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Penso ancora a lei

di kaber

Riferimento alla lettera: Questa è la seconda volta che scrivo nel sito, questa fu la mia prima lettera "La mia vità è cambiata". Scrivo perché pensavo veramente di aver dato un taglio al passato, di esser riuscito ad andare avanti senza dovermi voltare, invece? Invece mi sbagliavo, sono ancora lì che penso a...
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Data di pubblicazione: 16 Giugno 2011.

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Categorie: - Amore e relazioni di coppia

534 commenti

Pagine: 1 3 4 5 6 7 11

  • 201
    rossana -

    Acqua,
    per me quello che più conta in qualsiasi momento di vita è il proprio equilibrio interiore, sia legato ai sentimenti come a ogni altro aspetto dell’esistenza.

    ritengo giusto esprimere un’opinione, soprattutto se richiesta, e mantenerla o ribadirla in seguito, se permane la stessa. meno utile riprendere casi esposti (e già discussi soprattutto con gli interessati) e farne un campo di battaglia per imporre come assoluto il proprio punto di vista, oppure esautorare con varie modalità chi la pensa diversamente.

    do sempre credito a chi parla di sé e illustra le proprie scelte in un suo momento; molto meno a chi immagina che queste possano valere per l’intero genere umano.

    PS: se le tempeste ormanali si possono e si devono domare, perché non dovrebbe essere possibile domare anche i sentimenti, o per lo meno tenerli a bada come si preferisce?

  • 202
    virginia -

    Rossana, direi estremamente interessante e convincente il tuo commento 200.

  • 203
    Vic -

    Nei primordi della sua esistenza l’essere umano si trovava esposto a pericoli che minacciavano continuamente la sua integrità fisica; questa traccia di sovreccitazione e paura è rimasta attiva e latente, anche se non si manifesta in modo costante.
    Questo spiega perchè molti rapporti siano inquieti
    e fatichino a trovare l’equilibrio.
    Un uomo e una donna che si incontrano, partono da due vissuti differenti.
    Per restare insieme bisogna raggiungere appunto
    un equilibrio che permetta di stare insieme,
    pur restando se stessi.

  • 204
    Yog -

    Vic, mentre ti fai una cultura a buon mercato su questo sito scrauso, la tua compagna sta covando cose vastase.
    Ti ha detto che non è innamorata e che c’è pure un amante francese, vedi tu. Forse ti sta mandando messaggi subliminali.
    Io, dal canto mio, ho un’unica curiosità: il francese ha votato Macron o Le Pen?

  • 205
    pensierodubbioso -

    Possibile che non accettiate altri tipi di amore
    se non i vostri?
    Francesca ha cura di suo marito e dei figli,
    è una buona mamma e moglie pensa alla casa e soddisfa il marito a letto, ma ha diritto
    di sognare , di evadere dalla routine e di cercare
    l’amore vero.
    Magari non potrà realizzarlo, ma non proibiamo i sogni,
    che sono una delle poche cose rimasteci
    in una società in cui la libertà è sempre meno.

  • 206
    pensierodubbioso -

    C’è un mondo….là fuori!

  • 207
    virginia -

    Ha diritto di sognare andando a letto con un altro uomo?
    E questo é amore nei confronti del marito?

  • 208
    Acquassolta -

    Mah…non definirei una brava moglie quella che finge Amore verso il marito e cerca emozioni altrove…Certi sogni sono “proibiti” e se uno/a li vuole fare, addirittura realizzare, sappia che non è carino se c’è’ di mezzo un rapporto di fiducia. Non è facile ammettere che è una colpa, forse perché il gusto sta proprio in questa trasgressione.

  • 209
    Golem -

    “Non è facile ammettere che è una colpa, forse perché il gusto sta proprio in questa trasgressione.”

    Essenziale e cristallino. Come una poesia di Ungaretti.

  • 210
    rossana -

    Virginia,
    lasciando da parte il caso specifico, su cui non mi sembra il caso di continuare a infierire, faccio presente che, se un partner è scontento della sua unione di coppia consolidata, e magari ampliata con la nascita di figli, ha di solito due alternative.

    – la prima, egoistica, di rompere i patti e di tentare una nuova avventura amorosa: scelta di solito ampiamente criticata, in quanto incide, a volte molto dolorosamente, su altri, magari pure del tutto innocenti.

    – la seconda, altruistica, di mantener fede agli impegni assunti, magari anche solo a beneficio della serenità dei figli, trovando un proprio equilibrio emotivo/esistenziale di qualche tipo all’interno o all’esterno della coppia, evitando che altri ne siano al corrente.

    in tale critica circostanza la scelta ottimale può essere decisa soltanto dal diretto interessato, in quanto da diversi punti di vista entrambe le soluzioni sono sia dolorose che controverse.

    quasi certamente l’opzione dipende dal temperamento, dalle occasioni che si presentano dall’esterno e dal benessere d’insieme sperimentato sia nel rapporto di coppia e di famiglia che nella situazione economica e sociale in cui si è immersi.

    per giudicare un singolo caso bisognerebbe conoscerne almeno alcuni dettagli, fermo restando che sarebbe pure preferibile aver sperimentato di persona, almeno in parte, lo stesso tipo di difficoltà.

    più che legittima, comunque, una visione preferenziale sulla prima o sulla seconda alternativa.

