Ed ora cosa mi aspetta?
Riferimento alla lettera:
Salve a tutti, non so perchè sto scrivendo la mia storia su questo forum, spero che ciò possa in qualche modo aiutarmi a lenire il mio dolore. Dopo 20 anni (di cui 14 di matrimonio) di una bella storia d’amore sono stato lasciato da mia moglie. Lei mi ha detto...
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Data di pubblicazione: 4 Settembre 2013
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Alla grande…la vita e una…poi…il resto passa tutto….angwhy..prendila con filosofia…e “futtitigni”
sono d’accordo ..con te ..su tutto… solo l’ultima.. non l’ho capita… ma va ben i stèss..
Parlo sulle persone…ke ci anno lasciato..ke dobbiamo..fregarcene…come hanno fatto loro..indifferenza..io parlo della mia ex..Angwhy.sei pugliese..
No..dell’alta italia…un polentone insomma..sono stato in puglia…ma non faceva per me….ti ringrazio per la bella conversazione..ma ti devo salutare…ho un po di cose…come si dice……………………………in sospeso……………………………………………..
E stato un piacere amico…io sono siculo…ma sono stato al nord..e conosco un po tutta l’italia…ciaoo mbari..
Alexandre,
“Non credo che sia facile incontrare una persona che provi veramente amore per un altro.” – concordo, benché in molti casi si simuli, anche involontariamente, il sentimento, forse soprattutto da parte della donna, che di quello di solito vive.
leggendo sempre più di frequente cambi improvvisi e inattesi da parte della compagine femminile, anche dopo lunghi anni di rapporto di coppia, non gravati da particolari carenze di qualsiasi genere e magari pure allietati dalla presenza di figli, comincio a pensare che, come nel maschio si presenta di frequente il bisogno di cambiare partner sessualmente, per la femmina possa avvenire, geneticamente, la stessa cosa sotto l’aspetto sentimentale.
un tempo non le era concesso di esercitare questa tendenza, mentre per il maschio si era propensi a chiudere un occhio sulle scappatelle amorose che non danneggiavano la famiglia. ora, avendo maggior libertà, la donna finisce di arrecare più danni alla famiglia di quanto in passato poteva fare un uomo.
il mio non è che un tentativo di capire come si possa, in età matura, sfasciare una famiglia e lasciare un compagno che non ti ha fatto mai niente di male per seguire qualcosa di incerto e instabile forse ancor più di quello che si sta lasciando cadere nel nulla.
se non ti fa troppo male tornarci su, potresti dirmi cosa hai in effetti condiviso con tua moglie negli anni della vostra lunga relazione?
Rossana,
penso che le tue riflessioni sugli uomini e le donne siano in gran parte condivisibili, anche se per quanto mi riguarda non ho mai sentito il bisogno di cambiare. Dal primo all’ultimo giorno sono stato attratto unicamente da mia moglie, appassionatamente. E questa, purtroppo, è l’unica certezza che mi rimane. Per il resto, non so se tutto quello che abbiamo condiviso nel lungo tratto di vita trascorso insieme, riguardasse solo me, mentre per lei si trattasse solamente di una finzione. Se così non fosse non riuscirei davvero a comprendere cosa ci è successo, cosa abbia contribuito a disgregare la nostra famiglia. Fin dal primo momento con lei ho cercato di condividere le mie passioni (politica, sport), i miei interessi culturali (libri, musica, cinema), il mio lavoro (problemi, preoccupazioni, successi) e per alcuni anni credo che lo abbia fatto anche lei. Ho cercato di non essere mai un ostacolo alla sua carriera, anche quando ha tentato una strada che l’avrebbe portata all’estero; mi sono preso cura di lei ogni qualvolta ha temuto di avere una malattia grave; abbiamo condiviso la cura di nostra figlia, sin dalla sua più tenera età e gli adempimenti di casa; entrambi non eravamo particolarmente interessati ad apparire (in un mondo dove l’immagine è dominante); abbiamo viaggiato per il mondo; tutto quello che possedevo e producevo era anche suo; e tanto altro ancora. Poi, all’improvviso è cambiata. Ha voluto separare il mio dal suo; la cura di se stessa e della propria immagine è improvvisamente diventata ossessiva, maniacale, prioritaria su tutto; si è completamente disinteressata di me, di nostra figlia, della casa; mi ha lasciato solo dopo un mio grave lutto. Giorno dopo giorno mi sono fatto sempre più carico del peso di tutto, in silenzio, nascondendo anche a me stesso che c’era qualcosa che non andava. Ho continuato ad amarla, e come accade nell’amore che un genitore ha per il proprio figlio, nulla avrebbe potuto cambiare il sentimento che provavo per lei; questo credo che lei lo abbia percepito e se ne è approfittata, divenendo sempre più il soggetto dominante nella coppia. Poi, un brutto giorno mi sono sentito nella nostra casa (non sembri irriverente o blasfemo il paragone) come si sarebbe potuto sentire un ebreo a casa di un componente della Gestapo. Sono stato intimamente violentato ed i primi tempi ho cercato solo le mie colpe, non quelle del mio carnefice. Ho cercato di risponderti sinteticamente, mi piacerebbe sapere cosa ne pensi.Alex
Alexandre
probabilmente avevi amato una persona che esisteva solo nella tua fantasia, ma non amavi REALMENTE la donna che avevi al tuo fianco, con tutte le sue caratteristiche sia positive che negative. può essere ?..
