Non riesco a legare né a suscitare alcun interesse nel prossimo
Non ricordo cosa digitai di preciso, su Google, per giungere ad una lettera che mi ha fatto conoscere questo sito.
Me ne sono subito innamorata, sebbene non abbia letto tantissimi scritti.
Ho deciso di iscrivermi anche io e cominciare a condividere qualche mio pensiero, poiché qui, con molta probabilità, qualcuno mi leggerà e considererà.
Tempo fa tenevo un blog, l’ho tenuto per tanto tempo, quasi dieci anni — ed è ancora in vita, in realtà, non l’ho chiuso anche se non lo aggiorno da ottobre 2013, perché lo considero parte di me — ma raramente mi visitavano o commentavano, era diventato estenuante scrivere per non essere minimamente presa in considerazione.
“Ma tu devi scrivere per te!”, mi dicevano; ma, seriamente… se volessi scrivere per me scriverei online?
In fondo ero solo l’ennesima persona che scriveva i suoi problemi e le sue lamentele su un blog personale, uno fra tanti, non c’era nulla di particolare che potesse attirare l’attenzione altrui. E non ho neanche mai fatto nulla per farmi conoscere, come ad esempio visitare o commentare altri blog, pertanto non dovrei né potrei lamentarmi troppo.
Ma stasera ho voglia di scrivere, e voglia di esser letta, e magari esser confortata.
Mi sento come se fossi in un limbo: non conosco il motivo preciso, ma è probabilmente attribuibile al fatto che sono andata via da casa già da un paio di settimane per l’università e mi sento tagliata fuori dalla mia vita di tutti i giorni, dalle persone con cui ero solita sentirmi ed uscire — anche se in realtà non è che ultimamente uscissimo poi molto…
Dall’altra parte, invece, non ho ancora stretto amicizia alcuna, non ho fatto conoscenze nemmeno — eccezione fatta per i nuovi coinquilini che però hanno i loro giri ed i loro impegni, ed è come se non li conoscessi affatto, anche se poi stiamo nella stessa facoltà e seguiamo qualche lezione insieme.
È difficile per me, una ragazza non troppo attraente che a 24 anni entra a metà dell’anno accademico in un’aula gremita di persone, con età sensibilmente inferiore, che hanno già stretto legami tra loro e non hanno più interesse a stringerne altri, inserirmi. Soprattutto con il carattere introverso che ho.
Non riesco mai a legare né a suscitare alcun interesse nel prossimo — e se ci riesco, è qualcuno che non interessa a me.
“Non puoi piacere a tutti, anzi, la verità è che piacerai a pochissimi” — be’ sì, lo so, ma io non voglio piacere a tutti, voglio solo non dispiacere. Invece è come se gli altri avessero la repulsione per me, pur non conoscendomi.
A livello personale credo di esser cresciuta tantissimo, tuttavia a livello relazionale mi trovo alla pari con una bambina dell’asilo che fa le sue prime esperienze approcciandosi agli altri bambini.
Come dicevo, non sono neanche di bell’aspetto, ma è comunque recentemente venuto fuori che non è quello il problema, il problema è quello che ho dentro, ma nessuno mi aiuta a capire cosa devo cambiare per far sì che io possa uscire da questa situazione.
A volte vorrei semplicemente arrendermi, smettere di forzare le cose, essere quello che sono senza dover cambiare nulla anche se questo vuol dire rimanere sola, ma so che non è la risposta, altrimenti quando vado a mangiare in mensa, non mi verrebbe la tristezza nel vedere le altre persone che, nonostante tutto, hanno qualcuno con cui condividere quel momento, per quanto banale sia.
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Categorie: - Me stesso
20 commenti
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Non c’è niente di nobile nel legare con qualcuno e tantomeno nel suscitare interesse. Devo ammettere che ho sempre avuto questa prerogativa, più che prerogativa è qualcosa d’innato che non potrei definire né una qualità né un pregio… evidentemente l’ho sempre vissuta come un’esigenza. Questo non significa che io non mi affezioni, tutt’altro, il punto è che l’unico vincolo nel quale credo è il matrimonio, gli altri non mi sembrano altrettanto naturali e mi piace lasciare le cose come stanno per evitare dietrologie e sotterfugi. Non credo nell’amicizia ma riesco a riconoscerla e penso che a maggior ragione non si dovrebbe legare troppo. Inevitabilmente capiterebbe di dover scegliere tra quel sentimento e un’altra cosa e qualcuno si sentirebbe fuori luogo. Capita quando sai che non puoi essere del tutto sincero… alla fine è la menzogna che ci unisce. Invece sapere che da lontano c’è qualcuno che ti vuole bene è molto meglio. Nella vita di tutti i giorni dovresti cercare di esprimere te stesso senza vedere negli altri uno scopo… resta chi resta!