  • 211
    Golem -

    Cioè, la prima sarebbe egoistica quando invece si dovrebbe definire semplicemente seria e coerente, se si tratta di amore VERO, e la seconda sarebbe invece altruistica?
    “Sai caro, tu hai più corna di un cesto di lumache, ma resto con te e i bambini per altruismo. Ti farò tante, tante corna, ma resto per amore dell’impegno che ho preso con te e verso la famiglia. Ma se un giorno dovessi scoprire le corna, sappi che il mio è stato un sacrificio”.
    Me cojoni, questa è solo IPOCRISIA, e non solo dalle mie parti. Una delle più squallide direi. Ma non mi sorprende.
    Ma la seconda scelta, non la si potrebbe definire solo “opportunistica”? Altruistica suona come una presa per il culo per quel povero fesso che gli dorme accanto.

    Giustificare un tradimento ottennale, con “innamoramento” e corna annesse, come la ricerca di un proprio equilibrio esistenziale, non mi sembra esattamente altruismo. Neanche se spiegato in maniera “empatica”. Magari serve a giustificarsi qualche trascorso analogo. Ma questo è un’altro discorso credo.

    Questo dimostra come bisogna sempre cercare di non fermarsi alla forma di quello che viene detto, ma pensare SEMPRE al senso di quello che si sta leggendo, e capire da chi arriva il commento. Si può intuire da ciò, che si può far “male” al lettore non solo con l’aggressività, ma più subdolamente nella maniera opposta, se ci si ferma SOLO a quello che sembra.

    Suzy, Acquavera. Ma perché non dite quello che pensate, senza “timori”?

  • 212
    virginia -

    Io parto dal presupposto che il matrimonio é una tra le cose più importanti della vita. Se qualcosa non va bisogna parlarne e, soprattutto, risolvere i problemi.
    In una situazione bisogna sempre trovarsi però l’ipotesi di tentare nuove strade amorose o mantenere gli impegni praticamente facendosi gli affari propri le trovo soluzioni fin troppo facili.
    Ho scelto di sposare mio marito per amore e anche di fronte a delle difficoltà non potrei non mettere in primo piano questa scelta.

  • 213
    rossana -

    Virginia,
    scusa, ma questo: “Se qualcosa non va bisogna parlarne e, soprattutto, risolvere i problemi.” l’ho dato per scontato.

    ammesso che… se ne possa parlare… ci si possa comprendere a vicenda e si desideri davvero entrambi cercare soluzioni a mezza strada, positive per tutti.

  • 214
    pensierodubbioso -

    Lasciare il compagno è traumatico soprattutto
    per lui e i figli che lo vedono come un vero e proprio tradimento, se poi vedessero la mamma insieme
    ad un altro non l’accetterebbero e finirebbero per odiarla.
    La stabilità è uno dei valori più importanti del matrimonio.
    Oltretutto parliamo del caso in cui una donna vuole comunque bene al marito compreso la sua assistenza coniugale (leggi sesso) , anche se la sua mente è impegnata altrove.

  • 215
    Itto Ogami -

    Una donna non vale così tanto da rovinarsi la vita.
    Una automobile o una moto invece sono un’altra cosa !
    ah ah ah ah

  • 216
    Suzanne -

    Concordo con Golem, di altruistico non ci trovo proprio nulla. Spesso è semplice paura per se stessi, di perdere un mondo magari consolidato negli anni che ci dà comunque un senso di protezione, anche se non ci rende felici. Credo che ogni scelta sia sempre e comunque un preservare prima noi stessi.

  • 217
    Golem -

    “Virginia,
    scusa, ma questo: “Se qualcosa non va bisogna parlarne e, soprattutto, risolvere i problemi.” l’ho dato per scontato.”

    Ah mbè, allora tutto prende un’altra piega.

    DiplomaNzia. Una nuova materia da insegnare allo IULM nel corso di laurea di “Scienza nelle Communicazioni”. Con due emme, come amore.
    Incredibile.

  • 218
    Acquavalle -

    Non è altruistico: è una situazione di comodo che permette di salvare capra e cavoli, ma senza benefici per nessuno. Io stessa so perfettamente che la mia “evasione” è (stata)un atto egoistico, funzionale a distrarmi da insoddisfazioni di coppia che al momento non ho voglia di affrontare per motivi di stanchezza fisica e mentale. Non la ritengo dannosa essendo ora pienamente consapevole della sua “natura” e dal momento che è sempre stata una pura (o impura) fantasia, pur avendo avuto, a valle dello shock emotivo causato dall’incontro fortuito con l’idealizzato, la forte tentazione di averne un assaggio nel reale (fortunatamente e mio malgrado, poi non ottenuta).
    Sono sicura che chi non è soddisfatto della sua vita di coppia e cerca altrove “relazioni”, soprattutto se nel mondo “virtuale” , ha un alta probabilità di trovarne a bizzeffe: interagendo in una chat, per esempio, prima o poi nascerà una sorta di apparente empatia causata dal proprio desiderio di colmare i propri gap emotivi: ciò portera’ all’autoconvincimento che si tratti di quello/a “giusto/a”, in grado di realizzare i nostri sogni incompiuti. Se la storia viene vissuta solo parzialmente e non ha modo di evolversi liberamente, il gioco (mentale) è fatto e rimarrà per sempre un amore non vissuto e “cristallizzato”, basato su ipotesi non verificabili, pertanto non vero.

