io mi chiedo, rifacendomi al discorso fatto in precedenza, che se un uomo, maschio, cedesse di continuo a quelli che sono i suoi istinti naturali dovrebbe andare a letto con qualunque donna gliene dia la possibilità ? Eppure non sempre é cosi.
Golem, certo che non ci sarei mai andata a letto con mister “X”. Ne con lui ne con altri.
Quando sei preso da una persona non vedi nessun altra, ma questo accade soprattutto nella fase dell’innamoramento, quando si é coinvolti completamente da emozione e passione.
Molte unioni si tengono in piedi per tanti motivi e credo che in quasi tutte prima o poi si attraversi una fase di stanca.
Io ripeto ancora una volta quanto ho scritto in precedenza, e cioè che oggi le unioni che sfociano in convivenze e matrimoni sono prese con leggerezza e superficialità, al solo scopo di soddisfare i propri bisogni del momento senza sapere cosa si cerca in realtà.
Gli istinti naturali e sessuali sono sempre esistiti ma anche i…
sentimenti esistono. É anche vero che sempre oggi si vive nel concetto che la vita è breve e bisogna approfittare di tutto ciò che ci capita. Siamo sempre lì, sono cambiate troppe cose e le teste della gente sono spesso manipolabili con estrema facilità.
tornando alle fantasie “al femminile”, condivido tre commenti di PRAGMATICO buon senso.
—
“Personalmente se una persona pensa troppo spesso ad un suo precedente amore, qualcosa non torna. O non funziona il proprio matrimonio, o non si ama il proprio partner, o l’amore precedente é stato piuttosto intenso e non facilmente rimpiazzabile.” (Virginia – post 114)
“Qaundo ci si trova in una situazione di stress
nella vita o anche all’interno di una coppia,
succede che si costruisce una propria “isola”
di fantasia, dove esiste il bello e la gioia
e il male e la cattiveria non esistono,
per aiutarci a sopportare la situazione. “ (Vic – post 188)
“Mi piace però la risposta di Vic chd spiega come, spesso, queste”creazioni” spesso nascano a scopo “difensivo” e non per egoismo.
Costruirsi un castello, una piccola fortezza dove per potersi rifugiare e riposare. Chiudere il ponte levatoio e ritirarsi nella torre. E’ un atteggiamento che può sembrare controproducente e che alla lunga lo diventa. Può rimanere un rifugio temporaneo o diventare una prigione (…) “ (Acqua – post 189)
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PER ME, TANTE parole (cariche ormonali e diagnosi di dipendenze varie incluse) rivestono elucubrazioni soggettive, per comprovare la validità della soluzione di una specifica crisi di coppia.
F. non è Sally; A. non è né F. né Sally.
STESSO PROBLEMA di base, in donne e situazioni DEL TUTTO diverse, per cui può non essere attuabile la stessa conclusione.
Effettivamente dovrei smettere di scrivere qui perché questo non fa altro che amplificare la mia immaginazione.E poi non serve proprio a niente, visto che il problema l’ho già perfettamente inquadrato e so che si tratta soprattutto di un’esigenza di colmare certe divergenze di visioni e valori, piuttosto che di un reale bisogno sessuale. So che la soluzione e’ dentro di me e che dovrei solo avere il coraggio di condividerla con chi amo per il mio ed il suo bene. Divertente la storia del passero anche se il finale e’ triste e vorrei cambiarlo.Grazie comunque per le considerazioni e i consigli. Ciao.
Vero che le cose vanno chiarite, ma non sempre
l’altro è disposto a farlo.
In realtà un marito e una moglie sono mentalmente
diversi e non di rado hanno valori differenti.
Nel corso degli anni si scopre quasi inevitabilmente
qualcuno meglio (o per meglio dire che sembra meglio
del nostro compagno/compagna)e infatti qui se ne parla
nel famoso corso prematrimoniale.
D’altronde uno non può aspettare anni o decenni
per trovare l’anima gemella (anche perchè potrebbe
non trovarla mai e il tempo passa).
E quindi si deve scegliere una persona che al momento
riteniamo la migliore, la più adatta a noi.
Se poi ha avuto dei precedenti sessuali, bisogna
accettarli, dato che la gelosia retroattiva
è inutile e dannosa.
