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Pensieri, racconti, aforismi, osservazioni e chiacchiere

di sherazade

Riferimento alla lettera: Nonostante la frequentazione attiva del sito sia molto cambiata negli ultimi dieci anni, a tratti permane in me il desiderio di comunicare, o meglio, di raccontare o di scambiare due chiacchiere per semplice passatempo. Prima dell'autunno 2014 ho pubblicato qui 5 testi con lo pseudonimo rossana. In seguito altri 2...
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L'autore ha condiviso 5 testi sul nostro sito. Per esplorarli, visita la sua pagina autore sherazade.

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Categorie: - Relazioni

155 commenti

Pagine: 1 2 3 4

  • 51
    Golem -

    “…E aggiungo un’ultima cosa: le forme di aggressività piú pericolose sono quelle che non vengono subito riconosciute come tali. Perché è piú difficile difendersi da veleno rilasciato goccia a goccia…”
    Bè Suzy: standing ovation.
    (Tettaman è stato fortunato.)

  • 52
    rossana -

    Prego vivamente Maria Grazia e Suzanne di continuare in chat eventuali interscambi su “chi ha cominciato” e “chi ha torto/ragione” nell’ambito del LORO rapporto su LaD o altrove.

    Argomento che non mi interessa, non mi riguarda e che non ha niente a che fare con i miei post su questa lettera.

  • 53
    Suzanne -

    Prego Rossana di non nominarmi, né fare nessun tipo di riferimento a me se vuole evitare che risponda, grazie. Evidentemente gli amministratori hanno pubblicato il mio commento come diritto di replica. Troppo facile altrimenti eh. E comunque non parlavo di Maria in questo caso, mi pare ovvio.
    Maria, cosa c’entri tu con le mie amicizie scusa?
    E qui si conclude il mio diritto di replica. Chiusa parentesi, spero, che la mia pazienza si sta esaurendo.

  • 54
    rossana -

    Riflessioni sulle vite delle attrici finora prese in considerazione, benché non sia stato facile estrapolare e ricomporre date e avvenimenti privati da diversi testi di biografie, ricchissime di eventi legati alle carriere e alle relazioni sociali.

    Su Joe DiMaggio.

    Nel 1937 Joe incontrò l’attrice D. Arnold, che sposò nel 1939 e da cui divorziò nel 1943. Dalla loro unione nacque il suo unico figlio.

    Joe incontrò Marilyn Monroe nel 1952. La coppia si sposò nel 1954, divorziò dopo soli 9 mesi, nel 1955, ma i due rimasero buoni amici.

    Dopo la rottura “vengono attribuite all`ex giocatore di baseball una serie di fidanzate, e più volte i giornali di cronaca rosa ne annunciano le nozze. (…) non si sposerà mai più, rimanendo profondamente legato a Marilyn, e rientrando di fatto nella sua vita dopo la fine del matrimonio dell’attrice con il commediografo Arthur Miller (1961).”

    Continua…

  • 55
    rossana -

    … segue

    Nel 1962, quando Marilyn morì in circostanze misteriose, “DiMaggio organizza i suoi funerali, invitando solo pochi amici e lasciando fuori i divi di Hollywood e altre personalità politiche che la Monroe frequentava.” Paga tutte le spese (…). Prima che la bara venga chiusa, bacia la Monroe e per tre volte le dice «Ti amo»”.

    In seguito, per 20 anni, farà sì che sulla tomba della diva non manchino mai rose rosse, a conferma che l’amore non può essere sempre ricambiato o racchiuso nella quotidianità di coppia.

    A 17 anni, in occasione del funerale di un uomo da me molto amato, ho vissuto un’esperienza simile a quella di Joe.

    Non visito volentieri il cimitero che ospita le molte persone scomparse a cui sono stata legata da affetti. Non so “ritrovarle” in miseri resti. La loro “presenza” è nel ricordo dei vissuti/sentimenti che abbiamo condiviso.

    Ma… apprezzo il marito di una vicina di casa, morta una decina d’anni fa, che ogni fine settimana va a visitare la sua tomba e lascia fiori.

  • 56
    rossana -

    Se qualche mamma ha problemi a relazionarsi con i figli, soprattutto se adolescenti, suggerisco il racconto “Le parole tra noi leggere” di Lalla Romano. Un coraggioso “giornale intimo” su un legame spigoloso e difficile, che trae linfa da una documentazione genuina e che è valso all’autrice il forte risentimento del figlio.

    Piero è strano fin da piccolo. Ha una personalità complessa e istintivamente libera. Sua madre lo sente al tempo stesso affine e diverso. Vorrebbe poterlo comprendere ma ne è spesso sconcertata, incapace d’accettare.

    Ben dettagliati i due personaggi principali ma per me è più interessante la moglie di Piero, che lo accoglie in modo totale, di più e meglio di sua madre, con una complicità irrazionale che è Amore.

