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Pensieri, racconti, aforismi, osservazioni e chiacchiere

di sherazade

Riferimento alla lettera: Nonostante la frequentazione attiva del sito sia molto cambiata negli ultimi dieci anni, a tratti permane in me il desiderio di comunicare, o meglio, di raccontare o di scambiare due chiacchiere per semplice passatempo. Prima dell'autunno 2014 ho pubblicato qui 5 testi con lo pseudonimo rossana. In seguito altri 2...
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Data di pubblicazione: 22 Giugno 2024.

L'autore ha condiviso 5 testi sul nostro sito. Per esplorarli, visita la sua pagina autore sherazade.

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Categorie: - unclassified

155 commenti

Pagine: 1 2 3 4

  • 101
    Golem -

    Hiroo Onoda.
    È stato lui il leggendario “ultimo giapponese”, l’uomo che si arrese solo nel 1974, trent’anni dopo l’arrivo sull’isola filippina di Lubang, dove continuò per decenni a combattere incurante del fatto che il Giappone si era arreso e la guerra fosse finita.
    Lui non ci aveva creduto, i volantini lanciati nella giungla dell’isola, ormai sua casa, non l’avevano convinto: li considerò una trappola degli americani «perché pieni di errori». Il soldato Onoda aveva l’ordine di non arrendersi mai e obbedì alla lettera. Niente e nessuno riuscì a convincerlo che l’esercito imperiale era stato sconfitto dai funghi atomici che annientarono Hiroshima e Nagasaki nel 1945, e 29 anni dopo combatteva ancora i fantasmi di quella guerra. Una volta scoperto, con ancora indosso la divisa di 30 anni prima, si rese necessario l’intervento di un alto uffiale per convincerlo che la guerra da mò fosse finita.
    Gli pagarono circa 233 dollari di arretrati della paga da soldato.
    Si riciclò come istruttore di corsi di sopravvivenza. Era così bravo che sopravvisse sino a 91 anni.

  • 102
    maria grazia -

    La vita di un chad:

    https://m.youtube.com/watch?v=M2-pTqukScE

    Il film è ambientato a inizio anni 60. Oggi il finale sarebbe stato diverso. Lui non avrebbe sposato la dolce ragazza dai lunghi capelli castani innamorata e devota. Sarebbe finito agli arresti per guida pericolosa, per poi mettere definitivamente la testa a posto alla nascita del suo primo figlio. E la ragazza avrebbe accorciato la sua lunga chioma, avrebbe indossato un paio di jeans e si sarebbe messa in viaggio per l’Europa con il suo camper.

    I funerali del chad:

    https://youtu.be/c-_9ScWXOLE?si=nVqZfNChw1GC_mcr

    No. Io non sarò presente al funerale del mio ex, sebbene lui me lo abbia chiesto. Probabilmente quel giorno sarò intenta a dipingere qualcosa o a pescare in riva a qualche laghetto.

  • 103
    Maranza -

    @Argo

    https://m.youtube.com/watch?v=PrU0dVHF9bM&pp=ygULUm9ib3QgZG9ubmE%3D

  • 104
    Golem -

    Frane Selak ha la reputazione di essere l’uomo più sfortunato del mondo (o il più fortunato, a seconda del punto di vista). E’ sopravvissuto a un incidente ferroviario, a uno aereo precipitato, ad un investimento e ad alcuni incidenti automobilistici.
    Nato in Croazia nel 1929, è scomparso all’età di 87 anni avendo vissuto delle situazioni che lo hanno più volte portato a sfiorare la morte. Selak era un insegnante di musica e ha condotto un’esistenza piuttosto tranquilla fino a quando, con un viaggio in treno nel 1962, si trovò di fronte ad un’incredibile catena di eventi.
    Mentre viaggiava sui binari da Sarajevo a Dubrovnik, il treno deragliò e finì nel fiume. Diciassette passeggeri morirono, mentre Selak riuscì a salvarsi nuotando fino a riva e riportando solo un braccio rotto e uno stato di ipotermia. L’anno successivo prese un aereo da Zagabria a Rijeka. Durante il volo si staccò un portellone e l’aereo precipitò. Persero la vita diciannove persone, mentre l’uomo fu》

  • 105
    Golem -

    》recuperato in un pagliaio e riprese conoscenza nel letto di ospedale, salvo.
    Nel 1966 l’insegnante prese un autobus che ebbe un incidente e cadde nel fiume. Stavolta ci furono quattro vittime, ma ancora una volta ne uscì illeso. Nel 1970 mentre guidava in autostrada esplose il serbatoio della sua auto, e nel 1973 la sua auto andò a fuoco mentre era alla guida. Ancora una volta riuscì a salvarsi e a riportare solo qualche leggera ustione.
    Da allora seguì un ventennio piuttosto tranquillo, fino a quando nel 1995 fu investito da un autobus, senza gravi conseguenze. L’anno successivo evitò uno scontro frontale con un camion in una curva di montagna. Selak sterzò contro il guardrail che cedette all’impatto. L’uomo, sbalzato fuori, fece in tempo ad aggrapparsi al ramo di un albero mentre l’auto precipitava nel burrone sottostante.
    È probabile che Vasco Rossi si sia ispirato a lui per la sua…”,voglio una vita spericolata”
    Mo è morto, nel 2016. Prima dei vaccini, che si sappia.

