Ed ora cosa mi aspetta?
di
Alexandre
Riferimento alla lettera:
Salve a tutti, non so perchè sto scrivendo la mia storia su questo forum, spero che ciò possa in qualche modo aiutarmi a lenire il mio dolore. Dopo 20 anni (di cui 14 di matrimonio) di una bella storia d’amore sono stato lasciato da mia moglie. Lei mi ha detto...
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Alexandre.
Rossana dice “Chi ha amato non smette mai di amare”, e per questo ho sostenuto che tua moglie non puó averti amato “veramente”. Invece sono certo bisognerebbe sempre sapere cosa prova realmente il partner per noi, altrimenti saremo “comunque” colpevoli se ci abbandona. Ci sono i mezzi per scoprirlo? Certo. Il “comunicare” parlando la stessa “lingua” è la prima cosa, e questo non è così automatico che avvenga. Alexandre potrebbe certamente dire che con sua moglie evidentemente NON si sono capiti, pur credendo di comunicare? Io ne sono sicuro.
Alexandre,
rossana NON c’entra niente con quanto pensano o non pensano i frequentatori del sito. è quasi persecutorio chi insiste a tirarmi sempre in ballo, con tanto di nick, benché stia comunicando con altri. per essere lasciata in pace dovrei smettere di esprimermi o lasciare LaD, cose che per ora non ho intenzione di fare.
né ho voglia di riprendere a spiegare, con tanto di a-b-c, come la vedo in amore: l’ho già fatto decine di volte, e lo rifarò solo, quando e con chi mi andrà di confrontarmi, sperando che gli altri facciano altrettanto, indipendentemente da me e dai miei convincimenti.
valuta i sentimenti passati e presenti della tua ex moglie, che non conosco, come più ti sembra corretto, per te e per lei, fermo restando che persone meno mature possono amare in un modo più superficiale e meno duraturo di altre. se lei conserva o meno una sfumatura, seppur lievissima, del suo amore per te, è cosa che può essere definita con certezza da lei soltanto. non metto la mano sul fuoco, né in positivo né in negativo, per chi è assente e non ha voce propria. azzardo a malapena, e nemmeno sempre, un’opinione su chi scrive.
per me non è sempre detto che chi lascia cessi di amare, anche se nella maggior parte dei casi questo succede in chi ha amato in modo talmente infantile e per un tempo talmente breve da far sì che il sentimento possa essere considerato infatuazione e non innamoramento.
Chiedo scusa Rossana, ma la tua frase sembrava chiara.
Alexandre, allora rettifico, dichiarando che a mio parere, sulla base delle mie convinzione, esperienza e riflessioni al riguardo, tua moglie non ti ha amato veramente. Può averlo creduto ma siamo in un’altra dimensione: quella dell’illusione.
Saluti.
Care amiche e cari amici di tastiera,
provo ad illustrare (esemplificando in maniera ovviamente incompleta e per forza di cose superficiale, stante i limiti imposti dallo strumento adottato) cos’è stato per me l’amore (quello per il partner intendo): immaginare di farla felice credendo di offrire il meglio di se stessi, per quello che ognuno di noi è capace di fare; concepire la propria vita (felice) solo se accanto a lei; camminare accanto ad una persona orgogliosi di averla al proprio fianco, perché la si crede la più bella che esista sulla faccia della terra; desiderare una persona giorno e notte senza che tale desiderio sia mai scemato nel tempo; riuscire a portarle il broncio al massimo per un tempo brevissimo e rinunciare, sempre per primi, a qualsiasi forma di pretesa ragione, di puntiglio o di orgoglio personale, pur di fare pace il prima possibile con lei; conoscere fin nei minimi dettagli anche gli aspetti profondamente negativi della persona amata e, in ogni caso, ritenerli assolutamente marginali rispetto al bello di vivere insieme quotidianamente; giustificare ogni sua pecca, ogni sua mancanza, ogni sua assenza, perché così è giusto; cercare sempre di proteggerla da ogni evenienza negativa, anche da lei stessa, anche se sei ben conscio che questo ti porterà patimento e guai; intravedere il baratro quando questa persona ti comunica di volerti abbandonare; vivere in un baratro senza fondo quando questa persona ti ha abbandonato; lottare per difendere l’unica cosa bella che resterà per sempre in comune per poi, scomparire e continuare a soffrire in assoluto silenzio, quando tutto è finito, compresa la speranza; sentirsi ancora ferito, quando dopo tutto questo, senti che lei, non avendo ancora capito quanto l’hai amata e forse l’ami ancora, continua a infierire non perdendo l’occasione per dimostrare la sua diffidenza, il suo disprezzo, la sua distanza, come se avesse a che fare con un nemico che non merita di esistere nemmeno nel suo passato. E nonostante ciò commuoversi ancora se fortuitamente ti capita di incrociare il suo sguardo anche solo in fotografia.