  • 219
    pensierodubbioso -

    Tutte le scelte inconsciamente o no tendono a preservare prima noi stessi, questa è la realtà se si ha il coraggio di guardarla.
    Non possiamo decidere i nostri sentimenti, possiamo sacrificarci se vogliamo o ce la sentiamo,
    in una famiglia l’impegno è stare vicino al marito e i
    figli, ma i sentimenti e le emozioni non possono essere
    ferreamente controllati a meno di perdere il nostro tratto umano.

  • 220
    Acquavalle -

    La vera forza d’animo sta nel resistere a questo tipo di tentazioni, focalizzandosi, invece, sulla valorizzazione di ciò che già abbiamo. I sensi di colpa non servono, basta riconoscere le nostre debolezze, senza per forza fustigarci. E’ così e basta: può succederci ogni giorno di innamorarci di un altro, ma di tratta di essere coerenti con una scelta fatta a monte e di sperare che anche il nostro compagno la rispetti con lo stesso impegno. Se invece ci trovassimo nella condizione di mettere in dubbio la scelta iniziale a livello sostanziale, per esempio riconoscendo che non siamo in grado di accettare totalmente l’altro con i suoi pregi e difetti, dovremmo interrogarci seriamente sul significato di continuare un rapporto che per noi è carente e ci rende infelici e quindi avere il coraggio di interromperlo per dedicarci alla nuova relazione con corpo ed anima.

  • 221
    Itto Ogami -

    Ma perché buttare nel cesso la donna traditrice ?

    Meglio tenersela! Parola di Alberto Sordi !

    https://www.youtube.com/watch?v=lf2j763CVV0

  • 222
    rossana -

    Pensierodubbioso,
    mi piace il tuo nick e sono contenta di non essere la sola a non avere mai assolute certezze.

    essendomi trovata nel caso in questione, pur riconoscendo che ognuno attua le scelte che meglio gli consentono di conservare un decente equilibrio di benessere interiore, quando queste sono almeno idealmente possibili, potrei tutt’al più distinguere fra scelta “altruistica” e scelta “opportunistica”.

    nella prima c’è spesso un’inclinazione di fondo naturale, magari in un temperamento poco passionale o poco indipendente, oppure anche solo l’idea che la serenità dei figli sia la più importante, anche per se stessi. la seconda, invece, ricalca né più né meno TUTTE le scelte fatte con il raziocinio di cercare agi e stabilità.

    poiché la scelta del partner appartiene in ultima battuta alla donna, ritengo che siano parecchie le donne che, dopo aver sperimentato la scarsa affidabilità dei “belli e dannati”, di solito dai 15 ai 30 anni, passa poi all’orientamento di un’unione più ragionata, com’è logico che sia per mettere su famiglia.

    non mi pento di aver fatto a suo tempo la scelta “egoistica” ma spesso mi succede di chiedermi se avessi il diritto d’infliggere la sofferenza che mio figlio ha patito, pur avendo mantenuto costanti contatti con il padre.

    anche se la mia preferenza rimane quella che ho attuato, non giudico negativamente chi magari si sforza di mettere in atto l’altra, ritenendola più adatta a sé e al suo nucleo famigliare.

  • 223
    Vic -

    E’ giusto parlarne, ma non sempre
    si può, a volte l’altro può cercare di evitare il confronto.
    Comunque l’aspetto sessuale è uno dei principali componenti, ma non il solo, l’aiuto reciproco
    specie nei momenti di bisogno è altrettanto importante,
    e anche la stabilità del rapporto lo è.
    Negli anni si impara a conoscere l’altro
    e quindi si tratta di accettarlo, pregi e difetti.
    Non si possono ovviamente conoscere i pensieri e
    quindi vanno esaminati i fatti.

  • 224
    Acquastress -

    Rossana,
    a mio parere i figli percepiscono se nella coppia c’è malessere e finzione. I figli non vedono i pensieri, ma assorbono i fatti. Per cui se in casa aleggia un clima costante di nervosismo e avversione o , anche peggio, un ‘ indifferenza mal camuffata, i figli ne risentono sicuramente e in modo continuo.
    Probabilmente, invece, la sofferenza che deriva dalla fase iniziale di separazione dei genitori viene assorbita gradualmente se la coppia, una volta divisa, riesce a mantenere un rapporto amichevole e di rispetto reciproco, anche solo per amore del figlio (come sicuramente avrai fatto tu con il tuo ex compagno).