    La rottura di schemi educativa degli anni ’60 non basta a giustificare le particolarità del figlio rispetto alle aspettative dei genitori. Piero resta in bilico fra la cosiddetta normalità e una personalità che rasenta lievi disturbi mentali.

    Continua…

  • 57
    rossana -

    … segue

    Trascrivo due passaggi, per illustrare un’interessante modalità di relazione.

    “Io gli giro intorno: con circospezione, con impazienza, con rabbia.
    Adesso gli giro intorno; un tempo invece lo assalivo. Ma anche adesso – raramente – sbotto. Allora lui mi guarda con la sua famosa calma e dice: “Tu mi manchi di rispetto!”
    La mia collera di ora dev’essere un residuo delle antiche battaglie, quando io reagivo come se lui fosse una parte di me che tradiva se stessa e dunque mi tradiva.”

    “Entra ‘lei’. Ho il cuore in gola come se fosse lei la suocera. È aristocratica, enigmatica. Mi guarda con occhi freddissimi, non sorride. Mi sento un niente. Non mi controllo e per l’emozione scherzo, rido, parlo: da sola. Finalmente lui con gli occhi mi fa capire di andarmene. (…) Per lei come per lui ‘gli altri’ non esistevano.”

    Una lettura piacevole, a forte connotazione regionale. A tratti persino scherzosa, per un argomento delicatissimo, da affrontare, appunto, con parole leggere, che così non furono percepite dal diretto interessato.

  • 58
    rossana -

    Su Brigitte Bardot e… due dei suoi quattro mariti.

    La severa educazione ricevuta in famiglia e la preferenza della madre per la sorella hanno di certo contribuito, in negativo, alla formazione del suo carattere. Come accade in ogni famiglia troppo impositiva nel trasmettere i suoi valori oppure non in grado di offrire buoni esempi.

    La sua bellezza di Lolita imbronciata e la sua costante provocazione sociale le hanno dato molto ma, come spesso accade, non sempre secondo i suoi desideri.

    Incinta a 25 anni, nel 1960, avrebbe voluto abortire ma nessuno dei medici contattati accettò di rischiare. In Francia l’interruzione di gravidanza è consentita dal 1975.

    Brigitte non ha usato “parole leggere” nei confronti del figlio. Nel 1996 scrisse nella sua autobiografia: “Avrei preferito dare alla luce un cagnolino”.

    Dopo aver affidato il neonato a una nutrice e tre anni di matrimonio, la star divorziò da Charrier e rinunciò alla custodia del figlio.

    Continua…

  • 59
    rossana -

    … segue

    Contrariamente a Vadim, che dopo l’unione con Brigitte continuò ad avere una vita sentimentale movimentata (si sposò altre quattro volte, ed ebbe figlie e figli da mogli diverse), per Charrier la fine del rapporto con la diva ebbe ripercussioni negative sulla sua carriera d’attore, che si esaurì nella prima metà degli anni ’70.

    Nel 1997 cito’ Brigitte in tribunale, per averlo descritto nella sua autobiografia come un bruto e un alcolizzato, oltre ad essersi espressa in modo molto crudele sul figlio.

    Curioso l’intreccio di libri pubblicati su queste tre diverse esperienze di vita.

    Nel 1986, prima di accasarsi la quinta ed ultima volta, Vadim scrisse il libro “Bardot Deneuve Fonda: tre donne, tre incontri, tre amori.”

    Nel 1996 Brigitte pubblicò: “Mi chiamano B.B.” a cui, nel 1997, Charrier rispose con “La mia risposta a Brigitte Bardot”.

    Non mi sarebbe dispiaciuto sfogliare il racconto di Vadim ma il libro non è facilmente reperibile.

  • 60
    rossana -

    Su Sophia Loren mi limito ad osservare che, in un mondo dominato dalla prevalenza di potere maschile in tutti i campi, spesso le donne sono riuscite ad emergere e ad avere successo grazie alle attenzioni di un uomo.

    Così è stato anche per Brigitte Bardot e per gran parte delle donne diventate famose prima dell’inizio di questo nuovo millennio.

    Ne cito due, nel periodo che va dall’unità d’Italia all’inizio della prima guerra mondiale, sulle cui vite mi sono soffermata anni fa.

    – Francesca Bertini(1886-1985). Il produttore Giuseppe Barattolo coniò per lei la definizione Diva e le offrì un contratto stratosferico di 2 milioni l’anno, per 5-6 film a stagione.

    – Carolina Invernizio (1851-1916), a cui diede notorietà Salani, l’editore che nel 1877 pubblicò suo secondo romanzo. In seguito ne pubblicò altri 128. La scrittrice gli resterà sempre fedele, nonostante il compenso non certo straordinario di 600 lire a romanzo.

    Continua…

  • 61
    rossana -

    … segue

    Quanto sopra, a riprova di quanto possano essere importanti gli incontri casuali, con la persona giusta, nel momento giusto.

    Anche se spesso il talento, pian piano, arriva a farsi notare da sé, come avvenne per Marilyn Monroe e per Anna Magnani.