Alexandrea (?) non sembri neanche vero. Forse che tua moglie desiderava che fossi leggermente più cialtrone, pur amandola sinceramente? La mia lo preferirebbe sicuramente, perché non ci crederebbe. Infatti ieri abbiamo compiuto ventisei anni di matrimonio. Grazie alla mia sincera cialtroneria. Ma perché è lei come te.
Comunque ti ammiro, ma mi preferisco cialtrone.
Ciao.
Alexandre,
per me amare un partner dovrebbe essere a grandi linee proprio come hai descritto ma espresso in modo spontaneo, con la semplice volontà di stare vicini. noto, in particolare: “desiderare una persona giorno e notte senza che tale desiderio sia mai scemato nel tempo”, uno dei tre aspetti fondamentali da condividere che spesso è il primo a svanire, senza che si possa fare nulla di raziocinante per alimentarlo, e che invece per te si era mantenuto immutato.
per alcuni, invece, l’odio è l’altra faccia dell’amore oppure espressione della disillusione per non aver trovato o aver perso, in una relazione, quanto si supponeva dovesse esserci o permanere.
un abbraccio.
@Alexandrea io anni fa con lei mi sentivo forte e in grado di affrontare ogni cosa; ho affrontato problematiche e persone che attualmente da parte mia meriterebbero solo un discreto silenzio in quanto “non ne valeva la pena”.
Ero invincibile, o almeno io credevo. Perché sapevo che alla fine c’era lei.
Poi da un bel momento lei non c’era più e mi sono riscoperto fragile come non mai. Sono sparito dai più perché mi sono sentito umiliato e calpestato; solo i miei più intimi amici sanno cosa ho passato e grazie a dio mi hanno aiutato. Mi telefonavano, mi ascoltavano. Ho addirittura cambiato paesello per staccarmi da tutto. Tutti i miei investimenti pratiacmenta in termini di affetto, litigi anche con i miei famigliari più stretti, ditempo e perché no anche di soldi erano andati a farsi benedire.
La mia famiglia ovviamente era sempre là, i miei amici che avevo trascurato anche. Le persone di contorno le ho eliminate tutte.
Beh devo dire che effettivamente non avevo capito un tubo di come vanno le cose.
Non ero forte, ero solo uno di quelli che erano diventati, grazie alla sua ammorbante e patologica presenza 24×24, un dipendente affettivo.
Ora, dopo quasi 3 anni di singletudine (a parte una storia di un anno senza troppe smancerie che non ha lasciato strascichi) ho capito di essere diventato forte. Ho ricostruito la mia stabilità e la mia vita.
Ho deciso che non dovrò mai più dipendere da nessuno.
Perché alla fine donare se stessi il più delle volte non viene compreso e anzi, passi pure per co.......