  • 106
    Golem -

    La burrnesh è una donna di un paese balcanico, in genere l’Albania settentrionale, il Kosovo e il Montenegro, che decide di vestire i panni dell’uomo e come tale è riconosciuta dalla società in cui vive. Per definirle si usa la parola burr (uomo) declinata al femminile. Nelle comunità albanesi più arcaiche questa esigenza nasceva dal presupposto che una donna non potesse vivere da sola.
    Il kanun, il più importante codice consuetudinario albanese, riconosce alle donne che scelgono lo stato di burrnesh di acquisire gli stessi diritti e doveri giuridici che tradizionalmente, nelle società patriarcali, sono attribuiti alle figure maschili. Per diventare burrnesh, la donna partecipa a una cerimonia in cui fa un “giuramento di conversione” davanti agli uomini più influenti del villaggio. In questa occasione avviene la vestizione ufficiale con abiti maschili e il taglio dei capelli. Ma soprattutto la donna fa un voto di castità.
    Le motivazioni dietro a questa scelta sono molteplici: la mancanza di eredi maschi dopo la morte del capofamiglia,》

  • 107
    Golem -

    》il rifiuto di una proposta di matrimonio oppure perché la ragazza è lesbica e non può dichiararlo apertamente. Oggi le giovani albanesi non devono più scegliere questa strada ma molte burrneshe, ormai anziane, sono vive per raccontare la loro storia.
    Queste sono le “vergini giurate”, un fenomeno antropologico tipico dei “Balcani” oggi noto anche su LaD.

  • 108
    Golem -

    Il criminale gentiluomo.
    John Dillinger è stato uno dei criminali più famosi dell’America degli anni Trenta; oltre a essere noto per i suoi colpi e le sue fughe dal carcere, è rimasto nella storia per l’eleganza sartoriale degli abiti usati durante i suoi colpi: giacche e cappotti di ottima fattura e un cappello abbinato al look.
    Ad affascinare sono stati anche i suoi modi: mai brutali.
    Nel periodo tra il 1933 e il 1934, durante la Grande Depressione, lui e la sua banda svaligiano banche anche nel Midwest e John si guadagna il soprannome di moderno Robin Hood perché, prima di fuggire con le borse piene di soldi è solito dare alle fiamme i registri delle ipoteche e i pacchi di cambiali intestate alla povera gente.》

  • 109
    Golem -

    Isolato dagli altri malavitosi per il suo stile da gentleman, decide di unirsi a un brutale criminale, “Baby Face” Nelson.
    Con lui riprende la serie di rapine e furti, che lo rendono ancora più ricercato. Nel frattempo, Dillinger si innamora di Evelyn Frechette, una guardarobiera che gli resterà sempre fedele ma che non parteciperà mai ai suoi crimini.
    Nel marzo del 1934, John viene arrestato, riesce a evadere dal carcere per fuggire in Illinois, ma compie un errore fatale: ruba l’auto della direttrice del penitenziario e varca il confine dell’Indiana avendo compiuto un reato federale.
    La sua fidanzata viene arrestata e picchiata a Chicago, una maîtresse rumena lo vende all’FBI per evitare di essere espulsa dal Paese: il cerchio intorno a Dillinger è sempre più stretto e il 22 luglio 1934 i federali lo sorprendono in un cinema di Chicago.
    In un ultimo disperato tentativo, John tenta la fuga, ma gli agenti lo colpiscono. Muore poco dopo, all’età di 31 anni, sussurrando all’agente che raccoglie il suo ultimo respiro parole d’amore per per la sua fidanzata. Un mito.

  • 110
    rossana -

    Argo,
    molto ben raccontata e illustrata la biografia di Delon che hai postato.

    Manca, però, la parte per me più importante delle sue scelte e della durata delle stesse in ambito amoroso.

    Ho sempre pensato che l’aspetto più genuino e sincero di una persona fosse da ricercarsi nel privato, dove, anche volendo, sarebbe quasi impossibile portare maschere.

    Alla notizia della morte di Alain, ho dato una scorsa a un solo articolo online sulla sua biografia, e già avevo trovato qualcosa di poco apprezzabile nelle sue vesti di padre.

    Inoltre, a mio avviso, la grande bellezza che ha segnato il suo destino l’ha privato, come per contraccolpo, di approfondimento interiore.

    Aspetto importante sempre ma molto di più in vecchiaia. Quello è un tesoro personale di cui nessuno ti può spogliare e che negli anni spesso tende ad aumentare anziché disperdersi.