    Essendo rimasta abbastanza ingenua, trovo sorprendente che molte famiglie su cui si hanno maggiori dettagli siano spesso meno lineari di quanto si potesse immaginare. Non solo in ambito artistico, dove la ricerca della fama può aver origine dal desiderio di sanare carenze di affetti e di presenze nell’infanzia.

    Avendone esperienza personale, per Sofia, come per donne e uomini che si legano a partner parecchio più vecchi, la scelta di Ponti può essere stata favorita dalla ricerca della figura genitoriale di cui aveva sentito la mancanza.

    In linea generale, queste unioni durano a lungo. Spesso per l’intera vita di entrambi i partner, e anche dopo la morte di uno dei due.

  • 62
    Golem -

    “come per donne e uomini che si legano a partner parecchio più vecchi, la scelta di Ponti può essere stata favorita dalla ricerca della figura genitoriale di cui aveva sentito la mancanza…”
    Ah sì, ne siamo certi.
    Quel “può” tuttavia non esclude altre interessanti possibilità.

  • 63
    rossana -

    Traendo notizie da più biografie, avevo cominciato a pensare che il carattere di Anna Magnani fosse spigoloso. Ne ho poi avuto conferma nell’affermazione di una giornalista che lo definiva “difficilissimo”.

    In effetti, succede spesso che persone con grandi pregi abbiano difficoltà altrettanto grandi a relazionarsi con il prossimo. Per indole, talvolta peggiorata da un’attitudine ribelle e dall’impossibilità di colmare vuoti emotivi.

    “Anna aveva bisogno di dare, di dare, di dare. E riteneva di non riuscire a dare mai abbastanza e di non ricevere mai abbastanza.” (Vittorio De Sica)

    La tendenza a dare è propria di chi non ha ricevuto nella crescita il nutrimento emotivo necessario alla formazione di un equilibrio di appagamento e di autostima.

    C’è chi accetta un carente vissuto nell’ambito degli affetti e cerca con dolcezza di ricevere attenzioni offrendo doni, con l’intento inconscio di essere accettato, ricambiato e saziato.

    Continua…

  • 64
    rossana -

    … segue

    E chi, invece, dà in eccesso, con risentimento, così da non poter “ricevere mai abbastanza” in cambio.

    Quasi certamente, al di là di caratteristiche positive, Anna rientrava nella seconda specie di personalità.

    La sua vita dimostra che non tutto dipende dal temperamento: la grave ed immeritata malattia di un figlio nell’insieme di un’esistenza può inficiare ogni risultato di grande successo.

    Anche in amore, nella maggior parte dei casi, ben poco dipende del tutto da noi. Rossellini le è stato portato via da una lettera di Ingrid Bergman al regista, magari già provato dai loro frequenti litigi.

    Come spesso succede nei legami forti e sinceri, Rossellini ed Anna si sono ritrovati dopo la fine dell’unione con la Bergman del regista, che si è poi preso cura delle sue spoglie.

    A riprova che alcuni sentimenti cambiano ma non hanno fine, nemmeno a causa della separazione imposta dalla morte.

  • 65
    rossana -

    “È un Paese così diviso, l’Italia. Così fazioso, così avvelenato dalle sue meschinerie tribali! Si odiano anche all’interno dei partiti, in Italia. Non riescono a stare insieme nemmeno quando hanno lo stesso emblema, lo stesso distintivo. Gelosi, biliosi, vanitosi, piccini, non pensano che ai propri interessi personali.” (Oriana Fallaci)

    Non condivido quasi mai del tutto nessuna visione ma riconosco che in ogni opinione può esserci una parte più o meno consistente di verità.

  • 66
    rossana -

    “Dopo la creazione della Repubblica (1946), l’idea dell’esistenza di un carattere nazionale italiano si affermò sopratutto attraverso i mass media. Vennero proposti due tipi di immagini: una complessivamente positiva, improntata sul mito degli «italiani brava gente» (nel quale avevano luogo il sentimentalismo, la mancanza di una forte identificazione nazionale e l’indolenza) e una decisamente critica di cui si fecero portatori i giornalisti, non perdendo l’occasione di ricordare gli effetti socialmente nefasti dell’indole italiana.
    Tuttavia, fu solamente con il genere cinematografico della Commedia all’italiana, negli anni Cinquanta e Sessanta, che si definirono le peculiarità caratteriali degli italiani: il « mammismo », il « familismo » e il trasformismo (sinonimo di opportunismo).” (Giulia Del Grande)

    Ecco come è nato il “mammismo”, stereotipo che tarda a disperdersi anche dopo che, dagli anni ’70 in poi, le mamme che lavorano ben poco si dedicano ai figli.

  • 67
    rossana -

    Un aggiornamento, critico e piccante:

    https://www.deejay.it/articoli/maschio-italiano-pigro-femminista-articolo/

    che supera in alcuni aspetti questa precedente indagine, più
    dettagliata, del 2018:

    https://www.105.net/gallery/tutto-news/247159/il-maschio-italiano-e-cambiato-ecco-come-sono-i-nuovi-uomini.html

    Né migliori, né peggiori: solo diversi, e spesso molto interessanti!