Anche per me lei veniva sopra ogni cosa e ho sempre fatto si con la testa per renderla contenta. Però come quando si viziano i bambini, così si viziano pure le fidanzate e si sa che i vizi non fanno mai bene.
il post 54 mi ha dato speranza 🙂
alexandrea che segno sei?
Alexandre,
azzardo una riflessione, non riferendomi al rapporto di coppia con la tua ex moglie ma facendo capo a te per portare avanti un dialogo con chi potrebbe essere maggiormente in sintonia con me di altri.
a mio avviso, una relazione seria, che dev’essere necessariamente basata sul coinvolgimento affettivo di entrambi i partner, immediato oppure raggiunto a poco a poco (colpo di fulmine o conoscenza graduale – entrambi validi nella stessa misura), regge su tre pilastri fondamentali:
1° – la cosiddetta “passione sensuale”, perchè se questa scema diventa davvero difficile, soprattutto per un uomo, tenere in piedi il rapporto, e la compagna se ne rende conto quasi subito.
2° – l’intimità, che include l’essere sinceri fino all’osso con il partner sul passato e sul presente, per mantenere sempre vivo il dialogo, su qualsiasi argomento e qualsiasi prospettiva o aspettativa.
3° – l’impegno, cioé la volontà di proseguire uniti, indipendentemente dalle difficoltà esterne e dalle brutte sorprese sul temperamento del compagno/a che si possono rivelare a poco a poco.
sul 1° punto, c’è poco da fare: se si era trattato di attrazione puramente ormonale, è possibile che sfumi, creando serie crisi, difficili da far rientrare, in particolare se chi perde interesse è l’uomo.
il 2° richiede capacità e desiderio di ENTRAMBI di comunicare a 360 gradi, smussando spigoli reciproci e affrontando adattamenti magari difficili da attuare, se non si è in DUE a voler trovare il punto d’incontro. per questo aspetto è spesso utile, se non indispensabile, conformità di vedute su valori e obiettivi.
il 3° dipende in pratica dalla buona orchestrazione dei primi due. a volte, secondo me, può sfumare abbastanza spesso perché il temperamento della donna, complesso ed esigente oltre misura, si scontra con quello spesso troppo semplice e lineare dell’uomo, incapace di rinnovarsi sempre, almeno per il minimo necessario a stimolare l’attenzione e la curiosità della partner. in questo contesto uomini di carisma sono favoriti rispetto a “bravi ragazzi” dall’esistenza piatta.
a supporto dell’ultima considerazione, ho rilevato che non è infrequente che un certo tipo di donna (quella non interessata a fattori economici) perda spesso per prima interesse per il partner. non è che necessiti di un “cialtrone” per godere del rapporto ma probabilmente ha maggiori bisogni in senso psichico di quanto l’uomo ne abbia in senso fisico.
mi farebbe piacere sapere cosa pensi di quanto ho esposto.
