Penso ancora a lei
Riferimento alla lettera:
Questa è la seconda volta che scrivo nel sito, questa fu la mia prima lettera "La mia vità è cambiata". Scrivo perché pensavo veramente di aver dato un taglio al passato, di esser riuscito ad andare avanti senza dovermi voltare, invece? Invece mi sbagliavo, sono ancora lì che penso a...
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Data di pubblicazione: 16 Giugno 2011
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Categorie: - Amore
534 commenti
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Vic, Virginia, Acqua,
leggo con piacere i vostri punti di vista, che a grandi linee concordano con i miei.
a conferma che in tutti gli ambiti ma soprattutto in amore non si vede che quello che si desidera vedere, puntualizzo che non è affatto infrequente che un intero paese o un intero gruppo di amici sia a conoscenza che uno di essi è vistosamente tradito da tempo dal partner mentre l’unico a non esserne a conoscenza è proprio il diretto interessato.
assurdo pensare di sapere cosa passa per la testa di un’altra persona, indipendentemente dalle sue parole o dai suoi atteggiamenti. per me il controllo mentale e la frequenza/modalità degli amplessi non rientrano nel concetto standard di amore, che soggettivamente trae origine solo dalla spontanea volontà, secondo la propria inclinazione a viverlo e ad esplicitarlo.
è la stabilità della famiglia a essere incrostazione sociale, piacevole da assecondare quando entrambi i coniugi o i conviventi accettano la naturale transizione da amore-passione ad amore-affetto, indubbiamente favorita dalla nascita di figli.
Io penso che ognuno di noi nella sua mente
ha uno standard, cioè quella che sarebbe
la donna dei suoi sogni o dell’uomo
dei suoi sogni.
Ce l’abbiamo fin dall’adolescenza, poi la realtà
può portarci in altre vie.
Quello che poteva essere e non fu é un tarlo di tutti non solo delle donne.
Per il resto ti vedo un po’ troppo concentrato sul discorso dell’immaginario.
Si immagina un rapporto con Sharon Stone, come scrivesti all’inizio, non un qualcosa di vissuto. Se io ripenso ad un mio ex amore ripenso a ciò che ho vissuto, a ciò che eventualmente si é sbagliato e non a ciò che sarebbe potuto accadere in futuro.
Del resto anche nel mio matrimonio posso immaginare il futuro che non é detto che sarà come mi immagino.
Quando un uomo una donna si incontrano,
ognuno ha un suo vissuto passato,
una sua infanzia, adolescenza , esperienze ecc.
Quindi non si può intervenire sul passato,
non si può cambiarlo e si può solo decidere
se accettarlo e sul futuro.
Dico questo perchè un mio amico ha detto che avrebbe voluto conoscere la moglie già nell’adolescenza, ma queste sono pretese non suffragate dalla realtà.
La cosa essenziale è dopo il primo periodo di passione
(perchè se non c’è quella non è vero amore …ma un accontentarsi pur di non restar soli) è trovare un equilibrio fra le esigenze dei due e un modo comune di affrontare i problemi quotidiani di una vita coniugale.
Non proprio di tutti Virginia. Mio non lo è mai stato, e oggi non lo è anche della mia lei, e infondo è tutto quello che mi interessa.
Vivere di ricordi o gingillarsi con questi tutto sommato è una mezza sconfitta se ci pensi.
Io alla Sharon la volevo portare solo a letto, non farci una storia di amore. Questa è spesso la differenza tra un uomo e una donna. Che il primo è persino più capace di distinguere una banale voglia di sesso con l’amore, una donna spesso se lo inventa pur di giustificare inconsciamente moralmente certi impulsi
Una donna come mia moglie prima della svolta, ricordava le smanie ormonali, non certo un amore che non è esistito, quello se lo è dovuto inventare per garantirsi certe emozioni “lecitamente”, visto che non era neanche lontanamente ricambiata. Era il corrispettivo maschile del desiderare di sco.... con una Sharon Stone ma doveva essere benedetto dall’amore per ragioni morali.
Questo è saltato fuori da dentro di lei parlandone, ma non c’è bisogno di aver avuto 20 anni negli anni ’80 per avere certe bisogno di certe “scuse” per soddisfare gli istinti, anche oggi, e pure su questo forum, mi è capitato di trovarne simili.