  • 68
    rossana -

    Statistiche datate che confermano attitudini prettamente maschili, persino sull’evasione fiscale.

    “In Italia gli uomini sono responsabili della maggior parte dei comportamenti antisociali e violenti: nel 2018 i maschi sono stati l’82,41% dei 500mila autori di reati per i quali è stata aperta una procedura penale nel corso di un anno, l’85,1% delle persone condannate dalla giustizia, il 92% degli imputati per omicidio, il 98,7% degli autori di stupri, l’83,1% degli autori di incidenti stradali mortali, l’87% dei responsabili di abusi su minori e il 93,6% degli imputati per pornografia minorile. Sono il 95,5% della popolazione mafiosa, l’87,5% degli imputati per rissa e il 76,1% per furto, sono il 91,7% degli evasori fiscali e l’89,5% degli usurai, il 93,4% degli spacciatori e il 95,7% della popolazione carceraria.”

    Incipit del libro “Il costo della virilità. Quello che l’Italia risparmierebbe se gli uomini si comportassero come le donne”, scritto da Ginevra Bersani Franceschetti.

  • 69
    gabrieleo -

    Sí belle queste percentuali, che però, mi dispiace non sarebbero nemmeno da presentare, in questo modo, perché manca la serie di anni di riferimento o l’anno al quale fanno riferimento, oltre tutto, non si sa quale sia la DISTRIBUZIONE rispetto alla popolazione: il tot.%, non vuoldire niente cosí vorrebbe dire per esempio che il 91.7% é evasore fiscale, però manca la distribuzione per fascia di età, così facendo é come includere che ne so i bimbi che giocano al parco, nelle sabbiere, oppure il pensionato che si legge il giornale al bar, oppure l’impiegato che lavora, e che difficilmente potrà evadere…

  • 70
    gabrieleo -

    Detto da uno che ha lavorato alle dipendenze di tre donne, e che si é sempre sentito valorizzato e apprezzato, per inciso.

  • 71
    rossana -

    Gabriele,
    se non ho interpretato male, l’anno di riferimento era il 2018.

    Hai però ragione nell’asserire che manca la distribuzione, forse dettagliata nel libro. Quello non era che l’incipit.

    Ho pensato anch’io che sarebbe stato almeno necessario avere un’idea della suddivisione numerica fra maschi e femmine in quell’anno. Che sarebbe comunque rimasto un approfondimento insufficiente.

    A me bastava come visione d’insieme ma… se vuoi capirne di più, dai un’occhiata a questo report:

    https://www.istat.it/comunicato-stampa/popolazione-residente-per-stato-civile/

    Con una ricerca rapida non ho trovato la suddivisione fra generi, che a quanto ricordo dovrebbe da tempo presentare un leggero vantaggio per le donne.

  • 72
    rossana -

    Un modo d’amare difficilissimo da provare, in modo spontaneo e sincero.

    “Ti amo quando hai freddo e fuori ci sono 30 gradi. Ti amo quando ci metti un’ora a ordinare un sandwich. Amo la ruga che ti viene qui quando mi guardi come se fossi pazzo.” (Billy Crystal, Meg Ryan in Harry, ti presento Sally…)

    Non basta volerlo, per riuscirci! 😔

  • 73
    rossana -

    Talvolta l’attitudine della mafia e delle dittature, banalmente, si concretizza anche su forum online, con affini modalità e risultati.

    L’iter è in fotocopia, come descritto dai 3 aforismi di Falcone che riporto.

    “Prima ti delegittimano, poi ti isolano e poi ti ammazzano.”

    “Si muore generalmente perché si è soli o perché si è entrati in un gioco troppo grande. Si muore spesso perché non si dispone delle necessarie alleanze, perché si è privi di sostegno.”

    “Ci si dimentica che il successo delle mafie è dovuto al loro essere dei modelli vincenti per la gente.”

    Utile ricordare di ben valutare i propri avversari, soprattutto quelli che si ergono a giudici, dividendo amici e nemici come se fossero divinità che sanno separare il grano dal loglio.

    Per orientarsi in modo equilibrato ed evitare di essere coinvolti in polemiche o zittiti, basta ricordare Seneca:

    “Chi ti offende o è più potente o è più debole di te: se è più debole, risparmialo, se è più potente, risparmia te stesso.”

  • 74
    rossana -

    Approfondimento

    Non vorrei soffermarmi su sentimenti negativi che raramente ho provato, ma sono stata casualmente indotta a farlo da un aforisma di Hernan Cortes, conquistatore spagnolo degli atzechi: “Memoria che non dimentica, rancore che non si ferma.”

    Ho cercato nel web per meglio distinguere il rancore dall’odio, e ne ho tratto quanto segue.

