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Non potevo mancare

di Davidino

Anche quest’anno, puntuale come sempre, Il Natale è arrivato, ha lasciato un qualche cosa e pian piano se ne sta andando. Speciale è il Natale dove i miracoli si sprecano, il giorno prima farabutto incallito, il giorno dopo alla Messa con una ricca elemosina tra le dita. Per tradizione il Natale cade il 25 Dicembre, ma i vangeli tale data non la riportano. Ma ciò importa poco perché una data non cambia la fede. Nel tempo la festa più grande, mistica per significato e umanissima per speranza diventata man mano una festa di consumo, dove ad avere la meglio sono i regali, le scorpacciate di cibo. E poi forse dopo, ma molto dopo, arriva il vero senso e significato del Natale. L’anno scorso festeggiato in un reparto di Rianimazione e Terapia Intensiva cogliendo ogni minimo sguardo di tristezza, di rassegnazione, di sconfitta dei pazienti ricoverati. Ma non era giusto, era Natale anche per loro. Un Natale vissuto sotto un altro aspetto. Un Natale condiviso con loro, con persone che oggi non ci sono più. Quest’anno invece a casa con i parenti, con le gambe sotto il tavolo e un ricca abbuffata di cibo sul tavolo tanto da star male e da portarmi a dire “Non mangerò più per 3 giorni consecutivi”.
Felicità e tristezza, due grandi rette parallele che si sfiorano senza mai scontrarsi. No è Natale, e già questo dovrebbe servire per scacciare via ogni minima preoccupazione, ogni minima tristezza; Ogni minimo rancore verso le persone; In quel giorno non c’è nessun litigio che tenga; Non esiste odio e indifferenza. Ma tutto questo solo in un’altra vita (forse), in un’altra dimensione, in un altro mondo. Qui no! Natale dovrebbe essere tutti i giorni, in questo mondo fatto buona parte di tradimenti, di violenza, di menefreghismo, di odio, tanto da riuscire a sopperire quelle seppur poche persone che si contraddistinguono per il contrario. In questo mondo fatto da materia dove però stento a pensare che ogni minimo mio pensiero, ogni minima mia sensazione, ogni minimo mio sentimento e dolore sia frutto solo di reazioni chimiche. Energia pura che vive dentro di noi, sotto forma di anima. In questa società disfattista per se stessi e per gli altri, dei ragazzi che hanno in testa soltanto il divertimento, lo sballarsi, senza alcun criterio. Dove è così facile perdersi in un bicchier d’acqua. Se non segui la moda non sei nessuno, vieni emarginato. Se non sei tutto muscoli e niente cervello vieni emarginato a priori. Ma chi l’ha stabilita questa gran cazzata? No, io non ci sto, non mi voglio amalgamare a questa società e quindi vado per la mia strada. Sono un mondo a parte. È anche questo il Natale, che ti apre la mente e ti fa scorgere orizzonti che nei giorni “normali” non riusciamo a vedere. Colpa della nostra vita frenetica, dei falsi problemi con cui tutti i giorni conviviamo, dei molteplici motivi per cui questo non avviene. Il Papa che durante la S. Messa di Natale viene aggredito e buttato a terra come un birillo rischiando e non poco, una numerosissima famiglia di Alessandria composta da madre, padre e 4 figli che adottano in casa a sua volta un’altra famiglia numerosissima in precarie condizioni economiche. Il famoso calciatore al quale svaligiano la villa italiana mentre è in patria a festeggiare un Natale anomalo, tra onde, bichini e creme solari. Quello in fondo desiderato da metà del paese che in mancanza di un biglietto last minute il Natale lo festeggerà a Beverly Hills in una multisala, tra risate e popcorn. Un augurio di Buone Feste, che la gioia e la felicità di questi attimi possano accompagnarvi nel difficile cammino della vita rendendo dolci anche i momenti più difficili.

Lettera pubblicata il 26 Dicembre 2009. L'autore ha condiviso 6 testi sul nostro sito. Per esplorarli, visita la sua pagina autore .
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Categorie: - Riflessioni

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