Penso ancora a lei
Riferimento alla lettera:
Questa è la seconda volta che scrivo nel sito, questa fu la mia prima lettera "La mia vità è cambiata". Scrivo perché pensavo veramente di aver dato un taglio al passato, di esser riuscito ad andare avanti senza dovermi voltare, invece? Invece mi sbagliavo, sono ancora lì che penso a...
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Data di pubblicazione: 16 Giugno 2011
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Categorie: - Amore
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Virginia, evidentemente il marito a quella tua amica “serve” per qualcosa che con l’amore non ha niente a che fare, quindi non emerge nessuna crisi se i due soggetti si sentono soddisfatti del loro trend. Ma non si può amare Tizio e avere in mente Caio. Per me, che sono attento e faccio spesso il punto nave del rapporto, a un certo punto mi è venuto un certo dubbio di natura “orizzontale” e ho scoperto che c’era un “immaginario” che non “immaginavo”. Ma come ripeto era più un “ideale” di amore che aveva a che fare con le sue, di lei, emozioni, più che col soggetto dei ricordi, che probabilmente ha sempre ignorato – anche durante la sporadica frequentazione di due decenni prima – che lei si fosse fatta certi castelli in aria.
Ripeto, quasi tre anni di sereni ragionamenti e ha capito cos’è davvero l’amore. E ora ne è felice di averlo capito e la differenza si vede, con mia grande soddisfazione. Anzi, meglio: nostra.
Non c’è’ niente che non va. L’istinto non si può eliminare ma solo dominare: c’è chi ci riesce meglio “moderandolo” attraverso i ricordi o saltuari “pensieri sul passato” e chi meno, come l’amica di Virginia che ci pensa più costantemente, ma che, tuttavia, non per questo ha messo in crisi il suo matrimonio. E non c’è nulla di paradossale, ma è tutto naturale. Non sempre la mente è in grado di esercitare la sua supremazia sul corpo: l’importante è non esagerare e trovare il giusto equilibro che permetta di mantenere prima di tutto la propria stabilità interiore e, in secondo luogo, quella di coppia.
Mia moglie aveva un amante immaginario, una fantasia
fin dall’adolescenza
e i primi tempi che eravamo sposati pensava a lui durante il rapporto ( me l’ha detto lei stessa).
La cosa era strana, ma comunque diceva che pensarlo la eccitava di più.
Poi non ne ha più parlato.
Vic,
sei stato saggio a non chiederle di mantenerti aggiornato sui suoi pensieri. per me la norma è ampia in tutti i contesti, include un’infinità di casi, talvolta davvero sorprendenti. bello, comunque, che in lei ci fosse così tanta fiducia nei tuoi confronti.
d’altronde, pur essendo più limitata, la fantasia dei maschi durante i rapporti intimi non è meno diffusa: credo siano in molti a pensare a donne diverse da quella con cui in quel momento stanno facendo sesso e che magari pure amano. in ambito umano credo ci sia poco o niente di totalmente puro o perfetto.
ben vengano i piccoli aggiustamenti soggettivi, se utili a migliorare o a rendere stabili i rapporti.
Vic, immaginario? Nel senso che proprio non esisteva come persona?
E si eccitava pensando a un uomo inesistente?
Bè, quando ho scoperto la faccenda di mia moglie ho pensato che fosse assurdo quello che le succedeva, ma la tua storia va oltre l’assurdo.
Questo per dire quanto c’è ancora da scoprire intorno alla sessuslità femminile, che non è ovvia come l’acqua calda di qualcuno.
Golem, io credo che siamo sempre al solito punto e cioè che nessuno sa cosa realmente pensa l’altro.
La mia amica pensa ad un suo ex fidanzato, ma il suo matrimonio funziona, almeno da quel che dice e da quel che appare. E non c’è aria di crisi, anche perché lei stessa mi ha confidato che a parte il pensiero saltuario per il suo ex non ha la minima intenzione di far saltare un matrimonio con un marito che dice di amare e con il quale sostiene di stare bene. E credo che se al marito venisse un certo dubbio di natura “orizzontale”, ti rubo questa frase, così come è venuto a te, almeno in questo momento e da come parla la mia amica, lei cercherebbe di minimizzare la cosa cercando di appianare tutto. Non credo proprio gioverebbe a nessuno, tantomeno alla mia amica far saltare un matrimonio per un ricordo del passato che forse non avrebbe futuro. Poi tanto nel pensiero di lei ci starà sempre soltanto lei.
