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Penso ancora a lei

di kaber

Riferimento alla lettera: Questa è la seconda volta che scrivo nel sito, questa fu la mia prima lettera "La mia vità è cambiata". Scrivo perché pensavo veramente di aver dato un taglio al passato, di esser riuscito ad andare avanti senza dovermi voltare, invece? Invece mi sbagliavo, sono ancora lì che penso a...
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Data di pubblicazione: 16 Giugno 2011.

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Categorie: - Amore e relazioni di coppia

534 commenti

Pagine: 1 2 3 4 5 11

  • 101
    Golem -

    Virginia, evidentemente il marito a quella tua amica “serve” per qualcosa che con l’amore non ha niente a che fare, quindi non emerge nessuna crisi se i due soggetti si sentono soddisfatti del loro trend. Ma non si può amare Tizio e avere in mente Caio. Per me, che sono attento e faccio spesso il punto nave del rapporto, a un certo punto mi è venuto un certo dubbio di natura “orizzontale” e ho scoperto che c’era un “immaginario” che non “immaginavo”. Ma come ripeto era più un “ideale” di amore che aveva a che fare con le sue, di lei, emozioni, più che col soggetto dei ricordi, che probabilmente ha sempre ignorato – anche durante la sporadica frequentazione di due decenni prima – che lei si fosse fatta certi castelli in aria.
    Ripeto, quasi tre anni di sereni ragionamenti e ha capito cos’è davvero l’amore. E ora ne è felice di averlo capito e la differenza si vede, con mia grande soddisfazione. Anzi, meglio: nostra.

  • 102
    acqua -

    Non c’è’ niente che non va. L’istinto non si può eliminare ma solo dominare: c’è chi ci riesce meglio “moderandolo” attraverso i ricordi o saltuari “pensieri sul passato” e chi meno, come l’amica di Virginia che ci pensa più costantemente, ma che, tuttavia, non per questo ha messo in crisi il suo matrimonio. E non c’è nulla di paradossale, ma è tutto naturale. Non sempre la mente è in grado di esercitare la sua supremazia sul corpo: l’importante è non esagerare e trovare il giusto equilibro che permetta di mantenere prima di tutto la propria stabilità interiore e, in secondo luogo, quella di coppia.

  • 103
    Vic -

    Mia moglie aveva un amante immaginario, una fantasia
    fin dall’adolescenza
    e i primi tempi che eravamo sposati pensava a lui durante il rapporto ( me l’ha detto lei stessa).
    La cosa era strana, ma comunque diceva che pensarlo la eccitava di più.
    Poi non ne ha più parlato.

  • 104
    rossana -

    Vic,
    sei stato saggio a non chiederle di mantenerti aggiornato sui suoi pensieri. per me la norma è ampia in tutti i contesti, include un’infinità di casi, talvolta davvero sorprendenti. bello, comunque, che in lei ci fosse così tanta fiducia nei tuoi confronti.

    d’altronde, pur essendo più limitata, la fantasia dei maschi durante i rapporti intimi non è meno diffusa: credo siano in molti a pensare a donne diverse da quella con cui in quel momento stanno facendo sesso e che magari pure amano. in ambito umano credo ci sia poco o niente di totalmente puro o perfetto.

    ben vengano i piccoli aggiustamenti soggettivi, se utili a migliorare o a rendere stabili i rapporti.

  • 105
    Golem -

    Vic, immaginario? Nel senso che proprio non esisteva come persona?
    E si eccitava pensando a un uomo inesistente?
    Bè, quando ho scoperto la faccenda di mia moglie ho pensato che fosse assurdo quello che le succedeva, ma la tua storia va oltre l’assurdo.
    Questo per dire quanto c’è ancora da scoprire intorno alla sessuslità femminile, che non è ovvia come l’acqua calda di qualcuno.

  • 106
    Virginia -

    Golem, io credo che siamo sempre al solito punto e cioè che nessuno sa cosa realmente pensa l’altro.
    La mia amica pensa ad un suo ex fidanzato, ma il suo matrimonio funziona, almeno da quel che dice e da quel che appare. E non c’è aria di crisi, anche perché lei stessa mi ha confidato che a parte il pensiero saltuario per il suo ex non ha la minima intenzione di far saltare un matrimonio con un marito che dice di amare e con il quale sostiene di stare bene. E credo che se al marito venisse un certo dubbio di natura “orizzontale”, ti rubo questa frase, così come è venuto a te, almeno in questo momento e da come parla la mia amica, lei cercherebbe di minimizzare la cosa cercando di appianare tutto. Non credo proprio gioverebbe a nessuno, tantomeno alla mia amica far saltare un matrimonio per un ricordo del passato che forse non avrebbe futuro. Poi tanto nel pensiero di lei ci starà sempre soltanto lei.
    Ma sono anche io dell’idea che non si può amare Tizio e avere in mente Caio, quindi, dal mio punto di vista comprendo poco sia la mia amica che tua moglie. Anche perché immaginare è una cosa, ricordare un’altra. Io, la mia amica, tua moglie abbiamo avuto degli ex compagni, quindi un vissuto con loro e non vedo come si possa immaginare qualcosa che invece è esistito.
    La situazione della moglie di Vic sembra un qualcosa di realmente immaginario.
    A me personalmente, però, questo ricordare non crea nessun problema. E non credo me ne creerà in futuro.

  • 107
    Golem -

    Vedi Virgina, è indubbio che nessuno è nella testa di un altro, se è per questo anche qui ormai vedo molte “finzioni” dopo anni di frequentazione del sito, per una serie di ragioni che derivano da dettagli di incoerenza che si sommano nel tempo, ma che sfuggono a chi dice una cosa ma ne pensa un’altra. Come dire che nessuno può fingere in eterno se si è attenti. Ma queste “informazioni” arrivano proprio perchè la nostra sensibilità sul lungo periodo nota discrepanze tra quello che si è e quello che si vuol far credere di essere, cosa invece quasi impossibile durante la fase iniziale di conoscenza. Ma se succede di “percepire” con dei semisconosciuti certe discrepanze, cosa si dovrebbe dire di una coppia che vive insieme da decenni? O che non si conoscono o non sono attenti.
    Qui è passata una simpatica signora di nome Francesca, sposata giovanissima e con tre figli se non sbaglio, che sosteneva che il suo rapporto matrimoniale va bene mentre vive una assurda storia con un tizio conosciuto sulla rete. Una faccenda di otto anni e con incontri sessuali sporadici, giacchè lui vive all’estero.
    Questa donna è pazzamente innamorata di quell’uomo, o dell’immagine idilliaca di lui che quelle situazioni spesso portano con sè; ma come può dire che il matrimonio va bene? Eppure lo dice, ed è candidamente in buona fede. Lo dice perchè EVIDENTEMENTE ha un’idea stereotipata del matrimonio, dove la parte romantico-passionale sembra esclusa, quasi quel rapporto fosse UNA COSA E L’AMORE UN’ALTRA. Questo involontario equivoco è più frequente di quello che si pensi, anche a livelli di cultura di istruzione insospettabili.
    Se interrogassi queste donne, come lei, mia moglie all’epoca, la tua amica e altre migliaia di “sognatrici”, ti accorgeresti che le loro fantasie sono orientate SEMPRE verso soggetti con i quali non hanno “concluso” il rapporto, IMMAGINANDO la possibilità che QUELLO poteva essere più eccitante di quello che vivono.
    >>>