In quanto ai famosi protocolli, servono alla disciplina di noi stessi, si creano in sostanza
delle regole, delle abitudini, delle tradizioni,
in modo da usare in modo positivo la nostra “pigrizia”
Acquadifonte, se non scrivessi più qui mi spiacerebbe, perché sei una delle due o tre persone con cui vale la pena di parlare, e anche perché so che sei una dei pochi che capisce cosa intendo dire, che lo si condivida o meno. Come vedi c’è sempre chi si fa il proprio “rifugio” anche all’interno di un dialogo come questo.
Crediamo di essere “diversi” dagli altri di fronte al sesso, solo perché lo abbiamo “sentito” in maniera che riteniamo unica, e poi leggi centinaia di post in tre anni che alla fine sono intercambiabili tra loro, e anche se non sei S, F, A o R la trama è sempre la stessa. Decine di studiosi della psiche umana lo hanno ipotizzato, a cominciare da Freud, e migliaia di “pubblicitari” che ci vivono di questa caratteristica lo confermano. Cambiano solo gli interpreti. Ma pochi sanno vedere che è duemila anni che è in “cartellone” la stessa “commedia” così come la osserviamo noi oggi, con tutti gli equivoci e le illusioni che l’hanno alimentata in venti secoli di una certa cultura.
Lascio volentieri la convinzione “dell’unicità” di certe esperienze “standardizzate” a chi praticamente non ne avute, ma è convinta di aver capito tutto sull’argomento pur di farsene una ragione.
Come ho già detto in altre occasioni, per credere di sapere tutto basta restare ignoranti.
Purtroppo Joe il Passero fece quella fine. Troppo amore “egoistico” lo ha “schiacciato”. Forse aveva un paio d’anni. Ma era di un’intelligenza incredibile.
Ciao.
Acqua,
secondo me, da quanto hai descritto, ti trovi in un momento in cui temi che tuo marito si stia allontanando emotivamente da te, oppure che ti dia per scontata, meno degna di attenzioni. è più critico e meno disponibile al dialogo, per individuare insieme un nuovo equilibrio di coppia.
questo fa riemergere in te il momento della scelta, in cui è stato privilegiato rispetto a M., che ora non si dimostra disponibile a un ripescaggio, anche di solo riscontro sessuale. il tuo ego ha bisogno di conferme, che stai cercando sia nella fantasia che all’esterno, nel confronto con le realtà che ti circondano.
sotto traccia, permane costante, come un’ancora in un mare agitato, il sentimento che ti lega a tuo marito e che ora percepisci come non più abbastanza ricambiato o non più troppo favorevole alla tua indole.
temporaneo passaggio di crescita in un percorso in comune già un po’ segnato dal tempo. incertezza che potrebbe essere del tutto superata nel momento in cui lui dovesse dimostrarti, con modalità diverse dalle precedenti, quanto tiene a te e al vostro rappporto.
ti dedico una breve poesia di Emily Dickinson:
“L’acqua è insegnata dalla sete.
La terra, dagli oceani attraversati.
La gioia, dal dolore.
La pace, dai racconti di battaglia.
L’amore, da un’impronta di memoria.
Gli uccelli, dalla neve.”
a cui mi permetto di aggiungere:
“La presenza, dall’assenza.”
con un augurio di bene, per te e per tutta la famiglia.
Virginia, con tutta la simpatia, ma quello che scrivi con abbondanza di “si dovrebbe” è solo la teoria di quel famoso kit del “bravo coniuge”. La leggerezza odierna di cui parli è solo il risultato di una maggior libertà e di diffusione della relativa “cronaca” rispetto al passato. Non indica un cambiamento dell’animo umano e dei suoi annessi istintuali. I tradimenti sono il risultato di una incongruenza tra i buoni propositi dovuti al contratto matrimoniale, e il suo ruolo di controllo sociale, e gli istinti basici, che sono anarchici per antonomasia. L’istinto se ne frega delle regole. Solo fino a qualche decennio fa le “ruote” degli istituti religiosi erano piene di bambini che nascevano da relazioni extraconiugali o “illecite” per la morale corrente. La voglia di “cambiamento” del partner ha a sua volta una ragione “seria” sotto il profilo naturale, ma è ovviamente osteggiata a morte in una società patriarcale e… patrimoniale, e puoi capirne le ragioni spero.