    La parola rancore deriva dal latino “rancere”, rancido. Tale sentimento potrebbe derivare da:
    – un torto subito,
    – una ferita inattesa,
    – un senso d’invidia,
    – un complesso d’inferiorità per chi suscita empatia,
    – l’espansione di un doloroso rimpianto.

    Il rancore è passivo, non implica reazione, e può covare all’infinito nelle zone buie della propria intimità, mentre l’odio è attivo. Mette in moto azioni-reazioni, anche violente, sotto forma di vendetta.

    Se non fermati in tempo, rancore e odio si alimentano a vicenda. Anche per moltissimo tempo.

    Non so a chi e a cosa si riferisse Cortes, ma la sua affermazione resta un’ottima sintesi.

  • 75
    Golem -

    Giusto. Concordo pienamente su entrambe i post. Tutte cose…deja vu.

  • 76
    rossana -

    Ho cercato di approfondire dettagli d’identità con un piacevole passatempo, che ha dato ottimi riscontri.

    Dal web:
    “Per scoprire qual’è la tua personalità, puoi fare gratuitamente il test a
    https://www.16personalities.com/it/test-della-personalita-gratis.
    Troverai anche una spiegazione dettagliata del tuo profilo.”

    Facile e rapido. Con risultati ben calibrati!

  • 77
    rossana -

    Narcisisticamente, Lei.

    La nipote preferita ha 1 colore che rappresenta il bello in qualsiasi forma si presenti. Lei non saprebbe sceglierne 1 solo: ne predilige almeno 3.

    Una nipote acquisita, parte della famiglia da più di 30 anni, non ha mai cambiato il taglio di capelli. Lei lo cambia ogni 3-4 anni, sempre soddisfatta dell’ultima versione.

    Una cugina mantiene fin dall’adolescenza un abbigliamento sobrio ed elegante. Lei mischia 2-3 stili diversi, rendendoli indefinibili.

    Suo figlio non sopporta le persone brutte, soprattutto se grasse. A lei piacciono tutte. Di più quelle che hanno qualcosa di strano, anche se per niente attraente.

    Ha lavorato per decenni nella stessa azienda, e ogni giorno ha cambiato, all’andata e al ritorno, il percorso in auto per raggiungerla, optando per 1 dei 3 percorribili.

    Ha avuto relazioni amorose, di varie durate/intensità, con uomini diversi ma collegati fra loro da alcuni aspetti affini. Solo in essi ha inconsciamente mantenuto identici criteri di scelta.

  • 78
    rossana -

    Esperienze indimenticabili.

    Potrei raccontare di una speciale adozione a distanza “alla Cosette” negli anni ’90, di una motosega che ha viaggiato per me, gratis, dall’Emilia al Centro America, della recente scoperta che un giovane nicaraguense porta il nome di mio figlio, oppure, più banalmente di un paio di notti di ferragosto, trascorse rocambolescamente in case di estranei… ma… sarebbe quasi tutto penalizzato come lacrimevole, oltre ad essere pura espressione di vanità.

    Al contrario di chi non ha parlato qui che tramite ben riconoscibili fake delle sue sconfitte (che purtroppo per me non riesco a dimenticare), io tendo ad accennare quasi soltanto a esperienze negative, che possano essere utili ad altri, e ad evitare di enfatizzare pregi d’empatia, che restano comunque ampiamente propagandati come difetti da utenti molto egocentrici.

  • 79
    Golem -

    Tutti aspettavamo la replica di R, e il mio racconto, considerato il contenuto deamicisiano, aveva ANCHE quel recondito obiettivo.
    Insomma aspettavamo il grido: “Aoh, guardate anch’io faccio tante belle cose di cuore neh?”
    Diciamo che nel teatro greco, tra gli “hypokrités’ (col primo significato di ‘attore’, sia chiaro) che rappresentavano “la tragedia”, c’era quello con la maschera ilare e quello con quella tragica, e in questa odierna quanto evidente contrapposizione riconoscere i due opposti ruoli ai due utenti in argomento non sarà difficile.
    La Tragedia greca è ancora oggi una metafora della vita. Loro, gli
    Antichi Greci, avevano già capito tutto. Loro.

  • 80
    rossana -

    Montaigne è uno dei miei autori preferiti. Rileggo spesso gli appunti che ho tratto dai suoi “Saggi”. Oggi ho approfondito un suo aforisma.

    “Democrito ed Eraclito sono stati due filosofi, dei quali il primo, stimando vana e ridicola la condizione umana, si mostrava in pubblico solo con volto beffardo e ridente; Eraclito, avendo pietà e compassione di questa stessa nostra condizione, ne aveva il volto sempre rattristato e gli occhi pieni di lacrime.”

    Democrito (Abdera, tra il 470 e il 457 a.C. – tra il 360 e il 350 a.C.) è stato uno dei principali fondatori dell’atomismo. Fu il più prolifico scrittore tra i presocratici, considerato uno di loro anche se nato dopo Socrate.