  • 108
    Golem -

    >>>
    Rapporto, quello matrimoniale, che OVVIAMENTE, e salvo casi quasi impossibili a verificarsi, non può mantenere quei livelli emozionali che dipendono dagli istinti, che cercano sempre LA NOVITA’, cosa ben diversa DALL’AMORE COSCIENTE che richiede invece una crescita NEL quotidiano.
    Il “piacevole” guaio del sesso femminile, è quello che alcune centinaia di anni di sottocultura romantica infarcita di condizionamenti etico religiosi, hanno indirizzato l’istinto sessuale della donna verso una modus che ne negasse la componente istintuale, da sempre vessata nella nostra cultura a partire dalla figura dell’Immacolata, dove non a caso la Dottrina ci fa credere che Lei avrebbe partorito vergine, con buona pace di Giuseppe, che dev’essere rimasto all’asciutto se è vero che Maria è arrivata intonsa al parto. E questo cara Virgi, è un comportamento femminile di default indotto dalla cultura, altrimenti sarebbe riconosciuto come semplice desiderio SESSUALE.

    Ecco perchè ancora oggi una cotta, un innamoramento o uno sbandamento ormonale in età matura, 98 donne su 100 lo chiamano “amore”, quando sono solo gli istinti che le spingono verso un certo uomo. Che spesso conoscono appena, eppure giurano di amare, quando semplicemente lo “vogliono” perchè la chimica le spinge verso di lui per accoppiarsi. Poichè la Natura, alla fine, vuole SOLO riprodurre la Vita, e la “conoscenza” a livello umano è un dettaglio irrilevante per quella finalità.

    Io questo ho scoperto durante la mia ricerca, essendo ignaro che ANCHE una donna, colta, intelligente e apparentemente matura, voglia gingillarsi con certi giochi mentali, surreali per tanti versi. Cosa che alla fine del percorso di autoanalisi ha dovuto riconoscere anche la mia lei, capendo,con me,la differenza tra l’Amore e “l’ammore”, come lo chiamo io.
    Se leggi i vecchi post di Acqua vedresti che anche lei, ricca di tanta “eroemozionalità” mirata, oggi sa che QUELLE sono solo ILLUSIONI.

  • 109
    Vic -

    Le donne hanno una fantasia
    maggiore degli uomini,specie
    da un punto di vista romantico.
    La mia aveva questo “amante segreto immaginario”,
    che aveva pure un nome francese se ricordo bene.
    Cioè l’amore normale non basta, lo si vuole
    sempre di più coinvolgente e eccitante.
    Segreto fino a un certo punto, visto che ne
    parlava apertamente in occasione degli incontri amorosi.
    Vero che anche gli uomini hanno delle fantasie,
    io ammiravo Ursula Andress, che avevo visto
    al cinema ad esempio.

  • 110
    Golem -

    Si ma “immaginario” totale è quasi inquietante. Capisco un attore, una persona famosa, ma totalmente inesistente è incomprensibile.
    Comunque la fantasia femminile ha una ragione evolutiva utile alla sopravvivenza di un soggetto più debole fisicamente del maschio, dal quale dipendeva per sostentarsi, come lo era la femmina del neolitico. Questa doveva attivare le qualità dell’immaginazione, non avendo la forza, per evitare le violenze del primo con la creatività. Questa è anche la ragione del perché la femmina è “mediamente” più furba del maschio. Da sempre. È inevitabile che quella capacità di adattamento, che poi è la vera ragione della possibilità di sopravvivere ai cambiamenti – di cui proprio tu citasti la famosa frase darwiniana- ha fatto si che solo quelle femmine più dotate in quel senso si riproducessero più facilmente e più a lungo, trasmettendo quella caratteristica alle migliaia di generazioni femminili successive. Sino sono ai nostri giorni, dove quella tendenza, non più necessaria normalmente ai bisogni essenziali per tenersi in vita, ha trovato sfogo in un altra necessità vitale come lo è l’istinto sessuale che spinge alla riproduzione, utilizzando però le dotazioni culturali che nel frattempo si sono stratificate nel nostro linguaggio sociale, col romanticismo in testa, e che “regolano” quell’istinto come nei i casi paradossali di cui si è spesso parlato in questo forum, e di cui tua moglie mi sembra veramente uno dei punti estremi.
    Credo che Occam e il suo rasoio saprebbero spiegare facilmente che quella è la motivazione più semplice di certi comportamenti e quindi la più probabile. Io peraltro ne sono certo da un pezzo.

  • 111
    Acquosa -

    Divertente l’amante immaginario e perdipiu’ francese! Nel caso di tua moglie, Vic, essendo questo amante inesistente, si tratta , secondo me, di una fantasia sessuale “pura” e il fatto che lei la condivida candidamente con te è perche’ la ritiene eccitante per entrambi, pertanto mi sembra stimolante e proficua per il vostro rapporto.
    Anche il mio, in fondo, è un amante del tutto immaginario, un gioco della mente che ha preso spunto da una persona reale, ideato solo per provocare emozioni, ma io non lo “uso” mai per fantasie di tipo sessuale, ma solo per quelle di tipo “romantico” . Confermo, comunque, che sono ormai pienamente consapevole che tutto parta da una mia forte attrazione chimica iniziale che ho successivamente arricchito nel corso del tempo con elementi fantasiosi che mi hanno condotta a pensare che ci potesse essere anche una potenziale attrazione mentale, mai verificata di persona.
    Comunque Golem, come ribatte ora Virginia e come abbiamo sostenuto a nostro tempo io e Suzy, non puoi sapere cosa passa in ogni istante nella mente dell’altro/a, compresa la tua Sally e ciò non significa che ci sia necessariamente qualcosa che non va, è solo perché è’umano e non si può controllare sempre tutto.

  • 112
    rossana -

    Vic,
    secondo me la maggior parte delle donne ha un grande bisogno di frequenti emozioni ed è atavicamente abituata a cercarle nel rapporto amoroso (non hai idea di quanto sia lieta dall’essere stata a suo tempo del tutto immune dal volerle a ogni costo solo in quel contesto…).

    in un rapporto stabile di lunga durata gli uomini, essenzialmente connotati da attitudini più materialiste, tendono quasi sempre a lasciar cadere, come superati, gli atteggiamenti di corteggiamento e le occasioni di sorpresa. normale, quindi, che un certo tipo di donna, anziché allontanarsi dal rapporto o pensare di sostituirlo, s’impegni a modo suo a integrarlo, rendendolo nel suo intimo più ricco e più soddisfacente.

    niente di male: tutto nella norma, se nulla toglie al legame in corso!