Cari amici,
Grazie. Da ognuno di voi traggo un motivo di conforto e uno spunto di riflessione su me stesso. Sono vero, com’è stato vero il mio amore ed il mio dolore. Altrettanto vero, purtroppo, è l’odio della mia ex partner, che come giustamente dice rossana “è l’altra faccia dell’amore”. Golem, credo che la tua “sincera cialtroneria”, come la definisci, sia in realtà solo un ottimo equilibrio che hai trovato con la tua partner che vi consente di vivere serenamente insieme anche dopo 26 anni. Ets probabilmente anch’io devo aver avuto una qualche forma di dipendenza affettiva nei confronti della mia ex, e parlarne in questo sito mi aiuta a capire ed a superarla. Hope, se nel mio piccolo ho contribuito a ridarti una speranza scrivendo il post 54 allora la mia giornata è stata spesa bene. Sono un acquario, ma non ho mai creduto agli oroscopi. A presto ed a tutti voi un abbraccio
rossana,
credo che tu abbia colto nel segno individuando tre “pilastri fondamentali” per la vita di una relazione amorosa. In particolare, dando per scontato che la “passione sensuale” non possa mai mancare, mi piace soffermarmi sul secondo punto, quando parli di necessità di una “conformità di vedute su valori e obiettivi”. Certamente, quando una coppia nasce, essendo formata da due individui, con una differente formazione familiare e culturale e, magari anche con un vissuto precedente che potrebbe aver lasciato un qualche segno nei tratti della personalità, può essere naturale la sussistenza di visioni del “mondo” inizialmente non collimanti. Ebbene, a mio avviso, una coppia che funziona, con il passare del tempo, deve arrivare a trovare una sintesi ed a elaborare una visione in qualche maniera comune, senza che ciò debba necessariamente significare annullamento della propria personalità. Tanto anche per arrivare ad avere una voce univoca finalizzata all’educazione ed alla formazione dei propri figli. Non è facile riuscirci e l’impegno di entrambi, come da te richiamato, è indispensabile. A tanto aggiungerei, però, un quarto pilastro fondamentale: la fiducia reciproca. Del proprio partner bisogna avere una fiducia incrollabile. Non credo si possa vivere accanto ad una persona per anni ed anni se non si abbia l’assoluta certezza che questa non ti ferirà mai deliberatamente, agirà sempre e solo nell’interesse del progetto di vita comune, desideri la tua felicita al pari della sua. Io tutto questo non sono riuscito a realizzarlo, non so se per mia incapacità o altro. So solo che ho amato con passione la mia lei, non le ho nascosto mai nulla, ci ho messo tutto il mio impegno perché funzionasse ed avevo una fiducia “cieca e sorda” nella mia lei, ma evidentemente non è stato sufficiente.
Alexandre,
la maturità non si compra al mercato, né si misura a peso. è abbastanza comune che i due partner non siano perfettamente allineati in tal senso o che abbiano temperamenti incrociati all’opposto.
non fartene un cruccio: tu c’eri; lei, forse sì e forse no, con quanto è stata capace di dare, anche se qualcosa è andato storto, senza che sia strettamente necessario cercare cosa e stabilire in quali percentuali dividere la torta della colpa.
concordo sulla necessità di stima, rispetto e fiducia reciproca, per per me però stanno già nel pacchetto affettivo di base…
“descrivendo un marito ed un matrimonio in cui, per molti aspetti, non mi riconoscevo”
Se ricordi in uno dei miei post parlavo di “comunicazione”, lingua comune della coppia. Non ricordavo questo passaggio che ti ho riportato, ma, per me, il vero “pilastro” è quello.
Potresti fare tutti i progetti che vuoi, ma se non ci si “capisce” – e quella frase che hai scritto fa intuire questo – non c’è speranza. Io stavo perdendo il mio matrimonio per questo. L’ho, anzi, l’abbiamo recuperato con tre anni di faticosa rivisitazione dei nostri comportamenti, rovesciando, come ho scritto più volte su questo forum, gli intestini sul tavolo, con tutto il loro contenuto.
Ma l’abbiamo voluto entrambi, perché entrambi ci amavamo. E adesso di più e meglio.
Insomma, abbiamo ricostruito la “casa” comune. Insieme. Comprensione reciproca e costruzione “quotidiana” del rapporto sono gli ingredienti per legarsi e far crescere l’amore dall’innamoramento, che troppo spesso viene confuso col primo.
L’amore è un progetto da realizzare. L’innamoramento è un bel sogno e basta, che finisce quando ci si “sveglia” alla realtà.
