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Non riesco a dimenticare

di aria85

Lo scorso anno, a quest’ora, eravamo insieme.
Una serata difficile. Insieme per un impegno di lavoro che contava molto per entrambi. Tutto andò male.
Piangemmo insieme. Lui venne da me, mi guardò negli occhi. Pieno di rabbia per la circostanza. Mi disse con rabbiosa fermezza ‘Ti amo’
C’era in lui tutta la forza di un animale ferito. Io ero senza fiato, distrutta e impotente. In quegli occhi e in quelle parole, vidi come ennesima conferma, l’uomo con cui avrei voluto passare il resto dei miei giorni.
Come tutte le notti ci addormentammo tenendoci per mano.
Il viaggio di ritorno fu uno strazio. Ci guardavamo, piangevamo e ci giuravamo l’un l’altra che ce l’avremmo fatta comunque, che io avrei vendicato lui, e lui me.
I giorni seguenti non furono affatto semplici. Io cercai di dimenticare la mia parte di sofferenza, e come avevo fatto fino a quel giorno, l’ho messo davanti a tutto. Mi preoccupavo di lui più del solito.
Sono sempre stata leale, dolce, premurosa, attenta. Lui veniva prima, io poi. In tutto.
Dopo quel giorno lo fui ancor di più.
La sera del trentuno luglio mi urla contro che non ce la fa più. Che ha bisogno di stare un po’ da solo.
La mia migliore amica viene a prendermi. Mi trovò sul letto in preda ai sudori freddi, pallida, incapace di parlare.
Lui sosteneva stessi facendo una sceneggiata.
La mia amica mi porta via, mentre disperata continuo a ripeterle ‘non è possibile. non è vero. è un incubo. ti prego dimmi che non è vero. ‘
Per due giorni rimango sdraiata nel letto. Mi alzo ogni tanto per fumare una sigaretta. Non mangio e non bevo. Piango, e basta. Perdo sette chili. I miei sono disperati e increduli quanto me.
Qualche giorno dopo, preoccupata per lui, chiedo alla mia amica di chiamarlo e sentire come sta. Lui inizia a parlare di me come il peggior essere mai nato sulla faccia della terra. Descrive una parassita, psicopatica, incapace di far qualsiasi cosa. Ninfomane, soffocante, di facili costumi.
Comincio a piangere in silenzio. Lui non sapeva che stavo ascoltando. Non potevo credere a quel che sentivo. Non ci riuscivo.
Da lì, iniziai a scoprire la verità su di lui.
Ed è una verità orribile, per mille aspetti.
Oggi, dopo un anno, ho finito di cancellare le centinaia di messaggi che erano ancora sul mio cellulare.
Diceva ‘sei la mia vità ‘senza di te non potrei più viverè ‘di me ti puoi fidarè ‘sei la persona migliore che conosca, vivo per tè ‘senza di te non sarei nullà ‘ti amerò oltre la vità.
Di tutti i suoi ‘per semprè di tutti i ‘ti amo’ di tutte le sue promesse, che ne è stato?
Ogni tanto mi chiedo se sia stato sincero almeno una volta, se queste le cose le abbia pensate, almeno una volta.
Non meritavo quel che mi ha fatto. Questo posso affermarlo con certezza.
Non provo più nulla per lui, eppure ogni tanto mi sale la rabbia per quel che gli ho permesso di fare.
È passato un anno e non riesco a dimenticare.

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Categorie: - Amore

42 commenti

  • 1
    Mau -

    Buongiorno Aria.
    Tu scrivi: ‘Oggi dopo un anno ho finito di cancellare i messaggi…’ – ‘Non meritavo quello che mi ha fatto’ – ‘ E’ passato un anno e non riesco a dimenticare’.
    Ora…volevo chiederti.
    Tu il 14/6 hai risposto ad una mia lettera dove chiedevo ai lettori se avessero mai incontrato persone contattate attraverso questo o altri siti, e che impressione ne avessero tratto conoscendoli e parlandoci di persona.
    La tua risposta fu ‘entusiasmante’.
    ” Ho conosciuto una persona di molto migliore di quanto fosse trapelato dallo scambio di mail. Ci vogliamo un bene dell’anima e guai a chi me lo tocca!” Era il 14/6, due settimane fa.
    Ora…chiedevo….se vivi questa bella, sentita, storia d’amore…perchè questa lettera?
    Non riesci a dimenticare? Allora come mai dici di essere ora innamorata di una persona straordinaria? O l’uno o l’altra.
    Permettimi…qualcosa non torna.
    Tra le risposte a quella mia lettera c’era quella di PEO..la ricordi?
    Ti definisce ‘una 45enne divorziata con figlia maggiorenne, bugiarda, infame, ipocrita.’ Mica ci è andato liscio.
    Ecco…nel valutare questa tua attuale lettera vorrei sapere chi è Aria..a quale persona bisogna fare riferimento quando si legge qualcosa di lei.
    E poi…per curiosità….dici di aver scoperto.. ‘la verità su di lui..una verità orribile..per mille aspetti..’. Se possibile sapere..cosa?
    Insomma Aria… un po’ più di chiarezza penso sia opportuna… altrimenti chi, come nel mio caso, mette poi a confronto le cose, gli rimane difficile poter valutare le persone con sufficiente coerenza e correttezza.
    A te la replica.
    Cordialità.
    Mau.

  • 2
    aria85 -

    Mau
    intanto Peo non credo proprio si riferisse a me,perdonami!
    Ho ventisei anni,non 45.Tra l’altro lui faceva riferimento ad una che raccontava di aver tentato il suicidio…
    Quando ho parlato dell’uomo che ho conosciuto e che ho incontrato su questo sito,non ho parlato di una storia d’amore.Tu stesso hai riportato le mie parole…dov’è scritto : ‘sono innamorata’?? Ho detto che è una persona splendida,che gli voglio molto bene.ci siamo ‘incontrati’ in un momento molto doloroso per entrambi,e ci siamo (e stiamo ancora) sostenedoci a vicenda.
    La verità su quel mostro?
    Mi ha allontanata da tutto e da tutti,ha cercato in tutti i modi di mettermi contro la mia famiglia,mi ha convinta a lavorare con lui,lasciandomi poi senza niente da un giorno all’altro.
    Ho saputo solo dopo che ci aveva provato con la mia migliore amica,( e non solo)altra persona che ha sempre cercato di allontanare da me.
    Mi ha tradita con la donna che è entrata in casa mia una settimana prima che mi lasciasse,e che si è stabilita al mio posto dal giorno dopo.
    Ha costruito universi di bugie,deve soldi a mezzo mondo,mi ha sfruttata su più fronti per tutto il tempo che eravamo insieme.Non permetteva intrattenessi relazioni con nessuno (uomini o donne che fossero) perchè ha cercato e ottenuto il totale controllo su di me e sulla mia vita.E per farlo ha detto di me cose orribili,perchè le persone intorno a noi facessero sempre riferimento a lui.
    Può bastarti?

  • 3
    aria85 -

    Ripensandoci…scusa Mau,ma questa tua deduzione assolutamente personale della vecchia risposta di Peo mi infastidisce molto!
    Non si è minimamante rivolto a me!!
    Spero legga lui stesso e possa confermare…sai com’è,sono diventata un bel po’ intollerante rispetto alla gente che butta fango sul mio nome!
    Ho già dato,grazie…

  • 4
    christopher -

    ma tu dolcissima non devi dimenticare 🙂

    Non si finisce mai di conoscere le persone. Hai voglia tesoro….sai quanti ne incontrerai di mezzi uomini ?

    Tu quando ti guardi allo specchio vedi una persona onesta ? E allora non hai niente da temere. Chi è puro non deve temere proprio nulla

    ciao

  • 5
    aria85 -

    @ Christopher
    la mia immagine nello specchio è pulita.Ma anche ingrigita…
    Sai,molte volte mi viene da pensare che sarebbe stato meglio essere spregiudicata e cattiva.Meglio saper passare sui cadaveri altrui,come lui ha fatto con me (e non solo con me).
    Credimi…vorrei tanto non averlo mai incontrato.
    Non avrei mai immaginato di passare quel che ho passato.Ancora oggi raccolgo i cocci.E il vaso,ricomposto alla meglio,è comunque fragile e pieno di crepe.