Ciao Smartarse! Pochi minuti fa, durante la mia pausa studio, ho deciso di aprire la scheda preferiti sul mio browser e cliccare su Lettere al Direttore. Era da tantissimo tempo che non aprivo questo sito e cosa trovo? Il tuo post. Non so se hai azzeccato il titolo o esiste qualche altra forza ultraterrena che mi abbia convinto a farlo, il fatto è che mi hai incuriosito, mi son ritrovato a leggere il tuo post e la mia situazione di qualche tempo fa.
Anche io ho passato per circa 4 anni l’esperienza che stai vivendo, quella di andare avanti per inerzia cercando di avere una qualche forma di contatto sociale per non vivere da isole galleggianti alla deriva. Forse c’è troppo egoismo ed ipocrisia a questo mondo e se non si arriva nei tempi giusti si è tagliati fuori. Proprio come te e me. Io son sempre stato un ragazzo che, metaforicamente parlando, si è visto partire tanti treni senza mai prenderli in tempo, questo ha fatto insorgere in me un continuo senso di ansia e frustrazione e, alla fine, mi son detto: perché devo sempre correre per arrivare a tanto così e non riuscire nell’intento? Ho detto basta alla mia vecchia vita, sto cercando di lasciare andare quanto non mi è necessario per vivere in pace con me stesso, ricordi vani, oggetti superflui, tutti via, voglio concentrarmi su di me, la mia essenza, il mio spirito e fare quanto necessario solo per ciò che veramente mi è utile e per chi veramente mi merita. In altre parole sto solo abbassando il tiro delle mie aspettative, comprese quelle altrui: ho iniziato (forse da egoista) a pensare che se una persona vorrà mai interessarsi a me, io son qui, le dedicherò il tempo necessario e che si guadagnerà con la fiducia, per il resto seguirò le parole del sommo Virgilio a Dante per quanto riguardava gli ignavi, “Non ti curar di loro ma guarda e passa”.
Se può farti piacere ti lascio la mia mail e se ti va scrivimi pure (sognatore1284@gmail.com), in bocca a lupo per tutto!
Scusami ma ti sei inserita in un nuovo contesto da poche settimane e già vuoi sentirti bene con tutto ciò che ti circonda?Lascia correre del tempo e non pensare troppo.
Smartarse,
diciamo che la tua è una fase della vita in cui purtroppo prima o poi bisogna passarci. Io ho sempre interpretato il senso di solitudine non tanto come una mancanza di persone intorno a noi, ma piuttosto come la spia di qualcosa che non va ad un livello più generale dentro di noi. C’è differenza tra essere soli e sentirsi soli. Tu non sei sola. Ti senti sola. Probabilmente questo non è l’unico problema che ti affligge.
Il senso di solitudine, se lo sai affrontare e comprendere, ti prepara ad incontrare le persone giuste in futuro; quando invece ti fai travolgere finisci per buttarti per disperazione tra le braccia delle persone sbagliate.
Non si può sempre abbassare la testa per paura di rimanere da soli, occorre qualche volta combattere anche a costo di stare male. Quando elemosini attenzione non ricevi attenzione: sebbene tu lo faccia con le migliori intenzioni, il mondo esterno percepisce questa tua fragilità e se ne approfitta.
Hai mai fatto caso che nei periodi di solitudine quando cerchi qualcuno questa persona ha sempre un motivo per non uscire con te e deluderti? Per questo, quando ti trovi nella fase critica, la cosa peggiore che puoi fare è cercare a tutti i costi qualcuno.