Non posso proprio fare a meno di dare la mia opinione sugli assurdi “comandamenti” di rossana per una serena vita di coppia! ma andiamo per ordine…
il primo pilastro: è ovvio che qualsiasi rapporto parta solo se c’è attrazione reciproca, e non abbiamo certo bisogno di uno scienziato per capirlo. quanto poi si riuscirà a tener viva quella passione nel tempo, dipende dai due soggetti della coppia, più che da fattori esterni o apparentemente casuali. ma non è certo l’ attrazione passionale il vero collante per poi mantenere quel rapporto duraturo!
secondo punto: sincerità assoluta che rasenta l’ ossessione. ora, a parte il fatto che in una qualsiasi coppia non è nè sano nè auspicabile che nessuno dei due mantenga una minima punta di “mistero”, specie sul proprio passato, ma più che altro mi chiedo quanto sia realistica questa ipotesi duranti i PRIMISSIMI APPROCCI. penso che NESSUNO a questo mondo spiattelli completamente la sua vita a quello che all’ inizio è un ILLUSTRE SCONOSCIUTO. inutile dire che un partner che si preoccupa di doversi addentrare negli angoli più sconfinati del vissuto dell’ altro in maniera ossessiva, soffre di qualcosa di patologico.
e ora veniamo al terzo dei “pilastri di rossana”. credo che quando ci innamoriamo e ci affezioniamo a qualcuno, ci affezioniamo sopratutto al suo carattere, al suo modo di essere, al suo temperamento e alla sua personalità. se tutto questo con il passare del tempo viene a mutare, il rapporto si destabilizza perchè ognuno dei due partner non sa più chi ha davanti. e queste virate sono la ragione principale della fine di molte storie.
mi trovo invece perfettamente d’ accordo con Alexandre:
” Ebbene, a mio avviso, una coppia che funziona, con il passare del tempo, deve arrivare a trovare una sintesi ed a elaborare una visione in qualche maniera comune, senza che ciò debba necessariamente significare annullamento della propria personalità.”
non si può nè pretendere di trovare un partner che sia la nostra esatta fotocopia, nè tantomeno si può pretendere che l’ altro si adegui completamente e incondizionatamente al nostro modo di essere come se non avesse un anima e un pensiero indipendente. in una coppia matura e risolta, le differenze tra i due soggetti della coppia devono rappresentare un arricchimento e un completamento reciproco, non un problema.
“l’odio della mia ex partner, che come giustamente dice rossana “è l’altra faccia dell’amore”.”
no Alexandre, non è così. l’ odio è una cosa, l’ amore è un’ altra. e se qualcuno arriva a ODIARTI, significa che non ti ha mai amato veramente. dobbiamo accettarlo.
rossana, una domanda…
ma quando ti dedicavi anima e corpo a uomini che nel mentre ti tradivano spudoratamente e sfacciatamente, riconoscevi tra te e loro “conformità di vedute su valori e obiettivi” ?
” il temperamento della donna, complesso ed esigente oltre misura, si scontra con quello spesso troppo semplice e lineare dell’uomo”
“ho rilevato che non è infrequente che un certo tipo di donna (quella non interessata a fattori economici) perda spesso per prima interesse per il partner.”
dopo tante castronerie, e come dice anche il titolo di questa lettera, COS’ ALTRO CI ASPETTA ??..
Ho letto tutto il thread e sono rimasta molto colpita dalla bassa opinione di molti uomini sulle donne. Io mi trovo in una situazione simile a quella di Alexandre. Sono stata lasciata, otto mesi fa, dall’uomo che amavo (e ancora amo) profondamente. Lasciata con un sms di 11 parole (preposizioni e congiunzioni incluse) perché si è innamorato di un’altra (che poi si è rivelata essere non molto più che una a caccia di sesso e dopo 5 mesi lo ha pure piantato).
Lasciata, tra l’altro, nel momento in cui stava morendo mia madre…
Eravamo insieme da quasi sei anni, in due città diverse e per ragioni lavorative nessuno dei due poteva trasferirsi, ma io passavo circa 20 giorni al mese da lui. Tra l’altro lui ha problemi di salute ed io in questi anni sono stata il suo angelo. Forse troppo… alla fine probabilmente mi dava troppo per “scontata”.
Comunque mi ha cancellata dalla sua vita. Io non esisto più.