Ma sono anche io dell’idea che non si può amare Tizio e avere in mente Caio, quindi, dal mio punto di vista comprendo poco sia la mia amica che tua moglie. Anche perché immaginare è una cosa, ricordare un’altra. Io, la mia amica, tua moglie abbiamo avuto degli ex compagni, quindi un vissuto con loro e non vedo come si possa immaginare qualcosa che invece è esistito.
La situazione della moglie di Vic sembra un qualcosa di realmente immaginario.
A me personalmente, però, questo ricordare non crea nessun problema. E non credo me ne creerà in futuro.
Vedi Virgina, è indubbio che nessuno è nella testa di un altro, se è per questo anche qui ormai vedo molte “finzioni” dopo anni di frequentazione del sito, per una serie di ragioni che derivano da dettagli di incoerenza che si sommano nel tempo, ma che sfuggono a chi dice una cosa ma ne pensa un’altra. Come dire che nessuno può fingere in eterno se si è attenti. Ma queste “informazioni” arrivano proprio perchè la nostra sensibilità sul lungo periodo nota discrepanze tra quello che si è e quello che si vuol far credere di essere, cosa invece quasi impossibile durante la fase iniziale di conoscenza. Ma se succede di “percepire” con dei semisconosciuti certe discrepanze, cosa si dovrebbe dire di una coppia che vive insieme da decenni? O che non si conoscono o non sono attenti.
Qui è passata una simpatica signora di nome Francesca, sposata giovanissima e con tre figli se non sbaglio, che sosteneva che il suo rapporto matrimoniale va bene mentre vive una assurda storia con un tizio conosciuto sulla rete. Una faccenda di otto anni e con incontri sessuali sporadici, giacchè lui vive all’estero.
Questa donna è pazzamente innamorata di quell’uomo, o dell’immagine idilliaca di lui che quelle situazioni spesso portano con sè; ma come può dire che il matrimonio va bene? Eppure lo dice, ed è candidamente in buona fede. Lo dice perchè EVIDENTEMENTE ha un’idea stereotipata del matrimonio, dove la parte romantico-passionale sembra esclusa, quasi quel rapporto fosse UNA COSA E L’AMORE UN’ALTRA. Questo involontario equivoco è più frequente di quello che si pensi, anche a livelli di cultura di istruzione insospettabili.
Se interrogassi queste donne, come lei, mia moglie all’epoca, la tua amica e altre migliaia di “sognatrici”, ti accorgeresti che le loro fantasie sono orientate SEMPRE verso soggetti con i quali non hanno “concluso” il rapporto, IMMAGINANDO la possibilità che QUELLO poteva essere più eccitante di quello che vivono.
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Rapporto, quello matrimoniale, che OVVIAMENTE, e salvo casi quasi impossibili a verificarsi, non può mantenere quei livelli emozionali che dipendono dagli istinti, che cercano sempre LA NOVITA’, cosa ben diversa DALL’AMORE COSCIENTE che richiede invece una crescita NEL quotidiano.
Il “piacevole” guaio del sesso femminile, è quello che alcune centinaia di anni di sottocultura romantica infarcita di condizionamenti etico religiosi, hanno indirizzato l’istinto sessuale della donna verso una modus che ne negasse la componente istintuale, da sempre vessata nella nostra cultura a partire dalla figura dell’Immacolata, dove non a caso la Dottrina ci fa credere che Lei avrebbe partorito vergine, con buona pace di Giuseppe, che dev’essere rimasto all’asciutto se è vero che Maria è arrivata intonsa al parto. E questo cara Virgi, è un comportamento femminile di default indotto dalla cultura, altrimenti sarebbe riconosciuto come semplice desiderio SESSUALE.
Ecco perchè ancora oggi una cotta, un innamoramento o uno sbandamento ormonale in età matura, 98 donne su 100 lo chiamano “amore”, quando sono solo gli istinti che le spingono verso un certo uomo. Che spesso conoscono appena, eppure giurano di amare, quando semplicemente lo “vogliono” perchè la chimica le spinge verso di lui per accoppiarsi. Poichè la Natura, alla fine, vuole SOLO riprodurre la Vita, e la “conoscenza” a livello umano è un dettaglio irrilevante per quella finalità.