@alexandre
Ti leggo e capisco perfettamente ciò che hai vissuto per esperienza diretta. La tua cara meretrice si é semplicemente stancata del giocattolo, l’etá avanza e cerca conferme tu sei un porto sicuro ma noioso, é evidente che non prova l’amore che tu hai per lei. Tornerá da te solo dopo che avrá soddisfatto il suo becero ego di donnina, e in quel caso tu saprai cosa fare…giusto? X quanto riguarda il commento di maria Grazia non degnarti nemmeno di rispondere , ti sta dando del deficiente e immaturo, e si permette anche di darti del falso e ipocrita, ma come si permette di dire che non l’amavi realmente?? Ma pensa te…
Rossana invece é una lucida e attenta interlocutrice…brava.
Alexandre,
sottolineo un paio di tuoi passaggi:
1) “Dal primo all’ultimo giorno sono stato attratto unicamente da mia moglie, appassionatamente.” – questo è il primo e miglior collante in una coppia SE… condiviso da entrambi, sia pure a un diverso livello di intensità. se questo c’è per tutti e due, ISTINTIVAMENTE, difficilmente verrà meno nel tempo, dando all’unione una forte stabilità.
in linea di massima l’uomo cerca nella coppia il sesso assicurato mentre la donna, più o meno consciamente, cerca il momento della maternità. spesso, proprio nell’ottica di questo suo progetto a carattere famigliare, si affianca, quasi sempre in seconda battuta, all’uomo che le dà fiducia in un avvenire sereno per sè e per la prole. “star bene” con qualcuno non significa amarlo in modo istintivo. lo si ama di certo ma in modo ragionato, con il “ti do se mi dai”. sono due facce della stessa medaglia: la prima, spontanea; la seconda, facente capo alla volontà di trovare il punto d’incontro affinché il momento riproduttivo, a base animale, possa prolungarsi nella quotidianità con le regole della cultura del momento.
se tua moglie è stata coinvolta da te in un sentimento (nessuno ne è mai del tutto privo), avrai di certo potuto leggerne la portata nei suoi occhi, per lo meno per la durata in cui è esistito. altrimenti, resta comunque difficile credere che in tanti anni tu non abbia voluto vedere la realtà della finzione che ti era riservata in ogni ora del giorno e della notte.
2) “ho cercato di condividere le mie passioni (politica, sport), i miei interessi culturali (libri, musica, cinema), il mio lavoro (problemi, preoccupazioni, successi) e per alcuni anni credo che lo abbia fatto anche lei.” – lei l’ha fatto MA… solo per alcuni anni. aveva degli hobby e delle passioni sue? erano affini alle tue o presumevano un condividere qualcosa che non era fra i suoi interessi primari?
soprattutto in passato, la donna si riteneva obbligata ad adattarsi all’uomo che aveva scelto. solo di recente si hanno casi di donne che lasciano dopo una mezza vita trascorsa con il compagno. fenomeno ancora marginale, di incerta comprensione. si sa che alcune rotture avvengono quando nel tempo i progetti di vita e gli interessi si dissociano quasi del tutto. è anche questo un aspetto di collante non indifferente, che può portare a un allontanamento, dopo la condivisione della crescita dei figli.
so di non aver chiarito niente: ti ho dato solo un contributo di riflessione dall’esterno…
Io invece ho capito cosa volesse dire MG, Andrea, e non è dare del “deficiente” a qualcuno che forse, per “troppo amore”, ha voluto vedere più di quello che c’era. Quindi non si tratta di ipocrisia in questo casi, e poi a quale pró: fare l’ipocrita e il falso contro i propri interessi? E parli di deficienti. È pieno il forum di questi casi di “visuali alterate”. E la vita ancora di più.