Quanto al tuo mister X dici che non ci saresti mai andata a letto ma non dici se l’hai pensato. Io avevo inteso che solo il rispetto del tuo ruolo di “moglie” ti ha impedito di “conoscerlo” meglio, perché sembrava che il desiderio ci fosse, e che in mancanza di protocolli da seguire si poteva procedere ad “approfondire” quella conoscenza.
Ma se non ti non attraeva, e “vedevi” solo tuo marito, cosa è successo se lo hai citato come una tentazione dalla quale ti sei trattenuta?
Bye.
Virginia,
concordo pienamente su:
– “la perfezione non esiste ed é anche normale che gli incastri non siano perfetti.” – in quasi tutti, prima o poi, manca qualcosa, di più o meno importante.
– “Molte unioni si tengono in piedi per tanti motivi e credo che in quasi tutte prima o poi si attraversi una fase di stanca.” – pressoché inevitabile, soprattutto nelle lunghe convivenze.
– “Gli istinti naturali e sessuali sono sempre esistiti ma anche i sentimenti esistono.” – non siamo tutti formati sulla base dello stesso stampino a preminenza sessuale: c’è un’infinità di varianti e di diverse potenzialità in ciascuno di noi.
non mi sembra utile nemmeno fare di tutta l’erba un fascio, sulla falsariga di un particolare caso, né annichilire o criticare pesantemente modi di pensare e personali scelte emotive altrui.
È straordinario come ci sia chi elabora “visioni personalizzate”, per non fare di tutte le erbe un fascio -come FAREI IO- e quindi DEDICATE a una SOLA coppia, quando quelle STESSE “visioni” in realtà riportano descrizioni ed esiti riscontrabili in milioni di casi come quello di Acqua, mentre io alla stessa ho chiesto di aspetti soggettivi della sua vita, presente e passata. Provate a leggerle “bene”, non sembra l’oroscopo? Ognuno ci si può ritrovare in quella “visione”.
Mi chiedo quanto “l’originale” diagnosi del caso “Acqua” (e con Virginia? “Si: nessuno è perfetto”. Dai?) non potrebbe “adattarsi” a F o di più a S, e delle altre che qui hanno lamentato crisi di “comunicazione” all’interno della relazione, con la “solita” fuga verso “terzi”, più o meno “biblicamente conclusa”. Caso mai si potrà parlare di diverse, soggettive “reazioni” alla stessa “azione”, ma questo è un fatto che non è neppure il caso di discutere tanto è OVVIO. Eppure no, continuo a leggere che A non è S che non è F che non è A , e così via. E ‘sti c.... no? E perché allora avrei fatto la “recherche” sul passato di mia moglie? Ma è altrettanto OVVIO che esiste una COMUNE “eziologia” (direbbe il Professor Yog) della “malattia”, alla quale, sempre OVVIAMENTE, ognuno reagisce “soggettivamente”. Ma questo non inficia niente rispetto alla mia visione della GENESI di quelle reazioni.
Ieri parlavo di “core problem” non di come ha reagito F, A, S >>>
rossana
Giusto, queste costruzioni avvengono a scopo
difensivo, non egoistico.
Cioè ci se sente “sotto attacco”, dal modo di agire
del coniuge o in generale dalle richieste
della società nei nostri confronti.
La società stabilisce poi dei protocolli
e il matrimonio è uno di quelli, con l’obbligo di fedeltà, ecc.
La società è una prigione di regole.
Ci sono regole per ogni cosa, come se noi
non fossimo in grado di pensare o agire
e ci viene detto come pensare e agire
per conformarci.
Chi non la pensa così viene marginalizzato
o penalizzato.
Nel matrimonio una donna di solito cerca qualcosa di preciso.
C’è chi lo fa per sistemarsi socialmente, oppure
con lo scopo primario di avere figli,
per avere uno stato agiato,
per avere sesso (questo soprattutto in passato,
quando era l’unico modo legittimo per farlo),
per viaggiare (sembra strano, ma conosco più
di una donna che mi ha detto che si aspettava
questo dal compagno;).
>>>o Pinca Pallina alla “stessa azione” dell’istinto, o del subconscio se piace di più. Qui si parla del “perché”, non del “come”.