  • 111
    Golem -

    “Ti guardo dormire. Sono accanto a te. E penso che sei bella, e che forse non lo sei mai stata così tanto. Per la prima volta nella mia vita – e nella tua – ti vedo serena, in pace. Come sei calma, come sei bella. Sembra che una mano abbia dolcemente cancellato dal tuo viso tutte le angosce. Ti guardo dormire. Penso a te, a me, a noi. Di che cosa sono colpevole? Ci si pone una domanda simile davanti una donna che si è amata e che si ama ancora. Arrivavi da Vienna e ti aspettavo all’aeroporto di Parigi con un mazzo di fiori che non sapevo come tenere. Mi sono perdutamente innamorato di te. E tu ti sei innamorata di me. Mio Dio, come eravamo giovani, e come siamo stati felici. Poi la nostra vita, che non riguarda nessuno se non noi, ci ha separati. Mia Puppelé, ti guardo ancora e ancora. Voglio divorarti di sguardi. Riposati. Sono qui, vicino. Ho imparato un po’ di tedesco, grazie a te. Ich liebe dich. Ti amo. Ti amo, mia Puppelé… Ti dico addio, il più lungo degli addii…”
    Scritto per la scomparsa di Romy Schneider dal troppo bello per… Alain Delon.

  • 112
    maria grazia -

    Come se poi lo sviluppare interiorità dipendesse dalla bruttezza. Anche qui di cessi e di cesse ne sono passati tanti e ne gravitano tuttora, ma non mi pare che abbiano chissà quale profondità d’ animo ( che è cosa diversa dal finto perbenismo ). Non condivido alcune scelte di Delon durante la sua vita, come quella di rinnegare suo figlio Ari o quella di lasciare Romy Schneider ( secondo me l’ unica che era davvero al suo livello ) e sicuramente era un narcisista. Ma non era peggiore di tante “anime belle” che vediamo tutti i giorni.

    Golem conoscevo anch’io la storia di John Dillinger, molto interessante. È curioso come spesso riscontriamo valori e nobiltà d’animo tra coloro che nella società sono considerati “feccia” anziché nella “creme de la creme”.

  • 113
    rossana -

    Maria Grazia,
    l’idea che Alain non avesse sviluppato interiorità mi è venuta guardando il video postato da Argo, in cui, molto mal invecchiato, lamentava la difficoltà a durare.

    Benché sia normale farsi un’idea della persona con cui si sta interagendo o su cui si sta riflettendo, non credo che, soprattutto su un forum pubblico, si possano avere conoscenze sufficienti per valutare la complessità del più banale degli utenti.

    Si fa sempre prima a giudicare e a generalizzare (come anch’io tendo a fare) che a sforzarsi di approfondire e di comprendere!

  • 114
    Golem -

    ⁷Eppure, MG, su un forum pubblico mi pare si riesca ad avere sufficienti conoscenze degli utenti se si riesce a dargli consigli anche molto mirati.
    Di me, per dire, dopo 12 anni di “esposizione mediatica laddiana” si sa praticamente tutto. Di Alaindelon, per esempio, non conoscevo quella vena romantica e sensibile, che mi mostra un’introspezione e una sensibilità che esula dell’estetica di cui era dotato. Tu che dici?

  • 115
    maria grazia -

    Rossana, quindi secondo te gli utenti storici di questo forum, che tu sei solita rimpiangere, come facevano ad arrogarsi il diritto di giudicare e sentenziare su tutto e su tutti e in particolare su chi non andava loro a genio?
    Come molte persone attraenti, Alain Delon mal digeriva l’idea di dover avvizzirsi e di non poter più accedere ai piaceri carnali. Il suo errore secondo me è stato quello, con l’arrivo della vecchiaia, di non sostituire l’ edonismo di cui era fatta la sua vita con interessi e passioni più appaganti sul piano spirituale. Anche Helmut Berger ( un altro bellissimo del cinema ) ha fatto lo stesso sbaglio.

  • 116
    rossana -

    Maria Grazia
    all’età di 77 anni, Georges Simenon ha scritto un corposo libro di memorie.

    A metà racconto, afferma: “Da un po’ di tempo psicologi, psicoanalisti, biografi di diversi paesi, che perlopiù non mi hanno mai incontrato di persona e dei quali solo pochi mi hanno scritto, si sono messi in testa di “scoprire la mia verità” attraverso i miei romanzi e i miei personaggi. Ora, mi conosco abbastanza per affermare che si sono sbagliati tutti quanti, e che solo uno o due di loro sono arrivati a una mezza verità.”

    Nonostante la grande quantità di materiale a disposizione (più di 200 testi e tante interviste in diversi momenti della sua vita), pochi esperti del settore hanno centrato, in parte, aspetti della personalità del famoso scrittore.

    Secondo me, non si può fare a meno di avere opinioni su fatti e persone ma c’è grande differenza fra le sensazioni da forum virtuale, spesso perturbate da assurde rivalità, e la concreta capacità di comprendere la reale identità degli utenti.