Forse è l’unica al mondo Sally a essersi comportata in quel modo, o forse solo una donna durante le discussioni lo ha ammesso, ma a me va bene che lo abbia capito la mia, e visti i risultati mi sembra che il problema fosse proprio quello. Anzi, è certo.
Golem, non si sta discutendo sul fatto che Sally abbia raggiunto questa consapevolezza risolvendo in questo modo il vostro problema e segnando, di conseguenza, il suo passaggio da un finto amore puerile nei confronti del Portoghese al un Amore adulto nei tuoi confronti. Si sta prendendo semplicemente atto che per molte coppie si tratta di un percorso tortuoso e che quindi questa svolta può essere raggiunta più o meno tardi nel rapporto. Ho notato, dai tuoi commenti sulle varie lettere, che tendi immediatamente a condannare gli “ammori” degli altri, non riconoscendo, spesso, che tali “deviazioni” costituiscono una tappa obbligata di crescita per molte/i , nel processo di maturazione del rapporto di coppia.
Voi,o meglio Sally, ha tagliato il traguardo dopo 17anni di convivenza , realizzando in tal modo una sua trasformazione interiore che ha portato al raggiungimento della vostra sintonia di coppia e del Vero Amore. Hai ragione: molti si fermano prima e, esaurito lo slancio dell’innamoramento, abbandonano la nave per cercarsi nuove avventure. Ciò non significa che per tutti sia così. Molti capiscono la necessità di proseguire nella ricerca del Vero Amore e di attuare quel processo di trasformazione interiore per raggiungerlo. Solo che non si sa quando questo avverrà perché dipende anche dall’altro. Ci sono coppie chi fin da subito lo intuiscono e impostano subito bene il lavoro (come probabilmente quella di Virginia), altre in cui c’è bisogno di tempo per conoscere l’altro, ma soprattutto per conoscere se’ stessi e fare i conti con le proprie aspirazioni al fine di riadattarle al contesto reale e trovare l’equilibrio.
Inoltre vorrei sapere da te, se tu, raggiunto l’ Amore Vero e la felicità matrimoniale, ti ritieni ora (e da allora) per sempre esente da “pulsioni” (sessuali) verso altre donne e che basti questa consapevolezza per essere in grado di controllarle con sicurezza in ogni istante.
Rossana condivido che la transizione da”Amore-passione” ad “Amore-affetto”sia necessaria per consentire il rafforzamento della relazione e la sua stabilità nel tempo. Ciò’ significa essenzialmente abbandonare l’idea che sia il mistero, l’ignoto, che rafforza il legame e riconoscere che un’intesa amorosa, anche di tipo sessuale, si realizza, invece, soprattutto attraverso la conoscenza reciproca e l’ascolto. A questo punto le aspettative di entrambe le parti di “quello che potrebbe essere” si ridimensionano per lasciare posto all’osservazione di “quello che è’ “e alla sua spontanea e completa accettazione e valorizzazione.
Acquadicielo, è abbastanza evidente che io parli della vicenda di Sally con toni paradigmatici, perché ognuno di noi vive una realtà relativa che tuttavia assume le sembianze di quella assoluta, non so se mi sono spiegato. Questo limite di lettura me lo sono posto ovviamente, e non è possibile negare che vi siano infinite “realtà relative” che reclamerebbero le loro unicità come dice spesso la nostra “saggia”. Tuttavia, tutte quelle “relatività” sono i soggettivi sviluppi di uno stesso bisogno, che si chiama amore per te, e sesso per me, (e non solo per me se pensiamo anche solamente a Freud).
Quello che penso non è ovviamente frutto di una mia presuntuosa interpretazione, ma il risultato di una serie di letture che non si limitano solo ai quattro libri di cui abbiamo parlato, ma di una più vasta biblioteca che contiene testi molto più variegati di antropologia, storia, sociologia, religione e sessuologia, dai quali ho tratto le mie conclusioni su certi comportamenti, che pur apparendo unici e soggettivi, percorrono in realtà tracciati molto simili.