Io questo ho scoperto durante la mia ricerca, essendo ignaro che ANCHE una donna, colta, intelligente e apparentemente matura, voglia gingillarsi con certi giochi mentali, surreali per tanti versi. Cosa che alla fine del percorso di autoanalisi ha dovuto riconoscere anche la mia lei, capendo,con me,la differenza tra l’Amore e “l’ammore”, come lo chiamo io.
Se leggi i vecchi post di Acqua vedresti che anche lei, ricca di tanta “eroemozionalità” mirata, oggi sa che QUELLE sono solo ILLUSIONI.
Le donne hanno una fantasia
maggiore degli uomini,specie
da un punto di vista romantico.
La mia aveva questo “amante segreto immaginario”,
che aveva pure un nome francese se ricordo bene.
Cioè l’amore normale non basta, lo si vuole
sempre di più coinvolgente e eccitante.
Segreto fino a un certo punto, visto che ne
parlava apertamente in occasione degli incontri amorosi.
Vero che anche gli uomini hanno delle fantasie,
io ammiravo Ursula Andress, che avevo visto
al cinema ad esempio.
Si ma “immaginario” totale è quasi inquietante. Capisco un attore, una persona famosa, ma totalmente inesistente è incomprensibile.
Comunque la fantasia femminile ha una ragione evolutiva utile alla sopravvivenza di un soggetto più debole fisicamente del maschio, dal quale dipendeva per sostentarsi, come lo era la femmina del neolitico. Questa doveva attivare le qualità dell’immaginazione, non avendo la forza, per evitare le violenze del primo con la creatività. Questa è anche la ragione del perché la femmina è “mediamente” più furba del maschio. Da sempre. È inevitabile che quella capacità di adattamento, che poi è la vera ragione della possibilità di sopravvivere ai cambiamenti – di cui proprio tu citasti la famosa frase darwiniana- ha fatto si che solo quelle femmine più dotate in quel senso si riproducessero più facilmente e più a lungo, trasmettendo quella caratteristica alle migliaia di generazioni femminili successive. Sino sono ai nostri giorni, dove quella tendenza, non più necessaria normalmente ai bisogni essenziali per tenersi in vita, ha trovato sfogo in un altra necessità vitale come lo è l’istinto sessuale che spinge alla riproduzione, utilizzando però le dotazioni culturali che nel frattempo si sono stratificate nel nostro linguaggio sociale, col romanticismo in testa, e che “regolano” quell’istinto come nei i casi paradossali di cui si è spesso parlato in questo forum, e di cui tua moglie mi sembra veramente uno dei punti estremi.
Credo che Occam e il suo rasoio saprebbero spiegare facilmente che quella è la motivazione più semplice di certi comportamenti e quindi la più probabile. Io peraltro ne sono certo da un pezzo.
Divertente l’amante immaginario e perdipiu’ francese! Nel caso di tua moglie, Vic, essendo questo amante inesistente, si tratta , secondo me, di una fantasia sessuale “pura” e il fatto che lei la condivida candidamente con te è perche’ la ritiene eccitante per entrambi, pertanto mi sembra stimolante e proficua per il vostro rapporto.
Anche il mio, in fondo, è un amante del tutto immaginario, un gioco della mente che ha preso spunto da una persona reale, ideato solo per provocare emozioni, ma io non lo “uso” mai per fantasie di tipo sessuale, ma solo per quelle di tipo “romantico” . Confermo, comunque, che sono ormai pienamente consapevole che tutto parta da una mia forte attrazione chimica iniziale che ho successivamente arricchito nel corso del tempo con elementi fantasiosi che mi hanno condotta a pensare che ci potesse essere anche una potenziale attrazione mentale, mai verificata di persona.
Comunque Golem, come ribatte ora Virginia e come abbiamo sostenuto a nostro tempo io e Suzy, non puoi sapere cosa passa in ogni istante nella mente dell’altro/a, compresa la tua Sally e ciò non significa che ci sia necessariamente qualcosa che non va, è solo perché è’umano e non si può controllare sempre tutto.