Usa il tempo per altro, per te stessa, per lo studio, per andare a correre, quando sarai più disinteressata saranno gli altri a cercare te. In questa società schifosa ognuno tenta di prevaricare l’altro. La persona sola dimostra debolezza, tristezza e finisce per essere usata od ignorata. Quindi per il momento evita di esporti troppo, non ne ricaveresti nulla, se non ulteriore frustrazione. Stai un attimo in disparte, lavora su se stessa ed aspetta il momento giusto.Arriverà, anche per te, vedrai.
quote “è come se gli altri avessero la repulsione per me, pur non conoscendomi.”
evidentemente gli basta guardarti (faccina sogghignante)
Io ricordo che i miei primi due anni accademici furono molto duri da quel punto di vista. Non riuscivo a legare con nessuno se non per motivi puramente di studio. Me n’ero fatto un problema grave e ci stavo malissimo. Poi durante il terzo anno iniziai un corso in cui c’erano poche persone e li ebbi la possibilità di essere più aperto e più me stesso. Poi cambiai città per la specialistica ed il problema si ripresentò ma a differenza della prima esperienza non persi la calma e decisi cmq di continuare ad essere me stesso e di essere tranquillo soprattutto con la mia coscienza. Oggi purtroppo l’interesse è un qualcosa di sottovalutato, ogni persona apporta conoscenza, sentimenti, emozioni diverse positive e negative ma pur sempre un qualcosa di nuovo da accogliere. Ma in una società così fortemente egoista e narcisista si tende ad escludere e soprattutto si tende a giudicare ciò che si sente come un qualcosa di completo. Rimani tranquilla e vedrai che le cose cambieranno senza che tu debba muovere nemmeno un dito. Chi cerca di suscitare interesse viene visto purtroppo come un qualcuno che elemosina molte volte. Non tutte le persone hanno la stessa sensibilità. Rimani te stessa e stai tranquilla. Un abbraccio
Gaudente percheé non ci mandi una tua foto? Cosí vediamo quanto sei figo tu…
Cara Smartarse,
mi fai ricordare tante cose!!! Anch’io ci sono passata… trasferita da sola in un paesino dove non conoscevo nessuno; in un periodo della vita in cui avevo già altre mille difficoltà. E’ stato veramente molto duro, ma ripensandoci oggi mi ha dato tanto.
Per dirti una stupidaggine, oggi dopo tanto ho risentito l’odore di uno spry per la polvere che usavo in quel periodo ed automaticamente i miei pensieri sono tornati a quella casa, a quei giorni, oddio mi sembra tutto così lontano…
Ma il tuo blog qual’è?
Ho vissuto anch’io più o meno quello di cui parli… Io sono una ragazza del sud che ha frequentato l’università al nord Italia, e ti dico che la differenza fra il sud e il nord io l’ho sentita ( e sofferta) molto. I compagni d’università del nord magari chiaccheravano con me ma senza dare troppa confidenza. Il giorno dopo se cercavi di salutarli non era possibile perché t’ignoravano, parevano non ricordarsi d’aver chiaccherato insieme giusto il giorno prima… Gente che vedevi ogni giorno! Ero basita all’inizio, ma poi nel giro di poco mi sono adattata al contesto e gli altri del sud come me. Alla fine se non trovavo le mie amiche solite, in mensa andavo da sola e pazienza. Ti consiglio quindi di coltivare delle passioni e cercare lí delle persone affini a te, in contesti più rilassati e amichevoli. Io riuscivo a legare tanto con le ragazze Erasmus che in facoltà nessuno frequentava con la motivazione che “tanto vanno via” 😮 bah! Ti assicuro che non sei tu la sbagliata, ma cerca altre strade al più presto! Sono anni che non ti restituirá nessuno! Vedrai che una volta che sarai soddisfatta della tua vita sociale emanerai un’energia più alta e sará bello per le persone che vibrano come te, trovarti. In bocca al lupo e mi raccomando! Prima cominci meglio é!
Intanto grazie a tutti per i commenti.
Ci ho riflettuto su per qualche giorno e, quello che mi state consigliando di fare, lo sto già facendo: vado a mensa o in biblioteca da sola, mercoledì scorso ho partecipato ad un cineforum da sola (e andrò anche agli altri incontri, da sola), penso a studiare e a fare le mie cose, anche se sono da sola, perché in fondo lo sono sempre stata e ci sono abituata.
Tuttavia tengo a precisare che non elemosino l’attenzione di nessuno, non l’ho mai fatto e non comincerò ora. Anzi, sto spesso nel mio a farmi i fatti miei — e se a qualcuno venisse l’idea parlarmi probabilmente si sentirebbe scoraggiato dal mio atteggiamento!