  • 6
    Mau -

    Aria,
    ho riletto quelle risposte.
    Hai senz’altro ragione. Ma sono stato fuorviato dal fatto che Peo scrivendo dopo di me, che avevo esaltato la tua felicità e il tuo ottimismo, mi sembrava facesse riferimento a quanto scritto da te e non da una personale esperienza. Ho interpretato male. Le cose si chiariscono, senza arrabbiarsi per carità.
    Relativamente all’attuale relazione…. quando qualcuno mi dice che ha accanto ….’una persona eccezionale, divertente, energico, sensibile, attento, altruista, ecc.. Ci vogliamo un bene dell’anima e guai a chi me lo tocca!’….non mi sembra sia necessario specificare che ne sia innamorata. Mi sembra abbastanza logico.
    Ma anche qui sbaglio ad interpretare il tuo pensiero.
    Me ne dispiace sinceramente che tu abbia avuto una esperienza del genere. Sono certo che è un qualcosa che segna profondamente sotto molti punti di vista.
    La mia idea era che ,avendo capito che stavi vivendo oggi un amore importante, questo sfogo mi sembrava sminuire tale relazione.
    Ma ho sbagliato in quanto ho scambiato le tue parole per Amore.
    Mi spiace di questi fraintendimenti.
    L’augurio che tu possa superare e dimenticare queste ferite dell’anima in breve tempo alla luce di un vero e straordinario amore.
    Cordialità.
    Mau.

  • 7
    Amost-Imperfect -

    @aria,
    leggo sempre le tue risposte, mi piacciono; sai sempre dire cose giuste nel modo migliore, senza durezza ma in tutta onestà
    “Tifo” per te, perchè tu possa ritornare ad essere serena. Questa esperienza non potrai scordarla, ma con il tempo il dolore si affievolirà

  • 8
    Alberto -

    Penso che dimenticare sia una delle cose più difficili soprattutto se le ferite sono sempre aperte. Come dice Christofer non devi dimenticare perchè è una tua esperienza che ti cambierà e ti farà diventà migliore. Devi superare direi.
    Ricostruisciti la tua vita e tieni sempre presente le relazioni sociali se non riesci proprio a conoscere altri uomini cerca amici maschi, perchè ti possano dimostrare che riscattarsi è possibile e che uomini migliori che t’ameranno esistono. La vita ce l’ha con noi e sarà così fino alla fie dei secoli, che ti credi… Fai passare il tempo

  • 9
    Leonardo88 -

    Cara aria,
    mi rispondesti ad una lettera sulla rabbia nei confronti dell’ex, ed hai scritto cose senz’altro giuste. Le stesse cose valgono anche per te, ricordatelo!
    Purtroppo la vita emotiva ha la meglio su quella razionale. Per quanto noi stessi riconosciamo la giustezza delle asserzioni razionali non possiamo eludere l’emotività. Noi siamo sempre dominati dalle nostre pulsioni e non esistono parole che possano arginarle. Non nel breve periodo per lo meno. Il lavoro intellettuale è un lavoro lungo che deve rispettare le tempistiche del nostro io inconscio. Perdere la persona che abbiamo investito di tanto amore è perdere parte di noi. Quando si ama si dona parte del nostro io all’altra persona. E’ un rischio che corriamo comunque ben volentieri. Niente come l’amore ci innalza e niente come l’abbandono ci annienta.
    Le persone non sono coerenti. E nessuno è escluso: ciò che ti piace ora può non piacerti tra un anno e ripiacerti tra dieci. Non cercarci una logica riscontrabile nelle certezze delle matematiche. Quando si parla dei moti che animano la volontà degli uomini ci si scontra con un mondo assolutamente diverso.
    La cosa che può consolarti (ci) è che il nostro amore troverà prima o poi un’altro “oggetto” sicuramente più degno di riceverlo, perchè avremo dalla nostra l’esperienza. E non ci attaccheremo più come cozze alle parole. Sono vere quando le si dicono ma con ciò non vuol dire che lo siano per sempre. Lo saranno per sempre solo in quel momento. Sarebbe più saggio la prossima volta dire un “Ti amo, per adesso” =)
    Io tuttora lotto contro questa rabbia. Accettare la realtà forse è l’unica cosa che può consolarci. Accettare cioè che purtroppo oggi queste dinamiche sono all’ordine del giorno. Siamo tutti in barca e nessuno è immune. Sta solo nell’accettazione e nel limitare l’investimento d’amore in un’altra persona. Prima di tutto dovremmo amare noi stessi e le nostre passioni, che pur sempre sono una forma di amore sublimato. Dividere il nostro amore in più parti è la cosa migliore. Da ora in poi, imparata la lezione, dobbiamo imparare ad amare non solo una persona.
    Proviamo ancora tanta rabbia perchè fondamentalmente siamo ancora ancorati all’idea che l’ex amore ci appartiene e quindi in un certo senso se un suo comportamento non segue la logica del nostro modo di comportarci ciò fa scattare tutta questa ira nei suoi confronti. Se fosse una persona che non ci interessa più la etichetteremmo semplicemente come strònza e passeremmo a pensare ad altro.
    Ma tanto più si è legati ad una persona quanto meno siamo legati ad altre personepassioni.
    Il vero problema infatti è la sensazione di solitudine. Ma se dividiamo la nostra libido in più parti, se ne perdiamo una (pur fondamentale) avremmo comunque di che saziarla. Se hai donato, come me in parte, tutto a quella persona ora l’unica cosa che rimane da fare è crearsi altri “amori” (nella sua accezione più ampia)

    Un solidale abbraccio!

  • 10
    rossana -

    Aria,
    non ricordo cosa ti scrissi in altri post. letto questo, posso soltanto stringerti forte virtualmente, confermarti che ti capisco a fondo e che mi dispiace molto per quanto ti è successo: un colpo violentissimo, senza ferite fisiche ma con una ben più grande destrutturazione a carattere umano oltre che sentimentale.

    ci vuole tempo ad elaborare un lutto: in media, almeno un paio d’anni. io ne ho impiegati quasi diciotto, ma era un’altra storia…

    tu sei giovanissima. prima o poi la tua istintiva voglia di vivere tonerà e il grigio sparirà. avrai molto sofferto ma questo ti aiuterà a meglio comprendere il prossimo, a essere più forte e ad avere maggior cura di te.

    sei stata già super fortunata a trovare un buon amico qui, con cui percorrere un tratto di strada nella reciproca comprensione. a mio avviso, è un lusso!!!

    un abbraccio grande grande.

    storiella trovata stamani in rete, mentre cercavo altro…

    “Un padre, volendo insegnare al figlio a essere meno pavido, lo fa saltare dai gradini di una scala. Lo mette in piedi sul secondo gradino e gli dice: -Salta, che ti prendo.- Il bambino salta. Poi lo piazza sul terzo, dicendo: -Salta, che ti prendo.- Indi il padre lo sistema sul quarto, poi sul quinto, dicendo ogni volta: -Salta, che ti prendo-, e ogni volta il bambino salta e il padre lo afferra prontamente. A un certo punto il bambino è su un gradino molto in alto, ma salta ugualmente, come in precedenza; questa volta però il padre si tira indietro, e il bambino cade lungo e disteso. Mentre tutto sanguinante e piangente si rimette in piedi, il padre gli dice: – Così impari, mai fidarti…, neanche se è tuo padre.” James Hillman in “Puer Aeternus”

  • 11
    rossana -

    Leonardo,
    provenendo da altre visioni “al maschile”, il tuo post per Aria mi ha sollevato lo spirito e la mente.

    apprezzo e condivido totalmente TUTTE le tue affermazioni ma sono stata colpita in special modo da questa, a cui non ero mai arrivata con tanta chiarezza: “Purtroppo la vita emotiva ha la meglio su quella razionale.”

    stupenda anche la consapevolezza che “Le persone non sono coerenti. E nessuno è escluso: ciò che ti piace ora può non piacerti tra un anno e ripiacerti tra dieci.” e ancor meglio il “Ti amo, per adesso”…

    solo una stupida integrale può essersi lasciato sfuggire uno come te!