  • 113
    Golem -

    Acquadifonte, non voglio contraddirti ma sappiamo entrambi cosa passa per la testa dell’altro, specie ora, dopo la nostra “rivisatazione”. Lo sappiamo al punto tale che diciamo le stesse cose nello stesso momento. È un’intesa rara, me ne rendo conto, e in parte è frutto da una convivenza che orma sfiora i tre decenni, durante i quali dell’altro, da un certo momento in poi se ne intuiscono le azioni che derivano da certi pensieri. La parte erotica mancante è stata colmata come sai, e il risultato lo si vede a letto.
    Certo che se in una coppia la comunicazione resta superciale è inevisabile chea un certo punto avere delle sorprese, come infondo accadeva anche a noi.
    Se poi uno dei due vuole tenersi dei segreti è chiaro che il rapporto sarà limitato da quei segreti.
    Ma non mi si venga a dire che in un matrimonio come quello di Francesca o dell’amica di Virginia non ne risente. Non ne risenterie non c’è amore o vero interesse per l’altro, ma in quel caso non è un’unione, è una docietà S.n.c. come direbbe il Professor Yog.
    Io comunque se non ho mai corteggiato nessuna donna “prima” corteggio, bacio e abbraccio Sally quotidianamente, con suo grande piacere, e ogni volta che mi capita le compro dei fiori bianchi, il suo colore preferito, come ho fatto giovedi per esempio. E i risultati si vedono. Perchè la amo veramente. E sono ricambiato, veramente. Come ripeterò un mio e di volte, l’amore si “fa” non si immagina.

  • 114
    virginia -

    Golem, mi pare di aver capito che il tuo matrimonio dura da trenta anni. Voglio sperare che la tua crisi sia sopraggiunta nei primi anni, altrimenti non vedo sostanziale differenza tra la tua situazione e quella della mia amica. Perché in teoria anche nel matrimonio della mia amica potrebbe sopraggiungere una crisi, risolvibile o meno, ma di certo dal tuo punto di vista avrebbe trascorso anni di non amore.
    Personalmente se una persona pensa troppo spesso ad un suo precedente amore, qualcosa non torna. O non funziona il proprio matrimonio, o non si ama il proprio partner, o l’amore precedente é stato piuttosto intenso e non facilmente rimpiazzabile. Scrivi di storie non concluse, ma spesso queste cose accadono anche per storie concluse e nelle quali non era presente la dovuta maturità.
    L’immaginazione fa parte della vita. Ognuno di noi immagina qualcosa. E non é solo prettamente femminile. Basti pensare alla masturbazione negli uomini. Secondo voi quanta immaginazione c’e’ durante quelle azioni? E degli uomini che fanno l’amore con la propria moglie pensando alla propria amante oppure ad un ideale immaginario di donna?
    Tu ora sei convinto di sapere cosa passa nella testa di tua moglie e viceversa. Perché dite le stesse cose nello stesso momento? Ma cosa vuol dire? Magari mentre sei al lavoro tua moglie continua a pensare al suo ex amore e tu non potrai mai saperlo.
    Io credo di avere un buon rapporto con mio marito. C’e’ stima e fiducia. Ma cosa ne posso sapere di cosa pensa e fa durante le ore di lavoro? Dovrei alzarmi una mattina e mettermi in testa di assumere un investigatore privato. Oppure mettermi a seguirlo per giorni. Ma per quale motivo?
    Purtroppo i matrimoni a causa della loro routine, dei problemi, della quotidianità e della convivenza stessa, a lungo andare spengono o smorzano quella che é la passione o l’emozione. E al giorno d’oggi le situazioni di distrazione sono molteplici. Molti matrimoni sono vivi come il mio e il tuo,

  • 115
    virginia -

    ma quanti pullulano di amanti? O sarà immaginazione anche quella?
    Paradossalmente l’amante resta nell’immaginario perché non sostituisce la moglie o il marito nel quotidiano.

  • 116
    Golem -

    L’amante è il tentativo di realizzare proprio la parte immaginifica di una certa visione dell’amore, e quasi sempre è solo l’unione di due egoismi. Il tutto è racchiuso in una immaturità di fondo, giacchè non si è compreso, o non si vuole accettare, che la scelta di voler vivere con un altra persona sottintende un progetto che va perseguito con continua attenzione, dedizione e uno spirito di realistico quanto lieto sacrificio nell’accettazione dell’altro, che è il primo segno dell’amore che cresce. Non è certo la smania o le farfalle nello stomaco col quale molti lo confondono. Come ho detto più volte quello non è un nostro merito ma un “regalo” della Natura. Lo è invece quando lo vogliamo e lo perseguiamo dopo aver “sbollito” lo “sballo” naturale di cui ho accennato.
    Queste cose nesduno le sa in partenza, ma si acquisiscono strada facendo quando “senti” che quella persona sta toccando altre corde interiori che neppure sapevi riflessioni È allora che ti poni delle domande e fai delle riflessioni su un argomento che forse “credevi” di conoscere ma in realtà non conoscevi, se non attraverso la vulgata comune o i messaggi che ci provengono dalla sottocultura massmediologica, che foraggia certe visioni dei sentimenti per ragioni fondamentalmente consumistiche.
    Sia io che lei non ne eravamo immuni ovviamente. Come si dice: nessuno nasce imparato. Io perchè come uomo, e prima da ragazzo, ero involotariamente “viziato” dalla facilità di frequentazione che avevo con le donne, e lei per il motivo contrario, infarcita inoltre da tutta la favolistica romantica del principe azzurro e un’educazione famigliare sessuofobica.
    Entrambi per alcuni anni ci siamo “voluti bene” con quegli imprinting. Lei una brava e bellissima ragazza, morigerata e che soddisfaceva anche la “latinità” che vuole sposare la ragazza per bene e sLei dal canto suo che trovava un uomo piacente, senza grilli per la testa. La “moglie” insomma.
    >>>

  • 117
    Vic -

    virginia
    Golem
    Non si possono controllare i pensieri degli altri, neanche
    L’ex Unione Sovietica lo faceva e non lo dico per sentito dire.
    Ero su una nave da crociera dell’ex Unione Sovietica
    e parlando con l’ufficiale medico dopo avermi detto detto:
    “No frattura!” (Mi ero fatto male a una mano)
    “Non è vero che da noi non si è liberi di pensare
    certe cose, tovarish, basta che non lo dicano”
    Lasciamo che i nostri compagni siano liberi di pensare
    o fantasticare,
    quello che conta è che ci amino.
    Non possiamo controllare tutto e tutti.
    Pensarlo è un’illusione.
    Poi della sicurezza che ci amino…si potrebbe
    discutere pure di quella…ma quando si è da
    tanti anni insieme, come minimo ci sopportano;)
    L’amante poi è una figura “mitica”, sospesa fra il vero
    e l’immaginario.