Vic,
secondo me la maggior parte delle donne ha un grande bisogno di frequenti emozioni ed è atavicamente abituata a cercarle nel rapporto amoroso (non hai idea di quanto sia lieta dall’essere stata a suo tempo del tutto immune dal volerle a ogni costo solo in quel contesto…).
in un rapporto stabile di lunga durata gli uomini, essenzialmente connotati da attitudini più materialiste, tendono quasi sempre a lasciar cadere, come superati, gli atteggiamenti di corteggiamento e le occasioni di sorpresa. normale, quindi, che un certo tipo di donna, anziché allontanarsi dal rapporto o pensare di sostituirlo, s’impegni a modo suo a integrarlo, rendendolo nel suo intimo più ricco e più soddisfacente.
niente di male: tutto nella norma, se nulla toglie al legame in corso!
Acquadifonte, non voglio contraddirti ma sappiamo entrambi cosa passa per la testa dell’altro, specie ora, dopo la nostra “rivisatazione”. Lo sappiamo al punto tale che diciamo le stesse cose nello stesso momento. È un’intesa rara, me ne rendo conto, e in parte è frutto da una convivenza che orma sfiora i tre decenni, durante i quali dell’altro, da un certo momento in poi se ne intuiscono le azioni che derivano da certi pensieri. La parte erotica mancante è stata colmata come sai, e il risultato lo si vede a letto.
Certo che se in una coppia la comunicazione resta superciale è inevisabile chea un certo punto avere delle sorprese, come infondo accadeva anche a noi.
Se poi uno dei due vuole tenersi dei segreti è chiaro che il rapporto sarà limitato da quei segreti.
Ma non mi si venga a dire che in un matrimonio come quello di Francesca o dell’amica di Virginia non ne risente. Non ne risenterie non c’è amore o vero interesse per l’altro, ma in quel caso non è un’unione, è una docietà S.n.c. come direbbe il Professor Yog.
Io comunque se non ho mai corteggiato nessuna donna “prima” corteggio, bacio e abbraccio Sally quotidianamente, con suo grande piacere, e ogni volta che mi capita le compro dei fiori bianchi, il suo colore preferito, come ho fatto giovedi per esempio. E i risultati si vedono. Perchè la amo veramente. E sono ricambiato, veramente. Come ripeterò un mio e di volte, l’amore si “fa” non si immagina.
Golem, mi pare di aver capito che il tuo matrimonio dura da trenta anni. Voglio sperare che la tua crisi sia sopraggiunta nei primi anni, altrimenti non vedo sostanziale differenza tra la tua situazione e quella della mia amica. Perché in teoria anche nel matrimonio della mia amica potrebbe sopraggiungere una crisi, risolvibile o meno, ma di certo dal tuo punto di vista avrebbe trascorso anni di non amore.
Personalmente se una persona pensa troppo spesso ad un suo precedente amore, qualcosa non torna. O non funziona il proprio matrimonio, o non si ama il proprio partner, o l’amore precedente é stato piuttosto intenso e non facilmente rimpiazzabile. Scrivi di storie non concluse, ma spesso queste cose accadono anche per storie concluse e nelle quali non era presente la dovuta maturità.
L’immaginazione fa parte della vita. Ognuno di noi immagina qualcosa. E non é solo prettamente femminile. Basti pensare alla masturbazione negli uomini. Secondo voi quanta immaginazione c’e’ durante quelle azioni? E degli uomini che fanno l’amore con la propria moglie pensando alla propria amante oppure ad un ideale immaginario di donna?
Tu ora sei convinto di sapere cosa passa nella testa di tua moglie e viceversa. Perché dite le stesse cose nello stesso momento? Ma cosa vuol dire? Magari mentre sei al lavoro tua moglie continua a pensare al suo ex amore e tu non potrai mai saperlo.
Io credo di avere un buon rapporto con mio marito. C’e’ stima e fiducia. Ma cosa ne posso sapere di cosa pensa e fa durante le ore di lavoro? Dovrei alzarmi una mattina e mettermi in testa di assumere un investigatore privato. Oppure mettermi a seguirlo per giorni. Ma per quale motivo?