Andrea: ecco un altro trollone delirante che travisa deliberatamente quello che ho scritto per chissà quale ragione… ma sta tranquillo che ho capito CHI SEI DAVVERO.
oltretutto, rossana nel suo commento n. 35 ha solo ripreso ed ampliato la mia stessa opinione!
Amico mio sai cosa ti aspetta ora?la tristezza amico caro, la delusione, la depressione, la disperazione. Ma ora hai un solo obiettivo nella vita, farle vedere che hai le palle e che non le concedi niente.Prenditi un avvocato con gli attributi e vai pesante,senza pieta’.Pensa di fare un affare a divorziare?Falle vedere che si sbaglia, e di grosso.Non smettero’ mai di ripetere: non sposatevi!mai!!!E’ una truffa uomini!
@maria grazia: commento penoso e patetico…la colpa sarebbe sua perche’ non ha capito che donna stava amando? Ma per favore…
Ma perchè non siete chiari e diretti? mg Rossana e golem. Scrivete le stesse cose in modo indiretto, trasversale, dialettico e inutile. Per tutti voi Alexandre é stato un povero illuso ed egocentrico che non ha mai cercato di capire la sua compagna, un povero scemo che sperava di essere accettato per quello che era, che non ha “santificato” la sua meravigliosa e perfetta dolce metá. Ma piantatela di tirarvela come delle principesse. Ok siete emancipate, pari diritti con l’uomo é giusto e sacrosanto…. Ma avete rotto le balle scendete dal piedistallo x favore. Tornate ad essere mogli e madri siate la grandi donne che rendono grandi l’uomo…oppure fate a meno dell’uomo e fatevi inseminare artificialmente ma piantatela di stracciarci le balle..con le vostre elucubrazioni mentali e psicocazzate filosofiche…
@mg
Tu Sai chi sono realmente?? Sono un trollone?? Forse ti sbagli tanto quanto potrei sbagliarmi io nel definirti una zitella acida, supponente, femminista emancipata utopica, arrogante e autoreferenziale… Ma ripeto potrei sbagliarmi…
concordo con Marius al 100%…
una bestia che “mi ha lasciato solo dopo un mio grave lutto”
non merita altro. forza e onore.
altrimenti se ti vede “molle” penserà di aver fatto bene a lasciare un uomo senza spina dorsale.
ne va del tuo equilibrio mentale….vai alla guerra…e attento…donne così potrebbero anche inventarsi qualcosa di brutto sul tuo conto….
Andrea,
potrebbe anche farmi piacere avere in toto gli stessi concetti di Golem e di Maria Grazia ma per come la vedo io non è così: sfumature di non poco conto rendono quasi opposti nell’interpretazione realistica criteri di base che hanno origine, com’è logico che sia, da un denominatore comune.
per me, Alexandre ha amato intensamente sua moglie, a modo suo, e può essere sicuro al cento per cento soltanto del sentimento che LUI ha provato per lei. dal mio punto di vista è fortemente possibile che anche sua moglie lo abbia amato, in modo però più superficiale, vuoi per la sua stessa natura, vuoi per adeguamenti alla vita condivisa con lui che potevano non rispondere più di tanto alle sue aspettative.
alcuni amori perdurano; altri si perdono per strada oppure non sono mai esistiti. il “per sempre” non esiste in nessun contesto: tutto cambia e tutto si evolve o si involve.
come nella morte reale di un essere che abbiamo amato si conserva i ricordi dei momenti buoni condivisi, secondo me, anche nella fine di una relazione amorosa, qualsiasi essa sia stata, si dovrebbe poter conservare il poco o tanto di bene che il NOSTRO coinvolgimento con l’altro ci ha dato modo di sperimentare.
non è una colpa né amare né non amare più. posso sbagliare ma non credo che si possa idealizzare una donna per vent’anni, né che sia corretto prolungare una finzione quando si diventa pienamente consapevoli che il guscio non racchiude più alcun frutto.