  • 118
    Golem -

    >>>
    Lei dal canto suo che trovava un uomo piacente, non del tutto stupido e che le dava sicurezza e solidità in prospettiva. Entrambi innamorati con “coup de foudre” dopo un incontro casuale durante una crociera, alla fine della quale le chiesi di venire a vivere con me. Accettando, e raggiungendomi due mesi dopo, quando cominciammo una convivenza che due anni dopo si concluse col matrimonio.
    Sai cosa succede no? Il lavoro, i soldi, la bambina da allevare da soli, e gli standard stereotipici di cui ho accennato prima. Mai litigate (per lei è quasi impossibile con chi vuole bene). Ma in fondo non conoscevamo le reali “profondità” dell’altro, certamente per quei luoghi comuni con cui si erano formati i nostri relativi immaginari “matrimonali”. Pensi che sia strano che ci si possa “volere bene”, avere un buon menage familiare e rispettarsi per oltre 17 anni ma non riuscire ad “amarsi” in maniera “completa” pur pensando di farlo? Bè, SO che è possibile, proprio perchè non ci si dice tutto, non si discutono certi imprinting “generalisti” e non si tagliano i rami secchi ai quali spesso si resta attaccati per “comodità”, finendo per “spegnere” quella crescita che le circostanze della vita impongono. Se non si sa cogliere quei momenti l’amore” finisce. Ma finisce perchè in realtà quello vero non ha mai avuto la possibilità di “scaturire” dalla vera fusione dei due in itinere. Si “sente” che manca qualcosa, e se non si ha voglia di sapere cosa, la storia finisce, non raramente non sapendo perchè. Non lo amo piú, quando in realtá non lo hai mai amato veramente, e non per opportunismo, per “ignoranza”. Letteralmente si IGNORA che ci sia altro oltre quegli stereotipii con i quali affrontiamo i sentimenti nella massima buona fede.
    Se non avessi voluto “capire” avremmmo fatto la fine di tante coppie che dopo quasi 20 anni si lasciano per quell’amore “finito”.
    Ecco perchè oggi sappiamo entrambi cosa CI passa per la testa.

  • 119
    Vic -

    Una crociera….pensa un pò che caso strano…
    Io ne parlavo nel commento di pochi minuti prima.
    Prima della partenza io e lei, allora fidanzati
    avevamo deciso di lasciarci, di troncare tutto.
    La crociera era già prenotata da tempo insieme
    a un mio amico, ma veniva a fagiolo, sarebbe
    servita per dimenticare.
    Ho pure trovato subito un’altra ragazza sulla nave, …però niente mi sono solo goduto la crociera col mio amico fan dell’Unione Sovietica ; e devo dire è stata la crociera più divertente che ho fatto,al golfo del Leone il capitano ci ha dato pure il diploma di “lupi di mare”, visto che avevamo
    resistito nella sala delle feste insieme a pochi altri, nonostante
    la nave oscillasse paurosamente e la sala fosse come uno scivolo…e i marinai cantavano la canzone della nave
    guidati dal capitano (chissà chi era al timone!)
    Durante un sosta in Marocco, comperai un vaso.
    Una volta tornato non pensai alla mia ex, però decisi
    di darle il vaso se l’avessi rivista.
    Infatti la rividi e le diedi il vaso e lei si comportò come se non ci fossimo mai lasciati,
    e usò le solite arti femminili…
    Mi venne perfino il dubbio se ci eravamo lasciati
    o me l’ero solo immaginato…
    Se solo non le avessi portato il vaso, la mia storia sarebbe stata diversa, basta un niente e la storia della vita cambia.

  • 120
    virginia -

    L’amante é l’alternativa alla routine matrimoniale. É la nuova emozione sopita da anni. La passione che rinasce sotto altre spoglie. Niente di immaginifico.
    Golem, io sono stata educata ben sapendo che il matrimonio é una scelta, nonché sacrificio, nonché accettazione dei difetti dell’altro, nonché anche sopportazione se necessario. Ho sempre saputo che le farfalle nello stomaco sarebbero sparite prima o poi, per dar luogo a una trasformazione dell’innamoramento in amore.
    Niente di trascendentale.
    Ho visto molti ragazzi farfalloni, pieni di donne intorno, fermarsi e cambiare di fronte alla donna della propria vita. Quella che ti cambia dentro.
    Ho avuto, anzi abbiamo avuto anche noi due figli da allevare e problemi da affrontare. E ti dirò, né io né soprattutto lui eravamo pronti all’idea del cambiamento da coppia a famiglia, perché sapevano cosa avrebbe significato. Abbiamo aspettato, prima io, poi lui, rispettando i nostri tempi, ben sapendo che tutto sarebbe cambiato e non sarebbe stato come prima.
    Sempre parlandoci, cercando di capirci e rispettandoci.
    Nonostante tutto, nonostante pare tutto sembri funzionare come dovrebbe, non sapremo mai cosa realmente passa nella testa dell’altro.

  • 121
    Acquacalda -

    Si’ Vic sono proprio d’accordo “lasciamo che i nostri compagni siano liberi di pensare e di fantasticare, quello che conta è’ che ci amino.Non possiamo controllare tutto e tutti. Pensarlo è un’illusione” . E proprio questa consapevolezza, se raggiunta da entrambi, rende la convivenza più leggera e libera da sospetti. È’ indiscutibile comunque che queste “evasioni” si dovrebbero mantenere solo a livello mentale e che non dovrebbero essere prevalenti rispetto ad altri pensieri. Se diventano prevalenti allora c’è qualcosa che non soddisfa e che deve prima o poi essere affrontando.

  • 122
    virginia -

    Scrivi

    Pensi che sia strano che ci si possa “volere bene”, avere un buon menage familiare e rispettarsi per oltre 17 anni ma non riuscire ad “amarsi” in maniera “completa” pur pensando di farlo?

    No, non é strano, anzi a me sembra che il mondo oggi sia pieno di matrimoni impostati in questo modo

    Leggo nel tuo commento precedente che vi siete conosciuti in crociera e tu le hai chiesto immediatamente di andare a convivere e lei ha accettato. E dopo due anni di convivenza vi siete sposati.

    Forse vi siete sposati senza esservi mai conosciuti. Forse é per quello che é nata la crisi.
    Non vuol dire nulla neanche questo perché ci sono matrimoni che vanno in crisi dopo dieci anni di fidanzamento, che é già routine.
    Però l’inizio della tua storia dice molto. Forse non sapevate entrambi cosa volesse dire matrimonio e figli e forse, almeno lei a quanto pare, aveva ancora nella mente e nel cuore un amore, concluso o no, ma ancora vivo.

  • 123
    virginia -

    Eh già acquacalda, non si può proprio impedire di pensare e fantasticare, anche perché non lo si saprebbe mai.
    Un continuo pensiero verso un’altra persona, reale, presuppone anche a mio parere che qualcosa non va o che ci sia dell’altro oltre una semplice fantasia.