Eppure, rispondendo in particolare ad Andrea, non è solo l’ambiente nuovo, non pretendo di sentirmi a mio agio già da ora (anche se son passate già tre settimane e una persona media non starebbe ancora per conto suo): semplicemente è stato sempre così, da diversi anni, anche nella città dove sono nata e cresciuta, anche su internet.
Ho pochissime amicizie, si contano praticamente sulle dita di una mano (forse un paio in più) e sono tutte vive da diversi anni, non meno di cinque: non riesco più a rapportarmi alle altre persone e non riesco più a fare conoscenze che vadano al di là di un “ciao”, “ciao” nel corridoio. Ed è questo che mi attanaglia.
Non mi sento “sbagliata”, assolutamente; d’altra parte, a volte, vorrei essere qualcuno che non sono e riuscire ad essere esuberante, espansiva, stare simpatica a tutti a prima vista, invogliare gli altri a parlarmi anche solo per chiedermi una stupidata.
Stare da soli nella maggior parte delle volte è brutto, “la felicità è reale solo quando condivisa”.
E non è che non voglia cambiare la mia situazione, ma non so da dove partire. Non ne sono proprio capace.
@ Rossana — L’ho sempre pensata così anche io, nel senso che ho sempre ricercato e dato più importanza ad una relazione romantica anziché di amicizia (il problema nasce nel momento in cui non ho nemmeno quella, ma questo è un altro discorso); non mi son mai sforzata di mantenere contatti con vecchi compagni, tranne quelli con cui ho (o ho avuto in passato) una certa confidenza.
Come dicevo nel commento soprastante, le mie amicizie si contano facilmente, e dal quel punto di vista sto bene così. Difatti cerco più un “compagno di merende” che non un amico: qualcuno con cui condividere, oltre lo studio, la visione di un film, i pasti, magari delle passeggiate, cose così… Parlando del più e del meno, di filosofia o scienza, senza necessariamente entrare in confidenza e raccontare la mia vita privata, senza pretendere consigli o suggerimenti sulle mie situazioni, senza la pretesa mi dia conforto quando una giornata va storta o mi sento triste.
Conoscendo gente, comunque, potrei anche trovare il tipo di rapporto che dici tu e che io stessa vorrei più di ogni altro tipo di rapporto.
@ Tim — Devo contraddirti: il senso di solitudine lo sento ovunque, anche a casa dove ci sono la mia famiglia e i miei amici, perché deriva dal mio non avere una relazione romantica (vedi risposta su), dal mio non avere nessuno a cui dare tutta me stessa.
Per quanto riguarda invece quello che intendevo con la lettera, al momento, mi sento di dire che SONO sola: sola in una città nuova, dove non conosco nessuno, sola con me stessa.
@ Gaudente — L’essere brutti non dovrebbe entrarci nulla con l’interagire con le altre persone, tuttavia potresti aver ragione: seppur su una base non sessuale, potrebbe essere un deterrente anche per far suscitare gli altri l’interesse di conoscermi.
@ Almost-Imperfect — Non so se posso pubblicare il link, non vorrei essere già bannata ahaha! Se sei interessata, te lo mando in privato!
La solitudine alle volte (se non tutte) deriva da un forte senso di inadeguatezza
interiore più che verso le altre persone. Il non apprezzarsi spesso si riflette all’esterno (siamo il nostro specchio e la nostra immagine). Il risultato porta te involontariamente a creare uno scudo che gli altri in qualche modo avvertono (ne so qualcosina) e questo non aiuta il tuo benestare con te stessa e con gli altri. Questo ti scurisce il volto ed il volto che non sorride è facile preda dell’isolamento. Cerca di sorridere un po’ di più anche se a te pare impossibile e continua a coltivare e va seguire i tuoi impegni 🙂
Smartarse,
preciso che non sono facile alle “relazioni romantiche”, anzi, ho trascorso forse più tempo da sola che in coppia. per me, meglio sola che male accompagnata e meglio qualcosa di raro ma di intenso di qualsiasi altro tipo di rapporto con l’altro sesso che possa capitare a tiro.