Come per le malattie del passato di cui non si conoscevano le cause, c’era chi moriva, chi restava offeso tutta la vita e chi guariva. Ma il virus era sempre lo stesso, per tutti. Macchè, dovremo risentire come ai bei tempi di LaD 2000 (forse non diverso da Novella 2000) sempre le solite “acque calde” (quelle sì) con relative “pezze” della stessa temperatura. E cioè che “siamo tutti diversi”, che “non siamo perfetti”, che “nella vita si cambia”, e ci manca solo “che non ci sono più le stagioni di una volta” per completare l’autorevole commento, ma senza mai andare “oltre” le solite apparenze, banalità da ascensore e soluzioni inesistenti. Perché quando ben Acqua (o Francesca o Sally, tanto è uguale) avrà letto tutto quello che compare negli illuminanti post 284 e 286, ne saprà esattamente quanto prima, però con lo stesso effetto placebo e confortante dalle pappette calde di avena che mi faceva la nonna quando avevo la bronchite.
Commenti che lasciano il tempo che trovano rispetto ad una visione più razionale e “fredda” di certi episodi, ma che però ci consolano di più di una puntura di “golemicina”, pur non spostando di un centimetro la visione e la soluzione del problema.
E vabbuò, “tubiamoci del male” come al solito. O come ai bei tempi di “Novellad 2000”
Ciavo, che è meglio.
Golem, credo di averti già risposto che tra istinto e sentimento ha vinto il sentimento.
Mister X poteva essere sicuramente una persona attraente, una di quelle che, come disse il parroco nel corso prematrimoniale, si ha la possibilità di incontrare durante la vita e che avrebbero potuto se, incontrate prima, prendere il posto, almeno inizialmente di colui che poi si é scelto per la vita.
Quindi cosa é successo Golem? Nulla se non aver constatato che idealmente quell’uomo avrebbe potuto interessarmi, intanto dal punto di vista attrattivo, per il resto non saprei.
Ma questo sempre che non ci fosse stato mio marito. E non per protocollo, ma perché non avrei mai barattato una notte di sesso con una notte di sesso fatta con amore.
OK, Virginia, ti piaceva ma non potevi fare niente perché il tuo “amore” te lo impediva. È così? Ma cosa nasconde quella attenta retorica che hai usato? Detto senza ironia. Una forma di condizionamento inconscio che ha fatto sì che tu forse non OSAVI dirti che ti piaceva un altro uomo, in un “certo modo”. La cosa più naturale del mondo. Assolutamente la più pura e “ecologica” che possa esserci in un essere umano sano e in equilibrio con le sue pulsioni. Ma una “certa” cultura non vuole che si ammetta che quella attrazione possa essere svincolata dall’amore, o peggio, VUOLE che quella attrazione SIA PER FORZA legata all’amore quando si manifesta.
Hai idea di quali aberrazioni psicologiche e relazionali può produrre questo condizionamento in una donna specialmente, che per millenni è stata sottoposta a “protocolli” maschil-paternalistici, corroborati dalla Chiesa presso la quale avete fatto il corso tu e il tuo marito? Non credo, con tutto il rispetto. È talmente connaturata nella nostra etica questa cultura della “finzione morale” che spesso finiamo per fingerla a noi stessi.
Se tu non credi che questi “tempacci” non contengano anche una lenta presa di coscienza da parte della Donna di quell’anacronismo che la vuole diversa dall’uomo nella manifestazione della propria SANA sessualità, e quindi IDENTITÀ, ci fermeremo a parlare della solita caduta dei buoni valori del tempo che fu. Che in quanto “fu” è morto. Spero mi avrai capito.
Notte.
Scusa Golem, ma tra semplice attrazione fisica e amore c’e’ una bella differenza.
Quell’uomo mi piaceva come uomo, così come mi piace mio marito. Solo che mio marito lo amo mentre di Mister X non me ne importa nulla.
Non ho avuto nessun condizionamento inconscio e perché mai avrei dovuto averlo se non ho avuto nessun problema ad ammettere che mister X era un uomo attraente?
Ma chi lo ha detto che l’attrazione fisica debba essere per forza legata all’amore?
L’attrazione semmai é l’inizio per far si che una storia possa diventare amore, ma non é detto che lo diventi, perché magari la passione scema e nessun sentimento si innesca.
Come già ti scrissi ho ricevuto una educazione piuttosto rigida e impostata sulla morale. Ma questa educazione non mi ha mai impedito di capire se un uomo mi attraesse o meno al di là se poi questa attrazione si sarebbe trasformata o no in amore.