Purtroppo i matrimoni a causa della loro routine, dei problemi, della quotidianità e della convivenza stessa, a lungo andare spengono o smorzano quella che é la passione o l’emozione. E al giorno d’oggi le situazioni di distrazione sono molteplici. Molti matrimoni sono vivi come il mio e il tuo,
ma quanti pullulano di amanti? O sarà immaginazione anche quella?
Paradossalmente l’amante resta nell’immaginario perché non sostituisce la moglie o il marito nel quotidiano.
L’amante è il tentativo di realizzare proprio la parte immaginifica di una certa visione dell’amore, e quasi sempre è solo l’unione di due egoismi. Il tutto è racchiuso in una immaturità di fondo, giacchè non si è compreso, o non si vuole accettare, che la scelta di voler vivere con un altra persona sottintende un progetto che va perseguito con continua attenzione, dedizione e uno spirito di realistico quanto lieto sacrificio nell’accettazione dell’altro, che è il primo segno dell’amore che cresce. Non è certo la smania o le farfalle nello stomaco col quale molti lo confondono. Come ho detto più volte quello non è un nostro merito ma un “regalo” della Natura. Lo è invece quando lo vogliamo e lo perseguiamo dopo aver “sbollito” lo “sballo” naturale di cui ho accennato.
Queste cose nesduno le sa in partenza, ma si acquisiscono strada facendo quando “senti” che quella persona sta toccando altre corde interiori che neppure sapevi riflessioni È allora che ti poni delle domande e fai delle riflessioni su un argomento che forse “credevi” di conoscere ma in realtà non conoscevi, se non attraverso la vulgata comune o i messaggi che ci provengono dalla sottocultura massmediologica, che foraggia certe visioni dei sentimenti per ragioni fondamentalmente consumistiche.
Sia io che lei non ne eravamo immuni ovviamente. Come si dice: nessuno nasce imparato. Io perchè come uomo, e prima da ragazzo, ero involotariamente “viziato” dalla facilità di frequentazione che avevo con le donne, e lei per il motivo contrario, infarcita inoltre da tutta la favolistica romantica del principe azzurro e un’educazione famigliare sessuofobica.
Entrambi per alcuni anni ci siamo “voluti bene” con quegli imprinting. Lei una brava e bellissima ragazza, morigerata e che soddisfaceva anche la “latinità” che vuole sposare la ragazza per bene e sLei dal canto suo che trovava un uomo piacente, senza grilli per la testa. La “moglie” insomma.
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virginia
Golem
Non si possono controllare i pensieri degli altri, neanche
L’ex Unione Sovietica lo faceva e non lo dico per sentito dire.
Ero su una nave da crociera dell’ex Unione Sovietica
e parlando con l’ufficiale medico dopo avermi detto detto:
“No frattura!” (Mi ero fatto male a una mano)
“Non è vero che da noi non si è liberi di pensare
certe cose, tovarish, basta che non lo dicano”
Lasciamo che i nostri compagni siano liberi di pensare
o fantasticare,
quello che conta è che ci amino.
Non possiamo controllare tutto e tutti.
Pensarlo è un’illusione.
Poi della sicurezza che ci amino…si potrebbe
discutere pure di quella…ma quando si è da
tanti anni insieme, come minimo ci sopportano;)
L’amante poi è una figura “mitica”, sospesa fra il vero
e l’immaginario.
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Lei dal canto suo che trovava un uomo piacente, non del tutto stupido e che le dava sicurezza e solidità in prospettiva. Entrambi innamorati con “coup de foudre” dopo un incontro casuale durante una crociera, alla fine della quale le chiesi di venire a vivere con me. Accettando, e raggiungendomi due mesi dopo, quando cominciammo una convivenza che due anni dopo si concluse col matrimonio.