  • 117
    Golem -

    MG, vorrei poter dare la mia riguardo l’opinione che si ha durante sè, rispetto a quella che gli altri hanno di noi.
    La realtà è che l’idea che molti hanno di sè quasi mai corrisponde a quella che la società gli ritorna. La costruzione del nostro IO tende spesso a trascurare i difetti esaltando i pregi se non…inventandoli. Questo è un meccanismo legato al bisogno di farsi un’autostima necessaria per poter affrontare la vita di relazione e cercare di trarne soddisfazioni, che corrispondono al bisogno di piacere che caratterizza la nostra esistenza. Ma al di là di quanto possa interessare l’opinione altrui, nel sociale è quella che conta, a meno che non ci si isoli dalla società stessa come degli eremiti. Solo in quel caso l’immagine di noi che ci riconosciamo ha un valore assoluto, ma chi cerca l’interazione con gli altri deve sottostare alle leggi del “mercato”, e se sulla ideale bancarelle metti le tue pere a 10 euro al chilo, lì restano.
    https://www.francescoferzini.com/blog/l-idea-centrale-che-hai-di-te

  • 118
    maria grazia -

    E siccome lo ha subito Georges Simenon lo dobbiamo subire tutti? Si sono fatte affermazioni sugli utenti in base all’ opinione che si aveva su di loro, questo discorso che fai ora appare un po’ contraddittorio. Comprendo che anche virtualmente possano nascere simpatie o antipatie, la differenza sta nel fatto che chi è maturo non attacca sul personale ed è rispettoso delle idee e dei vissuti altrui, anche se diversi dai propri. Quando parliamo con gli altri in un ambito virtuale dell’ altro non conosciamo niente, stessa cosa vale dopo un unico incontro finalizzato a una notte di passione che, per volontà stessa del diretto interessato, non era previsto sfociasse in altro. In questi casi, è buona norma entrare nella vita dell’ altro in punta di piedi, senza pretendere di stabilire cosa è giusto e cosa è sbagliato in base alla propria ( limitata ) visione personale. Evidentemente è un concetto che non si riesce a capire. O si fa finta di non capire.

  • 119
    maria grazia -

    Golem, le altre persone possono farsi un’ idea di noi sulla base del loro background e delle loro convinzioni, ma non possiamo permettere che ciò che gli altri pensano di noi ci condizioni nelle nostre scelte. La questione è avere una propria identità, che può piacere o non piacere, ma è LA NOSTRA. Chi ci dice che non abbiamo valore di solito è perché ci vuole manipolare. Se siamo a posto con la nostra coscienza dobbiamo camminare a testa alta anche se il resto del mondo ci dà contro. Il tempo farà il resto. Io di solito sto sul caxxo ai più ma i fatti e la realtà alla fine mi danno sempre ragione, ed è questo quello che conta. Poi comunque bisogna anche cercare di frequentare ambienti a noi affini. È inutile e deleterio regalare il nostro tempo e le nostre energie a persone con cui non abbiamo nulla da spartire. In questi casi è più sano rimanere da soli piuttosto.

  • 120
    maria grazia -

    Anzi più si ha valore meno consensi si raccoglieranno presso il popolino, per ovvie ragioni. Dobbiamo solo imparare a convivere con questa cosa. C’è chi ancora non ci riesce.

  • 121
    Salvatore -

    Ecco allora un pensiero che continua a martellarmi in testa come un martello pneumatico dopo che ho visionato questo video:

    https://m.youtube.com/watch?v=sjLHoSM5L8w

    Un pensiero che mi fa sorgere spontanee un paio di domande: Ma che senso ha la vita?
    Che senso ha nasciere e venire al mondo se tanto prima o poi si ritorna nel nulla una volta morti?

    Devo dire che questo video che ho visto dall’inizio alla fine mi ha traumatizzato, e non poco. Perché quel tizio ha descritto una cruda realtà assai dura da smaltire.
    Polvere alla polvere, ma quale aldilà?
    Ma quale paradiso, inferno o purgatorio?
    All’inferno poi ci siamo già.

  • 122
    rossana -

    Maria Grazia,
    su un forum virtuale nessuno è obbligato ad accettare opinioni di altri, così come ognuno è libero di esprimere le sue, con le modalità che gli sono proprie, più o meno apprezzate.

    Non si è costretti a cambiare idea perché questa non rientra nella visione dell’interlocutore.

    Se nell’affermare un punto di vista su fatti e persone non si volesse imporlo come unica verità assoluta, quasi certamente non si finirebbe con il trascendere. Mai da una sola delle parti in conflitto e quasi sempre con parole che hanno valenza soggettiva.

    Inutili le reazioni di contrattacco o di autodifesa. Così come restano sterili lamentele e… recriminazioni.

  • 123
    Golem -

    Sal, prima delle 10 ho poco tempo per snocciolare la mia teoria riguardo la tua domanda, ma posso anticiparti, senza tema di smentita, che l’unico scopo accertato è riconoscibile della vita, è la vita stessa. Dal punto di vista strettamente naturale la ragione della nostra presenza sulla Terra è la riproduzione della vita, perchè venga perpetrata nel tempo. Il resto è solo “contorno”, ma la portata principale è una sola, chiara e inequivocabile.
    Poi approfondiremo.