Io ho trovato troppe similitudini tra la situazione di Sally e le decine di donne che hanno raccontato le loro storie su queste pagine. Troppe per non pensare -come peraltro ho potuto appurare da quelle letture- che la visione di certi fenomeni “incontrollabili”, come quella dell’infatuazione sessuale, sono un ordine categorico uguale per tutti, al quale rispondiamo soggettivamente secondo le nostre caratteristiche, temperamento e cultura, ma in fondo ancora e solo come “funzionari della Natura”.
Se generalizzo è perché “vedo” cose già viste, vedo ancora persone che cercano di capire il loro, (come pure dell’altro) comportamento, non attraverso quelle istanze ancestrali, ma come l’indicazione di un sentimento assoluto in quanto sì, incontrollabile, ma ritenendolo “proprio”, ignorandone la coercizione fisiologica che sottende quei bisogni.
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Acqua,
essendo quasi del tutto priva di fantasia, per quanto mi riguarda non ho mai avuto sogni o illusioni di coppia ma solo piccoli aggiustamenti alle realtà più significative che ho avuto la fortuna di sperimentare per più di un decennio, senza avere la pretesa che tutto si inserisse a puzzle in più che umane aspettative, sia generiche che culturali, benché in alcuni momenti l’abbia desiderato.
i sogni li avevo invece in ambito lavorativo, e ho potuto realizzarli solo in parte, grazie anche al favore di conoscenze e coincidenze. a volte, infatti, mi sembra di avere una psiche più maschile che femminile…
amo confrontarmi con punti di vista diversi dai miei, a condizione che non siano imposti o considerati assoluti.
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PS: ti dispiace se adotto, come te, nick variabili sul tema dell’aria (il solo che percepisco come abbastanza mutevole da consentirmi una grande varietà d’immedesimazioni, come d’altronde è da sempre parte del mio temperamento)?
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Proprio tu concordavi con me che in fondo siamo macchine biologiche che in un certo momento della nostra evoluzione ci siamo arricchiti della coscienza di “esistere” acquisendo quello che è il “libero arbitrio”, cioè la capacità di scegliere, di decidere. Ma a cosa ci riferiamo quando siamo di fronte ad una scelta? Alle esperienze pregresse, e meno ne abbiamo più ci affidiamo al senso comune generalista. Ti faccio un esempio. Se io mi sveglio di notte ed ho sete, apro il frigorifero e mi trovo davanti due bevande, un succo di nella e uno di arancia, entrambe attraenti e dissetanti, ma devo scegliere. Scelgo quella alla mela, non so ilnpercgè a livello conscio, ma il mio inconscio ricorda un “piacere” del genere perchè forse mia madre o una persona che mi voleva bene mi fece bere quel succo in un momento piacevole della mia infanzia, e l’esperienza è rimasta come sensazione piacevole.
Tutte le nostre scelte hanno un retroterra esperenziale che ci proviene dal passato. Lo stesso vale per le scelte dsbagliare parlsessuale o amorosa se vuoi. Noi assorbiamo degli imprinting dai nostri riferimenti “affettivi” o massmediologici quando ci troviamo di fronte ad un bisogno da soddisfare, ma, nel caso del partner sessuale, trattandosi di un soggetto complesso come può essere un essere umano, ci limitiamo a provare “l’attrazione” fisica come forza traente benedicendo la con paradigmi morali che hanno formato la nostra etica. Non c’è niente di poetico o trascendentale in quelle scelte, siamo noi che gli diamo dei connotati che corrispondano a quelle esperienze pregresse. Esempi famigliari, letture, film e quant’altro, ma spessissimo questi non trovano riscontro nella vita vera. E quella è la vera esperienza che, in qualcuno come me (e lei) fa scoprire “quell’oltre”.
Oggi vedo troppi “prima di quell’oltre” per non poter parlare di “ammori” con la quasi certezza di non sbagliare. Ma resta una mia opinione “naturelment”.
Ciao.
Acquadelsindaco. Non avevo più spazio per rispondere alla domanda sulle mie fantasie.