Sai cosa succede no? Il lavoro, i soldi, la bambina da allevare da soli, e gli standard stereotipici di cui ho accennato prima. Mai litigate (per lei è quasi impossibile con chi vuole bene). Ma in fondo non conoscevamo le reali “profondità” dell’altro, certamente per quei luoghi comuni con cui si erano formati i nostri relativi immaginari “matrimonali”. Pensi che sia strano che ci si possa “volere bene”, avere un buon menage familiare e rispettarsi per oltre 17 anni ma non riuscire ad “amarsi” in maniera “completa” pur pensando di farlo? Bè, SO che è possibile, proprio perchè non ci si dice tutto, non si discutono certi imprinting “generalisti” e non si tagliano i rami secchi ai quali spesso si resta attaccati per “comodità”, finendo per “spegnere” quella crescita che le circostanze della vita impongono. Se non si sa cogliere quei momenti l’amore” finisce. Ma finisce perchè in realtà quello vero non ha mai avuto la possibilità di “scaturire” dalla vera fusione dei due in itinere. Si “sente” che manca qualcosa, e se non si ha voglia di sapere cosa, la storia finisce, non raramente non sapendo perchè. Non lo amo piú, quando in realtá non lo hai mai amato veramente, e non per opportunismo, per “ignoranza”. Letteralmente si IGNORA che ci sia altro oltre quegli stereotipii con i quali affrontiamo i sentimenti nella massima buona fede.
Se non avessi voluto “capire” avremmmo fatto la fine di tante coppie che dopo quasi 20 anni si lasciano per quell’amore “finito”.
Ecco perchè oggi sappiamo entrambi cosa CI passa per la testa.
Una crociera….pensa un pò che caso strano…
Io ne parlavo nel commento di pochi minuti prima.
Prima della partenza io e lei, allora fidanzati
avevamo deciso di lasciarci, di troncare tutto.
La crociera era già prenotata da tempo insieme
a un mio amico, ma veniva a fagiolo, sarebbe
servita per dimenticare.
Ho pure trovato subito un’altra ragazza sulla nave, …però niente mi sono solo goduto la crociera col mio amico fan dell’Unione Sovietica ; e devo dire è stata la crociera più divertente che ho fatto,al golfo del Leone il capitano ci ha dato pure il diploma di “lupi di mare”, visto che avevamo
resistito nella sala delle feste insieme a pochi altri, nonostante
la nave oscillasse paurosamente e la sala fosse come uno scivolo…e i marinai cantavano la canzone della nave
guidati dal capitano (chissà chi era al timone!)
Durante un sosta in Marocco, comperai un vaso.
Una volta tornato non pensai alla mia ex, però decisi
di darle il vaso se l’avessi rivista.
Infatti la rividi e le diedi il vaso e lei si comportò come se non ci fossimo mai lasciati,
e usò le solite arti femminili…
Mi venne perfino il dubbio se ci eravamo lasciati
o me l’ero solo immaginato…
Se solo non le avessi portato il vaso, la mia storia sarebbe stata diversa, basta un niente e la storia della vita cambia.
L’amante é l’alternativa alla routine matrimoniale. É la nuova emozione sopita da anni. La passione che rinasce sotto altre spoglie. Niente di immaginifico.
Golem, io sono stata educata ben sapendo che il matrimonio é una scelta, nonché sacrificio, nonché accettazione dei difetti dell’altro, nonché anche sopportazione se necessario. Ho sempre saputo che le farfalle nello stomaco sarebbero sparite prima o poi, per dar luogo a una trasformazione dell’innamoramento in amore.
Niente di trascendentale.
Ho visto molti ragazzi farfalloni, pieni di donne intorno, fermarsi e cambiare di fronte alla donna della propria vita. Quella che ti cambia dentro.
Ho avuto, anzi abbiamo avuto anche noi due figli da allevare e problemi da affrontare. E ti dirò, né io né soprattutto lui eravamo pronti all’idea del cambiamento da coppia a famiglia, perché sapevano cosa avrebbe significato. Abbiamo aspettato, prima io, poi lui, rispettando i nostri tempi, ben sapendo che tutto sarebbe cambiato e non sarebbe stato come prima.
Sempre parlandoci, cercando di capirci e rispettandoci.
Nonostante tutto, nonostante pare tutto sembri funzionare come dovrebbe, non sapremo mai cosa realmente passa nella testa dell’altro.
Si’ Vic sono proprio d’accordo “lasciamo che i nostri compagni siano liberi di pensare e di fantasticare, quello che conta è’ che ci amino.Non possiamo controllare tutto e tutti. Pensarlo è un’illusione” . E proprio questa consapevolezza, se raggiunta da entrambi, rende la convivenza più leggera e libera da sospetti. È’ indiscutibile comunque che queste “evasioni” si dovrebbero mantenere solo a livello mentale e che non dovrebbero essere prevalenti rispetto ad altri pensieri. Se diventano prevalenti allora c’è qualcosa che non soddisfa e che deve prima o poi essere affrontando.