  • 12
    Leonardo88 -

    Rossana,
    sono contento di averti sollevata. Non mi va però di prendere tutto il merito di quel che ho scritto. Sono molto influenzato dai miei studi e dalle mie letture. si tratta solo di applicarli alla propria esperienza. E poi da qui li puoi ampliare.
    Spesso noi guardiamo ma non vediamo..
    La cosa principale però è che se sei aiutato da pensieri gia belli che fatti ti è più facile giungere sulla via della serenità. Sono solo scorciatoie di pensiero. Ma quella via si raggiunge comunque, anche senza sentire opinioni gia levigate dall’esperienza.
    Le parole, le frasi, i pensieri scaturiscono dall’esperienza. Non viceversa.
    Per tanto dovremmo, in tal senso, solamente ringraziare la vita per renderci partecipi di questi momenti.
    Nessun libro può meglio insegnare a vivere se non il grande libro del mondo.

    Effettivamente me lo chiedo anche io come abbia fatto la mia ex a lasciarmi: sono carino, simpatico, intelligente, ironico e profondo!
    Forse sarà stato che in realtà ero io a trattarla male perchè in fondo mi prendeva meno di quel che pensavo. Non so, siamo sempre allo stesso discorso… Se ci sto male è perchè ci sono ancora legato in qualche modo… Sto ancora studiando la mia situazione…

    O forse può anche solo l’orgoglio tenere vivo questo legame che altrimenti non ci sarebbe più. In tal caso ci si dimentica del motivo per cui si soffre, ovvero perchè si ama. Ma mi chiedo io, se asseriamo che non amiamo più una persona allora perchè soffrire? Può eludere l’orgoglio la memoria e dimenticare la sua genesi? In fin dei conti non è la prima volta che l’uomo dimenticherebbe la sua storicità…

    Ad ogni modo noi dovremmo imparare, come ho gia detto, a vedere. E la prima cosa che salta all’occhio è che il mondo è grande e di persone da amare ce n’è a volontà. Ma non è l’unica cosa.. Vedendo attentamente ci si rende conto che la gente ha bisogno di amore. Anche i più insospettabili. Perchè allora limitare il nostro amore reprimendolo per colpa di una sola persona? Potenzialmente in questo modo quella persona non solo ha potere su noi stessi, ma condiziona anche la possibilità di ricevere il nostro amore di altre persone. Moltiplica questo e cosa si ottiene? che magari due persone che potenzialmente potrebbero amarsi alla follia si escludono per colpa delle azioni gia sempre accusabili di un’altra persona.

    Ora, l’impegno che noi dobbiamo prendere per stare bene non è solamente rivolto verso i nostri interessi ma anche verso tutte quelle persone che potrebbero altrimenti ricevere il nostro calore.

    Dai che siamo sulla via giusta comunque.
    Quelli che si trovano sulla via sbagliata sono quelle persone che trattandoci come ci hanno trattato perdono di vista la bellezza dell’amore e del rispetto umano.

  • 13
    aria85 -

    @Leonardo
    dici cose giustissime…
    Ricordo la mia risposta alla tua lettera,si è vero,quello che ti dissi vale anche per me.Mi sono affidata al tempo,ho cercato di amarmi di più,ho asapettato e aspetto ancora che questa burrasca interiore si calmi.
    Guardo in faccia senza paura tutti i miei sbagli,uno per uno.E mi viene voglia di prendermi a schiaffi.
    Ma non ci sto all’ieda di dover calibrare l’investimento morale nei confronti di un compagno.
    Ma insomma,sono io ad essere sbagliata nel modo di amare,o era sbagliato lui,perchè era un infame approfittatore?
    Non credo sia possibile gestire l’affetto in maniera matematica,sennò non è più affetto è calcolo.E io non ne sono capace!Anche se forse quelli che ci riescono soffrono meno…
    Ma perchè devo essere io a cambiare?Perchè devo (in teoria) adeguarmi a circostanze che non mi piacciono?Perchè diventare squali se si è nati pesci rossi?
    Volersi bene è un conto,tentare di diventare qualcos’altro nella speranza di entrare a far parte del gruppo dei più forti è un’altro.E io non voglio.

    @Alberto
    probabilmente dimenticare non è la parola giusta…lasciare che tutto questo orrore diventi un sedimento della memoria,sempre più lontano e sbiadito,che venga coperto da emozioni e realtà più belle,più pulite.
    Dimenticare è rischioso,potremmo rischiare di ricadere negli stessi errori.
    Come una cicatrice,anche se il dolore non lo sentiamo più,ogni volta che la guardiamo ci ricordiamo quel che abbiamo sofferto e prestiamo più attenzione a non farci male di nuovo in quel modo.

    @Rossana
    lutto,giusto.I primi giorni dopo quel che successe,a mia madre che tentava di consolarmi,ripetevo “E’ come la morte,mamma.Come la morte all’improvviso.Non trovi un senso,non trovi una spiegazione.C’è solo un vuoto troppo grande e ingiusto.E io non ce la farò mai a tornare a vivere,perchè la mia vita era lì,con lui”
    Preferirei,Rossana,che quell’uomo fosse morto davvero.Avrei preferito avere una tomba su cui andare a piangerlo.La morte può essere spaventosa perchè non riusciamo a comprenderla del tutto,ma fa in un certo senso parte della vita,e in un modo o nell’altro te ne fai una ragione.
    La cattiveria,l’ingiustizia,sono inaccettabili.Perchè si potrebbero evitare.E invece no…
    Ricambio di cuore l’abbraccio!E grazie,come sempre!

    @Almost-Imperfect
    grazie del tifo…serve sempre!

  • 14
    rossana -

    Aria,
    ti capisco benissimo.

    tuttavia, la cattiveria e l’ingiustizia fanno parte della vita. sono l’altra faccia della medaglia e non si possono escludere del tutto dal nostro cammino.

    si cerca di evitarle, ovvio, ma credo proprio che non sia per niente facile riuscirci. anche Leonardo, che è saggio, ammette che nessun essere umano è mai perfettamente coerente. troppo spesso si promette mari e monti in base alla propria volontà, senza avere la minima sicurezza concreta di poter mantenere.

    secondo me, bisogna cercare di mettersi il cuore in pace e di accettare, con la nostra natura imperfetta, le realtà che non possiamo cambiare. a maggior ragione se noi stessi abbiamo contribuito a dar loro vita.

    si deve prendere atto che si è sbagliato nel valutare una persona e, nel tuo caso, essere contenta che la maschera è caduta in tempi brevi e che quest’uomo non ti ha lasciata con un figlio. sarebbe stato di gran lunga peggio, te lo assicuro.

    altro dirti non so, se non che devi pensare innanzitutto a te stessa, a rimettere in sesto la tua vita, nell’attesa non solo di dimenticare ma di essere coinvolta in qualcosa di più grande e di più bello.

    quando succederà, ricordati che te l’avevo predetto. chi ha imparato ad amare, ama sempre e, sia pure magari in modo non perfetto, finisce, prima o poi, di essere ricambiato.

  • 15
    Leonardo88 -

    Non si tratta di calibrare il proprio amore. Vien da se che se ami più cose contemporaneamente dovrai per forza di cose dosare l’energia psichica in modo da poter distribuirla su tutti questi “oggetti”.
    Non si tratta di farlo in modo razionale. Anche perchè non è possibile.

    E’ chiaro che comunque non ti devi adeguare. Io in fondo io sono un po’ come te. Ho le mie passioni che nessuno mi può toccare, ma per il resto do tutto me stesso all’altra persona.

    Il soddisfacimento amoroso diretto è quello più godurioso. Ma anche quello più rischioso. Si tratta di calibrare bene i rischi e imparare a giocare, perchè tuttosommato anche l’amore (ahimé)ha le sue legalità. Lo so, credimi che ti capisco molto bene, non è bello. Io sono fondamentalmente un sognatore e anarchico, e lo sono stato anche nell’amore. Quando mi avvertivano di non espormi cosi tanto, di non credere nell’eternità dell’amore, di prendermi più libertà io rispondevo con un secco e arrogante “non potete capire”.

    Ero io quello che non poteva capire..

    Ma non accettare la realtà è peggio. La realtà non corrisponde quasi mai all’idea che noi ci facciamo di essa. Accettarla significa anche trovare il prima possibile la via per la felicità, o meglio, sereniità. E comunque non significa non amare più! Anzi!!! Forse imparando ad amare di più e a tutelarci di più ci espone di meno a queste atroci conseguenze.