Certo che se vedo una gran fi.. la guardo, come ho sempre fatto. Ma delle donne che ho frequentato non è mai bastata la sola presenza fisica per farmi arrapare. Da queste però escludo le tante “femmine” usate, ma da cui ero più spesso usato in realtà, dove a suo tempo bastava che aprissero le gambe, tanto era “l’ammore” che sentivo per loro. E loro per me, non temere. Non ho mai preso più di quello che mi hanno dato.
La stessa Sharon non mi avrebbe stimolato la produzione di spermatozoi se non ne avessi ammirato le intuibili qualità intellettuali attraverso i suoi film. Tieni presente che questa attrazione mentale l’ho provata per sole due, forse tre donne, delle restanti faccio fatica a ricordarne il nome, e di alcune proprio non lo ricordo.
Quindi cosa mi chiedi? Se penso a un’altra quando faccio l’amore, la risposta è no. Quando “scopavo” non pensavo neppure, al massimo mi concentravo su di me o su qualche immagine porno per per controllare l’epilogo, figuriamoci.
Come avrai ormai capito, non sono portato per natura a fantasticare su certe cose, figuriamoci dopo il “passaggio”, ma ugualmente ho una fantasia fervida comunque, nel lavoro e nelle mie modeste espressioni artistiche, come lo è stata la fotografia o la scultura col ferro saldato. E il volo, che a certi livelli è un’arte per me.
Comunque, oggi, quelle pulsioni sono sotto controllo non solo per l’acquisita consapevolezza che una “novità” non potrebbe mai contenere lo sguardo della mia donna quando facciamo l’amore, ma anche per quello che c’è scritto sulla carta d’identità. Sono gli alti livelli di ormoni sessuali la causa di certe fette di salame sugli occhi e degli errori che ne derivano, non l’amore.
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Rossana, non mi dispiace affatto se utilizzerai nick variabili sul tema dell’aria, anzi.
I sogni o le ambizioni in qualsiasi ambito, sono, a mio parere, elementi positivi poiché ci stimolano a ricercare sempre il meglio. L’importante è non essere troppo rigidi con noi stessi, poiché la realtà, essendo mutevole e ricca di imprevisti, non sempre ci permette di raggiungerli secondo i nostri piani. A questo punto, invece di cadere nella depressione e nello sconforto, dovremmo cercare di rianalizzare rapidamente le diverse situazioni, difformi da quelle desiderate, ma probabilmente non prive di nuove opportunità, e ricercare altre modalità per riadattare i nostri sogni alla realtà.
Golem, riconosco che il tuo studio del fenomeno e delle sue diverse sfaccettature, attraverso letture di libri e saggi ed analisi profonda della tua esperienza, sia molto superiore al mio. Giustamente, come dici, hai trovato molte similitudini della vicenda di Sally con quella di altre donne che scrivono su questo Forum. Proprio questo dovrebbe convincerti che tali illusioni costituiscono un naturale periodo di passaggio per molte persone (soprattutto donne), da una concezione di Amore immatura, legata all’ineluttabilità e spontaneità di certe emozioni o passioni, ad una concezione matura di Amore, plasmato con impegno e a quattro mani a fronte di una scelta volontaria e ragionata.
Quello su cui vorrei spostare l’attenzione, è la constatazione che determinate pulsioni, naturali, fisiologiche , alimentate da Madre Natura e “abbellite” e “mascherate dalla nostra “sensibilità” individuale (in base ad imprinting e retroterra culturale ), sono comunque parte di noi e che quindi, nonostante si cerchi di mantenerle sotto costante controllo attraverso la il raziocinio (che ci differenzia dagli altri essere viventi), possono talvolta sfuggirci di mano, sopraffarci e renderci vulnerabili di fronte a scelte razionali che pensavamo originariamente inattaccabili.
No, non hai capito la domanda. Il quesito non era se ti capita di pensare ad un’altra mentre fai l’amore. Se è’ per questo nemmeno io ho mai pensato ad M. in queste circostanze. Ti stavo solo chiedendo se, anche dopo “il passaggio”, pensi che potrebbe capitarti di provare un’attrazione fisica e mentale (visto che tu stesso hai detto che solo fisica non basta) per un’altra donna (o se ti è già capitato). Comunque hai risposto che certe pulsioni sono e saranno per te sempre e sicuramente sotto controllo e che ti basta la consapevolezza “dell’illusione della novità” unita alla focalizzaziobe dello sguardo della tua Amata, per eliminare ogni tentazione, anche solo a livello mentale, ed evitare così’ ogni potenziale errore. Bene, bravo. Questa tua sicurezza è ammirevole e non lo sto dicendo con ironia.Probabilmente anche per Sally sarà così. Solo che per arrivarci avete dovuto anche voi attraversare un periodo di crisi.