  • 225
    Golem -

    Acquafree. Sono tutte scuse quelle dei figli. Mia madre non si è potuta separare perché non lavorava. Una donna bellissima in tutti i sensi “schiava” dei tempi. Ma una donna che lavora non ha scuse, se non quelle che si inventa. Avevo 15 anni quando dissi a Franca di farlo, che l’avrei aiutata io. Pensa che candore, e semmai l’avesse fatto sarei rimasto con lei in ogni caso. Ma non c’era neppure il divorzio. Mancavano anni per quella svolta. Io e mia sorella “sapevamo” da quando io ne avevo 10 di anni e lei 7. Cosa vuoi “far finta” per i figli. I ragazzi “sentono” tutto, e più crescono più se ne rendono conto, e abituarli a “fingere” per cose così importanti li porterà all’infelicità. I figli vogliono vedere le persone che li amano
    serene e non mortificate. Ritenere “egoistico” chiudere un matrimonio fallito è solo una menzogna. Egoistico lo è, ma non nel senso che è stato indicato inizialmente.
    Come al solito, perorare una causa relativa ad un problema esistenziale per ritrovarvi un’assoluzione è infantile a mio parere, e altera la validità dell’eventuale discussione che dovesse derivarne. E il lettore in cerca di consigli non ne trarrà nessun giovamento. Semmai il contrario.
    Parliamoci chiaro, una situazione come quella della nostra amica calabresotta che “ama” per corrispondenza e scopa quando le capita, ma si “sacrifica” per la “famiglia”, si spiega e si giustifica solo con l’immaturità sentimentale.
    Ipse dixit ad usum delphini.
    Ciao

  • 226
    rossana -

    Acqua,
    concordo con il commento 224 ma non mi permetto di giudicare in negativo, SOGGETTIVAMENTE, chi decide di mantenere l’unione, potendo garantire in ambito famigliare il “rapporto amichevole e di rispetto reciproco” che, dopo qualche mese di burrasca, ho ripreso con il mio ex marito.

    PER ME, le condizioni di cui tener conto a livello singolo rendono ogni caso a se stante. senza contare, poi, che per esperienza personale (che non mi sembra sia stata finora psicologicamente abbastanza approfondita) ritengo ci siano figli che desiderano o superano senza eccessivi traumi la separazione dei genitori e altri che, invece, se ne lamentano a vita e ne riportano ferite emotive permanenti, che spesso si riflettono poi anche nel loro futuro di coppia.

    molto dipende dai temperamenti e dall’orientamento degli affetti verso i genitori dei figli in questione e dall’età che hanno nel momento in cui si decide di rompere l’equilibrio famigliare.

    ognuno sceglie per sé, nei limiti delle sue capacità e possibilità, evitando soltanto, quando possibile, le imposizioni derivanti da altri o da limitanti condizioni fisiche e/o economiche. e nemmeno sempre ci azzecca!

    pure e semplici opinioni personali!

  • 227
    virginia -

    La penso un po’ diversamente da tutti voi.
    Per me il matrimonio é sacro e quando si fa una scelta del genere bisogna valutare tutte le conseguenze e non affidarsi alle sole emozioni del momento.
    Quando ho conosciuto mio marito non avevo fantasmi del passato. Ho scelto mio marito per compatibilità sessuali, di idee e caratteriali. Abbiamo convissuto per qualche anno senza avere figli per testare ancora di più nel quotidiano il nostro feeling.
    Mi é capitato di chattare così come di provare attrazione verso qualcuno che non sia mio marito. Credo sia umano. Ma mai mi sono sognata ne mi sognerei di lasciare mio marito per un altro.
    La quotidianità, la routine, sono elementi di disturbo anche per chi vive da solo o ha mille avventure. Se litighi ci sta, se ci sono periodi no ci stanno anche quelli. Così come i problemi.
    Ma non mi sono mai sognata di pensare ad un altro così come é accaduto alla moglie di Golem, ad Acqua o alla mia amica, al punto da rischiare di mandare in crisi un matrimonio. Spero sia lo stesso anche per lui, ma come detto più volte non si sta nel testa degli altri.

  • 228
    Vic -

    Golem
    Quello che ti è accaduto da ragazzo dimostra
    che i ragazzi capiscono l’atmosfera e in qualche modo ne hai subito conseguenze che ti porti dentro anche ora , ma non puoi dire
    che sarebbe stato meglio se avesse potuto separarsi,
    in quanto non hai provato questa esperienza, solo
    chi l’ha provata di persona e sulla sua pelle può dirlo.
    Io non l’ho provata per fortuna , ma conosco persone
    che l’hanno provata e sono arrivati a odiare la madre
    perchè aveva preso l’iniziativa (anche se in seguito da adulti l’hanno perdonata), ma soprattutto odiavano la persona che aveva preso il posto del loro padre.