    Detto questo aspettiamo che il tempo emotivo (che non coincide con quello reale) faccia il suo corso. Però è anche vero che c’è bisogno di forze ed energie affinchè si superi definitivamente. Rimbocchiamoci le maniche.

    Scusami se mi sono dilungato cosi tanto. Il tuo caso è simile al mio. Parlando a te parlo anche a me stesso. Spero di essere convincente per entrambi

  • 16
    ramona -

    Faccio parte anche io della schiera dei pesciolini rossi..curiosamente anche io definisco squali le persone prive di scrupoli! Oggi mi domando se incappare in una persona che non mi ha mai giurato amore eterno e che mi tiene continuamente in bilico non sia una fortuna. Nel senso che io sono preparata al peggio, da uno che professa amore eterno non ti aspetti il male, da uno che l’amore non lo professa affatto ti aspetti di tutto. Certo che ci rimani male lo stesso ma c’è una sorta di distacco emotivo non calcolato che ti lascia in vita un minimo di razionalità. Che dirti Aria..è triste anche perchè pur non amandosi più non è necessario distruggere tutto ciò che è stato anzi è un peccato..mortale! un grande amore puo’ anche finire ma un grande amore vale sempre la pena di essere vissuto. SEMPRE. Ti abbraccio Aria, forse è una magra consolazione ma sei una donna giovane e chiudendo gli occhi puoi ancora sognare..

  • 17
    Almost-Imperfect -

    Aria vorrei chiederti come avevi conosciuto quest’uomo e se ti eri mai accorta di niente, non fraintendere… Non voglio farti la predica del tipo: ci potevi pensare prima… Solo curiosità
    Perché a volte nonostante si conoscano le persone per quello che sono, si spera sempre che con il tempo e la nostra compagnia, migliorino; oppure riescono a celarsi completamente ed allora è peggio di una doccia fredda.
    Te lo chiedo perché quando succede a me mi colpevolizzo sempre tanto e prima di riuscire a capire che l’unica mia colpa è quella di essere stata cieca ce ne vuole

  • 18
    aria85 -

    @Leonardo
    l’accettazione della realtà per quanto dura è un processo necessario.
    Quello che è finito,nel mio caso,non è stato il primo amore.
    Altri ne sono finiti prima,un paio per l’esattezza.Entrambe storie tra i due e i tre anni.
    Anche in quei casi il dolore per la fine dell’amore c’è stato,ma tutto succedeva senza cattiveria,senza farsi del male.E la sofferenza è durata il tempo di capire che quella fine era inrevitabile.Ti dico anche che il secondo di questi amori,in ordine di tempo,ad oggi è il mio più caro amico.
    Quel che più mi ha distrutta in questa triste storia che ho raccontato,è stato l’essere finita nelle mani di un succhia-anime.L’amore,per lui,era solo il mezzo migliore per avermi,per potermi avere per tutto il tempo che gli sarebbe stato necessario.Ora che so veramente chi è,capisco amaramente ogni mossa,ogni logica,ogni circostanza.E ti assicuro che non è facile.
    Quello accanto a cui ho dormito per un anno e mezzo,è un essere che ama fare del male agli altri,prova gusto in questo.L’ha fatto prima con altre,poi con me,e ho saputo che continua imperterrito in questa sua condotta perversa.E le ultime cose di cui son venuta a conoscenza mi hanno fatto rabbrividire,perchè,se possibile,sta facendo forse peggio di quanto ha fatto a me.
    Ho aggiunto tutto questo per dire che l’amore può finire!Come giustamente dicevi tu,nessuno purtroppo può essere coerente fino in fondo,quel che ti piace oggi può non piacerti domani,va bene…ma il problema è un altro.
    E se fosse stato solo ‘per amore’ oggi non mi ritroverei così.
    Le scelte importanti che ho operato per costruire la mia vita con lui,non le avevo mai prese in considerazione prima,perchè gli altri li ho amati,lui era LUI.Doveva essere il padre dei miei figli.Ed io dovevo essere la mamma della bambina che diceva di volere da sempre.
    Chiaro che sono cambiata dopo questa vicenda,come un cane cresciuto a bastonate che ha paura di tutti gli uomini che incontra perchè li assimila al bastone.
    Ma ti assicuro che preferivo quella di prima,quella che sapeva innamorarsi in cinque minuti e dare tutta se stessa per anni,quella che riusciva a sorridere sempre.
    Oggi mi riesce molto meno.

    @Ramona
    hai toccato uno dei punti focali.
    Quel maledetto,per puro sadismo,ha distrutto tutti i miei sogni.Ha distrutto tutto quello per cui avevo lavorato per anni prima di incontrarlo.Mi ha fatto credere che stavo costruendo con lui un percorso nuovo,e poi è andata come è andata.
    I sogni,Ramona,li ho dovuti chiudere tutti a chiave in un cassetto.Perchè ormai,per una serie di circostanze,non è più tempo per me,come scrissi in un’ultima lettera.
    Tutto quello che vorrei oggi è un po’ di serenità e un punto di partenza.Non ho mai avuto paura di lottare,non mi sono mai tirata indietro davanti a niente.Ma non ne posso più di recitare il ruolo di una sfortunata pseudo-Penelope a cui qualcuno disfa continuamente la tela che lei vorrebbe invece vedere finita…

  • 19
    aria85 -

    @Ramona
    ma scherzi?!
    Me lo presentò la mia migliore amica.
    L’aveva lei stessa conosciuto per lavoro.
    Lui sosteneva di avere un progetto su cui lavorare,e chiese ad entrambe di affiancarlo.Noi due accettammo con piacere,visto che l’idea ci sembrava interessante.
    Lui,tra l’altro,nel suo lavoro è estrememente competente.
    Dopo circa un mese di collaborazione che portava tutti e tre a passare l’intera giornata insieme,la mamma della mia amica ci lasciò all’improvviso.Ero molto legata a lei,mi aveva visto crescere…fu una botta terribile.Lui,in quel preciso momento si inserì.Si dimostrò estremamente attento a me,anche perchè io cercavo di proteggere la mia amica facendo da filtro tra lei e le altre persone spiegando l’accaduto,e quant’altro.Mi guardava come se fossi la cosa più bella e preziosa che avesse mai visto.
    Mi innamorai di quell’uomo forte,dolce,premuroso.
    Per fartela breve,lui ha recitato un copione in maniera eccellente.Perchè aveva bisogno di me per farsi territorio in una città non sua.perchè aveva bisogno di un’autista visto che non guida,perchè aveva bisogno del mio contributo lavorativo,pur non rendendomene mai merito,ecc.
    E quelle poche volte che ho tentato di alzare la testa e avanzare delle rimostranze,scoppiava la lite assurda in cui alla fine lui passava da vittima e io da carnefice.Aveva capito talmente bene come sono fatta,che riusciva sempre e per qualsiasi cosa ad insinuare in me il senso di colpa.E questo mi ha portato giorno per giorno a ‘sottomettermi’ al suo volere.
    Riusciva sempre a trovare scuse credibili per ogni suo comportamento,così che io non potessi mai dubitare,e intanto diceva grandi cose…
    Sai per chi mi a lasciata?
    Per una che ha un sacco di soldi.Perchè dopo un anno e mezzo a me aveva succhiato tutto,il limone era spremuto,e aveva(mo) bisogno di soldi.Quando gli si è presentata la ‘vittima’ giusta…e il resto è storia!
    Ramona,i bastardi medi non mi hanno mai fregata,perchè ho sempre avuto le antenne dritte e un buon sesto senso.
    Ma uno così,credimi,fregherebbe chiunque!Anche perchè non ha fregato solo me.Io ho avuto la peggio perchè legata a lui anche a livello affettivo,ma…
    Comunque,anch’io mi sono detta ogni tanto ‘però,potevo accorgermene…’
    Vorrà dire che farò tesoro,ancheperchè peggiori di lui,non credo proprio che possano esisterne!

  • 20
    aria85 -

    @rossana
    mi riservo un po’ di calma in più per risponderti…
    ora son di fretta,voglio sedermi con calma ‘per te’!
    Intanto ti abbraccio forte!

  • 21
    Kid -

    @ Aria

    Benvenuta nel Club!