Io sto ancora malissimo. Sono scivolata nella depressione con tutti i sintomi correlati: tristezza profonda, crisi di pianto, disappetenza e forte dimagrimento, ansia, insonnia, desiderio di morire e chi più ne ha più ne metta…
E comunque questo per dire che non si tratta di “uomini” o “donne”. Sono generalizzazioni stupide, banali. Siamo persone, indipendentemente dal sesso, e ce n’è di tutti i “generi” sia tra gli uomini che tra le donne…
Daniela,
“non si tratta di “uomini” o “donne”. Sono generalizzazioni stupide, banali. Siamo persone, indipendentemente dal sesso, e ce n’è di tutti i “generi” sia tra gli uomini che tra le donne…” – è vero, non c’è differenza fra maschi e femmine in termini di affidabilità e di stabilità in amore. come sempre, si tende ad affibiare le colpe più alle donne che agli uomini, sia quando scelgono che quando vengono lasciate.
negli ultimi tempi, però, mi sembra che qui sul sito l’allontanarsi per motivi futili o per migliori opportunità sia effettivamente diventato più marcato in ambito femminile.
mi dispiace per la brutta sorpresa, in un momento per te già così difficile e delicato.
un abbraccio.
Alexandre,
solo il tuo riscontro al mio post n. 59, a te rivolto e non ad altri, ha per me importanza.
sarà difficile che tu possa cambiare il tuo temperamento, che potrà essere stato a malapena smussato dopo la brutta sorpresa che ti ha inflitto la tua ex moglie. quando in età matura si sceglie, si preferisce e ci si sente bene nel proprio modo di essere non solo non c’è motivo di cambiare ma può anche essere impossibile farlo. non ci si sacrifica quando si dà spontaneamente.
mi fa piacere pensare che ora tu possa essere apprezzato in una nuova relazione, che ti auguro più che soddisfacente.
Daniela,
resisti. Ogni giorno che metti alle tue spalle è un giorno in più che ti allontana dal dolore. Impercettibilmente, giorno dopo giorno, con tenacia e pazienza. Certo non sarai più la persona di prima, poiché la profonda ferita che hai subito lascerà una brutta cicatrice. Di tanto in tanto ci saranno ricadute, ma ogni volta troverai la forza per rialzarti ed andare avanti. Ti porrai nel tempo mille domande a cui non saprai dare risposta, proverai rabbia per quello che ti è stato fatto, in alcuni momenti potresti provare anche nostalgia per i bei momenti vissuti con il tuo ex e li è veramente dura. Ma non hai scelta, tenacemente, testardamente ripeti a te stessa che devi andare avanti ed hai la forza per farlo, senza voltarti indietro. Chi non ci ha più voluto faccia la sua vita, noi andremo avanti senza di loro, ne siamo capaci ed un giorno loro saranno solo un puntino insignificante alle nostre spalle. Un abbraccio. Alex
rossana, ma io infatti non scrivo per interagire con TE, ma per gli altri che leggono. di te non mi frega nulla.
Maria Grazia,
se proprio proprio di me non ti frega nulla, non mi riesce di capire perché non fai che citarmi e che riprendere quello che scrivo, a chiunque sia rivolto.
c’è modo di esprimersi senza tirare sempre in ballo chi non desidera più ballare con te, oppure no, soltanto la tua attitudine persecutoria ha ragione di essere, senza che ci si possa nemmeno ribellare? non sei ancora stufa di “prenderti cura” di me? che t’importa se penso in nero quello che tu vedi in bianco?
per fortuna chi legge ragiona con la sua testa e non solo con la tua, come vorresti facesse il mondo intero… guai a contraddirti o a non essere allineati alle tue modalità di scelte di vita o di pensiero! non c’è più verso di scollarti di dosso…
@Daniela, come giustamente ha detto Rossana, la percentuale di donne che lasciano rispetto agli uomini sarà del 90%.
Questo causa la bassa opinione degli uomini, presenti nel sito.