    Anche Eraclito (Efeso, 535 a C. – 475 a.C.) è stato uno dei maggiori pensatori presocratici. Per il suo distacco dai beni materiali e il disprezzo per il potere e per la ricchezza, non piaceva molto agli Efesini, che erano esattamente l’opposto.

    Continua…

  • 81
    rossana -

    … segue

    Il maggior contributo di Eraclito alla filosofia: il mondo reale consiste in una combinazione equilibrata di tendenze opposte e dietro alla “lotta degli opposti” esiste un’armonia nascosta che è il mondo.

    La teoria atomistica di Democrito (detto anche “filosofo del riso”) fu alla base dell’epicureismo, come la teoria cosmologica di Eraclito (detto anche “filosofo del pianto”) fu all’origine della filosofia stoica.

    Nessuno dei due filosofi è più importante o migliore dell’altro. Entrambi, per di più
    quasi contemporanei, rappresentano inconsce attitudini umane nell’affrontare gioie e dolori che fanno parte della comune esistenza.

    Si sceglie senza nemmeno rendersene conto la filosofia in cui meglio si rispecchia la propria indole. Egoistica e cinica quando si esplica essenzialmente su di sé; altruistica ed empatica quando non può fare a meno di soffermarsi anche sul prossimo, magari meno fortunato.

    (Note sui filosofi tratte da Wikipedia)

  • 82
    rossana -

    “Dati ISTAT
    (ripresi da un post su altro sito, che immagino riferiti al 2023 ma che non ho voglia di approfondire).

    aborti spontanei +279%

    tumore al seno +487%

    infarti del miocardio + 269%

    embolie polmonari +468%

    disfunzioni ovariche +437%

    sclerosi multiple +680%

    malori improvvisi nel 2020 = 155.000

    malori improvvisi nel 2022 = 548.000 (oltre 1.500 al giorno)

    morti COVID dal 1 giugno al 31 agosto 2020 = 2.320

    morti COVID dal 1 giugno al 31 agosto 2021 = 3.198

    morti COVID dal 1 giugno al 31 agosto 2022 = 8.686

    Non credo possano essere fake news ma, se lo fossero, non potrei che esserne contenta.

  • 83
    Golem -

    Se si potesse avere il link di quei dati sarebbe interessante, perchè a me pare impossibile che per casi di interesse sanitario che variano dal 300 a quasi il 700% in più, restino silenti stampa e mass media, e che nessuno chieda ragione di quella (presunta) esplosione esponenziale di casi così seri, che inevitabilmente dovrebbero incidere sulla spesa sanitaria.
    Possibile che “un’epidemia” come quella di cui si parla in questo post venga taciuta anche da gente come Giordano che confeziona telescandali per molto meno, quando con quei presunti dati ISTAT tutti tacciato. Questa è la domanda da porci.

  • 84
    Golem -

    Niente? È strano, sto cercando in rete ma non trovo nessuno segnale di reazione al quell’apocalisse sanitaria che ci è stata segnalata col post 82.
    Cercherò meglio

  • 85
    rossana -

    https://www.ilgiornaleditalia.it/news/cronaca/480572/malori-improvvisi-censurati-giornalisti-bertolaso-limitazione-liberta-stampa.html

    Di più non so, né ho voglia di accertare.

    Salvo che per i tumori, di cui sono state trascurate le cure e gli interventi immediati durante la pandemia, ho una buona ragione in famiglia per addossare alle vaccinazioni la perdita di una persona cara.

    E questo mi basta, per non opporre resistenza passiva ad altre notizie sulle conseguenze negative di questo medicinale, che non può chiamarsi vaccino, in quanto non è in grado di evitare il contagio.

  • 86
    Golem -

    Nessun vaccino evita il contagio, attenua solo gli effetti della malattia attivando preventivamente gli anticorpi tramite il principio del patogeno attenuato. Non lo si sapeva?

  • 87
    Romina -

    Rossana, quei dati ISTAT mi spaventano. Spero solo che la finestra di Overton non si riapre catapultandoci dentro di nuovo. Ma ho paura che quella finestra non si è mai richiusa, e non dal 2020, ma dal 2021.
    Sto in paranoia!

  • 88
    gabrieleo -

    No, scusa, Rossana. Se esponi dei dati, ti prendi la responsabilità anche delle fonti, se no stai ferma fin dall’inizio. “Di più non so, ne ho voglia di accertare” così siamo bravi tutti. Tra l’altro la fonte é un UNICO articolo di giornale. Non é autorevole mi spiace. Le fonti sono quelle ufficiali, quindi ECDC (European Center for Disease Control), con tutti i report sulle varie epidemie o situazioni in giro per l’Unione Europea, quindi dei Paesi membri. Oppure a livello nazionale l’osservatorio dell’Istituto Superiore di Sanità o il Ministero della Sanità, o ancora i report su situazioni specifiche, della Presidenza del Consiglio dei Ministri, presso il dipartimento della Protezione civile. E non da ultimo ovviamente anche l’ISTAT.
    Eh caspita…
    I valori presi e dati così non hanno nessun valore, perché manca il campione e le varie divisioni per età e non da ultimo il confronto con anni o anno precedente.

