Penso ancora a lei
Riferimento alla lettera:
Questa è la seconda volta che scrivo nel sito, questa fu la mia prima lettera "La mia vità è cambiata". Scrivo perché pensavo veramente di aver dato un taglio al passato, di esser riuscito ad andare avanti senza dovermi voltare, invece? Invece mi sbagliavo, sono ancora lì che penso a...
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Data di pubblicazione: 16 Giugno 2011
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Categorie: - Amore
534 commenti
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Aaccqquuaa e Virgi, nella risposta a Suzanne ho cercato di riassumere la “summa” della mia filosofia, che peraltro la nostra Acqua HH22OO conosce da tempo, e non posso – rivolgendomi a Virgi – ricapitolare il lungo percorso che mi ha portato a certe conclusioni.
Posso solo dire che la “visione” della relazione cambia nelle storie “d’amore” perché emerge lentamente la verità tra i due protagonisti. Verità che decine di altre ragioni, inconsce e consce, avevano coperto per raggiungere l’obiettivo secondo gli stereotipi del momento sull’amore.
L’amore può diventare sacro, divino direi, proprio quando si è superata la fase sessuale, non escludendola, intendiamoci, ma integrandola nel rapporto quando questo è diventato “esclusivo” in maniera irreversibile perché si è “voluto” che questo avvenisse. Ecco perchè ripeto continuamente che l’amore è un prodotto della VOLONTÀ. la facoltà che ci distingue dal resto degli esseri viventi sulla faccia della Terra, e che ci avvicina, nella realizzazione dell’amore con quell’atto, al sacro e al divino.
Il resto sono tentativi come dice giustamente HH22OO, ma non sono tutto quello che si può trovare sull’amore in questa vita. C’è altro, ma bisogna cercarlo, e con la mente “libera” da qualunque condizionamento, non dando nulla per scontato. Anche quelli che ci sembrano acquisiti, e che, senza offesa per nessuno, definiamo come “la scoperta dell’acqua calda”.
Ciacciao.
virginia
Mi fa piacere vedere che almeno tu sei realista.
Le coppie intorno (anche quelle che sembravano più solide) si sfaldano.
Può succedere anche a te all’improvviso come un fulmine
a ciel sereno.
Quindi conta molto la TOLLERANZA, cioè accettare
i reciproci difetti, anche quello di un’eventuale
sbandata del tuo compagno, che poi si rende conto
però che sua moglie (Tu) sei più importante.
Maldamore, diciamo che va valutata ogni situazione che può verificarsi, ma complessivamente mi trovi d’accordo.
Trovo molto centrata e realista l’osservazione di Virginia.
Impossibile essere nella testa altrui,anche in quella della persona piu’ cara.
Concetto elementare e semplice ma terribilmente scomodo.
Al quale, credo,si dovrebbe aggiungere l’evolversi nel tempo di ogni individuo, che spariglia ancor piu’ le carte.
Personalmente trovo che riconoscere questa debolezza, questo nostro essere in bilico, possa solo aiutarci ad essere piu’ vigili nel proseguio del cammino
Adam,
dal mio punto di vista è negativa la totale simbiosi: anche in coppia ognuno dei partner dovrebbe poter conservare la propria individualità, la propria sensibilità e la propria visione sia della vita che del mondo. non ci si dovrebbe “fondere” nell’altro, pur potendo questo accadere, persino involontariamente!
Ciao Rossana,
Per me profondamente vero quanto scrivi.
Leggendo il tuo post, due immagini contrapposte mi sono immediatamente apparse:
Ho ripensato al bellissimo e straconosciuto brano di Gibran ((Riempa ognuno la coppa dell’altro, ma non bevete da una coppa sola ./. Lasciate piuttosto che vi sia un mare in moto tra le sponde delle vostre anime etc..)
Mentre il mio lato demenziale ha scavato e riportato alla memoria una irriverente canzone:
https://www.youtube.com/watch?v=GW9Ksk0eY-s
Adam e Rossana, credo purtroppo si possa fare ben poco, sia per quanto riguarda Il fatto di essere più vigili sia per quanto riguarda la simbiosi.
Se la persona cambia o nasconde cosa puoi fare?
E poi, parliamoci chiaro, se durante un rapporto devi vivere nell’angoscia di stare sempre sul chi va la o nell’attenzione estrema di non sbagliare mai, suppongo sia particolarmente
stressante e controproducente anche per il rapporto stesso.
E’ anche vero che si vive in un’epoca dove si cambia a ritmo incalzante spinti da una società e da elementi esterni che impongono modifiche alle quali in realta neanche si crede.
Ciao Virginia,
Devo essermi espresso poco chiaramente, non intendevo essere vigili come fare attenzione (in maniera conscia-attiva), semplicemente credo che la consapevolezza che nulla è immutabile per “partito preso” possa essere un aiuto ad essere piu’ sensibile (ma naturalmente/inconsciamente) ai cambiamenti.Tutto qui.