  • 229
    Golem -

    Lo posso dire invece Vic, perché di fatto mio padre non era mai in casa. Quello che mi è successo dimostra solo che si possono vivere vite senza senso per colpa di una società come quella degli anni sessanta, dove le apparenze prevalevano sul contenuto, e purtroppo è uno stile che molti si portano appresso ancora oggi, e che fa parte di una cultura perbensta e ipocrita che le ha alimentate. I bambini vivono di “esempi” e nella loro innocenza non capiscono una finzione come quella che io e migliaia di altri “figli” hanno vissuto. Una volta adulti, se non si razionalizzano certe situazioni, attraverso un’analisi critica della cultura che li produce, si finisce per farle proprie per “osmosi”, perché si accetta la “recita” (e non solo per quella situazione) come un comportamento “normale” nelle relazioni umane.
    Adulti, e bambini specialmente, hanno il diritto di conoscere come stanno le cose, non sono stupidi al punto tale da non capire le situazioni, e quando le capiscono non pensano che li si sia voluti proteggere, ma il contrario. Usarli.
    Tra adulti non ne parliamo. Quella dell’apparire “in un certo modo” è proprio ipocrisia. Ma è un tratto basilare della nostra cultura infarcita di perbenismo di stampo cattolico. Quante mani ipocrite si stringono durante lo scambio di un “Segno di Pace” durante le Messe, lo sa solo il Protagonista di quel rito.

  • 230
    Vic -

    virginia
    “Quando ho conosciuto mio marito non avevo fantasmi del passato. Ho scelto mio marito per compatibilità sessuali, di idee e caratteriali”
    Appunto la compatibilità è l’elemento che per primo deve venir valutato…di solito però la parte affettiva
    è prevalente su tutto…ed è quella determinante.
    Golem
    le apparenze contano anche oggi, vedi il caso del tradimento; se resta a conoscenza della coppia è un conto, se
    viene a conoscenza di tutti, un altro, anche dal punto di vista giudiziale della separazione.

  • 231
    Itto Ogami -

    Mio caro Golem,

    ma il fatto che ci sia stata ipocrisia cattolica negli anni 60 e oggi nondimeno c’è ancora una ipocrisia della moderna religione del puttanesimo, non toglie che ci sono state e ci sono ancora famiglie che non solo non erano ipocrite, ma hanno funzionato e funzionano a dovere. E proprio queste famiglie cattoliche o meno, hanno il diritto di dire che gli anni 60 erano perfetti e senza ipocrisia, e lo stesso anche gli anni attuali. Tanto è vero che hanno allevato e allevano figli che seguono le loro orme desiderando famiglie unite e la parola DIVORZIO non esiste proprio nella loro testa, ma non per ipocrisia, quanto perché vivono bene a livello familiare.
    Come ho già avuto modo di dire alle signore, se la loro nonna faceva certe cose, ci sia aspetta che loro siano piu’ portate a ripetere queste “peculiarità”. Dato che hai descritto mirabilmente la tua vita, ora capisco perché le tue risposte in merito alla vita familiare e ai valori sono diverse da quello che io reputo “normale”. Tanto è vero che anche un’altra utente ha scritto che non si sognerebbe mai di tradire il marito o arrivare alle schifezze che avvengono oggi. Chi ha avuto un buon modello di vita in genere lo replica e quindi va preso come “giusto”. Gli altri non facciano i giusti, se sono nati (poverini, meschini) dalla pianta storta. Chi ha le orecchie per intendere…

  • 232
    Acqua -

    Virginia, solo per precisare che non nemmeno io ho mai pensato di mandare in crisi un matrimonio per un’illusione che ho riconosciuto da subito come tale e usato esclusivamente come gioco mentale. Non mi sono mai sentita coinvolta fino a quel punto.

  • 233
    virginia -

    Acqua, sarà capitato a chiunque, credo, di aver avuto “evasioni mentali”. Ben diverso dal mandare in crisi un matrimonio.
    Parli di illusione però. Quindi ti sei illusa di qualcosa? Di colmare il gap emotivo?
    Ecco scusa, a me questo non passa neanche per l’anticamera del cervello. Credo nell’unione di coppia e successivamente nella famiglia. Le emozioni sono queste, quali altre? Quelle di pensare che con un’altra persona possa esserci un coinvolgimento emotivo? Ma a che pro se ami già una persona?
    Del resto cosa vogliamo? Che se arriva un momento di stanca dobbiamo rivolgerci altrove per colmare determinate mancanze momentanee?
    Tutto questo credo possa succedere nel momento in cui non si é mai amato il proprio partner oppure quando sia accaduto o stia accadendo qualcosa di veramente grave.
    E vogliamo pensare che in tutti i matrimoni accada sempre qualcosa di così grave? Le incomprensioni fanno parte della vita, momenti di difficoltà capitano a chiunque e dovunque. Ma ciò, a mio modo di vedere, non può essere sufficiente per distrarsi altrove.
    Purtroppo credo che anni il matrimonio venga vissuto in maniera troppo superficiale. Vic parla di prevalenza affettiva a fronte di divergenze caratteriali. Mi chiedo come possa essere possibile non accorgersi di evidenti disaccordi in grado di minare un matrimonio consolidato.

  • 234
    Vic -

    virginia
    Ci si accorge, ma si mettono in secondo piano,
    rispetto all’affetto che si prova per l’altro
    o magari li si ritengono superabili nel proseguo.
    (Questo avviene soprattutto da parte della donna(sindrome della crocerossina) , ma anche dell’uomo).
    Essere lucidi e razionali nella fase dell’innamoramento,
    sarà anche positivo nel futuro, ma da da pensare sull’intensità del sentimento.
    L’amore non può essere mai totalmente razionale,
    è nella sua natura essere così.
    Non è un contratto in cui si valuta la convenienza o meno o un investimento da cui ricavare il massimo.
    Ci si investe tutto se stessi e non c’è garanzia
    del risultato, puoi sapere che lo ami, ma le incognite ci sono sempre, altrimenti alcune coppie
    in cui sembrava andasse tutto bene, non si sfalderebbero all’improvviso.