  • 124
    Golem -

    Infatti Virginia, la maggior parte dei rapporti si ferma a quel traguardo perchè i protagonisti vivono dell’inerzia dell’innamoramento credendo che automaticamente si trasformi in amore, che invece richiede quel “lavoro” di cui accennavo ieri. E quel Limbo sentimentale è una delle tante cause della “fuga” nell’immaginario di cui abbiamo parlato.

    Si, ci siamo conosciuti durante una crociera, dove lei lavorava nel corpo di ballo. Ci siamo visti, ma a parte le caratteristiche fisiche non ci siamo sentiti attratti sinché non abbiamo avuto una casuale occasione di parlare. Cosa che ci ha tenuto più di tre ore insieme facendoci innamorare vicendevolmente, e poi le cose sono andate come sai.
    Ovviamente non potevamo conoscerci profondamente, e ognuno si muoveva in quell’ambito relazionale secondo i parametri e gli stereotipi acquisiti dalle esperienze precedenti. Lei con l’imprinting del “primo amore” non corrisposto, che credo le abbia segnato l’autostima in negativo, ma nello stesso tempo lasciandola legata agli effetti emotivi che la prima tempesta ormonale provoca.
    Come puoi immaginare “quello che poteva essere e non fu” è un tarlo che specie molte donne si portano addosso per tutta la vita, e i “tarli” come tali erodono nel tempo le “strutture” facendole anche crollare alla lunga, ma nel nostro caso sono stati bloccati in tempo e con successo, seppellendo un passato inutile per il presente che si stava vivendo.
    Non credo affatto che il colpo di fulmine abbia inciso come ipotizzi tu, perche molte altre coppie che hanno cominciato la loro relazione in maniera diversa da quella non sono immuni da certi effetti. Solo qui avresti potuto trovarne un centinaio di donne con la sindrone, più o meno benigna dell’ex. Si tratta solo di una condizione di “non conoscenza” sentimentale, e dell’incapacità di saper affrontare la realtà per quella che è.
    >>>

  • 125
    Golem -

    >>>
    È un rifugio puerile che però impedisce la crescita della relazione adulta che si vive, facendo ritenere che le emozioni possano arrivare solo da certi momenti particolari, che ripeto, neppure dipendono da noi, perché funzionali a un obiettivo istintuale che con l’amore “maturo” e duraturo non ha niente a che fare. E questo che impedisce quel “passaggio” oltre quel livello di cui ho parlato.
    Quindi le fantasie “purché si ami il partner” possono essere accettate in un rapporto sentimentale, ma dipendono dalla qualità delle stesse.
    Avere in mente un altro o un’altra come parametro – oltretutto fasullo, perché solo immaginato nei fatti – di una certa visione dell’amore, è il modo migliore per non conoscerlo mai l’amore.

  • 126
    rossana -

    Vic, Virginia, Acqua,
    leggo con piacere i vostri punti di vista, che a grandi linee concordano con i miei.

    a conferma che in tutti gli ambiti ma soprattutto in amore non si vede che quello che si desidera vedere, puntualizzo che non è affatto infrequente che un intero paese o un intero gruppo di amici sia a conoscenza che uno di essi è vistosamente tradito da tempo dal partner mentre l’unico a non esserne a conoscenza è proprio il diretto interessato.

    assurdo pensare di sapere cosa passa per la testa di un’altra persona, indipendentemente dalle sue parole o dai suoi atteggiamenti. per me il controllo mentale e la frequenza/modalità degli amplessi non rientrano nel concetto standard di amore, che soggettivamente trae origine solo dalla spontanea volontà, secondo la propria inclinazione a viverlo e ad esplicitarlo.

    è la stabilità della famiglia a essere incrostazione sociale, piacevole da assecondare quando entrambi i coniugi o i conviventi accettano la naturale transizione da amore-passione ad amore-affetto, indubbiamente favorita dalla nascita di figli.

  • 127
    Vic -

    Io penso che ognuno di noi nella sua mente
    ha uno standard, cioè quella che sarebbe
    la donna dei suoi sogni o dell’uomo
    dei suoi sogni.
    Ce l’abbiamo fin dall’adolescenza, poi la realtà
    può portarci in altre vie.

  • 128
    virginia -

    Quello che poteva essere e non fu é un tarlo di tutti non solo delle donne.
    Per il resto ti vedo un po’ troppo concentrato sul discorso dell’immaginario.
    Si immagina un rapporto con Sharon Stone, come scrivesti all’inizio, non un qualcosa di vissuto. Se io ripenso ad un mio ex amore ripenso a ciò che ho vissuto, a ciò che eventualmente si é sbagliato e non a ciò che sarebbe potuto accadere in futuro.
    Del resto anche nel mio matrimonio posso immaginare il futuro che non é detto che sarà come mi immagino.

  • 129
    Vic -

    Quando un uomo una donna si incontrano,
    ognuno ha un suo vissuto passato,
    una sua infanzia, adolescenza , esperienze ecc.
    Quindi non si può intervenire sul passato,
    non si può cambiarlo e si può solo decidere
    se accettarlo e sul futuro.
    Dico questo perchè un mio amico ha detto che avrebbe voluto conoscere la moglie già nell’adolescenza, ma queste sono pretese non suffragate dalla realtà.
    La cosa essenziale è dopo il primo periodo di passione
    (perchè se non c’è quella non è vero amore …ma un accontentarsi pur di non restar soli) è trovare un equilibrio fra le esigenze dei due e un modo comune di affrontare i problemi quotidiani di una vita coniugale.

  • 130
    Golem -

    Non proprio di tutti Virginia. Mio non lo è mai stato, e oggi non lo è anche della mia lei, e infondo è tutto quello che mi interessa.
    Vivere di ricordi o gingillarsi con questi tutto sommato è una mezza sconfitta se ci pensi.
    Io alla Sharon la volevo portare solo a letto, non farci una storia di amore. Questa è spesso la differenza tra un uomo e una donna. Che il primo è persino più capace di distinguere una banale voglia di sesso con l’amore, una donna spesso se lo inventa pur di giustificare inconsciamente moralmente certi impulsi
    Una donna come mia moglie prima della svolta, ricordava le smanie ormonali, non certo un amore che non è esistito, quello se lo è dovuto inventare per garantirsi certe emozioni “lecitamente”, visto che non era neanche lontanamente ricambiata. Era il corrispettivo maschile del desiderare di sco.... con una Sharon Stone ma doveva essere benedetto dall’amore per ragioni morali.
    Questo è saltato fuori da dentro di lei parlandone, ma non c’è bisogno di aver avuto 20 anni negli anni ’80 per avere certe bisogno di certe “scuse” per soddisfare gli istinti, anche oggi, e pure su questo forum, mi è capitato di trovarne simili.
    Forse è l’unica al mondo Sally a essersi comportata in quel modo, o forse solo una donna durante le discussioni lo ha ammesso, ma a me va bene che lo abbia capito la mia, e visti i risultati mi sembra che il problema fosse proprio quello. Anzi, è certo.