  • 89
    gabrieleo -

    Bisogna anche rapportare al numero della popolazione di ammalati ed anche le guarigioni:
    MORBILITÀ= numero di ammalati/popolazione;

    LETALITÀ= numero di decessi/numero di ammalati;

    SOPRAVVIVENZA= numero di guariti/numero di ammalati;

    MORTALITÀ= numero di decessi/popolazione

    Questi sono dei PARAMETRI EPIDEMIOLOGICI, fondamentali per capire e anche eventualmente confrontarsi o pubblicare dati, su epidemie.
    Altre modalità oltre a creare confusione e preoccupazione nelle persone, vedi Romina, non sono oggettivamente comprensibili, poiché non corroborati dai parametri di cui sopra. Sono solo numeri buttati lí, che sembrano importanti oppure no, come si fa a dirlo, se mancano i dati essenziali per poterlo dire? Non si può.
    Quindi se si prendono certi discorsi, ci si prende la responsabilità nel riportare i dati e che siano accurati, perché non tutte le persone hanno la capacità di snocciolare i parametri necessari per commentare l’andamento di un epidemia in questo caso, e…

  • 90
    rossana -

    Gabriele,
    hai ragione. Non è neppure la prima volta che mi si fa notare carenza di fonti e attitudine a favorire disinformazione.

    Utili le tue indicazioni, ma… non ho più voglia d’impegnarmi. Speravo che qualcuno sapesse risolvere meglio di me l’origine o l’elaborazione dei dati riportati.

    Romina,
    mi dispiace di averti allarmata, senza ragioni consistenti.

    A me non importano i numeri. Vivo molto di più con un sentire che sta fra la ragione e l’emozione. Penso che in alcune circostanze sia il caso a decidere per noi e di noi…

    Non conoscevo la teoria della finestra di Overton, che temo sia applicata molto più di quanto si possa immaginare.

  • 91
    Trader -

    Ha parlato quello che mette in circolazione falsità sul mio conto.

    Rossana, nel commento 82 dici che hai trovato quei dati su un sito. Non so perché non vuoi linkare quel sito, ma scrivi anche che i dati sono tratti dall’istat. Allora basta verificare sul sito dell’ISTAT se è veramente così. Fatelo. Io intanto ho trovato altri dati che sembrano essere incongruenti:
    “malori improvvisi nel 2022 = 548.000”
    Presupponendo che si intenda malori misteriosi, fulminanti che hanno portato alla morte (dubito che l’ISTAT raccolga i dati di malori improvvisi, però privi di conseguenze), fa strano che ci siano state tante morti fulminanti, visto che il totale dei decessi quell’anno ammonta a 713499, Nel 2022 tre morti su quattro sarebbero dovute a cause misteriose? Tra l’altro la cifra dei morti totali non è molto differente dagli anni scorsi. Insomma, nel 2022 non si muore più, se non per cause misteriose.
    Ho fatto una ricerca veloce, correggetemi se sbaglio.

  • 92
    rossana -

    Trader,
    il sito su cui ho trovato i dati che ho trasposto qui è Quora. Non posso pubblicare il link, che condurrebbe all’utente, al suo post e ai successivi commenti, perché inizialmente, rassicurata dalla fonte citata, li avevo salvati come appunti generici solo per me, per magari confrontarli in seguito con altri dati trovati casualmente.

    Se mi capiterà di ritrovare il post, chiederò di avere maggiori dettagli.

  • 93
    Trader -

    Rossana, ok, conosco Quora. Grazie del riscontro, se riesci a ritrovare il post e a dare maggiori dettagli bene, altrimenti pazienza.
    Pur essendo attualmente favorevole al vaccino, sono aperto a continuo studio al riguardo. Non avendo la verità in tasca, non escludo che mi sbagli e quindi prendo in considerazione ogni informazione, anche quelle che smentiscono le mie convinzioni, ma senza fonti non si può prendere per sicuramente vera un’informazione.

  • 94
    Golem -

    Trad, ogni giorno in Italia muoiono circa 2mila persone, e col tuo post 91 hai posto una obiezione corretta sui decessi totali e quelli per cause misteriose, senza contare le incredibili percentuali di altri “accidenti”, sestuplicati in un particolare periodo, che sappiamo quale essere. Non credo serva andare oltre nelle indagini, ma se trovi riscontri attendibili sono qui tutt’orecchi.

  • 95
    rossana -

    Michel Demitri Shalhoub, ovvero Omar Sharif (1932-2015), era figlio di un’altolocata famiglia libanese di religione cattolica immigrata in Egitto. Parlava l’arabo e il greco, a cui aggiunse inglese e francese.

    Nel 1955 si convertì all’Islam per sposare la più famosa attrice egiziana, Faten Hamama. Nel 1957 dalla coppia nacque un figlio; nel 1966 i coniugi si separarono, per poi divorziare solo nel 1974.