  • 235
    Acquieta -

    Virginia, concordo pienamente con te sui presupposti su cui dovrebbe essere basato un matrimonio e sulle modalità che andrebbero adottate per viverlo con serietà. Tuttavia trovo che la risposta di Vic sia più equilibrata: ci sono molte incognite e non sempre le strategie che adottiamo per superare incomprensioni e conflitti hanno successo. Vuoi perché l’altro si ostina a rimanere su una posizione rigida senza offrirsi al confronto, vuoi perché ci troviamo a vivere momenti di debolezza causati anche da fattori anche esterni alla relazione di coppia. Nonostante io abbia subito un’evasione più che mentale da parte di mio marito pochi mesi dopo la nascita del primo figlio, sono diventata meno intransigente nel giudicare certe debolezze e credo che se le evasioni rimangono solo a livello mentale, non siano del tutto dannose, anche se possono costituire un sintomo. La tentazione fa parte della natura umana e non tutti sono in grado di razionalizzarla ed eliminarla, soprattutto nei periodi di stanchezza fisica e mentale. Pertanto se è vero che la faciloneria nelle relazioni va condannata, non si può non accettare che siamo imperfetti e a volte deboli e che in quei momenti l’istinto può prendere il sopravvento sulla ragione. Pertanto la vera difesa sta secondo me nell’evitare di crearsi situazioni “rischiose” e nell’investire le nostre energie per portare avanti un progetto di vita che dovrebbe essere comune e condiviso, almeno fintanto che l’altro ci supporta.

  • 236
    suzanne -

    Acqua, condivido in pieno il tuo pensiero e quello di Vic; sono invece alquanto scettica su sicurezze granitiche come quelle di Virginia. Molto spesso le posizioni più estremiste sono quelle che si sgretolano alla prima prova reale…

  • 237
    virginia -

    Scusate ma non capisco. Amare il proprio compagno é una sicurezza granitica? Io non credo.
    Suzanne non so cosa intendi per prove reali. Sono sposata da diversi anni e ho due figli. Credo di aver avuto qualche problema come tutti. Certo se mio marito dovesse tradirmi non so come reagire poi sinceramente non so a cosa. Per il resto non so cosa intendi per prove reali.
    Le incomprensioni fanno parte della quotidianità. Accadono e credo sia normale. Non é detto che si debba essere d’accordo su tutto. E non credo nemmeno esista un’altra persona che possa esserlo in toto.
    Ho già detto inoltre che le evasioni mentali siano oggetto più o meno di chiunque. Anche perché non potremo mai appurarlo se esistano o meno soprattutto nella testa dei nostri partner.
    La tentazione fa parte della natura umana, ma se noi partiamo dal presupposto che in momenti di debolezza l’istinto può prendere il sopravvento sulla ragione allora forse non abbiamo capito niente.
    Credo di aver già scritto che ritengo il matrimonio una cosa seria. Diciamo tra le cose più serie che esistano. A mio parere negli ultimi decenni ha perso questa importanza complice anche la società in cui viviamo.
    Da decenni si parla proprio di società dei consumi. E anche le relazioni sono ormai alla stregua del consumo vero e proprio.
    Per cui in momenti di stanca é anche il modus vivendi di oggi che ti spinge a concederti evasioni con il rischio di distruggere qualcosa di importante.
    Io la penso in modo diverso. Secondo me

  • 238
    virginia -

    il matrimonio va sempre protetto da elementi esterni, tenendo in considerazione il fatto che le problematiche sono normali.

  • 239
    Acqua -

    Certo Virginia che e’ così, ma attenzione perché finché non si crea una situazione reale che ti mette alla prova non puoi sapere che tipo di “resistenza” saprai opporre alla tentazione. Per questo e’ sempre meglio non andarsele a cercare, aldilà delle problematiche che sono “normali”. Non c’entra solo la società in cui viviamo, ma la capacità individuale di controllare l’istinto. Io in questo me la cavo solitamente bene e non credo che metterò msi in crisi il mio matrimonio per un desiderio mentale…spero che sia una certezza granitica

  • 240
    suzanne -

    Virginia, non voleva essere una critica a te nello specifico, è solo che sono molto più possibilista e meno dogmatica. Il matrimonio è serio tanto quanto ogni relazione d’amore matura; non trovo grande valore aggiunto a un patto davanti a Dio o allo Stato. A parte questo, non trovo assolutamente nulla di male ( anzi, per me è una grande qualità!) nei voli pindarici di Acqua.