  • 124
    Golem -

    MG, certamente chi è refrattario, come, per esempio, all’altrui giudizio per farsi un’opinione di sè (in quanto narcisista costituzionale) non rientra nella descrizione delle dinamiche che ho esposto. Ma la maggior parte di noi dipende da quei giudizi, sino ad arrivare a chi vive cercandoli quotidianamente. In fondo, per fare un esempio banale, sentirsi alla moda è uno dei modi per essere “ammirati”, e così, da questo, trarre nutrimento per la propria autostima. Puoi essere certa che in qualunque consesso sociale troverai chi, in un modo o nell’altro, cercherà di “distinguersi” per confermarSI, attraverso l’altrui consenso, le qualità che crede o suppone di avere, ricorrendo non infrequentemente anche ad artifici per “avere” determinate quanto confortanti risposte.
    In fondo è l’allegoria raccontata nello “specchio delle mie brame” che, come succede per tutte le favole, ci parla delle nostre “debolezze” e di dove queste alla fine, spinte dalla “vanitas”, ci conducono inevitabilmente.

  • 125
    maria grazia -

    Le lamentele sono inutili. Gli elogi invece no, quelli li si accetta sempre volentieri, per questo si fa di tutto per ottenerli, vero?
    Comunque è chiaro che nei forum tutto ciò che si esprime è una propria idea, una propria prospettiva personale basata sull’ esperienza soggettiva dell’ individuo, comprese quelle che tu chiami recriminazioni. Che altro non sono che l’ analisi di un atteggiamento altrui in base ai propri parametri. io stessa sono stata a lungo oggetto di “analisi” con allusioni continue, dirette e indirette, sulla sottoscritta.
    Buona domenica.

  • 126
    maria grazia -

    Salvatore, si dice che lo scopo per cui siamo su questa Terra sia quello di far evolvere la nostra anima attraverso le esperienze e le prove che attraversiamo nel corso della nostra vita fisica. Se superiamo tutte le prove, al momento del trapasso accederemo man mano a vite migliori, fino a che non raggiungeremo lo stato divino nel cosiddetto paradiso. Non so se le cose stanno davvero così. A me piace pensare che un senso alla nostra vita dobbiamo darlo noi, per quel che mi riguarda è creare il buono e cercare il bello, anche laddove sembra che non esista.

  • 127
    maria grazia -

    Golem, alla fine non è tanto questione di compiacere gli altri ma di non essere fuori contesto e quindi in imbarazzo. Se ci vestiamo secondo lo stile della nostra epoca è per sentirci a nostro agio e non apparire ridicoli. Che è un po’ diverso dal vivere unicamente per ottenere l’approvazione degli altri. Per me è l’ indipendenza di pensiero che fa la differenza, più che i comportamenti esteriori stravaganti.
    I narcisisti in realtà sono molto sensibili ai giudizi altrui. Anzi sono quelli che più ne sono condizionati!

  • 128
    Golem -

    MG, come dicevi tu tempo fa, io sono un narcisista, ma i giudizi altrui non mi sfiorano, neppure quelli buoni. Ho una tale sicurezza di me che include la presunzione. Ma siccome questa way of life mi ha sempre dato ragione in termini di responsi, non ho motivo di cambiarla.
    In realtà quegli aggettivi sono proprio frutto del giudizio “esterno”, ma non mi pongo il problema, proprio perchè non mi condizionano. I narcisisti che anelano il risconto altrui sono solo degli insicuri, e dipendono dagli altri per alimentare il loro bisogno. Inoltre spesso si mostrano esattamente al contrario di quello che ci si aspetterebbe da un vero narcisista, con atteggiamenti dimessi e modesti all’apparenza che inducono “simpatia” nell’interlocutore, che in quel modo si sente spinto a dispensare più facilmente “lodi” verso questi soggetti. A uno come me, che non nasconde la “presunzione”, non accadrà mai, ma ripeto, la cosa non mi fa nè caldo nè freddo perché non abbisogno di lodi per sentirmi chi mi sento. L’altra tipologia invece non può farne a meno. Gli altri gli servono.

  • 129
    rossana -

    Salvatore,
    bello e interessante il video che hai postato.

    Per me, la vita degli esseri umani non ha alcun senso in sé. Ma… volendo, le si può dare il senso che si preferisce. Magari anche solo quello di generare e crescere bene uno o più figli (quasi un’imposizione genetica per la donna).

    “Ha trovato uno scopo nei suoi figli”. Perché trovino anch’essi uno scopo nei loro figli?” C. Pavese)

    A parte questo obiettivo, abbastanza comune e non sempre gratificante, ci sono persone che non possono fare a meno di darsi scopi, o meglio, obiettivi, via via da raggiungere, e altre che, invece, sempre per indole, preferiscono prendere la vita come viene, cioè lasciarsi vivere.

    In ultimo resta lo scopo religioso di diventare la migliore persona possibile prima di ridursi in polvere. Scopo ancor più apprezzabile se si perseguisse senza mirare a ricompensa nell’aldilà.

    Concordo con la Merini: se si fosse più consapevoli di non essere che un soffio di vento, si sarebbe di certo meno cattivi e meno egoisti.