Andrea, ho provato a farmi inseminare, ma non c’è niente da fare: ho i co....... Ma se non capisci quello che si scrive, si potrebbe usare lo stesso termine per te? Cosa dici?
Credere di “vedere” una cosa in preda all’innamoramento non significa essere dei “poveri scemi”. Caso mai ci si sente così “dopo”, quando la realtà spazza il sogno nel quale si è “voluto” credere. Come temo sia successo ad Alexandre.
P.S. Usa il “per” invece di X, saresti più credibile.
Qualche anno fa il mio migliore amico fu mollato dalla fidanzata.
E vabè può succedere. Nel frattempo lui ha avuto 2 lutti, un altro quasi lutto perché una persona a lui cara aveva scoperto un brutto male e la signorina, che si stava vivendo il suo nuovo amore, non si è nemmeno degnata di un messaggio. Nel frattempo arrivava il Natale e in casa del mio amico c’era la disperazione dato che un lutto era successo, un altro stava per compiersi e un terzo si stava curando.
Immagina tu la situazione, lei nella sua nuova casa in germania a godersi il nuovo fidanzato, poi marito, e le feste comandate.
Capita, quando qualcuno trova il suo momento di felicità, difficilmente se lo fa rovinare dagli sfigati, che in quel momento, stanno attraversando il baratro.
Se ci penso mi sento male io per lui. Non so lui come abbia fatto a reggere, anche se comunque ne porta ancora, dopo 3 anni, il peso. Non riesce a relazionarsi con nessuna donna.
Io credo che tu abbia sbagliato ad essere perfetto; alle donne non piace l’uomo perfetto. Credo che alle donne piaccia essere conquistate e conquistare in continuazione per via del loro smisurato ego che ha necessità di essere alimentato, e bisogna stare a questo (sfiancate, lasciamelo dire) gioco anche nelle relazioni lunghe. Bisogna farsi conquistare e conquistare in continuazione, giorno dopo giorno. La stabilità famigliare che può essere economica, emotiva e prospettica nonè sufficiente.
E il tuo caso lo dimostra. Centellinare i sentimenti, farsi desiderare e insomma utilizzare il classico bastone e carota sembra essere il metodo migliore per mantenere un rapporto.
Mi pare di aver capito che hai avuto dei contatti ultimamente in cui ti sei comportato diciamo “bene”, no non va così.
Non devi più comportarti bene tanto non hai margini per riprenderla con te.
Lei ti odia. Odia la tua perfezione, odia tutte le tue attenzioni. Magari desiderava un’altra vita ce non la famiglia mulino bianco. Ha frustrazioni latenti che sfoga su di te!
Lei vuole solo essere bombata da chi le fa provare “vere emozioni”.
Cruda e nuda verità. Se poi ti dimostri debole sei finito, ti ridono pure dietro. In quello stesso periodo io mi lasciavo con la meretrice e le ho offerto tutta la mia sofferenza, la mia magrezza (non mangiavo da settimane) e il mio dolore.
Il risultato? Vuoto spinto. Da allora il complesso delle relazioni con l’altro sesso mi è risultato chiaro e limpido.
“Lei ti odia. Odia la tua perfezione, odia tutte le tue attenzioni….Ha frustrazioni latenti che sfoga su di te!”
interessante osservazione ets! credo che possa rappresentare la chiave di volta per comprendere non solo la fine di tante storie, ma anche tanti rifiuti.
Andrea, io non devo rendere grande nessuno. e nessuno deve rendere grande me. ci si deve “ingrandire” da soli, semmai. e a quel punto – FORSE – si è pronti per una VERA relazione. dei dogmi e delle convenzioni che mi vogliono moglie e madre A TUTTI I COSTI, non me ne frega niente. scusami.
Rossana,
condivido la tua lucida analisi e ne ammiro i toni pacati. Non sono in lotta con il genere femminile e non lo sono stato nemmeno anni fa, nell’immediatezza della separazione. Credo che ascoltare il punto di vista femminile possa aiutarmi a comprendere cosa abbia travolto la mia vita e, magari, possa anche aiutarmi a reingranare la marcia definitivamente.