Ancor piu’ lontano mi é il concetto di sbagliare in un rapporto di coppia (se si è in buonafede ovviamente)
Tantomeno quello del vivere sul chi va la,concordo con te.
Anch’io penso che ognuno debba conservare
uno spazio solo suo, nell’arco della settimana.
Essere sempre insieme è stressante
e controproducente.
E poi come dice virginia, non si può vivere
nell’angoscia di sbagliare e nella paura
di perdere l’altro.
Strano, io non mi separerei un istante da lei. Tra le altre cose siamo i migliori amici l’uno dell’altra. Forse è quello il segreto per far durare i rapporti sentimentale: diventare amici.
Concordo che fiducia e tolleranza sono due elementi fondamentali in una relazione di coppia. La volontà sta alla base di tutto, ma se la sofferenza e l’insoddisfazione derivanti da cambiamenti, errori o incomprensioni non risolte, anche solo da parte di uno dei due componenti della coppia, superano il limite tollerabile, è inevitabile che si crei una frattura che necessiterebbe del lavoro di entrambi per essere ricolmata. Il dato di fatto è che oggi sempre più coppie (sposate o conviventi) si sfaldano dopo 5-15 anni di vita insieme, forse per incapacità di far fede ad un impegno di cui avevano sottostimato inizialmente la portata. Questo è molto triste.
Si Adam forse ci siamo intesi male e giustamente se uno deve vivere sul chi va la il rapporto lo autodistrugge.
Maldamore non penso invece che stare sempre insieme sia controproducente. Certo ognuno deve avere i propri spazi.
Golem, mi trovi d’accordo, soprattutto dopo una crisi non é proprio il caso di stare separati neanche un istante.
Ma sai che spesso capita che chi si lascia si dica “restiamo amici?”
Molto triste sottacqua si.
“Forse per incapacità di far fede ad un impegno di cui avevano sottostimato inizialmente la portata.”
Senza forse. E questo si aggiunge la mancanza di volontà di “capire”. E questo secondo punto è la prova evidente che non era amore quella cosa che è finita.
Virgi, dopo aver superato la crisi siamo diventati inseparabili, davvero i migliori amici l’uno dell’altra, con la piacevole aggiunta dell’aspetto sessuale che non tutte le amicizie possono vantare. Questo a riprova che c’era una carenza di comunicazione che impediva la crescita del rapporto, anche involontaria se la pensiamo collegata alla banalità quotidianità degli impegni e delle incombenze che tutti abbiamo.
Per me una cosa è certa però, ed è quella di non avere segreti che l’altro non conosca. Avere i propri “spazi” di indipendenza è un’altra cosa rispetto ai segreti, perché questi prima o poi daranno “problemi”
Io non sono mai rimasto “amico” con le mie ex, e neppure nemico, lo trovo ridicolo e vagamente ipocrita. Sarebbe come dire che l’amicizia viene dopo quella “cosa” che è finita. Semmai è il contrario, giacché un’amicizia vera per quanto mi riguarda è il massimo dell’espressione sentimentale, perché priva di quella “passionalità” ormonale che altera troppi rapporti amorosi.
Per quanto mi riguarda, i due di una coppia di lungo corso dovrebbero sperare di ritrovarsi “amici” alla fine della vita. L’amore non è disperso in quel caso, ma ha finalmente trovato la serenità che certe passioni non gli possono mai dare. E l’amore a quello deve servire, a darci sicurezza e serenità.
Per la “riproduzione” bastano l’innamoramento e le ghiandole endocrine. Fanno tutto loro. “Noi” non c’entriamo niente in quel caso.
Per me avere un mio spazio è fondamentale.
Poi però l’amicizia è diversa dall’amore.
Di solito è con gli amici che non si tengono segreti,
perchè gli amici, quelli veri non giudicano.
Naturalmente parlo di un’amicizia forte, non delle conoscenze che magari chiamiamo amicizie.
Con mia moglie il rapporto è un pò conflittuale,
a volte per cose da poco, lei giudica quello che faccio e questo impedisce
già di per se il dirsi tutto dato che ciò porterebbe
a continue discussioni inutili e inconcludenti.
E no Vic, una compagna, amante e moglie che è anche amica è il massimo, credimi. È una “fusione” totale. Quello è l’amore.
Golem, immagino che tu debba aver superato una crisi non da poco visto che solo successivamente siete diventati inseparabili, amici, e con l’aggiunta dell’aspetto sessuale.
La comunicazione credo sia la base principale in un rapporto, anche se rimango convinta che nonostante ci sia non riusciremo mai a capire i veri segreti dell’altro. Vic concordo.
Golem concordo quando dici che la passione altera i rapporti amorosi perché la immagino come una nebbia che ti impedisce di vedere in che modo é realmente fatta l’altra persona. Ma viene da sé che un rapporto importante debba superare questa fase. Quando un rapporto termina per calo di desiderio vuol dire che tra la coppia non é mai esistito altro.