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(Acqua, questo post conclude il 136 che mi è stato cassato per certi “complimenti” non graditi ai capi)
Anche se le “novità” mi capitano ancora oggi, perché non faccio schifo fiscamente, e a culo dimostro pure molto meno della mia età, tanto che Sally prima di scoprirlo pensava fossi più giovane di lei, che di anni ne ha 10 meno. Ciao
Ciao Acqua. Non credo che qui si discuta sul fatto che certe pulsioni-passioni possano fare o meno parte di noi, prendendo a volte il sopravvento su tutto il resto. Si contesta semplicemente lo scambiarle per “Amore” come tanti tendono a fare. Peraltro, non credo che quel tipo di amore di cui Golem ci parla sia frutto unicamente di scelte “opportunistiche” e razionali. Ma penso sia piuttosto la combinazione di vari elementi mixati tra loro, come attrazione, coinvolgimento, spinta propulsiva e istintiva verso l’ altro unite però alla stima e all’ apprezzamento consapevole delle qualità del partner dopo averlo CONOSCIUTO da vicino.
Si’ , infatti MaryG, mi limitavo solo a constatare che per raggiungere questo livello di Amore si devono per forza modulare determinate pulsioni sessuali e desideri di l'”ideale”, a favore del rispetto dell’altro e della valorizzazione delle sue qualità reali. Non sempre è così immediato ed istintivo e penso che alcuni tradimenti nascano proprio dalla non totale separazione da un proprio desiderio egoistico di perfezione, unito ad un’attrazione istintiva “animale”, talvolta difficilmente domabile.
Acquattata, mi costringi ad apparire presuntuoso. Ho almeno due tipe, alle quali 10 anni fa almeno ho rifatto la casa, che da allora “insistono” in maniera “sottile” per “amarmi”. Una addirittura mi ha fatto sapere quando il marito spariva per andare a trovare l’anziana madre; chiaro e tondo. 10 anni che ci provano, sono quasi diventate vecchie ormai. Sono un fesso? No, non me ne frega niente, perché non voglio casini nella vita, non mi va di fare un torto a Sally e poi mi sono sbizzarrito a sangue quando era il momento giusto, abbastanza per sapere che a questa età non mi interessa più la sco.... tanto per farla. Inoltre, se volessi metterla su quel piano e aggiungere due tacche al calcio della pistola, è come se me le fossi già fatte no? Quindi sono sicuro che non mi succederà più niente. Sto bene così, e sai perchè.
Solo se mi chiamasse la Stone agirei, ma dicendolo a Sally, perché lei sa che sarebbe come fare un volo supersonico su un F104, il più bel velivolo mai costruito, come lo è la Sharon come donna. Purtroppo entrambe le possibilità sono pressoché impossibili che possano verificarsi, per cui…ciccia.
Cara “Acquisita”, che tutte quelle cose che hai citato facciano parte del nostro essere è evidente, ma che le stesse diventino – specialmente per molte donne – spesso una ragione di vita, francamente mi pare grottesco. A meno che non si abbiano 14 anni. Invece c’è chi lo è ancora a 70, vedi tu.
Almeno per me e mia moglie quel passo è stato fatto. C’è voluta una crisi? Per forza. Certi passaggi richiedono coraggio, e un compagno che si ama e che ti ami. Da sole è facile rimanere legate per sempre al “Favoloso mondo di Amelie”. O forse succede di restarvi proprio per quella ragione? Mah.
Ciao.
P.S. Ci hanno fottuto la Chat. Succede ogni volta che cambia il “vento”.
“Ubi major minor cessat”
Tendiamo ad andare verso il rapporto che ci da più soddisfazione e non importa chi c’era prima.