Quindi nessuna finzione. Un uomo che mi piaceva come me ne potrebbero piacere tanti ma non per questo tale da rimpiazzare mio marito o barattarlo per una notte di sesso. Ma perché mai poi?
No ecco Virginia, è che avevo letto da qualche parte su questo thread che quando si ama “davvero” non si ha mentalmente la possibilità di provare nessuna attrazione per altri uomini. Non si notano proprio. Ma mi sarò “sbagliato”, o non mi sono spiegato bene nel post precedente. Comunque mi hai risposto lo stesso.
Ciao.
Diciamo Golem, che se sei concentrata sul tuo Amore e da esso appagata, magari gli altri uomini li vedi ed alcuni sicuramente ti attraggono, sia fisicamente che come “modo di fare”, ma non scatta nessuna curiosità di approfondire la relazione “extra” di fuori di una normale amicizia e frequentazione, perche’ non ce ne sono i motivi. Se invece per qualche motivo sei distratta perché le tue aspettative nei confronti del tuo Amore vengono regolarmente deluse, si crea un “bisogno secondario occulto” che inconsciamente ti spinge a cercare altrove le modalità per soddisfarlo. In questo caso una normale ed “ecologica” attrazione può trasformarsi in un’insana curiosità volta ad approfondire una relazione potenzialmente efficace con un altro. Tale necessità non nasce, a mio parere, da un’esigenza di natura sessuale, ma da un bisogno emotivo o semplicemente di affetto, comprensione e condivisione, aspetti che sono collegati all’Amore in senso stretto . Pertanto è importante capire qual è il motore di certe distrazioni per cercare di trovare il modo di colmare le “mancanze”. Riempirle di fantasia non è il massimo, ma può servire temporaneamente per individuare la giusta strategia senza fare “danni” .
Grazie Rossana per la poesia: mi piace molto Emily Dickinson 🙂 e penso che per apprezzare veramente un dono ricevuto o il raggiungimento di un obbiettivo sia necessario averne sperimentato la “privazione” o “lo sforzo esercitato per ottenerlo”, tuttavia vi è il rischio che per un meccanismo di autodifesa la sofferenza si trasformi in “indifferenza” e a questo punto si rischia di perdersi.
Golem, quando si ama davvero non credo si perdano le capacità visive o auditive che ti permettano di guardare persone o sentirle parlare e capire se queste persona possano essere interessanti o meno.
Ma questo non significa che con queste persone ci si debba finire a letto, o addirittura prendere il posto di tuo marito.
Forse ti riferisci a quando si é innamorati, a quando cioè per un certo periodo di tempo si é talmente concentrati sull’altra persona che le altre persone proprio non le vedi quasi avessi gli occhi bendati.
Ma questo stato, purtroppo, non dura a lungo e viene sostituito, se la storia non finisce prima, da una sensazione diversa, che ti fa amare l’altro pur nella conoscenza dei suoi difetti che prima non vedevi, così come non vedevi gli altri.
Ma se in questa nuova sensazione riesci ad amare davvero, puoi anche riconoscere che un’altra persona sia interessante e attraente, ma non al punto tale da sostituirla anche solo per un istante con quella che hai scelto per la vita.
Ragazze, non prendiamici in giro. Un uomo che “piace”, che attrae, e lo è sessualmente ovviamente, travalica un certo “amore” che rientra nella visione codificata dai famosi “protocolli”. Il che significa solo che il marito o il compagno o il fidanzato non ci ha “riempito” completamente.
Sono anni che cerco di spiegare che se l’innamoramento rende ciechi e sordi, un amore vero, dove la fusione è avvenuta attraverso la comune crescita intellettuale tra i due partner, il risultato è una tale attrazione che fa impallidire qualunque innamoramento o, ancor di più, qualunque “novità”, perché nessuna novità potrà possedere tutta la stratificazione di intesa intellettuale e erotica di quella lunga “costruzione”. Spero avrete capito che a quel punto nessuno può “diventare attraente” più di così.