forse non ho avuto amicizie perché tendo a non apporre facilmente questa etichetta su persone con cui, come te, scambio unicamente rapporti superficiali. i veri amici sono forse rari almeno quanto i veri amori. l’unica amica che ricordo ha cessato di vivere a 18 anni, ed era stata una compagna di banco della tarda adolescenza, quando ancora non si sceglie per interessi vari ma per affinità istintive… in seguito, non è che non abbia provato a imbastire rapporti amichevoli o non abbia creduto in qualcuno in particolare, sempre, però, senza pari riscontri.
anche in questo contesto, molto dipende dal temperamento, dal modo in cui si è cresciuti, dal tipo di ambienti collettivi che è possibile frequentare e anche, non ultimo, dal tempo a disposizione, perché ogni seria relazione “fortunata” necessita poi di essere assiduamente coltivata da entrambe le parti.
Si si volentieri
martek72@live.com
Banneranno me???
Smartarse,
Anche a me pesa il fatto di essere single da diverso tempo. Alla fine gli essere umani non sono fatti per stare soli. In quale regione vivi?
“È difficile per me, una ragazza non troppo attraente”
Penso che questa frase sia abbastanza importante in tutto il discorso. Fai un mix tra rapporti di amicizia e rapporti d’amore, ma sono due cose distinte. Generalmente funziona così: se una ragazza è attraente, sarà circondata da molti ragazzi, alcuni finiranno nel gruppo “amici” non per volontà loro, altri riusciranno a colpirla per i più svariati motivi. Avrà quindi molti amici maschi e qualche amica, che per natura, legherà con lei in modo meno onesto e profondo rispetto all’amicizia che lega gli uomini.
Quindi quella attraente si ritrova con tanti finti amici e poche amiche.
Le ragazze non attraenti hanno ovviamente vita più dura dal punto di vista del successo con l’altro sesso, ma possono creare gli stessi legami di amicizia di quelle attraenti, anzi, anche più numerosi e sinceri.
Tu unisci l’aspetto non attraente alla timidezza ed è un binomio, come sai, che non genera successo di massa.
Le donne hanno un vantaggio: dal carino in su possono accedere abbastanza agevolmente a frequentazioni e amicizie, per gli uomini non vale la stessa regola, non basta essere “carini”, dobbiamo avere sempre qualcosa in più.
L’uomo però, per lo stesso motivo, se ha uno status elevato o qualche peculiarità (ad esempio è un artista), a parità di avvenenza fisica, può risultare molto più affascinante di una donna.
Per cui si può dire che uomini e donne hanno potenzialità e vantaggi diversi, anche se i vantaggi per le “carine” sono notevolmente aumentati dal post femminismo.
C’è un altro fattore ancora, che qualità non corrisponde quasi mai a quantità. Per cui il successo di massa, è appunto di massa e per ottenerlo devi incarnare stereotipi che gli uomini o le donne vogliono vedere. Spesso il sotteso è più importante di ciò che si è o che viene espresso.
Per cui ad esempio, ci sono uomini che hanno successo, esclusivamente sulla base di uno status sociale e di ciò che lasciano intendere. In tal senso ho visto partire ovazioni femminili, anche nel virtuale, degne di giovani adolescenti alle prese con una rockstar. Atteggiamenti che per gli uomini denotano stupidità ma che tra le donne sono abbastanza comuni.
Per le donne è lo stesso, con criteri diversi, a parità di discorsi, una bella avrà una considerazione molto maggiori di una brutta. E’ la legge della giungla. Poi ovvio che uomini e donne, possono incontrare sul loro cammino altrettanti uomini e donne che non si omologano, più profonde, che hanno la capacità e la volontà di vedere oltre, di capire cosa c’è sia dietro.
Se sei una ragazza come mi pare di capire, poco superficiale, per forza di cose avrai maggiori difficoltà.
Si dice “beata ignoranza” mica per niente …
Dopo secoli, riappaio e finalmente vi rispondo 🙂
@ Paolo — Fidati, lo faccio.
Per fare un esempio stupido, mi è capitato molte volte, in particolare a mensa (dato che è praticamente l’unico luogo universitario che frequento con assiduità, oltre all’aula studio e la biblioteca, dove comunque non si può parlare, n.d.r.), di chiedere se il posto fosse libero e se potevo occuparlo, sempre in modo gentile e sorridente — perché anche se sono una cinica brontolona, non faccio trasparire il mio oblio interiore (non subito per lo meno), e la maggior parte delle volte, ho ricevuto una risposta, seppur affermativa, scocciata.