    Dopo il divorzio, Faten, che già era stata sposata (1947-1954), si risposò e rimase con il 3° marito fino alla sua morte (1975-2015).

    Lo stile cosmopolita e l’eleganza principesca resero l’affascinante interprete di Lawrence d’Arabia (1962) e di Zivago (1965) il sex simbolo d’origine araba, che, dopo la separazione da Faten, perpetrò la fama di dongiovanni con molte relazioni amorose, spesso con attrici. Dopo i flirt con T. Weld e D. McBain, ebbe una breve storia con B. Streisand. Seguirono liason altrettanto fulminee con C. Deneuve, B. Bouchet e M. Tolo.

    Continua…

  • 96
    rossana -

    … segue

    Sharif continuò a lavorare saltuariamente con Faten e rimase legato al loro figlio. Non riconobbe e non si occupò mai di quello avuto in seguito con una giornalista italiana.

    Campione di bridge, aveva un debole per ogni genere di gioco e scommessa.

    Diceva di sé “Vivo in albergo e mangio al ristorante da sempre. Non ho potuto continuare il matrimonio con mia moglie, ero sempre in viaggio. Dal 1966 non ho vissuto con una donna. Non c’è da piangere, ho avuto una vita felice, qualche avventura con le donne. Un solo grande amore con mia moglie.”

    Alla morte dell’ex moglie (gennaio), Omar affermò: “La morte di Faten Hamama mi ha distrutto, e ora mi considero alla stazione, l’ultima della mia vita…”. La sua salute peggiorò. Colpito dall’Alzheimer, due mesi prima di morire (luglio) non ricordava nulla di sé, niente di niente. Tranne Faten Hamama… Lei era l’unico ricordo, animato dal sentimento che il morbo che gli divorava le cellule della mente non riusciva ad annientare.

  • 97
    Golem -

    Aniello Parascandolo, nasce a Portici nel 1974, da Gennaro Parascandolo, pescatore e Antonietta D’Alessio casalinga. La sua infanzia nei vicoli del grande sobborgo napoletano è quella delle migliaia di bambini delle classi proletarie, che cercano un riscatto attraverso le figure archetipiche che la cultura popolare, specie quella musicale, mette a disposizione dei loro sogni di bambini.
    Aniello ha in famiglia uno di quei riferimenti: il cuggino Giggi D’Alessio, “nastro” nascente dello stile Neomelodico che muoveva i primi passi giá nella seconda metà degli anni ’80. Spinto dalla passione e da una sana competizione con l’ormai più noto cuggino, tenta di scalare la carriera con uscite nei vari festival dall’Unità, ma non solo, nell’hinterland partenopeo, non riuscendo tuttavia a togliersi lo stigma del “cuggino”, che alla fine lo ha costretto ad essere riconosciuto come il “cuggino sfortunato di Giggi D’Alessio”.
    Oggi fa l’elettrauto a Scampìa

  • 98
    Argo -

    https://youtu.be/U9Zk3JAH_Zs?si=ygks8FgSDKiKe4Ng

  • 99
    Trader -

    R e Golem, interessanti i vostri racconti.

    Golem, in effetti in questo caso basta già fare una semplice considerazione per capire che qualcosa non va. Ma per farlo ho dovuto con comunque andarmi a cercare il numero dei decessi totali nell’anno. Non capisco perché qua come al solito tutti hanno tempo e voglia di fare e scrivere congetture, ma nessuno perde dieci, venti minuti per verificare i dati. Non occorre nemmeno frugare a casaccio tra i vari enti, perché è stato riportato l’ente di riferimento di quelle cifre, l’ISTAT. E andiamo avanti all’infinito a scrivere sarà vero, sarà una bufala, si, no, non si sa. Ma nessuno si prende la briga di verificare.
    Questo atteggiamento mi lascia perplesso.

  • 100
    Golem -

    Trad, esiste un’ignoranza diffusa che diventa “cultura” grazie a questi mezzi che usiamo, che la diffondono come un’epidemia grazie al fertile e vasto terreno di cui parlavo prima. I dati a cui ti riferisci, sono talmente esagerati da risultare grotteschi, e questo a parte l’evidente impossibilità che tre quarti dei decessi TOTALI possano esserlo per cause ignote. É ovvio che è impossibile, ma chi vuol crederci ci crederà, come crederà a tutte le altre amenità numeriche che si leggono su quel “documento” ISTAT. Io non ho bisogno di controllare proprio niente, mi bastano quegli oltre 500mila morti “per cause sconosciute”.
    Io spesso parlo della disciplina critica che proviene da certi studi, ma se nella vita non c’è stato nessuno che ti ha spiegato come si legge un’informazione, si finisce per credere agli asini che volano. Ma sai quanta quanta gente avrà creduto che quei dati siano veri? Tutti quelli che vogliono vedere i vaccini come il veleno.
    Trad, è il solito sonno della ragione e di quel che partorisce.
    P.S. io preferisco le biografie di sfortunati, diciamo.

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