  • 130
    maria grazia -

    Un obbligo genetico per la donna? Ma che assurdità! Nessuno è obbligato a procreare, uomo o donna che sia. Il generare una vita lo prevede semplicemente il proseguimento della specie, ma non è che il mondo non andrebbe avanti senza di noi.
    Come sempre viene distorto ciò che dico. Non è che io non apprezzo la vita in quanto tale e non so gioirne in ogni caso. Anzi è proprio perché mi sento VIVA che mi pongo degli obiettivi. Che è cosa diversa dal senso profondo della nostra esistenza, mi pare ovvio. Poi, se i miei obiettivi si realizzano bene altrimenti amen. Mi sarò comunque gustata “il viaggio”.
    Non si è egoisti perché non si fanno figli. Si è egoisti quando li si fa per soddisfare le proprie esigenze personali.

    Golem, hai descritto il narcisista overt ( quello più evidente ) e quello covert ( mascherato da brava persona e povera vittima ). Quest’ ultimo tipo è infinitamente più pericoloso e devastante.

  • 131
    Gaucho -

    “MG, come dicevi tu tempo fa, io sono un narcisista, ma i giudizi altrui non mi sfiorano, neppure quelli buoni. Ho una tale sicurezza di me che include la presunzione”

    Ahahahah! Le bombe di Golem!

    Francamente un soggetto sicuro di se e semplicemente presuntuoso in quanto tale solitamente ci mette la faccia, e non ha assolutamente bisogno di cantarsela e suonarsela da solo tutti i giorni su un sito internet in forma di anonimo nickname.
    Altrimenti è tutta fuffa, come al solito, che esce dalle tue dita.
    Sei il classico cazzaro del bar.
    Giusto i disagiati del tuo stello livello ci cascano, è questa la cosa che fa più ridere.
    Siete proprio il club del disagio!
    Quanto ci scommettiamo che in realtà non esci manco di casa? Tutto lascia pensare questo, più ti inventi di essere un personaggio vincente a chiacchiere, e più dimostri di essere solo e sfigato.

    Ma non credo tu ci possa arrivare vista la tua abitudine a sparare balle su questi lidi.
    Troppo disagio.

  • 132
    Argo -

    Golem, perché sei un boomer e un normie può colpirti quella lettera di Alain Delon. Piuttosto c’è da chiedersi se una donna sarebbe capace di scrivere parole simili per un uomo . Mi immagino una donna che sta con Delon e dopo un po’ comincia a chiedersi: è Alain Delon il meglio per me? 😀

  • 133
    Golem -

    No Argo, la lettera di Alain mi colpisce per la sensibilità che esprime, che conferma che il fascino di quell’uomo non era solo estetico. Di belli e stupidi , e quindi privi di fascino, ne abbiamo visti a volontà, perché quel dettaglio è esclusivamente legato all’intelligenza.
    Non capisco cosa possa c’entrare essere boomer e normie, e quali condizionamenti questa classificazione possa comportare rispetto alla comprensione dei fatti, ma ne prendo atto come un tuo modo di parametrarli.
    Se una donna sarebbe in grado di scrivere la stessa cosa che ha scritto Delon ? Certo che può, basta che sia sensibile e intelligente, e se volessi potresti trovarne in quantità di esempi.
    Argo, Delon non avrà MAI incontrato una donna che si sia posta quella domanda che hai posto alla fine del tuo intervento. A prescindere dalla “taglia” del bel Alain.
    Argo, continuo a dirlo da anni, una vera donna non guarderà mai le misure fisiche di un uomo. Se lo fa, donna non lo è mai diventata.

  • 134
    maria grazia -

    Argo, per quasi sei anni mi sono accompagnata a uno molto somigliante ad Alain Delon e che con le donne ha lo stesso successo, cioè il mio ragazzo storico, quindi ti posso rispondere: si, anche una donna sarebbe capace di esprimere parole come quelle per l’ uomo di cui è innamorata. No, quando vuoi un uomo con tutta te stessa non ti chiedi se per te possa esserci di meglio. Sei convinta che sia lui quello giusto, che con lui trascorrerai il resto della vita. Se hai dubbi è perché non sei innamorata, molto semplice.
    Mi lascio’ in un modo crudele e ho sofferto tantissimo. Tempo dopo camminavo per la mia città quando mi accorgo che qualcuno stava dietro di me. Mi giro ed era lui, è stato come rivedere un fantasma. Tentò un approccio ma io scappai correndo. Lui mi piaceva ancora ma non volevo più rivivere il calvario emotivo che avevo sperimentato con lui. In seguito mi rinfaccio’ anche questo.

  • 135
    maria grazia -

    Oggi gli sono grata di non essersi impegnato con me, accanto a lui avrei fatto una vita di inferno. La mia esistenza invece ora è serena e appagante. Lui continua ad avere un pessimo rapporto con le donne, compresa la madre della sua unica figlia, ragazzina alla quale è legatissimo. Il bel faccino da solo non ti salva dai tuoi demoni interiori.

  • 136
    rossana -

    In cerca di se stessi.

    Su: “L’uomo che guardava passare i treni” di Georges Simenon.