Questo è adesso il nostro standard…
Quando mi sono messo con mia moglie era
OGGETTIVAMENTE la migliore di quelle che avevo conosciuto.
Quindi non solo il cuore,ma anche la testa.
Certo nel mondo o anche solo in Italia ce ne saranno state
di migliori, ma nella cerchia delle donne da me conosciute le cose stavano così.
Poi i rapporti perfetti non esistono, siamo noi a immaginare che siano così.
Se si conosce bene una persona, si sanno le sue qualità e i suoi difetti.
Se si vedono solo le qualità vuol dire che
NON CONOSCIAMO ABBASTANZA BENE questa persona.
Il punto è invece che le qualità prevalgono
sui difetti.
E soprattutto che si è creato un rapporto speciale.
Quali ideali?
Sotto sotto e non troppo sotto
siamo tutti animali…
I rapporti perfetti esistono eccome Vic, è inutile cercarsi delle scuse per consolarsi se non lo abbiamo. Ma sono come le opere d’arte, ci vuole capacità tecnica, volontà e sensibilità geniale. Se ne poteva discutete, ma senza la Chat qui sarà un mortorio di ovvietà, il trionfo dei luoghi comuni, la proliferazione delle pezze calde, un consolatoio placebico.
Golem a me sembra di capire che tua moglie era molto presa sessualmente da questo suo ex. Capita spesso che ci siano uomini o donne che ti fanno perdere la testa sotto quel punto di vista. Magari non é amore, ma sono emozioni che non dimentichi poiché molto intense e difficilmente sostituibili
Vabbè allora finiamo qui la discussione se ritieni sia il trionfo delle ovvietà. Adios
Acquafredda, “ai apologiais” ma non mi riferivo a te, dovresti saperlo da un pezzo, lo sai che ti apprezzo da tempo, che ti considero sincera, e come sai non fingo di rispettare tutti per con l’ipocrisia delle “buone maniere” strumentali. Anzi, sei l’unica delle relativamente recenti new entry che stimo come realmente imparziale e con la quale si può andare oltre le banalità, te l’ho già detto tempo fa e non ho cambiato idea. Quindi per me fai parte di una certa élite. Infatti della nuova utenza solo con te si è svilppato un interessante dialogo che ha fruttato conclusioni utili ad entrambi. Ma converrai con me che tra gente che recita l’amore universale e intestini parlanti, qui il livello generale è patetico, o no? Comunque se vuoi abbandonare il dialogo lo accetterò con rassegnazione. Che posso fare. Mi inventero dei soliloqui e diventerò un Rossello, o prenderò una cassetta come fece Beppino e cercherò una radura dove farla finita. In subordine cercherò di farmi prestare dal Professor Yog una damigiana di Narda. Piena ovviamente.
Ciao Acquoffesa.
Proprio per niente Virginia, l’avrà sco.... sei, sette volte in cinque, sei anni, e senza soddisfazione da parte di lei. Era un eroinomane, quindi poco attivo per motivi intuibili, e inoltre la vedeva si e no un mese all’anno, perché lei viaggiava per lavoro.
Torno a ripetere che si è trattato di una costruzione fantasiosia intorno a un “oggetto umano” che rappresentava il “paradigma” di certi comportamenti sentimentali, alimentato dai parametri educazionali e culturali assorbiti durante la crescita e in adolescenza.
Si trattava sì del banale impellente desiderio sessuale giovanile che cercava uno sfogo, ma tutto era filtrato da quella morale romantico vittoriana.
L’emozione c’era di sicuro, essendo la prima esperienza sessuale, ma il soggetto in quanto persona aveva solo il ruolo di “catalizzatore” di quelle emozioni, non di protagonista, non so se mi sono spiegato. Oggi sarebbero detti degli “scopamici occasionali”, per lei suo malgrado. Quello che voleva mantenere accesa nella sua immaginazione era la SUA “situazione” emotiva, non il tizio in quanto tale. Una infantile fuga dalla realtà e dalla vita di tutti i giorni, quando non si è ancora capito che la vera gioia dell’amore è proprio nella realtà quotidiana che va cercata, perché è l’unica cosa vera che possiamo vivere davvero.
Ciao