    Non ti rimuginare troppo ,pero’!

    Arriva l’estate!

  • 22
    Leonardo88 -

    “Doveva essere il padre dei miei figli”
    Lo sai che questa era solo un idea vero?
    L’imperativo non esiste nell’amore. Esiste solo il condizionale.

    Beh, comunque, io credo che quando ti ricapiterà di innamorarti di nuovo lo sarai: ritornerai ad essere un pesciolino rosso che sguizza nel “dolcemare” dell’amore.
    Una persona quando nasce quadrata muore quadrata.

    Quello che cambierà non sarai tu, ma quello che cerchi.
    I tuoi sogni li hai chiusi nel cassetto a chiave.
    Hai fatto bene perchè sono una cosa preziosa.

    Cosa dovresti imparare? La chiave non la devi dare a nessuno. Tienitela per te. E’ solo tua. Quando incontrarai una persona che con pazienza riuscirà ad aprire il cassetto senza rompere i sogni, allora vorrà dire che se li sarà guadagnati.

  • 23
    aria85 -

    @Kid

    …grazie,caro!

    @Leonardo

    grande…riesci sempre a dire cose splendide…davvero cretina quella che ti ha lasciato andare.Peggio per lei e tanto di guadagnato per la prossima!
    Riguardo all’imperativo,l’ho usato perchè era lui stesso a volerne.Diceva ‘non vedo l’ora di vederti col pancione”sei l’unica donna con cui mi sia mai venuta voglia di fare un figlio’…
    E’ vero,tecnicamente sarebbe più corretto dire ‘avrebbe dovuto’ ma il pensiero,il ricordo,ha dato vita ad un fallace imperativo…ma,amen!

  • 24
    Kid -

    @ Aria

    Sull’amore lascio agli altri , io son piu’ pratico e non tendo molto alle dissertazioni . Ho già avuto modo di filtrarle e tradurle in pratica spicciola nel corso degli anni.
    Quando il danno è fatto , l’unica cosa da salvare è imparare da quel che si è vissuto, per cercare di non ricadere nella grinfie di qualche imbecille . Tutto il resto prima lo butti ,dalle singole parole ,belle o brutte che siano,( Io le prendo per quel che sono ,un degno corollario , ma mi baso solo sui fatti) , prima ne esci , rinforzata. E se dovesse riniziare qualcosa , io perlomeno , applico una sola regola :O le cose vanno come dovrebbero andare , oppure ciao.
    Il tempo non me lo faccio rubare da nessuno . Ho di meglio da fare che stare a combattere per raddrizzare qualcosa che và male ,per le incapacità altrui. Non c’è solo l’amore e non sempre manda l’acqua in salita . Anzi credere ciecamente che l’amore vinca su tutto , è spesso la piu’ grande illusione . C’è il carattere , c’è il modo di ragionare , c’è il modo di stare in mezzo alla gente , e quello di stare insieme . Ci son tante variabili da considerare per stare bene ,non solo l’amore .
    Avrai anche sicuramente capito che in una coppia , è meglio che ognuno abbia il suo lavoro. Perchè , a parte il finire a parlare spesso di quello,per le troppe interferenze reciproche e le competizioni anche involontarie , è un possibile elemento di noia e disgregante, alla lunga.E poi se le cose andassero male , si potrebbe essere costretti a rivedersi per forza di cose , oppure ci si ritroverebbe con la necessità di cambiare , per impossibilità di sopportarsi .
    Ora , la tua storia è stata relativamente corta , ma potrebbe succedere anche dopo anni . E si potrebbe davvero dover ricominciare da zero in tutto , rimettendosi in gioco anche in quello, avendo perso ,intanto,mille opportunità. Anche migliori.
    Il cuore và bene usarlo , ma se noti qualcosa che non ti torna , attacca sempre il cervello per valutare la situazione e chi c’hai davanti.

  • 25
    Leonardo88 -

    Forse, quando la monogamia era imposta dalla morale cattolica le cose andavano meglio.
    Forse avere una troppa libertà ci nuoce in fondo.
    Prima il problema era che la limitazione sessuale al matrimonio rendeva la società nevrotica.
    Oggi la troppa libertà rende insicuro ogni rapporto e mina la salute dei nostri cuori.

    Non posso sapere com’era l’effettiva situazione psicologica di un tempo non avendoci vissuto.

    So solo che oggi la sicurezza che ti può dare una famiglia è una meta che forse pochi raggiungeranno.

    E se si parte dal presupposto che l’uomo ha bisogno di sicurezze per difendersi dal mondo esterno siamo messi bene…

    La verità è che il mondo sta cambiando. Noi viviamo nel mezzo del cambiamento. Probabilmente le future generazioni saranno più educate a questo. Io credo che noi siamo ancora troppo ancorati ad una realtà ormai lontana.

  • 26
    Kid -

    @Leonardo

    Non c’era nessuna morale cattolica che imponeva niente.
    Altrimenti si cade nel solito luogo comune.
    La monogamia nasce insieme alla civiltà occidentale , anche come necessità per la pacifica convivenza sociale. Già,prima del Cristianesimo , nell’antica Roma pagana,le pene in caso di adulterio , potevano essere anche capitali.E nella maggior parte dei casi venivano eseguite , colpendo l’adultera ed il suo amante . La commixtio sanguinis , la mescolanza del sangue familiare , il rischio di allevare e dare il proprio nome al figlio di un altro facevano si che il tradimento fosse uno dei piu’ gravi crimini di carattere privato. Tuttavia , nel corso delle varie epoche , lo si riconsidero’ anche in maniera diversa . Fino ad arrivare alla parità dell’obbligo di fedeltà tra coniugi.Il Cristianesimo certamente ha avuto la sua influenza , incardinato com’era sulla tolleranza e mai sull’imposizione .
    Detto questo , la troppa libertà , odierna , di per se , non porterebbe a nulla , se si sapesse come gestirla .
    Gran parte dei comportamenti superficiali nascono da una diseducazione o educazione mai avvenuta sia al rapporto di coppia che agli obblighi morali , e non scritti , che ne derivano. Paradossalmente , persone libere e consapevoli , quindi , perfettamente in grado , di autoresponsabilizzarsi , e di essere reciprocamente responsabili , potrebbero vivere nel massimo grado di autodeterminazione .
    Immagina che fossimo tutti educati al senso del rispetto verso l’altro , al senso del rispetto verso i propri spontanei impegni ,all’assertività , al dialogo adulto (Non come tra bambini immaturi) al considerare giusto tentare reciprocamente di conservare la coppia ,invece di distruggerla . Probabilmente impareremmo anche a dare maggior valore a nostri sentimenti e a quelli dell’altro . E soprattutto al tempo . Certamente non esisterebbe la perfezione , ma una società sentimentalmente educata , funzionerebbe meglio in generale. Il problema principale è che la nostra , e quelle dietro la nostra , non sono , e forse difficilmete saranno ,generazioni di adulti .E con esso intendo la corrispondenza tra la maturità mentale e quella anagrafica . Diverso era , infatti 30/40 anni fà , in cui la differenza la faceva proprio questo e non la morale cristiana .
    Perchè sappiam bene , che essa poteva costituire un ulteriore deterrente , ma non il principale , visto che sarebbe erroneo dire che quella fosse una società di cristiani ferventi .
    Tuttavia pur con le sue eccezioni , era una società piu’ sana , perchè piu’ educata sentimentalmente e piu’ educata al rispetto reciproco e all’importanza del ruolo diverso e distinto dell’uomo e della donna . I falsi intendimenti sulla parità , dell’emancipazione che degradano per ignoranza nella lotta tra i sessi, le leggi anacronistiche , il bombordamento mediatico , la mancanza della trasmissione familiare di principi sani , han fatto il resto. Il problema è la diseducazione e non la libertà in se.