    “Il protagonista non si riconosce nella visione che chi lo circonda ha di lui: sciocco per il suo ex datore di lavoro, folle per sua moglie, fino al ritratto che ne dà la stampa e che Popinga si affanna a cercare di correggere.
    (…)
    Altro aspetto trattato è quello della libertà: in opposizione alla vita e alla morale piccolo-borghese di sempre, Popinga si trova completamente libero di fare le proprie scelte e di mettere a frutto le proprie capacità. Ma si tratta di una libertà priva di senso nel momento in cui non permette al protagonista di riconoscere la propria identità profonda.” (Wikipedia)

    Conoscersi realisticamente, almeno negli aspetti più importanti, è impresa lunga e complessa. Forse anche più difficile di farsi un’idea mediamente corretta della personalità altrui.

  • 137
    Argo -

    Golem non mi riferivo alla taglia del bigolo, ma al fatto che le donne non sono mai soddisfatte. Te sei normie quindi non conosci il meme in cui Lois, dopo aver sposato Superman o esserci andata a letto, si chiede: è davvero lui il meglio che posso ottenere? Addirittura uno come Tom Brady è stato mollato dalla moglie. Pure diana tradiva il principe Carlo .
    Poi io credo che tanti non fascinosi saprebbero scrivere parole come quelle del “sensibile” Alain Delon. Sono gli uomini quelli sensibili, romantici, passionali (certo i bellocci saranno più egoisti e narcisisti,ma la maggioranza degli uomini sarebbe pronta a giurare amore eterno alla prima tipa carina che le sorrida)

  • 138
    Golem -

    Argo, io sarò normie quanto vuoi, so solo che ho “frequentato” diverse decine di donne, dai 18 ai 48 come limite anagrafico, e solo una ha ironizzato sulla taglia di Cicciobello, a riposo peraltro, che ripeto non ho mai misurato nè mai lo farò, per dire che quello avevo e quello usavo. Forse qualcuna avrà pure pensato che avrebbe gradito un nerchione ciuccigno, e chissenefrega, io procedevo per la mia strada e se lei “giungeva”, tutti contenti, sennò ciccia. Le frigide si facessero vedere.
    Tu e altri continuate a fare esempi di questo e quello, a me dei confronti non è mai interessato niente, trovandolo insensato, oltre a ritenere PERSONALMENTE che se si ha che fare con donne degne di questo nome, les oiseau non diventerà mai un problema. Che come dico da tempo è una vostra fissazione, dove “lui” é un capro espiatorio di problemi che arrivano da altrove e che dovreste indagare. Anche perchè rimuginare su qualcosa che non si può cambiare è come la mosca che sbatte contro il vetro.
    Io la vedo così.
    P.S. Chi è Tom Brady. E poi Diana non tradiva Carlo per l’uccello.

  • 139
    Argo -

    Golem sei proprio un boomer: la storia della rossa che ha ironizzato sulla tua fava ma poi ti ha cercato ancora l’avrai raccontata 80 volte.
    E ancora non hai capito che non mi riferivo alla misura del ciccio. Le donne non sono mai soddisfatte in generale

  • 140
    maria grazia -

    La povera Lady Diana era andata con un altro quando ormai il suo matrimonio con Carlo di fatto era già finito, non era certo stata Diana a volere questo epilogo, e di certo la questione non verteva sulle misure peniche del regale marito.

    A noi donne basta che un membro fallico sia di normale caratura e gradevole alla vista e all’ olfatto. Di tutto il resto ( super dotazioni, super prestazioni ecc.. )non ce ne frega niente. Anche perché non abbiamo chissà quali esigenze sessuali. A me anzi gli uomini che parlano sempre di sesso mi sono sempre apparsi come dei grandi sfigati.

    Se siamo veramente prese da un uomo non ci verrebbe mai per la testa di andare con altri, quando succede è perché in quella relazione c’è qualcosa che non va. Ma forse è difficile da accettare..

  • 141
    Golem -

    Argo, sono un boomer eccome, mica mi dispiace, ma tu delle donne hai un’idea “teorica” che leggi nelle tue “sfortunate” esperienze. Non solo io ho capito quanto mi volevi dire, ma ti ho dato una risposta che tu non arrivi manco a capire.
    Dovresti capirla con quello che ha scritto MG, che è…donna. Appredi quindi, e piantala di dire che le donne non sono mai contente. Io non le avrò fatte contente tutte, ci mancherebbe, ma mi basta aver fatto felice chi amo. Posso dirti però che alcune di queste si sono fatte vive dopo decenni grazie a FB, e mo le annovero tra le “amicizie” di quel social, dove ignorano la presenza delle omologhe ex.
    Dare la colpa dei tuoi guai a quella presunta insoddisfazione femminile, é il modo migliore per non risolverli.
    Finché non considererai la donna una persona come te, e non solo un mezzo per sentirti “masculo” a centimetri, resterai nel tuo loop da criceto che corre e corre nella ruota. Pensaci.
    P.S. Mi piace che ti ricordi della roscia. Era bona come una pin up, ma scema come una capra. Anzi, come una pecorina.

  • 142
    rossana -

    Essere me stessa, benché imperfetta!

    Amo guardare le persone e il mondo da angolazioni diverse, per evitare d’irrigidirmi nelle mie convinzioni. Mi piace anche di più immedesimarmi nei panni di chi racconta di sé e delle sue difficoltà nell’affrontare i diversi snodi dell’esistenza.