Non mi sono arreso, ma porto ancora dentro di me tutto il peso di questa ferita. Ancora oggi mi rimbombano le sue parole taglienti, ingiustificatamente violente e fanno ancora male.
La passione credo che sia stata per lungo tempo reciproca, quasi fino alla fine; avevo la presunzione di saper leggere i suoi occhi, che peraltro adoravo ed è stato proprio dai suoi occhi che, alla fine della nostra relazione, mi è arrivato il suo messaggio carico di “odio”. Ho capito prima che lei parlasse, che tra noi era finita per sempre.
I suoi interessi erano certamente differenti dai miei e credo che in qualche maniera li abbia assecondati più di quanto abbia fatto lei; di sicuro posso dire di non averli mai ostacolati. A mio avviso è vero che sino a quando sono stato un uomo che le dava sicurezza e si occupava di risolvere i suoi mille assilli personali e materiali, sono stato amato; poi, quando un grave lutto mi ha reso più fragile; quando mi sono dovuto occupare in assoluta solitudine di superare un così brutto momento, lei non solo non c’è voluta essere, ma ha virato decisamente verso lidi più sereni.
Di sicuro avevamo una concezione differente di amore. Lo vedo oggi in maniera più distaccata: lei pone se stessa avanti a tutto; prende ma non sa dare, finanche a sua figlia. Al contrario, per me la felicità della nostra bella gioia è prioritaria, sul suo altare, ieri come oggi, sarei disposto a sacrificare anche un’auspicabile ritrovata mia felicità.
Alexandre,
mi stavo chiedendo se avessi fatto bene a riaprire una così profonda ferita.
hai messo in luce due diversi tipi di persona: chi sorregge e chi non può che essere sorretto; chi sa dare e chi è capace solo di prendere. logico, quindi, che l’integrazione funzioni fino a quando ognuno dei due vive il ruolo che gli è congeniale e che ha assunto nella coppia. mutando le attitudini, anche involontariamente, può venire a mancare il punto di aggancio del carico.
se avessi descritto una forma d’egoismo nei tuoi soli confronti, ci sarebbe stato da chiedersi se non fosse opportuno ascoltare anche la tua ex moglie ma, quando metti in evidenza la sua attitudine nei confronti della figlia, la caratteristica di fondo che connota il suo comportamento diventa più credibile.
nella maggior parte dei casi le persone si conoscono meglio solo nel momento della prova. un famigliare acquisito per l’intera vita è stato considerato quasi da tutti un debole, dalla personalità inconsistente. nell’approssimarsi della sua fine ha invece dimostrato di essere più forte e più dignitoso di tanti altri che l’avevano giudicato, ritenendosi superiori.
“A mio avviso è vero che sino a quando sono stato un uomo che le dava sicurezza e si occupava di risolvere i suoi mille assilli personali e materiali, sono stato amato”
Amato? È amore secondo te questo “bisogno” che quando non più “soddisfatto” scompare con risentimento? E con il massimo rispetto per te, non pensi che anche il tuo fosse “un bisogno” che definirei – con un termine sbagliato nel tuo caso, per il senso che gli diamo comunemente – candidamente egoistico?
Puoi ammettere che forse non siete “cresciuti” insieme, e che l’amore probabilmente è il risultato di quella “crescita”, che fa sì che due persone diventino, non retoricamente, una “persona” sola?
Io ritengo, per esperienza personale ovviamente, che quella crescita sia soprattutto frutto di una “volontà” amorosa, che si manifesta, attraverso la auspicabile maturità emotiva dell’età adulta, quando ci si rende conto di chi si ha “realmente” a fianco, e non un immagine di questi, magari idealizzata per far piacere al proprio ego. Io credo che a volte ci innamoriamo di “sogni” che non sono tali nella realtà, e non per colpa loro, ma…nostra.
Io non ci credo che tu non abbia “visto”, prima della “sorpresa” che ti ha fatto lei, dei segnali che oggi sapresti interpretare e allora forse preferivi ignorare.