  • 27
    Kid -

    (Continua ) ….Per questo non amo , filosofeggiare sull’amore e le sue dinamiche , sul rapporto in evoluzione . Certamente non li nego ma vengono letti in senso sbagliato , senza le giuste premesse . Vengono letti in chiave prettamente psicologica e di interazione tra due individui che mai si incontreranno , perchè mancando reciprocamente le basi , di cui ho già parlato , mai si conosceranno davvero . Tutto è legato all’improvvisazione , al camminare sull orlo del precipizio , in cui l’amore o l’innamoramento , quello degli inizi del rapporto , è come l’asta dell’equilibrista(la coppia )che impedisce la caduta .
    Non si capirebbe , davvero, perchè storie apparentemente perfette , tra persone perfettamente compatibili sotto ogni aspetto , da considerarle quasi un miracolo di rarità o uno scherzo del destino , falliscano miseramente. Come la mia ultima .
    Evidentemente , l’equilibrista(la coppia)non è capace di camminare sulla corda , senza l’asta . Ed invece , presa confidenza ed accertato che i passi ,dopo anni (Il valore del tempo), sono ormai stabili , dovrebbe lasciare cadere l’asta nel vuoto per stare in equilibrio da solo. Lui stesso dovrebbe essere l’asta .
    Questo intendo per diseducazione o non educazione al rapporto e agli obblighi morali che ne derivano. L’incapacità ,a volte reciproca , piu’ spesso solo di uno ,di portarlo avanti nel tempo.
    Mancando questo ,non c’è limitazione , alla possibilità di fallimento,anche con le migliori premesse .
    E’ questo che scoraggia , perlmeno a me , e non la possibilità di incontrare anche una persona meritevole . Ma avrà la capacità di poterlo essere nel tempo? Oppure sarà assorbita nel mucchio?
    Il legame vero , quello duro da rinunciare ,avviene tra le anime ,piu’ che tra i corpi e gli intelletti.
    Ma quest’aspetto è del tutto sottovalutato , perchè ormai estraneo al nostro mondo e al nostro modo di essere , fatto anche di mete materiali da raggiungere , fatto dell’approvazione sociale ,della costruzione fittizia e non sostanziale , della logica della convenienza e dell’arrivismo , in cui il partner diviene un mezzo , una conquista per realizzare i propri ( e non quelli di entrambi) obiettivi. L’eventualità che così funzioni è puramente casuale e imperscrutabile. E dà essa ne discende la nostra insicurezza.
    Ma del resto si è talmente, superficiali, contraddittori , sbagliati e presuntuosi ,dal voler spiegare psicologicamente (brrrrrrrrr!!! e sempre nell’ottica della patologia ..! Pfff..gli psicologi!),qualcosa che appartiene ad una sfera totalmente diversa . L’anima . Ed è essa dovrebbe essere educata e quindi elevata grazie alla consapevolezza e fornita della base giusta per aprirsi all’amore , quello vero ed incondizionato che si riconosce solo nel valore della persona che abbiamo accanto , e in niente altro .

  • 28
    rossana -

    Leonardo,
    più ti leggo e più aumentano le mie sintonie con te, facendomi sentire meno “bestia rara”.

    concordo pienamente che la troppa libertà nuoce, come tutti gli eccessi. a mio avviso, nuoce anche il benessere che abbiamo nel nostro Paese che, per quanto carente per molti versi, è comunque un fattore disgregante nelle sue attuali medie proporzioni, perchè nessuno ha più bisogno del prossimo e questo tipo di autonomia porta all’isolamento e alla competizione, tendenze opposte all’unione.

    secondo me, hai ragione anche sul periodo storico di transizione, che spero di veder presto cambiare almeno un po’ in positivo, in tutti i settori e non soltanto in quello dei rapporti fra i sessi, che è uno dei più dissestati.

  • 29
    rossana -

    Kid,
    tutto il tuo discorso fila abbastanza liscio, eccezion fatta per la pressione che la chiesa ha esercitato in passato sulla donna, costringendola al ruolo di supporto chiave dell’unità familiare, ad immagine, sempre, di Madonna, anche Dolorosa, se del caso…

    sugli psicologi e sui ruoli dissentiamo come sempre, e sempre dissentiremo… 🙂

  • 30
    Leonardo88 -

    Kid.

    Non era mio intento quello di accusare il cristianesimo della monogamia imposta alla società. O meglio non solo il cristianesimo. Il discorso è molto ampio. Effettivamente quello che dici tu non contraddice la mia asserzione. Solo la estende. Ho detto che la monogamia ci è stata imposta dalla morale cristiana, ma la stessa morale cristiana ha una genealogia, come tutte le religioni. Tracce di esogamia (che non è monogamia ma concettualmente agisce come tale reprimendo impulsi sessuali con il divieto) si possono rintracciare in quella che forse rappresenta la prima forma di sistema religioso e sociale: il totemismo. Mi rendo conto che il discorso è ampio e complesso ma comunque sia compendiando il tutto in una frase si potrebbe dire che la civiltà stessa (a prescindere dal carattere sacrale di una religione) dipende da un legame emotivo tra individui che comprende una limitazione dei propri impulsi sessuali.

    Non voglio insistere sull’argomento perchè non è il mio scopo.
    Quando parli di anima e di educazione parli di concetti che solo ora possiamo avere ben chiari nella nostra coscienza.
    Io credo che tutto sommato il decorso della storia sia come dovrebbe essere stato: non si sarebbe arrivati a tali concetti senza uno sviluppo che passasse anche dalle religioni.

    La coercizione esterna è fondamentale per crescere un bambino. L’educazione quidni di una società può avvenire solo se si limita la sua libertà, o meglio, volontà, come avviene nel bambino.

    Come dici tu non riconoscere valori più alti attribuibili allo spirito e assecondare rozzamente voleri più “superficiali” (che poi in realtà sarebbero quelli pulsionali) ha come conseguenza un minor rispetto per le persone e di conseguenza minor stabilità emotiva: in poche parole si affievolisce quel concetto romantico di amore che presuppone la comunione spirituale prolungata nel tempo.

    La psicologia (e pure io ho una certa avversione contro gli psicologi anche per colpa della mia ex) è un punto di vista, non il punto di vista. Prendiamo ciò che ci può servire riconoscendo che siamo costituiti ma un substrato di pulsioni che condizionano la nostra vita. E in nessun altro campo come l’amore queste pulsioni si contrappongono allo spirito.

    Ora possiamo sperare che dopo aver raggiunto un cosi alto grado di intellettualità e spiritualità in futuro si possa trovare un modo per riuscire a coinciliare lo spirito e il corpo. Perchè ovviamente noi siamo qualcosa di diverso da mere pulsioni.

    Per ultima analisi, il fatto che 30\40 anni fa risultassero vivere con valori spirituali apparentemente più alti e non fossero ferventi religiosi cozza con il fatto che comunque, là dove il progresso della scienza ha iniziato a minare la credibilità della religione, le cose sono cambiate. Un’involuzione è alquanto improbabile…

  • 31
    Leonardo88 -

    rossana

    Sono contento di leggere che c’è gente che la pensa come me. Mi fa sentire meglio. Però secondo me fondamentalmente non è giusto dare la colpa a nessuno. In fin dei conti nessuno è immune da questo processo e tutti soffriamo questa crisi di valori sentimentali. Ciò che cambia è la reazione: certa gente si adatta per paura.Comunque hai centrato il nocciolo del problema.
    “nessuno ha più bisogno del prossimo”. Giustissimo, soprattutto se alla base poniamo il fatto che una civiltà nasce dalla Necessità di fronteggiare un mondo naturale a noi ostile. Il benessere raggiunto ci porta a dimenticarci della necessità originaria. Ora che SEMBRA non esserci più bisogno del prossimo la nostra natura egoistica viene fuori. Con l’automatizzazione ci si esonera dall’azione e le mura spesse dell’esperienza e della tecnologia ci difendono abilmente dalla natura feroce: risultato è che il prossimo ci risulta meno necessario.L’unica cosa che forse cresce è la conoscenza e con essa l’intelletto. Il vero problema è che abbiamo dimenticato che noi siamo qualcosa di unico e che la razionalità è solo una peculiarità che può farci cogliere la nostra spiritualità e quella degli altri. Questa spiritualità trascende ogni meccanicismo materiale che dobbiamo gia sempre tenere in considerazione. Noi siamo questo, una sintesi tra anima e corpo. L’uno dipende dall’altro, sono correlati. Possiamo non aver più bisogno del prossimo in termini materiali, ma niente come la comunione spirituale può allietarci. In questi termini il prossimo ci è indispensabile per anelare alla felicità. Come ho gia detto altrove l’uomo tende a dimenticare la sua storicità..