    Scarso interesse per i successi. Per me, il bene e il male restano momentanei, transitori, fino all’ultimo respiro. A tutti, prima o poi, sono riservati più o meno numerosi giorni di pioggia, gelo o tempesta…

    So che sbaglio ma nella maggior parte dei casi di violenza, fisica o emotiva, finisco quasi sempre di trovarmi dalla parte del colpevole, facendo torto alla vittima.

    A mio avviso, se troppo rigorosa, la logica diventa sintomo di durezza, egoismo e aggressività. Vari test amatoriali hanno dato conferma al mio essere più incline a rispettare i principi che a ad applicare la logica. Salvo rare eccezioni, nel mio microcosmo restano preferibili l’empatia e l’armonia.

  • 143
    maria grazia -

    “So che sbaglio ma nella maggior parte dei casi di violenza, fisica o emotiva, finisco quasi sempre di trovarmi dalla parte del colpevole, facendo torto alla vittima.”

    Tipico dei narcisisti infatti. Anche quelli covert.

    “Vari test amatoriali hanno dato conferma al mio essere più incline a rispettare i principi che a ad applicare la logica.”

    Non bisogna confondere i principi con i dogmi e le convenzioni sociali. La logica analitica serve proprio per comprendere a fondo persone e situazioni senza irrigidimento e senza pregiudizi.

    Lasciamo stare l’empatia. Quella vera è un’ altra cosa.

  • 144
    Argo -

    noi donne basta che un membro fallico sia di normale caratura e gradevole alla vista e all’ olfatto.

    Bisogna vedere cosa ha in mente una donna per normale caratura, perché per gli urologi anche 12 cm è normale caratura

    Di tutto il resto ( super dotazioni, super prestazioni ecc.. )non ce ne frega niente. Anche perché non abbiamo chissà quali esigenze sessuali.

    Sempre più degli uomini, visto che tanti uomini sono abituati a vivere senza, mentre per le donne il sesso è un’abitudine e un’esigenza

    Se siamo veramente prese da un uomo non ci verrebbe mai per la testa di andare con altri, quando succede è perché in quella relazione c’è qualcosa che non va. Ma forse è difficile da accettare..

    La maggioranza delle relazioni è interrotta dalle donne. Colpa ovviamente degli uomini

    Dai golem che anche te avevi la moiere insoddisfatta

  • 145
    Golem -

    Argo, ti facevo più acuto quando liquidi con “moiera insoddisfatta” una situazione che è stata sviscersta in ogni dettaglio dal punto di vista psicologico, con un lavoro di entrambi di quasi tre anni. E l’uccello non c’entrava neanche visto da lontano per giunta.
    Comunque, come sai, da allora siamo felici e contenti. Come nelle favole, pensa.
    Volere e potere non è una battuta.

  • 146
    Suzanne -

    Ma precisamente cosa sarebbe la caratura del pisello? La quantità di oro presente in esso? Un pisello di grande spessore intellettuale? Booohhh.

  • 147
    rossana -

    Dopo attenta riflessione lascio il sito, essenzialmente a causa dell’ultima “attenzione” indesiderata di un’utente con cui evito d’interagire da quasi due anni. Dopo aver ricevuto da lei più male di quanto me ne abbia fatto in dieci anni chi ha dichiarato: “avrei dedicato la vita al loro dolore”.

    Un particolare ringraziamento a Grillo cantante, anche se avrei preferito essere informata da chi stava usando questo nick mentre si stava impegnando a mio favore.

    Grazie anche a tutti gli altri utenti che sono stati gentili con me e agli amministratori per la benevola protezione che mi hanno volontariamente riservato nell’ultimo anno.

    Buona vita a chi resta!

  • 148
    Golem -

    Tenchiù. Ma i mali si danno e si prendono,
    non dimentichiamolo mai.
    Nessuno è esente da questo “do ut des”.

  • 149
    Gaucho -

    Ciao Rossana.
    Ti auguro tante belle cose dalla vita.

    Non sai quanto ti stai facendo del bene smettendo di frequentare assiduamente questo posto insulso. Lascialo in balia di falliti, bugiardi e millantatori.

    Tu non ne hai bisogno. Loro sì.

  • 150
    maria grazia -

    A suo tempo io ero stata colpita a morte sul personale ( e non solo da te ) in un mio momento di estrema difficoltà esistenziale e fragilità emotiva. Le persone si rivelano a noi nei momenti in cui siamo più disarmati e vulnerabili. E tu, insieme ad altri, vi siete rivelati. Questo mi ha anche permesso di smettere di inseguire amori tossici, di volermi più bene, e di imparare a valutare con lucidità persone e situazioni.
    A volte bisognerebbe avere l’onestà di riconoscere che ci siamo costruiti un’ immagine di comodo che piace all’ esterno ma dentro rimaniamo NOI, con tutte le nostre incoerenze, che irrimediabilmente torneranno a galla se non ci lavoriamo su. È così per tutti e vale anche per te.
    Peraltro a Golem gli ho detto pure di peggio. E non mi sembra che se la sia presa.

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