  • 131
    Acquadifalda -

    Golem, non si sta discutendo sul fatto che Sally abbia raggiunto questa consapevolezza risolvendo in questo modo il vostro problema e segnando, di conseguenza, il suo passaggio da un finto amore puerile nei confronti del Portoghese al un Amore adulto nei tuoi confronti. Si sta prendendo semplicemente atto che per molte coppie si tratta di un percorso tortuoso e che quindi questa svolta può essere raggiunta più o meno tardi nel rapporto. Ho notato, dai tuoi commenti sulle varie lettere, che tendi immediatamente a condannare gli “ammori” degli altri, non riconoscendo, spesso, che tali “deviazioni” costituiscono una tappa obbligata di crescita per molte/i , nel processo di maturazione del rapporto di coppia.
    Voi,o meglio Sally, ha tagliato il traguardo dopo 17anni di convivenza , realizzando in tal modo una sua trasformazione interiore che ha portato al raggiungimento della vostra sintonia di coppia e del Vero Amore. Hai ragione: molti si fermano prima e, esaurito lo slancio dell’innamoramento, abbandonano la nave per cercarsi nuove avventure. Ciò non significa che per tutti sia così. Molti capiscono la necessità di proseguire nella ricerca del Vero Amore e di attuare quel processo di trasformazione interiore per raggiungerlo. Solo che non si sa quando questo avverrà perché dipende anche dall’altro. Ci sono coppie chi fin da subito lo intuiscono e impostano subito bene il lavoro (come probabilmente quella di Virginia), altre in cui c’è bisogno di tempo per conoscere l’altro, ma soprattutto per conoscere se’ stessi e fare i conti con le proprie aspirazioni al fine di riadattarle al contesto reale e trovare l’equilibrio.
    Inoltre vorrei sapere da te, se tu, raggiunto l’ Amore Vero e la felicità matrimoniale, ti ritieni ora (e da allora) per sempre esente da “pulsioni” (sessuali) verso altre donne e che basti questa consapevolezza per essere in grado di controllarle con sicurezza in ogni istante.

  • 132
    Acquadifalda -

    Rossana condivido che la transizione da”Amore-passione” ad “Amore-affetto”sia necessaria per consentire il rafforzamento della relazione e la sua stabilità nel tempo. Ciò’ significa essenzialmente abbandonare l’idea che sia il mistero, l’ignoto, che rafforza il legame e riconoscere che un’intesa amorosa, anche di tipo sessuale, si realizza, invece, soprattutto attraverso la conoscenza reciproca e l’ascolto. A questo punto le aspettative di entrambe le parti di “quello che potrebbe essere” si ridimensionano per lasciare posto all’osservazione di “quello che è’ “e alla sua spontanea e completa accettazione e valorizzazione.

  • 133
    Golem -

    Acquadicielo, è abbastanza evidente che io parli della vicenda di Sally con toni paradigmatici, perché ognuno di noi vive una realtà relativa che tuttavia assume le sembianze di quella assoluta, non so se mi sono spiegato. Questo limite di lettura me lo sono posto ovviamente, e non è possibile negare che vi siano infinite “realtà relative” che reclamerebbero le loro unicità come dice spesso la nostra “saggia”. Tuttavia, tutte quelle “relatività” sono i soggettivi sviluppi di uno stesso bisogno, che si chiama amore per te, e sesso per me, (e non solo per me se pensiamo anche solamente a Freud).
    Quello che penso non è ovviamente frutto di una mia presuntuosa interpretazione, ma il risultato di una serie di letture che non si limitano solo ai quattro libri di cui abbiamo parlato, ma di una più vasta biblioteca che contiene testi molto più variegati di antropologia, storia, sociologia, religione e sessuologia, dai quali ho tratto le mie conclusioni su certi comportamenti, che pur apparendo unici e soggettivi, percorrono in realtà tracciati molto simili.
    Io ho trovato troppe similitudini tra la situazione di Sally e le decine di donne che hanno raccontato le loro storie su queste pagine. Troppe per non pensare -come peraltro ho potuto appurare da quelle letture- che la visione di certi fenomeni “incontrollabili”, come quella dell’infatuazione sessuale, sono un ordine categorico uguale per tutti, al quale rispondiamo soggettivamente secondo le nostre caratteristiche, temperamento e cultura, ma in fondo ancora e solo come “funzionari della Natura”.

    Se generalizzo è perché “vedo” cose già viste, vedo ancora persone che cercano di capire il loro, (come pure dell’altro) comportamento, non attraverso quelle istanze ancestrali, ma come l’indicazione di un sentimento assoluto in quanto sì, incontrollabile, ma ritenendolo “proprio”, ignorandone la coercizione fisiologica che sottende quei bisogni.
    >>>

  • 134
    rossana -

    Acqua,
    essendo quasi del tutto priva di fantasia, per quanto mi riguarda non ho mai avuto sogni o illusioni di coppia ma solo piccoli aggiustamenti alle realtà più significative che ho avuto la fortuna di sperimentare per più di un decennio, senza avere la pretesa che tutto si inserisse a puzzle in più che umane aspettative, sia generiche che culturali, benché in alcuni momenti l’abbia desiderato.

    i sogni li avevo invece in ambito lavorativo, e ho potuto realizzarli solo in parte, grazie anche al favore di conoscenze e coincidenze. a volte, infatti, mi sembra di avere una psiche più maschile che femminile…

    amo confrontarmi con punti di vista diversi dai miei, a condizione che non siano imposti o considerati assoluti.

    PS: ti dispiace se adotto, come te, nick variabili sul tema dell’aria (il solo che percepisco come abbastanza mutevole da consentirmi una grande varietà d’immedesimazioni, come d’altronde è da sempre parte del mio temperamento)?

  • 135
    Golem -

    >>>
    Proprio tu concordavi con me che in fondo siamo macchine biologiche che in un certo momento della nostra evoluzione ci siamo arricchiti della coscienza di “esistere” acquisendo quello che è il “libero arbitrio”, cioè la capacità di scegliere, di decidere. Ma a cosa ci riferiamo quando siamo di fronte ad una scelta? Alle esperienze pregresse, e meno ne abbiamo più ci affidiamo al senso comune generalista. Ti faccio un esempio. Se io mi sveglio di notte ed ho sete, apro il frigorifero e mi trovo davanti due bevande, un succo di nella e uno di arancia, entrambe attraenti e dissetanti, ma devo scegliere. Scelgo quella alla mela, non so ilnpercgè a livello conscio, ma il mio inconscio ricorda un “piacere” del genere perchè forse mia madre o una persona che mi voleva bene mi fece bere quel succo in un momento piacevole della mia infanzia, e l’esperienza è rimasta come sensazione piacevole.
    Tutte le nostre scelte hanno un retroterra esperenziale che ci proviene dal passato. Lo stesso vale per le scelte dsbagliare parlsessuale o amorosa se vuoi. Noi assorbiamo degli imprinting dai nostri riferimenti “affettivi” o massmediologici quando ci troviamo di fronte ad un bisogno da soddisfare, ma, nel caso del partner sessuale, trattandosi di un soggetto complesso come può essere un essere umano, ci limitiamo a provare “l’attrazione” fisica come forza traente benedicendo la con paradigmi morali che hanno formato la nostra etica. Non c’è niente di poetico o trascendentale in quelle scelte, siamo noi che gli diamo dei connotati che corrispondano a quelle esperienze pregresse. Esempi famigliari, letture, film e quant’altro, ma spessissimo questi non trovano riscontro nella vita vera. E quella è la vera esperienza che, in qualcuno come me (e lei) fa scoprire “quell’oltre”.
    Oggi vedo troppi “prima di quell’oltre” per non poter parlare di “ammori” con la quasi certezza di non sbagliare. Ma resta una mia opinione “naturelment”.
    Ciao.