  • 32
    Kid -

    Rossana

    Ohhhhhh!!!!!
    Allora cambia tutto!!!!! Come si son permessi di darle un ruolo di supporto nella unità della famiglia!!!:P
    Eppoi con le pressioni !!!!…….Brrr……
    E come facevano ? Gli punzecchiavano il sedere per renderla la moglie Dolorosa ?

    Ti rispondo così , và………
    col testo di una canzone . E’ piu’ attinente e serio della tua riposta! E non scherzo!

    Stripped off the right to be a human in control
    Its warmer in hell so down we go
    They say
    This is the city
    The city of angels

    All I see is dead wings!
    All I see is deeeeaaaaaaaad wings!

    Capito il concetto?
    They say-This is the city of angels-All I see is dead wings!

    ..Mica cxxi!

  • 33
    rossana -

    Kid,
    Ohhhh… dimenticavo che quello serio sei tu soltanto!

    cerchi di confondermi con l’inglese adesso, non riuscendoci abbastanza in italiano, eh!

    non ce la fai nemmeno così: di sicuro lo parlo e lo scrivo quanto te… ma non mettiamoci a gareggiare anche su questo: molti altri qui finirebbero di annoiarsi più di quanto già non si annoino nel leggere le nostre schermaglie.

    ovvio che sono contraria anche sul ruolo affibiato alle donne dalla chiesa, e ricordo bene come facevano a calarglielo addosso, unitamente al velo da portare religiosamente sui capelli…

    troppa fatica spiegarlo a te, e pure tempo perso! 🙂 eppure non sono la sola ad accusare i padri della chiesa di misoginia, a partire da Paolo di Tarso…

  • 34
    Kid -

    @ Leonardo

    “cozza con il fatto che comunque, là dove il progresso della scienza ha iniziato a minare la credibilità della religione, le cose sono cambiate”

    Certo, perchè la superbia di questa nuovo e inconsapevole illuminismo di massa , e non elitario , è figlia dell’ignoranza piu’ gretta e del qualunquismo da 4 soldi.
    Alla luce dello scoprire gli inganni della Religone se ne rinnega anche il valore di guida morale (generale )e spirituale (Per chi ha fede )dell’individuo.
    Dio non esiste! E allora la Religione cade fragorosamente a terra !
    Finalmente , dopo che ci hanno condizionato per millenni!Ottimo !….una analisi tralaltro socialmente ed individualmente utilissima.Con conseguenze del tutto innocue …direi…

    Come uno psicologo , dovrebbe spiegarmi le dinamiche dell’amore e della coppia?
    Ed in che modo ..riducendole tutte alla dipendenza affettiva o giu’ di lì ,dopo che il danno ormai è fatto ! E alla difesa data dal maggior egoismo personale .
    Ancora piu’ egoismo , dunque, ed individualismo ? ..Ottimo !
    Ecco perchè l’idea della coppia scompare ! Il “noi” viene sostituito dal “tu” ed “io ” e la riuscita o meno è lasciata al caso o all’interesse personale . Buon fallimento a tutti !

    L’anima, o l’animo , degli individui dovrebbe essere educata , fin da bambini , all’altruismo , alla collaborazione , alla assertività , al distacco dal materialismo , al rispetto dei ruoli e dei rapporti personali da quello amichevole a quello genitoriale al quello coniugale (A proposito della necessità o del bisogno del prossimo ) .
    Perlomeno ,un individuo consapevole , sarebbe in grado di decidere , una volta adulto , nella sua massima autodeterminazione , cio’ che è giusto e cio’ che è sbagliato, si spera senza schiacciare il prossimo .
    E non come adesso , in cui dubito fortemente , che molti siano consapevoli della convenienza effettiva e costruttiva delle loro scelte , sempre e comunque guidate dall’egoismo personale , che non guarda assolutamente in faccia ,alla necessaria , o meglio dovuta ,distruzione di qualcun altro . Per questo ritengo che la libertà di per se non sia il problema , anzi è auspicabile che gli individui siano sempre liberi , ma è la non consapevolezza, data dalla diseducazione affettiva, il vero problema.
    Ma dal tuo intervento ,credo che ci siam capiti al 100% !

  • 35
    rossana -

    Leonardo,
    le distonie mi stimolano: se limitate a un confronto misurato, spesso permettono di comprendere meglio persone o situazioni. le sintonie, invece, sono come carezze dell’animo, che fanno sentire meno soli…

    lungi da me dare colpa a qualcuno di qualcosa. però, purtroppo, ho fatto in tempo a sentire il peso della chiesa, e tanto; quindi mi è difficile sorvolare sulla pressione che poteva esercitare…

    apprezzo gli psicologi perchè da una psicologa d’eccezione sono stata salvata (sei anni, dolorosissimi e durissimi, ma ce l’ho fatta). le devo una rinascita, difficile da dimenticare…

    come asserivi tu, le convinzioni derivano da esperienze soggettive ma, secondo me, forse anche da un’impostazione di fondo del carattere, che porta alcuni a “digerire” prima o poi i guai che capitano loro (e a volgerli in bene) e altri a “vomitarli” all’infinito (oppure a volgerli in male).

    quanto a questa tua frase: “Sono solo scorciatoie di pensiero. Ma quella via si raggiunge comunque, anche senza sentire opinioni gia levigate dall’esperienza.” quella via, a mio avviso, si raggiunge soltanto se si è predisposti a raggiungerla e se ci si impegna parecchio a farlo. infatti, di qualsiasi cosa si legga o si discuta, si recepisce quasi soltanto quello che si è pronti a recepire. e non sempre cercando, anche a lungo, si trova…

    hai scritto che forse la tua ex ti prendeva meno di quello che avresti voluto, che per questo puoi averla trattata male e che non sai perchè sei ancora risentito se non l’ami più. forse dici soltanto a te stesso di non amarla più. si fa spesso, per soffrire meno. naturalmente non ho idea di cosa si agiti in te (spesso non capisco nemmeno esattamente cosa c’è in me!) ma ti dico i motivi principali per cui ritengo si soffra dopo essere stati lasciati o quando si decide di lasciare, dopo aver amato.

    innanzitutto in questa parte del globo abbiamo quasi tutti un ego troppo ingombrante, che patisce i rifiuti e i commenti di parenti e amici. la persona che abbiamo amato si porta comunque via la parte di noi che le avevamo donato. si piange sui sogni svaniti. si rimpiange il tempo trascorso considerandolo perso, mentre invece è utile ad imporci di rifare il punto su noi stessi e su cosa vogliamo dalla vita e da un partner. si resta delusi dalla persona e dall’amore, e questa delusione si allunga sul futuro, demoralizzandoci. a volte ci si arrabbia con se stessi per essersi fatti abbindolare. si rimane destabilizzati per il cambio repentino di abitudini, buttando tutte le colpe sull’altro oppure macerandosi per gli sbagli che riteniamo di aver commesso. e ci si ritrova soli, proprio quando si pensava di essere arrivati alla meta. può anche subentrare un pesante senso di fallimento personale. e chissà quante altre cose ci rendono gravosa non solo la perdita della persona ma anche la perdita della relazione.

    bisogna rimettere tutto in ordine e… ripartire. quell'”andare avanti” di cui si parla dopo un pesante lutto! tutt’altro che facile!!!

  • 36
    Leonardo88 -

    Kid.
    Senza adottare nessun tipo di ottica positivista dimmi cosa vedi in giro? cosa vedi nella storia? Io vedo tanta aggressività immotivata in tutti gli ambiti.
    Noi siamo quello che siamo. L’idea di male e bene è frutto di una morale. La libertà del singolo non può coincidere purtroppo con una convivenza con altri. Ci saranno sempre dei compromessi.
    L’essere egoista è un male per gli altri ma è un bene per se stesso.
    Dipende dai punti di vista.
    Ora, un’educazione volta a crescere un individuo nel segno del rispetto delle altre persone da chi dovrebbe partire e con quali mezzi?
    Chi può persuadere con tanta efficacia una persona?
    Un autorità potente, Dio per l’appunto, o un suo surrogato.
    La stessa regolamentazione sociale ha radici “religiose” (o per lo meno una forma primitiva di religione).
    Le regole…
    Tu hai bisogno che qualcuno ti dica di mangiare?
    Perchè nei 10 comandamenti non ce n’è uno che dica “mangia se no crepi di fame”?
    Perchè non ce n’è bisogno, siamo gia regolati naturalmente.
    Le regole sono necessarie per una società. Ma le stesse regole vietano cose che altrimenti faresti.
    C’è un comandamento in particolare che dice “ama il prossimo tuo come te stesso”
    Perchè deve essere suggerito da un’autorità divina?
    Perchè non lo posso fare naturalmente con lo stesso modo con cui mi autoimpongo di mangiare?
    Perchè non fa parte della mia natura..