É anche vero che spesso i figli nascono per caso, ma normalmente anche lì noi c’entriamo qualcosa. Un figlio non si fa con il primo con il quale siamo smossi da impulsi ormonali. Siamo animali si ma il cervello per decidere lo abbiamo a differenza loro.
Un compagno dovrebbe essere anche il migliore amico ma non é quasi mai così. É una speranza anche quella.
Probabilmente con gli amici, come dice Vic, certi rapporti sono diversi.
Ho visto coppie di amici, in apparenza ben salde, separarsi dopo essersi rinfacciati di tutto di più. Segno evidente che, anche inconsciamente magari, si faceva finta di accettare le cose dell’altro.
É una delle cose che mi fa più paura, visto l’andazzo dei rapporti di coppia. Finora vivo un matrimonio sereno. Mai avuta una crisi per fortuna. Capisco mio marito e credo e spero che lui faccia altrettanto. Nonostante gli impegni comunichiamo quanto credo sia necessario e anche di più. Basterà a non finire nel marasma di molti?
Golem
Non è il mio caso.
Mia moglie passa dall’essere serena e sorridente,
alla rabbia per motivi banali un minuto dopo.
Inoltre è una persona che si preoccupa molto del giudizio della gente e delle apparenze.
Io invece non mi curo molto di ciò che pensano le persone.
Questo è un aspetto in cui siamo molto diversi.
Il periodo pasquale è stato piuttosto stressante
per me per questi motivi e ha avuto anche ripercussioni sul piano personale.
Virginia, è una storia complicata che non è possibile riassumere in poche righe in tutti quelli che sono gli aspetti significativi della vicenda, peraltro lungamente e ferocemente discussa su questo forum sino a tre mesi fa circa. Diciamo che fondamentalmente vi erano degli stereotipi comportamentali da parte di entrambi che hanno impedito il salto di maturazione che si rende necessario quando la “festa è finità”, e il matrimonio imbocca la via dell’abitudine e dei pressanti impegni quotidiani in una grande città come Milanobe con una bambina da allevare. A questo si sono sommate certe fantasie adolescenziali di una sua antica storia, mai iniziata e mai conclusa, ma solo desiderata, che era diventata per lei un rifugio dove ritrovare le sensazioni delle emozioni amorose della prima giovinezza, non comprendendo che quelle illusioni non erano altro che l’immaginario romantico dell’amore, quello di certi film o romanzi, e non quello vero, quotifiano, fatto di progetti comuni, sostegno reciproco e superamento delle difficoltà che la vita ci mette di fronte.
A questo si sommava un certo pudore nei momenti intimi retaggio di una educazione che io definisce vittoriana, essendo lei inglese.
Ci stavamo allontanando senza rendercene conto, quando un giorno, prima io e poi lei abbiamo deciso di mettere tutte le carte in tavola e fare il punto della situazione, per capire se ci fossero i presupposti per continuare.
Abbiamo impiegato circa tre anni (non parlandone tutti i giorni, ma quando era il momento) ma ne siamo usciti come nuovi, ma soprattutto lei sivè liberata da quello che definito un “dente da latte”, cambiando atteggiamento sia verso il sesso che verso la figura maschile, scoprendo un mondo dei sentimenti che non conosceva ma soprattutto una “se stessa” che non immaginava esistere, sia come femmina che come donna.
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Quel lungo lavoro fatto INSIEME ci ha uniti come non mai, nella fiducia reciproca, facendoci diventare sì veri coniugi, ma soprattutto amanti e amici.
Il segreto è non avere segreti e parlarsi con fiducia reciproca avendo VOGLIA di capire e di capirsi. Questo è l’amore secondo me, l’altro, quello sdolcinatamente romantico serve ai romanzieri per far sognare chi non ce l’ha, e ai registi per fare cassetta. L’amore ha i piedi per terra e non sulle nuvole.
virginia
Mi sembri una donna con la testa sulle spalle.
Una volta che non trascuri tuo marito, specie
nell’aspetto sessuale che per noi uomini è fondamentale
e comunichi con lui serenamente, ti considererà
meglio delle altre e non cercherà altrove.
Però non devi mai annoiarlo, fare sempre le stesse cose.
Trova qualcosa di nuovo per spezzare la routine,anche piccole cose.
In quanto alle amicizie, purtroppo ho constatato
anchì’io quello che hai scritto.
Amicizie che sembravano di ferro, sono crollate d’improvviso e si sono rinfacciati di tutto e di più.
Una crisi niente male Golem. Di problemi vedo che ne hai avuti parecchi nel tuo matrimonio.
Ti ringrazio per i tuoi apprezzamenti Maldamore. Comunque quando parlavo di rinfacci mi riferivo agli amori e non alle amicizie.
Il verbo trascurare andrebbe analizzato. Nei rapporti di coppia spesso é un pretesto.
Virginia, i problemi di coppia sono subdoli come il cancro, che spesso non dà sintomi se non quando è troppo tardi. Diciamo che siamo stati fortunati ad accorgercene in tempo.