Chiaramente anche l uomo che molla via sms non si può certo definire un grand uomo!
@Alexandre dopo 2 anni da quando hai scritto la lettera, come vanno le cose?
Condor,
ho illustrato come mi vanno le cose in un commento che ho scritto ad una lettera di “evan” del 16.09.2015: “lettera a Vittorio ed agli amici lasciati”.
@Alexandre ho letto il tuo commento.
Sono felice che stai meglio, ma anche con la nuova, attento ad abbassare la guardia, io l’ho fatto, e sono stato steso.
Anche io sono divorziato con un figlio di 12 anni, e la ex moglie, appena può rompe le palle. Se ti serve qualche consiglio scrivimi pure in pvt su 19condor69@gmail.com perché le madri dei nostri figli, riescono veramente a frantumare i maroni a oltranza.
Ciao
“Quando non è più amore ma calesse, bisogna avere il coraggio della fine, piano piano, con dolcezza, senza fare male…ci vuole lo stesso impegno e la stessa intensità dell’inizio. Occorrerebbe la stessa attenzione e lo stesso amore tanto per conquistare che per lasciare qualcuno» (Massimo Troisi parlando del suo film “Pensavo fosse amore invece era un calesse”). Ho riletto quest’intervista in questo fine settimana e la condivido pienamente. Peccato che non accada quasi mai.
Alexandre,
Troisi era un grande nei sentimenti, come forse solo i poeti e i buffoni di professione sanno essere. a volte mi commuove il solo guardarlo recitare… così come amo Chaplin, affamato d’amore e di relazioni amorose per l’intera vita.
ci si può sì lasciare in modo civile, mantenendo poi buoni rapporti, ma, se la decisione è presa da uno soltanto dei due, temo sia quasi impossibile poter lasciare “senza far male” all’altro. secondo me è da ammirare chi comunque almeno ci prova e non serba rancore.
rosanna,
lasciare senza far male è quasi impossibile. Vero. Ma da lì a lasciare in maniera “violenta” addebitando tutte le colpe del fallimento al partner per pulirsi la coscienza, come troppo sovente accade, è tutta ‘nata storia, come cantava un altro indimenticabile artista napoletano. Ebbene, leggendo la gran parte delle lettere su questo sito mi viene da pensare che anche il lasciarsi in modo civile e senza rancori sia una cosa abbastanza rara.
Alexandre,
sì, hai ragione: lasciarsi in modo civile, pur soffrendo, magari entrambi, è cosa rara quanto un amore PIENAMENTE ricambiato.
l’isteria resta una caratteristica prettamente femminile, purtroppo, quasi come se si trattasse della ribellione dell’elemento più debole. dove si è entrambi emotivamente e socialmente abbastanza forti questo tipo di eccesso non si verifica.
Ma basta con queste scemenze… Se un uomo lascia é un uomo morto..la ex lo riduce a pezzettini soprattutto se sposato e con figli.. Se la donna lascia..l’uomo é morto comunque soprattutto se con figli e sposata… Comunque vada l’uomo se la prende sempre lì…anche se ovviamente é un etero…
basta,
permettimi di non condividere la tua opinione ed in qualche misura anche le modalità di esprimere la stessa. Definire “scemenze” le opinioni degli altri non mi sembra molto rispettoso, anche se queste non collimano con le tue. In ordine, poi, al fatto che sia sempre l’uomo a patire, sia quando si ritrovi ad essere il soggetto passivo, sia quando sia quello attivo nella rottura di una relazione, ritengo che la tua generalizzazione, come tutte le generalizzazioni per macrocategorie, sia abbastanza infondata. In ogni caso ti ringrazio per aver espresso il tuo parere.
Wow!! alexandre.. Grazie per la lezioncina di buone maniere…c’è sempre da imparare a questo mondo. Mi scuso tantissimo se ho urtato la tua sensibilitá.