  • 241
    Golem -

    Aguardiente, possiamo escludere “a priori” che certi accadimenti “tentatorii” non capitino “casualmente” ma in realtà siano attesi, sia pure in maniera subconscia? Non credo.
    In realtà quelle fantasie sono solo i primi segni di un “problema” nella relazione in corso, ed è in quel momento che bisognerebbe avere la lucidità per interrogarsi, ma quasi mai lo si fa, perché sono considerate “normali”.
    Quando mi capitó la tizia sul treno, sposata e con due figli, di cui uno era con lei, che in poche ore e dopo una chiacchierata nel corridoio si lasciò andare sino al punto di potersi concedere “completamente”, non posso pensare di essere stato così irresistibile, nonostante la giovanile avvenenza. Quel momento covava da chissà quanto tempo. Aveva trovato solo il bel tipo che non la “broccolava” nonostante la sua bellezza, ma le parlava come sto facendo con te, e ha mollato i freni inibitori della “morale”. Bisogna interrogarsi molto prima di quel momento, e io, se fossi stato più cinico, la potevo trombare tranquillamente sul treno, con buona pace del marito che l’aspettava a Imola. E so per certo che mi ha cercato anonimamente col metodo “Francy”, circa un anno dopo, senza che io abbia risposto.
    Vigilare sul rapporto significa riflettere su cosa significa realmente anche solo una fantasia, e se si ama “realmente” il vero partner, parlarne con lui. Il resto per me sono solo scuse. Una fantasia sessuale non è nè colpevole nè innocente. È un segnale.

  • 242
    virginia -

    Acqua, situazioni reali mi sono capitate eccome, e l’istinto premeva. Ma ragione, valori e sentimento si sono mostrati molto ma molto più forti. L’istinto se vuoi lo controlli attraverso il sentimento. Altrimenti saremmo alla stregua degli animali, intesi come bestie perché anche noi siamo animali, per i quali il sentimento non é contemplato.
    Tranquilla Suzanne, non l’ho presa assolutamente come una critica. E si in teoria non dovrebbe esserci differenza tra una relazione matura e un matrimonio. In realtà soprattutto nella società attuale vedo totale mancanza di maturità sia che si tratti di relazione o matrimonio. Ma non solo in questi due casi.
    Si infatti non c’e’ nulla di male in quelli che tu chiami i voli pindarici di Acqua. Ho già scritto che credo chiunque sperimenti o abbia sperimentato queste evasioni mentali. Ora Acqua ce lo racconta, ma avrei potuto farlo anche io o magari tu o mio marito.

  • 243
    Acquagitata -

    Anche per me fino ad adesso è stato così, istinto sempre controllato da sentimento: devo dire che fino a poco tempo fa ero indisposta a creare relazioni estranee, non avendone peraltro alcun interesse, quindi non ho mai alimentato possibili scintille.
    Da quando, però , mi è successo “l’evento scatenante” coincidente con l’incontro sfuggente di soli sguardi con la “mia principale fantasia M.”, mi sento cambiata. Non so cosa mi è successo…ho iniziato a notare anche altri…ad esempio se fossi riuscita qualche volta ad andare a bere il caffè con il mio collega D., sono quasi sicura che si sarebbe potuto creare uno di quegli accadimenti “casuali” “.Quindi meglio se per il momento evito di frequentare il bar. Ieri poi sono rimasta molto sorpresa dopo che un sconosciuto ci ha praticamente provato con me in stazione ( i treni, si vede, sono uno di quei luoghi cinematografici che creano atmosfera). Era da un po’ che non mi succedeva, almeno in modo così spudorato e io giuro che non gli ho dato assolutamente corda. Quindi comincio a pensare di essere io che che mi sto “ponendo” inconsciamente in modo diverso. Eppure non sto facendo nulla per essere seducente, perché non mi è’ mai interessato fare colpo sugli altri (ma solo su mio marito e in passato e l’anno scorso, su M.).

  • 244
    Acquagitata -

    Forse, Golem , hai ragione: queste fantasie sono un segnale e questi eventi non sono fortuiti, ma me li sto in qualche modo cercando e creando. Il mio Super-io comunque vigila attentamente e condanna dal punto di vista morale ( anche se negli ultimi tempi in modo “soft” )queste mie leggerezze. È un po’ complicato parlarne con mio marito, soprattutto se ritiro fuori di nuovo sta storia di M. dopo che la avevo affossata oltre vent’anni fa, assicurandogli che non ci avrei mai più pensato. E anche se evitassi di parlare di M., cosa gli dico: ” Sai, mi sento un po’ strana, ultimamente : ho gli ormoni a mille e quando mi guardo in giro e vedo un sacco di begli uomini che mi piacciono? ”

    Virginia raccontami una tua “evasione mentale”, così tanto per condividere certi ragionamenti e per evitare di focalizzarmi sulle mie. Anche tu Suzy, dai, perché su questo argomento sei sempre stata molto criptica.