    Quindi, con la scomparsa della religione cosa rimane? La mancanza di un autorità morale.

    Beninteso che quando parlo di religione non mi riferisco alla fede in un qualcosa di trasciendente l’uomo che spieghi le causalità della vita. Mi riferisco piuttosto alla sua applicazione all’uomo.

    Tuttavia non siamo macchine governate dll’istinto.
    Quell’inebriante e unica sensazione che solo la comunione spirituale ti può dare è a mio avviso una cosa da difendere ardentemente. L’asetticità di una società dominata solo da uno sfogo pulsionale non difende tale sensazione. Noi come gia detto siamo in un periodo di transizione. Ma a mio avviso ne la religione ne il nichilismo di oggi sono la soluzione dei nostri problemi. Probabilmente una maggiore consapevolezza su chi siamo potrà trovare nuovi modi per indicare la giusta condotta alle nuove generazioni. Noi possiamo solo aggrapparci a quelle tradizioni che abbiamo assimilato senza tuttavia crederci come si poteva credere un tempo. E sperare di trovare tra i tanti la persona che più ci è affine.

  • 37
    Leonardo88 -

    rossana

    La cosa è complicata.
    La lei reale la disprezzo e non potrebbe mai essere la ragazza della mia vita.
    La lei idealizzata la amo ancora tanto, troppo.
    Pur sapendo che non esiste e non è mai esistita è difficile togliersi il velo di maya e guardare in faccia la realtà.
    E poi, se mi è concessa un po’ di superficialità, lei era esteticamente (nel suo significato etimologico) perfetta per me il che rappresenta sicuramente un ostacolo ulteriore.

    Tutto quello che dici sull’abbandono lo condivido e lo approvo. La passività è determinante. L’essere succubi della volontà altrui provoca una cristallizzazione dell’energia psichica…

    Diceva Aristotele: “vendicarsi è fondamentale per dimostrare un ruolo di attività all’interno della società.”

    Ma la vendetta migliore deve cincidere con la propria rinascita.

    Però fa male, tanto male. Ho paura che non sarà cosi facile trovare un’altra persona affine come lo era l’idea della mia ex (si lo so è contraddittorio).

    Non che la vorrei ora, voglio prima riedificare il mio mondo. Però temo non sarà facile trovarla..
    E mi manca amare e prendermi cura di lei (sempre dell’idea neh!) =)

    Per quanto riguarda invece l’esperienza è chiaro che aiuta solo chi vuol essere aiutato.

  • 38
    rossana -

    Leonardo,
    esprimi in modo più colto e più razionale quasi tutto quello che penso e provo. il che mi pacifica, in quanto a volte temo di essere non tanto fuori dal mondo quanto fuori dal tempo. felice chi potrà, anelando a una persona come te, starti vicino e crescere ulteriormente nello spirito. stupendo che esistano giovani che portano avanti un concetto di vita iniziato, con una brutale rottura di schemi, cinquant’anni fa, che molti hanno pagato duramente e che ora risultano spesso annacquati da superficialità consumistica.

    concordo con te anche sul bisogno universale d’amore: in tutti noi, anche in quelli più traviati e meno positivi, permane sempre la fame di attenzioni e di comprensione di un bambino… la capacità d’affetto di un essere umano è indefinita, come indefinite sono tutte le sue potenzialità. forse verrà un giorno in cui la cultura consentirà di considerare sia i figli che le persone che si amano in modo meno possessivo di ora, favorendo relazioni aperte, non esclusive, che permettano a tutti di dare e ricevere amore, indipendentemente dai legami precedenti, senza che nessuno abbia più a soffrirne così tanto.

    hai ragione: perchè doversi limitare ad amare una persona soltanto quando si potrebbe distribuire varie modalità d’amore, oneste e sincere, su più individui, con cui si trovano particolari sintonie? sarà un’era che non mi sarà dato vedere, e forse nemmeno a te. comunque resta bello pensare che in qualche modo, anche soltanto tenendo vivo e portando avanti il concetto, vi abbiamo contribuito.

    giustissimo il tuo pensiero sull’egoismo contrapposto all’altruismo. soggettivamente esiste una scelta di fondo fra i due estremi ma, quando il grado di sacrificio non è più sublimabile con un obiettivo e annulla la vitalità di una persona, per me è giusto che questa pensi innanzitutto a se stessa, se ne ha il coraggio. non regge nemmeno il discorso dei figli, perchè, se si è infelici, li si educa, sia pure involontariamente, all’infelicità.

    il peso dell’attuale cultura (ancora all’inizio degli anni ’80, quando mi sono separata da mio marito, gli abitanti del paesino in cui sono nata, che mi avevano conosciuta bambina, mi ghettizzarono, aggiungendo sofferenza alla sofferenza) e la difficoltà, tuttora persistente, di relazionarsi con il maschio con un rifiuto, possono spingere la donna a tradimenti, come una via breve, spesso inconscia, per metterlo di fronte all’evidenza dell’impossibilità di continuare la relazione.

    l’uomo invece è spesso renitente ad ammettere quella che considera una sconfitta: si defila in silenzio e volge le sue attenzioni altrove, avendo di solito ancora più occasioni di farlo della donna, soprattutto se la compagna non lavora fuori casa.

    come si fa a resistere alla prospettiva di un alto grado di affinità e di comunione spirituale, anche soltanto idealizzata come bisogno evolutivo imprescindibile di CRESCITA? solo il tempo e la verifica sul campo potrà permettere di discernere il vero dal sogno!

  • 39
    rossana -

    Leonardo,
    questa tua frase: “La lei idealizzata la amo ancora tanto, troppo.” mi ha indotta a riflettere e a comprendere meglio come mi sia ora possibile non provare più nemmeno risentimento nei confronti dei due uomini che ho amato.

    dev’essere perchè sono riuscita, a poco a poco, a sostituire il loro volto reale, stramaledettamente umano, come il mio d’altronde, al volto di sogno che avevo immaginato in loro in un primo tempo, volto che altro non era che la proiezione dei miei bisogni più profondi in quel preciso periodo della mia vita.

    e questo vale anche per il mio terzo uomo, quello di cui sono ora, purtroppo, ancora innamorata, confermando in pieno quanto sopra esplicitato, perchè questo uomo lo conosco pochissimo ma l’immagine di sogno che mi sono fatta di lui è straripante, forse anche a seguito di tanti anni di solitudine affettiva. questo concetto razionale, insieme ad altre considerazioni, mi sarà di aiuto per cancellarlo più in fretta dalla mente.

    grazie di tutto: è stato un ricchissimo interscambio!

  • 40
    Leonardo88 -

    Anche a me è servito parlarne e parlare della nostra situazione societaria. =)
    A volte aiuta analizzare le situazioni.. Certo ce n’è di strada da fare ma per lo meno se si fa luce su un po’ di cose forse si riesce a vivere un po’ meglio.
    Per lo meno (e parlo per me dato che sono ancora molto inesperto) cerco di rendere costruttivo questo dolore. Analizzare tutta questa cavolo di situazione mi aiuta a crescere. Lo facessero tutti….

    un abbraccio.

  • 41
    rossana -

    Leonardo,
    analizzare e sforzarsi di comprendere aiuta sempre. è come rileggere un libro a distanza di anni: ci trovi spesso qualcosa di nuovo che non avevi per niente notato le volte precedenti…

    auguri di bene e di serenità.

  • 42
    Kid -

    @ Leonardo

    No , solo il fallimento totale generazionale , potrà forse comportare una inversione di tendenza!
    Vorrei parlarti in privato di qualcosa .
    Lasciami un indirizzo skype o msn o email quà. Grazie.

    kidddd72@yahoo.it

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