La situazione di Acqua è evidente, ma se tu Virginia, hai flirtato, anche “onestanente”, con mister X, perché l’attrazione era forte, se fossi tuo marito qualche domanda me la farei, perché è abbastanza chiaro che qualche cosa tra voi non è risolta. Prova a metterti nei suoi panni e giudica un episodio come quello, o qualunque altro simile, oppure immagina che io sia lui e abbia letto di quella storia, pur senza esito. Come credi che reagirei? O come reagirebbe lui. Lui lo sa? No, ci scommetto, perché tu pensi che lui “non capirebbe”. >>>
>>> Invece capirebbe benissimo, proprio perché è un uomo, e sa cosa significa quando una donna è attratta da un uomo, ed è per quello che molte donne non ne parlano col loro “amore”.
Rispondendo anche ad Acqua, e alla possibilità di sentire attrazioni mentre si ama un altro, il punto è che l’amore vero è ancora un oggetto misterioso per molti, ma non è nè innamoramento nè “protocollo”, e quando lo si HA, non consente alternative di nessun genere. Ma non per dovere o lealtà, perchè l’applicazione di questa due qualità richiede uno “sforzo” che non è presente in quel particolare “rapporto” di cui ho accennato. Che molte credono di provare o aver conquistato, sino a che una notte in un treno che da Lecce ti sta portando a Imola scopri che non è così.
Se vogliamo parlare della parte sessuale, vi dico che se mi si mi presenta la solita Sharon Stone disponibile, la scopo senza pietà, e lei (Sally) lo sa. Ma se a questo punto mi dite: “ah, ecco vedi? Allora …” io vi rispondo. Ah ecco vedete? Allora siete come noi, solo un pochino più ipocrite. Non con me. Con voi stesse.
Quindi ragazze, se non si supera quell’equivoco che vi vorrebbe diverse rispetto a un maschio di fronte a certi “richiami”, quel livello di cui vi parlo non lo si raggiungerà mai. In effetti è più facile che lo capisca prima un uomo, che è meno abituato a prendersi in giro su cos’è il sesso e cos’è l’amore.
Salut.
Golem guarda che non ho flirtato con nessuno, neanche “onestamente” come scrivi tu.
Conoscere un uomo per lavoro, vedere che é un bell’uomo attraente e che sa parlare vuol dire flirtare ? E vuol dire anche, sempre secondo te, che c’e’ qualcosa di non risolto tra me e mio marito? Ma che stai dicendo?
E ti dirò di più, mio marito lo sa, perché all’epoca glielo raccontai. Fece un po’ il geloso, chiaramente, ma lo tranquillizzai spiegandogli di cosa si trattasse.
Forse non ti é ancora chiaro, ma io non desideravo andare a letto con quell’uomo. Non mi interessava, nonostante fosse un bel tipo, come possono esserlo in tanti.
Un amore vero si costruisce in base ad una serie di intese che avvengono nel tempo ma ciò non pressupone che non si possa continuare a distinguere se un uomo possa essere attraente o meno.
Virginia, mi era parso che aveste “parlato”. A me non interessa sapere quello che hai fatto, non voglio metterti in difficoltá. Se non della tua, ormai credo di sapere cosa passi per la testa delle donne in certi momenti, anche perché come ho avuto modo di dire sono stato, anche mio malgrado, dalla parte del dell’uomo attraente (o bel ragazzo all’epoca) che sapeva parlare, e so quanti mariti ignorano come è andata a finire. A me interessa solo avere riscontri di quante donne si autoingannano pur di non riconoscere che dietro tanta romantica o civile attrattiva che ispira un uomo si cela solo il desiderio sessuale, o la cattiva e moralistica interpretazione di quelle “ecologiche” istanze.
Tu sei stata coerente e me ne compiaccio. Francesca no temo, Acqua è dibattuta, e Sally si è dovuta inventare un amore struggente quanto non ricambiato pur di farsi qualche sana e rilassante sco.... in gioventù, in modo che soddisfare quel bisogno non la facesse sentire una “scoscutmata” (detto alla napoletana). Mentalità che ne ha condizionato per decenni il sano sviluppo emotivo che si dovrebbe avere, e che quando esiste fa distinguere il bisogno sessuale da altre emozioni, evitando così confusioni tra i momenti, che potrai facilmente immaginare quali problemi spesso comportano.
Niente, tu sei un’eccezione. Sei stata corretta su tutta la linea, nessun flirt e nessun pensiero “extraconiugale”. Tuo marito può dormire sonni tranquilli sino alla fine dei giorni.
Ciao