  • 136
    Golem -

    Acquadelsindaco. Non avevo più spazio per rispondere alla domanda sulle mie fantasie.

    Certo che se vedo una gran fi.. la guardo, come ho sempre fatto. Ma delle donne che ho frequentato non è mai bastata la sola presenza fisica per farmi arrapare. Da queste però escludo le tante “femmine” usate, ma da cui ero più spesso usato in realtà, dove a suo tempo bastava che aprissero le gambe, tanto era “l’ammore” che sentivo per loro. E loro per me, non temere. Non ho mai preso più di quello che mi hanno dato.
    La stessa Sharon non mi avrebbe stimolato la produzione di spermatozoi se non ne avessi ammirato le intuibili qualità intellettuali attraverso i suoi film. Tieni presente che questa attrazione mentale l’ho provata per sole due, forse tre donne, delle restanti faccio fatica a ricordarne il nome, e di alcune proprio non lo ricordo.
    Quindi cosa mi chiedi? Se penso a un’altra quando faccio l’amore, la risposta è no. Quando “scopavo” non pensavo neppure, al massimo mi concentravo su di me o su qualche immagine porno per per controllare l’epilogo, figuriamoci.
    Come avrai ormai capito, non sono portato per natura a fantasticare su certe cose, figuriamoci dopo il “passaggio”, ma ugualmente ho una fantasia fervida comunque, nel lavoro e nelle mie modeste espressioni artistiche, come lo è stata la fotografia o la scultura col ferro saldato. E il volo, che a certi livelli è un’arte per me.
    Comunque, oggi, quelle pulsioni sono sotto controllo non solo per l’acquisita consapevolezza che una “novità” non potrebbe mai contenere lo sguardo della mia donna quando facciamo l’amore, ma anche per quello che c’è scritto sulla carta d’identità. Sono gli alti livelli di ormoni sessuali la causa di certe fette di salame sugli occhi e degli errori che ne derivano, non l’amore.

    >>>

  • 137
    Acquacondensata -

    Rossana, non mi dispiace affatto se utilizzerai nick variabili sul tema dell’aria, anzi.
    I sogni o le ambizioni in qualsiasi ambito, sono, a mio parere, elementi positivi poiché ci stimolano a ricercare sempre il meglio. L’importante è non essere troppo rigidi con noi stessi, poiché la realtà, essendo mutevole e ricca di imprevisti, non sempre ci permette di raggiungerli secondo i nostri piani. A questo punto, invece di cadere nella depressione e nello sconforto, dovremmo cercare di rianalizzare rapidamente le diverse situazioni, difformi da quelle desiderate, ma probabilmente non prive di nuove opportunità, e ricercare altre modalità per riadattare i nostri sogni alla realtà.

  • 138
    Acquaeffervescente -

    Golem, riconosco che il tuo studio del fenomeno e delle sue diverse sfaccettature, attraverso letture di libri e saggi ed analisi profonda della tua esperienza, sia molto superiore al mio. Giustamente, come dici, hai trovato molte similitudini della vicenda di Sally con quella di altre donne che scrivono su questo Forum. Proprio questo dovrebbe convincerti che tali illusioni costituiscono un naturale periodo di passaggio per molte persone (soprattutto donne), da una concezione di Amore immatura, legata all’ineluttabilità e spontaneità di certe emozioni o passioni, ad una concezione matura di Amore, plasmato con impegno e a quattro mani a fronte di una scelta volontaria e ragionata.
    Quello su cui vorrei spostare l’attenzione, è la constatazione che determinate pulsioni, naturali, fisiologiche , alimentate da Madre Natura e “abbellite” e “mascherate dalla nostra “sensibilità” individuale (in base ad imprinting e retroterra culturale ), sono comunque parte di noi e che quindi, nonostante si cerchi di mantenerle sotto costante controllo attraverso la il raziocinio (che ci differenzia dagli altri essere viventi), possono talvolta sfuggirci di mano, sopraffarci e renderci vulnerabili di fronte a scelte razionali che pensavamo originariamente inattaccabili.

  • 139
    A-query -

    No, non hai capito la domanda. Il quesito non era se ti capita di pensare ad un’altra mentre fai l’amore. Se è’ per questo nemmeno io ho mai pensato ad M. in queste circostanze. Ti stavo solo chiedendo se, anche dopo “il passaggio”, pensi che potrebbe capitarti di provare un’attrazione fisica e mentale (visto che tu stesso hai detto che solo fisica non basta) per un’altra donna (o se ti è già capitato). Comunque hai risposto che certe pulsioni sono e saranno per te sempre e sicuramente sotto controllo e che ti basta la consapevolezza “dell’illusione della novità” unita alla focalizzaziobe dello sguardo della tua Amata, per eliminare ogni tentazione, anche solo a livello mentale, ed evitare così’ ogni potenziale errore. Bene, bravo. Questa tua sicurezza è ammirevole e non lo sto dicendo con ironia.Probabilmente anche per Sally sarà così. Solo che per arrivarci avete dovuto anche voi attraversare un periodo di crisi.

  • 140
    Golem -

    >>>

    (Acqua, questo post conclude il 136 che mi è stato cassato per certi “complimenti” non graditi ai capi)

    Anche se le “novità” mi capitano ancora oggi, perché non faccio schifo fiscamente, e a culo dimostro pure molto meno della mia età, tanto che Sally prima di scoprirlo pensava fossi più giovane di lei, che di anni ne ha 10 meno. Ciao

  • 141
    maria grazia -

    Ciao Acqua. Non credo che qui si discuta sul fatto che certe pulsioni-passioni possano fare o meno parte di noi, prendendo a volte il sopravvento su tutto il resto. Si contesta semplicemente lo scambiarle per “Amore” come tanti tendono a fare. Peraltro, non credo che quel tipo di amore di cui Golem ci parla sia frutto unicamente di scelte “opportunistiche” e razionali. Ma penso sia piuttosto la combinazione di vari elementi mixati tra loro, come attrazione, coinvolgimento, spinta propulsiva e istintiva verso l’ altro unite però alla stima e all’ apprezzamento consapevole delle qualità del partner dopo averlo CONOSCIUTO da vicino.