  • 245
    rossana -

    Virginia,
    “L’istinto se vuoi lo controlli attraverso il sentimento. Altrimenti saremmo alla stregua degli animali, intesi come bestie perché anche noi siamo animali, per i quali il sentimento non é contemplato.” – concordo, aggiungendo che, secondo me, si possono controllare abbastanza agevolmente gli istinti fisici meno forti mentre è molto più difficile controllare i vuoti emotivi, spesso subdoli e più persistenti.

    tanto per essere chiari: nelle scelte importanti o pressanti, finisce per prevalere l’istinto; nelle secondarie, più blande, si può anche far intervenire con successo il raziocinio… molto dipende poi anche dai diversi temperamenti e dalle diverse proiezioni di futuro…

  • 246
    suzanne -

    Virginia, non sono sposata ma ho sperimentato queste situazioni. In una circostanza ho talmente tirato la corda che la mia fantasia si è realizzata davanti agli occhi tentando un approccio fisico diretto e pressante. E io? Sono fuggita a gambe levate! Non era quello che volevo; cercavo l’evasione mentale, il sogno, non la sua realizzazione. Ho parlato al mio compagno di tutto questo, non senza sensi di colpa per essere arrivata fino a quel punto. Ma dei miei pensieri no, non mi sono mai sentita colpevole. Come quando da bambina recitavo le preghiere e pensavo ai miei giochi;
    “Il pensiero è come l’oceano,
    non lo puoi arginare,
    non lo puoi recintare…”

  • 247
    Golem -

    Acqua edotta. Un desiderio di “quel” genere indica solo una cosa: che si è pronti ad una svolta nella ricerca di un nuovo partner sessuale, e nell’essere umano di sesso femminile il collegamento di quegli istinti alle emozioni amorose che le caratterizza nella nostra cultura, è solo la rappresentazione “civile” che noi gli diamo, ma lo scopo finale è solo il sesso, letto nell’accezione più innocente.
    Il fatto che quelle istanze siano “organizzate” dalla morale non significa che siano state “risolte”. La morale non ha fatto altro che “frustrare” un bisogno che non è nè buono nè cattivo di per sè, come tutte le istanze naturali, ma non “lecito per l’etica “sociale” matrimoniale. È ininfluente quindi dire che quelle istanze si possono controllare, trattenere, perché se la vogliamo mettere su un piano concreto, si tratta dell’intervento della solita ipocrisia veniale tipica di una specifica cultura sessuofobica. Desiderare A, B, C o M, e non “concludere” non significa niente. Il desiderio che può essere passato nella testa di Acqua, di Virginia, Sally o della donna incontrata sul treno e che non ha concluso, non è diverso da quello di Francesca sotto l’aspetto assoluto. La differenza tra essersi accoppiata con l’oggetto del desiderio e non averlo fatto inibendosi, e sentendosi per questo a posto, non cambia il “core” della questione, e cioè che l’istinto sessuale non guarda in faccia a nessuna morale.
    >>

  • 248
    Golem -

    >>> Tu non ne sei cosciente ma il tuo corpo trasmette al maschio ricettivo “I’m available”. Quando arriva quel “moto ancestrale” bisognerebbe chiederesi il perché prima ancora di controllarlo con “stoico sacrificio”, perché di per sè quel controllo dovrebbe essere già considerato un “segno”, e averlo considerato “vinto” con la propria moralità non lo ha ESTINTO, lo ha solo messo sotto le tante altre “pratiche” da smaltire nella nostra quotidianità.
    Il problema è che se si riflettesse veramente, fuori dai soliti stereotipi con i quali in genere osserviamo quella fenomenologia, a quel punto si aprirebbe un panorama sconfinato di considerazioni sul significato “reale” della famosa parola “AMORE”, che mi ha spinto alla ricerca approfondita di quel significato, che come sappiamo proprio qui ha prodotto “l’ira funesta che infiniti addusse lutti ai Laddei”.
    Perché togliere a qualcuno l’illusione che certi moti amorosi (e spesso anche quello che ne deriva per anni) non siano altro che il desiderio sessuale col vestito della domenica, significa sconvolgere una vita fatta di “credenze piene di cristalleria in bella mostra”*, sostituendole con un “comò pieno di normalissima biancheria per tutti i giorni”*.

    * Non sono mobili. Si tratta di metafore, dirette a chi le capisce.

  • 249
    Itto Ogami -

    Non marito, ma COMPAGNO !
    Il nome COMPAGNO è tutto comunista (all’italiana, non il vero comunismo), come tale è il femminismo che ha danneggiato la società, predandola dei valori essenziali.
    Il termine MARITO indica l’uomo che ha scelto la donna per sempre. COMPAGNO è quello che sta vicino, che ti accompagna. per una parte di cammino. Si differenzia dallo scopatore per la durata del rapporto, e in parte per la sostanza, ma senza raggiungere il livello del MARITO, il quale è appunto l’anima gemella, il migliore amico, colui che non tradirai mai perché è colui che hai scelto.
    Le donne che non sanno avere un marito è perché non sanno essere mogli. A loro dovrebbe essere negato il diritto di parlare di MATRIMONIO perché non sanno che cosa sia. La regola non vale solo per le donne, ma anche per gli uomini, mal cresciuti, figli di famiglie indegne di questo nome, che non sanno che cosa significhi essere un marito. A loro è dato solo di essere COMPAGNO, e ti avere vicino le loro COMPAGNE, e non si lamentino se da COMPAGNE, diventano CAGNE. L’amore ristretto che portano all’uomo che hanno vicino ha fatto restringere anche il loro nome.

  • 250
    Yog -

    Bella la citazione di Venditti, Susan. Me la segno.

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