A parti invertite, è la stessa cosa, io rispondo con “Sì, certo!” e un sorriso e l’altro, SE ringrazia, lo fa spesso e volentieri in modo immancabilmente scocciato.
È vero che se sto sola al tavolo, forse da fuori risulto un po’ ottenebrata… ma chi non lo risulterebbe?
P.S.: magari non è vero che son scocciati, è sempre una questione di prospettive, ma è quello che mi trasmettono.
@ Rossana — Anche io ho vissuto molto più tempo da sola che in coppia — nell’arco dei miei 25 anni, la somma del tempo di tutte le mie storie è di 14 mesi circa! Ed anche io ho sempre puntato ad un rapporto degno di tale nome. Sono esigente, e forse non ne ho il diritto, ma mi va bene così. Cerco la mia controparte perfetta e non voglio una relazione così tanto per, che comunque non colmerebbe il vuoto. E quello che mi pesa è proprio questo: non riuscire a trovarla. O, peggio, quello che mi è sempre successo, trovarla e non essere ricambiata. Ma questa è davvero un’altra storia.
Per quanto riguarda le amicizie, invece, ripeto, al momento non mi interessa davvero un rapporto vero, mi interessa una conoscenza superficiale, qualcuno con cui trascorrere il tempo, e se poi c’è interesse da parte di entrambi di approfondire lo accolgo con piacere, ma non è il mio obiettivo per ora.
@ Tim — Sono marchigiana, ma frequento l’università in Toscana.
@ Andrea: Sono d’accordo su quello che affermi, ma penso ti sbagli quando dici che faccio un mix tra rapporti di amicizia e di amore.
Sono convinta che una persona debba risultare interessante agli occhi degli altri per attrarre, sia in un senso sia nell’altro, ma a questo punto sorge spontanea una domanda: come fa ad essere interessante tale persona, se l’unica cosa che vedono gli altri è solo l’involucro esterno? Dal momento che non si possono leggere le menti altrui, e quindi non si può risultare interessanti per i propri pensieri o per il proprio carattere, la risposta è per me ovvia.
Tralasciando conoscenze nate da amici comuni o la conoscenza “forzata” dei coinquilini (che non è quello di cui parlo nella lettera — che, poi, anche qui, “fortuna” ha voluto che mi ritrovassi a vivere con dei simil-misantropi come me ahaha), le amicizie che nascono dal nulla generalmente (e sottolineo generalmente) sono proprio la conseguenza del ragazzo rifiutato, avvicinatosi per un secondo fine.
Non si è più alle scuole dell’obbligo dove, bene o male, un minimo di legame coi compagni esiste per una serie di motivi che non sto ad elencare.
Sono arrivata a metà anno accademico, il momento in cui la gente cercava di fare conoscenza è passato: ormai, chi ha più interesse ad avvicinarsi ad una sconosciuta per farsi una chiacchierata a caso, se non qualcuno che potrebbe avere interesse nell’altro senso? Ed ecco perché ritengo il mio aspetto sia un ostacolo ANCHE per l’amicizia.
Tra l’altro, non sono proprio interessata al “successo di massa”, anzi… Sempre stata per il “poca brigata, vita beata” e ritengo l’avere fiumi di conoscenze un “tutto e niente”, di cui non ho assolutamente bisogno.
Ciao..ti scrivo ancora alla luce dei nuovi commenti.. Magari sei convinta di essere cosi come sei, ma il realtà il tuo sé piu autentico é nascosto… Probabilmente negli anni ti sei costruita questo ego bello corazzato… E ora lí sotto si nasconde la tua anima che sta soffocando dietro tutte queste etichette. Non so se il mio sia un consiglio (scrivo sempre in base alle sensazioni e lasciandomene trasportare) ma sento di scriverti questo: Vivi oltre questa maschera. Se é necessario recita ad essere un’altra te, il tuo opposto anche! Puoi farlo anche solo per dieci minuti, come dice quel libro… Fai qualcosa che non avresti mai pensato di fare, che non é da te fare! Ragazza, divertiti! Scopri i lati di te oltre tutto ciò che credi di essere… Lasciati prendere dalla gioia e dalla vivacitá.. Credi che non ti appartengano, ma la vita cosi non ha sapore di nulla…. Buon viaggio verso la scoperta di nuovi modi di vederti 😉