Scrivi
Pensi che sia strano che ci si possa “volere bene”, avere un buon menage familiare e rispettarsi per oltre 17 anni ma non riuscire ad “amarsi” in maniera “completa” pur pensando di farlo?
No, non é strano, anzi a me sembra che il mondo oggi sia pieno di matrimoni impostati in questo modo
Leggo nel tuo commento precedente che vi siete conosciuti in crociera e tu le hai chiesto immediatamente di andare a convivere e lei ha accettato. E dopo due anni di convivenza vi siete sposati.
Forse vi siete sposati senza esservi mai conosciuti. Forse é per quello che é nata la crisi.
Non vuol dire nulla neanche questo perché ci sono matrimoni che vanno in crisi dopo dieci anni di fidanzamento, che é già routine.
Però l’inizio della tua storia dice molto. Forse non sapevate entrambi cosa volesse dire matrimonio e figli e forse, almeno lei a quanto pare, aveva ancora nella mente e nel cuore un amore, concluso o no, ma ancora vivo.
Eh già acquacalda, non si può proprio impedire di pensare e fantasticare, anche perché non lo si saprebbe mai.
Un continuo pensiero verso un’altra persona, reale, presuppone anche a mio parere che qualcosa non va o che ci sia dell’altro oltre una semplice fantasia.
Infatti Virginia, la maggior parte dei rapporti si ferma a quel traguardo perchè i protagonisti vivono dell’inerzia dell’innamoramento credendo che automaticamente si trasformi in amore, che invece richiede quel “lavoro” di cui accennavo ieri. E quel Limbo sentimentale è una delle tante cause della “fuga” nell’immaginario di cui abbiamo parlato.
Si, ci siamo conosciuti durante una crociera, dove lei lavorava nel corpo di ballo. Ci siamo visti, ma a parte le caratteristiche fisiche non ci siamo sentiti attratti sinché non abbiamo avuto una casuale occasione di parlare. Cosa che ci ha tenuto più di tre ore insieme facendoci innamorare vicendevolmente, e poi le cose sono andate come sai.
Ovviamente non potevamo conoscerci profondamente, e ognuno si muoveva in quell’ambito relazionale secondo i parametri e gli stereotipi acquisiti dalle esperienze precedenti. Lei con l’imprinting del “primo amore” non corrisposto, che credo le abbia segnato l’autostima in negativo, ma nello stesso tempo lasciandola legata agli effetti emotivi che la prima tempesta ormonale provoca.
Come puoi immaginare “quello che poteva essere e non fu” è un tarlo che specie molte donne si portano addosso per tutta la vita, e i “tarli” come tali erodono nel tempo le “strutture” facendole anche crollare alla lunga, ma nel nostro caso sono stati bloccati in tempo e con successo, seppellendo un passato inutile per il presente che si stava vivendo.
Non credo affatto che il colpo di fulmine abbia inciso come ipotizzi tu, perche molte altre coppie che hanno cominciato la loro relazione in maniera diversa da quella non sono immuni da certi effetti. Solo qui avresti potuto trovarne un centinaio di donne con la sindrone, più o meno benigna dell’ex. Si tratta solo di una condizione di “non conoscenza” sentimentale, e dell’incapacità di saper affrontare la realtà per quella che è.
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È un rifugio puerile che però impedisce la crescita della relazione adulta che si vive, facendo ritenere che le emozioni possano arrivare solo da certi momenti particolari, che ripeto, neppure dipendono da noi, perché funzionali a un obiettivo istintuale che con l’amore “maturo” e duraturo non ha niente a che fare. E questo che impedisce quel “passaggio” oltre quel livello di cui ho parlato.
Quindi le fantasie “purché si ami il partner” possono essere accettate in un rapporto sentimentale, ma dipendono dalla qualità delle stesse.
Avere in mente un altro o un’altra come parametro – oltretutto fasullo, perché solo immaginato nei fatti – di una certa visione dell’amore, è il modo migliore per non conoscerlo mai l’amore.