  • 142
    acqUAU -

    Si’ , infatti MaryG, mi limitavo solo a constatare che per raggiungere questo livello di Amore si devono per forza modulare determinate pulsioni sessuali e desideri di l'”ideale”, a favore del rispetto dell’altro e della valorizzazione delle sue qualità reali. Non sempre è così immediato ed istintivo e penso che alcuni tradimenti nascano proprio dalla non totale separazione da un proprio desiderio egoistico di perfezione, unito ad un’attrazione istintiva “animale”, talvolta difficilmente domabile.

  • 143
    Golem -

    Acquattata, mi costringi ad apparire presuntuoso. Ho almeno due tipe, alle quali 10 anni fa almeno ho rifatto la casa, che da allora “insistono” in maniera “sottile” per “amarmi”. Una addirittura mi ha fatto sapere quando il marito spariva per andare a trovare l’anziana madre; chiaro e tondo. 10 anni che ci provano, sono quasi diventate vecchie ormai. Sono un fesso? No, non me ne frega niente, perché non voglio casini nella vita, non mi va di fare un torto a Sally e poi mi sono sbizzarrito a sangue quando era il momento giusto, abbastanza per sapere che a questa età non mi interessa più la sco.... tanto per farla. Inoltre, se volessi metterla su quel piano e aggiungere due tacche al calcio della pistola, è come se me le fossi già fatte no? Quindi sono sicuro che non mi succederà più niente. Sto bene così, e sai perchè.
    Solo se mi chiamasse la Stone agirei, ma dicendolo a Sally, perché lei sa che sarebbe come fare un volo supersonico su un F104, il più bel velivolo mai costruito, come lo è la Sharon come donna. Purtroppo entrambe le possibilità sono pressoché impossibili che possano verificarsi, per cui…ciccia.

    Cara “Acquisita”, che tutte quelle cose che hai citato facciano parte del nostro essere è evidente, ma che le stesse diventino – specialmente per molte donne – spesso una ragione di vita, francamente mi pare grottesco. A meno che non si abbiano 14 anni. Invece c’è chi lo è ancora a 70, vedi tu.
    Almeno per me e mia moglie quel passo è stato fatto. C’è voluta una crisi? Per forza. Certi passaggi richiedono coraggio, e un compagno che si ama e che ti ami. Da sole è facile rimanere legate per sempre al “Favoloso mondo di Amelie”. O forse succede di restarvi proprio per quella ragione? Mah.
    Ciao.

    P.S. Ci hanno fottuto la Chat. Succede ogni volta che cambia il “vento”.

  • 144
    Vic -

    “Ubi major minor cessat”
    Tendiamo ad andare verso il rapporto che ci da più soddisfazione e non importa chi c’era prima.
    Questo è adesso il nostro standard…
    Quando mi sono messo con mia moglie era
    OGGETTIVAMENTE la migliore di quelle che avevo conosciuto.
    Quindi non solo il cuore,ma anche la testa.
    Certo nel mondo o anche solo in Italia ce ne saranno state
    di migliori, ma nella cerchia delle donne da me conosciute le cose stavano così.
    Poi i rapporti perfetti non esistono, siamo noi a immaginare che siano così.
    Se si conosce bene una persona, si sanno le sue qualità e i suoi difetti.
    Se si vedono solo le qualità vuol dire che
    NON CONOSCIAMO ABBASTANZA BENE questa persona.
    Il punto è invece che le qualità prevalgono
    sui difetti.
    E soprattutto che si è creato un rapporto speciale.

  • 145
    Fantomas -

    Quali ideali?
    Sotto sotto e non troppo sotto
    siamo tutti animali…

  • 146
    Golem -

    I rapporti perfetti esistono eccome Vic, è inutile cercarsi delle scuse per consolarsi se non lo abbiamo. Ma sono come le opere d’arte, ci vuole capacità tecnica, volontà e sensibilità geniale. Se ne poteva discutete, ma senza la Chat qui sarà un mortorio di ovvietà, il trionfo dei luoghi comuni, la proliferazione delle pezze calde, un consolatoio placebico.

  • 147
    virginia -

    Golem a me sembra di capire che tua moglie era molto presa sessualmente da questo suo ex. Capita spesso che ci siano uomini o donne che ti fanno perdere la testa sotto quel punto di vista. Magari non é amore, ma sono emozioni che non dimentichi poiché molto intense e difficilmente sostituibili

  • 148
    Acqua -

    Vabbè allora finiamo qui la discussione se ritieni sia il trionfo delle ovvietà. Adios

  • 149
    Golem -

    Acquafredda, “ai apologiais” ma non mi riferivo a te, dovresti saperlo da un pezzo, lo sai che ti apprezzo da tempo, che ti considero sincera, e come sai non fingo di rispettare tutti per con l’ipocrisia delle “buone maniere” strumentali. Anzi, sei l’unica delle relativamente recenti new entry che stimo come realmente imparziale e con la quale si può andare oltre le banalità, te l’ho già detto tempo fa e non ho cambiato idea. Quindi per me fai parte di una certa élite. Infatti della nuova utenza solo con te si è svilppato un interessante dialogo che ha fruttato conclusioni utili ad entrambi. Ma converrai con me che tra gente che recita l’amore universale e intestini parlanti, qui il livello generale è patetico, o no? Comunque se vuoi abbandonare il dialogo lo accetterò con rassegnazione. Che posso fare. Mi inventero dei soliloqui e diventerò un Rossello, o prenderò una cassetta come fece Beppino e cercherò una radura dove farla finita. In subordine cercherò di farmi prestare dal Professor Yog una damigiana di Narda. Piena ovviamente.
    Ciao Acquoffesa.

  • 150
    Golem -

    Proprio per niente Virginia, l’avrà sco.... sei, sette volte in cinque, sei anni, e senza soddisfazione da parte di lei. Era un eroinomane, quindi poco attivo per motivi intuibili, e inoltre la vedeva si e no un mese all’anno, perché lei viaggiava per lavoro.
    Torno a ripetere che si è trattato di una costruzione fantasiosia intorno a un “oggetto umano” che rappresentava il “paradigma” di certi comportamenti sentimentali, alimentato dai parametri educazionali e culturali assorbiti durante la crescita e in adolescenza.
    Si trattava sì del banale impellente desiderio sessuale giovanile che cercava uno sfogo, ma tutto era filtrato da quella morale romantico vittoriana.
    L’emozione c’era di sicuro, essendo la prima esperienza sessuale, ma il soggetto in quanto persona aveva solo il ruolo di “catalizzatore” di quelle emozioni, non di protagonista, non so se mi sono spiegato. Oggi sarebbero detti degli “scopamici occasionali”, per lei suo malgrado. Quello che voleva mantenere accesa nella sua immaginazione era la SUA “situazione” emotiva, non il tizio in quanto tale. Una infantile fuga dalla realtà e dalla vita di tutti i giorni, quando non si è ancora capito che la vera gioia dell’amore è proprio nella realtà quotidiana che va cercata, perché è l’unica cosa vera che possiamo vivere davvero.
    Ciao

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