È inutile girarci intorno, se tua moglie ti ha abbandonato in quel modo, non ti ha “amato “, o potresti giurare che sto sbagliando? Chi ha provato davvero quel sentimento, attraverso quella maturità emotiva di cui accennavo, NON può farlo. Può farlo invece se si è illuso, se ha vissuto il classico stereotipo dell’amore suo malgrado, se ha seguito l’istinto ma non lo ha mai inquadrato nella sola funzione che ha nelle vicende amorose. Ma attenzione, tutto questo in assoluta, “ignorante”, buona fede. Come temo sia successo alla tua ex lei. L’amore è un atto di “volontà” che per comodità potremmo collocare come inizio nel momento in cui si progetta una vita in due, suscettibili di diventare di più. Prima si può lasciarsi trascinare da qualunque follia, illusione e romanticismo, ma “dopo” non solo non bastano – anche se è auspicabile che ci siano – ma se prevalenti “equivocano” il senso dell’unione, a prescindere dalle responsabilità morali insite nella decisione.
L’innamoramento nasce dall’illusione e vive di questa, l’amore può nascere e vivere SOLO nella realtá.
Illusione- Realtà, Sentimento – Ragione. Tra questi due poli si gioca tutto di noi.
Golem,
corrette le tue riflessioni, giuste le tue domande; io stesso me le sono poste mille volte, più o meno negli stessi termini ed ancora oggi non ho saputo darmi una risposta definitiva. Credo che la vita di ognuno di noi non sia mai così semplice. Ci si trova ad affrontare temi che non prevedono categorie perfettamente definite, ma molto più sfumate ed in continua evoluzione. Tuttavia, del sentimento che ho provato per la mia ex moglie, che non è del tutto perito, io sono sicuro. Si può amare una persona anche se ti ferisce ed ha innumerevoli difetti. Per quanto riguarda, invece, il suo sentimento nei miei confronti posso fare solo delle supposizioni. Probabilmente è vero quanto dici in ordine al fatto che potrebbe essersi lei stessa ingannata su quello che provava, ma per esserne sicuri bisognerebbe sentire anche la sua opinione in merito. Sicuramente, tutta la storia che ho narrato, se fosse stata esposta dalla mia ex moglie avrebbe sollecitato ben altri spunti di riflessione. Non credo che avrò mai il coraggio di parlarne con lei, non voglio vederla, non voglio più soffrire, soprattutto ora che ho ritrovato un equilibrio accettabile. Per quanto mi riguarda ho inizialmente scritto sul sito “Lettere al direttore” per cercare di espellere, parlandone, tutto il dolore che mi portavo dentro ed in seguito per cercare delle chiavi di lettura che potevano essere proposte da terzi che, vuoi per le loro esperienze personali, vuoi per l’ovvio maggiore distacco dalla specifica vicenda, potevano cogliere elementi che io non riuscivo a leggere. Ebbene, il risultato che ho ottenuto è soddisfacente, ragion per cui a distanza di tempo, di tanto in tanto, ancora mi ritrovo a scrivere, magari riuscendo così anche a fornire una qualche forma di “aiuto” a chi si trova nella fase acuta di una vicenda così dolorosa qual’è l’abbandono da parte di una persona amata.
Conta che tu stia riacquistando il tuo equilibrio. Il passato è storia ormai. Auguri per la tua vita.
Alexandre,
“Credo che la vita di ognuno di noi non sia mai così semplice. Ci si trova ad affrontare temi che non prevedono categorie perfettamente definite, ma molto più sfumate ed in continua evoluzione. Tuttavia, del sentimento che ho provato per la mia ex moglie, che non è del tutto perito, io sono sicuro. Si può amare una persona anche se ti ferisce ed ha innumerevoli difetti. Per quanto riguarda, invece, il suo sentimento nei miei confronti posso fare solo delle supposizioni. Probabilmente è vero quanto dici in ordine al fatto che potrebbe essersi lei stessa ingannata su quello che provava, ma per esserne sicuri bisognerebbe sentire anche la sua opinione in merito.” – considerazioni che collimano perfettamente con le mie, e mi fa piacere che siano state espresse da un uomo che le ha vissute sulla sua pelle.
secondo me, chi ha amato non smetterà mai di amare, sia pure con intensità o sfumature diverse, ma nessuno può sapere con certezza cosa prova o ha provato l’altro. spesso non ha le idee chiare in merito nemmeno il diretto interessato…